Scala Padua e Misure Non Farmacologiche: Mobilizzazione Precoce e Calze Elastiche
Nei pazienti con Padua score < 4 (basso rischio di TEV), la profilassi farmacologica non è indicata e il pilastro della prevenzione tromboembolica è rappresentato dalle misure non farmacologiche. Anche nei pazienti ad alto rischio (Padua ≥ 4), le misure meccaniche sono un complemento importante alla profilassi farmacologica.
Mobilizzazione Precoce: il Primo Intervento
La ridotta mobilità è uno dei fattori più pesanti nella scala Padua (3 punti). La mobilizzazione precoce è la misura più semplice ed efficace per ridurre il rischio TEV:
Benefici della mobilizzazione precoce:
- Attiva la pompa muscolare del polpaccio → svuotamento del plesso venoso tibiale
- Riduce la stasi venosa nei vasi profondi
- Migliora la prognosi generale del ricovero (riduce complicanze da decondizionamento)
Quando iniziare:
- Appena le condizioni cliniche lo consentono — anche brevi periodi di seduta o piedi a terra sono benefici
- Nei pazienti allettati per motivi medici: fisioterapia passiva e movimenti degli arti inferiori a letto
Calze a Compressione Graduata: Indicazioni e Tecnica
Le calze elastiche a compressione graduata (GCS — Graduated Compression Stockings) riducono il rischio di TVP del 30–50% nei pazienti ospedalizzati:
Caratteristiche raccomandate:
- Compressione alla caviglia: 15–30 mmHg (coscia) o 18–23 mmHg (ginocchio) — calze lunghe fino al ginocchio sono equivalenti a quelle coscia per la TVP
- Materiale traspirante
- Da indossare durante tutto il ricovero, compresi i periodi notturni (salvo controindicazioni)
Controindicazioni alle GCS:
- Arteriopatia periferica (ABI < 0,5)
- Insufficienza cardiaca scompensata con edema massivo
- Neuropatia periferica grave
- Dermatite o ferite agli arti inferiori
- Deformità degli arti (calze non aderenti)
Score di Padova (Padova Score) - Rischio TEV
Valutazione del rischio di tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti medici ospedalizzati secondo i Criteri di Padova.
Compressione Pneumatica Intermittente (IPC)
La compressione pneumatica intermittente (IPC) è più efficace delle calze per i pazienti completamente allettati:
- Dispositivi che si gonfiano e si sgonfiano periodicamente, simulando la pompa muscolare
- Efficace soprattutto nella prevenzione della TVP distale
Quando preferire IPC:
- Pazienti allettati non mobilizzabili
- In combinazione con profilassi farmacologica nei pazienti ad altissimo rischio
- Come alternativa alle calze quando queste sono controindicative (es. ferite agli arti)
Controindicazione: TVP sospetta o confermata (rischio di embolia polmonare).
Idratazione Adeguata
La disidratazione è un fattore di rischio per la stasi venosa e l'ipercoagulabilità. Assicura un apporto idrico adeguato nei pazienti medici ricoverati, soprattutto negli anziani e nei pazienti febbricitanti.
Limitazioni
- Le misure non farmacologiche riducono ma non eliminano il rischio di TEV: nei pazienti ad alto rischio (Padua ≥ 4), non sostituiscono la profilassi farmacologica.
- La compliance alle calze compressive è spesso scarsa in ambiente ospedaliero: verifica quotidianamente che siano correttamente indossate.
- La mobilizzazione precoce richiede il coinvolgimento attivo del paziente e del team infermieristico/fisioterapico.
Domande Frequenti
Un paziente con Padua score 3 (basso rischio): devo prescrivere le calze compressive? Le calze sono una misura ragionevole anche nei pazienti a basso rischio TEV, in assenza di controindicazioni. Tuttavia, non vi è evidenza che abbiano un impatto significativo sulla mortalità o sulla riduzione del TEV nei pazienti medici a basso rischio: la priorità è la mobilizzazione precoce.
Quante ore al giorno devono essere indossate le calze compressive in ospedale? Le calze devono essere indossate continuamente durante il ricovero, compresi i periodi notturni, eccetto durante le cure igieniche e i periodi di deambulazione attiva. La rimozione notturna riduce significativamente l'efficacia.
La compressione pneumatica intermittente può essere usata insieme alle EBPM? Sì. Nei pazienti ad altissimo rischio (es. oncologici con TEV pregresso), la combinazione di compressione pneumatica e EBPM è più efficace di ciascuna misura singola. Questa strategia è raccomandata in alcuni protocolli specialistici.
Fonti
- Barbar S, et al. A risk assessment model for the identification of hospitalized medical patients at risk for venous thromboembolism. Blood. 2010.
- Kahn SR, et al. Prevention of VTE in nonsurgical patients. Chest. 2012 (ACCP-9).
- Sachdeva A, et al. Graduated compression stockings for prevention of deep vein thrombosis. Cochrane Database Syst Rev. 2010.
