ACIDO TRANEXAMICO AUROBINDO 100 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - ACIDO 100 MG/ML
Prevenzione e trattamento di emorragie dovute a fibrinolisi generalizzata o locale negli adulti e nei bambini a partire da un anno di età.
Le indicazioni specifiche includono:
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emorragie causate da fibrinolisi generalizzata o locale come:
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menorragia e metrorragia,
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sanguinamento gastrointestinale,
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disturbi emorragici urinari, in seguito a chirurgia prostatica o procedure chirurgiche a carico delle vie urinarie;
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chirurgia otorinolaringoiatrica (adenoidectomia, tonsillectomia, estrazioni dentali);
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chirurgia ginecologica o disturbi ostetrici;
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chirurgia toracica e addominale e altri interventi chirurgici maggiori come chirurgia cardiovascolare;
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gestione dell’emorragia dovuta a somministrazione di un fibrinolitico.
Posologia
Adulti
Salvo diverse prescrizioni, si raccomandano le seguenti dosi:
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trattamento standard della fibrinolisi locale:
da 0,5 g (1 fiala da 5 ml) a 1 g (1 fiala da 10 ml o 2 fiale da 5 ml) di acido tranexamico tramite iniezione endovenosa lenta (=1 ml/minuto) due o tre volte al giorno.
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trattamento standard della fibrinolisi generalizzata:
1 g (1 fiala da 10 ml o 2 fiale da 5 ml) di acido tranexamico tramite iniezione endovenosa lenta (=1 ml/minuto) ogni 6-8 ore, pari a 15 mg/kg di peso corporeo.
Danno renale
In caso di insufficienza renale che può comportare un rischio di accumulo, l’uso dell’acido tranexamico è controindicato nei pazienti con danno renale grave (vedere paragrafo 4.3). Per i pazienti con danno renale da lieve a moderato, la dose dell’acido tranexamico deve essere ridotta in base al livello di creatinina sierica:
| Creatinina sierica | Dose EV | Somministrazione | |
| μmol/l | mg/10 ml | ||
| da 120 a 249 | da 1,35 a 2,82 | 10 mg/kg peso corporeo | Ogni 12 ore |
| da 250 a 500 | da 2,82 a 5,65 | 10 mg/kg peso corporeo | Ogni 24 ore |
| > 500 | > 5,65 | 5 mg/kg peso corporeo | Ogni 24 ore |
Compromissione epatica
Non sono necessarie modifiche della dose nei pazienti con compromissione epatica.
Popolazione pediatrica
Nei bambini a partire da un anno di età, per le attuali indicazioni approvate descritte al paragrafo 4.1, la dose è intorno ai 20 mg/kg/giorno. Tuttavia esistono dati limitati sull’efficacia, la posologia e la sicurezza per tali indicazioni.
Non esistono valutazioni esaustive sull’efficacia, la posologia e la sicurezza dell’acido tranexamico nei bambini sottoposti a chirurgia cardiaca. I dati attualmente disponibili sono limitati e sono descritti al paragrafo 5.1.
Anziani
Non è necessario ridurre la dose a meno che non vi sia evidenza di insufficienza renale.
Modo di somministrazione
L’ACIDO TRANEXAMICO DEVE ESSERE SOMMINISTRATO SOLO PER VIA ENDOVENOSA e non deve essere somministrato per via intratecale o epidurale (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
PER RIDURRE IL RISCHIO DI ERRORI TERAPEUTICI FATALI DOVUTI A UNA VIA ERRATA DI SOMMINISTRAZIONE DELL’ACIDO TRANEXAMICO, SI RACCOMANDA VIVAMENTE DI ETICHETTARE LE SIRINGHE CONTENENTI ACIDO TRANEXAMICO (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 6.6).
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Trombosi venosa o arteriosa acuta (vedere paragrafo 4.4).
Condizioni fibrinolitiche dovute a coagulopatia da consumo ad eccezione dei casi in cui vi sia attivazione predominante del sistema fibrinolitico con sanguinamento grave acuto (vedere paragrafo 4.4).
Danno renale grave (rischio di accumulo). Anamnesi di convulsioni.
Iniezione intratecale, epidurale, intraventricolare e applicazione intracerebrale (rischio di edema cerebrale e convulsioni e morte).
Le indicazioni ed il modo di somministrazione sopra indicati devono essere rigorosamente seguiti:
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Le iniezioni per via endovenosa devono essere effettuate lentamente.
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L’acido tranexamico non deve essere somministrato per via intramuscolare.
Convulsioni
Sono stati segnalati casi di convulsioni in associazione al trattamento con l’acido tranexamico. Negli interventi chirurgici di bypass aortocoronarico (CABG), la maggior parte dei casi si è verificata in seguito a iniezione endovenosa (ev) di dosi elevate di acido tranexamico. Rispettando le dosi più basse raccomandate di acido tranexamico, l’incidenza di convulsioni post-operatorie era la stessa dei pazienti non trattati.
Disturbi visivi
Si deve prestare attenzione ai possibili disturbi visivi, tra cui compromissione della visione, visione offuscata, visione alterata dei colori e, se necessario, il trattamento deve essere interrotto. In caso di uso prolungato dell’acido tranexamico soluzione per iniezione, si raccomandano regolari visite oftalmologiche (esami oculistici compresi acuità visiva, visione dei colori, fondo oculare, campo visivo, ecc). In caso di cambiamenti oftalmici patologici, in particolare con le patologie della retina, il medico deve decidere, dopo aver consultato uno specialista, sulla necessità di un uso prolungato dell’acido tranexamico soluzione per iniezione in ciascun singolo caso.
Ematuria
In caso di ematuria dalle vie urinarie superiori, esiste il rischio di ostruzione uretrale ed anuria meccanica.
Eventi tromboembolici
Prima di usare l’acido tranexamico, devono essere considerati i fattori di rischio della patologia tromboembolica. Nei pazienti con anamnesi di patologie tromboemboliche o in quelli con un’elevata incidenza di eventi tromboembolici nell’anamnesi familiare (pazienti ad alto rischio di trombofilia), l’acido tranexamico soluzione per iniezione deve essere somministrato solo se espressamente indicato dal medico, dopo aver consultato un esperto in emostaseologia e sotto stretta supervisione medica (vedere paragrafo 4.3).
L’acido tranexamico deve essere somministrato con cautela nei pazienti che assumono contraccettivi orali a causa dell’aumento del rischio di trombosi (vedere paragrafo 4.5).
Coagulazione intravascolare disseminata
I pazienti con coagulazione intravascolare disseminata (CID) nella maggior parte dei casi non possono essere trattati con l’acido tranexamico (vedere paragrafo 4.3). Se si decide di somministrare l’acido tranexamico, deve avvenire solo nei pazienti in cui vi sia un’attivazione predominante del sistema fibrinolitico con sanguinamento grave acuto. Di norma il profilo ematologico si avvicina a quanto segue: tempo ridotto di lisi del coagulo di euglobulina; tempo di protrombina prolungato; livelli plasmatici ridotti di fibrinogeno, fattori V e VIII, fibrinolisina da plasminogeno e alfa-2 macroglobulina; normali livelli plasmatici del complesso protrombinico, ovvero fattori II (protrombina), VIII e X; livelli plasmatici elevati dei prodotti di degradazione del fibrinogeno; normale conta piastrinica. Quanto sopra descritto presuppone che la patologia di base non modifichi di per sé i vari elementi di tale profilo. In questi casi acuti una singola dose da 1 g di acido tranexamico di solito è sufficiente per controllare il sanguinamento. La somministrazione dell’acido tranexamico nella CID deve essere presa in considerazione solo se sono disponibili adeguate strumentazioni di laboratorio ematologico e in presenza di personale esperto.
Rischio di errori terapeutici dovuti a via errata di somministrazione
Acido Tranexamico Aurobindo è destinato esclusivamente all’uso endovenoso. L’uso per via intratecale, epidurale, intraventricolare e intracerebrale di Acido Tranexamico Aurobindo è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Sono state segnalate gravi reazioni avverse, inclusi eventi fatali, quando l’acido tranexamico è stato somministrato inavvertitamente per via intratecale. Tra queste rientrano forti dolori alla schiena, ai glutei e agli arti inferiori, mioclono e crisi convulsive generalizzate, nonché aritmie cardiache.
È necessario prestare attenzione per garantire la corretta via di somministrazione di Acido Tranexamico Aurobindo. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli del potenziale rischio di confusione tra Acido Tranexamico Aurobindo e altri farmaci iniettabili, che potrebbe comportare la somministrazione intratecale accidentale di Acido Tranexamico Aurobindo. Ciò include in particolare i farmaci iniettabili somministrati per via intratecale che possono essere utilizzati durante la stessa procedura in cui viene impiegato l’acido tranexamico.
Le siringhe contenenti Acido Tranexamico Aurobindo devono essere chiaramente etichettate con l’indicazione della via di somministrazione endovenosa.
Non sono stati effettuati studi sulle interazioni. Il trattamento concomitante con anticoagulanti deve avvenire sotto la stretta supervisione di un medico con esperienza in questo campo. I medicinali che agiscono
sull’emostasi devono essere somministrati con cautela nei pazienti trattati con l’acido tranexamico. Esiste il rischio teorico di un potenziale aumento di formazione di trombi, come avviene con gli estrogeni. In alternativa, l’azione antifibrinolitica del medicinale può essere antagonizzata con farmaci trombolitici.
Le donne potenzialmente fertili devono usare contraccettivi efficaci durante il trattamento. Gravidanza
Non sono disponibili o sono diponibili in modo limitato informazioni dall’uso di acido tranexamico nelle donne in gravidanza.
Di conseguenza, anche se studi su animali non indicano effetti teratogeni, come precauzione di impiego, non si raccomanda l’uso dell’acido tranexamico durante il primo trimestre di gravidanza. Dati clinici limitati sull’uso di acido tranexamico in diverse condizioni emorragiche durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza non hanno mostrato un effetto deleterio per il feto. L’acido tranexamico può essere usato durante la gravidanza solo se i benefici attesi giustificano il potenziale rischio.
Allattamento
L’acido tranexamico è escreto nel latte materno, perciò l’allattamento al seno non è raccomandato.
Fertilità
Non esistono dati clinici sugli effetti dell’acido tranexamico sulla fertilità.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Le reazioni avverse al farmaco (ADR) riferite all’interno di studi clinici e sulla base delle esperienze successive all’immissione in commercio sono elencate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi.
Elenco tabulare delle reazioni avverse
Le reazioni avverse segnalate sono inserite nella tabella riportata di seguito e sono elencate in base alla classificazione primaria per sistemi e organi secondo MedDRA. All’interno di ciascuna classe per sistemi ed organi, le reazioni avverse sono classificate per frequenza. All’interno di ciascuna categoria di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
| Classificazione per sistemi e organisecondo MedDRA | Comuneda ≥ 1/100 a < 1/10 | Non comuneda ≥ 1/1.000 a < 1/100 | Frequenza non nota (non può essere definita sulla base deidati disponibili) |
| Disturbi del sistema immunitario | Reazioni di ipersensibilità, inclusa anafilassi | ||
| Patologie del sistema nervoso | Convulsioni particolarmente incaso di uso scorretto (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) | ||
| Patologie dell’occhio | Disturbi visivi, tra cui visione alterata dei colori | ||
| Patologie vascolari | Malessere associato a ipotensione con o senza perdita di coscienza (di solito in seguito a un’iniezione endovenosa troppo rapida, eccezionalmente doposomministrazione orale) |
| Trombosi arteriosa o venosa in qualsiasi sito | |||
| Patologie gastrointestinali | Diarrea Vomito Nausea | ||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Dermatite allergica | Eruzione fissa da farmaci | |
| Patologie renali e urinarie | Necrosi corticale renale acuta |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio.
I segni e i sintomi possono essere vertigine, cefalea, ipotensione e convulsioni. È stato dimostrato che le convulsioni tendono a verificarsi con maggiore frequenza all’aumentare della dose.
La gestione del sovradosaggio deve consistere in una terapia di supporto.
Proprietà farmacologiche - ACIDO 100 MG/ML
Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici, antifibrinolitici, amminoacidi Codice ATC: B02AA02
L’acido tranexamico svolge un’attività antiemorragica tramite l’inibizione delle proprietà fibrinolitiche della plasmina.
Si forma un complesso che comprende l’acido tranexamico e il plasminogeno; l’acido tranexamico si lega al plasminogeno quando questo è trasformato in plasmina.
L’attività del complesso acido tranexamico-plasmina sull’attività della fibrina è inferiore rispetto all’attività della plasmina libera da sola.
Studi in vitro hanno dimostrato che elevate dosi di acido tranexamico hanno ridotto l’attività del complemento.
Popolazione pediatrica
Bambini a partire da un anno di età
In letteratura sono stati identificati 12 studi di efficacia in chirurgia cardiaca pediatrica che comprendevano 1073 bambini, 631 trattati con acido tranexamico. La maggior parte degli studi era controllata con placebo. La popolazione studiata era eterogenea in quanto a età, tipo di intervento chirurgico, schemi posologici. I risultati degli studi con acido tranexamico indicano una minore perdita di sangue e minore necessità di prodotti ematici nella chirurgia cardiaca pediatrica con bypass cardiopolmonare (CPB) nel caso in cui vi sia un elevato rischio di emorragia, soprattutto nei pazienti cianotici o nei pazienti sottoposti a interventi chirurgici ripetuti. Lo schema posologico più adeguato è risultato essere:
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primo bolo di 10 mg/kg dopo l’induzione dell’anestesia e prima dell’incisione cutanea,
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infusione continua di 10 mg/kg/h oppure iniezione nel liquido di priming della pompa CPB a una dose adeguata alla procedura CPB, o secondo il peso del paziente a una dose di 10 mg/kg, o secondo il volume di priming della pompa CPB, con l’ultima iniezione di 10 mg/kg alla fine dell’operazione di bypass cardiopolmonare.
Anche se gli studi riguardavano un numero molto limitato di pazienti, i pochi dati disponibili indicano che l’infusione continua è preferibile, dal momento che manteneva la concentrazione plasmatica terapeutica nel corso di tutto l’intervento chirurgico.
Nei bambini non sono stati effettuati studi specifici sulla relazione dose-effetto e sulla farmacocinetica.
Assorbimento
Il picco di concentrazioni plasmatiche dell’acido tranexamico si raggiunge rapidamente dopo una breve infusione endovenosa, dopodiché le concentrazioni plasmatiche diminuiscono in maniera multi-esponenziale.
Distribuzione
Il legame proteico plasmatico dell’acido tranexamico è di circa il 3% ai livelli plasmatici terapeutici e sembra essere interamente dovuto al suo legame con il plasminogeno. L’acido tranexamico non si lega all’albumina sierica. Il volume iniziale di distribuzione è di circa 9-12 litri.
L’acido tranexamico attraversa la placenta. In seguito alla somministrazione di un’iniezione endovenosa di 10 mg/kg a 12 donne in gravidanza, la concentrazione di acido tranexamico nel siero era compresa tra 10 e 53 μg/ml, mentre quella nel sangue del cordone ombelicale era compresa tra 4 e 31 μg/ml. L’acido tranexamico si diffonde rapidamente nel liquido sinoviale e nella membrana sinoviale. In seguito alla somministrazione di un’iniezione endovenosa di 10 mg/kg a 17 pazienti sottoposti a intervento chirurgico al ginocchio, le concentrazioni nel liquido sinoviale erano simili a quelle osservate nei relativi campioni di siero. La concentrazione dell’acido tranexamico in una serie di altri tessuti corrisponde a una frazione di quella osservata nel sangue (un centesimo nel latte materno; un decimo nel liquido cerebrospinale; un decimo nell’umore acqueo). L’acido tranexamico è stato rilevato nel seme, dove inibisce l’attività fibrinolitica, ma non influisce sulla migrazione dello sperma.
Biotrasformazione
Viene escreto principalmente nell’urina sottoforma di farmaco immodificato. L’escrezione urinaria attraverso la filtrazione glomerulare è la principale via di eliminazione. La clearance renale è pari alla clearance plasmatica (110-116 ml/min). L’escrezione dell’acido tranexamico è pari a circa il 90% nelle prime 24 ore successive alla somministrazione endovenosa di 10 mg/kg di peso corporeo. L’emivita dell’acido tranexamico è di circa 3 ore.
Popolazioni speciali
Le concentrazioni plasmatiche aumentano nei pazienti con insufficienza renale. Non sono stati effettuati studi specifici di farmacocinetica nei bambini.
Informazioni farmaceutiche - ACIDO 100 MG/ML
Acido Tranexamico Aurobindo soluzione per iniezione non deve essere aggiunto al sangue per trasfusione, o alle iniezioni contenenti peniciline.
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
3 anni.
Una volta aperto: Usare immediatamente. Eliminare la quantità non utilizzata.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Fiala di vetro trasparente tipo I contenente 5 ml o 10 ml di soluzione per iniezione. Per facilitare la rottura le fiale possono presentare un “unico punto di rottura” o possono essere “marcate”. Le fiale sono contenute in una scatola prestampata.
Confezioni:
5 ml: 1, 5, 6, 10 e 100 fiale in una scatola.
10 ml: 5 e 10 fiale in una scatola.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Acido Tranexamico Aurobindo per iniezione può essere miscelato con molte delle soluzioni per infusione quali soluzioni di elettroliti, soluzioni di carboidrati, soluzioni di aminoacidi e soluzioni di destrano.
L’eparina può essere aggiunta all’iniezione di Acido Tranexamico Aurobindo.
Acido Tranexamico Aurobindo per iniezione è solo per uso singolo. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Si consiglia vivamente agli operatori sanitari di etichettare le siringhe di Acido Tranexamico Aurobindo durante il prelievo del prodotto dalla fiala per una chiara identificazione e una corretta via di somministrazione, al fine di prevenire errori terapeutici involontari nella somministrazione al paziente.