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Farmaci

PLANICID 400 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE O PER SOLUZIONE ORALE

Informazioni sulla prescrizione

Classe

Il farmaco non è su un elenco delle assicurazioni

Tipo di ricetta

Nessun dato

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Nessun dato
Lista interazioni
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Interazioni con

Cibo
Piante
Integratori
Abitudini

Restrizioni

Renale
Epatica
Gravidanza
Allattamento

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

PLANICID 400 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE O PER SOLUZIONE ORALE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE

Produttore

ELC GROUP S.R.O.

Ultimo aggiornamento del RCP

16/07/2025
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4.9

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RCP - PLANICID 400 MG

Indicazioni

Planicid è indicato negli adulti e nei bambini dalla nascita per il trattamento parenterale delle seguenti infezioni (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1):

  • infezioni complicate della cute e dei tessuti molli,

  • infezioni delle ossa e delle articolazioni

  • polmonite acquisita in ospedale,

  • polmonite acquisita in comunità,

  • infezioni complicate del tratto urinario,

  • endocardite infettiva,

  • peritonite associata a dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD),

  • batteriemia che si verifica in associazione con una delle indicazioni sopraelencate.

    Planicid è anche indicato come terapia orale alternativa nel trattamento di diarrea e colite associate a infezione da Clostridioides difficile.

    Dove appropriato, teicoplanina deve essere somministrata in combinazione con altri agenti antibatterici.

    È necessario consultare le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

Posologia

Posologia

La dose e la durata del trattamento devono essere aggiustate in base al tipo e alla gravità dell’infezione in atto, in base alla risposta clinica del paziente e ai suoi parametri quali età e funzionalità renale.

Misurazione delle concentrazioni sieriche

Le concentrazioni sieriche di teicoplanina devono essere monitorate allo steady-state, dopo il completamento del regime di dose di carico, per assicurarsi che siano state raggiunte le concentrazioni sieriche minime richieste:

  • Per la maggior parte delle infezioni da Gram-positivi, livelli minimi di teicoplanina sono di almeno 10 mg/l se misurati con HPLC (High Liquid Performance Chromatography), o di almeno 15 mg/l se misurati con metodo FPIA (Fluorescence Polarization Immunoassay).

  • Per endocarditi e altre infezioni gravi, livelli minimi di teicoplanina sono di 15-30 mg/l se misurati con HPLC, o 30-40 mg/l se misurati con metodo FPIA.

    Durante la terapia di mantenimento il monitoraggio delle concentrazioni sieriche minime di teicoplanina può essere effettuato almeno una volta alla settimana per assicurarsi che queste concentrazioni siano stabili.

    Adulti e pazienti anziani con funzione renale normale

    Indicazioni Dose di carico Dose di mantenimento
    Regime di Concentrazioni Dose di Concentrazioni
    dose di minime mantenimento minime sieriche
    carico sieriche da da ottenere
    ottenere ai durante il
    giorni 3-5. mantenimento
    6 mg/kg di peso corporeo ogni 12 ore per 3 somministrazio ni endovenose o intramuscolari >15 mg/l1 6 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa o intramuscolare una volta algiorno >15 mg/l1una volta a settimana
    - Infezioni complicate delle vie urinarie
    - Infezioni delle 12 mg/kg di peso >20 mg/l1 12 mg/kg di peso >20 mg/l1
    ossa e delle corporeo ogni corporeo per via
    articolazioni 12 ore per 3-5 endovenosa o
    somministrazioni intramuscolare una
    endovenose volta al giorno
    - Endocardite 12 mg/kg di peso 30-40 mg/l1 12 mg/kg di peso >30 mg/l1
    infettiva corporeo ogni corporeo per via
    12 ore per 3-5 endovenosa o
    somministrazioni intramuscolare una
    endovenose volta al giorno
    • Infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli

    • Polmonite

    1Misurata con FPIA

    La dose deve essere aggiustata sulla base del peso corporeo indipendentemente dal peso del paziente.

    Durata del trattamento

    La durata del trattamento deve essere stabilita in base alla risposta clinica. Per l’endocardite infettiva solitamente viene considerato appropriato un minimo di 21 giorni. Il trattamento non deve superare i 4 mesi.

    Terapia in associazione

    Teicoplanina ha uno spettro di attività antibatterica limitato (Gram positivi). Non è indicata per l'uso come agente singolo per il trattamento di alcuni tipi di infezioni a meno che l'agente patogeno sia già stato documentato e sia noto per essere sensibile o ci sia un sospetto forte che gli agenti patogeni più probabili siano idonei al trattamento con teicoplanina.

    Diarrea e colite associate a infezione da Clostridiodes difficile

    La dose raccomandata è 100-200 mg somministrati per via orale due volte al giorno per 7-14 giorni.

    Popolazione anziana

    Non è richiesto alcun aggiustamento del dosaggio, a meno che non sia presente compromissione renale (vedere sotto).

    Adulti e pazienti anziani con funzione renale compromessa

    Non è richiesto alcun aggiustamento del dosaggio fino al quarto giorno di trattamento, a partire dal quale il dosaggio deve essere aggiustato per mantenere concentrazioni minime sieriche di almeno 10 mg/l se misurate con HPLC, o almeno 15 mg/l se misurate con metodo FPIA.

    Dopo il quarto giorno di trattamento:

  • In casi di insufficienza renale lieve e moderata (clearance della creatinina tra 30 e 80 ml/min): la dose di mantenimento deve essere dimezzata, somministrando la dose a giorni alterni o somministrando la metà della dose una volta al giorno.

  • In casi di insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) e nei pazienti sottoposti ad emodialisi: la dose deve essere un terzo della dose normale, somministrando l’unità di dose iniziale ogni 3 giorni o un terzo della dose una volta al giorno.

    Teicoplanina non viene rimossa dall’emodialisi.

    Pazienti sottoposti a dialisi peritoneale continua (CAPD)

    Dopo una singola dose di carico per via endovenosa di 6 mg/kg di peso corporeo, si somministrano 20 mg/l nella sacca della soluzione per dialisi nella prima settimana, 20 mg/l in sacche differenti nella seconda settimana e successivamente 20 mg/l nella sacca notturna durante la terza settimana.

    Popolazione pediatrica

    Le dosi raccomandate sono le stesse negli adulti e nei bambini con età superiore a 12 anni.

    Neonati e bambini fino ai 2 mesi:

    Dose di carico

    Una singola dose di 16 mg/kg di peso corporeo, somministrata per infusione endovenosa il primo giorno

    Dose di mantenimento

    Una singola dose di 8 mg/kg di peso corporeo, somministrata per infusione endovenosa una volta al giorno.

    Bambini (da 2 mesi a 12 anni):

    Dose di carico

    Una singola dose di 10 mg/kg di peso corporeo, somministrata per via endovenosa ogni 12 ore, ripetuta 3 volte

    Dose di mantenimento

    Una singola dose di 6-10 mg/kg di peso corporeo, somministrata per via endovenosa una volta al giorno.

    Modo di somministrazione

    Dopo la ricostituzione/diluizione Planicid deve essere somministrato per via endovenosa o intramuscolare. L’iniezione endovenosa può essere somministrata in bolo di 3-5 minuti o come infusione di 30 minuti.

    Nei neonati si deve usare solo l’infusione.

    Per la diarrea e la colite associate all'infezione da Clostridioides difficile Planicid deve essere somministrato per via orale.

    Per le istruzioni sulla ricostituzione/diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze

Teicoplanina non deve essere somministrata per via intraventricolare. Reazioni di ipersensibilità

Con teicoplanina sono state segnalate reazioni di ipersensibilità potenzialmente fatali, talvolta fatali (es. shock anafilattico). Se si verifica una reazione allergica alla teicoplanina, il trattamento deve essere interrotto immediatamente e devono essere intraprese le opportune misure di emergenza.

La teicoplanina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con ipersensibilità nota alla vancomicina, poiché si potrebbero verificare reazioni di ipersensibilità crociata, incluso shock anafilattico fatale.

Tuttavia, un’anamnesi di “red man syndrome” (sindrome dell’uomo rosso) con vancomicina non è una controindicazione all’uso di teicoplanina.

Reazioni correlate all'infusione

In rari casi (anche alla prima dose), è stata osservata la sindrome dell’uomo rosso (un complesso di sintomi che include prurito, orticaria, eritema, edema angioneurotico, tachicardia, ipotensione, dispnea). L’interruzione o il rallentamento dell’infusione possono far cessare queste reazioni. Si possono limitare le reazioni correlate all’infusione se la dose giornaliera non viene somministrata con iniezione in bolo ma mediante infusione di 30 minuti.

Reazioni avverse cutanee gravi

Con l’uso di teicoplanina sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi quali sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) e reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere potenzialmente fatali o fatali (vedere paragrafo 4.8). Con l'uso di teicoplanina è stata riportata anche pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP) (vedere paragrafo 4.8). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e sintomi di reazioni cutanee gravi (ad es. eruzione cutanea progressiva, spesso con vesciche o lesioni della mucosa o eruzione pustolosa, o qualsiasi altro segno di ipersensibilità cutanea) e devono essere attentamente monitorati. Se compaiono segni e sintomi indicativi di reazioni cutanee gravi, teicoplanina deve essere interrotta e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.

Spettro di attività antibatterica

Teicoplanina ha uno spettro di attività antibatterica limitato (Gram positivi). Non è indicata per l'uso come agente singolo per il trattamento di alcuni tipi di infezioni a meno che l'agente patogeno sia già stato documentato e sia noto per essere sensibile, o ci sia un sospetto forte che gli agenti patogeni più probabili siano idonei al trattamento con teicoplanina.

L'uso razionale di teicoplanina deve tenere presente lo spettro di attività batterica, il profilo di sicurezza e l'adeguatezza della terapia antibatterica standard per trattare il singolo paziente. Per questo motivo si prevede che nella maggior parte dei casi teicoplanina sarà usata per trattare infezioni gravi in pazienti per cui l'attività antibatterica standard è considerata non adeguata.

Trombocitopenia

Con teicoplanina è stata segnalata trombocitopenia (vedere sezione 4.8). Durante il trattamento si raccomandano valutazioni ematologiche periodiche, inclusa una conta ematica completa.

Nefrotossicità

Nei pazienti trattati con teicoplanina sono state segnalate nefrotossicità e insufficienza renale (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con insufficienza renale, quelli che ricevono la dose alta di carico di teicoplanina e quelli che ricevono teicoplanina insieme o sequenzialmente ad altri medicinali con nefrotossicità potenziale nota (aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina e cisplatino), devono essere attentamente monitorati, e devono essere sottoposti al test dell’udito (vedere "Ototossicità" di seguito).

Dato che teicoplanina è escreta principalmente per via renale, nei pazienti con danno renale si deve aggiustare la dose di teicoplanina (vedere paragrafo 4.2).

Ototossicità

Come con altri glicopeptidi, nei pazienti trattati con teicoplanina è stata segnalata ototossicità (sordità e tinnito) (vedere paragrafo 4.8). Pazienti che sviluppano segni e sintomi di un deterioramento dell’udito o disturbi dell’orecchio interno durante il trattamento con teicoplanina devono essere controllati e valutati attentamente, specialmente in caso di trattamento prolungato e nei pazienti con insufficienza renale. I pazienti che ricevono teicoplanina insieme o sequenzialmente ad altri medicinali con potenziale nefrotossicità e/o neurotossicità/ototossicità note (aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, furosemide e acido etacrinico) devono essere attentamente monitorati e, se l’udito si deteriora, deve essere valutato il beneficio di teicoplanina.

Si deve esercitare particolare cautela quando teicoplanina viene somministrata nei pazienti che richiedono un trattamento concomitante con farmaci ototossici e/o nefrotossici per cui si raccomanda di effettuare regolari test ematologici e di valutazione della funzionalità renale.

Superinfezione

Come per altri antibiotici, l’uso di teicoplanina può causare la crescita di organismi non sensibili, particolarmente in caso di trattamento prolungato. Se si verifica superinfezione durante la terapia, devono essere prese misure appropriate.

Eccipiente con effetti noti

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, cioè è praticamente privo di sodio.

Interazioni

Lista interazioni
Aggiungi alle interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione specifici.

Soluzioni di teicoplanina e di aminoglicosidi sono incompatibili e non devono essere miscelate per l’iniezione; tuttavia sono compatibili con i fluidi per la dialisi e possono essere usate liberamente nel trattamento della peritonite correlata a CAPD.

Teicoplanina deve essere usata con cautela in terapia concomitante o successiva ad altri medicinali con noto potenziale nefrotossico e/o neurotossico/ototossico. Questi includono aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, furosemide e acido etacrinico (vedere paragrafo 4.4 "Nefrotossicità" e "Ototossicità"). Tuttavia non vi è evidenza di una tossicità sinergica in combinazione con teicoplanina.

Negli studi clinici teicoplanina è stata somministrata a molti pazienti già in terapia con vari medicinali inclusi altri antibiotici, antipertensivi, anestetici, farmaci cardiovascolari e antidiabetici senza evidenza di interazioni avverse.

Popolazione pediatrica

Gli studi di interazione sono stati effettuati soltanto negli adulti.

Gravidanza

Gravidanza

I dati disponibili sull’uso di teicoplanina in donne in gravidanza sono limitati. Gli studi condotti su animali hanno mostrato tossicità riproduttiva ad alte dosi (vedere paragrafo 5.3): nei ratti vi è stato un aumento dell’incidenza di nati morti e di mortalità neonatale. Il rischio per gli esseri umani non è noto. Pertanto, teicoplanina non deve essere usata durante la gravidanza se non strettamente necessario. Non si può escludere un rischio potenziale di danno renale e all’orecchio interno per il feto (vedere paragrafo 4.4).

Allattamento

Non è noto se la teicoplanina sia escreta nel latte materno umano. Non ci sono informazioni sull’escrezione di teicoplanina nel latte materno negli animali. La decisione di continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare /interrompere la terapia con teicoplanina deve essere presa tenendo conto del beneficio dell'allattamento al seno per il bambino e del beneficio della terapia con teicoplanina per la madre.

Fertilità

Studi di riproduzione negli animali non hanno mostrato evidenza di una compromissione della fertilità.

Effetti sulla guida

Planicid altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Teicoplanina può provocare capogiri e cefalea. La capacità di guidare o di usare macchinari può essere alterata. I pazienti che manifestano tali effetti indesiderati non devono guidare o usare macchinari.

Effetti indesiderati

Tabella delle reazioni avverse

Nella tabella seguente sono elencate tutte le reazioni avverse che si sono verificate con un’incidenza superiore al placebo e in più di un paziente, secondo la seguente convenzione:

molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000,

< 1/1 000); molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Nell’ambito di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravità decrescente.

Classificazioneper sistemi e organi Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Infezioni ed infestazioni Ascesso Superinfezione (proliferazione diorganismi non sensibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia trombocitopenia, eosinofilia Agranulocitosi, neutropenia, pancitopenia
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica (anafilassi) (vedere paragrafo 4.4) Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), shock anafilattico (vedereparagrafo 4.4).
Patologie del Capogiro, cefalea Convulsioni
sistema nervoso
Patologie dell'orecchio e del labirinto Sordità, perdita dell’udito (vedere paragrafo 4.4),tinnito, disturbi vestibolari
Patologie vascolari Flebite Tromboflebite
Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche Broncospasmo
Patologie gastrointestinali Diarrea, vomito, nausea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, eritema, prurito Sindrome dell’uomo rosso (es. vampate nella parte superiore del corpo) (vedere paragrafo 4.4) Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, pustolosi esantematicageneralizzata acuta, eritema multiforme, angioedema, dermatite esfoliativa, orticaria (vedere paragrafo4.4)
Patologie renali e urinarie Aumento della creatinina ematica Insufficienza renale (inclusa insufficienza renale acuta) (vedere di seguito la descrizione delle reazioni avverseselezionate)*
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolore, piressia Ascesso al sito di iniezione, brividi (rigidità)
Esami diagnostici Transaminasi aumentate (anormalità transitoria delle transaminasi), fosfatasi alcalina ematica aumentata (anormalità transitoria dellafosfatasi alcalina)

Descrizione di reazioni avverse selezionate* Sulla base dei report in letteratura, il tasso stimato di nefrotossicità è di circa il 2% nei pazienti che ricevono una dose di carico bassa, in media di 6 mg/kg due volte al giorno, seguita da una dose di mantenimento in media di 6 mg/kg una volta al giorno.

In uno studio osservazionale di sicurezza post-autorizzazione che ha arruolato 300 pazienti con un'età media di 63 anni (trattati per infezione delle ossa e delle articolazioni, endocardite o altre infezioni gravi) che hanno ricevuto la dose di carico alta di 12 mg/kg due volte al giorno (ricevevano una mediana di 5 dosi di carico) seguita da una dose di mantenimento di 12 mg/kg una volta al giorno, il tasso di nefrotossicità osservato confermato era 11% (IC 95%= [7,4%; 15,5%]) nei primi 10 giorni. Il tasso cumulativo di nefrotossicità dall'inizio del trattamento fino a 60 giorni dopo l'ultima dose era 20,6% (IC 95% = [16,0%; 25,8%]). Nei pazienti che ricevevano più di 5 dosi di carico alte di 12 mg/kg due volte al giorno, seguite da una dose di mantenimento di 12 mg/kg una volta al giorno, il tasso cumulativo osservato di nefrotossicità dall'inizio del trattamento fino a 60 giorni dopo l'ultima somministrazione era 27% (IC 95% = [20,7%; 35,3%]) (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Sintomi

Sono stati segnalati casi di dosi eccessive somministrate per errore a pazienti pediatrici. In un caso è stata riportata agitazione in un neonato di 29 giorni a cui erano stati somministrati 400 mg per via endovenosa (95 mg/kg).

Trattamento

In caso di sovradosaggio di teicoplanina il trattamento deve essere sintomatico.

La teicoplanina non viene rimossa mediante emodialisi e solo lentamente mediante dialisi peritoneale.

Proprietà farmacologiche - PLANICID 400 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibatterici per uso sistemico; antibatterici glicopeptidici. Codice ATC: J01XA02

Meccanismo d'azione

Teicoplanina inibisce la crescita di microorganismi sensibili interferendo con la biosintesi della parete cellulare in un sito diverso da quello bersaglio dei beta-lattamici. La sintesi dei peptidoglicani è bloccata dal legame specifico con i residui D-alanil-D-alanina.

Meccanismo di resistenza

La resistenza a teicoplanina può basarsi sui seguenti meccanismi:

  • Struttura bersaglio modificata: questa forma di resistenza si è verificata in particolare con l’Enterococcus faecium. La modifica si basa sulla sostituzione del gruppo terminale D-alanina-D-alanina della catena aminoacidica in un precursore della mureina con D-ala-D-lattato, con conseguente riduzione dell’affinità per vancomicina. Gli enzimi responsabili sono D-lattato deidrogenasi o ligasi di nuova sintesi.

  • La ridotta sensibilità o resistenza degli staffilococchi alla teicoplanina si basa su una iperproduzione

    di precursori della mureina a cui si lega teicoplanina.

    Può verificarsi resistenza crociata fra la teicoplanina e la glicoproteina vancomicina. Diversi enterococchi resistenti a vancomicina sono sensibili a teicoplanina (fenotipo Van-B).

    Breakpoint del test di sensibilità

    I criteri interpretativi per i test di sensibilità MIC (Concentrazione Minima Inibente) per teicoplanina sono stati stabiliti da EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing) e sono elencati qui: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-mic-breakpoints_en.xlsx

    Relazione farmacocinetica/farmacodinamica

    L’attività antimicrobica di teicoplanina dipende essenzialmente dal tempo in cui i livelli della sostanza sono superiori alla MIC (Concentrazione Minima Inibente) del patogeno.

    Sensibilità:

    La prevalenza di resistenza può variare geograficamente e nel tempo per specie selezionate, e sono consigliabili informazioni locali sulla resistenza, soprattutto durante il trattamento di infezioni gravi. Dove necessario, si deve ricorrere al consiglio di un esperto quando la prevalenza locale di resistenza sia tale che il beneficio dell'agente diventi opinabile almeno in alcuni tipi di infezioni.

    Specie comunemente sensibili

    Batteri aerobi Gram-positivi:

    Corynebacterium jeikeiuma

    Enterococcus faecalis

    Staphylococcus aureus (inclusi ceppi meticillino-resistenti)

    Streptococcus agalactiae

    Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilisa

    (Streptococchi di gruppo C e G) Streptococcus pneumoniae Streptococcus pyogenes Streptococchi del gruppo Viridans ab Batteri Anaerobi Gram-positivi Clostridioides difficile a Peptostreptococcus spp. a

    Specie per le quali la resistenza acquisita può essere un problema

    Batteri aerobi Gram-positivi:

    Enterococcus faecium Staphylococcus epidermidis Staphylococcus haemolyticus Staphylococcus hominis

    Batteri con resistenza innata Tutti i batteri Gram negativi Altri batteri

    Chlamydia spp. Chlamydophila spp. Legionella pneumophila Mycoplasma spp.

    a Non erano disponibili dati aggiornati al momento della pubblicazione della tabella. La letteratura principale, i testi standard e le raccomandazioni di trattamento lo ritengono sensibile.

    b Termine collettivo per un gruppo eterogeneo di specie di Streptococcus. Il tasso di resistenza può variare in base alla reale specie di streptococco.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Teicoplanina viene somministrata per via parenterale (endovenosa o intramuscolare). Dopo somministrazione intramuscolare, la biodisponibilità di teicoplanina (rispetto alla somministrazione endovenosa) è quasi completa (90%). Dopo sei somministrazioni giornaliere intramuscolari di 200 mg la concentrazione massima (Cmax) media (DS) di teicoplanina è di 12,1 (0,9) mg/l e si ottiene 2 ore dopo la somministrazione.

Dopo una dose di carico di 6 mg/kg somministrata per via endovenosa ogni 12 ore per 3-5 somministrazioni, i valori di Cmax variano fra 60 e 70 mg/l e i valori di Cmin sono generalmente maggiori di 10 mg/l. Dopo una dose di carico di 12 mg/kg somministrata per via endovenosa ogni 12 ore per 3 somministrazioni, i valori medi di Cmax e Cmin sono stimati in circa 100 mg/l e 20 mg/l, rispettivamente. Dopo una dose di mantenimento di 6 mg/kg somministrata una volta al giorno, i valori di Cmax e Cmin sono circa di 70 mg/l e 15 mg/l, rispettivamente. Dopo una dose di mantenimento di 12 mg/kg una volta al giorno i valori di Cmin variano da 18 a 30 mg/l.

La teicoplanina non viene assorbita dal tratto gastrointestinale dopo somministrazione orale. Dopo somministrazione orale di una singola dose di 250 o 500 mg a soggetti sani, teicoplanina non è stata ritrovata nel siero o nell’urina, ma solo nelle feci (circa il 45% della dose somministrata) come farmaco immodificato.

Distribuzione

Il legame alle proteine del siero umano va da 87,6 a 90,8% senza variazioni in funzione delle concentrazioni di teicoplanina. La teicoplanina è legata principalmente all’albumina serica umana. La teicoplanina non si distribuisce nei globuli rossi.

Il volume di distribuzione allo steady-state (Vss) varia da 0,7 a 1,4 ml/kg. I valori più alti di Vss sono stati osservati in studi recenti in cui il periodo di campionamento era superiore a 8 giorni.

Il farmaco si distribuisce principalmente in polmoni, miocardio e tessuto osseo, con rapporti tessuto/siero superiori a 1. Nel fluido vescicolare, fluido sinoviale e fluido peritoneale il rapporto tessuto/siero varia da 0,5 a 1. L’eliminazione di teicoplanina dal fluido peritoneale avviene alla stessa velocità del siero. Nel fluido pleurale e nel tessuto adiposo sottocutaneo il rapporto tessuto/siero è compreso fra 0,2 e 0,5. La teicoplanina non penetra facilmente nel fluido cerebrospinale (CSF).

Biotrasformazione

Il principale composto identificato nel plasma e nelle urine è la forma immodificata di teicoplanina, indicando un metabolismo minimo. Due metaboliti si formano probabilmente per idrossilazione, e rappresentano il 2-3% della dose somministrata.

Eliminazione

La teicoplanina immodificata è escreta principalmente per via urinaria (80% entro 16 giorni) mentre il 2,7% della dose somministrata viene ritrovata nelle feci (attraverso l’escrezione biliare) entro 8 giorni dalla somministrazione.

In studi più recenti con una durata di campionamento ematico da 8 a 35 giorni, l’emivita di eliminazione di teicoplanina varia da 100 a 170 ore.

La teicoplanina ha una bassa clearance totale, nell’ordine di 10-14 ml/h/kg ed una clearance renale nell’ordine di 8-12 ml/h/kg, che indica che teicoplanina è escreta principalmente per via renale.

Linearità

La teicoplanina mostra una farmacocinetica lineare in un intervallo di dosi da 2 a 25 mg/kg. Popolazioni speciali

  • Compromissione renale:

    Poiché teicoplanina è eliminata per via renale, l’eliminazione di teicoplanina diminuisce in funzione del

    grado del danno renale. La clearance totale e renale di teicoplanina dipendono dalla clearance della creatinina.

  • Pazienti anziani

    Nella popolazione anziana la farmacocinetica di teicoplanina è immodificata, tranne in caso di danno renale.

  • Popolazione pediatrica

Rispetto ai pazienti adulti, si osservano una maggior clearance totale (15,8 ml/h/kg per i neonati, 14,8 ml/h/kg ad un’età media di 8 anni) e una più breve emivita di eliminazione (40 ore per i neonati, 58 ore a 8 anni).

Informazioni farmaceutiche - PLANICID 400 MG

Elenco degli eccipienti

Sodio cloruro

Sodio idrossido (per l'aggiustamento del pH)

Incompatibilità

La teicoplanina e gli aminoglicosidi sono incompatibili quando miscelati direttamente e non devono essere miscelati prima dell’iniezione.

Se la teicoplanina è somministrata in terapia di associazione con altri antibiotici, le preparazioni devono essere somministrate separatamente.

Questo medicinale non deve essere miscelato ad altri medicinali, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

Periodo di validità

2 anni

Periodo di validità della soluzione ricostituita:

La stabilità chimico-fisica in uso della soluzione ricostituita preparata come indicato è stata dimostrata per 24 ore a temperatura compresa tra 2 e 8°C.

Da un punto di vista microbiologico, il medicinale deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione durante l'uso e le condizioni prima dell'uso sono responsabilità dell'utente e non devono superare i tempi sopra indicati per la stabilità chimico-fisica in uso.

Periodo di validità della soluzione diluita:

La stabilità chimico-fisica in uso della soluzione ricostituita preparata come indicato è stata dimostrata per 24 ore a temperatura compresa tra 2 e 8°C.

Da un punto di vista microbiologico, il medicinale deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione durante l'uso e le condizioni prima dell'uso sono responsabilità dell'utente e non dovrebbero superare i tempi indicati sopra per la stabilità chimico-fisica in uso.

Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione/diluizione, vedere paragrafo 6.3.

Natura e contenuto del contenitore

Confezionamento primario:

Flaconcino di vetro tipo I, incolore di volume utile di 10 ml per 200 mg chiuso con tappo grigio dentellato in gomma bromobutilica Hualan 283 con sigillo in alluminio e apertura a strappo.

Flaconcino di vetro tipo I, incolore di volume utile di 20 ml per 400 mg chiuso con tappo grigio dentellato in gomma bromobutilica Hualan 283 con sigillo in alluminio e apertura a strappo.

Formato delle confezioni:

-1 flaconcino

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Questo medicinale è esclusivamente monouso. Preparazione della soluzione ricostituita

La soluzione viene ricostituita aggiungendo 3,0 ml di acqua per preparazioni inietattabili al flaconcino con 200 mg o 400 mg di polvere. L'acqua viene aggiunta lentamente al flaconcino che deve essere ruotato fino a quando la polvere si è dissolta per evitare la formazione di schiuma. Se la soluzione diventasse schiumosa, lasciarla riposare per circa 15 minuti finché la schiuma non è scomparsa.

Devono essere usate solo soluzioni limpide. Il colore della soluzione può variare da giallognolo a giallo scuro.

Contenuto nominale di teicoplanina del flaconcino 200 mg 400 mg
Volume del flaconcino di polvere 10 ml 20 ml
Volume contenente la dose nominale di teicoplanina (estratta con una siringa da 5 ml e ago da 23 G) 3,0 ml 3,0 ml

La soluzione ricostituita può essere iniettata direttamente o in alternativa diluita ulteriormente, o somministrata per via orale.

Preparazione della soluzione diluita prima dell’infusione

Planicid può essere somministrato nelle seguenti soluzioni per infusione:

  • soluzione di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%)

  • soluzione di Ringer

  • soluzione di Ringer lattato

  • iniezione di destrosio 50 mg/ml (5%)

  • iniezione di destrosio 100 mg/ml (100%)

  • soluzione di sodio cloruro 1,8 mg/ml (0,18%) e glucosio 40 mg/ml (4%)

  • soluzione di sodio cloruro 4,5 mg/ml (0,45%) e glucosio 50 mg/ml (5%)

  • soluzione per dialisi peritoneale contenente una soluzione di glucosio 13,6 mg/ml (1,36%) o 38,6 mg/ml (3,86%).

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente

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