Criteri del Padua Score: Fattori di Rischio TEV e Punteggi
La scala Padua valuta 11 fattori di rischio con pesi differenti: quattro fattori ad alto peso (3 o 2 punti) e sette fattori a peso unitario. Per raggiungere il cutoff di 4 punti è in genere necessario almeno uno dei fattori ad alto peso, oppure una combinazione di fattori unitari. Conoscere le definizioni operative di ciascun criterio è essenziale per applicare la scala in modo corretto e riproducibile.
Definizioni dei Criteri
Fattori ad Alto Peso (3 punti ciascuno)
Cancro attivo (3 punti) Neoplasia solida o ematologica con metastasi locali o a distanza, oppure in trattamento chemioterapico o radioterapico negli ultimi 6 mesi, oppure in trattamento palliativo in corso. I pazienti oncologici in remissione stabile e non in trattamento attivo da oltre 6 mesi non soddisfano questo criterio.
TEV pregresso (3 punti) Trombosi venosa profonda (TVP) o embolia polmonare (EP) documentata in precedenza, confermata con imaging (ecografia venosa, angioTC, scintigrafia polmonare). La trombosi venosa superficiale non soddisfa questo criterio.
Ridotta mobilità (3 punti) Riposo a letto previsto per almeno 3 giorni per limitazione clinica o prescrizione medica, oppure deambulazione limitata a meno di 10 minuti al giorno. Si applica alla mobilità prevista durante il ricovero, non a quella precedente.
Trombofilia nota (3 punti) Condizione trombofilica documentata, tra cui: deficit di antitrombina, deficit di proteina C o proteina S, fattore V di Leiden (in forma omozigote o eterozigote), mutazione del gene della protrombina G20210A, sindrome da anticorpi antifosfolipidi (inclusa lupus anticoagulant), omocistinuria.
Fattore a Peso Intermedio (2 punti)
Trauma o chirurgia recente (2 punti) Trauma maggiore o intervento chirurgico avvenuti nei 30 giorni precedenti il ricovero attuale.
Fattori a Peso Unitario (1 punto ciascuno)
Età ≥ 70 anni L'età avanzata è un fattore di rischio indipendente per il TEV, indipendentemente dalla mobilità.
Insufficienza cardiaca o respiratoria Scompenso cardiaco sintomatico (classificazione NYHA II-IV) in fase attiva, oppure insufficienza respiratoria con necessità di ossigenoterapia, ventilazione non invasiva (CPAP/NIV) o ventilazione meccanica.
IMA o ictus ischemico recente Infarto miocardico acuto o ictus ischemico avvenuti nei 30 giorni precedenti il ricovero attuale.
Infezione acuta o malattia reumatologica attiva Infezione in trattamento antibiotico attivo, oppure riacutizzazione di malattia reumatologica sistemica (lupus eritematoso sistemico, vasculiti, artrite reumatoide, polimialgia reumatica).
Obesità (IMC ≥ 30 kg/m²) Calcolata sulla base di peso e altezza attuali.
Terapia ormonale in corso Terapia estrogenica (contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva) o androgenica in corso al momento del ricovero.
Score di Padova (Padova Score) - Rischio TEV
Valutazione del rischio di tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti medici ospedalizzati secondo i Criteri di Padova.
Nota sui Fattori Determinanti
I quattro criteri da 3 punti (cancro attivo, TEV pregresso, ridotta mobilità, trombofilia) sono i determinanti principali del punteggio. Un paziente oncologico ricoverato per complicanza infettiva soddisfa già 3 punti con il cancro attivo e 1 punto per l'infezione acuta: con qualsiasi ulteriore fattore unitario raggiunge il cutoff di 5 punti. Per i pazienti non oncologici, la combinazione più frequente che porta al cutoff è ridotta mobilità (3 punti) + almeno un fattore unitario.
Quando Usare Questo Strumento
- Formazione clinica di medici in specializzazione e infermieri di reparto
- Verifica della corretta applicazione dei criteri in casi con presentazione clinica atipica
- Audit interni sulla qualità della stratificazione del rischio TEV in reparto
- Casi con criteri borderline (ad esempio: mobilità parzialmente ridotta, storia oncologica remota)
Limitazioni
- Le definizioni operative dei criteri derivano dallo studio originale (Barbar et al., Blood 2010). Applicazioni con definizioni leggermente diverse possono produrre punteggi discordanti tra operatori o tra centri.
- La trombofilia deve risultare da una diagnosi formale pregressa per essere conteggiata; un sospetto clinico non documentato non soddisfa il criterio.
- I 30 giorni come cutoff per "recente" (trauma, chirurgia, IMA, ictus) sono quelli dello studio originale; alcuni protocolli istituzionali usano finestre temporali diverse.
Domande Frequenti
"Ridotta mobilità" include i pazienti che camminano con difficoltà ma che si spostano? Il criterio originale indica "riposo a letto previsto ≥ 3 giorni" o "deambulazione < 10 minuti al giorno". Un paziente che cammina lentamente ma autonomamente per più di 10 minuti al giorno non soddisfa formalmente questo criterio. In presenza di dubbio, è opportuno documentare la mobilità attuale in cartella.
Un paziente con infezione polmonare in trattamento antibiotico conta come "infezione acuta"? Sì. La polmonite in trattamento antibiotico attivo soddisfa il criterio "infezione acuta" per 1 punto. Se il paziente è anche allettato (ridotta mobilità, 3 punti) e ha più di 70 anni (1 punto), il totale è già 5 punti, nella categoria ad alto rischio.
La trombofilia va documentata formalmente o basta l'anamnesi? Lo studio originale richiedeva una condizione trombofilica "nota", cioè documentata da test di laboratorio o da una diagnosi specialistica pregressa. Un'anamnesi familiare positiva senza diagnosi formale del paziente non soddisfa il criterio. È buona pratica documentare in cartella la fonte della diagnosi di trombofilia.
Fonti
- Barbar S, et al. A risk assessment model for the identification of hospitalized medical patients at risk for venous thromboembolism. Blood. 2010.
- Kahn SR, et al. Prevention of VTE in nonsurgical patients: antithrombotic therapy and prevention of thrombosis. Chest. 2012 (ACCP-9).
