LUTATHERA 370 MBQ/ML SOLUZIONE PER INFUSIONE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Interazioni con
Restrizioni d'uso
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - LUTATHERA 370 MBQ/ML
Lutathera è indicato in pazienti adulti per il trattamento di tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (NET-GEP) ben differenziati (G1 e G2), progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina,.
Importanti istruzioni di sicurezza
La somministrazione di Lutathera deve essere condotta esclusivamente da persone autorizzate a manipolare radiofarmaci in strutture cliniche appositamente designate (vedere paragrafo 6.6) e solo dopo aver sottoposto il paziente all’esame di un medico qualificato.
Identificazione del paziente
Prima di iniziare il trattamento con Lutathera, l’imaging recettoriale della somatostatina (scintigrafia o tomografia ad emissione di positroni [PET]) deve confermare la sovraespressione di tali recettori nel tessuto tumorale con una captazione da parte del tumore pari almeno alla normale captazione epatica.
Posologia
Adulti
Il regime di trattamento raccomandato con Lutathera negli adulti consiste in 4 infusioni da 7.400 MBq ciascuna. L’intervallo consigliato tra una somministrazione e la successiva è di 8 settimane (±1 settimana).
Nelle rispettive sezioni di seguito sono fornite informazioni sulle modifiche della dose per la gestione di reazioni avverse al farmaco severe o non tollerabili.
Soluzione di amminoacidi
Come forma di protezione renale, è necessario somministrare per 4 ore una soluzione di amminoacidi, contenente L-lisina e L-arginina, per via endovenosa (vedere la composizione nelle Tabelle 1 e 2).
L’infusione della soluzione di amminoacidi deve iniziare 30 minuti prima dell’avvio dell'infusione di Lutathera. L’infusione della soluzione di amminoacidi e di Lutathera attraverso un accesso venoso separato in ciascun braccio del paziente è il metodo preferito. Tuttavia, se non è possibile utilizzare due linee endovenose a causa di un accesso venoso insufficiente o di una preferenza istituzionale/clinica, la soluzione di amminoacidi e di Lutathera possono essere infuse attraverso la stessa linea mediante una valvola a tre vie, tenendo in considerazione la portata e il mantenimento dell’accesso venoso. La dose della soluzione di amminoacidi non deve essere ridotta anche se viene somministrata una dose ridotta di Lutathera.
Una soluzione di amminoacidi contenente solo L-lisina e L-arginina nelle quantità specificate nella Tabella 1 è considerata il medicinale di scelta, per il minore volume totale da infondere e la più bassa osmolalità.
La soluzione di amminoacidi può essere preparata come prodotto estemporaneo, conformemente alle buone pratiche di preparazione dell’ospedale per i prodotti medicinali sterili e secondo la formulazione specificata in Tabella 1.
Tabella 1 Composizione della soluzione estemporanea di amminoacidi
| Composto | Quantità |
| L-lisina cloridrato | 25 g* |
| L-arginina cloridrato | 25 g** |
| Soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%), o acqua per preparazioni iniettabili | 1 L |
|
*equivalente a 20,0 g di L-lisina **equivalente a 20,7 g di L-arginina |
|
In alternativa, se conformi alle specifiche descritte in Tabella 2, possono essere utilizzate soluzioni di amminoacidi disponibili in commercio.
Tabella 2 Specifiche delle soluzioni di amminoacidi disponibili in commercio
| Caratteristica | Specifica |
| L-lisina cloridrato | tra 18 e 25 g* |
| L-arginina cloridrato | tra 18 e 25 g** |
| Volume | da 1 a 2 L |
| Osmolalità | <1 200 mOsmol/kg |
|
*equivalente a 14,4-20 g di L-lisina **equivalente a 14,9-20,7 g di L-arginina |
|
Monitoraggio del trattamento
Prima di ogni somministrazione e durante il trattamento con Lutathera, è necessario effettuare test di laboratorio per valutare le condizioni del paziente e, ove necessario, adattare il protocollo terapeutico (dose, intervallo di infusione, numero di infusioni) (vedere Tabella 3).
I test di laboratorio minimi necessari prima di ogni infusione sono:
- Ematologia (emoglobina [Hb], conta leucocitaria con conta differenziale, conta piastrinica)
- Funzionalità renale (creatinina e clearance della creatinina secondo la formula di Cockcroft-Gault)
- Funzionalità epatica (alanina aminotransferasi [ALT], aspartato aminotransferasi [AST], albumina sierica, rapporto internazionale normalizzato [INR] e bilirubina)
Questi test di laboratorio devono essere eseguiti almeno una volta nelle 2-4 settimane che precedono la somministrazione, e poco prima della somministrazione. Si raccomanda inoltre di eseguire questi test ogni 4 settimane per almeno 3 mesi dall'ultima infusione di Lutathera e successivamente ogni 6 mesi per poter rilevare eventuali reazioni avverse ritardate (vedere paragrafo 4.8). Potrebbe essere necessario modificare il dosaggio in base ai risultati dei test (vedere Tabella 3).
Modifica della dose
La gestione di reazioni avverse al farmaco severe o non tollerate può richiedere una sospensione temporanea del trattamento (estensione dell’intervallo di somministrazione da 8 a 16 settimane), una riduzione della dose o l’interruzione permanente del trattamento con Lutathera (vedere Tabella 3 e Figura 1).
Tabella 3 Modifiche della dose di Lutathera raccomandate in caso di reazioni avverse al farmaco
| Reazione avversa al farmaco | Severità della reazione avversa al farmaco | Modifica della dose |
| Trombocitopenia |
Prima comparsa di: Grado 2 (piastrine <75–50 x 109/L) Grado 3 (piastrine <50–25 x 109/L) Grado 4 (piastrine <25 x 109/L) |
Sospendere il trattamento fino a completa o parziale risoluzione (Grado da 0 a 1). Riprendere Lutathera a 3 700 MBq (100 mCi) in pazienti con risoluzione parziale o completa. Se la riduzione della dose non dà luogo ad una trombocitopenia di Grado 2, 3 o 4, somministrare7 400 MBq (200 mCi) diLutathera come dose successiva. Interrompere definitivamente Lutathera in caso di trombocitopenia di Grado 2 o superiore che richieda unintervallo tra le somministrazioni oltre le 16 settimane. |
| Grado 2, 3 o 4 ricorrente | Interrompere definitivamente Lutathera | |
| Anemia e neutropenia |
Prima comparsa di anemia: Grado 3 (Hb <8,0 g/dL); trasfusione indicata Grado 4 (sequele pericolose per la vita) Prima comparsa di neutropenia: Grado 3 (conta assoluta dei neutrofili [ANC] <1,0–0,5 x 109/L) Grado 4 (ANC <0,5 x 109/L) |
Sospendere il trattamento fino a completa o parziale risoluzione (Grado 0, 1, o 2). Riprendere Lutathera a 3 700 MBq (100 mCi) in pazienti con risoluzione parziale o completa. Se la riduzione della dose non dà luogo ad anemia o neutropenia di Grado 3 o 4, somministrare 7 400 MBq (200 mCi) come dose successiva. Interrompere definitivamente Lutathera in caso di anemia o neutropenia di Grado 3 o superiore che richieda un intervallo tra le somministrazioni oltre le16 settimane. |
| Grado 3 o 4 ricorrente | Interrompere definitivamente Lutathera | |
| Tossicità renale |
Prima comparsa di:
|
Sospendere il trattamento fino a risoluzione o ritorno al basale.
Riprendere Lutathera a 3 700 MBq (100 mCi) in pazienti con risoluzione o ritorno al basale. Se la riduzione della dose non dà luogo a tossicità renale, |
| Tossicità renale ricorrente | Interrompere definitivamente Lutathera | |
| Epatotossicità |
Prima comparsa di:
|
Sospendere il trattamento fino a risoluzione o ritorno al basale. Riprendere Lutathera a 3 700 MBq (100 mCi) in pazienti con risoluzione o ritorno al basale. Se la riduzione della dose non dà luogo ad epatotossicità, somministrare 7 400 MBq (200 mCi) di Lutathera come dose successiva. Interrompere definitivamente Lutathera in caso di epatotossicità che richieda un intervallo tra le somministrazioni oltre le 16 settimane. |
| Epatotossicità ricorrente | Interrompere definitivamente Lutathera | |
| Qualsiasi altra reazione avversa al farmaco1 di Grado 3 o 4 secondo CTCAE* | Prima comparsa di Grado 3 o 4 |
Sospendere il trattamento fino a completa o parziale risoluzione. Riprendere Lutathera a 3 700 MBq (100 mCi) in pazienti con risoluzione completa o parziale. Se la riduzione della dose non dà luogo tossicità di Grado 3 o 4, somministrare 7 400 MBq(200 mCi) di Lutathera come dose successiva. Interrompere definitivamente Lutathera in caso di reazione avversa al farmaco di Grado 3 o 4 che richieda un intervallo tra le somministrazioni oltre le16 settimane. |
| Grado 3 o 4 ricorrente | Interrompere definitivamente Lutathera | |
|
1 Non è richiesta alcuna modifica della dose per le tossicità ematologiche di Grado 3 o di Grado 4 dovute esclusivamente a linfopenia. * CTCAE: Common Terminology Criteria for Adverse Events, National Cancer Institute |
||
Figura 1 Riepilogo delle istruzioni per modificare la dose
DMT: tossicità modificante la dose
Altri fattori per considerare l'interruzione temporanea del trattamento con Lutathera includono la comparsa di una malattia intercorrente (ad es. infezione delle vie urinarie) che il medico ritiene possa aumentare i rischi associati alla somministrazione di Lutathera e che deve essere risolta o stabilizzata al fine di riprendere il trattamento, o un intervento chirurgico importante nel qual caso il trattamento deve essere sospeso per 12 settimane dopo la data dell'intervento chirurgico.
Popolazioni speciali
Anziani
Non è richiesta alcuna modifica della dose nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni poiché l’esperienza clinica non ha individuato differenze di risposta tra pazienti anziani e pazienti più giovani. Tuttavia, dal momento che è stato descritto un aumento del rischio di ematotossicità nei pazienti anziani (≥70 anni), è consigliabile un follow-up ravvicinato che consenta di adattare rapidamente la dose (DMT) in questa popolazione.
Compromissione renale
Poiché nei pazienti con compromissione renale è possibile un aumento dell’esposizione alle radiazioni, è richiesta un’attenta valutazione dell’attività da somministrare. Il profilo farmacocinetico e la sicurezza di lutezio (177Lu) oxodotreotide in pazienti con compromissione renale severa al basale (clearance della creatinina <30 mL/min secondo la formula di Cockcroft-Gault) o con malattia renale allo stadio terminale non sono stati studiati. Il trattamento con Lutathera è controindicato in pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina <30 mL/min (vedere paragrafo 4.3). Il trattamento con Lutathera non è raccomandato nei pazienti con clearance della creatinina <40 mL/min al basale (utilizzando la formula di Cockcroft-Gault). Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale con clearance della creatinina ≥40 mL/min al basale.
Tuttavia, poiché questo medicinale è noto per essere sostanzialmente escreto per via renale, si raccomanda una maggior frequenza nel monitoraggio della funzionalità renale in questi pazienti poiché sono maggiormente a rischio di tossicità.
Per maggiori dettagli circa il trattamento di pazienti con tossicità renale, vedere la Tabella 3 nel paragrafo 4.2 e il paragrafo 4.4.
Compromissione epatica
Poiché nei pazienti con compromissione epatica è possibile un aumento dell’esposizione alle radiazioni, è richiesta un’attenta valutazione dell’attività da somministrare. Il profilo farmacocinetico e la sicurezza di lutezio (177Lu) oxodotreotide nei pazienti con compromissione epatica severa al basale (bilirubina totale >3 volte il limite superiore di norma, indipendentemente dal livello di AST) non sono stati studiati. I pazienti con compromissione epatica al basale con bilirubina totale >3 volte rispetto al limite superiore del range di normalità o albuminemia <30 g/L e INR >1,5 devono essere trattati con Lutathera solo dopo attenta valutazione del beneficio-rischio. Non è raccomandata alcuna modifica della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata al basale.
Per ulteriori dettagli sul trattamento di pazienti con epatotossicità, vedere la Tabella 3 nel paragrafo 4.2 e il paragrafo 4.4.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Lutathera nei pazienti pediatrici di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. I dati al momento disponibili nei pazienti pediatrici di età pari o superiore a 12 anni sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1, 5.2 e 11 ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.
Modo di somministrazione
Lutathera è per uso endovenoso. È un radiofarmaco pronto all’uso, solo per uso singolo.
Istruzioni per la somministrazione
Per la somministrazione della dose raccomandata possono essere utilizzati il metodo per gravità, il metodo con pompa peristaltica o il metodo con pompa a siringa. Gli operatori sanitari che eseguono il trattamento possono utilizzare altri metodi ritenuti appropriati e sicuri, specialmente quando è richiesta una riduzione della dose.
Quando si utilizza il metodo per gravità o il metodo con pompa peristaltica, Lutathera deve essere infuso direttamente dal suo contenitore originale. Il metodo con pompa peristaltica o il metodo con pompa a siringa devono essere utilizzati quando si somministra una dose ridotta di Lutathera a seguito di una modifica della dose a causa di una reazione avversa (vedere la Tabella 3 nel paragrafo 4.2).
L’uso del metodo per gravità per somministrare una dose ridotta di Lutathera può comportare la somministrazione di un volume errato di Lutathera se la dose non viene adattata prima della somministrazione. Devono essere adottate misure precauzionali di radioprotezione indipendentemente dal metodo di somministrazione utilizzato (vedere paragrafo 6.6).
La seguente tabella riassume l’intera procedura di somministrazione di Lutathera:
Tabella 4 Procedura per la somministrazione dell’antiemetico, della soluzione di amminoacidi e di Lutathera
| Agente somministrato | Ora di inizio (min.) | Velocità di infusione (mL/h) | Durata |
| Antiemetico | Almeno 30 minuti prima della soluzione di amminoacidi | Come da riassunto delle caratteristiche del prodotto | Come da riassunto delle caratteristiche del prodotto |
| Soluzione di amminoacidi, o preparata estemporaneamente (1 L) o commerciale (da 1 a 2 L) | 0 | 250–500 a seconda del volume | 4 ore |
| Lutathera con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) | 30 | Fino a 400 | 30 ± 10 minuti |
Per le istruzioni sul metodo di preparazione e sui metodi di somministrazione endovenosa, vedere il paragrafo 12.
Per le raccomandazioni in caso di stravaso, vedere il paragrafo 4.4.
-
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
-
Gravidanza accertata o sospetta o quando la gravidanza non è stata esclusa (vedere paragrafo 4.6).
-
Insufficienza renale con clearance della creatinina <30 mL/min.
Giustificazione del rapporto beneficio-rischio individuale
Per ogni paziente, l’esposizione alle radiazioni deve essere giustificata in rapporto al probabile beneficio. L’attività somministrata deve essere, in ogni caso, quella ragionevolmente più bassa possibile in grado di ottenere l’effetto terapeutico richiesto.
Considerato il meccanismo di azione e il profilo di tollerabilità di Lutathera, si raccomanda di non iniziare il trattamento con Lutathera in pazienti negativi al recettore della somatostatina o con lesioni viscerali miste in base all’imaging del recettore della somatostatina.
Mielosoppressione
A causa dei potenziali effetti ematologici indesiderati, la conta ematica deve essere monitorata al basale e prima di ogni dose di Lutathera durante il trattamento e fino alla risoluzione di eventuali tossicità (vedere paragrafo 4.2). I pazienti con compromissione midollare e i pazienti che hanno ricevuto una precedente chemioterapia o radioterapia a fasci esterni (che abbia interessato più del 25% del midollo osseo) possono essere a maggiore rischio di tossicità ematologica durante il trattamento con Lutathera. Il trattamento non è raccomandato nei pazienti con compromissione severa della
funzione ematologica al basale e durante il trattamento (ad es. Hb <4,9 mmol/L o 8 g/dL, piastrine
<75 x 109/L, o leucociti <2 x 109/L) a meno che non sia dovuta esclusivamente a linfopenia. Sindrome mielodisplastica e leucemia acuta
Dopo il trattamento con Lutathera sono state osservate sindrome mielodisplastica (MDS) ad esordio tardivo e leucemia acuta (AL) (vedere paragrafo 4.8) verificatesi rispettivamente dopo circa 29 mesi (9-45) e dopo circa 55 mesi (32-125) dalla prima infusione di Lutathera. L’eziologia di queste neoplasie mieloidi secondarie correlate alla terapia (t-MNs) non è chiara. Sono stati ipotizzati come possibili fattori di rischio e/o fattori predittivi di MDS/AL un’età >70 anni, la compromissione della funzionalità renale, la citopenia al basale, il numero di precedenti terapie, la pregressa esposizione ad agenti chemioterapici (specificamente agenti alchilanti) e le precedenti radioterapie.
Tossicità renale
Poiché lutezio (177Lu) oxodotreotide viene quasi esclusivamente eliminato attraverso il sistema renale, è obbligatorio somministrare contemporaneamente una soluzione di amminoacidi contenente gli amminoacidi L-lisina e L-arginina. La soluzione di amminoacidi contribuirà a ridurre il riassorbimento del lutezio (177Lu) oxodotreotide attraverso i tubuli prossimali, con conseguente riduzione significativa della dose assorbita a livello renale (vedere paragrafo 4.2). Quando l’infusione concomitante della soluzione di amminoacidi raccomandata viene somministrata per un periodo di 4 ore, è stata riportata una riduzione media dell’esposizione renale alla radiazione di circa il 47%.
I pazienti devono essere incoraggiati a rimanere idratati e a urinare frequentemente prima, il giorno stesso e il giorno dopo la somministrazione di Lutathera (ad es. 1 bicchiere d’acqua ogni ora).
La funzionalità renale, determinata dalla creatinina sierica e dalla clearance della creatinina calcolata utilizzando la formula di Cockcroft-Gault, deve essere valutata al basale, durante e per almeno il primo anno dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.2).
I pazienti con compromissione renale al basale, o con anomalie renali o del tratto urinario possono essere a maggior rischio di tossicità a causa dell’aumentata esposizione alle radiazioni (vedere paragrafo 4.2).
Per i pazienti con clearance della creatinina <50 mL/min deve inoltre essere considerato un aumento del rischio di iperkaliemia transitoria dovuto alla somministrazione della soluzione di amminoacidi (vedere Avvertenze e precauzioni specifiche per la somministrazione concomitante di una soluzione di amminoacidi nefroprotettiva).
Epatotossicità
Poiché molti pazienti avviati alla terapia con Lutathera presentano metastasi epatiche, può essere comune osservare pazienti con alterata funzionalità epatica al basale. I pazienti con metastasi epatiche o pre-esistente compromissione epatica in stadio avanzato possono essere maggiormente a rischio di epatotossicità a causa dell’esposizione alle radiazioni. Pertanto, durante il trattamento si consiglia di monitorare ALT, AST, bilirubina, albumina sierica e INR (vedere paragrafo 4.2).
Ipersensibilità
Casi di reazioni di ipersensibilità (inclusi eventi isolati di angioedema) sono stati segnalati in pazienti trattati con Lutathera nella fase post-marketing (vedere paragrafo 4.8). In caso di gravi reazioni di ipersensibilità, l’infusione di Lutathera in corso deve essere interrotta immediatamente. Medicinali e attrezzature appropriati per gestire tali reazioni devono essere disponibili per uso immediato.
Nausea e vomito
Per prevenire la nausea e il vomito dovuti al trattamento, un bolo endovenoso di un antiemetico deve essere iniettato almeno 30 minuti prima di avviare l’infusione della soluzione di amminoacidi per raggiungere la piena efficacia antiemetica (vedere paragrafo 4.2).
Uso concomitante di analoghi della somatostatina
La somatostatina e i suoi analoghi si legano in modo competitivo ai recettori della somatostatina e possono interferire con l’efficacia di Lutathera (vedere paragrafo 4.5).
Crisi ormonali neuroendocrine
Poiché possono verificarsi crisi dovute a eccessivo rilascio di ormoni o di sostanze bioattive dopo il trattamento con Lutathera, in alcuni casi deve essere considerato il monitoraggio attraverso il ricovero notturno dei pazienti (ad es., pazienti con scarso controllo farmacologico dei sintomi). In caso di crisi ormonali, i trattamenti raccomandati sono: somministrazione endovenosa di analoghi della somatostatina a dosi elevate, di liquidi per via endovenosa, di corticosteroidi, e correzione dei disturbi elettrolitici nei pazienti con diarrea e/o vomito.
Sindrome da lisi tumorale
Dopo la terapia con medicinali contenenti lutezio-177 sono stati segnalati casi di sindrome da lisi tumorale. I pazienti con una storia di insufficienza renale e un carico tumorale elevato presentano un rischio più elevato e devono essere trattati con maggiore cautela. La funzionalità renale e l’equilibrio elettrolitico devono essere valutati al basale e durante il trattamento.
Regole di radioprotezione
I pazienti trattati con Lutathera devono essere tenuti lontani da altre persone durante la somministrazione e fino al raggiungimento dei limiti di emissione delle radiazioni previsti dalle leggi applicabili, solitamente entro 4-5 ore dopo la somministrazione del medicinale. L’operatore sanitario deve stabilire quando il paziente può lasciare l’area controllata dell’ospedale, vale a dire il momento in cui l’esposizione alle radiazioni di terze parti non supera le soglie regolamentari.
I pazienti devono essere incoraggiati a rimanere idratati e a urinare frequentemente prima, il giorno stesso ed il giorno dopo la somministrazione di Lutathera (ad es. 1 bicchiere d’acqua ogni ora) per facilitare l’eliminazione del medicinale. I pazienti devono essere incoraggiati anche a defecare ogni giorno e, ove necessario, ad aiutarsi con un lassativo. L’urina e le feci devono essere smaltite conformemente alle normative nazionali.
A meno che non vi sia contaminazione cutanea del paziente dovuta, ad esempio, a fuoriuscite dal sistema di infusione o a incontinenza urinaria, non ci si attendono contaminazioni di radioattività della cute o della massa di materiale vomitato. Tuttavia, durante le normali cure mediche o gli esami con dispositivi medici o altri strumenti vengono a contatto con la cute (ad es., elettrocardiogramma [ECG]), si consiglia di osservare misure di protezione di base, come indossare guanti, applicare materiali/elettrodi prima di avviare l’infusione del radiofarmaco e sostituirli una volta terminate le misurazioni, e, infine, monitorare il livello di radioattività dell’apparecchiatura dopo l’uso.
Prima di essere dimesso, il paziente deve essere istruito sulle regole di radioprotezione necessarie a cui attenersi durante le interazioni con altri membri della stessa famiglia e con altre persone in generale e sulle precauzioni generali che il paziente deve adottare durante le attività quotidiane dopo il trattamento (come indicato nel prossimo paragrafo e nel foglio illustrativo) per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni di altre persone.
Dopo ogni somministrazione, possono essere prese in considerazione le seguenti raccomandazioni generali insieme alle procedure e ai regolamenti nazionali, locali e istituzionali:
-
Deve essere limitata la stretta vicinanza (meno di 1 metro) ad altre persone per 7 giorni.
-
Nel caso di bambini e/o donne in gravidanza, la stretta vicinanza (meno di 1 metro) deve essere limitata a meno di 15 minuti al giorno per 7 giorni.
-
I pazienti devono dormire in una camera da letto separata dalle altre persone per 7 giorni.
-
I pazienti devono dormire in una camera da letto separata dai bambini e/o dalle donne in gravidanza per 15 giorni.
Misure consigliate in caso di stravaso
Si devono indossare guanti impermeabili monouso. L’infusione del medicinale deve essere interrotta immediatamente ed il dispositivo di somministrazione (catetere, ecc.) rimosso. Informare il medico specialista in medicina nucleare e il radiofarmacista.
Tutti i materiali del dispositivo di somministrazione devono essere conservati per potere misurare la radioattività residua, l’attività effettivamente somministrata, e deve essere determinata la dose assorbita. L’area di stravaso deve essere delimitata con una penna indelebile e, se possibile, se ne deve fare una foto. Inoltre, si raccomanda di registrare il tempo e il volume stimato dello stravaso.
Per continuare l’infusione di Lutathera, è obbligatorio utilizzare un nuovo catetere, eventualmente inserendolo in un accesso venoso controlaterale.
Nessun medicinale supplementare può essere somministrato omolateralmente alla sede dello stravaso.
Al fine di accelerare la dispersione del medicinale e prevenire la sua stagnazione nei tessuti, si raccomanda di aumentare il flusso sanguigno sollevando il braccio interessato. A seconda del caso, deve essere presa in considerazione l’aspirazione del liquido di stravaso, un’iniezione di lavaggio con soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%), o l’applicazione di compresse calde o di un impacco caldo al sito di infusione per accelerare la vasodilatazione.
Si devono trattare eventuali sintomi, in particolare l’infiammazione e/o il dolore. A seconda della situazione, il medico specialista in medicina nucleare deve informare il paziente circa i rischi connessi alle lesioni da stravaso e fornire suggerimenti circa i possibili trattamenti e le necessarie esigenze di follow-up. L’area di stravaso deve essere controllata fino alla dimissione del paziente dall’ospedale. A seconda della severità dello stravaso, l’evento deve essere dichiarato come reazione avversa.
Pazienti con incontinenza urinaria
Onde evitare la diffusione di contaminazione radioattiva, durante i primi 2 giorni successivi alla somministrazione di questo medicinale, si devono adottare precauzioni particolari nei pazienti con incontinenza urinaria. Ciò include la manipolazione di qualsiasi materiale eventualmente contaminato da urina.
Pazienti con metastasi cerebrali
Poiché non sono disponibili dati di efficacia per i pazienti con metastasi cerebrali note, in questi pazienti deve essere valutato caso per caso il rapporto beneficio-rischio.
Neoplasie secondarie maligne
L’esposizione a radiazioni ionizzanti è collegata all’induzione del cancro e al potenziale sviluppo di difetti ereditari. La dose di radiazioni risultante dall’esposizione terapeutica può determinare una maggiore incidenza di cancro e di mutazioni geniche. In tutti i casi è necessario garantire che i rischi dovuti all’esposizione alle radiazioni siano inferiori a quelli derivati dalla malattia stessa.
Altri pazienti con fattori di rischio
I pazienti con una delle seguenti condizioni sono più inclini a sviluppare reazioni avverse. Pertanto, si raccomanda una maggior frequenza nel monitoraggio di questi pazienti durante il trattamento. In caso di tossicità modificante la dose, fare riferimento alla Tabella 3.
-
Metastasi ossee;
-
Precedenti radioterapie metaboliche oncologiche con composti con (131I) o qualsiasi altra terapia che utilizza sorgenti radioattive non schermate;
-
Storia di altre neoplasie, a meno che il paziente non sia considerato in remissione da almeno 5 anni.
Contraccezione nei maschi e nelle femmine
Alle pazienti di sesso femminile in età fertile deve essere consigliato di usare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 7 mesi dopo l’ultima dose di Lutathera (vedere paragrafo 4.6).
Ai pazienti di sesso maschile con partner femminili in età fertile deve essere consigliato di usare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo l’ultima dose di Lutathera (vedere paragrafo 4.6).
Avvertenze e precauzioni specifiche per la somministrazione concomitante di una soluzione di amminoacidi nefroprotettiva
Iperkaliemia
Nei pazienti in trattamento con arginina e lisina può verificarsi un aumento transitorio dei livelli sierici di potassio, che solitamente rientrano nell’intervallo di normalità entro 24 ore dall’inizio dell’infusione della soluzione di amminoacidi. I pazienti con ridotta clearance della creatinina possono essere maggiormente a rischio di iperkaliemia transitoria (vedere “Tossicità renale” nel paragrafo 4.4).
I livelli sierici di potassio devono essere valutati prima di ogni somministrazione di una soluzione di amminoacidi. In caso di iperkaliemia, verificare l’anamnesi del paziente per iperkaliemia e le terapie concomitanti. L’iperkaliemia deve conseguentemente essere corretta prima di iniziare l’infusione.
In caso di pre-esistente iperkaliemia clinicamente significativa, un secondo monitoraggio deve confermare che l’iperkaliemia è stata corretta con successo, prima dell’infusione di una soluzione di amminoacidi. Il paziente deve essere strettamente monitorato per segni e sintomi di iperkaliemia, ad es. dispnea, debolezza, intorpidimento, dolore toracico e manifestazioni cardiache (anomalie di conduzione e aritmie cardiache). Deve essere eseguito un elettrocardiogramma (ECG) prima di dimettere il paziente.
Durante l’infusione devono essere monitorati i parametri vitali indipendentemente dai livelli sierici basali di potassio. I pazienti devono essere incoraggiati a rimanere idratati e a urinare frequentemente prima, il giorno stesso e il giorno dopo la somministrazione (ad es. 1 bicchiere d’acqua ogni ora) per facilitare l’eliminazione del potassio sierico in eccesso.
Nel caso in cui i sintomi di iperkaliemia si sviluppino durante l’infusione della soluzione di amminoacidi, devono essere adottate le opportune misure correttive. In caso di iperkaliemia severa sintomatica, deve essere considerata la sospensione dell’infusione della soluzione di amminoacidi, considerando il rapporto beneficio-rischio tra la protezione renale e l’iperkaliemia acuta.
Insufficienza cardiaca
A causa delle potenziali complicazioni cliniche legate al sovraccarico di liquidi, si deve prestare cautela nell'uso di arginina e lisina in pazienti con insufficienza cardiaca severa definita di grado III o IV secondo la classificazione della NYHA (New York Heart Association). I pazienti con insufficienza cardiaca severa definita di grado III o IV secondo la classificazione della NYHA devono essere trattati
solo dopo un’attenta valutazione del benefico-rischio, tenendo conto del volume e dell’osmolalità della soluzione di amminoacidi.
Acidosi metabolica
È stata osservata acidosi metabolica con l’utilizzo di soluzioni di amminoacidi complesse somministrate come parte dei protocolli di nutrizione parenterale totale (TPN). Le modifiche dell’equilibrio acido-base alterano l’equilibrio del potassio extra-intracellulare e un rapido aumento del potassio nel plasma può essere associato allo sviluppo di acidosi.
Avvertenze speciali
Contenuto di sodio
Questo medicinale contiene fino a 3,5 mmol (81,1 mg) di sodio per flaconcino, equivalente a 4% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Per le precauzioni relative al rischio ambientale vedere paragrafo 6.6.
Analoghi della somatostatina
La somatostatina ed i suoi analoghi si legano competitivamente ai recettori della somatostatina e possono interferire con l’efficacia di Lutathera. Pertanto, nei 30 giorni precedenti alla somministrazione di questo medicinale, deve essere evitata la somministrazione di analoghi della somatostatina a lunga durata d’azione. Se necessario, i pazienti possono essere trattati con analoghi della somatostatina a breve durata d’azione fino a 24 ore prima della somministrazione di Lutathera.
Glucocorticoidi
Sussistono evidenze a favore della capacità dei glucocorticoidi di indurre sottoregolazione dei recettori di sottotipo 2 della somatostatina (SSTR2). Pertanto, come misura cautelativa, devono essere evitate ripetute somministrazioni di alte dosi di glucocorticoidi durante il trattamento con Lutathera. Nei pazienti con storia di uso cronico di glucocorticoidi si deve valutare attentamente la presenza di una sufficiente espressione del recettore della somatostatina. Non è noto se l’uso intermittente dei glucocorticoidi per la prevenzione di nausea e vomito durante la somministrazione di Lutathera possa indurre una sottoregolazione degli SSTR2. Come misura cautelativa, anche l’uso di glucocorticoidi come trattamento antiemetico preventivo deve essere evitato. Nel caso in cui il trattamento somministrato per la prevenzione di nausea e vomito prima dell’infusione della soluzione di amminoacidi risulti insufficiente, può essere utilizzata una singola dose di glucocorticoidi, a condizione che la somministrazione non avvenga prima dell'inizio dell’infusione di Lutathera o entro l’ora successiva alla sua conclusione.
Donne in età fertile
Quando è prevista la somministrazione di radiofarmaci ad una donna potenzialmente fertile, è importante determinarne l’eventuale stato di gravidanza. Qualsiasi donna che abbia saltato un ciclo mestruale deve essere considerata in stato di gravidanza fino a prova contraria. In caso di dubbio circa il potenziale stato di gravidanza (se la donna ha saltato un ciclo mestruale, se il ciclo mestruale è molto irregolare, ecc.), alla paziente devono essere proposte tecniche alternative che non utilizzino radiazioni ionizzanti (se disponibili). Prima dell’uso di Lutathera, deve essere escluso un eventuale stato di gravidanza con un test adeguato/validato.
Contraccezione nei maschi e nelle femmine
Lutathera può causare malformazioni fetali quando somministrato a donne in gravidanza. Alle pazienti di sesso femminile in età fertile deve essere consigliato di usare un metodo
contraccettivo efficace durante il trattamento e per 7 mesi dopo l’ultima dose di Lutathera.
Ai pazienti di sesso maschile con partner femminili in età fertile deve essere consigliato di usare un
metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo l’ultima dose di Lutathera.
Gravidanza
Non sono stati condotti studi sulla funzione riproduttiva animale con lutezio (177Lu) oxodotreotide.
Le procedure con radionuclidi eseguite su donne in stato di gravidanza comportano l’assorbimento di dosi di radiazioni anche per il feto. A causa del rischio associato alle radiazioni ionizzanti, l’uso di Lutathera è controindicato durante la gravidanza, accertata o sospetta, o quando lo stato di gravidanza non sia stato escluso (vedere paragrafo 4.3). Le donne in gravidanza devono essere avvisate dei rischi per il feto.
Allattamento
Non è noto se lutezio (177Lu) oxodotreotide venga escreto nel latte materno. Non si può escludere un rischio dovuto alle radiazioni ionizzanti per il bambino allattato. Durante il trattamento con questo medicinale deve essere evitato l’allattamento con latte materno. Se il trattamento con Lutathera durante l’allattamento con latte materno è necessario, il bambino deve essere prima svezzato.
Fertilità
Non sono stati condotti studi sugli animali finalizzati a determinare gli effetti di lutezio (177Lu) oxodotreotide sulla fertilità di entrambi i sessi. Le radiazioni ionizzanti di lutezio (177Lu) oxodotreotide possono indurre effetti tossici temporanei sulle gonadi femminili e maschili. Nel caso in cui il paziente desidera avere bambini dopo il trattamento, si raccomanda di richiedere una consultazione genetica.
Prima del trattamento, è possibile parlare con i pazienti dell’opzione della crioconservazione dello sperma o degli ovociti.
Lutathera non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, prima di porsi alla guida o di utilizzare macchinari, si devono considerare le condizioni generali del paziente ed eventuali reazioni avverse al trattamento.
Riepilogo del profilo di sicurezza
Il profilo di sicurezza complessivo di Lutathera si basa sui dati aggregati raccolti nei pazienti sottoposti a studi clinici (studio NETTER-1 di fase III e studio Erasmus di fase I/II in pazienti olandesi), così come sui dati raccolti dallo studio di fase II NETTER-P e da programmi di uso compassionevole.
Le reazioni avverse più comuni nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento con Lutathera sono state nausea e vomito, insorti all’inizio dell’infusione, rispettivamente nel 58,9% e nel 45,5% dei pazienti. La causalità di nausea/vomito è confusa dall’effetto emetico della concomitante soluzione di amminoacidi somministrata per la protezione renale.
A causa della tossicità midollare di Lutathera, le reazioni avverse più attese sono state quelle correlate a tossicità ematologica: trombocitopenia (25%), linfopenia (22,3%), anemia (13,4%), pancitopenia (10,2%).
Altre reazioni avverse molto comuni riportate includono affaticamento (27,7%) e diminuzione
dell’appetito (13,4%).
Al momento dell’analisi finale dello studio NETTER-1, dopo una durata mediana del follow-up di 76 mesi per ciascun braccio dello studio, il profilo di sicurezza è rimasto coerente con quello precedentemente riportato.
Elenco tabellare delle reazioni avverse
Le reazioni avverse sono elencate nella Tabella 5 in base alla frequenza e alla Classificazione per sistemi e organi (SOC - System Organ Class) secondo MedDRA. Le frequenze sono classificate come segue: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1 000 a <1/100), rara (da ≥1/10 000 a <1/1 000), molto rara (<1/10 000), e non nota (non stimabile dai dati disponibili).
Tabella 5 Frequenza delle reazioni avverse segnalate da studi clinici e sorveglianza post-marketing
| Classificazione per sistemi e organi (SOC) secondoMedDRA | Molto comune | Comune | Non comune | Non nota |
| Infezioni e infestazioni | CongiuntiviteInfezione del tratto respiratorio CistitePolmonite Herpes zosterHerpes zoster oftalmico InfluenzaInfezioni da stafilococco Batteriemia streptococcica | |||
| Tumori benigni, maligni e non specificati (inclusi cisti e polipi) | Citopenia refrattaria con displasia multilineare (sindromemielodisplastica) | Leucemia mieloide acuta Leucemia acutaLeucemia mielomonocitica cronica | ||
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Trombocitopenia2 Linfopenia3 Anemia4 Pancitopenia | Leucopenia5 Neutropenia6 | Citopenia refrattaria con displasia unilineare Anemia nefrogenica Insufficienza midollarePorpora trombocitopenica | |
| Disturbi delsistema immunitario | Ipersensibilità | Angioedema | ||
| Patologie endocrine | Ipotiroidismo secondario | Ipotiroidismo Diabete mellitoCrisi carcinoide Iperparatiroidismo | ||
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Diminuzionedell’appetito | Iperglicemia Deidratazione Ipomagnesiemia Iponatriemia | Ipoglicemia Ipernatremia IpofosfatemiaSindrome da lisi tumorale IpercalcemiaIpocalcemia Ipoalbuminemia Acidosi metabolica | |
| Disturbi psichiatrici | Disturbi del sonno | Ansia Allucinazione Disorientamento |
| Patologie del sistema nervoso | Capogiro Disgeusia Mal di testa10 Letargia Sincope | Formicolio Encefalopatia epatica ParestesiaParosmia SonnolenzaCompressione del midollo spinale | ||
| Patologie dell'occhio | Patologie dell'occhio | |||
| Patologie dell'orecchio e dellabirinto | Vertigine | |||
| Patologie cardiache | Elettrocardiogramma con prolungamento dell'intervallo QT | Fibrillazione atriale PalpitazioniInfarto miocardico Angina pectoris Shock cardiogeno | ||
| Patologie vascolari | Ipertensione7 Arrossamento cutaneoVampate di calore Ipotensione | Vasodilatazione Estremità fredde PalloreIpotensione ortostatica Flebite | ||
| Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche | Dispnea | Dolore orofaringeo Versamento pleurico Aumento dell’espettoratoSensazione di soffocamento | ||
| Patologie gastrointestinali | Nausea Vomito | Distensione addominale DiarreaDolore addominale Costipazione Dolore addominale superiore DispepsiaGastrite | Bocca secca Flatulenza AsciteDolore gastrointestinale StomatiteEmatochezia Fastidio addominale Blocco intestinale ColitePancreatite acuta Emorragia rettale MelenaDolore addominale inferiore EmatemesiAscite emorragica Ileo | |
| Patologie epatobiliari | Iperbilirubinemia9 | Diminuzione degli enzimi pancreaticiLesione epatocellulare ColestasiCongestione epatica Insufficienza epatica | ||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Alopecia | Eruzione cutanea Secchezza della cute Gonfiore del viso IperidrosiPrurito diffuso | ||
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessutoconnettivo | Dolore muscoloscheletrico8 Spasmo muscolare | |||
| Patologie renali e urinarie | Danno renale acuto Ematuria Insufficienza renale Proteinuria | Leucocituria Incontinenza urinariaDiminuzione della velocità di filtrazione glomerulare Malattia renaleInsufficienza prerenale acuta Compromissione renale |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Affaticamento1 | Reazione al sito di iniezione11Edema periferico Dolore al sito di somministrazione BrividiSindromesimil-influenzale | Massa al sito di iniezione Fastidio al toraceDolore toracico Piressia Malessere Dolore DecessoSensazioni anomale | |
| Esami diagnostici | Aumento della creatinemia Aumento di GGT* Aumento di ALT** Aumento di AST*** Aumento di ALP**** ematica | Diminuzione della potassiemia Aumento dell’uremia Aumento dell’emoglobina glicosilataDiminuzione dell’ematocritoProteinuria Dimagrimento Aumento dellacreatinfosfochinasi ematica Aumento della lattato deidrogenasi ematica Catecolamine ematiche Aumento della proteinac-reattiva | ||
| Traumatismi, intossicazioni ecomplicazioni da procedura | Frattura della clavicola | |||
| Procedure mediche e chirurgiche | Trasfusione | Drenaggio della cavità addominaleDialisiInserimento di sondino gastrointestinale Posizionamento di stent Drenaggio di ascesso Prelievo di midollo osseoPolipectomia | ||
| Circostanze sociali | Disabilità fisica |
1 Include astenia e affaticamento
2 Include trombocitopenia e diminuzione della conta delle piastrine
3 Include linfopenia e diminuzione della conta dei linfociti
4 Include anemia e diminuzione dell’emoglobina
5 Include leucopenia e diminuzione dei leucociti
6 Include neutropenia e diminuzione della conta dei neutrofili
7 Include ipertensione e crisi ipertensiva
8 Include artralgia, dolore delle estremità, mal di schiena, dolore osseo, dolore al fianco, dolore muscoloscheletrico del torace e dolore al collo
9 Include aumento della bilirubinemia e iperbilirubinemia
10 Include mal di testa ed emicrania
11 Include reazione al sito di iniezione, ipersensibilità al sito di iniezione, indurimento del sito di iniezione, gonfiore del sito di iniezione
*Gamma-glutamiltransferasi
**Alanina aminotransferasi
***Aspartato aminotransferasi
****Fosfatasi alcalina
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Mielosoppressione
La tossicità midollare prevalentemente di grado lieve/moderata (mielo/ematossicità) si è manifestata con riduzioni reversibili/transitorie dell’emocromo di tutte le linee emopoietiche (citopenie in tutte le combinazioni, come pancitopenia, bicitopenia, monocitopenia isolata - anemia, neutropenia, linfocitopenia e trombocitopenia). Nonostante sia stata riportata una significativa deplezione selettiva delle cellule B, dopo la radioterapia recettoriale con peptidi marcati (Peptide Receptor Radionuclide Therapy, PRRT) non è stato osservato alcun aumento del tasso di incidenza delle complicanze infettive. A seguito del trattamento con Lutathera, sono stati segnalati casi di patologie ematologiche
irreversibili, come neoplasie ematiche premaligne e maligne (ad esempio, rispettivamente, sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta).
Nello studio NETTER-1, il nadir piastrinico si è verificato a una mediana di 5,1 mesi dopo la prima dose. Dei 59 pazienti che hanno sviluppato trombocitopenia, il 68% ha avuto un recupero piastrinico ai livelli basali o normali. Il tempo mediano per il recupero piastrinico è stato di 2 mesi. Quindici dei diciannove pazienti in cui il recupero piastrinico non è stato documentato avevano conte piastriniche post-nadir.
Tossicità renale
Lutezio (177Lu) oxodotreotide viene escreto dal rene.
Il progressivo deterioramento a lungo termine della funzione di filtrazione glomerulare dimostrata negli studi clinici, conferma che la nefropatia correlata a Lutathera è una patologia renale cronica che si sviluppa progressivamente per mesi o anni dopo l’esposizione. Prima del trattamento con Lutathera nei pazienti con compromissione renale da lieve e moderata, si raccomanda di valutare il rapporto beneficio-rischio individuale. Per ulteriori dettagli, vedere il paragrafo 4.2 (Tabella 3 e il sottoparagrafo “Compromissione renale”) e il paragrafo 4.4. L’uso di Lutathera è controindicato in pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina <30 mL/min (vedere paragrafo 4.3).
Crisi ormonali neuroendocrine
Raramente sono state osservate crisi ormonali correlate al rilascio di sostanze bioattive (probabilmente dovute a lisi di cellule tumorali neuroendocrine), che comunque si sono risolte dopo adeguato trattamento medico (vedere paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
Sulla base della letteratura pubblicata e dei dati clinici di 11 adolescenti con GEP-NET o feocromocitoma o paraganglioma (PPGL) positivi ai recettori della somatostatina arruolati nello studio NETTER-P, non sono stati riportati nuovi segnali di sicurezza.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Il sovradosaggio con Lutathera è improbabile poiché questo medicinale viene fornito come prodotto a singola dose e pronto all’uso contenente una quantità di radioattività predefinita ed è somministrato da personale autorizzato a maneggiare radiofarmaci dopo la valutazione del paziente da parte di un medico qualificato. In caso di sovradosaggio è prevedibile un aumento della frequenza delle reazioni avverse correlate a radiotossicità.
In caso di somministrazione di un sovradosaggio di radiazioni con Lutathera, ove possibile, la dose assorbita dal paziente deve essere ridotta stimolando l’escrezione corporea del radionuclide tramite diuresi forzata e frequente svuotamento della vescica nel corso delle prime 48 ore dopo l’infusione. In tali circostanze, può essere utile calcolare l’effettiva dose applicata.
Ogni settimana, nelle successive 10 settimane, devono essere effettuati i seguenti esami di laboratorio:
-
Monitoraggio ematologico: conta dei globuli bianchi con conte differenziali, piastrine ed emoglobina
-
Monitoraggio ematochimico: creatinina sierica e glicemia.
Proprietà farmacologiche - LUTATHERA 370 MBQ/ML
Categoria farmacoterapeutica: Radiofarmaci terapeutici, Altri radiofarmaci terapeutici, codice ATC: V10XX04
Meccanismo d’azione
Lutezio (177Lu) oxodotreotide ha un’alta affinità per i recettori di tipo 2 della somatostatina (SSTR2). Si lega alle cellule maligne che sovraesprimono gli SSTR2.
Lutezio-177 è un radionuclide a emissione β- con profondità massima di penetrazione tissutale di 2,2 mm (profondità media di penetrazione di 0,67 mm), che causa la morte delle cellule tumorali target con limitato effetto sulle cellule normali vicine.
Effetti farmacodinamici
Alla concentrazione utilizzata (circa 10 μg/mL in totale, sia per la forma libera sia per quella marcata), il peptide oxodotreotide non esercita alcun effetto farmacodinamico clinicamente rilevante.
Efficacia e sicurezza clinica
NETTER 1
Lo studio NETTER-1 di fase III, multicentrico stratificato, randomizzato, in aperto, a gruppi paralleli, controllato con comparatore attivo, ha confrontato il trattamento con Lutathera (4 dosi da 7 400 MBq, una dose ogni 8 settimane[±1 settimana]), co-somministrato con una soluzione di amminoacidi e la migliore terapia di supporto (30 mg di octreotide a rilascio di lunga durata [LAR] dopo ciascuna dose di Lutathera e ogni 4 settimane dopo il completamento del trattamento con Lutathera per il controllo dei sintomi, sostituta da octreotide a breve durata d’azione negli intervalli di 4 settimane prima della somministrazione di Lutathera), con octreotide LAR a dose elevata (60 mg ogni 4 settimane) in pazienti con tumori carcinoidi dell’intestino medio, progressivi, inoperabili, positivi al recettore della somatostatina. L’endpoint primario dello studio è stato la sopravvivenza libera da progressione (PFS), valutata secondo criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi (RECIST v1.1), basata su una valutazione in cieco del comitato di revisione indipendente (BIRC). Gli endpoint secondari di efficacia hanno incluso il tasso di risposta obiettiva (ORR), la sopravvivenza globale (OS), il tempo alla progressione tumorale (TTP), la sicurezza e la tollerabilità del medicinale, e la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL).
Al momento dell’analisi primaria, 229 pazienti erano stati randomizzati per ricevere Lutathera (n=116) o octreotide LAR a dose elevata (n=113). Le caratteristiche demografiche e di base della malattia erano ben bilanciate tra i bracci di trattamento con un’età mediana di 64 anni e l’82,1% di pazienti caucasici nella popolazione generale.
Al momento dell’analisi primaria della PFS (data di cut-off 24 luglio 2015), il numero di progressioni della malattia o di decessi confermati centralmente è stato di 21 eventi nel braccio Lutathera e di
70 eventi nel braccio octreotide LAR a dose elevata (Tabella 6). La PFS è stata significativamente diversa (p<0,0001) tra i bracci di trattamento. Alla data di cut-off la PFS mediana per Lutathera non era stata raggiunta, mentre la PFS mediana per octreotide LAR a dose elevata è stata di 8,5 mesi. Il rischio relativo per il braccio Lutathera è stato di 0,18 (IC 95%: 0,11; 0,29) rispetto al braccio octreotide LAR a dose elevata, indicando una riduzione dell’82% del rischio di progressione della malattia o morte a favore del braccio Lutathera.
Tabella 6 PFS osservata nello studio di fase III NETTER-1 in pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio – data di cut-off 24 luglio 2015 (set di analisi completo [Full Analysis Set, FAS], N=229)
Trattamento
| Lutathera e octreotideLAR | Octreotide LAR a doseelevata | |
| N | 116 | 113 |
| Pazienti con eventi | 21 | 70 |
| Pazienti statisticamente | 95 | 43 |
| censurati | ||
| Mediana in mesi (IC 95%) | Non raggiunta | 8,5 (5,8; 9,1) |
Valore p del test Log-rank <0,0001 Rischio relativo (IC 95%) 0,177 (0,108; 0,289)
N: numero di pazienti, IC: intervallo di confidenza.
Il grafico di Kaplan-Meier della PFS per il set di analisi completo (FAS) alla data di cut-off 24 luglio 2015 è riportato in Figura 2.
Figura 2 Curve di Kaplan-Meier relative alla PFS per pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio - data di cut-off 24 luglio 2015 (studio di fase III NETTER-1; FAS, N=229)
Alla data di cut-off per l’analisi statistica post-hoc (data di cut-off 30 giugno 2016), inclusi due ulteriori pazienti randomizzati (N=231), il numero di progressioni della malattia o di decessi confermati centralmente è stato di 30 eventi nel braccio Lutathera e di 78 eventi nel braccio octreotide LAR a dose elevata (Tabella 7). La PFS è stata significativamente diversa (p<0,0001) tra i bracci di trattamento. La PFS mediana è stata di 28,4 mesi per il braccio Lutathera mentre la PFS mediana per il braccio octreotide LAR a dose elevata è stata di 8,5 mesi. Il rischio relativo per il braccio Lutathera è stato di 0,21 (95% IC: 0,14; 0,33) rispetto al braccio octreotide LAR a dose elevata, indicando una riduzione del 79% del rischio di progressione della malattia o di morte a favore del braccio Lutathera.
Tabella 7 PFS osservata nello studio di fase III NETTER-1 in pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio – data di cut-off 30 giugno 2016 (FAS, N=231)
Trattamento
| Lutathera con octreotideLAR | Octreotide LAR a doseelevata | |
| N | 117 | 114 |
| Pazienti con eventi | 30 | 78 |
| Pazienti censiti | 87 | 36 |
| Mediana in mesi (IC 95%) | 28,4 (28,4; NE) | 8,5 (5,8; 11,0) |
Valore p del test Log-rank <0,0001 Rischio relativo (IC 95%) 0,214 (0,139; 0,330)
N: numero di pazienti, IC: intervallo di confidenza.
Il grafico di Kaplan-Meier della PFS per il FAS alla data di cut-off 30 giugno 2016 è riportato in Figura 3.
Figure 3 Curve di Kaplan-Meier relative alla PFS per pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio – data di cut-off 30 giugno 2016 (studio di fase III NETTER-1; FAS, N=231)
Al momento dell’analisi ad interim della sopravvivenza globale (OS) (data di cut-off 24 luglio 2015), sono stati registrati 17 decessi nel braccio Lutathera e 31 decessi nel braccio octreotide LAR a dose elevata, con un rischio relativo di 0,459 (IC 99,9915%: 0,140; 1,506) a favore del braccio Lutathera. Alla data di cut-off, l’OS mediana non era stata raggiunta nel braccio Lutathera mentre nel braccio octreotide LAR a dose elevata è stata di 27,4 mesi. I risultati ad interim dell’OS non hanno raggiunto la significatività statistica. Un aggiornamento condotto a distanza di circa un anno (data di cut-off 30 giugno 2016), inclusi due ulteriori pazienti randomizzati (N=231), ha mostrato una tendenza simile, con 28 decessi nel braccio Lutathera e 43 decessi nel braccio octreotide LAR a dose elevata, con un rischio relativo di 0,536 a favore del braccio Lutathera. Alla data di cut-off, l’OS mediana non era ancora stata raggiunta nel braccio Lutathera mentre nel braccio con octreotide LAR a dose elevata è stata di 27,4 mesi.
Al momento dell’analisi finale dell’OS, avvenuta 5 anni dopo che l’ultimo paziente era stato randomizzato (N=231, data di cut-off 18 gennaio 2021), la durata mediana del follow-up era di 76 mesi in ciascun braccio dello studio. Ci sono stati 73 decessi nel braccio Lutathera (62,4%) e
69 decessi nel braccio octreotide LAR a dose elevata (60,5%), con un rischio relativo di 0,84 (IC 95%: 0,60; 1,17; p=0,3039 Log-rank test non stratificato, a due code) a favore del braccio Lutathera. Nei pazienti randomizzati al braccio Lutathera l’OS mediana si è prolungata in misura clinicamente rilevante di 11,7 mesi rispetto ai pazienti randomizzati al braccio octreotide LAR a dose elevata, con una OS mediana rispettivamente di 48,0 mesi (IC 95%: 37,4; 55,2) e 36,3 mesi (IC 95%: 25,9; 51,7). I risultati finali dell’OS non hanno raggiunto la significatività statistica. Il 22,8% dei pazienti nel braccio octreotide LAR a dose elevata ha ricevuto una successiva terapia con radioligandi [incluso lutezio (177Lu) oxodotreotide] entro 24 mesi dalla randomizzazione e il 36% dei pazienti ha ricevuto una successiva terapia con radioligandi entro la data di cut-off finale per l’OS, che insieme ad altri fattori può aver influenzato l’OS in questo sottogruppo di pazienti.
Il grafico di Kaplan-Meier dell’OS per il FAS alla data di cut-off 18 gennaio 2021 è riportato in Figura 4.
Probabilità libera da eventi (%)
Figure 4 Curve di Kaplan-Meier relative all’OS per pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio – data di cut-off 18 gennaio 2021 (studio di fase III NETTER-1; FAS, N=231)
Numero di soggetti a rischio (a)
(b)
Tempo dalla randomizzazione (mesi)
+ Tempi censorizzati
++(a) Lutathera e octreotide LAR
○○(b) Octreotide LAR a dose elevata
In presenza di rischi non proporzionali, è stata eseguita una ulteriore analisi di sensibilità (tempo medio di sopravvivenza limitato) al momento dell’analisi finale dell’OS per stimare ulteriormente l’effetto del trattamento (Tabella 8). A 60 mesi dalla randomizzazione, il beneficio medio in termini di OS è stato di 5,1 mesi (IC 95%: -0,5; 10,7) più lungo nel braccio Lutathera rispetto al braccio octreotide LAR a dose elevata.
Tabella 8 OS osservata nello studio di fase III NETTER-1 in pazienti con tumori carcinoidi progressivi dell’intestino medio (FAS, N=231) mediante l’analisi del tempo medio di sopravvivenza limitato (restricted mean survival time, RMST)
| Lutathera e octreotide LAR N=117 | Octreotide LAR a dose elevata N=114 | ||
| 24 mesi | Decessi, n (%) | 26 (22,2) | 39 (34,2) |
| RMST (IC 95%) | 21,2 (20,2; 22,3) | 19,3 (18,0; 20,7) | |
| Differenza (IC 95%) | 1,9 (0,1; 3,6) | ||
| 36 mesi | Decessi, n (%) | 41 (35,0) | 51 (44,7) |
| RMST (IC 95%) | 29,7 (27,.7; 31,6) | 26,0 (23,7; 28,3) | |
| Differenza (IC 95%) | 3,7 (0,7; 6,7) | ||
| 48 mesi | Decessi, n (%) | 53 (45,3) | 58 (50,9) |
| RMST (IC 95%) | 36,2 (33,4; 39,0) | 31,5 (28,3; 34,8) | |
| Differenza (IC 95%) | 4,6 (0,3; 8,9) | ||
| 60 mesi | Decessi, n (%) | 65 (55,6) | 63 (55,3) |
| RMST (IC 95%) | 41,2 (37,6; 44,9) | 36,1 (31,9; 40,4) | |
| Differenza (IC 95%) | 5,1 (-0,5; 10,7) | ||
La qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) è stata valutata tramite il questionario sulla qualità della vita dell’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC QLQ-C30) (strumento generico) e il relativo modulo per i tumori neuroendocrini (EORTC QLQ-GI.NET-21).
I risultati indicano un miglioramento generale della qualità della vita correlata alla salute complessiva fino a 84 settimane nei pazienti del braccio di trattamento con Lutathera rispetto ai pazienti nel braccio octreotide LAR a dose elevata.
ERASMUS
Lo studio di fase I/II Erasmus è stato uno studio in aperto, monocentrico, a braccio singolo per valutare l’efficacia di Lutathera (4 dosi ognuna da 7 400 MBq, una dose ogni 8 settimane) in
co-somministrazione con una soluzione di amminoacidi in pazienti con tumori positivi al recettore della somatostatina. L’età mediana dei pazienti arruolati nello studio era di 59 anni. La maggior parte dei pazienti era di nazionalità olandese (811), mentre i restanti (403) provenivano da vari paesi europei e non-europei. L’analisi principale ha incluso 811 pazienti olandesi con diversi tipi di tumori neuroendocrini (NET) positivi al recettore della somatostatina. Il tasso di risposta obiettiva (ORR) (che include la risposta completa [CR] e la risposta parziale [PR] secondo i criteri di RECIST) e la durata della risposta (DoR) relativi al set di analisi completo (FAS) della popolazione olandese con NET gastroenteropancreatici (GEP) e bronchiali (360 pazienti), e per tipo di tumore, sono presentati in Tabella 9.
Tabella 9 Migliore risposta, ORR e DoR osservati nello studio di fase I/II Erasmus nei pazienti olandesi con NET-GEP e bronchiali - (FAS, N = 360)
| N | CRn % | n | PR% | N | SD% | ORR | DoR (mesi) | |||||||
| Tipo di tumore | n | % | IC 95% | Mediana | IC 95% | |||||||||
| Tutti iNET* | 360 | 11 | 3% | 151 | 42% | 183 | 51% | 162 | 45% | 40% | 50% | 16,3 | 12,2 | 17,8 |
| Bronchiale | 19 | 0 | 0% | 7 | 37% | 11 | 58% | 7 | 37% | 16% | 62% | 23,9 | 1,7 | 30,0 |
| Pancreatico | 133 | 7 | 5% | 74 | 56% | 47 | 35% | 81 | 61% | 52% | 69% | 16,3 | 12,1 | 21,8 |
| Intestino | ||||||||||||||
| anteriore** | 12 | 1 | 8% | 6 | 50% | 4 | 33% | 7 | 58% | 28% | 85% | 22,3 | 0,0 | 38,0 |
| Intestino | ||||||||||||||
| medio | 183 | 3 | 2% | 58 | 32% | 115 | 63% | 61 | 33% | 27% | 41% | 15,3 | 10,5 | 17,7 |
| Intestino | ||||||||||||||
| posteriore | 13 | 0 | 0% | 6 | 46% | 6 | 46% | 6 | 46% | 19% | 75% | 17,8 | 6,2 | 29,9 |
CR = risposta completa; PR = risposta parziale; SD = malattia stabile; ORR = tasso di risposta obiettiva (CR + PR); DoR = durata della risposta
* Comprende intestino anteriore, medio e posteriore; ** NET dell’intestino anteriore diversi da quelli bronchiali e pancreatici
Il valore mediano complessivo della PFS e dell’OS per il FAS della popolazione olandese con NET-GEP e bronchiali, e per tipo di tumore, sono riportati in Tabella 10.
Tabella 10 PFS e OS osservati nello studio di fase I/II Erasmus nei pazienti olandesi con NET-GEP e bronchiali - (FAS, N = 360)
| PFSTempo (mesi) | OSTempo (mesi) | ||||||
| Mediana | IC 95% | Mediana | IC 95% | ||||
| Tutti i NET* | 360 | 28,5 | 24,8 | 31,4 | 61,2 | 54,8 | 67,4 |
| Bronchiale | 19 | 18,4 | 10,4 | 25,5 | 50,6 | 31,3 | 85,4 |
| Pancreatico | 133 | 30,3 | 24,3 | 36,3 | 66,4 | 57,2 | 80,9 |
| Intestino anteriore** | 12 | 43,9 | 10,9 | ND | NR | 21,3 | ND |
| Intestino medio | 183 | 28,5 | 23,9 | 33,3 | 54,9 | 47,5 | 63,2 |
| Intestino posteriore | 13 | 29,4 | 18,9 | 35,0 | NR | ND | ND |
PFS = sopravvivenza libera dalla progressione; OS = sopravvivenza globale; ND = non determinato; NR = non raggiunto
* Comprende intestino anteriore, medio e posteriore; ** NET dell’intestino anteriore diversi da quelli bronchiali e pancreatici
Nello studio di fase I/II Erasmus 188 pazienti (52%) hanno ricevuto e 172 (48%) non hanno ricevuto la terapia concomitante con octreotide LAR durante il trattamento con Lutathera. Non è stata osservata alcuna differenza statisticamente significativa della PFS tra il sottogruppo di pazienti che non ha ricevuto octreotide LAR (25,4 mesi [IC 95% 22,8; 30,6]) e il sottogruppo di pazienti che ha ricevuto il trattamento concomitante con octreotide LAR (30,9 mesi [IC 95% 25,6; 34,8]) (p= 0,747).
Popolazione pediatrica
NETTER-P
Lo studio di fase II NETTER-P è stato uno studio multicentrico, in aperto, a braccio singolo per valutare la sicurezza e la dosimetria di Lutathera in pazienti adolescenti di età compresa tra 12 e
<18 anni con GEP-NET o PPGL positivi ai recettori della somatostatina. Il trattamento consisteva nella somministrazione di 1 dose di Lutathera da 7 400 MBq (200 mCi) ogni 8 settimane
(±1 settimana), co-somministrata con una soluzione di aminoacidi composta da 2,5% arginina e 2,5% lisina, per un numero totale di 4 dosi.
Gli endpoint primari includevano la misurazione della dose di radiazioni assorbita dagli organi bersaglio (vedere paragrafo 11) e l’incidenza degli eventi avversi e delle tossicità di laboratorio dopo la prima somministrazione di Lutathera nella popolazione aggregata di pazienti con GEP-NET e PPGL. Tutti gli endpoint di efficacia erano esplorativi.
Al momento della analisi primaria (data di cut-off 12 marzo 2024), erano arruolati 11 pazienti con tumori positivi ai recettori della somatostatina, 4 con GEP-NET e 7 con PPGL. I pazienti avevano una età media di 15 anni (intervallo: da 13 a 17 anni), 6 erano di sesso femminile. Il numero medio di cicli di Lutathera somministrati era 3,6 (± 0,9), con 9 pazienti (4 GEP-NET, 5 PPGL) riceventi 4 cicli,
1 paziente con PPGL ricevente 3 cicli, e 1 paziente con PPGL ricevente 1 ciclo di Lutathera. In accordo ai criteri di modifica della dose del protocollo dello studio NETTER-P, una riduzione del 50% della dose è stata implementata in 2 pazienti con PPGL dopo il primo ciclo a causa della dose cumulativa assorbita dall’organo stimata per il rene superiore a 29 Gy.
Dei 4 pazienti con GEP-NET, due avevano un tumore G1 e due un tumore G2. Tutti i pazienti GEP-NET avevano malattia metastatica. Tutti i 4 pazienti con GEP-NET sono stati sottoposti ad intervento chirurgico e hanno ricevuto ≥1 linea di trattamenti antineoplastici precedenti. Tutti i pazienti PPGL, inclusi i 5 pazienti con paraganglioma extra surrenale e i 2 pazienti con feocromocitoma surrenale, avevano malattia metastatica. Due di questi pazienti avevano avuto una precedente nefrectomia unilaterale. Sei dei pazienti PPGL avevano ricevuto un trattamento antineoplastico precedente.
Al momento della analisi primaria (data di cut-off 12 marzo 2024), 9 pazienti (3 con GEP-NET e 6 con PPGL) avevano a disposizione i dati relativi alla risposta complessiva, e presentavano una patologia stabile come migliore risposta complessiva (best overall response, BOR). Uno dei tre
pazienti GEP-NET ha presentato progressione di malattia 3 mesi dopo la somministrazione dell’ultima dose e ha interrottolo studio. Il quarto paziente GEP-NET presentava un tumore non valutabile tramite scansione CT/MRI. Uno dei pazienti PPGL ha interrotto il trattamento sulla base della decisione del medico dopo il primo ciclo ed è rimasto nello studio per il follow-up a lungo termine. Dieci degli undici pazienti sono rimasti nello studio ed erano in vita senza progressione tumorale.
Il profilo generale di sicurezza di Lutathera nei pazienti adolescenti con GEP-NET o PPGL nello studio NETTER-P era coerente con quello riportato nella popolazione adulta con GEP-NET. Tuttavia, i dati sulla sicurezza a lungo termine nei pazienti adolescenti provenienti dallo studio NETTER-P non sono attualmente disponibili.
La sicurezza e l’efficacia di Lutathera non sono state stabilite nei pazienti pediatrici di età inferiore a 18 anni. L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Lutathera nella popolazione pediatrica dalla nascita a meno di 12 anni di età per il trattamento dei NET-GEP (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Assorbimento
Questo medicinale viene somministrato per via endovenosa ed è immediatamente e completamente biodisponibile.
Distribuzione
Un’analisi effettuata sul plasma umano per determinare l’entità del legame con le proteine plasmatiche di un composto non radioattivo (lutezio (175Lu) oxodotreotide) ha mostrato che circa il 50% del composto è legato alle proteine plasmatiche.
Non è stata osservata transchelazione di lutezio-177 da lutezio (175Lu) oxodotreotide nelle proteine sieriche.
Captazione da parte degli organi
Entro 4 ore dalla somministrazione, il profilo di distribuzione di lutezio (177Lu) oxodotreotide mostra una rapida captazione in reni, lesioni tumorali, fegato, milza, e, in alcuni pazienti, in ipofisi e tiroide. La co-somministrazione di una soluzione di amminoacidi riduce la captazione renale, migliorando l’eliminazione della radioattività (vedere paragrafo 4.4). Studi di biodistribuzione mostrano che lutezio (177Lu) oxodotreotide viene rapidamente eliminato dal sangue.
Biotrasformazione
Dall’analisi dei campioni di urina di 20 pazienti inclusi nel sottostudio di dosimetria, farmacocinetica e ECG dello studio di fase III NETTER-1, è emerso che lutezio (177Lu) oxodotreotide è scarsamente metabolizzato ed è principalmente escreto come composto intatto per via renale.
Le analisi di cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) su campioni di urina raccolti fino a 48 ore dopo l’infusione hanno mostrato lutezio (177Lu) oxodotreotide inalterato prossimo al 100%
nella maggior parte dei campioni analizzati (con il valore più basso maggiore del 92%), indicando che il composto viene eliminato con le urine essenzialmente come composto intatto.
Tale evidenza conferma quanto precedentemente osservato nello studio di fase I/II Erasmus, in cui l’analisi HPLC di un campione di urina raccolto 1 ora dopo la somministrazione di lutezio (177Lu) oxodotreotide da un paziente che stava ricevendo 1,85 MBq di lutezio (177Lu) oxodotreotide ha evidenziato che la principale aliquota del composto (91%) è stata escreta intatta.
Tali evidenze sono supportate dai dati del metabolismo in vitro in epatociti umani, nei quali non si è osservata alcuna degradazione metabolica di lutezio (175Lu) oxodotreotide.
Eliminazione
In base ai dati raccolti durante gli studi Erasmus di fase I/II e NETTER-1 di fase III, lutezio (177Lu) oxodotreotide viene principalmente eliminato per escrezione renale: circa il 60% del medicinale viene eliminato con le urine entro 24 ore, e circa il 65% entro 48 ore dalla somministrazione.
Pazienti anziani
Non è stato determinato il profilo farmacocinetico nei pazienti anziani (≥75 anni). Nessun dato disponibile.
Popolazione pediatrica (età compresa tra 12 e <18 anni)
I dati farmacocinetici sono stati raccolti da 11 adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con GEP-NET o PPGL positivi ai recettori della somatostatina arruolati nello studio NETTER-P impiegando il dosaggio per adulti. Questi dati erano all’interno del range di valori negli adulti, con una AUCinf media di 35,8 ng.h/mL (CV 12,5%), una CL media di 6,0 L/h (CV 11,5%) e una Cmax media di 10,3 ng/mL (CV 5,2%) che si sono presentati al termine dell’infusione di Lutathera.
Valutazione in vitro del potenziale di interazione
Interazione basata sul metabolismo e sui trasportatori
L’assenza di inibizione o significativa induzione degli enzimi CYP450 umani e l’assenza di specifica interazione con la glicoproteina-P (trasportatore di efflusso) o con i trasportatori OAT1, OAT3, OCT1, OCT2, OATP1B1, OATP1B3, e BCRP emerse negli studi preclinici, suggerisce una bassa probabilità di Lutathera di causare significative interazioni mediate dal metabolismo o dai trasportatori.
Informazioni farmaceutiche - LUTATHERA 370 MBQ/ML
Acido acetico Sodio acetato Acido gentisico Acido ascorbico Acido pentetico Sodio cloruro Sodio idrossido
Acqua per preparazioni iniettabili
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 12.
Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere dalle radiazioni ionizzanti (schermatura di piombo).
La conservazione dei radiofarmaci deve essere conforme alle normative nazionali sui materiali radioattivi.
Flaconcino di vetro Tipo I, trasparente e incolore, chiuso con un tappo in gomma bromobutilica e sigillo in alluminio.
Ogni flaconcino contiene un volume che varia da 20,5 mL a 25,0 mL di soluzione, corrispondente a un’attività di 7 400 MBq alla data e ora di infusione.
Il flaconcino è racchiuso all’interno di un contenitore in piombo per la schermatura protettiva.
Solo per uso singolo.
Avvertenze generali
I radiofarmaci devono essere ricevuti, usati e somministrati solo da personale autorizzato e in strutture cliniche appositamente designate. La ricezione, la conservazione, l’utilizzo, il trasferimento e lo smaltimento sono soggetti alle normative e/o alle appropriate autorizzazioni delle autorità competenti.
I radiofarmaci devono essere preparati in modo da soddisfare le norme di radioprotezione e i requisiti di qualità farmaceutica. Devono essere adottate adeguate precauzioni di asepsi.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 12.
Se, in qualsiasi momento durante la preparazione di questo medicinale viene compromessa l’integrità
del contenitore in piombo o del flaconcino, il medicinale non deve essere utilizzato.
Le procedure di somministrazione devono essere condotte in modo da ridurre al minimo il rischio di contaminazione del medicinale e di irradiazione degli operatori. È obbligatoria un’adeguata schermatura.
Durante la manipolazione del medicinale è necesssario indossare guanti impermeabili e adottare le opportune tecniche di asepsi.
La somministrazione di radiofarmaci pone rischi per altre persone derivanti dall’irradiazione all’esterno o da versamento di urine, vomito, ecc. Pertanto, devono essere adottate le precauzioni di protezione dalle radiazioni previste dalle normative nazionali.
Questa preparazione può indurre una dose di radiazioni relativamente elevata nella maggior parte dei pazienti. La somministrazione di 7 400 MBq può costituire un rischio significativo per l’ambiente.
In rapporto al livello di attività somministrata, tutto ciò può rappresentare motivo di preoccupazione per tutti coloro che vivono nella stessa abitazione dei pazienti sottoposti a trattamento o, in generale, per ogni altra persona, pertanto devono essere rispettate le norme di radioprotezione (vedere paragrafo 4.4). Al fine di evitare contaminazioni, devono essere adottate opportune precauzioni in conformità alle normative nazionali riguardanti l’attività eliminata dai pazienti.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Lutezio-177 per Lutathera può essere preparato utilizzando due diverse fonti di nuclidi stabili
(lutezio-176 o itterbio-176) con conseguente diversa gestione dei rifiuti. L’utilizzatore deve consultare
la documentazione fornita prima di utilizzare Lutathera per garantire un’adeguata gestione dei rifiuti.
