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Farmaci
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Restrizioni

Informazioni sulla prescrizione

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

Tipo di ricetta

RR - Soggetto a Prescrizione Medica

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Dipende dalla confezione. Per maggiori dettagli consultare la tab sulle confezioni.

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

GLICLAZIDE KRKA 30 MG COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

COMPRESSE A RILASCIO MODIFICATO

Produttore

KRKA D.D. NOVO MESTO

Ultimo aggiornamento del RCP

29/12/2021
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RCP - GLICLAZIDE 30 MG

Indicazioni

Diabete non insulino-dipendente (tipo 2) nell'adulto, quando le misure dietetiche, l'esercizio fisico e la perdita di peso da soli, non sono sufficienti per controllare il glucosio ematico.

Posologia

Posologia

La dose quotidiana può variare fra 1 e 4 compresse al giorno, p.e. da 30 a 120 mg assunti per via orale, una volta al giorno con la prima colazione.

Se si dimentica una dose, non si deve aumentare la dose del giorno successivo.

Come con tutti gli ipoglicemizzanti, il dosaggio deve essere regolato in base alla risposta metabolica dello specifico paziente (glucosio nel sangue, HbA1C).

Dose iniziale

La dose iniziale raccomandata è di 30 mg al giorno.

Se il glucosio ematico è controllato efficacemente, questo dosaggio può essere usato per il trattamento di mantenimento.

Se il glucosio ematico non è adeguatamente controllato, il dosaggio può essere aumentato a 60, 90 o 120 mg al giorno con passi successivi. Ogni aumento di dosaggio deve essere effettuato con un intervallo di almeno un mese, tranne in quei pazienti in cui dopo due settimane di trattamento, il glucosio ematico non si è ridotto. In tali casi, la dose può essere aumentata alla fine della seconda settimana di trattamento.

La massima dose quotidiana raccomandata è di 120 mg.

Passaggio da gliclazide compresse da 80 mg (formulazione a rilascio immediato) a Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato da 30 mg

Una compressa di gliclazide da 80 mg equivale ad una compressa di Gliclazide Krka a rilascio modificato da 30 mg. Di conseguenza la sostituzione può essere effettuata purché venga effettuato un controllo accurato del livello di glucosio nel sangue.

Passaggio da un altro antidiabetico orale a Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato

Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato può essere usato in sostituzione di altri antidiabetici orali.

Passando a Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato devono essere presi in considerazione il dosaggio e l’ emivita dell' antidiabetico precedente.

Generalmente non è necessaria nessuna fase di transizione. Come descritto precedentemente, si deve somministrare una dose iniziale di 30 mg, che verrà successivamente adattata per soddisfare la risposta glicemica del paziente.

Nel caso in cui si sostituisca una sulfonilurea ipoglicemizzante a emivita prolungata, per evitare un effetto additivo dei due prodotti che può causare ipoglicemia, può essere necessario un periodo di alcuni giorni senza trattamento. Anche quando si passa al trattamento con Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato, si deve seguire la procedura già descritta per l'inizio del trattamento, p.e. una dose iniziale di 30 mg al giorno, seguita da un aumento graduale nella dose, in funzione della risposta metabolica.

Trattamento in combinazione con altri antidiabetici

Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato può essere somministrato in associazione alle biguanidi, agli inibitori dell'alfa glucosidasi o all'insulina.

Nei pazienti non adeguatamente controllati con Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato, si può iniziare una terapia concomitante con insulina, sotto stretto controllo medico.

Anziani

Compresse a rilascio modificato deve essere prescritto usando lo stesso regime posologico raccomandato per i pazienti al di sotto di 65 anni.

Compromissione renale

Nei pazienti con lieve o moderata compromissione renale può essere usato lo stesso regime di dosaggio di quelli con una funzionalità renale normale tenendo il paziente sotto stretto controllo. Queste evidenze sono state confermate da studi clinici.

Pazienti a rischio di ipoglicemia

  • stati di denutrizione o di malnutrizione,

  • patologie endocrine gravi o mal compensate (ipopituitarismo, ipotiroidismo, insufficienza adrenocorticotropa),

  • interruzione di una terapia cortisonica prolungata e/o a dosaggio elevato,

  • patologia vascolare grave (grave coronaropatia, grave patologia carotidea, patologia vascolare diffusa).

Si raccomanda di iniziare il trattamento con la posologia minima di 30 mg al giorno.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Gliclazide Krka nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Gliclazide Krka deve essere assunto in una unica somministrazione al momento della colazione. Si raccomanda di ingerire la(e) compressa(e) senza romperle o masticarle.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità alla gliclazide o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1, alle altre sulfoniluree o sulfonamidi.

  • Diabete di tipo 1.

  • Pre-coma e coma diabetici, cheto-acidosi diabetica.

  • Grave insufficienza renale o epatica (in questi casi è raccomandato l'uso dell’insulina).

  • Trattamento con miconazolo (vedere il paragrafo 4.5).

  • Allattamento (vedere il paragrafo 4.6).

Avvertenze

Ipoglicemia

Questo trattamento deve essere prescritto solo se il paziente effettua un'assunzione di cibo regolare (prima colazione compresa). E' importante avere una regolare assunzione di carboidrati per evitare il rischio di ipoglicemia se un pasto è assunto in ritardo, se viene consumata una quantità insufficiente di cibo o se il cibo ha un basso apporto di carboidrati. L'ipoglicemia è più probabile in condizioni di diete a basso contenuto calorico, in seguito ad esercizio fisico prolungato o gravoso, con l’ assunzione di alcool o se viene assunta una combinazione di più agenti ipoglicemizzanti.

In seguito alla somministrazione di sulfoniluree, si può verificare ipoglicemia (vedere il paragrafo 4.8). In alcuni casi può essere grave e prolungata. Può essere necessaria l'ospedalizzazione e la somministrazione di glucosio potrebbe dover essere continuata per alcuni giorni.

Per ridurre il rischio di crisi ipoglicemiche, è necessaria un' accurata selezione dei pazienti, della dose usata, ed un' appropriata istruzione dei pazienti.

Fattori che aumentano il rischio di ipoglicemia:

  • rifiuto del paziente o (specialmente negli soggetti anziani) incapacità di collaborare,

  • malnutrizione, irregolarità nell’orario dei pasti, mancata assunzione di pasti, periodi di digiuno o cambiamenti del regime alimentare,

  • squilibrio tra esercizio fisico e assunzione di carboidrati,

  • insufficienza renale,

  • grave insufficienza epatica,

  • sovradosaggio di Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato,

  • alcune disfunzioni endocrine: patologie tiroidee, ipopituitarismo e insufficienza surrenalica,

  • somministrazione concomitante di alcuni altri farmaci (vedere il paragrafo 4.5).

Insufficienza renale ed epatica:

Nei pazienti con insufficienza epatica o grave danno renale, la farmacocinetica e/o la farmacodinamica della gliclazide possono essere modificate. Poiché in questi pazienti un episodio ipoglicemico può essere prolungato, devono essere adeguatamente controllati.

Informazioni ai pazienti

Il paziente ed i membri della famiglia devono essere informati sui rischi di ipoglicemia, con i relativi sintomi (vedere paragrafo 4.8), il trattamento e le circostanze che ne predispongono lo sviluppo.

Il paziente deve essere informato sull'importanza di seguire un appropriato regime dietetico, di praticare un esercizio fisico regolare e di controllare regolarmente i livelli di glucosio ematici.

Controllo insufficiente del glucosio ematico

Nei pazienti in trattamento antidiabetico il controllo del glucosio ematico, può essere influenzato da una delle seguenti situazioni: preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) (vedere paragrafo 4.5), febbre, trauma, infezione o intervento chirurgico. In alcuni casi, può essere necessaria la somministrazione di insulina.

In molti pazienti l'efficacia ipoglicemizzante dei medicinali antidiabetici orali, compresa la gliclazide, diminuisce nel tempo: ciò può essere dovuto alla progressione della gravità del diabete, o ad una risposta ridotta al trattamento. Questo fenomeno è conosciuto come fallimento secondario per distinguerlo da quello primario che si verifica quando un principio attivo non ha efficacia come prima linea di trattamento. Prima di classificare il trattamento di un paziente come fallimento secondario, si deve considerare un’appropriata regolazione del dosaggio e il rispetto del regime alimentare.

Disglicemia

Sono stati riportati alterazioni del glucosio nel sangue, inclusa ipoglicemia e iperglicemia, in pazienti diabetici che ricevono il trattamento concomitante con fluorochinoloni, soprattutto nei pazienti anziani. Infatti, è consigliabile un attento monitoraggio del glucosio nel sangue in tutti i pazienti che ricevono contemporaneamente gliclazide e un fluorochinolone.

Test di laboratorio

Nel valutare il controllo del glucosio ematico, si raccomanda di determinare il tasso di emoglobina glicata (o della glicemia a digiuno nel sangue venoso). Può anche essere utile l' automonitoraggio del glucosio.

Il trattamento di pazienti con carenza di G6PD con sulfoniluree può portare ad anemia emolitica.

Poiché gliclazide appartiene alla classe delle sulfoniluree, deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con carenza di G6PD e si deve prendere in considerazione un trattamento alternativo che non sia a base di sulfoniluree.

Pazienti porfirici

Casi di porfiria acuta sono stati descritti con altre sulfoniluree, in pazienti affetti da porfiria.

Lattosio

Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

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E’ probabile che i seguenti farmaci aumentino il rischio di ipoglicemia:

Combinazione controindicata

  • Miconazolo (sistemico, gel orale): aumenta l'azione ipoglicemizzante con il possibile insorgere di sintomi ipoglicemici, fino al coma.

    Combinazioni sconsigliate

  • Fenilbutazone (via sistemica): aumenta l'effetto ipoglicemizzante delle sulfoniluree (spiazzamento del legame con le proteine plasmatiche e/o diminuzione della loro eliminazione).

    È preferibile usare un diverso antinfiammatorio altrimenti avvertire il paziente e sottolineare l' l'importanza dell' automonitoraggio. Se necessario durante e dopo il trattamento con l' antinfiammatorio, regolare il dosaggio.

  • Alcool: aumenta la reazione ipoglicemica (inibendo le reazioni compensative) che può portare all'insorgenza del coma ipoglicemico.

    Evitare l'assunzione di bevande alcoliche e di medicinali contenenti alcool.

    Combinazioni che richiedono precauzioni per l'uso

    Un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante e quindi, in alcuni casi, una crisi ipoglicemica può insorgere in seguito a concomitante somministrazione di uno dei seguenti farmaci, per esempio:

    altri farmaci antidiabetici (insulina, acarbosio, metformina, tiazolidinedioni, inibitore della dipeptil peptidasi- 4, agonisti del recettore di GLP-1), betabloccanti, fluconazolo, inibitori degli enzimi di conversione dell'angiotensina (captopril, enalapril), antagonisti del recettore H 2 -, IMAO, sulfonamidi, claritromicina ed antinfiammatori non steroidei.

    I seguenti prodotti possono causare un aumento dei livelli di glucosio nel sangue:

    Combinazione sconsigliate

  • Danazol: effetto diabetogeno del danazol.

    Se non può essere evitato l'uso di questa sostanza attiva, avvertire il paziente e sottolineare l'importanza del monitoraggio del glucosio nell’ urina e nel sangue. Durante e dopo il trattamento con il danazol può essere necessario regolare la dose del farmaco antidiabetico.

    Combinazioni che richiedono precauzioni per l'uso

  • Clorpromazina (neurolettico): dosi elevate di clorpromazina (> 100 mg al giorno) aumentano il livello del glucosio ematico (ridotto rilascio dell'insulina).

    Informare il paziente e sottolineare l'importanza di controllare il glucosio nel sangue. Durante e dopo il trattamento con il farmaco neurolettico, può essere necessario regolare la dose dell'antidiabetico.

  • Glucocorticoidi (somministrazione sistemica e locale: preparazioni intra-articolari, cutanee e rettali) e tetracosactide: aumento dei livelli ematici di glucosio con possibile chetosi (diminuzione della tolleranza ai carboidrati dovuta ai glucocorticoidi).

    Avvertire il paziente e sottolineare l'importanza del controllo del glucosio ematico, specialmente all'inizio del trattamento. Durante e dopo il trattamento con i glucocorticoidi, può essere necessario regolare la dose dell' antidiabetico.

  • Ritodrina, salbutamolo, terbutalina: per via endovenosa.

    Aumento dei livelli ematici di glucosio dovuti all'effetto dei beta-2 agonisti. Sottolineare l’importanza del controllo glicemico. Se necessario, passare all’insulina.

    Preparazioni a base di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum):

    L’esposizione alla gliclazide viene diminuita dall’Erba di San Giovanni - Hypericum perforatum. Si sottolinea l'importanza del monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue.

    I seguenti prodotti possono causare disglicemia

    Combinazioni che richiedono precauzioni durante l’uso

    Fluorochinoloni: in caso di uso concomitante di gliclazide e un fluorochinolone, il paziente deve essere informato del rischio di disglicemia, e deve essere sottolineata l’importanza del monitoraggio del glucosio nel sangue.

    Combinazione che richiede una valutazione:

  • Terapia anticoagulante (per es. warfarin):

Durante il trattamento concomitante le sulfoniluree possono potenziare l’effetto anticoagulante. Può essere necessario regolare la dose dell'anticoagulante.

Gravidanza

Gravidanza

I dati sull’utilizzo di gliclazide in donne in gravidanza sono limitati o assenti (meno di 300 esiti di gravidanza), ci sono inoltre pochi dati anche con le altre sulfoniluree.

La gliclazide non è risultata teratogena negli studi condotti su animali (vedere paragrafo 5.3). Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di gliclazide durante la gravidanza.

Il controllo del diabete deve essere conseguito prima del concepimento per ridurre il rischio di anomalie congenite dovute a diabete non controllato.

Gli ipoglicemizzanti orali non sono indicati; l'insulina è il farmaco di prima scelta per il trattamento del diabete durante la gravidanza. Prima di pianificare una gravidanza, o appena si manifesta, si raccomanda di passare dalla terapia con ipoglicemizzanti orali all’insulina.

Allattamento

Non è noto se la gliclazide o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno.

Dato il rischio di ipoglicemia neonatale, il farmaco è controindicato nelle madri in allattamento. Non può essere escluso un rischio per i neonati/infanti.

Fertilità

Non è stato notato alcun effetto sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva in topi maschi e femmine (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Gliclazide Krka non ha influenza o ha influenza trascurabile sulla capacità di guidare veicoli ed utilizzare macchinari. I pazienti devono essere sensibilizzati sui sintomi di crisi ipoglicemica e soprattutto all' inizio del trattamento, devono prestare attenzione in caso di guida di veicoli o uso di macchinari.

Effetti indesiderati

L’esperienza con la gliclazide e altre sulfoniluree ha evidenziato gli effetti indesiderati riportati di seguito. Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Ipoglicemia

Come per le altre sulfoniluree, il trattamento con Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato può causare la comparsa di ipoglicemia in caso di irregolarità dell’orario dei pasti e specialmente, in caso di mancata assunzione dei pasti. Possibili sintomi di ipoglicemia sono: cefalea, acuto senso di fame, nausea, vomito, apatia, disturbi del sonno, agitazione, aggressività, scarsa concentrazione, riduzione del grado di vigilanza e della reattività, depressione, stato confusionale, disturbi della parola e della vista, afasia, tremori, paresi, disturbi sensoriali, vertigini, sensazione d’impotenza, perdita di autocontrollo, delirio, convulsioni, respirazione superficiale, bradicardia, sonnolenza e perdita di coscienza, con possibile coma e conseguente morte.

Inoltre, possono essere presenti sintomi della contro-regolazione adrenergica: sudorazione, iperidrosi cutanea, ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris ed aritmia cardiaca.

Di solito, i sintomi scompaiono dopo l’assunzione di carboidrati (zucchero). I dolcificanti artificiali non hanno effetto. L'esperienza con altre sulfoniluree indica che, malgrado misure inizialmente efficaci, un’ipoglicemia può ripresentarsi.

Se la crisi ipoglicemica è grave o prolungata, è necessario un immediato trattamento medico o l'ospedalizzazione, anche se la crisi è momentaneamente controllata dall’assunzione di zucchero.

Altri effetti indesiderati

Disturbi gastrointestinali: sono stati riportati disturbi gastrointestinali, compresi dolori addominali, nausea, vomito, dispepsia, diarrea e costipazione non sono comuni: nel caso si dovessero manifestare, possono essere evitati o minimizzati assumendo la gliclazide con la prima colazione.

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati più raramente:

  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzione cutanea, prurito, orticaria, angioedema, eritema, eruzioni maculopapulose, reazioni bollose (quali sindrome di Stevens-Johnsons, necrolisi epidermica tossica e malattie bollose autoimmuni), ed eccezionalmente reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

  • Patologie del sistema emolinfopoietico: Le alterazioni ematologiche sono rare. Possono includere anemia, leucopenia, trombocitopenia, granulocitopenia. Queste generalmente sono reversibili con la sospensione della gliclazide.

  • Patologie epatobiliari: innalzamento degli enzimi epatici (AST, ALT, fosfatasi alcalina), epatiti (casi isolati). Interrompere il trattamento in caso di comparsa di ittero colestatico. Questi sintomi generalmente scompaiono dopo l’interruzione del trattamento.

  • Patologie dell'occhio: Specialmente all’inizio del trattamento, si possono verificare disturbi della vista transitori, dovuti alla variazione dei livelli ematici di glucosio.

Effetti di attribuzione alla classe

Come per le altre sulfoniluree, sono stati osservati i seguenti eventi avversi:

casi di eritrocitopenia, di agranulocitosi, di anemia emolitica, di pancitopenia e di vasculiti allergiche, iponatriemia, innalzamento degli enzimi epatici e persino compromissione della funzionalità epatica (ad es. con colestasi ed ittero) ed epatiti che sono regredite dopo sospensione della sulfonilurea o che in casi isolati hanno portato ad insufficienza epatica pericolosa per la vita.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Sintomi

Una dose eccessiva di sulfoniluree può causare ipoglicemia.

Sintomi moderati di ipoglicemia, senza perdita di coscienza o di sintomi neurologici, devono essere corretti con assunzione di carboidrati, con la regolazione della dose e/o con una modifica della dieta. Il medico deve

effettuare un rigoroso controllo fino a quando il paziente non sia fuori pericolo.

Sono possibili gravi reazioni ipoglicemiche, con coma, convulsioni o altri disturbi neurologici e devono essere trattate come un'emergenza medica, con l'ospedalizzazione immediata.

Trattamento

Se è diagnosticato o sospettato il coma ipoglicemico, il paziente deve essere trattato rapidamente con un'iniezione e.v. di 50 ml di soluzione di glucosio concentrata (dal 20 al 30%). Questa deve essere seguita dall'infusione continua di una soluzione di glucosio più diluita (10%) ad un tasso tale da mantenere il livello di glucosio nel sangue superiore a 1 g/l. Tali pazienti devono essere controllati molto attentamente ed, in relazione alle loro condizioni dopo questa fase, il medico deciderà se sia necessario un ulteriore controllo.

La dialisi non è di nessun beneficio a causa del forte legame della gliclazide alle proteine.

Proprietà farmacologiche - GLICLAZIDE 30 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: sulfonamidi, derivati dell’urea codice ATC: A10BB09

Meccanismo di azione

La gliclazide è una sulfonilurea ipoglicemizzante, agente antidiabetico orale che differisce dalle altre sostanze correlate da un anello eterociclico contenente un azoto con un legame endociclico.

La gliclazide riduce i livelli di glucosio ematico stimolando la secrezione dell'insulina da parte delle cellule β delle isole di Langerhans. L'aumento della secrezione dell'insulina postprandiale e del peptide C permane per due anni dopo il trattamento.

La gliclazide oltre a queste proprietà metaboliche, ha proprietà emovascolari. Effetti farmacodinamici

Effetti sul rilascio dell'insulina

Nei diabetici di tipo 2, la gliclazide ristabilisce il primo picco della secrezione dell'insulina, in risposta al glucosio, ed aumenta la seconda fase della secrezione insulinica. Si osserva un aumento significativo nella risposta insulinica, in risposta ad un pasto o allo stimolo glucidico.

Proprietà emovascolari:

La gliclazide rallenta il processo di microtrombosi, attraverso due meccanismi che possono essere implicati nelle complicanze del diabete:

  • un'inibizione parziale dell’ aggregazione e dell’ adesività piastrinica, con una diminuzione negli indicatori dell'attivazione piastrinica (beta tromboglobulina, tromboxano B2);

  • un'azione sull'attività fibrinolitica dell’ endotelio vascolare con un aumento nell'attività tPA.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Le concentrazioni plasmatiche aumentano progressivamente durante le prime 6 ore, raggiungendo un plateau che dopo somministrazione, viene mantenuto dalla sesta alla dodicesima ora.

La variabilità intraindividuale è di entità limitata.

La gliclazide viene completamente assorbita. L'ingestione di cibo non influenza il tasso o il grado di assorbimento.

Distribuzione

Il legame con le proteine plasmatiche è approssimativamente del 95%. Il volume di distribuzione è di circa

30 litri. Una singola dose giornaliera di Gliclazide Krka compresse a rilascio modificato permette di mantenere nel plasma concentrazioni efficaci di gliclazide nelle 24 ore.

Biotrasformazione

La gliclazide è metabolizzata principalmente nel fegato ed è escreta nelle urine: meno dell' 1% si ritrova nelle urine in forma non modificata. Nel plasma non è stato rilevato nessun metabolita attivo.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione della gliclazide varia fra 12 e 20 ore.

Linearità/non linearità

Nel range terapeutico fino a 120 mg la relazione tra la dose somministrata e l’area sotto la curva delle concentrazioni in funzione del tempo è lineare.

Popolazioni speciali

Anziani

Nei pazienti anziani non è stato osservato nessun cambiamento clinicamente significativo dei parametri farmacocinetici.

Informazioni farmaceutiche - GLICLAZIDE 30 MG

Elenco degli eccipienti

Lattosio monoidrato Ipromellosa

Calcio carbonato Silice colloidale anidra Magnesio stearato

Incompatibilità

Non applicabile.

Periodo di validità

5 anni

Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede nessuna speciale condizione per la conservazione.

Natura e contenuto del contenitore

Blister PVC/Al (blister da 10, 14 o 15 compresse)

Confezioni: 10, 14, 20, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 100, 120 o 180 compresse in una scatola.

Blister OPA/Al/PVC/Al (blister da 10, 14 o 15 compresse)

Confezioni: 10, 14, 20, 28, 30, 56, 60, 84, 90, 100, 120 o 180 compresse in una scatola.

Flacone per compresse (HDPE con tappo a vite in PP con chiusura antimanomissione) Confezioni: 90, 120 o 180 compresse in una scatola.

Non tutte le confezioni saranno commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

60 COMPRESSE IN BLISTER OPA/AL/PVC/AL
Prezzo
6,80 €
Ticket
0,00 €

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

AIC

039038587
60 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL
Prezzo
6,80 €
Ticket
0,00 €

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

AIC

039038070

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