SKYRIZI 75 MG SOLUZIONE INIETTABILE
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Classe
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Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - SKYRIZI 75 MG
Psoriasi a placche
Skyrizi è indicato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica.
Artrite psoriasica
Skyrizi, da solo o in associazione con metotressato (MTX), è indicato per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva in adulti che hanno manifestato una risposta inadeguata o un’intolleranza a uno o più farmaci antireumatici modificanti la malattia (disease-modifying antirheumatic drugs, DMARD).
Questo medicinale deve essere usato sotto la guida e la supervisione di un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento di condizioni per le quali Skyrizi è indicato.
Posologia
La dose raccomandata è di 150 mg da somministrare mediante iniezione sottocutanea alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane (come due iniezioni con siringa preriempita da 75 mg o una iniezione con penna preriempita o siringa preriempita da 150 mg).
È necessario valutare l’eventualità di interrompere il trattamento in pazienti che non hanno mostrato alcuna risposta dopo 16 settimane di trattamento. Alcuni pazienti con psoriasi a placche con iniziale risposta parziale possono successivamente migliorare continuando il trattamento oltre le prime
16 settimane.
Mancata somministrazione di una dose
In caso di mancata somministrazione di una dose, è necessario effettuarla il prima possibile. Successivamente, la somministrazione deve essere ripresa seguendo lo schema prestabilito.
Popolazioni speciali
Pazienti anziani
Non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Le informazioni disponibili su soggetti di età ≥ 65 anni sono limitate.
Compromissione renale o epatica
Non sono stati condotti studi specifici per determinare l’impatto della compromissione epatica o renale sulla farmacocinetica di risankizumab. In generale, si ritiene che queste condizioni non modifichino significativamente la farmacocinetica degli anticorpi monoclonali e non si ritiene necessario un adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di risankizumab nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 5 e meno di 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di risankizumab nei bambini di età inferiore ai
6 anni per l’indicazione psoriasi a placche da moderata a severa o nei bambini di età inferiore a 5 anni per l’indicazione artrite psoriasica.
Pazienti in sovrappeso
Non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Modo di somministrazione
Skyrizi deve essere somministrato mediante iniezione sottocutanea.
L’iniezione deve essere somministrata nella coscia o nell’addome. I pazienti non devono somministrare l’iniezione in aree dove la cute è sensibile, sede di lividi, eritematosa, ispessita o affetta da psoriasi.
I pazienti possono somministrarsi da soli Skyrizi dopo aver ricevuto una adeguata formazione nella tecnica di iniezione sottocutanea. I pazienti devono essere informati di leggere le “Istruzioni per l’uso“ riportate nel foglio illustrativo prima della somministrazione.
La somministrazione di Skyrizi sulla parte superiore esterna del braccio può essere effettuata solo da un operatore sanitario o da chi si prende cura del paziente.
Skyrizi 75 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Devono essere iniettate due siringhe preriempite per ottenere la dose completa di 150 mg. Le due iniezioni devono essere somministrate in differenti zone anatomiche.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Infezioni attive clinicamente importanti (ad es. tubercolosi attiva, vedere paragrafo 4.4).
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Infezioni
Risankizumab può aumentare il rischio di infezione.
Nei pazienti con un’infezione cronica, anamnesi di infezioni ricorrenti o noti fattori di rischio di infezione, risankizumab deve essere usato con cautela. Il trattamento con risankizumab non deve essere iniziato in pazienti con un’infezione attiva clinicamente importante fino a quando l’infezione non si sia risolta oppure non sia stata adeguatamente trattata.
I pazienti trattati con risankizumab devono essere istruiti a consultare un medico se compaiono segni o sintomi di infezione cronica o acuta clinicamente importanti. Se un paziente sviluppa tale infezione o non risponde alla terapia standard per l’infezione, deve essere strettamente monitorato e risankizumab non deve essere somministrato fino alla risoluzione dell’infezione.
Tubercolosi
Prima di iniziare il trattamento con risankizumab, i pazienti devono essere valutati per la tubercolosi (TB). I pazienti che ricevono risankizumab devono essere monitorati per l’insorgenza di segni e sintomi di una TB attiva. Una terapia anti-TB deve essere presa in considerazione prima di iniziare risankizumab nei pazienti con pregressa anamnesi di TB latente o attiva nei quali non è possibile confermare un adeguato percorso di trattamento.
Vaccinazioni
Prima di iniziare la terapia con risankizumab, deve essere considerato il completamento dell’intero programma di vaccinazioni secondo le attuali linee guida. Se un paziente ha ricevuto vaccini
vivi (virali o batterici), si raccomanda di attendere almeno 4 settimane prima di iniziare il trattamento con risankizumab. I pazienti trattati con risankizumab non devono ricevere vaccini vivi durante il trattamento e per almeno 21 settimane dopo il trattamento (vedere paragrafo 5.2).
Ipersensibilità
Sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità, inclusa anafilassi, con l'uso di risankizumab (vedere paragrafo 4.8). Se compare una reazione di ipersensibilità grave la somministrazione di risankizumab deve essere interrotta immediatamente e deve essere avviata una terapia appropriata.
Eccipienti con effetti noti
Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in penna preriempita o siringa preriempita Polisorbato
Questo medicinale contiene 0,2 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 150 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per penna preriempita o siringa preriempita, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Skyrizi 75 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita Polisorbato
Questo medicinale contiene 0,34 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 150 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.
Sorbitolo
Questo medicinale contiene 68,0 mg di sorbitolo per ogni dose di 150 mg.
L’effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l’assunzione giornaliera di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere considerato.
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ogni dose di 150 mg, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Non si ritiene che risankizumab sia metabolizzato attraverso gli enzimi epatici né che venga eliminato per via renale. Non sono attese interazioni tra risankizumab e gli inibitori, gli induttori o i substrati degli enzimi che metabolizzano i medicinali e non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Concomitante terapia immunosoppressiva o fototerapia
Non sono state ancora stabilite la sicurezza e l’efficacia di risankizumab in associazione con gli immunosoppressori, inclusi i biologici o la fototerapia.
Donne in età fertile
Le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci durante e per almeno 21 settimane dopo il trattamento.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di risankizumab in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva. A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di risankizumab durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se risankizumab sia escreto nel latte materno. È noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno nei primi giorni dopo il parto, riducendosi a basse concentrazioni poco dopo; di conseguenza, un rischio per i lattanti non può essere escluso durante questo breve periodo. Deve essere presa la decisione se interrompere la terapia/ astenersi dalla terapia con risankizumab tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia con risankizumab per la donna.
Fertilità
L’effetto di risankizumab sulla fertilità umana non è stato valutato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla fertilità.
Risankizumab non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state le infezioni del tratto respiratorio superiore (13,0% nella psoriasi).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse di risankizumab osservate negli studi clinici (Tabella 1) sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000,
< 1/1 000); molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati
disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1: Elenco delle reazioni avverse
| Classificazione persistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Infezioni ed infestazioni | Molto comune | Infezioni delle vie respiratorie superioria |
| Comune | Infezioni da Tineab | |
| Non comune | Follicolite | |
| Disturbi del sistema immunitario | Raro | Reazioni anafilattiche |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Cefaleac |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | PruritoEruzione cutanea Eczema |
| Non comune | Orticaria | |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede disomministrazione | Comune | Stanchezzad Reazioni in sede di iniezionee |
| a Comprende: infezione delle vie respiratorie (virale, batterica o non specificata), sinusite (anche acuta), rinite, nasofaringite, faringite (anche virale), tonsillite, laringite, tracheiteb Comprende: tinea pedis, tinea cruris, tinea corporis, tinea versicolor, tinea manuum, onicomicosi, micosi cutaneac Comprende: cefalea, cefalea tensiva, cefalea da sinusited Comprende: stanchezza, asteniae Comprende: lividura in sede di iniezione, eritema, ematoma, emorragia, irritazione, dolore, prurito, reazione, tumefazione, indurimento, eruzione cutanea | ||
Descrizione delle reazioni avverse selezionate
Infezioni
Negli studi clinici sulla psoriasi, il tasso di infezioni è stato di 75,5 eventi per 100 anni/persona e negli studi clinici sull’artrite psoriasica è stato di 43,0 eventi per 100 anni/persona, compresa l’esposizione a lungo termine a risankizumab. La maggior parte dei casi è stata non grave e di intensità lieve o moderata e non ha causato interruzione di risankizumab. Il tasso di infezioni gravi è stato di 1,7 eventi per 100 anni/persona negli studi sulla psoriasi e di 2,6 eventi per 100 anni/persona negli studi sull’artrite psoriasica (vedere paragrafo 4.4).
Immunogenicità
Negli studi clinici sulla psoriasi per i soggetti trattati fino a 52 settimane con risankizumab alla dose clinica raccomandata sono stati rilevati anticorpi anti-farmaco e anticorpi neutralizzanti associati al trattamento rispettivamente nel 24% (263/1 079) e nel 14% (150/1 079) dei soggetti valutati. Per i soggetti esposti al trattamento a lungo termine con risankizumab nello studio di estensione, il profilo di immunogenicità osservato fino a 204 settimane di trattamento era coerente rispetto alle prime
52 settimane di trattamento.
Per la maggior parte dei soggetti con psoriasi, gli anticorpi anti-risankizumab, tra cui anticorpi neutralizzanti, non erano associati a variazioni della risposta clinica o della sicurezza. Tra i pochi soggetti (approssimativamente 1%; 7/1 000 alla settimana 16 e 6/598 alla settimana 52) con elevate concentrazioni di anticorpi (> 128), la risposta clinica sembrava essersi ridotta. L’incidenza delle
reazioni al sito di iniezione è numericamente più elevata nei gruppi con anticorpi anti-farmaco positivi rispetto ai gruppi con anticorpi anti-farmaco negativi nel breve periodo (16 settimane: 2,7% vs 1,3%) e nel lungo periodo (52 settimane: 5,0% vs 3,3%). Le reazioni nel sito di iniezione sono state tutte di intensità da lieve a moderata, nessuna di queste è stata grave e nessuna ha portato alla sospensione di risankizumab.
Per i soggetti trattati con risankizumab alla dose clinica raccomandata per un massimo di 28 settimane negli studi clinici sull’artrite psoriasica, gli anticorpi anti-farmaco e gli anticorpi neutralizzanti associati al trattamento sono stati rilevati nel 12,1% (79/652) e nello 0% (0/652) dei soggetti valutati, rispettivamente. Gli anticorpi anti-risankizumab non erano associati a cambiamenti della risposta clinica o della sicurezza per l’artrite psoriasica.
Artrite psoriasica
Nel complesso, il profilo di sicurezza osservato in pazienti con artrite psoriasica trattati con risankizumab è stato coerente con il profilo di sicurezza osservato nei pazienti con psoriasi a placche.
Anziani
Le informazioni sulla sicurezza in soggetti di età ≥ 65 anni sono limitate. Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Proprietà farmacologiche - SKYRIZI 75 MG
Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, inibitori dell’interleuchina, codice ATC: L04AC18 Meccanismo d’azione
Risankizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, costituito da una immunoglobulina G1 (IgG1), che si lega selettivamente con elevata affinità alla subunità p19 della citochina umana
interleuchina 23 (IL-23) senza legarsi a IL-12 e inibisce la sua interazione con il complesso del recettore IL-23. IL-23 è una citochina coinvolta nelle risposte infiammatorie e immunitarie. Bloccando il legame di IL-23 al suo recettore, risankizumab inibisce il segnale cellulare IL-23-dipendente e il rilascio di citochine proinfiammatorie.
Effetti farmacodinamici
In uno studio su soggetti con psoriasi, l’espressione dei geni della via IL-23/IL-17 era diminuita nella cute dopo dosi singole di risankizumab. Nelle lesioni psoriasiche, si è osservata anche una riduzione dello spessore epidermico, della infiltrazione di cellule infiammatorie e dell'espressione di marcatori di malattia psoriasica.
In uno studio su soggetti con artrite psoriasica è stata osservata una riduzione statisticamente e clinicamente significativa alla settimana 24 rispetto al basale dei biomarcatori associati a IL-23 e
IL-17, comprese IL-17A, IL-17F e IL-22 sieriche, dopo trattamento con risankizumab 150 mg per via sottocutanea alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane.
Efficacia e sicurezza clinica
Psoriasi a placche
L’efficacia e la sicurezza di risankizumab sono state valutate in 2 109 soggetti con psoriasi a placche da moderata a severa in quattro studi multicentrici, randomizzati, in doppio cieco (ULTIMMA-1, ULTIMMA-2, IMMHANCE e IMMVENT). I soggetti arruolati avevano un’età maggiore o uguale a 18 anni, psoriasi a placche con interessamento di un’area di superficie corporea (BSA) ≥ 10%, un punteggio di static Physician Global Assessment (sPGA) ≥ 3 nella valutazione complessiva (spessore/indurimento delle placche, eritema e desquamazione) della psoriasi su una scala di intensità da 0 a 4, un punteggio di Psoriasis Area and Severity Index (PASI) ≥ 12, ed erano candidati alla terapia sistemica o alla fototerapia.
Complessivamente, i soggetti presentavano un punteggio PASI mediano al basale di 17,8, un BSA mediano del 20,0% e un punteggio DLQI mediano al basale di 13,0. Il punteggio sPGA al basale era grave nel 19,3% dei soggetti e moderato nell’80,7% dei soggetti. Un totale pari al 9,8% dei soggetti dello studio aveva un’anamnesi di artrite psoriasica diagnosticata.
In tutti gli studi, il 30,9% dei soggetti era naive a qualsiasi terapia sistemica (inclusa la non biologica e la biologica), il 38,1% era stato sottoposto ad una precedente fototerapia o fotochemioterapia, il 48,3% aveva ricevuto una precedente terapia sistemica non-biologica, il 42,1% aveva ricevuto una precedente terapia biologica e il 23,7% aveva ricevuto almeno un agente anti-TNF alfa per il trattamento della psoriasi. I pazienti che hanno completato questi studi e altri studi di Fase 2/3 hanno avuto l'opportunità di arruolarsi in uno studio di estensione in aperto, LIMMITLESS.
ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2
Negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2 sono stati arruolati 997 soggetti (598 randomizzati a risankizumab 150 mg, 199 a ustekinumab 45 mg o 90 mg [secondo il peso al basale] e 200 al placebo). I soggetti hanno ricevuto il trattamento alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane. I due endpoint co-primari di ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2 erano la percentuale dei soggetti che avevano raggiunto 1) risposta PASI 90 e 2) punteggio sPGA "clear" o "almost clear" (sPGA 0 o 1) alla settimana 16 rispetto al placebo. I risultati degli endpoint co-primari e di altri endpoint sono presentati nella Tabella 2 e nella Figura 1.
Tabella 2: Risultati di efficacia e di qualità della vita negli adulti con psoriasi a placche negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2
| ULTIMMA-1 | ULTIMMA-2 | |||||
| Risankizum ab(N=304)n (%) | Ustekinumab (N=100)n (%) | Placebo (N=102) n (%) | Risankizumab (N=294)n (%) | Ustekinumab (N=99)n (%) | Placebo (N=98)n (%) | |
| sPGA “clear” o “almost clear” (0 o 1) | ||||||
| Settimana 16a | 267 (87,8) | 63 (63,0) | 8 (7,8) | 246 (83,7) | 61 (61,6) | 5 (5,1) |
| Settimana 52 | 262 (86,2) | 54 (54,0) | -- | 245 (83,3) | 54 (54,5) | -- |
| sPGA cute "clear" (0) | ||||||
| Settimana 16 | 112 (36,8) | 14 (14,0) | 2 (2,0) | 150 (51,0) | 25 (25,3) | 3 (3,1) |
| Settimana 52 | 175 (57,6) | 21 (21,0) | -- | 175 (59,5) | 30 (30,3) | -- |
| PASI 75 | ||||||
| Settimana 12 | 264 (86,8) | 70 (70,0) | 10 (9,8) | 261 (88,8) | 69 (69,7) | 8 (8,2) |
| Settimana 52 | 279 (91,8) | 70 (70,0) | -- | 269 (91,5) | 76 (76,8) | -- |
| PASI 90 | ||||||
| Settimana 16a | 229 (75,3) | 42 (42,0) | 5 (4,9) | 220 (74,8) | 47 (47,5) | 2 (2,0) |
| Settimana 52 | 249 (81,9) | 44 (44,0) | -- | 237 (80,6) | 50 (50,5) | -- |
| PASI 100 | ||||||
| Settimana 16 | 109 (35,9) | 12 (12,0) | 0 (0,0) | 149 (50,7) | 24 (24,2) | 2 (2,0) |
| Settimana 52 | 171 (56,3) | 21 (21,0) | -- | 175 (59,5) | 30 (30,3) | -- |
| DLQI 0 o 1b | ||||||
| Settimana 16 | 200 (65,8) | 43 (43,0) | 8 (7,8) | 196 (66,7) | 46 (46,5) | 4 (4,1) |
| Settimana 52 | 229 (75,3) | 47 (47,0) | -- | 208 (70,7) | 44 (44,4) | -- |
| PSS 0 (senza sintomi)c | ||||||
| Settimana 16 | 89 (29,3) | 15 (15,0) | 2 (2,0) | 92 (31,3) | 15 (15,2) | 0 (0,0) |
| Settimana 52 | 173 (56,9) | 30 (30,0) | -- | 160 (54,4) | 30 (30,3) | -- |
| Tutti i confronti di risankizumab con ustekinumab e con placebo hanno raggiunto p < 0,001, ad eccezione di PASI 75 alla settimana 52 in ULTIMMA-2 dove p=0,001a Endpoint co-primari verso placebob Nessun impatto sulla qualità della vita correlata allo stato di salutec Psoriasis Symptom Scale (PSS) pari a 0 significa che non ci sono stati sintomi di dolore, prurito, rossore e bruciore nelle ultime 24 ore. | ||||||
Figura 1: Andamento temporale della variazione percentuale media rispetto al basale di PASI negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2
Variazione percentuale di PASI rispetto al basale
Settimane
RZB = risankizumab UST = ustekinumab PBO = placebo
p < 0,001 in ogni punto temporale
Non vi sono differenze nella risposta a risankizumab nei sottogruppi di popolazione individuati in base a età, genere, popolazione, peso corporeo ≤ 130 kg, punteggio PASI al basale, artrite psoriasica concomitante, precedente trattamento sistemico non biologico, precedente trattamento biologico e precedente fallimento del trattamento con un biologico.
Alla settimana 16 e alla settimana 52 nei soggetti trattati con risankizumab si sono osservati miglioramenti nella psoriasi del cuoio capelluto, ungueale e palmo-plantare.
Tabella 3: Variazioni medie rispetto al basale in NAPSI, PPASI, e PSSI
| ULTIMMA-1 | ULTIMMA-2 | IMMHANCE | ||||
| Risankizumab | Placebo | Risankizumab | Placebo | Risankizumab | Placebo | |
| NAPSI:Variazione alla Settimana16 (SE) | N=178;-9,0 (1,17) | N=56; 2,1 (1,86)*** | N=177;-7,5 (1,03) | N=49; 3,0 (1,76)*** | N=235;-7,5 (0,89) | N=58; 2,5(1,70)*** |
| PPASI:Variazione allaSettimana 16 (SE) | N=95;-5,93 (0,324) | N=34;-3,17(0,445)*** | N=86;-7,24 (0,558) | N=23;-3,74(1,025)** | N=113;-7,39 (0,654) | N=26;-0,27(1,339)*** |
| PSSI:Variazione alla Settimana 16 (SE) | N=267;-17,6 (0,47) | N=92;-2,9(0,69)*** | N=252;-18,4 (0,52) | N=83;-4,6(0,82)*** | N=357;-20,1 (0,40) | N=88;-5,5(0,77)*** |
| NAPSI:Variazione alla Settimana52 (SE) | N=178;-15,7 (0,94) | - | N=183;-16,7 (0,85) | - | - | - |
| PPASI:Variazione allaSettimana 52 (SE) | N=95;-6,16 (0,296) | - | N=89;-8,35 (0,274) | - | - | - |
| PSSI:Variazione alla Settimana 52 (SE) | N=269;-17,9 (0,34) | - | N=259;-18,8 (0,24) | - | - | - |
| Nail Psoriasis Severity Index (NAPSI), Palmoplantar Psoriasis Severity Index (PPASI), Psoriasis Scalp Severity Index (PSSI), e Standard Error (SE)** P < 0,01 in confronto a risankizumab*** P < 0,001 in confronto a risankizumab | ||||||
Alla settimana 16 ansia e depressione, misurati mediante la scala HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale), sono migliorate nel gruppo di trattamento con risankizumab rispetto a quello con placebo.
Mantenimento della risposta
In un’analisi integrata dei soggetti che ricevevano risankizumab negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2 ed erano PASI 100 responder alla settimana 16, il 79,8% (206/258) dei soggetti che hanno continuato risankizumab ha mantenuto la risposta alla settimana 52. Per i responder PASI 90 alla settimana 16, l’88,4% (398/450) dei soggetti ha mantenuto la risposta alla settimana 52.
Dei pazienti che hanno ricevuto risankizumab negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2, 525 hanno continuato a ricevere risankizumab ogni 12 settimane nello studio LIMMITLESS. Di questi,
376 (71,6%) hanno completato altre 252 settimane di trattamento in aperto. Tra i soggetti rimasti nello studio, i miglioramenti ottenuti con risankizumab nei tassi PASI 90 e sPGA di cute “clear” o “almost clear” alla settimana 52 sono stati mantenuti fino alla settimana 304.
Dei pazienti che hanno ricevuto ustekinumab negli studi ULTIMMA-1 e ULTIMMA-2, 172 hanno ricevuto risankizumab ogni 12 settimane nello studio LIMMITLESS. Di questi, 116 (67,4%) hanno completato lo studio, inclusi 252 settimane di trattamento con risankizumab in aperto e il follow-up di fine studio. Tra i soggetti rimasti nello studio, i tassi di risposta PASI 90 e sPGA di cute “clear” o
“almost clear” sono aumentati dalla settimana 52 alla settimana 76 e sono stati poi mantenuti fino alla settimana 304.
Le Figure 2 e 3 mostrano i tassi di risposta PASI 90 e sPGA rispettivamente di cute “clear” o “almost clear”, nei soggetti che hanno completato 252 settimane di trattamento in aperto nello studio LIMMITLESS.
Tasso di risposta (%)
Figura 2: Percentuale di soggetti che ha raggiunto una risposta PASI 90 (Observed Cases - OC) nello studio LIMMITLESS
Risankizumab (N)
Da ustekinumab a risankizumab (N)
Settimana
Trattamento Risankizumab Da ustekinumab a
risankizumab
Figura 3: Percentuale di soggetti che ha raggiunto una risposta sPGA di cute “clear” o “almost clear” per visita (OC) nello studio LIMMITLESS
Tasso di risposta (%)
Risankizumab (N)
Da ustekinumab a risankizumab (N)
Settimana
Trattamento Risankizumab Da ustekinumab a
risankizumab
I miglioramenti nel punteggio del Dermatology Life Quality Index (DLQI 0 o 1) sono stati mantenuti nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento continuo con risankizumab fino alla settimana 304 nello studio di estensione in aperto LIMMITLESS.
Il profilo di sicurezza di risankizumab con più di 5 anni di esposizione era coerente con il profilo osservato fino a 16 settimane.
IMMHANCE
Nello studio IMMHANCE sono stati arruolati 507 soggetti (407 randomizzati a risankizumab 150 mg e 100 randomizzati al placebo). I soggetti hanno ricevuto il trattamento alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane. I soggetti che hanno ricevuto originariamente risankizumab e hanno avuto un sPGA di cute “clear” o “almost clear” alla settimana 28 sono stati nuovamente randomizzati a continuare risankizumab ogni 12 settimane fino alla settimana 88 (con un follow-up di 16 settimane dopo l’ultima dose di risankizumab) o a sospendere il trattamento.
Alla settimana 16, risankizumab è risultato superiore al placebo per gli endpoint co-primari di sPGA di cute “clear” o “almost clear” (83,5% risankizumab vs 7,0% placebo) e PASI 90 (73,2% risankizumab vs 2,0% placebo).
Dei 31 soggetti dello studio IMMHANCE con tubercolosi (TB) latente che non avevano ricevuto una profilassi durante lo studio, nessuno ha sviluppato una TB attiva durante il follow-up medio di
55 settimane con risankizumab.
Tra i soggetti con sPGA di cute “clear” o “almost clear” alla settimana 28 nello studio IMMHANCE, l’81,1% (90/111) dei soggetti nuovamente randomizzati al trattamento continuato con risankizumab ha
mantenuto questa risposta alla settimana 104, rispetto al 7,1% (16/225) che è stato ri-randomizzati alla sospensione di risankizumab. Di questi soggetti, il 63,1% (70/111) dei soggetti ri-randomizzati per continuare il trattamento con risankizumab ha raggiunto una risposta sPGA “clear” alla settimana 104 rispetto al 2,2% (5/225) che era ri-randomizzato alla sospensione di risankizumab.
Tra i soggetti che hanno raggiunto una risposta sPGA di cute “clear” o “almost clear” alla
settimana 28 e hanno mostrato una ricaduta a una risposta sPGA di cute “moderate” o “severe” dopo l’interruzione di risankizumab, l’83,7% (128/153) ha recuperato una risposta sPGA di cute “clear” o “almost clear” dopo 16 settimane di ritrattamento. La perdita della risposta sPGA di cute “clear” o “almost clear” è stata osservata già a 12 settimane dopo una dose non somministrata. Dei soggetti ri-randomizzati alla sospensione del trattamento, l’80,9% (182/225) ha mostrato una ricaduta e il tempo mediano alla ricaduta è stato di 295 giorni. A livello di singolo paziente non sono state identificate caratteristiche che consentano di prevedere il tempo in cui si manifesta una perdita di risposta o la probabilità di recuperare la risposta.
IMMVENT
Nello studio IMMVENT sono stati arruolati 605 soggetti (301 randomizzati a risankizumab e 304 ad adalimumab). I soggetti randomizzati a risankizumab hanno ricevuto 150 mg del trattamento alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane. I soggetti randomizzati ad adalimumab hanno ricevuto 80 mg alla settimana 0, 40 mg alla settimana 1 e 40 mg ogni due settimane fino alla settimana 15. A partire dalla settimana 16, i soggetti che ricevevano adalimumab hanno continuato o hanno cambiato trattamento, in base alla risposta:
-
< PASI 50 sono passati a risankizumab
-
da PASI 50 a < PASI 90 sono stati nuovamente randomizzati a continuare adalimumab o a passare a risankizumab
-
PASI 90 hanno continuato a ricevere adalimumab I risultati sono presentati nella Tabella 4.
Tabella 4: Risultati di efficacia e della qualità della vita alla settimana 16 negli adulti con psoriasi a placche nello studio IMMVENT
| Risankizumab (N=301)n (%) | Adalimumab (N=304)n (%) | |
| sPGA cute “clear” o “almost clear”a | 252 (83,7) | 183 (60,2) |
| PASI 75 | 273 (90,7) | 218 (71,7) |
| PASI 90a | 218 (72,4) | 144 (47,4) |
| PASI 100 | 120 (39,9) | 70 (23,0) |
| DLQI 0 o 1b | 198 (65,8) | 148 (48,7) |
| Tutti i confronti hanno raggiunto p < 0,001a Endpoint co-primarib Nessun impatto sulla qualità della vita correlata allo stato di salute | ||
Per i soggetti che presentavano miglioramenti tra PASI 50 e < PASI 90 con adalimumab alla settimana 16 e sono stati ri- randomizzati, si sono osservate differenze nei tassi di risposta PASI 90 tra il passaggio a risankizumab e la continuazione di adalimumab 4 settimane dopo la ri-randomizzazione (rispettivamente 49,1% vs 26,8%).
I risultati a 28 settimane dopo la ri-randomizzazione sono riportati nella Tabella 5 e nella Figura 4.
Tabella 5: Risultati di efficacia a 28 settimane dopo la ri-randomizzazione nello studio IMMVENT
| Passati a Risankizumab (N=53)n (%) | Continuato con Adalimumab (N=56)n (%) | |
| PASI 90 | 35 (66,0) | 12 (21,4) |
| PASI 100 | 21 (39,6) | 4 (7,1) |
| Tutti i confronti hanno raggiunto p< 0,001 | ||
Percentuale dei soggetti
Figura 4: Andamento temporale di PASI 90 dopo nuova randomizzazione nello studio IMMVENT
Settimane dopo nuova randomizzazione
ADA/ADA: Soggetti randomizzati ad adalimumab e che hanno continuato con adalimumab ADA/RZB: Soggetti randomizzati ad adalimumab e che sono passati a risankizumab
p < 0,05 alla settimana 4 e p < 0,001 in ogni punto temporale a cominciare dalla settimana 8
In 270 soggetti che erano passati da adalimumab a risankizumab senza un periodo di washout, il profilo di sicurezza di risankizumab era simile a quello dei soggetti che avevano iniziato risankizumab dopo washout di qualsiasi terapia sistemica precedente.
Psoriasi a placche del cuoio capelluto o dell’area genitale
L’efficacia e la sicurezza di risankizumab sono state valutate in uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (UNLIMMITED), che ha arruolato soggetti di età maggiore o uguale a 18 anni con psoriasi del cuoio capelluto da moderata a severa (UNLIMMITED-S), definita come Psoriasis Scalp Severity Index (PSSI) ≥ 12, Investigator Global Assessment (IGA) del cuoio capelluto ≥ 3, e ≥ 30% del cuoio capelluto interessato, oppure con psoriasi genitale da moderata a severa (UNLIMMITED-G), definita come static Physician’s Global Assessment of Genitalia (sPGA-G) ≥ 3 al basale. Tutti i soggetti avevano una BSA ≥ 1% e sPGA ≥ 3 al basale.
Nello studio UNLIMMITED, i soggetti sono stati randomizzati a ricevere risankizumab alla dose di 150 mg o il placebo per via sottocutanea, alle settimane 0 e 4. A partire dalla settimana 16, tutti i soggetti hanno ricevuto risankizumab alla dose di 150 mg ogni 12 settimane, fino all’ultima dose alla settimana 40.
Area del cuoio capelluto (UNLIMMITED-S)
Lo studio UNLIMMITED-S ha arruolato 105 soggetti. L’interessamento della BSA al basale era
≥ 10% per il 61,9% dei soggetti e < 10% per il 38,1% dei soggetti. L’interessamento medio della BSA al basale era pari al 16,8%. Al basale, il 76,2% dei soggetti aveva sPGA = 3 e sPGA = 4.
Al basale, il 54,3% dei soggetti era naïve a qualsiasi terapia sistemica (inclusa la non-biologica e la biologica), lo 0% dei soggetti era stato sottoposto a una precedente fototerapia, il 15,2% aveva ricevuto una precedente terapia sistemica non-biologica e il 37,1% aveva ricevuto una precedente terapia biologica.
I risultati per gli endpoint primari e secondari chiave sono presentati nella Tabella 6.
Tabella 6. Risultati di efficacia negli adulti con psoriasi del cuoio capelluto nello studio UNLIMMITED-S alla settimana 16
| Endpoint | Risankizumab (N=51)n (%) | Placebo (N=54)n (%) | Differenza di trattamento (IC al 95%) |
| IGA per il cuoio capelluto “clear” o “almost clear” (0 o 1)a | 31 (60,8) | 7 (13,0) | 47,0[31,2; 62,8] |
| PSSI 75b | 38 (74,5) | 12 (22,2) | 52,9[37,5; 68,3] |
| PSSI 90c | 27 (52,9) | 7 (13,0) | 39,8[24,4; 55,2] |
| PSSI 100d | 23 (45,1) | 7 (13,0) | 31,2[15,4; 46,9] |
| Variazione media rispetto al basale dellaPSS | N=44-6,0 | N=49-1,0 | -5,0[-6,6; -3,3] |
| Tutti i confronti hanno raggiunto p < 0,001, differenza di trattamento aggiustata (IC al 95%)a Endpoint primariob Raggiungimento di un miglioramento del PSSI ≥ 75% rispetto al basalec Raggiungimento di un miglioramento del PSSI ≥ 90% rispetto al basaled Raggiungimento di un miglioramento del PSSI 100% rispetto al basale | |||
In confronto al placebo, una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab ha raggiunto un punteggio IGA per il cuoio capelluto pari a 0 alla settimana 16 (rispettivamente 41,2% vs 11,1%).
La risposta sul prurito del cuoio capelluto misurata dalla Numeric Rating Scale (NRS) , definita come raggiungimento di un miglioramento (riduzione) ≥ 4 punti rispetto al basale alla NRS per il prurito del cuoio capelluto, tra i soggetti con punteggio ≥ 4 al basale, è stata conseguita in una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab alla settimana 16, in confronto al placebo (rispettivamente 50,0% vs 11,1%).
In confronto al placebo, una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab ha raggiunto un punteggio DLQI di 0 o 1 (nessun impatto sulla qualità della vita correlata alla salute) alla settimana 16 (rispettivamente 47,1% vs 11,1%).
Area genitale (UNLIMMITED-G)
Lo studio UNLIMMITED-G ha arruolato 109 soggetti. L’interessamento della BSA al basale era
≥ 10% per il 63,3% dei soggetti e < 10% per il 36,7% dei soggetti. L’interessamento medio della BSA al basale era pari al 17,2%. Al basale, l’80,7% dei soggetti aveva sPGA = 3 e il 19,3% aveva sPGA = 4.
Al basale, il 61,5% dei soggetti era naïve a qualsiasi terapia sistemica (inclusa la non-biologica e la biologica), il 2,8% dei soggetti era stato sottoposto a una precedente fototerapia, il 16,5% aveva
ricevuto una precedente terapia sistemica non-biologica e il 25,7% aveva ricevuto una precedente terapia biologica.
I risultati per gli endpoint primari e tutti gli endpoint secondari sono presentati nella Tabella 7.
Tabella 7. Risultati di efficacia negli adulti con psoriasi genitale nello studio UNLIMMITED-G alla settimana 16
| Endpoint | Risankizumab (N=55)n (%) | Placebo (N=54)n (%) | Differenza di trattamento (IC al 95%) |
| Punteggio sPGA-G “clear” o “minimal” (0 o 1)a | 38 (69,1) | 7 (13,0) | 57,0[42,3; 71,7] |
| sPGA-G “clear” (0) | 28 (50,9) | 3 (5,6) | 46,7[32,6; 60,8] |
| DLQI di 0 o 1b | 33 (60,0) | 2 (3,7) | 56,5[43,0; 70,0] |
| Riduzione ≥ 4 punti alla GPI-NRS rispetto al basalec | N=41 20 (48,8) | N=45 3 (6,7) | 43,0[26,6; 59,3] |
| Punteggio della voce 2 della GenPs-SFQ pari a 0 (mai) o 1 (raramente)d,e | N=31 22 (71,0) | N=32 7 (21,9) | 46,1[26,7; 65,6] |
| Tutti i confronti hanno raggiunto p < 0,001, differenza di trattamento aggiustata (IC al 95%)a Endpoint primariob Un punteggio DLQI totale di 0 o 1 indica una condizione cutanea che non ha alcun impatto sulla qualità della vita correlata alla salute del pazientec Miglioramento della severità del prurito genitale, misurato da una riduzione di almeno 4 punti allaNumeric Rating Scale (NRS) per il prurito nella psoriasi genitale (Genital Psoriasis Itch, GPI) a 11 punti dalla Genital Psoriasis Symptom Scale (GPSS), tra i soggetti con punteggio ≥ 4 al basaled La voce 2 del questionario sulla frequenza sessuale nella psoriasi genitale (Genital Psoriasis Sexual Frequency Questionnaire, GenPs-SFQ) misura l’impatto percepito dal paziente sulla salute sessuale, dovuto alla psoriasi nell’area genitale, sulla frequenza dell’attività sessuale (rapporto sessuale o altre attività) nell’ultima settimana (sulla base di una scala da 0 a 4, in cui i punteggi più elevati indicano maggiori limitazioni)e Tra soggetti con punteggio ≥ 2 al basale | |||
In confronto al placebo, i soggetti trattati con risankizumab hanno conseguito una maggiore riduzione della severità dei sintomi della psoriasi nell’area genitale (prurito, dolore, fastidio, dolore pungente, bruciore, arrossamento, desquamazione e screpolatura), rispetto al basale, misurata mediante la GPSS alla settimana 16. La variazione del punteggio totale della GPSS dal basale alla settimana 16 è stata di
-26,5 per risankizumab, e -1,0 per il placebo.
In confronto al placebo, una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab ha conseguito una riduzione di almeno 2 punti alla Patient’s Global Assessment of Genital Psoriasis
(PatGA-Genital), tra i soggetti con punteggio ≥ 2 al basale (rispettivamente 71,7% vs 22,9%).
Il profilo di sicurezza di risankizumab negli studi UNLIMMITED-S e UNLIMMITED-G è risultato coerente con quello osservato in precedenti studi di pazienti con psoriasi a placche.
Artrite psoriasica
È stato dimostrato che risankizumab migliora i segni e i sintomi, la funzionalità fisica, la qualità della vita correlata alla salute e la percentuale di soggetti senza progressione radiografica in adulti con artrite psoriasica (PsA) attiva.
La sicurezza e l’efficacia di risankizumab sono state valutate in 1 407 soggetti con PsA attiva in 2 studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo (964 nello studio KEEPSAKE1 e 443 nello studio KEEPSAKE2).
I soggetti in questi studi avevano ricevuto una diagnosi di PsA da almeno 6 mesi in base ai criteri di classificazione per l'artrite psoriasica (CASPAR), presentavano una durata mediana della PsA di 4,9 anni al basale, ≥ 5 articolazioni dolenti e ≥ 5 articolazioni tumefatte e psoriasi a placche attiva o
psoriasi ungueale al basale. Il 55,9% dei soggetti presentava una BSA interessata da psoriasi a placche attiva ≥ 3%. Il 63,4% e il 27,9% dei soggetti presentavano entesite e dattilite, rispettivamente. Nello studio KEEPSAKE1, dove era stata valutata anche la psoriasi ungueale, il 67,3% presentava psoriasi ungueale.
In entrambi gli studi i soggetti sono stati randomizzati a ricevere risankizumab 150 mg o placebo alle settimane 0, 4 e 16. A partire dalla settimana 28, tutti i soggetti hanno ricevuto risankizumab ogni
12 settimane.
Nello studio KEEPSAKE1 tutti i soggetti presentavano una precedente risposta inadeguata o intolleranza alla terapia con DMARD non biologici ed erano naive alla terapia biologica. Nello studio KEEPSAKE2, il 53,5% dei soggetti presentava una precedente risposta inadeguata o intolleranza alla terapia con DMARD non biologici e il 46,5% dei soggetti presentava una precedente risposta inadeguata o intolleranza alla terapia biologica.
In entrambi gli studi il 59,6% dei soggetti riceveva metotressato (MTX) concomitante, l’11,6% riceveva DMARD non biologici concomitanti diversi da MTX e il 28,9% riceveva risankizumab in monoterapia.
Risposta clinica
Il trattamento con risankizumab ha determinato un miglioramento significativo delle misure di attività di malattia rispetto al placebo alla settimana 24. Per entrambi gli studi l’endpoint primario era la percentuale di soggetti che raggiungeva una risposta ACR (American College of Rheumatology) 20 alla settimana 24. I risultati di efficacia principali sono indicati nella Tabella 8.
Tabella 8. Risultati di efficacia negli studi KEEPSAKE1 e KEEPSAKE2
| KEEPSAKE1 | KEEPSAKE2 | |||
| Endpoint | Placebo N=481n (%) | Risankizumab N=483n (%) | Placebo N=219n (%) | Risankizumab N=224n (%) |
| Risposta ACR20 | ||||
| Settimana 16 | 161 (33,4) | 272 (56,3) a | 55 (25,3) | 108 (48,3) a |
| Settimana 24 | 161 (33,5) | 277 (57,3) a | 58 (26,5) | 115 (51,3) a |
| Settimana 52* | - | 338/433 (78,1) | - | 131/191 (68,6) |
| Risposta ACR50 | ||||
| Settimana 24 | 54 (11,3) | 162 (33,4) b | 20 (9,3) | 59 (26,3) b |
| Settimana 52* | - | 209/435 (48,0) | - | 72/192 (37,5) |
| Risposta ACR70 | ||||
| Settimana 24 | 23 (4,7) | 74 (15,3) b | 13 (5,9) | 27 (12,0) c |
| Settimana 52* | - | 125/437 (28,6) | - | 37/192 (19,3) |
| Risoluzione dell’entesite (LEI=0) | ||||
| Settimana 24* | 156/448 (34,8) d | 215/444 (48,4) a, d | - | - |
| Settimana 52* | - | 244/393 (62,1) d | - | - |
| Risoluzione della dattilite (LDI=0) | ||||
| Settimana 24* | 104/204 (51,0) e | 128/188 (68,1) a, e | - | - |
| Settimana 52* | - | 143/171 (83,6) e | - | - |
| Risposta MDA (attività minima di malattia) | ||||
| Settimana 24 | 49 (10,2) | 121 (25,0) a | 25 (11,4) | 57 (25,6) a |
| Settimana 52* | - | 183/444 (41,2) | - | 61/197 (31,0) |
| *i dati sono mostrati per i soggetti disponibili nel formato n/N osservati (%)a. confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,001 controllato per la molteplicità.b. confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,001 nominale.c. confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,05 nominale.d. Riepilogati dai dati aggregati degli studi KEEPSAKE1 e KEEPSAKE2 per soggetti con LEI > 0 al basale.e. Riepilogati dai dati aggregati degli studi KEEPSAKE1 e KEEPSAKE2 per soggetti con LDI > 0 albasale. | ||||
Risposta nel tempo
Nello studio KEEPSAKE1 è stata osservata una maggior risposta ACR20 nel gruppo risankizumab rispetto al gruppo placebo fin dalla settimana 4 (25,7%) e la differenza tra i trattamenti è durata fino alla settimana 24 (Figura 5).
Basale
Settimana 4 Settimana 8
Settimana 12 Settimana 16
Settimana24
Tasso di risposta ACR20 (%)
Figura 5. Percentuale di soggetti che raggiunge risposte ACR20 nello studio KEEPSAKE1 fino alla settimana 24
Visita
○ Placebo (N=481) ──■── Risankizumab (N=483)
Una maggior risposta ACR20 per risankizumab rispetto al placebo è stata osservata fin dalla settimana 4 nel 19,6% dei soggetti nello studio KEEPSAKE2.
Le risposte osservate nei gruppi risankizumab erano simili indipendentemente dall’uso di DMARD non biologici concomitanti, dal numero di precedenti DMARD non biologici, dall’età, dal sesso, dalla popolazione e dal BMI. Nello studio KEEPSAKE2 si sono osservate risposte indipendentemente dalla precedente terapia biologica.
Il profilo di sicurezza di risankizumab con un’esposizione fino a un massimo di 52 settimane è risultato coerente con il profilo osservato fino a 24 settimane.
In entrambi gli studi la percentuale di soggetti che raggiungeva i PsA Response Criteria (PsARC) modificati alla settimana 24 era maggiore nei soggetti che ricevevano risankizumab rispetto al placebo. Inoltre, alla settimana 24 i soggetti che ricevevano risankizumab raggiungevano un maggior miglioramento del punteggio Disease Activity Score (28 articolazioni) con CRP (DAS28-CRP) rispetto al placebo. I miglioramenti sono stati mantenuti fino alla settimana 52 per PsARC e
DAS28-CRP.
Il trattamento con risankizumab ha portato a miglioramenti in termini di singoli componenti di ACR,
Health Assessment Questionnaire-Disability Index (HAQ-DI), valutazione del dolore e proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) rispetto al placebo.
Il trattamento con risankizumab ha portato a un miglioramento statisticamente significativo nelle manifestazioni cutanee della psoriasi in soggetti con PsA.
Nello studio KEEPSAKE1 il trattamento con risankizumab ha portato a un miglioramento statisticamente significativo nel punteggio modified Nail Psoriasis Severity Index (mNAPSI) e nel punteggio Physician’s Global Assessment of Fingernail Psoriasis (PGA-F) a 5 punti in soggetti con
psoriasi ungueale al basale (67,3%). Questo miglioramento è stato mantenuto fino alla settimana 52 (vedere la Tabella 9).
Tabella 9. Risultati di efficacia per la psoriasi ungueale nello studio KEEPSAKE1
| Placebo N=338 | Risankizumab N=309 | |
| Variazione di mNAPSI rispetto al basale a | ||
| Settimana 24 | -5,57 | -9,76 b |
| Settimana 52 | - | -13,64 |
| Variazione di PGA-F rispetto al basale a | ||
| Settimana 24 | -0,4 | -0,8 b |
| Settimana 52 | - | -1,2 |
| PGA-F “clear”/minima e miglioramento di grado ≥ 2 c | ||
| Settimana 24 n (%) | 30 (15,9) | 71(37,8) d |
| Settimana 52 n (%) | - | 105 (58,0) |
| a. Riepilogati per soggetti con psoriasi ungueale al basale (placebo N=338; risankizumab N=309; alla settimana 52, per mNAPSI, risankizumab osservati N=290, per PGA-F, risankizumab osservati N=291).b. Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,001 controllato per la molteplicità.c. Riepilogati per soggetti con psoriasi ungueale e un punteggio totale di valutazione globale PGA-F pari a “Lieve”, “Moderato” o “Severo” al basale (placebo N=190; risankizumab N=188, alla settimana 52 risankizumab osservati N=181).d. Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,001 nominale. | ||
Risposta radiografica
Nello studio KEEPSAKE1 l’inibizione della progressione del danno strutturale è stata valutata radiograficamente ed espressa come variazione del punteggio modified Total Sharp Score (mTSS) alla settimana 24 rispetto al basale. Il punteggio mTSS è stato modificato per PsA con l’aggiunta delle articolazioni interfalangee distali (distal interphalangeal, DIP) della mano. Alla settimana 24 la progressione media del danno strutturale con risankizumab (mTSS medio 0,23) rispetto al
placebo (mTSS medio 0,32) non è stata statisticamente significativa. Alla settimana 24 la percentuale di soggetti senza progressione radiografica (definita come variazione rispetto al basale di mTSS ≤ 0) è stata maggiore con risankizumab (92,4%) rispetto al placebo (87,7%). Questa risposta è stata mantenuta fino alla settimana 52.
Funzionalità fisica e qualità della vita correlata alla salute
In entrambi gli studi i soggetti trattati con risankizumab hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo rispetto al basale nella funzionalità fisica valutata con il punteggio HAQ-DI alla settimana 24 (KEEPSAKE1 (-0,31) rispetto al placebo (-0,11) (p ≤ 0,001)), (KEEPSAKE2 (-0,22) rispetto al placebo (-0,05) (p ≤ 0,001)). Alla settimana 24 una maggior percentuale di soggetti raggiungeva una riduzione clinicamente significativa di almeno 0,35 del punteggio HAQ-DI rispetto al basale nel gruppo risankizumab rispetto al gruppo placebo. I miglioramenti nella funzionalità fisica sono stati mantenuti fino alla settimana 52.
In entrambi gli studi i soggetti trattati con risankizumab hanno mostrato miglioramenti significativi nei punteggi riepilogativi della componente fisica dell’SF-36 V2 e nei punteggi FACIT-Fatigue alla settimana 24, rispetto al placebo, con miglioramenti mantenuti fino alla settimana 52.
Al basale la spondilite psoriasica è stata riportata nel 19,6% (nel 7,9% dei soggetti è stata diagnosticata radiograficamente o con RM) dei soggetti nello studio KEEPSAKE1 e nel 19,6% (nel 5% dei soggetti è stata diagnosticata radiograficamente o con RM) dei soggetti nello studio KEEPSAKE2. Alla settimana 24 i soggetti con spondilite psoriasica valutata clinicamente che sono stati trattati con risankizumab hanno mostrato miglioramenti rispetto al basale nei punteggi Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index (BASDAI) rispetto ai soggetti trattati con placebo. I miglioramenti sono stati mantenuti fino alla settimana 52. Non vi è sufficiente evidenza dell’efficacia di risankizumab in soggetti con artropatia psoriasica simil-spondilite anchilosante confermata radiograficamente o con RM, a causa del basso numero di pazienti studiati.
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Skyrizi in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica nel trattamento della psoriasi a placche e dell’artrite psoriasica (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
La farmacocinetica di risankizumab era simile nei soggetti con psoriasi a placche e nei soggetti con artrite psoriasica.
Assorbimento
Risankizumab ha presentato una farmacocinetica lineare con un aumento dell’esposizione proporzionale alla dose in un range di dose da 18 a 300 mg e da 0,25 a 1 mg/kg quando somministrato per via sottocutanea, e in un range di dose da 200 a 1 200 mg e da 0,01 a 5 mg/kg quando somministrato per via endovenosa.
Dopo somministrazione sottocutanea di risankizumab, il picco di concentrazione plasmatica è stato raggiunto fra 3 e 14 giorni dopo la somministrazione, con una biodisponibilità assoluta stimata dell’89%. Con la somministrazione di 150 mg alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni
12 settimane, le concentrazioni plasmatiche di picco e di valle stimate allo stato stazionario sono rispettivamente di 12 e di 2 µg/mL.
La bioequivalenza è stata dimostrata tra una singola iniezione di risankizumab 150 mg e due iniezioni di risankizumab 75 mg in siringa preriempita. La bioequivalenza è stata dimostrata anche tra risankizumab 150 mg in siringa preriempita e in penna preriempita.
Distribuzione
Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) medio (± deviazione standard) di risankizumab era di 11,4 L (± 2,7) negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi, indicando che risankizumab si distribuisce principalmente negli spazi vascolari e interstiziali.
Biotrasformazione
Gli anticorpi terapeutici monoclonali IgG vengono di regola degradati in piccoli peptidi e aminoacidi attraverso le vie cataboliche come le IgG endogene. Si ritiene che risankizumab non venga metabolizzato dagli enzimi del citocromo P450.
Eliminazione
La clearance (CL) sistemica media (± deviazione standard) di risankizumab era di 0,3 L/giorno (± 0,1) negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi. L’emivita media di eliminazione finale di risankizumab variava da 28 a 29 giorni negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi.
Quale anticorpo monoclonale IgG1, non si ritiene che risankizumab venga filtrato mediante filtrazione glomerulare dei reni o che venga escreto come molecola intatta nelle urine.
Linearità/Non linearità
Risankizumab ha presentato una farmacocinetica lineare con aumento dell’esposizione sistemica (Cmax e AUC) approssimativamente proporzionale alla dose negli intervalli di dose valutati da 18 a 300 mg o da 0,25 a 1 mg/kg somministrati per via sottocutanea in soggetti sani o in soggetti con psoriasi.
Interazioni
È stato condotto uno studio di interazione in soggetti con psoriasi a placche, per valutare l’effetto della somministrazione ripetuta di risankizumab sulla farmacocinetica dei substrati sensibili del
citocromo P450 (CYP). L’esposizione a caffeina (substrato del CYP1A2), warfarin (substrato del CYP2C9), omeprazolo (substrato del CYP2C19), metoprololo (substrato del CYP2D6) e midazolam (substrato di CYP3A) dopo il trattamento con risankizumab era comparabile a quella
prima del trattamento con risankizumab, indicando l’assenza di interazioni clinicamente significative attraverso questi enzimi.
Le analisi farmacocinetiche di popolazione hanno indicato che l’esposizione a risankizumab non è stata influenzata da trattamenti concomitanti utilizzati da alcuni soggetti con psoriasi a placche o artrite psoriasica durante gli studi clinici.
Popolazioni speciali
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica di risankizumab nei soggetti pediatrici non è stata valutata.
Anziani
Dei 2 234 soggetti con psoriasi a placche esposti a risankizumab, 243 avevano un’età pari o superiore a 65 anni e 24 soggetti avevano un’età pari o superiore a 75 anni. Dei 1 542 soggetti con artrite psoriasica esposti a risankizumab, 246 avevano un’età pari o superiore a 65 anni e 34 un’età pari o superiore a 75 anni. Complessivamente non sono state osservate differenze nell’esposizione a risankizumab tra soggetti anziani e giovani che ricevevano risankizumab.
Pazienti con compromissione renale o epatica
Non sono stati effettuati studi specifici per determinare l’effetto della compromissione renale o epatica sulla farmacocinetica di risankizumab. Sulla base delle analisi farmacocinetiche di popolazione, i livelli sierici di creatinina, la clearance della creatinina o i marker di funzione
epatica (ALT/AST/bilirubina), non hanno avuto alcun impatto significativo sulla clearance di risankizumab nei soggetti con psoriasi a placche o artrite psoriasica.
Quale anticorpo monoclonale IgG1, risankizumab viene eliminato principalmente attraverso il catabolismo cellulare e non si ritiene che venga sottoposto al metabolismo attraverso gli enzimi epatici del citocromo P450 né che venga eliminato per via renale.
Peso corporeo
La clearance e il volume di distribuzione di risankizumab aumentano al crescere del peso corporeo, pertanto potrebbe verificarsi una riduzione dell’efficacia in soggetti con peso corporeo
elevato (>130 kg). Tuttavia, questa osservazione è basata su un numero limitato di soggetti. Non sono attualmente raccomandati aggiustamenti della dose in base al peso corporeo.
Sesso o popolazione
La clearance di risankizumab non è stata significativamente influenzata dal sesso o dalla popolazione nei soggetti adulti con psoriasi a placche o artrite psoriasica. Non sono state osservate differenze clinicamente significative nell’esposizione a risankizumab in soggetti cinesi o giapponesi rispetto a soggetti caucasici in uno studio clinico di farmacocinetica in volontari sani.
Informazioni farmaceutiche - SKYRIZI 75 MG
Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in penna preriempita e siringa preriempita
Sodio acetato triidrato Acido acetico Trealosio diidrato Polisorbato 20
Acqua per preparazioni iniettabili
Skyrizi 75 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Succinato disodico esaidrato Acido succinico
Sorbitolo Polisorbato 20
Acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.
Tenere le siringhe o le penne preriempite nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Skyrizi 150 mg in penna preriempita o siringa preriempita può essere conservato fuori dal frigorifero (fino a 25 °C) per un periodo massimo di 24 ore nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in penna preriempita
Siringa preriempita in vetro assemblata in una penna preriempita con guaina automatica per l’ago. Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Siringa preriempita in vetro con un ago fisso e un cappuccio copri-ago, assemblati in un dispositivo automatico di sicurezza per l’ago.
Skyrizi 150 mg è disponibile in confezioni contenenti 1 penna preriempita o 1 siringa preriempita. Skyrizi 75 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Siringa preriempita in vetro con un ago fisso e un cappuccio copri-ago, assemblati in un dispositivo automatico di sicurezza per l’ago.
Skyrizi 75 mg è disponibile in confezioni contenenti 2 siringhe preriempite e 2 tamponcini imbevuti di alcool.
È possibile che non tutte le presentazioni siano commercializzate.
Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in penna preriempita
Prima dell’iniezione, i pazienti devono togliere la confezione dal frigorifero e lasciare che raggiunga la temperatura ambiente, al riparo dalla luce solare diretta (30-90 minuti), senza estrarre le penne preriempite dalla confezione.
La soluzione deve essere da incolore a gialla e da limpida a lievemente opalescente. Skyrizi 150 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Prima dell’iniezione, i pazienti possono togliere la confezione dal frigorifero e lasciare che raggiunga la temperatura ambiente, al riparo dalla luce solare diretta (15-30 minuti), senza estrarre la siringa preriempita dalla confezione.
La soluzione deve essere da incolore a gialla e da limpida a lievemente opalescente. Skyrizi 75 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita
Prima dell’iniezione, i pazienti possono togliere la confezione dal frigorifero e lasciare che raggiunga la temperatura ambiente, al riparo dalla luce solare diretta (15-30 minuti), senza estrarre le siringhe preriempite dalla confezione.
La soluzione deve essere da incolore a giallo chiaro e da limpida a lievemente opalescente. Devono essere iniettate due siringhe preriempite per ottenere la dose completa di 150 mg.
Precauzioni generali speciali
Prima dell’uso, si raccomanda un’ispezione visiva di ciascuna penna preriempita o siringa preriempita. La soluzione può contenere qualche piccola particella correlata al prodotto da semitrasparente a bianca. Skyrizi non deve essere usato se la soluzione è torbida o ha cambiato colore o contiene particelle di grandi dimensioni. Non agitare la penna preriempita o la siringa preriempita.
Le istruzioni complete per l’uso sono riportate nel foglio illustrativo. Ciascuna penna preriempita o siringa preriempita è solo monouso.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.