CISPLATINO ACCORD HEALTHCARE ITALIA 1MG/ML CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
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Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - CISPLATINO 1MG/ML
Il cisplatino è indicato per il trattamento di:
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carcinoma del testicolo avanzato o metastatico
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carcinoma ovarico avanzato o metastatico
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carcinoma della vescica avanzato o metastatico
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carcinoma a cellule squamose della testa e del collo avanzato o metastatico
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carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato o metastatico
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carcinoma polmonare a piccole cellule avanzato o metastatico
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Il cisplatino è indicato nel trattamento del carcinoma della cervice uterina in associazione con altri chemioterapici o con la radioterapia
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Il cisplatino può essere utilizzato in monoterapia o in terapia in associazione.
Posologia
Adulti e popolazione pediatrica:
La dose di cisplatino dipende dalla malattia primaria, dalla reazione prevista e dal fatto che il cisplatino sia utilizzato in monoterapia o come componente di una chemioterapia
combinata. Le indicazioni relative alla posologia si applicano sia agli adulti che ai bambini.
Per la monoterapia, sono raccomandati due regimi posologici:
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Singola dose da 50 a 120 mg/m² di superficie corporea ogni 3 - 4 settimane;
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Da 15 a 20 mg/m²/giorno per cinque giorni, ogni 3-4 settimane.
Se il cisplatino viene utilizzato in una terapia combinata, la dose di cisplatino deve essere ridotta. La dose abituale è 20 mg/m² o più una volta ogni 3-4 settimane.
Per il trattamento del carcinoma della cervice uterina, il cisplatino viene utilizzato in associazione alla radioterapia o altri chemioterapici. La dose abituale è 40 mg/m2 ogni settimana per 6 settimane.
Per le avvertenze e le precauzioni da considerare prima dell’inizio del ciclo di trattamento successivo vedere paragrafo 4.4.
Nei pazienti con disfunzione renale o depressione midollare, la dose deve essere ridotta in modo adeguato (vedere paragrafo 4.3).
Metodo di somministrazione
La soluzione di cisplatino per infusione, preparata secondo le istruzioni (vedere paragrafo 6.6) deve essere somministrata mediante infusione endovenosa nel corso di un periodo di 6-8 ore.
Idratazione
È necessario mantenere un’adeguata idratazione nelle 2-12 ore che precedono la somministrazione, e per almeno 6 ore dopo la somministrazione del cisplatino. L’idratazione è necessaria per garantire una sufficiente diuresi durante e dopo il trattamento con cisplatino. Si ottiene l’idratazione mediante l’infusione endovenosa di una delle seguenti soluzioni:
soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%;
miscela (1:1) di sodio cloruro 0,9% e glucosio 5%.
Idratazione prima del trattamento con cisplatino:
Infusione endovenosa di 100–200 ml/ora per un periodo di 6-12 ore, con una quantità totale di almeno 1 litro.
Idratazione dopo la conclusione della somministrazione di cisplatino:
Infusione endovenosa di altri 2 litri alla velocità di 100-200 ml/ora per un periodo di 6-12 ore.
La diuresi forzata può essere necessaria se la secrezione di urina è inferiore a 100-200 ml/ora dopo l’idratazione. La diuresi forzata può essere ottenuta con la somministrazione endovenosa di 37,5 g di mannitolo in soluzione al 10% (375 ml di soluzione di mannitolo al 10%), o con la somministrazione di un diuretico se la funzione renale è normale.
La somministrazione di mannitolo o di un diuretico è inoltre necessaria anche quando la dose di cisplatino somministrata è superiore a 60 mg/m² di BSA.
Nelle 24 ore successive all’infusione di cisplatino, il paziente deve bere grandi quantità di liquidi per assicurare un’adeguata secrezione di urina.
Cisplatino 1 mg/ml concentrato per soluzione per infusione deve essere diluito prima della somministrazione. Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere i paragrafi 4.4 e 6.6.
Sebbene il cisplatino venga solitamente somministrato per via endovenosa, il medicinale è stato somministrato anche per instillazione intraperitoneale a pazienti con tumori maligni intraperitoneali (ad esempio, tumori ovarici).
Per la somministrazione, è necessario evitare qualsiasi dispositivo contenente alluminio che possa entrare in contatto con il cisplatino (set per infusione endovenosa, aghi, cateteri, siringhe).
Ipersensibilità al cisplatino o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o ad altri composti contenenti platino.
Cisplatino induce nefrotossicità che è cumulativa. Pertanto, è controindicato nei pazienti con compromissione renale preesistente.
Cisplatino ha anche mostrato essere neurotossico cumulativamente (in particolare ototossico) e non deve essere dato a pazienti con deficit uditivo preesistente. Cisplatino è controindicato anche nei pazienti con mielosoppressione e in quelli che sono disidratati.
Le pazienti che assumono cisplatino non devono allattare (vedere paragrafo 4.6).
La contemporanea somministrazione di vaccino per la febbre gialla è controindicata.
Il cisplatino può essere somministrato esclusivamente sotto la sorveglianza di un medico qualificato in oncologia in unità specialistiche sotto condizioni che permettono un adeguato monitoraggio e sorveglianza. Devono essere disponibili attrezzature di supporto per il controllo delle reazioni anafilattiche.
Il cisplatino reagisce con l’alluminio metallizzato formando un precipitato nero di platino. Deve quindi essere evitato l'uso di tutti i set per infusione endovenosa, aghi, cateteri e siringhe contenenti alluminio. Prima di somministrare la soluzione al paziente, verificare la limpidezza della soluzione e l'assenza di particelle.
La soluzione di cisplatino per infusione non deve essere miscelata con altri farmaci o additivi.
Il monitoraggio appropriato e la gestione del trattamento e delle sue complicazioni sono possibili solo se sono disponibili diagnosi adeguate e condizioni di trattamento esatte.
Determinare i seguenti parametri e funzioni d'organo prima, durante e dopo la somministrazione di cisplatino:
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funzione renale
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funzione epatica
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funzioni ematopoietiche (numero di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine)
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livelli di elettroliti nel siero (calcio, sodio, potassio, magnesio).
Questi test devono essere ripetuti ogni settimana per tutta la durata del trattamento con cisplatino.
La somministrazione ripetuta di cisplatino deve essere rimandata fino al raggiungimento di valori normali dei seguenti parametri:
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creatinina sierica ≤130 μmol/l (1,5mg/100ml)
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urea <25 mg/dl
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globuli bianchi >4000/µl (>4,0x109/l)
- piastrine >100.000/µl (>100x109/l)
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audiogramma: risultati nella norma
Nefrotossicità
Cisplatino produce grave nefrotossicità cumulativa. Ciò può essere potenziato dagli antibiotici aminoglicosidici. Il cisplatino non deve essere somministrato più frequentemente di una volta ogni 3-4 settimane.
Per mantenere la produzione di urina e ridurre la tossicità renale, si raccomanda di somministrare il cisplatino in infusione endovenosa nell'arco di 6-8 ore (vedere paragrafo 4.2).
Non si devono somministrare cicli ripetuti di cisplatino a meno che i livelli di creatinina sierica non siano inferiori a 1,5 mg/100 ml (130 µmol/l) o l'urea ematica a 25 mg/100 ml (9 mmol/l) e i livelli ematici circolanti siano a un livello accettabile. Poiché la tossicità renale del cisplatino è cumulativa, la misurazione di BUN, creatinina sierica o velocità di filtrazione glomerulare (GFR)/creatinina (CCr) deve essere effettuata prima dell'inizio della terapia e prima di ogni ciclo successivo.
È necessario garantire un'adeguata idratazione prima del trattamento e durante il trattamento per ridurre al minimo i rischi di tossicità renale. Un’escrezione di urina di 100 ml/h o maggiore tende a minimizzare la nefrotossicità di cisplatino. Questo si può realizzare con un’idratazione preventiva di 2 litri di un’appropriata soluzione endovenosa, e da un simile trattamento di idratazione post infusione (si raccomandano 2500 ml/m2 BSA/24 h). Se l’idratazione massiccia è insufficiente a mantenere adeguata l’escrezione di urina, può essere somministrato un diuretico osmotico (ad esempio una soluzione di mannitolo al 10%).
Occorre prestare particolare attenzione quando i pazienti trattati con cisplatino sono sottoposti a terapie concomitanti con altri farmaci potenzialmente nefrotossici (vedere paragrafo 4.5).
Funzionalità del midollo osseo
La conta del sangue periferico deve essere monitorata frequentemente nei pazienti che ricevono cisplatino. Sebbene la tossicità ematologica sia solitamente moderata e reversibile, possono verificarsi trombocitopenia e leucopenia gravi. Nei pazienti che sviluppano trombocitopenia si raccomandano particolari precauzioni: attenzione nell'esecuzione di procedure invasive; ricerca di segni di emorragia o di lividi; esame delle urine, delle feci e dell'emesi per la ricerca di sangue occulto; evitare l'aspirina e altri FANS. I pazienti che sviluppano leucopenia devono essere osservati attentamente per i segni di infezione e potrebbero richiedere un supporto antibiotico e trasfusioni di emoderivati (vedere paragrafo 4.8).
Funzionalità del sistema nervoso centrale
Il cisplatino è noto per indurre neurotossicità. Pertanto, nei pazienti che ricevono un trattamento a base di cisplatino è giustificato un esame neurologico a intervalli regolari.
Sono stati segnalati casi gravi di neuropatie. Queste neuropatie possono essere irreversibili e possono manifestarsi con parestesia, areflessia, perdita propriocettiva e percezione delle vibrazioni. È stata segnalata anche una perdita della funzione motoria.
Ototossicità
Il cisplatino può produrre un'ototossicità cumulativa, che è più probabile si verifichi con regimi ad alte dosi. L'audiometria deve essere eseguita prima di iniziare la terapia e gli audiogrammi devono essere ripetuti quando si manifestano sintomi uditivi o alterazioni cliniche dell'udito. Un deterioramento clinicamente importante della funzione uditiva può richiedere modifiche del dosaggio o l'interruzione della terapia. È stata riportata anche tossicità vestibolare (vedere paragrafo 4.8).
Otossicità è stata osservata fino al 31% dei pazienti trattati con una singola dose di cisplatino di 50mg/m2, e si manifesta con tinnito e/o perdita dell’udito nella gamma di frequenza elevata (da 4000 a 8000 Hz). Occasionalmente si può verificare una diminuzione della capacità di percepire i toni di una conversazione. L’effetto ototossico può essere più pronunciato nei bambini che ricevono cisplatino.
La perdita dell’udito può essere unilaterale o bilaterale e tende a diventare più frequente e grave con dosi ripetute; tuttavia, raramente è stata segnalata sordità dopo la dose iniziale di cisplatino. L’ototossicità può essere aumentata da una precedente irradiazione cranica simultanea e può essere collegata al picco della concentrazione plasmatica di cisplatino. Non è chiaro se l’ototossicità indotta da cisplatino sia reversibile.
È necessario effettuare una stretta sorveglianza anche per quanto riguarda l'ototossicità, la mielodepressione e le reazioni anafilattiche (vedere paragrafo 4.8).
Fenomeni allergici
Come con altri prodotti a base di platino, si possono verificare reazioni di ipersensibilità che appaiono nella maggior parte dei casi durante l’infusione, e richiedono la sospensione dell’infusione e un appropriato trattamento sintomatico. Reazioni crociate, talvolta fatali, sono state riportate con tutti i composti del platino (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
Funzione epatica e conta ematologica
La conta ematologica e la funzione epatica devono essere controllate a intervalli regolari. Potenziale cancerogeno
Negli esseri umani, in rari casi la comparsa di leucemia acuta ha coinciso con l’utilizzo di cisplatino, che era in genere associato con altri agenti leucemogeni.
Il cisplatino è cancerogeno nei topi e nei ratti (vedere paragrafo 5.3).
Reazioni nel sito di iniezione
Durante la somministrazione di cisplatino possono verificarsi reazioni nel sito di iniezione. Data la possibilità di stravaso, si raccomanda di controllare attentamente il sito di infusione per la possibilità d’infiltrazione durante la somministrazione del farmaco. Al momento, non si conosce un trattamento specifico per le reazioni da stravaso.
Effetti gastrointestinali
Nausea e vomito possono essere intensi e richiedere un adeguato trattamento antiemetico.
Effetti immunosoppressori/Aumento della suscettibilità alle infezioni.
La somministrazione di vaccini vivi o vivi-attenuati in pazienti immunocompromessi da agenti chemioterapici, compreso il cisplatino, può provocare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che ricevono cisplatino. Possono essere somministrati vaccini uccisi o inattivati; tuttavia, la risposta a tali vaccini può essere ridotta. Il vaccino contro la febbre gialla è strettamente controindicato a causa del rischio di malattia sistemica vaccinale fatale (vedere paragrafo 4.3).
Avvertenze sugli eccipienti
Questo medicinale contiene 3,5 mg di sodio per ml, equivalente allo 0,18% della dose massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Il cisplatino può essere ulteriormente preparato per la somministrazione con soluzioni contenenti sodio (vedere paragrafo 6.6) e questo deve essere considerato in relazione al sodio totale proveniente da tutte le fonti che saranno somministrate al paziente.
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Il cisplatino può essere utilizzato in combinazione con altri citostatici con meccanismi d'azione corrispondenti. In questi casi potrebbe verificarsi una tossicità additiva.
La mielosoppressione indotta dal cisplatino si aggiungerà alla compromissione esistente o alla tossicità simile di altri agenti come cefaloridina, furosemide, aminoglicosidi, ecc. somministrati in concomitanza.
Sostanze nefrotossiche
La somministrazione concomitante di medicinali nefrotossici (ad es. cefalosporine, amino glicosidi, amfotericina B o mezzi di contrasto) potenzia l’effetto tossico del cisplatino sui reni Durante o dopo il trattamento con cisplatino si raccomanda cautela con sostanze eliminate prevalentemente per via renale, ad esempio agenti citostatici quali la bleomicina e metotrexato, a causa della potenziale riduzione dell’eliminazione renale. La
nefrotossicità potrebbe essere esacerbata dagli antibiotici aminoglicosidi, somministrati contemporaneamente o 1-2 settimane dopo il trattamento con cisplatino. L'uso concomitante di altri farmaci potenzialmente nefrotossici (ad es. amfotericina B) non è raccomandato durante il trattamento con cisplatino.
Farmaci escreti per via renale
La tossicità renale di ifosfamide può essere maggiore se usato in combinazione con cisplatino o in pazienti che in precedenza hanno ricevuto cisplatino.
In alcuni casi, dopo il trattamento con cisplatino in combinazione con bleomicina ed etoposide, è stata riscontrata una riduzione dei valori di litio nel sangue. Si raccomanda pertanto di monitorare i valori di litio.
Sostanze ototossiche
La somministrazione concomitante e/o sequenziale di sostanze ototossiche (ad esempio aminoglicosidi, diuretici dell’ansa) potenzia l’effetto tossico del cisplatino sulla funzione uditiva, soprattutto in presenza di insufficienza renale. Fatta eccezione per i pazienti trattati con dosi di cisplatino superiori a 60 mg/m2 BSA, la cui secrezione urinaria è inferiore a 1000 ml per 24 ore, non dovrebbe essere applicata nessuna diuresi forzata con diuretici dell’ansa considerando i possibili danni per l’apparato renale e l’ototossicità.
Ifosfamide può aumentare la perdita dell’udito a causa di cisplatino. Anticoagulanti orali
In caso di utilizzo contemporaneo di anticoagulanti orali, si consiglia di controllare regolarmente l’INR.
Antistaminici, fenotiazine ed altro
L’uso contemporaneo di antistaminici, buclizina, ciclizina, loxapina, meclozina, fenotiazina, tioxanteni o trimetobenzamidi può mascherare i sintomi di ototossicità (come vertigini e tinnito).
Combinazione piridossina + altretamina
Durante uno studio randomizzato del trattamento del carcinoma ovarico avanzato, il tempo di risposta è stato sfavorevolmente influenzato quando piridossina è stata usata in combinazione con altretamina (esametilmelamina) e cisplatino.
Paclitaxel
Il trattamento con cisplatino prima di un’infusione di paclitaxel potrebbe ridurre la clearance del paclitaxel del 33% e quindi intensificare la neurotossicità.
Sostanze anticonvulsive/Anti-epilettici
Le concentrazioni sieriche dei farmaci anticonvulsivanti possono rimanere a livelli sub-terapeutici durante il trattamento con cisplatino. Ad esempio: in pazienti che ricevono cisplatino e fenitoina, il livello sierico di fenitoina può essere ridotto. Questo è dovuto probabilmente al ridotto assorbimento e/o all’aumento del metabolismo. È necessario monitorare i livelli di fenitoina nel plasma e regolare la dose di conseguenza.
Agenti antigotta
Il cisplatino può aumentare la concentrazione di acido urico nel sangue; pertanto, nei pazienti che ricevono contemporaneamente agenti antigotta come allopurinolo, colchicina, probenecid o sulfinpirazone, può essere necessario un adeguamento del dosaggio di questi farmaci per controllare l'iperuricemia e la gotta.
Il cisplatino può interagire con l'alluminio (vedere paragrafo 4.2).
Gravidanza
Non esistono dati adeguati sull'uso del cisplatino in donne in gravidanza, ma in base alle sue proprietà farmacologiche si sospetta che il cisplatino possa causare gravi difetti alla nascita. Studi sugli animali hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il cisplatino non deve essere usato in gravidanza a meno che il medico non ritenga giustificato il rischio per la singola paziente.
Donne con potenziale fertile/Contraccezione nei maschi e nelle femmine
Durante il trattamento con cisplatino e per almeno i successivi 6 mesi, devono essere intraprese misure appropriate per evitare la gravidanza; questo si applica ai pazienti di entrambi i sessi.
Si raccomanda un consulto genetico se la paziente desidera avere figli dopo la fine del trattamento.
Allattamento al seno
Il cisplatino viene escreto nel latte materno. Il cisplatino è controindicato durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Dal momento che un trattamento con cisplatino può causare sterilità irreversibile, si raccomanda agli uomini che desiderano diventare padre in futuro, di chiedere consigli circa la crioconservazione dello sperma prima del trattamento.
Non sono stati effettuati studi sugli effetti sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari.
Il profilo degli effetti indesiderati tuttavia (come nefrotossicità) possono influenzare la capacità di guidare veicoli e l’uso di macchinari.
Gli eventi avversi più frequentemente riferiti del cisplatino sono ematologici (leucopenia, trombocitopenia e anemia), gastrointestinali (anoressia, nausea, vomito e diarrea), disturbi dell’orecchio (alterazione dell’udito), disturbi renali (insufficienza renale, nefrotossicità, iperuricemia) e febbre.
Effetti tossici gravi a carico dei reni, del midollo osseo e dell’orecchio sono stati riferiti in circa un terzo dei pazienti ai quali è stata somministrata una singola dose di cisplatino; gli effetti sono in genere dose-correlati e cumulativi. L’ototossicità può essere più grave nei bambini.
Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione:
molto comune (>1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1.000, <1/100); raro (>1/10.000, ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella degli eventi avversi da farmaco riportati durante le esperienze cliniche e post-marketing
| Classificazione sistemi e organi | per | Frequenza | Evento avverso |
| Infezioni ed infestazioni | Non nota | Infezionea | |
| Comune | Sepsi | ||
| Patologie del emolinfopoietico | sistema | Molto comune | Insufficienza midollare,trombocitopenia, leucopenia, anemia |
| Non nota | Anemia emolitica Coombs positiva | ||
| Tumori benigni, maligni e non specificati(inclusi cisti e polipi) | Rara | Leucemia acuta | |
| Disturbi del immunitario | sistema | Non comune | Reazioni anafilattoidib. |
| Patologie endocrine | Non nota | Amilasi ematica aumentata, secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH) | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non nota | Disidratazione, ipopotassiemia, ipofosfatemia, iperuricemia, ipocalcemia,tetania | |
| Non comune | Ipomagnesemia | ||
| Molto comune | Iponatremia | ||
| Patologie del nervoso | sistema | Non nota | Accidenti cerebrovascolari, ictus emorragico, ictus ischemico, ageusia, arterite cerebrale, segno di Lhermitte, mielopatia, neuropatia autonomica |
| Rara | Convulsioni, neuropatie periferiche, leucoencefalopatia, sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile | |
| Patologie dell’occhio | Non nota | Visione offuscata, cecità per i colori acquisita, cecità corticale, neurite ottica, papilledema, pigmentazione retinica |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Non comune | Ototossicità |
| Non nota | Tinnito, sordità | |
| Patologie cardiache | Non nota | Disturbi cardiaci |
| Comune | Aritmia, bradicardia, tachicardia | |
| Rara | Infarto del miocardio | |
| Molto rara | Arresto cardiaco | |
| Patologie vascolari | Comune | Tromboembolismo venoso |
| Non nota | Microangiopatia trombotica (sindromeuremica emolitica), fenomeno di Raynaud | |
| Patologie gastrointestinali | Non nota | Vomito, nausea, anoressia, singhiozzo, diarrea |
| Rara | Stomatite | |
| Patologie epatobiliari | Non nota | Aumento degli enzimi epatici, bilirubinemia aumentata |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | ||
| Non nota | Embolia polmonare | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non nota | Eruzione cutanea, alopecia |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico, deltessuto connettivo | Non nota | Spasmi muscolari |
| Patologie renali e urinarie | Non nota | Insufficienza renale acuta, insufficienza nella funzione renalec, disturbo tubularerenale |
| Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella | Non comune | Spermatogenesi anormale |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Non nota | Piressia (molto comune), astenia, malessere, stravaso in sede di iniezioned |
a: complicazioni infettive hanno portato alla morte di alcuni pazienti.
b: i sintomi includono edema facciale, vampate di calore, respiro sibilante, broncospasmo, tachicardia, e ipotensione che saranno inclusi tra parentesi per le reazioni anafilattoidi nella tabella degli eventi avversi.
c: aumenti di azotemia (BUN) e creatinina, acido urico sierico, e/o una diminuzione della clearance della creatinina sono compresi nel concetto di insufficienza renale.
d: tossicità locale per i tessuti molli, comprese cellulite, fibrosi e necrosi (comune), dolore (comune), edema (comune), ed eritema (comune), a seguito di stravaso.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
LA CAUTELA È ESSENZIALE PER PREVENIRE UN SOVRADOSAGGIO ACCIDENTALE.
Un sovradosaggio acuto di cisplatino può provocare un aumento degli effetti tossici attesi, come insufficienza renale, insufficienza epatica, gravi tossicità neurosensoriali (sordità), tossicità oculare (compreso il distacco della retina), significativa mielosoppressione, nausea e vomito non trattabili e/o neurite. Può verificarsi anche la morte. La funzione renale, la funzione cardiovascolare e l'emocromo devono essere monitorati quotidianamente per valutare la potenziale tossicità per questi sistemi. I livelli sierici di magnesio e calcio devono essere attentamente monitorati, così come i sintomi e i segni di irritabilità muscolare volontaria. Se si sviluppa una tetania sintomatica, devono essere somministrati integratori elettrolitici. Anche gli enzimi epatici e l'acido urico sierici devono essere monitorati quotidianamente dopo un sovradosaggio acuto.
Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio di cisplatino. L'emodialisi è efficace, anche se parzialmente, solo fino a 3 ore dopo la somministrazione. Se l'emodialisi viene iniziata 4 ore dopo il sovradosaggio, ha poco effetto sull’eliminazione del cispatino dall’organismo a causa del legame rapido ed esteso del platino alle proteine plasmatiche.
Il trattamento in caso di sovradosaggio è costituito da misure di supporto generale.
Se si sviluppa febbre durante la mielosoppressione prolungata, è necessario somministrare un'adeguata copertura antibiotica presuntiva dopo aver ottenuto le colture.
Proprietà farmacologiche - CISPLATINO 1MG/ML
Categoria farmacoterapeutica: Altri agenti antineoplastici, composti del platino. Codice ATC: L01XA01
Il cisplatino è un agente antineoplastico contenente platino. Il cisplatino ha proprietà biochimiche simili a quelle degli agenti alchilanti bifunzionali. Il medicinale inibisce la sintesi del DNA mediante la produzione di legami crociati intra-elicoidali e inter-elicoidali nel DNA. Vengono anche inibite in misura minore la sintesi delle proteine e del RNA.
Sebbene il meccanismo d’azione principale del cisplatino sembra essere l’inibizione della sintesi del DNA, anche altri meccanismi, incluso l’aumento dell’immunogenicità tumorale, possono essere convolti nell’attività antineoplastica. Il cisplatino possiede inoltre proprietà immunosoppressive, radiosensibilizzanti e antimicrobiche.
Non sembra che il cisplatino abbia un’attività specifica per il ciclo cellulare o la fase. Oltre alle cellule tumorali, i tessuti bersaglio sono principalmente quelli caratterizzati da una rapida proliferazione cellulare, come il midollo osseo, la mucosa gastrointestinale e le gonadi.
Assorbimento
Il cisplatino viene solitamente somministrato per via endovenosa, preferibilmente per infusione endovenosa nell'arco di 6-8 ore. Durante le infusioni endovenose convenzionali, i livelli plasmatici di platino totale aumentano gradualmente e raggiungono il picco al termine dell'infusione.
La somministrazione intraperitoneale permette di ottenere gradienti di concentrazione elevati tra i livelli di farmaco intraperitoneali e plasmatici.
Distribuzione
C’è una buona assimilazione di cisplatino da parte di reni, fegato, prostata e intestino. Più del 90% delle specie contenenti platino che rimangono nel sangue sono legate (forse in modo irreversibile) alle proteine plasmatiche.
La penetrazione nel liquido cerebrospinale (CSF) è scarsa, sebbene una significativa quantità di cisplatino possa essere rilevata nei tumori intracerebrali.
La clearance del platino totale dal plasma è rapida durante le prime quattro ore dopo la somministrazione endovenosa, ma poi procede più lentamente a causa del legame covalente con le proteine del siero. I livelli di platino non legato diminuiscono con un'emivita da 20 minuti a 1 ora a seconda del tasso di infusione di farmaci.
Dopo ripetuti cicli di trattamento, il platino sembra accumularsi nei tessuti corporei ed è stato rilevato in alcuni tessuti fino a 6 mesi dopo l'ultima dose di farmaco.
Biotrasformazione
Il destino metabolico del cisplatino non è stato completamente chiarito. La biotrasformazione avviene attraverso una rapida conversione non enzimatica in metaboliti inattivi, che non sono stati identificati con certezza.
Eliminazione
L'eliminazione del farmaco intatto e di vari prodotti di biotrasformazione contenenti platino avviene tramite l'urina. Circa il 15-25% del platino somministrato viene rapidamente escreto nelle prime 2-4 ore dopo la somministrazione di cisplatino. Questa escrezione precoce è per lo più di cisplatino intatto. Nelle prime 24 ore dopo la somministrazione, il 20-80% viene escreto, il resto rappresenta il farmaco legato ai tessuti o alle proteine plasmatiche.
Informazioni farmaceutiche - CISPLATINO 1MG/ML
Sodio cloruro
Sodio idrossido (per aggiustare il pH) Acido cloridrico (per aggiustare il pH) Acqua per preparazioni iniettabili
Evitare il contatto con l’alluminio. Il cisplatino reagisce con l’alluminio dando luogo a un precipitato nero di platino. Devono essere evitati tutti i set di infusione endovenosa, gli aghi, i cateteri e le siringhe contenenti alluminio. Il cisplatino si decompone con la soluzione in mezzi a basso contenuto di cloruro: la concentrazione di cloruro deve essere almeno equivalente a 0,45% di sodio cloruro.
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
Gli antiossidanti (come sodio metabisolfito), i bicarbonati (sodio bicarbonato), i solfati, il fluorouracile e paclitaxel possono inattivare il cisplatino nei sistemi infusionali.
Il cisplatino deve essere utilizzato esclusivamente con i diluenti specificati nel paragrafo 6.6.
Prima dell’apertura
2 anni
Dopo la diluizione
La stabilità chimico-fisica in uso dopo la diluizione con i fluidi infusionali descritti nel paragrafo 6.6, indica che dopo la diluizione con i fluidi endovenosi raccomandati, Cisplatino Accord Healthcare Italia rimane stabile per 24 ore a temperatura ambiente di 20-25°C. La soluzione diluita deve essere protetta dalla luce. Non conservare le soluzioni diluite in frigorifero o in freezer.
Dal punto di vista microbiologico, la soluzione diluita deve essere usata immediatamente. Se non viene usata immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e la diluizione deve essere effettuata in condizioni asettiche controllate e convalidate.
Soluzione non diluita:
Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non refrigerare o congelare.
Un cristallo o un precipitato può formarsi a seguito dell'esposizione a basse temperature, nel caso in cui si osservi una soluzione torbida (cioè un precipitato o un cristallo) all'interno del flaconcino, vedere paragrafo 6.6.
Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito (vedere paragrafo 6.3).
Per 10 ml
Flaconcino di vetro ambrato di tipo I da 10 ml chiuso con tappo grigio di gomma clorobutilica e sigillato con una ghiera bianca trasparente di alluminio tipo ‘flip-off/sigillo trasparente tipo flip-off di 20 mm’.
Per 25 ml
Flaconcino di vetro ambrato di tipo I da 30 ml chiuso con tappo grigio di gomma clorobutilca e sigillato con una ghiera bianca trasparente di alluminio tipo ‘flip-off’./ sigillo trasparente tipo flip-off di 20 mm.
Per 50 ml
Flaconcino di vetro ambrato di tipo I da 50 ml con tappo grigio di gomma clorobutilica e sigillato con una ghiera bianca trasparente di alluminio tipo ‘flip-off’/ sigillo trasparente tipo flip-off di 20 mm.
Per 100 ml
Flaconcino di vetro ambrato di tipo I da 100 ml chiuso con tappo grigio di gomma S127-4432/50 e sigillato con una ghiera bianca trasparente di alluminio tipo ‘flip-off’ da 20 mm/ sigillo trasparente tipo flip-off di 20 mm.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Preparazione e manipolazione del prodotto
Come tutti i prodotti antineoplastici, è necessaria cautela nella manipolazione del cisplatino. Deve essere diluito prima dell’uso. La diluizione deve avvenire in condizioni asettiche e deve essere effettuata da personale addestrato in un’area specificamente adibita a questo scopo. Indossare guanti protettivi per questo procedimento. Adottare precauzioni per evitare il contatto con la pelle e con le membrane mucose. Qualora avvenisse comunque il contatto cutaneo, la pelle deve essere lavata immediatamente con acqua e sapone. A seguito del contatto con la pelle sono stati osservati formicolio, ustioni e rossore. In caso di contatto con le membrane mucose, queste devono essere lavate con acqua abbondante. Dopo l’inalazione sono stati riferiti dispnea, dolore toracico, irritazione alla gola e nausea.
Le donne in gravidanza devono evitare il contatto con i farmaci citostatici.
Materiali di scarto di natura organica e il vomito devono essere smaltiti con attenzione. Se la soluzione è torbida o se si nota la presenza di un deposito che non si scioglie, il flaconcino deve essere eliminato.
Un flaconcino danneggiato deve essere considerato e trattato con le stesse precauzioni che si applicano ai rifiuti contaminati. I rifiuti contaminati devono essere conservati in contenitori appositi specificatamente muniti di etichetta apposita. Vedere il paragrafo “Smaltimento”.
Preparazione della somministrazione endovenosa
Prendere la quantità di soluzione richiesta dal flaconcino e diluire con almeno 1 litro delle seguenti soluzioni:
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sodio cloruro 0,9%
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miscela di sodio cloruro 0,9% / glucosio al 5% (1:1), (concentrazioni finali risultanti: sodio cloruro 0,45%, glucosio 2,5%)
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sodio cloruro 0,9% e 1,875% mannitolo, per preparazioni iniettabili
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sodio cloruro 0,45%, glucosio 2.5% e 1,875% mannitolo per preparazioni iniettabili
Esaminare sempre la soluzione prima dell’uso. Se la soluzione non è limpida o se si è formato un precipitato indissolubile, la soluzione non deve essere utilizzata. Deve essere somministrata soltanto una soluzione limpida, priva di particelle.
Se si osserva precipitato o cristallo all'interno del flaconcino, mantenere il flaconcino a temperatura ambiente (20 - 25°C) fino a quando non si ottiene una soluzione limpida.
Proteggere il contenitore chiuso dalla luce. Il prodotto deve essere scartato se la soluzione non diventa limpida dopo aver agitato energicamente.
NON permettere il contatto con apparecchiature per l’iniezione contenenti alluminio. NON somministrare il concentrato non diluito.
Relativamente alla stabilità microbiologica, chimica e fisica con l’uso delle soluzioni non diluite (vedere paragrafo 6.3).
Smaltimento
Tutti i materiali che sono stati usati per la preparazione e la somministrazione, o che sono stati a contatto con il cisplatino in qualsiasi modo devono essere smaltiti in conformità alle linee guida locali pertinenti agli agenti citotossici.