SALOCEF 1 G POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - SALOCEF 1 G
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da germi Gram-negativi “difficili” o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni antibiotici. In dette infezioni il prodotto trova indicazione, in particolare, nei pazienti defedati e/o immunode-pressi.
È indicato inoltre nella profilassi delle infezioni chirurgiche.
La dose e la via di somministrazione vanno scelte a seconda del tipo d’infezione, della sua gravità, del grado di sensibilità dell’agente patogeno, delle condizioni e del peso corporeo del paziente.
La durata del trattamento con Cefotaxime varia a seconda della risposta terapeutica; la terapia do-vrebbe comunque essere continuata almeno fino a 3 giorni dopo lo sfebbramento.
Nel caso di somministrazione intermittente endovenosa, la soluzione deve essere iniettata in 3-5 mi-nuti. Durante la sorveglianza post-marketing del farmaco, casi di aritmia, che possono potenzialmente mettere a rischio la vita, sono stati riportati in pochi pazienti che avevano ricevuto una somministrazione endovenosa rapida di cefotaxime attraverso un catetere centrale venoso.
Adulti: la posologia di base è di 2 g al giorno (1 g ogni 12 ore) da somministrare per via intramuscolare o endovenosa e se necessario può essere aumentata a 3-4 g e nei casi molto gravi fino a 12 g per via endovenosa, riducendo opportunamente l’intervallo tra le somministrazioni a 8-6 ore.
Per quanto riguarda la somministrazione per via endovenosa delle dosi più basse, si ricorre all’inie-zione diretta da eseguire in 3-5 minuti (nel caso sia già in corso infusione venosa si può pinzettare il tubo circa 10 cm al di sopra dell’ago ed iniettare il Cefotaxime nel tubo al di sotto della pinzettatura). Alle dosi più elevate il Cefotaxime può essere somministrato per infusione endovenosa breve (20 minuti) dopo aver sciolto 2 g in 40 ml di acqua per preparazioni iniettabili, soluzione fisiologica iso-tonica o soluzione glucosata, oppure per infusione endovenosa continua (50-60 minuti) dopo aver sciolto 2 g in 100 ml di solvente, plasma expander.
Si raccomanda di non miscelare il Cefotaxime con soluzioni di sodio bicarbonato o con aminoglico-sidi.
Allorché si ricorra alla via endovenosa, è comunque consigliabile iniziare la terapia somministrando il Cefotaxime direttamente in vena.
Pazienti particolarmente sensibili possono lamentare dolore dopo iniezione intramuscolare; per il trat-tamento di questi soggetti si consiglia l’impiego, fino a 2 volte al giorno, di un solvente contenente lidocaina cloridrato soluzione 1% (fatta eccezione per i soggetti ipersensibili alla lidocaina). Questa soluzione va impiegata solo per via intramuscolare e quindi si deve assolutamente evitare la sommi-nistrazione endovasale.
Bambini: al di sotto dei 12 anni si possono somministrare 50-100 mg/kg da suddividere in 2-4 som-ministrazioni giornaliere.
In alcuni casi estremamente gravi ed in pericolo di vita sono state raggiunte anche dosi di 200 mg/kg/die senza segni di intolleranza.
Nel prematuro la posologia non dovrebbe superare i 50 mg/kg/die dato che la funzionalità renale non è ancora pienamente sviluppata.
Il solvente contenente lidocaina cloridrato non va impiegato nei bambini al di sotto dei 12 anni, nei quali la somministrazione intramuscolare va effettuata con la soluzione in sola acqua per preparazioni iniettabili.
Pazienti con insufficienza renale
In pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min, dopo una dose iniziale normale, le dosi di mantenimento devono essere ridotte alla metà della dose normale, senza modificare l'intervallo tra una dose e l’altra.
Nei pazienti sottoposti ad emodialisi: da 1 a 2 g al giorno a seconda della gravità dell'infezione; il giorno dell’emodialisi, cefotaxime deve essere somministrato dopo la seduta dialitica.
Nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale: da 1 a 2 g al giorno a seconda della gravità dell'infezione; cefotaxime non viene rimosso dalla dialisi peritoneale.
Ipersensibilità alle cefalosporine.
SALOCEF è controindicato nei pazienti con precedenti di ipersensibilità al Cefotaxime e/o ad altri componenti di SALOCEF.
Possono esserci reazioni allergiche crociate tra penicilline e cefalosporine (vedere paragrafo 4.4). SALOCEF ricostituito con solvente contenente lidocaina non deve mai essere utilizzato:
-
per via endovenosa;
-
nei bambini di età inferiore ai 30 mesi;
-
nei pazienti con anamnesi positiva di ipersensibilità alla lidocaina e ad altri anestetici locali di tipo amidico o al Cefotaxime sodico;
-
nei pazienti con disturbi del ritmo;
-
nei pazienti con scompenso cardiaco grave.
Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (Vedi Uso in gravidanza e du-rante l’allattamento)
Come con altri antibiotici, l’uso di cefotaxime, specialmente se prolungato, può dare luogo ad una aumentata crescita dei microorganismi non-sensibili.
Un attento esame delle condizioni del paziente è fondamentale. Se durante la terapia insorgono supe-rinfezioni devono essere prese misure appropriate.
Le cefalosporine di III generazione, come altre betalattamine, possono indurre resistenza microbica e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti, specialmente Enterobacteriaceae e Pseu-domonas, in soggetti immunodepressi e probabilmente associando tra loro più betalattamine.
-
Reazioni anafilattiche
Prima di iniziare la terapia con cefotaxime è necessaria un'anamnesi accurata al fine di evidenziare precedenti reazioni di ipersensibilità a cefotaxime, cefalosporine, penicillina o altri farmaci. Prove cliniche e di laboratorio hanno evidenziato parziale allergicità crociata fra penicillina e cefalosporine. L’utilizzo del cefotaxime è fortemente controindicato nei soggetti con precedenti di ipersensibilità di tipo immediato alle cefalosporine.
Alcuni pazienti in trattamento con cefotaxime hanno presentato reazioni gravi incluse reazioni di ipersensibilità con esito fatale (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Il cefotaxime deve essere, pertanto, som-ministrato con estrema cautela a quei pazienti che hanno presentato reazioni d’ipersensibilità di tipo 1 alla penicillina.
Ai pazienti che hanno presentato forme di allergia, specie ai farmaci, si devono somministrare con cautela gli antibiotici, compreso il cefotaxime.
In caso di reazione allergica si deve interrompere la terapia ed istituire trattamento idoneo (amine vasopressorie, antiistaminici, corticosteroidi) o, in presenza di anafilassi, un immediato trattamento con adrenalina od altre opportune misure di emergenza.
-
Eruzioni bollose gravi
Sono stati segnalati, con cefotaxime, casi di eruzioni bollose gravi come sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere informati che se si manifestano reazioni cutanee e/o della mucosa devono contattare immediatamente il medico prima di continuare il trattamento.
-
Patologie associate al Clostridium difficile
Una diarrea, particolarmente grave e/o persistente, che si manifesta durante il trattamento o le prime settimane dopo il trattamento, può essere sintomatica di una patologia associata al Clostridium diffi-cile (CDAD). La CDAD può variare come intensità da lieve a rischiosa per la vita; la forma più grave è la colite pseudomembranosa.
È importante prendere in considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano diarrea durante la terapia con cefotaxime. La diagnosi di questa rara ma possibile condizione fatale può essere confer-mata con l’endoscopia e/o un esame istologico.
Se si sospetta una diagnosi di colite pseudomembranosa si deve interrompere immediatamente il trat-tamento con cefotaxime e si deve iniziare subito un’appropriata terapia con un antibiotico specifico. La patologia associata al Clostridium difficile può essere favorita dalla stasi fecale. Non devono essere somministrati farmaci che inibiscono la peristalsi.
Il trattamento con antibiotici a largo spettro altera la normale flora del colon e ciò può consentire la crescita di clostridi.
Alcuni studi hanno evidenziato che una tossina prodotta dal Clostridium difficile è la causa principale della colite associata alla terapia antibiotica.
Casi lievi di colite possono regredire con l'interruzione del trattamento. Si consiglia la somministra-zione di soluzioni di elettroliti e di proteine quando si manifestano casi di colite di media o grave entità. Se la colite non regredisce con l'interruzione del trattamento o se è grave, bisogna sommini-strare vancomicina per via orale, che rappresenta l'antibiotico di scelta in caso di colite pseudomem-branosa causata dal Clostridium difficile.
Cefotaxime deve essere prescritto con cautela in individui con anamnesi positiva per malattie ga-strointestinali in particolare la colite.
-
Reazioni ematologiche
Durante il trattamento con cefotaxime, specialmente quando somministrato per lunghi periodi, pos-sono svilupparsi leucopenia, neutropenia e più raramente insufficienza midollare, pancitopenia e agranulocitosi. Per cicli di trattamento superiori ai 7-10 giorni, il numero dei globuli bianchi dovrebbe essere monitorato ed in caso di neutropenia si dovrebbe sospendere il trattamento.
Sono stati riportati alcuni casi di eosinofilia e trombocitopenia, rapidamente reversibili dopo sospen-sione del trattamento. Sono stati riportati anche casi di anemia emolitica (vedere paragrafo 4.8).
-
Pazienti con insufficienza renale
Il dosaggio deve essere modificato sulla base della clearence della creatinina (vedere paragrafo 4.2). L'uso contemporaneo di aminoglicosidi, probenecid o altri farmaci nefrotossici deve essere fatto con cautela (vedere paragrafo 4.5). La funzione renale deve essere monitorata in questi pazienti, negli anziani ed in caso di insufficienza renale pre-esistente.
-
Encefalopatia
Gli antibiotici betalattamici, incluso il cefotaxime, predispongono il paziente al rischio di encefalo-patia (che può includere alterazione della coscienza, disturbi del movimento, confusione e convul-sioni), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione della funzionalità renale.
I pazienti devono essere avvisati di contattare il medico immediatamente prima di continuare il trat-tamento se si manifestano reazioni di questo tipo.
-
Precauzioni per la somministrazione
Durante la sorveglianza post-marketing del farmaco sono state segnalate, in pochissimi pazienti che avevano ricevuto la somministrazione endovenosa rapida di cefotaxime attraverso un catetere venoso centrale, aritmie che possono mettere il paziente in pericolo di vita. Il tempo consigliato per l'iniezione o l’infusione deve essere seguito (vedere paragrafo 4.2).
Vedere il paragrafo 4.3 per le controindicazioni relative alle formulazioni che contengono lidocaina. L'irritazione dei tessuti nel punto di iniezione e.v. è rara; essa può essere evitata iniettando il farmaco molto lentamente (3-5 minuti).
-
Effetti sui test di laboratorio
Come con altre cefalosporine, sono state segnalate in alcuni pazienti in corso di trattamento con ce-fotaxime, false positività dei test di Coombs. Questo fenomeno può interferire con i test di compati-bilità del sangue.
La somministrazione delle cefalosporine può interferire con alcune prove di laboratorio causando false positività della glicosuria con i metodi condotti con agenti riducenti non specifici (quali metodi di Benedict, Fehling, "Clinitest"), ma questo fenomeno non si verifica quando si utilizzano i metodi enzimatici (quale il metodo glucosio-ossidasi specifico).
SALOCEF 1 g/4 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile e SALOCEF 1 g/4 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare contengono sodio. Questi medicinali con-tengono 50,5 mg di sodio per flaconcino, equivalente a circa 2,5% dell’assunzione massima giorna-liera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. La dose massima giorna-liera di questo prodotto (pari a 12 g/die) è equivalente a 30,3% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS per il sodio. Salocef è considerato ad alto contenuto di sodio. Ciò dovrebbe essere preso in considerazione in particolare per coloro che seguono una dieta a basso contenuto di sale.
Il Cefotaxime non deve essere miscelato con antibiotici ed altri farmaci.
In corso d’infezione da Pseudomonas aeruginosa può essere indicato associare al Cefotaxime un altro antibiotico anch’esso attivo nei confronti di questo particolare agente patogeno.
Antibiotici aminoglicosidici e diuretici
come altre cefalosporine, il cefotaxime può potenziare gli effetti nefrotossici di farmaci nefrotossici come gli aminoglicosidi o i diuretici potenti (ad esempio furosemide).
L’impiego contemporaneo di aminoglicosidi, associazione che “in vitro” dà origine ad effetto siner-gico od almeno additivo, può essere indicato in infezioni particolarmente gravi: i due antibiotici vanno comunque somministrati in siringhe separate; in questi casi è raccomandato il controllo costante della funzionalità renale.
La somministrazione di alte dosi di Cefotaxime, contemporaneamente a saluretici ad alta efficacia (furosemide), non ha finora dimostrato di influenzare la funzionalità renale. A scopo cautelativo si ricorda tuttavia che la funzionalità renale può essere compromessa dalla contemporanea sommini-strazione di alte dosi di cefalosporine e saluretici efficaci.
In questi pazienti la funzione renale deve essere monitorata (vedere paragrafo 4.4).
Uricosurici
Il probenecid interferisce con il passaggio tubulare renale di cefotaxime, aumentando così l’esposi-zione al cefotaxime di circa 2 volte e riducendo la clearance renale di circa la metà a dosi terapeutiche. A causa dell’elevato indice terapeutico di cefotaxime, non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con funzionalità renale nella norma. Un aggiustamento posologico può essere ne-cessario nei pazienti con insufficienza renale (vedere paragrafi 4.4 e 4.2).
Il volume di distribuzione del farmaco non appare influenzato dalla somministrazione concomitante di probenecid per via orale.
Gravidanza
Il cefotaxime attraversa la barriera placentare. Studi condotti in varie specie animali non hanno evi-denziato effetti teratogeni o embriotossici diretti o indiretti. Tuttavia, la sicurezza di cefotaxime non è stata determinata nella gravidanza umana e pertanto il farmaco non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che il beneficio previsto non superi i potenziali rischi.
Allattamento
Il cefotaxime passa nel latte materno, pertanto è consigliabile sospendere l'allattamento in caso di somministrazione del farmaco.
Non possono essere esclusi effetti sulla flora intestinale fisiologica del bambino allattato al seno che portano a diarrea, colonizzazione da parte di funghi lievito simili e sensibilizzazione del bambino.
Comunque, una decisione di continuare o no la terapia deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio per il bambino dell’allattamento al seno e per la madre della terapia.
In caso di effetti collaterali come capogiri o encefalopatia (che può includere alterazioni della co-scienza, disturbi del movimento, confusione, convulsioni) i pazienti non devono guidare veicoli o utilizzare macchinari.
| Classificazione per sistemi ed organi | Molto comune (≥1/10) | Comune (da ≥1/100 a <1/10) | Non comune (da ≥1/1000 a <1/100) | Raro (da≥1/10000a<1/1000) | Molto raro (<1/10000) | Non nota (la fre-quenza non può es-sere definita sullabase dei dati disponi-bili) |
| Infezioni ed infestazioni | Superinfezione (ve-dere parag. 4.4) | |||||
| Patologie del si-stema emolinfo-poietico | Leucopenia Eosinofilia Trombocitopenia | Insufficienza midol-larePancitopenia Neutropenia Agranulocitosi (ve-dere parag. 4.4)Anemia emolitica | ||||
| Disturbi del si-stema immuni-tario | Reazione di Jari-sch-Herxheimer | Reazioni anafilatti-cheAngioedema Broncospasmo Shock anafilattico | ||||
| Patologie del sistema ner-voso | Convulsioni (ve-dere parag. 4.4) | Cefalea Capogiri Encefalopatia* | ||||
| Patologie car-diache | Aritmia conseguente ad una infusione ra-pida in bolo attra-verso un catetere ve-noso centrale | |||||
| Patologie ga-strointestinali | Diarrea | Nausea VomitoDolore addominale Colite pseudomem-branosa (vedere pa-ragrafo 4.4) | ||||
| Patologie epa-tobiliari | Aumento dei li-velli degli en-zimi epatici (ALAT, ASAT,LDH, gamma-GT, fosfatasi al-calina) e/o bili-rubina | Epatiti (talvolta con ittero) | ||||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Rash Prurito Orticaria | Eritema multiforme Sindrome di Stevens-JohnsonNecrolisi epidermica tossica (vedere pa-rag. 4.4)Pustolosi esantema-tica acuta generaliz-zata (PEAG) |
| Patologie re-nali ed urina-rie | Diminuzione della funzione renale/aumento della creatinina (specialmente quando pre-scritto con mino-glicosidi) | Insufficienza renale acuta (vedere para-grafo 4.4)Nefrite interstiziale | ||||
| Patologie si-stemiche e condizioni re-lative alla sede di som-ministrazione | Dolore nel sito di iniezione (somministra-zioneIM) | Febbre Reazioni in-fiammatorie nelsito di iniezione, incluse fle-biti/trombofle-biti | Reazioni sistemiche alla lidocaina (som-ministrazione IM, poiché il solvente contiene lidocaina) |
* Gli antibiotici beta-lattamici, incluso cefotaxime, predispongono il paziente al rischio di encefalo-patia (che può includere convulsioni, confusione, alterazione della coscienza, disturbi del movi-mento), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione della funzionalità renale.
Altre patologie gastrointestinali: anoressia, glossite e pirosi gastrica. Il manifestarsi di diarree gravi e prolungate è stato messo in relazione con l'impiego di diverse classi di antibiotici. In tale evenienza si deve considerare la possibilità di enterocolite che a volte può essere accompagnata da presenza di sangue nelle feci. Una forma particolare di enterocolite che si verifica con l’utilizzo di antibiotici è la colite pseudo membranosa (nella maggior parte dei casi dovuta a Clostridium difficile). Nel caso che l'indagine coloscopica ne confermi la diagnosi, l'antibiotico in uso deve essere sospeso immediata-mente e si deve instaurare trattamento con vancomicina per os. I farmaci inibitori della peristalsi sono controindicati.
Altre reazioni segnalate sono state indurimento e fragilità nella sede d'iniezione, vaginite da Candida, agitazione, confusione, astenia, sudorazione notturna.
Reazione di Jarisch-Herxheimer
Durante i primi giorni di trattamento della borreliosi può svilupparsi una reazione di Jarisch-Herxhei-mer.
La comparsa di uno o più dei seguenti sintomi è stata riportata dopo alcune settimane di trattamento della borreliosi: rash cutaneo, prurito, febbre, leucopenia, aumento dei livelli degli enzimi epatici, difficoltà di respirazione, sensazione di disagio articolare.
Patologie epatobiliari
Sono stati osservati l’aumento dei livelli degli enzimi epatici (ALAT, ASAT, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o bilirubina. Queste anomalie di laboratorio possono raramente superare anche di due volte il limite superiore dell’intervallo di normalità, compatibile con un modello di danno epatico, di solito colestatico e molto spesso asintomatico.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medi-cinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Segni e sintomi
I sintomi da sovradosaggio possono ampiamente corrispondere al profilo degli effetti indesiderati. Vi è il rischio di encefalopatia in caso di somministrazione di antibiotici b-lattamici, compreso ce-fotaxime, in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione renale.
Gestione
In caso di sovradosaggio cefotaxime deve essere sospeso e devono essere iniziati un trattamento di supporto, che includa misure atte ad accelerare l’eliminazione, e un trattamento sintomatico degli effetti indesiderati (ad es. convulsioni). Non esiste un antidoto specifico. I livelli sierici di cefotaxime possono essere ridotti con emodialisi. La dialisi peritoneale non è efficace nel rimuovere cefotaxime.
PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
Proprietà farmacologiche - SALOCEF 1 G
Categoria farmacoterapeutica: Antibatterico beta-lattamico
codice ATC: J01DD01
Il Cefotaxime è un antibiotico a largo spettro, particolarmente attivo anche in presenza di β-lattamasi batteriche. Il Cefotaxime è attivo “in vitro” sia su batteri Gram-negativi che Gram-positivi, sia aerobi che anaerobi.
Il Cefotaxime non è apprezzabilmente assorbito dal tratto gastrointestinale, per cui deve essere som-ministrato per via parenterale.
Dopo somministrazione i.m. i picchi ematici sono raggiunti in circa 30 minuti e corrispondono ai seguenti valori: 24 µg/ml dopo 1 g, 12 µg/ml dopo 500 mg, 5 µg/ml dopo 250 mg; l’emivita plasma-tica media è di 70-80 minuti.
Dopo somministrazione endovenosa diretta i picchi ematici vengono raggiunti in 5’-10’ e corrispon-dono ai seguenti valori: 214 µg/mL dopo 2 g; 110 µg/mL dopo 1 g; 40 µg/mL dopo 500 mg, con emivita plasmatica media di 40’.
Dopo somministrazione i.m. e e.v. della dose abituale il Cefotaxime si distribuisce nei tessuti e nei liquidi corporei; umore acqueo, secrezione bronchiale, saliva, orecchio medio, tessuto osseo, bile, liquido ascitico, pleurico, prostatico e cefalorachidiano.
Il Cefotaxime è parzialmente metabolizzato nel fegato a desacetilCefotaxime che ha attività antibat-terica.
Il Cefotaxime ed i suoi metaboliti sono escreti principalmente nelle urine. Negli adulti con normale funzionalità renale circa il 40-60% della dose singola i.m. o e.v. è escreto nelle urine immodificato e circa il 24% è escreto come desacetilCefotaxime nelle 24 ore.
Informazioni farmaceutiche - SALOCEF 1 G
Fiala solvente per tutte le preparazioni contiene: Acqua per preparazioni iniettabili.
Fiala solvente per la preparazione SALOCEF 1 g - polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare contiene: Acqua per preparazioni iniettabili e lidocaina 40 mg (all’1%).
Si raccomanda di non miscelare SALOCEF con soluzioni di sodio bicarbonato, con antibiotici, so-prattutto aminoglicosidi, e con altri farmaci.
A confezionamento integro, correttamente conservato: 24 mesi
Il prodotto ricostituito (solubilizzazione del contenuto del flacone con il contenuto della corrispon-dente fiala solvente) può essere conservato in frigorifero a +2 / + 8 °C per 24 ore (al riparo dalla luce). Da un punto di vista microbiologico, il prodotto ricostituito dovrebbe essere usato immediatamente. Se non viene usato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utente. Questi tempi di conservazione non dovrebbero superare i valori sopra riportati, purché l’apertura, la ricostituzione e la diluizione siano state fatte in condizioni aset-tiche controllate e validate. In ottemperanza alle buone norme di pratica farmaceutica si raccomanda di utilizzare le soluzioni, laddove è possibile, entro 3 ore dalla loro costituzione.
Conservare a temperatura inferiore a 25°C ed al riparo dalla luce.
ATTENZIONE: Il prodotto non contiene conservanti. Dopo l’uso va gettato anche se utilizzato solo parzialmente.
Flaconi in vetro tipo III incolore, tappo di chiusura in gomma bromobutilica con flip cap; fiale di vetro tipo I incolore
SALOCEF 1 g polvere e solvente per soluzione iniettabile i.m./e.v.: 1 flacone polvere da 1 g + 1 fiala solvente da 4 ml
SALOCEF 1 g - polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1 flacone polvere da 1 g + 1 fiala solvente con lidocaina cloridrato 1% da 4 ml
Apertura fiala solvente
Prelevare mediante siringa il contenuto della fiala solvente e versarlo nel flaconcino di polvere. A solubilizzazione completa prelevare il contenuto del flaconcino e procedere con l’iniezione.
Attenzione: la soluzione per uso intramuscolare non deve mai essere impiegata per la somministra-zione endovenosa.
Il prodotto sciolto, fin dall’inizio, si presenta di tonalità gialla, ciò non pregiudica l’efficacia e la tollerabilità del farmaco.