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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - AMFEXA 5 MG
La desamfetamina è indicata nell’ambito di un piano terapeutico completo di trattamento per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) in bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e17 anni quando la risposta a un precedente trattamento con metilfenidato è considerata clinicamente inadeguata.
Il trattamento richiede la supervisione di uno specialista in disturbi comportamentali dell’infanzia e/o dell’adolescenza.
La diagnosi deve essere formulata secondo i criteri del DSM o le linee guida ICD-10 e deve basarsi su una valutazione multidisciplinare completa del paziente.
La diagnosi non può essere effettuata solo in base alla presenza di uno o più sintomi.
L'eziologia specifica di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un singolo test diagnostico standard. Una diagnosi adeguata richiede l'utilizzo di risorse mediche e psicologiche, educative e sociali specializ-zate.
Un programma di trattamento completo comprende tipicamente misure psicologiche, educative e sociali, oltre alla farmacoterapia, ed è volto a stabilizzare i bambini con una sindrome comportamentale caratteriz-zata da sintomi che possono includere una storia cronica di ridotta capacità di attenzione, distraibilità, labi-lità affettiva, impulsività, iperattività da moderata a severa, segni neurologici minori ed EEG anormale. L'apprendimento può essere compromesso o meno.
La desamfetamina non è indicata in tutti i bambini con ADHD e la decisione di usarla deve basarsi su una valutazione molto accurata della gravità e della cronicità dei sintomi del bambino tenendo conto della sua età e del potenziale di abuso, uso improprio e diversione.
È essenziale un adeguato programma educativo e, in genere, è necessario un intervento psicosociale. Am-fexa deve sempre essere usato con queste modalità, secondo l'indicazione autorizzata.
Il trattamento deve essere effettuato sotto la supervisione di uno specialista in disturbi comportamentali dell’infanzia e/o dell’adolescenza.
Screening pre-trattamento
Prima della prescrizione, è necessario effettuare una valutazione basale dello stato cardiovascolare del pa-ziente, compresa la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Un’anamnesi completa deve documentare le terapie assunte in concomitanza, le comorbilità di disturbi o sintomi medici e psichiatrici, pregressi o in atto, la storia familiare di morte cardiaca improvvisa/inspiegata e la registrazione accurata dell’altezza e del peso misurati su un grafico di crescita prima del trattamento (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Monitoraggio continuo
La crescita e lo stato psichiatrico e cardiovascolare devono essere monitorati continuamente (vedere anche il paragrafo 4.4).
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La pressione arteriosa e il polso devono essere registrati su un grafico dei centili ad ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi;
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L’altezza, il peso e l’appetito devono essere registrati almeno ogni 6 mesi, compilando un grafico della crescita;
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Lo sviluppo di disturbi psichiatrici di nuova insorgenza o il peggioramento di disturbi psi-chiatrici preesistenti, tra cui depressione e comportamento aggressivo, devono essere mo-nitorati ad ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita.
I pazienti devono essere monitorati per il rischio di diversione, uso improprio e abuso di desamfetamina. Posologia
All’inizio del trattamento con desamfetamina è necessaria un’attenta titolazione della dose. La titolazione della dose deve essere iniziata con la dose più bassa possibile.
La dose giornaliera iniziale raccomandata è pari a 5 mg una o due volte al giorno (per es. a colazione e a pranzo), aumentando se necessario la dose giornaliera con incrementi settimanali di 5 mg in base alla tol-lerabilità e al grado di efficacia osservato.
Nel trattamento dei disturbi ipercinetici/dell’ADHD, gli orari di somministrazione delle dosi di Amfexa devono essere scelti in modo da ottenere l’effetto migliore quando è maggiormente necessario per combat-tere le difficoltà comportamentali, scolastiche e sociali. Normalmente la prima dose incrementale viene somministrata al mattino. Amfexa non deve essere assunto troppo tardi dopo l’ora di pranzo per evitare disturbi del sonno.
Si deve utilizzare il regime che consente di ottenere un controllo soddisfacente dei sintomi con la più bassa dose totale giornaliera.
La massima dose giornaliera nei bambini e negli adolescenti è solitamente di 20 mg, anche se in rari casi possono essere necessarie dosi di 40 mg per una titolazione ottimale. La decisione di somministrare Amfexa una o due volte al giorno deve basarsi sull’andamento dei sintomi nei diversi momenti della giornata.
Uso prolungato
L’utilità a lungo termine della desamfetamina per periodi prolungati (superiori a 12 mesi) nei bambini e negli adolescenti con ADHD deve essere rivalutata periodicamente caso per caso con periodi di sospen-sione temporanea per valutare l‘andamento del paziente in assenza di terapia farmacologica. Si racco-manda di sospendere (de-challenge) la desamfetamina almeno una volta all’anno per valutare le condi-zioni del bambino (preferibilmente durante le vacanze scolastiche). Il miglioramento può permanere an-che quando la somministrazione del medicinale è temporaneamente sospesa o definitivamente interrotta.
Riduzione e interruzione della dose
Se, dopo un adeguato aggiustamento della dose, nell’arco di un mese i sintomi non migliorano, il tratta-mento deve essere interrotto. In caso di aggravamento paradosso dei sintomi o dell’insorgenza di altri eventi avversi gravi, la dose deve essere ridotta o interrotta.
Quando si interrompe l’assunzione del farmaco, è necessaria una riduzione graduale della dose e un at-tento monitoraggio. Alcuni pazienti possono richiedere visite di controllo per un periodo di tempo più lungo. L'interruzione brusca dopo un uso prolungato può portare a stanchezza estrema, aumento dell'as-sunzione di cibo, depressione e possibili alterazioni dell'EEG nel sonno.
Se il medico ritiene necessaria l'interruzione immediata della terapia per motivi medici, questa deve avve-nire solo sotto stretta sorveglianza del paziente.
Popolazioni speciali
Bambini di età inferiore a 6 anni
La sicurezza e l’efficacia di Amfexa nei bambini di età compresa tra 0 a 6 anni non sono state stabilite. Pertanto, Amfexa non deve essere utilizzato nei bambini di età inferiore a 6 anni.
Uso negli adulti
Amfexa non è autorizzato per l’uso negli adulti. La sicurezza e l’efficacia della desamfetamina negli adulti non sono state stabilite.
Anziani
Amfexa non deve essere usato negli anziani. La sicurezza e l’efficacia della desamfetamina non sono state stabilite in questa fascia d’età.
Pazienti con insufficienza renale o epatica
Non vi è esperienza sull’uso della desamfetamina in pazienti con insufficienza renale o epatica. In questi pazienti, i livelli plasmatici massimi possono essere più elevati e l'eliminazione più lenta.
Pertanto, la desamfetamina deve essere usata con particolare cautelain questo gruppo di pazienti, prestando attenzione alla titolazione e al dosaggio.
Modo di somministrazione
Uso orale
Le compresse possono essere deglutite intere con l’aiuto di liquidi o, in alternativa, in caso di problemi di deglutizione, possono essere divise.
Le linee d’incisione consentono di dividere la compressa in quattro parti, solo per facilitare la rottura e la deglutizione e non per dividerla in dosi uguali. Per dividere la compressa, posizionarla su una superficie rigida con il lato convesso, inciso a croce, rivolto verso il basso, quindi premere delicatamente con l’indice al centro del lato rivolto verso l’alto. La compressa poi si dividerà in quattro parti. L’assunzione di liquidi, ad esempio acqua, deve seguire l’assunzione delle compresse divise.
L’effetto del cibo sull’assorbimento della desamfetamina dalle compresse di Amfexa non è stato studiato; pertanto, non si può escludere un possibile effetto del cibo sull’assorbimento. Si raccomanda quindi di assumere Amfexa in maniera standardizzata rispetto all’orario dei pasti, ovvero le dosi devono essere som-ministrate ogni giorno alla stessa ora rispetto ai pasti, preferibilmente durante o subito dopo i pasti.
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Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al para-grafo 6.1
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Ipersensibilità nota alle amine simpaticomimetiche
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Glaucoma
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Feocromocitoma
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Malattia cardiovascolare sintomatica, anomalie cardiache strutturali e/o ipertensione moderata o grave, insufficienza cardiaca, malattia occlusiva arteriosa, angina, cardiopatia congenita emo-dinamicamente significativa, cardiomiopatie, infarto miocardico, aritmie potenzialmente peri-colose per la vita e canalopatie (disturbi causati dalla disfunzione dei canali ionici)
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Arteriosclerosi avanzata
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Uso concomitante di inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO) o entro 14 giorni dal tratta-mento con IMAO
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Ipertiroidismo o tireotossicosi
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Depressione grave, anoressia nervosa/disturbi anoressici, idea suicida, ipereccitabilità, sintomi psicotici, disturbo bipolare (affettivo) grave ed episodico (tipo I) (non ben controllato), schizo-frenia, disturbo di personalità psicopatica/borderline
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Sindrome di Gilles de la Tourette o distonie simili
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Disturbi cerebrovascolari (aneurisma cerebrale, anomalie vascolari incluse vasculite o ictus)
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Porfiria
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Storia di dipendenza da sostanze o di abuso di alcol
Uso prolungato (oltre i 12 mesi) nei bambini e negli adolescenti
La sicurezza e l’efficacia dell’uso prolungato di desamfetamina non sono state valutate sistematicamente in studi controllati. Il trattamento con desamfetamina non dovrebbe protrarsi a tempo indefinito e non è necessario che lo sia. Il trattamento con desamfetamina viene solitamente interrotto durante o dopo la pu-bertà. Nei pazienti in terapia prolungata (ovvero per più di 12 mesi) occorre monitorare in maniera continua e con attenzione, secondo le indicazioni di cui ai paragrafi 4.2 e 4.4, lo status cardiovascolare, la crescita, l’appetito e lo sviluppo di disturbi psichiatrici di nuova insorgenza o il peggioramento di disturbi psichiatrici pre-esistenti. Di seguito sono descritti i disturbi psichiatrici da monitorare, che includono (ma non sono limitati a) tic motori o vocali, comportamento aggressivo o ostile, agitazione, ansia, depressione, psicosi, mania, deliri, irritabilità, mancanza di spontaneità, chiusura e perseverazione eccessiva.
Il medico che decida di usare la desamfetamina per periodi prolungati (oltre 12 mesi) in bambini ed adole-scenti con ADHD dovrebbe rivalutare periodicamente l’utilità dell’uso prolungato del prodotto medicinale per singolo paziente con periodi di prova di sospensione del farmaco per valutare l‘andamento del paziente in assenza di terapia farmacologica. Si raccomanda di sospendere (de-challenge) la desamfetamina almeno una volta all’anno per valutare le condizioni del bambino (preferibilmente durante le vacanze scolastiche). Il miglioramento può permanere anche quando la somministrazione del medicinale è temporaneamente sospesa o definitivamente interrotta.
Stato cardiovascolare
Per i pazienti per i quali si sta considerando una terapia a base di medicinali stimolanti occorre raccogliere un’anamnesi accurata (inclusa la valutazione della storia familiare di morte cardiaca improvvisa o inspie-gata o di aritmia maligna) ed è necessario un esame obiettivo per verificare la presenza di malattia cardiaca e, qualora gli esiti iniziali suggeriscano tale storia o malattia cardiaca, i pazienti devono essere sottoposti ad approfondimenti per un’ulteriore valutazione cardiologica. I pazienti che durante il trattamento con de-samfetamina sviluppano sintomi quali palpitazioni, dolore toracico da sforzo, sincope inspiegata, dispnea o altri sintomi indicativi di malattia cardiaca devono essere sottoposti a tempestiva valutazione cardiolo-gica.
Lo stato cardiovascolare deve essere monitorato attentamente. La pressione arteriosa e il polso devono essere registrati su un grafico dei centili a ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi.
Il trattamento con stimolanti può generalmente causare un lieve aumento della pressione arteriosa (circa 2-4 mmHg) e un aumento della frequenza cardiaca (circa 3-6 battiti/minuto). In pochi pazienti, questi valori possono essere più elevati.
Le conseguenze cliniche a breve ed a lungo termine di questi effetti sul sistema cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti non sono note ma non si può escludere la possibilità di complicazioni cliniche in consi-derazione degli effetti emersi dai dati degli studi clinici. Si consiglia cautela nel trattamento di pazienti con condizioni cliniche sottostanti che potrebbero essere compromesse da aumenti della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca. Per le condizioni per le quali il trattamento con desamfetamina è controindicato, vedere paragrafo 4.3.
L’ assunzione di desamfetamina deve essere interrotta nei pazienti in trattamento che presentano ripetute manifestazioni di tachicardia, aritmia o aumento della pressione arteriosa sistolica (>95° percentile speci-fico per età, sesso e altezza) e deve essere considerata una consulenza cardiologica.
L’uso di desamfetamina è controindicato in presenza di determinati disturbi cardiovascolari pre-esistenti, salvo su consiglio di uno specialista in cardiologia pediatrica (vedere paragrafo 4.3).
Morte improvvisa e anomalie cardiache strutturali pre-esistenti o altre patologie cardiache gravi
In associazione all’uso di stimolanti del sistema nervoso centrale alle dosi abituali sono stati riportati casi di morte improvvisa in bambini, alcuni dei quali con anomalie cardiache strutturali o altri problemi cardiaci gravi. Sebbene alcuni gravi problemi cardiaci possano di per sé comportare un aumentato rischio di morte
improvvisa, gli stimolanti non devono essere utilizzati in bambini o adolescenti con note anomalie cardia-che strutturali, cardiomiopatia, gravi anomalie del ritmo cardiaco o altri gravi problemi cardiaci che possano esporli a un’aumentata vulnerabilità agli effetti simpaticomimetici di un medicinale stimolante (vedere pa-ragrafo 4.3).
Eventi cardiovascolari
L’uso improprio di stimolanti del sistema nervoso centrale può essere associato a morte improvvisa e ad altri eventi avversi cardiovascolari gravi.
Cardiomiopatia
Con l’uso cronico di amfetamina sono stati osservati casi di cardiomiopatia. Disturbi cerebrovascolari
Per le condizioni cerebrovascolari per le quali il trattamento con desamfetamina è controindicato, vedere paragrafo 4.3. Dopo l’inizio del trattamento con desamfetamina, i pazienti con fattori di rischio aggiuntivi (come storia di malattia cardiovascolare o assunzione concomitante di medicinali che provocano un au-mento della pressione arteriosa) devono essere controllati a ogni visita per indagare l’insorgenza di segni e sintomi neurologici.
La vasculite cerebrale rappresenta una reazione idiosincratica molto rara all’esposizione a desamfetamina. Esiste una lieve evidenza che suggerisce che sia possibile identificare i pazienti a maggior rischio e che l’esordio iniziale dei sintomi possa rappresentare la prima indicazione di un problema clinico sottostante. Una diagnosi precoce, basata su un elevato indice di sospetto, può consentire una tempestiva sospensione della desamfetamina e un trattamento precoce. Pertanto, si deve considerare tale diagnosi per qualsiasi paziente che, durante la terapia con desamfetamina, sviluppi nuovi sintomi neurologici compatibili con una diagnosi di ischemia cerebrale. Questi sintomi possono includere cefalea grave, intorpidimento, debolezza, paralisi e compromissione della coordinazione, della vista, dell’eloquio, del linguaggio o della memoria. Il trattamento con desamfetamina non è controindicato in pazienti con paralisi cerebrale emiplegica.
Disturbi psichiatrici
Le co-morbidità dei disturbi psichiatrici nell’ADHD sono comuni e devono essere tenute in considerazione quando vengono prescritti prodotti stimolanti. In caso di insorgenza di sintomi psichiatrici o di peggiora-mento di sintomi psichiatrici pre-esistenti, la desamfetamina non deve essere somministrata a meno che i benefici per il paziente non superino i rischi.
L’insorgenza o il peggioramento dei disturbi psichiatrici devono essere monitorati a ogni aggiustamento della dose, successivamente almeno ogni 6 mesi e a ogni visita; potrebbe essere opportuna l’interruzione del trattamento.
Esacerbazione di sintomi psicotici o maniacali pre-esistenti
In pazienti psicotici, la somministrazione di desamfetamina può esacerbare i sintomi dei disturbi del com-portamento e del pensiero.
Insorgenza di nuovi sintomi psicotici o maniacali
Il trattamento con desamfetamina alle dosi abituali può provocare l’insorgenza di sintomi psicotici (alluci-nazioni visive/tattili/uditive e deliri) o mania in bambini e adolescenti senza storia pregressa di psicosi o mania.
Un’analisi aggregata di diversi studi di breve durata, controllati con placebo, ha evidenziato che tali sintomi si sono presentati in circa lo 0,1% dei pazienti (4 su 3482) trattati con desamfetamina o amfetamina per diverse settimane, mentre non hanno interessato alcun paziente del gruppo placebo.
In caso di insorgenza di sintomi maniacali o psicotici, si deve considerare la possibilità di un ruolo causale della desamfetamina, e può essere opportuno interrompere la terapia.
Comportamento aggressivo o ostile
Il trattamento con stimolanti può causare l’insorgenza o il peggioramento di comportamento aggressivo o ostile. I pazienti trattati con desamfetamina devono essere monitorati attentamente per l’insorgenza o il peggioramento di comportamento aggressivo o ostile all’inizio del trattamento, ad ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita. Nei pazienti che manifestano alterazioni com-portamentali i medici devono valutare la necessità di un aggiustamento del regime terapeutico, tenendo presente che può essere appropriato un aumento o una diminuzione della titolazione del farmaco. Si può prendere in considerazione l'interruzione del trattamento.
Idea suicida
I pazienti che durante il trattamento per l’ADHD manifestano idea suicida o comportamento suicida devono essere valutati immediatamente dal loro medico. Si deve prendere in considerazione sia l’esacerbazione di una condizione psichiatrica sottostante sia un possibile ruolo causale del trattamento con desamfetamina. Può essere necessario un trattamento per la sottostante condizione psichiatrica e si deve valutare una pos-sibile interruzione del trattamento con desamfetamina.
Tic
La desamfetamina è associata all’insorgenza o all’esacerbazione di tic motori e verbali. È stato segnalato anche un peggioramento della sindrome di Tourette. Prima dell’uso di desamfetamina nei bambini occorre esaminare la storia familiare ed effettuare una valutazione clinica dei tic o della sindrome di Tourette. Du-rante il trattamento con desamfetamina i pazienti devono essere monitorati regolarmente per l’insorgenza o il peggioramento di tic. Tale monitoraggio deve avvenire ad ogni aggiustamento della dose e successiva-mente almeno ogni 6 mesi o ad ogni visita.
Ansia, agitazione o tensione
La desamfetamina è associata al peggioramento di ansia, agitazione o tensione preesistenti. Prima dell’uso di desamfetamina occorre effettuare una valutazione clinica di ansia, agitazione o tensione e i pazienti do-vrebbero essere monitorati regolarmente per l’insorgenza o il peggioramento di questi sintomi durante il trattamento, ad ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi o ad ogni visita.
Forme di disturbo bipolare
È richiesta particolare cautela nell’uso di desamfetamina per il trattamento dell’ADHD in pazienti con di-sturbo bipolare concomitante (incluso il disturbo bipolare tipo I non trattato o altre forme di disturbo bipo-lare) per il timore di una possibile precipitazione di un episodio maniacale/misto in questi pazienti. Prima di iniziare il trattamento con desamfetamina, i pazienti con comorbidità di sintomi depressivi devono essere attentamente controllati per determinare se siano a rischio di disturbo bipolare. Questo screening deve in-cludere una dettagliata anamnesi psichiatrica, comprensiva della storia familiare di suicidio, disturbo bipo-lare e depressione. In questi pazienti è essenziale un monitoraggio attento e continuo (vedere sopra “Di-sturbi psichiatrici” e paragrafo 4.2). I pazienti devono essere monitorati per l’insorgenza di sintomi ad ogni aggiustamento della dose e successivamente almeno ogni 6 mesi e ad ogni visita.
Crescita
Con l’uso prolungato di desamfetamina nei bambini sono stati segnalati una riduzione moderata del peso corporeo e un ritardo della crescita.
Gli effetti della desamfetamina sull’altezza sul peso finali sono sconosciuti e sono attualmente oggetto di studio.
Durante il trattamento con desamfetamina occorre monitorare la crescita: altezza, peso e appetito devono essere registrati almeno ogni 6 mesi, mantenendo aggiornato un grafico della crescita. Nei pazienti che non mostrano l’andamento di crescita o l’aumento di altezza o di peso attesi potrebbe essere necessario inter-rompere il trattamento.
Dal momento che durante il trattamento con desamfetamina può verificarsi una riduzione dell’appetito, il medicinale può essere somministrato solo con particolare cautela a pazienti affetti da anoressia nervosa.
Crisi convulsive
La desamfetamina deve essere usata con cautela nei pazienti con epilessia. La desamfetamina può abbassare la soglia convulsiva in pazienti con storia pregressa di crisi convulsive, in pazienti con pregresse anomalie EEG in assenza di crisi convulsive e raramente in pazienti che non presentano né storia di crisi convulsive né anomalie EEG. Qualora la frequenza delle crisi convulsive aumenti o in caso di crisi di nuova insorgenza, la somministrazione di desamfetamina deve essere interrotta.
Abuso, uso improprio e diversione
I pazienti devono essere monitorati attentamente per il rischio di diversione, uso improprio e abuso di de-samfetamina.
Il rischio è generalmente maggiore per gli stimolanti a breve durata d’azione rispetto a quelli a lunga durata d’azione (vedere paragrafo 4.1).
La desamfetamina non deve essere usata in pazienti con nota dipendenza da sostanze o da alcol a causa del potenziale di rischio di abuso, uso improprio o diversione.
L’abuso cronico di desamfetamina può portare a una marcata tolleranza e dipendenza psicologica con vari gradi di comportamento anomalo. Possono verificarsi episodi psicotici franchi, soprattutto in caso di abuso per via parenterale.
Segni di intossicazione cronica da amfetamina includono dermatosi gravi, marcata insonnia, confusione, iperattività e alterazioni della personalità. Il segno più grave di intossicazione cronica da amfetamina è una psicosi che nella maggior parte dei casi è difficilmente distinguibile sul piano clinico dalla schizofrenia. Tuttavia, tale psicosi si verifica raramente dopo l’assunzione orale di amfetamine. Sono stati riportati anche casi di sanguinamento intracerebrale. Gli eventi cardiovascolari gravi osservati in associazione all’uso er-rato di amfetamina sono stati morte improvvisa, cardiomiopatia e infarto miocardico.
Al momento di decidere un ciclo di trattamento per l’ADHD devono essere presi in considerazione l’età del paziente, la presenza di fattori di rischio per disturbi legati all' uso di sostanze (come la comorbilità con disturbo oppositivo provocatorio o di condotta e il disturbo bipolare) e l’abuso di sostanze, pregresso o in atto. Si raccomanda cautela con pazienti emotivamente instabili, come quelli con storia di dipendenza da sostanze o da alcol poiché questi pazienti potrebbero aumentare il dosaggio di propria iniziativa.
Per alcuni pazienti ad alto rischio di abuso di sostanze, la desamfetamina o altri stimolanti potrebbero non essere adatti. Poiché ciò può valere anche per altri stimolanti, si deve prendere in considerazione un tratta-mento a base di farmaci non stimolanti.
Interruzione del prodotto medicinale
Durante l’interruzione del prodotto medicinale è necessaria un’attenta supervisione dal momento che pos-sono manifestarsi depressione e iperattività cronica. Per alcuni pazienti può essere richiesto un follow-up a lungo termine.
Analogamente, è richiesta un’attenta supervisione quando il medicinale viene interrotto a causa di abuso, poiché può manifestarsi una grave depressione.
Una brusca interruzione dopo un periodo prolungato di assunzione di desamfetamina a dosi elevate o dopo un abuso può causare estrema stanchezza e alterazioni dell’EEG durante il sonno.
Stanchezza
La desamfetamina non deve essere usata per la prevenzione o il trattamento di normali stati di stanchezza. Screening farmacologico
Questo prodotto contiene desamfetamina che può causare positività ai test di laboratorio per le amfetamine, in particolare al test di screening immunologico.
Insufficienza renale o epatica
Non vi sono esperienze con l’uso della desamfetamina in pazienti con insufficienza renale o epatica. In questi pazienti i livelli plasmatici di picco potrebbero essere più elevati e l’eliminazione potrebbe essere prolungata. Pertanto, la desamfetamina in questo gruppo di pazienti deve essere usata con particolare cau-tela, prestando attenzione alla titolazione e al dosaggio.
Effetti ematologici
La sicurezza a lungo termine del trattamento con desamfetamina non è del tutto nota. In caso di leucopenia, trombocitopenia, anemia o altre alterazioni, incluse quelle indicative di gravi disturbi renali o epatici, si deve considerare l’interruzione del trattamento.
Distubi visivi
Durante il trattamento con stimolanti sono state segnalate difficoltà di accomodazione e annebbiamento della vista.
Eccipiente: isomalto
Questo medicinale contiene isomalto. A causa della presenza di isomalto nella formulazione, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.
A causa della possibilità di crisi ipertensive, la desamfetamina è controindicata in pazienti trattati (attual-mente o nelle 2 settimane precedenti) con inibitori delle MAO non selettivi e irreversibili (vedere para-grafo 4.3).
Non è noto se la desamfetamina possa inibire o indurre gli enzimi del citocromo P450 (CYP). La co-som-ministrazione di substrati del CYP con indice terapeutico ristretto deve essere quindi effettuata con cautela.
Non è noto in che misura il metabolismo della desamfetamina dipenda dagli enzimi del CYP. La co-som-ministrazione di potenti inibitori o induttori degli enzimi del CYP deve essere effettuata con cautela.
Agenti che abbassano i livelli ematici delle amfetamine
Gli agenti acidificanti gastrointestinali (guanetidina, reserpina, acido glutammico, acido cloridrico , acido ascorbico, succhi di frutta ecc.) riducono l’assorbimento delle amfetamine.
Gli agenti acidificanti urinari (cloruro di ammonio, sodio fosfato acido ecc.) aumentano la concentrazione delle specie ionizzate della molecola di amfetamina, aumentando così l’escrezione urinaria.
Entrambi i gruppi di agenti riducono i livelli ematici e l’efficacia delle amfetamine.
Agenti che aumentano i livelli ematici delle amfetamine
Gli agenti alcalinizzanti gastrointestinali (bicarbonato di sodio ecc.) aumentano l’assorbimento delle amfe-tamine.
Gli agenti alcalinizzanti urinari (acetazolamide, alcuni tiazidici) aumentano la concentrazione delle specie non ionizzate della molecola di amfetamina, diminuendo così l’escrezione urinaria.
Entrambi i gruppi di agenti aumentano i livelli ematici e quindi potenziano l’azione delle amfetamine.
La somministrazione concomitante di clonidina e desamfetamina può aumentare la durata d’azione della desamfetamina.
Agenti i cui effetti possono essere ridotti dalle amfetamine
La desamfetamina può contrastare l’effetto sedativo degli antistaminici.
La desamfetamina può inibire l’azione antipertensiva della guanetidina o della clonidina. L’uso concomi-tante di beta-bloccanti può causare ipertonia grave, poiché l’azione terapeutica di questi agenti può essere inibita dalla desamfetamina.
La desamfetamina può ridurre gli effetti depressivi degli oppiacei, per es. depressione respiratoria.
Agenti i cui effetti possono essere aumentati dalle amfetamine
Narcotici alogenati: esiste il rischio di un improvviso aumento della pressione arteriosa durante un inter-vento chirurgico. Se è in programma un intervento chirurgico, il trattamento con desamfetamina non deve essere utilizzato il giorno dell’intervento.
L’uso concomitante di antidepressivi triciclici può aumentare il rischio di eventi avversi cardiovascolari. A causa di un possibile aumento della pressione arteriosa, si consiglia particolare cautela se Amfexa viene somministrato a pazienti in trattamento con vasopressori (vedere anche le sezioni sulle condizioni cardio-vascolari e cerebrovascolari al paragrafo 4.4).
La desamfetamina può potenziare l’effetto adrenergico della noradrenalina. La desamfetamina può potenziare gli effetti analgesici della meperidina.
L’uso concomitante di desamfetamina può potenziare l’azione analgesica della morfina.
Agenti che possono aumentare gli effetti delle amfetamine
Segnalazioni indicano che la desamfetamina può inibire il metabolismo degli anticoagulanti cumarinici, degli anticonvulsivanti (per es. fenobarbital, fenitoina e primidone) e di alcuni antidepressivi (triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Quando si inizia o si interrompe il trattamento con desamfetamina, può essere necessario aggiustare il dosaggio di questi medicinali che vengono già assunti e determinare le concentrazioni plasmatiche del farmaco (o per la coumarina, i tempi di coagulazione).
Disulfiram può inibire il metabolismo e l’escrezione della desamfetamina.
Agenti che possono ridurre gli effetti delle amfetamine
I bloccanti adrenergici (per es. propranololo), il litio e l’α-metiltirosina possono attenuare gli effetti della desamfetamina.
L’uso concomitante di aloperidolo può inibire gli effetti stimolanti centrali della desamfetamina. Con la somministrazione concomitante di aloperidolo è stata osservata distonia acuta.
La desamfetamina può ritardare l’assorbimento degli anticonvulsivanti (per es. fenobarbital, fenitoina, pri-midone ed etosuccimide).
Uso con alcol
L’alcol può esacerbare le reazioni avverse a carico del SNC dei medicinali psicoattivi, compresa la desam-fetamina. I pazienti devono astenersi dall’alcol durante il trattamento.
Le fenotiazine, per es. la clorpromazina, bloccano i recettori della dopamina, inibendo così gli effetti sti-molanti centrali delle amfetamine, e possono essere utilizzate per trattare l’avvelenamento da amfetamina.
Interazioni farmaco/test di laboratorio
Le amfetamine possono causare un aumento significativo dei livelli plasmatici dei corticosteroidi. Questo aumento è massimo alla sera. Le amfetamine possono interferire con la determinazione degli steroidi uri-nari.
Gli effetti della dexamfetamina sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce non sono stati esaminati in studi sulla riproduzione animale. L'amfetamina non ha mostrato effetti dannosi sulla fertilità in uno studio sui ratti. L'effetto della dexamfetamina sulla fertilità umana non è stato esaminato.
GravidanzaI dati di uno studio di coorte su un totale di circa 5 570 gravidanze esposte ad amfetamina nel primo trime-stre non indicano un aumento del rischio di malformazioni congenite. I dati di un altro studio di coorte su circa 3100 gravidanze esposte ad amfetamina durante le prime 20 settimane di gravidanza suggeriscono un aumento del rischio di preeclampsia e nascita pretermine.
È stato dimostrato che i figli di madri dipendenti da amfetamina presentano un rischio maggiore di nascita prematura e di peso ridotto alla nascita.
Inoltre, questi bambini possono sviluppare sintomi da astinenza come disforia, tra cui ipereccitabilità e spossatezza pronunciata.
I risultati di studi sugli animali suggeriscono che dosi elevate di desamfetamina possono provocare tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). L’uso di Amfexa non è raccomandato durante la gravidanza. Le donne in età fertile devono interrompere l’uso di Amfexa se intendono iniziare una gravidanza.
AllattamentoLa desamfetamina viene escreta nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Amfexa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
La desamfetamina può causare capogiro, sonnolenza e disturbi visivi, incluse difficoltà di accomoda-zione, diplopia e visione offuscata. Può alterare moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti devono essere avvertiti di questi possibili effetti e devono essere avvisati che, qua-lora si manifestino, devono evitare attività potenzialmente pericolose come la guida o l’uso di macchinari.
Le informazioni sulla frequenza di questi effetti sono state ottenute da meta-analisi e studi clinici pubblicati e dalle informazioni di sicurezza dell’MHRA.
La valutazione degli effetti indesiderati si basa sulle seguenti categorie:
molto comune (≥1/10)
comune (≥1/100, <1/10)
non comune (≥1/1 000. <1/100) raro (≥1/10 000, <1/1 000) molto raro (<1/10 000)
non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoieticoMolto raro: Anemia, leucopenia, trombocitopenia, porpora trombocitopenica
Patologie cardiacheComune: Aritmia, palpitazioni, tachicardia Raro: Angina pectoris
Molto raro: Arresto cardiaco
Non nota: Cardiomiopatia, infarto miocardico, morte improvvisa (vedere paragrafo 4.4)
Patologie congenite, familiari e geneticheMolto raro: Sindrome di Tourette
Patologie dell’occhioRaro: Disturbo dell’accomodazione visiva, visione offuscata, midriasi
Patologie gastrointestinaliComune: Dolore addominale e crampi addominali, nausea, vomito, bocca secca
Questi effetti si manifestano solitamente all'inizio del trattamento e possono essere attenuati dall’assunzione concomitante di cibo.
Non nota: Colite ischemica, diarrea
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazioneNon nota: Dolore toracico, iperpiressia
Patologie epatobiliariMolto raro: Funzionalità del fegato anormale, che va dall’aumento degli enzimi epatici al coma epatico
Disturbi del sistema immunitarioNon nota: Ipersensibilità, inclusi angioedema e anafilassi
Esami diagnosticiComune: Variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (in genere aumenti)
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneMolto comune: Appetito ridotto, guadagno ponderale ridotto e calo ponderale nei bambini durante l’uso prolungato
Non nota: Acidosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoComune: Artralgia
Raro: Ritardo di crescita nei bambini in caso di uso prolungato Molto raro: Crampi muscolari
Non nota: Rabdomiolisi
Patologie del sistema nervosoComune: Vertigine, discinesia, cefalea, iperattività Raro: Stanchezza
Molto raro: Convulsioni, movimenti coreoatetosici, emorragia intracranica
Non nota: Atassia, capogiro, disgeusia, difficoltà di concentrazione, iperreflessia, ictus, tremore
Molto raramente sono stati osservati casi di sindrome neurolettica maligna (NMS). Tuttavia, queste segna-lazioni sono scarsamente documentate e nella maggior parte dei casi i pazienti ricevevano anche altri me-dicinali. Pertanto, il ruolo della desamfetamina nello sviluppo della NMS non è chiaro.
Disturbi psichiatriciMolto comune: Insonnia, nervosismo
Comune: Comportamento anormale, aggressione, eccitazione, anoressia, ansia, depressione, irritabilità Molto raro: Allucinazioni, psicosi/reazioni psicotiche, comportamento suicida (compreso il suicidio riu-scito), tic, peggioramento di tic pre-esistenti
Non nota: Confusione, dipendenza, disforia, labilità emotiva, euforia, alterazione delle prestazioni ai test cognitivi, alterazione della libido, terrori notturni, comportamento ossessivo-compulsivo, stati di panico, paranoia, irrequietezza
Patologie renali e urinarieNon nota: Danno renale
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammellaNon nota: Impotenza
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoRaro: Eruzione cutanea, orticaria
Molto raro: Eritema multiforme, dermatite esfoliativa, eruzione fissa da farmaci Non nota: Sudorazione, alopecia
Patologie vascolariMolto raro: Vasculite cerebrale e/o occlusione vascolare cerebrale Non nota: Collasso cardiovascolare, fenomeno di Raynaud
È stato segnalato uno stato ipermetabolico tossico, caratterizzato da iperattività transitoria, iperpiressia, acidosi e morte per collasso cardiovascolare.
L’interruzione o la riduzione di un uso intenso e prolungato di amfetamina può provocare sintomi da asti-nenza. I sintomi includono umore disforico, stanchezza, sogni vividi e spiacevoli, insonnia o ipersonnia, aumento dell’appetito, ritardo o agitazione psicomotoria, anedonia e desiderio intenso di sostanza d’abuso.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazio-nale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Il sovradosaggio acuto, principalmente responsabile di iperstimolazione del sistema nervoso centrale e sim-patico, può provocare vomito, agitazione, aggressione, tremori, iperreflessia, contrazioni muscolari, con-vulsioni (che possono essere seguite da coma), euforia, confusione, allucinazioni, delirium, sudorazione, midriasi, secchezza delle mucose, rossore, cefalea, iperpiressia, dolore toracico, tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, ipertensione, depressione respiratoria, coma, collasso circolatorio e morte.
La risposta dei singoli pazienti può variare notevolmente e le manifestazioni tossiche possono verificarsi anche a sovradosaggi alquanto bassi.
TrattamentoNon esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di desamfetamina. Il trattamento prevede appropriate misure di supporto. Il paziente deve essere protetto dall’autolesionismo e dagli stimoli esterni che aggrave-rebbero la sovrastimolazione già presente. Se i segni e i sintomi non sono troppo gravi e il paziente è co-sciente, il contenuto gastrico può essere eliminato mediante induzione del vomito se l’assunzione del me-dicinale risale a meno di un’ora prima. Altre misure di disintossicazione intestinale includono la sommini-strazione di carbone attivo e di un catartico.
Stimoli eccessivi o convulsioni possono essere trattati con benzodiazepine.
È necessario fornire cure intensive per mantenere una circolazione e uno scambio respiratorio adeguati; per l’iperpiressia possono essere necessarie procedure di raffreddamento esterno.
Proprietà farmacologiche - AMFEXA 5 MG
Categoria farmacoterapeutica: Psicoanalettici; psicostimolanti, agenti utilizzati per l’ADHD e nootropi; simpaticomimetici ad azione centrale
Codice ATC: N06BA02
Meccanismo d’azioneLa desamfetamina è un’amina simpaticomimetica con attività stimolante centrale e anoressizzante.
Effetti farmacodinamiciLe azioni periferiche comprendono l’aumento della pressione arteriosa sistolica e diastolica e una debole azione broncodilatatrice e stimolante dell’apparato respiratorio. Non esistono evidenze specifiche che sta-biliscano chiaramente il meccanismo con cui le amfetamine producono effetti mentali e comportamentali nei bambini né evidenze conclusive di come questi effetti siano correlati alle condizioni del sistema nervoso centrale.
La desamfetamina è altamente lipofila e viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale. La farma-cocinetica delle compresse è stata misurata in 18 soggetti sani. A seguito di somministrazione di una com-pressa da 5 mg di Amfexa 5 mg compresse sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime medie (Cmax) di 11,5 ng/ml a circa 1,5 ore.
DistribuzioneDopo assunzione orale le amfetamine si distribuiscono rapidamente ai principali apparati. Le amfetamine sono altamente liposolubili e possono attraversare la barriera emato-encefalica. Le concentrazioni raggiunte nel sistema nervoso centrale possono essere 8 volte superiori ai livelli plasmatici. Il legame plasmatico dell’amfetamina è mediamente compreso tra il 15 e il 34%.
BiotrasformazioneLa biotrasformazione dell’amfetamina avviene nel fegato e include principalmente l’idrossilazione e la co-niugazione con l’acido glucuronico che porta a componenti più idrofili che possono essere eliminati più facilmente. Piccole quantità di amfetamina vengono convertite in norefedrina per ossidazione. L’idrossila-zione produce un metabolita attivo (p-idrossinorefedrina) che agisce come falso neurotrasmettitore e può essere responsabile di alcuni effetti del farmaco, soprattutto in utilizzatori cronici.
EliminazioneL’amfetamina viene escreta principalmente nelle urine; tuttavia, il riassorbimento tubulare è relativamente elevato a causa delle sue proprietà lipofile. L’eliminazione dell’amfetamina è pH-dipendente, ovvero a un pH basso circa l’80% dell’amfetamina può essere eliminato in forma inalterata entro 24 ore; nelle urine alcaline, solo il 2-3% dell’amfetamina viene eliminato come amfetamina libera. Il grado di biodisponibilità delle compresse è stato misurato in 18 soggetti sani. L’emivita plasmatica media (t1/2) è stata di 10,2 ore.
Informazioni farmaceutiche - AMFEXA 5 MG
Isomalto (E 953) Magnesio stearato
Crospovidone in Amfexa 5 mg
Ossido di ferro giallo (E 172) in Amfexa 10 mg Ossido di ferro rosso (E 172) in Amfexa 20 mg
Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.
Amfexa 5 mg
Scatole da 20, 28, 30, 40, 50, 56, 60, 98 o 100 compresse in blister di PVC/PE/PVdC termosaldati su pellicola di alluminio.
Amfexa 10 mg
Scatole da 20, 28, 30, 40, 48, 50, 56 o 60 compresse in blister di PVC/PVdC termosaldati su pellicola di alluminio
Amfexa 20 mg
Scatole da 20, 28, 30, 40, 56 o 60 compresse in blister di PVC/PVdC termosaldati su pellicola di alluminio È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.