IQYMUNE 100 MG/ML SOLUZIONE PER INFUSIONE
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Classe
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - IQYMUNE 100 MG/ML
Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:
-
Sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con produzione anticorpale compromessa.
-
Immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti che soffrono di infezioni gravi o ricorrenti, trattamento antimicrobico non efficace e con insufficienza anticorpale specifica accertata (PSAF)* o livelli sierici di IgG < 4 g/L.
* PSAF = incapacità di incrementare di almeno 2 volte il titolo anticorpale di IgG a seguito di vaccinazione anti-pneumococcica con antigene polisaccaridico e polipeptidico.
Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:
-
Trombocitopenia immune primaria (ITP) in pazienti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine
-
Sindrome di Guillain-Barré
-
Malattia di Kawasaki (in associazione con acido acetilsalicilico; vedere paragrafo 4.2)
-
Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)
-
Neuropatia motoria multifocale (MMN).
La terapia IVIg deve essere iniziata e monitorata da un medico con esperienza nel trattamento dei disturbi del sistema immunitario.
Posologia
La dose e lo schema posologico dipendono dall’indicazione.
Può essere necessario adattare la dose in funzione della risposta clinica di ciascun paziente. La dose basata sul peso corporeo può dover essere aggiustata in pazienti sottopeso o sovrappeso.
I seguenti schemi posologici sono forniti a titolo indicativo.
Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria
Lo schema posologico deve consentire il raggiungimento di una concentrazione minima di IgG (misurata prima della successiva infusione) di almeno 6 g/L o entro l’intervallo di normalità di riferimento per la popolazione di quell’età. Sono necessari 3-6 mesi dall’inizio della terapia perché si raggiunga l’equilibrio (livelli di IgG allo stato stazionario). La dose iniziale consigliata è
di 0,4-0,8 g/kg in somministrazione unica, seguita da almeno 0,2 g/kg da somministrare ogni 3-4 settimane.
La dose necessaria per raggiungere una concentrazione minima di IgG di 6 g/L è dell’ordine
di 0,2-0,8 g/kg/mese. L’intervallo tra le dosi dopo il raggiungimento dello stato stazionario varia da 3 a 4 settimane. È necessario misurare e valutare le concentrazioni minime di IgG insieme all’incidenza di infezione. Per ridurre la frequenza di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare la dose e cercare di raggiungere concentrazioni minime più elevate.
Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1)
La dose consigliata è di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane.
È necessario misurare e valutare le concentrazioni minime di IgG congiuntamente all’incidenza di infezioni. La dose dovrà essere regolata come necessario al fine di conseguire una protezione ottimale contro le infezioni; un incremento della dose può essere necessario in pazienti con infezione persistente; una riduzione della dose può essere presa in considerazione quando il paziente rimane libero da infezione.
Immunomodulazione in:
Trombocitopenia immune primaria
Esistono due tipi di regimi di trattamento alternativi:
-
0,8-1 g/kg somministrato il giorno 1; questa dose può essere ripetuta ogni 3 giorni
-
0,4 g/kg ogni giorno per 2-5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.
Sindrome di Guillain Barré
0,4 g/kg/die per 5 giorni (è possibile ripetere la dose in caso di recidiva).
Malattia di Kawasaki
Somministrare 2,0 g/kg in dose singola. È necessario trattare contemporaneamente i pazienti con acido acetilsalicilico.
Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)
Dose iniziale: 2 g/kg suddivisa in 2-5 giorni consecutivi Dosi di mantenimento:
1 g/kg frazionato nel corso di 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane.
Valutare l’effetto del trattamento dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.
In caso di efficacia, la decisione di proseguire il trattamento a lungo termine spetta al giudizio del medico, in base alla risposta del paziente e alla risposta alla dose di mantenimento. Può essere necessario adattare dosaggio e intervalli in base al decorso individuale della malattia.
Neuropatia motoria multifocale (MMN)
Dose iniziale: 2 g/kg somministrata per 2-5 giorni consecutivi.
Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2-4 settimane oppure 2 g/kg ogni 4-8 settimane
Valutare l’effetto del trattamento dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.
In caso di efficacia, la decisione di proseguire il trattamento a lungo termine spetta al giudizio del medico, in base alla risposta del paziente e alla risposta alla dose di mantenimento. Può essere necessario adattare dosaggio e intervalli in base al decorso individuale della malattia.
Le dosi raccomandate sono riepilogate nella tabella che segue.
| Indicazione | Dose | Frequenza delle infusioni |
| Terapia sostitutiva: | ||
| Sindromi da immunodeficienza primaria | Dose iniziale:0,4-0,8 g/kgDose di mantenimento: 0,2-0,8 g/kg | ogni 3-4 settimane |
| Immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1) | 0,2-0,4 g/kg | ogni 3-4 settimane |
| Immunomodulazione: | ||
| Trombocitopenia immune primaria | 0,8-1 g/kg oppure0,4 g/kg/die | il giorno 1, eventualmente da ripetersi una voltaentro 3 giorniper 2-5 giorni |
| Sindrome di Guillain Barré | 0,4 g/kg/die | per 5 giorni |
| Malattia di Kawasaki | 2 g/kg | in un’unica dose in associazione con acido acetilsalicilico |
| Dose iniziale: 2 g/kg | in dosi frazionate nel corso di 2-5 giorni | |
| Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) | Dose di mantenimento: 1 g/kg | ogni 3 settimane in dosi frazionate nel corso di 1-2 giorni |
| Dose iniziale: 2 g/kg | In dosi frazionate nel corso di 2-5 giorni consecutivi | |
| Neuropatia motoria multifocale (MMN) | Dose di mantenimento: 1 g/kg | ogni 2-4 settimaneoppure |
| oppure 2 g/kg | ogni 4-8 settimane in dosifrazionate nel corso di 2-5 giorni consecutivi | |
Popolazione pediatrica
La posologia dei bambini e degli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti, perché la posologia per ogni indicazione è fornita per peso corporeo e deve essere regolata in base agli esiti clinici delle condizioni suddette.
Compromissione epatica
Non sono disponibili evidenze che richiedano un aggiustamento della dose.
Compromissione renale
Non necessita di aggiustamento della dose, salvo necessità clinica, vedere paragrafo 4.4.
Popolazione anziana
Non necessita di aggiustamento della dose, salvo necessità clinica, vedere paragrafo 4.4.
Modo di somministrazione
Per uso endovenoso.
L’immunoglobulina umana normale deve essere somministrata per via endovenosa a una velocità iniziale di 0,5 mL/kg/ora per 30 minuti. Vedere paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di infusione o interrompere la somministrazione. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino a un massimo di 6 mL/kg/ora.
I dati clinici ricavati da un numero limitato di pazienti con PID e ITP confermano che i pazienti adulti e in età pediatrica possono tollerare una velocità di infusione fino a 8 mL/kg/ora.
Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobulina umana) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafi 4.4 e 6.1).
Pazienti con deficienza IgA selettiva che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, poiché la somministrazione di un prodotto contenente IgA può causare una reazione anafilattica.
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei prodotti medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Precauzioni di impiego
È spesso possibile evitare potenziali complicazioni verificando che i pazienti:
-
non siano sensibili all’immunoglobulina umana normale somministrando inizialmente il prodotto lentamente (0,5 mL/kg/ora che corrispondono a 0,0083 mL/kg/minuto)
-
vengano monitorati attentamente per rilevare eventuali sintomi durante il periodo di infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana normale, i pazienti a cui viene cambiato il prodotto IVIg somministrato o per i quali sia trascorso un lungo periodo dall’infusione precedente dovranno essere monitorati ’durante la prima infusione e per la prima ora dopo di questa in un ambiente sanitario controllato, al fine di rilevare potenziali segni avversi e assicurare che il trattamento di emergenza possa essere somministrato immediatamente qualora insorgano problemi. Tutti gli altri pazienti devono rimanere in osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.
Per tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede di:
-
fornire adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg
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monitorare la produzione di urina
-
monitorare i livelli di creatinina sierica
-
evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa (vedere paragrafo 4.5).
In caso di reazione avversa, ridurre la velocità di infusione o interrompere la somministrazione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravità della reazione avversa.
Reazioni correlate all’infusione
Alcune reazioni avverse (per es. cefalea, vampate di calore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. Attenersi scrupolosamente alla velocità di infusione indicata nel paragrafo 4.2. I pazienti devono essere strettamente monitorati e osservati attentamente per verificare la presenza di sintomi durante il periodo di infusione.
Le reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza:
-
in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta oppure, in rari casi, quando il prodotto a base di immunoglobulina umana normale viene cambiato o quando sia trascorso un periodo di tempo lungo dalla precedente infusione
-
in pazienti con infezione attiva o infiammazione cronica sottostante.
Ipersensibilità
Le reazioni di ipersensibilità sono rare.
Reazioni anafilattiche possono svilupparsi in pazienti:
-
-
con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti-IgA
-
che avevano tollerato un trattamento precedente con immunoglobulina umana normale.
In caso di shock, attuare immediatamente il trattamento medico standard per shock. Tromboembolia
Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici quali infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (incluso ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume correlata a un aumento relativo della viscosità ematica in seguito all’elevato afflusso di immunoglobulina in pazienti a rischio. Si deve prestare una particolare attenzione nella prescrizione e infusione di IVIg in pazienti obesi e con fattori di rischio preesistenti per eventi trombotici (quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con disturbi trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti immobilizzati per periodi prolungati, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con disturbi che provocano l’incremento della viscosità ematica).
Nei pazienti a rischio di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti IVIg devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minima praticabile.
Insufficienza renale acuta
Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta in pazienti che seguono una terapia con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, medicinali nefrotossici concomitanti, età superiore a 65 anni.
Valutare i parametri renali prima dell’infusione di IVIg, in particolare nei pazienti che si ritiene presentino un rischio potenzialmente maggiore di sviluppare insufficienza renale acuta, e poi nuovamente a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, somministrare i prodotti IVIg alla velocità di infusione minima e alla dose minima praticabili. In caso di compromissione renale valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con IVIg.
Sebbene episodi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all’uso di molti dei prodotti IVIg autorizzati che contengono vari eccipienti, quali saccarosio, glucosio e maltosio, quelli che contengono saccarosio come stabilizzante rappresentano un’altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio, è opportuno prendere in considerazione l’uso di prodotti IVIg che non contengono questi eccipienti.
IQYMUNE non contiene saccarosio, maltosio o glucosio. Contenuto di sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “privo di sodio”
Sindrome da meningite asettica (AMS)
È stata riportata AMS in combinazione con il trattamento con IVIg. La sindrome generalmente esordisce entro un periodo che varia da diverse ore a due giorni dopo il trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebrospinale (CSF) sono spesso positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm³, soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevate, fino a diverse centinaia di mg/dL.
La meningite asettica può verificarsi più frequentemente in combinazione con trattamento con IVIg a dosi elevate (2 g/kg).
I pazienti che mostrano tali segni e sintomi devono essere sottoposti a esame neurologico accurato, inclusi studi del LCS, per escludere altre cause della meningite.
L’interruzione del trattamento con IVIg ha portato alla remissione della sindrome da meningite asettica entro alcuni giorni, senza conseguenze.
Anemia emolitica
I prodotti IVIg possono contenere anticorpi gruppo sanguigno-specifici che possono agire come emolisine e indurre il rivestimento in vivo degli eritrociti (RBC) con le immunoglobuline, causando una reazione antiglobulinica diretta positiva (test di Coombs) e raramente l’emolisi. L’anemia emolitica può svilupparsi secondariamente alla terapia con prodotti IVIg a causa del maggior sequestro di RBC. I soggetti che assumono IVIg devono essere controllati per l’eventuale presenza di segni e sintomi clinici di emolisi (vedere paragrafo 4.8).
Neutropenia/Leucopenia
Una transitoria riduzione della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, a volte gravi, sono stati segnalati in seguito al trattamento con IVIg. Ciò si verifica di solito nell’arco di ore o giorni dalla somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7-14 giorni.
Danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI)
Nei pazienti che ricevono IVIg sono stati riferiti casi di edema polmonare non cardiogeno acuto (danno polmonare acuto associato alla trasfusione, TRALI). Questo si caratterizza per grave ipossiemia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione. I sintomi del TRALI si sviluppano generalmente durante o entro 6 ore dalla trasfusione, spesso entro 1-2 ore. Di conseguenza, i soggetti che ricevono IVIg devono essere monitorati, interrompendo immediatamente l’infusione in caso di reazioni avverse polmonari. Il danno polmonare acuto è potenzialmente letale e necessita di trattamento immediato in unità di terapia intensiva.
Interferenza con test sierologici
Dopo la somministrazione di immunoglobulina, l’incremento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue di un paziente può portare a risultati falsi positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi nei confronti degli antigeni eritrocitari, ad esempio A, B e D, può interferire con alcuni test sierologici per anticorpi eritrocitari, per esempio il test dell’antiglobulina diretto (DAT, test di Coombs diretto).
Agenti trasmissibili
Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per individuare l’eventuale presenza di specifici marker di infezione e l’inclusione di passaggi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, ogni volta che si somministrano medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti
infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.
Le misure intraprese sono considerate efficaci per virus con capside lipidico quali virus dell’immunodeficienza umana (HIV), virus dell’epatite B (HBV) e virus dell’epatite C (HCV) e per i virus privi di capside lipidico dell’epatite A (HAV) e parvovirus B19.
Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative alla mancata trasmissione di epatite A o di
parvovirus B19 con immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale.
È fortemente consigliato che, ogni volta che IQYMUNE viene somministrato a un paziente, il nome e il numero di lotto del prodotto vengano registrati per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.
Popolazione pediatrica
Le avvertenze e le precauzioni elencate si applicano sia ad adulti che ai bambini.
Vaccini con virus vivi attenuati
La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo minimo di 6 settimane e un periodo massimo di 3 mesi l’efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione del medicinale, deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di sottoporsi a vaccinazione con vaccini con virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, tale compromissione può persistere fino ad 1 anno.
Pertanto, è necessario controllare lo stato degli anticorpi nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo.
Diuretici dell’ansa
Evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa. Popolazione pediatrica
Le interazioni elencate si applicano sia ad adulti che ai bambini.
Gravidanza
Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicinale per l’utilizzo in gravidanza in sperimentazioni cliniche controllate, pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza. Si è osservato che i prodotti IVIg attraversano la placenta in modo crescente durante il terzo trimestre.
L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sul feto e il neonato.
Allattamento
La sicurezza d’uso di questo medicinale durante la gravidanza nell’essere umano non è stata valutata in studi clinici controllati, quindi il medicinale deve essere somministrato con cautela nelle madri che allattano. Le immunoglobuline vengono secrete nel latte umano. Non sono previsti effetti negativi nei neonati/bambini allattati con latte materno.
Fertilità
L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effetti dannosi sulla fertilità.
IQYMUNE altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In seguito alla somministrazione del principio attivo possono manifestarsi capogiri (vedere il paragrafo 4.8). I pazienti che sperimentano reazioni avverse durante il trattamento devono attendere la loro risoluzione prima di guidare veicoli o usare macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali (in ordine decrescente di frequenza) includono (vedere anche il paragrafo 4.4):
-
brividi, cefalea, capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderata lombalgia
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reazioni emolitiche reversibili, in particolare nei pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede trasfusione
-
(raramente) brusco calo della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità a una precedente somministrazione
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(raramente) reazioni cutanee transitorie, incluso lupus eritematoso cutaneo (frequenza non nota)
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(molto raramente) reazioni tromboemboliche come infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda
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casi di meningite asettica reversibile
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casi di incremento dei livelli di creatinina sierica e/o episodi di insufficienza renale acuta
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casi di danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI) Tabella delle reazioni avverse
Complessivamente, durante i 5 studi clinici condotti sul prodotto, 165 pazienti sono stati esposti a 1819 infusioni di IQYMUNE.
La tabella qui sotto è stata organizzata in base alla classificazione per sistemi e organi (SOC e al livello termine preferito MedDRA).
Le frequenze sono state valutate sulla base delle seguenti convenzioni: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), rara (≥1/10 000, <1/1 000), molto rara (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
All’interno di ciascuna classificazione di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine di gravità decrescente.
Database per la sicurezza derivante dagli studi clinici su un totale di 165 pazienti esposti a IQYMUNE (con un totale di 1819 infusioni) e segnalazioni spontanee.
Sistemi e organi secondo MedDRA(SOC) Reazione avversa Frequenzaper paziente Frequenzaper infusione Patologie del sistema emolinfopoietico Neutropenia Comune Comune Leucopenia Comune Non comune Anemia Comune Non comune Linfopenia Comune Non comune Monocitopenia Comune Non comune Anemia emolitica Non nota Non nota Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica Comune Non comune Shock anafilattico Non nota Non nota Patologie del sistema nervoso Cefalea Molto comune Comune Capogiro, tra cui vertigini Comune Non comune Emicrania Comune Non comune Attacco ischemico transitorio Non comune Rara Meningite asettica Non comune Rara Parestesia Non comune Rara Patologie dell’occhio Blefarite allergica Non comune Rara Irritazione oculare Non comune Rara Patologie vascolari Ipertensione Comune Comune Cianosi periferica Non comune Rara Reazioni tromboemboliche (tra cui infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda) Non nota Non nota Vampate di calore Non comune Rara Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Secchezza della gola Non comune Rara Sistemi e organi secondo MedDRA(SOC) Reazione avversa Frequenzaper paziente Frequenzaper infusione Patologie gastrointestinali Vomito Comune Non comune Nausea Comune Non comune Dolore addominale Comune Non comune Dolore orale Comune Non comune Diarrea Non comune Rara Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Comune Non comune Prurito Comune Non comune Iperidrosi Comune Non comune Eritema Non comune Non comune Dermatite esfoliativa Non nota Non nota Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia Comune Non comune Dolore dorsale Comune Non comune Dolore alle estremità Comune Non comune Dolore muscoloscheletrico Comune Non comune Spasmi muscolari Non comune Rara Patologie renali e urinarie Insufficienza renale acuta Non nota Non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia Molto comune Comune Affaticamento Comune Comune Brividi Comune Comune Dolore nella sede di somministrazione Comune Non comune Malattia simil-influenzale Comune Non comune Malessere Comune Non comune Edema periferico Comune Non comune Sensazione di disagio Non comune Rara Esami diagnostici Clearance renale della creatinina ridotta Comune Non comune Aumento della creatinina ematica Non comune Rara Sistemi e organi secondo MedDRA(SOC) Reazione avversa Frequenzaper paziente Frequenzaper infusione Fluttuazioni della temperatura corporea Non comune Rara Aumento del D-dimero della fibrina Non comune Rara Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Reazione correlata all’infusione Non comune Rara Popolazione pediatrica
La frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei pazienti pediatrici sono gli stessi che si verificano negli adulti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Il sovradosaggio porta al sovraccarico di liquidi e a iperviscosità, in particolare nei pazienti a rischio, inclusi lattanti, pazienti anziani o pazienti con insufficienza cardiaca o renale (vedere paragrafo 4.4).
Proprietà farmacologiche - IQYMUNE 100 MG/ML
Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali per somministrazione endovascolare, codice ATC: J06BA02.
L’immunoglobulina umana normale contiene principalmente immunoglobuline G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi.
L’immunoglobulina umana normale contiene gli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale. Viene di solito preparata da plasma ottenuto da non meno di 1 000 donatori. Ha una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G quasi proporzionale a quella nel plasma umano nativo. Dosi adeguate di questo medicinale consentono di ripristinare livelli di immunoglobuline G abnormemente bassi riportandoli a valori normali. Il meccanismo d’azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è ben chiaro.
L’efficacia di IQYMUNE come terapia sostitutiva è stata valutata su un totale di 62 pazienti con PID (36 adulti e 26 in età pediatrica), compresi 4 pazienti naïve.
L’efficacia di IQYMUNE nell’immunomodulazione è stata valutata su 38 pazienti adulti con ITP primaria cronica con una conta delle piastrine < 30 × 109/L, su 22 pazienti adulti con MMN e su 42 pazienti adulti con CIDP.
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi clinici con IQYMUNE
-
in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica con ITP, MMN e CIDP,
-
nella popolazione pediatrica dalla nascita a meno di 24 mesi di età per la PID (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Assorbimento
L’immunoglobulina umana normale risulta immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione del ricevente dopo la somministrazione per via endovenosa.
Distribuzione
Questa si distribuisce in modo relativamente rapido tra plasma e liquido extravascolare; dopo circa 3-5 giorni, si raggiunge l’equilibrio tra i compartimenti intra ed extravascolare.
Eliminazione
L’immunoglobulina umana normale ha un’emivita di circa 34 giorni. Tale emivita può variare da paziente a paziente, in particolare in caso di immunodeficienza primaria.
IgG e i complessi di IgG vengono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale. Popolazione pediatrica
Nessuna analisi farmacocinetica con IQYMUNE è stata effettuata nei pazienti pediatrici. Tuttavia, le concentrazioni minime osservate nei 26 pazienti pediatrici con PID di età ≥ 24 mesi sono risultate simili a quelle ottenute nei pazienti adulti con PID.
Informazioni farmaceutiche - IQYMUNE 100 MG/ML
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali, né con altri prodotti IVIg.
Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Non congelare.
Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo l’apertura, vedere paragrafo 6.3.
20, 50, 100, 200 mL di soluzione in un flaconcino (vetro di tipo I) con tappo (elastomero), capsula (alluminio) e disco rimovibile (polipropilene).
Confezione da 1 flaconcino.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell’uso.
Prima della somministrazione, effettuare un’ispezione visiva dei prodotti ricostituiti per escludere la presenza di particolato e alterazione del colore. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e incolore o marrone chiaro o giallo chiaro. Le soluzioni torbide o che presentano depositi non devono essere somministrate.
Una volta aperto il contenitore in condizioni asettiche, il contenuto deve essere utilizzato immediatamente. Poiché la soluzione non contiene conservanti, IQYMUNE deve essere infuso al più presto possibile, in un’unica somministrazione.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.