FYLREVY 18,9 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
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Classe
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - FYLREVY 18,9 MG
Terapia ormonale sostitutiva (TOS) per i sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa sottoposte a isterectomia.
Terapia ormonale sostitutiva (TOS) per i sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa non sottoposte a isterectomia con almeno 12 mesi dall'ultima mestruazione.
FYLREVY è un medicinale a base di solo estrogeni. Posologia
Una compressa deve essere assunta per via orale una volta al giorno, all'incirca alla stessa ora, con o senza cibo, se necessario con una piccola quantità di acqua.
Si raccomanda la somministrazione continua.
Per l’inizio e il proseguimento del trattamento dei sintomi postmenopausali deve essere impiegata la dose minima efficace per la più breve durata possibile (vedere paragrafo 4.4).
Donne con utero
Bisogna iniziare il trattamento con FYLREVY 14,2 mg. In caso di risposta insufficiente, misurata come riduzione dei sintomi, la dose può essere aumentata a FYLREVY 18,9 mg.
Un progestinico approvato per l'aggiunta al trattamento con estrogeni deve essere somministrato in modo continuativo.
Donne sottoposte a isterectomia
La dose deve essere di FYLREVY 18,9 mg.
A meno che non vi sia una precedente diagnosi di endometriosi, non è raccomandato l'aggiunta di un progestinico nelle donne sottoposte a isterectomia.
Avvio o modifica del trattamento
Nelle donne che non assumono TOS, o in quelle che passano da un prodotto TOS a base di solo estrogeno o da un TOS a regime combinato continuo, il trattamento può essere iniziato in qualsiasi giorno conveniente per la paziente. Nelle donne che cambiano da un regime TOS ciclico o sequenziale, il trattamento deve iniziare il giorno successivo al completamento del regime precedente.
Come comportarsi in caso di dimenticanza di una o più compresse
Se si è dimenticato di assumere una compressa, la prenda non appena possibile. Se sono trascorse più di 12 ore, continui il trattamento con la compressa successiva senza assumere quella dimenticata.
Le compresse dimenticate possono aumentare la probabilità di sanguinamento intermestruale o spotting nelle donne con utero.
Compromissione epatica
Estetrolo è controindicato nelle donne con grave insufficienza epatica fintanto che i valori della funzionalità epatica non siano tornati alla normalità (vedere paragrafo 4.3).
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione renale
Estetrolo non è raccomandato nelle donne con insufficienza renale moderata o grave.
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale lieve (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
Non vi è alcun uso rilevante di estetrolo nella popolazione pediatrica per l'indicazione della terapia ormonale sostitutiva per i sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa.
Anziani
La sicurezza e l'efficacia di estetrolo non sono state studiate nelle donne di età superiore ai 65 anni che iniziano il trattamento. Per questa popolazione, non può essere formulata alcuna raccomandazione sulla dose.
Modo di somministrazione
Uso orale.
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Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;
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Cancro della mammella accertato, sospetto o pregresso;
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Tumori maligni estrogeno-dipendenti accertati, pregressi o sospetti (ad es. cancro dell’endometrio);
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Sanguinamento genitale non diagnosticato;
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Iperplasia endometriale non trattata;
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Tromboembolismo venoso in atto o pregresso (trombosi venosa profonda, embolia polmonare);
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Disturbi trombofilici accertati (ad es. deficit di proteina C, di proteina S o di antitrombina, vedere paragrafo 4.4);
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Malattia tromboembolica arteriosa in atto o pregressa (ad es. infarto miocardico, angina);
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Presenza o storia di grave malattia epatica, finché i valori della funzionalità epatica non siano tornati alla normalità;
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Porfiria.
La percentuale di sanguinamento vaginale è stata del 66,8% e quella di endometrio proliferativo disordinato del 5,4% nello studio pivotale di fase 3 condotto su donne non isterectomizzate con almeno 12 mesi dall'ultima mestruazione trattate con estetrolo 18,9 mg in terapia continua in associazione con progesterone (P4) 100 mg (vedere anche la sezione 4.8). È possibile utilizzare dosi più elevate di P4 o un altro progestinico approvato in aggiunta al trattamento con estrogeni; tuttavia, non sono disponibili dati sulla sicurezza e la tollerabilità in associazione con estetrolo.
Per il trattamento dei sintomi postmenopausali, estetrolo deve essere somministrato solo in caso di sintomi che compromettono la qualità della vita. In tutti i casi, è necessario valutare attentamente i rischi e i benefici almeno una volta all'anno e la terapia ormonale sostitutiva deve essere proseguita solo se i benefici superano i rischi.
Le prove relative ai rischi associati alla terapia ormonale sostitutiva nel trattamento della menopausa precoce sono limitate. Tuttavia, dato il basso livello di rischio assoluto nelle donne più giovani, il rapporto tra benefici e rischi per queste donne può essere più favorevole rispetto alle donne più anziane.
Esame medico/follow up
Prima di iniziare o riprendere il trattamento con TOS, si deve raccogliere un’anamnesi personale e familiare completa. L’esame obiettivo (comprendente pelvi e mammelle) deve essere guidato dall’anamnesi e dalle controindicazioni e precauzioni per l’impiego. Durante il trattamento, si raccomanda di effettuare controlli periodici di natura e frequenza modulate sulle necessità della singola paziente. Le donne devono essere informate circa le modificazioni delle mammelle da segnalare al medico o all’infermiere (vedere di seguito ‘Cancro della mammella’). Dovranno essere effettuati esami diagnostici, compresi opportuni esami di imaging quali la mammografia, in conformità alle procedure di screening attualmente accettate, modificate in funzione delle necessità cliniche della singola paziente.
Condizioni che necessitano di monitoraggio
Se è presente una qualsiasi delle seguenti condizioni, se si è verificata in precedenza e/o si è aggravata durante la gravidanza o trattamenti ormonali precedenti, la paziente dovrà essere monitorata attentamente. Si deve tenere presente che queste condizioni potrebbero ripresentarsi o aggravarsi durante il trattamento con estetrolo, in particolare:
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Leiomioma (fibromi dell’utero) o endometriosi
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Fattori di rischio per disturbi tromboembolici (vedere di seguito)
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Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti, ad esempio ereditarietà di 1° grado per il cancro della mammella
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Ipertensione
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Patologie epatiche (ad esempio adenoma del fegato)
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Diabete mellito con o senza coinvolgimento vascolare
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Colelitiasi
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Emicrania o (grave) cefalea
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Lupus eritematoso sistemico
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Anamnesi di iperplasia dell’endometrio (vedere di seguito)
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Epilessia
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Asma
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Otosclerosi
Motivi per un’immediata sospensione della terapia
La terapia deve essere interrotta nel caso in cui venga scoperta una controindicazione e nelle seguenti situazioni:
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Ittero o deterioramento della funzionalità epatica;
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Aumento significativo della pressione arteriosa;
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Nuova insorgenza di cefalea tipo emicrania;
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Gravidanza.
Iperplasia e carcinoma dell’endometrio
Nelle donne con utero intatto, il rischio di iperplasia e di carcinoma dell’endometrio aumenta in seguito alla somministrazione di soli estrogeni per periodi prolungati. L’aumento del rischio di cancro dell’endometrio segnalato tra le utilizzatrici di soli estrogeni è da 2 a 12 volte superiore rispetto alle non utilizzatrici, a seconda della durata del trattamento e della dose degli estrogeni (vedere
paragrafo 4.8). Dopo l’interruzione del trattamento il rischio può restare elevato per almeno 10 anni.
L'aggiunta di un progestinico nella terapia combinata continua con estrogeni e progestinici nelle donne non sottoposte a isterectomia previene il rischio eccessivo associato alla terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni.
Durante il primo mese di trattamento si possono verificare metrorragie da interruzione o perdite. Se le metrorragie da interruzione o le perdite si presentano dopo qualche tempo dall’inizio della terapia o continuano dopo che la terapia è stata interrotta, se ne dovrà accertare la causa, con esami che potrebbero comprendere una biopsia dell’endometrio per escludere la presenza di tumore maligno endometriale.
La stimolazione estrogenica non contrastata può portare a una trasformazione premaligna o maligna nei focolai residui di endometriosi. Pertanto, l'aggiunta di progestinici alla terapia sostitutiva con estrogeni dovrebbe essere presa in considerazione nelle donne che hanno subito un'isterectomia a causa dell'endometriosi, se è noto che presentano endometriosi residua.
Cancro della mammella
Le evidenze generali dimostrano un aumento del rischio di cancro al seno nelle donne che assumono una TOS combinata a base di estrogeni e progestinici o solo estrogeni, che dipende dalla durata dell'assunzione della TOS.
Terapia a base di soli estrogeni
Lo studio Women’s Health Initiative (WHI) non ha riscontrato nessun aumento del rischio di cancro della mammella nelle donne sottoposte a isterectomia che assumevano una terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni. Gli studi osservazionali hanno segnalato principalmente un leggero aumento del rischio di diagnosi di cancro della mammella, sostanzialmente inferiore a quello riscontrato nelle donne che assumono associazioni di estrogeno-progestinico (vedere paragrafo 4.8).
I risultati derivanti da un’ampia metanalisi hanno dimostrato che, dall’interruzione del trattamento, il rischio aggiuntivo diminuirà con il tempo, e il tempo necessario per tornare al basale dipende dalla durata del precedente utilizzo della TOS. Qualora la TOS fosse stata assunta per un periodo superiore a 5 anni, il rischio può persistere per 10 anni o più a lungo.
La terapia ormonale sostitutiva, in particolare quella combinata con estrogeni e progestinici, aumenta la densità delle immagini mammografiche, il che può influire negativamente sulla diagnosi radiologica del cancro al seno.
Cancro dell’ovaio
Il cancro dell’ovaio è molto più raro del cancro della mammella.
L’evidenza epidemiologica derivata da una vasta meta-analisi indica un leggero aumento del rischio nelle donne che assumono una terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni o combinata con estrogeni e progestinici, che si manifesta entro 5 anni di utilizzo e si riduce con il tempo dopo l’interruzione.
Alcuni altri studi, incluso lo studio WHI, suggeriscono che l’uso di una terapia ormonale sostitutiva combinata può essere associato a un rischio simile o leggermente inferiore (vedere paragrafo 4.8).
Tromboembolismo venoso
TOS è associata a un aumento di 1,3-3 volte del rischio di sviluppo di tromboembolismo venoso (TEV), ovvero trombosi venosa profonda o embolia polmonare. La comparsa di un tale evento è più probabile nel primo anno di terapia ormonale sostitutiva che successivamente (vedere paragrafo 4.8).
Le pazienti affette da condizioni trombofiliche sono soggette a un rischio maggiore di TEV e la TOS può aumentare tale rischio. La TOS è controindicata in queste pazienti (vedere paragrafo 4.3).
I fattori di rischio generalmente riconosciuti per la TEV comprendono impiego di estrogeni, età avanzata, intervento chirurgico maggiore, immobilizzazione prolungata, obesità (Indice di Massa Corporea IMC > 30 kg/m2), periodo della gravidanza/postparto, lupus eritematoso sistemico (LES) e cancro. Non esiste unanimità relativamente al possibile ruolo delle vene varicose nella TEV.
Come per tutti i pazienti postoperatori, devono essere prese in considerazione misure profilattiche per prevenire l’insorgenza di TEV in seguito a un intervento chirurgico. Se si prevede un’immobilizzazione prolungata a seguito di chirurgia elettiva, si raccomanda di sospendere temporaneamente l’impiego di TOS da 4 a 6 settimane prima. Il trattamento non dovrà ricominciare fino a quando la paziente non avrà riacquistato una completa mobilità.
Alle donne che non presentano anamnesi personale di TEV, ma che hanno un parente di primo grado con anamnesi di trombosi in giovane età, può essere proposto uno screening dopo un attento counselling sulle limitazioni dello stesso (solo una parte dei difetti trombofilici viene identificata dallo screening). Se si identifica un difetto trombofilico correlato alla trombosi in membri della famiglia o
se il difetto è “grave” (ad esempio deficit di antitrombina, di proteina S, di proteina C o una combinazione di difetti) la TOS è controindicata.
Per le donne che seguono già una terapia anticoagulante cronica è necessaria un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici della TOS.
Se dopo l'inizio del trattamento con TOS si dovesse verificare una TEV, il trattamento dovrà essere interrotto immediatamente. Le donne devono essere avvisate di contattare immediatamente il medico se avvertono un potenziale sintomo tromboembolico (ad es. tumefazione dolorosa di una gamba, improvviso dolore al torace, dispnea).
Malattia coronarica
Non esistono prove provenienti da studi randomizzati controllati che dimostrino la protezione contro l'infarto miocardico nelle donne con o senza malattia coronarica preesistente che hanno ricevuto una TOS combinata a base di estrogeni e progestinici o solo estrogeni.
Solo estrogeni
Studi controllati randomizzati non hanno mostrato evidenza di un aumento del rischio di malattia coronarica nelle donne sottoposte a isterectomia che utilizzano una terapia a base di soli estrogeni.
Malattia coronarica
Terapia a base di associazione di estrogeni e progestinici o a base di soli estrogeni è associata a un aumento fino a 1,5 volte del rischio di ictus ischemico. Il rischio relativo non cambia con l’età o il tempo trascorso dalla menopausa. Tuttavia, poiché il rischio di ictus al basale è fortemente dipendente dall’età, il rischio complessivo per le donne che assumono TOS aumenterà con l’età (vedere paragrafo 4.8).
Altre condizioni
Gli estrogeni possono causare ritenzione di liquidi e quindi le pazienti affette da disfunzione cardiaca o renale devono essere monitorate attentamente.
Le donne con ipertrigliceridemia preesistente dovranno essere seguite attentamente durante la terapia sostitutiva con estrogeni o la terapia ormonale sostitutiva, perché sono stati segnalati rari casi di forti aumenti dei trigliceridi plasmatici, che hanno portato a sviluppo di pancreatite con la terapia estrogenica in presenza di questa condizione.
Gli estrogeni esogeni possono indurre o esacerbare i sintomi dell'angioedema ereditario e acquisito.
Gli estrogeni determinano un aumento della globulina di legame tiroidea (TBG), che causa un incremento dell’ormone tiroideo totale circolante, misurato in termini di iodio legato alle proteine (PBI), livelli di T4 (mediante colonna o dosaggio radioimmunologico) o livelli di T3 (mediante dosaggio radioimmunologico). La captazione di T3 su resina è ridotta e riflette l’elevata globulina di legame tiroidea. Le concentrazioni di T4 e di T3 liberi sono inalterate. Possono risultare elevati i livelli sierici di altre proteine di legame, quali la globulina legante i corticosteroidi (CBG) e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), che determinano un aumento rispettivamente dei corticosteroidi e degli ormoni sessuali circolanti. Le concentrazioni degli ormoni liberi o biologicamente attivi sono invariate. Altre proteine plasmatiche possono risultare aumentate (angiotensinogeno/substrato della renina, alfa-1 antitripsina, ceruloplasmina).
L'uso della terapia ormonale sostitutiva non migliora le funzioni cognitive. Esistono alcune evidenze che indicano un aumento del rischio di probabile demenza nelle donne che iniziano a utilizzare una terapia ormonale sostitutiva combinata continua o solo a base di estrogeni dopo i 65 anni.
Aumento dei livelli di alanina aminotransferasi (ALT)
Durante gli studi clinici condotti su pazienti trattati per infezioni da virus dell'epatite C (HCV) con il regime combinato ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con e senza ribavirina, sono stati osservati aumenti dell'ALT superiori a 5 volte il limite superiore della norma (ULN) significativamente più frequenti nelle donne che assumevano medicinali contenenti etinilestradiolo, come i contraccettivi ormonali combinati (CHC). Inoltre, anche nei pazienti trattati con glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir, sono stati osservati aumenti dell'ALT nelle donne che assumevano medicinali contenenti etinilestradiolo, come i CHC. Le donne che assumono medicinali contenenti estrogeni diversi dall'etinilestradiolo, come l'estradiolo, e ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina hanno presentato un tasso di aumento dell'ALT simile a quello delle donne che non assumono estrogeni; tuttavia, dato il numero limitato di donne che assumono questi altri estrogeni, è necessaria cautela nella somministrazione concomitante con i seguenti regimi farmacologici combinati: ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir.
Vedere paragrafo 4.5. Eccipienti
Lattosio
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente “senza sodio”.
Effetti di altri medicinali sull’estetrolo
L'estetrolo viene prevalentemente glucuronizzato dall'enzima UDP-glucuronosiltransferasi (UGT) 2B7. Non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti tra l'estetrolo e l'acido valproico, un potente inibitore dell'UGT.
Gli enzimi del citocromo P450 (CYP450) non svolgono un ruolo importante nel metabolismo dell'estetrolo. È quindi improbabile che si verifichi un'interazione dell'estetrolo con sostanze note per indurre o inibire gli enzimi CYP450.
Effetti dell’estetrolo su altri medicinali
Sulla base di studi di inibizione in vitro, è improbabile che si verifichi un'interazione dell'estetrolo con il metabolismo di altre sostanze attive.
Interazioni farmacodinamiche
Durante gli studi clinici con il regime farmacologico combinato ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina, gli aumenti dell'ALT superiori a 5 volte il limite superiore della norma (ULN) sono stati significativamente più frequenti nelle donne che utilizzavano medicinali contenenti etinilestradiolo, come i COC. Inoltre, anche con glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir, sono stati osservati aumenti dell'ALT nelle donne che assumevano farmaci contenenti etinilestradiolo, come i COC.
Le donne che assumono medicinali contenenti estrogeni diversi dall'etinilestradiolo, come l'estradiolo, e ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina hanno presentato un tasso di aumento dell'ALT simile a quello delle donne che non assumono estrogeni; tuttavia, dato il numero limitato di donne che assumono questi altri estrogeni, è necessaria cautela nella somministrazione concomitante con i seguenti regimi farmacologici combinati: ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir con o senza ribavirina, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (vedere paragrafo 4.4).
Gravidanza
FYLREVY non è indicato durante la gravidanza. In caso di gravidanza durante il trattamento, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.
Studi condotti su animali hanno dimostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Sulla base dell'esperienza sugli animali, non si possono escludere effetti nocivi dovuti all'azione ormonale del principio attivo.
I risultati della maggior parte degli studi epidemiologici condotti finora sull'esposizione involontaria del feto agli estrogeni non indicano effetti teratogeni o fetotossici.
Allattamento
FYLREVY non è indicato durante l'allattamento. Fertilità
FYLREVY non è indicato nelle donne in età fertile.
FYLREVY non ha alcun effetto o ha un effetto trascurabile sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.
Riepilogo del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più frequenti segnalate nelle donne in postmenopausa non sottoposte a isterectomia, con almeno 12 mesi dall'ultima mestruazione, esposte ad estetrolo in associazione con progesterone, includevano ispessimento dell'endometrio (> 4 mm, 71,3%), emorragia vaginale (66,8%) ed endometrio proliferativo disordinato (DPE) (5,4%). Le altre reazioni avverse più frequenti segnalate nelle donne con o senza utero sono state tensione mammaria (8,7%) e dolore al seno (5,6%). A parte le reazioni avverse correlate all'utero, non sono state riscontrate altre differenze nel profilo di sicurezza nelle donne con o senza utero.
Elenco in formato tabulare delle reazioni avverse
La sicurezza dell'estetrolo è stata valutata in uno studio clinico di fase 2 e in due studi clinici di fase 3 (Studio 1 e Studio 2) che hanno coinvolto 2 606 donne in postmenopausa (1 290 sono state trattate con estetrolo 14,2 mg o 18,9 mg da solo, 463 sono state trattate con placebo e 853 con almeno 12 mesi dall'ultima mestruazione sono state trattate con estetrolo 18,9 mg in associazione continua con P4100 mg).
Le reazioni avverse al farmaco osservate durante gli studi clinici sono elencate nella Tabella 1 e classificate in base alla frequenza e alla classe di organi e sistemi. Le frequenze sono definite come molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 , < 1/10), non comune (≥ 1/1 000 , < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1: Reazioni avverse ai farmaci
| Classificazione per sistemi e | Molto comune | Comune | Non comune |
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| organi | |||
| Infezioni ed infestazioni | Candidiasi vulvovaginale | ||
| Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cistie polipi) | Leiomioma uterino | ||
| Patologie del sistema nervoso | Capogiri | ||
| Patologie vascolari | Tromboembolismo venoso | ||
| Patologie gastrointestinali | Dolore addominale inferiorea,Dolore addominale, Distensione addominale Nausea,Stipsi | ||
| Patologie della cute edel tessuto sottocutaneo | Orticaria | ||
| Patologie del sistema muscoloscheletrico edel tessuto connettivo | Dolore a un arto | ||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Emorragia vaginaleb, Ispessimento dell’endometrio | Endometrio proliferativo disordinato, Dolore mammario, Dolorabilità mammaria,Dolore del capezzolo, Spasmo dell’utero, Secrezione vaginale,Prurito vulvovaginale | Iperplasia dell’endometrio, Polipo dell’endometrioc, Adenomiosi, Massa in sede mammariad, Tumefazione mammariae, Cisti ovarica, |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede disomministrazione | Astenia | Tumefazione perfierica | |
| Esami diagnostici | Peso aumentato |
a Include dolore pelvico
b Include emorragia uterine e sanguinamento intermestruale
c Include polipo cervicale e polipo dell’utero
d Include tumore filloide, cisti della mammella, scansione della mammella anormale
e Include aumento del volume mammario, congestione mammaria
Descrizione di determinate reazioni avverse
Rischio di cancro della mammella
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Nelle donne che assumono una terapia combinata a base di estrogeni e progestinici per più di 5 anni si registra un aumento fino al doppio del rischio di diagnosi di cancro al seno.
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L’aumento del rischio per coloro che utilizzano una terapia a base di soli estrogeni è inferiore rispetto a quello che si osserva in coloro che impiegano associazioni di estrogeno-progestinico.
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Il livello del rischio dipende dalla durata di utilizzo (vedere paragrafo 4.4).
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Sono presentate le stime del rischio assoluto sulla base dei risultati del maggiore studio randomizzato controllato con placebo (studio WHI) e della maggiore metanalisi di studi epidemiologici prospettici.
La più ampia metanalisi di studi epidemiologici prospettici
Rischio aggiuntivo stimato di cancro della mammella dopo 5 anni di utilizzo nelle donne con indice di massa corporea 27 (kg/m2)
Età all’inizio della TOS (anni) Incidenza su 1 000 donne mai trattate con terapia ormonale sostitutiva in un periodo di 5 anni (50-54 anni di età)* Rapporto di rischio Casi aggiuntivi su 1 000 donne trattate con TOS dopo 5 anni Solo estrogeni TOS 50 13.3 1.2 2.7 Associazione di estrogeni e progestinici 50 13.3 1.6 8.0 * Dato tratto dai tassi basali di incidenza in Inghilterra nel 2015 tra le donne con indice di massa corporea 27 (kg/m2)
Nota: poiché l’incidenza attesa del cancro della mammella è diversa nei vari paesi dell’UE, anche il numero di casi supplementari di tale tipo di cancro varierà proporzionalmente.
Rischio aggiuntivo stimato di cancro della mammella dopo 10 anni di utilizzo nelle donne con indice di massa corporea 27 (kg/m2)
Età all’inizio della TOS (anni) Incidenza su 1 000 donne mai trattate con TOS in un periodo di 10 anni (50-59 anni dietà)* Rapporto di rischio Casi aggiuntivi su 1 000 donne trattate con TOS dopo 10 anni Solo estrogeni TOS 50 26.6 1.3 7.1 Associazione di estrogeni e progestinici 50 26.6 1.8 20.8 *Dato tratto dai tassi basali di incidenza in Inghilterra nel 2015 tra le donne con indice di massa corporea 27 (kg/m2)
Nota: poiché l’incidenza attesa del cancro della mammella è diversa nei vari paesi dell’UE, anche il numero di casi supplementari di tale tipo di cancro varierà proporzionalmente.
Studio WHI negli Stati Uniti- Rischio aggiuntivo stimato di cancro della mammella dopo 5 anni di utilizzo
Fascia d'età (anni) Incidenza per 1 000 donne nel braccioplacebo nell'arco di 5 anni Rapporto di rischio e Cl al 95% Casi aggiuntivi ogni 1 000utenti TOS in 5 anni (95% CI) CEE solo estrogeni 50-79 21 0.8 (0.7 – 1.0) -4 (-6 – 0)* CEE+MPA estrogeni e progestinici‡ 50-79 17 1.2 (1.0 – 1.5) +4 (0 – 9) * Studio WHI su donne senza utero, che non ha evidenziato un aumento del rischio di cancro al seno
‡ Quando l'analisi è stata limitata alle donne che non avevano fatto uso di terapia ormonale sostitutiva prima dello studio, non è stato riscontrato alcun aumento del rischio durante i primi 5 anni di trattamento: dopo 5 anni il rischio era superiore rispetto alle donne che non avevano fatto uso di terapia ormonale sostitutiva.
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Rischio di cancro dell’endometrio
Donne postmenopausali non isterectomizzate
Il rischio di cancro dell’endometrio è di circa 5 casi su 1 000 donne non isterectomizzate che non utilizzano una terapia ormonale sostitutiva.
Nelle donne non isterectomizzate, l’impiego di terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni non è raccomandata perché determina un aumento del rischio di cancro dell’endometrio (vedere paragrafo 4.4).
A seconda della durata della terapia con solo estrogeno e della dose impiegata, l’aumento del rischio di cancro dell’endometrio negli studi epidemiologici variava tra i 5 e i 55 casi supplementari diagnosticati ogni 1 000 donne di età compresa tra 50 e 65 anni.
L'aggiunta di un progestinico alla terapia a base di solo estrogeni per almeno 12 giorni per ciclo può prevenire questo aumento del rischio. Nello studio Million Women Study, l'uso di cinque anni di terapia ormonale sostitutiva combinata (sequenziale o continua) non ha aumentato il rischio di cancro dell'endometrio (RR di 1,0 (0,8-1,2)).
Cancro dell’ovaio
L’impiego di terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni o estrogeno-progestinico combinato è stato associato a un leggero aumento del rischio di diagnosi di cancro dell’ovaio (vedere paragrafo 4.4).
Una meta-analisi di 52 studi epidemiologici ha riscontrato un aumento del rischio di cancro dell’ovaio nelle donne in trattamento con una terapia ormonale sostitutiva rispetto alle donne che non ne avevano mai fatto uso (RR 1,43, IC al 95% 1,31-1,56). Nelle donne di età compresa tra 50 e 54 anni, l’assunzione di un trattamento ormonale sostitutivo di 5 anni determina circa 1 diagnosi aggiuntiva su 2 000 donne trattate. Nelle donne di età compresa tra 50 e 54 anni che non seguono una terapia ormonale sostitutiva, circa 2 donne su 2 000 riceveranno una diagnosi di cancro dell’ovaio nell’arco di 5 anni.
Rischio di tromboembolismo venoso
TOS è associato a un aumento da 1,3 -3 volte del rischio relativo di sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), ovvero trombosi venosa profonda o embolia polmonare. La comparsa di tali eventi è più probabile nel primo anno di utilizzo della terapia ormonale sostitutiva (vedere paragrafo 4.4). Sono presentati i risultati degli studi Women's Health Initiative (WHI):
Studi WHI - Rischio aggiuntivo di TEV su 5 anni di utilizzo
Intervallo di età (anni) Incidenza su 1 000 donne nel braccio delplacebo in un periodo di 5 anni Rapporto di rischio e IC al 95% Casi aggiuntivi su 1 000 donne nel braccio ET Solo estrogeni orali* 50-59 7 1.2 (0.6 – 2.4) 1 (-3 – 10) Estrogeno-progestinico combinato per via orale 50-59 4 2.3 (1.2 – 4.3) 5 (1 – 13) *studio su donne isterectomizzate
Rischio di malattia coronarica
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Il rischio di malattia coronarica è leggermente aumentato nelle utilizzatrici di terapia ormonale sostitutiva combinata estrogeno-progestinico di età superiore ai 60 anni (vedere paragrafo 4.4).
Rischio di ictus ischemico
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La terapia a base di soli estrogeni e terapia con estrogeni + progestinici associata a un rischio relativo di ictus ischemico fino a 1,5 volte superiore. Il rischio di ictus emorragico non aumenta durante l'uso della terapia ormonale sostitutiva.
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Tale rischio relativo non è dipendente dall’età o dalla durata di utilizzo, ma poiché il rischio al basale dipende fortemente dall’età, il rischio globale di ictus nelle donne che assumono una terapia a base di estrogeni aumenterà con l’età, vedere paragrafo 4.4.
Studi WHI combinati - rischio aggiuntivo di ictus ischemico* in 5 anni di utilizzo
| Intervallo di età (anni) | Incidenza su 1 000 donne nel braccio del placebo in un periodo di 5 anni | Rapporto di rischio e IC al 95% | Casi aggiuntivi su1 000 utilizzatrici di terapia ormonale sostitutiva in unperiodo di 5 anni |
| 50-59 | 8 | 1.3 (1.1 – 1.6) | 3 (1 – 5) |
* non è stata effettuata alcuna differenziazione tra ictus ischemico ed emorragico. Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
I sintomi di sovradosaggio di prodotti contenenti estrogeni possono includere nausea, vomito, tensione mammaria, vertigini, dolore addominale, sonnolenza/affaticamento e possono verificarsi sanguinamenti da sospensione. Sulla base di studi condotti con una singola dose di 94,4 mg e dosi multiple di 37,8 mg di estetrolo, possono verificarsi anche sintomi di tensione mammaria e dolore pelvico. Non esiste un antidoto specifico, e il trattamento deve essere sintomatico.
Proprietà farmacologiche - FYLREVY 18,9 MG
Categoria farmacoterapeutica: Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale, estrogeni naturali e semisintetici, semplici, codice ATC: G03CA10
Meccanismo d’azione
Il principio attivo, l'estetrolo sintetico, è chimicamente e biologicamente identico all'estetrolo endogeno prodotto durante la gravidanza dal fegato fetale umano.
Estetrolo sostituisce la perdita di produzione di estrogeni nelle donne in menopausa e allevia i sintomi della menopausa, compresi i sintomi vasomotori (VMS).
Informazioni sulla sperimentazione clinica
L'efficacia clinica e la sicurezza di estetrolo 14,2 mg e estetrolo 18,9 mg sono state valutate in due studi clinici multicentrici di fase 3 (Studio 1 e Studio 2). Entrambi gli studi erano suddivisi in due parti: la Parte 1 (randomizzata, in doppio cieco, controllata con placebo) era incentrata principalmente sull'efficacia, mentre la Parte 2 (in aperto, a braccio singolo) era incentrata sulla sicurezza.
Attenuazione dei sintomi da deficit di estrogeni
L'efficacia dell'estetrolo nel sollievo dei VMS è stata valutata in donne in postmenopausa con VMS da moderati a gravi nella Parte 1 degli studi 1 e 2. In totale, 628 donne sottoposte a isterectomia (di cui
419 trattate con estetrolo 14,2 mg o 18,9 mg e 209 trattate con placebo) e 591 donne non sottoposte a isterectomia (di cui 392 trattate con estetrolo 14,2 mg o 18,9 mg e 199 trattate con placebo) sono state randomizzate.
I quattro endpoint co-primari di efficacia per entrambi gli studi erano la variazione rispetto al basale della frequenza settimanale e della gravità media dei VMS da moderati a gravi a 4 settimane e 12 settimane.
Il sollievo dei sintomi della menopausa è stato ottenuto nelle prime settimane di trattamento e mantenuto per tutta la durata del periodo di trattamento.
In entrambi gli studi clinici cardine, che includevano donne non isterectomizzate con almeno 12 mesi dall’ultima mestruazione e donne isterectomizzate, le dosi orali giornaliere di estetrolo 14,2 mg ed estetrolo 18,9 mg hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa della frequenza settimanale dei sintomi vasomotori (VMS) da moderati a severi a 4 settimane rispetto al placebo.
La riduzione statisticamente significativa è stata mantenuta a 12 settimane di trattamento.
Le dosi orali giornaliere di estetrolo 18,9 mg hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa della gravità dei sintomi vasomotori (VMS) da moderati a severi a 4 e 12 settimane rispetto al placebo.
Una riduzione statisticamente significativa della gravità dei VMS è stata osservata anche con estetrolo 14,2 mg in entrambi i time point nello Studio 1, ma non nello Studio 2.
I risultati (analisi post-hoc) della variazione della frequenza settimanale e della gravità media dei sintomi vasomotori (VMS) da moderati a severi- degli Studi 1 Parte 1 e 2 Parte 1 sono presentati nella Tabella 2 per estetrolo 14,2 mg e nella Tabella 3 per estetrolo 18,9 mg.
Tabella 2: Effetto di estetrolo 14,2 mg sulla frequenza settimanale e sulla gravità media dei sintomi vasomotori (VMS) da moderati a severi alla settimana 4 e alla settimana 12 – Donne
nonisterectomizzate con almeno 12 mesi dall’ultima mestruazione e donne isterectomizzate (Studio 1, Parte 1 e Studio 2, Parte 1).
| Parametro | Studio 1, Parte 1 | Studio 2, Parte 1 | ||
| Estetrolo 14,2 mg | Placebo | Estetrolo 14,2 mg | Placebo | |
| N=200 | N=200 | N=185 | N=185 | |
| Frequenza delle VMS | ||||
| Basale | ||||
| Media (DS) | 78.54 (37.832) | 76.87 (35.327) | 80.32 (51.991) | 79.67 (41.013) |
| Variazione dal basale alla settimana 4 | ||||
| Media LS (ES) | -43.31 (2.984) | -32.17 (3.103) | -42.09 (2.736) | -32.38 (2.801) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -11.14 (4.299) | - | -9.71 (3.916) | - |
| IC 95% | (-20.64, -1.65) | - | (-18.36, -1.05) | - |
| p-value vs placebo | 0.0181 | - | 0.0249 | - |
| Variazione dal basale alla settimana 12 | ||||
| Media LS (ES) | -59.33 (3.098) | -41.81 (3.238) | -58.34 (2.806) | -45.01 (2.916) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -17.52 (4.475) | - | -13.32 (4.047) | - |
| IC 95% | (-27.41, -7.64) | - | (-22.26, -4.38) | - |
| p-value vs placebo | 0.0002 | - | 0.0020 | - |
| Gravità delle VMS | ||||
| Basale | ||||
| Media (DS) | 2.43 (0.280) | 2.38 (0.270) | 2.46 (0.284) | 2.47 (0.236) |
| Variazione dal basale alla settimana 4 | ||||
| Media LS (ES) | -0.65 (0.071) | -0.37 (0.073) | -0.42 (0.063) | -0.35 (0.065) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -0.29 (0.102) | - | -0.08 (0.091) | - |
| IC 95% | (-0.51, -0.06) | - | (-0.28, 0.12) | - |
| p-value vs placebo | 0.0096 | - | 0.5901 | - |
| Variazione dal basale alla settimana 12 | ||||
| Media LS (ES) | -1.25 (0.074) | -0.71 (0.077) | -0.73 (0.066) | -0.69 (0.068) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -0.54 (0.107) | - | -0.04 (0.095) | - |
| IC 95% | (-0.78, -0.30) | - | (-0.25, 0.17) | - |
| p-value vs placebo | <0.0001 | - | 0.8533 | - |
CI: intervallo di confidenza; Media LS: variazione della media ai minimi quadrati dal basale stimata tramite un modello MMRM; MMRM: modello ad effetti misti per misure ripetute; DS: deviazione standard; ES: errore standard
Tabella 3: Effetto di estetrolo 18,9 mg sulla frequenza settimanale e sulla gravità media dei sintomi vasomotori (VMS) da moderati a severi alla settimana 4 e alla settimana 12 – Donne non isterectomizzate con almeno 12 mesi dall’ultima mestruazione e donne isterectomizzate (Studio 1, Parte 1 e Studio 2, Parte 1).
| Parametro | Studio 1, Parte 1 | Studio 2, Parte 1 | ||
| Estetrolo 18,9 mg | Placebo | Estetrolo 18,9 mg | Placebo | |
| N=197 | N=200 | N=186 | N=185 | |
| Frequenza delle VMS | ||||
| Basale | ||||
| Media (DS) | 82.32 (50.093) | 76.87 (35.327) | 79.69 (50.816) | 79.67 (41.013) |
| Variazione dal basale alla settimana 4 | ||||
| Media LS (ES) | -48.45 (2.852) | -32.17 (3.103) | -42.83 (2.699) | -32.38 (2.801) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -16.28 (4.219) | - | -10.44 (3.889) | - |
| IC 95% | (-25.60, -6.96) | - | (-19.04, -1.85) | - |
| p-value vs placebo | 0.0002 | - | 0.0138 | - |
| Variazione dal basale alla settimana 12 | ||||
| Media LS (ES) | -64.46 (2.984) | -41.81 (3.238) | -60.61 (2.789) | -45.01 (2.916) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -22.65 (4.408) | - | -15.59 (4.035) | - |
| IC 95% | (-32.39, -12.9) | - | (-24.51, -6.67) | - |
| p-value vs placebo | <0.0001 | - | 0.0002 | - |
| Gravità delle VMS | ||||
| Basale | ||||
| Media (DS) | 2.40 (0.273) | 2.38 (0.270) | 2.47 (0.223) | 2.47 (0.236) |
| Variazione dal basale alla settimana 4 | ||||
| Media LS (ES) | -0.69 (0.068) | -0.37 (0.073) | -0.61 (0.063) | -0.35 (0.065) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -0.33 (0.100) | - | -0.26 (0.090) | - |
| IC 95% | (-0.55, -0.10) | - | (-0.46, -0.06) | - |
| p-value vs placebo | 0.0022 | - | 0.0075 | - |
| Variazione dal basale alla settimana 12 | ||||
| Media LS (ES) | -1.36 (0.072) | -0.71 (0.077) | -1.12 (0.066) | -0.69 (0.068) |
| Differenza della media LS vsplacebo (ES) | -0.65 (0.106) | - | -0.43 (0.095) | - |
| IC 95% | (-0.89, -0.42) | - | (-0.64, -0.22) | - |
| p-value vs placebo | <0.0001 | - | <0.0001 | - |
CI: intervallo di confidenza; Media LS: variazione della media ai minimi quadrati dal basale stimata tramite un modello MMRM; MMRM: modello ad effetti misti per misure ripetute; DS: deviazione standard; ES: errore standard
Sicurezza endometriale
La sicurezza endometriale dell’estetrolo 18,9 mg, somministrato in associazione continua con P4 100 mg, è stata valutata in 346 donne in postmenopausa non isterectomizzate in uno studio open-label della durata di 1 anno (Trial 1 Parte 2), di cui 325 hanno avuto una biopsia endometriale valutabile dopo 1 anno. Nella sottopopolazione di donne con almeno 12 mesi dall’ultimo ciclo mestruale, la sicurezza endometriale è stata valutata in 316 donne, di cui 298 hanno avuto una biopsia endometriale valutabile dopo 1 anno.
Durante lo studio clinico, le valutazioni delle biopsie endometriali effettuate a 12 mesi o al momento dell’interruzione precoce dello studio hanno evidenziato 1 caso di iperplasia endometriale senza atipia, nessun caso di iperplasia endometriale con atipia e nessun caso di carcinoma endometriale (N=1/325, 0,3%; IC a 95% bilaterale: 0,0 - 1,7%). Nell’analisi post-hoc della sottopopolazione di donne non isterectomizzate con almeno 12 mesi dall’ultimo ciclo mestruale (n=298), la stima puntuale era dello 0,3% (IC a 95% bilaterale: 0,0 - 1,9%).
Schemi di sanguinamento
Nel Trial 1 Parte 2, 853 donne non isterectomizzate con almeno 12 mesi dall’ultimo ciclo mestruale hanno ricevuto estetrolo 18,9 mg con P4 100 mg in somministrazione continua per un periodo fino a 53 settimane. L’assenza di sanguinamento o spotting è stata osservata nel 37,8% delle donne durante i mesi 10-12 di trattamento. Sanguinamento e/o spotting si sono verificati nel 77,2% delle donne durante i primi tre mesi di trattamento e nel 62,2% durante i mesi 10-12 di trattamento.
Assorbimento
L’estetrolo viene rapidamente assorbito dopo l’ingestione. Dopo l’assunzione di estetrolo in formulazione in compresse alle dosi di 14,2 mg e 18,9 mg, le concentrazioni plasmatiche medie di picco di 17,9 ng/mL e 17,3–20,75 ng/mL, rispettivamente, vengono raggiunte 0,47–0,63 ore dopo una singola somministrazione.
L’entità dell’esposizione all’estetrolo è simile indipendentemente dall’assunzione di cibo. La concentrazione plasmatica massima osservata (Cmax) dell’estetrolo è ridotta di circa il 50% dopo l’assunzione con il cibo. La concentrazione di picco dell’estetrolo viene raggiunta più rapidamente in condizioni di digiuno rispetto alle condizioni post-prandiali (tempo mediano al raggiungimento della concentrazione plasmatica massima osservata [Tmax] pari a 0,5 ore in condizioni di digiuno rispetto a 1 ora in condizioni di alimentazione).
Sulla base dei risultati dello studio di bilancio di massa, la biodisponibilità dell’estetrolo è stata stimata essere almeno del 69%.
Dopo somministrazioni multiple di estetrolo 14,2 mg una volta al giorno per 14 giorni, il Tmax,ss mediano è di circa 0,5 ore. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 6–8 giorni. Allo stato stazionario, la Cmax, la concentrazione media e la concentrazione minima sono rispettivamente pari a 16,69 ng/mL, 3,08 ng/mL e 1,42 ng/mL.
Dopo somministrazioni multiple di estetrolo 18,9 mg una volta al giorno per 8 giorni, il Tmax,ss mediano è di circa 0,5 ore. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 6–8 giorni. Allo stato stazionario, la Cmax, la concentrazione media e la concentrazione minima sono rispettivamente pari a 19,6 ng/mL, 3,50 ng/mL e 1,59 ng/mL.
Distribuzione
La farmacocinetica dell’estetrolo è caratterizzata da una rapida fase di distribuzione; esso viene distribuito e probabilmente riassorbito attraverso il circolo enteroepatico durante le prime 18 ore dopo l’assunzione orale. Il volume di distribuzione determinato dopo la somministrazione orale di una singola dose di 14,2 mg è risultato elevato, indicando che l’estetrolo è ampiamente distribuito nei tessuti.
L’estetrolo non si lega alla SHBG. L’estetrolo ha mostrato un legame moderato alle proteine plasmatiche umane (dal 45,5% al 50,4%). L’estetrolo è distribuito in modo equivalente tra i globuli rossi e il plasma.
Studi in vitro hanno indicato che l’estetrolo è un substrato dei trasportatori P-glicoproteina (P-gp) e proteina di resistenza al cancro della mammella (BCRP). Tuttavia, la co-somministrazione di medicinali che influenzano l’attività di P-gp e BCRP è improbabile che determini un’interazione farmacologica clinicamente rilevante con l’estetrolo.
Biotrasformazione
Dopo somministrazione orale, l’estetrolo va incontro a un esteso metabolismo di fase 2 con formazione di coniugati glucuronidi e solfati. I due principali metaboliti, estetrolo-3-glucuronide ed estetrolo-16-glucuronide, presentano un’attività estrogenica trascurabile.
UGT2B7 è la principale isoforma UGT coinvolta nella biotrasformazione dell’estetrolo in glucuronide diretto. L’estetrolo va inoltre incontro a solfatazione, principalmente ad opera della specifica sulfotransferasi degli estrogeni (SULT1E1).
Eliminazione
L’emivita terminale di eliminazione (t½) dell’estetrolo è risultata essere di circa 24 ore sia dopo somministrazione singola sia in condizioni di stato stazionario.
Dopo la somministrazione di una singola soluzione orale di 15 mg di [¹⁴C]-estetrolo, circa il 69% della radioattività totale recuperata è stata rilevata nelle urine e il 21,9% nelle feci.
Linearità/non linearità
I livelli plasmatici di estetrolo non mostrano nessuno scostamento rilevante dalla proporzionalità alla dose oltre l’intervallo posologico di 4,7 mg - 94,4 mg (singola somministrazione).
Condizioni di stato stazionario
Lo stato stazionario è raggiunto dopo 6-8 gioni. Dopo somministrazioni orali ripetute una volta al giorno di estetrolo 14,2 mg o 18,9 mg, le concentrazioni plasmatiche massime di estetrolo sono rispettivamente circa 16,69 ng/mL e 19,60 ng/mL e vengono raggiunte 0,18–2 ore dopo la somministrazione. Le concentrazioni plasmatiche medie sono rispettivamente 3,08 ng/mL e 3,50 ng/mL. L’accumulo è molto limitato, con un’area sotto la curva (AUC) giornaliera allo stato stazionario superiore del 60% rispetto a quella dopo una singola dose e senza aumento osservabile della Cmax.
Popolazioni speciali
Compromissione epatica
È stato condotto uno studio con una singola dose orale orale di 18,9 mg di estetrolo somministrata in soggetti di sesso femminile con funzione epatica normale, compromissione epatica lieve (Child-Pugh classe A), compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) e compromissione epatica grave (Child-Pugh classe C).
I risultati mostrano che i rapport Cmax e AUCinf per l’estetrolo sono stati rispettivamente di circa 1,7 e 1,1 volte nei soggetti con compromissione epatica lieve rispetto ai soggetti con funzione epatica normale, di circa 1,9 e 1 volta nei soggetti con compromissione epatica moderata rispetto ai soggetti con funzione epatica normale, e di circa 5,4 e 1,9 volte nei soggetti con compromissione epatica grave rispetto ai soggetti con funzione epatica normale (vedere sezione 4.2).
Compromissione renale
È stato condotto uno studio per valutare l’effetto della malattia renale sulla farmacocinetica dell’estetrolo con una singola dose orale di 18,9 mg di estretolo somministrata in soggetti di sesso femminile con funzione renale normale, compromissione renale lieve (velocità di filtrazione glomerulare assoluta VFG < 90 fino a ≥60 mL/min), compromissione renale moderata (VFG <60 fino a ≥ 30 mL/min) e compromissione renale grave (VFG < 30 mL/min).
La Cmax e AUCinf per l’estetrolo sono risultate rispettivamente di ~1,1 e di ~1,7 volte nei soggetti nella compromissione renale lieve rispetto ai soggetti con funzione renale normale; ~1,8 volte e ~2,3 volte nei soggetti con compromissione renale moderata rispetto ai soggetti con funzione renale normale; e di
~1,5 volte e ~2,3 volte nei soggetti nella compromissione renale severa rispetto ai soggetti con funzione renale normale.
La clearance renale (CLr) è diminuita del 20% nel gruppo con compromissione renale lieve, del 40% nel gruppo con compromissione renale moderata e del 71% nel gruppo con compromissione renale severa, rispetto al gruppo con funzione renale normale.
I risultati dello studio indicano che l’aumento dell’esposizione plasmatica di estetrolo nei soggetti con compromissione renale moderata e grave, rispetto ai soggetti con funzione renale normale, potrebbe avere rilevanza clinica (vedere paragrafo 4.2).
Altre popolazioni speciali
Gruppi etnici
Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di estetrolo o drospirenone in donne giapponesi e caucasiche dopo somministrazione di una dose singola di 14,2 mg di estetrolo.
Informazioni farmaceutiche - FYLREVY 18,9 MG
Nucleo della compressa
Lattosio monoidrato
Sodio amido glicolato (Tipo A) Amido di mais
Povidone K30
Magnesio stearato (E572)
Rivestimento della compressa Ipromellosa (E464) Idrossipropilcellulosa (E463) Talco (E553b)
Olio di semi di cotone, idrogenato Biossido di titanio (E171)
Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172)
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Blister in PVC trasparente/alluminio contenente 28 compresse rivestite con film in una scatola con un astuccio di conservazione.
Confezioni
28, 84 o 168 compresse rivestite con film.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.