BENLYSTA 200 MG SOLUZIONE INIETTABILE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - BENLYSTA 200 MG
Benlysta è indicato come terapia aggiuntiva nei pazienti di età pari o superiore ai 5 anni con lupus eritematoso sistemico (LES) attivo, autoanticorpi-positivo, con un alto grado di attività della malattia (ad esempio
anti-dsDNA positivi e basso complemento) nonostante la terapia standard (vedere paragrafo 5.1).
Benlysta è indicato in combinazione con terapie immunosoppressive di fondo per il trattamento di pazienti adulti con nefrite lupica attiva (vedere paragrafo 4.2 e 5.1).
Il trattamento con Benlysta deve essere iniziato e supervisionato da un medico qualificato esperto nella diagnosi e nel trattamento del LES. Si raccomanda che la prima iniezione sottocutanea di Benlysta sia somministrata sotto la supervisione di un operatore sanitario in un contesto sufficientemente qualificato per il trattamento di reazioni di ipersensibilità, se necessario. L’operatore sanitario deve fornire un appropriato addestramento nella tecnica sottocutanea ed informare sui segni e sui sintomi delle reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4). Benlysta può essere somministrato da parte del paziente stesso o di chi lo assiste dopo che ciò sia stato stabilito come appropriato dall’operatore sanitario.
Per i pazienti di età inferiore ai 10 anni, la penna preriempita di Benlysta deve essere somministrata da un operatore sanitario o da un assistente addestrato.
Posologia
LES
Le condizioni del paziente devono essere valutate in modo continuo. L’interruzione del trattamento con Benlysta è da tenere in considerazione in caso di assenza di miglioramento nel controllo della malattia dopo
6 mesi di trattamento.
Adulti
La dose raccomandata è di 200 mg una volta a settimana, somministrati per via sottocutanea. Il dosaggio non è basato sul peso (vedere paragrafo 5.2).
Bambini e adolescenti (di età compresa tra 5 e meno di 18 anni)
La dose sottocutanea raccomandata è basata sul peso corporeo (vedere paragrafi 5.1 e 5.2).
| Peso corporeo | Dose raccomandata |
| ≥ 50 kg | 200 mg una volta alla settimana |
| da 30 a < 50 kg | 200 mg ogni 10 giorni |
| da 15 a < 30 kg | 200 mg ogni 2 settimane |
Nefrite lupica
Adulti
Nei pazienti che iniziano la terapia con Benlysta per la nefrite lupica attiva, il regime di dosaggio raccomandato è di una dose da 400 mg (due iniezioni da 200 mg) una volta alla settimana per 4 dosi, poi 200 mg una volta alla settimana. Nei pazienti che continuano la terapia con Benlysta per la nefrite lupica attiva, il dosaggio raccomandato è di 200 mg una volta alla settimana. Benlysta deve essere usato in
associazione con corticosteroidi e micofenolato o ciclofosfamide per l'induzione, o micofenolato o azatioprina per il mantenimento. Le condizioni del paziente devono essere valutate in modo continuo.
Dosi dimenticate
Se viene saltata una dose, si raccomanda di somministrarla il prima possibile. In seguito, i pazienti possono riprendere con la somministrazione delle dosi al loro solito giorno oppure iniziare un nuovo schema dal giorno in cui è stata somministrata la dose saltata.
Cambiamento del giorno di somministrazione programmato
Se i pazienti desiderano cambiare il giorno programmato in cui effettuano la somministrazione, una nuova dose può essere somministrata il giorno della settimana di nuova preferenza. In seguito, il paziente può continuare con il nuovo schema a partire da tale giorno, anche se l’intervallo tra le dosi può temporaneamente essere inferiore a quello abituale.
Transizione della somministrazione da endovenosa a sottocutanea
LES
Se un paziente con LES passa dalla somministrazione endovenosa di Benlysta alla somministrazione sottocutanea, la prima iniezione sottocutanea deve essere somministrata 1 o 4 settimane dopo l’ultima dose endovenosa (vedere paragrafo 5.2).
Nefrite lupica
Se un paziente con nefrite lupica passa dalla somministrazione endovenosa di Benlysta alla somministrazione sottocutanea, si raccomanda che la prima dose da 200 mg per iniezione sottocutanea venga somministrata da 1 a 2 settimane dopo l’ultima dose endovenosa. Questo passaggio può avvenire in qualsiasi momento dopo che il paziente ha completato le prime 2 dosi endovenose (vedere paragrafo 5.2).
Popolazioni speciali
Anziani
I dati relativi ai pazienti con età ≥ 65 anni sono limitati (vedere paragrafo 5.1). Benlysta deve essere impiegato con attenzione nei pazienti anziani. Non è richiesto un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione renale
Belimumab è stato studiato in un numero limitato di pazienti affetti da LES con compromissione renale. Sulla base delle informazioni disponibili, non è richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale lieve, moderata o severa. Tuttavia, a causa della mancanza di dati, si raccomanda cautela nei pazienti con compromissione renale severa (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Non sono stati condotti studi specifici con Benlysta in pazienti con compromissione epatica. È improbabile che i pazienti con compromissione epatica richiedano un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
LES
La sicurezza e l'efficacia di Benlysta somministrato per via sottocutanea nei bambini di età inferiore ai 5 anni o di peso inferiore a 15 kg non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Nefrite lupica
La sicurezza e l'efficacia di Benlysta somministrato per via sottocutanea nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
La penna preriempita deve essere usata solo per iniezione sottocutanea. Le sedi di iniezione raccomandate sono l’addome o la coscia. Se si effettua l’iniezione in una stessa area, i pazienti devono essere informati di impiegare una sede di iniezione diversa per ogni iniezione; le iniezioni non devono mai essere effettuate in aree dove la pelle è sensibile, livida, arrossata o indurita. Se una dose da 400 mg viene somministrata nella stessa sede, si raccomanda che le 2 singole iniezioni da 200 mg siano somministrate ad almeno 5 cm (circa 2 pollici) di distanza.
Istruzioni dettagliate per la somministrazione sottocutanea di Benlysta in penna preriempita sono fornite alla fine del foglio illustrativo (vedere le Istruzioni passo per passo).
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Benlysta non è stato studiato nei seguenti gruppi di pazienti, nei quali non è raccomandato:
-
lupus attivo severo a carico del sistema nervoso centrale
-
HIV
-
anamnesi positiva, o malattia in corso, per epatite B o C
-
ipogammaglobulinemia (IgG < 400 mg/dL) o deficit di IgA (IgA < 10 mg/dL)
-
anamnesi positiva per trapianto di organo maggiore o trapianto di cellule staminali ematopoietiche / trapianto di midollo o trapianto renale.
Uso concomitante di terapia che ha come target le cellule B
I dati disponibili non supportano la co-somministrazione di rituximab con Benlysta nei pazienti con LES (vedere paragrafo 5.1). È necessario porre attenzione se Benlysta è co-somministrato con un’altra terapia che abbia come target le cellule B.
Ipersensibilità
La somministrazione sottocutanea o endovenosa di Benlysta può causare reazioni di ipersensibilità che possono essere severe e fatali. Nel caso di una reazione severa, la somministrazione di Benlysta deve essere interrotta e deve essere somministrata una terapia medica appropriata (vedere paragrafo 4.2). Il rischio di reazioni di ipersensibilità è maggiore con le prime due dosi; tuttavia, tale rischio deve essere considerato per ogni somministrazione. I pazienti con anamnesi positiva per allergie multiple a farmaci o ipersensibilità significativa possono essere soggetti ad un aumento del rischio. È stata anche osservata la ricomparsa di reazioni clinicamente significative dopo l’appropriato trattamento iniziale dei sintomi (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).
I pazienti devono essere informati che le reazioni di ipersensibilità sono possibili il giorno della somministrazione, o vari giorni dopo, e devono essere informati dei potenziali segni e sintomi e della possibilità della loro ricomparsa. I pazienti devono essere istruiti a rivolgersi immediatamente al medico se presentano uno qualsiasi di questi sintomi. Il foglio illustrativo deve essere a disposizione del paziente. Sono state osservate anche reazioni di ipersensibilità non acuta, di tipo ritardato, che hanno incluso sintomi come eruzione cutanea, nausea, affaticamento, mialgia, cefalea ed edema facciale.
Negli studi clinici in cui è stata usata la somministrazione endovenosa, le reazioni gravi da infusione e di ipersensibilità hanno incluso reazioni anafilattiche, bradicardia, ipotensione, angioedema e dispnea. Fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Benlysta polvere per concentrato per soluzione per infusione (vedere paragrafo 4.4).
Infezioni
Il meccanismo d’azione di belimumab potrebbe aumentare il rischio di sviluppare infezioni negli adulti e nei bambini con lupus, incluse le infezioni opportunistiche e i bambini più piccoli possono essere a maggior rischio. Negli studi clinici controllati, l'incidenza di infezioni gravi è stata simile nei gruppi di Benlysta e placebo; tuttavia, le infezioni ad esito fatale (ad esempio polmonite e sepsi) si sono verificate più frequentemente nei pazienti trattati con Benlysta rispetto al placebo (vedere paragrafo 4.8). Deve essere presa in considerazione la vaccinazione contro lo pneumococco prima di iniziare il trattamento con Benlysta.
Benlysta non deve essere iniziato nei pazienti con infezioni gravi attive (comprese le infezioni croniche gravi). I medici devono esercitare cautela e valutare attentamente se i benefici attesi superino i rischi quando prendono in considerazione l’uso di Benlysta nei pazienti con anamnesi positiva per infezioni ricorrenti. I medici devono avvisare i pazienti di contattare il proprio medico in caso sviluppino sintomi di un’infezione. I pazienti che sviluppano un'infezione mentre sono in trattamento con Benlysta devono essere attentamente monitorati e deve essere considerata l'interruzione della terapia con medicinali immunosoppressori, incluso Benlysta, fino alla risoluzione dell'infezione. Non è noto il rischio relativo all’uso di Benlysta nei pazienti con tubercolosi attiva o latente.
Depressione e suicidio
Nel corso di studi clinici controllati, con somministrazione endovenosa e con somministrazione sottocutanea, sono stati segnalati disturbi psichiatrici (depressione, ideazione e comportamento suicidari, inclusi suicidi) con frequenza maggiore in pazienti che ricevevano Benlysta (vedere paragrafo 4.8). Prima dell’inizio del trattamento con Benlysta i medici devono valutare il rischio di depressione e suicidio tenendo conto della storia clinica del paziente e del suo stato psichiatrico corrente e continuare a monitorare i pazienti durante il trattamento. I medici devono avvertire i pazienti (e chi li assiste, ove appropriato) di rivolgersi al medico in caso di comparsa o di peggioramento dei sintomi psichiatrici. Nei pazienti che manifestano tali sintomi, deve essere presa in considerazione l’interruzione del trattamento.
Reazioni avverse cutanee severe
Sindrome di Stevens-Johnson (Stevens-Johnson syndrome, SJS) e necrolisi epidermica tossica (Toxic epidermal necrolysis, TEN), che possono essere pericolose per la vita o ad esito fatale, sono state segnalate in associazione al trattamento con Benlysta. I pazienti devono essere avvisati dei segni e dei sintomi di SJS e TEN e devono essere attentamente monitorati per le reazioni cutanee. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, Benlysta deve essere interrotto immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo. Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l'uso di Benlysta, il trattamento con Benlysta non deve essere mai più ripreso.
Leucoencefalopatia multifocale progressiva
Leucoencefalopatia multifocale progressiva (Progressive multifocal leukoencephalopathy, PML) è stata riportata con Benlysta nel trattamento del LES. I medici devono essere particolarmente attenti ai sintomi indicativi di PML che i pazienti possono non notare (ad esempio sintomi o segni cognitivi, neurologici o psichiatrici). I pazienti devono essere monitorati per l’insorgenza o il peggioramento di questi sintomi o segni, e se tali sintomi/segni si presentano, i pazienti devono essere inviati ad un neurologo e devono essere considerare le misure diagnostiche appropriate per la PML come clinicamente indicato. Se si sospetta la PML, la terapia immunosoppressiva, incluso Benlysta, deve essere sospesa fino a quando non sia stata esclusa la PML. Se la PML è confermata, la terapia immunosoppressiva, compreso Benlysta, deve essere interrotta.
Immunizzazione
I vaccini vivi non devono essere somministrati nei 30 giorni precedenti o in concomitanza con Benlysta, in quanto non è stata stabilita la sicurezza clinica. Non sono disponibili dati relativi alla trasmissione secondaria di infezioni da persone che ricevevano vaccini vivi a pazienti che ricevevano Benlysta.
A causa del meccanismo d’azione, belimumab può interferire con la risposta all’immunizzazione. Tuttavia, in uno studio in un piccolo gruppo di pazienti, che ha valutato la risposta ad un vaccino pneumococcico 23-valente, le risposte immunitarie complessive ai differenti sierotipi nei pazienti con LES in trattamento con Benlysta al momento della vaccinazione sono state simili a quelle dei pazienti in trattamento immunosoppressivo standard. Non vi sono dati sufficienti per trarre conclusioni relative alla risposta ad altri vaccini.
Dati limitati suggeriscono che Benlysta non influisce in modo significativo sulla capacità di mantenere una risposta immunitaria protettiva alle immunizzazioni ricevute prima della somministrazione di Benlysta. In un sotto-studio, in un piccolo gruppo di pazienti che aveva ricevuto in precedenza vaccinazioni per il tetano, per lo pneumococco o per l’influenza è stato rilevato il mantenimento dei titoli protettivi dopo il trattamento con Benlysta.
Patologie maligne e linfoproliferative
I medicinali immunomodulatori, incluso Benlysta, possono aumentare il rischio di patologie maligne. È consigliata cautela quando si considera la terapia con Benlysta per i pazienti con anamnesi positiva per patologie maligne o quando viene considerata la prosecuzione del trattamento nei pazienti che sviluppano patologie maligne. Non sono stati studiati pazienti affetti da neoplasie maligne negli ultimi 5 anni, ad eccezione dei pazienti con carcinoma della cute basale o a cellule squamose o con carcinoma della cervice uterina, che sono stati escissi in modo completo o trattati in modo adeguato.
Contenuto di polisorbato 80
Questo medicinale contiene polisorbato 80 (vedere paragrafo 2), che può causare reazioni allergiche. Contenuto di sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Non sono stati condotti studi in vivo di interazione. La formazione di alcuni enzimi CYP450 è soppressa da un incremento nei livelli di alcune citochine nel corso di infiammazioni croniche. Non è noto se belimumab possa essere un modulatore indiretto di tali citochine. Non può essere escluso un rischio di riduzione indiretta dell’attività CYP da parte di belimumab. Quando viene iniziato o interrotto il trattamento con belimumab, deve essere preso in considerazione il monitoraggio della terapia per i pazienti che sono trattati con substrati CYP aventi un ristretto indice terapeutico, per i quali la dose è aggiustata su base individuale (es. warfarin).
Donne potenzialmente fertili/Contraccezione nei maschi e nelle femmine
Le donne potenzialmente fertili devono usare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento con Benlysta e per almeno 4 mesi dopo l’ultimo trattamento.
Gravidanza
Vi è un numero limitato di dati sull’uso di Benlysta nelle donne in gravidanza. Oltre all’atteso effetto farmacologico, ovvero alla riduzione delle cellule B, studi nell’animale condotti sulle scimmie non indicano effetti dannosi diretti o indiretti relativi alla tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Benlysta non deve essere usato in gravidanza a meno che il potenziale beneficio non giustifichi il potenziale rischio per il feto.
Allattamento
Non è noto se Benlysta sia escreto nel latte umano o se sia assorbito per via sistemica dopo l’ingestione. Tuttavia, belimumab è stato rilevato nel latte di scimmie femmine alle quali erano stati somministrati 150 mg/kg di peso corporeo ogni 2 settimane.
Poiché gli anticorpi materni (IgG) sono escreti nel latte materno, si raccomanda di valutare se interrompere l’allattamento con latte materno o interrompere la terapia con Benlysta, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non vi sono dati sugli effetti di belimumab sulla fertilità umana. Gli effetti sulla fertilità maschile e femminile
non sono stati formalmente valutati negli studi sull’animale (vedere paragrafo 5.3).
Non sono stati condotti studi relativi agli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari. Effetti negativi su tali attività non possono essere previsti sulla base della farmacologia di belimumab. Si raccomanda di tenere presente lo stato clinico del soggetto ed il profilo degli effetti indesiderati di Benlysta quando si valuta la capacità del paziente di svolgere attività che richiedano capacità cognitive, motorie o di giudizio.
Riassunto del profilo di sicurezza
La sicurezza di belimumab nei pazienti affetti da LES è stata valutata in tre studi pre-registrativi controllati con placebo con somministrazione endovenosa, uno studio successivo regionale controllato con placebo con somministrazione endovenosa, uno studio controllato con placebo con somministrazione sottocutanea e due studi post-marketing controllati con placebo con somministrazione endovenosa; la sicurezza nei pazienti con nefrite lupica attiva è stata valutata in uno studio controllato con placebo con somministrazione endovenosa.
I dati riportati nella seguente tabella riflettono l’esposizione in 674 pazienti con LES provenienti dai tre studi clinici pre-registrativi e in 470 pazienti nel successivo studio controllato con placebo, trattati con Benlysta per via endovenosa (10 mg/kg di peso corporeo per la durata di 1 ora, ai Giorni 0, 14, 28, e poi ogni 28 giorni per 52 settimane) e 556 pazienti con LES esposti a Benlysta per via sottocutanea (200 mg una volta a settimana fino a 52 settimane). I dati di sicurezza presentati includono, per alcuni pazienti con LES, quelli rilevati oltre la Settimana 52. I dati riflettono l’ulteriore esposizione in 224 pazienti con nefrite lupica attiva trattati con Benlysta per via endovenosa (10 mg/kg di peso corporeo fino a 104 settimane). Sono inclusi anche i dati delle segnalazioni post-marketing.
La maggioranza dei pazienti aveva ricevuto in concomitanza anche uno o più dei seguenti trattamenti per il LES: corticosteroidi, medicinali immunomodulatori, anti-malarici, medicinali anti-infiammatori non steroidei.
Le reazioni avverse sono state riportate nel 84 % dei pazienti trattati con Benlysta e nel 87 % dei pazienti trattati con placebo. La reazione avversa più frequentemente riportata (≥5 % dei pazienti affetti da LES trattati con Benlysta più standard of care e ad una frequenza ≥1 % maggiore rispetto a placebo) è stata nasofaringite. La percentuale dei pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa delle reazioni avverse è stata del 7 % per i pazienti trattati con Benlysta e del 8 % per i pazienti trattati con placebo.
Le reazioni avverse più frequentemente riportate (> 5 % dei pazienti con nefrite lupica attiva trattati con Benlysta più lo standard of care) sono state infezione del tratto respiratorio superiore, infezione del tratto urinario e herpes zoster. La percentuale di pazienti che hanno interrotto il trattamento a causa di reazioni avverse è stata del 12,9 % per i pazienti trattati con Benlysta e del 12,9 % per i pazienti trattati con placebo.
Reazioni avverse cutanee severe: sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate in associazione al trattamento con Benlysta (vedere paragrafo 4.4).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA ed in base alla frequenza. Le categorie di frequenza usate sono:
Molto comune > 1/10 Comune ≥ 1/100, < 1/10
Non comune ≥ 1/1000, < 1/100 Raro ≥ 1/10 000, < 1/1000
Non nota non può essere stimata in base ai dati disponibili.
All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di
gravità. La frequenza assegnata è la più alta osservata con entrambe le formulazioni.
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Infezioni ed infestazioni1 | Molto comune | Infezioni batteriche, ad esempio bronchite, infezioni del tratto urinario |
| Comune | Gastroenterite virale, faringite, nasofaringite, infezioni virali del tratto respiratorio superiore | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Comune | Leucopenia |
| Disturbi del sistema immunitario | Comune | Reazioni di ipersensitività2 |
| Non comune | Reazione anafilattica | |
| Raro | Reazioni di ipersensibilità non acuta, di tipo ritardato | |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Depressione |
| Non comune | Comportamento suicidario, ideazione suicidaria | |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Emicrania |
| Patologie gastrointestinali | Comune | Diarrea, nausea |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Reazioni in sede di iniezione3, orticaria, eruzione cutanea |
| Non comune | Angioedema, | |
| Non nota | Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica | |
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Dolore alle estremità |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Reazioni sistemiche2 correlateall’infusione o all’iniezione, piressia |
1 Vedere ‘Descrizione delle reazioni avverse selezionate’ e paragrafo 4.4 ‘Infezioni’ per ulteriori informazioni.
2 Le ‘Reazioni di ipersensibilità’ comprendono un gruppo di reazioni, inclusa l’anafilassi, e si possono manifestare con una gamma di sintomi che includono ipotensione, angioedema, orticaria o altre eruzioni cutanee, prurito, e dispnea. Le ‘Reazioni sistemiche correlate all’infusione o all’iniezione’ comprendono un gruppo di reazioni e si possono manifestare con una gamma di sintomi che includono bradicardia, mialgia, cefalea, eruzione cutanea, orticaria, piressia, ipotensione, ipertensione, capogiri e artralgia. A causa della sovrapposizione dei segni e dei sintomi non è possibile distinguere in tutti i casi tra reazioni di ipersensibilità e reazioni sistemiche correlate all'infusione o all'iniezione.
3 Pertinente solo alla formulazione sottocutanea. Descrizione delle reazioni avverse selezionate
I dati presentati di seguito sono ottenuti dai tre studi clinici pre-registrativi per via endovenosa (solo dose
endovenosa da 10 mg/kg di peso corporeo) e dallo studio clinico per via sottocutanea. ‘Infezioni e Disturbi psichiatrici’ include anche dati da uno studio post-marketing.
Reazioni sistemiche da infusione o da iniezione e ipersensibilità: reazioni sistemiche da infusione o da iniezione e ipersensibilità sono state generalmente osservate il giorno della somministrazione, ma reazioni acute di ipersensibilità possono verificarsi anche vari giorni dopo la somministrazione stessa. I pazienti con anamnesi positiva per allergie multiple a farmaci o reazioni di ipersensibilità significative possono essere soggetti ad un aumento del rischio.
L’incidenza di reazioni da infusione e reazioni di ipersensibilità dopo somministrazione endovenosa con comparsa entro 3 giorni dall’infusione è stata del 12 % nel gruppo in trattamento con Benlysta e del 10 % nel gruppo in trattamento con placebo, con il 1,2 % e lo 0,3 %, rispettivamente, che ha richiesto l’interruzione permanente del trattamento.
L’incidenza di reazioni sistemiche post-iniezione e reazioni di ipersensibilità con comparsa entro 3 giorni dalla somministrazione sottocutanea è stata del 7 % nel gruppo in trattamento con Benlysta e del 9 % nel gruppo in trattamento con placebo. Le reazioni di ipersensibilità clinicamente significative associate alla somministrazione sottocutanea di Benlysta e che hanno richiesto interruzione permanente del trattamento sono state segnalate nello 0,2 % dei pazienti che ricevevano Benlysta e in nessun paziente che riceveva placebo.
Infezioni: l’incidenza complessiva delle infezioni negli studi LES pre-registrativi per via endovenosa e per via sottocutanea è stata del 63 % in entrambi i gruppi che hanno ricevuto Benlysta o placebo. Le infezioni che si sono verificate in almeno il 3 % dei pazienti trattati con Benlysta e almeno l’1 % più di frequente rispetto ai pazienti che ricevevano placebo sono state infezioni virali del tratto respiratorio superiore, bronchiti e infezioni batteriche delle vie urinarie. Infezioni gravi si sono verificate nel 5 % dei pazienti che ricevevano Benlysta o placebo; di queste le infezioni opportunistiche gravi sono state rispettivamente lo 0,4 % e lo 0 %. Infezioni che hanno portato all’interruzione del trattamento si sono verificate nello 0,7 % dei pazienti che ricevevano Benlysta e nell’1,5 % dei pazienti che ricevevano placebo. Alcune infezioni sono state severe o fatali.
Per informazioni sulle infezioni osservate nei pazienti pediatrici con LES, vedere il paragrafo Popolazione pediatrica di seguito.
Nello studio sulla nefrite lupica, i pazienti venivano trattati con terapia standard di fondo (vedere
paragrafo 5.1) e l'incidenza complessiva delle infezioni era dell'82 % nei pazienti trattati con Benlysta rispetto al 76 % nei pazienti che ricevevano placebo. Infezioni serie si sono verificate nel 13,8 % dei pazienti che ricevevano Benlysta e nel 17,0 % dei pazienti che ricevevano placebo. Infezioni ad esito fatale si sono verificate nello 0,9 % (2/224) dei pazienti trattati con Benlysta e nello 0,9 % (2/224) dei pazienti che ricevevano placebo.
In uno studio LES post-marketing di sicurezza, randomizzato, in doppio cieco, di 52 settimane (BEL115467) che ha valutato la mortalità e gli eventi avversi specifici negli adulti, si sono verificate infezioni gravi nel
3,7 % dei pazienti che avevano ricevuto Benlysta (10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa) rispetto al 4,1 % dei pazienti che avevano ricevuto placebo. Tuttavia, infezioni ad esito fatale (ad esempio polmonite e sepsi) si sono verificate nello 0,45 % (9/2002) dei pazienti trattati con Benlysta rispetto allo 0,15 % (3/2001) dei pazienti che hanno ricevuto placebo, mentre l'incidenza di mortalità per tutte le cause è stata dello 0,50 % (10/2002) rispetto allo 0,40 % (8/2001), rispettivamente. La maggior parte delle infezioni fatali è stata osservata durante le prime 20 settimane di trattamento con Benlysta.
Disturbi psichiatrici: negli studi clinici LES pre-registrativi con somministrazione endovenosa, sono stati segnalati eventi psichiatrici gravi nell’1,2 % (8/674) dei pazienti che ricevevano Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo e nello 0,4 % (3/675) dei pazienti che ricevevano placebo. É stata riportata depressione grave nello 0,6 % (4/674) dei pazienti che ricevevano Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo e nello 0,3 % (2/675) dei pazienti che ricevevano placebo. Si sono verificati due suicidi in pazienti trattati con Benlysta (incluso un paziente che riceveva Benlysta 1 mg/kg di peso corporeo).
In uno studio LES post-marketing, sono stati segnalati eventi psichiatrici gravi nell’1,0 % (20/2002) dei pazienti che ricevevano Benlysta e nello 0,3 % (6/2001) dei pazienti che ricevevano placebo. É stata riportata depressione grave nello 0,3 % (7/2002) dei pazienti che ricevevano Benlysta e per < 0,1 % (1/2001) dei pazienti che ricevevano placebo. L’incidenza complessiva di ideazione o comportamento suicidari gravi o di autolesionismo senza intento suicidario è stata lo 0,7 % (15/2002) nei pazienti che ricevevano Benlysta e lo 0,2 % (5/2001) nel gruppo placebo. Non è stato segnalato suicidio in nessun gruppo.
Gli studi LES con somministrazione endovenosa sopra citati non hanno escluso i pazienti con storia clinica di disturbi psichiatrici.
Nello studio clinico LES con somministrazione sottocutanea, che ha escluso i pazienti con storia clinica di disturbi psichiatrici, gli eventi psichiatrici gravi sono stati segnalati nello 0,2 % (1/556) dei pazienti che ricevevano Benlysta e in nessun paziente che riceveva placebo. Non ci sono stati eventi gravi correlati alla depressione o suicidi in nessun gruppo.
Leucopenia: l’incidenza della leucopenia segnalata nei pazienti con LES come reazione avversa è stata del 3 % nel gruppo che ha ricevuto Benlysta e del 2 % nel gruppo che ha ricevuto placebo.
Reazioni in sede di iniezione: nello studio LES per via sottocutanea, la frequenza di reazioni in sede di iniezione è stata del 6,1 % (34/556) e del 2,5 % (7/280) per i pazienti che, rispettivamente, hanno ricevuto Benlysta e placebo. Queste reazioni in sede di iniezione (più comunemente dolore, eritema, ematoma, prurito e indurimento) sono state da lievi a moderate. La maggioranza dei casi non ha richiesto interruzione del trattamento.
Popolazione pediatrica
Il profilo delle reazioni avverse nei pazienti pediatrici si basa su uno studio per via sottocutanea e uno studio per via endovenosa.
In uno studio in aperto di 52 settimane in cui 25 pazienti pediatrici (di età compresa tra 10 e 17 anni) con LES hanno ricevuto Benlysta per via sottocutanea ad un'esposizione paragonabile a quella degli adulti (200 mg a un intervallo di dosaggio stabilito in base al peso corporeo, in concomitanza ai trattamenti di fondo), il profilo di sicurezza nei pazienti pediatrici trattati con Benlysta per via sottocutanea era coerente con il profilo di sicurezza noto per belimumab.
In uno studio controllato con placebo di 52 settimane in cui 53 pazienti (di età compresa tra 6 e 17 anni) con LES hanno ricevuto Benlysta (10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ai giorni 0, 14, 28 e successivamente ogni 28 giorni, in concomitanza ai trattamenti di fondo), non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza nella popolazione pediatrica di età pari o superiore a 12 anni (n = 43). I dati di sicurezza nei bambini di età inferiore a 12 anni (n = 10) sono limitati.
Infezioni
Gruppo di età compresa tra 5 e 11 anni: sono state riportate infezioni in 8/10 pazienti trattati con Benlysta per via endovenosa e in 3/3 pazienti trattati con placebo, e sono state segnalate infezioni gravi in 1/10 pazienti trattati con Benlysta per via endovenosa e in 2/3 pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4).
Gruppo di età compresa tra 12 e 17 anni: sono state segnalate infezioni in 22/43 pazienti trattati con Benlysta per via endovenosa e in 25/37 pazienti trattati con placebo e sono state segnalate infezioni gravi in
3/43 pazienti trattati con Benlysta per via endovenosa e in 3/37 pazienti trattati con placebo. Nella fase di Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.
L'esperienza clinica relativa al sovradosaggio di Benlysta è limitata. Le reazioni avverse segnalate in associazione a casi di sovradosaggio sono state coerenti con quelle attese per belimumab.
Nell’uomo, sono state somministrate a distanza di 21 giorni due dosi fino a 20 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa con nessun aumento dell’incidenza o della severità degli effetti indesiderati rispetto alle dosi di 1, 4, o 10 mg/kg di peso corporeo.
In caso di sovradosaggio involontario, i pazienti devono essere attentamente osservati e deve essere somministrato un trattamento di supporto, come appropriato.
Proprietà farmacologiche - BENLYSTA 200 MG
Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, anticorpi monoclonali, codice ATC: L04AG04
Meccanismo d’azione
Belimumab è un anticorpo monoclonale IgG1 specifico per la proteina solubile umana che stimola i linfociti B (BLyS, chiamato anche BAFF e TNFSF13B). Belimumab blocca il legame del BLyS solubile, un fattore di sopravvivenza della cellula B, con i suoi recettori sulle cellule B. Belimumab non lega le cellule B direttamente, ma con il legame BLyS, belimumab inibisce la sopravvivenza delle cellule B, incluse le cellule B autoreattive, e riduce la differenziazione delle cellule B a plasmacellule producenti immunoglobuline.
I livelli di BLyS sono elevati nei pazienti affetti da LES e altre malattie autoimmuni. Vi è una associazione tra i livelli plasmatici di BLyS e l’attività della malattia LES. Il contributo relativo dei livelli di BLyS alla patofisiologia del LES non è del tutto compreso.
Effetti farmacodinamici
Alla Settimana 52, i livelli mediani di IgG erano ridotti del 11 % nei pazienti con LES che ricevevano Benlysta rispetto ad un aumento dello 0,7 % nei pazienti che ricevevano placebo.
Nei pazienti con anticorpi anti-dsDNA al basale, alla Settimana 52 i livelli mediani di anticorpi anti-dsDNA erano ridotti del 56 % nei pazienti che ricevevano Benlysta, rispetto al 41 % nei pazienti che ricevevano placebo. Nei pazienti con anticorpi anti-dsDNA positivi al basale, il 18 % dei pazienti trattati con Benlysta si trasformava, entro la settimana 52, in anti-dsDNA negativi rispetto al 15 % dei pazienti che ricevevano placebo.
Nei pazienti con LES con bassi livelli di complemento, è stata osservata la normalizzazione del C3 e del C4 entro la Settimana 52 rispettivamente nel 42 % e nel 53 % dei pazienti che ricevevano Benlysta e nel 21 % e 20 % dei pazienti che ricevevano placebo.
Alla Settimana 52, Benlysta ha significativamente ridotto sia le cellule B complessive, transizionali, naïve e di tipo LES, sia le plasmacellule. Le riduzioni sia nelle cellule B transizionali e naïve, sia nel sottogruppo di cellule B di tipo LES sono state osservate già dalla Settimana 8. Inizialmente le cellule della memoria sono aumentate, per poi diminuire lentamente verso i livelli basali entro la Settimana 52.
Le cellule B e la risposta delle IgG al trattamento a lungo termine con Benlysta per via endovenosa sono state valutate in uno studio LES non controllato di estensione. Dopo 7 anni e mezzo di trattamento (incluso lo studio originario di 72 settimane), è stata osservata una riduzione sostanziale e prolungata in vari sottogruppi di cellule B, che ha portato ad una riduzione mediana dell'87 % delle cellule B naïve, del 67 % delle cellule B di memoria, del 99 % delle cellule B attivate ed una riduzione mediana del 92 % delle plasmacellule. Dopo circa 7 anni è stata osservata una riduzione mediana del 28 % dei livelli di IgG, con l'1,6 % dei soggetti che presentava una riduzione dei livelli di IgG al di sotto di 400 mg/dL. Nel corso dello studio, l’incidenza riportata degli effetti indesiderati è generalmente rimasta stabile o è diminuita.
Nei pazienti con nefrite lupica attiva, dopo trattamento con Benlysta (10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa) o con placebo, si è verificato un aumento dei livelli sierici di IgG che è stato associato a una diminuzione della proteinuria. Rispetto al placebo, nel gruppo Benlysta sono stati osservati aumenti minori dei livelli sierici di IgG, come previsto dal meccanismo noto di belimumab. Alla settimana 104, l'aumento percentuale mediano delle IgG rispetto al basale è stato del 17 % per Benlysta e del 37 % per il placebo. Le riduzioni degli autoanticorpi, gli aumenti del complemento e le riduzioni delle cellule B circolanti totali e dei sottogruppi di cellule B osservati erano coerenti con gli studi LES.
In uno studio con somministrazione endovenosa in pazienti pediatrici con LES (di età compresa tra 6 e
17 anni) e in uno studio per via sottocutanea in pazienti pediatrici con LES (di età compresa tra 10 e 17 anni), la risposta farmacodinamica è stata coerente con i dati negli adulti.
Immunogenicità
Nello studio con somministrazione sottocutanea, nel quale sono stati analizzati campioni di siero da oltre 550 pazienti adulti affetti da LES, nel corso o dopo trattamento con belimumab 200 mg per via sottocutanea non sono stati rilevati anticorpi anti-belimumab.
Nello studio sulla nefrite lupica in cui 224 pazienti adulti hanno ricevuto Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa, non sono stati rilevati anticorpi anti belimumab.
In uno studio per via endovenosa nei pazienti pediatrici dai 6 ai 17 anni (n = 53) con LES e in uno studio per via sottocutanea nei pazienti pediatrici dai 10 ai 17 anni (n = 25) con LES, nessuno dei pazienti ha sviluppato anticorpi anti-belimumab.
Efficacia clinica e sicurezza
LES
Iniezione sottocutanea
L’efficacia di Benlysta somministrato per via sottocutanea è stata valutata in uno studio di 52 settimane di fase III (HGS1006-C1115; BEL112341), randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, su 836 pazienti adulti con una diagnosi clinica di LES in base ai criteri di classificazione dell'American College of Rheumatology (ACR). I pazienti eleggibili avevano LES come malattia attiva, definita come punteggio SELENA-SLEDAI (SELENA = Safety of Estrogens in Systemic Lupus Erythematosus National Assessment; SLEDAI = Systemic Lupus Erythematosus Disease Activity Index) ≥ 8 e come risultati positivi allo screening del test anticorpo anti-nucleo (ANA o anti-ds-DNA) (titolo ANA ≥ 1:80 e/o anti-dsDNA positivi
[≥ 30 unità/mL]). I pazienti erano in un regime stabile di trattamento del LES (standard of care), che consisteva in (da soli o in associazione): corticosteroidi, anti-malarici, FANS o altri immunosoppressivi. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti che avevano lupus attivo severo del sistema nervoso centrale (SNC) o nefrite lupica attiva severa.
Questo studio è stato condotto principalmente in USA, Sud America, Europa ed Asia. L’età mediana dei pazienti è stata di 37 anni (intervallo: da 18 a 77 anni), in maggioranza (94 %) donne. I medicinali di base includevano corticosteroidi (86 %; il 60 % equivalente a prednisone > 7,5 mg/die), immunosoppressori (46 %), e anti-malarici (69 %). I pazienti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 a belimumab 200 mg o placebo per via sottocutanea una volta a settimana per 52 settimane.
Al basale, il 62,2 % dei pazienti aveva una attività della malattia elevata (punteggio SELENA SLEDAI > 10), l’88 % dei pazienti presentava interessamento d’organo mucocutaneo, il 78 % muscoloscheletrico, l’8 % ematologico, il 12 % renale e l’8 % vascolare.
L’endpoint primario di efficacia è stato un endpoint composito (SLE Responder Index- SRI) che ha definito come risposta il soddisfacimento dei seguenti criteri alla Settimana 52 rispetto al basale:
-
riduzione ≥ 4 punti nel punteggio SELENA-SLEDAI, e
-
nessun nuovo punteggio nel sistema A del British Isles Lupus Assessment Group (BILAG) o 2 nuovi punteggi BILAG B, e
-
nessun peggioramento (aumento < 0,30 punti) nel punteggio del Physician’s Global Assessment (PGA)
Il SLE Responder Index misura il miglioramento dell’attività della patologia LES, senza peggioramento in
ciascun sistema e organo, o della condizione complessiva del paziente.
Tabella 1. Percentuale di risposta alla Settimana 52
| Risposta1 | Placebo2(n = 279) | Benlysta2200 mg settimanalmente(n = 554) |
| SLE responder index | 48,4 % | 61,4 % |
| (p = 0,0006) | ||
| Differenza osservata vs placebo | 12,98 % | |
| Odds ratio (CI al 95 %) vs placebo | 1,68 | |
| (1,25; 2,25) | ||
| Componenti del SLE responder index | ||
| Percentuale dei pazienti con riduzione | 49,1 % | 62,3 % |
| SELENA-SLEDAI ≥ 4 | (p = 0,0005) | |
| Percentuale dei pazienti con nessun peggioramento | 74,2 % | 80,9 % |
| dell’indice BILAG | (p = 0,0305) | |
| Percentuale dei pazienti con nessun peggioramento | 72,8 % | 81,2 % |
| del PGA | (p = 0,0061) | |
1 Le analisi hanno escluso ogni soggetto a cui mancava una valutazione al basale per uno qualsiasi dei componenti (1 per il placebo; 2 per Benlysta).
2 Tutti i pazienti ricevevano terapia standard.
Le differenze tra i due gruppi di trattamento si sono rese evidenti entro la Settimana 16 e si sono mantenute fino alla Settimana 52 (Figura 1).
Figura 1. Percentuale di SRI responders per visita
Benlysta + Terapia standard (n = 554) Placebo + Terapia standard (n = 279)
*P < 0,05
Responders (%)
Tempo (settimane)
Le riacutizzazioni (flares) nel LES sono state definite in base al SELENA SLEDAI SLE Flare Index modificato. Il rischio di prima riacutizzazione era ridotto del 22 % durante le 52 settimane di osservazione nel gruppo che riceveva Benlysta confrontato con il gruppo che riceveva placebo (hazard ratio = 0,78;
p = 0,0061). La mediana del tempo alla prima riacutizzazione tra pazienti che hanno presentato una riacutizzazione è stata ritardata nei pazienti che ricevevano Benlysta rispetto al placebo (190 giorni vs 141 giorni). Sono state osservate riacutizzazioni severe nel 10,6 % dei pazienti nel gruppo che riceveva Benlysta rispetto al 18,2 % del gruppo che riceveva placebo nel corso delle 52 settimane di osservazione
(differenza osservata tra i trattamenti = -7,6%). Il rischio di riacutizzazioni severe era ridotto del 49 % durante le 52 settimane di osservazione nel gruppo che riceveva Benlysta rispetto al gruppo che riceveva placebo (hazard ratio = 0,51; p = 0,0004). Il tempo mediano alla prima riacutizzazione severa tra pazienti aventi una
riacutizzazione severa è stato ritardato nei pazienti che ricevevano Benlysta rispetto a placebo (171 giorni vs
118 giorni).
La percentuale dei pazienti che ricevevano > 7,5 mg/die di prednisone (o equivalente) al basale, nei quali la dose media di corticosteroide è stata ridotta di almeno il 25 % rispetto al basale ad una dose equivalente di prednisone ≤ 7,5 mg/die durante la Settimana 40 fino alla 52, è stata del 18,2 % nel gruppo che riceveva Benlysta e del 11,9 % nel gruppo che riceveva placebo (p = 0,0732).
Benlysta ha dimostrato un miglioramento dell’affaticamento rispetto al placebo, misurato con la scala FACIT-Fatigue. La variazione media aggiustata del punteggio alla Settimana 52 dal basale è stata significativamente più elevata con Benlysta rispetto al placebo (4,4 vs 2,7; p = 0,0130).
L’analisi per sottogruppi dell’endpoint primario ha dimostrato che il maggiore beneficio è stato osservato nei
pazienti con più elevata attività della malattia al basale, inclusi i pazienti con un punteggio
SELENA SLEDAI ≥ 10, nei pazienti che richiedevano steroidi per controllare la loro malattia e nei pazienti con bassi livelli di complemento.
Un ulteriore gruppo sierologicamente attivo precedentemente identificato di pazienti, con basso complemento e anti-dsDNA positivi al basale, ha dimostrato una risposta relativa maggiore, vedere Tabella 2 per i risultati di questo esempio di gruppo ad alta attività di malattia.
Tabella 2. Pazienti con basso complemento e anti-dsDNA positivi al basale
| Sottogruppo | Anti-dsDNA positivi E basso complemento | |
| Placebo | Benlysta200 mg settimanalmente | |
| (n = 108) | (n = 246) | |
| Percentuale di risposta SRI alla Settimana 521 (%) | 47,2 | 64,6 (p = 0,0014) |
| Differenza osservata trattamento vs placebo (%) | 17,41 | |
| Riacutizzazioni severe nelle 52 settimane | (n = 108) | (n = 248) |
| Pazienti che hanno presentato riacutizzazione severa (%) | 31,5 | 14,1 |
| Differenza osservata trattamento vs placebo (%) | 17,4 | |
| Tempo per una riacutizzazione severa [Hazard ratio (CI al 95 %)] | 0,38 (0,24; 0,61) | |
| (p < 0,0001) | ||
| (n = 70) | (n = 164) | |
| Riduzione del prednisone ≥ 25 % rispetto al basale a ≤ 7,5 mg/die | 11,4 | 20,7 (p=0,0844) |
| nelle settimane dalla 24 fino alla 522 (%) | ||
| Differenza osservata trattamento vs placebo (%) | 9,3 | |
| (n = 108) | (n = 248) | |
| Miglioramento del punteggio FACIT-fatigue dal basale alla | 2,4 | 4,6 (p = 0,0324) |
| Settimana 52 (media) | ||
| Differenza osservata trattamento vs placebo (differenza mediana) | 2,1 | |
1 L'analisi della percentuale di risposta SRI alla Settimana 52 ha escluso ogni soggetto a cui mancava una valutazione al basale (2 per Benlysta).
2 Tra i pazienti con dose di prednisone al basale > 7,5 mg/die.
L'efficacia e la sicurezza di Benlysta in associazione con un singolo ciclo di rituximab sono state studiate in uno studio di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 104 settimane che includeva 292 pazienti (BLISS-BELIEVE). L'endpoint primario è stato la percentuale di soggetti con uno stato di controllo della malattia, definito come un punteggio SLEDAI-2K ≤ 2, raggiunto senza immunosoppressori e con corticosteroidi a una dose equivalente di prednisone ≤ 5 mg/die alla settimana 52. Questo risultato è stato raggiunto nel 19,4 % (n = 28/144) dei pazienti trattati con Benlysta in associazione con rituximab e nel 16,7 % (n = 12/72) dei pazienti trattati con Benlysta in associazione con placebo (odds ratio 1,27; CI al 95 %: 0,60, 2,71; p = 0,5342). Nei pazienti trattati con Benlysta in associazione con rituximab è stata osservata una maggiore frequenza di eventi avversi (91,7 % vs. 87,5 %), di eventi avversi gravi (22,2 % vs. 13,9 %) e di infezioni gravi (9,0 % vs. 2,8 %) rispetto a Benlysta in associazione con placebo.
Nefrite lupica
Iniezione sottocutanea
L'efficacia e la sicurezza di Benlysta 200 mg somministrato per via sottocutanea a pazienti con nefrite lupica attiva si basa sui dati provenienti dalla somministrazione di Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa e mediante l’uso del modelling e delle simulazioni di farmacocinetica (vedere paragrafo 5.2).
Nello studio LES sottocutaneo, descritto sopra, sono stati esclusi i pazienti che avevano nefrite lupica attiva severa; tuttavia, il 12 % dei pazienti aveva un coinvolgimento a livello renale al basale (basato sulla valutazione SELENA SLEDAI). Il seguente studio è stato condotto nella nefrite lupica attiva.
Infusione endovenosa
L'efficacia e la sicurezza di Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo somministrato per via endovenosa nell'arco di un'ora nei Giorni 0, 14, 28 e poi ogni 28 giorni, sono state valutate in uno studio di Fase III (BEL114054), della durata di 104 settimane, randomizzato (1:1), in doppio cieco, controllato con placebo, in 448 pazienti con nefrite lupica attiva. I pazienti avevano una diagnosi clinica di LES secondo i criteri di classificazione ACR, nefrite lupica di classe III, IV e/o V confermata da biopsia e avevano una malattia renale attiva allo screening che richiedeva una terapia standard. La terapia standard comprendeva corticosteroidi, da 0 a 3 somministrazioni endovenose di metilprednisolone (da 500 a 1000 mg per somministrazione), seguite da prednisone orale da 0,5 a 1 mg/kg/die con una dose giornaliera totale ≤ 60 mg/die e ridotta a ≤ 10 mg/die entro la settimana 24, con:
-
micofenolato mofetile da 1 a 3 g/die per via orale o micofenolato sodico da 720 a 2160 mg/die per via orale per l'induzione e il mantenimento, oppure
-
ciclofosfamide 500 mg per via endovenosa ogni 2 settimane per 6 infusioni per l'induzione seguita da azatioprina per via orale ad una dose stabilita di 2 mg/kg/die per il mantenimento.
Questo studio è stato condotto in Asia, Nord America, Sud America ed Europa. L'età mediana dei pazienti era di 31 anni (range: da 18 a 77 anni); la maggior parte (88 %) erano femmine.
L'endpoint primario di efficacia era la Primary Efficacy Renal Response (PERR) alla settimana 104, definita come una risposta alla settimana 100 confermata da una misurazione ripetuta alla settimana 104 dei seguenti parametri: rapporto proteine:creatinina urinarie (uPCR) ≤ 700 mg/g (79,5 mg/mmol) e velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) ≥ 60 mL/min/1,73 m2 o nessuna diminuzione dell'eGFR > 20% dal valore pre-flare.
I principali endpoint secondari includevano:
-
Complete Renal Response (CRR) definita come una risposta alla Settimana 100 confermata da una misurazione ripetuta alla Settimana 104 dei seguenti parametri: uPCR < 500 mg/g (56,8 mg/mmol) ed eGFR ≥ 90 mL/min/1,73m2 o nessuna diminuzione dell'eGFR > 10% dal valore pre-flare.
-
PERR alla Settimana 52.
-
Tempo all'evento renale o morte (evento renale definito come primo evento di malattia renale allo stadio finale, aumento del doppio della creatinina sierica, peggioramento renale [definito come aumento della proteinuria e/o compromissione della funzione renale], o il trattamento con una terapia non consentita legata alla malattia renale).
Secondo gli endpoint PERR e CRR, per essere considerato un responder, il trattamento con steroidi doveva essere ridotto a ≤ 10 mg/die dalla Settimana 24. Secondo questi endpoint, venivano considerati non responder i pazienti che interrompevano il trattamento precocemente, che venivano trattati con medicinali non consentiti o che si ritiravano dallo studio in anticipo.
La percentuale dei pazienti che raggiungeva la PERR alla Settimana 104 era significativamente più alta nei pazienti trattati con Benlysta rispetto al placebo. Anche i principali endpoint secondari mostravano un miglioramento significativo con Benlysta rispetto al placebo (Tabella 3).
Tabella 3. Risultati di efficacia nei pazienti adulti con nefrite lupica
| Endpoint di efficacia | Placebon = 223 | Benlysta 10 mg/kgn = 223 | Differenza osservata vs. placebo | Odds/Hazard ratio vs. placebo (CI al 95 %) | P-value |
| PERR alla Settimana 1041 | OR 1,55 | ||||
| Responders | 32,3 % | 43,0 % | 10,8 % | (1,04, 2,32) | 0,0311 |
| Fattori della PERR | |||||
| Rapporto proteine:creatinina | OR 1,54 | ||||
| urinarie ≤ 700 mg/g | 33,6 % | 44,4 % | 10,8 % | (1,04, 2,29) | 0,0320 |
| (79,5 mg/mmol) | |||||
| eGFR ≥ 60 mL/min/1,73 m2 o | |||||
| nessuna diminuzione di eGFR | OR 1,32 | ||||
| dal valore pre-flare > 20 % | 50,2 % | 57,4 % | 7,2 % | (0,90, 1,94) | 0,1599 |
| Non fallimento del trattamento³ | 74,4 % | 83,0 % | 8,5 % | OR 1,65(1,03, 2,63) | 0,0364 |
| CRR alla Settimana 1041 | OR 1,74 | ||||
| Responders | 19,7 % | 30,0 % | 10,3 % | (1,11, 2,74) | 0,0167 |
| Fattori della CRR | |||||
| Rapporto proteine:creatinina | OR 1,58 | ||||
| urinarie < 500 mg/g | 28,7 % | 39,5 % | 10,8 % | (1,05, 2,38) | 0,0268 |
| (56,8 mg/mmol) | |||||
| eGFR ≥ 90 mL/min/1,73 m2 o | |||||
| nessuna diminuzione di eGFR | OR 1,33 | ||||
| dal valore pre-flare >10 % | 39,9 % | 46,6 % | 6,7 % | (0,90, 1,96) | 0,1539 |
| Non fallimento del trattamento³ | 74,4% | 83,0% | 8,5% | OR 1,65(1,03, 2,63) | 0,0364 |
| PERR alla Settimana 521 | OR 1,59 | ||||
| Responders | 35,4 % | 46,6 % | 11,2 % | (1,06, 2,38) | 0,0245 |
| Tempo all’evento renale o morte1Percentuale di pazienti con evento2 | 28,3 % | 15,7 % | - | HR 0,51(0,34, 0,77) | 0,0014 |
| Tempo all’evento [Hazard ratio(CI al 95 %)] | - | ||||
1 PERR alla Settimana 104 è stata l'analisi di efficacia primaria; CRR alla Settimana 104, PERR alla Settimana 52 e il tempo all'evento renale o morte sono stati inclusi nella gerarchia dei test pre-specificata.
2 Se si escludono i decessi dall'analisi (1 per Benlysta; 2 per il placebo), la percentuale dei pazienti con un evento renale è stata del 15,2 % per Benlysta rispetto al 27,4 % per il placebo (HR = 0,51; CI al 95 %: 0,34,0,78).
³ Fallimento del trattamento: pazienti che hanno assunto medicinali non consentiti dal protocollo.
Una percentuale numericamente superiore di pazienti trattati con Benlysta ha raggiunto la PERR a partire dalla Settimana 24 rispetto al placebo, e questa differenza di trattamento si è mantenuta fino alla Settimana 104. A partire dalla Settimana 12, una percentuale numericamente superiore di pazienti trattati con Benlysta ha raggiunto la CRR rispetto al placebo e la differenza numerica si è mantenuta fino alla Settimana 104 (Figura 2).
Figura 2. Tassi di risposta negli adulti con nefrite lupica per visita
Primary Efficacy Renal Response (PERR)
Benlysta + Standard therapy (n = 223) Placebo + Standard therapy (n = 223)
Responders (%) +/- SE
Tempo (settimane)
Responders (%) +/- SE
Complete Renal Response (CRR)
Benlysta + Standard therapy (n = 223) Placebo + Standard therapy (n = 223)
Tempo (settimane)
Nelle analisi descrittive dei sottogruppi, gli endpoint di efficacia chiave (PERR e CRR) sono stati esaminati in base al regime di induzione (micofenolato o ciclofosfamide) e alla classe bioptica (Classe III o IV, Classe III + V o Classe IV + V, o Classe V) (Figura 3).
Figura 3. Odds Ratio di PERR e CRR alla Settimana 104 nei sottogruppi
Età ed etnia
Età
Non sono state osservate differenze nell’efficacia o nella sicurezza nei pazienti con LES di età ≥ 65 anni che hanno ricevuto Benlysta per via endovenosa o sottocutanea rispetto alla popolazione complessiva negli studi controllati con placebo; tuttavia, il numero di pazienti di età ≥ 65 anni (62 pazienti per l'efficacia e 219 per la sicurezza) non è sufficiente per determinare se essi rispondano in maniera differente rispetto ai pazienti più giovani.
Pazienti neri
Il numero dei pazienti neri, arruolati negli studi controllati con placebo con Benlysta per somministrazione sottocutanea è troppo limitato per consentire di trarre conclusioni significative relativamente agli effetti della razza sui risultati clinici.
La sicurezza e l’efficacia di Benlysta somministrato per via endovenosa sono state studiate nei pazienti neri. I dati attualmente disponibili sono descritti nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Benlysta 120 mg e 400 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Popolazione pediatrica
LES
Iniezione sottocutanea
La sicurezza e l'efficacia di Benlysta somministrato per via sottocutanea a pazienti pediatrici di età compresa tra 5 e < 18 anni con LES attivo è supportata da un modello di farmacocinetica di popolazione e da una simulazione che integra i dati di uno studio di farmacocinetica in aperto su 25 pazienti pediatrici con LES attivo a cui è stato somministrato Benlysta per via sottocutanea (200908) e di uno studio su pazienti pediatrici con LES attivo a cui è stato somministrato Benlysta per via endovenosa (PLUTO) descritto di seguito (vedere paragrafo 5.2).
Infusione endovenosa
La sicurezza e l'efficacia di Benlysta sono state valutate in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 52 settimane (PLUTO) su 93 pazienti pediatrici con diagnosi clinica di LES secondo i criteri di classificazione ACR. I pazienti avevano un LES attivo, definito da un punteggio SELENA-SLEDAI ≥ 6 e positività allo screening per gli autoanticorpi, come descritto negli studi negli adulti. I pazienti erano in un regime stabile di trattamento del LES (standard of care) e avevano criteri di inclusione simili rispetto agli studi negli adulti. Sono stati esclusi dallo studio i pazienti che avevano nefrite lupica attiva severa, lupus attivo severo del SNC, immunodeficienza primaria, deficit di IgA o infezioni acute o croniche che richiedevano trattamento. Questo studio è stato condotto negli Stati Uniti, in Sud America, Europa e Asia. L'età mediana dei pazienti era di 15 anni (intervallo da 6 a 17 anni). Nel gruppo di età compresa tra 5 e 11 anni (n = 13) il punteggio SELENA-SLEDAI variava da 4 a 13, mentre nel gruppo di età compresa tra 12 e 17 anni (n = 79) il punteggio SELENA-SLEDAI variava da 4 a 20. La maggior parte dei pazienti (94,6%) era di sesso femminile. Lo studio non è stato disegnato con la potenza necessaria per effettuare delle analisi statistiche e tutti i dati presentati sono solo descrittivi.
L'endpoint primario di efficacia è stato lo SLE Responder Index (SRI) alla settimana 52, come descritto negli studi con somministrazione endovenosa negli adulti. La percentuale di pazienti pediatrici che hanno ottenuto una risposta SRI è stata maggiore nei pazienti trattati con Benlysta rispetto al placebo. Le risposte per i singoli componenti dell'endpoint sono state coerenti con quella dell'SRI (Tabella 4).
Tabella 4. Tasso di risposta pediatrica alla Settimana 52
| Risposta1 | Placebo(n = 40) | Benlysta 10 mg/kg(n = 53) |
| SLE Responder Index (%) | 43,6 | 52,8 |
| (17/39) | (28/53) | |
| Odds ratio (CI al 95 %) vs. placebo | 1,49 (0,64, 3,46) | |
| Componenti del SLE Responder Index | ||
| Percentuale di pazienti con riduzione | 43,6 | 54,7 |
| SELENA-SLEDAI ≥ 4 (%) | (17/39) | (29/53) |
| Odds ratio (CI al 95 %) vs. placebo | 1,62 (0,69, 3,78) | |
| Percentuale dei pazienti con nessun peggioramento | 61,5 | 73,6 |
| dell’indice BILAG (%) | (24/39) | (39/53) |
| Odds ratio (CI al 95 %) vs. placebo | 1,96 (0,77, 4,97) | |
| Percentuale di pazienti con nessun peggioramento | 66,7 | 75,5 |
| PGA (%) | (26/39) | (40/53) |
| Odds ratio (CI al 95 %) vs. placebo | 1,70 (0,66, 4,39) | |
1 L'analisi ha escluso ogni soggetto a cui mancava la valutazione al basale per uno qualsiasi dei componenti (1 per placebo).
Tra i pazienti che hanno manifestato una riacutizzazione severa, il giorno mediano dello studio della prima riacutizzazione severa è stato il giorno 150 nel gruppo Benlysta e il giorno 113 nel gruppo placebo.
Riacutizzazioni severe sono state osservate nel 17,0% del gruppo Benlysta rispetto al 35,0% del gruppo placebo nel corso delle 52 settimane di osservazione (differenza di trattamento osservata = 18,0%; hazard ratio = 0,36, IC 95%: 0,15, 0,86). Questo era coerente con i risultati degli studi clinici per via endovenosa negli adulti.
Impiegando i criteri di valutazione della risposta del LES giovanile del Paediatric Rheumatology International Trials Organisation/American College of Rheumatology (PRINTO/ACR), una percentuale maggiore di pazienti pediatrici trattati con Benlysta ha mostrato un miglioramento in confronto al gruppo placebo
(Tabella 5).
Tabella 5. Tasso di risposta PRINTO/ACR alla Settimana 52
| Percentuale di pazienti con almeno il 50 % di miglioramento in 2 qualsiasi dei 5 componenti1 e non più di uno dei rimanenti con peggioramento superiore al 30 % | Percentuale di pazienti con almeno il 30 % di miglioramento in 3 dei 5 componenti1 e non più di uno dei rimanenti con peggioramento superiore al 30 % | |||
| Placebon = 40 | Benlysta 10 mg/kgn = 53 | Placebon = 40 | Benlysta 10 mg/kgn = 53 | |
| Risposta, n (%) | 14/40 | 32/53 | 11/40 | 28/53 |
| (35,0) | (60,4) | (27,5) | (52,8) | |
| Differenza osservata vs. Placebo | 25,38 | 25,33 | ||
| Odds ratio (CI al 95 %) vs. Placebo | 2,74 | 2,92 | ||
| (1,15, 6,54) | (1,19, 7,17) | |||
1 I cinque componenti PRINTO/ACR erano cambiamenti percentuali alla Settimana 52 in: Parent's Global Assessment (Parent GA), PGA, punteggio SELENA SLEDAI, proteinuria nelle 24 ore e punteggio del dominio di funzionamento fisico del Paediatric Quality of Life Inventory – Generic Core Scale (PedsQL GC)
I parametri farmacocinetici per la somministrazione sottocutanea citati di seguito sono basati sulle stime di parametri della popolazione da 661 pazienti, inclusi 554 pazienti LES e 107 volontari sani, che ricevevano Benlysta per via sottocutanea.
Assorbimento
Benlysta in penna preriempita è somministrato per iniezione sottocutanea.
Dopo somministrazione sottocutanea, la biodisponibilità di belimumab è stata approssimativamente del 74 %. L’esposizione allo stato stazionario è stata raggiunta dopo circa 11 settimane di somministrazione sottocutanea. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) di belimumab allo stato stazionario è stata di
108 µg/mL. Distribuzione
Belimumab si è distribuito nei tessuti con un volume complessivo di distribuzione allo stato stazionario di circa 5 litri.
Biotrasformazione
Belimumab è una proteina per la quale la via metabolica attesa è la degradazione a piccoli peptidi e singoli aminoacidi per mezzo di enzimi proteolitici ampiamente distribuiti. Non sono stati condotti studi classici di biotrasformazione.
Eliminazione
Dopo somministrazione sottocutanea, belimumab presenta un’emivita terminale di 18,3 giorni. La clearance
sistemica è stata di 204 mL/die. Studio nefrite lupica
È stata condotta un'analisi farmacocinetica di popolazione in 224 pazienti adulti con nefrite lupica che hanno ricevuto Benlysta 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa (Giorni 0, 14, 28 e poi ogni 28 giorni fino a 104 settimane). Nei pazienti con nefrite lupica, a causa degli effetti della malattia renale, la clearance di belimumab era inizialmente più alta di quella osservata negli studi sul LES; tuttavia, dopo 24 settimane di trattamento e per tutto il periodo rimanente dello studio, la clearance e l'esposizione di belimumab erano simili a quelle osservate nei pazienti adulti con LES trattati con belimumab 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa.
Sulla base di modelling e simulazione di farmacocinetica di popolazione, si stima che le concentrazioni medie allo steady-state della somministrazione sottocutanea di belimumab 200 mg una volta alla settimana negli adulti con nefrite lupica siano simili a quelle osservate negli adulti con nefrite lupica trattati con belimumab 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ogni 4 settimane.
Popolazioni speciali di pazienti
Popolazione pediatrica: i parametri farmacocinetici di belimumab somministrato per via sottocutanea si basano su un'analisi di farmacocinetica di popolazione di 25 pazienti da uno studio farmacocinetico di Fase II su pazienti pediatrici con LES trattati con belimumab per via sottocutanea e da uno studio di Fase II su pazienti pediatrici con LES trattati con belimumab per via endovenosa. In seguito alla somministrazione sottocutanea di 200 mg di belimumab in pazienti pediatrici di età compresa tra 5 e meno di 18 anni [con cadenza settimanale (pazienti di peso ≥ 50 kg), ogni 10 giorni (pazienti di peso compreso tra 30 e < 50 kg) o ogni 2 settimane (pazienti di peso compreso tra 15 e < 30 kg)], la concentrazione media di belimumab allo stato stazionario è stimata essere simile a quella dei soggetti adulti con LES dopo somministrazione sottocutanea di 200 mg di belimumab con cadenza settimanale, e simile a quella dei soggetti pediatrici con LES dopo somministrazione endovenosa di belimumab 10 mg/kg di peso corporeo nei giorni 0, 14 e 28, e successivamente a intervalli di 4 settimane. I valori della media geometrica di Cmax, Cavg, Cmin, e AUC allo stato stazionario simulati (calcolati sull'intervallo di dosaggio) sono stimati essere 124 µg/mL, 119 µg/mL, 111 µg/mL e 834 die•µg/mL per i pazienti pediatrici di peso ≥ 50 kg trattati con belimumab una volta alla settimana, 114 µg/mL, 105 µg/mL, 91 µg/mL e 1051 die•µg/mL per i pazienti pediatrici di peso compreso tra 30 e < 50 kg trattati con belimumab ogni 10 giorni e 119 µg/mL, 103 µg/mL, 79 µg/mL e 1438 die•µg/mL per i pazienti pediatrici di peso compreso tra 15 e < 30 kg trattati con belimumab ogni 2 settimane.
Anziani: Benlysta è stato studiato in un numero limitato di pazienti anziani. L’età non ha influenzato l’esposizione a belimumab nell’analisi della farmacocinetica di popolazione per la via sottocutanea. Tuttavia, considerato il piccolo numero di soggetti di età ≥ 65 anni, un effetto dell'età non può essere escluso in modo definitivo.
Compromissione renale: non sono stati condotti studi specifici per esaminare gli effetti della compromissione renale sulla farmacocinetica di belimumab. Durante lo sviluppo clinico, Benlysta è stato studiato in un numero limitato di pazienti affetti da LES con compromissione renale lieve (clearance della creatinina [CrCl] ≥ 60 e
< 90 mL/min), moderata (CrCl ≥ 30 e < 60 mL/min), o severa (CrCl ≥ 15 e < 30 mL/min): 121 pazienti con compromissione renale lieve e 30 pazienti con compromissione renale moderata hanno ricevuto Benlysta per via sottocutanea, 770 pazienti con compromissione moderata lieve, 261 pazienti con compromissione renale moderata e 14 pazienti con compromissione renale severa hanno ricevuto Benlysta per via endovenosa.
In seguito alla compromissione renale non è stata osservata una riduzione clinicamente significativa della clearance sistemica. Pertanto, non si raccomandano aggiustamenti della dose per i pazienti con compromissione renale.
Compromissione epatica: non sono stati condotti studi specifici per esaminare gli effetti della compromissione epatica sulla farmacocinetica di belimumab. Le molecole IgG1 come belimumab sono catabolizzate per mezzo di enzimi proteolitici ampiamente distribuiti, che non sono limitati al tessuto epatico ed è improbabile che modifiche della funzione epatica abbiano qualsiasi effetto sulla eliminazione di belimumab.
Peso corporeo/Indice di Massa Corporea (IMC)
Gli effetti del peso corporeo e dell’IMC sull’esposizione a belimumab dopo somministrazione sottocutanea non sono stati considerati clinicamente significativi. Non vi è stato un impatto significativo sull’efficacia e sulla sicurezza sulla base del peso. Pertanto, non si raccomandano aggiustamenti della dose negli adulti.
Gli effetti del peso corporeo sull'esposizione a belimumab dopo somministrazione sottocutanea nei pazienti pediatrici sono stati determinati utilizzando un modello farmacocinetico di popolazione. I pazienti pediatrici con peso corporeo più basso hanno una clearance e un volume di distribuzione di belimumab inferiori, con conseguente aumento dell'esposizione. Per garantire che l'esposizione a belimumab rimanga entro limiti accettabili e sia consistente nell'intervallo di peso pediatrico, ai pazienti con peso corporeo più basso viene somministrato belimumab con minore frequenza (vedere paragrafo 4.2).
Transizione dalla somministrazione endovenosa alla somministrazione sottocutanea
LES
I pazienti con LES che passano da un regime di 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ogni 4 settimane a un regime di 200 mg per via sottocutanea adottando un intervallo di transizione da 1 a
4 settimane hanno avuto alla prima dose sottocutanea delle concentrazioni plasmatiche pre-somministrazione vicine alla concentrazione allo stato stazionario finale per via sottocutanea (vedere paragrafo 4.2).In base a simulazioni con parametri farmacocinetici di popolazione, le concentrazioni medie di belimumab allo stato stazionario per somministrazioni di 200 mg per via sottocutanea ogni settimana (nei pazienti adulti e in quelli pediatrici da 5 a meno di 18 anni e di peso ≥ 50 kg), ogni 10 giorni (nei pazienti pediatrici da 5 a meno di
18 anni e di peso da 30 a < 50 kg) o ogni 2 settimane (nei pazienti pediatrici da 5 a meno di 18 anni e di peso da 15 a < 30 kg) erano simili a quelle di 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ogni 4 settimane.
Nefrite lupica
Da una a due settimane dopo aver completato le prime 2 dosi per via endovenosa, si prevede che i pazienti con nefrite lupica che passano da 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa a 200 mg per via sottocutanea ogni settimana, abbiano concentrazioni medie sieriche di belimumab simili a quelle dei pazienti a cui vengono somministrati 10 mg/kg di peso corporeo per via endovenosa ogni 4 settimane, sulla base di simulazioni di farmacocinetica di popolazione (vedere paragrafo 4.2).
Informazioni farmaceutiche - BENLYSTA 200 MG
Arginina cloridrato Istidina
Istidina monocloridrato Polisorbato 80(E 433) Sodio cloruro
Acqua per preparazioni iniettabili
Conservare in frigorifero (da 2°C a 8°C). Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Una singola penna preriempita di Benlysta può essere conservata a temperature fino a un massimo di 25°C per un periodo fino a 12 ore. La penna preriempita deve essere protetta dalla luce ed eliminata se non utilizzata entro un periodo di 12 ore.
1 mL di soluzione in siringa di vetro di tipo 1 con ago fisso (acciaio inossidabile) in una penna preriempita.
Disponibile in confezioni da 1 o 4 penne preriempite e confezioni multiple contenenti 12 penne preriempite monodose (3 confezioni da 4 penne preriempite).
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Le istruzioni dettagliate per la somministrazione sottocutanea di Benlysta in penna preriempita sono fornite alla fine del foglio illustrativo (vedere le Istruzioni passo per passo).
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.