ALFUZOSINA HEXAL 10 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - ALFUZOSINA 10 MG
Trattamento dei sintomi funzionali, di grado da moderato a grave, dell’iperplasia prostatica
benigna (IPB).
Le compresse a rilascio prolungato vanno ingerite intere, con una sufficiente quantità di liquido.
Adulti
1 compressa a rilascio prolungato da 10 mg in unica somministrazione giornaliera. La prima dose deve essere assunta la sera, prima di coricarsi. La compressa deve essere assunta ogni giorno immediatamente dopo il medesimo pasto.
Anziani (di età superiore a 65 anni)
Come per gli adulti. I dati relativi alla farmacocinetica ed alla sicurezza clinica dimostrano che generalmente non è necessaria la riduzione della dose nei pazienti anziani.
Funzionalità renale ridotta
Insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina ≥ 30 ml/min):
Generalmente non è necessaria la riduzione della dose (vedere sezione 5.2). Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min):
ALFUZOSINA Hexal da 10 mg non deve essere somministrata a pazienti con grave alterazione della funzionalità renale poiché non sono disponibili per questo gruppo di pazienti dati sulla sicurezza clinica (vedere sezione 4.4).
Insufficienza epatica
ALFUZOSINA Hexal somministrata in compresse a rilascio prolungato da 10 mg è controindicata nei pazienti con insufficienza epatica. Preparazioni contenenti una bassa dose di alfuzosina cloridrato possono essere usate in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata come indicato nelle corrispondenti informazioni sul medicinale.
Popolazione pediatrica
L'efficacia di alfuzosina non è stata dimostrata nei bambini di età compresa tra 2 a 16 anni (vedere paragrafo 5.1). Pertanto, alfuzosina non è indicato per l'uso nella popolazione pediatrica.
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Ipersensibilità all’alfuzosina, ad altri chinazolinici (come terazosina, doxazosin, prazosina) o ad
uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
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Condizioni di ipotensione ortostatica.
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Insufficienza epatica.
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Associazione con altri agenti bloccanti il recettore α-1.
ALFUZOSINA Hexal 10 mg non deve essere somministrata a pazienti con grave alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) poichè non sono disponibili dati clinici sulla sicurezza in questa tipologia di pazienti. ALFUZOSINA Hexal deve essere somministrata con cautela a pazienti trattati con farmaci antiipertensivi o nitrati. La pressione sanguigna deve essere monitorata regolarmente, soprattutto all’inizio del trattamento.
In alcuni pazienti può manifestarsi ipotensione posturale, in presenza o in assenza di sintomi (capogiri, affaticamento, sudorazione), entro qualche ora dalla somministrazione. Tale effetto è transitorio, si verifica all’inizio del trattamento e di solito non impedisce la prosecuzione dello stesso. Il paziente deve essere avvertito della possibilità che si verifichino eventi di questo tipo. In questi casi, il paziente deve rimanere sdraiato fino alla completa scomparsa dei sintomi.
Nella sorveglianza post-marketing è stato riportato un pronunciato calo della pressione sanguigna in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi).
Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore negli anziani. Si deve prestare cautela nella somministrazione di alfuzosina a pazienti che abbiano risposto con
marcata ipotensione ad altri α1-bloccanti.
Il trattamento deve essere iniziato gradualmente nei pazienti con ipersensibilità nei confronti di
altri agenti bloccanti il recettore α1.
Come nel caso di altri agenti bloccanti il recettore α1, l’alfuzosina deve essere utilizzata con cautela
in caso di insufficienza cardiaca acuta.
Nei pazienti cardiopatici, il trattamento dell’insufficienza coronarica deve continuare, tenendo presente che l’assunzione contemporanea di nitrati e di alfuzosina può incrementare il rischio di ipotensione. Qualora episodi di angina pectoris diventassero ricorrenti o peggiorassero, il trattamento con alfuzosina deve essere interrotto.
I pazienti devono essere visitati prima dell’inizio della terapia con alfuzosina per escludere la
presenza di altre condizioni che possono produrre sintomi simili a quelli dell’iperplasia prostatica
benigna (IPB).
I pazienti devono essere informati di ingerire le compresse intere. Altri modi di somministrazione quali la frantumazione, la polverizzazione o la masticazione delle compresse devono essere evitati. Una somministrazione non corretta può comportare modalità di rilascio e di assorbimento del principio attivo indesiderate, con il rischio di eventi avversi precoci.
Durante interventi di chirurgia della cataratta alcuni pazienti, precedentemente trattati o in trattamento con α1-bloccanti, hanno manifestato la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS - “Intraoperative Floppy Iris Sindrome”, una variante della sindrome della pupilla piccola). Anche se il rischio di questo evento con alfuzosina appare molto basso, i chirurghi oftalmici devono essere informati prima di procedere con l’ intervento di cataratta di un uso attuale o passato di α1- bloccanti, come IFIS può portare ad un aumento delle complicanze procedurali.
Pazienti con allungamento dell’intervallo QTc congenito, con una storia nota di allungamento QTc acquisito o che stanno assumendo farmaci noti per aumentare l’intervallo QTc devono essere valutati prima e durante la somministrazione di alfuzosina.
Questo medicinale contiene lattosio. Pertanto i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Associazioni controindicate:
Agenti bloccanti il recettore Alfa-1 (vedere sezione 4.3).
Associazioni da effettuarsi con cautela:
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I livelli ematici di alfuzosina vengono aumentati da potenti inibitori del CYP3A4, come ketoconazolo, itraconazolo e ritonavir.
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Agenti antiipertensivi (vedere sezione 4.4).
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Nitrati (vedere paragrafo 4.4).
L’utilizzo concomitante di agenti antiipertensivi o di nitrati incrementa il rischio di ipotensione.
Vedere anche sezione 4.4.
La somministrazione di anestetici generali a pazienti trattati con alfuzosina può indurre instabilità della pressione arteriosa.
Negli studi condotti su volontari sani, non sono state osservate interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche, fra l’alfuzosina e le seguenti sostanze attive: warfarin, digossina, idroclorotiazide e atenololo.
Ketoconazolo: la somministrazione giornaliera di dosi ripetute di 200 mg di ketoconazolo, per sette giorni ha comportato un aumento della Cmax di 2,1 volte. L'aumento della Cmax di alfuzosina e dell’AUC(last) a seguito della somministrazione giornaliera di 400 mg di ketoconazolo è stata rispettivamente di 2,3 volte e 3,2 volte.
È stato osservato un aumento di 2,5 volte dell'esposizione di alfuzosina quando è stata somministrata a stomaco pieno (vedere paragrafo 5.2).
Non ci sono dati disponibili sull’ effetto di guidare veicoli.
Possono verificarsi reazioni avverse, quali comparsa di capogiri, vertigini ed astenia, soprattutto all’inizio del trattamento. Ciò deve essere preso in considerazione quando si guidano veicoli e si usano macchinari.
La reazione avversa più comunemente riportata è il capogiro, che si è verificata circa nel 5% dei soggetti trattati.
Le reazioni avverse considerate almeno probabilmente correlate al trattamento sono elencate qui sotto, in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 a < 1/10); non comune (≥ 1/1000 a < 1/100); raro (≥ 1/10 000 a < 1/1000); molto raro (< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non nota: Neutropenia, trombocitopenia
Patologie del sistema nervoso Comune: Cefalea, malore/capogiri. Non comune: Vertigini, sonnolenza.
Patologie dell’occhio
Non nota: Sindrome dell’iride a bandiera (vedere paragrafo 4.4).
Patologie cardiache
Non comune: Sincope (inizialmente soprattutto con una dose troppo elevata o se il trattamento è iniziato di nuovo dopo una breve interruzione della terapia), ipotensione posturale (vedere paragrafo 4.4) (inizialmente soprattutto con una dose troppo elevata o se il trattamento è iniziato di nuovo dopo una breve interruzione della terapia), tachicardia.
Molto raro: Angina pectoris principalmente in pazienti con malattia coronarica pre-esistente (vedere paragrafo 4.4.).
Non nota: Fibrillazione atriale
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Rinite.
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea, dolore addominale, dispepsia. Non comune: Diarrea, bocca secca, vomito.
Patologie epatobiliari
Non nota: Danno epatocellulare, malattia epatica colestatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Eruzione cutanea (orticaria, esantema), prurito. Molto raro: Angioedema.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non nota: Priapismo.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: Astenia
Non comune: Edema, dolore toracico, vampate di calore.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.
In caso di sovradosaggio, il paziente deve essere ricoverato in ospedale, tenuto in posizione supina e deve essere preso un trattamento convenzionale di ipotensione come l’integrazione di liquidi e la somministrazione di medicinali vasopressori. In caso di ipotensione significativa il trattamento correttivo appropriato può essere un vasocostrittore che agisce direttamente sulle fibre muscolari vascolari.
Alfuzosina è fortemente legata alle proteine, quindi la dialisi non procura alcun beneficio. Deve essere somministrato carbone attivo a seguito di una possibile lavanda gastrica.
Proprietà farmacologiche - ALFUZOSINA 10 MG
Categoria farmacoterapeutica : Farmaci usati nell’ipertrofia prostatica benigna, antagonisti dei
recettori alfa-adrenergici. Codice ATC: G04C A01
Meccanismo d’azione
L’alfuzosina, che è un racemato, è un derivato chinazolinico attivo per via orale, in grado di bloccare selettivamente i recettori α-1 post-sinaptici. Studi in vitro hanno confermato la selettività di questa sostanza nei confronti dei recettori α-1 presenti nel trigono vescicale, nell’uretra e nella ghiandola prostatica. I sintomi clinici dell’iperplasia prostatica benigna (IPB) non risultano correlati soltanto alle dimensioni della prostata, ma anche agli impulsi nervosi simpaticomimetici, che, stimolando i recettori α post-sinaptici, inducono un aumento della tensione della muscolatura liscia nel tratto inferiore dell’apparato urinario. Il trattamento con alfuzosina rilassa tale muscolatura liscia, migliorando così il flusso urinario.
Efficacia clinica e sicurezza
L’evidenza clinica di uroselettività è stata dimostrata dall’efficacia clinica e dal buon profilo di sicurezza riscontrati in pazienti trattati con alfuzosina, inclusi i pazienti anziani e quelli ipertesi. L’alfuzosina può indurre moderati effetti antiipertensivi.
Nell’uomo, l’alfuzosina migliora i parametri di svuotamento attraverso la riduzione del tono
uretrale e della resistenza al deflusso vescicale, facilitando così lo svuotamento della vescica.
È stata osservata una minor frequenza di episodi di ritenzione urinaria acuta in pazienti trattati con alfuzosina rispetto ai pazienti non trattati.
In studi placebo-controllati condotti su pazienti con IPB (iperplasia prostatica benigna),
l’alfuzosina ha:
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incrementato in maniera significativa, mediamente del 30%, il flusso urinario massimo (Qmax) in pazienti con Qmax <15 ml/s. Questo miglioramento è stato osservato fin dalla somministrazione della prima dose;
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ridotto in maniera significativa la compressione esercitata dal detrusore ed aumentato il volume, producendo un forte desiderio di urinare;
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ridotto in maniera significativa il volume urinario residuo.
Tali effetti urodinamici determinano un miglioramento dei sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS), cioè sia dei sintomi riferibili al riempimento (irritativi) sia dei sintomi relativi allo svuotamento della vescica (ostruttivi), che è stato chiaramente dimostrato.
Popolazione pediatrica
Alfuzosina non è indicato per l'uso nella popolazione pediatrica (vedere paragrafo 4.2).
L'efficacia di alfuzosina cloridrato non è stata dimostrata in due studi condotti in 197 pazienti da 2 a 16 anni di età con elevata pressione detrusoriale al punto di fuga (LPP ≥ 40 cm H2O) di origine neurologica. I pazienti sono stati trattati con alfuzosina cloridrato 0,1 mg/kg/giorno o 0,2 mg/kg/giorno utilizzando adeguate formulazioni pediatriche.
L’alfuzosina presenta valori farmacocinetici lineari nell’intervallo delle dosi terapeutiche. Il profilo
cinetico è caratterizzato da ampie oscillazioni interindividuali nelle concentrazioni plasmatiche.
Assorbimento
Il valore medio di biodisponibilità di Alfuzosina Hexal nei confronti della formulazione a rilascio immediato è pari a 104.4% in volontari sani. La massima concentrazione plasmatica viene raggiunta 9 ore dopo la somministrazione. L'emivita apparente di eliminazione è 9 ore. Gli studi condotti hanno mostrato che si ottiene un profilo farmacocinetico costante quando il prodotto è somministrato dopo il pasto.
In tali condizioni, i valori medi di Cmax e di Cmin sono rispettivamente 14 (D.S.=5,6) e 3 (D.S.=1,6) ng/ml. La media delle AUC0-24 è 194 (D.S.=75) ng.h/ml.
Distribuzione
Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 90%. Il volume di distribuzione dell’alfuzosina in volontari sani è di 2,5 l/kg. E’ stato dimostrato che tale sostanza si distribuisce preferibilmente nella prostata, nel rispetto al plasma.
Eliminazione
Il profilo cinetico è caratterizzato da ampie fluttuazioni inter-individuali (di sette volte) delle concentrazioni plasmatiche. L’emivita plasmatica media dell’alfuzosina è di circa 5 ore (1-10 ore). L’alfuzosina viene largamente metabolizzata nel fegato (attraverso diverse vie), i metaboliti vengono escreti per via renale e probabilmente anche attraverso le vie biliari. Di una dose assunta per via orale, il 75-91% viene escreto nelle feci; il 35% come sostanza immodificata e la parte residua come metaboliti, indicando un certo grado di escrezione biliare. Circa il 10% della dose viene escreta nelle urine sotto forma di sostanza immodificata. Nessuno dei metaboliti possiede un’attività farmacologica.
Alterazione epatica o renale
Il volume di distribuzione e la clearance aumentano in presenza di ridotta funzionalità renale, probabilmente a causa di una diminuzione del grado di legame con le proteine plasmatiche. L’emivita, tuttavia, resta invariata. Questa modifica nel profilo di farmacocinetica non è considerata clinicamente rilevante. Pertanto, non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. A causa della mancanza di dati clinici sulla sicurezza relativamente all’uso in pazienti con insufficienza renale grave, ALFUZOSINA Hexal 10 mg compresse a rilascio prolungato non deve essere somministrata a questa tipologia di pazienti (vedere sezione 4.2 e 4.4). In pazienti con insufficienza epatica grave, l’emivita risulta prolungata. Il picco di concentrazione plasmatica è raddoppiato e la biodisponibilità aumenta in relazione a ciò nei giovani volontari sani. ALFUZOSINA Hexal 10 mg compresse a rilascio prolungato è controindicata in caso di insufficienza epatica (vedere sezione 4.3).
Pazienti anziani
Compresse a rilascio immediato: l’assorbimento orale è più rapido, e la biodisponibilità (AUC) è
maggiore negli anziani (>75 anni) rispetto ai soggetti più giovani.
Compresse a rilascio prolungato: il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) e la biodisponibilità (AUC) non risultano aumentati nei pazienti anziani rispetto ai volontari di mezza età. L’emivita di eliminazione (t½) rimane invariata.
Informazioni farmaceutiche - ALFUZOSINA 10 MG
Blister in PVC/PVDC-alluminio
10, 20, 30, 50, 60, 60x1, 90, 100 e 180 compresse.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.