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Classe

Il farmaco non è su un elenco delle assicurazioni

Tipo di ricetta

Nessun dato

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Nessun dato

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

JORVEZA 0,2 MG/ML SOSPENSIONE ORALE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

SOSPENSIONE ORALE

Produttore

DR. FALK

Ultimo aggiornamento del RCP

12/08/2026
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RCP - JORVEZA 0,2 MG/ML

Indicazioni

Jorveza 0,2 mg/mL sospensione orale è indicato per il trattamento dell’esofagite eosinofila (EE) nei pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e 17 anni.

Posologia

Il trattamento con questo medicinale deve essere iniziato da un gastroenterologo o da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento dell’esofagite eosinofila. I pazienti adulti con EE possono essere trattati con budesonide sotto forma di compresse orodispersibili.

Posologia

Induzione della remissione

Bambini di età compresa tra 2 e 11 anni

La dose giornaliera raccomandata è di 1 mg di budesonide, da somministrare sotto forma di due dosi distinte al giorno: una dose da 2,5 mL di sospensione (corrispondenti a 0,5 mg di budesonide) al mattino e una dose da 2,5 mL di sospensione (corrispondenti a 0,5 mg di budesonide) alla sera.

Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

La dose giornaliera raccomandata è di 2 mg di budesonide, da somministrare sotto forma di due dosi distinte al giorno: una dose da 5 mL di sospensione (corrispondenti a 1 mg di budesonide) al mattino e una dose da 5 mL di sospensione (corrispondenti a 1 mg di budesonide) alla sera.

La durata abituale del trattamento di induzione è di 12 settimane. Nei pazienti che non rispondono in modo adeguato entro 12 settimane, il trattamento può essere prolungato fino a 24 settimane. I pazienti con malattia di lunga durata o particolarmente rilevante e livelli più elevati di attività della malattia hanno maggiori probabilità di richiedere una fase di induzione prolungata.

Mantenimento della remissione

Bambini di età compresa tra 2 e 11 anni

La dose giornaliera raccomandata è di 0,5 mg di budesonide, da somministrare sotto forma di una dose da 2,5 mL di sospensione (corrispondenti a 0,5 mg di budesonide) al mattino, a seconda delle esigenze cliniche individuali del paziente.

La dose di mantenimento di 0,5 mg di budesonide due volte al giorno è raccomandata nei pazienti con anamnesi di malattia di lunga durata e/o infiammazione dell’esofago particolarmente rilevante nella fase acuta della malattia, vedere anche paragrafo 5.1.

Adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni

La dose giornaliera raccomandata è di 1 mg di budesonide, da somministrare sotto forma di una dose da 5 mL di sospensione (corrispondenti a 1 mg di budesonide) al mattino, a seconda delle esigenze cliniche individuali del paziente.

La dose di mantenimento di 1 mg di budesonide due volte al giorno è raccomandata nei pazienti con anamnesi di malattia di lunga durata e/o infiammazione dell’esofago particolarmente rilevante nella fase acuta della malattia, vedere anche paragrafo 5.1.

La durata della terapia di mantenimento è stabilita dal medico curante. In seguito a un trattamento prolungato è necessaria la riduzione graduale della dose. Se i sintomi persistono o si ripresentano, si raccomanda l’esecuzione di endoscopie di controllo. Inoltre, si raccomanda l’esecuzione di endoscopie di controllo in linea con le attuali linee guida cliniche, in quanto i sintomi potrebbero non essere indicatori affidabili dell’attività istologica della malattia.

Popolazioni speciali

Compromissione renale

Attualmente non sono disponibili dati nei pazienti adulti o pediatrici con compromissione renale. Poiché budesonide non è escreta per via renale, i pazienti con compromissione da lieve a moderata possono essere trattati con cautela con le stesse dosi utilizzate nei pazienti senza compromissione renale. La budesonide non è raccomandata per l’uso nei pazienti con compromissione renale severa.

Compromissione epatica

Durante il trattamento di pazienti affetti da compromissione epatica con altri prodotti medicinali contenenti budesonide, i livelli di budesonide sono aumentati. Non è tuttavia disponibile alcuno studio sistematico che abbia indagato diversi livelli di compromissione epatica. I pazienti con compromissione epatica non devono essere trattati (vedere paragrafo 5.2).

Modo di somministrazione

Uso orale.

La sospensione orale deve essere assunta dopo un pasto.

Usare unicamente la siringa per somministrazione orale in dotazione come dosatore per la sospensione orale. Non usare nessun altro dosatore.

La sospensione deve essere agitata bene prima dell’uso. Per aprire il flacone, è necessario premere con decisione il tappo verso il basso e ruotarlo in senso antiorario. La siringa per somministrazione orale deve essere inserita saldamente nel flacone, premendo lo stantuffo della siringa per somministrazione orale fino in fondo. Il flacone deve essere capovolto e la siringa per somministrazione orale impugnata saldamente mentre la si riempie delicatamente fino al livello necessario. Al termine, il flacone deve essere riportato in posizione verticale e la siringa per somministrazione orale deve essere rimossa delicatamente svitandola dal flacone. Subito dopo, la punta della siringa deve essere posizionata nella bocca del paziente, premendo fino in fondo lo stantuffo. Il paziente deve quindi deglutire tutta la

sospensione contenuta nella siringa per somministrazione orale. Il tappo deve essere riavvitato sul flacone. Dopo ogni somministrazione, lo stantuffo deve essere estratto dal corpo della siringa ed entrambe le parti devono essere risciacquate con acqua fredda e lasciate asciugare all’aria. Lo stantuffo deve essere inserito nel corpo della siringa prima dell’uso successivo.

Evitare di bere, mangiare o effettuare l’igiene orale (ad es. lavarsi i denti o sciacquarsi la bocca) per almeno 30 minuti dopo l’assunzione della sospensione orale.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze

Infezioni

La soppressione della risposta infiammatoria e della funzione immunitaria aumenta la suscettibilità alle infezioni e la loro severità. I sintomi delle infezioni possono essere atipici o mascherati.

Negli studi clinici condotti con budesonide sotto forma di compresse orodispersibili e sospensione orale, il riscontro di infezioni orali, orofaringee ed esofagee da candida è stato molto comune.

Tuttavia, in uno studio clinico condotto con budesonide sotto forma di sospensione orale, la frequenza è stata leggermente inferiore (vedere paragrafo 4.8).

Se indicato, la candidiasi sintomatica della bocca e della gola può essere trattata con una terapia antimicotica topica o sistemica proseguendo il trattamento con budesonide sotto forma di sospensione orale.

Varicella, herpes zoster e morbillo possono avere un decorso più grave nei pazienti trattati con glucocorticosteroidi. Nei pazienti che non hanno mai contratto queste malattie occorre controllare lo stato vaccinale e prestare particolare attenzione per evitare l’esposizione.

Vaccini

Evitare la co-somministrazione di vaccini vivi e glucocorticosteroidi, poiché è probabile che ciò riduca la risposta immunitaria ai vaccini. La risposta anticorpale ad altri vaccini può essere ridotta.

Effetti sistemici dei glucocorticosteroidi e comorbilità

Possono manifestarsi effetti sistemici dei glucocorticosteroidi (ad es. sindrome di Cushing, soppressione surrenale, ritardo della crescita, cataratta, glaucoma, ridotta densità minerale ossea e un ampio spettro di effetti psichiatrici) (vedere anche paragrafo 4.8). Tali reazioni avverse dipendono dalla durata del trattamento, da un trattamento concomitante e pregresso con glucocorticosteroidi e dalla sensibilità individuale.

I pazienti affetti da infezioni, ipertensione, diabete mellito, osteoporosi, ulcera peptica, glaucoma, cataratta, anamnesi familiare di diabete o di glaucoma possono presentare un rischio maggiore di manifestare reazioni avverse sistemiche dei glucocorticosteroidi (vedere di seguito e paragrafo 4.8) e devono quindi essere monitorati per la comparsa di questi effetti.

Angioedema

Con l’uso di budesonide sotto forma di compresse orodispersibili è stato segnalato angioedema, prevalentemente nel quadro di reazioni allergiche che includevano eruzione cutanea e prurito. Qualora si osservino segni di angioedema, il trattamento deve essere interrotto.

Disturbi visivi

Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (central serous chorioretinopathy, CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici.

Crescita e monitoraggio

Nei bambini trattati con budesonide per periodi prolungati si raccomanda un monitoraggio regolare dell’altezza. Se la crescita risulta rallentata, occorre valutare attentamente i benefici del trattamento con corticosteroidi e i potenziali rischi di compromissione della crescita. Se si decide di proseguire il trattamento con budesonide, la dose deve essere ridotta al minimo necessario a mantenere un controllo efficace della malattia.

Effetti sull’asse ipotalamo‑ipofisi‑surrene (HPA)

I glucocorticosteroidi possono causare la soppressione dell’asse (HPA) e ridurre la risposta allo stress. Nel caso in cui i pazienti siano soggetti ad interventi chirurgici o ad altri tipi di stress, si raccomanda pertanto un trattamento supplementare con glucocorticosteroidi sistemici.

Inibitori di CYP3A4

Va evitato il trattamento concomitante con ketoconazolo o altri inibitori di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

Interferenza con il test di stimolazione con ACTH

Siccome la funzione surrenalica può risultare soppressa in seguito al trattamento con budesonide, il test di stimolazione con ACTH per la diagnosi di insufficienza pituitaria potrebbe dar luogo a risultati falsati (valori bassi).

Informazioni sugli eccipienti

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per mL di sospensione orale, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Sodio benzoato

Questo medicinale contiene 0,86 mg di sodio benzoato per mL di sospensione orale.

Saccarosio

Questo medicinale contiene 100 mg di saccarosio per mL di sospensione orale. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio‑galattosio, o da insufficienza di sucrasi‑isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Il saccarosio può essere dannoso per i denti.

Interazioni

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Inibitori di CYP3A4

Si ritiene che il trattamento concomitante con potenti inibitori di CYP3A, come ketoconazolo, ritonavir, itraconazolo, claritromicina, cobicistat e succo di pompelmo possa determinare un marcato aumento della concentrazione plasmatica di budesonide e aumentare il rischio di reazioni avverse sistemiche. L’uso concomitante di questi medicinali, quindi, deve essere evitato a meno che il

beneficio non superi l’aumentato rischio di reazioni avverse sistemiche dovute ai corticosteroidi; in questo caso è necessario monitorare i pazienti in merito a tali reazioni avverse.

La co-somministrazione per via orale di 200 mg di ketoconazolo una volta al giorno ha fatto registrare un aumento della concentrazione plasmatica di budesonide (dose singola da 3 mg) all’incirca di sei volte. In caso di somministrazione di ketoconazolo approssimativamente 12 ore dopo budesonide, è stato rilevato un aumento della concentrazione plasmatica di budesonide di circa tre volte.

Estrogeni, contraccettivi orali

Sono state segnalate elevate concentrazioni plasmatiche ed effetti potenziati dei glucocorticosteroidi nelle pazienti di sesso femminile che assumevano anche estrogeni o contraccettivi orali. Questo effetto non è stato osservato con budesonide in caso di assunzione concomitante di contraccettivi orali di associazione a dosi ridotte.

Glicosidi cardiaci

L’azione dei glicosidi può essere potenziata dalla carenza di potassio, che è una reazione avversa potenziale e nota dei glucocorticoidi.

Saluretici

L’uso concomitante di glucocorticoidi può provocare un aumento dell’escrezione di potassio e peggiorare l’ipokaliemia.

Gravidanza

Gravidanza

Va evitata la somministrazione durante la gravidanza, a meno che non vi siano ragioni che esigono la terapia con budesonide. Sono disponibili pochi dati sugli esiti di gravidanza dopo somministrazione orale di budesonide nella donna. Sebbene i dati sull’uso di budesonide per via inalatoria in un ampio numero di gravidanze esposte non indichino effetti avversi, la concentrazione massima di budesonide nel plasma si prevede superiore nel trattamento con Jorveza rispetto alla budesonide per via inalatoria. Test su animali in stato di gravidanza hanno dimostrato che budesonide, al pari di altri glucocorticosteroidi, è causa di alterazioni dello sviluppo fetale (vedere paragrafo 5.3). Non è stata stabilita la rilevanza di tale dato per gli esseri umani.

Allattamento

La budesonide è escreta nel latte materno (sono disponibili dati sull’escrezione dopo l’uso inalatorio). Tuttavia, si prevedono solo effetti minori sul bambino allattato al seno dopo l’uso orale di budesonide nell’intervallo terapeutico. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con budesonide tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

Fertilità

Non sono disponibili dati riguardanti l’effetto di budesonide sulla fertilità negli esseri umani. La fertilità non è risultata alterata dopo la terapia con budesonide in studi su animali (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Questo medicinale non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 17 anni

Nello studio clinico pediatrico PEDEOS 1 (BUU‑5/EEA) con budesonide 0,2 mg/mL sospensione orale, si sono verificate infezioni micotiche locali (candidiasi, clinicamente manifesta o confermata istologicamente) nell’8,0% dei pazienti in tutti i gruppi di dosaggio di budesonide, senza alcun effetto dose‑dipendente. Tutti i casi sono stati non gravi, generalmente di intensità lieve, e in linea di massima non hanno interferito con le normali attività quotidiane né hanno inciso sull’effetto del trattamento.

Adulti di età pari o superiore a 18 anni

Le reazioni avverse osservate più frequentemente negli studi clinici con Jorveza 0,5 mg e 1 mg compresse orodispersibili sono state le infezioni micotiche nella bocca, nella faringe e nell’esofago. Negli studi clinici BUL-1/EEA e BUL-2/EER, 44 pazienti in totale su 268 pazienti adulti (16,4%) esposti alle compresse orodispersibili hanno presentato infezioni micotiche sospette associate a sintomi clinici, tutti di intensità lieve o moderata. Il numero totale di infezioni (incluse quelle diagnosticate mediante esame endoscopico e istologico senza sintomi) è stato di 92, verificatesi in 72 pazienti su 268 (26,9%). Il trattamento a lungo termine con budesonide sotto forma di compresse orodispersibili fino a un massimo di 3 anni (48 settimane nello studio BUL-2/EER, seguite da un trattamento in aperto della durata di 96 settimane) non ha aumentato il tasso di effetti indesiderati, inclusa candidiasi locale.

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse osservate negli studi clinici con budesonide 0,5 mg e 1 mg compresse orodispersibili e 0,2 mg/mL sospensione orale sono riportate nella tabella in basso in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla frequenza. Le frequenze sono definite come molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro

(≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune
Infezioni ed infestazioni Candidiasi esofagea, candidiasi oralee/o orofaringea Rinofaringite, faringite
Disturbi del sistema immunitario Angioedema
Disturbi psichiatrici Disturbi del sonno Ansia, agitazione
Patologie del sistema nervoso Cefalea, disgeusia Vertigini
Patologie dell’occhio Secchezza oculare
Patologie vascolari Ipertensione
Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche Tosse, secchezza della gola, doloreorofaringeo
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Molto comune Comune Non comune
Patologie gastrointestinali Malattia da reflusso gastroesofageo, nausea, parestesia orale, dispepsia, dolore addominale superiore, secchezza dellabocca, glossodinia, disturbi della lingua, herpes orale Dolore addominale, distensione addominale, disfagia, gastrite erosiva, ulcera gastrica,edema labiale, dolore gengivale
Patologie della cute e deltessuto sottocutaneo Eruzione cutanea,orticaria
Patologie sistemiche e condizioni relative allasede di somministrazione Affaticamento Sensazione di corpo estraneo
Esami diagnostici Riduzione del cortisolo ematico Riduzione dell’osteocalcina,incremento ponderale

Le seguenti reazioni avverse note della classe terapeutica (corticosteroidi, budesonide) potrebbero manifestarsi anche con questo medicinale (frequenza = non nota).

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazioni avverse
Disturbi del sistema immunitario Aumentato rischio di infezioni
Patologie endocrine Sindrome di Cushing, soppressione surrenalica, ridotta crescita nei bambini
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipokaliemia, iperglicemia
Disturbi psichiatrici Depressione, irritabilità, euforia, iperattività psicomotoria,aggressività
Patologie del sistema nervoso Pseudotumor cerebri, incluso il papilledema negli adolescenti
Patologie dell'occhio Glaucoma, cataratta (inclusa cataratta subcapsulare), visione offuscata, corioretinopatia sierosa centrale (CSCR) (vedere anche paragrafo 4.4)
Patologie vascolari Aumento del rischio di trombosi, vasculite (sindrome dasospensione dopo una terapia a lungo termine)
Patologie gastrointestinali Ulcera duodenale, pancreatite, stipsi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Esantema allergico, petecchie, ritardo nella guarigione di ferite, dermatite da contatto, ecchimosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare e contratture, osteoporosi, osteonecrosi
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Malessere

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio a breve termine non è necessario alcun trattamento medico di emergenza. Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento successivo deve essere sintomatico e di supporto.

Proprietà farmacologiche - JORVEZA 0,2 MG/ML

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antidiarroici, antinfiammatori/antinfettivi intestinali, corticosteroidi ad azione locale, codice ATC: A07EA06

Meccanismo d’azione

Budesonide è un glucocorticosteroide non alogenato che esplica un effetto prevalentemente antinfiammatorio attraverso il legame al recettore dei glucocorticoidi. Nel trattamento della EE con questo medicinale, budesonide inibisce la secrezione stimolata dall’antigene di molte molecole di segnalazione pro-infiammatorie, come la linfopoietina timica stromale, l’interleuchina 13 e l’eotassina 3 nell’epitelio esofageo, determinando una riduzione significativa dell’infiltrato infiammatorio eosinofilo nell’esofago.

Efficacia e sicurezza clinica

Adulti di età pari o superiore a 18 anni

In uno studio clinico randomizzato, controllato verso placebo, in doppio cieco, di fase III (BUL-1/EEA), comprendente 88 pazienti adulti con EE attiva (randomizzazione 2:1), 1 mg di

budesonide somministrato due volte al giorno sotto forma di compressa orodispersibile per 6 settimane ha indotto la remissione clinico-patologica (definita come un picco <16 eosinofili/mm2 di campo ad alto ingrandimento nella biopsia esofagea e sintomi assenti o minimi di disfagia o dolore durante la deglutizione) in 34 pazienti su 59 (57,6%) rispetto a 0/29 pazienti (0%) del gruppo placebo.

L’estensione del trattamento in aperto con 1 mg di budesonide sotto forma di compressa orodispersibile due volte al giorno per altre 6 settimane nei pazienti senza remissione nella fase in doppio cieco ha innalzato la percentuale di pazienti con remissione clinico-patologica all’84,7%.

In uno studio clinico randomizzato, controllato verso placebo, in doppio cieco, di fase III

(BUL-2/EER) comprendente 204 pazienti adulti affetti da EE in remissione clinico patologica, i pazienti sono stati randomizzati per il trattamento con 0,5 mg di budesonide due volte al giorno, 1 mg di budesonide due volte al giorno o placebo, sotto forma di compresse orodispersibili, per

48 settimane. L’endpoint primario era la percentuale di pazienti senza fallimento terapeutico, inteso come recidiva clinica (gravità della disfagia o dolore durante la deglutizione ≥4 punti su una scala di valutazione numerica da 0 a 10 rispettivamente) e/o recidiva istologica (picco ≥ 48 eosinofili/mm2 per campo ad alto ingrandimento), e/o impatto di bolo alimentare con necessità di intervento endoscopico e/o dilatazione endoscopica, e/o prematura interruzione per qualsisi motivo. Alla settimana 48, l’assenza di fallimento terapeutico è stata riscontrata in un numero significativamente maggiore di pazienti nei gruppi trattati con una dose da 0,5 mg (73,5%) e 1 mg (75%) due volte al giorno rispetto al gruppo trattato con placebo (4,4%).

L'endpoint secondario “remissione profonda della malattia”, o remissione clinica, endoscopica e istologica profonda, più stringente ha dimostrato un’efficacia clinica significativamente maggiore nel gruppo trattato con una dose da 1 mg (52,9%) due volte al giorno rispetto a quello trattato con una dose da 0,5 mg (39,7%) due volte al giorno, indicando che una dose maggiore di budesonide è efficace per ottenere e mantenere una remissione profonda della malattia.

Il periodo in doppio cieco è stato seguito da un periodo facoltativo di trattamento in aperto della durata di 96 settimane con una dose raccomandata di 0,5 mg di budesonide due volte al giorno o fino a 1 mg

di budesonide due volte al giorno sotto forma di compresse orodispersibili. Oltre l’80% dei pazienti ha mantenuto una remissione clinica (definita come punteggio settimanale dell’indice di attività dell’esofagite eosinofila riferito dal paziente [Eosinophilic Esophagitis Activity Index-Pro] ≤20) nel corso delle 96 settimane, mentre i pazienti con impatto di bolo alimentare sono stati solo 2 su 166 (1,2%). Inoltre, 40 pazienti su 49 (81,6%) hanno mantenuto una remissione istologica profonda

(0 eosinofili/mm2 di campo ad alto ingrandimento in tutte le biopsie) dal basale dello studio BUL-2/EER fino al termine delle 96 settimane del periodo di trattamento in aperto. Non è stata

osservata alcuna perdita di efficacia in un arco di tempo massimo di 3 anni (vale a dire, 96 settimane di trattamento in aperto con budesonide sotto forma di compresse orodispersibili in seguito a

48 settimane di trattamento di mantenimento in doppio cieco).

Bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 17 anni

BUU‑5/EEA (PEDEOS‑1), uno studio clinico randomizzato, controllato verso placebo, in doppio cieco, di fase II/III, condotto in 76 pazienti pediatrici (2‑17 anni) con EE attiva ha messo a confronto un trattamento orale della durata di 12 settimane con due diverse dosi giornaliere di budesonide

0,2 mg/mL sospensione orale e placebo: 1) dose elevata (BOS‑H; 2‑11 anni: 0,5 mg di budesonide due

volte al giorno; 12‑17 anni: 1,0 mg di budesonide due volte al giorno); 2) dose ridotta (BOS‑L;

2‑11 anni: 0,5 mg di budesonide una volta al giorno al mattino; 12‑17 anni: 1,0 mg di budesonide una volta al giorno al mattino); 3) gruppo trattato con sospensione placebo.

L’endpoint primario era la percentuale di pazienti con remissione patologica (picco

< 16 eosinofili/mm2 per campo ad alto ingrandimento [cioè < 5 eosinofili/mm2 per campo ad alto ingrandimento]) e riduzione del punteggio PEESS v2.0 totale indicativa di risposta clinica (≥ 30%)) alla settimana 12. L’endpoint è stato raggiunto in un numero significativamente maggiore di pazienti nei gruppi trattati con BOS‑H (69,2%) e BOS‑L (46,2%) rispetto al gruppo trattato con placebo (0,0%) (FAS‑DB, p < 0,0001). BOS‑H ha indotto la remissione istologica in quasi tutti i pazienti trattati (88,5%) rispetto a BOS‑L (61,5%) e al placebo (0%), indipendentemente dalla localizzazione, dall’estensione e dalla gravità dell’infiammazione esofagea, e in entrambi i sottogruppi di età. Non vi è stata alcuna differenza significativa o clinicamente rilevante in termini di risposta clinica alla settimana 12 (endpoint secondario chiave). Ciò si spiega principalmente con un’elevata risposta al placebo; tuttavia, questo riscontro indica che una riduzione dei sintomi potrebbe non essere un predittore affidabile della risposta istologica.

La fase in doppio cieco è stata seguita da una fase facoltativa di induzione in aperto con BOS‑H della durata di 12 settimane nei pazienti che non avevano risposto in modo adeguato a BOS‑H, BOS‑L o al placebo durante la fase in doppio cieco. Dopo queste ulteriori 12 settimane di trattamento di induzione con BOS‑H, 45 pazienti su 52 (86,5%) hanno raggiunto una remissione patologica associata alla risposta clinica.

I pazienti che avevano risposto alla terapia di induzione potevano ricevere un’ulteriore terapia

in aperto con BOS‑L della durata di 24 settimane, con la possibilità di passare a BOS‑H. Durante questa fase, BOS ha dimostrato un’elevata efficacia nel mantenere e nel rafforzare ulteriormente la remissione clinica ottenuta durante la terapia di induzione. Non sono disponibili risultati sulla remissione istologica, poiché non sono state effettuate endoscopie nel corso della fase di estensione. Per informazioni sulle reazioni avverse osservate, vedere paragrafo 4.8.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Dopo somministrazione di Jorveza 0,2 mg/mL sospensione orale, la budesonide è rapidamente assorbita. I dati farmacocinetici dopo somministrazione di una dose singola di 1 mg di budesonide in soggetti sani a digiuno in due diversi studi mostrano un tempo di latenza mediano di 0,00 - 0,08 ore (intervallo 0,00 - 0,17 ore) e un tempo mediano al picco di concentrazione plasmatica di 0,7 - 1,00 ore (intervallo 0,33 - 1,75 ore). Il picco medio di concentrazione plasmatica (Cmax) era di

0,39 - 0,41 ng/mL (intervallo 0,09 - 0,90 ng/mL) e l’area sotto la curva concentrazione plasmatica–tempo (AUC0-00) era di 1,47 - 1,49 hr*ng/mL (intervallo 0,53 - 3,85 hr*ng/mL).

Dopo somministrazione della sospensione orale a stomaco pieno, la Cmax di budesonide si è ridotta del 36% - 41%, mentre il Tmax è aumentato di 0,90 - 1,25 h rispetto alla somministrazione a digiuno. Non è stato osservato alcun effetto dell’assunzione di cibo sull’AUC0-∞.

Dopo somministrazione di 5 mL di sospensione orale due volte al giorno per 7 giorni, budesonide ha mostrato un accumulo di circa il 15% per il grado di esposizione (AUC0‑24,ss), rispetto alla dose singola.

In pazienti pediatrici (2‑17 anni) affetti da EE, la biodisponibilità di budesonide nella sospensione orale è risultata inferiore del 60% circa rispetto a quella misurata in volontari adulti sani. Nei pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e 5 anni sono stati osservati parametri di esposizione (AUC e Cmax) mediani lievemente superiori in confronto alle fasce di età maggiori, mentre l’intervallo di esposizione nei bambini più piccoli è risultato in linea con l’intervallo di esposizione simulato per le altre fasce di età.

Per contro, nei pazienti adulti affetti da EE trattati con budesonide sotto forma di compresse orodispersibili è stato osservato un aumento del 35% del picco di concentrazione plasmatica e un aumento del 60% dell’AUC0-12 in confronto ai soggetti adulti sani.

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione era di 35,52 ± 14,94 L/kg dopo somministrazione orale di 1 mg di budesonide in soggetti adulti sani e di 42,46 ± 23,90 L/kg dopo somministrazione di 4 mg di budesonide in pazienti adulti con EE (dati farmacocinetici per budesonide sotto forma di compresse orodispersibili). Il legame alle proteine plasmatiche è pari in media all’85 - 90%.

Biotrasformazione

Il metabolismo di budesonide nei pazienti adulti con EE è ridotto in confronto ai soggetti sani e, di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche di budesonide sono aumentate.

La budesonide subisce un’ampia biotrasformazione tramite CYP3A4 nella mucosa dell’intestino tenue e nel fegato in metaboliti dotati di bassa attività glucocorticosteroidea. L’attività glucocorticosteroidea dei metaboliti maggiori, 6β-idrossibudesonide e 16α-idrossiprednisolone, è pari a meno dell’1% di quella della budesonide. CYP3A5 non contribuisce in misura significativa al metabolismo della budesonide.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione mediana nei soggetti sani è di 4,05 - 4,50 ore (intervallo 2,38 - 5,47 ore). La budesonide viene eliminata dal rene in quantità trascurabili. Nelle urine sono stati riscontrati soltanto i metaboliti della budesonide, ma non la budesonide stessa.

Compromissione epatica

Una rilevante quota di budesonide viene metabolizzata nel fegato dal CYP3A4. L’esposizione sistemica a budesonide è considerevolmente aumentata nei pazienti con compromissione epatica severa. Non sono stati condotti studi con Jorveza su pazienti con compromissione epatica.

Compromissione renale

L’effetto della compromissione renale sulla farmacocinetica di budesonide non è stato valutato nell’ambito di uno studio clinico dedicato. Pertanto, l’uso di budesonide non è raccomandato nei pazienti con compromissione renale severa.

Informazioni farmaceutiche - JORVEZA 0,2 MG/ML

Elenco degli eccipienti

Saccarosio Acqua depurata

Sodio benzoato (E 211) Disodio edetato

Acido citrico Metilcellulosa 1500 Cps Aroma di ribes nero

Incompatibilità

Non pertinente.

Periodo di validità

2 anni.

Dopo la prima apertura: usare entro 6 settimane.

Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C.

Natura e contenuto del contenitore

Flacone in vetro soffiato di tipo III color ambra da 200 mL.

Chiusura a prova di bambino

Tappo scanalato bianco (PP) con chiusura a vite incolore (HDPE) e regolatore di flusso interno incolore (LDPE). Dopo la prima apertura, il regolatore di flusso rimane nel collo del flacone e consente l’inserimento della siringa per somministrazione orale per il prelievo della sospensione.

Siringa per somministrazione orale

Siringa per somministrazione orale con certificazione CE, composta da un corpo incolore (PP) con chiusura a vite incolore (HDPE) e tacche da 2,5 mL e 5 mL e da uno stantuffo bianco (HDPE).

Confezione

Un flacone contenente 165 mL di sospensione orale, con una siringa graduata per somministrazione orale.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

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