IMCIVREE 10 MG / ML SOLUZIONE INIETTABILE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - IMCIVREE 10 MG
IMCIVREE è indicato per il trattamento dell’obesità e il controllo della fame negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai 4 anni con obesità ipotalamica acquisita (aHO) dovuta a danno o compromissione dell’ipotalamo.
IMCIVREE è indicato per il trattamento dell’obesità e il controllo della fame associati a sindrome di Bardet-Biedl (BBS) geneticamente confermata negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai
2 anni.
IMCIVREE è indicato per il trattamento dell’obesità e il controllo della fame associati a deficit di pro-opiomelanocortina (POMC), compreso PCSK1, con perdita di funzione bi-allelica, o deficit bi-allelico del recettore della leptina (LEPR) geneticamente confermati negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai 2 anni.
IMCIVREE deve essere prescritto e supervisionato da medici esperti nella diagnosi e nella gestione di forme rare di obesità con origine genetica o ipotalamica.
Posologia
Obesità ipotalamica acquisita
Adulti e bambini di età pari o superiore ai 6 anni
Devono essere seguite le modifiche graduali della dose indicate nella Tabella 1. La modifica graduale della dose può essere eseguita sia aumentandola che riducendola in base alla tollerabilità individuale (vedere paragrafo 4.4) e alla risposta clinica. La dose può essere ridotta a 0,25 mg, laddove necessario.
Tabella 1. Modifiche graduali della dose negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai
6 anni
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimana 1 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (qualora la dose da 0,5 mg sia bentollerata) | 1 mg una volta algiorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 (qualora la dose da 1 mg sia bentollerata) | 2 mg una volta algiorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Settimana 4 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg sia ben tollerata) | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta al giorno |
Bambini di età compresa tra 4 e meno di 6 anni
Devono essere seguite le modifiche graduali della dose indicate nella Tabella 2 in base al peso del paziente. La modifica graduale della dose può essere eseguita sia aumentandola che riducendola in base alla tollerabilità individuale (vedere paragrafo 4.4) e alla risposta clinica. La dose può essere ridotta a 0,25 mg, laddove necessario.
Tabella 2. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 4 e meno di 6 anni
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| <20 kg | ||
| Settimana 1 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| 20 - <25 kg | ||
| Settimana 1 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 1 mg sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| Settimana 4 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1,5 mgsia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| 25 - <30 kg | ||
| Settimana 1 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg sia bentollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| Settimana 4 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 1,5 mg sia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Settimana 5 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg sia | 2,5 mg una volta algiorno | 0,25 mL una volta al giorno |
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| ben tollerata) | ||
| ≥30 kg | ||
| Settimana 1 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mg sia bentollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 1 mg sia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Settimana 4 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg sia ben tollerata) | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta al giorno |
Deficit di POMC, compreso PCSK1, e deficit di LEPR
Adulti e bambini di età pari o superiore ai 12 anni
Per gli adulti e i bambini di età pari o superiore ai 12 anni, la dose iniziale è di 1 mg una volta al giorno per 2 settimane. Dopo 2 settimane, nel caso in cui setmelanotide sia ben tollerato (vedere paragrafo 4.4), la dose può essere aumentata a 2 mg una volta al giorno (Tabella 3). Qualora l’aumento della dose non sia tollerato, i pazienti possono continuare ad assumere la dose da 1 mg una volta al giorno.
Nei pazienti adulti, la dose può essere aumentata a 2,5 mg una volta al giorno, se si desidera un ulteriore calo ponderale. Qualora la dose da 2,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata, la dose può essere aumentata a 3 mg una volta al giorno (Tabella 3).
Nei pazienti di età compresa tra 12 e meno di 18 anni, se il peso rimane sopra il 90º percentile con la dose da 2 mg una volta al giorno e si desidera un ulteriore calo ponderale, la dose può essere aumentata a 2,5 mg fino a una dose massima di 3 mg una volta al giorno (Tabella 3).
Tabella 3. Modifiche graduali della dose negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai 12 anni
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimane 1-2 | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta algiorno |
| Settimana 3 e successive | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta algiorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualorala dose da 2 mg una volta al giorno sia ben tollerata | 2,5 mg una volta al giorno | 0,25 mL una volta al giorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 2,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta al giorno |
Bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e meno di 12 anni, la dose iniziale è di 0,5 mg una volta al giorno per 2 settimane. Se tollerata, dopo 2 settimane la dose può essere aumentata a 1 mg una volta al giorno. Qualora l’aumento della dose non sia tollerato, i pazienti pediatrici possono continuare la somministrazione della dose da 0,5 mg una volta al giorno. Qualora la dose da 1 mg sia ben tollerata dopo 2 settimane, la dose può essere aumentata a 2 mg una volta al giorno. Se il peso rimane sopra il 90º percentile con la dose da 2 mg una volta al giorno e si desidera un ulteriore calo ponderale, la dose
può essere aumentata a 2,5 mg una volta al giorno (Tabella 4).
Tabella 4. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta algiorno |
| Settimana 5 e successive | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta algiorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg una volta al giorno sia bentollerata | 2,5 mg una volta al giorno | 0,25 mL una volta al giorno |
Bambini di età compresa tra 2 e meno di 6 anni
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e meno di 6 anni, devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 5.
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e meno di 6 anni, la dose iniziale è di 0,5 mg una volta al giorno per 2 settimane. Qualora la dose iniziale da 0,5 mg non sia tollerata, la dose deve essere ridotta a 0,25 mg (0,025 mL) una volta al giorno. Qualora la dose da 0,25 mg una volta al giorno sia tollerata, le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Tabella 5. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 2 e meno di 6 anni
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| <20 kg | ||
| Settimana 1 e successive | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| 20-<30 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mg sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| 30-<40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 5 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| ≥40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimane 5-6 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| Settimane 7-8 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1,5 mg una voltaal giorno sia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimana 9 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 2,5 mg una volta al giorno | 0,25 mL una volta al giorno |
Il calo ponderale e il controllo della fame indotti da setmelanotide possono esser mantenuti costanti in base all’aderenza al trattamento senza interruzioni. Se si interrompe il trattamento o se viene meno il rispetto del regime posologico, ricompariranno i sintomi dell’obesità e/o della fame nel deficit di POMC e LEPR.
Sindrome di Bardet-Biedl
Adulti e bambini di età pari o superiore ai 16 anni
Per gli adulti e i bambini di età pari o superiore ai 16 anni, devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 6.
Tabella 6. Modifiche graduali della dose negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai 16 anni
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimane 1-2 | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 e successive (qualora la dose da 2 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta al giorno |
Qualora la dose iniziale da 2 mg non sia tollerata, la dose deve essere ridotta a 1 mg (0,1 mL) una volta al giorno. Qualora la dose da 1 mg una volta al giorno sia tollerata, le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Dopo la dose iniziale, qualora una dose successiva non sia tollerata, la dose deve essere ridotta al livello di dose precedente. Qualora la dose ridotta sia tollerata, le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Bambini di età compresa tra 6 e meno di 16 anni
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e meno di 16 anni, devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 7.
Tabella 7. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 16 anni
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimana 1 | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 2 (qualora la dose da 1 mg una volta algiorno sia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta algiorno |
| Settimana 3 e successive (qualora la dose da 2 mguna volta al giorno sia ben tollerata) | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta algiorno |
Qualora la dose iniziale da 1 mg non sia tollerata, la dose deve essere ridotta a 0,5 mg (0,05 mL) una volta al giorno. Qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia tollerata, la dose deve essere aumentata a 1 mg una volta al giorno e le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Dopo la dose iniziale, qualora una dose successiva non sia tollerata, la dose deve essere ridotta al livello di dose precedente. Qualora la dose ridotta sia tollerata, le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Bambini di età compresa tra 2 e meno di 6 anni
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e meno di 6 anni, devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 8.
Per i pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e meno di 6 anni, la dose iniziale è di 0,5 mg una volta al giorno per 2 settimane. Qualora la dose iniziale da 0,5 mg non sia tollerata, la dose deve essere ridotta a 0,25 mg (0,025 mL) una volta al giorno. Qualora la dose da 0,25 mg una volta al giorno sia tollerata, le modifiche graduali della dose devono essere proseguite.
Tabella 8. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 2 e meno di 6 anni
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| <20 kg | ||
| Settimana 1 e successive | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| 20-<30 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 3 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mgsia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| 30-<40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 5 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| ≥40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimane 5-6 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg una voltaal giorno sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
| Settimane 7-8 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 1,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| Settimana 9 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 2 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 2,5 mg una volta al giorno | 0,25 mL una volta al giorno |
Il calo ponderale e il controllo della fame indotti da setmelanotide possono esser mantenuti costanti aderendo al trattamento senza interruzioni. Se si interrompe il trattamento o se viene meno il rispetto del regime posologico, ricompariranno i sintomi dell’obesità e/o della fame nella BBS.
Dose saltata
Se si salta una dose, la somministrazione di una volta al giorno deve essere ripresa alla dose prescritta con la successiva dose prevista.
Popolazioni speciali
Compromissione renale
Per i pazienti con deficit di POMC, PCSK1 o LEPR oppure BBS e compromissione renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2), non sono necessarie modifiche della dose.
Per i pazienti con aHO e compromissione renale lieve (vedere paragrafo 5.2), non sono necessarie modifiche della dose. Per i pazienti con aHO e compromissione renale moderata (vedere paragrafo 5.2), devono essere seguite le modifiche graduali della dose previste per i pazienti con compromissione renale severa.
Adulti e bambini di età pari o superiore ai 12 anni (deficit di POMC, compreso PCSK1, deficit di LEPR o aHO) o di età pari o superiore ai 16 anni (BBS) con compromissione renale severa
Devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 9. La modifica graduale della dose può essere eseguita sia aumentandola che riducendola in base alla tollerabilità individuale (vedere paragrafo 4.4) e alla risposta clinica. La dose può essere ridotta a 0,25 mg, laddove necessario.
Tabella 9. Modifiche graduali della dose negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai
12 anni (deficit di POMC, compreso PCSK1, deficit di LEPR o aHO) o di età pari o superiore ai 16 anni (BBS) con compromissione renale severa
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimane 1-2 | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| Settimana 3 e successive (qualora la dose da0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta algiorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg una volta al giorno sia bentollerata | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualorala dose da 2 mg una volta al giorno sia ben tollerata | 2,5 mg una volta al giorno | 0,25 mL una volta al giorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 2,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata | 3 mg una volta al giorno | 0,3 mL una volta al giorno |
Bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni (deficit di POMC, compreso PCSK1, deficit di LEPR o aHO) o di età compresa tra 6 e meno di 16 anni (BBS) con compromissione renale severa
Devono essere seguite le modifiche graduali della dose riportate nella Tabella 10. La modifica graduale della dose può essere eseguita sia aumentandola che riducendola in base alla tollerabilità individuale (vedere paragrafo 4.4) e alla risposta clinica. Qualora la dose iniziale da 0,25 mg non sia tollerata, il trattamento deve essere interrotto.
Tabella 10. Modifiche graduali della dose nei bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni (deficit di POMC, compreso PCSK1, deficit di LEPR o aHO) o di età compresa tra 6 e meno di 16 anni (BBS) con compromissione renale severa
| Settimana | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| Settimane 1-2 | 0,25 mg una volta algiorno | 0,025 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 (qualora la dose da 0,25 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 0,5 mg una volta algiorno | 0,05 mL una volta algiorno |
| Settimana 5 e successive (qualora la dose da0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta algiorno |
| In caso di risposta clinica insufficiente e qualorala dose da 1 mg una volta al giorno sia ben tollerata | 2 mg una volta al giorno | 0,2 mL una volta al giorno |
Bambini di età inferiore ai 6 anni con compromissione renale severa
Setmelanotide non è stato studiato in pazienti di età inferiore ai 6 anni con compromissione renale severa. La modifica graduale della dose può essere eseguita sia aumentandola che riducendola in base alla tollerabilità individuale (vedere paragrafo 4.4) e alla risposta clinica (Tabella 11) e i pazienti devono essere attentamente monitorati. Qualora la dose iniziale da 0,25 mg non sia tollerata, il trattamento deve essere interrotto.
Tabella 11. Modifiche graduali della dose nei bambini di età inferiore ai 6 anni con compromissione renale severa
| Peso del paziente/settimana di trattamento | Dose giornaliera | Volume da iniettare |
| <20 kg | ||
| Settimana 1 e successive | 0,25 mg una volta al giorno | 0,025 mL una volta al giorno |
| 20-<30 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,25 mg una volta algiorno | 0,025 mL una volta algiorno |
| Settimana 3 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 0,25 mg sia ben tollerata) | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| 30-<40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,25 mg una volta algiorno | 0,025 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,25 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimana 5 e successive (in caso di rispostaclinica insufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| ≥40 kg | ||
| Settimane 1-2 | 0,25 mg una volta algiorno | 0,025 mL una volta algiorno |
| Settimane 3-4 (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 0,25 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 0,5 mg una volta al giorno | 0,05 mL una volta al giorno |
| Settimane 5-6 (in caso di risposta clinicainsufficiente e qualora la dose da 0,5 mg una volta al giorno sia ben tollerata) | 1 mg una volta al giorno | 0,1 mL una volta al giorno |
| Settimana 7 e successive (in caso di risposta clinica insufficiente e qualora la dose da 1 mg unavolta al giorno sia ben tollerata) | 1,5 mg una volta al giorno | 0,15 mL una volta al giorno |
Setmelanotide non è stato studiato nei pazienti con malattia renale in stadio terminale. Setmelanotide non deve essere somministrato ai pazienti con malattia renale in stadio terminale (vedere
paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Setmelanotide non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica. Setmelanotide non deve essere somministrato a pazienti con compromissione epatica.
Popolazione pediatrica (meno di 2 anni di età)
La sicurezza e l’efficacia di setmelanotide nei bambini di età inferiore a 2 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Anziani
Anche se apparentemente non sono state osservate differenze correlate all’età, i dati ottenuti dai pazienti anziani di età pari o superiore a 65 anni non sono sufficienti per determinare se questi ultimi rispondano in modo diverso dai pazienti più giovani. Non ci sono evidenze indicanti la necessità di adottare precauzioni particolari per il trattamento di una popolazione anziana (vedere paragrafo 5.2).
Modo di somministrazione
Per uso sottocutaneo.
Setmelanotide deve essere somministrato una volta al giorno, all’inizio della giornata (per massimizzare la riduzione della fame durante il periodo diurno in cui si è svegli), indipendentemente dai pasti.
Setmelanotide deve essere somministrato per via sottocutanea nell’addome, alternando la sede di iniezione nella zona addominale ogni giorno.
Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere istruiti dall’operatore sanitario sulla corretta tecnica di iniezione, al fine di ridurre il rischio di errori di somministrazione, quali punture accidentali e inoculazioni incomplete. Fare riferimento al foglio illustrativo per le istruzioni di somministrazione complete accompagnate da illustrazioni.
Setmelanotide deve essere somministrato utilizzando siringhe con i volumi e i calibri degli aghi indicati nella Tabella 12.
Tabella 12. Calibro delle siringhe e degli aghi per la somministrazione, per dose di setmelanotide
| Dose di setmelanotide | Siringa | Calibro e lunghezzadell’ago |
| Per dosi da:0,25 mg (0,025 mL o 2,5 unità) una volta al giorno | Siringa da 0,3 mL con incrementi di 0,5 (mezza) unità | Ago da 29-31 gaugedi lunghezza compresa tra 6 e 13 mm |
| Per dosi da:0,5-3 mg (0,05-0,3 mL) una volta al giorno | Siringa da 1 mL con incrementi della dose di 0,01 mL | Ago da 28-29 gaugedi lunghezza compresa tra 6 e 13 mm |
Vedere paragrafo 6.6 per le istruzioni sulla manipolazione di IMCIVREE.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Monitoraggio della cute
Setmelanotide può determinare un aumento generalizzato della pigmentazione cutanea e uno scurimento di nevi preesistenti a causa del suo effetto farmacologico (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Annualmente, prima e durante il trattamento con setmelanotide, devono essere eseguite visite dermatologiche sull’intero corpo per monitorare le lesioni pigmentarie cutanee preesistenti e nuove.
Monitoraggio della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa
Per i pazienti in trattamento con setmelanotide, è necessario monitorare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa a ogni visita medica (almeno ogni 6 mesi) nell’ambito degli standard di pratica clinica.
Erezione prolungata del pene
Negli studi clinici con setmelanotide sono state segnalate erezioni spontanee del pene (vedere paragrafo 4.8). I pazienti che presentano un’erezione del pene di durata superiore a 4 ore devono essere informati di rivolgersi a un medico di emergenza per un eventuale trattamento di priapismo.
Depressione
Negli studi clinici, è stata segnalata depressione nei pazienti trattati con setmelanotide (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti con depressione devono essere monitorati a ogni visita medica durante il trattamento. È opportuno prendere in considerazione l’interruzione del trattamento qualora i pazienti manifestino pensieri o comportamenti suicidari.
Pazienti con aHO e diabete insipido centrale
I pazienti con aHO possono presentare disturbi correlati, quali diabete insipido (DI) centrale/carenza di arginina-vasopressina (AVP), che compromettono la regolazione dei fluidi e aumentano il rischio di ipernatriemia e deplezione di volume. Nei pazienti con aHO e DI/AVP concomitante, i livelli sierici di sodio, l’equilibrio dei fluidi e lo stato d’idratazione devono essere attentamente monitorati, in particolare in concomitanza con cambiamenti del peso corporeo o l’assunzione di cibi e fluidi, che possono verificarsi a seguito della terapia con setmelanotide. I pazienti devono essere monitorati più frequentemente durante i periodi di introito orale ridotto, malattia intercorrente o limitazione calorica intensificata. Le dosi delle terapie concomitanti devono essere modificate secondo necessità.
Pazienti con aHO e insufficienza surrenalica
I pazienti con aHO possono presentare una disfunzione ipotalamo-ipofisaria sottostante, compresa un’insufficienza surrenalica secondaria dovuta alla compromissione della secrezione dell’ormone adrenocorticotropo.
Prima di iniziare la terapia con setmelanotide nei pazienti con anamnesi di malattia ipotalamica o ipofisaria deve essere valutata la funzione surrenalica. I pazienti con insufficienza surrenalica nota devono essere adeguatamente trattati con terapia sostitutiva a base di glucocorticoidi prima di iniziare la terapia con setmelanotide. I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni clinici di funzione surrenalica inadeguata, tra cui stanchezza, ipotensione, ipoglicemia, nausea e alterazioni elettrolitiche.
Nei pazienti trattati con setmelanotide, devono essere monitorati i farmaci concomitanti che potrebbero essere influenzati da cambiamenti del peso corporeo, tasso metabolico, livelli di cortisolo o stato nutrizionale. Le dosi di tali farmaci devono essere modificate secondo quanto indicato clinicamente.
Popolazione pediatrica
Il medico prescrittore deve valutare periodicamente la risposta al trattamento con setmelanotide. Nei bambini in crescita, deve essere valutato l’impatto di un calo ponderale sulla crescita e sullo sviluppo cognitivo. Il medico prescrittore deve monitorare la crescita (altezza e peso) utilizzando le curve di crescita adeguate all’età e al sesso.
Eccipienti con effetti noti
Alcol benzilico
Questo medicinale contiene 10 mg di alcol benzilico per ciascun mL. L’alcool benzilico può
provocare reazioni allergiche.
Si osserva un aumento del rischio dovuto all’accumulo di alcol benzilico nei bambini piccoli (di età inferiore a 3 anni). I pazienti di età pari a 2 anni devono essere monitorati per identificare la comparsa di eventuali segni di acidosi metabolica (tachicardia, respirazione accelerata, confusione) durante il trattamento.
Le pazienti con una gravidanza in corso o che allattano con latte materno devono essere informate del potenziale rischio derivante dall’eccipiente alcol benzilico, che nel tempo potrebbe accumularsi e causare acidosi metabolica.
Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica o renale, a causa del potenziale rischio derivante dall’eccipiente alcol benzilico che nel tempo potrebbe accumularsi e causare acidosi metabolica (vedere anche paragrafo 4.2).
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, vale a dire che è
essenzialmente “privo di sodio”.
Non sono stati effettuati studi d’interazione.
Studi in vitro hanno mostrato che setmelanotide presenta un basso potenziale di interazioni farmacocinetiche in relazione ai trasportatori del citocromo P450 (CYP) e al legame alle proteine plasmatiche.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di setmelanotide in donne in gravidanza non esistono.
Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali non indicano effetti dannosi diretti. Tuttavia, la somministrazione di setmelanotide a coniglie gravide ha provocato una diminuzione del consumo di cibo da parte delle madri determinando effetti embrio-fetali (vedere paragrafo 5.3).
A scopo precauzionale, IMCIVREE non deve essere somministrato durante la gravidanza o se si intende iniziare una gravidanza in quanto un calo ponderale in questa condizione può provocare danni al feto.
Se una paziente sottoposta a trattamento con setmelanotide ha raggiunto un peso stabile e inizia una gravidanza, è opportuno prendere in considerazione la prosecuzione del trattamento con setmelanotide, dato che nei dati preclinici non è emersa alcuna prova di teratogenicità. Se una paziente sottoposta a trattamento con setmelanotide e in fase di calo ponderale inizia una gravidanza, setmelanotide deve essere interrotto o la dose ridotta monitorando al contempo l’aumento di peso raccomandato durante la gravidanza. Il medico curante deve monitorare attentamente il peso durante la gravidanza in una paziente in trattamento con setmelanotide.
Le pazienti con una gravidanza in corso devono essere informate del potenziale rischio derivante
dall’eccipiente alcol benzilico (vedere paragrafo 4.4). Allattamento
Non è noto se setmelanotide sia escreto nel latte materno. Uno studio preclinico ha dimostrato che setmelanotide viene escreto nel latte di ratto in allattamento. Non è stata rilevata alcuna concentrazione quantificabile di setmelanotide nel plasma dei cuccioli allattati (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere/evitare il trattamento con IMCIVREE tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio del trattamento per la donna.
Le pazienti che allattano con latte materno devono essere informate del potenziale rischio derivante
dall’eccipiente alcol benzilico (vedere paragrafo 4.4). Fertilità
Non sono disponibili dati relativi agli effetti di setmelanotide sulla fertilità negli esseri umani. Gli studi sugli animali non hanno indicato effetti dannosi riguardo alla fertilità.
IMCIVREE non altera o altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari a causa della sonnolenza.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più frequenti sono disturbi da iperpigmentazione (66%), reazioni in sede di iniezione (45%), nausea (36%) e cefalea (19%).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse riscontrate negli studi clinici e nell’ambito della sorveglianza post-marketing sono elencate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e la relativa frequenza, in base alla convenzione sulla frequenza definita come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10) e non comune (≥1/1 000, <1/100).
Tabella 13. Reazioni avverse
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | ||
| Molto comune | Comune | Non comune | |
| Tumori benigni, maligni e non specificati (incl.cisti e polipi) | nevo melanocitico | - | nevo displastico |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | - | eosinofilia | - |
| Disturbi del metabolismoe della nutrizione | - | - | disturbo dell’appetito,sete |
| Disturbi psichiatrici | - | depressione, insonnia, alterazionedell’eccitazione sessuale,libido aumentata | disturbo del sonno, incubi,libido diminuita |
| Patologie del sistema nervoso | cefalea | capogiro | sonnolenza, emicrania, parosmia,disgeusia |
| Patologie dell’occhio | - | - | alterazione del colore della sclera |
| Patologie dell’orecchio edel labirinto | - | - | vertigine |
| Patologie vascolari | - | - | vampata di calore |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | - | - | sbadigli,rinorrea, tosse |
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | ||
| Molto comune | Comune | Non comune | |
| Patologie gastrointestinali | nausea, vomito | diarrea,dolore addominale, bocca secca, dispepsia,stipsi,malattia da reflusso gastroesofageo,flatulenza | distensione dell'addome, fastidio addominale, ipersecrezione salivare |
| Patologie epatobiliari | - | alanina aminotransferasi aumentata | aspartato aminotransferasi aumentata, bilirubina ematica aumentata, gamma-glutamiltransferasi aumentata, enzima epatico aumentato,fosfatasi alcalina ematica aumentata |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | disturbi da iperpigmentazionea | prurito,eruzione cutanea, cute secca, lesione cutanea, alopecia | eritema,strie cutanee, iperidrosi, lipodistrofia acquisita, orticaria,esfoliazione cutanea, cambiamento del colore dei capelli,alterazione del colore delle unghie, acantosi nigricans |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | artralgia, dolore dorsale, mialgia | dolore muscolo-scheletrico, spasmi muscolari, dolore a un arto, creatinfosfochinasiematica aumentata | |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | erezione spontanea del peneb,erezione aumentatab | fastidio vulvovaginalec | disturbo dell’eccitazione sessuale femminilec, dolore genitale,fastidio genitale, patologia genitale femminilec, iperestesia genitale,dismenorreac |
| Patologie generali e condizioni relative allasede di somministrazione | reazioni in sede di iniezionea,stanchezza | astenia, dolore | intolleranza alla temperatura,brividi |
a Termine raggruppato (consultare “Descrizione di reazioni avverse selezionate” per l’elenco completo
dei termini inclusi).
b Denominatore solo maschile.
c Denominatore solo femminile. Descrizione di reazioni avverse selezionate
Reazioni in sede di iniezione
Si sono verificate reazioni in sede di iniezione nel 45% dei pazienti trattati con setmelanotide. Le reazioni in sede di iniezione più comuni sono state: eritema in sede di iniezione (26%), prurito in sede di iniezione (20%), indurimento in sede di iniezione (15%) e dolore in sede di iniezione (15%). Tali reazioni sono state solitamente lievi, di breve durata, e non sono peggiorate né hanno comportato un’interruzione del trattamento. Le reazioni in sede di iniezione comprendono eventi connessi alla sede di iniezione, come eritema, prurito, edema, dolore, indurimento, lividura, gonfiore, emorragia, ipersensibilità, ematoma, nodulo, colorazione anormale, irritazione, calore, ipertrofia, pomfi e orticaria.
Disturbi da iperpigmentazione
È stato osservato scurimento della cute nel 66% dei pazienti trattati con setmelanotide. Questa reazione, in genere, si è verificata nell’arco di 2-3 settimane dall’inizio del trattamento, si è protratta per tutta la durata del trattamento e si è risolta interrompendo il trattamento. Questo scurimento della pelle è dovuto alla stimolazione del recettore della melanocortina 1 (MC1). I disturbi da iperpigmentazione comprendono: iperpigmentazione cutanea, alterazione del colore della pelle, efelidi, lentiggine, macula, melanoderma, disturbo della pigmentazione, lentiggine solare, macchie caffellatte, pigmentazione ungueale, pigmentazione delle labbra, pigmentazione della lingua, iperpigmentazione gengivale, alterazione del colore delle gengive e pigmentazione orale.
Disturbi gastrointestinali
Sono stati segnalati nausea e vomito rispettivamente nel 36% e nel 17% dei pazienti trattati con setmelanotide. In genere, la nausea e il vomito sono comparsi all’inizio del trattamento (entro il primo mese), sono stati lievi e non hanno comportato interruzione del trattamento. Questi effetti sono stati transitori e non hanno avuto alcun impatto sul rispetto delle somministrazioni giornaliere raccomandate.
Erezioni del pene
Sono state segnalate erezione spontanea del pene ed erezione persistente rispettivamente nel 14% e nel 13% dei pazienti di sesso maschile trattati con setmelanotide; nessuno di questi pazienti ha segnalato erezioni prolungate (superiori alle 4 ore) con necessità di una valutazione medica urgente (vedere paragrafo 4.4). Questo effetto può essere dovuto alla stimolazione neurale del recettore della melanocortina-4 (MC4).
Popolazione pediatrica
Complessivamente sono stati esposti a setmelanotide 291 pazienti pediatrici (n = 15 di età compresa tra 2 e meno di 6 anni, n = 98 di età compresa tra 6 e meno di 12 anni, n = 178 di età compresa tra 12 e meno di 18 anni). La frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse sono state simili nelle popolazioni adulte e pediatriche.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
I sintomi del sovradosaggio di setmelanotide possono comprendere nausea ed erezione del pene. Nell’eventualità di sovradosaggio, deve essere iniziato un trattamento di supporto appropriato in base ai segni e ai sintomi clinici del paziente. In caso di sovradosaggio, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca devono essere monitorate regolarmente per 48 ore o per tutto il tempo clinicamente rilevante.
Proprietà farmacologiche - IMCIVREE 10 MG
Categoria farmacoterapeutica: preparati anti-obesità, esclusi i prodotti per la dieta, prodotti anti-obesità con azione a livello centrale, codice ATC: A08AA12
Meccanismo d’azione
Setmelanotide è un agonista selettivo del recettore MC4. I recettori MC4 del cervello sono coinvolti nella regolazione della fame, della sazietà e del dispendio energetico. Nelle malattie correlate al percorso del recettore MC4 associate a un’attivazione insufficiente del recettore MC4, si ritiene che setmelanotide ristabilisca l’attività del percorso del recettore MC4 per ridurre la fame e favorire il calo ponderale attraverso una diminuzione dell’apporto calorico e un aumento del dispendio energetico.
Effetti farmacodinamici
Pigmentazione cutanea
Setmelanotide è un agonista selettivo del recettore MC4 con un’attività inferiore sul recettore MC1. Il recettore MC1 è espresso sui melanociti, e l’attivazione di questo recettore determina un accumulo di melanina e un aumento della pigmentazione cutanea indipendentemente dalla luce ultravioletta (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
Immunogenicità
Gli anticorpi anti-farmaco (ADA) sono stati rilevati raramente. Inoltre, sono stati rilevati comunemente anticorpi contro l’ormone stimolante gli alfa-melanociti (alfa-MSH). Si dispone di dati limitati per i pazienti con BBS o deficit di POMC, PCSK1 o LEPR. Non è stata osservata alcuna evidenza dell’impatto di questi anticorpi su farmacocinetica, efficacia o sicurezza.
Efficacia e sicurezza clinica
Obesità ipotalamica acquisita
Studio 1 (RM-493-040)
La sicurezza e l’efficacia di setmelanotide sono state valutate in uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo (di massimo 70 settimane) in pazienti di età pari o superiore ai 4 anni con diagnosi di aHO dovuta a danno o compromissione dell’ipotalamo (indice di massa corporea [BMI]
≥30 kg/m² negli adulti; ≥ 95º percentile nei pazienti pediatrici).
Le analisi di efficacia sono state condotte su 120 pazienti principali con aHO. Dopo 52 settimane, è stato segnalato un calo statisticamente significativo e clinicamente rilevante del BMI e del z score del BMI dal basale per setmelanotide rispetto al placebo (Tabella 14 e Figura 1).
Tabella 14 Riduzione del BMI dal basale dopo 52 settimane (coorte principale, serie di analisi mITT)
Parametro Indice statistico Setmelanotide N=81
Placebo N=39
Variazione percentuale media del BMI
Basale Media (DS) 35,73 (9,17) 36,78 (9,33)
Variazione percentuale (%)
Media (DS) -16,46 (14,03) 3,29 (6,82)
IC al 95% (-19,56; -13,37) (1,11; 5,47)
ANCOVA LSM (ES) -16,51 (1,401) 3,32 (1,984)
IC al 95% per la LSM (-19,26; -13,76) (-0,57; 7,20)
Differenza LSM (ES) -19,83 (2,411)
IC al 95% della differenza LSM
-24,55, -15,10
Valore p <0,0001
Analisi dei soggetti responsivi per quanto riguarda la riduzione del BMI
Pazienti adulti con riduzione del BMI ≥5% o pazienti pediatrici con riduzione del z score del BMI ≥0,2
Pazienti con riduzione del BMI ≥5% rispetto al basale dopo 52 settimane
% stimata IC al 95%
Differenza di rischio (ES) IC al 95% per la differenza di rischio
Valore p
% stimata IC al 95%
Differenza di rischio (ES) IC al 95% per la differenza di rischio
Valore p
82,73
74,13; 91,33
79,53
70,60; 88,47
20,90
8,01; 33,78
62,53 (7,393)
48,04; 77,02
<0,0001
10,41
0,75; 20,07
69,07 (6,695)
55,95; 82,19
<0,0001
Abbreviazioni: ANCOVA = analisi della covarianza; DS = deviazione standard; ES = errore standard; IC = intervallo di confidenza; LSM = media dei minimi quadrati; mITT = intention-to-treat modificata.
Setmelanotide Placebo
IC al 95% per setmelanotide
IC al 95% per il placebo
Variazione % media del BMI dal basale
Figura 1. Variazione percentuale media del BMI dal basale per visita (coorte principale, serie di analisi mITT)
Basale Sett.4 Sett.12 Sett.24 Sett.32 Sett.40 Sett.48 Sett.56 EOT
Visita
Per valutare la fame nei pazienti di età pari o superiore ai 12 anni che fossero in grado di riferire in autonomia, è stato usato il questionario sulla fame giornaliera (scala a 11 punti: 0 = “per niente affamato/a”, 10 = “il più affamato/a possibile”). Dopo 52 settimane, setmelanotide ha ridotto significativamente la media settimanale del punteggio della fame giornaliera maggiore/peggiore (LSM
-2,73 rispetto a -1,45; p = 0,0086) e il punteggio della fame giornaliera medio (LSM -2,85 rispetto a - 1,40; p = 0,0016) rispetto al placebo. Nei colloqui qualitativi, i pazienti di età inferiore ai 12 anni trattati con setmelanotide (o coloro che li assistono) hanno riferito uniformemente una riduzione della fame.
A sostegno dell’effetto di setmelanotide sul calo ponderale e sui livelli di fame, il trattamento con setmelanotide ha indotto miglioramenti miglioramenti numerici generali dei parametri cardiometabolici, come pressione arteriosa, lipidi e parametri glicemici, nonché una riduzione della circonferenza della vita rispetto al placebo.
Deficit di POMC, compreso PCSK1, e deficit di LEPR
La sicurezza e l’efficacia di setmelanotide per il trattamento del deficit di POMC e LEPR sono state stabilite in 2 studi principali in aperto di 1 anno dal disegno sperimentale identico, ciascuno con un periodo di sospensione in doppio cieco e controllato con placebo:
-
lo Studio 2 (RM-493-012) ha arruolato pazienti di età pari o superiore ai 6 anni con deficit di POMC (compreso PCSK1) confermato geneticamente;
-
lo Studio 3 (RM-493-015) ha arruolato pazienti di età pari o superiore ai 6 anni con deficit di LEPR confermato geneticamente.
In entrambi gli studi, i pazienti adulti avevano un BMI ≥30 kg/m². Nei bambini, il peso è risultato
≥95º percentile in base a una valutazione con i grafici di crescita.
La modifica graduale della dose è avvenuta nell’arco di un periodo di 2-12 settimane, seguita da un periodo di trattamento in aperto di 10 settimane. I pazienti che hanno ottenuto un calo ponderale di almeno 5 kg (o un calo ponderale almeno del 5% se il peso corporeo al basale era <100 kg) alla fine del periodo di trattamento in aperto hanno continuato in un periodo di sospensione in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 8 settimane (4 settimane di trattamento con placebo e
4 settimane di trattamento con setmelanotide). Dopo la serie di sospensioni, i pazienti hanno ricominciato il trattamento attivo con setmelanotide alla dose terapeutica per un massimo di
32 settimane. Ventuno pazienti (10 nello Studio 2 e 11 nello Studio 3) sono stati in trattamento per almeno 1 anno e sono inclusi nelle analisi di efficacia.
Ulteriori dati di supporto sono stati raccolti in uno studio condotto dallo sperimentatore e in uno studio di estensione.
Studio 2 (RM-493-012)
Nello Studio 2, l’80% dei pazienti con deficit di POMC ha raggiunto l’endpoint primario, ottenendo un calo ponderale ≥10% dopo 1 anno di trattamento con setmelanotide e il 50% dei pazienti con deficit di POMC ha raggiunto un miglioramento predefinito clinicamente significativo ≥25% nel punteggio dei livelli di fame dal basale a 1 anno (Tabella 15).
Nello Studio 2, sono state riportate diminuzioni percentuali medie statisticamente significative e clinicamente rilevanti dal basale per il peso corporeo pari al 25,6%. Le variazioni nei livelli di fame sono state valutate utilizzando un questionario per i pazienti e per chi li assiste, compilato quotidianamente, riguardante i “massimi livelli di fame nelle ultime 24 ore” a 1 anno per i pazienti
≥12 anni di età. In riferimento allo Studio 2 (Tabella 16), sono state riportate diminuzioni percentuali medie statisticamente significative e clinicamente rilevanti dal basale per i livelli di fame come media settimanale nelle ultime 24 ore pari al 27,1%.
Quando il trattamento con setmelanotide è stato sospeso nei pazienti che mostravano un calo ponderale durante le 10 settimane del periodo in aperto, questi pazienti sono aumentati di
peso (Figura 2) e i punteggi medi dei livelli di fame sono aumentati rispetto alle 4 settimane di trattamento con placebo.
Tabella 15. Percentuale di pazienti che hanno ottenuto almeno il 10% di calo ponderale e percentuale di pazienti che hanno raggiunto almeno il 25% di miglioramento dei livelli di fame quotidiana dal basale a 1 anno nello Studio 2
| Parametro | Dati statistici | |
| Pazienti che hanno raggiunto almeno il 10% di calo | n (%) | 8 (80,0) |
| ponderale a 1 anno | IC al 90%1 | (49,31 - 96,32) |
| (N = 10) | Valore p2 | <0,0001 |
| Pazienti che hanno raggiunto almeno il 25% di | n (%) | 4 (50,0) |
| miglioramento dei livelli di fame dal basale a 1 anno | IC al 90%1 | (19,29; 80,71) |
| (N = 8) | Valore p1 | 0,0004 |
Nota: la serie di analisi comprende i pazienti che hanno ricevuto almeno 1 dose del medicinale in studio e hanno avuto almeno 1 valutazione al basale.
1 Ottenuto col metodo (esatto) Clopper-Pearson
2 Test dell’ipotesi nulla: proporzione = 5%
Tabella 16. Variazione percentuale dal basale nel peso e nei livelli di fame a 1 anno nello Studio 2
| Parametro | Dati statistici | Peso corporeo (kg) | Punteggio dei livelli |
| (N = 9) | di fame1 (N = 7) | ||
| Basale | Media (DS) | 115,0 (37,77) | 8,1 (0,78) |
| Mediana | 114,7 | 8,0 | |
| Min, max | 55,9; 186,7 | 7; 9 | |
| 1 anno | Media (DS) | 83,1 (21,43) | 5,8 (2,02) |
| Mediana | 82,7 | 6,0 | |
| Min, max | 54,5; 121,8 | 3; 8 | |
| Variazione percentuale dal basale a 1 anno (%) | Media (DS) | -25,6 (9,88) | -27,06 (28,11) |
| Mediana | -27,3 | -14,29 | |
| Min, max | -35,6; -2,4 | -72,2; -1,4 | |
| Media LS | -25,39 | -27,77 | |
| IC al 90% | (-28,80; -21,98) | (-40,58; -14,96) | |
| Valore p | <0,0001 | 0,0005 |
Nota: questa analisi include i pazienti che hanno ricevuto almeno una dose del medicinale in studio, hanno avuto almeno una valutazione al basale e hanno dimostrato un calo ponderale ≥5 kg (o il 5% del peso corporeo se il peso era <100 kg al basale) durante il periodo di trattamento in aperto di 12 settimane e sono passati al periodo di sospensione in doppio cieco e controllato con placebo.
1 I livelli di fame oscillano da 0 a 10 su una scala di tipo Likert: 0 = per niente fame e 10 = tantissima fame. Il punteggio dei livelli di fame è stato acquisito in un diario giornaliero ed è stata fatta una media per calcolare un punteggio settimanale per l’analisi.
Figura 2. Variazione percentuale del peso corporeo per visita dal basale (Studio 2 [N = 9])
Studio 2 (POMC)
0
-5
Variazione % del peso corporeo
-10
-15
-20
-25
-30
0 4 8 12 16 20 24 28 32 36 40 44 48 52 56
Tempo (settimane)
Studio 3 (RM-493-015)
Nello Studio 3, il 46% dei pazienti con deficit di LEPR ha raggiunto l’endpoint primario, ottenendo un calo ponderale ≥10% dopo 1 anno di trattamento con setmelanotide e il 73% dei pazienti con deficit di LEPR ha raggiunto un miglioramento predefinito clinicamente significativo ≥25% nel punteggio dei livelli di fame dal basale a 1 anno (Tabella 17).
Nello Studio 3, sono state riportate diminuzioni percentuali medie statisticamente significative e clinicamente rilevanti dal basale per il peso corporeo pari al 12,5%. Le variazioni nei livelli di fame sono state valutate utilizzando un questionario per i pazienti e per chi li assiste, compilato quotidianamente, riguardante i “massimi livelli di fame nelle ultime 24 ore” a 1 anno per i pazienti
≥12 anni di età. In riferimento allo Studio 3 (Tabella 18), sono state riportate diminuzioni percentuali medie statisticamente significative e clinicamente rilevanti dal basale per i livelli di fame come media settimanale nelle ultime 24 ore pari al 43,7%.
Quando il trattamento con setmelanotide è stato sospeso nei pazienti che mostravano un calo ponderale durante le 10 settimane del periodo in aperto, questi pazienti sono aumentati di
peso (Figura 3) e i punteggi medi dei livelli di fame sono aumentati rispetto alle 4 settimane di trattamento con placebo.
Tabella 17. Percentuale di pazienti che hanno ottenuto almeno il 10% di calo ponderale e percentuale di pazienti che hanno raggiunto almeno il 25% di miglioramento dei livelli di fame quotidiana dal basale a 1 anno nello Studio 3
| Parametro | Dati statistici | |
| Pazienti che hanno ottenuto almeno il 10% di calo | n (%) | 5 (45,5) |
| ponderale a 1 anno | IC al 90%1 | (19,96; 72,88) |
| (N = 11) | Valore p2 | 0,0002 |
| Pazienti che hanno raggiunto almeno il 25% di | n (%) | 8 (72,7) |
| miglioramento dei livelli di fame dal basale a 1 anno | IC al 90%1 | (43,56; 92,12) |
| (N = 11) | Valore p1 | <0,0001 |
Nota: la serie di analisi comprende i pazienti che hanno ricevuto almeno 1 dose del medicinale in studio e hanno avuto almeno 1 valutazione al basale.
-
Ottenuto col metodo (esatto) Clopper-Pearson
-
Test dell’ipotesi nulla: proporzione = 5%
Tabella 18. Variazione percentuale dal basale nel peso e nei livelli di fame a 1 anno nello Studio 3
| Parametro | Dati statistici | Peso corporeo (kg) | Punteggio dei livelli |
| (N = 7) | di fame1 (N = 7) | ||
| Basale | media (DS) | 131,7 (32,6) | 7,0 (0,77) |
| mediana | 120,5 | 7,0 | |
| min, max | 89,4; 170,4 | 6; 8 | |
| 1 anno | media (DS) | 115,0 (29,6) | 4,1 (2,09) |
| mediana | 104,1 | 3,0 | |
| min, max | 81,7; 149,9 | 2; 8 | |
| Variazione percentuale dal basale a 1 anno (%) | media (DS) | -12,5 (8,9) | -43,7 (23,69) |
| mediana | -15,3 | -52,7 | |
| min, max | -23,3; 0,1 | -67; 0 | |
| media LS | -12,47 | -41,93 | |
| IC al 90% | (-16,10; -8,83) | (-54,76; -29,09) | |
| valore p | <0,0001 | <0,0001 |
Nota: questa analisi include i pazienti che hanno ricevuto almeno una dose del medicinale in studio, hanno avuto almeno una valutazione al basale e hanno dimostrato un calo ponderale ≥5 kg (o il 5% del peso corporeo se il peso era <100 kg al basale) durante il periodo di trattamento in aperto di 12 settimane e sono passati al periodo di sospensione in doppio cieco e controllato con placebo.
1 I livelli di fame oscillano da 0 a 10 su una scala di tipo Likert: 0 = per niente fame e 10 = tantissima fame. Il punteggio dei livelli di fame è stato acquisito in un diario giornaliero ed è stata fatta una media per calcolare un punteggio settimanale per l’analisi.
Figura 3. Variazione percentuale del peso corporeo per visita dal basale (Studio 3 [N = 7])
Studio 3 (LEPR)
0
-2
Variazione % del peso corporeo
-4
-6
-8
-10
-12
-14
Tempo (settimane)
0 4 8 12 16 20 24 28 32 36 40 44 48 52 56
Sindrome di Bardet-Biedl
Studio 4 (RM-493-023)
La sicurezza e l’efficacia di setmelanotide per il trattamento di pazienti di età pari o superiore ai 6 anni con obesità dovuta a BBS sono state valutate in uno studio clinico di 1 anno con periodo controllato con placebo di 14 settimane (Studio 4 [RM-493-023]). Lo studio ha arruolato pazienti di età pari o superiore ai 6 anni con obesità e BBS. I pazienti adulti presentavano un indice di massa corporea (BMI) ≥30 kg/m². I pazienti pediatrici presentavano invece un BMI ≥97° percentile per età e sesso in base a valutazioni con i grafici di crescita.
I pazienti idonei sono entrati in un periodo di trattamento randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo di 14 settimane (Periodo 1), seguito da un periodo di trattamento in aperto di 38 settimane (Periodo 2) in cui tutti i pazienti hanno ricevuto setmelanotide. Per mantenere la cecità nel corso di tutto il Periodo 2, durante le prime 2 settimane sia del Periodo 1 che 2 sono state apportate modifiche graduali della dose fino a una dose fissa di 3 mg. Trentadue pazienti sono stati trattati per almeno
1 anno e sono inclusi nelle analisi di efficacia.
Nello Studio 4, il 35,7% dei pazienti con BBS di età ≥12 anni e il 46,7% dei pazienti con BBS di età
≥18 anni hanno raggiunto l’obiettivo primario, ottenendo un calo ponderale ≥10% dopo 1 anno di trattamento con setmelanotide (Tabella 19). L’effetto di setmelanotide sul peso corporeo nei pazienti con compromissione cognitiva secondo la valutazione dello sperimentatore è risultato simile a quello nei pazienti senza compromissione cognitiva.
Nello Studio 4, ~52 settimane di trattamento con setmelanotide hanno prodotto riduzioni clinicamente significative dei z score del BMI nel 100% dei pazienti con BBS di età inferiore ai 12 anni, con risultati omogenei osservati nei pazienti di età compresa tra 12 e meno di 18 anni. Nei pazienti di età inferiore ai 18 anni, la riduzione media del z score del BMI rispetto al basale è stata di 0,75 e la riduzione percentuale media del 95° percentile del BMI per età e sesso rispetto al basale è stata del 17,3%.
I pazienti di età pari o superiore ai 12 anni in grado di riferire in autonomia la propria fame hanno registrato la fame massima giornaliera in un diario, la quale è stata successivamente valutata tramite l’item 2 del questionario sulla fame giornaliera. La fame è stata valutata su una scala a 11 punti, da 0 (“per niente affamato/a”) a 10 (“il più affamato/a possibile”). Nello Studio 4 sono state riferite riduzioni percentuali medie statisticamente significative e clinicamente rilevanti del punteggio relativo a fame massima/peggiore dal basale a 1 anno pari al 30,5% (Tabella 20).
Tabella 19. Peso corporeo (kg) – percentuale di tutti i pazienti, di pazienti con BBS di età
≥12 anni e di pazienti con BBS di età ≥18 anni che hanno ottenuto un calo ponderale almeno del 10% dal basale a 1 anno (Studio 4 [Full Analysis Set])
| Parametro | Indice statistico1 | Pazienti ≥12 anni | Pazienti ≥18 anni |
| Pazienti che hanno ottenuto un calo ponderale | N | 28 | 15 |
| almeno del 10% all’anno 1 | % | 35,7 | 46,7 |
| IC al 95%1 | (18,6; 55,9) | (21,3; 73,4) | |
| Valore p | 0,0002 | 0,0003 |
1 Le % stimate, l’intervallo di confidenza al 95% e il valore p si basano sulla regola di Rubin. Il valore p è a una coda, confrontato a un valore alfa = 0,025.
Tabella 20. Punteggi relativi alla fame giornaliera – variazione dal basale a 1 anno in tutti i pazienti e nei pazienti con BBS di età ≥12 anni (Studio 4 [Full Analysis Set])
| Punto temporale | Indice statistico | Pazienti≥12 anni |
| Basale | N | 14 |
| Media (DS) | 6,99 (1,893) | |
| Mediana | 7,29 | |
| Min, max | 4,0; 10,0 | |
| Settimana 52 | N | 14 |
| Media (DS) | 4,87 (2,499) | |
| Mediana | 4,43 | |
| Min, max | 2,0; 10,0 | |
| Variazione alla settimana 52 | N | 14 |
| Media (DS) | -2,12 (2,051) | |
| Mediana | -1,69 | |
| Min, max IC al 95%1Valore p1 | -6,7, 0,0-3,31; -0,940,0010 | |
| Variazione % alla settimana 52 | N | 14 |
| Media (DS) | -30,45 (26,485) | |
| Mediana | -25,00 | |
| Min, max | -77,0; 0,0 | |
| IC al 95%1 | -45,74; -15,16 | |
| Valore p1 | 0,0004 |
Abbreviazioni: DS = deviazione standard; IC = intervallo di confidenza; max = valore massimo; min = valore minimo.
1 IC al 95% e valore p si basano sulla regola di Rubin; il valore p è a una coda.
Nota: il basale è l’ultima valutazione prima dell’inizio del trattamento con setmelanotide in entrambi gli studi. Nota: il questionario sulla fame giornaliera non viene somministrato ai pazienti di età <12 anni né ai pazienti con compromissione cognitiva secondo la valutazione dello sperimentatore.
A sostegno dell’effetto di setmelanotide sul calo ponderale, sono stati registrati miglioramenti numerici generali dei parametri cardiometabolici, come pressione arteriosa, lipidi, parametri glicemici e circonferenza della vita.
Popolazione pediatrica
Studio 5 (RM-493-033)
La sicurezza e l’efficacia di setmelanotide per il trattamento di pazienti di età compresa tra 2 e meno di 6 anni con obesità da deficit di POMC o LEPR oppure con BBS sono state valutate in uno studio in aperto, non controllato, di 1 anno (Studio 5 [RM-493-033]). Lo studio ha arruolato pazienti di età compresa tra 2 e meno di 6 anni con BMI ≥97° percentile per età e sesso in base a valutazioni con i grafici di crescita e peso corporeo di almeno 15 kg al basale.
I pazienti idonei sono entrati nello studio e hanno ricevuto setmelanotide. Dodici pazienti sono stati arruolati nello studio e sono inclusi nelle analisi di efficacia. Dato il disegno dello studio e la dimensione ridotta del campione, i risultati di efficacia devono essere valutati attentamente.
Nello Studio 5, l’85,7% dei pazienti con deficit di POMC o LEPR e l’80,0% dei pazienti con BBS hanno raggiunto l’obiettivo primario, ottenendo una riduzione del z score del BMI ≥0,2 dopo 1 anno di trattamento con setmelanotide (Tabella 21). La variazione percentuale media del BMI dal basale alla Settimana 52 è stata del -25,597% nei pazienti con deficit di POMC o LEPR e del -9,719% nei pazienti con BBS (Tabella 22).
Tabella 21. Z score del BMI – percentuale di tutti i pazienti, dei pazienti con deficit di POMC o LEPR, dei pazienti con BBS di età compresa tra 2 e meno di 6 anni che hanno ottenuto una riduzione del z score del BMI rispetto al basale di almeno 0,2 dopo 1 anno (Studio 5 [popolazione di sicurezza])
| Parametro | Indice statistico1 | Pazienti con | Pazienti con BBS | Totale |
| deficit di POMC o | (n = 5) | (N = 12) | ||
| LEPR | ||||
| (n = 7) | ||||
| Pazienti che hanno ottenuto | N | 6 | 4 | 10 |
| una riduzione del z score del | % | 85,7 | 80,0 | 83,3 |
| BMI di almeno 0,2 dopo 1anno | IC al 95%1 | (54,1; 100) | (28,4; 99,5) | (58,7; 99,8) |
1 L’IC al 95% a due code è stato calcolato con il metodo di Clopper-Pearson.
Tabella 22. Variazione percentuale del BMI rispetto al basale a 1 anno (Studio 5 [popolazione di sicurezza])
| Pazienti con deficit di POMC o LEPR(n = 7) | Pazienti con BBS (n = 5) | Totale (N = 12) | ||
| Parametro | Indice statistico | % | % | % |
| Basale | N | 7 | 5 | 12 |
| Media (DS) | 34,347 (7,0673) | 23,716 (3,5184) | 29,918 (7,8559) | |
| Mediana | 32,196 | 22,986 | 28,670 | |
| Min, max | 25,99; 42,54 | 19,31; 29,04 | 19,31; 42,54 | |
| Variazione effettiva dal basale dopo 1 anno | N | 6 | 5 | 11 |
| Media (DS) | -8,250 (3,2392) | -2,363 (2,1579) | -5,574 (4,0697) | |
| Mediana | -9,237 | -2,191 | -4,940 | |
| Min, max | -11,16; -2,65 | -4,94; 0,58 | -11,16; 0,58 | |
| Variazione percentuale dal basale dopo 1 anno (%) | N | 6 | 5 | 11 |
| Media (DS) | -25,597 (11,4911) | -9,719 (8,8383) | -18,380 (12,8851) | |
| IC al 95%1 | (-37,66; -13,54) | (-20,69; 1,26) | (-27,04; -9,72) | |
| Mediana | -23,237 | -8,978 | -21,624 | |
| Pazienti con deficit di POMC o LEPR(n = 7) | Pazienti con BBS (n = 5) | Totale (N = 12) | |
| Parametro Indicestatistico | % | % | % |
| Min, max | -39,28; -8,24 | -21,62; 2,54 | -39,28; 2,54 |
1 L’IC al 95% a due code è calcolato con la distribuzione t di Student.
Nello Studio 5, ~52 settimane di trattamento con setmelanotide hanno prodotto una riduzione clinicamente significativa del z score del BMI di -5,185 nei pazienti con deficit di POMC o LEPR e di -1,331 nei pazienti con BBS. La riduzione percentuale media del 95° percentile del BMI per età e sesso rispetto al basale è stata del -47,595% nei pazienti con deficit di POMC o LEPR e del -14,462% nei pazienti con BBS.
Negli studi clinici, 116 dei pazienti trattati con setmelanotide avevano un’età compresa tra 2 e meno di 18 anni al basale (21 pazienti con deficit di POMC, PCSK1 o LEPR, 33 pazienti con BBS e
62 pazienti con aHO). Nel complesso, l’efficacia e la sicurezza in questi pazienti più giovani hanno evidenziato tendenze simili a quelle osservate nei pazienti più anziani studiati, dimostrando diminuzioni apparentemente significative del BMI nei pazienti di età compresa tra 2 e meno di 6 anni con deficit di POMC, PCSK1 o LEPR oppure BBS. Nei pazienti che non avevano ancora completato la crescita, durante il periodo di studio è stata osservata una tendenza a una progressione nello sviluppo puberale e ad aumenti dell’altezza adeguati.
L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con setmelanotide in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento dei disturbi dell’appetito e della nutrizione generale (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
La Cmax,ss media di setmelanotide allo stato stazionario, l’AUCtau e la concentrazione pre-dose per una dose di 3 mg somministrata per via sottocutanea a volontari con obesità altrimenti sani (N = 6) una volta al giorno per 12 settimane sono state, rispettivamente, 37,9 ng/mL, 495 h *ng/mL, e 6,77 ng/mL. Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di setmelanotide sono state raggiunte nell’arco di 2 giorni con una somministrazione giornaliera di 1-3 mg di setmelanotide. L’accumulo di setmelanotide nella circolazione sistemica durante la somministrazione singola giornaliera per
12 settimane è stato di circa il 30%. L’AUC e la Cmax di setmelanotide sono aumentate proporzionalmente dopo la somministrazione sottocutanea di dosi multiple nell’intervallo di dosi proposto (1-3 mg).
La serie di dati dell’analisi di farmacocinetica (PK) includeva 513 soggetti aggregati di 12 studi. La popolazione comprendeva 330 soggetti con malattie correlate al percorso del recettore MC4,
102 soggetti con aHO e 81 soggetti che non presentavano né malattie correlate al percorso del recettore MC4 né aHO. Questi soggetti hanno apportato 8 837 osservazioni, di cui 8 501 campioni con concentrazioni quantificabili di setmelanotide. I dati farmacocinetici provenivano principalmente da 314 adulti (di età pari o superiore ai 18 anni, 5 332 osservazioni quantificabili) e 122 adolescenti (di età compresa tra 12 e meno di 18 anni, 2 258 osservazioni quantificabili). La serie di dati includeva anche 64 bambini di età compresa tra 6 e meno di 12 anni e 13 bambini di età compresa tra 2 e meno di 6 anni (rispettivamente 778 e 133 osservazioni quantificabili).
Assorbimento
A seguito di un’iniezione sottocutanea di setmelanotide, le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di setmelanotide sono aumentate lentamente, raggiungendo le concentrazioni massime a un tmax mediano di 8,0 ore dopo la somministrazione. La biodisponibilità assoluta dopo una somministrazione sottocutanea di setmelanotide non è stata studiata nell’uomo. La stima della
variabilità interindividuale (CV %) tratta dal modello PK di popolazione finale è stata del 28,6% (clearance orale apparente, CL/F).
Tra gli adulti con funzione renale nella norma, le simulazioni hanno mostrato un’esposizione leggermente maggiore nei pazienti con aHO rispetto ai pazienti con altre malattie correlate al percorso del recettore MC4 quando ricevevano la stessa dose. Tuttavia, questa differenza in termini di esposizione è stata mediata soprattutto da differenze nel peso; nei pazienti con lo stesso peso è stata osservata essenzialmente la stessa esposizione a setmelanotide indipendentemente dall’eziologia della malattia.
Distribuzione
Il volume medio apparente di distribuzione di setmelanotide dopo una somministrazione sottocutanea di 3 mg una volta al giorno è stato stimato dal modello PK di popolazione in 75,2 L. Il legame di setmelanotide alle proteine plasmatiche umane è pari al 79,1%.
Gli esperimenti in vitro indicano che setmelanotide non è un substrato di OATP1B1, OATP1B3, OAT1, OAT3 o OCT2.
I dati in vitro indicano che è molto improbabile che setmelanotide sia un substrato di P-gp o di BCRP. Biotrasformazione
Non è stato riscontrato che setmelanotide sia metabolizzato da microsomi epatici, epatociti o microsomi renali di ratto, scimmia o uomo.
Eliminazione
L’emivita di eliminazione effettiva (t½) di setmelanotide è stata di circa 11 ore. La clearance totale apparente allo stato stazionario di setmelanotide dopo una somministrazione sottocutanea di 3 mg una volta al giorno è stata stimata dal modello PK di popolazione in 7,19 L/h.
Circa il 39% della dose somministrata di setmelanotide è stato escreto non modificato nelle urine nell’intervallo di dosaggio di 24 ore a seguito di una somministrazione sottocutanea di 3 mg una volta al giorno.
Linearità/Non linearità
L’AUC e la Cmax di setmelanotide sono aumentate in modo approssimativamente lineare con la dose
dopo la somministrazione sottocutanea di dosi multiple nell’intervallo compreso tra 0,5 mg e 7 mg. Popolazioni speciali
Popolazione pediatrica
Setmelanotide è stato esaminato in pazienti pediatrici (di età compresa tra 2 e meno di 18 anni). Le simulazioni tratte dalle analisi PK della popolazione suggeriscono un’esposizione leggermente più elevata nei pazienti più giovani (che hanno anche un peso corporeo inferiore) e offrono supporto al regime posologico nei pazienti di età pari o superiore a 2 anni.
Popolazione anziana
I dati disponibili relativi a un piccolo campione di pazienti anziani di età pari o superiore a 65 anni non suggeriscono variazioni di rilievo nell’esposizione a setmelanotide con l’avanzare dell’età. Questi dati sono tuttavia troppo limitati per trarre conclusioni definitive.
Compromissione renale
L’analisi farmacocinetica ha evidenziato una clearance (CL/F) di setmelanotide inferiore del 12%, del 26% e del 49% nei pazienti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e severa in confronto ai pazienti con funzione renale nella norma.
Deficit di POMC, compreso PCSK1, deficit di LEPR o BBS
Non sono necessari modifiche della dose per i pazienti con compromissione renale lieve (velocità di filtrazione glomerulare stimata [eGFR] di 60-89 mL/min/1,73 m²) o moderata (eGFR di
30-59 mL/min/1,73 m²). Per i pazienti con compromissione renale severa (eGFR di
15-29 mL/min/1,73 m²) si raccomandano modifiche della dose (vedere paragrafo 4.2). Setmelanotide non deve essere somministrato ai pazienti con malattia renale in stadio terminale (eGFR
<15 mL/min/1,73 m²) (vedere paragrafo 4.2).
Obesità ipotalamica acquisita
Per i pazienti con compromissione renale lieve (eGFR pari a 60-89 mL/min/1,73 m2) non sono necessarie modifiche della dose. Le modifiche della dose sono raccomandate per i pazienti con compromissione renale moderata (eGFR pari a 30-59 mL/min/1,73 m2) o severa (eGFR pari a 15-
29 mL/min/1,73 m2) (vedere paragrafo 4.2). Setmelanotide non deve essere somministrato ai pazienti con malattia renale in stadio terminale (eGFR <15 mL/min/1,73 m2) (vedere paragrafo 4.2).
Compromissione epatica
Setmelanotide è stabile negli epatociti umani, di ratto e di scimmia; pertanto, non è stato condotto uno studio in pazienti affetti da compromissione epatica. Setmelanotide non deve essere usato in pazienti affetti da compromissione epatica severa.
Peso corporeo
La CL/F di setmelanotide variava con il peso corporeo secondo un rapporto allometrico fisso.
Genere
Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di setmelanotide in base al sesso.
Informazioni farmaceutiche - IMCIVREE 10 MG
N-(carbonil-metossipolietilenglicole-2000)-1,2-distearoil-glicero-3-fosfoetanolamina sale sodico (mPEG-2000-DSPE)
Carmellosio sodico Mannitolo
Fenolo
Alcol benzilico Disodio edetato
Acqua per preparazioni iniettabili
Acido cloridrico (per l’aggiustamento del pH) Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH)
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
3 anni
Dopo la prima apertura
28 giorni o fino alla data di scadenza (se precedente). Non conservare a temperatura superiore a 30 °C.
La stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 28 giorni a 2 °C – 30 °C.
Dal punto di vista microbiologico, una volta aperto, il prodotto può essere conservato per un massimo di 28 giorni a 2 °C – 30 °C. Altri tempi e condizioni di conservazione durante l’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.
Conservare in frigorifero (da 2 °C a 8 °C). Non congelare. Conservare nella scatola originale per proteggere il medicinale dalla luce.
I flaconcini chiusi possono essere tenuti a temperatura ambiente, non oltre i 30 °C, per un massimo di
30 giorni.
Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura vedere paragrafo 6.3.
Flaconcino multidose 2R in vetro trasparente di tipo I con tappo in bromobutile e capsula di alluminio. Confezioni:
-
1 flaconcino multidose.
-
10 flaconcini multidose.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
IMCIVREE deve essere tolto dal frigorifero circa 15 minuti prima della somministrazione. In alternativa, i pazienti possono scaldare il prodotto prima della somministrazione facendo ruotare delicatamente il flaconcino tra i palmi delle mani per 60 secondi.
IMCIVREE deve essere ispezionato prima di ogni iniezione e la soluzione non deve essere usata se è torbida o contiene particelle.
Nel caso in cui IMCIVREE sia esposto a temperature >30 °C, deve essere gettato via e non deve essere utilizzato.
Utilizzare sempre una siringa nuova a ogni somministrazione per evitare contaminazioni.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.