METALYSE 5 000 UNITÀ (25 MG) POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - METALYSE 5 000
Metalyse è indicato negli adulti per il trattamento trombolitico dell’ictus ischemico acuto (AIS) entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi e dopo avere escluso la presenza di emorragia intracranica.
Posologia
Metalyse deve essere prescritto da medici esperti nel trattamento delle patologie neurovascolari e nell’utilizzo del trattamento trombolitico e che dispongano delle attrezzature necessarie per monitorare tale uso.
Il trattamento con Metalyse deve essere iniziato il prima possibile e comunque non più di 4,5 ore dall’esordi dei sintomi e dopo avere escluso la presenza di emorragia intracranica mediante idonee tecniche di imaging. L’effetto del trattamento è tempo‑dipendente; pertanto, un trattamento precoce aumenta la probabilità di un esito favorevole.
La scelta della formulazione appropriata del medicinale a base di tenecteplase deve essere effettuata con attenzione e conformemente all’indicazione. La formulazione da 25 mg di tenecteplase è destinata esclusivamente all’uso nell’ictus ischemico acuto.
Metalyse deve essere somministrato sulla base del peso corporeo, con una singola dose massima di 5 000 unità (25 mg di tenecteplase) per l’indicazione di ictus ischemico acuto.
Il rapporto beneficio/rischio del trattamento con tenecteplase deve essere valutato attentamente in
pazienti di peso pari o inferiore a 50 kg per la limitata disponibilità di dati.
Il volume necessario per somministrare la dose totale corretta può essere calcolato dal seguente schema:
| Classe di peso corporeo(kg) | Tenecteplase (U) | Tenecteplase (mg) | Corrispondente volumedella soluzione ricostituita (mL) |
| < 60 | 3 000 | 15,0 | 3,0 |
| da ≥ 60 a < 70 | 3 500 | 17,5 | 3,5 |
| da ≥ 70 a < 80 | 4 000 | 20,0 | 4,0 |
| da ≥ 80 a < 90 | 4 500 | 22,5 | 4,5 |
| ≥ 90 | 5 000 | 25,0 | 5,0 |
| Per i dettagli, vedere paragrafo 6.6: Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione | |||
Anziani (> 80 anni)
Metalyse deve essere somministrato con cautela agli anziani (> 80 anni) a causa di un rischio maggiore di sanguinamento (vedere le informazioni sul sanguinamento al paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Metalyse nei bambini di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Terapia aggiuntiva
Medicinali che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine
La sicurezza e l’efficacia di questo regime terapeutico con la somministrazione concomitante di eparina o inibitori dell’aggregazione piastrinica come l’acido acetilsalicilico nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Metalyse non sono state sufficientemente studiate. Pertanto, la somministrazione di eparina per via endovenosa o inibitori dell’aggregazione piastrinica come l’acido acetilsalicilico deve essere evitata nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Metalyse a causa di un aumentato rischio di emorragia.
Qualora l’eparina sia necessaria per altre indicazioni, la dose non deve superare 10 000 UI al giorno e deve essere somministrata per via sottocutanea.
Modo di somministrazione
La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa e deve essere utilizzata immediatamente. La soluzione ricostituita è una soluzione limpida da incolore a leggermente gialla.
La dose necessaria deve essere somministrata come singolo bolo endovenoso in circa 5‑10 secondi.
I flaconcini da 40 mg e 50 mg di tenecteplase non sono destinati all’uso nell’ictus ischemico acuto. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o alla gentamicina (una traccia residua dal processo produttivo).
Inoltre, a causa dell’aumentato rischio di sanguinamento con la terapia trombolitica, Metalyse è controindicato nei seguenti casi:
-
Significativi disturbi emorragici in corso o negli ultimi 6 mesi
-
Pazienti che ricevono un’anticoagulazione efficace (per es. antagonisti della vitamina K con INR > 1,7) (vedere paragrafo 4.4, sottoparagrafo “Sanguinamento”)
-
Storia nota o sospetto di emorragia intracranica
-
Sintomi suggestivi di emorragia subaracnoidea, anche se la TC è normale
-
Ictus severo secondo la valutazione clinica (per es. NIHSS > 25) e/o secondo tecniche di imaging appropriate
-
Ictus ischemico acuto senza deficit neurologico invalidante o sintomi in rapido miglioramento prima dell’inizio dell’iniezione
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Qualsiasi storia di danno al sistema nervoso centrale (ossia neoplasia, aneurisma, intervento chirurgico intracranico o spinale)
-
Diatesi emorragica nota
-
Ipertensione arteriosa grave non controllata (vedere paragrafo 4.4)
-
Intervento chirurgico maggiore, biopsia di un organo parenchimale o trauma significativo negli ultimi 2 mesi
-
Trauma recente alla testa o al cranio
-
Endocardite batterica, pericardite
-
Pancreatite acuta
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Grave disfunzione epatica, comprese insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee) ed epatite attiva
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Malattia gastrointestinale ulcerosa attiva
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Aneurisma arterioso e/o malformazione venosa/arteriosa noti
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Neoplasia con aumentato rischio di sanguinamento
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Somministrazione di eparina nelle 48 ore precedenti e tempo di tromboplastina superiore al limite superiore di normalità per il laboratorio
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Pazienti con storia di ictus precedente e diabete concomitante
-
Ictus precedente negli ultimi 3 mesi
-
Conta piastrinica inferiore a 100 000/mm3
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Valori di pressione arteriosa (PA) sistolica > 185 mmHg o PA diastolica > 110 mmHg o casi in cui non sia possibile riportare la PA al di sotto di questi limiti con una gestione attenta
-
Glicemia < 50 mg/dL (vedere paragrafo 4.4) o > 400 mg/dL (< 2,8 mM o > 22,2 mM).
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome commerciale e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Il trattamento trombolitico richiede un monitoraggio adeguato. Il trattamento deve essere effettuato sotto la responsabilità e il controllo di medici qualificati ed esperti nel trattamento delle patologie neurovascolari e nell’utilizzo dei trattamenti trombolitici e che dispongano delle attrezzature necessarie per monitorare tale uso. Per la verifica dell’indicazione possono essere prese in considerazione misure diagnostiche da remoto, secondo necessità, vedere paragrafi 4.1 e 4.2.
Sanguinamento
La complicanza più comunemente riscontrata durante la terapia con tenecteplase è il sanguinamento. L’uso concomitante di altri principi attivi che influenzano la coagulazione o la funzione delle piastrine (per es. eparina) può contribuire al sanguinamento, vedere paragrafi 4.2 e 4.3. Poiché la fibrina subisce una lisi durante la terapia con tenecteplase, può verificarsi sanguinamento nella sede di una recente puntura. Pertanto la terapia trombolitica richiede un’attenzione particolare per tutte le possibili sedi in cui può verificarsi un sanguinamento (incluse le sedi di inserzione del catetere, le sedi di puntura arteriosa e venosa, le sedi di incannulamento e le sedi di puntura da ago). Durante il trattamento con tenecteplase occorre evitare l’uso di cateteri rigidi come pure di iniezioni intramuscolari e la manipolazione non essenziale del paziente.
Nel caso si verifichi grave sanguinamento, in particolare emorragia cerebrale, la somministrazione concomitante di eparina deve essere interrotta immediatamente. Si deve considerare la somministrazione di protamina se è stata somministrata eparina entro 4 ore prima dell’insorgenza del sanguinamento. Per i pochi pazienti che non hanno risposto a queste misure conservative, può essere indicato un uso prudente di prodotti di trasfusione. La trasfusione di crioprecipitato, plasma fresco
congelato e piastrine deve essere considerata con una rivalutazione clinica e di laboratorio dopo ogni somministrazione. Con l’infusione di crioprecipitato è auspicabile un livello target di fibrinogeno pari a 1 g/L. Come ultima alternativa sono disponibili agenti antifibrinolitici.
Nelle seguenti condizioni, il rischio della terapia con tenecteplase può aumentare e deve essere pesato rispetto ai benefici attesi:
-
Iniezione intramuscolare recente o piccoli traumi recenti, punture dei grossi vasi sanguigni
-
Pazienti che assumono anticoagulanti orali: l’uso di Metalyse può essere preso in considerazione qualora appropriato/i test non mostrino alcuna attività clinicamente rilevante sul sistema della coagulazione (per es. INR ≤ 1,7 per gli antagonisti della vitamina K o altro/i test rilevante/i per altri anticoagulanti orali rientrano nel rispettivo limite superiore di normalità), vedere paragrafo 4.3
-
Rianimazione cardiopolmonare o massaggio cardiaco prolungati (> 2 minuti) o traumatici.
L’emorragia intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell’ictus ischemico acuto (fino al 19% dei pazienti senza aumento della morbilità o della mortalità complessive).
Il rischio di emorragia intracranica in pazienti con ictus ischemico acuto può risultare aumentato con l’uso di Metalyse.
Ciò riguarda in particolare i seguenti casi:
-
inizio ritardato del trattamento dall’esordio dei sintomi. Pertanto, la somministrazione di Metalyse non deve essere ritardata
-
i pazienti pre‑trattati con acido acetilsalicilico (ASA) possono essere a maggior rischio di emorragia intracerebrale e/o mortalità, in particolare se il trattamento con Metalyse viene ritardato
-
rispetto ai pazienti più giovani, i pazienti di età avanzata (superiore a 80 anni) possono presentare un esito relativamente peggiore indipendentemente dal trattamento e possono presentare un rischio aumentato di emorragia intracerebrale quando sottoposti a trattamento trombolitico. In generale, il rapporto beneficio/rischio della trombolisi in pazienti di età avanzata rimane positivo. La trombolisi nei pazienti con AIS deve essere valutata sulla base del rapporto beneficio/rischio individuale.
Tromboembolia
L’uso di Metalyse può aumentare il rischio di eventi tromboembolici in pazienti con trombi preesistenti, per es. trombo cardiaco sinistro (stenosi mitralica o fibrillazione atriale ecc.).
Monitoraggio della pressione arteriosa
È necessario il monitoraggio della PA nel corso delle prime 24 ore dopo il trattamento con tenecteplase. In caso di PA sistolica > 180 mmHg o PA diastolica > 105 mmHg, si raccomanda un trattamento antipertensivo per via endovenosa.
Gruppi speciali nei quali il rapporto beneficio/rischio è ridotto
Il rapporto beneficio/rischio della terapia trombolitica è considerato meno favorevole, pur se comunque positivo, nei pazienti con storia di ictus o in quelli affetti da diabete noto non controllato (vedere anche paragrafo 4.3).
Il rapporto beneficio/rischio della somministrazione di Metalyse deve essere valutato con attenzione nei pazienti con AIS che presentano le seguenti condizioni:
-
Convulsioni all’esordio dell’ictus (in questi pazienti, la terapia trombolitica deve essere presa in considerazione solo quando non vi sia sospetto di stroke mimic o trauma cranico significativo).
-
Nei pazienti con glicemia iniziale < 50 mg/dL, la trombolisi deve essere presa in considerazione dopo la correzione a valori glicemici normali se la diagnosi di AIS persiste (vedere
paragrafo 4.3).
Nei pazienti con ictus, la probabilità di un esito favorevole diminuisce con l’aumentare del tempo intercorso tra l’esordio dei sintomi e il trattamento trombolitico, con l’aumento dell’età, della severità dell’ictus e della glicemia al momento dell’accettazione, mentre aumenta la probabilità di disabilità severa e morte o emorragie intracraniche sintomatiche, indipendentemente dal trattamento.
Edema cerebrale
La riperfusione dell’area ischemica può indurre edema cerebrale nella zona infartuata. Ipersensibilità/risomministrazione
Le reazioni da ipersensibilità immuno‑mediate associate alla somministrazione di Metalyse possono essere causate dal principio attivo tenecteplase, dalla gentamicina (una traccia residua dal processo produttivo) o da uno qualsiasi degli eccipienti, vedere paragrafi 4.3 e 6.1.
Non è stata osservata alcuna formazione continua di anticorpi verso la molecola di tenecteplase dopo il trattamento. Tuttavia non c’è esperienza sistematica con la risomministrazione di tenecteplase.
Vi è anche il rischio di reazioni da ipersensibilità mediate da un meccanismo non immunologico.
L’angioedema rappresenta la reazione da ipersensibilità più comune segnalata con Metalyse. Tale rischio può essere aumentato nell’indicazione di ictus ischemico acuto e/o dal trattamento concomitante con ACE‑inibitori. I pazienti trattati con Metalyse devono essere monitorati per la comparsa di angioedema durante e fino a 24 ore dopo la somministrazione.
Qualora si verifichi una reazione da ipersensibilità severa (per es. angioedema), deve essere tempestivamente avviato un trattamento adeguato, che può includere l’intubazione.
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili dati sulla sicurezza e sull’efficacia per Metalyse nei bambini di età inferiore a 18 anni. Pertanto, l’uso di Metalyse non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 18 anni.
Metalyse contiene polisorbato 20
Questo medicinale contiene 2,0 mg di polisorbato 20 in ogni flaconcino da 25 mg. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.
Non sono stati effettuati studi formali d’interazione con Metalyse e altri medicinali comunemente somministrati a pazienti con ictus ischemico acuto.
Medicinali che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine
Il rischio di sanguinamento può aumentare con l’uso di medicinali che influenzano la coagulazione o che alterano la funzione delle piastrine (somministrati prima, durante o dopo la terapia con tenecteplase). Questi medicinali devono essere evitati nelle prime 24 ore dopo il trattamento dell’ictus ischemico acuto con Metalyse. Per quanto riguarda il pretrattamento con queste sostanze, vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.
ACE‑inibitori
Il trattamento concomitante con ACE‑inibitori può aumentare il rischio di manifestare reazioni di ipersensibilità, vedere paragrafo 4.4.
Alcuni studi accademici randomizzati pubblicati, condotti su oltre 2 000 pazienti trattati con tenecteplase, non hanno evidenziato interazioni clinicamente rilevanti con altri medicinali comunemente utilizzati nei pazienti con AIS.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di Metalyse in donne in gravidanza sono in numero limitato.
I dati non clinici ottenuti con tenecteplase hanno mostrato sanguinamento con mortalità secondaria delle madri dovuto all’attività farmacologica nota del principio attivo e in alcuni casi si sono verificati aborto e riassorbimento del feto (gli effetti sono stati osservati solo con la somministrazione ripetuta della dose). Tenecteplase non è considerato teratogeno (vedere paragrafo 5.3).
Il beneficio del trattamento deve essere valutato rispetto ai rischi potenziali durante la gravidanza. Allattamento
Non è noto se tenecteplase sia escreto nel latte materno.
Occorre prestare cautela quando Metalyse è somministrato a donne in allattamento e deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento nelle prime 24 ore successive alla somministrazione di Metalyse.
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici né studi non clinici sulla fertilità per tenecteplase (Metalyse).
Riassunto del profilo di sicurezza
L’emorragia è l’effetto indesiderato più comune associato all’uso di tenecteplase. L’emorragia può essere superficiale nel sito di iniezione oppure interna, in qualsiasi sede o cavità corporea.
In pazienti che hanno avuto episodi di sanguinamento sono state riportate morte ed invalidità permanente.
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse di seguito elencate sono riportate in accordo alla frequenza ed alla classificazione per sistemi e organi.
I raggruppamenti per frequenza sono definiti in accordo alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000),
molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Fatta eccezione per il verificarsi della reazione avversa “aritmie da riperfusione” nell’indicazione di infarto miocardico acuto e per la frequenza della reazione avversa “emorragia intracranica” nell’indicazione di ictus ischemico acuto, non c’è alcuna motivazione medica per supporre che il profilo di sicurezza di Metalyse nell’indicazione di ictus ischemico acuto differisca dal profilo emerso nell’indicazione di infarto miocardico acuto.
La tabella 1 riporta la frequenza delle reazioni avverse.
| Classificazione per sistemi e organi | Reazione avversa |
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Raro | Reazione anafilattoide (compresi eruzione cutanea, orticaria, broncospasmo, edema della laringe) |
| Patologie del sistema nervoso | |
| Molto comune | Emorragia intracranica (quale emorragia cerebrale, ematoma cerebrale, ictus emorragico, trasformazione emorragica di ictus, ematoma intracranico, emorragia subaracnoidea) compresi sintomi associati quali sonnolenza, afasia,emiparesi, convulsioni |
| Patologie dell’occhio | |
| Non comune | Emorragia dell’occhio |
| Patologie cardiache | |
| Raro | Emorragia pericardica |
| Patologie vascolari | |
| Molto comune | Emorragia |
| Raro | Embolia (embolizzazione trombotica) |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | |
| Comune | Epistassi |
| Raro | Emorragia polmonare |
| Patologie gastrointestinali | |
| Comune | Emorragia gastrointestinale (quali emorragia gastrica,emorragia di ulcera gastrica, emorragia rettale, ematemesi, melena, emorragia della bocca) |
| Non comune | Emorragia retroperitoneale (quale ematoma retroperitoneale) |
| Non nota | Nausea, vomito |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
| Comune | Ecchimosi |
| Patologie renali e urinarie | |
| Comune | Emorragia urogenitale (quali ematuria, emorragia delle vie urinarie) |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
| Comune | Emorragia in sede di iniezione, emorragia in sede di puntura |
| Esami diagnostici | |
| Raro | Pressione arteriosa diminuita |
| Non nota | Temperatura corporea aumentata |
| Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura | |
| Non nota | Embolia adiposa che può portare alle corrispondenti conseguenze negli organi coinvolti |
| Procedure mediche e chirurgiche | |
| Non nota | Trasfusione |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Sintomi
Nel caso di sovradosaggio, ci può essere un aumentato rischio di sanguinamento.
Terapia
Nel caso di prolungato sanguinamento grave, si può considerare una terapia di sostituzione (plasma, piastrine), vedere anche paragrafo 4.4.
Proprietà farmacologiche - METALYSE 5 000
Categoria farmacoterapeutica: agenti antitrombotici, enzimi, codice ATC: B01A D11 Meccanismo d’azione
Tenecteplase è un attivatore ricombinante del plasminogeno fibrino‑specifico che deriva dal t-PA nativo tramite modifiche in tre punti della struttura della proteina. Si lega alla componente di fibrina del trombo (coagulo di sangue) e converte selettivamente il plasminogeno legato al trombo in plasmina, che a sua volta degrada la matrice di fibrina del trombo. Tenecteplase ha una più alta fibrinospecificità e una maggiore resistenza all’inattivazione da parte del suo inibitore endogeno (PAI-1) rispetto al t-PA nativo.
Effetti farmacodinamici
Dopo la somministrazione di tenecteplase, sono stati osservati un consumo dose‑dipendente di
α2-antiplasmina (l’inibitore in fase fluida della plasmina) e un conseguente aumento del livello di formazione della plasmina sistemica. Questa osservazione è coerente con l’effetto previsto di attivazione del plasminogeno. In studi comparativi, una riduzione inferiore al 15% del fibrinogeno e una riduzione inferiore al 25% del plasminogeno sono state osservate nei soggetti trattati con la dose massima di tenecteplase (10 000 U, corrispondenti a 50 mg), mentre alteplase ha causato una diminuzione di circa il 50% dei livelli di fibrinogeno e plasminogeno. A 30 giorni non è stata rilevata una formazione di anticorpi clinicamente rilevante.
Efficacia e sicurezza clinica
Studio AcT
Lo studio Alteplase Compared to Tenecteplase (AcT) è stato disegnato come uno studio di registro randomizzato, controllato, in aperto, prospettico, pragmatico, con valutazione dell’endpoint in cieco, di tenecteplase per via endovenosa vs. alteplase per via endovenosa volto a dimostrare la
non inferiorità di tenecteplase rispetto ad alteplase in pazienti con ictus ischemico acuto entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi altrimenti idonei a trombolisi endovenosa conformemente alle linee guida attuali. Lo studio ha raggiunto l’outcome primario, dimostrando una non inferiorità di tenecteplase 0,25 mg/kg (massimo 25 mg) vs. alteplase 0,9 mg/kg (massimo 90 mg): 296 pazienti su 802 (36,9%) nel gruppo tenecteplase e 266 pazienti su 765 (34,8%) nel gruppo alteplase presentavano un punteggio mRS di 0̩‑1 a 90‑120 giorni (differenza di rischio non aggiustata: 2,1% [IC 95% da -2,6 a 6,9]). Sono stati ottenuti risultati simili nella popolazione mITT e nella popolazione mPP.
I principali outcome di sicurezza sono stati emorragia intracerebrale sintomatica, angioedema orolinguale e sanguinamento extracranico che richiede emotrasfusione, tutti verificatisi entro 24 ore dalla somministrazione trombolitica, e mortalità a 90 giorni per tutte le cause.
Non sono state osservate differenze significative quanto ai tassi di emorragia intracerebrale sintomatica entro 24 ore. I tassi di emorragia intracranica identificata tramite imaging (valutata in cieco rispetto allo stato dei sintomi e al trattamento assegnato) non hanno mostrato alcuna
differenza tra i due gruppi e i tassi di ematoma parenchimale di tipo 2 (ossia ematoma che occupa
≥ 30% dell’area infartuata con un evidente effetto massa) identificato tramite imaging sono risultati simili ai tassi di emorragia intracerebrale sintomatica osservati nello studio. Non sono state osservate
differenze significative nel tasso di mortalità a 90 giorni, dopo 90 giorni dal trattamento. L’incidenza di angioedema orolinguale e di sanguinamento periferico che necessita di emotrasfusione è stata rara e simile in entrambi i gruppi (vedere Tabella 2).
Tabella 2. Incidenza dei principali risultati di sicurezza nel gruppo di trattamento con tenecteplase e nel gruppo di trattamento con alteplase.
| Gruppo tenecteplase | Gruppo alteplase | Differenza di rischio (IC 95%) | |
| Emorragia intracerebralesintomatica entro 24 ore | 27/800 (3,4%) | 24/763 (3,2%) | 0,2 (da -1,5a 2,0) |
| Emorragia intracranica identificata tramite imaging | 154/800 (19,3%) | 157/763 (20,6%) | -1,3 (da -5,3a 2,6) |
| Sanguinamento extracranico con necessità di emotrasfusioni | 6/800 (0,8%) | 6/763 (0,8%) | 0,0 (da -0,9a 0,8) |
| Morte entro 90 giorni dalla randomizzazione (n = 1 554) | 122/796 (15,3%) | 117/758 (15,4%) | -0,1 (da -3,7a 3,5) |
| Angioedema orolinguale | 9/800 (1,1%) | 9/763 (1,2%) | -0,1 (da -1,1a 1,0) |
| Ematoma parenchimale di tipo 2 (ematoma che occupa ≥ 30% dell’area infartuata con unevidente effetto massa) | 21/800 (2,6%) | 18/763 (2,4%) | 0,3 (da -1,3a 1,8) |
Studio EXTEND-IA TNK
Lo studio EXTEND-IA TNK è stato disegnato per valutare se tenecteplase, somministrato entro 4,5 ore dall’esordio dell’ictus ischemico in pazienti con terapia endovascolare programmata, fosse non inferiore ad alteplase nel raggiungimento della riperfusione all’angiogramma iniziale.
Pazienti con ictus ischemico che presentavano occlusione di arteria carotide interna, basilare o cerebrale media e idonei a sottoporsi a trombectomia sono stati randomizzati a ricevere tenecteplase 0,25 mg/kg oppure alteplase 0,9 mg/kg entro 4,5 ore dall’insorgenza dei sintomi. Ciascun gruppo di trattamento era composto da 101 pazienti. L’outcome primario era definito come riperfusione maggiore del 50% del territorio ischemico coinvolto oppure assenza di trombo rinvenibile al momento della valutazione angiografica iniziale. È stata testata la non inferiorità di tenecteplase, seguita dalla superiorità.
Il 22% dei pazienti trattati con tenecteplase ha raggiunto l’outcome primario vs. il 10% di quelli trattati con alteplase (differenza di incidenza: 12%; IC 95%: 2‑21; tasso di incidenza 2,2; IC 95%: 1,1‑4,4).
Gli outcome secondari comprendevano il punteggio mRS a 90 giorni. La percentuale di pazienti con punteggio mRS 0-1 a 90 giorni era del 51% nel gruppo tenecteplase e del 43% nel gruppo alteplase (tasso di incidenza aggiustato 1,2; IC 95%: 0,9‑1,6).
Si è verificata emorragia intracerebrale sintomatica (sICH) nell’1% dei pazienti in ciascun gruppo. Si sono verificati 10 decessi (10%) nel gruppo tenecteplase e 18 (18%) nel gruppo alteplase, un risultato non significativo nell’analisi di regressione logistica prespecificata. I decessi, per la maggior parte, erano correlati alla progressione dell’ictus maggiore (9 nel gruppo tenecteplase e 14 nel gruppo alteplase). Tenecteplase 0,25 mg/kg ha esibito un profilo di sicurezza simile a quello di alteplase
0,9 mg/kg.
Diversi studi non interventistici hanno messo a confronto tenecteplase (0,25 mg/kg) e alteplase
(0,9 mg/kg) nell’AIS, con o senza occlusione dei grandi vasi (LVO) entro 4,5 ore dall’insorgenza dei sintomi. Questi studi osservazionali hanno riportato stime aggiustate (o appaiate in base all’indice di propensione), hanno incluso un totale di oltre 2 900 pazienti con AIS (da studi condotti su oltre
100 pazienti trattati con tenecteplase) e hanno evidenziato un profilo di sicurezza ed efficacia simile per tenecteplase rispetto ad alteplase.
Assorbimento e distribuzione
Tenecteplase è una proteina ricombinante somministrata per via endovenosa che attiva il plasminogeno.
Dopo somministrazione con bolo endovenoso di 30 mg di tenecteplase in pazienti con infarto miocardico acuto, la concentrazione plasmatica di tenecteplase stimata inizialmente era pari a
6,45 ± 3,60 µg/mL (media ± SD). La fase di distribuzione rappresenta dal 31% ± 22% al 69% ± 15% (media ± SD) dell’AUC totale dopo somministrazione di intervalli di dosi da 5 a 50 mg.
I dati sulla distribuzione nei tessuti sono stati ottenuti da studi nel ratto con tenecteplase radiomarcato. Tenecteplase si distribuisce principalmente nel fegato. Non è noto se e in quale percentuale tenecteplase si leghi alle proteine plasmatiche nell’uomo. Il tempo medio di residenza (MRT) nel corpo è circa 1 ora e il volume di distribuzione medio (± SD) allo stato stazionario (Vss) variava da 6,3 ± 2 L a 15 ± 7 L.
Biotrasformazione
Tenecteplase è eliminato dal compartimento sanguigno attraverso il legame a recettori specifici nel fegato dove viene catabolizzato a piccoli peptidi. Il legame con i recettori epatici è tuttavia ridotto rispetto al t-PA nativo, con conseguente prolungamento dell’emivita.
Eliminazione
Dopo iniezione di tenecteplase come singolo bolo endovenoso in pazienti con infarto miocardico acuto, l’antigene di tenecteplase mostra un’eliminazione bifasica dal plasma. Non c’è dose-dipendenza della clearance di tenecteplase nell’intervallo di dosaggio terapeutico. L’emivita iniziale, dominante, è di 24 ± 5,5 minuti (media ± SD), che è 5 volte più lunga rispetto al t-PA nativo. L’emivita terminale è di 129 ± 87 minuti e la clearance plasmatica è di 119 ± 49 mL/minuto.
Con l’aumento del peso corporeo si ha un moderato aumento della clearance di tenecteplase e con l’avanzare dell’età si ha una leggera diminuzione della clearance. In generale le donne mostrano una clearance minore rispetto agli uomini, ma ciò può essere spiegato dal peso corporeo generalmente minore nelle donne.
Linearità/Non linearità
L’analisi della linearità della dose basata sull’AUC ha suggerito che tenecteplase mostra una farmacocinetica non lineare nell’intervallo di dosi studiato, ossia da 5 a 50 mg.
Compromissione renale ed epatica
Poiché l’eliminazione di tenecteplase avviene attraverso il fegato, non si prevede che la disfunzione renale ne influenzi la farmacocinetica. Questo è anche supportato da dati negli animali. Tuttavia l’effetto della disfunzione renale ed epatica sulla farmacocinetica di tenecteplase nell’uomo non è stato studiato in modo specifico. Di conseguenza non esistono indicazioni per l’aggiustamento della dose di tenecteplase in pazienti con insufficienza epatica e renale grave.
Informazioni farmaceutiche - METALYSE 5 000
Arginina
Acido fosforico concentrato (E 338) Polisorbato 20 (E 432)
Traccia residua dal processo produttivo: gentamicina
Validità del prodotto confezionato per la vendita
3 anni
Soluzione ricostituita
È stata dimostrata una stabilità chimica e fisica durante l’uso per 24 ore a 2-8 °C e per 8 ore a 30 °C.
Da un punto di vista microbiologico, la soluzione ricostituita deve essere utilizzata immediatamente. Se non utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione d’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a 2-8 °C.
Non conservare a temperatura superiore a 30 °C. Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.
Metalyse 5 000 unità (25 mg) polvere per soluzione iniettabile
Flaconcino di vetro trasparente da 10 mL, con tappo in gomma grigia (B2‑44) e capsula di chiusura a ghiera riempito con polvere per soluzione iniettabile. Ogni flaconcino contiene 25 mg di tenecteplase.
Metalyse deve essere ricostituito aggiungendo 5 mL di acqua sterile per preparazioni iniettabili al flaconcino contenente la polvere per soluzione iniettabile utilizzando un ago e una siringa (non inclusi nella confezione).
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Rimuovere la capsula di chiusura a ghiera dal flaconcino.
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Riempire una siringa con 5 mL di acqua sterile per preparazioni iniettabili e perforare il tappo del flaconcino nel mezzo con l’ago.
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Aggiungere tutta l’acqua sterile per preparazioni iniettabili nel flaconcino spingendo lo stantuffo della siringa lentamente verso il basso per evitare il formarsi di schiuma.
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Tenere la siringa attaccata al flaconcino e ricostituire agitando delicatamente.
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La soluzione iniettabile ricostituita si presenta come una soluzione limpida da incolore a giallo pallido. La soluzione deve essere utilizzata solo se si presenta limpida e priva di particelle.
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Immediatamente prima di somministrare la soluzione, capovolgere il flaconcino con la siringa ancora attaccata, di modo che la siringa si trovi sotto il flaconcino.
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Prelevare il volume adeguato di soluzione ricostituita di Metalyse nella siringa, a seconda del peso corporeo del paziente.
Classe di peso corporeo del paziente (kg) Volume della soluzione ricostituita (mL) Tenecteplase (U) Tenecteplase (mg) < 60 3,0 3 000 15,0 da ≥ 60 a < 70 3,5 3 500 17,5 da ≥ 70 a < 80 4,0 4 000 20,0 da ≥ 80 a < 90 4,5 4 500 22,5 ≥ 90 5,0 5 000 25,0 -
Una preesistente linea endovenosa può essere utilizzata per la somministrazione di Metalyse solo con soluzione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%). Nessun altro medicinale deve essere aggiunto alla soluzione iniettabile.
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Metalyse deve essere somministrato al paziente per via endovenosa in circa 5‑10 secondi. Non deve essere somministrato in una linea contenente glucosio, poiché Metalyse è incompatibile con soluzione di glucosio.
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La linea deve essere lavata dopo l’iniezione di Metalyse per una corretta somministrazione.
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La soluzione ricostituita non utilizzata deve essere eliminata.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.