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Embolia Polmonare: Durata e Scelta della Terapia Anticoagulante

Il PESI orienta la gestione acuta dell'embolia polmonare, ma la durata del trattamento anticoagulante dipende dal contesto clinico: presenza di un fattore scatenante, rischio di recidiva e rischio emorragico individuale. Le linee guida ESC 2019 distinguono tra EP provocata, non provocata e in paziente oncologico.

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Indice di gravità dell’embolia polmonare (PESI)

Indice di gravità dell’embolia polmonare (PESI)

Predice la mortalità a 30 giorni dei pazienti con embolia polmonare

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Caratteristiche demografiche

Età
Sesso

Comorbidità

Anamnesi di neoplasia
Anamnesi d'insufficienza cardiaca
Anamnesi di patologia polmonare cronica

Esami clinici

Polso arterioso ≥ 110 battiti/min
Pressione sistolica < 100 mmHg
Frequenza respiratoria ≥ 30 atti/min
Temperatura corporea < 36°C
Alterazione dello stato mentale
Definita come disorientamento, letargia, stato stuporoso o coma.
Saturazione dell'ossigeno arterioso < 90 %
Con e senza la somministrazione di ossigeno supplementare

Durata della terapia per contesto clinico

ScenarioDurata raccomandata
EP con fattore scatenante maggiore transitorio (chirurgia, trauma)3 mesi
EP con fattore scatenante minore (viaggio, ormoni, infezione)3–6 mesi
EP non provocata, primo episodioAlmeno 3 mesi; valutare estensione indefinita
EP non provocata, secondo episodioAnticoagulazione indefinita
EP in paziente oncologicoIndefinita o fino alla remissione
EP con sindrome antifosfolipidiIndefinita con VKA (INR 2–3)

Farmaci di prima scelta

DOAC (prima scelta per EP non valvolare):

  • Rivaroxaban: 15 mg × 2 per 21 giorni → 20 mg × 1/die
  • Apixaban: 10 mg × 2 per 7 giorni → 5 mg × 2/die

Dose ridotta per profilassi estesa (dopo ≥6 mesi di terapia piena):

  • Rivaroxaban 10 mg × 1/die
  • Apixaban 2,5 mg × 2/die

EBPM: preferita in gravidanza e oncologia.

Come valutare il rischio di recidiva

  • EP non provocata: rischio di recidiva a 5 anni del 20–30%
  • D-dimero positivo a 1 mese dalla sospensione predice recidiva
  • Trombofile ad alto rischio (deficit AT, anticorpi antifosfolipidi) indicano terapia indefinita

Limiti

  • La distinzione EP provocata/non provocata non è sempre netta
  • I VKA rimangono preferibili nella sindrome antifosfolipidi triplo positiva

Domande frequenti

Dopo 3 mesi, come si decide se continuare? EP con fattore scatenante risolto → sospensione; EP non provocata → valutare D-dimero post-sospensione e preferenze del paziente per la continuazione a dose ridotta.

I DOAC a dose ridotta per la profilassi estesa: quando si usano? Dopo ≥6 mesi di dose piena, nei pazienti che non hanno un fattore scatenante identificato ma non vogliono o possono continuare la dose piena a lungo termine.

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Fonti

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