LIPOFENE 100 MG CAPSULE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - LIPOFENE 100 MG
Lipofene è indicato in aggiunta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (per es. esercizio fisico, riduzione del peso) per:
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trattamento dell’ipertrigliceridemia grave con o senza bassi livelli di colesterolo HDL.
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Iperlipidemia mista, quando una statina è controindicata o non tollerata.
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Iperlipidemia mista nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, in aggiunta a una statina, quando i livelli di trigliceridi e di colesterolo HDL non sono adeguatamente controllati.
Adulti
La dose raccomandata è di 100 mg tre volte al giorno ai pasti principali. La dose massima per le forme più gravi è di 500 mg al giorno.
Anziani (≥ 65 anni di età)
Non è necessario un aggiustamento della dose. Si raccomanda una dose abituale, tranne quando si verifica una diminuzione della funzionalità renale con velocità di filtrazione glomerulare stimata < di 60 mL/min/1,73 (vedere Pazienti con compromissione renale).
Bambini
Non vi è una sufficiente informazione circa il dosaggio nei bambini.
Pazienti con compromissione renale
Il fenofibrato non deve essere usato se è presente una grave insufficienza renale, definita come eGFR < 30 mL/min per 1,73 m2.
Se la eGFR è compresa tra 30 e 59 mL/min per 1,73 m2, la dose di fenofibrato non deve superare i 100 mg standard o 67 mg micronizzati una volta al giorno.
Se, durante il follow-up, se eGFR diminuisce in modo persistente a < 30 mL/min per 1,73 m 2 il fenofibrato deve essere interrotto.
La risposta al trattamento è generalmente rapida e si manifesta entro alcune settimane. In caso di risposta inadeguata dopo 3 mesi di trattamento, il trattamento con Lipofene deve essere sospeso.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza epatica. Gravidanza e allattamento.
Insufficienza renale grave (velocità di filtrazione glomerulare stimata < 30 mL/min/1,73 m2.
Qualsiasi trattamento farmacologico deve essere preceduto da opportune modifiche dietetiche e dello stile di vita. Usare cautela nel trattamento di soggetti con alterata funzione renale, poiché in questi casi è più elevato il rischio di miopatia. Da usare con cautela nei pazienti con un'anamnesi di epatopatia, calcolosi biliare o di ulcera peptica poiché quest'ultima potrebbe riattivarsi.
La combinazione di un fibrato con una statina aumenta il rischio di tossicità muscolare grave, in particolare rabdomiolisi.
Durante il trattamento devono essere effettuate periodiche determinazioni delle transaminasi ed altre prove di funzionalità epatica e della conta ematica. E' consigliabile sospendere il trattamento se si riscontrano anormalità della funzione epatica. Analogamente il trattamento va sospeso se si sospetta miotossicità o se la concentrazione di creatinina chinasi aumenta in modo significativo.
Il prodotto contiene sodio bisolfito; tale sostanza raramente può causare gravi reazioni di ipersensibilità e broncospasmo.
Il medicinale contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-lattosio, non devono assumere questo medicinale.
Funzionalità renale
LIPOFENE è controindicato in caso di compromissione renale grave (vedere paragrafo 4.3).
LIPOFENE deve essere usato con cautela nei pazienti con lieve o moderata insufficienza renale. La dose deve essere regolata, nei pazienti la cui velocità di filtrazione glomerulare stimata è compresa tra 30 e 59 mL/min/1,73 m2 (vedere paragrafo 4.2).
AAumenti reversibili della creatinina sierica sono stati generalmente stabili nel tempo senza nessuna evidenza di un continuo aumento della creatinina sierica con la terapia a lungo termine e con la tendenza a tornare a livelli normali dopo l’interruzione del trattamento.
Durante gli studi clinici il 10% dei pazienti ha avuto un aumento della creatinina dai livelli basali a livelli superiori ai 30 μmol/L durante la co-somministrazione di fenofibrati e simvastatina rispetto al 4,4% con la statina in monoterapia. Lo 0,3% dei pazienti trattati con la co-somministrazione ha avuto aumenti clinicamente rilevanti della creatinina a valori > 200 μmol/L.
Il trattamento deve essere interrotto quando il livello di creatinina è del 50% al di sopra del limite superiore di normalità. Si raccomanda di controllare la creatinina nei primi 3 mesi successivi all’inizio del trattamento e dopo periodicamente.
Le seguenti associazioni richiedono precauzioni particolari o un aggiustamento del dosaggio:
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farmaci ipolipemizzanti e statine: vi è un aumento del rischio di miopatia (vedere 4.4).
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ciclosporina: l’uso di fenofibrato aumenta il rischio di nefrotossicità.
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anticoagulanti: aumento dell’effetto anticoagulante. La dose di questi ultimi dovrà essere inizialmente dimezzata ed aggiustata successivamente basandosi sul tempo di protrombina fino a che quest'ultimo risulti stabilizzato.
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antidiabetici: i fibrati possono avere un effetto additivo per cui è necessario inizialmente una riduzione della dose di ipoglicemizzante orale o di insulina.
A causa delle evidenze precliniche il farmaco è controindicato in gravidanza.
Non vi sono informazioni circa il passaggio del fenofibrato nel latte materno, per cui l’uso è da evitare in corso di allattamento.
Dal momento che il farmaco può occasionalmente provocare vertigini e sonnolenza, i pazienti devono essere informati che occorre una certa cautela nel fare uso di macchinare incluso la guida di veicoli.
All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. molto comune ≥ 1/10
comune ≥ 1/100, < 1/10 non comune ≥ 1/1000, < 1/100
raro ≥ 1/10000, < 1/1000
molto raro ≤ 1/10000
non nota la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.
| Classificazione Organo Sistema (MedDRA) | Frequenza | Effetto indesiderato |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Comune | Leucopenia, eosinofilia, anemia, agranulocitosi |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Vertigini, cefalea, astenia, sonnolenza |
| Raro | Astenia sessuale | |
| Patologie cardiache | Comune | Aritmie |
| Patologie gastrointestinali | Comune | Nausea, vomito, diarrea, dispepsia, flatulenze, dolori addominali |
| Non nota | Pancreatite | |
| Patologie epatobiliari | Comune | Aumento delle transaminasi, epatite, calcolibiliari |
| Patologie della cute e del tessutosottocutaneo | Comune | Eruzioni cutanee, reazioni orticarioidi, prurito,reazioni di fotosensibilità |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Crampi, mialgie, artralgie, miosite |
| Raro | Rabdomiolisi | |
| Patologie renali e urinarie | Comune | Disuria, oliguria, ematuria, proteinuria |
| Disturbi del metabolismo e dellanutrizione | Comune | Polifagia con aumento di peso |
| Esami diagnostici | Comune | Aumento della creatininemia, azotemia,creatinina chinasi |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | ||
| Non nota | Pneumopatia interstiziale |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’, Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
Proprietà farmacologiche - LIPOFENE 100 MG
Categoria Farmacoterapeutica: Sostanze ipolipemizzanti. Fibrati. Codice ATC: C10AB05
Meccanismo d’azione
Il principio attivo della specialità medicinale, il fenofibrato, è una molecola ipolipemizzante in grado di ridurre il livello di trigliceridi sierici, colesterolo LDL e di aumentare il colesterolo HDL.
L'attività ipolipemizzante del fenofibrato alle dosi usuali, nell'uomo, può determinare la riduzione del 40- 50% della trigliceridemia e del 20-25% della colesterolemia.
Efficacia e sicurezza clinica
Esistone evidenze del fatto che il trattamento con i fibrati può ridurre gli eventi legati a patologie coronariche, ma non è stato dimostrato che i fibrati riducano la mortalità per tutte le cause nella prevenzione primaria o secondaria della malattia cardiovascolare.
Lo studio clinico Action to Control Cardiovascular Risk in Diatetes (ACCORD) sui lipidi era uno studio randomizzato, controllato verso placebo, condotto su 5518 pazienti con diabete millito di tipo 2, trattati con fenofibrato in aggiunta a simvastatina. La terapia con fenofibrato più simvastatina non ha dimostrato differenze significative rispetto alla ionoterapia con simvastatina, nell’esito primario composto di infarto miocardico non fatale, ictus non fatale e morte cardiovascolare (rapporto di rischio [HR] 0,92, IC al 95% 0,79-1,08, p = 0,32; riduzione del rischio assoluto: 0,74%). Nel sottogruppo prespecificato di pazienti con dislipidemia, definiti come i pazienti nel terzile più basso dell’HDL-C (≤34 mg/dl o 0,88 mmol/l) e nel terzile più alto dei TG (≥204 mg/dl o 2,3 mmol/l) al basale, la terapia con fenofibrato più simvastatina ha dimostrato una riduzione relativa del 31%, rispetto alla ionoterapia con simvastatina, per l’esito primario composto (rapporto di rischio [HR] 0,69, IC al 95% 0,49-0,97, p = 0,03; riduzione del rischio assoluto: 4,95%). L’analisi di un altro sottogruppo prespecificato ha identificato un’interazione trattamento-per-genere statisticamente significativa (p = 0,01), indicando un possibile beneficio di trattamento della terapia in associazione negli uomini (p=0,037), ma un rischio potenzialmente più elevato per l’esito primario nelle donne sottoposte alla terapia in associazione, rispetto alla ionoterapia con simvastatina (p=0,069). Ciò non è stato osservato nel succitato sottogruppo di pazienti con dislipidemia, ma non vi è stata inoltre una chiara evidenza di beneficio nelle donne con dislipidemia trattate con fenofibrato più simvastatina, e non si è potuto escludere un possibile effetto dannoso in questo sottogruppo.
Assorbimento e distribuzione
Il fenofibrato è un pro-farmaco che viene rapidamente metabolizzato nel suo metabolica attivo, l’acido fenofibrico. Il picco plasmatico compare poco dopo la 4° ora. L'emivita è circa di 20 ore. Il farmaco non si accumula dopo somministrazioni ripetute ma l’emivita è prolungata nei pazienti con insufficienza renale.
Metabolismo ed eliminazione
L'eliminazione del farmaco avviene in forma del metabolica attivo o del suo corrispondente estere glucuronide. Oltre l'80% della dose assunta viene escreta per via urinaria nelle prime 24 ore.
Informazioni farmaceutiche - LIPOFENE 100 MG
Lattosio, magnesio stearato. Componenti della capsula: titanio biossido (E171), sodio bisolfito, gelatina.
Astuccio da 50 capsule in blister di PVC/PVDC termosaldato con foglio di alluminio/PVDC.