Cerca i farmaci più velocemente. Prova il Controllo delle interazioni.
Cerca i farmaci più velocemente. Prova il Controllo delle interazioni.
Farmaci

AMARKOR 60 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM A RILASCIO PROLUNGATO

Informazioni sulla prescrizione

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

Tipo di ricetta

RR - Soggetto a Prescrizione Medica

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Concedibile esente
Lista interazioni
19
45
35
8
Aggiungi alle interazioni

Interazioni con

Cibo
Piante
Integratori
Abitudini

Restrizioni d'uso

Renale
Epatica
Gravidanza
Allattamento

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

AMARKOR 60 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM A RILASCIO PROLUNGATO

Glutine / Lattosio

Glutine: No
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO

Produttore

S.F. GROUP

Ultimo aggiornamento del RCP

26/06/2025
Drugs app phone

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

Scansiona con la fotocamera del telefono.
4.9

Oltre 36k valutazioni

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

4.9 stelle, più di 20k valutazioni

RCP - AMARKOR 60 MG

Indicazioni

  • Trattamento della cardiopatia ischemica: angina pectoris cronica stabile (angina da sforzo).

  • Trattamento dell’ipertensione arteriosa.

Posologia

Il trattamento va possibilmente adattato alle necessità individuali in funzione della gravità del- la malattia e della risposta del paziente.

Nei pazienti con lieve, moderata o grave compromissione della funzionalità epatica può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e una riduzione del dosaggio.

Salvo diversa prescrizione medica valgono le seguenti direttive posologiche:

Adulti

  1. Cardiopatia ischemica

    Angina pectoris cronica-stabile (angina da sforzo): 1 compressa da 30 mg al dì.

    La dose può essere gradualmente aumentata, in accordo con le esigenze individuali dei pazienti, fino ad un dosaggio massimo di 120 mg somministrato una volta al giorno, al mattino.

  2. Ipertensione arteriosa 1 compressa da 30 mg al dì.

In alcuni casi può risultare opportuno incrementare gradualmente la dose, secondo le esigenze individuali, fino ad un dosaggio massimo di 60 mg somministrato una volta al giorno, al mat- tino.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Nifedipina nei bambini al di sotto dei 18 anni di età non sono state stabilite. I dati al momento disponibili per l’uso della Nifedipina nell’ipertensione sono riportati nel paragrafo 5.1.

Modo di somministrazione

La compressa rivestita con film deve essere inghiottita con un po’ di acqua al mattino a digiuno; le compresse non devono essere masticate o spezzate.

Qualsiasi aggiustamento ai dosaggi superiori o inferiori deve essere effettuato solo sotto con- trollo medico.

La sostanza fotosensibile contenuta nella compressa è sostanzialmente protetta dalla luce all’interno e al di fuori della confezione.

Internamente alla confezione, le compresse sono anche protette dall’umidità e quindi devono es- sere estratte dall’astuccio solo a scopo di assunzione.

Si consiglia tuttavia di non esporre a lungo le capsule alla luce solare diretta.

Durata del trattamento Secondo prescrizione medica.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 4.4 e 6.1) Gravidanza accertata (fino alla 20a settimana) o presunta ed allattamento (vedere paragrafo 4.6).

La nifedipina non deve essere usata in caso di shock cardiovascolare.

La nifedipina non deve essere usata in pazienti con tasca di Kock (ileostomia dopo proctocole- mia).

La nifedipina non deve essere usata in associazione a rifampicina in quanto l'induzione enzi- matica non consente di raggiungere dei livelli plasmatici efficaci di nifedipina (vedere para- grafo 4.5).

Avvertenze

Per gli effetti che la nifedipina esercita a livello delle resistenze vascolari periferiche è richiesta cautela nei pazienti con pressione sanguigna molto bassa (ipotensione grave con pressione si- stolica inferiore a 90 mmHg) e risulta necessario controllare attentamente la pressione arteriosa all’inizio della terapia e fino a quando non sia stata raggiunta la posologia di mantenimento. Per lo stesso motivo la nifedipina deve essere usata con cautela nei pazienti affetti da insuffi- cienza cardiaca conclamata, con grave stenosi aortica ed in quelli in trattamento con β- bloccanti o farmaci ipotensivi.

Come per altri materiali non deformabili deve essere usata prudenza qualora si somministri AMARKOR a pazienti con gravi stenosi pre-esistente del tratto gastrointestinale poiché possono insorgere dei sintomi ostruttivi.

In casi molto rari può verificarsi la formazione di bezoari che possono richiedere la terapia chi- rurgica.

In singoli casi sono stati descritti sintomi ostruttivi anche senza riscontro anamnestico di disturbi gastrointestinali.

AMARKOR non deve essere usato nei pazienti portatori di tasca di Kock (ileostoma dopo proc- tocolectomia).

Nel corso di indagini radiologiche con contrasto di bario AMARKOR può dare immagini falsa- mente positive (come dei difetti di riempimento interpretabili come polipi).

La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche della donna richiedano il trattamento con nifedipina.

L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono alla terapia standard (vedere paragrafo 4.6). Le informazioni disponibili non consentono di esclu-

dere la possibilità di effetti indesiderati sul nascituro e sul neonato. Pertanto, l’impiego in gravi- danza dopo la 20° settimana richiede una valutazione molto accurata del rapporto ri- schio/beneficio e deve essere preso in considerazione solo qualora tutte le altre opzioni terapeuti- che non siano indicate o si siano rivelate inefficaci.

In situazioni di emergenza ipertensiva, quali ad esempio l’eclampsia, il farmaco deve essere uti- lizzato sotto la responsabilità e lo stretto controllo del medico.

L’impiego di nifedipina non è raccomandato durante l’allattamento al seno in quanto è stato se- gnalato che nifedipina viene escreta nel latte umano e non si conoscono gli effetti dell'assorbi- mento orale di piccole quantità di nifedipina (vedere paragrafo 4.6).

È necessario un attento controllo della pressione arteriosa anche quando si somministri nifedipina in associazione a solfato di magnesio per via endovenosa, a causa di una possibile eccessiva ca- duta pressoria, che può nuocere sia alla madre che al feto.

Nei pazienti con lieve, moderata o grave compromissione della funzionalità epatica può rendersi necessario un accurato controllo della situazione pressoria e anche la riduzione del dosaggio (ve- dere paragrafo 4.2 e 5.2). Poiché la farmacocinetica della nifedipina non è stata studiata in pa- zienti con grave compromissione della funzionalità epatica, il medicinale deve essere sommini- strato con cautela in questo target di pazienti.

La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4.

Tutti i farmaci che sono noti per inibire o indurre questo sistema enzimatico possono quindi mo- dificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.5).

Farmaci che sono inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e quindi possono dare luogo ad un incremento nelle concentrazioni di nifedipina, sono ad esempio:

–antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina),

–inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir),

–antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo),

–gli antidepressivi nefazodone e fluoxetina,

–quinupristin/dalfopristin,

–acido valproico,

–cimetidina.

In caso di somministrazione contemporanea di questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina.

Nei pazienti sotto dialisi, affetti da ipertensione maligna e insufficienza renale irreversibile con ipovolemia, occorre prestare attenzione in quanto si può verificare un notevole calo pressorio a causa della vasodilatazione.

Nei rari casi in cui compare dolore in ambito toracico (talora disturbi tipo angina pectoris), deve essere consultato il medico curante.

Qualora si manifesti un edema periferico in pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia, occorre differenziare gli edemi dovuti alla nifedipina da quelli conseguenti ad un peggioramento della funzione ventricolare sinistra.

Durante il trattamento di pazienti diabetici o a rischio diabetico, la glicemia deve essere accura- tamente controllata; se compare iperglicemia la terapia deve essere sospesa.

Interazioni

Lista interazioni
19
45
35
8
Aggiungi alle interazioni

Effetti di altri farmaci sulla nifedipina

La nifedipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio (dopo somministra- zione orale) o la clearance della nifedipina (vedere paragrafo 4.4).

Si deve tenere conto dell’entità e della durata delle interazioni qualora si somministri nifedipina in associazione ai seguenti farmaci:

Diltiazem

Il diltiazem diminuisce la clearance della nifedipina per cui i due principi attivi dovrebbero essere associati con cautela considerando, eventualmente, la riduzione del dosaggio di nifedi- pina.

Rifampicina

La rifampicina è un forte induttore del sistema del citocromo P450 3A4. In caso di sommini- strazione concomitante con rifampicina, la biodisponibilità della nifedipina viene ridotta sen- sibilmente con conseguente indebolimento della sua efficacia. Per tale motivo l’impiego di ni- fedipina in combinazione con rifampicina risulta controindicato (vedere paragrafo 4.3).

In caso di somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci, deboli o moderati inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessa- rio, deve essere considerata una riduzione della dose di nifedipina (vedere paragrafo 4.2).

Antibiotici macrolidi (es. eritromicina)

Non è stato condotto nessuno studio specifico sull’interazione tra nifedipina ed antibiotici ma- crolidi. È noto che alcuni macrolidi inibiscono il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di altri farmaci per cui non si può escludere un potenziale incremento delle concentra- zioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4).

L’azitromicina, sebbene strutturalmente correlata alla classe degli antibiotici macrolidi, è priva di attività inibente il CYP3A4.

Inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir)

Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la ni- fedipina e certi inibitori delle proteasi anti-HIV (amprenavir, indinavir, nelfinavir, ritonavir o saquinavir). È noto come farmaci di questa classe inibiscano il sistema del citocromo P450 3A4. Inoltre è stato dimostrato che essi inibiscono in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Quando sono somministrati insieme con la nifedipina non può essere escluso un sostanziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina dovuto al ridotto metabolismo di primo passaggio ed alla ridotta eliminazione (vedere paragra- fo 4.4).

Antimicotici azolici (es. ketoconazolo)

Uno studio formale sulla possibile interazione tra nifedipina e certi antimicotici azolici (es. keto- conazolo, itraconazolo o fluconazolo) non è stato ancora eseguito. È noto che i farmaci di que-

sta classe inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4. Quando tali farmaci vengono sommi- nistrati per via orale con la nifedipina non si può escludere un sostanziale incremento della biodisponibilità sistemica della nifedipina legato ad un ridotto metabolismo di primo passaggio (vedere paragrafo 4.4).

Fluoxetina

Non è ancora stato condotto uno studio clinico per indagare la potenziale interazione tra la ni- fedipina e la fluoxetina. È stato dimostrato che la fluoxetina inibisce in vitro il metabolismo della nifedipina mediato dal citocromo P450 3A4. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito della somministrazione contempora- nea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4).

Nefazodone

Uno studio clinico sulla possibile interazione tra nifedipina e nefazodone non è stato ancora ese- guito. È noto che il nefazodone inibisce il metabolismo mediato dal citocromo P450 3A4 di al- tri farmaci. Perciò non può essere escluso un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nife- dipina a seguito della somministrazione contemporanea dei due farmaci (vedere paragrafo 4.4).

Quinupristin / Dalfopristin

La somministrazione simultanea di quinupristin/dalfopristin e nifedipina può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina (vedere paragrafo 4.4).

Acido valproico

Non sono stati condotti degli studi formali per valutare la potenziale interazione tra la nifedipi- na e l’acido valproico. Tuttavia, dato che l’acido valproico si è dimostrato in grado di aumen- tare le concentrazioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista strutturalmente simile, attraverso inibizione enzimatica, non si può escludere un aumento delle concentrazio- ni plasmatiche, e quindi d’efficacia, anche per la nifedipina (vedere paragrafo 4.4).

Cimetidina

La cimetidina per il suo effetto di inibizione sul sistema del citocromo P450 3A4 eleva i livelli plasmatici di nifedipina e può potenziarne l’effetto antiipertensivo (vedere paragrafo 4.4).

Altri studi Cisapride

La contemporanea somministrazione di cisapride e nifedipina può condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di nifedipina.

Antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come la fenitoina, la carbama- zepina e il fenobarbitale.

La fenitoina induce il sistema del citocromo P450 3A4. La contemporanea somministrazione di fenitoina e nifedipina determina una riduzione della biodisponibilità e quindi dell’efficacia della nifedipina.

Qualora i due farmaci vengano somministrati contemporaneamente, la risposta clinica alla ni- fedipina deve essere controllata e, se necessario, deve essere presa in considerazione l’aumento della sua dose. Analogamente, qualora il dosaggio della nifedipina venga incrementato durante la somministrazione contemporanea dei due farmaci, andrà considerata una riduzione nella dose di nifedipina quando venga interrotto il trattamento con la fenitoina. Non sono stati condotti de- gli studi formali per valutare la potenziale interazione tra nifedipina e carbamazepina o feno-

barbital. Tuttavia, dato che questi ultimi si sono dimostrati in grado di ridurre le concentra- zioni plasmatiche della nimodipina, un calcio-antagonista struttural-mente simile, attraverso un processo d’induzione enzimatica, non si può escludere una riduzione delle concentrazioni pla- smatiche, e quindi dell’efficacia, anche per la nifedipina.

Effetti della nifedipina su altri farmaci Antipertensivi

La nifedipina può accentuare l’effetto ipotensivo di altri antipertensivi somministrati in asso- ciazione, quali:

–Diuretici,

–β-bloccanti,

–ACE-inibitori,

–antagonisti del recettore dell’angiotensina 1 (AT-1),

–Altri calcio-antagonisti,

–bloccanti α-adrenergici,

–inibitori della PDE5,

–α-metildopa.

Con la terapia concomitante con farmaci β-bloccanti c’è il rischio di ipotensione, di esacerbazio- ne dell’angina e di insufficienza cardiaca. Qualora si associ la nifedipina a β-bloccanti, il pazien- te deve essere accuratamente sorvegliato poiché è noto che in casi isolati si può verificare un peggioramento dell’insufficienza cardiaca.

Digossina

La contemporanea somministrazione di nifedipina e digossina può indurre un aumento dei li- velli plasmatici di digossina, legato ad una riduzione della sua clearance. A scopo precauziona- le il paziente dovrebbe perciò essere controllato per rilevare l’eventuale comparsa di sintomi di sovradosaggio di digossina e, se necessario, il dosaggio del glicoside deve essere ridotto sulla base dei livelli plasmatici di digossina.

Chinidina

In singoli casi durante la somministrazione contemporanea di nifedipina e chinidina sono stati osservati livelli ridotti di chinidina oppure, dopo sospensione di nifedipina, un netto aumento dei livelli plasmatici di chinidina.

Per questa ragione, qualora la nifedipina sia impiegata contemporaneamente o venga sospe- sa, si raccomanda di mantenere controllata la concentrazione plasmatica di chinidina e, se ne- cessario, di aggiustarne il dosaggio.

Da alcuni autori vengono segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina a seguito di somministrazione contemporanea dei due farmaci, mentre altri non hanno osservato variazioni nella farmacocinetica della nifedipina.

Perciò la pressione arteriosa va attentamente controllata qualora la chinidina venga ad essere as- sociata ad una preesistente terapia con nifedipina. Se necessario, il dosaggio della nifedipina va ridotto.

Tacrolimus

Il tacrolimus viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. Dati recente- mente pubblicati indicano che, in singoli casi, la dose di tacrolimus può essere ridotto quando viene somministrato contemporaneamente alla nifedipina. Comunque, qualora questi due far-

maci vengano somministrati in associazione, devono essere controllate le concentrazioni plasma- tiche di tacrolimus consideran-do, se necessario, la riduzione del dosaggio di questo.

Interazioni con alimenti Succo di pompelmo

Il succo di pompelmo inibisce il sistema del citocromo P450 3A4. L’assunzione contemporanea di succo di pompelmo e nifedipina produce un aumento delle concentrazioni plasmatiche di ni- fedipina e ne prolunga l’azione a causa di un ridotto metabolismo di primo passaggio o una diminuzione della clearance. Di conseguenza l’effetto antiipertensivo può risultare aumenta- to. In caso di consumo regolare di succo di pompelmo, questo effetto può durare fino a oltre 3 giorni dall’ultima assunzione. Pertanto, il consumo di pompelmo/succo di pompelmo deve essere evitato durante il trattamento con nifedipina.

Interazioni che sono state escluse

Non sono stati dimostrati effetti sulla farmacocinetica della nifedipina quando somministrata contemporaneamente a: acido acetilsalicilico 100 mg (per l’acido acetilsalicilico alla dose di 100 mg non viene modificata l’azione sull’aggregazione piastrinica e sul tempo di sanguinamento), benazepril, doxazosin, orlistat, pantoprazolo, ranitidina, talinololo o triamterene idroclorotiazide.

Non sono stati dimostrati effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica della nifedipina quando somministrata contemporaneamente ad omeprazolo o rosiglitazone.

Ajmalina

La concomitante somministrazione di nifedipina ed ajmalina non ha effetto sul metabolismo dell’ajmalina.

Debrisochina

La concomitante somministrazione di nifedipina e debrisochina non ha effetto sul metabolismo della debrisochina.

Candesartan cilexetil

La concomitante somministrazione di nifedipina e candesartan cilexetil non ha effetto sulla far- macocinetica dei due farmaci.

Irbesartan

La concomitante somministrazione di nifedipina e irbesartan non ha effetto sulla farmacocinetica di irbesartan.

Altre forme di interazione

La valutazione dei valori urinari dell’acido vanil-mandelico effettuata con il metodo spettrofo- tometrico, in presenza di nifedipina, può evidenziare falsi incrementi dell’acido stesso. Tali valori non vengono invece modificati utilizzando il metodo HPLC.

Gravidanza

Gravidanza

La nifedipina è controindicata nelle prime 20 settimane di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). La nifedipina non deve essere somministrata in gravidanza, a meno che le condizioni cliniche del- la donna richiedano il trattamento con nifedipina.

L’uso della nifedipina deve essere limitato a donne con ipertensione grave che non rispondono

alla terapia standard (vedere paragrafo 4.4).

Non sono stati condotti studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza.

E’ stato osservato edema polmonare acuto con la somministrazione di farmaci calcio-antagonisti, tra cui nifedipina, come agenti tocolitici durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in casi di gravidanza multipla (gemellare o plurigemellare), per via endovenosa e/o in associa- zione a beta-2 agonisti.

Le informazioni disponibili sono insufficienti per escludere effetti avversi sul feto e sul neona- to.

Negli studi sugli animali la nifedipina ha dimostrato di provocare e m b r i o t o s s i c i t à , f e - t o t o s s i c i t à e t e r a t o g e n i c i t à ( v e d e r e p a r a g r a f o 5 . 3 ) .

L a n i f e d i p i n a s i è d i m o s t r a t a i n g r a d o d i p r o v o c a r e effetti teratogeni nel rat- to, nel topo e nel coniglio, quali anomalie digitali, malformazioni delle estremità, palatoschisi, schisi sternale, malformazioni costali. Le anomalie d i g i t a l i e l e m a l f o r m a z i o n i d e l l e e s t r e m i t à sono, verosimilmente, il risultato della compromissione del flusso ematico uterino, ma sono state osservate anche in animali trattati con nifedipina solo dopo il pe- riodo dell’organogenesi. La somministrazione del principio attivo ha comportato una varietà di effetti tossici a carico dell'embrione, della placenta e del feto come scarso sviluppo fetale (ratto, topo, coniglio), ridotte dimensioni placentari ed ipotrofia dei villi coriali (scimmia), morte degli embrioni e dei feti (ratto, topo, coniglio) e prolungamento della gestazione/ridotta sopravviven- za neonatale (ratto; non valutati in altre specie). Tutti i dosaggi associati ad effetti teratogeni, embriotossici e fetotossici erano tossici per l'organismo materno e, comunque, risultavano di molte volte superiori la posologia massima indicata per l'impiego umano.

Dalle evidenze cliniche disponibili non è stato identificato uno specifico rischio prenatale. Seb- bene sia stato riportato un aumento di asfissia perinatale, parti cesarei in aggiunta a prematurità e ritardo nella crescita intrauterina, non è chiaro se questi casi siano dovuti all’ipertensione di fon- do, al suo trattamento o ad un effetto specifico del farmaco.

Allattamento

La nifedipina viene escreta nel latte materno. Poichè non esistono dati sui possibili effetti sul neonato, qualora dovesse rendersi necessario un trattamento con nifedipina durante questo perio- do, l’allattamento deve essere interrotto.

La concentrazione di nifedipina nel latte è pressoché comparabile a quella sierica della madre. Per le formulazioni a rilascio immediato, si propone di ritardare l’allattamento al seno o di non tirare il latte nelle 3 o 4 ore successive alla somministrazione del farmaco per ridurre l'esposizio- ne del neonato alla nifedipina (vedere paragrafo 4.4).

Fertilità

In singoli casi di fecondazione in vitro i calcio-antagonisti come la nifedipina sono stati associati ad alterazioni biochimiche reversibili con corrispondenza della parte apicale dello spermatozoo, con possibile compromissione funzionale dello sperma.

Nel caso di uomini che hanno già provato senza successo a concepire con la fecondazione in vi- tro, e nei casi in cui non è possibile trovare alcuna altra spiegazione, i calcio-antagonisti come nifedipina devono essere considerati come una possibile causa.

Effetti sulla guida

Le reazioni al farmaco, che variano in intensità da individuo ad individuo, possono compromet-

tere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari (vedere paragrafo 4.8). Ciò vale partico- larmente all’inizio del trattamento, al cambio del farmaco ed in relazione all’assunzione di bevande alcoliche.

Effetti indesiderati

Vengono elencate di seguito le reazioni avverse al farmaco (ADRs) segnalate nel corso degli studi clinici condotti con nifedipina verso placebo, e classificate secondo le categorie di frequen- za CIOMS III (dati tratti dal data base di studi clinici: nifedipina n=2.661; placebo n=1.486; status: 22 febbraio 2006 - e dati tratti dallo studio ACTION: nifedipina n=3.825; placebo n=3.840).

Le reazioni avverse classificate come "comuni" sono state osservate con una frequenza infe- riore al 3%, con l’eccezione dell’edema (9,9%) e della cefalea (3,9%).

Le frequenze delle reazioni avverse segnalate con i prodotti a base di nifedipina sono riassunte nella tabella seguente.

Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine de- crescente di gravità. Le frequenze sono definite come: comune (≥1/100- < 1/10); non comune (≥ 1/1.000-< 1/100) e raro (≥ 1/10.000- < 1/1.000). Le reazioni avverse identificate solo durante la sorveglianza postmarketing e per le quali non è stato possibile definire la frequenza sono riporta- te sotto "Non nota".

Classificazione per sistema-organo Comune Non comune Raro Non nota
Patologia del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi Leucopenia
Disturbi del sistema immunitario Reazione allergica Edema allergico/angioedema (incluso edema della laringe)1 Prurito, Orticaria, Eru- zione cutanea Reazione anafilatti- ca/anafilattoide
Disturbi psichiatrici Reazioni ansiose, disturbi del sonno
Disordini del meta bolismo e della nutrizione Iperglicemia
Patologie del sistema nervoso Cefalea Vertigini, Emicrania, Capogiri, Tremore, In- sonnia, Nervosismo Parestesia/ disestesia Ipoestesia Sonnolenza
Patologie dell’occhio Disturbi della vista Dolore oculare
Patologie cardiache Tachicardia, Palpitazioni Dolore toracico (angina pectoris)
Patologie vascolari Edema (incluso edema periferico), Vasodilatazione (vampate, sensa- zione di calore) Ipotensione, Sincope
Patologie respiratorie, toraciche e mediastini- che Epistassi, Congestione nasale DispneaEdema polmonare*
Patologie gastrointesti- nali Costipazione Dolori gastrointestinali e addominali, Nausea, Dispepsia, Flatulenza, Bocca secca, Diarrea Iperplasia gengivale Bezoari, Disfagia Ostruzione intetinale Ulcera intestinale, Vomito, Insufficien- za dello sfintere ga- stroesofageo
Patologie epatobiliari Aumento transitorio degli enzimi epatici colestasi intraepatica Ittero
Patologie della cutee del tessuto sottocuta neo Eritema Dermatite fotosensibile Necrolisi epidermica tossica,Reazione fotoallergi- ca,Porpora palpabile
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari Gonfiore articolare Artralgia Mialgia
Patologie renali edurinarie Poliuria, Disuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzioni erettile Ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministra- zione Senso di malessere Astenia (stanchez- za) Dolore aspecifico, Bri vidi, Dolori alle estre mità

1 potenzialmente pericoloso per la vita

*sono stati segnalati casi nell'impiego come farmaco tocolitico in gravidanza (vedere paragrafo 4.6)

Sono stati, occasionalmente, segnalati anche: episodi di epatite, aumento della fosfatasi alcalina o LDH, pirosi gastrica, mal di gola, tosse, disturbi della sfera sessuale, febbre, sudorazione, trombocitopenia, anemia, rigidità articolari.

Con altre formulazioni di nifedipina: agranulocitosi, dermatite esfoliativa, eritromelalgia.

Nei pazienti in dialisi con ipertensione maligna ed ipovolemia si può verificare, a seguito della vasodilatazione, una marcata caduta della pressione arteriosa.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medi- cinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo:https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Sintomi

Nei casi di grave intossicazione da nifedipina sono stati osservati i seguenti sintomi: disturbi del- la coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazioni del ritmo cardiaco di tipo ta- chi/bradicardico, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, shock cardiogeno con edema polmo- nare.

Trattamento del sovradosaggio

Per quanto riguarda il trattamento, hanno la priorità l'eliminazione della sostanza attiva e la stabi- lizzazione delle condizioni cardiovascolari.

Dopo l’ingestione orale è indicata una accurata lavanda gastrica associata, se necessario, ad irri- gazione del piccolo intestino. Particolarmente nei casi di intossicazione con le formulazioni di nifedipina a lento rilascio, come AMARKOR, l'eliminazione deve essere la più completa possi- bile, compreso l'intestino tenue, al fine di prevenire l’altrimenti inevitabile assorbimento del principio attivo. L'emodialisi non è utile in quanto la nifedipina non è dializzabile, ma è consi- gliabile la plasmaferesi (per l'elevato legame proteico ed il relativamente basso volume di distri- buzione).

I disturbi bradicardici del ritmo cardiaco possono essere trattati con β- simpaticomimetici, men- tre nel caso di alterazioni bradicardiche del ritmo cardiaco pericolose per la vita deve essere pre- so in considerazione l'impiego di un "pacemaker" temporaneo.

L'ipotensione, come risultato dello shock cardiogeno e della vasodilatazione arteriosa può essere trattata con il calcio (10-20 ml di soluzione di calcio gluconato al 10% da somministrarsi lenta- mente per via endovenosa, eventualmente da ripetersi).

Come risultato, la calcemia, può raggiungere i valori alti della norma o superarli di poco.

Qualora l'effetto del calcio sulla pressione sanguigna dovesse rivelarsi insufficiente dovranno es- sere somministrati anche dei vasocostrittori simpaticomimetici, quali la dopamina o la noradre- nalina, il cui dosaggio dovrà essere determinato esclusivamente dal risultato ottenuto.

Infusione di liquidi o di espansori plasmatici andranno effettuate con prudenza per il pericolo di sovraccarico cardiaco.

Proprietà farmacologiche - AMARKOR 60 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Calcio Antagonisti. Derivati diidropiridinici Codice ATC: C08CA05

La nifedipina è un calcio-antagonista del gruppo 1,4 – diidropiridinico, come tale è attiva nel

ridurre l’afflusso intracellulare transmembrana degli ioni Ca2+ che si verifica attraverso i canali lenti del calcio.

In particolare, la nifedipina è efficace soprattutto sulle cellule miocardiche, su quelle muscolari delle arterie coronarie e dei vasi periferici di resistenza.

Da ricerche sul principio attivo sono emerse importanti proprietà come la protezione, da parte di nifedipina, dei danni cardiaci funzionali e strutturali causati dall’ischemia tramite la dimi- nuzione del consumo energetico ed il mantenimento del normale metabolismo delle fibre mio- cardiche.

A livello cardiaco, la nifedipina dilata le arterie coronarie, in particolare i grandi vasi di condut- tanza, ed anche i segmenti di parete libera da patologia nelle zone parzialmente stenotiche. Inoltre, la nifedipina, riducendo il tono della muscolatura liscia vasale delle coronarie, ne previe- ne il vasospasmo.

Il risultato finale di queste azioni è un incremento del flusso ematico post-stenotico e, di con- seguenza, un aumento dell’apporto di ossigeno. Contemporaneamente, la nifedipina diminuisce la richiesta miocardica di ossigeno riducendo le resistenze periferiche (post-carico).

In terapia cronica, il farmaco è in grado di prevenire lo sviluppo di nuove lesioni aterosclerotiche a livello coronarico.

La nifedipina, stimolando la vasodilatazione delle arterie, riduce le resistenze periferiche e, quindi, comporta la diminuzione e la normalizzazione della pressione arteriosa.

All'inizio della terapia con la nifedipina si può verificare un transitorio aumento riflesso della frequenza e, di conseguenza, della portata cardiaca.

Comunque, questo incremento non è tale da compensare la vasodilatazione. Inoltre, la nifedi- pina aumenta l’escrezione renale di sodio ed acqua sia nel trattamento a breve che a lungo termine. L'effetto ipotensivo della nifedipina è particolarmente pronunciato nei pazienti ipertesi. Nei soggetti con Sindrome di Raynaud la nifedipina è in grado di prevenire o ridurre gli episodi di vasospasmo alle dita.

Popolazione pediatrica

Sono disponibili informazioni limitate sulla Nifedipina in confronto con altri antiipertensivi, sia nell’ipertensione acuta che nel trattamento dell’ipertensione a lungo termine con diffe- renti formulazioni in diversi dosaggi. Gli effetti antiipertensivi della Nifedipina sono stati di- mostrati, ma non sono state stabilite le dosi raccomandate, la sicurezza a lungo termine e l’efficacia cardiovascolare.

Non sono disponibili forme di dosaggio pediatriche.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Lo sviluppo delle compresse con nifedipina in forma film-rivestita a rilascio prolungato ha con- sentito la riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere con miglioramento della tolle- rabilità al trattamento e della compliance dei pazienti nel trattamento dell’angina stabile e dell’ipertensione arteriosa essenziale.

La compressa film-rivestita a rilascio prolungato (FRM) a contatto con acqua o con i fluidi bio- logici conduce all’interazione tra le sostanze polimeriche contenute nella FRM e l’acqua.

Tale interazione H2O/polimero, inizialmente leggermente rallentata dalla filmatura idrosolubile, provoca l’idratazione e la distensione delle catene polimeriche, con conseguente liberazione di energia meccanica che determina il rigonfiamento della FRM.

L’interazione immediata nella prima fase del processo viene controllata nei tempi successivi dal- la dissoluzione dei componenti solubili del nucleo idratato. Questo permette di controllare il ri- gonfiamento della FRM, in modo da non provocare la distruzione del sistema.

Contemporaneamente al processo di rigonfiamento della FRM avviene la cessione del principio attivo che, nel caso della nifedipina, si verifica prevalentemente per diffusione secondo gradiente di concentrazione, attraverso la porzione rigonfiata della FRM, la quale riduce la sua funzione di barriera man mano che i componenti polimerici si disciolgono.

Grazie al suo comportamento cinetico, queste compresse riescono a mantenere i livelli plasmatici terapeutici per 24 ore.

Principali parametri farmacocinetici di AMARKOR compresse

La tabella seguente mostra le concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) ed i tempi corrispondenti (Tmax)

Principali parametri farmacocinetici di AMARKOR compresse:

C max* (Ng .ml-1)

T

max*

* (h)

Clearance (L/h)

a) 30 mg 42,8 ± 7,4 9,7 ± 1,4 35,9 ± 9,1
b) 60 mg 68,9 ± 9,5 9,08 ± 2,7 44,3 ± 6,8

* Valore medio delle concentrazioni plasmatiche massime.

** Valore medio dei tempi di raggiungimento della concentrazione plasmatica mas- sima.

Quota di assorbimento: superiore al 90%.

Metabolita principale: acido 2-idrossimetil-5-metossicarbonil-6-metil-4-(O-nitrofenil)- piridin- 3-carbossilico; farmacologicamente inattivo; riscontrabile anche nell’urina dell’uomo dopo somministrazione per os.

Eliminazione: 70-80% per via renale, 15% attraverso la bile con le feci.

Escrezione urinaria: superiore al 90% nelle 24 ore. Legame proteico nell’uomo: circa 90% Legame proteico del metabolita: circa 55%

Distribuzione

La nifedipina si lega per il 95% alle proteine plasmatiche (albumina). L’emivita di distribuzione dopo somministrazione endovenosa è compresa tra i 5 e i 6 minuti.

Biotrasformazione

Dopo somministrazione orale la nifedipina viene metabolizzata a livello della parete intestinale e del fegato principalmente attraverso processi ossidativi.

I metaboliti ossidati non presentano attività farmacologica. La via di escrezione fondamentale della nifedipina nella forma ossidata è quella renale, mentre solo il 5-15% viene escreto attraver- so la bile con le feci. Il farmaco non metabolizzato si trova in tracce (meno dello 0,1%) nelle uri- ne.

Eliminazione

La via di escrezione principale della nifedipina nella forma ossidata è quella renale, solo il 5- 15% viene escreto attraverso la bile con le feci. Il farmaco non metabolizzato si trova nelle urine soltanto in tracce (meno dello 0,1%).

L'emivita di eliminazione per AMARKOR compresse non rappresenta un parametro significati- vo dato che la concentrazione plasmatica si mantiene pressoché costante grazie al continuo rila- scio ed al successivo assorbimento: solo dopo l’ultima somministrazione la concentrazione pla- smatica progressivamente declina, evidenziando un’emivita di eliminazione sovrapponibile a quella della formulazione capsule. In caso di insufficienza renale non sono state rilevate sostan- ziali modificazioni rispetto ai volontari sani.

In presenza di compromissione della funzionalità epatica l’emivita di eliminazione è nettamente allungata e la clearance totale del farmaco si riduce.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

14 COMPRESSE
Prezzo
8,21 €
Ticket
0,00 €

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

AIC

035067026

Fonti

Simili

Drugs app phone

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

Scansiona con la fotocamera del telefono.
4.9

Oltre 36k valutazioni

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

4.9

Oltre 36k valutazioni

Scarica
Utilizziamo i cookie I cookie ci aiutano a offrire la migliore esperienza sul nostro sito web. Utilizzando il nostro sito web, accettate l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie, consultare la nostra Politica sui cookie.