YESCARTA 0,4 X 10 ALLA OTTAVA DISPERSIONE PER INFUSIONE
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
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RCP - YESCARTA 0,4 X
Yescarta è indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (diffuse large B-cell lymphoma, DLBCL) e linfoma a cellule B ad alto grado (high-grade B cell lymphoma, HGBL) refrattario alla chemioimmunoterapia di prima linea o recidivante entro 12 mesi dal completamento della chemioimmunoterapia di prima linea.
Yescarta è indicato per il trattamento di pazienti adulti con DLBCL e linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (primary mediastinal large B-cell lymphoma, PMBCL) refrattari o recidivanti (r/r), dopo due o più linee di terapia sistemica.
Yescarta è indicato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma follicolare (LF) r/r dopo tre o più linee di terapia sistemica.
Yescarta deve essere somministrato in un centro clinico qualificato da un medico con esperienza nel trattamento dei tumori maligni ematologici ed istruito nella somministrazione e nella gestione di pazienti trattati con il medicinale.
In caso di sindrome da rilascio di citochine (CRS), devono essere disponibili prima dell’infusione dispositivi di emergenza e almeno una dose di tocilizumab. Il centro clinico qualificato deve avere accesso ad una dose supplementare di tocilizumab entro 8 ore dalla somministrazione di ciascuna dose precedente. Nel caso eccezionale in cui tocilizumab non fosse disponibile a causa di una carenza riportata nell’elenco dei farmaci carenti dell’Agenzia europea per i medicinali, prima dell’infusione devono essere disponibili misure adeguate alternative a tocilizumab per trattare la CRS.
Posologia
Yescarta è destinato all’uso autologo (vedere paragrafo 4.4).
Il trattamento consiste in una singola dose per infusione contenente una dispersione per infusione di cellule T vitali CAR-positive in una sacca per infusione. La dose target è di 2 × 106 cellule T
CAR-positive vive per kg di peso corporeo (entro un intervallo di 1 × 106–2 × 106 cellule/kg), con un massimo di 2 × 108 cellule T CAR-positive vive per i pazienti con peso ≥ 100 kg.
La disponibilità di Yescarta deve essere confermata prima dell’inizio del regime di deplezione linfocitaria (ossia la data della disponibilità del prodotto per la spedizione).
Pre-trattamento (chemioterapia linfodepletiva)
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Prima dell’infusione di Yescarta, il paziente dovrà sottoporsi a un regime di chemioterapia linfodepletiva che prevede l’infusione endovenosa di 500 mg/m2 di ciclofosfamide e di
30 mg/m2 di fludarabina. La tempistica raccomandata è il 5°, il 4° e il 3° giorno precedenti l’infusione di Yescarta,
Pre-medicazione
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Si raccomanda di premedicare con 500-1 000 mg di paracetamolo per via orale e 12,5-25 mg di difenidramina per via endovenosa oppure orale, o medicinali equivalenti, circa un’ora prima dell’infusione di Yescarta per ridurre la possibilità di una reazione all’infusione.
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L’uso profilattico routinario di corticosteroidi sistemici non è raccomandato (vedere
paragrafo 4.5). L’uso profilattico di corticosteroidi sistemici può essere considerato in pazienti con rischio aumentato di reazioni avverse immuno-mediate gravi, se il potenziale beneficio è superiore al rischio e secondo quanto stabilito dalle linee guida delle istituzioni locali e/o nazionali o europee/internazionali.
Monitoraggio
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Nei primi 7 giorni dopo l’infusione, i pazienti devono essere monitorati quotidianamente per identificare segni e sintomi di potenziale CRS, eventi neurologici e altre tossicità. I medici possono prendere in considerazione il ricovero in ospedale per i primi 7 giorni o alla comparsa dei primi segni o sintomi di CRS e/o eventi neurologici.
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Dopo i primi 7 giorni successivi all’infusione, il paziente deve essere monitorato a discrezione del medico per almeno altri 7 giorni.
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I pazienti devono rimanere nei pressi di un centro clinico qualificato oppure di una struttura clinica con adeguata formazione per almeno 2 settimane dopo l’infusione.
Popolazioni speciali
Pazienti con infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), virus dell’epatite B (HBV) e virus dell’epatite C (HCV)
L’esperienza clinica in pazienti con infezione attiva da HIV, HBV o HCV è limitata.
Anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti di età ≥ 65 anni.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Yescarta nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Yescarta deve essere somministrato mediante infusione endovenosa.
Yescarta non deve essere irradiato. Non utilizzare un filtro per leucodeplezione.
Prima della somministrazione, occorre verificare che l’identità del paziente corrisponda alle informazioni univoche del paziente sulla sacca per infusione e sul contenitore metallico di Yescarta.
Somministrazione
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Non utilizzare un filtro per leucodeplezione.
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Prima dell’infusione e durante tutto il periodo di monitoraggio del paziente devono essere disponibili dosi di tocilizumab e dispositivi di emergenza. Nel caso eccezionale in cui tocilizumab non fosse disponibile a causa di una carenza riportata nell’elenco dei farmaci carenti dell’Agenzia europea per i medicinali, prima dell’infusione devono essere disponibili misure adeguate alternative a tocilizumab per trattare la CRS.
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Yescarta è destinato esclusivamente all'uso autologo. È necessario confermare che l’identità del paziente corrisponda agli identificatori sulla sacca per infusione di Yescarta.
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Dopo aver lavato le linee infusionali, l’intero contenuto della sacca per infusione di Yescarta deve essere infuso entro 30 minuti per gravità o mediante una pompa peristaltica.
Per le istruzioni dettagliate sulla preparazione, sulla somministrazione, le misure da adottare in caso di esposizione accidentale e lo smaltimento di Yescarta, vedere paragrafo 6.6.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o alla gentamicina (un possibile residuo in tracce).
Devono essere tenute in considerazione le controindicazioni della chemioterapia linfodepletiva.
Tracciabilità
Devono essere applicati i requisiti per la tracciabilità dei medicinali per terapie avanzate a base di cellule. Al fine di garantire la tracciabilità, il nome e il numero di lotto del medicinale e il nome del paziente trattato devono essere conservati per un periodo di 30 anni successivo alla data di scadenza del prodotto.
Uso autologo
Yescarta è destinato esclusivamente all’uso autologo e non deve essere somministrato in nessun caso ad altri pazienti. Prima dell’infusione, occorre verificare che l’identità del paziente corrisponda agli identificatori del paziente riportati sulla sacca per infusione e sul contenitore metallico di Yescarta. Yescarta non deve essere somministrato se le informazioni sull’etichetta specifica per il paziente sulla sacca per infusione e sul contenitore metallico non corrispondono all’identità del paziente.
Informazioni generali
Devono essere tenute in considerazione le avvertenze e le precauzioni della chemioterapia linfodepletiva.
Motivi per ritardare il trattamento
A causa dei rischi associati al trattamento con Yescarta, l’infusione deve essere ritardata se il paziente presenta le seguenti condizioni:
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Reazioni avverse gravi non risolte (specialmente reazioni polmonari, reazioni cardiache o ipotensione), incluse quelle derivanti da chemioterapie precedenti.
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Infezione attiva non controllata.
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Malattia del trapianto contro l’ospite (graft-versus-host disease, GvHD) in fase attiva.
In alcuni casi, il trattamento può essere ritardato dopo la somministrazione del regime di chemioterapia linfodepletiva. Se l’infusione viene ritardata per più di 2 settimane dopo che al paziente è stata somministrata la chemioterapia linfodepletiva, il regime di chemioterapia linfodepletiva deve essere somministrato nuovamente (vedere paragrafo 4.2).
Monitoraggio dopo l’infusione
I pazienti devono essere monitorati quotidianamente per i primi 7 giorni dopo l’infusione per identificare segni e sintomi di una potenziale CRS, eventi neurologici e altre tossicità. I medici possono prendere in considerazione il ricovero ospedaliero per i primi 7 giorni o alla comparsa dei primi segni o sintomi di CRS e/o eventi neurologici. Dopo i primi 7 giorni dall’infusione, il paziente deve essere monitorato a discrezione del medico per almeno altri 7 giorni. Pazienti e caregiver devono essere informati della possibile insorgenza tardiva di CRS o di eventi neurologici ed essere istruiti sulla necessità di consultare immediatamente un medico nel caso in cui il paziente manifesti eventuali segni o sintomi di CRS o eventi neurologici.
I pazienti devono rimanere nei pressi di un centro clinico qualificato oppure di una struttura clinica con adeguata formazione per almeno 2 settimane dopo l’infusione e consultare immediatamente un medico in caso di comparsa di segni o sintomi di CRS o reazioni avverse neurologiche. Se il monitoraggio dei pazienti dopo l’infusione avviene in una struttura clinica con adeguata formazione diversa dal centro clinico qualificato, essa deve rispettare gli stessi requisiti del centro clinico qualificato in merito alla disponibilità di dispositivi di emergenza e tocilizumab. I parametri vitali e la funzionalità degli organi devono essere monitorati a seconda della gravità della reazione.
Trasmissione di un agente infettivo
Sebbene la sterilità e la presenza di micoplasmi di Yescarta siano testate, esiste un rischio di trasmissione di agenti infettivi. Gli operatori sanitari che somministrano Yescarta devono quindi monitorare i pazienti al fine di identificare segni e sintomi di infezione dopo il trattamento e trattarli in modo appropriato, se necessario.
Test sierologico
Deve essere eseguito il test di screening per i virus dell’epatite B (HBV), C (HCV) e dell’immunodeficienza umana (HIV) prima di prelevare le cellule per la produzione di Yescarta (vedere paragrafo 4.2).
Donazione di sangue, organi, tessuti e cellule
I pazienti trattati con Yescarta non devono donare sangue, organi, tessuti o cellule per il trapianto. Malattie concomitanti
I pazienti con patologie attive del sistema nervoso centrale (SNC) o con funzione renale, epatica, polmonare o cardiaca inadeguata, sono maggiormente esposti alle conseguenze delle reazioni avverse descritte di seguito e necessitano di particolare attenzione.
Linfoma primitivo del SNC
Non vi è esperienza sull’uso di Yescarta in pazienti con linfoma primitivo del SNC. Pertanto, il rapporto beneficio/rischio di Yescarta in questa popolazione non è stato stabilito.
Sindrome da rilascio di citochine
Circa la totalità dei pazienti sviluppa una CRS, di grado variabile. Casi di CRS severa, incluse reazioni potenzialmente letali e morte, sono stati osservati molto comunemente con Yescarta, con un periodo di insorgenza da 1 a 12 giorni negli studi ZUMA-1 e ZUMA-7 e da 1 a 11 giorni nello studio ZUMA-5 (vedere paragrafo 4.8). La diagnosi di CRS richiede l’esclusione di altre possibili cause di risposta infiammatoria sistemica, incluse le infezioni.
Gestione della sindrome da rilascio di citochine associata a Yescarta
Prima dell’infusione di Yescarta, presso il centro, per ciascun paziente deve essere presente e disponibile per la somministrazione almeno 1 dose di tocilizumab, un inibitore del recettore dell’interleuchina-6 (IL-6). Il centro di trattamento qualificato deve avere accesso ad una dose supplementare di tocilizumab entro 8 ore dalla somministrazione di ciascuna dose precedente. Se il monitoraggio dei pazienti dopo l’infusione avviene in una struttura clinica con adeguata formazione, essa deve rispettare gli stessi requisiti in merito alla disponibilità di tocilizumab. Nel caso eccezionale in cui tocilizumab non fosse disponibile a causa di una carenza riportata nell’elenco dei farmaci carenti dell’Agenzia europea per i medicinali, il centro clinico qualificato/la struttura clinica con adeguata formazione deve avere accesso a misure alternative a tocilizumab per trattare la CRS prima dell’infusione.
La gestione dei pazienti deve essere condotta in base alla presentazione clinica del paziente e in conformità alle linee guida cliniche locali istituzionali e/o nazionali o alle linee guida europee/internazionali vigenti. Si consiglia ai medici di esercitare un giudizio clinico coerente a tali standard.
Yescarta non deve essere somministrato a pazienti con infezioni attive o malattie infiammatorie fino a che queste patologie non siano state risolte.
È noto che la CRS può essere associata a disfunzione d’organo (es. disfunzione epatica, renale, cardiaca e polmonare). Inoltre, la CRS può determinare un peggioramento delle malattie d’organo preesistenti. I pazienti con disfunzione cardiaca clinicamente significativa devono essere gestiti secondo gli standard di cura per le situazioni critiche come ad esempio l’esecuzione di un’ecocardiografia.
Nei pazienti con CRS severa o non responsiva, deve essere considerata una valutazione per linfoistiocitosi emofagocitica/sindrome da attivazione macrofagica (haemophagocytic
lymphohistiocytosis/macrophage activation syndrome, HLH/MAS). La HLH/MAS deve essere gestita secondo le linee guida cliniche locali istituzionali e/o nazionali o secondo le linee guida europee/internazionali.
Yescarta continua a diffondersi e a persistere dopo la somministrazione di tocilizumab e corticosteroidi. Gli antagonisti del fattore di necrosi tumorale (TNF) non sono raccomandati per la gestione della CRS associata a Yescarta.
Reazioni avverse neurologiche
Nei pazienti trattati con Yescarta, sono state osservate molto frequentemente reazioni avverse neurologiche severe, note anche come sindrome da neuro-tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (immune effector cell-associated neurotoxicity syndrome, ICANS) potenzialmente letali o mortali. Il tempo mediano di insorgenza è stato di 6 giorni (intervallo: 1-133 giorni) negli studi ZUMA‑1 e ZUMA‑7 e di 7 giorni (intervallo: 1-177 giorni) in ZUMA‑5 dopo l’infusione di Yescarta (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con una storia clinica di patologie del sistema nervoso centrale, quali crisi convulsive o ischemia cerebrovascolare, potrebbero essere esposti a un rischio maggiore. Nei pazienti trattati con Yescarta sono stati osservati casi di edema cerebrale grave o letale, la maggior parte dei quali si è verificata in pazienti affetti da ICANS. Il rischio di edema cerebrale può essere più elevato nei pazienti affetti da PMBCL (vedere paragrafo 4.8).
La gestione dei pazienti deve essere condotta in base alla presentazione clinica del paziente e in conformità alle linee guida cliniche locali istituzionali e/o nazionali o alle linee guida europee/internazionali vigenti. Si consiglia ai medici di esercitare un giudizio clinico coerente a tali standard.
Infezioni e neutropenia febbrile
La comparsa di infezioni gravi nei pazienti trattati con Yescarta sono state osservate molto comunemente (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti immunosoppressi, sono state segnalate infezioni opportunistiche potenzialmente letali e mortali, incluse infezioni micotiche disseminate.
I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di infezione prima, durante e dopo l’infusione di Yescarta e devono ricevere un trattamento adeguato. Una terapia antimicrobica di profilassi deve essere somministrata secondo le linee guida locali.
Dopo l’infusione di Yescarta in alcuni pazienti è stata osservata la comparsa di neutropenia febbrile (vedere paragrafo 4.8), talvolta in concomitanza con la CRS. In caso di neutropenia febbrile, l’infezione deve essere considerata e trattata con antibiotici ad ampio spettro d’azione, infusione di liquidi ed altre terapie di supporto in base alle necessità mediche.
Riattivazione virale
I pazienti trattati con medicinali diretti contro le cellule B possono andare incontro a riattivazione dell’HBV, che talvolta può causare epatite fulminante, insufficienza epatica e morte.
Riattivazione del virus di John Cunningham (JC), con conseguente leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML), è stata segnalata nei pazienti trattati con Yescarta che hanno ricevuto anche un precedente trattamento con altri medicinali immunosoppressori. Sono stati segnalati casi con esito fatale. La possibilità di PML deve essere considerata in pazienti immunosoppressi con sintomi neurologici di nuova insorgenza o in peggioramento e devono essere eseguite opportune valutazioni diagnostiche.
Altri casi potenzialmente letali e mortali di riattivazione virale sono stati segnalati con il virus HHV-6.
Citopenie prolungate
I pazienti possono sviluppare citopenie per diverse settimane in seguito alla chemioterapia linfodepletiva e all’infusione di Yescarta, che devono essere gestite secondo le linee guida standard. Dopo l’infusione di Yescarta sono stati molto comuni casi di citopenie (incluse trombocitopenia, neutropenia e anemia) prolungate di Grado 3 o superiore. La conta delle cellule ematiche deve essere monitorata dopo l’infusione di Yescarta.
Ipogammaglobulinemia
I pazienti trattati con Yescarta possono andare incontro ad aplasia delle cellule B con conseguente ipogammaglobulinemia. L’ipogammaglobulinemia è stata osservata molto comunemente nei pazienti trattati con Yescarta (vedere paragrafo 4.8). L’ipogammaglobulinemia predispone i pazienti ad infezioni. I livelli di immunoglobuline dopo il trattamento con Yescarta devono essere monitorati e gestiti con misure di prevenzione delle infezioni, profilassi antibiotica e terapia sostitutiva con immunoglobuline in caso di infezioni ricorrenti, secondo le linee guida standard.
Reazioni di ipersensibilità
Con l’infusione di Yescarta possono verificarsi reazioni allergiche. Reazioni di ipersensibilità gravi, inclusa anafilassi, possono essere dovute alla presenza di DMSO o di gentamicina residua in Yescarta.
Neoplasie secondarie maligne incluse quelle di origine mieloide e originate da cellule T
I pazienti trattati con Yescarta possono sviluppare tumori secondari. Sono state segnalate neoplasie maligne a cellule T in seguito al trattamento di neoplasie maligne ematologiche con una terapia a base di cellule T che esprimono un CAR con target BCMA o CD19, tra cui Yescarta. Le
neoplasie maligne a cellule T, incluse le neoplasie maligne positive al CAR, sono state segnalate entro settimane e fino a diversi anni dopo la somministrazione di una terapia a base di cellule T che esprimono un CAR con target BCMA o CD19. Si sono riscontrati esiti fatali. In caso di tumori secondari originati da linfociti T, contattare il titolare dell’AIC per ricevere istruzioni in merito ai campioni del paziente da raccogliere per i test.
Nei pazienti trattati con Yescarta, si sono verificati casi di sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta, compresi casi con esito fatale.
I pazienti devono essere monitorati per tutta la vita per rilevare l’eventuale insorgenza di tumori secondari.
Sindrome da lisi tumorale (SLT)
Occasionalmente è stata osservata SLT, che può essere severa. Per ridurre al minimo il rischio di SLT, prima dell’infusione di Yescarta, i pazienti con livelli elevati di acido urico o carica tumorale elevata devono essere trattati con allopurinolo o una terapia profilattica alternativa. I segni e i sintomi di SLT devono essere monitorati e gli eventi gestiti secondo le linee guida locali.
Malattia CD19-negativa
Vi è una limitata esperienza con Yescarta in pazienti esposti a precedente terapia con anti-CD19. Yescarta non è raccomandato in pazienti con malattia CD19-negativa recidivante dopo una precedente terapia con anti-CD19.
I dati disponibili relativi ai pazienti con malattia CD19-negativa trattati con Yescarta sono limitati ed è possibile che tali pazienti possano avere un minor beneficio rispetto ai pazienti con malattia
CD19-positiva. I pazienti con stato CD19-negativo diagnosticato mediante immunoistochimica possono ancora esprimere CD19 ed è stato dimostrato che traggono beneficio dal trattamento con
Yescarta. Occorre considerare i potenziali rischi e i benefici associati al trattamento con Yescarta dei pazienti CD19-negativi.
Follow-up a lungo termine
È previsto che i pazienti saranno iscritti in un registro al fine di comprendere meglio la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di Yescarta.
Eccipienti (sodio)
Questo medicinale contiene 300 mg di sodio per sacca per infusione, equivalenti al 15% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Non sono stati effettuati studi d’interazione con Yescarta.
L’uso profilattico di corticosteroidi sistemici può interferire con l’attività di Yescarta e non è pertanto raccomandato di routine prima dell’infusione (vedere paragrafo 4.2).
Vaccini vivi
La sicurezza dell’immunizzazione con vaccini virali vivi durante o dopo il trattamento con Yescarta non è stata studiata. A scopo precauzionale, la vaccinazione con vaccini vivi non è raccomandata per almeno 6 settimane prima dell’inizio della chemioterapia linfodepletiva, durante il trattamento con Yescarta e fino al recupero immunitario dopo il trattamento.
Donne in età fertile/Contraccezione in uomini e donne
Prima di iniziare il trattamento con Yescarta, occorre verificare l’eventuale stato di gravidanza delle pazienti in età fertile.
Vedere le informazioni per la prescrizione per la chemioterapia linfodepletiva per avere informazioni sulla necessità di usare misure contraccettive efficaci per i pazienti che si sottopongono alla chemioterapia linfodepletiva.
Non ci sono dati di esposizione sufficienti per fornire una raccomandazione relativa alla durata della contraccezione dopo il trattamento con Yescarta.
Gravidanza
Non ci sono dati disponibili sull’uso di Yescarta in donne in gravidanza. Non sono stati condotti studi su animali con Yescarta sulla tossicità della riproduzione e dello sviluppo per valutare se possa causare danni al feto quando somministrato a donne in gravidanza (vedere paragrafo 5.3).
Non è noto se Yescarta possa raggiungere il feto. In base al meccanismo d’azione del medicinale, non è possibile escludere che, in caso di attraversamento della placenta, le cellule trasdotte possono causare tossicità fetale, inclusa linfocitopenia delle cellule B. Pertanto, l’uso di Yescarta non è raccomandato nelle donne in gravidanza o in età fertile che non usano misure contraccettive. Le donne in gravidanza devono essere informate sui potenziali rischi per il feto. Si raccomanda di discutere con il medico della possibilità di affrontare una gravidanza dopo la terapia con Yescarta.
Si deve prendere in considerazione la valutazione dei livelli di immunoglobuline e cellule B nei neonati nati da madri trattate con Yescarta.
Allattamento
Non è noto se Yescarta sia escreto nel latte materno o trasferito al lattante. Il rischio per i lattanti non può essere escluso. Le donne che allattano al seno devono essere informate del rischio potenziale per il lattante. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Yescarta tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici relativi all’effetto di Yescarta sulla fertilità. Gli effetti sulla fertilità maschile e femminile non sono stati valutati negli studi sugli animali.
Yescarta compromette la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
A causa della possibilità di eventi neurologici, tra cui stato mentale alterato o crisi convulsive, i pazienti devono evitare di guidare o utilizzare macchinari pesanti o potenzialmente pericolosi per un minimo di 4 settimane dall’infusione di Yescarta o fino alla risoluzione completa delle reazioni avverse neurologiche.
Riassunto del profilo di sicurezza
I dati di sicurezza descritti in questa sezione provengono da un totale di 397 pazienti adulti trattati con Yescarta in tre studi clinici cardine multicentrici (ZUMA-1, ZUMA-5 e ZUMA-7) e dall’esperienza successiva all'immissione in commercio. Le reazioni avverse sono eventi avversi di studi clinici cardine e dell’esperienza successiva all'immissione in commercio ritenuti plausibilmente attribuibili ad axicabtagene ciloleucel in base a una valutazione medica.
DLBCL, PMBCL e DLBCL derivante da linfoma follicolare refrattari o recidivanti dopo due o più linee di terapia sistemica
I dati di sicurezza dello studio ZUMA-1 riflettono l’esposizione a Yescarta in uno studio di fase 1/2 in cui 108 pazienti hanno ricevuto cellule T CAR-positive sulla base di una dose raccomandata basata sul peso corporeo. I dati descritti provengono da un’analisi di follow-up a 54 mesi nella quale la durata mediana effettiva del follow-up era di 23,5 mesi (intervallo: 0,3-68,2 mesi).
Le reazioni avverse più significative e più frequenti sono state CRS (93%), encefalopatia (60%) e infezioni (40%).
Il 51% dei pazienti ha riportato reazioni avverse gravi. Le reazioni avverse gravi più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (22%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (15%), infezione batterica (6%), infezione virale (6%), neutropenia febbrile (5%) e febbre (5%).
Le reazioni avverse non ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (31%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (19%), CRS (11%), infezione batterica (9%), delirium (6%), ipertensione (6%), ipotensione (6%), aumento delle transaminasi (6%) e infezione virale (6%). Le reazioni avverse ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni includevano linfopenia (99%), leucopenia (96%), neutropenia (94%), anemia (65%) e trombocitopenia
(56%).
DLBCL e HGBL refrattari alla chemioimmunoterapia di prima linea o recidivanti entro 12 mesi dal completamento della chemioimmunoterapia di prima linea
I dati di sicurezza dello studio ZUMA-7 riflettono l’esposizione a Yescarta in uno studio di fase 3 in cui 170 pazienti hanno ricevuto cellule T CAR-positive sulla base di una dose raccomandata basata sul peso corporeo. I dati descritti provengono da un’analisi nella quale la durata mediana effettiva del follow-up era di 23,2 mesi (intervallo: 1,5-41,3 mesi).
Le reazioni avverse più significative e più frequenti sono state CRS (92%), encefalopatia (49%) e infezioni (45%).
Il 54% dei pazienti ha riportato reazioni avverse gravi. Le reazioni avverse gravi più comuni (≥ 5%) includevano CRS (17%), encefalopatia (16%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (8%), febbre (6%) e infezione virale (5%).
Le reazioni avverse non ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (19%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (8%), CRS (6%) e infezione batterica (5%). Le reazioni avverse ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni includevano linfopenia (99%), leucopenia (95%), neutropenia (94%), anemia (41%) e trombocitopenia (26%).
Linfoma follicolare dopo tre o più linee di terapia sistemica
I dati di sicurezza dello studio ZUMA-5 riflettono l’esposizione a Yescarta in uno studio di fase 2 in cui 119 pazienti con LF refrattario/recidivante hanno ricevuto cellule T CAR-positive sulla base di una dose raccomandata basata sul peso corporeo. I dati descritti provengono da un’analisi di follow-up a 24 mesi nella quale la durata mediana effettiva del follow-up era di 25,9 mesi (intervallo: 0,3-
44,3 mesi).
Le reazioni avverse più significative e più frequenti sono state CRS (77%), infezioni (59%) ed encefalopatia (47%).
Il 45% dei pazienti ha riportato reazioni avverse gravi. Le reazioni avverse gravi più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (16%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (12%), CRS (12%) e infezione batterica (5%).
Le reazioni avverse non ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (14%), infezioni causate da agenti patogeni non specificati (11%), CRS (6%) e infezione batterica (5%). Le reazioni avverse ematologiche di Grado 3 o superiore più comuni includevano linfopenia (99%), leucopenia (94%), neutropenia (92%), trombocitopenia (34%) e anemia (33%).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse descritte in questa sezione sono state identificate in pazienti esposti a Yescarta negli studi ZUMA-1 (n = 108), ZUMA-5 (n = 119) e ZUMA-7 (n = 170) e nelle segnalazioni successive all’immissione in commercio. Tali reazioni sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi e frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1: Reazioni avverse al medicinale identificate con Yescarta
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Infezioni ed infestazioni | ||
| Molto comune | Infezioni causate da agente patogeno non specificatoInfezione virale Infezione batterica | |
| Comune | Infezione fungina | |
| Tumori benigni, maligni e non specificati (inclusi cisti e polipi) | ||
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Non comune | Neoplasia secondaria maligna originata da cellule T | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | ||
| Molto comune | Neutropenia febbrile# Neutropenia# Linfopenia# Leucopenia#Anemia# Trombocitopenia# | |
| Comune | Coagulopatiaa | |
| Disturbi del sistema immunitario | ||
| Molto comune | CSRImmunoglobuline ridotteb | |
| Comune | Ipersensibilità | |
| Non comune | Linfoistiocitosi emofagocitica* | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | ||
| Molto comune | Iponatremia# Ipofosfatemia# Iperuricemia#**Iperglicemia# Appetito ridottoc | |
| Comune | Ipokaliemia# Ipocalcemia# Ipoalbuminemia#Disidratazioned Calo ponderale | |
| Disturbi psichiatrici | ||
| Molto comune | Deliriume Insonnia | |
| Comune | AnsiaDisturbo affettivof | |
| Patologie del sistema nervoso | ||
| Molto comune | Encefalopatiag TremorehCefaleai Capogiroi | |
| Comune | AtassiakCrisi convulsive, incluso stato epilettico EmiparesiParalisi faccialel Neuropatia perifericam Mioclono | |
| Non comune | QuadriplegiaEdema del midollo spinale MieliteDiscalculia Edema cerebrale## | |
| Patologie dell’occhio | ||
| Comune | Compromissione della visionen | |
| Patologie cardiache | ||
| Molto comune | Tachicardiao Aritmiap | |
| Comune | Arresto cardiaco Insufficienza cardiacaq | |
| Patologie vascolari | ||
| Molto comune | Ipotensioner Ipertensione | |
| Comune | Trombosis Emorragiat | |
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | ||
| Molto comune | Tosseu | |
| Comune | Insufficienza respiratoriav IpossiawVersamento pleurico Edema polmonareDispneax Infiammazione nasaley | |
| Patologie gastrointestinali | ||
| Molto comune | Vomito Diarreaz StipsiDolore addominaleaa Nausea | |
| Comune | Disfagia*** Bocca seccabb | |
| Patologie epatobiliari | ||
| Molto comune | Transaminasi aumentatecc | |
| Comune | Iperbilirubinemiadd | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | ||
| Molto comune | Eruzione cutaneaee | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | ||
| Molto comune | Disfunzione motoriaff Dolore muscoloscheletricogg | |
| Non comune | Rabdomiolisi | |
| Patologie renali e urinarie | ||
| Comune | Compromissione renalehh | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | ||
| Molto comune | Febbreii Edemajj StanchezzakkBrividi | |
| Comune | Reazione correlata all’infusione Dolore | |
| Non comune | Sindrome da disfunzione multiorgano | |
* La linfoistiocitosi emofagocitica è stata segnalata nel contesto della CRS.
** L'iperuricemia è stata identificata in un'analisi aggregata su 227 pazienti adulti trattati con Yescarta negli studi ZUMA-1 e ZUMA-5.
*** La disfagia è stata segnalata nel contesto di tossicità neurologica ed encefalopatia.
# Frequenza basata sul parametro di laboratorio di Grado 3 o superiore.
## La maggior parte dei casi di edema cerebrale si è verificata in pazienti affetti da ICANS.
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La coagulopatia include coagulopatia, fibrinogeno ematico diminuito, fibrinogeno ematico aumentato, coagulazione intravascolare disseminata, ipofibrinogemia, rapporto internazionale normalizzato aumentato, livello di protrombina diminuito, tempo di protrombina prolungato.
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Le immunoglobuline ridotte includono immunoglobuline G ematiche ridotte, ipogammaglobulinemia.
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L’appetito ridotto include appetito ridotto, ipofagia.
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La disidratazione include disidratazione, ipovolemia.
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Il delirium include delirium, agitazione, delirio, disorientamento, allucinazione, irrequietezza.
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Il disturbo affettivo include comportamento impulsivo, umore alterato, depressione, attacco di panico.
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L’encefalopatia include encefalopatia, agrafia, stato di coscienza alterato, amnesia, afasia, afonia, aprassia, disturbo cognitivo, stato confusionale, riduzione del livello di coscienza, alterazione dell’attenzione, disartria, disgrafia, discinesia, disprassia, ipersonnia, sindrome di tossicità associata a cellule effettrici immunitarie (ICANS), letargia, leucoencefalopatia, perdita di coscienza, compromissione della memoria, deterioramento mentale, alterazione dello stato mentale, encefalopatia metabolica, neurotossicità, linguaggio lento, sonnolenza, disturbo dell’eloquio, stupore, encefalopatia tossica.
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Il tremore include tremore, titubazione della testa.
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La cefalea include cefalea, fastidio al capo, cefalea muscolotensiva.
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Il capogiro include capogiro, capogiro posturale, presincope, sincope, vertigine.
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L’atassia include atassia, disturbo dell’equilibrio, alterazione dell’andatura.
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La paralisi facciale include paralisi facciale, paresi facciale.
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La neuropatia periferica include neuropatia periferica, allodinia, radicolopatia cervicale, iperestesia, ipoestesia, radicolopatia lombare, parestesia, neuropatia sensitiva periferica, paralisi del nervo peroneale.
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La compromissione della visione include compromissione della visione, emianopia, visione offuscata, acuità visiva ridotta.
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La tachicardia include tachicardia, sindrome da tachicardia ortostatica posturale, tachicardia sinusale.
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L’aritmia include aritmia, fibrillazione atriale, flutter atriale, blocco atrio-ventricolare, bradicardia, blocco di branca destra, QT dell’elettrocardiogramma prolungato, extrasistoli, frequenza cardiaca aumentata, frequenza cardiaca irregolare, bradicardia sinusale, extrasistoli sopraventricolari, tachicardia sopraventricolare, aritmia ventricolare, extrasistoli ventricolari, tachicardia ventricolare.
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L’insufficienza cardiaca include insufficienza cardiaca, insufficienza acuta del ventricolo sinistro, frazione di eiezione ridotta, cardiomiopatia da stress.
r L’ipotensione include ipotensione, sindrome da perdita capillare, ipotensione diastolica, ipoperfusione, ipotensione ortostatica.
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La trombosi include trombosi, trombosi della vena ascellare, trombosi della vena brachioencefalica, trombosi venosa profonda, occlusione di dispositivo, embolia, trombosi della vena giugulare, embolia periferica, ischemia periferica, embolia polmonare, trombosi della vena splenica, trombosi nel dispositivo.
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L'emorragia comprende eventi emorragici gravi e potenzialmente fatali come emorragia gastrointestinale, emorragia polmonare ed emorragia intracranica.
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La tosse include tosse, tosse produttiva, sindrome delle vie aeree superiori con tosse.
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L’insufficienza respiratoria include insufficienza respiratoria, insufficienza respiratoria acuta.
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L’ipossia include ipossia, saturazione di ossigeno diminuita.
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La dispnea include dispnea, dispnea da sforzo.
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L’infiammazione nasale include rinite allergica, rinorrea.
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La diarrea include diarrea, colite, enterite.
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Il dolore addominale include dolore addominale, fastidio addominale, dolore addominale inferiore, dolore addominale superiore, dolorabilità addominale, dispepsia, fastidio epigastrico.
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La bocca secca include bocca secca, labbro secco.
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Le transaminasi aumentate includono transaminasi aumentate, alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, enzimi epatici aumentati, ipertransaminasemia.
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L’iperbilirubinemia include iperbilirubinemia, bilirubina ematica aumentata.
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L’eruzione cutanea include eruzione cutanea, eruzione cutanea in sede di applicazione, dermatite, dermatite allergica, dermatite bollosa, eritema, prurito, esantema eritematoso, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea maculo-papulare, eruzione cutanea pruriginosa, esantema pustolare, orticaria.
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La disfunzione motoria include disfunzione motoria, contrazioni muscolari involontarie, rigidità muscolare, spasmi muscolari, spasticità muscolare, strappo muscolare, tensione muscolare, contrazione muscolare, debolezza muscolare.
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Il dolore muscoloscheletrico include dolore muscoloscheletrico, artralgia, artrite, dolore dorsale, dolore osseo, dolore al fianco, dolore all’inguine, dolore toracico muscoloscheletrico, mialgia, dolore al collo, osteoartrite, dolore a un arto.
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La compromissione renale include danno renale acuto, creatinina ematica aumentata, insufficienza renale.
ii. La febbre include ipertermia, piressia.
jj L’edema include edema, edema della faccia, edema generalizzato, edema localizzato, edema genitale, edema periferico, tumefazione periferica, tumefazione.
kk. La stanchezza include stanchezza, astenia, attività diminuita, malessere.
Descrizione di alcune reazioni avverse
Sindrome da rilascio di citochine (CRS)
Negli studi ZUMA-1 e ZUMA-7, la CRS si è verificata nel 92% dei pazienti. L’otto percento (8%) dei pazienti ha riportato CRS di Grado 3 o superiore (severa, potenzialmente letale e mortale). Il tempo mediano di insorgenza dei sintomi è stato di 3 giorni (intervallo: 1-12 giorni) e la durata mediana è stata di 7 giorni (intervallo: 2-58 giorni). Il 99% dei pazienti è guarito dalla CRS. Non è stata riferita CRS da parte dei pazienti trattati con lo standard di cura (standard of care therapy, SOCT) nello studio ZUMA-7.
Nello studio ZUMA-5, la CRS si è verificata nel 77% dei pazienti. Il 6% dei pazienti ha riportato CRS di Grado 3 o superiore (severa, potenzialmente letale e mortale). Il tempo mediano di insorgenza dei sintomi è stato di 4 giorni (intervallo: 1-11 giorni) e la durata mediana è stata di 6 giorni (intervallo:
1-27 giorni). Il 99% dei pazienti è guarito dalla CRS.
Le reazioni avverse più comuni (≥ 20%) che possono essere associate alla CRS includevano piressia (89%), ipotensione (50%), tachicardia (47%), brividi (30%) e ipossia (24%). Le reazioni avverse gravi che possono essere associate alla CRS includevano febbre (12%), ipotensione (5%), ipossia (3%), aritmia (3%), insufficienza cardiaca (2%), affaticamento (2%), cefalea (2%), tachicardia (2%), arresto cardiaco (1%), dispnea (1%) e tachipnea (1%). Vedere paragrafo 4.4. per indicazioni sul monitoraggio e sul trattamento.
Reazioni avverse neurologiche
Negli studi ZUMA-1 e ZUMA-7, le reazioni avverse neurologiche si sono verificate nel 63% dei pazienti. Il venticinque percento (25%) dei pazienti ha riportato reazioni avverse di Grado 3 o superiore (severe o potenzialmente letali). Tossicità neurologiche si sono verificate nei primi 7 giorni di infusione nel 75% dei pazienti. Il tempo mediano di insorgenza dei sintomi è stato di 6 giorni (intervallo: 1-133 giorni). La durata mediana è stata di 10 giorni e la risoluzione si è verificata entro 3 settimane dopo l’infusione nel 66% dei pazienti.
Nello studio ZUMA-5, le reazioni avverse neurologiche si sono verificate nel 57% dei pazienti. Il 16% dei pazienti ha riportato reazioni avverse di Grado 3 o superiore (severe o potenzialmente letali).
Tossicità neurologiche si sono verificate nei primi 7 giorni di infusione nel 65% dei pazienti. Il tempo mediano di insorgenza dei sintomi è stato di 7 giorni (intervallo: 1-177 giorni). La durata mediana è stata di 14 giorni e la risoluzione si è verificata entro 3 settimane dopo l’infusione nel 60% dei pazienti.
Le reazioni avverse neurologiche più comuni (≥ 5%) includevano encefalopatia (51%), tremore (28%) e delirium (14%). Le reazioni avverse neurologiche gravi osservate nei pazienti includevano encefalopatia (18%), tremore (2%), delirium (2%), emiparesi (1%) e crisi convulsiva (1%). Nello studio ZUMA-7, encefalopatia e tremore sono stati riportati rispettivamente nel 49% e nel 25% dei pazienti trattati con Yescarta, rispetto all’8% e all’1% di quelli trattati con la SOCT.
Altre reazioni avverse neurologiche sono state segnalate meno frequentemente in sperimentazioni cliniche e comprendevano disfagia (3%), mielite (0,2%) e quadriplegia (0,1%).
Nei registri, il tasso complessivo di eventi di edema cerebrale nell’indicazione per PMBCL è stato dell’1,6% (2 casi su 129 pazienti esposti) rispetto allo 0,7% nelle indicazioni per DLBCL e per altri linfomi (28 casi su 3 876 pazienti esposti).
Vedere paragrafo 4.4. per indicazioni sul monitoraggio e sul trattamento.
Neutropenia febbrile e infezioni
Dopo l’infusione di Yescarta è stata osservata la comparsa di neutropenia febbrile nel 10% dei pazienti. Il 48% dei pazienti ha sviluppato infezioni. Le infezioni di Grado 3 o superiore (severe, potenzialmente letali o mortali) hanno interessato il 19% dei pazienti. Infezioni di Grado 3 o superiore da parte di agenti patogeni non specificati, batteri e virus sono state riportate rispettivamente nel 12%, 6% e 5% dei pazienti. Le infezioni di agenti patogeni non specificati più comuni sono state a carico del tratto respiratorio. Nello studio ZUMA-7, neutropenia febbrile e infezione virale sono state riportate rispettivamente nel 2% e nel 16% dei pazienti trattati con Yescarta, rispetto al 27% e al 5% di quelli trattati con la SOCT. Vedere paragrafo 4.4. per indicazioni sul monitoraggio e sul trattamento.
Citopenie prolungate
Il 68%, il 31% e il 23% dei pazienti hanno riportato rispettivamente neutropenia (inclusa neutropenia febbrile), anemia e trombocitopenia di Grado 3 o superiore. Il 26%, il 12% e il 6% dei pazienti hanno riportato rispettivamente neutropenia, trombocitopenia e anemia prolungate di Grado 3 o superiore (presenti ancora al giorno 30 o con insorgenza al giorno 30 o successivi). Nello studio ZUMA-1, al momento dell’analisi di follow-up a 24 mesi, neutropenia, trombocitopenia e anemia di Grado 3 o superiore presenti successivamente al giorno 93 si sono verificate rispettivamente nell’11%, nel 7% e nel 3% dei pazienti. Nello Studio ZUMA-7, neutropenia di Grado 3 o superiore e trombocitopenia sono state riportate rispettivamente nel 94% e nel 26% dei pazienti trattati con Yescarta, rispetto al 51% e al 63% di quelli trattati con la SOCT. Vedere paragrafo 4.4. per indicazioni sul trattamento.
Ipogammaglobulinemia
L’ipogammaglobulinemia è stata osservata nel 15% dei pazienti trattati con Yescarta. Nello studio ZUMA-1, cumulativamente, 36 pazienti (33%) su 108 avevano ricevuto terapia con immunoglobuline per via endovenosa al momento dell’analisi a 54 mesi; nello studio ZUMA-7, 28 pazienti (16%) su 170 avevano ricevuto terapia con immunoglobuline per via endovenosa al momento dell’analisi a 23,2 mesi e 33 soggetti (28%) su 119 nello studio ZUMA-5 hanno ricevuto terapia con
immunoglobuline per via endovenosa al momento dell’analisi di follow-up a 24 mesi. Nello studio ZUMA-7, immunoglobuline ridotte sono state riportate nell’11% dei pazienti trattati con Yescarta, rispetto all’1% dei pazienti trattati con la SOCT. Vedere paragrafo 4.4. per indicazioni sul trattamento.
Immunogenicità
L’immunogenicità di Yescarta è stata valutata utilizzando un saggio immuno-assorbente legato a un enzima (enzyme-linked immunosorbent assay, ELISA) per la rilevazione degli anticorpi che legano FMC63, ossia l’anticorpo originario del CAR anti-CD19. Undici pazienti su 278 (4%) erano risultati positivi per gli anticorpi anti-FMC63 prima di essere trattati con Yescarta negli studi ZUMA-1 e ZUMA-7 e 1 paziente (1%) nello studio ZUMA-7 negativo prima del trattamento era diventato positivo al test ELISA di screening dopo il trattamento. I risultati di un test di conferma basato sulle cellule, condotto su una porzione extracellulare delle CAR correttamente ripiegata ed espressa (ScFv, cerniera e linker), hanno dimostrato che tutti i pazienti trattati con Yescarta e positivi al test ELISA di screening erano negativi per gli anticorpi in tutti i test effettuati. In questi pazienti non vi erano evidenze che dimostrassero un’alterazione della cinetica dell’ espansione iniziale e della persistenza di Yescarta oppure della sua sicurezza o efficacia. Nello studio ZUMA-5, 13 pazienti su 116 (11%) erano risultati positivi per gli anticorpi con il test ELISA di screening prima di essere trattati con Yescarta e 2 soggetti negativi prima del trattamento erano diventati positivi dopo il trattamento. I risultati di un test di conferma basato sulle cellule hanno dimostrato che tutti i pazienti trattati con Yescarta positivi al test ELISA erano negativi per gli anticorpi prima, durante e dopo il trattamento.
Popolazioni speciali
Vi è un’esperienza limitata con Yescarta in pazienti di età ≥ 75 anni. Generalmente, la sicurezza e l’efficacia sono risultate simili tra i pazienti di età ≥ 65 anni e i pazienti con < 65 anni trattati con Yescarta. I risultati erano consistenti tra i pazienti con ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) di 0 e 1 e per il sesso.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Proprietà farmacologiche - YESCARTA 0,4 X
Categoria farmacoterapeutica: Agenti antineoplastici, altri agenti antineoplastici, terapia cellulare e genica antineoplastica, codice ATC: L01XL03.
Meccanismo d’azione
Yescarta è un medicinale immunoterapico contenente cellule T autologhe ingegnerizzate, le quali si legano alle cellule tumorali che esprimono l’antigene CD19 e alle normali cellule B. A seguito del legame alle cellule target che esprimono l’antigene CD19 da parte delle cellule T CAR anti-CD19, i domini costimolatori CD28 e CD3-zeta attivano le cascate di segnalazione a valle, che inducono l’attivazione delle cellule T, la proliferazione, l’acquisizione di funzioni effettrici e la secrezione di chemochine e citochine infiammatorie. Questa serie di eventi induce apoptosi e necrosi delle cellule target che esprimono l’antigene CD19.
Effetti farmacodinamici
Terminata l’infusione di Yescarta, le risposte farmacodinamiche sono state valutate misurando l’aumento transitorio nel sangue di citochine, chemochine e altre molecole in un periodo di
4 settimane. Sono stati analizzati i livelli di citochine e chemochine, tra cui IL-6, IL-8, IL-10, IL-15, TNF-α, IFN-γ e IL2Rα. Il picco nell’aumento di tali valori è stato registrato nei primi 14 giorni successivi all’infusione; i livelli esaminati sono tornati al valore basale nel giro di 28 giorni.
Negli studi ZUMA-1, ZUMA-7 e ZUMA-5, le analisi eseguite al fine di identificare le associazioni tra i livelli di citochine e l’incidenza di CRS o reazioni avverse neurologiche hanno mostrato che livelli più elevati dopo l’infusione (picco e AUC a un mese) di vari analiti immuno-modulatori e pro-infiammatori erano associati a CRS e reazioni avverse neurologiche di Grado 3 o superiore.
A causa dell’effetto “on-target /off-tumor” di Yescarta, è atteso un periodo di aplasia delle cellule B a seguito del trattamento.
Tra 73 pazienti nello studio ZUMA-1 con campioni valutabili al basale, il 40% presentava cellule B rilevabili; l’aplasia delle cellule B osservata nella maggior parte dei pazienti al basale è stata attribuita a terapie precedenti. Dopo il trattamento con Yescarta, la percentuale di pazienti con cellule B rilevabili è diminuita: il 20% presentava cellule B rilevabili al mese 3 e il 22% presentava cellule B rilevabili al mese 6. L’inizio del recupero delle cellule B è stato osservato per la prima volta al mese 9, quando il 56% dei pazienti presentava cellule B rilevabili. Questa tendenza del recupero di cellule B è proseguita nel tempo, poiché il 64% dei pazienti presentava cellule B rilevabili al mese 18 e il 77% dei pazienti presentava cellule B rilevabili al mese 24. Tra 141 pazienti nello studio ZUMA-7 con campioni valutabili al basale, il 57% presentava cellule B rilevabili. Dopo il trattamento con Yescarta, la percentuale di pazienti con cellule B rilevabili è diminuita: il 38% presentava cellule B rilevabili al mese 3 e il 41% presentava cellule B rilevabili al mese 6. L’inizio del recupero delle cellule B è stato osservato per la prima volta al mese 9, quando il 58% dei pazienti presentava cellule B rilevabili.
Questa tendenza del recupero di cellule B è proseguita nel tempo, poiché il 64% dei pazienti presentava cellule B rilevabili al mese 18 e l’84% dei pazienti presentava cellule B rilevabili al
mese 24. Tra 113 pazienti affetti da LF con campioni valutabili al basale nello studio ZUMA-5, il 75% presentava cellule B rilevabili. Dopo il trattamento con Yescarta, la percentuale di pazienti con
cellule B rilevabili è diminuita: il 40% presentava cellule B rilevabili al mese 3. Con il trascorrere del tempo è stato osservato un recupero delle cellule B, con il 61% dei pazienti con cellule B rilevabili al mese 24. I pazienti non erano tenuti ad essere seguiti successivamente alla progressione; pertanto, la maggior parte dei pazienti con campioni valutabili era costituita da pazienti rispondenti.
Efficacia e sicurezza clinica
DLBCL, PMBCL e DLBCL derivante da linfoma follicolare refrattari o recidivanti dopo due o più linee di terapia sistemica (ZUMA-1)
Un totale di 108 pazienti è stato trattato con Yescarta nel corso di uno studio multicentrico di fase 1/2 in aperto, a braccio singolo, condotto su pazienti affetti da linfoma non‑Hodgkin (NHL) r/r aggressivo a cellule B. L’efficacia era valutata su 101 pazienti nella fase 2, tra cui pazienti con DLBCL istologicamente confermato (N = 77), linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL, N = 8) o DLBCL derivante da linfoma follicolare (N = 16), in base alla classificazione dell’OMS del 2008. I pazienti con DLBCL nello studio ZUMA-1 includevano pazienti con DLBCL non altrimenti specificato (NAS), altri sottotipi di DLBCL e HGBL, in base alla classificazione dell’OMS del 2016. Per 47 pazienti è stato possibile valutare lo stato MYC, BCL-2 e BCL-6. In 30 pazienti è stato riscontrato un DLBCL doppio espressore (sovraespressione di entrambe le proteine MYC e BCL-2); 5 presentavano HGBL con riarrangiamenti dei geni MYC, BCL-2 o BCL-6 (double/triple-hit) e 2 presentavano HGBL non altrimenti specificato (NAS). In 66 pazienti è stato possibile effettuare una
classificazione in base alla cellula di origine (con cellule B del centro germinativo [GCB] o con cellule B attivate [ABC]). Di questi, 49 pazienti avevano un tipo GCB e 17 un tipo ABC.
I pazienti eleggibili avevano una età ≥ 18 anni, con una malattia refrattaria definita come malattia progressiva (PD) o stabile (SD) come risposta migliore all’ultima linea di terapia oppure progressione della malattia entro i 12 mesi successivi al trapianto autologo di cellule staminali (autologous stem cell transplant, ASCT). Generalmente, i pazienti refrattari alla chemioterapia o con malattia recidivante dopo due o più linee di terapia sistemica non erano idonei al trapianto di cellule staminali ematopoietiche. I pazienti dovevano aver ricevuto almeno una terapia precedente con anti-CD20 e un regime a base di antraciclina. Sono stati esclusi i pazienti con linfoma del SNC, storia di trapianto di cellule staminali (stem cell transplant, SCT) allogenico o terapia precedente a base di cellule T CAR anti-CD19 o altri tipi di cellule T geneticamente modificate. Non sono stati considerati eleggibili i pazienti con una storia clinica di patologie del sistema nervoso centrale (quali crisi convulsive o ischemia cerebrovascolare), frazione di eiezione cardiaca inferiore al 50%, saturazione dell’ossigeno in aria ambiente inferiore al 92% o patologia autoimmune in trattamento con agenti immunosoppressori sistemici. La durata mediana del follow-up è stata di 63,1 mesi (ancora in corso). Un riepilogo delle caratteristiche demografiche dei pazienti è riportato nella Tabella 2.
Tabella 2: Riepilogo delle caratteristiche demografiche dei pazienti per la fase 2 di ZUMA-1 (analisi a 12 mesi)
| Categoria | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi (ITT)Coorte 1 + 2(N = 111) | Tutti i pazienti trattati (mITT)Coorte 1 + 2(N = 101) |
| Età (anni) | ||
| Mediana (min, max) | 58 (23; 76) | 58 (23; 76) |
| ≥ 65 | 23% | 24% |
| Uomini | 69% | 67% |
| Razza | ||
| Bianca | 85% | 86% |
| Asiatica | 4% | 3% |
| Nera | 4% | 4% |
| ECOG status | ||
| ECOG 0 | 41% | 42% |
| ECOG 1 | 59% | 58% |
| Numero mediano di terapie precedenti (min, max) | 3 (1; 10) | 3 (1; 10) |
| Pazienti con patologia refrattaria alla seconda o più linee di terapia | 77% | 76% |
| Pazienti con ricaduta entro 1 anno dall’ASCT | 20% | 21% |
| Pazienti con Indice Prognostico Internazionale pari a 3/4 | 46% | 46% |
| Pazienti con malattia di stadio III/IV | 85% | 85% |
ASCT, trapianto autologo di cellule staminali; ECOG, Eastern Cooperative Oncology Group; ITT, intention‑to‑treat; mITT, intention‑to‑treat modificata.
Yescarta è stato somministrato come infusione singola a una dose target di 2 × 106 cellule T CAR anti-CD19/kg dopo un regime di chemioterapia linfodepletiva che prevedeva la somministrazione per via endovenosa di 500 mg/m2 di ciclofosfamide e 30 mg/m2 di fludarabina il 5°, il 4° e il 3° giorno prima dell’infusione di Yescarta. Non era consentita la chemioterapia ponte tra la leucaferesi e la chemioterapia linfodepletiva. Tutti i pazienti sono stati ricoverati per essere tenuti sotto osservazione per un minimo di 7 giorni dall’infusione di Yescarta.
Dei 111 pazienti che si sono sottoposti alla leucaferesi, 101 hanno ricevuto Yescarta. Nove pazienti non sono stati trattati, principalmente a causa della progressione della malattia o della comparsa di eventi avversi gravi dopo l’arruolamento e prima dell’infusione. A 1 dei 111 pazienti non è stato possibile somministrare il prodotto a causa di insuccesso nel processo di produzione. Il tempo mediano intercorso tra la leucaferesi e la consegna del prodotto è stato di 17 giorni (intervallo:
14-51 giorni), mentre il tempo mediano intercorso tra la leucaferesi e l’infusione è stato di 24 giorni (intervallo: 16-73 giorni). La dose mediana è stata di 2,0 × 106 cellule T CAR anti-CD19/kg. La
popolazione ITT è stata definita come tutti i pazienti che sono stati sottoposti alla leucaferesi; la popolazione mITT comprende tutti i pazienti che hanno ricevuto Yescarta.
La misura di esito primaria dello studio era il tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR). Le misure di esito secondarie includevano la durata della risposta (duration of response, DOR), la sopravvivenza globale (overall survival, OS) e la gravità degli eventi avversi. L’ORR era prespecificato per essere testato nei primi 92 pazienti trattati ed era significativamente più alto del tasso prespecificato del 20% (P < 0,0001).
Nell’analisi primaria, basata sulla popolazione mITT (periodo di follow-up minimo di 6 mesi), l’ORR è stato pari al 72%, mentre il tasso di risposta completa (complete response, CR) è stato del 51%, come determinato da un comitato di revisione indipendente. Nell’analisi di follow-up a 12 mesi (Tabella 3), l’ORR è stato del 72%, il tasso di CR del 51%. Il tempo alla risposta mediano è stato di 1,0 mese (intervallo: da 0,8 a 6,3 mesi). La DOR è risultata maggiore nei pazienti che avevano ottenuto una CR rispetto ai pazienti che avevano ottenuto come migliore risposta una risposta parziale (partial response, PR). Dei 52 pazienti che avevano ottenuto una CR, 7 avevano precedentemente ottenuto una SD e 9 una PR alla prima valutazione della malattia ed avevano successivamente ottenuto una CR nell’arco di 6,5 mesi. L’ORR nei PMBCL e DLBCL derivante da linfoma follicolare è stato in entrambi i casi dell’88%. I tassi di CR sono stati rispettivamente del 75% e 56%. Nei 111 pazienti della popolazione ITT, l’ORR era pari al 66% e la CR al 47%. Gli altri outcome erano coerenti con quelli della popolazione mITT.
Nell’analisi di follow-up a 24 mesi, basata sulla popolazione mITT (risultati derivanti da un comitato di revisione indipendente), il tasso di ORR e CR era rispettivamente pari al 74% e al 54%. Il tempo alla risposta mediano è stato di 1,0 mesi (intervallo: da 0,8 a 12,2 mesi). La DOR è risultata maggiore nei pazienti che avevano ottenuto una CR rispetto ai pazienti che avevano ottenuto come migliore risposta una PR (Tabella 3). Dei 55 pazienti che avevano ottenuto una CR, 7 avevano precedentemente ottenuto una SD e 10 una PR alla prima valutazione della malattia ed avevano successivamente ottenuto una CR 12 mesi dopo l’infusione di Yescarta. La durata mediana della risposta e la OS mediana non erano state raggiunte (Tabella 3). In un’analisi a 36 mesi (follow-up mediano dello studio di 39,1 mesi), la OS mediana è stata di 25,8 mesi con 47 pazienti (47%*) ancora vivi. In un’analisi a 48 mesi (follow-up mediano dello studio di 51,1 mesi), la OS mediana è stata di 25,8 mesi con
43 pazienti (44%*) ancora vivi. In un’analisi a 60 mesi (follow-up mediano dello studio di 63,1 mesi), la sopravvivenza globale mediana è stata di 25,8 mesi con 42 pazienti (43%*) ancora vivi.
*La stima della sopravvivenza globale a 3, 4 e 5 anni con il metodo Kaplan-Meier è stata, rispettivamente, del 47%,del 44% e del 43%.
Nella fase 1 dello studio ZUMA-1, sono stati trattati 7 pazienti. Cinque pazienti avevano risposto, di cui 4 in modo completo (CR). All’analisi di follow-up a 12 mesi, 3 pazienti hanno mantenuto la CR a 24 mesi dall’infusione di Yescarta. All’analisi di follow-up a 24 mesi, questi 3 pazienti hanno mantenuto la CR a 30-35 mesi dall’infusione di Yescarta.
Tabella 3: Riepilogo dei risultati di efficacia per la fase 2 di ZUMA-1
| Categoria | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi (ITT)Coorte 1 + 2(N = 111) | Tutti i pazienti trattati (mITT)Coorte 1 + 2(N = 101) | ||
| Analisi a 12 mesi | Analisi a 24 mesi | Analisi a 12 mesi | Analisi a 24 mesi | |
| ORR (%) [95% CI] | 66 (56; 75) | 68 (58; 76) | 72 (62; 81) | 74 (65; 82) |
| CR (%) | 47 | 50 | 51 | 54 |
| DORa (intervallo) espressa in mesi | 14,0 (0,0; 17,3) | NV (0,0; 29,5) | 14,0 (0,0; 17,3) | NV (0,0; 29,5) |
| DORa, CR (intervallo) espressa in mesi | NV (0,4; 17,3) | NV (0,4; 29,5) | NV (0,4; 17,3) | NV (0,4; 29,5) |
| OS (in mesi) [IC al 95%] | 17,4 (11,6; NV) | 17,4 (11,6; NV) | NV (12,8; NV) | NV (12,8; NV) |
| OS a 6 mesi (%) [IC 95%] | 81,1 (72,5; 87,2) | 81,1 (72,5; 87,2) | 79,2 (69,9; 85,9) | 79,2 (69,9; 85,9) |
| Categoria | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi (ITT)Coorte 1 + 2(N = 111) | Tutti i pazienti trattati (mITT)Coorte 1 + 2(N = 101) | ||
| Analisi a 12 mesi | Analisi a 24 mesi | Analisi a 12 mesi | Analisi a 24 mesi | |
| OS a 9 mesi (%) [IC 95%] | 69,4 (59,9; 77,0) | 69,4 (59,9; 77,0) | 69,3 (59,3; 77,3) | 69,3 (59,3; 77,3) |
| OS a 12 mesi (%) [IC 95%] | 59,3 (49,6; 67,8) | 59,5 (49,7; 67,9) | 60,4 (50,2; 69,2) | 60,4 (50,2; 69,2) |
| OS a 24 mesi (%) [IC 95%] | Non applicabile | 47,7 (38,2; 56,7) | Non applicabile | 50,5 (40,4; 59,7) |
IC, intervallo di confidenza; CR, risposta completa; DOR, durata della risposta; ITT, intention‑to‑treat; mITT, intention‑to‑treat modificata; NV= Non valutabile (non raggiunto); ORR, tasso di risposta obiettiva; OS, sopravvivenza globale.
a. La durata della risposta è stata censurata al momento dell’SCT per i pazienti che hanno ricevuto un SCT durante la risposta
Note: L’analisi a 12 mesi ha avuto un follow-up mediano di 15,1 mesi. L’analisi a 24 mesi ha avuto un follow-up mediano di 27,1 mesi. La sopravvivenza globale si riferisce al tempo tra la data della leucaferesi (ITT) oconfidenza dell’infusione di Yescarta (mITT) al decesso per qualsiasi causa.
SCHOLAR-1
È stata condotta un’analisi combinata retrospettiva, a livello del singolo paziente, degli esiti nel NHL aggressivo refrattario (N=636) (Crump et al., 2017) per fornire conferma del tasso di risposta di controllo prespecificato del 20% e del contesto storico per l’interpretazione dei risultati dello studio ZUMA-1. L’analisi ha incluso pazienti che non avevano risposto (SD o PD) all’ultima linea di terapia oppure che erano recidivati entro i 12 mesi successivi all’ASCT. Sono state valutate la risposta e la sopravvivenza dopo il trattamento con terapia standard disponibile. L’ORR è stato del 26% [95% IC (21, 31)], il tasso di CR del 7% [95% IC (3, 15)], con una OS mediana di 6,3 mesi.
DLBCL e HGBL refrattari alla chemioimmunoterapia di prima linea o recidivanti entro 12 mesi dal completamento della chemioimmunoterapia di prima linea (ZUMA-7)
L’efficacia e la sicurezza di Yescarta in pazienti adulti con linfoma a grandi cellule B (large B-cell lymphoma, LBCL) r/r sono state dimostrate in uno studio multicentrico di fase 3, randomizzato, in aperto (ZUMA-7). I pazienti arruolati avevano prevaletemente una diagnosi di sottotipi di DLBCL e HGBL in base alla classificazione dell’OMS del 2016 e tutti i pazienti avevano ricevuto la chemioterapia di prima linea a base di rituximab e antraciclina. Un totale di 359 pazienti è stato randomizzato con un rapporto 1:1 a ricevere un’infusione singola di Yescarta oppure la SOCT (definita come 2-3 cicli di chemioimmunoterapia standard [R-ICE, R-DHAP o R-DHAX, R-ESHAP o R-GDP] seguiti da terapia ad alte dosi [HDT] e ASCT nei pazienti con risposta della malattia). La randomizzazione è stata stratificata in base alla risposta alla terapia di prima linea (malattia refrattaria primaria, recidiva ≤ 6 mesi dalla terapia di prima linea, recidiva > 6 e ≤ 12 mesi dalla terapia di prima linea) e Indice Prognostico Internazionale (IPI) aggiustato per età alla terapia di seconda linea (0-1 rispetto a 2-3) valutati al momento dello screening. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti con HSCT precedente, metastasi cerebrali o cellule maligne nel liquido cerebrospinale rilevabili, performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) di 2 o maggiore e storia di linfoma del sistema nervoso centrale. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti con infezioni attive o gravi, ma sono stati ammessi i pazienti con infezione delle vie urinarie semplice e faringite batterica non complicata che rispondevano al trattamento attivo.
Dopo la chemioterapia linfodepletiva, Yescarta è stato somministrato come infusione endovenosa singola a una dose target di 2 × 106 cellule T CAR anti-CD19/kg (dose massima: 2 × 108 cellule). Il regime linfodepletivo prevedeva la somministrazione endovenosa di 500 mg/m2 di ciclofosfamide e 30 mg/m2 di fludarabina, entrambe somministrate il 5°, 4° e 3° giorno precedenti l’infusione di Yescarta. Nei pazienti con carico di malattia elevato allo screening era consentita la terapia ponte non modificante la malattia limitata ai corticosteroidi tra la leucaferesi e la chemioterapia linfodepletiva.
La popolazione generale dello studio aveva un’età media di 59 anni (intervallo: 21-81 anni); il 66% era di sesso maschile e l’83% era costituito da bianchi. Il 74% dei pazienti presentava LBCL primitivo refrattario e il 26% aveva avuto una recidiva entro 12 mesi dalla terapia di prima linea. I pazienti
avevano un punteggio IPI aggiustato per età alla terapia di seconda linea di 0-1 (55%) o 2-3 (45%) e un performance status ECOG di 0 (54%) o 1 (46%).
I pazienti nei bracci Yescarta e SOCT sono stati categorizzati come DLBCL NAS/senza ulteriore classificazione possibile (rispettivamente 126 e 120 pazienti); DLBCL derivante da linfoma follicolare (rispettivamente 19 e 27 pazienti); HGBL con riarrangiamenti dei geni MYC, BCL2, e/o BCL6 (double/triple-hit) (rispettivamente 31 e 25 pazienti) o HGBL non definito (1 paziente nel braccio SOCT); i restanti soggetti sono stati categorizzati come non confermato, mancante o altro.
Dei 180 pazienti randomizzati a ricevere Yescarta, 178 sono stati sottoposti a leucaferesi e 170 sono stati trattati con Yescarta. Dei pazienti trattati, 60 (33%) hanno ricevuto la terapia ponte a base di corticosteroidi. Non si è verificato alcun insuccesso nel processo di produzione. Otto pazienti (4%) non erano stati trattati dopo la leucaferesi, principalmente a causa di malattia progressiva, eventi avversi gravi o morte. Il tempo mediano intercorso tra la leucaferesi e il rilascio del prodotto è stato di 13 giorni (intervallo: 10-24 giorni), quello intercorso tra la leucaferesi e l’infusione di Yescarta è stato di 26 giorni (intervallo: 16-52 giorni). La dose mediana è stata di 2,0 × 106 cellule T CAR
anti-CD19/kg. Tutti i 170 pazienti che hanno ricevuto Yescarta sono stati ricoverati per essere tenuti sotto osservazione per un minimo di 7 giorni. Dei 179 pazienti randomizzati a ricevere la SOCT,
64 (36%) hanno ricevuto HDT-ASCT.
L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi (event-free survival, EFS) determinata da una revisione centrale in cieco. Gli endpoint secondari principali erano l’ORR e la OS. Un riepilogo dei risultati di efficacia nella popolazione generale è riportato nella Tabella 4 e i risultati delle curve di Kaplan-Meier per la EFS e la OS sono riportati, rispettivamente, nella Figura 1 e nella Figura 2. La EFS a 24 mesi è stata del 40,5% [IC al 95%: 33,2; 47,7] nel braccio Yescarta e del 16,3% [IC al 95%: 11,1; 22,2] nel braccio SOCT. Al momento dell’analisi primaria della EFS, la sopravvivenza mediana libera da progressione (progression free survival, PFS) secondo la revisione centrale nel braccio Yescarta è stata di 14,7 mesi (IC al 95%: 5,4; NV) rispetto a 3,7 mesi (IC al 95%: 2,9; 5,3) nel braccio SOCT (HR: 0,490 [IC al 95%: 0,368; 0,652]). La durata mediana dello studio era di 24,9 mesi al momento dell’analisi primaria della EFS e di 47,2 mesi al momento dell’analisi primaria della OS. L’analisi primaria della OS è stata eseguita a 5 anni dall’arruolamento del primo soggetto, come specificato dal protocollo. È stato dimostrato un miglioramento statisticamente significativo nella OS in favore di Yescarta (vedere Tabella 4). I tassi della OS stimata a 48 mesi sono stati del 54,6% nel braccio Yescarta e del 46,0% nel braccio SOCT. Il 57% dei pazienti ha ricevuto l’immunoterapia cellulare in assenza di risposta o in presenza di recidiva dopo la randomizzazione alla SOCT.
L’efficacia in favore di Yescarta è risultata generalmente in linea tra i sottogruppi selezionati in base a risposta alla terapia di prima linea, punteggio IPI aggiustato per età alla terapia di seconda linea, performance status ECOG, età, stato del linfoma doppio espressore e sottotipo di HGBL (vedere Figura 3). Tra i pazienti con HGBL diagnosticato dal laboratorio centrale, Yescarta ha dimostrato un miglioramento della EFS rispetto alla SOCT (HR: 0,285 [IC al 95%: 0,137; 0,594]). L’ORR è stato dell’81% (IC al 95%: 62,5%; 92,5%) e il tasso di CR è stato rispettivamente del 68% (IC al 95%: 48,6%; 83,3%) nei pazienti trattati con Yescarta e del 42% (IC al 95%: 23,4%; 63,1%) e 23% (IC al 95%: 9,0%; 43,6%) nel braccio SOCT. L’HR della OS per Yescarta rispetto alla SOCT è stato di 0,735 [IC al 95%: 0,338; 1,600] per i pazienti con HGBL, secondo il laboratorio centrale.
Tabella 4. Riepilogo dei risultati di efficacia per lo studio ZUMA-7
| Yescarta N = 180 | Terapia standard N = 179 | |
| EFSa | ||
| Numero di eventi (%) | 108 (60) | 144 (80) |
| Mediana, mesi [IC al 95%]b | 8,3 [4,5; 15,8] | 2,0 [1,6; 2,8] |
| Hazard ratio stratificato [IC al 95%] | 0,398 [0,308; 0,514] | |
| Valore p del log-rank test stratificatoc | < 0,0001 | |
| ORR (%) [IC al 95%]a | 83 [77,1; 88,5] | 50 [42,7; 57,8] |
| Odds ratio [IC al 95%] | 5,31 [3,08; 8,90] | |
| Yescarta N = 180 | Terapia standard N = 179 | |
| Valore p del test CMH stratificatoc | < 0,0001 | |
| Tasso di risposta completa (%) | 65 [57,6; 71,9] | 32 [25,6; 39,8] |
| Tasso di risposta parziale (%) | 18 [13,0; 24,8] | 18 [12,6; 24,3] |
| OSd | ||
| Numero di eventi (%) | 82 (46) | 95 (53) |
| OS mediana, mesi [IC al 95%]b | NR (28,6, NS) | 31,1 (17,1, NS) |
| Hazard ratio stratificato [IC al 95%] | 0,726 (0,540, 0,977) | |
| Valore p del log rank test stratificatoc,e | 0,0335 | |
IC, intervallo di confidenza; CMH, Cochran-Mantel-Haenszel; EFS, sopravvivenza libera da eventi; NS, non stimabile; NR, non raggiunto; ORR, tasso di risposta obiettiva; OS, sopravvivenza globale.
-
Valutazione del laboratorio centrale eseguita al momento dell’analisi primaria della EFS
-
Metodo di Kaplan-Meier
-
I valori p sono a due code. Log-rank test stratificato o test CMH stratificato aggiustato per la risposta alla terapia di prima linea (malattia refrattaria primaria versus recidiva ≤ 6 mesi dalla terapia di prima linea versus recidiva > 6 e ≤ 12 mesi dalla terapia di prima linea) e Indice Prognostico Internazionale aggiustato per età alla terapia di seconda linea (0-1 versus 2-3)
-
Valutazione eseguita al momento dell’analisi primaria della OS (a cinque anni dall’arruolamento del primo soggetto)
-
Il valore p è paragonato a 0,0482, il limite di efficacia a due code (livello di significatività) per l’analisi primaria della OS
Axi-Cel (N = 180): SOCT (N = 179):
Mediana [IC al 95%] 8,3 (4,5; 15,8)
2,0 (1,6; 2,8)
HR stratificato [IC al 95%] Valore p stratificato
0,398 (0,308; 0,514)
< 0,0001
Figura 1. Diagramma di Kaplan-Meier della sopravvivenza libera da eventi nello studio ZUMA-7
Censurato ○ Axi-Cel + SOCT
Probabilità di assenza di eventi (%)
Tempo dalla randomizzazione (mesi)
| —————— Axi-Cel | - SOCT | |||||
| Soggetti a rischioAxi-Cel 180 174 163 145 106 98 | 92 92 91 | 89 87 85 85 83 82 | 77 74 74 67 57 52 46 40 | 36 | 26 14 12 12 12 10 | 6 0 |
| SOCT 179 151 86 70 54 50 | 45 42 38 | 32 32 30 29 27 27 | 25 25 25 24 21 20 18 12 | 10 | 9 7 7 6 6 6 | 3 1 1 1 0 |
IC, intervallo di confidenza; HR, hazard ratio; SOCT, terapia standard di cura.
Tempo dalla randomizzazione (mesi)
Axi-Cel SOCT
Soggetti a rischio
Axi-Cel SOCT
Probabilità di sopravvivenza (%)
Figura 2. Diagramma di Kaplan-Meier della sopravvivenza globale in ZUMA-7
Censurato ○ Axi-Cel + SOCT
| Axi-Cel (N = 180): | Mediana (IC al 95%)NR (28,6, NS) | HR stratificato (IC al 95%)0,726 (0,540, 0,977) | Valore p-stratificato0,0335 |
| SOCT (N = 179): | 31,1 (17,1, NS) |
IC, intervallo di confidenza; HR, hazard ratio; SOCT, terapia standard di cura.
Nota: i soggetti che non hanno risposto alla SOCT hanno potuto ricevere un trattamento successivo per il linfoma che ha incluso la terapia CAR-T anti-CD19 al di fuori di quanto richiesto dal protocollo.
Figura 3. Forest plot della sopravvivenza libera da eventi nei sottogruppi selezionati dello studio ZUMA-7
Sottogruppo
Eventi/N (%) con Axicabtagene Ciloleucel
Eventi/N (%) con terapia
standard HR (IC al 95%)
| Globale | 108/180 (60) | 144/179 (80) | 0,398 (0,308; 0,514) |
| Età | |||
| < 65 | 81/129 (63) | 96/121 (79) | 0,490 (0,361; 0,666) |
| ≥ 65 | 27/51 (53) | 48/58 (83) | 0,276 (0,164; 0,465) |
| Performance status ECOG | |||
| 0 | 59/95 (62) | 76/100 (76) | 0,504 (0,356; 0,713) |
| 1 | 49/85 (58) | 68/79 (86) | 0,292 (0,195; 0,436) |
| Punteggio IPI aggiustato per età alla terapia di 2a linea per IXRS | |||
| 0–1 | 54/98 (55) | 73/100 (73) | 0,407 (0,285; 0,582) |
| 2–3 | 54/82 (66) | 71/79 (90) | 0,388 (0,269; 0,561) |
| Risposta alla terapia di prima linea per IXRS | |||
| Refrattaria primaria | 85/133 (64) | 106/131 (81) | 0,426 (0,319; 0,570) |
| Recidiva ≤ 12 mesi dalla terapia di prima linea | 23/47 (49) | 38/48 (79) | 0,342 (0,202; 0,579) |
| Stato doppio espressore, laboratorio centrale | |||
| Linfoma doppio espressore | 35/57 (61) | 50/62 (81) | 0,424 (0,268; 0,671) |
| Tipo di malattia, laboratorio centrale | |||
Axicabtagene Ciloleucel migliore
SOCT migliore
DLBCL NAS/ senza ulteriore classificazione possibile 79/126 (63) 95/120 (79) 0,443 (0,325; 0,603) HGBL con o senza riarrangiamenti dei geni MYC e BCL2 e/o BLCL6 15/31 (48) 21/26 (81) 0,285 (0,137; 0,594)
0,01 0,1 0,2 0,5 1 2 5
IC, intervallo di confidenza; HR, hazard ratio; IxRS, sistema di risposta web/vocale interattiva; SOCT, terapia standard di cura.
Nota: al momento dell’analisi primaria della EFS, il tipo di malattia diagnosticato dal laboratorio centrale è stato confermato in 303 pazienti su 359, i restanti pazienti sono stati categorizzati dal laboratorio centrale come non confermato, mancante o altro.
Il beneficio in termini di OS con Yescarta è coerente in tutti i sottogruppi clinicamente rilevanti.
Linfoma follicolare (LF) refrattario o recidivante dopo tre o più linee di terapia sistemica (ZUMA-5) L’efficacia e la sicurezza di Yescarta nei pazienti adulti con LF sono state valutate in uno studio di fase 2, multicentrico, in aperto, a braccio singolo, condotto su pazienti con LF r/r in base alla classificazione dell’OMS del 2016.
I pazienti eleggibili avevano un’età ≥ 18 anni e una malattia refrattaria dopo 2 o più linee di terapia precedenti. La terapia precedente doveva includere la combinazione di un anticorpo monoclonale anti-
CD20 e un agente alchilante (il solo anticorpo anti-CD20 non costituiva una linea di terapia per l’eleggibilità). Non sono stati considerati eleggibili i pazienti con malattia stabile (SD) (senza recidiva) da > 1 anno dal termine dell’ultima terapia. Sono stati esclusi i pazienti con linfoma del SNC, storia di SCT allogenico o terapia precedente a base di cellule T CAR anti-CD19 o altri tipi di cellule T geneticamente modificate. Non sono stati considerati eleggibili i pazienti con una storia clinica di patologie del sistema nervoso centrale (quali crisi convulsive o ischemia cerebrovascolare), frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 50%, saturazione dell’ossigeno in aria ambiente inferiore al 92% o patologia autoimmune in trattamento con agenti immunosoppressori sistemici. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti con infezioni attive o gravi e i pazienti con LF di Grado 3b. La durata effettiva del follow-up è stata di 25,9 mesi (intervallo: 0,3-44,3 mesi, ancora in corso). Un riepilogo delle caratteristiche demografiche dei pazienti è riportato nella Tabella 5.
Al momento dell’analisi primaria, era stato arruolato un totale di 122 pazienti con LF (ossia, sottoposti a leucaferesi), tra cui 75 pazienti che avevano ricevuto 3 o più linee di terapia precedenti. Nessun altro paziente con LF è stato arruolato o trattato con Yescarta tra la data di cut-off dei dati dell’analisi primaria e la data di cut-off dei dati dell’analisi di follow-up a 24 mesi.
Tabella 5: Riepilogo delle caratteristiche demografiche dei pazienti con LF dello studio ZUMA-5 (analisi a 24 mesi)
| Categoria | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi(N = 122) | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi con ≥ 3 linee di terapia(N = 75*) |
| Età (anni) | ||
| Mediana (min, max) | 60 (34; 79) | 60 (34; 79) |
| ≥ 65 | 30% | 31% |
| Uomini | 60% | 63% |
| Razza | ||
| Bianca | 93% | 93% |
| Asiatica | 2% | 4% |
| Nera | 2% | 1% |
| ECOG status | ||
| 0 | 63% | 59% |
| 1 | 37% | 41% |
| Massa tumorale elevata definita in base ai criteri GELF | 52% | 57% |
| Numero mediano di terapie precedenti (min, max) | 3 (1; 10) | 4 (3; 10) |
| Pazienti con patologia refrattaria a ≥ 2linee di terapia precedenti | 30% | 24% |
| Pazienti con malattia di stadio III/IV | 86% | 86% |
| Pazienti con precedente trapianto di cellule staminali autologo | 25% | 29% |
| Precedente terapia con un inibitore di PI3K | 26% | 40% |
| Tempo alla recidiva dalla prima terapia di combinazione conchemioterapia anti-CD20 < 24 mesi | 54% | 51% |
ECOG, Eastern Cooperative Oncology Group; GELF, Groupe d’Etude des Lymphomes Folliculaires.
* Tutti i pazienti con diagnosi confermata a livello locale, di cui 60 con diagnosi confermata a livello centrale. Numero di pazienti sottoposti a leucaferesi (n = 75) e di pazienti trattati (n = 73).
Yescarta è stato somministrato come infusione singola a una dose target di 2 × 106 cellule T CAR anti-CD19/kg dopo un regime chemioterapico di linfodeplezione che prevedeva la somministrazione
per via endovenosa di 500 mg/m2 di ciclofosfamide e 30 mg/m2 di fludarabina il 5°, il 4° e il 3° giorno prima dell’infusione di Yescarta. Tutti i pazienti sono stati ricoverati per essere tenuti sotto osservazione per un minimo di 7 giorni dall’infusione di Yescarta. La somministrazione e il monitoraggio sono stati coerenti tra gli studi ZUMA-5 e ZUMA-1.
L’analisi primaria è stata eseguita quando almeno 80 pazienti con linfoma follicolare arruolati consecutivamente avevano raggiunto un periodo minimo di follow-up di 12 mesi dalla prima valutazione della risposta. L’endpoint primario era l’ORR. Gli endopoint secondari includevano il tasso di CR, l’ORR e la CR dei pazienti che avevano ricevuto 3 o più linee di terapia precedenti, la DOR, l’OS, la PFS e l’incidenza degli eventi avversi. Tre pazienti su 122 affetti con LF arruolati al momento dell’analisi primaria non erano stati trattati, soprattutto per non eleggibilità, in quanto avevano avuto una CR precedente o erano deceduti prima del trattamento.
Un’analisi di follow-up a 24 mesi è stata eseguita quando almeno 80 pazienti con LF avevano raggiungo un periodo minimo di follow-up di 24 mesi dopo l’infusione.
Al momento dell’analisi di follow-up a 24 mesi, nessun altro paziente era stato sottoposto a leucaferesi o trattato con Yescarta. Non si è verificato alcun insuccesso nel processo di produzione. Il tempo mediano intercorso tra la leucaferesi e il rilascio del prodotto è stato di 12 giorni (intervallo:
10-37 giorni), quello intercorso tra la leucaferesi e la consegna del prodotto è stato di 17 giorni (intervallo: 13-72 giorni) e tra la leucaferesi e l’infusione di Yescarta è stato di 27 giorni (intervallo: 19-330 giorni). La dose mediana è stata di 2,0 × 106 cellule T CAR anti-CD19/kg.
Al momento del cut-off dei dati dell’analisi primaria erano stati arruolati 122 pazienti con LF. Tra i 75 pazienti con LF arruolati che erano stati sottoposti a 3 o più linee di terapia precedenti, l’ORR è stato del 91% e il tasso di CR del 77%.
L’analisi di follow-up a 24 mesi è stata eseguita sui 122 pazienti con LF arruolati, 119 dei quali erano stati trattati con Yescarta. Tra i 122 pazienti con FL arruolati, i 75 che erano stati sottoposti a 3 o più linee di terapia precedenti hanno fatto registrare un ORR del 91% e un tasso di CR del 77%. Il tempo alla risposta mediano è stato di 1 mese (intervallo: da 0,8 a 3,1 mesi), la DOR mediana è stata di
38,6 mesi e la percentuale di pazienti rispondenti che avevano mantenuto la risposta al mese 24 è stata del 62%. Ventinove dei 75 pazienti con LF sottoposti a 3 o più linee di terapia precedenti inizialmente hanno ottenuto una PR e 19 di questi hanno raggiunto successivamente una CR. L’analisi di sottogruppo ha incluso l’ORR dei pazienti refrattari (88%), un punteggio FLIPI ≥ 3 (94%), carica tumorale elevata (91%), progressione della malattia entro 24 mesi dalla prima immunoterapia (89%) e trattamento precedente con un ibibitore di PI3K (90%). Un riepilogo dei risultati di efficacia chiave dei pazienti con LF e 3 o più linee di terapia precedenti è riportato nella Tabella 6.
Tabella 6. Riepilogo dei risultati di efficacia di tutti i pazienti con LF arruolati nello studio ZUMA-5 sottoposti a 3 o più linee di terapia precedenti (analisi a 24 mesi)
| Categoria | Tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi (ITT) N = 75* |
| ORRa (%) | 91% |
| [95% CI] | (82; 96) |
| CR (%) | 77% |
| PR (%) | 13% |
| DORb, espressa in mesi | 38,6 |
| [95% CI] | (24,7; NV) |
| (intervallo) | (0,0; 38,6) |
| Risposta in corso (n) | 42 |
| Tasso di remissione prolungatab % [95% CI] | |
| 12 mesi | 79,5(67,2; 87,6) |
| 18 mesi | 75,5 (62,5; 84,6) |
| 24 mesi | 67,6 (52,7; 78,7) |
IC, intervallo di confidenza; CR, risposta completa; DOR, durata della risposta, ITT, intention‑to‑treat; NV, non valutabile;
ORR, tasso di risposta obiettiva; PR, risposta parziale
-
In base alla Classificazione di Lugano (Cheson 2014), valutato da un Comitato di revisione di radiologia indipendente.
-
Misurato dalla data della prima risposta obiettiva alla data della progressione o della morte.
*Tutti i pazienti con diagnosi confermata a livello locale, tra cui 60 con diagnosi confermata a livello centrale. Numero di pazienti sottoposti a leucaferesi (n = 75) e di pazienti trattati (n = 73).
Probabilità di assenza di eventi
Figura 4. DOR con il metodo Kaplan Meier di tutti i pazienti sottoposti a leucaferesi, dei pazienti con risposta obiettiva (pazienti con LF con 3 o più linee di terapia precedenti, analisi a 24 mesi, comitato di revisione indipendente)
CENSURATO LF
Mediana [95% CI]
LF (N= 68): 38,6 [24,7, NV]
Tempo (Mesi)
Soggetti a rischio
LF
LF
IC, intervallo di confidenza, NV, non valutabile.
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Yescarta in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento delle neoplasie a cellule B mature (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Yescarta contiene cellule T autologhe umane. I prodotti residui previsti sono tipici prodotti di degradazione cellulare derivanti da normali meccanismi di clearance cellulare. Pertanto, si prevede che le cellule T CAR infuse siano eliminate nel tempo.
Cinetica cellulare
Dopo l’infusione di Yescarta, le cellule T CAR anti-CD19 hanno mostrato una rapida diffusione iniziale seguita da un declino a livelli prossimi a quelli basali entro 3 mesi. Il picco di concentrazione delle cellule T CAR anti-CD19 si è avuto nei primi 7-14 giorni dal giorno dell’infusione di Yescarta. L’età (fascia: 21-80 anni) ) e il sesso non hanno avuto un impatto significativo sull’AUC e i livelli di picco di Yescarta.
Tra i pazienti dello studio ZUMA-1, il picco mediano delle cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è risultato pari a 38,3 cellule/µL (intervallo: 0,8-1513,7 cellule/μL), in seguito sceso a un valore mediano di 2,1 cellule/µL dopo un mese (intervallo: 0-167,4 cellule/μL) e a un valore mediano di
0,4 cellule/µL trascorsi 3 mesi (intervallo 0-28,4 cellule/μL) dall’infusione di Yescarta. Tra i pazienti dello studio ZUMA-7, il picco mediano delle cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è risultato pari a 25,84 cellule/µL (intervallo: 0,04-1173,25 cellule/μL), in seguito sceso a valori prossimi a quelli basali nei pazienti valutabili entro 3 mesi (0,35 cellule/μL; intervallo: 0,00-28,44 cellule/μL), ma le cellule erano ancora rilevabili in 12 dei 30 pazienti valutabili fino a 24 mesi dopo il trattamento.
Tra i pazienti dello studio ZUMA-5 con LF, il picco mediano delle cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è risultato pari a 37,6 cellule/µL (intervallo: 0,5-1.415,4 cellule/μL).Il tempo mediano al raggiungimento del picco delle cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è stato di 8 giorni dopo l’infusione (intervallo: 8-371 giorni). Entro 3 mesi, le cellule T CAR anti-CD19 si sono ridotte a livelli prossimi a quelli basali, con una mediana di 0,3 cellule/µL (intervallo: 0-15,8 cellule/μL).
Nei pazienti dello studio ZUMA-1, il numero di cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è stato associato positivamente alla risposta obiettiva (CR o PR). Il picco mediano delle cellule T CAR anti-CD19 nei pazienti rispondenti (N=71) era superiore del 216% rispetto al livello corrispondente rilevato nei pazienti non rispondenti (N=25) (43,6 cellule/μL versus 20,2 cellule/μL). L’AUC0-28 osservata nei pazienti rispondenti (N=71) è stata superiore del 253% rispetto al livello corrispondente nei pazienti non rispondenti (N=25) (562 giorni × cellule/μL versus 222 giorni × cellule/μL).
Tra i pazienti dello studio ZUMA-7, il numero di cellule T CAR anti-CD19 nel sangue è stato associato positivamente alla risposta obiettiva (CR o PR). Il picco mediano delle cellule T CAR anti-CD19 nei pazienti rispondenti (n = 142) era superiore del 275% circa rispetto al livello
corrispondente rilevato nei pazienti non rispondenti (n = 20) (28,9 cellule/μL versus 10,5 cellule/μL). L’AUC0-28 mediana osservata nei pazienti rispondenti (n = 142) è stata superiore del 417% circa rispetto al livello corrispondente nei pazienti non rispondenti (n = 20) (292,9 giorni × cellule/μL versus 70,1 giorni × cellule/μL).
Tra i pazienti con LF dello studio ZUMA-5, il picco mediano di cellule T CAR anti-CD19 nei pazienti rispondenti (n = 112) rispetto ai non rispondenti (n = 5) è stato, rispettivamente, di 38,0 cellule/µL e di 31,3 cellule/µL. La AUC0-28 mediana dei pazienti rispondenti rispetto ai non rispondenti è stata, rispettivamente, di 454,8 cellule/μL giorno e di 247,14 cellule/μL giorno.
Non sono stati condotti studi con Yescarta in pazienti con compromissione epatica e renale.
Informazioni farmaceutiche - YESCARTA 0,4 X
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
1 anno.
La stabilità di Yescarta, una volta completato lo scongelamento, è pari a un massimo di 3 ore a temperatura ambiente (tra 20 °C e 25 °C). Tuttavia, è necessario che l’infusione abbia inizio entro 30 minuti dal termine dello scongelamento e che il tempo totale di infusione non superi i 30 minuti.
Yescarta deve essere conservato a ≤ -120 °C e deve rimanere congelato fino al momento in cui il paziente sarà pronto per il trattamento, al fine di garantire che siano disponibili cellule autologhe vive e vitali per la somministrazione.
Yescarta può essere conservato una sola volta a -80 °C (±10 °C), per un massimo di 90 giorni. Se conservato a -80 °C (±10 °C), il prodotto deve essere utilizzato entro un periodo di 90 giorni o entro la data di scadenza indicata sull’etichetta, a seconda di quale data venga raggiunta per prima. Superate queste date, il prodotto non deve essere utilizzato e deve essere smaltito.
Il medicinale scongelato non deve essere ricongelato.
Per le condizioni di conservazione dopo lo scongelamento del medicinale, vedere paragrafo 6.3.
Sacca per crioconservazione in etilene vinil acetato con aggiunta di un tubo sigillato e due sistemi di infusione port spike contenente di circa 68 mL di dispersione cellulare.
Ciascuna sacca per crioconservazione è confezionata singolarmente in un contenitore metallico predisposto per la spedizione.
L’irradiazione può causare l’inattivazione del prodotto.
Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale.
Yescarta deve essere trasportato all’interno della struttura in contenitori chiusi, infrangibili ed ermetici.
Questo medicinale contiene cellule ematiche umane. Gli operatori sanitari che manipolano Yescarta devono adottare precauzioni adeguate (indossare guanti e una protezione per gli occhi) al fine di evitare la potenziale trasmissione di malattie infettive.
Preparazione prima della somministrazione
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Controllare che l’identità del paziente corrisponda agli identificatori del paziente riportati sul contenitore metallico di Yescarta.
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La sacca per infusione di Yescarta non deve essere rimossa dal contenitore metallico se le informazioni sull’etichetta specifica per il paziente non corrispondono al paziente a cui è destinata.
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Una volta verificata l’identità del paziente, rimuovere la sacca per infusione di Yescarta dal contenitore metallico.
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Controllare che le informazioni del paziente sull’etichetta del contenitore metallico corrispondano alle informazioni riportate sull’etichetta della sacca per infusione.
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Ispezionare la sacca per infusione visivamente per rilevare eventuali danni all’integrità del contenitore prima dello scongelamento. Se la sacca per infusione risulta danneggiata, seguire le linee guida locali relative alla gestione dei rifiuti dei materiali di origine umana (oppure contattare immediatamente il titolare dell’AIC Kite).
Scongelamento
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Posizionare la sacca per infusione in una seconda sacca.
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Scongelare Yescarta a circa 37 °C mediante un bagno ad acqua o un metodo di scongelamento a secco, fino a far scomparire qualsiasi traccia visibile di ghiaccio nella sacca per infusione. Miscelare delicatamente il contenuto della sacca per infusione per rimuovere eventuali aggregati di materiale cellulare. Se nella sacca sono ancora visibili aggregati di cellule, continuare a miscelarne delicatamente il contenuto. I piccoli aggregati di materiale cellulare dovrebbero disperdersi se il contenuto della sacca viene agitato manualmente con delicatezza. Yescarta non deve essere sottoposto a lavaggio, centrifugazione e/o risospensione in un altro liquido prima dell’infusione. Lo scongelamento richiede circa 3-5 minuti.
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Una volta scongelato, Yescarta è stabile a temperatura ambiente (tra 20 °C e 25 °C) per un massimo di 3 ore.
In ogni caso, l’infusione di Yescarta deve iniziare entro 30 minuti dal termine dello scongelamento.
Somministrazione
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Non utilizzare un filtro per leucodeplezione.
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Prima dell’infusione e durante tutto il periodo di monitoraggio del paziente devono essere disponibili dosi di tocilizumab e dispositivi di emergenza. Nel caso eccezionale in cui tocilizumab non fosse disponibile a causa di una carenza riportata nell’elenco dei farmaci carenti dell’Agenzia europea per i medicinali, prima dell’infusione devono essere disponibili misure adeguate alternative a tocilizumab per trattare la CRS.
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Yescarta è solo per uso autologo.
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L’identità del paziente deve corrispondere agli identificatori sulla sacca per infusione di Yescarta.
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Si raccomanda di somministrare Yescarta mediante accesso venoso centrale.
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Lavare le linee infusionali con una soluzione iniettabile sterile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) (0,154 mmol di sodio per mL) prima dell’infusione.
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Infondere l’intero contenuto della sacca per infusione di Yescarta entro 30 minuti per gravità o mediante una pompa peristaltica.
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Agitare delicatamente la sacca per infusione durante l’infusione di Yescarta per evitare la formazione di aggregati di cellule.
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Terminata l’infusione dell’intero contenuto della sacca per infusione, lavare la sacca per infusione e le linee infusionali con 10-30 mL di soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) alla stessa velocità di infusione utilizzando la tecnica del “back priming”, per accertarsi che sia somministrata l’intera dose di Yescarta.
Misure da adottare in caso di esposizione accidentale
In caso di esposizione accidentale, seguire le linee guida locali sulla manipolazione di materiale di origine umana. Le superfici di lavoro e i materiali che sono entrati potenzialmente in contatto con Yescarta devono essere decontaminati utilizzando un disinfettante appropriato.
Precauzioni che devono essere prese per lo smaltimento del medicinale
Il medicinale non utilizzato e tutti i materiali che sono entrati in contatto con Yescarta (rifiuti solidi e liquidi) devono essere maneggiati e smaltiti come rifiuti potenzialmente infettivi secondo le linee guida locali relative alla gestione dei rifiuti dei materiali di origine umana.