DELTACORTENE 25 MG COMPRESSE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - DELTACORTENE 25 MG
-
Trattamento a breve termine, come terapia aggiuntiva, in episodi acuti o riacutizzazioni di affezioni di interesse reumatologico (artrite reumatoide, malattia di Still, spondiliti anchilosanti, artrite gottosa acuta).
-
Trattamento in riacutizzazioni o come terapia di mantenimento in casi particolari di lupus eritematosus sistemico, dermatomiosite, periartrite, cardite reumatica acuta o altre malattie del collagene.
-
Trattamento di condizioni allergiche gravi o debilitanti, non rispondenti ad altre terapie, come asma bronchiale, dermatiti da contatto, dermatite atopica.
-
Trattamento della sarcoidosi.
-
Trattamento di affezioni ematologiche quali anemia emolitica acquisita (autoimmune).
-
Trattamento palliativo di leucemie e linfomi degli adulti e leucemia acuta dell'infanzia.
-
Coadiuvante nel trattamento della colite ulcerosa.
Posologia
La dose terapeutica d'attacco, nell'adulto di peso medio, corrisponde a mg 20-30 al giorno. Questa dose iniziale può essere ridotta entro una settimana ad una dose di mantenimento mediamente di 10-15 mg al giorno.
Possono essere richiesti anche dosi minori in rapporto al peso corporeo ed all'età del paziente.
La dose di mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia; una riduzione della dose va fatta sempre gradualmente.
È IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE IL FABBISOGNO CORTICOSTEROIDEO È VARIABILE E QUINDI LA POSOLOGIA VA INDIVIDUALIZZATA TENENDO CONTO DELLA MALATTIA E DELLA RISPOSTA TERAPEUTICA DEL PAZIENTE.
Modo di somministrazione
Uso orale.
-
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
-
Tubercolosi.
-
Ulcera peptica.
-
Psicosi.
-
Herpes simplex oculare.
-
Infezioni micotiche sistemiche.
-
Osteoporosi di grado severo.
-
Stati di immunodeficienza.
-
Diabete instabile.
I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni ricorrenti.
In questi casi va valutata l'opportunità di istituire una adeguata terapia antibiotica.
Nei pazienti in terapia corticosteroidea sottoposti a particolare stress, è indispensabile un adattamento della dose in rapporto all'entità della condizione stressante.
Un eventuale stato di insufficienza surrenale secondaria, indotta dal cortisonico, può essere contenuto con una riduzione graduale delle dosi. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo la sospensione della terapia. Quindi, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo, dovrebbe essere istituita una adeguata terapia ormonale. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica, la risposta ai corticosteroidi può essere aumentata.
Durante la corticoterapia possono manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere: euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Una preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi (vedere paragrafo 4.3).
L'uso di DELTACORTENE nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata, nei quali il corticosteroide va usato con appropriata terapia antitubercolare (vedere paragrafo 4.3).
Se i corticosteroidi vengono somministrati nei pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può verificare un'attivazione della malattia.
Nella corticoterapia prolungata questi pazienti devono ricevere un'adeguata chemioprofilassi.
I corticosteroidi devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi: colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi e infezioni piogene in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, insufficienza renale, ipertensione severa, diabete stabile, osteoporosi di grado moderato, miastenia grave, ulcera peptica attiva.
Durante la terapia concomitante con warfarin, eventuali variazioni nel INR si verificano in 3-10 giorni; per questo è utile il monitoraggio dell’INR dopo l’inizio della terapia (vedere Paragrafo 4.5).
Durante il trattamento corticosteroideo i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo o con altri vaccini vivi attenuati. Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi ad alte dosi, a causa di aumento del rischio di complicazioni neurologiche e di diminuita risposta anticorpale (vedere Paragrafo 4.5).
I corticosteroidi riducono l’effetto ipoglicemizzante degli agenti antidiabetici (sulfaniluree), pertanto è importante controllare la glicemia nel corso del trattamento (vedere Paragrafo 4.5).
Durante la terapia con glucocorticoidi, i livelli sierici di metaboliti della Vitamina D sono solitamente normali, mentre quelli del PTH sono spesso elevati, riflettendo uno stato di ipocalcemia da iperparatiroidismo secondario.
Cautela deve essere prestata durante la terapia con prednisone in relazione ai potenziali effetti sul sistema nervoso centrale (vedere Paragrafi 4.7 e 4.8).
In corso di trattamento contemporaneo con alcuni antibiotici (rifampicina) e broncodilatatori (efedrina), potrebbe essere necessario aumentare la dose di mantenimento del glucocorticoide.
In corso di trattamento contemporaneo con estrogeni o preparazioni contenenti estrogeni, o con macrolidi (eritromicina, troleandomicina) (vedere Paragrafo 4.5), potrebbe essere necessario ridurre la dose del glucocorticoide.
La paralisi periodica tireotossica (TPP) può manifestarsi in pazienti con ipertiroidismo e con ipokaliemia indotta da prednisone. La TPP deve essere sospettata nei pazienti trattati con prednisone che presentano segni o sintomi di debolezza muscolare, in particolare nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
In caso di sospetto di TPP, è necessario monitorare immediatamente i livelli di potassio ematico e gestirli in modo adeguato per garantire il ripristino dei valori normali.
Crisi renale sclerodermica
Si richiede cautela in pazienti con sclerosi sistemica a causa di un aumento dell’incidenza di crisi renale sclerodermica (possibilmente fatale) con ipertensione e diuresi diminuita osservate in seguito all’assunzione di una dose giornaliera pari o superiore a 15 mg di prednisolone. La pressione arteriosa e la funzione renale (creatinina s), pertanto, devono essere sottoposte a controlli regolari. In caso di sospetta crisi renale, la pressione arteriosa deve essere sottoposta a controlli accurati.
Disturbi visivi
Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici.
Popolazione pediatrica
Nella primissima infanzia il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.
I bambini sottoposti a prolungata corticoterapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo.
Informazioni importanti su alcuni eccipienti
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Si ritiene che il trattamento concomitante con inibitori di CYP3A, compresi i medicinali contenenti cobicistat, possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici. L’associazione deve essere evitata a meno che il beneficio non superi il maggior rischio di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi; in questo caso è necessario monitorare i pazienti per verificare l’assenza di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi.
Farmaci Antiepilettici: fenobarbital, primidone, carbamazepina, fenitoina riducono l’efficacia degli steroidi sistemici, tanto da rendere necessario un aumento della dose degli steroidi.
Diltiazem: è stato dimostrato un potenziamento degli effetti indesiderati da prednisone durante la terapia concomitante con diltiazem a causa del rallentamento del metabolismo del prednisone.
Farmaci Anticoagulanti: i corticosteroidi possono sia aumentare che diminuire l’azione anticoagulante; è necessario quindi controllare strettamente i soggetti che assumono sia anticoagulanti orali che corticosteroidi. In particolare l’uso concomitante del prednisone durante la somministrazione di Warfarin, potenzia l’effetto anticoagulante di quest’ultimo con conseguente aumento dell’INR (vedere Paragrafo 4.4).
Antidiabetici (sulfaniluree): i corticosteroidi riducono l’effetto ipoglicemizzante degli agenti antidiabetici (vedere Paragrafo 4.4).
Macrolidi: l’uso concomitante di corticosteroidi durante la terapia antibiotica con macrolidi (eritromicina, troleandomicina) può determinare un aumento della concentrazione degli steroidi (vedere Paragrafo 4.4).
Agenti antinfiammatori non steroidei (FANS): i corticosteroidi possono aumentare l’incidenza e/o la gravità del sanguinamento e dell’ulcerazione gastrointestinale causate dai FANS. I corticosteroidi possono ridurre i livelli sierici di salicilato con conseguente diminuzione dell’efficacia.
Nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroidi.
Vaccini: il prednisone diminuisce la risposta anticorpale ai vaccini aumentando il rischio di eventi avversi (vedere Paragrafo 4.4).
Nelle donne in stato di gravidanza, in allattamento il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo medico.
Gli effetti indesiderati sono organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA.
La frequenza è definita attraverso la seguente convenzione: [Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (non può essere stimata dai dati disponibili)]
La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati elencati di seguito dipende dalla dose e dalla durata del trattamento.
| Patologie del sistema emolinfopoietico | |
| Comune | Anemia, Neutropenia, Anemia secondaria |
| Non comune | Trombocitopenia, Leucocitosi, Anemia microcitica, Pancitopenia, Aplasiamidollare ossea. |
| Raro | Ematoma spontaneo. |
| Patologie cardiache | |
| Comune | Tachicardia, Patologia cardiaca. |
| Non comune | Scompenso cardiaco, Bradicardia***. |
| Patologie endocrine | |
| Comune | Iperglicemia, Insulino resistenza. |
| Non comune | Diabete mellito, Diabete da steroidi, Mestruazioni irregolari, Irsutismo,Globulina legante gli ormoni sessuali maschili diminuita. |
| Raro | Aspetto Cushingoide, Facies lunare, Disturbo ipotalamo-ipofisario. |
| Molto raro | Paralisi periodica tireotossica. |
| Patologie dell’occhio | |
| Comune | Bruciore agli occhi. |
| Non comune | Disturbo del cristallino, Glaucoma acuto, Glaucoma ad angolo aperto,Emorragia congiuntivale, Cheratite, Ipertensione oculare, Cataratta sottocapsulare posteriore. |
| Raro | Cecità in un occhio, Corioretinopatia, Edema periorbitale. |
| Non Nota | Visione offuscata** |
| Patologie gastrointestinali | |
| Molto comune | Dolore di stomaco, Diarrea, Nausea, Vomito, Afte, Gonfiore addominale,Sensazione di bruciore allo stomaco, Dolore addominale, Crampi addominali. |
| Comune | Epigastralgia, Dispepsia, Gastroenterite, Gastrite, Bruciore retrosternale,Esofagite. |
| Non comune | Secchezza orale, Formicolio alla lingua, Costipazione, Ulcera duodenale,Melena, Emorragia gastrointestinale, Emorragia del retto, Ulcera peptica. |
| Raro | Ematemesi, Esofagite erosiva, Ulcera esofagea, Gastroduodenite, Perdita didenti, Denti fragili, Diverticolite, Ileo paralitico. |
| Non noto | Pancreatite acuta |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
| Molto comune | Astenia, Malessere generale, Febbre. |
| Comune | Gonfiore della mucosa NAS, Rossore, Edema. |
| Non comune | Neutropenia febbrile, Iperpiressia, Mucosite NAS, Guarigione ritardata di ferita,Dolore. |
| Raro | Sepsi NAS, Insufficienza multiorgano. |
| Patologie epatobiliari | |
| Comune | Ipertransaminasemia, Iperbilirubinemia. |
| Non comune | Colecistite acuta, Colangite. |
| Raro | Epatotossicità, Epatite acuta, Riattivazione di epatite B. |
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Molto comune | Orticaria, Ponfi. |
| Comune | Gonfiore del viso. |
| Non comune | Eruzione cutanea, Orticaria acuta, Eritema orticarioide. |
| Raro | Angioedema. |
| Infezioni ed infestazioni | |
| Molto comune | Dissenteria, Infezione. |
| Comune | Infezione da Salmonella NAS, Gastroenterite da Escherichia, Ascesso, Sensibilità alle infezioni aumentata. |
| Non comune | Herpes zoster, Herpes labiale, Sepsi batterica, Corioretinite da Citomegalovirus, Infezione da Pneumocystis jiroveci, Setticemia da Staphylococcus aureus, Polmonite da Legionella. |
| Raro | Setticemia, Shock settico, Endocardite NAS, Ascesso della parete addominale, Sarcoma di Kaposi. |
| Molto raro | Infezione da Alternaria, Infezione da Nocardia, Infezione da Aspergillus Fumigatus, Criptococcosi, Colite da Clostridium. |
| Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura | |
| Non comune | Lesione del tendine di Achille, Rottura del tendine di Achille. |
| Esami diagnostici | |
| Comune | Transaminasi NAS aumentata, Amilasi elevata, Lipasi aumentata, Glucosio ematico aumentato, INR aumentato, Enzimi epatici aumentati. |
| Non comune | Peso aumentato, Ipoalbuminemia, Ipopotassiemia, Ipersodiemia, Ipercreatinemia. |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | |
| Non comune | Apporto di liquidi ridotto, Fame anormale, Aumento anomalo di peso, Introito dicibo marcatamente ridotto, Ipocalcemia, Ipercalcinuria, Ritardo di crescita. |
| Raro | Frattura vertebrale compressiva, Alcalosi ipocloremica, Acidosi metabolica(acidosi diabetica esclusa). |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | |
| Comune | Disturbo muscolare, Osteopenia, Osteoporosi. |
| Non comune | Osteonecrosi, Artralgia, Artrite, Miopatia, Dolori muscolari generalizzati,Frattura. |
| Raro | Rabdomiolisi. |
| Patologie del sistema nervoso | |
| Molto comune | Cefalea, Emicrania, Capogiro. |
| Comune | Parestesia, Sonnolenza, Vertigini, Parestesia della mano. |
| Non comune | Epilessia parziale, Diplopia, Acuità visiva ridotta, Lipotimia, Tremori. |
| Raro | Neuropatia sensitiva periferica, Sindrome da leucoencefalopatia posteriorereversibile. |
| Molto raro | Leucoencefalopatia |
| Disturbi psichiatrici | |
| Comune | Agitazione, Irascibilità, Insonnia, Confusione, Difficoltà a dormire. |
| Non comune | Disturbi psichiatrici, Attacco di panico, Idee di riferimento, Depressione, Ansia,Euforia, Disturbo di memoria. |
| Raro | Sindrome depressiva, Tentato suicidio con sovradosaggio di farmaci, Statopsicotico, Allucinazioni uditive e visive. |
| Patologie renali ed urinarie | |
| Non comune | Ritenzione idrica, Poliuria, Ematuria. |
| Raro | Insufficienza renale. |
| Non Nota | Crisi renale sclerodermica*. |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | |
| Molto comune | Irritazione della gola, Tosse. |
| Comune | Broncopolmonite, Polmonite. |
| Non comune | Polmonite bilaterale, Iperventilazione, Dispnea. |
| Raro | Singhiozzo |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
| Molto comune | Eruzione cutanea, Prurito, Strie della cute, Acne, Esantema maculare. |
| Comuni | Eruzione della faccia, Eritema della faccia, Dermatite da contatto, Esantemapapulare. |
| Non comune | Eritema diffuso, Prurito generalizzato, Esantema eritematoso, Pelle screpolata,Petecchie, Reazione cutanea diffusa, Porpora. |
| Raro | Esantema aggravato, Porocheratosi. |
| Patologie vascolari | |
| Comuni | Fragilità capillare, Ematoma. |
| Non comune | Ipertensione, Episodio ipertensivo, Ipertensione sistolica, Coagulazione intravascolare disseminata, Trombosi, Tromboflebite, Vasculiteleucocitoclastica, Flebite. |
| Raro | Crisi ipertensiva, Shock ipovolemico. |
Descrizione di reazioni avverse selezionate
*Crisi renale sclerodermica
Tra le diverse sottopopolazioni, l’insorgenza di crisi renali sclerodermiche varia. Il rischio più elevato è stato segnalato in pazienti con sclerosi sistemica diffusa; il rischio più basso è stato segnalato in pazienti con sclerosi sistemica limitata (2 %) e sclerosi sistemica ad esordio giovanile (1 %).
**vedere anche il paragrafo 4.4.
***Soprattutto/Specie a seguito di dosi elevate
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un'alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di sodio e di potassio. I corticosteroidi aumentano l'escrezione urinaria di calcio ed inibiscono il suo assorbimento intestinale (vedere Paragrafo 4.4).
In caso di sovradosaggio si raccomanda di effettuare, in concomitanza con le misure abituali per l'eliminazione del farmaco non assorbito (lavanda gastrica, carbone vegetale, ecc.), il controllo clinico delle funzioni vitali del paziente.
Proprietà farmacologiche - DELTACORTENE 25 MG
Categoria farmacoterapeutica: corticosteroidi sistemici, non associati - glucocorticoidi; codice ATC: H02AB07.
Il prednisone, pur presentando il tipico profilo dello steroide glucocorticoide, si differenzia dal cortisone, da cui deriva per deidrogenazione in posizione 1, 2 della molecola, per la capacità di aumentare (in media di 4 volte rispetto al cortisone) tutte quelle attività farmacologiche connesse con le proprietà antireazionali di questa classe di composti. Il prednisone non possiede di per sé un'attività biologica, ma diviene attivo nell'organismo in quanto subisce, ad opera delle reduttasi epatiche che riducono il chetone in posizione 11 ad ossidrile, una rapida conversione a prednisolone che rappresenta il metabolita attivato dello steroide. In
condizioni normali questo processo avviene rapidamente e totalmente a livello del fegato, tanto che prednisone e prednisolone possono essere ritenuti farmacologicamente equivalenti.
Gli studi condotti in differenti modelli sperimentali, oltre a dimostrare la notevole attività antinfiammatoria del cortisonico, hanno indicato che il prednisone è in grado di influenzare la gliconeogenesi, di stimolare la deposizione del glicogeno epatico, di determinare un effetto eosinopenizzante, di prolungare il tempo di sopravvivenza negli animali surrenectomizzati, di proteggere i ratti dall'intossicazione acuta da albume d'uovo, di inibire la crescita ponderale e di antagonizzare le alterazioni sperimentalmente indotte nell'endotelio delle vene e dei capillari. Le esperienze condotte, infine, sull'escrezione idro-minerale, hanno dimostrato che la somministrazione di dosi terapeutiche di prednisone provoca un vantaggioso aumento della diuresi e dell'eliminazione sodica, senza stimolare l'escrezione urinaria del potassio. Come nel caso di altri glucocorticoidi, gli effetti del prednisone sull'escrezione sodica rappresentano il risultato delle variazioni che lo steroide induce sul bilancio tra il tasso di incremento della filtrazione glomerulare renale e l'incremento del riassorbimento tubulare di questo ione.
Il prednisone viene rapidamente assorbito nell'uomo a livello intestinale, raggiungendo il picco medio delle concentrazioni ematiche 0,5-1 ora dopo la somministrazione orale di 20 mg di prodotto. Il corticosteroide si lega alle proteine plasmatiche in una percentuale molto elevata (60 - 90%) e la biodisponibilità orale viene calcolata intorno allo 0,85% della dose somministrata. La velocità di distribuzione è stata stimata in 0,85 L/kg, l'emivita plasmatica totale e libera rispettivamente in 2,58 e 1,89 ore e l'emivita biologica in 18-36 ore. Sotto quest'ultimo profilo il prednisone possiede una emivita superiore a quella del cortisone e dell'idrocortisone e, pertanto, risulta più efficace dei glucocorticoidi naturali con effetti antinfiammatori più duraturi. Infine, la clearance totale risulta di 0,232 L h-1kg-1, mentre l’eliminazione urinaria viene stimata al 13,7% della dose somministrata. Il metabolismo del prednisone risulta simile a quello dei parenti naturali cortisone ed idrocortisone ed è comune al metabolismo generale dei glucocorticoidi. Esso inizia con l'idrogenazione del primo anello aromatico con formazione di tetraidroderivati, procede con la riduzione del gruppo chetonico in posizione 3, per pervenire alla formazione dei 17-chetosteroidi 11-ossidrilati che costituiscono la tappa fondamentale del metabolismo dei glucocorticoidi. In tale forma essi possono venire eliminati già direttamente, ma in piccola parte con le urine, mentre sono escreti in quantità maggiore e più facilmente, perché più solubili, in forma coniugata.
Informazioni farmaceutiche - DELTACORTENE 25 MG
DELTACORTENE 5 mg compresse
Acido stearico; amido di mais; cellulosa microcristallina; lattosio.
DELTACORTENE 25 mg compresse
Magnesio stearato; amido di mais; cellulosa microcristallina; lattosio.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Astuccio di 10 compresse da mg 5 in blister Pvc/Al Astuccio di 20 compresse da mg 5 in blister Pvc/Al Astuccio di 10 compresse da mg 25 in blister Pvc/Al