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Informazioni sulla prescrizione

Classe

C – A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO.’

Tipo di ricetta

RR - Soggetto a Prescrizione Medica

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Non concedibile

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

ACTONEL 35 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

COMPRESSE GASTRORESISTENTE

Produttore

THERAMEX

Ultimo aggiornamento del RCP

19/02/2025
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RCP - ACTONEL 35 MG

Indicazioni

Trattamento dell’osteoporosi in donne in postmenopausa ad aumentato rischio di

fratture (vedere paragrafo 5.1).

Posologia

Posologia

La dose raccomandata negli adulti è di una compressa gastroresistente di Actonel da 35 mg per via orale una volta a settimana. La compressa deve essere assunta ogni settimana nello stesso giorno.

Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata periodicamente in ogni singolo paziente sulla base dei benefici e dei rischi potenziali, in particolare dopo 5 o più anni d’uso.

Popolazioni speciali

Anziani

Negli studi condotti sull’osteoporosi postmenopausale, il 59% delle pazienti che hanno ricevuto le compresse gastroresistenti di risedronato 35 mg aveva età pari o superiore a 65 anni, mentre il 13% aveva età pari o superiore a 75 anni. Complessivamente non sono state osservate differenze nel profilo di sicurezza ed efficacia tra queste pazienti e pazienti più giovani.

Pazienti con danno renale

Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti con danno renale da lieve a moderato. L’uso di risedronato sodico è controindicato nei pazienti con danno renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafi 4.3 e 5.2).

Popolazione pediatrica

L’uso di risedronato sodico non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 18 anni di età a causa dell’insufficienza di dati su sicurezza ed efficacia (vedere anche paragrafo 5.1).

Modo di somministrazione

Actonel 35 mg compresse gastroresistenti deve essere assunto per via orale al mattino, subito dopo la colazione. L’assunzione a digiuno potrebbe determinare un aumento del rischio di dolore addominale superiore (vedere paragrafi 4.8 e 5.2).

La compressa deve essere deglutita intera e non succhiata o masticata. Per favorire il transito della compressa allo stomaco, assumere Actonel 35 mg con un bicchiere di acqua di rubinetto (≥120 ml) mantenendo la posizione eretta. Nei 30 minuti successivi all’assunzione della compressa, i pazienti non devono sdraiarsi (vedere paragrafo 4.4).

L’integrazione di calcio e vitamina D deve essere presa in considerazione in caso di

apporto dietetico inadeguato.

I pazienti devono essere informati che, nel caso dimentichino di assumere una compressa, devono prenderla nel giorno stesso in cui se ne ricordano. I pazienti devono poi riprendere l’assunzione settimanale nel giorno in cui la compressa viene assunta di solito. Non si devono assumere due compresse nello stesso giorno.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Ipocalcemia (vedere paragrafo 4.4). Gravidanza ed allattamento.

Grave danno renale (clearance della creatinina < 30 ml/min).

Avvertenze

I medicinali contenenti cationi polivalenti (quali calcio, magnesio, ferro ed alluminio) interferiscono con l’assorbimento dei bisfosfonati e non devono essere assunti contemporaneamente alle compresse di risedronato (vedere paragrafo 4.5). Per ottenere l’efficacia desiderata, è necessario attenersi strettamente alle raccomandazioni sulla somministrazione (vedere paragrafo 4.2).

L’efficacia dei bisfosfonati nel trattamento dell’osteoporosi è correlata alla presenza di

una bassa densità minerale ossea e/o a fratture prevalenti.

L’età avanzata o i fattori clinici di rischio per le fratture, da soli, non costituiscono ragioni sufficienti per l’inizio del trattamento dell’osteoporosi con un bisfosfonato.

L’evidenza a supporto dell’efficacia dei bisfosfonati, compreso il risedronato sodico, in

pazienti molto anziani (> 80 anni) è limitata (vedere paragrafo 5.1).

L’ipocalcemia deve essere trattata prima dell’inizio della terapia con risedronato. Devono essere trattati altri disturbi ossei e del metabolismo minerale (quali disfunzione paratiroidea, ipovitaminosi D) quando si inizia la terapia con risedronato.

Reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore

I bisfosfonati sono stati associati ad esofagiti, gastriti, ulcere esofagee e ulcere gastroduodenali. Si deve, quindi, prestare la massima attenzione:

  • Nei pazienti con anamnesi positiva per disturbi all’esofago che provocano un ritardo del transito o dello svuotamento esofageo, come restringimento o acalasia.

  • Nei pazienti che non sono in grado di mantenere il busto eretto per almeno 30 minuti dopo l’assunzione della compressa.

  • Se il risedronato viene somministrato a pazienti con problemi in atto o recenti a livello del tratto gastrointestinale superiore o dell’esofago (incluso l’esofago di Barrett diagnosticato).

I medici prescrittori devono sottolineare ai pazienti l'importanza di prestare attenzione alle istruzioni sulla somministrazione e fare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che possa indicare una possibile reazione esofagea. I pazienti devono essere informati che, nel caso sviluppino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, dolore alla deglutizione, dolore retrosternale o comparsa/aggravamento di bruciori di stomaco, devono rivolgersi tempestivamente ad un medico.

Osteonecrosi della mandibola e/o mascella

L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bisfosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bisfosfonati per via orale.

Prima di iniziare il trattamento con i bisfosfonati in pazienti con concomitanti fattori di rischio (come cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale) deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con appropriate procedure dentistiche preventive.

Se possibile, durante il trattamento questi pazienti devono evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola e/o mascella durante la terapia con i bisfosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentaria, non esistono dati disponibili che suggeriscano se l’interruzione del trattamento con i bisfosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella.

Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto beneficio/rischio.

Osteonecrosi del canale uditivo esterno

È stata segnalata osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bisfosfonati, prevalentemente in associazione a terapie a lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bisfosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, tra cui infezioni croniche dell'orecchio.

Fratture atipiche del femore

Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. È stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio/rischio individuale.

Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa

gastroresistente, cioè essenzialmente “senza sodio”.

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I medicinali contenenti cationi polivalenti (ad es. calcio, magnesio, ferro ed alluminio) interferiscono con l’assorbimento dei bisfosfonati e, pertanto, non devono essere assunti contemporaneamente alle compresse di risedronato (vedere paragrafo 4.4).

Risedronato sodico non è metabolizzato a livello sistemico, non induce gli enzimi del citocromo P-450 e ha un basso legame proteico.

La co-somministrazione delle compresse gastroresistenti di risedronato 35 mg con l’inibitore della pompa protonica esomeprazolo ha determinato un aumento della biodisponibilità del risedronato. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) e l’area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) sono aumentate rispettivamente del 60% e del 22%, ma le implicazioni cliniche osservate attraverso i cambiamenti nella densità della massa corporea non sono state statisticamente significative.

Qualora ritenuto appropriato, il risedronato sodico può essere usato in concomitanza con la terapia estrogenica sostitutiva.

Gravidanza

Gravidanza

Non vi sono dati adeguati sull’uso di risedronato sodico in donne in gravidanza. Gli studi effettuati sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l’essere umano non è noto.

Allattamento

Studi condotti su animali indicano che una piccola quantità di risedronato sodico passa nel latte materno.

Il risedronato sodico non deve essere utilizzato durante la gravidanza o in donne che allattano al seno.

Fertilità

Non vi sono dati adeguati relativi agli effetti del risedronato sodico sulla fertilità umana. Gli studi effettuati sugli animali hanno mostrato effetti avversi ad esposizioni notevolmente al di sopra rispetto a quelle umane (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Il risedronato sodico non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati segnalati più frequentemente con le compresse di risedronato sono disordini gastrointestinali che comprendono dolore addominale, diarrea, dispepsia, nausea, stipsi, dolore muscoloscheletrico e cefalea.

Elenco delle reazioni avverse osservate durante gli studi clinici

Il risedronato sodico è stato studiato in studi clinici di fase III che hanno coinvolto più di

15.000 pazienti. La maggior parte degli effetti indesiderati osservati nel corso degli studi clinici sono stati di grado da lieve a moderato e, di solito, non hanno richiesto l’interruzione della terapia.

Gli effetti indesiderati verificatisi durante gli studi clinici di fase III nelle donne con osteoporosi postmenopausale e considerati possibilmente o probabilmente correlati al risedronato sodico sono elencati utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000,

<1/1.000); molto raro (<1/10.000).

All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine

decrescente di gravità.

Tabella 1

Classificazione persistemi e organi secondo MedDRA Comune Non comune Raro
Infezioni edinfestazioni Influenza
Patologie del sistemaemolinfopoietico Leucopenia, neutropenia
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità
Patologie endocrine Iperparatiroidismosecondario
Disturbi delmetabolismo e della nutrizione Ipercalcemia
Disturbi psichiatrici Depressione
Patologie delsistema nervoso Cefalea Capogiro, parestesia,ipoestesia
Patologiedell’occhio Irite*, iperemia oculare, congiuntivite, visioneoffuscata
Patologiedell’orecchio e dellabirinto Vertigine
Patologie vascolari Vampate di calore,ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche Tosse
Patologie gastrointestinali Dolore addominale inclusi dolore addominale superiore e dolore addominale inferiore, stipsi, dispepsia, nausea, diarrea, vomito Gastrite, gastrite da Helicobacter, esofagite, disfagia, duodenite, ulceraesofagea, fastidio addominale, distensionedell’addome,esofagite erosiva,gastrite erosiva, ematochezia, ipercloridria, eruttazione, flatulenza, gastrite atrofica, malattia da reflusso gastroesofageo, gengivite, emorroidi, ernia iatale, melena, dolorabilità addominale, stomatite aftosa, colite, bocca secca, incontinenza fecale, ipertrofia dellamucosa gastrica, infiammazione gastrointestinale, dolore gastrointestinale,ipoestesia orale, Restringimento esofageo, glossite
tumefazione delle labbra, odinofagia,lingua tumefatta
Patologie epatobiliari Prove difunzionalità epatica anormali*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema, porpora di Schönlein-Henoch, orticaria, dermatite allergica, prurito,eruzione cutanea
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore muscoloscheletrico Artralgia, doloredorsale, spasmo muscolare, mialgia, dolore agli arti, dolore osseo, fatica muscolare, debolezza muscolare, dolore al collo, dolore alla mascella
Patologie renali eurinarie Nefrolitiasi
Patologiedell’apparato riproduttivo e della mammella Cisti ovarica
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, brividi, affaticamento, malattia simil- influenzale, fastidio al torace, dolore toracico, edema della faccia, edema, edema periferico, dolore,piressia
Esami diagnostici Calcio ematico e fosfato ematico diminuiti, frequenza cardiaca irregolare, analisi delle urine anormale, transaminasi aumentate, fosfatasialcalina ematica
aumentata, ormone paratiroideo ematico aumentato, sangue occulto, conta dellepiastrine diminuita

* Nessuna incidenza rilevante dagli studi clinici di fase III nell’osteoporosi; la frequenza è basata sui dati di evento avverso/laboratorio/rechallenge provenienti da studi clinici precedenti.

Descrizione degli eventi avversi selezionati

Patologie gastrointestinali

In uno studio di fase III di confronto tra risedronato sodico 35 mg compresse gastroresistenti e risedronato sodico 5 mg al giorno (a rilascio immediato), un numero maggiore di pazienti in trattamento con FANS/aspirina ha segnalato eventi avversi del tratto gastrointestinale superiore associati al trattamento rispetto ai pazienti non trattati.

La frequenza dei pazienti che hanno segnalato questi eventi è stata:

  • 22,0% dei pazienti in trattamento con FANS/aspirina vs 15,7% dei pazienti non in trattamento con FANS/aspirina nel gruppo che ha assunto 35 mg immediatamente dopo la colazione

  • 29,8% dei pazienti in trattamento con FANS/aspirina vs 15,3% dei pazienti non in trattamento con FANS/aspirina nel gruppo che ha assunto 35 mg 30 minuti prima della colazione

  • 22,4% dei pazienti in trattamento con FANS/aspirina vs 13,4% dei pazienti non in trattamento con FANS/aspirina nel gruppo che ha assunto 5 mg a rilascio immediato prima della colazione

Un’incidenza più alta del dolore addominale superiore è stata riscontrata quando le compresse gastroresistenti di risedronato 35 mg sono state assunte a digiuno 30 minuti prima della colazione.

La frequenza di eventi avversi del tratto gastrointestinale inferiore associati al trattamento è stata pari al 22,1% nel gruppo che ha assunto 35 mg immediatamente dopo la colazione, 20,1% nel gruppo che ha assunto 35 mg 30 minuti prima della colazione e 15,6% nel gruppo che ha assunto 5 mg a rilascio immediato.

Le seguenti ulteriori reazioni avverse sono state segnalate durante la commercializzazione

Raro: fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa della classe dei bisfosfonati).

Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa della classe dei bisfosfonati).

Frequenza non nota: (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie dell’occhio

Irite, uveite, infiammazione orbitale

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Osteonecrosi della mandibola e/o mascella

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Reazioni cutanee e da ipersensibilità, compresi angioedema e reazioni cutanee bollose, alcune gravi, inclusi casi isolati di sindrome di Stevens Johnson, necrolisi tossica epidermica e vasculite leucocitoclastica.

Perdita di capelli

Disturbi del sistema immunitario

Reazione anafilattica

Patologie epatobiliari

Gravi patologie epatiche. Nella maggior parte dei casi segnalati, i pazienti erano in trattamento anche con altri prodotti noti per indurre patologie epatiche.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di casi di sovradosaggio con risedronato sodico.

In caso di sovradosaggio, si possono prevedere diminuzioni del calcio sierico. Alcuni di questi pazienti possono anche presentare segni e sintomi di ipocalcemia.

Si deve somministrare latte o antiacidi contenenti magnesio, calcio o alluminio per

legare il risedronato sodico e ridurne l’assorbimento.

L’impatto di questo intervento per Actonel 35 mg compresse gastroresistenti non è

stato valutato. La formulazione di Actonel 35 mg compresse gastroresistenti è meno sensibile agli effetti di legame dei cationi bivalenti. Le procedure standard che sono efficaci nel trattamento dell’ipocalcemia, inclusa la somministrazione di calcio per via endovenosa, dovrebbero ristabilire le quantità fisiologiche di calcio ionizzato e alleviare segni e sintomi di ipocalcemia.

In casi di notevole sovradosaggio, è possibile prendere in considerazione una lavanda gastrica, se effettuata entro 30 minuti dall’ingestione, al fine di rimuovere il risedronato sodico non assorbito.

Proprietà farmacologiche - ACTONEL 35 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmaco-terapeutica: Farmaci per il trattamento delle malattie delle ossa, Farmaci che agiscono sulla struttura e mineralizzazione ossea, Bisfosfonati, Codice ATC: M05BA07.

Meccanismo d’azione

Risedronato sodico è un piridinil bisfosfonato che si fissa all’idrossiapatite dell’osso e inibisce il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti. Il turnover osseo viene ridotto mentre l’attività osteoblastica e la mineralizzazione ossea vengono mantenute.

Effetti farmacodinamici

In studi preclinici, il risedronato sodico ha mostrato una potente azione anti- osteoclastica e anti-riassorbimento, determinando un aumento dose dipendente della massa ossea e della resistenza biomeccanica dell’osso. L’attività del risedronato sodico è stata confermata da misurazioni dei marcatori biochimici del turnover osseo durante studi di farmacodinamica e clinici. In studi condotti su donne in postmenopausa, al terzo mese ed ai successivi intervalli temporali sono state osservate diminuzioni dei marcatori biochimici del turnover osseo. Le diminuzioni di tali marcatori sono risultate simili per le compresse gastroresistenti di risedronato da 35 mg assunte settimanalmente e per risedronato da 5 mg assunto giornalmente a tutti gli intervalli di tempo.

Efficacia e sicurezza clinica

Trattamento dell’Osteoporosi Postmenopausale

In base agli effetti sulla variazione media della DMO a livello della colonna vertebrale lombare, il risedronato 35 mg compresse gastroresistenti (n=307 dopo la colazione e n=308 prima della colazione) si è dimostrato equivalente al risedronato compresse 5 mg/die (n=307) nel corso di uno studio multicentrico, in doppio cieco, della durata di due anni, in donne in postmenopausa affette da osteoporosi.

Il risedronato 35 mg in compresse gastroresistenti assunto sia prima che dopo la colazione ha dimostrato di essere terapeuticamente equivalente al risedronato 5 mg assunto giornalmente (formulazione a rilascio immediato) in uno studio multicentrico, in doppio cieco, della durata di due anni, in donne in postmenopausa affette da osteoporosi. L’endpoint primario di efficacia di variazione percentuale della DMO rispetto al basale a livello della colonna vertebrale lombare alla settimana 52 è stato soddisfatto. Gli endpoint secondari di efficacia hanno incluso la variazione percentuale della DMO rispetto al basale a livello della colonna vertebrale lombare alla settimana 104, le fratture non vertebrali alla settimana 104 coerenti con i valori dell’endpoint primario, e la modifica nei marcatori di turnover osseo. La tabella 2 mostra l’analisi di efficacia primaria ad 1 anno (Popolazione di Analisi Primaria), così come i risultati a 2 anni (Popolazione dell’Endpoint alla Settimana 104).

Tabella 2DMO a livello della colonna vertebrale lombare (LS) – Variazione percentuale rispetto al basale agli Endpoint di 1 anno e 2 anni [a]
Risedronato 5 mg Giornaliero a rilascio immediato N=307 Risedronato 35 mg Una volta a settimana gastroresistente Dopo la colazione N=307 Risedronato 35 mg Una volta a settimana gastroresistente Prima della colazioneN=308
Efficacia Primaria (LOCF) ad1 anno [c]
n 270 261 271
LS Media (95% IC) 3,1* (2,7 , 3,5) 3,3* (2,9 , 3,7) 3,4* (3,0 , 3,8)
LS Differenza Media [b](95% IC) -0,2 (-0,8 , 0,3) -0,3 (-0,9 , 0,3)
Endpoint a 2 anni [d]
n 274 265 273
LS Media (95% IC) 4,1 (3,7 , 4,6) 5,2 (4,7 , 5,7) 5,1 (4,6 , 5,6)
LS Differenza Media[b] (95%IC) -1,1 (-1,8 , -0,4) -0,9 (-1,6 , -0,2)
N = numero di pazienti “intent-to-treat” all’interno di un trattamento specifico; n =numero di pazienti con valori al basale e alla visita.* Indica una differenza statisticamente significativa dal basale, determinata dal IC al 95% non aggiustato per confronti multipli.
  1. ad 1 anno e 2 anni LOCF

  2. LS Differenza Media è il trattamento giornaliero di 5 mg meno 35 mg settimanali.

  3. Basato sulla Popolazione PE (tutti i pazienti ITT che avevano valori analizzabili di DMO a livello della colonna vertebrale lombare sia al livello basale che all’Endpoint della settimana 52 LOCF)

  4. Basato sulla popolazione all’Endpoint della settimana 104 (tutti i pazienti ITT che

avevano valori analizzabili di DMO a livello della colonna vertebrale lombare sia al livello

basale che all’Endpoint della settimana 104 LOCF)

Il programma di sviluppo clinico di risedronato sodico a dosaggio giornaliero ha valutato gli effetti del risedronato sodico sul rischio di fratture dell’anca e vertebrali ed ha incluso donne in postmenopausa, sia precoce che tardiva, con e senza fratture. Sono state valutate dosi di 2,5 mg e 5 mg al giorno e tutti i gruppi, inclusi quelli di controllo, ricevevano calcio e vitamina D (se i livelli basali risultavano bassi). Il rischio assoluto e relativo di nuove fratture vertebrali e dell’anca è stato calcolato mediante l’impiego di un’analisi “time to first event”.

      • Due studi (n=3.661) controllati verso placebo hanno arruolato donne in postmenopausa d’età inferiore agli 85 anni con fratture vertebrali al basale. Risedronato sodico 5 mg al giorno somministrato per 3 anni ha determinato la riduzione del rischio di nuove fratture vertebrali rispetto al gruppo di controllo. In donne con rispettivamente almeno 2 fratture vertebrali o 1 frattura vertebrale, la riduzione del rischio relativo di nuove fratture è stata rispettivamente del 49 % e del 41 % (l’incidenza di nuove fratture vertebrali con risedronato sodico è stata rispettivamente del 18,1 % e 11,3 %, con placebo del 29 % e 16,3 %).

      • Due ulteriori studi controllati verso placebo hanno arruolato donne in postmenopausa d’età superiore ai 70 anni con o senza fratture vertebrali al basale. Sono state arruolate donne di 70-79 anni con un T-score della DMO del collo del femore <-3 DS (secondo la scala di riferimento fornita dal produttore e corrispondente a –2,5 DS NHANES III (National Health and Nutrition Examination Survey)) ed almeno un altro fattore di rischio. Le donne con età superiore a 80 anni potevano essere arruolate sulla base di almeno un fattore di rischio di tipo non scheletrico per la frattura dell’anca o in base ad una diminuita densità minerale ossea del collo del femore. Dal punto di vista statistico l’efficacia del risedronato sodico nei confronti del placebo è stata raggiunta solo quando i due gruppi trattati con 2,5 mg e 5 mg sono stati combinati. I risultati seguenti si basano solo sull’analisi a posteriori di sottogruppi di pazienti scelti dalla pratica clinica o sull’attuale definizione di osteoporosi:

        - In un sottogruppo di pazienti con il T-score della DMO del collo del femore ≤- 2,5 DS (NHANES III) e con almeno una frattura vertebrale al basale, il risedronato sodico somministrato per tre anni ha ridotto il rischio di frattura dell’anca nel 46 % dei casi rispetto al gruppo di controllo (l’incidenza delle fratture d’anca nei gruppi trattati con risedronato sodico 2,5 mg e 5 mg combinato è stata del 3,8 %, con placebo del 7,4 %).

        Popolazione pediatrica

        La sicurezza e l’efficacia del risedronato sodico sono state valutate in uno studio della durata di 3 anni (randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo,

        multicentrico, a gruppi paralleli, della durata di un anno, seguito da 2 anni di trattamento in aperto) nei pazienti pediatrici di età compresa tra 4 anni e meno di 16 anni con osteogenesi imperfetta da lieve a moderata. In questo studio, i pazienti che pesavano tra i 10 e i 30 kg hanno ricevuto 2,5 mg al giorno di risedronato ed i pazienti che pesavano più di 30 kg hanno ricevuto 5 mg al giorno di risedronato.

        Dopo il completamento della sua fase randomizzata, in doppio cieco, controllata verso placebo, della durata di un anno, è stato dimostrato un aumento statisticamente significativo della DMO della colonna lombare nel gruppo risedronato rispetto al gruppo placebo; tuttavia, è stato osservato un aumento del numero di pazienti con almeno 1 nuova frattura vertebrale morfometrica (valutata radiograficamente) nel gruppo risedronato rispetto al placebo. Durante il periodo di un anno in doppio cieco, la percentuale di pazienti che ha riportato fratture cliniche era del 30,9% nel gruppo risedronato e del 49,0% nel gruppo placebo. Nel periodo in aperto in cui tutti i pazienti hanno ricevuto risedronato (dal mese 12 al mese 36), sono state riportate fratture cliniche dal 65,3% dei pazienti inizialmente randomizzati nel gruppo placebo e dal 52,9% dei pazienti inizialmente randomizzati nel gruppo risedronato.

        Nel complesso, i risultati non supportano l'utilizzo di risedronato sodico in pazienti pediatrici affetti da osteogenesi imperfetta da lieve a moderata.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Il tempo per raggiungere il picco di concentrazione (Tmax) di una compressa gastroresistente di risedronato 35 mg è ~3 ore quando assunto al mattino 4 ore prima del pasto. La biodisponibilità relativa delle compresse gastroresistenti di risedronato 35 mg assunte dopo una colazione ricca di grassi è stata da 2 a 4 volte più alta rispetto alla corrispondente formulazione a rilascio immediato assunta 30 minuti prima di una colazione ricca di grassi.

Effetto del cibo

La presenza di cibo non incide apprezzabilmente sulla biodisponibilità delle compresse gastroresistenti.

Distribuzione

Il volume di distribuzione medio allo steady state nell’essere umano è di 6,3 L/kg. La frazione di medicinale legata alle proteine plasmatiche è di circa il 24 %.

Biotrasformazione

Non vi è evidenza che il risedronato sodico venga metabolizzato a livello sistemico.

Eliminazione

Circa metà della dose assorbita viene eliminata attraverso le urine entro 24 ore, mentre

l’85 % di una dose somministrata per via endovenosa viene eliminata nelle urine dopo 28 giorni. La clearance renale media è 105 ml/min e la clearance totale media è 122 ml/min: la differenza è probabilmente attribuibile alla clearance dovuta all’adsorbimento sull'osso. La clearance renale non è dipendente dalla concentrazione ed esiste una relazione lineare tra la clearance renale e la clearance della creatinina. Il risedronato sodico non assorbito viene eliminato immodificato attraverso le feci. Dopo somministrazione orale, la curva concentrazione-tempo mostra tre fasi di eliminazione con un’emivita terminale di 480 ore.

Popolazioni speciali

Anziani

Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio.

Pazienti trattati con acido acetilsalicilico o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) Tra gli utilizzatori abituali (3 o più giorni a settimana) di acido acetilsalicilico o FANS, nei pazienti trattati con risedronato sodico l’incidenza di eventi avversi a livello del tratto gastrointestinale superiore è risultata simile a quella dei pazienti del gruppo di controllo (vedere paragrafo 4.5).

Informazioni farmaceutiche - ACTONEL 35 MG

Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa:

Cellulosa microcristallina (E460) Silice colloidale anidra

Disodio edetato

Amido di sodio glicolato Acido stearico

Magnesio stearato (E470b)

Rivestimento enterico:

Acido metacrilico – etil acrilato copolimero (1:1) Trietil citrato (E1505)

Talco (E533b)

Ferro ossido giallo E172 Simeticone

Polisorbato 80 (E433)

Incompatibilità

Non pertinente.

Periodo di validità

5 anni.

Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Natura e contenuto del contenitore

Blister di PVC trasparente/alluminio in una scatola di cartone. Blister in confezioni contenenti 1, 2, 4, 10, 12 o 16 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

4 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL
Prezzo
21,00 €
Ticket
-

Classe

C – A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO.’

AIC

034568206

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