MERIOFERT 75IU POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE PER USO SOTTOCUTANEO E INTRAMUSCOLARE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - MERIOFERT 75IU
nell’ambito della tecnologia per la riproduzione medicalmente assistita (ART, assisted
13reproduction technology): induzione dello sviluppo follicolare multiplo in donne che si sottopongono a tecniche di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro (FIV).
Posologia
Il trattamento con Meriofert deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dei problemi di infertilità.
Esistono ampie variazioni inter- e intra-individuali nel modo in cui le ovaie rispondono alle gonadotropine esogene. Ciò rende impossibile definire uno schema posologico uniforme. Il dosaggio deve quindi essere modificato a livello individuale in base alla risposta ovarica.
Questo richiede controllo ecografico e può includere anche il monitoraggio dei livelli di estradiolo.
Donne con anovulazione:L’obiettivo del trattamento con Meriofert è lo sviluppo di un singolo follicolo di Graaf maturo dal quale, dopo la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG), verrà rilasciato l’ovulo.
Meriofert può essere somministrato con iniezioni giornaliere. Nelle pazienti con ciclo mestruale, il trattamento deve iniziare nei primi 7 giorni del ciclo.
Un regime utilizzato comunemente inizia con 75-150 UI di FSH al giorno, con incrementi, se necessario, di 37,5 UI (fino a 75 UI), preferibilmente a intervalli di 7 o 14 giorni, per ottenere una risposta adeguata ma non eccessiva.
In genere i dosaggi massimi giornalieri dell’HMG Meriofert non devono superare le 225 UI.
Il trattamento deve essere modificato in base alla risposta della singola paziente, valutata misurando la dimensione del follicolo tramite l’esame ecografico e/o i livelli degli estrogeni.
Si mantiene quindi la dose giornaliera fino al raggiungimento delle condizioni preovulatorie. Di solito, per raggiungere tale stato, sono sufficienti tra 7 e 14 giorni di trattamento.
Si interrompe quindi la somministrazione di Meriofert ed è possibile indurre l’ovulazione somministrando la gonadotropina corionica umana (hCG).
Se il numero dei follicoli che rispondono è troppo elevato o se i livelli di estradiolo aumentano troppo rapidamente, cioè se i livelli di estradiolo diventano più del doppio in 24 ore per due o tre giorni consecutivi, si deve ridurre la dose giornaliera. Dal momento che i follicoli di oltre 14 mm possono dare luogo a una gravidanza, la presenza di follicoli multipli di dimensione superiore a 14 mm comporta il rischio di gravidanze multiple. In quel caso non si deve somministrare l’hCG evitando la gravidanza per prevenire le gestazioni multiple.
Fino alla comparsa del successivo flusso mestruale, la paziente deve utilizzare un contraccettivo di barriera o astenersi dai rapporti sessuali (vedere paragrafo 4.4). Nel ciclo di trattamento successivo, il trattamento deve ricominciare con un dosaggio inferiore a quello del ciclo precedente.
14Se dopo 4 settimane di trattamento la paziente non risponde adeguatamente, si deve abbandonare il ciclo e la paziente deve ricominciare un nuovo ciclo con un dosaggio iniziale più elevato di quello del ciclo precedente.
Una volta ottenuta la risposta ideale, si somministra una singola iniezione di 5 000-10 000 UI di hCG 24-48 ore dopo l’ultima iniezione di Meriofert.
Si raccomanda alla paziente di avere un rapporto sessuale il giorno dell’iniezione di hCG e il giorno successivo.
In alternativa, si può effettuare l’inseminazione intrauterina.
Donne che si sottopongono alla stimolazione ovarica per l’induzione dello sviluppo follicolare multiplo nell’ambito della tecnologia di riproduzione assistitaAttualmente, per ottenere la riduzione dell’attività ipofisaria al fine di sopprimere il picco di LH endogeno e tenere sotto controllo i livelli basali di LH, si somministra solitamente un agonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (agonista del GnRH, gonadotrophin releasing hormone) o un antagonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (antagonista del GnRH).
Secondo un protocollo utilizzato comunemente, la somministrazione di Meriofert comincia circa due settimane dopo l’inizio del trattamento con l’agonista; si prosegue quindi con entrambi i trattamenti fino al raggiungimento di un adeguato sviluppo follicolare. Per esempio, dopo due settimane di riduzione dell’attività ipofisaria con l’agonista, si somministrano 150-225 UI di Meriofert per i primi 5-7 giorni. Quindi si modifica il dosaggio in base alla risposta ovarica della paziente.
Un protocollo alternativo per l’iperstimolazione ovarica controllata prevede la somministrazione giornaliera di 150-225 UI di Meriofert iniziando il 2° o il 3° giorno del ciclo. Il trattamento prosegue fino a raggiungere uno sviluppo follicolare sufficiente (valutato attraverso il monitoraggio delle concentrazioni degli estrogeni nel siero e/o il controllo ecografico), modificando la dose in base alla risposta della paziente (di solito non oltre le 450 UI al giorno). Di solito, lo sviluppo adeguato del follicolo viene raggiunto in media attorno al decimo giorno di trattamento (tra 5 e 20 giorni).
Una volta ottenuta la risposta ottimale, per indurre la maturazione finale del follicolo si somministra una singola iniezione di 5 000-10 000 UI di hCG 24-48 ore dopo l’ultima iniezione di Meriofert.
Il recupero degli ovociti avviene 34-35 ore più tardi.
Popolazione pediatrica
Non è previsto l’uso del medicinale in pediatria.
Modo di somministrazione
Meriofert può essere somministrato per via sottocutanea e intramuscolare.
15La ricostituzione della polvere deve avvenire subito prima dell’uso, con il solvente fornito.
Per evitare il dolore durante l’iniezione e ridurre al minimo la fuoriuscita dalla sede di iniezione, la somministrazione sottocutanea di Meriofert deve avvenire lentamente. Per prevenire la lipoatrofia si deve alternare la sede di iniezione sottocutanea. L’eventuale soluzione non utilizzata deve essere eliminata.
La paziente può autosomministrarsi le iniezioni sottocutanee, purché segua rigorosamente le istruzioni e le raccomandazioni del medico.
Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.
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Ipersensibilità alla menotropina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
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Ingrossamento ovarico o cisti non correlate alla sindrome dell’ovaio policistico
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Sanguinamento ginecologico da causa non nota
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Carcinoma ovarico, uterino o mammario
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Tumori dell’ipotalamo o dell’ipofisi
Meriofert è controindicato ove non sia possibile ottenere una risposta efficace, per esempio:
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Insufficienza ovarica primitiva
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Malformazioni degli organi sessuali incompatibili con la gravidanza
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Fibromi uterini incompatibili con la gravidanza
Reazioni anafilattiche possono verificarsi soprattutto nelle pazienti con ipersensibilità nota alle gonadotropine. La prima iniezione di Meriofert deve essere eseguita sempre sotto la diretta supervisione di un medico e in un contesto dotato di strutture per la rianimazione cardiopolmonare.
La prima iniezione di Meriofert deve essere eseguita sotto la diretta supervisione di un medico.
Solo le pazienti motivate, addestrate e ben informate possono autoiniettarsi Meriofert. Prima delle autoiniezioni, si deve illustrare alla paziente come eseguire un’iniezione sottocutanea, mostrando dove è possibile effettuare l’iniezione e come preparare la soluzione da iniettare.
Prima di iniziare il trattamento, si deve esaminare correttamente l’infertilità della coppia e si devono valutare le eventuali controindicazioni per la gravidanza. In particolare, le pazienti devono essere controllate per verificare la presenza di ipotiroidismo, insufficienza adrenocorticale, iperprolattinemia e tumori ipofisari o ipotalamici per i quali sono previsti trattamenti appropriati e specifici.
16 Sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS, ovarian hyperstimulation syndrome) Prima del trattamento si devono eseguire una valutazione ecografica dello sviluppo follicolare e la determinazione dei livelli di estradiolo; gli stessi parametri devono essere tenuti sotto controllo a intervalli regolari durante il trattamento. Ciò riveste una particolare importanza all’inizio della stimolazione (vedere sotto).Oltre allo sviluppo di un numero elevato di follicoli, può accadere che i livelli di estradiolo aumentino molto rapidamente, per esempio diventino più del doppio in 24 ore per due o tre giorni consecutivi, con il rischio di raggiungere valori eccessivamente alti. La diagnosi di iperstimolazione ovarica può essere confermata ecograficamente. Qualora si verifichi questa iperstimolazione ovarica indesiderata (che cioè non rientra nell’iperstimolazione ovarica controllata in programmi di riproduzione medicalmente assistita), si deve interrompere la somministrazione di Meriofert. In tal caso si deve evitare la gravidanza, evitando la somministrazione dell’hCG che, oltre all’ovulazione multipla, può indurre la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS). I sintomi e i segni clinici della sindrome da iperstimolazione ovarica lieve sono dolore addominale, nausea, diarrea e ingrossamento da lieve a moderato delle ovaie e cisti ovariche. In rari casi si verifica una sindrome da iperstimolazione ovarica grave, che può essere potenzialmente fatale ed è caratterizzata da grandi cisti ovariche (soggette a rottura), ascite, spesso idrotorace e aumento ponderale. In rare occasioni, può verificarsi tromboembolia venosa o arteriosa in associazione alla OHSS (vedere paragrafo 4.8).
Gravidanze multiple
Nelle pazienti che si sottopongono a procedure di ART, il rischio di gravidanze multiple è correlato principalmente al numero di embrioni impiantati. L’incidenza di gravidanze e parti multipli è più elevata tra le pazienti sottoposte a trattamento per l’induzione dell’ovulazione rispetto al concepimento naturale. La maggior parte dei concepimenti multipli è gemellare. Per ridurre al minimo il rischio di gravidanza multipla, si raccomanda un attento monitoraggio della risposta ovarica.
Interruzione di gravidanza
L’incidenza di aborti spontanei è più elevata nelle pazienti trattate con HMG rispetto alla popolazione generale, ma è simile all’incidenza che si riscontra nelle donne con altri disturbi della fertilità.
Gravidanza ectopica
Poiché le donne che si sottopongono a pratiche di riproduzione assistita, e soprattutto alla FIV, presentano spesso anomalie tubariche, l’incidenza di gravidanze ectopiche può essere più elevata. È quindi importante confermare precocemente mediante ecografia la localizzazione intrauterina della gravidanza.
Neoplasie del sistema riproduttivo
Sono stati segnalati casi di neoplasie ovariche e a carico di altri organi del sistema riproduttivo, benigne e maligne, in donne che si sono sottoposte a più regimi farmacologici per il trattamento dell’infertilità. Non è stato ancora stabilito se il trattamento con gonadotropine aumenti il rischio di base di questi tumori nelle donne infertili.
17Malformazioni congenite
La prevalenza delle malformazioni congenite dopo ART può essere leggermente più elevata rispetto ai concepimenti spontanei. Si ritiene che questo sia dovuto alle differenze nelle caratteristiche genitoriali (es. età della madre, caratteristiche dello sperma) e a gravidanze multiple.
Eventi tromboembolici
Le donne con fattori di rischio generalmente riconosciuti per gli eventi tromboembolici, come anamnesi personale o familiare, obesità grave (indice di massa corporea > 30 kg/m2) o trombofilia, possono correre un maggior rischio di eventi tromboembolici venosi o arteriosi durante o dopo il trattamento con gonadotropine. In queste donne i benefici della somministrazione delle gonadotropine devono essere valutati rispetto ai rischi (vedere paragrafo 4.8).
Informazioni aggiuntive
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio nella soluzione ricostituita, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Tracciabilità
Per migliorare la tracciabilità di questo medicinale biologico, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere accuratamente registrati.
Non sono stati effettuati studi d’interazione tra farmaci negli esseri umani per Meriofert. Pur in assenza di esperienze cliniche, è prevedibile che l’uso concomitante di 75-150 UI di Meriofert e clomifene citrato possa aumentare la risposta follicolare. Quando si utilizza un agonista del GnRH per la desensibilizzazione ipofisaria, per ottenere una adeguata risposta follicolare può essere necessario un dosaggio più elevato di 75-150 UI di Meriofert.
Gravidanza
Meriofert non deve essere usato durante la gravidanza.
Nessun rischio teratogeno è stato segnalato in seguito a stimolazione ovarica controllata con l’uso clinico di gonadotropine urinarie. A oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici rilevanti.
Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti teratogeni.
Allattamento
Meriofert non deve essere usato durante l’allattamento.
Durante l’allattamento la secrezione di prolattina può implicare una scarsa risposta alla stimolazione ovarica.
18È improbabile che Meriofert abbia un’influenza sulle prestazioni della paziente nella guida di veicoli e nell’utilizzo di macchinari.
La più importante reazione avversa verificatasi negli studi clinici con Meriofert è l’iperstimolazione ovarica (OHSS) (correlata alla dose), di solito lieve, con modesto ingrossamento ovarico, fastidio o dolore addominale. In un solo caso la OHSS è stata seria.
Le reazioni avverse più frequenti con Meriofert sono state cefalea e distensione dell’addome, oltre a nausea, affaticamento, capogiro e dolore in sede di iniezione.
La tabella seguente mostra le principali reazioni avverse da farmaci (>1%) nelle donne trattate con Meriofert negli studi clinici, in base alla Classificazione Sistemica Organica (SOC) e alla frequenza. All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse vengono presentate in ordine decrescente di serietà.
All’interno di ogni SOC, le reazioni avverse sono elencate in ordine di frequenza, iniziando dalle reazioni più frequenti, secondo la seguente convenzione:
Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, ≤1/10); non comune (≥1/1 000, ≤1/100); raro (≥1/10 000, ≤1/1 000); molto raro (≤1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione Sistemica Organica (SOC) * | Frequenza | Reazione avversa da farmaco |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune Comune | Cefalea Capogiro |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune Comune | Distensione dell’addomeFastidio addominale, dolore addominale, nausea |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Dolore dorsale, sensazione di pesantezza |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Comune | Sindrome da iperstimolazione ovarica, dolore pelvico, dolorabilità mammaria |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Dolore in sede di iniezione, reazione in sede di iniezione, affaticamento, malessere, sete |
| Patologie vascolari | ComuneRaro | Vampate di caloreEventi tromboembolici |
*Per descrivere una determinata reazione si riporta il termine MedDRA più appropriato; non sono riportati i sinonimi o le condizioni correlate, che tuttavia devono essere presi in considerazione.
Negli studi pubblicati, nelle pazienti trattate con gonadotropine menopausali umane sono state osservate le seguenti reazioni avverse.
*Iperstimolazione ovarica di grave intensità (OHSS) con notevole ingrossamento ovarico e formazione di cisti, dolore addominale acuto, ascite, versamento pleurico, ipovolemia, shock e disturbi tromboembolici. (Vedere anche paragrafo 4.4)
*Torsione ovarica, di solito associata a casi gravi di OHSS
*Sono stati segnalate rottura di cisti ovariche con emorragia intraperitoneale, rottura di cisti con esito fatale.
*Sono state riportate reazioni allergiche anche con sintomi generalizzati, dopo trattamento con prodotti a base di gonadotropine. (Vedere anche paragrafo 4.4)
Le reazioni locali in sede di iniezione come dolore, arrossamento, contusione, gonfiore e/o irritazione sono eventi avversi previsti dopo somministrazione di gonadotropine.
La frequenza di tali eventi è attesa con frequenza maggiore in caso di somministrazione intramuscolare rispetto a quella sottocutanea.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’ Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Non sono disponibili dati sulla tossicità acuta della menotropina negli esseri umani, ma gli studi sugli animali hanno dimostrato che la tossicità acuta delle preparazioni a base di gonadotropine urinarie è molto bassa. Un dosaggio troppo elevato di menotropina può comportare l’iperstimolazione delle ovaie (vedere paragrafo 4.4).
20Proprietà farmacologiche - MERIOFERT 75IU
Categoria farmacoterapeutica: gonadotropine Codice ATC: G03GA02
Il principio attivo contenuto in Meriofert è gonadotropina menopausale umana altamente purificata.
L’attività FSH in Meriofert è ottenuta da urine di donne in post-menopausa; l’attività LH è ottenuta da urine di donne in post-menopausa e da urine di donne gravide. La preparazione è standardizzata in modo da avere un rapporto di attività FSH/LH pari a circa 1.
Nelle ovaie, la componente FSH della HMG induce un aumento del numero di follicoli in accrescimento e ne stimola lo sviluppo. L’FSH fa aumentare la produzione di estradiolo nelle cellule della granulosa, aromatizzando gli androgeni originati nelle cellule della teca sotto l’influsso della componente LH.
L’efficacia biologica della menotropina dipende principalmente dal contenuto di FSH. La farmacocinetica della menotropina dopo somministrazione intramuscolare o sottocutanea mostra un’ampia variabilità inter-individuale. Sulla base dei dati raccolti negli studi eseguiti con la menotropina, dopo una singola iniezione da 300 UI, il massimo livello sierico di FSH si raggiunge approssimativamente 19 ore dopo l’iniezione intramuscolare (IM) e 22 ore dopo l’iniezione sottocutanea (SC). Le concentrazioni di picco dell’FSH hanno raggiunto 6,5 ± 2,1 UI/l con un’AUC0-t di 438,0 ± 124,0 UIxh/l dopo la somministrazione IM. Dopo la somministrazione SC, la Cmax ha raggiunto 7,5 ± 2,8 UI/l con un’AUC0-t di 485,0 ± 93,5 UIxh/l.
L’AUC e i livelli di Cmax per l’LH sono risultati significativamente più bassi nel gruppo SC rispetto al gruppo IM. Questo risultato può dipendere dai livelli molto bassi rilevati (vicini o al di sotto dei limiti di rilevabilità) in entrambi i gruppi e da un’ampia variabilità intra- e inter-individuale.
Successivamente, il livello sierico si riduce con un’emivita di circa 45 ore dopo somministrazione intramuscolare e di circa 40 dopo somministrazione sottocutanea.
In seguito alla somministrazione, l’escrezione della menotropina è prevalentemente renale.
Non sono stati condotti studi di farmacocinetica in pazienti con funzionalità renale o epatica ridotta.
Informazioni farmaceutiche - MERIOFERT 75IU
Polvere: lattosio monoidrato
Solvente: cloruro di sodio e acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
Non conservare a temperatura superiore ai 25 °C. Tenere il flaconcino e la fiala di solvente nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
1 kit contiene: Polvere in un flaconcino (vetro di tipo I), chiuso da un tappo di gomma bromobutilica siliconata tenuto in sede da una capsula rimovibile (alluminio e plastica colorata: verde chiaro per 75 UI, verde scuro per 150 UI) + 1 ml di solvente in una fiala (vetro di tipo I). Confezioni da 1, 5 e 10 kit.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
La soluzione deve essere preparata appena prima dell’iniezione.
Ogni flaconcino è esclusivamente monouso. La ricostituzione del medicinale deve avvenire in condizioni di asepsi.
Meriofert deve essere ricostituito esclusivamente con il solvente fornito nella confezione. Prima di ricostituire la soluzione, preparare un’area pulita dedicata e lavarsi le mani.
Disporre sulla superficie pulita tutti i seguenti oggetti:
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due batuffoli di cotone imbevuti d’alcol (non forniti)
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un flaconcino contenente la polvere di Meriofert
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una fiala di solvente
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una siringa (non fornita)
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un ago per la preparazione dell’iniezione (non fornito)
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un ago sottile per l’iniezione sottocutanea (non fornito)
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Ricostituzione della polvere per soluzione iniettabile. Aprire la fiala di solvente contenente il liquido limpido.
Sulla punta della fiala di solvente è presente un segno colorato:
In questo punto il collo della fiala è appositamente progettato per rompersi più facilmente. Picchiettare delicatamente la parte superiore della fiala per rimuovere l'eventuale liquido rimasto nella punta. Premere con forza la fiala sopra il collo e romperla facendo leva in corrispondenza del segno colorato. Posizionare con attenzione la fiala aperta sull'area di preparazione.
Prelevare il solvente:
Attaccare l’ago per la ricostituzione (ago lungo) alla siringa. Con la siringa in una mano, tenere la fiala di solvente precedentemente aperta, inserirvi l'ago e prelevare con attenzione l’intero contenuto della fiala. Inserire il cappuccio protettivo dell’ago, posizionare la siringa con molta attenzione sulla zona di preparazione ed evitare di toccare l'ago.
Preparare la soluzione iniettabile:
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Rimuovere la copertura della capsula in alluminio dal flaconcino contenente la polvere di Meriofert e disinfettare l’area in gomma del tappo con un batuffolo di cotone imbevuto d’alcol
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Prendere una siringa e iniettare lentamente il solvente nel flaconcino della polvere, attraverso il tappo di gomma.
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Far ruotare delicatamente il flaconcino tra le mani fino alla completa dissoluzione della polvere, facendo attenzione a evitare che si formi della schiuma.
-
Una volta dissolta la polvere (il che di solito avviene immediatamente), aspirare lentamente la soluzione nella siringa.
Se si esegue la ricostituzione di più flaconcini di Meriofert, aspirare nella siringa il contenuto ricostituito del primo flaconcino e iniettarlo lentamente in un secondo flaconcino dopo avere ripetuto i passaggi da 1 a 4.
Se si utilizzano più flaconcini di polvere, la quantità di menotropina contenuta in 1 ml di soluzione ricostituita sarà:
| Meriofert 75 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile | |
| Numero di flaconcini utilizzati | Quantità totale di menotropina in 1 ml di soluzione |
| 1 | 75 UI |
| 2 | 150 UI |
| 3 | 225 UI |
| 4 | 300 UI |
| 5 | 375 UI |
| 6 | 450 UI |
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| Meriofert 150 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile | |
| Numero di flaconcini utilizzati | Quantità totale di menotropina in 1 ml di soluzione |
| 1 | 150 UI |
| 2 | 300 UI |
| 3 | 450 UI |
La soluzione deve essere limpida e incolore. Smaltimento di tutti gli elementi utilizzati:
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente (una volta terminata l’iniezione, gli aghi e le siringhe vuote devono essere tutti smaltiti in un contenitore adatto).