Cerca i farmaci più velocemente. Prova il Controllo delle interazioni.
Cerca i farmaci più velocemente. Prova il Controllo delle interazioni.
Farmaci

SIVEXTRO 200 MG POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Lista interazioni
Restrizioni

Informazioni sulla prescrizione

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Tipo di ricetta

OSP - Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Non concedibile

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

SIVEXTRO 200 MG POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Produttore

MERCK SHARP & DOHME

Ultimo aggiornamento del RCP

13/03/2025
Drugs app phone

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

Scansiona con la fotocamera del telefono.
4.9

Oltre 36k valutazioni

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

4.9 stelle, più di 20k valutazioni

RCP - SIVEXTRO 200 MG

Indicazioni

Sivextro polvere per concentrato per soluzione per infusione è indicato per il trattamento di infezioni batteriche acute della pelle e della struttura cutanea (ABSSSI) fin dalla nascita (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Occorre tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso corretto degli agenti antibatterici.

Posologia

Posologia

Adulti, ma anche adolescenti e bambini di peso corporeo di almeno 35 kg

Il dosaggio raccomandato di tedizolid fosfato è 200 mg una volta al giorno per 6 giorni.

Tedizolid fosfato compresse o polvere per concentrato per soluzione per infusione può essere usato come terapia iniziale. I pazienti che iniziano il trattamento con la formulazione parenterale possono passare alla formulazione orale se clinicamente indicato.

Adolescenti e bambini di peso corporeo inferiore a 35 kg

Nella Tabella 1 è riportato il dosaggio raccomandato di tedizolid fosfato per via endovenosa. In questi pazienti, tedizolid fosfato viene somministrato due volte al giorno per 6 giorni mediante un’infusione endovenosa nell’arco di 1 ora.

Tabella 1: Dosaggio di tedizolid fosfato per via endovenosa nei pazienti pediatrici di peso corporeo inferiore a 35 kg
Fascia di peso (kg) Dosaggio Frequenza
Da 1 a meno di 3 6 mg Due volte al giorno
Da 3 a meno di 6 12 mg Due volte al giorno
Da 6 a meno di 10 20 mg Due volte al giorno
Da 10 a meno di 14 30 mg Due volte al giorno
Da 14 a meno di 20 40 mg Due volte al giorno
Da 20 a meno di 35 60 mg Due volte al giorno

Qualora venga saltata una dose, questa deve essere somministrata al paziente quanto prima fino a 8 ore prima della successiva dose programmata. Se mancano meno di 8 ore alla dose successiva, il medico deve attendere la dose successiva programmata. Non deve essere somministrata una dose doppia per compensare la dose saltata.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani (≥ 65 anni)

Non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2). L’esperienza clinica nei pazienti di età ≥ 75 anni è limitata.

Compromissione epatica

Non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale

Non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

Tedizolid fosfato è disponibile in compresse da 200 mg per adolescenti e bambini di peso corporeo di almeno 35 kg.

Modo di somministrazione

Sivextro deve essere somministrato mediante infusione endovenosa nell’arco di 60 minuti.

Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze

Pazienti con neutropenia

La sicurezza e l’efficacia di tedizolid fosfato nei pazienti con neutropenia (conta dei neutrofili

< 1 000 cellule/mm3) non sono state indagate. In un modello animale di infezione, l’attività antibatterica di tedizolid è risultata ridotta in assenza di granulociti. La rilevanza clinica di questo dato non è nota. Nei pazienti con neutropenia e ABSSSI occorre prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative (vedere paragrafo 5.1).

Disfunzione dei mitocondri

Tedizolid inibisce la sintesi proteica nei mitocondri. Per effetto di questa inibizione possono verificarsi

reazioni avverse quali acidosi lattica, anemia e neuropatia (ottica e periferica). Questi eventi sono stati osservati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni a seguito di somministrazione di durata superiore a quella raccomandata per tedizolid fosfato.

Mielosoppressione

Durante il trattamento con tedizolid fosfato, sono state osservate trombocitopenia, riduzioni della conta dei neutrofili e dei livelli di emoglobina. In pazienti trattati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni sono state osservate anemia, leucopenia e pancitopenia e il rischio di insorgenza di questi effetti sembra essere correlato alla durata del trattamento.

La maggior parte dei casi di trombocitopenia si è verificata con trattamento di durata superiore a quella raccomandata. Vi può essere un’associazione con trombocitopenia in pazienti con insufficienza renale. I pazienti che sviluppano mielosoppressione devono essere monitorati e deve essere rivalutato

il rapporto beneficio/rischio. Se si prosegue il trattamento, devono essere attuati un attento monitoraggio della conta ematica ed appropriate strategie di gestione.

Neuropatia periferica e disturbi del nervo ottico

In pazienti trattati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni con durata del trattamento superiore a quella raccomandata per tedizolid fosfato sono state segnalate neuropatia periferica e neuropatia ottica che talvolta è progredita fino a perdita della vista. Casi di neuropatia (ottica e periferica) non sono stati segnalati in pazienti trattati con tedizolid fosfato per la durata del trattamento raccomandata di 6 giorni. Tutti i pazienti devono essere informati della necessità di riferire

sintomi di disturbi visivi quali variazioni nell’acuità visiva, alterazioni della percezione dei colori,

offuscamento della vista o difetti del campo visivo. In questi casi si raccomanda una valutazione tempestiva indirizzando, se necessario, il paziente a un oftalmologo.

Acidosi lattica

Casi di acidosi lattica sono stati segnalati in associazione all’uso di un altro agente appartenente alla

classe degli ossazolidinoni. Questo fenomeno non è stato osservato in pazienti trattati con tedizolid fosfato per la durata del trattamento raccomandata di 6 giorni.

Reazioni di ipersensibilità

Tedizolid fosfato deve essere somministrato con cautela a pazienti che presentano nota ipersensibilità ad altri ossazolidinoni poiché può manifestarsi ipersensibilità crociata.

Diarrea da Clostridioides difficile

Sono stati segnalati casi di diarrea da Clostridioides difficile (Clostridioides difficile associated diarrhoea CDAD) associati all’uso di tedizolid fosfato (vedere paragrafo 4.8). La gravità della CDAD

può variare da una diarrea lieve a una colite fatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora intestinale e può favorire la proliferazione di C. difficile.

La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea severa in

seguito all’uso di antibiotici. Occorre un’attenta raccolta anamnestica in quanto è stato osservato che

la CDAD può manifestarsi anche a distanza di oltre due mesi dalla somministrazione di agenti antibatterici.

In caso di sospetto o conferma di CDAD, l’assunzione di tedizolid fosfato e, se possibile, di altri

agenti antibatterici non diretti contro C. difficile deve essere interrotta istituendo immediatamente

opportune misure terapeutiche. Occorre prendere in considerazione idonee misure di supporto, un trattamento antibiotico per C. difficile e una valutazione chirurgica. In questa situazione l’uso di medicinali che inibiscono la peristalsi è controindicato.

Inibizione delle monoamino-ossidasi

Tedizolid è un inibitore reversibile non selettivo delle monoamino-ossidasi (MAO) in vitro (vedere paragrafo 4.5).

Sindrome serotoninergica

Vi sono state segnalazioni spontanee di casi di sindrome serotoninergica associata alla somministrazione concomitante di ossazolidinoni, compreso tedizolid fosfato, con agenti serotoninergici (come antidepressivi e oppioidi) (vedere paragrafo 4.5).

È necessario prestare cautela quando tedizolid viene utilizzato con questi medicinali. I pazienti devono essere tenuti sotto attenta osservazione per rilevare eventuali segni e sintomi di sindrome serotoninergica come disfunzione cognitiva, iperpiressia, iperreflessia e incoordinazione. Se si

manifestano segni o sintomi, i medici devono prendere in considerazione l’interruzione di uno o

entrambi gli agenti. Microrganismi non sensibili

La prescrizione di tedizolid fosfato in assenza di conferma o forte sospetto di infezione batterica aumenta il rischio di sviluppare batteri farmaco-resistenti.

Tedizolid non è generalmente attivo contro i batteri Gram-negativi. Limitazioni dei dati clinici

Nelle ABSSSI, i tipi di infezione trattati erano limitati esclusivamente a cellulite/erisipela o ascessi cutanei maggiori e infezioni di ferite. Non sono stati studiati altri tipi di infezioni cutanee.

L’esperienza con tedizolid fosfato nel trattamento di pazienti con concomitanti infezioni batteriche

acute della pelle e della struttura cutanea e batteriemia secondaria è limitata mentre è nulla nel trattamento delle ABSSSI con sepsi o shock settico grave.

Negli studi clinici controllati non sono stati inclusi pazienti con neutropenia (conta dei neutrofili

< 1 000 cellule/mm3) o pazienti gravemente immunocompromessi. Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente

“senza sodio”.

Interazioni

Lista interazioni
Aggiungi alle interazioni

Interazioni farmacocinetiche

In uno studio clinico di confronto della farmacocinetica di una dose singola (10 mg) di rosuvastatina (substrato della proteina di resistenza del cancro al seno [BCRP]) somministrata da sola o in

associazione con tedizolid fosfato (dose orale di 200 mg una volta al giorno), l’AUC e la Cmax della

rosuvastatina sono aumentate, rispettivamente di circa il 70% e il 55%, quando questa è stata co- somministrata con tedizolid fosfato. Pertanto, tedizolid fosfato somministrato per via orale può dar

luogo ad un’inibizione della BCRP a livello intestinale. Se possibile, durante i 6 giorni di trattamento

con tedizolid fosfato per via orale, deve essere considerata un’interruzione del medicinale substrato della BCRP somministrato in concomitanza (come imatinib, lapatinib, metotrexato, pitavastatina, rosuvastatina, sulfasalazina e topotecan).

Interazioni farmacodinamiche

Inibizione delle monoamino-ossidasi

Tedizolid è un inibitore reversibile delle monoamino-ossidasi (MAO) in vitro; tuttavia, non si prevedono interazioni sulla base del confronto dei valori di IC50 per l’inibizione delle MAO-A e le

esposizioni plasmatiche previste nell’uomo. Sono stati condotti studi di interazione farmacologica su volontari sani per stabilire gli effetti di 200 mg di tedizolid fosfato per via orale allo stato stazionario sugli effetti pressori indotti dalla pseudoefedrina e dalla tiramina. Nei volontari sani non sono emerse variazioni significative della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca con la pseudoefedrina e non è stato osservato alcun aumento clinicamente rilevante della sensibilità alla tiramina.

Potenziali interazioni serotoninergiche

Il potenziale di interazione serotoninergica non è stato studiato né in pazienti né in volontari sani (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Esperienza post-marketing: sono stati segnalati casi di pazienti che hanno manifestato sindrome serotoninergica durante l’assunzione di tedizolid e agenti serotoninergici (antidepressivi, oppioidi) che si è risolta con l’interruzione di uno o entrambi i medicinali.

Gravidanza

Gravidanza

I dati relativi all’uso di tedizolid fosfato in donne in gravidanza non esistono. Studi su ratti e topi hanno mostrato effetti sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, è preferibile

evitare l’uso di tedizolid fosfato durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se tedizolid fosfato o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Tedizolid è escreto nel latte di femmine di ratto (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti non può essere escluso.

Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla

terapia con tedizolid fosfato tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e

il beneficio della terapia per la donna. Fertilità

Gli effetti di tedizolid fosfato sulla fertilità nell’uomo non sono stati studiati. Studi sugli animali con tedizolid fosfato non hanno indicato effetti dannosi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Sivextro può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari poiché può provocare capogiri, affaticamento o, meno comunemente, sonnolenza (vedere paragrafo 4.8).

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Adulti

Le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza in pazienti trattati con tedizolid fosfato

nell’ambito di tutti gli studi clinici controllati di fase 3 (tedizolid fosfato 200 mg una volta al giorno per 6 giorni) sono state nausea (6,9%), cefalea (3,5%), diarrea (3,2%) e vomito (2,3%) con intensità generalmente da lieve a moderata.

Il profilo di sicurezza emerso dal confronto tra pazienti trattati con tedizolid fosfato solo per via endovenosa rispetto alla sola somministrazione orale è risultato simile tranne che per una maggiore

frequenza di disturbi gastrointestinali associati alla somministrazione orale.

La sicurezza è stata ulteriormente valutata in uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, condotto in Cina, nelle Filippine, a Taiwan e negli USA, che includeva un totale di 292 pazienti adulti trattati con tedizolid fosfato 200 mg somministrato per via endovenosa e/o per via orale una volta al giorno per 6 giorni, e 297 pazienti trattati con linezolid 600 mg somministrato per via endovenosa e/o

per via orale ogni 12 ore per 10 giorni per ABSSSI. Il profilo di sicurezza in questo studio era simile alle sperimentazioni cliniche di fase 3; tuttavia, le reazioni in sede d’infusione (flebite) sono state riportate più frequentemente (2,7%) nei soggetti trattati con tedizolid fosfato rispetto al gruppo di

controllo trattato con linezolid (0%), in particolare tra i pazienti asiatici. Questi risultati indicano una maggiore frequenza di reazioni da infusione (flebite) rispetto a quanto era stato osservato nei precedenti studi clinici con tedizolid fosfato.

Tabella delle reazioni avverse

Di seguito sono riportate le reazioni avverse osservate in due studi pivotal comparativi di fase 3 e in uno studio post-autorizzativo sugli adulti trattati con Sivextro (Tabella 2). Le uniche reazioni avverse riportate in uno studio comparativo di fase 3 in pazienti di età compresa tra 12 e < 18 anni sono state ALT aumentata, AST aumentata e prove di funzionalità epatica anormali. Le reazioni avverse sono classificate in accordo al termine preferito ed alla Classificazione per Sistemi ed Organi, e per

frequenza. La frequenza è definita come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non

comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 2: Reazioni avverse per sistemi e frequenza riportate negli studi clinici e/o nell’uso post- marketing
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse
Infezioni ed infestazioni Non comune: Infezione micotica vulvovaginale, infezione micotica, candidiasi vulvovaginale, ascesso, colite da Clostridioides difficile, dermatofitosi, candidiasiorale, infezione delle vie respiratorie
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune:Non nota*: LinfoadenopatiaTrombocitopenia*
Disturbi del sistema immunitario Non comune: Ipersensibilità a farmaci
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune: Disidratazione, controllo inadeguato di diabete mellito, iperkaliemia
Disturbi psichiatrici Non comune: Insonnia, disturbo del sonno, ansia, incubi
Patologie del sistema nervoso Comune: Cefalea, capogiroNon comune: Sonnolenza, disgeusia, tremore, parestesia, ipoestesia
Patologie dell’occhio Non comune: Visione offuscata, mosche volanti nel vitreo
Patologie cardiache Non comune: Bradicardia
Patologie vascolari Non comune: Rossore, vampata di calore
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: Tosse, secchezza nasale, congestione del polmone
Patologie gastrointestinali Comune: Non comune: Nausea, diarrea, vomitoDolore addominale, stipsi, fastidio addominale, bocca secca, dispepsia, dolore addominale superiore, flatulenza, malattia da reflusso gastroesofageo,ematochezia, conati di vomito
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: Non comune: Prurito generalizzatoIperidrosi, prurito, eruzione cutanea, orticaria, alopecia, esantema eritematoso, eruzione cutanea generalizzata, acne, prurito allergico, eruzione cutanea maculo-papulare, eruzione cutanea papulare,eruzione cutanea pruriginosa
Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: Artralgia, spasmi muscolari, dolore dorsale, fastidio agli arti, dolore al collo
Patologie renali e urinarie Non comune: Odore urinario anormale
Patologie dell’apparatoriproduttivo e della mammella Non comune: Prurito vulvovaginale
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: Non comune: Stanchezza, reazioni in sede di infusione (flebite) Brividi, dolore in sede di infusione, irritabilità, piressia, reazione correlata a infusione, edemaperiferico
Esami diagnostici Non comune: Forza di prensione ridotta, transaminasi aumentate, conta dei leucociti ridotta

* Sulla base delle segnalazioni post-marketing. Poiché queste reazioni vengono segnalate volontariamente da una popolazione di numero non definito, non è possibile stimarne in modo affidabile la frequenza che viene, quindi, classificata come non nota.

Popolazione pediatrica

Negli studi condotti su pazienti pediatrici dalla nascita a < 18 anni di età, il profilo di sicurezza di tedizolid fosfato è stato generalmente simile al profilo osservato negli adulti.

Le reazioni avverse più comuni che si sono verificate nei pazienti pediatrici < 18 anni di età in trattamento con tedizolid fosfato negli studi clinici sulle ABSSSI sono state nausea (1,1%), vomito (1,1%) e flebite (1,1%).

La sicurezza di tedizolid fosfato negli adolescenti è stata valutata in uno studio clinico di fase 3, che includeva 91 pazienti pediatrici (da 12 a < 18 anni di età) con ABSSSI trattati con Sivextro 200 mg somministrato per via endovenosa e/o per via orale per 6 giorni e 29 pazienti trattati con agenti di confronto per 10 giorni.

La sicurezza di tedizolid fosfato (per via endovenosa e/o per via orale) è stata valutata anche in 2 studi clinici che prevedevano somministrazione multipla in 83 bambini di età < 12 anni. Questi includevano 44 bambini di età compresa tra 6 e < 12 anni che hanno ricevuto una mediana di 9 giorni di somministrazione (intervallo 1-12 giorni), 16 bambini di età compresa tra 2 e < 6 anni che hanno ricevuto una mediana di 9 giorni di somministrazione (intervallo 2-14 giorni), 15 bambini di età compresa tra 28 giorni e < 2 anni che hanno ricevuto una mediana di 10 giorni di somministrazione (intervallo 6-11 giorni) e 8 neonati di età inferiore a 28 giorni (4 a termine e 4 pretermine) che hanno ricevuto una mediana di 3 giorni di somministrazione (intervallo 3 giorni).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale

è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, Sivextro deve essere interrotto e deve essere somministrata una terapia di

supporto generale. L’emodialisi non elimina in misura significativa tedizolid dalla circolazione

sistemica. La massima dose singola somministrata negli studi clinici è stata di 1 200 mg. Tutte le reazioni avverse osservate a questo dosaggio sono state di gravità lieve o moderata.

Proprietà farmacologiche - SIVEXTRO 200 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico, altri antibatterici, codice ATC: J01XX11

Meccanismo d’azione

Tedizolid fosfato è un profarmaco di ossazolidinone fosfato. L’attività antibatterica di tedizolid è mediata dal legame con la subunità 50S del ribosoma batterico che determina un’inibizione della sintesi proteica.

Tedizolid è attivo principalmente contro i batteri Gram-positivi.

Tedizolid presenta attività batteriostatica contro enterococchi, stafilococchi e streptococchi in vitro. Resistenza

Le mutazioni più comunemente osservate che provocano resistenza agli ossazolidinoni negli stafilococchi e negli enterococchi interessano una o più copie dei geni 23S rRNA (G2576U e T2500A). Gli organismi resistenti agli ossazolidinoni per via di mutazioni nei geni cromosomici che codificano per il 23S rRNA o per le proteine ribosomiali (L3 e L4) presentano generalmente resistenza crociata a tedizolid.

Un secondo meccanismo di resistenza è codificato da un gene cfr (cloramfenicolo-florfenicolo resistenza) trasmesso da plasmide e associato a transposone, che negli stafilococchi e negli enterocchi conferisce resistenza a ossazolidinoni, fenicoli, lincosamidi, pleuromutiline, streptogramina A e macrolidi a 16 membri. A causa del gruppo idrossimetil in posizione C5, tedizolid resta attivo contro ceppi di Staphylococcus aureus che esprimono il gene cfr in assenza di mutazioni cromosomiche.

Il meccanismo d’azione è differente da quello dei medicinali antibatterici non appartenenti alla classe degli ossazolidinoni, pertanto, è improbabile che si verifichi resistenza crociata tra tedizolid e altre classi di medicinali antibatterici.

Attività antibatterica in combinazione con altri agenti antibatterici e antifungini

Studi in vitro sull’associazione di tedizolid con amfotericina B, aztreonam, ceftazidime, ceftriaxone, ciprofloxacina, clindamicina, colistina, daptomicina, gentamicina, imipenem, ketoconazolo, minociclina, piperacillina, rifampicina, terbinafina, trimetoprim/sulfametossazolo e vancomicina indicano che non è stata dimostrata né attività sinergica né attività antagonista.

Valori soglia dei test di suscettibilità

I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo sui test di suscettibilità antimicrobica (EUCAST) per tedizolid e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory- concentration-mic-breakpoints_en.xlsx

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica

Il rapporto AUC/MIC è il parametro farmacodinamico che ha dimostrato la migliore correlazione con

l’efficacia in modelli di infezione da S. aureus nella coscia e nel polmone di topo.

In un modello di infezione da S. aureus nella coscia di topo, l’attività antibatterica di tedizolid è

risultata ridotta in assenza di granulociti. Il rapporto AUC/MIC per ottenere l’attività batteriostatica in topi neutropenici è risultato almeno 16 volte superiore a quello osservato in animali immunocompetenti (vedere paragrafo 4.4).

Efficacia clinica contro patogeni specifici

Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia contro i patogeni sensibili a tedizolid in vitro elencati sotto ciascuna indicazione.

Infezioni batteriche acute della pelle e della struttura cutanea
  • Staphylococcus aureus

  • Streptococcus pyogenes

  • Streptococcus agalactiae

  • Streptococcus anginosus (inclusi S. anginosus, S. intermedius e S. constellatus) Attività antibatterica contro altri patogeni rilevanti

    L’efficacia clinica contro i seguenti patogeni non è stata stabilita sebbene studi in vitro indicano che, in assenza di meccanismi acquisiti di resistenza, questi patogeni sarebbero sensibili a tedizolid:

  • Staphylococcus lugdunensis

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con

Sivextro in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento delle infezioni batteriche acute della pelle e della struttura cutanea (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

Proprietà farmacocinetiche

Tedizolid fosfato per via orale ed endovenosa è un profarmaco che viene rapidamente convertito dalle fosfatasi in tedizolid, la porzione microbiologicamente attiva. In questo paragrafo viene discusso solo il profilo farmacocinetico di tedizolid. Studi di farmacocinetica sono stati condotti su volontari sani e analisi di farmacocinetica di popolazione sono state condotte su pazienti arruolati negli studi di fase 3.

Assorbimento

Allo stato stazionario, i valori medi (DS) della Cmax di tedizolid nella somministrazione orale ed endovenosa di tedizolid fosfato sono risultati simili, rispettivamente pari a 2,2 (0,6) e

3,0 (0,7) mcg/mL, e quelli dell’AUC sono risultati rispettivamente pari a 25,6 (8,5) e

29,2 (6,2) mcg·h/mL. La biodisponibilità assoluta di tedizolid è superiore al 90%. Tedizolid raggiunge le concentrazioni plasmatiche di picco entro circa 3 ore dalla somministrazione orale di tedizolid fosfato a digiuno.

Le concentrazioni di picco (Cmax) di tedizolid sono ridotte del 26% circa e ritardate di 6 ore se tedizolid fosfato viene somministrato dopo un pasto ad alto tenore di lipidi rispetto a condizioni di

digiuno, mentre l’esposizione totale (AUC0-∞) resta invariata a digiuno e a stomaco pieno.

Distribuzione

La capacità di legame medio di tedizolid alle proteine plasmatiche nell’uomo è del 70-90% circa.

Il volume di distribuzione medio allo stato stazionario di tedizolid in adulti sani (n=8) in seguito alla

somministrazione endovenosa di una dose singola di tedizolid fosfato 200 mg varia da 67 a 80 L. Biotrasformazione

Tedizolid fosfato è convertito dalle fosfatasi endogene presenti nel plasma e nei tessuti nella porzione microbiologicamente attiva, tedizolid. A parte tedizolid, che rappresenta il 95% circa dell’AUC totale

del radiocarbonio nel plasma, non vi sono altri significativi metaboliti circolanti. Quando incubato con pool di microsomi epatici umani, tedizolid è risultato stabile, il che suggerisce che non è un substrato per gli enzimi epatici del CYP450. Molteplici enzimi sulfotransferasi (SULT) (SULT1A1, SULT1A2 e SULT2A1) sono implicati nella biotrasformazione di tedizolid per formare un sulfoconiugato inattivo e non circolante presente negli escreti.

Eliminazione

Tedizolid è eliminato negli escreti, principalmente sotto forma di sulfoconiugato non circolante. In seguito a una singola somministrazione orale a digiuno di tedizolid fosfato marcato con C14,

l’eliminazione è avvenuta prevalentemente per via epatica, con l’81,5% della dose radioattiva

recuperato nelle feci e il 18% nelle urine e per la maggior parte (> 85%) entro 96 ore. Meno del 3% della dose somministrata di tedizolid fosfato è escreto sotto forma di tedizolid attivo. L’emivita di eliminazione di tedizolid è di circa 12 ore e la clearance endovenosa è di 6-7 L/h.

Linearità/Non linearità

Tedizolid ha mostrato una farmacocinetica lineare in relazione a dose e tempo. La Cmax e l’AUC di tedizolid sono aumentate approssimativamente in misura proporzionale alla dose nell’intervallo di 200-1 200 mg per una singola dose orale e nell’intervallo di 100-400 mg per la somministrazione

endovenosa. Le concentrazioni allo stato stazionario vengono raggiunte entro 3 giorni e indicano un

modesto accumulo di principio attivo, pari all’incirca al 30%, in seguito a somministrazione orale o endovenosa di più dosi giornaliere, come previsto da un’emivita di circa 12 ore.

Popolazioni particolari

Compromissione renale

In seguito alla somministrazione di una singola dose endovenosa (e.v.) di 200 mg di tedizolid fosfato a 8 soggetti con compromissione renale severa, definita come eGFR < 30 mL/min, la Cmax è rimasta

sostanzialmente immutata e l’AUC0-∞ ha subito una variazione inferiore al 10% rispetto a 8 controlli

sani appaiati. L’emodialisi non determina un’eliminazione significativa di tedizolid dalla circolazione

sistemica, come valutato in soggetti con malattia renale in stadio terminale (eGFR < 15 mL/min). La eGFR è stata calcolata tramite l’equazione MDRD4.

Compromissione epatica

In seguito alla somministrazione di una singola dose orale di 200 mg di tedizolid fosfato, la farmacocinetica di tedizolid non è risultata alterata in pazienti con compromissione epatica moderata (n=8) o severa (n=8) (classi B e C di Child-Pugh).

Popolazione anziana (≥ 65 anni)

In seguito alla somministrazione di una singola dose orale di 200 mg di tedizolid fosfato, la farmacocinetica di tedizolid in volontari anziani sani (età pari o superiore a 65 anni, con almeno 5 soggetti di almeno 75 anni; n=14) è risultata sovrapponibile a quella di soggetti di controllo più giovani (età 25-45 anni; n=14).

Popolazione pediatrica

La farmacocinetica di tedizolid è stata valutata negli adolescenti (di età compresa tra 12 e 17 anni; n=20) in seguito alla somministrazione di una singola dose di tedizolid fosfato 200 mg per via orale o per via e.v. e negli adolescenti (di età compresa tra 12 e < 18 anni; n=91) in trattamento con tedizolid fosfato 200 mg somministrato per via e.v. o per via orale ogni 24 ore per 6 giorni. La Cmax media e

l’AUC0-24h stimate allo stato stazionario per tedizolid negli adolescenti erano 3,37 μg/mL e

30,8 μg·h/mL, sono risultate simili a quelle negli adulti.

Nella Tabella 3 sono riportati i parametri medi di farmacocinetica di tedizolid dopo somministrazione multipla di tedizolid fosfato come infusione endovenosa e come compressa orale nei pazienti pediatrici di età < 12 anni. Rispetto ai pazienti adulti in trattamento con tedizolid fosfato 200 mg una volta al giorno, le esposizioni allo stato stazionario di tedizolid (AUC0-24h e Cmax) sono più elevate nei pazienti pediatrici di età < 12 anni in trattamento con il dosaggio raccomandato di tedizolid fosfato.

Table 3: Media geometrica (CV%) attesa delle stime dei parametri di farmacocinetica di popolazione di tedizolid allo stato stazionario in pazienti pediatricia dalla nascita a meno di 12 anni di età
Peso (kg) Regime di dosaggio Dose totale giornaliera Via di somministr azione AUC0-24h allo stato stazionario(mcg·h/mL)b Cmax allo stato stazionario(mcg/mL)
Da 1 a meno di 3(N = 14) 6 mg Due volte algiorno 12 mg e.v. 28,41 (48,25) 2,22 (34,36)
Da 3 a meno di 6(N = 13) 12 mg Due volte algiorno 24 mg e.v. 26,40 (34,38) 2,40 (20,71)
Da 6 a meno di 10(N = 13) 20 mg Due volte algiorno 40 mg e.v. 22,54 (43,87) 2,22 (20,37)
Da 10 ameno di 14(N = 17) 30 mg Due volte algiorno 60 mg e.v. 27,61 (32,14) 2,68 (19,57)
Da 14 ameno di 20(N = 25) 40 mg Due volte algiorno 80 mg e.v. 28,44 (22,09) 2,74 (12,95)
Da 20 ameno di 35(N = 42) 60 mg Due volte algiorno 120 mg e.v. 31,84 (30,43) 2,64 (22,06)
Almeno 35(N = 16) 200 mg Una volta al giorno 200 mg e.v. 38,70 (32,00) 5,02 (15,73)
Orale (compressa) 36,96 (32,00) 3,21 (21,16)

AUC, area sotto la curva concentrazione-tempo; Cmax, concentrazione massima; CV%, coefficiente di variazione.

a Include neonati di almeno 26 settimane di età gestazionale.

b AUC0-24h=2 ×AUC0-12h per il dosaggio di due volte al giorno.

Sesso

L’impatto del sesso sulla farmacocinetica di tedizolid fosfato è stato valutato in soggetti maschili e

femminili sani nell’ambito di studi clinici e in un’analisi di farmacocinetica di popolazione. La

farmacocinetica di tedizolid è risultata simile nei due sessi.

Studi di interazione farmacologica

Effetti di altri medicinali su Sivextro

Studi in vitro hanno mostrato che non si prevedono interazioni farmacologiche tra tedizolid e inibitori o induttori degli isoenzimi del citocromo P450 (CYP).

In vitro sono state identificate molteplici isoforme (SULT1A1, SULT1A2 e SULT2A1) delle sulfotransferasi (SULT) che sono in grado di coniugare tedizolid, il che indica che non esiste un singolo isoenzima necessario per la clearance di tedizolid.

Effetti di Sivextro su altri medicinali

Enzimi metabolizzanti il farmaco

Studi in vitro nei microsomi epatici umani indicano che tedizolid fosfato e tedizolid non inibiscono in

misura significativa il metabolismo mediato da nessuno dei seguenti isoenzimi del CYP (CYP1A2, CYP2C19, CYP2A6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2D6 e CYP3A4). Tedizolid non altera l’attività di specifici isoenzimi del CYP, ma in vitro negli epatociti è stata osservata l’induzione dell’mRNA del

CYP3A4.

Uno studio clinico di confronto della farmacocinetica di una dose singola (2 mg) di midazolam (substrato del CYP3A4) somministrata da sola o in associazione con tedizolid fosfato (dose orale di 200 mg una volta al giorno per10 giorni), non ha evidenziato alcuna differenza clinicamente

significativa della Cmax o dell’AUC di midazolam. Durante il trattamento con Sivextro non è

necessario alcun aggiustamento della dose per i substrati co-somministrati del CYP3A4.

Trasportatori di membrana

Il potenziale di tedizolid o di tedizolid fosfato di inibire il trasporto di substrati sonda di importanti trasportatori per la captazione del farmaco (OAT1, OAT3, OATP1B1, OATP1B3, OCT1 e OCT2) e di efflusso (P-gp e BCRP) è stato verificato in vitro. Non sono attese interazioni di rilievo clinico con questi trasportatori con la somministrazione della formulazione parenterale.

In uno studio clinico di confronto della farmacocinetica di una dose singola (10 mg) di rosuvastatina (substrato della BCRP) somministrata da sola o in associazione con la somministrazione orale di

tedizolid fosfato 200 mg, l’AUC e la Cmax della rosuvastatina sono aumentate, rispettivamente di circa

il 70% e il 55%, quando questa era co-somministrata con Sivextro. Pertanto, Sivextro somministrato

per via orale può dar luogo ad un’inibizione della BCRP a livello intestinale.

Inibizione delle monoamino-ossidasi

Tedizolid è un inibitore reversibile delle MAO in vitro; tuttavia, non si prevedono interazioni sulla base del confronto dei valori di IC50 e delle esposizioni plasmatiche attese nell’uomo. Non sono

emerse evidenze di inibizione delle MAO-A negli studi di fase 1 specificamente progettati per indagare il potenziale di questa interazione.

Agenti adrenergici

Sono stati condotti due studi crossover controllati con placebo per valutare il potenziale allo stato stazionario di 200 mg di tedizolid fosfato per via orale nel migliorare le risposte pressorie alla pseudoefedrina e alla tiramina in individui sani. Non sono emerse variazioni significative della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca con pseudoefedrina. La dose mediana di tiramina

necessaria a provocare un aumento della pressione arteriosa sistolica ≥ 30 mmHg rispetto al basale

pre-dose è stata di 325 mg con tedizolid fosfato rispetto a 425 mg con placebo. Non si ritiene che la somministrazione di Sivextro con alimenti ricchi in tiramina (ovvero contenenti livelli di tiramina di circa 100 mg) possa indurre una risposta pressoria.

Agenti serotoninergici

In un modello di topo predittivo dell’attività serotoninergica nel cervello non sono state rilevate

differenze negli effetti serotoninergici osservati con dosi di tedizolid fosfato fino a 30 volte superiori

alla dose equivalente nell’uomo rispetto al controllo con veicolo. I dati sull’interazione tra agenti serotoninergici e tedizolid fosfato nei pazienti sono limitati. Negli studi di fase 3 i soggetti trattati con agenti serotoninergici inclusi antidepressivi quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli antidepressivi triciclici e gli agonisti del recettore della serotonina

5-idrossitriptamina (5-HT1) (triptani), meperidina o buspirone sono stati esclusi.

Informazioni farmaceutiche - SIVEXTRO 200 MG

Elenco degli eccipienti

Mannitolo

Sodio idrossido (per la correzione del pH) Acido cloridrico (per la correzione del pH)

Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6. Sivextro è incompatibile con soluzioni contenenti cationi bivalenti (per es.

Ca2+, Mg2+), incluse l’iniezione di Ringer lattato e la soluzione di Hartmann.

Periodo di validità

3 anni.

Il tempo di conservazione del prodotto ricostituito (dalla ricostituzione alla diluizione alla somministrazione) non deve superare le 24 ore se conservato a temperatura ambiente o in frigorifero (2 °C – 8 °C).

Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione del medicinale vedere paragrafo 6.3.

Natura e contenuto del contenitore

Flaconcino tubolare in vetro borosilicato trasparente di tipo I (10 mL) con tappo in gomma clorobutilica siliconata di colore grigio.

Disponibile in confezioni da 1 e 6 flaconcini.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

I flaconcini di Sivextro sono solo monouso.

Sivextro deve essere somministrato solo mediante infusione endovenosa. Non deve essere somministrato in bolo endovenoso.

Preparare la soluzione per infusione in asepsi. Il contenuto del flaconcino deve essere ricostituito con

4 mL di acqua per preparazioni iniettabili e fatto roteare delicatamente fino al completo scioglimento della polvere. Evitare di agitare il flaconcino o di muoverlo rapidamente perché può formarsi schiuma.

Per la somministrazione, la soluzione ricostituita deve essere ulteriormente diluita in soluzione di sodio cloruro allo 0,9% per iniezione come descritto di seguito. La sacca non deve essere agitata. La soluzione risultante è una soluzione limpida incolore o di colore giallo chiaro che deve essere

somministrata nell’arco di circa 1 ora.

Essendo disponibili solo dati limitati sulla compatibilità di Sivextro con altri agenti per via endovenosa, additivi o altri medicinali non devono essere aggiunti ai flaconcini monouso di Sivextro

né infusi in concomitanza. Se si utilizza la stessa linea endovenosa per l’infusione sequenziale di

medicinali diversi, la linea deve essere irrigata con sodio cloruro allo 0,9% prima e dopo l’infusione.

Prima della somministrazione la soluzione ricostituita deve essere controllata visivamente per verificare l’assenza di particelle. Le soluzioni ricostituite contenenti particelle visibili devono essere eliminate.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Preparazione delle dosi

Per la preparazione della dose di Sivextro da 200 mg per l’infusione una volta al giorno (adulti, ma anche adolescenti e bambini di peso corporeo ≥ 35 kg):

  1. Prelevare 4 mL di soluzione ricostituita dal flaconcino utilizzando una siringa e aggiungerla a una sacca per infusione contenente 250 mL di cloruro di sodio allo 0,9% per iniezione.

  2. Infondere l’intero contenuto della sacca nell’arco di 1 ora.

    Per la preparazione della dose in base al peso corporeo per l’infusione due volte al giorno (per adolescenti e bambini di peso corporeo < 35 kg):

    1. Preparare la soluzione madre (100 mL di tedizolid fosfato 0,8 mg/mL):

      Prelevare 1,6 mL di soluzione ricostituita dal flaconcino utilizzando una siringa e aggiungerla a una sacca per infusione contenente 98,4 mL di cloruro di sodio allo 0,9% per iniezione.

    2. Preparare il volume richiesto di soluzione madre per l’infusione:

      1. Determinare la quantità appropriata di Sivextro in mg consultando la tabella di dosaggio riportata di seguito.

      2. Trasferire il volume appropriato di soluzione madre in una sacca per infusione o in una

        siringa per infusione di dimensioni adeguate. Per volumi più piccoli può essere necessario arrotondare al segno di gradazione più vicino di una siringa di dimensioni adeguate.

        Tabella 1. Preparazione di Sivextro per l’infusione nei pazienti pediatrici di peso corporeo

        < 35 kg da 100 mL di soluzione madre di tedizolid fosfato 0,8 mg/mL

        Peso corporeo (kg) Quantità (mg) di Sivextro per dose(somministrato due volte algiorno) Volume (mL) di soluzione madre da somministrare al paziente
        Da 1 a meno di 3 6 7,5
        Da 3 a meno di 6 12 15
        Da 6 a meno di 10 20 25
        Da 10 a meno di 14 30 37,5
        Da 14 a meno di 20 40 50
        Da 20 a meno di 35 60 75
      3. Infondere nell’arco di 1 ora mediante infusione o pompa a siringa

      4. Questo processo viene ripetuto per la seconda dose del giorno

Nota: Entrambe le dosi devono essere utilizzate entro la durata richiesta di conservazione (vedere paragrafo 6.3)

Documenti PDF

Confezione e prezzo

6 FLACONCINI
Prezzo*
1828,47 €
Ticket
720,57 €

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

AIC

044020030
* Il prezzo del ticket mostrato (SSN) può non includere le spese regionali accessorie.

Fonti

Simili

Drugs app phone

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

Scansiona con la fotocamera del telefono.
4.9

Oltre 36k valutazioni

Utilizza l'app Mediately

Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.

4.9

Oltre 36k valutazioni

Scarica

Vai oltre le informazioni sui farmaci con PRO

Risolvi le interazioni, visualizza le restrizioni d'uso e trova tutte le altre risposte con la tua assistente IA Elly.

Preveri, kaj ponuja PRO
Utilizziamo i cookie I cookie ci aiutano a offrire la migliore esperienza sul nostro sito web. Utilizzando il nostro sito web, accettate l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni su come utilizziamo i cookie, consultare la nostra Politica sui cookie.