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Restrizioni

Informazioni sulla prescrizione

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

Tipo di ricetta

RR - Soggetto a Prescrizione Medica

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Concedibile esente

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

ESCITALOPRAM MYLAN 20 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Produttore

MYLAN

Ultimo aggiornamento del RCP

21/07/2026
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RCP - ESCITALOPRAM 20 MG

Indicazioni

Trattamento degli episodi di depressione maggiore. Trattamento dei disturbi da panico con o senza agorafobia. Trattamento dei disturbi da ansia sociale (fobia sociale).

Trattamento dei disturbi da ansia generalizzata. Trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi.

Posologia

Posologia

La sicurezza di dosi giornaliere superiori a 20 mg non è stata dimostrata.

Episodi di depressione maggiore

La dose usuale è di 10 mg una volta al giorno. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno.

Generalmente sono necessarie 2-4 settimane per ottenere una risposta antidepressiva. Dopo risoluzione dei sintomi è necessario continuare il trattamento per almeno 6 mesi per ottenere un consolidamento della risposta.

Disturbi da panico con o senza agorafobia

La dose iniziale raccomandata è di 5 mg per la prima settimana prima di aumentare la dose a 10 mg al giorno. La dose può essere ulteriormente aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno, sulla base della risposta individuale del paziente.

L’efficacia massima viene raggiunta dopo circa 3 mesi di trattamento. Il trattamento dura diversi mesi.

Disturbi da ansia sociale

La dose usuale è di 10 mg una volta al giorno. Di solito sono necessarie 2-4 settimane per ottenere un sollievo dai sintomi. Successivamente, sulla base della risposta individuale del paziente, la dose può essere ridotta a 5 mg ovvero aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno.

Il disturbo da ansia sociale è una malattia cronica e si raccomanda un trattamento di 12 settimane al fine di consolidare la risposta ottenuta. Il trattamento a lungo termine di pazienti che hanno risposto alla terapia è stato studiato per 6 mesi e può essere considerato su base individuale per la prevenzione di ricadute. I benefici del trattamento andranno rivalutati regolarmente.

‘Disturbo da ansia sociale’ è un termine diagnostico definito per un disturbo specifico che non dovrebbe essere confuso con una eccessiva timidezza. La terapia farmacologica è indicata unicamente se il disturbo interferisce in modo significativo con le attività professionali e sociali. Non è stata valutata la posizione di questo trattamento in confronto alla terapia cognitiva comportamentale.

La terapia farmacologica è parte di una strategia terapeutica globale.

Disturbi da ansia generalizzata

Il dosaggio iniziale è di 10 mg una volta al giorno. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno. Il trattamento a lungo termine di pazienti che hanno risposto alla terapia è stato studiato per almeno 6 mesi in pazienti che ricevevano 20 mg/die. I benefici del trattamento e la dose andranno rivalutati regolarmente (vedere paragrafo 5.1).

Disturbi ossessivo-compulsivi

Il dosaggio iniziale è di 10 mg una volta al giorno. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno.

Il DOC è una malattia cronica: quindi i pazienti dovrebbero essere trattati per un periodo sufficiente da garantire la scomparsa dei sintomi. I benefici del trattamento e la dose andranno rivalutati regolarmente (vedere paragrafo 5.1).

Pazienti anziani (> 65 anni)

Il dosaggio iniziale è di 5 mg una volta al giorno. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno (vedere paragrafo 5.2).

L’efficacia di Escitalopram nel trattamento dei disturbi da ansia sociale non è stata studiata nei

pazienti anziani.

Popolazione pediatrica

Escitalopram non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni (vedere paragrafo 4.4).

Ridotta funzione renale

Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata. Si consiglia cautela nei pazienti con funzione renale gravemente ridotta (CLCR inferiore a 30 ml/min.) (vedere paragrafo 5.2).

Ridotta funzione epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata è raccomandata una dose iniziale di 5 mg al giorno per le prime due settimane di trattamento. In base alla risposta individuale del paziente la dose può essere aumentata a 10 mg al giorno. Si raccomanda cautela e una titolazione della dose estremamente attenta nei pazienti con funzione epatica gravemente ridotta (vedere paragrafo 5.2).

Lenti metabolizzatori del CYP2C19

Per i pazienti noti come lenti metabolizzatori del CYP2C19 si raccomanda una dose iniziale di 5 mg al giorno per le prime due settimane di trattamento. In base alla risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata a 10 mg al giorno (vedere paragrafo 5.2).

Sintomi da interruzione osservati all’interruzione del trattamento

Evitare la brusca interruzione del trattamento. Quando si deve interrompere il trattamento con escitalopram, ridurre la dose gradualmente su un periodo di almeno una o due settimane, al fine di ridurre il rischio di comparsa di rischi da interruzione (vedere paragrafo 4.4 e 4.8). Qualora

comparissero sintomi intollerabili alla riduzione della dose o all’interruzione del trattamento, prendere in considerazione l’assunzione della dose precedentemente prescritta. Successivamente il medico potrà continuare a ridurre la dose, ma in modo più graduale.

Modo di somministrazione

Le compresse di Escitalopram vengono somministrate come dose singola giornaliera e possono essere assunte con o senza cibo.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Il trattamento concomitante con inibitori irreversibili non selettivi delle monoamino-ossidasi (MAO inibitori) è controindicato a causa del rischio di comparsa di sindrome serotoninergica con agitazione, tremore, ipertermia, ecc. (vedere paragrafo 4.5).

L’associazione di escitalopram e inibitori reversibili MAO-A (ad esempio moclobemide) o del MAO inibitore reversibile non selettivo linezolid è controindicata a causa del rischio di comparsa di sindrome serotoninergica (vedere paragrafo 4.5).

Escitalopram è controindicato nei pazienti con noto prolungamento dell’intervallo QT o sindrome

congenita del QT lungo.

La somministrazione di escitalopram con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT è

controindicata (vedere paragrafo 4.5).

Avvertenze

Le seguenti avvertenze speciali e precauzioni si applicano alla classe terapeutica degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).

Uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni

Escitalopram non deve essere utilizzato nel trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. Comportamento suicidario (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) e ostilità (soprattutto aggressività, comportamento oppositivo e rabbia) sono stati osservati più frequentemente negli studi clinici nei bambini e negli adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Se, sulla base di una esigenza clinica, si decidesse comunque di trattare questo gruppo di pazienti, si dovrà provvedere ad un attento controllo relativo alla comparsa di sintomi suicidari. Inoltre mancano dati sulla sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti in merito alla crescita, maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Ansia paradossa

In alcuni pazienti con disturbi da panico possono comparire all’inizio del trattamento con antidepressivi accentuati sintomi di ansia. Si consiglia una bassa dose iniziale al fine di ridurre la probabilità di un effetto ansiogeno (vedere paragrafo 4.2).

Convulsioni

Interrompere il trattamento con escitalopram se il paziente sviluppa per la prima volta delle convulsioni oppure se si verifica un aumento della frequenza di convulsioni (in pazienti con

precedente diagnosi di epilessia). Evitare l’assunzione di SSRI nei pazienti con epilessia instabile e

monitorare attentamente i pazienti con epilessia controllata.

Mania

Utilizzare gli SSRI con cautela nei pazienti con storia di mania/ipomania. Interrompere il trattamento con SSRI nei pazienti che entrano in una fase maniacale.

Diabete

Nei pazienti diabetici il trattamento con un SSRI può alterare il controllo glicemico (ipoglicemia o iperglicemia). Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose di insulina o degli ipoglicemici orali.

Suicidio/pensieri suicidari o loro peggioramento clinico

La depressione è associata ad un maggior rischio di pensieri suicidari, pensieri autolesionistici e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persiste fino alla significativa remissione dei sintomi. E’ possibile non osservare un miglioramento delle condizioni del paziente durante le prime settimane di trattamento o più: tenere quindi questi pazienti sotto stretto controllo fino alla comparsa di detto miglioramento. L’esperienza clinica generale dimostra che il rischio di suicidio può aumentare durante le prime fasi del recupero.

Altre condizioni psichiatriche per le quali viene prescritto Escitalopram possono essere associate ad un maggior rischio di eventi correlate al suicidio. Inoltre, queste condizioni possono avere un effetto di co-morbidità con disturbi di depressione maggiore. Nel trattamento di pazienti affetti da altri disturbi psichiatrici è quindi necessario prendere le stesse precauzioni osservate nel trattamento di pazienti affetti da disturbi di depressione maggiore.

Pazienti con storia di eventi correlati al suicidio ovvero pazienti che mostrano un significativo grado di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento sono esposti ad un rischio maggiore di

pensieri suicidari o di tentativi di suicidio: questi pazienti devono essere attentamente controllati durante il trattamento.

Una metanalisi di studi clinici controllati vs placebo sul trattamento con antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici ha dimostrato un maggior rischio di comportamento suicidario con gli antidepressivi rispetto a placebo nei pazienti di età inferiore a 25 anni. I pazienti, soprattutto quelli ad alto rischio, dovrebbero essere tenuti sotto stretto controllo durante la terapia, soprattutto nelle prime fasi e a seguito di modifiche di dosaggio.

I pazienti (ed i loro assistenti) dovrebbero essere informati della necessità di controllare ogni peggioramento clinico, eventuale comportamento suicidario o pensieri suicidari nonché insoliti cambiamenti comportamentali e di rivolgersi immediatamente al medico in caso di comparsa di questi sintomi.

Acatisia/irrequietezza psicomotoria

L’uso di SSRI/SNRI è stato associato con lo sviluppo di acatisia, caratterizzata da agitazione soggettiva spiacevole o penosa e dalla necessità di muoversi, spesso accompagnate da incapacità di stare seduti o fermi. Ciò si verifica più spesso entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi, un aumento della dose può essere dannoso.

Iposodiemia

Iposodiemia, probabilmente dovuta a inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH), è stata riferita raramente con l’uso di SSRI e si risolve generalmente con l’interruzione della terapia. Prestare cautela nei pazienti a rischio, come i pazienti anziani o i pazienti affetti da cirrosi ovvero nei pazienti trattati con l’associazione con altri medicinali che provocano iposodiemia.

Emorragia

Con il trattamento a base di SSRI sono state riferite anomalie di sanguinamento cutaneo, come ecchimosi e porpora. Prestare cautela nei pazienti che assumono SSRI, soprattutto in concomitanza con anticoagulanti orali, medicinali che influiscono sulla funzione delle piastrine (ad esempio antipsicotici atipici e fenotiazine, la maggior parte degli antidepressivi triciclici, acido acetilsalicilico e farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), ticlopidina e dipiridamolo) nonché in pazienti con tendenza nota al sanguinamento.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)/inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) possono aumentare il rischio di emorragia postpartum (vedere paragrafi 4.6 e 4.8).

TEC (terapia elettroconvulsivante)

L’esperienza con la somministrazione concomitante di SSRI e TEC è limitata. Prestare cautela.

Sindrome serotoninergica

Si raccomanda cautela nell’uso di escitalopram insieme a medicinali con effetto serotoninergico, quali sumatriptan o altri triptani, buprenorfina, tramadolo e triptofano. Raramente è stata riferita sindrome serotoninergica in pazienti che assumevano SSRI insieme a medicinali serotoninergici. Una combinazione di sintomi, quali agitazione, tremore, mioclono e ipertermia possono indicare lo sviluppo di questa condizione. In questo caso, interrompere immediatamente il trattamento con SSRI ed il medicinale serotoninergico e iniziare un trattamento sintomatico (vedere paragrafo 4.5).

Erba di San Giovanni

L’uso concomitante di SSRI e del preparato erboristico Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) può causare una maggior incidenza di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.5).

Sintomi da interruzione osservati all’interruzione del trattamento

I sintomi da interruzione osservati all’interruzione del trattamento sono comuni, soprattutto se il

trattamento viene interrotto bruscamente (vedere paragrafo 4.8). Nel corso di studi clinici

sull’interruzione del trattamento sono stati osservati eventi indesiderati in circa il 25% dei pazienti trattati con escitalopram e in circa il 15% dei pazienti trattati con placebo.

Il rischio di comparsa dei sintomi da interruzione può dipendere da numerosi fattori, tra cui la durata e la dose della terapia e la velocità con la quale viene ridotta la dose. Le reazioni più frequentemente riportate sono vertigini, disturbi del sensorio (incluse parestesia e sensazioni di scossa elettrica), disturbi del sonno (incluse insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, mal di testa, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi della vista. Generalmente questi sintomi sono da lievi a moderati; tuttavia in alcuni pazienti possono assumere intensità grave.

Essi compaiono solitamente entro i primi giorni dall’interruzione del trattamento; questi sintomi sono stati riportati raramente nei pazienti che hanno inavvertitamente saltato una dose del farmaco. Generalmente questi sintomi sono autolimitanti e si risolvono entro 2 settimane, sebbene in alcuni pazienti possano persistere più a lungo (2-3 mesi o più). Si raccomanda quindi di interrompere gradualmente il trattamento con escitalopram su un periodo di alcune settimane o mesi, in base alle esigenze del paziente (vedere “Sintomi da interruzione osservati all’interruzione del trattamento”, paragrafo 4.2).

Malattia coronarica

Data la scarsa esperienza clinica si raccomanda cautela nei pazienti con malattia coronarica (vedere paragrafo 5.3).

Prolungamento dell’intervallo QT

E’ stato osservato che escitalopram provoca un prolungamento dose dipendente dell’intervallo QT.

Casi di prolungamento dell’intervallo QT e aritmie ventricolari, incluse torsades de pointes, sono stati

riferiti durante il periodo successivo alla commercializzazione, soprattutto nelle donne con ipokaliemia, precedente prolungamento dell’intervallo QT o altre malattie cardiache (vedere paragrafo 4.3, 4.5, 4.8, 4.9 e 5.1).

Si raccomanda cautela nei pazienti con significativa bradicardia o in pazienti con recente infarto del miocardio acuto o insufficienza cardiaca scompensata.

Disturbi degli elettroliti, quali ipokaliemia e ipomagnesiemia, aumentano il rischio di aritmie maligne

e dovrebbero quindi essere corretti prima dell’inizio della terapia con escitalopram.

Nel caso di pazienti con malattia cardiaca in fase stabile, prendere in considerazione un ECG prima di iniziare il trattamento.

In caso di comparsa di segni di aritmie cardiache durante il trattamento con escitalopram, interrompere il trattamento ed effettuare un ECG.

Disfunzione sessuale

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) / inibitori della ricaptazione della serotonina norepinefrina (SNRI) possono causare sintomi di disfunzione sessuale (vedere paragrafo 4.8). Sono stati riportati casi di disfunzione sessuale di lunga durata in cui i sintomi sono continuati nonostante l'interruzione di SSRI / SNRI.

Glaucoma ad angolo chiuso

Gli SSRI, tra cui escitalopram, possono influire sulla dimensione delle pupille provocando midriasi.

L’effetto midriatico può ridurre l’angolo oculare aumentando la pressione endoculare e provocando glaucoma ad angolo chiuso, soprattutto nei pazienti predisposti. Utilizzare quindi escitalopram con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o storia di glaucoma.

Eccipienti

Questo prodotto contiene lattosio. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Questo prodotto contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè essenzialmente

“senza sodio”.

Interazioni

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Interazioni farmacodinamiche

Associazioni controindicate:

MAO inibitori irreversibili non selettivi

Casi di gravi reazioni sono stati riferiti in pazienti in trattamento con un SSRI in combinazione con un inibitore delle monoamino ossidasi irreversibile non selettivo (MAO-I) e in pazienti che avevano recentemente interrotto il trattamento con SSRI e iniziato un tale trattamento con un MAO-I (vedere paragrafo 4.3). In alcuni casi, il paziente ha sviluppato sindrome serotoninergica (vedere paragrafo 4.8).

Escitalopram è controindicato in associazione con MAO-I irreversibili non selettivi. Il trattamento con

escitalopram può essere iniziato 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con un MAO-I irreversibile. Dovranno trascorrere almeno 7 giorni dall’interruzione del trattamento con

escitalopram all’inizio del trattamento con un MAO-I irreversibile non selettivo.

Inibitori MAO-A reversibili selettivi (moclobemide)

A causa del rischio di una sindrome serotoninergica, la combinazione di escitalopram con un inibitore MAO-A, come moclobemide, è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Qualora la combinazione di questi farmaci fosse necessaria, iniziare il trattamento con la dose minima raccomandata e sottoporre il paziente a stretto monitoraggio clinico.

MAO inibitori reversibili non selettivi (linezolid)

L’antibiotico linezolid è un MAO inibitore reversibile non selettivo e non dovrebbe essere somministrato a pazienti trattati con escitalopram. Qualora la combinazione di questi farmaci fosse necessaria, iniziare il trattamento con la dose minima raccomandata e sottoporre il paziente a stretto monitoraggio clinico (vedere paragrafo 4.3).

Inibitori MAO-B irreversibili selettivi (selegilina)

Prestare cautela quando si somministra il medicinale insieme a selegilina (inibitore MAO-B irreversibile) a causa del rischio della sindrome serotoninergica. Dosi di selegilina fino a 10 mg/die sono state somministrate con sicurezza insieme a citalopram racemico.

Prolungamento dell’intervallo QT

Non sono stati condotti studi di farmacocinetica e farmacodinamica sull’associazione di escitalopram con medicinali che prolungano l’intervallo QT. Non può essere escluso un effetto aggiuntivo di escitalopram e questi medicinali. Quindi la somministrazione concomitante di escitalopram e

medicinali che prolungano l’intervallo QT, quali antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici (ad esempio derivati fenotiazinici, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (ad esempio sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina, trattamenti antimalarici, soprattutto alofantrina), alcuni antistaminici (ad esempio astemizolo, idrossizina, mizolastina) è controindicata.

Associazioni che richiedono cautela:

Medicinali serotoninergici

La somministrazione concomitante di medicinali serotoninergici ad esempio buprenorfina, tramadolo, sumatriptan e altri triptani può indurre sindrome serotoninergica (vedere paragrafo 4.4).

Medicinali che abbassano la soglia convulsiva

Gli SSRI possono abbassare la soglia convulsiva. Si raccomanda cautela nell’uso concomitante di altri medicinali in grado di abbassare la soglia convulsiva (ad esempio antidepressivi (triciclici, SSRI), neurolettici (fenotiazine, tioxanteni e butirofenoni), meflochina, bupropione e tramadolo).

Litio, triptofano

Un incremento degli effetti è stato riferito dopo somministrazione concomitante di SSRI e litio o triptofano; quindi è richiesta cautela nella somministrazione concomitante di SSRI e questi medicinali.

Erba di San Giovanni

L’uso concomitante di SSRI e rimedi erboristici contenenti l’Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) può provocare una maggiore incidenza di effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.4).

Emorragia

Un’alterazione degli effetti anticoagulanti può insorgere quando escitalopram viene somministrato

insieme ad anticoagulanti orali. I pazienti sottoposti a terapia con anticoagulanti orali dovranno

essere sottoposti ad attento controllo della coagulazione all’inizio o all’interruzione della terapia con

escitalopram (vedere paragrafo 4.4).

L’uso concomitante di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) può aumentare la tendenza al sanguinamento (vedere paragrafo 4.4).

Alcool

Non sono attese interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche tra escitalopram e alcool. Tuttavia, come con altri medicinali psicotropi, la combinazione con alcool non è raccomandata.

Medicinali che inducono ipokaliemia/ipomagnesiemia

E’ richiesta cautela nell’uso concomitante di medicinali che inducono ipokaliemia/ipomagnesiemia, in

quanto queste condizioni aumentano il rischio di aritmie maligne (vedere paragrafo 4.4).

Interazioni farmacocinetiche

Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di escitalopram

Il metabolismo di escitalopram è principalmente mediato dal CYP2C19. CYP3A4 e CYP2D6 possono contribuire al metabolismo, sebbene in misura minore. Il metabolismo del metabolita principale S-DCT (escitalopram demetilato) sembra essere parzialmente catalizzato dal CYP2D6.

La somministrazione concomitante di escitalopram e omeprazolo 30 mg una volta al giorno (un inibitore del CYP2C19) ha provocato un moderato (circa 50%) aumento delle concentrazioni plasmatiche di escitalopram.

La somministrazione concomitante di escitalopram e cimetidina 400 mg due volte al giorno (inibitore enzimatico generale moderatamente potente) ha provocato un moderato (circa 70%) aumento delle concentrazioni plasmatiche di escitalopram. Si raccomanda cautela nella somministrazione di escitalopram in associazione con cimetidina. Può essere necessario un aggiustamento della dose.

Cautela è inoltre raccomandata nella somministrazione di escitalopram e gli inibitori del CYP2C19 (ad esempio omeprazolo, esomeprazolo, fluconazolo, fluvoxamina, lansoprazolo, ticlopidina) o cimetidina. Può essere necessaria una riduzione della dose di escitalopram in base al controllo degli effetti collaterali durante il trattamento concomitante.

Effetto di escitalopram sulla farmacocinetica di altri medicinali

Escitalopram è un inibitore dell’enzima CYP2D6. Si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante di escitalopram e medicinali principalmente metabolizzati da questo enzima e che hanno uno stretto indice terapeutico, ad esempio flecainide, propafenone e metoprololo (utilizzato nell’insufficienza cardiaca) oppure alcuni medicinali che agiscono sul SNC e principalmente metabolizzati dal CYP2D6, ad esempio antidepressivi come desipramina, clomipramina e nortriptilina, oppure antipsicotici come risperidone, tioridazina e aloperidolo. Può essere necessario un aggiustamento della dose.

La somministrazione concomitante con desipramina o metoprololo ha causato un raddoppio dei livelli plasmatici di questi due substrati del CYP2D6.

Studi in vitro hanno dimostrato che escitalopram può anche causare una debole inibizione del

CYP2C19. Si raccomanda cautela nell’uso concomitante di medicinali metabolizzati dal CYP2C19.

Gravidanza

Gravidanza

Pochi dati clinici sono disponibili sull’esposizione al farmaco durante la gravidanza.

Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Le compresse di Escitalopram non devono essere somministrate in gravidanza se non chiaramente necessario e solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.

E’ richiesto un controllo dei neonati se l’uso di escitalopram da parte delle madri è continuato nelle ultime fasi della gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre. Durante la gravidanza evitare la brusca interruzione del trattamento.

I seguenti sintomi possono comparire nel neonato dopo l’uso di SSRI/SNRI da parte della madre nelle ultime fasi della gravidanza: difficoltà respiratoria, cianosi, apnea, convulsioni, instabilità della temperatura corporea, difficoltà di alimentazione, vomito, ipoglicemia, ipertonia, ipotonia,

iperreflessia, tremore, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto costante, sonnolenza e difficoltà di dormire. Questi sintomi possono essere dovuti a effetti sinergici o ai sintomi da interruzione del trattamento. Nella maggioranza dei casi le complicazioni compaiono immediatamente o poco dopo il parto (< 24 ore).

Dati epidemiologici hanno suggerito che l’uso di SSRI durante la gravidanza, soprattutto nelle ultime fasi, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (IPP). Il rischio osservato è stato di circa 5 casi su 1000 gravidanze. Nella popolazione generale il rischio è di 1 o 2 casi di PPI del neonato ogni 1000 gravidanze.

I dati osservazionali individuano un rischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

Allattamento

Escitalopram viene secreto nel latte umano. Di conseguenza non è raccomandato l’allattamento

durante il trattamento con escitalopram.

Fertilità

Dati derivanti da studi sugli animali hanno dimostrato che citalopram può influire sulla qualità dello sperma (vedere paragrafo 5.3).

I risultati ottenuti in alcuni casi di trattamento con SSRI nell’uomo hanno dimostrato che l’effetto

sulla qualità dello sperma è reversibile.

Finora non è stato osservato alcun impatto sulla fertilità umana.

Effetti sulla guida

E’ stato dimostrato che escitalopram non influisce sulla funzione intellettuale o sulla performance psicomotoria: tuttavia, alcuni psicofarmaci possono alterare la capacità di giudicare o alcune abilità del soggetto. Informare i pazienti sul rischio potenziale di un effetto sulla loro capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati compaiono più frequentemente durante la prima o seconda settimana di trattamento e solitamente si riducono in intensità con la continuazione del trattamento.

Tabella degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati noti degli SSRI e riportati anche per escitalopram in studi clinici controllati con placebo oppure spontaneamente dopo la commercializzazione del medicinale sono elencati di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza.

Le frequenze sono derivate dagli studi clinici; non sono state corrette in confronto al placebo. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da

≥1/1.000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000) oppure non nota (la

frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Moltocomune Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Disturbi ematici e del sistemalinfatico Trombocito-penia
Disturbi del sistemaimmunitario Reazione anafilattica
Disturbi endocrini Inappropriat a secrezionedell’ADH
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Perdita di appetito, aumento dell’appetito, aumento dipeso Riduzione di peso Iponatriemia, anoressia1
Disturbi psichiatrici Ansia, irrequietezza, sogni anomali.Femmine e maschi: ridotta libido. Femmine:anorgasmia Bruxismo, agitazione, nervosismo, attacchi di panico, stato confusionale Aggressività, depersonaliz-zazione, allucinazioni Mania, ideazione suicidaria, comporta-mento suicidario2
Disturbi del sistema nervoso Mal di testa Insonnia, sonnolenza, vertigini, parestesia, tremore Disturbi del gusto, disturbi del sonno, sincope Sindrome serotoniner-gica Discinesia, disturbi motori, convulsioni, irrequietezza psicomotoria/acatisia1
Disturbi della vista Midriasi, disturbi dellavista
Disturbidell’orecchio edel labirinto Tinnito
Disturbi cardiaci Tachicardia Bradicardia Prolunga-mento del QT all’ECG, aritmia ventricolare incluse torsades depointe
Moltocomune Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Disturbivascolari Ipotensioneortostatica
Disturbi respiratori, del torace emediastinici Sinusite, sbadigli Epistassi
Disturbi gastrointesti-nali Nausea Diarrea, costipazione, vomito, secchezzadelle fauci Emorragie gastrointestina-li (inclusa emorragia rettale)
Disturbi epatobiliari Epatite, anormalità dei test di funzionalitàepatica
Disturbi della pelle e del tessutosottocutaneo Sudorazione aumentata Orticaria, alopecia, rash, prurito Ecchimosi, angioedema
Disturbi del sistema muscolosche-letrico e del tessutoconnettivo Artralgia, mialgia
Disturbi renali e delle vieurinarie Ritenzione urinaria
Disturbi del sistema riproduttivo e dellamammella Maschi: disturbi dell’eiacula-zione,impotenza Femmine: metrorragia, menorragia Galattorrea. Maschi: priapismo emorragiapostpartum3
Disturbi generali e disturbi al sito di somministra-zione Stanchezza, piressia Edema

1 Questi eventi sono stati riportati per la categoria terapeutica degli SSRI.

2 Casi di ideazione suicidaria e di comportamento suicidario sono stati riportati nel corso della terapia

con escitalopram o subito dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4)

3L’evento è stato riferito per la classe terapeutica di SSRI/SNRI (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Prolungamento dell’intervallo QT

Casi di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmia ventricolare, incluse torsioni di punta, sono stati riferiti nel periodo successive alla commercializzazione del prodotto, soprattutto in pazienti di sesso femminile con ipokaliemia o con preesistente prolungamento dell’intervallo QT o altre malattie cardiache (vedere paragrafo 4.3, 4.4, 4.5, 4.9 e 5.1).

Effetti tipici dei medicinali di questa categoria terapeutica

Studi epidemiologici condotti principalmente in pazienti di 50 anni e oltre mostrano un maggiore rischio di fratture ossee nei pazienti trattati con SSRI e TCA. Il meccanismo che induce questo rischio non è noto.

Sintomi da interruzione osservati all’interruzione del trattamento

L’interruzione del trattamento con SSRI/SNRI (soprattutto se improvvisa) induce frequentemente sintomi da interruzione. Le reazioni più comunemente riportate comprendono vertigini, disturbi del sensorio (inclusi parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, mal di testa, diarrea, palpitazioni, instabilità emozionale, irritabilità e disturbi della vista. Generalmente questi eventi sono da lievi a moderati e autolimitanti. Tuttavia, in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Qualora il trattamento con escitalopram non fosse più necessario si raccomanda di interrompere gradualmente la terapia riducendo lentamente la dose (vedere paragrafo 4.2 e 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Tossicità

I dati clinici disponibili sul sovradosaggio da escitalopram sono limitati e molte volte riguardano sovradosaggi concomitanti di altri farmaci. Nella maggior parte dei casi sono stati riferiti sintomi lievi, se non addirittura nessun sintomo. Casi fatali di sovradosaggio da escitalopram sono stati riportati raramente con escitalopram da solo; nella maggior parte dei casi si è avuto sovradosaggio con trattamenti concomitanti. Dosi incluse tra 400 e 800 mg di escitalopram da solo sono state assunte senza comparsa di gravi sintomi.

Sintomi

I sintomi riferiti dopo sovradosaggio con escitalopram comprendono principalmente sintomi correlati al sistema nervoso centrale (da vertigini, tremore e agitazione a rari casi di sindrome serotoninergica, convulsioni e coma), al sistema gastrointestinale (nausea/vomito) e al sistema cardiovascolare (ipotensione, tachicardia, prolungamento dell’intervallo QT e aritmia) nonché all’equilibrio elettroliti/fluidi (ipokaliemia, iponatriemia).

Trattamento

Non esiste antidoto specifico. Definire e mantenere la pervietà delle vie aeree, garantire idonea ossigenazione e funzionalità respiratoria. Considerare la possibilità di effettuare una lavanda gastrica e l’uso di carbone attivo. Effettuare una lavanda gastrica al più presto dopo ingestione del farmaco

per via orale. Si raccomanda il controllo della funzione cardiaca e dei segni vitali unitamente al ricorso a misure sintomatiche generali di supporto.

Il controllo ecocardiografico è raccomandato in caso di sovradosaggio, in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia/bradiaritmie, in pazienti in trattamento concomitante con medicinali che prolungano l’intervallo QT o in pazienti con alterazioni del metabolismo, ad esempio insufficienza epatica.

Proprietà farmacologiche - ESCITALOPRAM 20 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina Codice ATC: N 06 AB 10

Meccanismo d’azione

Escitalopram è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (5-HT) con elevata affinità per il sito primario di legame. Si lega anche con un sito allosterico sul trasportatore della serotonina con un’affinità di 1000 volte più bassa.

Scarsa o assente è l’affinità di escitalopram per una serie di recettori, tra cui 5-HT1A, 5-HT2, DA D1 e D2, α1-, α2-, β-adrenorecettori, istamina H1, muscarina colinergica, benzodiazepine e i recettori degli oppiacei.

L’inibizione della ricaptazione di 5-HT è l’unico meccanismo d’azione possibile che spieghi gli effetti farmacologici e clinici dell’escitalopram.

Effetti farmacodinamici

In uno studio ecocardiografico in doppio cieco controllato verso placebo su pazienti sani, il cambio dal basale del QTc (correzione Fridericia) è stato di 4,3 msec (90% IC: 2,2; 6,4) alla dose di 10 mg/die e di 10,7 msec (90% IC: 8,6; 12,8) alla dose sovraterapeutica di 30 mg/die (vedere paragrafo 4.3, 4.4,

4.5, 4.8 e 4.9).

Efficacia clinica

Episodi di depressione maggiore

Escitalopram è risultato efficace nel trattamento acuto degli episodi di depressione maggiore in tre su quattro studi a breve termine (8 settimane) in doppio cieco controllati verso placebo. In uno studio a lungo termine sulla prevenzione delle ricadute, 274 pazienti che avevano dimostrato una risposta ad una fase iniziale di trattamento in aperto di 8 settimane con 10 o 20 mg/die di escitalopram sono stati randomizzati a continuamento della terapia con escitalopram alla stessa dose o con placebo per un periodo fino a 36 settimane. In questo studio, nei pazienti trattati con escitalopram il tempo intercorso fino alla comparsa di recidiva è stato significativamente più lungo nelle successive 36 settimane rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Disturbi da ansia sociale

Escitalopram è stato efficace in tre studi a breve termine (12 settimane) e in uno studio di 6 mesi sulla prevenzione di recidiva in pazienti responders affetti da disturbi da ansia sociale. In uno studio dose-finding della durata di 24 settimane, è stata dimostrata l’efficacia di escitalopram alla dose di 5, 10 e 20 mg.

Disturbi da ansia generalizzata

Escitalopram alla dose di 10 e 20 mg/die si è dimostrato efficace in quattro su quattro studi controllati verso placebo.

In una raccolta di dati derivati da tre studi aventi simile disegno su 421 pazienti trattati con escitalopram e 419 pazienti trattati con placebo, si sono avuti rispettivamente 47,5% e 28,9% responders e 37,1% e 20,8% recidivanti. L’effetto sostanziale è stato osservato dalla settimana 1.

La conservazione dell’efficacia di escitalopram 20 mg/die è stata dimostrata in uno studio

sull’efficacia randomizzato della durata di 24-76 settimane condotto su 373 pazienti che avevano risposto al trattamento iniziale in aperto della durata di 12 settimane.

Disturbi ossessivo-compulsivi

In uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, l’effetto di 20 mg/die di escitalopram si è distinto dal placebo nel punteggio totale di Y-BOCS dopo 12 settimane. Dopo 24 settimane escitalopram si è dimostrato superiore rispetto al placebo alla dose di 10 e 20 mg/die.

La prevenzione delle ricadute è stata dimostrata in pazienti trattati con 10 e 20 mg/die di escitalopram che avevano risposto a trattamento in aperto della durata di 16 settimane e inclusi in uno studio randomizzato in doppio cieco controllato verso placebo della durata di 24 settimane.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

L’assorbimento è quasi completo e indipendente dall’assunzione di cibo. (Il tempo medio al raggiungimento della concentrazione massima (mean Tmax) è di 4 ore dopo dosaggio multiplo). Come con il citalopram racemico, la biodisponibilità di escitalopram è prevista essere pari a circa l’80%.

Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione (Vd,β/F) dopo somministrazione orale è di circa 12-26 L/kg. Il legame con le proteine plasmatiche è inferiore all’80% per escitalopram ed i suoi principali metaboliti.

Biotrasformazione

Escitalopram viene metabolizzato a livello epatico nei metaboliti demetilati e didemetilati. Entrambi sono farmacologicamente attivi. In alternativa, l’azoto può essere ossidato a formare il metabolita N-ossido. Entrambe le sostanze parenti ed i metaboliti vengono secreti parzialmente come glucuronidi. Dopo somministrazione multipla, le concentrazioni medie dei metaboliti demetil e didemetil raggiungono di solito rispettivamente il 28-31% e valori <5% della concentrazione di escitalopram. La biotrasformazione di escitalopram nel metabolita demetilato è mediata principalmente dal CYP2C19. E’ possibile un contributo da parte degli enzimi CYP3A4 e CYP2D6.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione (t½β) dopo dosaggio multiplo è di circa 30 ore e la clearance plasmatica orale (Cloral) è pari a circa 0,6 L/min. I maggiori metaboliti hanno un’emivita significativamente più lunga. Si ritiene che escitalopram ed i maggiori metaboliti vengano eliminati sia per via epatica (metabolica) che renale, dove la maggior parte della dose viene secreta in forma di metaboliti nelle urine.

Linearità

La farmacocinetica è lineare. I livelli plasmatici costanti vengono raggiunti in circa 1 settimana. . Le concentrazioni medie costanti di 50 nmol/L (range 20 - 125 nmol/L) vengono raggiunte con una dose giornaliera di 10 mg.

Pazienti anziani (> 65 anni)

Escitalopram sembra essere eliminato più lentamente nei pazienti anziani che nei pazienti più giovani. L’esposizione sistemica (AUC) è più alta di circa il 50% nei pazienti anziani rispetto ai giovani volontari sani (vedere paragrafo 4.2).

Ridotta funzione epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata (Criteri Child-Pugh Criteria A e B) l’emivita di escitalopram è stata lunga circa il doppio e l’esposizione è stata di circa il 60% superiore rispetto ai pazienti con funzione epatica normale (vedere paragrafo 4.2).

Ridotta funzione renale

Con il citalopram racemico sono state osservate una più lunga emivita ed un minor aumento dell’esposizione nei pazienti con ridotta funzione renale (CLcr 10-53 ml/min). Le concentrazioni plasmatiche dei metaboliti non sono state studiate, ma potrebbero essere elevate (vedere paragrafo 4.2).

Polimorfismo

E’ stato osservato che i metabolizzatori lenti di CYP2C19 hanno una concentrazione plasmatica di escitalopram pari al doppio dei metabolizzatori veloci. Per quanto concerne il CYP2D6, nei

metabolizzatori lenti non è stato osservato nessun significativo cambiamento dell’esposizione

(vedere paragrafo 4.2).

Informazioni farmaceutiche - ESCITALOPRAM 20 MG

Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa:

Cellulosa microcristallina Silice colloidale anidra Talco

Croscarmellosa sodica Magnesio stearato

Rivestimento:

Lattosio monoidrato Macrogol 4000

Titanio biossido (E 171) Ipromellosa

Incompatibilità

Non pertinente

Periodo di validità

3 anni

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Blisters: Conservare nella confezione originale.

Contenitore in polipropilene: Conservare il contenitore ben chiuso.

Natura e contenuto del contenitore

Blister opachi in PVC/PVdC/alluminio con astuccio esterno; 10, 14, 20, 28, 30, 49, 50, 56, 60, 90, 100,

180, 200 compresse

Blister monodose perforati opachi in PVC/PVdC/alluminio con astuccio esterno; 28 x 1 e 56 x 1 compressa.

Contenitore in polipropilene: 28, 49, 100, 200, 250, 500 compresse

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna

Documenti PDF

Confezione e prezzo

28 COMPRESSE IN BLISTER PVC/PVDC/AL
Prezzo
16,38 €
Ticket
0,00 €

Classe

A – A TOTALE CARICO DEL SSN.

AIC

044258236

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