KRUPIL 5 MG COMPRESSE
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore

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RCP - KRUPIL 5 MG
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Trattamento dell’ipertensione
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Prevenzione cardiovascolare: riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare in pazienti con:
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Patologie cardiovascolari aterotrombotiche conclamate (pregresse patologie coronariche o ictus, o patologie vascolari periferiche) o
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Diabete con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (vedere paragrafo 5.1)
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Trattamento delle patologie renali:
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Nefropatia glomerulare diabetica incipiente, definita dalla presenza di microalbuminuria
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Nefropatia glomerulare diabetica conclamata, definita da macroproteinuria in pazienti con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (vedere paragrafo 5.1)
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Nefropatia glomerulare non diabetica conclamata definita da macroproteinuria ≥ 3 g/die (vedere paragrafo 5.1)
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Trattamento dell’insufficienza cardiaca sintomatica.
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Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto: riduzione della mortalità dopo la fase acuta dell’infarto miocardico in pazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca quando iniziato dopo 48 ore dall’insorgenza dell’infarto miocardico acuto.
Posologia
Si raccomanda che KRUPIL venga assunto ogni giorno alla stessa ora.
Documento reso disponibile da AIFA il 28/11/2024
KRUPIL può essere assunto prima, durante o dopo i pasti, perché l’assunzione di cibo non modifica la sua biodisponibilità (vedere paragrafo 5.2)
KRUPIL deve essere deglutito con un liquido e non deve essere masticato o sbriciolato.
Adulti
Pazienti in trattamento con un diuretico
Dopo l’inizio del trattamento con KRUPIL si può verificare ipotensione; questa è più probabile in pazienti trattati contemporaneamente con diuretico. Per questi pazienti è raccomandata quindi cautela in quanto possono presentare deplezione di volume plasmatico e/o di sali.
Il diuretico dovrebbe essere sospeso, se possibile, 2 o 3 giorni prima dell’inizio della terapia con KRUPIL (vedere paragrafo 4.4).
Nei pazienti ipertesi nei quali il diuretico non è stato sospeso la terapia con KRUPIL deve essere iniziata con la dose 1,25 mg. Si devono monitorare la funzione renale e il potassio sierico. Il dosaggio successivo di KRUPIL deve essere aggiustato in base al valore di pressione arteriosa che si vuole raggiungere.
Ipertensione
La dose deve essere individualizzata in accordo con il profilo del paziente (vedere paragrafo 4.4) ed il controllo della pressione arteriosa.
KRUPIL può essere usato in monoterapia o in combinazione con altre classi di farmaci antipertensivi
(vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1).
Dose iniziale
Il trattamento con KRUPIL deve essere iniziato gradualmente, con una dose iniziale raccomandata di 2,5 mg al giorno.
Pazienti con una iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono presentare un calo eccessivo della pressione arteriosa dopo l’assunzione della dose iniziale. Per questi pazienti si raccomanda una dose iniziale di 1,25 mg, e che l’inizio del trattamento avvenga sotto il controllo del medico (vedere paragrafo 4.4).
Titolazione e dose di mantenimento
La dose può essere raddoppiata ad intervalli di 2-4 settimane in modo da raggiungere progressivamente il valore di pressione arteriosa richiesto; la dose massima di KRUPIL è di 10 mg al giorno. La dose viene di solito assunta in mono somministrazione giornaliera.
Prevenzione cardiovascolare
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg di KRUPIL una volta al giorno.
Titolazione e dose di mantenimento
Il dosaggio deve essere gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo. Si raccomanda di raddoppiare la dose dopo una o due settimane di trattamento e - dopo ulteriori due o tre settimane - di incrementarla fino al raggiungimento della dose target di mantenimento di 10 mg di KRUPIL una volta al giorno.
Vedere anche la posologia descritta sopra per i pazienti trattati con un diuretico.
Trattamento delle patologie renali
In pazienti con diabete e microalbuminuria:
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg di KRUPIL una volta al giorno.
Titolazione e dose di mantenimento
Il dosaggio deve esser gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo.
Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e dopo ulteriori due settimane a 5 mg.
In pazienti con diabete ed almeno un fattore di rischio cardiovascolare
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata è di 2,5 mg di KRUPIL una volta al giorno.
Titolazione e dose di mantenimento
Il dosaggio deve esser gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo.
Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 5 mg di KRUPIL dopo una o due settimane e quindi a 10 mg di KRUPIL dopo ulteriori due o tre settimane. La dose giornaliera target è 10 mg.
In pazienti con nefropatia non diabetica, definita da macroproteinuria ≥3g/die.
Dose iniziale
La dose iniziale raccomandata è di 1,25 mg di KRUPIL una volta al giorno.
Titolazione e dose di mantenimento
Il dosaggio deve esser gradualmente incrementato nel paziente sulla base della tollerabilità del principio attivo.
Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e quindi a 5 mg dopo ulteriori due settimane.
Insufficienza cardiaca sintomatica
Dose iniziale
In pazienti stabilizzati con terapia diuretica, la dose iniziale raccomandata è 1,25 mg al giorno.
Titolazione e dose di mantenimento
KRUPIL deve essere titolato mediante il raddoppio della dose ogni una o due settimane fino ad una dose massima giornaliera di 10 mg. Sono preferibili due somministrazioni al giorno.
Prevenzione secondaria in pazienti con pregresso infarto miocardico acuto e con insufficienza cardiaca
Dose iniziale
Dopo 48 ore dall’infarto del miocardio, in pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili, la dose iniziale è 2,5 mg due volte al giorno per tre giorni. Se la dose iniziale da 2,5 mg non è tollerata, deve essere somministrata una dose da 1,25 mg due volte al giorno per due giorni prima di aumentarla a 2,5 mg e a 5 mg due volte al giorno.
Se la dose non può essere aumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto.
Vedere anche la posologia descritta sopra i pazienti trattati con un diuretico.
Titolazione e dose di mantenimento
La dose giornaliera è successivamente aumentata raddoppiandola ad intervalli da uno a tre giorni fino alla dose di mantenimento di 5 mg due volte al giorno.
Quando possibile, la dose di mantenimento viene suddivisa in due somministrazioni al giorno. Se la dose non può essere aumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamento deve essere interrotto.
Non esiste ancora un’esperienza sufficiente nel trattamento di pazienti con un’insufficienza cardiaca grave (NYHA IV) immediatamente dopo infarto del miocardio. Se si decide di trattare questi pazienti si raccomanda di iniziare la terapia con una dose da 1,25 mg una volta al giorno e di esercitare particolare cautela in ogni incremento di dose.
Popolazioni speciali
Pazienti con funzionalità renale compromessa
La dose giornaliera in pazienti con insufficienza renale deve essere basata sulla clearance della creatinina (vedere paragrafo 5.2):
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Se la clearance della creatinina è ≥ 60 ml/min, non è necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); la dose massima giornaliera è di 10 mg;
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Se la clearance della creatinina è compresa tra 30-60ml/min non è necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die); la dose massima giornaliera è 5 mg;
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Se la clearance della creatinina è compresa tra 10-30 ml/min, la dose iniziale è 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera è 5 mg;
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In pazienti ipertesi in emodialisi ramipril è scarsamente dializzabile; la dose iniziale è 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera è di 5 mg; la specialità medicinale deve essere somministrata poche ore dopo l’effettuazione della dialisi.
Pazienti con ridotta funzionalità epatica (vedere paragrafo 5.2)
Nei pazienti con insufficienza epatica il trattamento con KRUPIL deve essere iniziato solo sotto controllo medico e la dose massima giornaliera di KRUPIL è 2,5 mg.
Pazienti anziani
La dose iniziale deve essere la più bassa e la successiva titolazione deve essere molto graduale a causa della maggiore probabilità di effetti indesiderati in particolare in pazienti molto anziani o debilitati.
Deve essere presa in considerazione una dose iniziale ridotta di ramipril di 1,25 mg.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di ramipril nei bambini non è stata ancora stabilita. I dati al momento disponibili per KRUPIL sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1, 5.2 e 5,3 ma non può essere fatta alcuna raccomandazione specifica riguardante la posologia.
Modo di somministrazione
Uso orale.
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Ipersensibilità al principio attivo, ad uno dei qualsiasi eccipienti o ad altri ACE-inibitori (inibitore dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina) (vedere paragrafo 6.1).
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Riscontro anamnestico di angioedema (ereditario, idiopatico o pregresso angioedema con ACE inibitori o AIIRAs).
- Uso concomitante di terapia con sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
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Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente (vedere paragrafo 4.5).
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Stenosi bilaterale significativa dell'arteria renale o stenosi unilaterale in pazienti con rene unico funzionante.
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Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).
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Ramipril non deve essere usato in pazienti con ipotensione o emodinamicamente instabili.
L'uso concomitante di KRUPIL con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR < 60 ml/min/1,73 m2) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).
Popolazioni speciali
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Gravidanza
La terapia con ACE inibitori, come ramipril, o Antagonisti del recettore dell’Angiotensina II (AIIRA) non deve essere iniziata durante la gravidanza.
Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore/ AIIRAs. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori/AIIRAs deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).
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Pazienti particolarmente a rischio di ipotensione
- Pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone
I pazienti con iperattivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone possono incorrere in un notevole calo acuto della pressione arteriosa e nel deterioramento della funzione renale dovuto all’ACE inibizione, specialmente quando l’ACE inibitore o un diuretico in associazione sono somministrati per la prima volta o al primo incremento della dose. Deve essere prevista un’attivazione rilevante del sistema renina-angiotensina-aldosterone ed è necessaria una supervisione medica che includa il monitoraggio della pressione per esempio in:
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pazienti con ipertensione grave;
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pazienti con insufficienza cardiaca congestizia scompensata;
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pazienti con ostacolo emodinamicamente rilevante all’aflusso o al deflusso ventricolare sinistro (ad es. stenosi valvolare aortica o mitralica);
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pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale con secondo rene funzionante;
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pazienti in cui vi è o si può sviluppare deplezione di fluidi o di sali (inclusi i pazienti in trattamento con i diuretici);
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pazienti con cirrosi epatica e/o ascite;
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durante interventi chirurgici importanti o durante anestesia con farmaci che causano ipotensione.
In genere si raccomanda di correggere la disidratazione, l’ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento (tuttavia nei pazienti con insufficienza cardiaca tale azione correttiva deve essere attentamente valutata contro il rischio di un sovraccarico).
- Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)
Esiste l’evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).
Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.
Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.
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Insufficienza cardiaca transitoria o persistente post infarto miocardico
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Pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale in caso di ipotensione acuta
La fase iniziale del trattamento richiede un attento controllo medico.
Pazienti anziani
Vedere paragrafo 4.2.
Chirurgia
Se possibile, si raccomanda di interrompere il trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina come ramipril un giorno prima dell’intervento chirurgico.
Monitoraggio della funzione renale
La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deve essere aggiustata in particolare nelle prime settimane di trattamento. In pazienti con compromissione renale è richiesto un monitoraggio particolarmente attento (vedere paragrafo 4.2). C’è il rischio di compromissione della funzione renale, in particolare in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o dopo trapianto di rene.
Angioedema
Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE inibitori incluso il ramipril (vedere paragrafo 4.8). Questo rischio di angioedema (ad es. rigonfiamento delle vie aeree e della lingua, associato o meno a difficoltà respiratorie) potrebbe aumentare nei pazienti che assumono contemporaneamente medicinali che possono causare angioedema come inibitori di mTOR (mammalian target of rapamycin) (ad es. temsirolimus, everolimus, sirolimus); vildagliptin o inibitori della neprilisina (NEP) (come racecadotril). L'associazione di ramipril con sacubitril/valsartan è controindicata a causa dell'aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).
In caso di angioedema, KRUPIL deve essere interrotto.
Deve essere prontamente istituito un trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopo la completa risoluzione della sintomatologia.
Nei pazienti in terapia con ACE inibitori, incluso KRUPIL, è stato riportato angioedema intestinale (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito).
Reazioni anafilattiche durante terapie desensibilizzanti:
La probabilità e la gravità di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o di altri allergeni sono aumentate durante terapia con ACE inibitori. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di KRUPIL.
Monitoraggio elettrolitico: Iperkaliemia
Iperkaliemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori incluso KRUPIL. I pazienti a rischio di iperkaliemia includono i soggetti con insufficienza renale, età >70 anni, con diabete mellito non controllato o quelli che utilizzano sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio, o condizioni come disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica.
Se l’uso di una delle sopraccitate sostanze è ritenuto necessario è raccomandato un regolare monitoraggio del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5).
Monitoraggio elettrolitico: Iponatriemia
Sindrome da inappropriata secrezione di ormone anti-diuretico (SIADH) e conseguente iponatriemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ramipril. Si raccomanda che i livelli sierici di sodio siano regolarmente monitorati nei pazienti anziani e in altri pazienti a rischio di iponatriemia.
Neutropenia/agranulocitosi
Sono state osservate raramente neutropenia/agranulocitosi, così come trombocitopenia e anemia, ed è stata inoltre riportata depressione del midollo osseo.
Si raccomanda di monitorare il numero dei globuli bianchi per permettere l’individuazione di una possibile leucopenia.
Si consiglia un monitoraggio più frequente nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene (ad es. lupus eritematoso o sclerodermia) e in quelli trattati con farmaci che possono causare alterazioni del quadro ematico (vedere paragrafi 4.5 e 4.8)
Differenze etniche
Gli ACE inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri.
Come altri ACE inibitori, ramipril può essere meno efficace nell’abbassare la pressione nelle popolazioni nere rispetto a quelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione a basso livello di renina.
Tosse
Con l’uso di ACE inibitori, è stata riportata tosse. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve con l’interruzione della terapia. La tosse da ACE inibitori deve essere considerata nella diagnosi differenziale della tosse.
Eccipienti con effetti noti:
Questo medicinale contiene meno di 1mmol (23mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
I da: degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) aGraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonis: del receGore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di even: avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispeGo all'uso di un singolo agente a_vo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1).
Associazioni controindicate
L'uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato in quanto aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Il traGamento con ramipril non deve essere iniziato prima di 36 ore dall'ul:ma dose di sacubitril/valsartan. Sacubitril/valsartan non deve essere usato prima di 36 ore dall'ul:ma dose di KRUPIL.
TraGamen: extracorporei che portano al contaGo tra sangue e superfici con carica nega:va quali dialisi o emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densità per mezzo di destrano solfato sono controindica: a causa dell’aumento del rischio di gravi reazioni anafilaGoidi 8vedere paragrafo 4.3). Se è richiesto questo :po di traGamento, deve essere considerato l’uso di membrane per dialisi differen: o una classe di an:pertensivi differente.
Precauzioni per l’uso
Sali di potassio, eparina, diure6ci risparmiatori di potassio e altri principi aIvi che aumentano i livelli di potassio nel sangue (inclusi gli antagonis6 dell’Angiotensina II, trimetoprim e in combinazione a dose fissa con sulfametoxazolo, tacrolimus, ciclosporina): può verificarsi iperkaliemia, quindi è richiesto un monitoraggio aGento dei livelli sierici del potassio.
Farmaci an6pertensivi (ad es. diure6ci) ed altri farmaci a potenziale effe3o an6pertensivo (ad
Docuemse.ntno irtersao6di,spaonnib6ilde edpa rAeIFsAsiivl 2i8/t1r1i/c2i0c2l4ici, aneste6ci, assunzione di alcool, baclofene, alfuzosina,
doxazosina, prazosina, tamsulosina, terazosina): si deve prevedere un possibile potenziamento del rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.2 per i diure:ci).
Vasopressori simpa6comime6ci ed altre sostanze (ad es. isoproterenolo, dobutamide, dopamide, adrenalina) che possono ridurre l’effe3o an6pertensivo di KRUPIL: si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa.
Allopurinolo, immunosoppressori, cor6costeroidi, procainamide, citosta6ci e altri farmaci che possono alterare il quadro ema6co: aumentato rischio di reazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.4).
Sali di li6o: l’escrezione di li:o può essere ridoGa dagli ACE-inibitori e quindi la tossicità del li:o può essere aumentata. I livelli sierici di li:o devono essere controlla:.
An6diabe6ci inclusa insulina: possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. Pertanto, si raccomanda un monitoraggio della glicemia.
Farmaci an6nfiammatori non steroidei ed acido ace6lsalicilico:
deve essere prevista una possibile riduzione dell’effeGo an:pertensivo di KRUPIL. Inoltre, una terapia concomitante con ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzionalità renale e ad un aumento della kaliemia.
Inibitori di mTOR o vildaglip6n:
è possibile un aumento del rischio di angioedema in pazien: che assumono contemporaneamente medicinali quali gli inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus) o vildaglip:n. Occorre cautela all'inizio della terapia (vedere paragrafo 4.4).
Inibitori della neprilisina (NEP): un aumento del rischio di angioedema è stato segnalato con l'uso concomitante di ACE inibitori e un NEP inibitore come racecadotril (vedere paragrafo 4.4).
Sacubitril/valsartan: L'uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato in quanto aumenta il rischio di angioedema.
Gravidanza
KRUPIL non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4) ed è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3).
L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risulta: conclusivi; tuGavia, non può essere escluso un piccolo aumento del rischio.
Per le pazien: che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a traGamen: an:pertensivi alterna:vi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore.
Quando viene accertata una gravidanza, il traGamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interroGo e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alterna:va.
È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori/Antagonis: del ReceGore dell’Angiotensina II (AIIRA) durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridoGa funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3 “Da:
Docupmreenctolirneiscoi ddisipsoincibuilreedzazAaI”F)A. il 28/11/2024
Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.
I neona: le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere aGentamente monitora: per l’ipotensione, l’oliguria e l’iperkaliemia (vedere anche paragrafi 4.3 e 4.4).
Alla3amento
Poiché le informazioni sull’uso di ramipril durante l’allaGamento sono insufficien: (vedere paragrafo 5.2), KRUPIL non è raccomandato ed è preferibile ricorrere a traGamen: alterna:vi con profilo di sicurezza meglio stabilito durante l’allaGamento, specialmente quando si allaGa un neonato o un neonato pretermine.
Alcuni effe_ indesidera: (per es. sintomi del calo pressorio quali capogiri) possono interferire con la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e perciò rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità siano par:colarmente importan: (per es. manovra di macchinari o guida di veicoli).
Questo può verificarsi in modo par:colare all’inizio del traGamento o quando si sta sos:tuendo un’altra terapia. Dopo la prima dose o incremento di dose non è consigliabile guidare o usare macchinari per diverse ore.
Riassunto del profilo di sicurezza
Il profilo di sicurezza di ramipril include tosse secca persistente e reazioni dovute all’ipotensione. Reazioni avverse gravi comprendono angioedema, iperkaliemia, compromissione epa:ca o renale, pancrea::, reazioni cutanee gravi e neutropenia/agranulocitosi.
Tabella delle reazioni avverse
La frequenza degli effe_ indesidera: è definita u:lizzando la seguente convenzione:
Molto comuni (≥1/10); comuni (≥1/100, <1/10); non comuni (≥1/1.000, < 1/100); rari (≥1/10.000, < 1/1.000); molto rari (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei da: disponibili).
All’interno dei gruppi di frequenza, gli effe_ indesidera: sono elenca: in ordine decrescente di gravità.
| Classificazion e per sistemi e organi | Comuni | Non comuni | Rari | Molto rari | Non nota |
| Patologie del sistema emolinfopoiet ico | Eosinofilia | Diminuzion e delnumero dei globuli bianchi (quale neutropeni a oagranulocit osi), diminuzion e delnumero dei globuli rossi, diminuzion e della concentrazi one diemoglobin a, diminuzion e delnumerodelle piastrine. | Depressio ne del midollo osseo, pancitope nia, anemia emoli:ca. | ||
| Disturbi del sistema immunitario | Reazioni anafila_c he oanafilaGoi di, an:corpi an:nucleoaumenta: | ||||
| Patologie endocrine | Sindrome da secrezione inappropri ata diormone an:diure:co (SIADH) | ||||
| Disturbi del metabolismo e dellanutrizione | Potassio ema:co aumentato | Anoressia, diminuzione dell’appe:to | Sodio ema:co diminuito |
| Classificazion e per sistemi e organi | Comuni | Non comuni | Rari | Molto rari | Non nota |
| Disturbi psichiatrici | Umore depresso, ansia, nervosismo, irrequietezz a, disturbidel sonno inclusasonnolenza | Stato confusional e | Disturbi dell’aGenzi one | ||
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea, capogiri | Ver:gini, parestesia, ageusia, disgeusia | Tremore, disordini dell’equilib rio | Ischemia cerebrale quale ictus ischemico e aGacco ischemico transitorio,alterazioni delle capacità psicomoto rie, sensazione di bruciore, parosmia | |
| Patologie dell’occhio | Disturbi della vista inclusa visione offuscata | Congiun:vi te | |||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Danni all’udito,:nnito | ||||
| Patologie cardiache | Ischemia miocardica quale angina pectoris oinfarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edemaperiferico |
| Classificazion e per sistemi e organi | Comuni | Non comuni | Rari | Molto rari | Non nota |
| Patologie vascolari | Ipotensione, pressione arteriosa ortosta:ca diminuita, sincope | Rossore | Stenosi vascolare, ipoperfusio ne, vasculite | Fenomeno di Raynaud | |
| Patologie respiratorie, toraciche e medias:niche | Tosse secca non produ_va, bronchite, sinusite, dispnea | Broncospas mo incluso aggravamen to dell’asma, conges:one nasale | |||
| Patologie gastrointes:n ali | Infiammazio ne gastrointes: nale, disturbi della diges:one, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea, vomito | Pancrea:te (con gli ACE inibitori sono sta: riporta: molto eccezionalm ente casi ad esito fatale), aumento degli enzimi pancrea:ci, angioedema del piccolo intes:no, dolore nella parte alta dell’addome quale gastrite, s:psi,secchezza della bocca. | Glossite | Axe, stoma:: | |
| Patologie epatobiliari | Aumento degli enzimi epa:ci e/o della bilirubina coniugata | IGero colesta:co, danno epatocellul are | Insufficien za epa:ca acuta, epa:te colesta:ca o citoli:ca (l’esito fatale è stato molto eccezional e) |
| Classificazion e per sistemi e organi | Comuni | Non comuni | Rari | Molto rari | Non nota |
| Patologie della cute e del tessuto soGocutaneo | Rash in par:colare maculo-papulare | Angioedema; in casi veramente eccezionali, l’ostruzione delle vie aeree dovuta all’angioede ma può avere esito fatale; prurito, iperidrosi. | Derma:te esfolia:va, or:caria, onicolisi | Fotosensibilizza zione | Necrolisi epidermic a tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema mul:form e, pemfigo, aggravame nto della psoriasi, derma:te psoriasifor me, esantema o enantema pemfigoid e olichenoide, alopecia |
| Patologie del sistema muscoloschel etrico e deltessuto conne_vo | Spasmi muscolari, mialgia | Artralgia |
| Classificazion e per sistemi e organi | Comuni | Non comuni | Rari | Molto rari | Non nota |
| Patologie renali eurinarie | Danno renale inclusa insufficienza renale acuta, aumento della produzione di urine, peggiorame nto diproteinuria preesistente, ureaema:ca aumentata , crea:nina ema:ca aumentata | ||||
| Patologie dell’appara-to riprodu_vo e dellamammella | Impotenza ere_le transitoria, diminuzionedella libido | Ginecoma s:a | |||
| Patologie sistemiche e condizioni rela:ve allasede disomministrazi one | Dolore al peGo, affa:ca-mento | Piressia | Astenia |
Popolazione pediatrica
La sicurezza di ramipril e stata monitorata in 325 bambini e adolescen:, di età compresa tra 2-16 anni in 2 studi clinici. Anche se la natura e la gravità degli even: avversi sono simili a quelli degli adul:, la frequenza dei seguen: even: è maggiore nei bambini:
Tachicardia, conges:one nasale e rinite, “comune” (cioè ≥ 1/100, < 1/10) nella popolazione pediatrica, e “non comune” (cioè ≥ 1/1000, < 1/100) nella popolazione adulta.
Congiun:vite “comune” (cioè ≥ 1/100, < 1/10) nella popolazione pediatrica e “raro” (cioè ≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta.
Tremore e or:caria “non comune” (cioè ≥ 1/1.000, < 1/100) nella popolazione pediatrica, e “raro” (cioè ≥ 1/10.000, < 1/1.000) nella popolazione adulta.
Il profilo di sicurezza globale per ramipril nei pazien: pediatrici non differisce significa:vamente dal profilo di sicurezza negli adul:.
Segnalazione delle reazioni avverse sospeGe
La segnalazione delle reazioni avverse sospeGe che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permeGe un monitoraggio con:nuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospeGa tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzoall'indirizzo hGps://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sintomi
I sintomi associati al sovradosaggio di ACE inibitori possono includere vasodilatazione periferica eccessiva (con marcata ipotensione, shock), bradicardia, alterazione degli elettroliti, scompenso renale.
Gestione
I pazienti devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Le principali misure suggerite includono detossificazione (lavaggio gastrico, somministrazione di adsorbenti) e misure per ripristinare la stabilità emodinamica, inclusa la somministrazione di agonisti alfa 1 adrenergici o angiotensina II (angiotensinamide). Ramiprilato, il metabolita attivo di ramipril è scarsamente rimosso dalla circolazione generale con l’emodialisi.
Proprietà farmacologiche - KRUPIL 5 MG
Categoria farmacoterapeu:ca: ACE-inibitori; codice A.T.C.: C09AA05
Meccanismo d'azione.
Il ramiprilato, metabolita a_vo del profarmaco ramipril, inibisce l'enzima dipep:dilcarbossipep:dasi I (sinonimi: enzima di conversione della angiotensina; chininasi II). Questo enzima, a livello plasma:co e :ssutale, determina la conversione della angiotensina I nella sostanza ad a_vità vasocostriGrice angiotensina II, e la degradazione del vasodilatatore bradichinina. La ridoGa formazione di angiotensina II e l’inibizione della degradazione della bradichinina portano a vasodilatazione.
Poiché l’angiotensina II s:mola anche il rilascio di aldosterone, il ramiprilato causa una riduzione nella secrezione dell’aldosterone.
La risposta media agli ACE inibitori dei pazien: neri (Afro-Caraibici) ipertesi (di solito questa popolazione di ipertesi ha un basso livello di renina) è più bassa rispeGo a quella dei pazien: non neri.
EffeI farmacodinamici. Proprietà an:pertensive:
La somministrazione di ramipril determina una marcata riduzione delle resistenze arteriose periferiche. Generalmente non subiscono notevoli modifiche né il flusso plasma:co renale, né la filtrazione glomerulare.
La somministrazione di ramipril a pazien: ipertesi provoca riduzione della pressione arteriosa sia in posizione ereGa che in posizione supina, senza aumento compensatorio della frequenza cardiaca.
Dopo una singola dose orale, nella maggior parte dei pazien: l'azione an:ipertensiva si manifesta dopo 1 o 2 ore dall'assunzione, raggiunge il massimo effeGo dopo 3-6 ore e si protrae per almeno 24 ore.
L'effeGo an:ipertensivo massimo del traGamento con:nuo con ramipril si o_ene generalmente dopo 3-4 se_mane di traGamento.
È stato dimostrato che l'effeGo an:ipertensivo si man:ene per terapie protraGe fino a 2 anni. L'interruzione brusca della terapia non provoca un aumento rapido di rimbalzo della pressione arteriosa.
Insufficienza cardiaca:
Ramipril ha mostrato di essere efficace, in aggiunta alla terapia convenzionale con diure:ci e glucosidi cardiaci, in pazien: con classi funzionali II-IV definite dalla New-York Heart Associa:on. Il farmaco ha avuto effe_ benefici sull’emodinamica cardiaca (diminuzione della pressione di riempimento dei ventricoli sinistro e destro, riduzione della resistenza vascolare totale periferica, aumento della portata cardiaca, e miglioramento dell’indice cardiaco). Riduce inoltre l’a_vazione neuroendocrina.
Efficacia e sicurezza clinica
Prevenzione cardiovascolare/nefroprotezione:
E’ stato condoGo uno studio di prevenzione controllato con placebo (lo studio HOPE) in cui ramipril è stato aggiunto alla terapia standard in più di 9.200 pazien:. Pazien: con un aumentato rischio di patologie cardiovascolari conseguen: a patologie cardiovascolari aterotrombo:che (coronaropa:a, ictus o patologie vascolari periferiche) o diabete mellito con almeno un faGore di rischio aggiun:vo (microalbuminuria documentata, ipertensione, livello del colesterolo totale elevato, basso livello di colesterolo HDL, o fumo), sono sta: inclusi nello studio.
Lo studio ha mostrato che il ramipril diminuisce in maniera sta:s:camente significa:va l’incidenza dell’infarto miocardico, la morte per cause cardiovascolari e l’ictus, da soli o combina: (even: primari combina:).
Studio HOPE: principali risultaF
| Ramipril | Placebo | Rischio rela:vo (intervallo di confidenza 95%) | p-value | |
| % | % | |||
| TuL i pazienF | n = 4.645 | n = 4.652 | ||
| Evento primario combinato | 14,0 | 17,8 | 0,78 (0,70 – 0,86) | <0,001 |
| Infarto del miocardio | 9,9 | 12,3 | 0,80 (0,70 – 0,90) | <0,001 |
| Morte per cause cardiovascolari | 6,1 | 8,1 | 0,74 (0,64 – 0,87) | <0,001 |
| Ictus | 3,4 | 4,9 | 0,68 (0,56 – 0,84) | <0,001 |
| Endpoint secondari | ||||
| Morte per ogni causa | 10,4 | 12,2 | 0,84 (0,75 – 0,95) | 0,005 |
| Necessità dirivascolarizzazione | 16,0 | 18,3 | 0,85 (0,77 – 0,94) | 0,002 |
| Ospedalizzazione per angina instabile | 12,1 | 12,3 | 0,98 (0,87 – 1,10) | NS |
| Ospedalizzazione perinsufficienza cardiaca | 3,2 | 3,5 | 0,88 (0,70 – 1,10) | 0,25 |
| Complicazioni collegate al diabete | 6,4 | 7,6 | 0,84 (0,72 – 0,98) | 0,03 |
Lo studio MICRO – HOPE, un soGo studio predefinito dallo studio HOPE, ha valutato l’effeGo dell’aggiunta del ramipril 10 mg all’aGuale regime verso placebo in 3.577 pazien: con età ≥ 55 anni (senza limite superiore di età), la maggioranza con diabete di :po 2 (e almeno un altro faGore di rischio CV) normotesi o ipertesi.
L’analisi primaria dei risulta: ha mostrato che 117 (6,5%) partecipan: traGa: con ramipril e 149 (8,4%) traGa: con placebo hanno sviluppato nefropa:a conclamata, che corrisponde a una Riduzione del Rischio Rela:vo (RRR) del 24%; 95% IC [3-40], p = 0.027.
Lo studio REIN, mul:centrico randomizzato, in doppio cieco a gruppi paralleli, controllato con placebo, era mirato a dimostrare l’effeGo del traGamento con ramipril sulla velocità di diminuzione della funzione glomerulare (GFR) in 352 pazien: normotesi o ipertesi (18-70 anni di età) con proteinuria lieve (cioè escrezione urinaria di proteine > 1 e < 3 g/24 ore) o grave (≥3 g/24 ore) dovuta a nefropa:a cronica di origine non diabe:ca. Entrambe le soGopopolazioni sono state stra:ficate in modo prospe_co.
L’analisi principale dei pazien: affe_ dalla proteinuria più grave (strato prematuramente separato a causa del beneficio riscontrato nel gruppo del ramipril) ha mostrato che la velocità media della diminuzione del GFR per mese è stata più bassa con ramipril rispeGo al placebo; - 0,54 (0,66) vs.-0,88 (1,03) ml/min/mese, p = 0,038. La differenza tra gruppi è stata 0,34 [0,03-0,65] per mese, e circa 4 ml/min/anno; il 23,1% dei pazien: nel gruppo del ramipril ha raggiunto l’endpoint secondario combinato di raddoppiamento della concentrazione basale della crea:nina sierica e/o di insufficienza renale terminale (ESRD) (necessità di dialisi o di trapianto renale) contro il 45,5% nel gruppo del placebo (p = 0,02).
Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS):
Due grandi studi randomizza: e controlla: (ONTARGET (ONgoing Telmisartan Alone and in combina:on with Ramipril Global Endpoint Trial) e VA Nephron-D (The Veterans Affairs Nephropathy in Diabetes)) hanno esaminato l'uso della combinazione di un ACE-inibitore con un antagonista del receGore dell’angiotensina II.
ONTARGET è stato uno studio condoGo in pazien: con anamnesi di patologia cardiovascolare o cerebrovascolare, o diabete mellito :po 2 associato all’evidenza di danno d'organo. VA NEPHRON-D è stato uno studio condoGo in pazien: con diabete mellito :po 2 e nefropa:a diabe:ca.
Ques: studi non hanno dimostrato alcun significa:vo effeGo benefico sugli esi: e sulla mortalità renale e/o cardiovascolare, mentre è stato osservato un aumento del rischio di iperpotassiemia, danno renale acuto e/o ipotensione rispeGo alla monoterapia. Ques: risulta: sono per:nen: anche per gli altri ACE-inibitori e per gli antagonis: del receGore dell'angiotensina II, date le loro simili proprietà farmacodinamiche.
Gli ACE-inibitori e gli antagonis: del receGore dell'angiotensina II non devono quindi essere usa: contemporaneamente in pazien: con nefropa:a diabe:ca.
ALTITUDE (Aliskiren Trial in Type 2 Diabetes Using Cardiovascular and Renal Disease Endpoints) è stato uno studio volto a verificare il vantaggio di aggiungere aliskiren ad una terapia standard di un ACE-inibitore o un antagonista del receGore dell'angiotensina II in pazien: con diabete mellito di :po 2 e mala_a renale cronica, mala_a cardiovascolare, o entrambe. Lo studio è stato interroGo precocemente a causa di un aumentato rischio di even: avversi. Morte
DocucmaerndtoiorevsaosdcisoploanriebileediactAuIFsAsilo2n8o/11s/2ta02:4 entrambi numericamente più frequen: nel gruppo aliskiren
rispeGo al gruppo placebo e gli even: avversi e gli even: avversi gravi di interesse (iperpotassiemia, ipotensione e disfunzione renale) sono sta: riporta: più frequentemente nel gruppo aliskiren rispeGo al gruppo placebo.
Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto
Lo studio AIRE ha incluso più di 2.000 pazien: con segni clinici transitori/persisten: di insufficienza cardiaca dopo infarto miocardico documentato. Il traGamento con ramipril è iniziato 3-10 giorni dopo l’infarto miocardico acuto. Lo studio ha indicato che dopo un tempo medio di follow-up di 15 mesi la mortalità nei pazien: traGa: con ramipril è stata del 16,9% mentre nei pazien: traGa: con placebo è stata del 22,6%. Ciò significa una riduzione assoluta di mortalità di 5,7% e una riduzione del rischio rela:vo di 27% (CI di 95% [11-40%]).
Popolazione pediatrica
In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che ha coinvolto 244 pazien: pediatrici affe_ da ipertensione (73% ipertensione primaria), di età compresa tra 6-16 anni, i pazien: hanno ricevuto in base al peso corporeo dosi basse, medie o alte di ramipril in modo da raggiungere le concentrazioni plasma:che di ramiprilato corrisponden: ai dosaggi negli adul: di 1,25 mg, 5 mg e 20 mg. Al termine di 4 se_mane, ramipril è risultato inefficace nel ridurre la pressione arteriosa sistolica, ma alla dose più elevata ha abbassato la pressione arteriosa diastolica. Sia le dosi medie che le dosi alte di ramipril hanno mostrato una significa:va riduzione della pressione sistolica e diastolica nei bambini con ipertensione confermata.
Questo effeGo non è stato osservato in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, a dosi incrementali, interroGo dopo 4 se_mane, su 218 pazien: pediatrici di età compresa tra 6-16 anni (75% ipertensione primaria), dove le pressioni sistolica e diastolica hanno dimostrato un modesto rebound, ma non un ritorno sta:s:camente significa:vo al valore basale, in tu_ e tre i livelli di dosi di ramipril testate in base al peso [bassa dose (0,625 mg - 2,5 mg), dose media (2,5 mg - 10 mg) o alta dose (5 mg - 20 mg)]. Il ramipril non ha mostrato una relazione dose/risposta lineare nella popolazione pediatrica studiata
Assorbimento
Dopo somministrazione orale ramipril è rapidamente assorbito nel traGo gastrointes:nale: il picco della concentrazione plasma:ca di ramipril viene raggiunto entro un’ora. Sulla base del recupero urinario, l’assorbimento è pari ad almeno il 56% e non è influenzato in modo significa:vo dalla presenza di cibo nel traGo gastrointes:nale. La biodisponibilità del metabolita a_vo ramiprilato, dopo somministrazione orale, dopo somministrazione orale di 2,5 mg e 5 mg di ramipril, è del 45%.
Le concentrazioni plasma:che di picco del ramiprilato, unico metabolita a_vo del ramipril, vengono raggiunte 2-4 ore dopo l’assunzione di ramipril. Le concentrazioni plasma:che del ramiprilato allo stato stazionario dopo somministrazione una volta al giorno delle consuete dosi giornaliere di ramipril vengono raggiunte entro il quarto giorno di traGamento circa.
Distribuzione
Il legame di ramipril con le proteine sieriche è di circa il 73% e quello del ramiprilato è di circa il 56%.
Biotrasformazione
Ramipril è quasi completamente metabolizzato a ramiprilato ed a estere della dichetopiperazina, a forma acida della dichetopiperazina e a glucuronidi del ramipril e del ramiprilato.
Eliminazione
L’escrezione dei metaboli: è principalmente per via renale.
Le concentrazioni plasma:che del ramiprilato diminuiscono in maniera polifasica. A causa del suo potente e saturabile legame all’ACE e della lenta dissociazione dall’enzima, il ramiprilato mostra una fase terminale di eliminazione prolungata a concentrazioni plasma:che molto basse.
Dopo somministrazione di dosi mul:ple giornaliere di ramipril, l’emivita effe_va delle concentrazioni del ramiprilato è stata di 13-17 ore per le dosi da 5-10 mg e più lunga per le dosi più basse da 1,25-2,5 mg. Questa differenza è legata alla capacità saturabile dell’enzima di legare il ramiprilato
Una singola dose orale di ramipril ha prodoGo un livello non rilevabile di ramipril e del rela:vo metabolita nel laGe materno. TuGavia, l’effeGo della somministrazione di dosi mul:ple non è noto.
Pazien: con insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2)
L’escrezione renale di ramiprilato è ridoGa nei pazien: con insufficienza renale e la clearance renale del ramiprilato è proporzionale alla clearance della crea:nina.
Ciò determina concentrazioni plasma:che elevate di ramiprilato che si riducono più lentamente rispeGo ai pazien: con una normale funzione renale.
Pazien: con insufficienza epa:ca (vedere paragrafo 4.2)
In pazien: con funzione epa:ca alterata, la metabolizzazione del ramipril a ramiprilato è ritardata, a causa della diminuzione dall’a_vità delle esterasi epa:che; in ques: pazien: i livelli plasma:ci del ramipril risultano aumenta:. Le concentrazioni di picco del ramiprilato in ques: pazien:, tuGavia, non sono differen: da quelle osservate nei sogge_ con funzione epa:ca normale.
AllaGamento
Una singola dose orale di ramipril ha prodoGo un livello non rilevabile di ramipril e del suo metabolita nel laGe materno. TuGavia, l'effeGo della somministrazione di dosi mul:ple non è noto.
Popolazione pediatrica
Il profilo farmacocine:co del ramipril e stato studiato in 30 pazien: pediatrici ipertesi, di età compresa tra 2 e 16 anni, di peso ≥ 10 kg. Dopo somministrazioni di dosi da 0,05 a 0,2 mg/kg, il ramipril è stato rapidamente e in gran parte metabolizzato a ramiprilato. Picchi di concentrazione plasma:ca di ramiprilato si sono verifica: entro 2-3 ore. La clearance del ramiprilato è altamente correlata al logaritmo del peso corporeo (p < 0,01) e alla dose (p < 0,001). La clearance e il volume di distribuzione sono aumenta: con l’età dei bambini in ciascun gruppo di dosaggio. Con una dose di 0,05 mg/kg nei bambini si sono raggiun: livelli di esposizione analoghi a quelli osserva: negli adul: traGa: con 5 mg di ramipril. Con una dose di 0,2 mg/kg nei bambini si sono osserva: livelli di esposizione superiori alla dose massima raccomandata di 10 mg al giorno negli adul:.
Informazioni farmaceutiche - KRUPIL 5 MG
2,5 mg compresse ipromellosa
amido di mais pregela:nizzato
cellulosa microcristallina sodio stearilfumarato ossido di ferro giallo E172.
5 mg compresse
ipromellosa
amido di mais pregela:nizzato cellulosa microcristallina sodio stearilfumarato
ossido di ferro rosso E 172.
10 mg compresse ipromellosa
amido di mais pregela:nizzato cellulosa microcristallina sodio stearilfumarato.
Blister in PVC bianco opaco e alluminio, termosalda:. KRUPIL 2,5 mg compresse, 28 compresse divisibili KRUPIL 5 mg compresse, 14 compresse divisibili KRUPIL 5 mg compresse, 28 compresse divisibili KRUPIL 10 mg compresse; 28 compresse divisibili