CEFOTAXIMA HAMELN 1 G POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - CEFOTAXIMA 1 G
Cefotaxima è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni severe, che siano causate, o si ritiene siano molto probabilmente causate, da batteri sensibili a cefotaxima (vedere paragrafi 4.4 e 5.1):
-
Polmonite batterica
-
Infezioni complicate del tratto urinario, inclusa la pielonefrite
-
Infezioni severe della cute e dei tessuti molli
-
Infezioni genitali, inclusa la gonorrea
-
Infezioni intra-addominali (quali la peritonite)
-
Meningite batterica
-
Endocardite
-
Borreliosi
Trattamento di pazienti con batteriemia che si verifica in associazione, o si sospetta sia associata, a una qualsiasi delle infezioni elencate sopra.
Profilassi perioperatoria. Per gli interventi chirurgici ad aumentato rischio di infezione da patogeni anaerobi (ad es. la chirurgia colorettale), è raccomandata la combinazione con un medicinale appropriato attivo contro i patogeni anaerobi.
Si devono considerare le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.
Posologia
Cefotaxima hameln può essere somministrata tramite iniezione endovenosa in bolo, infusione endovenosa o iniezione intramuscolare dopo ricostituzione della soluzione.
Dosaggio, via e frequenza di somministrazione devono essere determinati in base alla severità dell’infezione, alla sensibilità dell’organismo responsabile e alla condizione del paziente. La terapia può essere iniziata prima di conoscere i risultati dei test di sensibilità.
Adulti e adolescenti di età superiore a 12 anni
Solitamente, gli adulti e gli adolescenti ricevono da 2 a 6 g di cefotaxima al giorno. La dose giornaliera deve essere suddivisa in due dosi singole ogni 12 ore.
-
Infezioni comuni in presenza nota (o sospetta) di batteri sensibili: 1 g ogni 12 ore.
-
Infezioni in presenza nota (o sospetta) di diversi batteri sensibili o moderatamente sensibili: 1-2 g ogni 12 ore.
-
Infezioni severe o infezioni impossibili da localizzare: 2-3 g come dose singola ogni 6-8 ore (dose massima giornaliera: 12 g).
Nelle infezioni severe è indicata una combinazione di cefotaxima con altri antibiotici. Popolazione pediatrica
Bambini: l’intervallo di dosaggio abituale è di 100-150 mg/kg/die, in 2-4 dosi separate. Tuttavia, in caso di
infezioni molto gravi, possono essere necessarie dosi fino a 200 mg/kg/die.
Neonati: il dosaggio raccomandato è di 50 mg/kg/die, in 2-4 dosi separate. In caso di infezioni gravi, sono stati somministrati 150-200 mg/kg/die, in dosi separate.
Anziani
Non sono necessari aggiustamenti del dosaggio, a condizione che la funzionalità epatica e renale sia nella norma.
Altre raccomandazioni particolari
Gonorrea
Per la gonorrea, un’iniezione (per via intramuscolare o endovenosa) singola di 0,5-1 g di cefotaxima. Per le infezioni complicate si devono considerare le linee guida ufficiali disponibili. Prima dell’inizio del
trattamento deve essere esclusa la presenza di sifilide.
Meningite batterica
Adulti: dose giornaliera di 6-12 g di cefotaxima divisa in dosi uguali ogni 6-8 ore (da 2 a 3 g, 3-4 volte al giorno).
Bambini: 150-200 mg/kg/die divisi in dosi uguali ogni 6-8 ore.
Neonati da 0 a 7 giorni: 50 mg/kg ogni 12 ore; da 7 a 28 giorni: 50 mg/kg ogni 8 ore.
Profilassi perioperatoria
1-2 g come dose singola il più vicino possibile all’inizio della procedura chirurgica. Nei casi in cui la durata dell’operazione sia superiore a 90 minuti, deve essere somministrata una dose aggiuntiva di profilassi
antibiotica.
Infezioni intra-addominali
Le infezioni intra-addominali devono essere trattate con cefotaxima in combinazione con altri antibiotici con copertura contro i batteri anaerobi.
Dosaggio in caso di compromissione della funzionalità renale
Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 mL/minuto, dopo una dose iniziale normale, le dosi di mantenimento devono essere ridotte alla metà della dose normale, senza modificare l’intervallo di
somministrazione.
Dosaggio in emodialisi o dialisi peritoneale
1-2 g al giorno, in base alla severità dell’infezione. Il giorno dell’emodialisi, cefotaxima deve essere somministrata al termine della seduta dialitica.
Durata della terapia
La durata della terapia con cefotaxima dipende dalle condizioni cliniche del paziente e varia in relazione al
decorso batteriologico. La somministrazione di cefotaxima deve proseguire fino alla scomparsa dei sintomi o fino alla dimostrazione dell’eradicazione batterica. In caso di infezioni causate da Streptococcus pyogenes è necessario un trattamento della durata minima di 10 giorni (è possibile passare dalla terapia parenterale a una terapia orale adeguata prima del termine del periodo di 10 giorni).
Modo di somministrazione
Cefotaxima hameln 1 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione può essere somministrata tramite
iniezione intramuscolare, iniezione endovenosa o infusione endovenosa.
Cefotaxima hameln 2 g polvere per soluzione iniettabile/per infusione può essere somministrata tramite
iniezione o infusione endovenosa.
Infusione endovenosa
Per evitare il rischio di infezione, la ricostituzione della soluzione per infusione deve avvenire in condizioni strettamente asettiche. Non posticipare l’infusione dopo aver ricostituito la soluzione.
Per l’infusione endovenosa di breve durata: dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 20 minuti.
Per l’infusione endovenosa di lunga durata: dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 50-60 minuti.
Iniezione endovenosa
Per le iniezioni E.V. intermittenti, la soluzione deve essere somministrata in un periodo di 3-5 minuti. Nel corso della sorveglianza successiva alla commercializzazione, è stata segnalata aritmia potenzialmente pericolosa per la vita in un numero molto esiguo di pazienti che avevano ricevuto una somministrazione endovenosa rapida di cefotaxima tramite catetere venoso centrale.
Iniezione intramuscolare (raccomandata solo per i flaconcini da 1 g)
Il modo di somministrazione intramuscolare deve essere utilizzato soltanto in circostanze cliniche
eccezionali (ad es. gonorrea). Non è indicato per le infezioni severe e deve esserne valutato il rapporto beneficio/rischio. Si raccomanda un’iniezione unilaterale non superiore a 4 mL. Se la dose giornaliera è
superiore a 2 g di cefotaxima o se cefotaxima viene iniettata con frequenza maggiore di due volte al giorno, la via di somministrazione raccomandata è quella endovenosa. In caso di infezioni severe, l’iniezione
intramuscolare non è raccomandata.
La soluzione deve essere somministrata tramite iniezione intramuscolare profonda. Le soluzioni in lidocaina
non devono essere somministrate per via endovenosa. Se ricostituita con lidocaina, cefotaxima non deve
essere somministrata a bambini di età inferiore a 30 mesi. È necessario fare riferimento alle informazioni sul medicinale contenente lidocaina prescelto.
Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Cefotaxima e aminoglicosidi non devono essere miscelati nella stessa siringa o nello stesso liquido di perfusione.
-
Ipersensibilità al principio attivo o ad altre cefalosporine.
-
Reazione di ipersensibilità precedente, immediata e/o grave alla penicillina o a qualsiasi altro antibiotico beta-lattamico.
Come nel caso di altri antibiotici, l’uso di cefotaxima, soprattutto se prolungato, può dar luogo alla proliferazione di organismi non sensibili. È fondamentale una valutazione ripetuta delle condizioni del paziente. Se in corso di terapia si manifesta una sovrainfezione, si devono adottare misure appropriate (vedere paragrafo 4.8).
Reazioni anafilattiche
In pazienti trattati con cefotaxima sono state riferite reazioni di ipersensibilità gravi, anche fatali (vedere paragrafi 4.3 e 4.8).
Se si verifica una reazione di ipersensibilità, il trattamento deve essere interrotto.
L’uso di cefotaxima è assolutamente controindicato nei soggetti con precedenti di ipersensibilità di tipo immediato alle cefalosporine.
Poiché esiste un’allergia crociata tra penicilline e cefalosporine, l’uso di queste ultime deve essere intrapreso con estrema cautela nei soggetti sensibili alla penicillina. Le reazioni di ipersensibilità (anafilassi) che si verificano con queste due famiglie di antibiotici possono essere gravi o addirittura fatali.
Reazioni cutanee severe
Dopo l’immissione in commercio, in associazione al trattamento con cefotaxima sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), tra cui pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET) e reazione da farmaco con
eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), potenzialmente pericolose per la vita oppure fatali. Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni cutanee. Se
compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, cefotaxima deve essere sospesa immediatamente. Se il paziente ha sviluppato PEAG, SJS, NET o DRESS con l’uso di cefotaxima, il trattamento con cefotaxima non deve essere ripreso e deve essere interrotto in modo permanente.
Nei bambini, la manifestazione di un’eruzione cutanea può essere scambiata per l’infezione sottostante o un processo infettivo alternativo e i medici devono prendere in considerazione la possibilità di una reazione a
cefotaxima nei bambini che sviluppano sintomi di eruzione cutanea e febbre durante il trattamento con cefotaxima.
Patologie associate a Clostridioides difficile (ad es. colite pseudomembranosa)
L’insorgenza di diarrea, specialmente se severa e/o persistente, durante il trattamento o nelle prime settimane dopo il trattamento, può essere sintomatica di una patologia associata a Clostridioides difficile (CDAD). La CDAD può essere di entità da lieve a pericolosa per la vita e la sua forma più severa è la colite
pseudomembranosa.
La diagnosi di questa condizione rara ma possibilmente fatale può essere confermata tramite endoscopia e/o esame istologico. È importante prendere in considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di cefotaxima. Se si sospetta una diagnosi di colite pseudomembranosa, il trattamento con cefotaxima deve essere interrotto immediatamente e deve essere iniziata subito una terapia appropriata con un antibiotico specifico. La patologia associata a Clostridioides difficile può essere favorita dalla stasi fecale. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi.
Disturbi ematologici
Durante il trattamento con cefotaxima possono svilupparsi leucopenia, neutropenia e, più raramente, insufficienza midollare, pancitopenia o agranulocitosi. Per cicli di trattamento di durata superiore a
7-10 giorni, deve essere monitorata la conta dei globuli bianchi e il trattamento deve essere sospeso in caso di neutropenia.
Sono stati riferiti alcuni casi di eosinofilia e trombocitopenia, rapidamente reversibili dopo l’interruzione del trattamento. Sono stati riferiti anche casi di anemia emolitica (vedere paragrafo 4.8).
Pazienti con insufficienza renale
Il dosaggio deve essere modificato sulla base del calcolo della clearance della creatinina.
È necessaria cautela in caso di somministrazione concomitante di cefotaxima e aminoglicosidi o altri farmaci nefrotossici (vedere paragrafo 4.5). In questi pazienti, negli anziani e nei soggetti con compromissione renale preesistente, è necessario monitorare la funzionalità renale.
Encefalopatia
Gli antibiotici beta-lattamici, inclusa cefotaxima, predispongono il paziente al rischio di encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, alterazione della coscienza, disturbi del movimento), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione renale (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati di contattare immediatamente il medico prima di continuare il trattamento se si manifestano reazioni di questo tipo.
Precauzioni per la somministrazione
Nel corso della sorveglianza successiva alla commercializzazione, è stata segnalata aritmia potenzialmente pericolosa per la vita in un numero molto esiguo di pazienti che avevano ricevuto una somministrazione endovenosa rapida di cefotaxima tramite catetere venoso centrale. Deve essere seguito il tempo
raccomandato per l’iniezione o l’infusione (vedere paragrafo 4.2).
Precauzioni per la somministrazione in caso di ricostituzione con lidocaina
Non somministrare in presenza di:
-
anamnesi nota di ipersensibilità alla lidocaina o ad altri anestetici locali di tipo amidico;
-
blocco cardiaco in assenza di stimolo;
-
severa insufficienza cardiaca.
Effetti sui test di laboratorio
Come nel caso di altre cefalosporine, è stata riscontrata positività del test di Coombs in alcuni pazienti trattati con cefotaxima. Questo fenomeno può interferire con i test di compatibilità del sangue. I test per la glicosuria condotti con agenti riducenti non specifici possono dare risultati falsamente positivi. Questo fenomeno non si osserva quando si utilizza un metodo specifico per la glucosio-ossidasi.
Sodio
Questo medicinale contiene 48 mg di sodio per 1 g di polvere equivalente a 2,4% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Cefotaxima hameln è considerata ad alto contenuto di sodio. Questo deve essere tenuto in considerazione soprattutto per coloro che seguono una dieta a basso contenuto di sale.
Questo medicinale viene somministrato solo dopo ricostituzione, vedere paragrafo 6.6.
Quando si calcola il contenuto totale di sodio della diluizione preparata del medicinale è necessario prendere in considerazione il contenuto di sodio del diluente. Per informazioni dettagliate sul contenuto di sodio della soluzione utilizzata per diluire il medicinale, fare riferimento alle caratteristiche del prodotto del diluente
utilizzato.
Probenecid interferisce con il trasferimento tubulare renale delle cefalosporine, aumentando così l’esposizione a cefotaxima di circa 2 volte e riducendone la clearance renale di circa la metà alle dosi
terapeutiche. A causa dell’elevato indice terapeutico di cefotaxima, nei pazienti con funzionalità renale nella norma non sono necessari aggiustamenti del dosaggio. Un aggiustamento posologico può essere necessario nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafi 4.4 e 4.2).
Antibiotici aminoglicosidi e diuretici: come nel caso di altre cefalosporine, cefotaxima può potenziare gli effetti nefrotossici di farmaci nefrotossici come gli aminoglicosidi o i diuretici potenti (ad es. furosemide). In questi pazienti, è necessario monitorare la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4).
Antibiotici batteriostatici: cefotaxima non deve essere usata in combinazione con antibiotici batteriostatici (ad es. tetracicline, eritromicina e cloramfenicolo), a causa di un possibile effetto antagonista.
Interferenza con i test di laboratorio: come nel caso di altre cefalosporine, è stata osservata positività del test di Coombs in alcuni pazienti trattati con cefotaxima. Questo fenomeno può interferire con i test di
compatibilità del sangue.
Può verificarsi una reazione falso-positiva per il glucosio con l’uso di sostanze riducenti (ad es. soluzione di Fehling), ma non con l’uso di metodi specifici per la glucosio-ossidasi.
Gravidanza
La sicurezza di cefotaxima durante la gravidanza umana non è stata stabilita.
Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva. Non sono però disponibili studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza.
Cefotaxima attraversa la barriera placentare. Dopo somministrazione endovenosa di 1 g di cefotaxima durante il parto, i valori sierici misurati nel cordone ombelicale sono stati pari a 14 µg/mL nei primi
90 minuti successivi alla somministrazione e si sono ridotti a circa 2,5 µg/mL al termine della seconda ora successiva all’applicazione. Nel liquido amniotico, la concentrazione massima, pari a 6,9 µg/mL, è stata misurata dopo 3-4 ore. Questo valore è superiore alla MIC per la maggior parte dei batteri Gram-negativi.
Pertanto, cefotaxima non deve essere usata durante la gravidanza, a meno che il beneficio previsto non superi i potenziali rischi.
Allattamento
Cefotaxima passa nel latte materno.
Non possono essere esclusi effetti sulla flora intestinale fisiologica del neonato allattato al seno che portano a diarrea, colonizzazione da parte di funghi lievito-simili e sensibilizzazione del neonato. Pertanto, si deve
decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
In caso di reazioni avverse quali capogiri o encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione,
alterazione della coscienza, disturbi del movimento) il paziente non deve guidare veicoli o usare macchinari. Dosi elevate di cefotaxima, in particolare in pazienti con insufficienza renale, possono causare encefalopatia (ad es. alterazione della coscienza, movimenti anormali e convulsioni) (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli o usare macchinari se si manifestano questi sintomi.
| Classificazione per sistemi eorgani | Molto comune (≥ 1/10) | Comune (≥ 1/100,< 1/10) | Non comune (≥ 1/1 000,< 1/100) | Raro(≥ 1/10 000,< 1/1000) | Molto raro(< 1/10 000) | Non nota (la frequenza non può esseredefinita sulla base dei datidisponibili) * |
| Infezioni ed infestazioni | Superinfezione (vedereparagrafo 4.9) | |||||
| Patologie del sistemaemolinfopoietic o | Leucopenia EosinofiliaTrombocitopeni a | Insufficienza midollarePancitopenia Neutropenia Agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4)Anemiaemolitica | ||||
| Patologie del sistema immunitario | Reazione di Jarisch-Herxheimer | Reazionianafilattiche Angioedema Broncospasmo Shockanafilattico | ||||
| Patologie delsistema nervoso | Convulsioni (vedere paragrafo 4.4) | Cefalea Capogiri Encefalopatia* (vedereparagrafo 4.4) | ||||
| Patologie cardiache | Aritmiain seguito a infusione rapida in bolo tramite catetere venosocentrale |
| Patologie gastrointestinali | Diarrea | Nausea Vomito Doloreaddominale Colitepseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4) | ||||
| Patologieepatobiliari | Enzimi epatici aumentati (ALT, AST, LDH,gamma-GT e/o fosfatasialcalina) e/odella bilirubina | Epatite** (talvolta con itterizia) | ||||
| Patologie della cute e del tessutosottocutaneo | Eruzione cutanea Prurito Orticaria | Eritema multiformeSindrome diStevens-Johnson Necrolisiepidermica tossica(vedere paragrafo 4.4) Pustolosi esantematica acutageneralizzata (PEAG)Reazione da farmaco con eosinofilia esintomi sistemici (DRESS)(vedere paragrafo 4.4) | ||||
| Patologie renali e urinarie | Funzione renale ridotta/aumento della creatinina (specialmente quando prescritta conaminoglicosidi) | Insufficienza renale acuta (vedere paragrafo 4.4)Nefriteinterstiziale | ||||
| Patologie generalie condizioni relative alla sede disomministrazion e | Per le formulazi oni I.M.: dolore in sede diiniezione | Febbre Reazioniinfiammatorie in sede diiniezione, incluseflebite/trombofl ebite | Per leformulazioniI.M. (qualora per la ricostituzione sia statautilizzata lidocaina): reazionisistemiche allalidocaina |
* Gli antibiotici beta-lattamici, inclusa cefotaxima, predispongono il paziente al rischio di encefalopatia (che può includere convulsioni, confusione, alterazione della coscienza, disturbi del movimento), in particolare in caso di sovradosaggio o compromissione renale.
** esperienza successiva alla commercializzazione
Reazione di Jarisch-Herxheimer
Durante i primi giorni di trattamento della borreliosi può svilupparsi una reazione di Jarisch-Herxheimer. Dopo alcune settimane di trattamento della borreliosi è stata segnalata l’insorgenza di uno o più dei seguenti sintomi: eruzione cutanea, prurito, febbre, leucopenia, enzimi epatici aumentati, difficoltà di respirazione, fastidio articolare.
Patologie epatobiliari
Sono stati segnalati enzimi epatici aumentati (ALT, AST, LDH, gamma-GT e/o fosfatasi alcalina) e/o della bilirubina. Raramente, queste anomalie di laboratorio possono superare di due volte il limite superiore
dell’intervallo di normalità, il che suggerisce un modello di danno epatico, di solito colestatico e molto spesso asintomatico.
Superinfezione
Come nel caso di altri antibiotici, l’uso di cefotaxima, soprattutto se prolungato, può dar luogo alla proliferazione di organismi non sensibili. È fondamentale una valutazione ripetuta delle condizioni del paziente. Se in corso di terapia si manifesta una superinfezione, si devono adottare misure appropriate.
Per le formulazioni I.M.
Se il solvente contiene lidocaina, possono verificarsi reazioni sistemiche alla lidocaina, in particolare in caso di iniezione endovenosa accidentale, di iniezione in tessuti altamente vascolarizzati o di sovradosaggio.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa tramite il sistema nazionale di
segnalazione all’indirizzo https://aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
I sintomi di sovradosaggio possono corrispondere in larga misura al profilo degli effetti indesiderati.
Vi è il rischio di encefalopatia in caso di somministrazione di antibiotici beta-lattamici, inclusa cefotaxima, soprattutto in caso di sovradosaggio o compromissione renale.
In caso di sovradosaggio, cefotaxima deve essere sospesa e devono essere avviati un trattamento di supporto, che comprenda misure volte ad accelerare l’eliminazione, e un trattamento sintomatico delle reazioni avverse (ad es. convulsioni).
Non esiste un antidoto specifico. Cefotaxima può essere rimossa tramite emodialisi. La dialisi peritoneale non è efficace nel rimuovere cefotaxima.
Proprietà farmacologiche - CEFOTAXIMA 1 G
Categoria farmacoterapeutica: antibatterici per uso sistemico, altri antibatterici beta-lattamici, cefalosporine di terza generazione, codice ATC: J01DD01
Meccanismo d’azione
L’attività battericida di cefotaxima deriva dall’inibizione della sintesi della parete cellulare batterica (durante il periodo della crescita) causata dall’inibizione delle proteine leganti la penicillina (PBP), come le
transpeptidasi.
Meccanismo di resistenza
La resistenza a cefotaxima può essere causata dai seguenti meccanismi:
-
Inattivazione da parte delle beta-lattamasi. Cefotaxima può essere idrolizzata da alcune beta-lattamasi, in particolare dalle beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) presenti in ceppi di Escherichia coli o Klebsiella pneumoniae o da beta-lattamasi codificate a livello cromosomico, inducibili o costitutive, di tipo AmpC, presenti in Enterobacter cloacae. Pertanto, le infezioni causate da patogeni con beta-lattamasi inducibili AmpC codificate a livello cromosomico non devono essere trattate con cefotaxima, anche in caso di
sensibilità dimostrata in vitro, a causa del rischio di selezione di mutanti con espressione di beta-lattamasi costitutive AmpC derepresse.
-
Ridotta affinità delle PBP per cefotaxima. La resistenza acquisita degli pneumococchi e di altri streptococchi è causata da modifiche di PBP già esistenti in conseguenza di un processo di mutazione. Diversamente, per quanto riguarda la forma meticillino-(oxacillino)-resistente di Staphylococcus, lo sviluppo di resistenza è imputabile alla creazione di un’ulteriore PBP con ridotta affinità per cefotaxima.
-
Penetrazione insufficiente di cefotaxima nella membrana cellulare esterna dei batteri Gram-negativi, con conseguente inibizione insufficiente delle PBP.
-
Presenza di un meccanismo di trasporto (pompe di efflusso) in grado di trasportare attivamente cefotaxima fuori dalla cellula. Esiste una resistenza crociata completa tra cefotaxima e ceftriaxone e, in parte, con altre penicilline e cefalosporine.
Valori soglia dei test di suscettibilità
I valori soglia della MIC (concentrazione minima inibente) stabiliti dall'European Committee on
Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST) per cefotaxima possono essere consultati sul seguente sito web: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-mic-
breakpoints_en.xlsx
Farmacocinetica: dopo somministrazione di un bolo endovenoso da 1 000 mg, le concentrazioni plasmatiche medie di picco di cefotaxima solitamente sono nell’ordine di 81-102 microgrammi/mL. Dosi da 500 mg e 2 000 mg producono concentrazioni plasmatiche pari, rispettivamente, a 38 e 200 microgrammi/mL. Non si verifica accumulo a seguito della somministrazione di 1 000 mg per via endovenosa o 500 mg per via
intramuscolare per 10 o 14 giorni.
Il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario di cefotaxima è di 21,6 L/1,73 m2 dopo infusione di 1 g per via endovenosa in un periodo di 30 minuti.
Le concentrazioni di cefotaxima (determinate solitamente tramite saggio non selettivo) sono state studiate in svariati tessuti e fluidi dell’organismo umano. Le concentrazioni nel liquido cerebrospinale sono basse quando le meningi non sono infiammate, ma nei bambini con meningite raggiungono i
3-30 microgrammi/mL.
Solitamente, quando le meningi sono infiammate, cefotaxima attraversa la barriera ematoencefalica a livelli superiori alla MIC dei comuni patogeni sensibili. Concentrazioni di 0,2-5,4 microgrammi/mL, inibitorie per la maggior parte dei batteri Gram-negativi, sono raggiunte nell’espettorato purulento, nelle secrezioni bronchiali e nel liquido pleurico in seguito a dosi da 1 o 2 g. Analogamente, concentrazioni probabilmente efficaci contro la maggior parte degli organismi sensibili sono raggiunte negli organi riproduttivi femminili, nell’essudato da otite media, nel tessuto prostatico, nel liquido interstiziale, nel tessuto renale, nel liquido peritoneale e nella parete della cistifellea, in seguito a somministrazione delle dosi terapeutiche abituali.
Concentrazioni elevate di cefotaxima e desacetilcefotaxima sono raggiunte nella bile.
Cefotaxima è parzialmente metabolizzata prima dell’escrezione. Il metabolita principale è il composto microbiologicamente attivo desacetilcefotaxima. La maggior parte della dose di cefotaxima viene escreta nelle urine per circa il 60% immodificata e per un ulteriore 24% come desacetilcefotaxima. La clearance plasmatica riferita è compresa tra 260 e 390 mL/minuto e la clearance renale tra 145 e 217 mL/minuto.
Dopo somministrazione endovenosa di cefotaxima in adulti sani, l’emivita di eliminazione del composto progenitore è di 0,9-1,14 ore e quella del metabolita desacetile è di circa 1,3 ore.
Nei neonati, la farmacocinetica è influenzata dall’età gestazionale e dall’età postnatale. L’emivita è prolungata nei neonati pretermine e con basso peso alla nascita della stessa età.
Nei casi di severa disfunzione renale, l’emivita di eliminazione di cefotaxima aumenta in misura minima a circa 2,5 ore, mentre quella di desacetilcefotaxima aumenta a circa 10 ore. Il recupero urinario totale di
cefotaxima e del suo principale metabolita si riduce al deteriorarsi della funzionalità renale.
Informazioni farmaceutiche - CEFOTAXIMA 1 G
Gli aminoglicosidi sono incompatibili con le cefalosporine nelle miscele parenterali.
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Flaconcini chiusi: 2 anni.
Periodo di validità dopo la ricostituzione:
Il medicinale ricostituito rimane stabile chimicamente e fisicamente:
-
per 24 ore a temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C;
-
per 2 ore a temperatura inferiore a 25 °C.
Per le istruzioni sulla preparazione delle soluzioni, vedere paragrafo 6.6.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene
utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.
Il medicinale ricostituito non richiede di essere protetto dalla luce. Dopo la ricostituzione, la soluzione può presentarsi da incolore a gialla.
Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Tenere il flacone nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.
Cefotaxima hameln è fornita in flaconcini in vetro trasparente di tipo III, chiusi da un tappo in gomma bromobutilica e capsula di chiusura e sigillo in alluminio o da una capsula di chiusura in alluminio con sigillo rimovibile in plastica.
Ogni flaconcino contiene rispettivamente 1 o 2 g di cefotaxima.
Confezioni da 10 flaconcini.
Dopo aver aggiunto il solvente al contenuto del flaconcino, il flaconcino deve essere agitato fino a quando la polvere non si sarà disciolta. La soluzione dovrà risultare limpida dopo 1-2 minuti. La soluzione di
medicinale ricostituito deve essere sottoposta a ispezione visiva per verificarne la limpidezza e l’assenza di particolato prima della somministrazione. Se è torbida o contiene particolato, la soluzione non è adatta
all’uso. Dopo la ricostituzione, la soluzione può presentarsi da incolore a gialla. Per le istruzioni sulla somministrazione, vedere paragrafo 4.2.
Preparazione della soluzione iniettabile e per infusione Iniezione endovenosa (da 3 a 5 minuti)
Il contenuto di un flaconcino deve essere disciolto in 4 o 10 mL di acqua per preparazioni iniettabili,
soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) o soluzione iniettabile di glucosio 50 mg/mL (5%).
Infusione endovenosa (da 20 a 60 minuti)
Per preparare le soluzioni di cefotaxima per l’infusione endovenosa, la polvere viene disciolta in acqua per preparazioni iniettabili (nello stesso modo in cui si procede per le iniezioni endovenose).
La soluzione così ottenuta deve essere ulteriormente diluita con una delle seguenti soluzioni: soluzione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%);
soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%);
soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%) con soluzione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) in rapporto di 1:1; soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%) con soluzione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) in rapporto di 2:1; soluzione di Ringer, composto sodio lattato per preparazioni iniettabili (Ringer lattato per preparazioni iniettabili).
| Contenuto di antibiotico per flaconcino | Volume di solvente | |
| Iniezione endovenosa | Infusione endovenosa | |
| 1 g | 10 mL | 40–100 mL |
| 2 g | 10 mL | 40–100 mL |
Iniezione intramuscolare (raccomandata solo per i flaconcini da 1 g)
Il contenuto del flaconcino da 1 g deve essere disciolto in 4 mL di acqua per preparazioni iniettabili, soluzione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) o soluzione di lidocaina 10 mg/mL (1%). Il medicinale in soluzione di lidocaina non deve essere somministrato per via endovenosa.
| Contenuto di antibiotico per flaconcino | Volume di solvente |
| Iniezioneintramuscolare | |
| 1 g | 4 mL |
| 2 g | - |
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.