AMISULPRIDE MYLAN 50 MG COMPRESSE
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - AMISULPRIDE 50 MG
Amisulpride Mylan è indicata per il trattamento di disturbi schizofrenici acuti e cronici con:
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sintomi positivi (come manie, allucinazioni, disturbi del pensiero, ostilità e diffidenza), e/o
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sintomi negativi (sindrome da deficit) come appiattimento della sfera affettiva, isolamento emotivo e sociale.
Questi includono i pazienti con sintomi negativi predominanti.
Posologia
Sintomi positivi:
Per gli episodi psicotici acuti, la dose giornaliera raccomandata varia da 400 a 800 mg/die. In casi individuali la dose giornaliera può essere aumentata fino a 1 200 mg. Dosi superiori a 1 200 mg al giorno non sono state estensivamente valutate per quanto riguarda la sicurezza e pertanto non devono essere usate.
Non è richiesta una titolazione specifica quando si inizia il trattamento. Le dosi devono essere adattate a seconda della risposta individuale.
Nei pazienti con sintomi misti positivi e negativi, le dosi devono essere aggiustate per ottenere un controllo ottimale dei sintomi positivi.
Il trattamento di mantenimento deve essere stabilito individualmente in base alla dose minima efficace.
Sintomi prevalentemente negativi (sindrome da deficit)
Si raccomanda una dose giornaliera tra 50 mg e 300 mg. Le dosi devono essere aggiustate individualmente.
Amisulpride Mylan può essere somministrato per via orale una volta al giorno ad una dose fino a 300 mg. Dosi più alte devono essere suddivise in 2 somministrazioni.
Deve essere usata la dose minima efficace.
Popolazioni speciali
Pazienti anziani oltre 65 anni
Il trattamento dei pazienti anziani non è raccomandato. La sicurezza di amisulpride è stata valutata in un numero limitato di pazienti anziani. Se il trattamento con amisulpride è assolutamente necessario, si richiede una particolare cautela a causa del possibile rischio di ipotensione o sedazione. Può essere anche richiesta una riduzione del dosaggio a causa di insufficienza renale.
Popolazione pediatrica
L’efficacia e la sicurezza di amisulpride in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni d’età non sono ancora state stabilite. Sono disponibili solo dati limitati sull’uso di amisulpride in adolescenti con schizofrenia. Pertanto, amisulpride non deve essere usata in adolescenti da 15 a 18 anni fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati. Se assolutamente richiesto il trattamento di adolescenti deve essere iniziato da un medico con esperienza nel trattamento
della schizofrenia in questo gruppo di età. L’uso di amisulpride è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 15 anni (vedere paragrafo 4.3).
Insufficienza renale
L’amisulpride è eliminata per via renale. In caso di insufficienza renale, la dose deve essere ridotta della metà in pazienti con clearance della creatinina (CRCL) compresa tra 30 e 60 mL/min e ad un terzo nei pazienti con CRCL compresa tra 10 e 30 mL/min. Poiché non vi è esperienza nei soggetti con grave compromissione renale (CRCL < 10 mL/min), amisulpride non è indicata in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4).
Insufficienza epatica
Poiché l’amisulpride è scarsamente metabolizzata, non dovrebbe essere necessaria una riduzione della dose.
Durata del trattamento
Sono disponibili dati da studi clinici controllati che coprono un periodo di un anno. La durata del trattamento deve essere determinata dal medico.
Per evitare sintomi da astinenza il trattamento deve essere sospeso gradualmente (vedere paragrafo 4.4).
Per dosi non praticabili con questo dosaggio, sono disponibili altri dosaggi di questo medicinale.
Modo di somministrazione Per uso orale.
Le compresse devono esser assunte intere o divise in due, con una sufficiente quantità di liquido.
Amisulpride Mylan può essere somministrato indipendentemente dai pasti.
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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
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Tumori prolattino-dipendenti concomitanti, ad es. prolattinomi dell’ipofisi e cancro della mammella.
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Sono state segnalate gravi crisi ipertensive in pazienti con feocromocitoma trattati con medicinali antidopaminergici, tra cui alcuni benzamidi; pertanto, è opportuno astenersi dal prescrivere questo prodotto a pazienti con feocromocitoma noto o sospetto.
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Bambini e adolescenti fino ai 15 anni d’età (vedere paragrafo 4.2).
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In associazione con levodopa (vedere paragrafo 4.5).
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In associazione con i seguenti medicinali che possono indurre “torsioni di punta” (vedere paragrafo 4.5):
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dopaminergici non utilizzati per il morbo di Parkinson (cabergolina e quinagolide)
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citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina, piperachina (vedere paragrafo 4.5)
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antiaritmici di classe Ia, come chinidina, disopiramide
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antiaritmici di classe III, come amiodarone e sotalolo
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altri medicinali come bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina (somministrazione endovenosa), vincamina (somministrazione endovenosa), alofantrina, pentamidina, sparfloxacina, anti-micotici azolici.
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Epatotossicità:
È stata riportata grave tossicità epatica con l'uso di amisulpride. I pazienti devono essere istruiti a segnalare immediatamente a un medico segni quali astenia, anoressia, nausea, vomito, dolore addominale o ittero. Indagini diagnostiche, che includono l'esame clinico e la valutazione biologica della funzionalità epatica, devono essere intraprese immediatamente (vedere paragrafo 4.8).
Sindrome neurolettica maligna potenzialmente fatale:
Come con altri neurolettici, può manifestarsi la Sindrome Neurolettica Maligna (NMS). Questa condizione è caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare e disfunzione del sistema nervoso autonomo, stato confusionale, rabdomiolisi ed aumento dei livelli ematici della creatinina fosfochinasi (CPK), ed è potenzialmente fatale. Se il paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di NMS, o se è presente una ipertermia inspiegabile, in particolare con
elevate dosi giornaliere, la somministrazione di tutti i medicinali antipsicotici inclusa l’amisulpride deve essere sospesa.
La rabdomiolisi è stata osservata anche in pazienti senza sindrome neurolettica maligna.
Prolungamento dell’intervallo QT:
Amisulpride produce un prolungamento dell’intervallo QT dose-dipendente (vedere paragrafo 4.8). È noto che questo effetto potenzia il rischio di gravi aritmie ventricolari come le
“torsioni di punta”. Prima di una qualsiasi somministrazione e, se possibile, in base allo stato clinico del paziente, si raccomanda di escludere i seguenti fattori che possono favorire l’insorgenza di questi disturbi del ritmo:
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bradicardia minore di 55 bpm
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malattia cardiaca o storia familiare di morte improvvisa o di prolungamento dell’intervallo QT
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squilibrio elettrolitico, in particolare ipopotassiemia
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prolungamento congenito dell’intervallo QT
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trattamento concomitante con medicinali che possono produrre una pronunciata bradicardia (< 55 bpm), ipopotassiemia, diminuzione della conduzione intracardiaca o prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5).
Si raccomanda un ECG basale prima del trattamento in tutti i pazienti, specialmente negli anziani e nei pazienti con anamnesi personale o familiare positiva di malattie cardiache o risultati anormali all’esame clinico cardiaco. Durante la terapia la necessità di un
monitoraggio dell’ECG (ad es. all’aumento della dose) deve essere valutata individualmente. La dose di amisulpride deve essere ridotta se il QT è prolungato e sospesa se il QTc è > 500 ms.
Si raccomanda un monitoraggio periodico degli elettroliti in particolare se il paziente prende diuretici o durante malattie intercorrenti.
L’uso concomitante con antipsicotici deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5).
Ictus:
In studi clinici randomizzati vs placebo, condotti in una popolazione di pazienti anziani con demenza e trattati con alcuni medicinali antipsicotici atipici, è stato osservato un aumento di 3 volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo dell’aumento di tale rischio è sconosciuto. Non può essere escluso un aumento del rischio con altri medicinali antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Amisulpride deve essere usata con cautela in pazienti con fattori di rischio per l’ictus.
Pazienti anziani con demenza:
Pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza trattati con farmaci antipsicotici presentano un aumento del rischio di morte. Le analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale 10 settimane), su pazienti che, in gran parte, assumevano farmaci antipsicotici atipici, hanno rivelato un rischio di morte, nei pazienti trattati con il farmaco, da 1,6 a 1,7 volte rispetto a quello rilevato nei pazienti trattati con placebo. Nel corso di uno studio controllato di 10 settimane, la percentuale dei decessi nei pazienti trattati con il farmaco è stata di circa il 4,5%, rispetto al 2,6% di quella del gruppo trattato con placebo. Sebbene le cause di morte durante gli studi clinici con antipsicotici atipici siano state varie, la maggior parte è sembrata essere o di natura cardiovascolare (ad es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (ad es. polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che, come con i farmaci antipsicotici atipici, anche il trattamento con farmaci antipsicotici convenzionali possa incrementare la mortalità. La misura in cui il rilievo di una maggiore mortalità negli studi osservazionali può essere attribuita ai farmaci antipsicotici piuttosto che ad alcune caratteristiche peculiari dei pazienti non è chiara.
Tromboembolia venosa:
Casi di tromboembolia venosa (VTE) sono stati riportati con l’uso di farmaci antipsicotici. Poiché i pazienti trattati con medicinali antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per VTE, tutti i possibili fattori di rischio per VTE devono essere identificati prima e durante il trattamento con Amisulpride Mylan e devono essere intraprese misure preventive.
Cancro al seno:
L’amisulpride può incrementare i livelli di prolattina. Pertanto, si consiglia cautela e i pazienti con storia personale o familiare di cancro al seno devono essere monitorati strettamente durante la terapia con amisulpride.
Iperglicemia/sindrome metabolica:
In pazienti trattati con alcuni antipsicotici atipici, fra cui amisulpride, è stata osservata iperglicemia. Pertanto, i pazienti con diagnosi certa di diabete mellito o con fattori di rischio per diabete devono essere sottoposti a un appropriato monitoraggio glicemico se in terapia con amisulpride.
Convulsioni:
Amisulpride può abbassare la soglia epilettogena. Pertanto, i pazienti con anamnesi positiva per episodi epilettici dovranno essere controllati attentamente durante la terapia con amisulpride.
Popolazioni speciali:
Amisulpride è eliminata per via renale. In caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta o può essere prescritto un trattamento intermittente (vedere paragrafo 4.2).
Negli anziani, la terapia con amisulpride, come con altri neurolettici, deve essere utilizzata con particolare cautela, a causa del possibile rischio di ipotensione o sedazione. Una riduzione del dosaggio può essere necessaria anche in caso di insufficienza renale.
Come nel caso di altri dopamino-antagonisti, è richiesta particolare cautela nella prescrizione di amisulpride in pazienti con malattia di Parkinson, in quanto il medicinale può causare un peggioramento della malattia. Amisulpride deve essere utilizzata soltanto quando il trattamento neurolettico non può essere evitato.
Sintomi da astinenza:
Sintomi da astinenza, inclusi nausea, vomito ed insonnia, sono stati descritti in seguito ad interruzione improvvisa di alte dosi terapeutiche di medicinali antipsicotici. Può verificarsi anche la ricomparsa dei sintomi psicotici, e con amisulpride è stata segnalata la comparsa di disturbi con movimenti involontari (come acatisia, distonia e discinesia). Pertanto, si consiglia una sospensione graduale.
Iperprolattinemia:
L'amisulpride può aumentare i livelli di prolattina (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con anamnesi di iperprolattinemia e/o un tumore potenzialmente prolattino-dipendente devono essere monitorati attentamente durante il trattamento con amisulpride (vedere paragrafo 4.3).
Tumore pituitario benigno:
L’amisulpride può aumentare i livelli di prolattina. Durante la terapia con amisulpride sono stati osservati casi di tumore pituitario benigno come il prolattinoma (vedere paragrafo 4.8). In caso di livelli molto elevati di prolattina o segni clinici di tumore pituitario (come difetti del campo visivo e cefalea), devono essere effettuati esami di diagnostica per immagini
dell’ipofisi. Se la diagnosi di tumore pituitario è confermata, il trattamento con amisulpride deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.3).
Altro:
Con gli antipsicotici, compresa amisulpride, sono state segnalate leucopenia, neutropenia e agranulocitosi. Infezioni inspiegabili o febbre possono indicare discrasia ematica (vedere paragrafo 4.8), che richiedono un’immediata indagine ematologica.
Amisulpride Mylan contiene lattosio
Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza totale di lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Medicinali sedativi
Si deve tenere presente che gli effetti depressivi di molti medicinali o sostanze sul sistema nervoso centrale possono essere cumulativi e contribuire a una riduzione dell'attenzione. Tra questi figurano oppioidi (antitussivi e terapie sostitutive), neurolettici, ansiolitici non benzodiazepinici (ad esempio, meprobamato), ipnotici, antidepressivi sedativi (amitriptilina, doxepina, mianserina, mirtazapina, trimipramina), baclofene e talidomide.
ibuire a una riduzione dell'attenzione. Tra questi figurano oppioidi (antitussivi e terapie sostitutive), neurolettici, ansiolitici non benzodiazepinici (ad esempio, meprobamato), ipnotici, antidepressivi sedativi (amitriptilina, doxepina, mianserina, mirtazapina, trimipramina), baclofene e talidomide.
L'uso di un medicinale torsadogenico con un altro medicinale torsadogenico è controindicato in linea generale.
Tuttavia, alcuni di essi, a causa della loro natura inevitabile, rappresentano un'eccezione alla regola, in quanto sono sconsigliati solo in associazione ad altri torsadogenici. Tra questi rientrano metadone, idrossiclorochina, antiparassitari (clorochina, alofantrina, lumefantrina e pentamidina) e neurolettici.
Tuttavia, citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina e piperachina non rientrano in questa eccezione e sono controindicati in associazione a tutti i torsadogenici.
Tabella 1: Associazioni controindicate (vedere anche paragrafo 4.3)
| Medicinali | Effetto dell’interazione |
| Dopaminergici non utilizzati per il morbo di Parkinson (cabergolina, quinagolide) | Antagonismo reciproco tra agonisti dopaminergici e neurolettici. |
| Citalopram, escitalopram, domperidone, idrossizina, piperachina | Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. |
| Antiaritmici di classe Ia come chinidina, idrochinidina e disopiramide.Antiaritmici di classe III come amiodarone, dronedarone, dofetilide, ibutilide e sotalolo.Altri medicinali come bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone, eritromicina (per via endovenosa), vincamina (per via endovenosa), alofantrina, pentamidina, sparfloxacina, antimicotici azolici. | Medicinali che possono indurre torsioni di punta. |
| Levodopa | Antagonismo reciproco degli effetti tralevodopa e neurolettici. L'amisulpride può contrastare l'effetto degli agonisti della |
| dopamina, ad esempio bromocriptina e ropinirolo. |
Tabella 2: Associazioni non raccomandate
| Medicinali | Effetto dell’interazione |
| Antiparassitari: clorochina, alofantrina, lumefantrina, pentamidina | |
| Agenti antiparkinsoniani dopaminergici: amantadina, apomorfina, bromocriptina, entacapone, lisuride, pergolide, piribedil, pramipexolo, rasagilina, ropinirolo, rotigotina, selegilina e tolcapone | |
| Composti dell'arsenico: difemanil, dolasetron endovenoso, eritromicina endovenosa, levofloxacina, mequitazina, mizolastina, prucalopride, vincamina endovenosa, moxifloxacina, spiramicina endovenosa, toremifene, vandetanib | - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. |
| Neurolettici: clorpromazina, ciamemazina, droperidolo, flupentixolo, flufenazina, levomepromazina, pipamperone, pipotiazina, sulpiride, sultopride, tiapride, zuclopentixolo | - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. |
| Sodio oxibato | - Aumento della depressione del sistema nervoso centrale. L’attenzione compromessapuò rendere pericolosa la guida di veicoli e l'uso di macchinari. |
| Idrossiclorochina | - Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta. |
| Medicinali che inducono bradicardia come beta-bloccanti, calcio-antagonisti che inducono bradicardia come diltiazem everapamil, clonidina, guanfacina e digitale. | - Medicinali che aumentano il rischio di torsione di punta o che potrebbero prolungare l'intervallo QT. |
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Se possibile, interrompere uno dei due trattamenti.
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Se la combinazione non può essere evitata, controllo preventivo dell'intervallo QT e monitoraggio ECG supervisionato.
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Antagonismo reciproco tra agente dopaminergico e neurolettici.
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L'agente dopaminergico può causare o aggravare disturbi psicotici. Se è necessario un trattamento neurolettico per un paziente affetto da Parkinson trattato con dopaminergici, questi ultimi devono essere gradualmente ridotti fino alla loro interruzione (la loro interruzione improvvisa espone il paziente al rischio di "sindrome neurolettica maligna").
| Medicinali che inducono ipokaliemia o squilibrio elettrolitico: diuretici ipokaliemici, lassativi stimolanti, amfotericina B (somministrazione endovenosa), glucocorticoidi e tetracosactide.Antipsicotici come pimozide e aloperidolo. Antidepressivi a base di imipramina.Litio.Alcuni antistaminici come astemizolo e terfenadina.Meflochina. | - L'ipokaliemia deve essere corretta. |
| Alcol | essere evitata. |
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L'amisulpride può potenziare gli effetti dell'alcol. Pertanto, l’alcol non deve essere consumato durante il trattamento.
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L'alcol aumenta l'effetto sedativo di queste sostanze.
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Una ridotta capacità di attenzione può rendere pericolosa la guida di veicoli e l'uso di macchinari.
-
L’assunzione di bevande alcoliche e medicinali contenenti alcol deve
Tabella 3: Associazioni che richiedono precauzioni d’uso
| Medicinali | Effetto dell’interazione e raccomandazioni per il monitoraggio |
| Anagrelide | |
| Azitromicina, ciprofloxacina, claritromicina, levofloxacina, norfloxacina e roxitromicina. | |
| Beta-bloccanti nell'insufficienza cardiaca (bisoprololo, carvedilolo, metoprololo e nebivololo). | (effetto additivo). |
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione.
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione.
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Inoltre, effetto vasodilatatore e rischio di ipotensione, soprattutto ortostatica
| - Monitoraggio clinico ed ECG. | |
| Medicinali che inducono bradicardia (in particolare antiaritmici di classe Ia, beta-bloccanti, alcuni antiaritmici di classe III, alcuni calcio-antagonisti, glicosidi cardiaci, pilocarpina e inibitori della colinesterasi). | |
| Medicinali che causano deplezione di potassio (diuretici che causano deplezione di potassio, da soli o in combinazione, lassativi stimolanti, glucocorticoidi, tetracosactide e amfotericina B per via endovenosa). | |
| Ondansetrone | |
| Deprimenti del SNC, tra cui narcotici, anestetici, analgesici, antistaminici sedativi H1, barbiturici, benzodiazepine e altri ansiolitici, clonidina e derivati. | - Può portare al potenziamento dell'effetto. |
| Farmaci antipertensivi e altri medicinali ipotensivi. | - Può portare al potenziamento dell'effetto. |
| Clozapina | - La somministrazione concomitante di amisulpride e clozapina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di amisulpride e al potenziamentodell'effetto. |
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Monitoraggio clinico ed ECG.
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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L'eventuale ipokaliemia deveessere corretta prima di somministrare il prodotto e deve essere effettuato monitoraggio clinico, elettrolitico ed ECG.
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Aumento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
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Monitoraggio clinico ed ECG durante la combinazione.
Tabella 4: Altre associazioni da tenere in considerazione
| Medicinali | Effetto dell’interazione |
| Altri medicinali sedativi | |
| Orlistat | - Rischio di fallimento terapeutico in caso di trattamento concomitante con orlistat. |
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Aumento della depressione del sistema nervoso centrale.
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La compromissione dell'attenzione può rendere pericolosa la guida e l'uso di macchinari.
Gravidanza
Sono disponibili solo dati limitati sull’uso di amisulpride nelle donne in gravidanza. La sicurezza dell’amisulpride durante la gravidanza non è stata stabilita. L’uso dell’amisulpride durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano adeguati mezzi contraccettivi non è raccomandato a meno che i benefici giustifichino i potenziali rischi.
Amisulpride attraversa la placenta.
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
I neonati esposti ad antipsicotici, inclusa l’amisulpride, durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse come sintomi extrapiramidali e/o sindrome da astinenza che possono variare per gravità e durata dopo il parto (vedere paragrafo 4.8). Sono stati segnalati agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, distress respiratorio, o disturbi alimentari. Di conseguenza, i neonati devono essere attentamente monitorati.
Allattamento
Amisulpride viene escreta nel latte materno in quantità piuttosto elevate, in alcuni casi al di sopra del valore accettato del 10% della dose materna aggiustata secondo il peso, ma le concentrazioni ematiche nei neonati allattati al seno non sono state valutate. Non ci sono informazioni sufficienti sugli effetti di amisulpride nei neonati/bambini. La decisione di interrompere l'allattamento o astenersi dalla terapia con amisulpride va presa tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia per la madre.
Fertilità
È stato osservato un calo di fertilità legato agli effetti farmacologici del farmaco (effetto mediato dalla prolattina) negli animali trattati.
Anche quando utilizzato secondo quanto raccomandato, amisulpride può causare sonnolenza e visione offuscata e quindi compromettere la capacità di guidare autoveicoli o di utilizzare macchinari (vedere paragrafo 4.8).
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la loro incidenza usando la seguente convenzione:
Molto comune (≥1/10); Comune (≥1/100, <1/10);
Non comune (≥1/1000, <1/100); Raro (≥1/10 000, <1/1 000);
Molto raro (<1/10 000);
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classi di organi e sistemi | Frequenza | Reazione avversa |
| Patologie del sintema emolinfopoietico | Non comune | Leucopenia, neutropenia (vedere paragrafo 4.4) |
| Rara | Agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4) | |
| Disturbi del sistema immunitario | Non comune | Reazione allergica |
| Patologie endocrine | Comune | Aumento dei livelli plasmatici di prolattina che è reversibile dopo la sospensione di amisulpride. Questo può causare: |
| Rara | Tumore benigno dell’ipofisi come prolattinoma(vedere paragrafi 4.3 e 4.4) | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Non comune | Iperglicemia (vedere paragrafo 4.4),ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia |
| Rara | Iposodiemia, Sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) | |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Insonnia Ansia AgitazioneDisfunzione dell’orgasmo |
| Non comune | Confusione | |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Possono comparire sintomi extrapiramidali1: |
| Comune | Può comparire distonia acuta2 (torcicollo da spasmo, crisi oculogire, trisma).Sonnolenza | |
| Non comune | È stata riscontrata discinesia tardiva caratterizzata da movimenti ritmici involontari, principalmente della lingua e/o del viso, di solito dopo somministrazione a lungo termine3.Convulsioni. | |
| Rara | Sintomi della sindrome neurolettica maligna(vedere paragrafo 4.4) che è una complicazione potenzialmente fatale. | |
| Non nota | Sindrome delle gambe senza riposo | |
| Patologie oculari | Comune | Visione annebbiata (vedere paragrafo 4.7) |
| Patologie cardiache | Non comune | Bradicardia |
| Rara | Prolungamento dell’intervallo QT.Aritmie ventricolari come “torsione di punta”, tachicardia ventricolare, che può causarefibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, morte improvvisa (vedere paragrafo 4.4) | |
| Patologie vascolari | Comune | Ipotensione |
| Non comune | Aumento della pressione sanguigna | |
| Rara | Tromboembolia venosa, compresa embolia polmonare, a volte fatale, e trombosi venosaprofonda (vedere paragrafo 4.4) | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non comune | Congestione nasalePolmonite da aspirazione (principalmente inassociazione con altri antipsicotici e depressori del SNC) |
-
galattorrea
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amenorrea o disturbi mestruali
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ginecomastia
-
dolore o ingrossamento al seno
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disfunzione erettile
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tremore
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rigidità
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ipocinesia
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ipersalivazione
-
acatisia
-
discinesia
| Patologie gastrointestinali | Comune | Stipsi Nausea VomitoSecchezza delle fauci |
| Patologie epatobiliari | Non comune | Lesione epatocellulare |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Rara | Angioedema Orticaria |
| Non nota | Reazione di fotosensibilità | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico edel tessuto connettivo | Non comune | Osteopenia Osteoporosi |
| Non nota | Rabdomiolisi | |
| Patologie renali eurinarie | Non comune | Ritenzione urinaria |
| Condizioni di gravidanza, puerperioe perinatali | Non nota | Sindrome da astinenza neonatale (vedere paragrafo 4.6) |
| Esami diagnostici | Comune | Aumento di peso |
| Non comune | Aumento degli enzimi epatici, principalmente delle transaminasi | |
| Non nota | Aumento dei livelli ematici della creatina fosfochinasi | |
| Traumi, avvelenamento ecomplicazioni procedurali | Non nota | Cadute a causa di reazioni avverse che influiscono sull'equilibrio del corpo |
1 Questi sintomi sono generalmente lievi a dosaggi ottimali e parzialmente reversibili senza sospendere l’amisulpride, dopo somministrazione di un medicinale anti-parkinson.
L’incidenza dei sintomi extrapiramidali, che è dose dipendente, rimane molto bassa nel trattamento di pazienti con sintomi prevalentemente negativi con dosi di 50-300 mg/die. 2 Questo è reversibile senza l’interruzione di amisulpride dopo trattamento con un agente antiparkinsoniano.
3 I farmaci antiparkinsoniani non dovrebbero essere usati perché sono inefficaci o potrebbero indurre un aggravamento dei sintomi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
L’esperienza con amisulpride in casi di sovradosaggio è limitata. È stata segnalata
un’amplificazione degli effetti farmacologici noti del farmaco. Questi includono sonnolenza, sedazione, ipotensione, sintomi extrapiramidali e coma. Esiti fatali sono stati segnalati principalmente in associazione con altri agenti psicotropi.
In caso di sovradosaggio acuto, deve essere considerata la possibilità di assunzione di più farmaci.
Poiché l’amisulpride è scarsamente dializzato, l’emodialisi non è utile per eliminare il farmaco.
Non si dispone di un antidoto specifico per l’amisulpride. Pertanto, devono essere stabilite appropriate misure di supporto con attenta supervisione delle funzioni vitali, incluso
monitoraggio cardiaco continuo a causa del rischio di prolungamento dell’intervallo QT, fino a completa guarigione del paziente.
Se compaiono sintomi extrapiramidali gravi, si devono somministrare agenti anticolinergici.
Proprietà farmacologiche - AMISULPRIDE 50 MG
Classificazione farmacoterapeutica: Psicolettici, antipsicotici, codice ATC: N05AL05
L’amisulpride si lega selettivamente, con elevata affinità, ai recettori dopaminergici del sottotipo D2/D3 mentre è privo di affinità per i sottotipi recettoriali D1, D4 e D5.
A differenza dei neurolettici classici ed atipici, l’amisulpride non ha affinità per i recettori della serotonina, alfa-adrenergici, H1-istaminici e colinergici. Inoltre, l’amisulpride non si lega ai recettori sigma.
In studi sugli animali, l’amisulpride ad alte dosi, blocca preferenzialmente i recettori dopaminergici localizzati nella struttura limbica rispetto a quelli nel corpo striato. A basse dosi, blocca preferenzialmente i recettori presinaptici D2/D3, causando rilascio di dopamina, responsabile dei suoi effetti disinibitori.
Questo profilo farmacologico può spiegare l’efficacia clinica della amisulpride quando usata per i sintomi negativi e positivi della schizofrenia.
In uno studio in doppio cieco controllato con aloperidolo condotto su 191 pazienti affetti da schizofrenia acuta, l'amisulpride è stata associata a un miglioramento significativamente maggiore dei sintomi negativi secondari rispetto al farmaco di confronto.
Assorbimento
Nell’uomo, l’amisulpride mostra due picchi di assorbimento: uno che viene raggiunto rapidamente, un’ora dopo l’assunzione della dose, ed un secondo tra 3 e 4 ore dopo la
somministrazione. Le concentrazioni plasmatiche corrispondenti sono 39 ± 3 e 54 ± 4 ng/ml dopo una dose di 50 mg. La biodisponibilità assoluta è del 48%.
Un pasto ricco di carboidrati (contenente il 68% di liquidi) diminuisce significativamente le AUC, Tmax e Cmax dell’amisulpride, mentre non sono stati rilevati cambiamenti dopo un pasto ricco di grassi. Tuttavia, il significato di questi dati nell’uso clinico di routine è sconosciuto.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di 5,8 l/kg, il legame con le proteine plasmatiche è basso (16%) e non sono note interazioni farmacologiche.
Biotrasformazione
L’amisulpride è scarsamente metabolizzato: sono stati identificati due metaboliti inattivi che costituiscono circa il 4% della dose. Non vi è accumulo di amisulpride e la sua farmacocinetica rimane invariata dopo somministrazione di dosi ripetute.
Eliminazione
L’emivita di eliminazione dell’amisulpride è di circa 12 ore dopo somministrazione orale di una dose. L’amisulpride è eliminata in forma immodificata nelle urine. Il 50% di una dose somministrata per via endovenosa è escreta attraverso le urine, di cui il 90% è eliminato nelle prime 24 ore. La clearance renale è dell’ordine di 20 l/h o 330 ml/min.
Compromissione epatica
Poiché il farmaco è scarsamente metabolizzato, non è necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con insufficienza epatica.
Compromissione renale
L’emivita di eliminazione è aumentata nei pazienti con insufficienza renale mentre la clearance sistemica è ridotta di un fattore da 2,5 a 3. L’AUC dell’amisulpride
nell’insufficienza renale lieve aumenta di 2 volte e di quasi 10 volte nell’insufficienza renale moderata (vedere paragrafo 4.2). Tuttavia, l’esperienza è limitata e non ci sono dati con dosi maggiori di 50 mg.
L’amisulpride è scarsamente dializzata.
Anziani
Dati limitati di farmacocinetica nei soggetti anziani (> 65 anni) dimostrano che vi è un aumento del 10-30% della Cmax, T1/2 ed AUC dopo somministrazione orale di una dose singola di 50 mg. Non sono disponibili dati dopo somministrazioni ripetute.
Informazioni farmaceutiche - AMISULPRIDE 50 MG
Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina
Sodio amido glicolato (Tipo A) Ipromellosa
Magnesio stearato
(solo per 400 mg)
Il film di rivestimento contiene:
Ipromellosa
Titanio diossido (E171) Macrogol 400
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Confezioni di blister in PVC/Alluminio contenenti:
12 compresse (50mg)
20 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 30 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 30x1 compresse (400mg)
50 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 60 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 60x1 compresse (200mg)
90 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 100 compresse (50mg, 200mg, 400mg) 120 compresse (200mg)
150 compresse (200mg)
150 (3 cartoni da 50) compresse (200mg)
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.