IMMUNORHO 300 MCG/ 2 ML SOLUZIONE INIETTABILE PER USO INTRAMUSCOLARE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - IMMUNORHO 300 MCG/ 2 ML
Profilassi della immunizzazione anti-Rh(D) in donne in età fertile Rh(D) negative
-
Profilassi pre-parto
-
Profilassi pre-parto programmata
-
Profilassi pre-parto a seguito di complicazioni della gravidanza tra cui:
Aborto/minaccia di aborto, gravidanza ectopica o mola idatiforme, morte fetale intrauterina (IUFD), emorragia transplacentale (TPH) conseguente ad un’emorragia pre-parto (APH), amniocentesi, biopsia dei villi coriali, procedure ostetriche di manipolazione come ad esempio la versione cefalica esterna, interventi invasivi, cordocentesi, trauma contusivo addominale o interventi terapeutici sul feto
-
-
Profilassi post-parto
-
Parto di un bambino Rh(D) positivo (D, Ddebole, Dparziale)
Trattamento di donne in età fertile Rh(D) negative dopo trasfusioni incompatibili di sangue Rh(D) positivo o di altri prodotti contenenti globuli rossi, ad es. concentrati piastrinici.
-
Posologia
La dose di immunoglobulina anti-D deve essere stabilita in base al livello di esposizione agli eritrociti Rh(D) positivi e al fatto che 0,5 ml di globuli rossi concentrati Rh(D) positivi o 1 ml di sangue Rh(D) positivo vengono neutralizzati da circa 10 microgrammi (50 UI) di immunoglobulina anti-D.
Si deve anche tenere conto del dosaggio e dello schema posologico per le immunoglobuline umane anti-D per uso intramuscolare raccomandati in altre linee guida ufficiali o di Stati Membri.
Prevenzione della immunizzazione Rh(D) in donne Rh(D)-negative:
-
Profilassi pre-parto. Secondo le raccomandazioni generali, le dosi attualmente somministrate vanno da 50 a 330 microgrammi o da 250 a 1650 UI.
-
Profilassi pre-parto programmata:
Una singola dose tra la 28° e la 30° settimana di gravidanza o due dosi nelle settimane 28 e 34.
-
Profilassi pre-parto conseguente a complicanze in gravidanza:
Una singola dose deve essere somministrata il prima possibile e comunque entro 72 ore e, se necessario, deve essere ripetuta ad intervalli di 6-12 settimane per l’intera durata della gravidanza.
-
-
Profilassi post-parto. Secondo le raccomandazioni generali, le dosi attualmente somministrate vanno da 100 a 300 microgrammi o da 500 a 1500 UI. Se viene somministrata la dose più bassa (100 microgrammi o 500 UI), deve essere eseguito un test per stabilire l’entità dell’emorragia feto-materna.
Nell’utilizzo post-parto, il prodotto deve essere somministrato alla madre prima possibile, e comunque entro 72 ore dal parto di un neonato Rh positivo (D, Ddebole, Dparziale). Se sono trascorse più di 72 ore dal parto, il prodotto deve essere comunque somministrato appena possibile.
La dose post-parto deve essere comunque somministrata anche quando è stata effettuata la profilassi pre-parto, anche se può ancora essere rilevata nel siero materno un’attività residua della profilassi pre-parto.
Se si sospetta un’emorragia materno-fetale massiva [> 4 ml (0,7-0,8% delle donne)], ad esempio in caso di anemia fetale/neonatale o di morte fetale intrauterina, deve essere determinata la sua entità con un metodo appropriato, ad esempio il test di eluizione acida di Kleihauer-Betke per la determinazione del livello di HbF fetale (emoglobina fetale) o la citometria a flusso che identifica specificamente le cellule Rh(D) positive. Ulteriori dosi di immunoglobulina anti-D devono essere somministrate di conseguenza (10 microgrammi o 50 UI ogni 0,5 ml di eritrociti fetali).
Trasfusioni incompatibili di globuli rossi.
La dose raccomandata è di 20 microgrammi (100 UI) di immunoglobulina anti-D ogni 2 ml di sangue Rh(D)-positivo trasfuso oppure ogni 1 ml di concentrato eritrocitario.
Si raccomanda la consulenza di uno specialista in medicina trasfusionale per valutare l’applicabilità di una procedura di scambio di eritrociti per ridurre il carico di globuli rossi D-positivi in circolazione e per definire la dose di immunoglobulina anti-D necessaria a sopprimere l'immunizzazione. I test di follow-up per i globuli rossi D-positivi devono essere effettuati ogni 48 ore e deve essere somministrata ulteriore immunoglobulina anti-D fino alla totale scomparsa dei globuli rossi Rh(D) positivi dal circolo sanguigno. In ogni caso, a causa di un possibile rischio di emolisi, si suggerisce di non superare una dose massima di 3000 microgrammi (15000 UI).
È raccomandato l’uso di un prodotto endovenoso alternativo, in quanto consente di raggiungere immediatamente livelli plasmatici adeguati. In assenza di un prodotto per uso endovenoso, una dose molto elevata deve essere somministrata per via intramuscolare per un periodo di diversi giorni (vedere paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di IMMUNORHO nei bambini non sono state ancora stabilite. Il dosaggio appropriato deve essere calcolato con la consulenza di uno specialista in medicina trasfusionale.
Modo di somministrazione
Uso intramuscolare
Se è necessario un volume elevato (> 2 ml per i bambini o > 5 ml per gli adulti), si raccomanda la somministrazione del medicinale in dosi suddivise in siti differenti.
Se la somministrazione intramuscolare è controindicata (disturbi della coagulazione), deve essere utilizzato un medicinale alternativo per via endovenosa.
Pazienti in sovrappeso
In caso di pazienti sovrappeso/obesi deve essere considerato l’impiego di un prodotto anti-D endovenoso (vedere paragrafo 4.4).
Per le istruzioni sulla manipolazione del medicinale prima della somministrazione vedere paragrafo 6.6.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Ipersensibilità alle immunoglobuline umane, specialmente in pazienti con anticorpi anti IgA.
Accertarsi che IMMUNORHO non sia somministrato in un vaso sanguigno, a causa del rischio di shock.
Nel caso di impiego post-parto, il prodotto deve essere somministrato alla madre. Non deve essere somministrato al neonato.
Il prodotto non è destinato all’utilizzo né in soggetti Rh(D) positivi né in soggetti precedentemente immunizzati per l’antigene Rh(D)
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Ipersensibilità
Vere reazioni da ipersensibilità sono rare, ma possono verificarsi risposte di tipo allergico all’immunoglobulina umana anti-D.
IMMUNORHO contiene piccole quantità di IgA. Sebbene l’immunoglobulina anti-D sia stata impiegata con successo in soggetti selezionati con deficit di IgA, gli individui con deficit di IgA possono sviluppare anticorpi anti-IgA e andare incontro a reazioni anafilattiche dopo la somministrazione di plasmaderivati che contengono IgA. Il medico deve quindi valutare il beneficio del trattamento con IMMUNORHO rispetto al rischio potenziale di reazioni di ipersensibilità.
Raramente, le immunoglobuline umane anti-D possono indurre una riduzione della pressione arteriosa con reazione anafilattica, anche nei pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con le immunoglobuline umane.
Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico impone l’immediata interruzione dell’iniezione. In caso di shock, deve essere attuato il trattamento medico standard per lo shock.
Reazioni emolitiche
Pazienti che ricevono dosi molto elevate di immunoglobulina anti-D a causa di trasfusioni incompatibili, devono essere monitorati clinicamente e attraverso parametri biologici per il rischio di una reazione emolitica.
Tromboembolismo
Eventi tromboembolici arteriosi e venosi come infarto miocardico, ictus, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare sono stati associati all’uso di immunoglobuline. Sebbene nei pazienti trattati con IMMUNORHO non siano stati osservati eventi tromboembolici, questi pazienti devono essere sufficientemente idratati prima dell'uso di immunoglobuline.
Si raccomanda cautela in pazienti con fattori di rischio pre-esistenti per eventi trombotici (come ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattie vascolari o episodi trombotici, pazienti con disordini trombofilici ereditari o acquisiti, pazienti immobilizzati per un periodo prolungato, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue), specialmente nei casi in cui vengano prescritte dosi elevate di IMMUNORHO.
I pazienti devono essere informati sui primi sintomi di eventi tromboembolici quali dispnea, dolore e gonfiore di un arto, deficit neurologici focali e dolore toracico e si deve raccomandare di contattare immediatamente il proprio medico all’insorgenza dei sintomi stessi.
Interferenze con i test sierologici
Dopo l'iniezione di immunoglobuline, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può determinare risultati falsamente positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B o D, può interferire con alcune analisi sierologiche per gli anticorpi verso i globuli rossi, per esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs), in particolare in neonati Rh(D) positivi le cui madri abbiano ricevuto la profilassi pre-parto.
Pazienti in sovrappeso/obesi
In pazienti sovrappeso/obesi, a causa della possibile mancanza di efficacia nel caso di somministrazione intramuscolare, si raccomanda l’impiego di un prodotto anti-D per via endovenosa.
Informazioni sulla sicurezza relativamente ad agenti trasmissibili
Misure standard per prevenire le infezioni conseguenti all’uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool plasmatici per specifici marcatori di infezione e l'inclusione di fasi di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus.
Ciò nonostante, quando si somministrano specialità medicinali preparate da sangue o plasma umano, non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò si applica anche a virus e altri patogeni emergenti o sconosciuti.
Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus dell’epatite A (HAV) senza involucro lipidico.
Le misure adottate possono avere un valore limitato contro i virus senza involucro lipidico come il parvovirus B19. C’è una esperienza clinica rassicurante in merito all’assenza di trasmissione dell’epatite A e del parvovirus B19 con le immunoglobuline e si ritiene anche che il contenuto di anticorpi apporti un importante contributo alla sicurezza virale.
È fortemente consigliato che ogni volta che si somministra IMMUNORHO ad un paziente, siano registrati il nome ed il numero di lotto, in modo tale da mantenere un collegamento tra il paziente ed il lotto del prodotto.
Avvertenze relative agli eccipienti
Questo medicinale contiene fino ad un massimo di 7,8 mg di sodio per il flaconcino da 2 ml, equivalente al 0,38% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Popolazione pediatrica
Non sono richieste misure o monitoraggio specifici per la popolazione pediatrica.
Vaccini composti da virus vivi attenuati
L’immunizzazione attiva con vaccini a virus vivi attenuati (come per esempio il morbillo, la parotite o la rosolia) deve essere rimandata di 3 mesi dopo l’ultima somministrazione di immunoglobuline anti-D poiché l’efficacia del vaccino ottenuto da virus vivi può risultare compromessa.
Nel caso in cui la somministrazione di immunoglobuline anti-D sia necessaria entro 2-4 settimane da una vaccinazione con vaccini a base di virus vivi, l’efficacia di tale vaccinazione può essere compromessa.
Popolazione pediatrica
Sebbene non siano stati condotti studi specifici d’interazione nella popolazione pediatrica, non si attendono differenze rispetto ai pazienti adulti.
Gravidanza
Questo medicinale è destinato all’uso in gravidanza.
Allattamento
Questo medicinale può essere usato durante l’allattamento. Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno.
Fertilità
Non sono stati condotti studi sulla fertilità con IMMUNORHO. L’esperienza clinica con le immunoglobuline umane anti-D suggerisce che non si devono attendere effetti dannosi sulla fertilità.
Riassunto del profilo di sicurezza
Occasionalmente si possono manifestare reazioni avverse come: brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, calo della pressione del sangue e dolore lombare di moderata intensità.
Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare un improvviso calo della pressione del sangue, ed in casi isolati, shock anafilattico anche quando il paziente non abbia mostrato ipersensibilità a precedenti somministrazioni.
Reazioni locali nel sito di infusione: tumefazione, dolore, arrossamento, indurimento, calore localizzato, sensazione di prurito, lividi ed eruzione cutanea.
Elenco tabulare delle reazioni avverse
Le tabelle seguenti sono state stilate in base alla classificazione per sistemi e organi (SOC e Termini Preferiti) del dizionario MedDRA e riportano gli effetti indesiderati correlati all’uso di immunoglobulina umana anti-D per via intramuscolare.
Le frequenze sono state valutate sulla base delle seguenti convenzioni: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Reazioni avverse da studi clinici
I seguenti effetti indesiderati sono stati riscontrati durante gli studi clinici in 288 pazienti
| Classificazione per sistemi ed organi (SOC) secondo MedDRA | Effetti indesiderati | Frequenza |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Sensazione di calore | Comune |
| Reazione al sito di iniezione | Non comune | |
| Patologie del sistema nervoso | Sonnolenza | Comune |
| Capogiri, Cefalea | Non comune | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Sudorazioni notturne, Prurito | Non comune |
| Patologie gastrointestinali | Nausea, Vomito | Non comune |
| Patologie cardiache | Tachicardia fetale | Non comune |
Reazioni avverse da uso post-commercializzazione
La seguente tabella riporta le reazioni avverse raccolte dall'esperienza post-commercializzazione. È stata stilata in base alla classificazione per sistemi e organi (SOC e Termini Preferiti) del dizionario MedDRA.
Non sono disponibili dati sulla loro frequenza poiché la segnalazione delle reazioni avverse dopo la commercializzazione è volontaria e relativa a una popolazione di dimensioni incerte; di conseguenza, la frequenza di tali reazioni non può essere stimata in modo affidabile.
| Classificazione per sistemi ed organi (SOC) secondo MedDRA | Effetti indesiderati | Frequenza |
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità, shock anafilattico | Non nota |
| Patologie cardiache | Tachicardia | Non nota |
| Patologie vascolari | Ipotensione | Non nota |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Reazione della cute, eritema, prurito | Non nota |
| Patologie del sistema muscoloscheletricoe del tessuto connettivo | Artralgia | Non nota |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Febbre, malessere, brividi | Non nota |
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili dati specifici per la popolazione pediatrica.
Per la sicurezza nei confronti di agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Proprietà farmacologiche - IMMUNORHO 300 MCG/ 2 ML
Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline, immunoglobuline specifiche: immunoglobulina anti-D (Rh), codice ATC: J06BB01.
Meccanismo di azione
Le immunoglobuline anti-D contengono anticorpi specifici (IgG) contro l’antigene D (Rh) degli eritrociti umani.
Durante la gravidanza, e soprattutto al momento del parto, i globuli rossi fetali possono entrare nel circolo materno. Quando la madre è Rh(D) negativa ed il feto Rh(D) positivo, la madre può immunizzarsi verso gli antigeni Rh(D) e produrre anticorpi anti-Rh(D) che attraversano la placenta e possono causare la malattia emolitica del neonato. L’immunizzazione passiva con immunoglobuline anti-D previene l’immunizzazione Rh(D) in più del 99% dei casi, ammesso che una dose sufficiente di immunoglobulina anti-D sia somministrata sufficientemente presto dopo l’esposizione ai globuli rossi fetali Rh(D) positivi.
Il meccanismo attraverso il quale l’immunoglobulina anti-D sopprime l’immunizzazione nei confronti dei globuli rossi Rh(D)-positivi non è conosciuto. La soppressione può essere dovuta alla clearance dei globuli rossi dalla circolazione prima che raggiungano i siti immunocompetenti o può essere dovuta a meccanismi più complessi che coinvolgono il riconoscimento di antigeni estranei e la presentazione dell’antigene da parte di cellule appropriate ai siti appropriati in presenza o assenza di anticorpi.
Effetti farmacodinamici
Prevenzione dell'isoimmunizzazione Rh(D): l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica di IMMUNORHO sono supportate dai risultati di uno studio clinico condotto su 255 donne in gravidanza. IMMUNORHO 300 microgrammi (1 500 UI) è stato somministrato prima del parto a 255 soggetti ed in aggiunta dopo il parto a 221 soggetti che hanno partorito un bambino Rh(D) positivo.
Nessuna delle donne in gravidanza incluse nello studio e sottoposte a test a 24 settimane dal parto, aveva sviluppato anticorpi contro l'antigene Rh(D), dopo il trattamento secondo il regime posologico.
Efficacia e sicurezza clinica
Nello studio clinico KB38bis su 15 soggetti sani di sesso maschile e femminile, la farmacocinetica, la sicurezza e la tollerabilità di IMMUNORHO 300 microgrammi sono state valutate dopo una singola somministrazione intramuscolare. Sono stati segnalati sei eventi avversi lievi e non gravi. Per i risultati di farmacocinetica, vedere il paragrafo 5.2.
Nello studio clinico KB073, su 18 soggetti sani di sesso femminile Rh(D)-negativi, la farmacocinetica e la sicurezza di IMMUNORHO 300 microgrammi (1500 UI) sono state valutate dopo una singola somministrazione intramuscolare. Tredici soggetti (72,2%) hanno segnalato 24 eventi avversi emersi durante il trattamento, tutti di intensità lieve (61,1%) o moderata (11,1%). Non sono stati segnalati eventi avversi gravi. Per i risultati di farmacocinetica, vedere il paragrafo 5.2.
Nello studio clinico KB065, su 255 donne Rh(D) negative di età pari o superiore a 18 anni, in gravidanza con feti Rh(D) positivi e negative agli anticorpi anti-D, l'efficacia, la farmacocinetica e la sicurezza di IMMUNORHO 300 microgrammi (1 500 UI) sono state valutate dopo la somministrazione intramuscolare fino a 6 mesi dopo l'ultima dose somministrata. Delle 255 donne, 206 presentavano un indice di massa corporea (IMC) inferiore a 30 kg/m² e 48 un IMC pari o superiore a 30 kg/m² (l'IMC di una donna non è stato riportato). L'età media (DS) delle donne era di 32,3 (4,88) anni (intervallo: 18-51 anni). IMMUNORHO è stato somministrato a 28 settimane di gestazione in 255 donne e, inoltre, entro 72 ore dal parto in 221 donne che avevano partorito un bambino Rh(D) positivo. Una donna ha ricevuto una dose aggiuntiva a seguito di un evento potenzialmente sensibilizzante. L'endpoint primario di efficacia era l'incidenza di anticorpi anti-D valutata a 24 settimane dal trattamento (ultima dose ricevuta). Dei 201 soggetti inclusi nell'analisi di efficacia primaria, nessuno ha sviluppato anticorpi contro l'antigene Rh(D). 14 soggetti (7,0%) dei 201 valutabili, hanno riportato un test di Coombs positivo a 24 settimane, di cui 6 soggetti (3%) presentavano anticorpi anti-D. In tutti e 6 i soggetti, ulteriori test anticorpali hanno confermato che questi titoli positivi erano il risultato dell'immunizzazione passiva derivante dal trattamento con IMMUNORHO.
154 soggetti (60,4%) hanno segnalato 474 eventi avversi correlati al trattamento. Degli 80 eventi avversi gravi (AE) segnalati in 64 soggetti (25,1%), uno è stato considerato correlato al farmaco in studio (tachicardia fetale transitoria).
Per i risultati di farmacocinetica, vedere la sezione 5.2.
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili studi specifici di efficacia e sicurezza condotti nella popolazione pediatrica.
Le immunoglobuline umane anti-D per uso intramuscolare vengono lentamente assorbite nella circolazione del ricevente e raggiungono un livello massimo dopo 2-3 giorni.
Le immunoglobuline umane anti-D hanno un'emivita di circa 3-4 settimane. Questa emivita può variare da paziente a paziente.
Le IgG ed i complessi di IgG sono catabolizzati nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale.
Le proprietà farmacocinetiche di IMMUNORHO dopo somministrazione di una dose di 300 microgrammi (1 500 UI) sono state valutate in 3 studi clinici. È prevista una variabilità dovuta alle diverse popolazioni studiate e alla metodologia utilizzata per dosarle; tuttavia, i risultati sono coerenti con l'emivita nota di 3-4 settimane. Sono stati condotti 2 studi su volontari sani: nello studio KB038bis è stata osservata un'emivita media
(deviazione standard, SD) di 22,3 (11,8) in 15 soggetti analizzati; nello studio KB073, condotto su 17 soggetti, è stata osservata un’emivita media (deviazione standard, SD) di 23,6 (3,67) giorni. Nello studio KB065, che ha valutato un sottogruppo di 63 donne in gravidanza, effettuando un'analisi farmacocinetica di popolazione, l'emivita media (SD) di IMMUNORHO è stata di 24,15 (3,38) giorni.
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili studi specifici di efficacia e sicurezza condotti nella popolazione pediatrica.
Informazioni farmaceutiche - IMMUNORHO 300 MCG/ 2 ML
Flaconcino polvere:
Glicina Sodio cloruro
Fiala solvente:
Acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Non congelare.
Conservare nel contenitore originale e nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
IMMUNORHO 200 microgrammi (1000 UI):
Flaconcino in vetro di tipo I contenente 200 microgrammi di polvere; fiala in vetro di tipo I contenente 2 ml di solvente;
IMMUNORHO 300 microgrammi (1500 UI):
Flaconcino in vetro di tipo I contenente 300 microgrammi di polvere; fiala in vetro di tipo I contenente 2 ml di solvente;
IMMUNORHO deve essere portato a temperatura ambiente prima dell’uso.
-
Rimuovere la protezione centrale sul tappo di gomma del flaconcino contenente il liofilizzato;
-
Aspirare il contenuto della fiala solvente con una siringa;
-
Iniettare il liquido nel flaconcino contenente il liofilizzato. Durante questa fase assicurarsi di non lacerare il tappo di gomma del flaconcino, al fine di evitare contaminazioni della soluzione ricostituita;
-
Agitare gentilmente ed aspirare la soluzione così ottenuta con la siringa; sostituire l'ago ed iniettare. L’imperfetta solubilizzazione comporta una perdita di attività.
La completa ricostituzione si ottiene in media entro 5 minuti.
Il prodotto dopo la ricostituzione si presenta come un liquido da incolore a giallo pallido. I prodotti ricostituiti devono essere controllati visivamente per l’eventuale presenza di particelle in sospensione, o di colorazione anomala, prima della somministrazione.
Non usare soluzioni che presentano torbidità o depositi.
Il prodotto liofilizzato deve essere utilizzato immediatamente dopo la ricostituzione con il solvente.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.