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Farmaci

KAVIGALE 300 MG SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

Informazioni sulla prescrizione

Classe

C (nn) – C NON NEGOZIATA

Tipo di ricetta

RNRL - Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Non concedibile
Lista interazioni
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Interazioni con

Cibo
Piante
Integratori
Abitudini

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

KAVIGALE 300 MG SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

Produttore

ASTRAZENECA AB

Ultimo aggiornamento del RCP

11/04/2025
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RCP - KAVIGALE 300 MG

Indicazioni

KAVIGALE è indicato per la profilassi pre-esposizione al COVID-19 negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni, con peso corporeo di almeno 40 kg e immunocompromessi a causa di condizioni mediche o per l’assunzione di trattamenti immunosoppressivi.

KAVIGALE deve essere utilizzato secondo le raccomandazioni ufficiali, ove disponibili, e sulla base delle informazioni sull'attività di sipavibart contro le varianti virali attualmente circolanti (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Posologia

KAVIGALE deve essere somministrato da un operatore sanitario.

La somministrazione deve avvenire in condizioni in cui sia possibile la gestione di reazioni di ipersensibilità di grado severo, come l’anafilassi. Dopo la somministrazione, i soggetti devono essere monitorati secondo la prassi medica locale.

Posologia

La dose raccomandata negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni e di peso corporeo di almeno 40 kg è di 300 mg di sipavibart somministrati come iniezione intramuscolare o infusione endovenosa.

Popolazioni speciali

Anziani

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza renale

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza epatica

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni e con un peso corporeo di almeno 40 kg (vedere paragrafo 5.2).

La sicurezza e l'efficacia di sipavibart nei bambini di età inferiore ai 12 anni e nei bambini di età pari o superiore ai 12 anni ma con peso inferiore ai 40 kg non sono state stabilite. Dati non disponibili.

Modo di somministrazione

Per iniezione intramuscolare o infusione endovenosa.

Iniezione intramuscolare

Questo medicinale deve essere somministrato come singola iniezione intramuscolare nella parte anterolaterale della coscia.

Infusione endovenosa

Non è possibile somministrare altri medicinali attraverso la stessa linea di infusione.

Dopo l’infusione, il set di somministrazione deve essere lavato con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) o una soluzione iniettabile di destrosio 50 mg/mL (5%) in quantità sufficiente per garantire la somministrazione della dose richiesta.

Infusione mediante una sacca per infusione

Dopo la diluizione con soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) o soluzione iniettabile di destrosio 50 mg/mL (5%), questo medicinale deve essere somministrato in infusione per gravità o con una pompa per infusione in circa 20 minuti utilizzando un set di somministrazione con un filtro in linea sterile a basso legame proteico da 0,2 o 0,22 micron.

Per le istruzioni sulla preparazione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Infusione non diluita mediante pompa a siringa

Questo medicinale deve essere somministrato mediante una pompa a siringa in infusione endovenosa non diluita da 2 mL (300 mg) nell’arco di almeno 6 minuti.

Se si verificano segni e sintomi di una reazione avversa correlata all’infusione (Infusion related reactions, IRR), l’infusione deve essere interrotta, rallentata o sospesa e devono essere somministrati medicinali appropriati e/o una terapia di supporto (vedere paragrafo 4.4).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Resistenza antivirale

Sipavibart è stato progettato per essere efficace contro i ceppi precoci di omicron, con valori di IC50 di neutralizzazione dello pseudovirus compresi tra 3,6 ng/mL (variante XBB.1) e 25,0 ng/mL (variante BA.2.75). L'entità e la durata dell'efficacia protettiva contro i virus con IC50 moderatamente aumentata (ad es. JN.1, IC50 83,1 ng/mL) sono ridotte e la rilevanza clinica di qualsiasi effetto profilattico non è chiara. A causa dell'assenza di attività neutralizzante in vitro, non si prevede che sipavibart fornisca alcuna protezione contro il COVID 19 sintomatico dovuto a varianti virali contenenti mutazioni F456L nella proteina spike (vedere paragrafo 5.1).

Le decisioni riguardanti l’uso di sipavibart per la prevenzione del COVID-19 dovrebbero tenere in considerazione le caratteristiche delle varianti virali di SARS-CoV-2 circolanti, inclusa la prevalenza geografica. L’attività di neutralizzazione in vitro di sipavibart contro le varianti virali di SARS-CoV-2 è mostrata nella Tabella 2 (vedere paragrafo 5.1).

I pazienti trattati con sipavibart devono essere informati della possibilità che si verifichino infezioni breakthrough. Se si manifestano segni o sintomi di COVID-19 (i sintomi più comuni includono febbre, brividi, mal di gola, tosse, stanchezza e nuova perdita di gusto o olfatto; i sintomi più gravi includono difficoltà respiratoria o respiro affannoso, perdita del linguaggio o della mobilità, confusione, e dolore toracico), consigliare ai soggetti interessati di richiedere immediatamente assistenza medica.

Ipersensibilità inclusa anafilassi

Sono state osservate gravi reazioni di ipersensibilità, inclusa l’anafilassi, in seguito all’uso di anticorpi monoclonali anti-immunoglobulina G1 (IgG1) umana. Se si verificano segni e sintomi di una reazione di ipersensibilità clinicamente significativa o di anafilassi, interrompere immediatamente la somministrazione e iniziare la terapia farmacologica appropriata e/o una terapia di supporto.

Reazioni correlate all’infusione

Reazioni correlate a infusione di lieve entità sono state osservate negli studi clinici in seguito a somministrazione endovenosa di sipavibart (vedere paragrafo 4.8). Se si manifestano segni e sintomi di una reazione correlata a infusione, l’infusione deve essere interrotta, rallentata o sospesa e devono essere somministrati medicinali appropriati e/o una terapia di supporto.

Malattie emorragiche clinicamente significative

Come per qualsiasi altra iniezione intramuscolare, sipavibart deve essere somministrato con cautela ai soggetti affetti da trombocitopenia o altri disturbi della coagulazione.

Vaccini anti-COVID-19

La profilassi pre-esposizione con sipavibart non sostituisce la vaccinazione nei soggetti per i quali è raccomandata la vaccinazione contro il COVID-19.

Eccipiente con effetto noto

Questo medicinale contiene 0,8 mg di polisorbato 80 in ogni flaconcino. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.

Interazioni

Lista interazioni
Aggiungi alle interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.

Non si prevede che sipavibart venga escreto per via renale o metabolizzato dagli enzimi del citocromo P450 (vedere paragrafo 5.2). Pertanto, sono improbabili interazioni con medicinali concomitanti escreti per via renale o che sono substrati, induttori o inibitori degli enzimi del citocromo P450.

Gravidanza

Gravidanza

Non sono disponibili dati sugli effetti dell’uso di sipavibart nelle donne in gravidanza.

Non sono stati condotti studi non clinici sulla tossicità riproduttiva relativi a sipavibart. In uno studio sulla CROSS-reattività dei tessuti con sipavibart, non è stato rilevato alcun legame con il tessuto fetale umano o con i tessuti riproduttivi.

È noto che gli anticorpi IgG1 umani attraversano la barriera placentare; pertanto, sipavibart potrebbe essere trasferito dalla madre al feto in via di sviluppo. Non è noto se il potenziale trasferimento placentare di sipavibart fornisca alcun beneficio di trattamento o rischio per il feto in via di sviluppo.

Sipavibart deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio per la madre supera il potenziale rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se sipavibart venga escreto nel latte materno. Negli esseri umani, l’escrezione di anticorpi IgG nel latte materno avviene durante i primi giorni dopo la nascita, per poi diminuire a basse concentrazioni subito dopo. Di conseguenza, un rischio per i lattanti non può essere escluso durante questo breve periodo. Successivamente, se clinicamente necessario, sipavibart potrà essere utilizzato durante l’allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati sugli effetti di sipavibart sulla fertilità umana.

Effetti sulla guida

KAVIGALE non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Nei pazienti a cui è stato somministrato sipavibart tramite iniezione intramuscolare, la reazione avversa più comune è stata la reazione in sede di iniezione (4,1%). Nei pazienti che hanno ricevuto sipavibart per infusione endovenosa, le reazioni avverse più comuni sono state reazioni in sede di infusione (1,9%) e reazioni correlate a infusione (1,9%).

Tabella delle reazioni avverse

Nella Tabella 1 sono riportate le reazioni avverse identificate negli studi clinici.

Le reazioni avverse nella Tabella 1 sono elencate secondo la classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA (System Organ Class, SOC). All’interno di ogni SOC, i termini preferiti sono ordinati in base alla frequenza decrescente e poi in base alla serietà decrescente. Le frequenze della manifestazione delle reazioni avverse sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100,

< 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 Tabella delle reazioni avverse

SOC secondo MedDRA Termine preferito MedDRA Frequenza
Somministrazione intramuscolare
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilitàa Non comune
Patologie generali e condizionirelative alla sede di somministrazione Reazione in sede di iniezioneb Comune
Somministrazione endovenosa
Patologie generali e condizionirelative alla sede di somministrazione Reazione in sede di infusionec Comune
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura Reazione correlata a infusioned Comune

a Inclusi i seguenti termini preferiti: prurito, eritema, ipersensibilità, orticaria, dermatite allergica ed eruzione da farmaci.

b Inclusi i seguenti termini preferiti: dolore in sede di iniezione, lividura in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione, emorragia in sede di iniezione, tumefazione in sede di iniezione, ematoma in sede di iniezione, prurito in sede di iniezione, parestesia in sede di iniezione, reazione in sede di iniezione, eruzione cutanea in sede di iniezione, alterazione del colore in sede di iniezione e calore in sede di iniezione.

c Inclusi i seguenti termini preferiti: lividura in sede di infusione, dolore in sede di infusione, prurito in sede di infusione, eritema in sede di infusione, stravaso in sede di infusione e tumefazione in sede di infusione.

d Inclusi i seguenti sintomi: nausea, artralgia, cefalea, piressia, brividi, dispepsia, dolore, ipotensione, vampate alla faccia, tosse, fastidio al torace, capogiro e respiro affannoso.

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità si sono verificate entro 14 giorni dalla somministrazione, sono state di gravità da lieve a moderata e la maggior parte si è risolta entro pochi giorni.

Reazioni in sede di iniezione

Le reazioni in sede di iniezione si sono verificate entro 7 giorni dalla somministrazione, sono state di gravità lieve e la maggior parte si è risolta entro pochi giorni.

Reazioni in sede di infusione

Le reazioni in sede di infusione si sono verificate entro 7 giorni dalla somministrazione, sono state di gravità da lieve a moderata e si sono risolte entro pochi giorni.

Reazioni correlate a infusione

Le reazioni correlate a infusione si sono verificate durante o nello stesso giorno dell’infusione, sono state di gravità da lieve a moderata e si sono risolte entro pochi giorni.

Popolazione pediatrica

Sono disponibili dati limitati sulla sicurezza per i pazienti pediatrici di età compresa tra ≥ 12 e

< 18 anni (n = 8). Non sono disponibili dati per i pazienti pediatrici di età < 12 anni. Il profilo di sicurezza nei partecipanti pediatrici di età pari o superiore ai 12 anni era simile al profilo di sicurezza dei partecipanti adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Sovradosaggio

Non esiste un trattamento specifico per il sovradosaggio di sipavibart.

Negli studi clinici, dosi di sipavibart fino a 1 200 mg sono state somministrate per via endovenosa senza tossicità dose-limitante.

Proprietà farmacologiche - KAVIGALE 300 MG

Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: sieri immuni e immunoglobuline, anticorpi monoclonali antivirali, codice ATC: J06BD09

Meccanismo d’azione

Sipavibart è un anticorpo monoclonale IgG1 umano ricombinante che fornisce immunizzazione passiva legandosi al dominio di legame del recettore (receptor binding domain, RBD) della proteina spike del SARS-CoV-2. Sipavibart è un farmaco ad azione prolungata, con sostituzioni di aminoacidi per prolungare l’emivita degli anticorpi (YTE), ridurre la funzione effettrice degli anticorpi e il potenziale rischio di potenziamento della malattia anticorpo-dipendente (TM). Sipavibart si lega al RBD della proteina spike del SARS-CoV-2 (BA.2) con costante di dissociazione all’equilibrio

KD = 20,95 pM, bloccando il legame del RBD della proteina spike al recettore umano ACE2. Ciò impedisce l’ingresso del virus all’interno della cellula.

Attività antivirale

In un test di neutralizzazione dello pseudovirus SARS-CoV-2, sipavibart ha mostrato attività antivirale attraverso la neutralizzazione diretta.

Resistenza antivirale

La valutazione della suscettibilità alla neutralizzazione delle varianti identificate attraverso la sorveglianza globale e nei partecipanti che hanno ricevuto sipavibart è in corso.

L’attività neutralizzante di sipavibart contro le varianti dello pseudovirus SARS-CoV-2 è mostrata nella Tabella 2.

Tabella 2 Dati sulla neutralizzazione di sipavibart contro le varianti SARS-CoV-2 con modello di pseudovirus

Variante con sostituzioni di proteine spike Sostituzioni RBD caratteristiche testate Riduzione della sensibilitàa IC50(ng/mL)
Variante Pango (origine) Etichetta OMS Pseudovirusb
T19I:del24-26:A27S:G142D:
V213G:G339D:S371F:S373P:
BA.2(Più Paesi) Omicron BA.2 S375F:T376A:D405N:R408S: K417N:N440K:S477N:T478K: E484A:Q493R:Q498R:N501Y:Y505H:D614G:H655Y:N679K: 0,8 10,7
P681H:N764K:D796Y:Q954H:
N969K
T19I:del24-26:A27S:del69-
70:G142D:V213G:G339D:
BA.4/5(Più Paesi) Omicron BA.4/5 S371F:S373P:S375F:T376A: D405N:R408S:K417N:N440K: L452R:S477N:T478K:E484A:F486V:Q498R:N501Y:Y505H: 0,4 4,7
D614G:H655Y:N679K:P681H:
N764K:D796Y:Q954H:N969K
T19I:del24-26:A27S:del69-
70:G142D:V213G:G339D:
S371F:S373P:S375F:T376A:
BQ.1(Nigeria) Omicron BQ.1 D405N:R408S:K417N:N440K: K444T:L452R:N460K:S477N:T478K:E484A:F486V:Q498R: 0,9 11,6
N501Y:Y505H:D614G:H655Y:
N679K:P681H:N764K:D796Y:
Q954H:N969K
T19I:del24-26:A27S:del69-
70:G142D:V213G:G339D:
R346T:S371F:S373P:S375F:
BQ.1.1(Più Paesi) Omicron BQ.1.1 T376A:D405N:R408S:K417N: N440K:K444T:L452R:N460K:S477N:T478K:E484A:F486V: 0,7 9,2
Q498R:N501Y:Y505H:D614G:
H655Y:N679K:P681H:N764K:
D796Y:Q954H:N969K
T19I:del24-26:A27S:V83A:
G142D: Y144-:H146Q:Q183E:
V213E:G339H:R346T:L368I:
XBB(Più Paesi) Omicron XBB S371F:S373P:S375F:T376A: D405N:R408S:K417N:N440K: V445P:G446S:N460K:S477N:T478K:E484A:F486S:F490S: 0,3 3,8
Q498R:N501Y:Y505H:D614G:
H655Y:N679K:P681H:N764K:
D796Y:Q954H:N969K
Variante con sostituzioni di proteine spike Sostituzioni RBD caratteristiche testate Riduzione della sensibilitàa IC50(ng/mL)
Variante Pango (origine) Etichetta OMS Pseudovirusb
T19I:del24-26:A27S:V83A:
G142D: Y144-:H146Q:Q183E:
V213E:G252V:G339H:R346T:
XBB.1(Più Paesi) Omicron XBB.1 L368I:S371F:S373P:S375F: T376A:D405N:R408S:K417N: N440K:V445P:G446S:N460K:S477N:T478K:E484A:F486S: 0,3 3,6
F490S:Q498R:N501Y:Y505H:
D614G:H655Y:N679K:P681H:
N764K:D796Y:Q954H:N969K
XBB.1.5/XBB.1.9(Più Paesi) Omicron XBB.1.5/ XBB.1.9 6T19I:L24S:del25-27:V83A: G142D:del144:H146Q:Q183E: V213E:G252V:G339H:R346T: L368I:S371F:S373P:S375F: 7T376A:D405N:R408S:K417N:N440K:V445P:G446S:N460K: S477N:T478K:E484A:S486P: F490S:Q498R:N501Y:Y505H: D614G:H655Y:N679K:P681H:N764K:D796Y:Q954H:N969K 0,4 5,8
XBB.1.16(India) Omicron XBB.1.16 T19I:del24-26:A27S:V83A: G142D: Y144-:H146Q:E180V: Q183E:V213E:G252V:G339H: R346T:L368I:S371F:S373P: S375F:T376A:D405N:R408S: K417N:N440K:V445P:G446S: N460K:S477N:T478R,E484A: F486P:F490S:Q498R:N501Y:Y505H:D614G:H655Y:N679K:P681H:N764K:D796Y:Q954H:N969 0,1 1,3
XBB.2.3(Più Paesi) Omicron XBB.2.3 T19I:L24-:P25-:P26-:A27S: V83A:G142D:Y144-:H146Q: Q183E:V213E:D253G:G339H: R346T:L368I:S371F:S373P: S375F:T376A:D405N:R408S: K417N:N440K:V445P:G446S: N460K:S477N:T478K:E484A: F486P:F490S:Q498R:N501Y: Y505H:P521S:D614G:H655Y: N679K:P681H:N764K:D796Y:Q954H:N969K 0,3 3,4
XBB.1.5.10/E G.5(Più Paesi) OmicronXBB.1.5. 10/EG.5 XBB.1.5 + F456L > 50 volte > 1 000c
EG.5.1(Più Paesi) Omicron EG.5.1 XBB.1.5 + Q52H + F456L > 50 volte > 1 000c
Variante con sostituzioni di proteine spike Sostituzioni RBD caratteristiche testate Riduzione della sensibilitàa IC50(ng/mL)
Variante Pango (origine) Etichetta OMS Pseudovirusb
BA.2.86d(Più Paesi) Omicron BA.2.86 T19I:R21T:L24-:P25-:P26-: A27S:S50L:H69-:V70-: V127F:G142D:Y144-:F157S: R158G:N211-:L212I:V213G: L216F:H245N:A264D:I332V: G339H: K356T:S371F:S373P: S375F:T376A:R403K:D405N: R408S:K417N:N440K:V445H: G446S:N450D:L452W:N460K: S477N:T478K:N481K:V483-:E484K:F486P:Q498R:N501Y: Y505H:E554K:A570V:D614G: P621S:H655Y:I670V:N679K: P681R:N764K:D796Y:S939F:Q954H:N969K:P1143L 0,3 3,8
JN.1(Più Paesi) Omicron JN.1 T19I:R21T:L24-:P25-:P26-: A27S:S50L:H69-:V70-:V127F: G142D:Y144-:F157S:R158G: N211-:L212I:V213G: L216F: H245N:A264D:I332V:G339H: K356T:S371F:S373P:S375F: T376A:R403K:D405N:R408S: K417N:N440K:V445H:G446S: N450D:L452W:L455S:N460K: S477N:T478K:N481K:V483-:E484K:F486P:Q498R: N501Y:Y505H:E554K:A570V: D614G:P621S:H655Y:I670V:N679K:P681R:N764K:D796Y: S939F:Q954H:N969K:P1143L 6,2 83,1
KP.2, KP.3,LB.1, KP.3.1.1(Più Paesi) Molteplici Mutazione determinante: F456L > 50 voltec > 1 000c,e

a Intervallo di riduzione della potenza in vitro attraverso diverse serie di sostituzioni concomitanti e/o laboratori di analisi che utilizzano test al livello di ricerca; variazione media della concentrazione inibitoria massima al 50% (IC50) dell’anticorpo monoclonale necessaria per una riduzione del 50% dell’infezione rispetto al ceppo di riferimento ancestrale (Wuhan D614G).

b Pseudovirus che esprimono l’intera variante proteica spike del SARS-CoV-2 e singole sostituzioni caratteristiche della spike.

c Sipavibart non è considerato attivo contro questa variante.

d BA.2.86 include BA.2.86, BA.2.86.1, JN.2 e JN.3 che hanno la stessa sequenza della proteina spike del SARS-CoV-2.

e Presunta IC50 basata sulla presenza della mutazione F456L nella variante.

Immunogenicità

Gli anticorpi anti-farmaco (anti-drug antibodies, ADA) dovuti al trattamento sono stati rilevati raramente (0,8% (5/604)). Non è stata osservata alcuna prova dell’impatto dell’ADA sulla farmacocinetica, sull’efficacia o sulla sicurezza. Tuttavia, i dati sono ancora limitati.

Efficacia clinica

Studio principale SUPERNOVA, coorte principale

Lo studio principale SUPERNOVA, coorte principale, è uno studio clinico di fase III, randomizzato (1:1), in doppio cieco, controllato con comparatore che studia sipavibart per la profilassi pre- esposizione al COVID-19 in adulti immunocompromessi e adolescenti immunocompromessi di

età ≥ 12 anni. Questo studio è iniziato a marzo 2023 e l'analisi primaria è datata marzo 2024, durante un periodo in cui circolavano varianti miste, tra cui varianti sia sensibili che non sensibili.

Un totale di 1 669 adulti e adolescenti di età ≥ 12 anni e di peso corporeo di almeno 40 kg sono stati randomizzati a ricevere una dose singola di sipavibart da 300 mg tramite iniezione intramuscolare e

1 666 sono stati randomizzati a ricevere un comparatore (tixagevimab 300 mg + cilgavimab 300 mg o placebo). I partecipanti hanno ricevuto una seconda dose di sipavibart da 300 mg o placebo 6 mesi dopo la dose iniziale. Lo studio ha escluso i partecipanti che avevano ricevuto il vaccino COVID-19 o quelli con un’anamnesi di infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio o tramite test rapido nei 3 mesi precedenti la prima visita. Nell’analisi provvisoria, il tempo di follow-up mediano dopo la seconda dose è stato di 61 giorni (intervallo da 1 a 180 giorni).

I dati demografici di base erano bilanciati tra i gruppi di trattamento con sipavibart e quelli di confronto. L’età media era di 60 anni [il 36,3% aveva 65 anni o più, 15 partecipanti avevano un’età compresa tra 12 e meno di 18 anni (inclusi 8 dei quali avevano ricevuto sipavibart)], il 56,8% dei partecipanti era di sesso femminile, il 74,1% era caucasico, il 6,5% era asiatico, il 12,1% era nero/afroamericano e il 21,5% era ispanico/latino. Tutti i partecipanti presentavano almeno una condizione di immunocompromissione, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

  • assunzione di farmaci immunosoppressori (74,3%)

  • neoplasia ematologica (15,3%)

  • immunodeficienze secondarie moderate/severe (prevalentemente emodialisi) (15,1%)

  • trapianto di organo solido (14,2%)

  • entro un anno dal trattamento con terapie di deplezione delle cellule B (13,3%)

  • tumore solido in trattamento (3,4%)

  • trapianto di cellule staminali emopoietiche (2,0%)

  • immunodeficienze primarie moderate/severe (1,6%)

  • infezione da HIV avanzata o non trattata (1,1%) e

  • riceventi terapia con cellule T con recettore antigenico chimerico (0,3%)

Lo studio ha incluso due endpoint primari di efficacia, confrontando l’efficacia di sipavibart con un farmaco di confronto nella prevenzione del COVID-19 sintomatico (1) causato da qualsiasi variante di SARS-CoV-2 fino a 181 giorni dopo l’ultima dose confermata da RT-PCR e (2) attribuibile a varianti corrispondenti (varianti che non contengono la mutazione F456L in base ai dati di sequenziamento virale e che si prevede siano sensibili a sipavibart) fino a 181 giorni dopo l’ultima dose confermata da RT-PCR. Per ciascuno dei doppi endpoint primari, è stato eseguito un test di superiorità per confrontare il rischio relativo di COVID-19 sintomatico tra i bracci di trattamento.

Nella Tabella 3 è presentata la riduzione del rischio relativo in cui gli eventi sono stati conteggiati indipendentemente dalla ricezione di vaccini / medicinali anti-COVID-19 o dall'apertura del cieco.

Tabella 3 Riduzione del rischio relativo di COVID-19 sintomatico

N Numero di eventi,n (%) Riduzione del rischio relativo,% (IC)b
Endpoint primario complessivo di efficacia a 6 mesi dalla somministrazione 29,9% (IC al 95%: 13,4; 43,3)
Sipavibart 1 649 151 (9,2%)
Comparatorea 1 631 207 (12,7%)
Endpoint primario di efficacia della variante abbinata a 6mesi dalla somministrazione 35,3% (IC al 95%: 12,7; 52,0)
Sipavibart 1 649 72 (4,4%)
Comparatorea 1 631 108 (6,6%)

IC = Intervallo di confidenza, N = numero di partecipanti all’analisi.

a Il comparatore era tixagevimab + cilgavimab o placebo.

b Non controllato dalla molteplicità

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con sipavibart in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per profilassi pre-esposizione al COVID-19 (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull'uso pediatrico).

Proprietà farmacocinetiche

A seguito di una dose singola, sipavibart ha dimostrato un aumento dell’esposizione sierica approssimativamente proporzionale alla dose, con dosi aumentate nell’intervallo da 300 mg a 600 mg per iniezione intramuscolare o da 300 mg a 1 200 mg per infusione endovenosa.

Assorbimento

Dopo una singola dose intramuscolare di sipavibart da 300 mg nella parte anterolaterale della coscia, la media geometrica (coefficiente di variazione geometrico (CV%)) della concentrazione sierica massima (Cmax) di sipavibart è stata di 48,0 (25,2%) μg/mL. Il tempo mediano (intervallo) per raggiungere la Cmax è stato di 7,5 (3,9; 53) giorni.

Sulla base dell’analisi farmacocinetica della popolazione, la biodisponibilità assoluta stimata di sipavibart dopo somministrazione intramuscolare nella parte anterolaterale della coscia è dell’80,7%.

Dopo la prima e la seconda dose di 300 mg di sipavibart somministrate per via intramuscolare nella parte anterolaterale della coscia, le concentrazioni sieriche medie geometriche di sipavibart (CV%) a un mese dalla somministrazione erano rispettivamente di 29,8 (36,2%) μg/mL e 30,8 (54,3%) μg/mL. Le dosi sono state somministrate a distanza di 6 mesi.

Dopo una singola infusione di 300 mg e 1 200 mg di sipavibart (velocità di infusione: 50 mg/min), la media geometrica (CV%) della concentrazione sierica di sipavibart a 20 minuti dall’infusione era rispettivamente di 101,6 (7,6%) μg/mL e 452,1 (25,8%) μg/mL.

Distribuzione

Il volume di distribuzione apparente medio geometrico (CV%) per sipavibart era di 6,3 (19,4%) L dopo una singola somministrazione intramuscolare di 300 mg nella parte anterolaterale della coscia.

Sulla base dell’analisi farmacocinetica della popolazione, il volume di distribuzione centrale e periferico stimato (errore standard relativo, RSE%) per sipavibart era rispettivamente di 4,6 (1,3%) L e 0,4 (19,6%) L, dopo somministrazione endovenosa.

Biotrasformazione

Si ritiene che sipavibart venga degradato in piccoli peptidi e componenti amminoacidici attraverso percorsi catabolici, allo stesso modo degli anticorpi IgG endogeni.

Eliminazione

Dopo una singola dose intramuscolare da 300 mg nella parte anterolaterale della coscia, la clearance media geometrica (CV%) di sipavibart è stata di 0,053 (43,1%) L/giorno e l’emivita di eliminazione terminale media stimata (deviazione standard) di sipavibart è stata di 87,3 (26,5) giorni.

Sulla base dell’analisi farmacocinetica della popolazione, la clearance stimata (RSE%) di sipavibart dopo somministrazione endovenosa è stata di 0,044 (0,9%) L/giorno.

Popolazioni speciali

Insufficienza renale

Non sono stati condotti studi specifici per esaminare gli effetti dell’insufficienza renale sulla farmacocinetica di sipavibart.

Sipavibart ha un peso molecolare (MW) di circa 148 kDa e non si ritiene che venga escreto intatto nelle urine. Non si ritiene che l’insufficienza renale influisca in modo significativo sull’esposizione a sipavibart. Allo stesso modo, non si ritiene che la dialisi abbia un impatto sulla farmacocinetica.

Insufficienza epatica

Non sono stati condotti studi specifici per esaminare gli effetti dell’insufficienza epatica sulla farmacocinetica di sipavibart.

Si ritiene che sipavibart venga catabolizzato da più tessuti attraverso la degradazione proteolitica in aminoacidi e il riciclaggio in altre proteine, pertanto non si prevede che l’insufficienza epatica influisca sulla farmacocinetica di sipavibart.

Anziani

L’esposizione a sipavibart negli adulti più anziani di età ≥ 65 anni (n = 233) è stata paragonabile a quella negli adulti più giovani di età compresa tra 18 e < 65 anni (n = 354).

Popolazione pediatrica

Si ritiene che il regime posologico raccomandato determini esposizioni sieriche di sipavibart comparabili negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni che pesano almeno 40 kg rispetto a quelle osservate negli adulti, poiché negli studi clinici con sipavibart sono stati inclusi adulti con peso corporeo simile.

Altre popolazioni speciali

Non sono state rilevate differenze clinicamente significative nell’esposizione sierica al sipavibart in base a sesso, età (dai 12 anni ai 85 anni), razza o etnia.

Informazioni farmaceutiche - KAVIGALE 300 MG

Elenco degli eccipienti

Istidina

Istidina monocloridrato Arginina cloridrato Polisorbato 80 (E 433)

Acqua per preparazioni iniettabili

Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

Periodo di validità

Flaconcino non aperto

18 mesi

Stabilità in uso delle siringhe preparate e delle sacche per infusione preparate

La stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 24 ore a temperature comprese tra 2 °C e 8 °C e per 4 ore fino a 25 °C.

Dal punto di vista microbiologico, a meno che il metodo di preparazione non escluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.

Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione in uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non superano le 24 ore a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C e le 4 ore fino a 25 °C, a meno che la preparazione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e convalidate.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare. Non agitare.

Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione delle siringhe preparate e delle sacche per infusione preparate, vedere paragrafo 6.3.

Natura e contenuto del contenitore

2 mL di soluzione iniettabile o per infusione in un flaconcino di vetro trasparente chiuso da un tappo elastomerico clorobutilico sigillato con una chiusura a strappo in alluminio verde chiaro.

Confezione da 1 flaconcino.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

KAVIGALE è disponibile in flaconcini monodose. KAVIGALE può essere somministrato tramite iniezione intramuscolare o tramite infusione endovenosa utilizzando una sacca per infusione contenente soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) o soluzione iniettabile di destrosio

50 mg/mL (5%) o una pompa a siringa. La soluzione iniettabile o per infusione deve essere preparata e somministrata da un operatore sanitario, utilizzando una tecnica asettica come segue:

Preparazione della soluzione prima della somministrazione

  1. Rimuovere il flaconcino dal frigorifero.

  2. Ispezionare visivamente il flaconcino per verificare la presenza di particelle o alterazione del colore. La soluzione è da limpida a opalescente, da incolore a leggermente gialla. Smaltire il flaconcino se la soluzione è torbida, scolorita o se si osservano particelle visibili. Non agitare il flaconcino.

Per le condizioni di conservazione della siringa preparata o della sacca per infusione preparata, vedere paragrafo 6.3.

Iniezione intramuscolare

  1. Prelevare 2 mL dal flaconcino in una siringa.

  2. Somministrare l’iniezione intramuscolare nella parte anterolaterale della coscia.

Infusione endovenosa – sacca per infusione o pompa a siringa

Preparazione della soluzione

  1. Prelevare 2 mL dal flaconcino e preparare una miscela per infusione trasferendola in una sacca per infusione da 50 mL o 100 mL contenente una soluzione iniettabile di cloruro di sodio

    9 mg/ (0,9%) o una soluzione iniettabile di destrosio 50 mg/mL (5%), oppure somministrare utilizzando una pompa a siringa (vedere sotto).

  2. Non congelare o agitare la soluzione.

Somministrazione – sacca per infusione

  1. Non somministrare contemporaneamente altri medicinali attraverso la stessa linea di infusione.

  2. Somministrare la soluzione per infusione per via endovenosa tramite pompa per infusione o per gravità nell’arco di tempo di circa 20 minuti attraverso una linea endovenosa contenente un filtro in linea sterile a basso legame proteico da 0,2 o 0,22 micron.

  3. Una volta completata l’infusione, lavare il tubo con una quantità sufficiente di soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) o di soluzione iniettabile di destrosio

50 mg/mL (5%) per garantire la somministrazione della dose richiesta.

Somministrazione – pompa a siringa

  1. Somministrare 2 mL (300 mg) come infusione endovenosa non diluita utilizzando una pompa a siringa nell’arco di almeno 6 minuti.

  2. Dopo aver somministrato l’intero contenuto della siringa, lavare il set di somministrazione con un volume sufficiente di soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%) o di soluzione iniettabile di destrosio 50 mg/mL (5%) per garantire che sia stata somministrata la dose completa.

Smaltimento

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

2 mL (150 mg/mL) - 1 flaconcino
Prezzo
2627,58 €
Ticket
-

Classe

C (nn) – C NON NEGOZIATA

AIC

051921017

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