TEICOPLANINA BRADEX 200 MG POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE/ PER INFUSIONE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Regime SSN
Interazioni con
Restrizioni
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - TEICOPLANINA 200 MG
Teicoplanina BRADEX è indicato negli adulti e nei bambini dalla nascita per il trattamento parenterale delle seguenti infezioni (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1):
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infezioni complicate della cute e dei tessuti molli,
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infezioni delle ossa e delle articolazioni,
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polmonite acquisita in ospedale,
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polmonite acquisita in comunità,
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infezioni complicate del tratto urinario,
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endocardite infettiva,
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peritonite associata a dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD),
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batteriemia che si verifica in associazione con una delle indicazioni sopraelencate.
Teicoplanina BRADEX è anche indicata come terapia orale alternativa nel trattamento di diarrea e colite associate a infezioni da Clostridium difficile.
Ove appropriato, teicoplanina può essere somministrata in associazione con altri farmaci antibatterici.
Devono essere prese in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso appropriato dei farmaci antibatterici.
modo di somministrazione
Posologia
Dose e durata del trattamento devono essere regolate secondo il tipo e la gravità dell’infezione in atto, la risposta clinica del paziente e fattori relativi al paziente quali età e funzionalità renale.
Misurazione delle concentrazioni sieriche
Si devono monitorare le concentrazioni sieriche di valle di teicoplanina allo stato stazionario, dopo il completamento del regime di carico per assicurarsi che sia stata raggiunta una concentrazione sierica di valle minima:
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Per la maggior parte delle infezioni da Gram-positivi, livelli di valle di teicoplanina di almeno 10 mg / L se misurati con metodo cromatografico HPLC (High Performance Liquid Chromatography), o di almeno 15 mg / L se misurati con metodo immunologico FPIA (Fluorescence Polarization Immunoassay).
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Per endocarditi e altre infezioni gravi, livelli di valle di teicoplanina di 15 – 30 mg / L se misurati con HPLC, o 30 – 40 mg / L se misurati con metodo FPIA.
Durante la terapia di mantenimento, il monitoraggio delle concentrazioni sieriche di valle di teicoplanina può essere effettuato almeno una volta alla settimana per assicurarsi che questi valori siano stabili.
Adulti e anziani con funzione renale normale
Indicazioni Dose di carico Dose di mantenimento Regime di dose di carico Concentrazioni di valle da ottenere ai giorni 3 – 5 Dose di mantenimento Concentrazioni di valle da ottenere durante ilmantenimento 6 mg / kg di peso corporeo ogni 12ore per 3 somministrazioni per via endovenosa o intramuscolare > 15 mg / L1 6 mg / kg di peso corporeo per via endovenosa o intramuscolare una volta al giorno > 15 mg / L1 una volta la settimana -
Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli
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Polmonite
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Infezioni complicate
- Infezioni delle ossa e delle articolazioni 12 mg / kg di peso corporeo ogni 12 ore per 3– 5somministrazioni per via endovenosa > 20 mg / L1 12 mg / kg di peso corporeo per via endovenosa o intramuscolare una volta al giorno > 20 mg / L1 -Endocardite infettiva 12 mg / kg di peso corporeo ogni 12 ore per 3– 5somministrazioni per via endovenosa 30 – 40 mg / L1 12 mg / kg di peso corporeo per via endovenosa o intramuscolare una volta al giorno > 30 mg / L1 1 Misurata con FPIA
La dose deve essere aggiustata in base al peso corporeo qualunque sia il peso del paziente.
Durata del trattamento
La durata del trattamento deve essere stabilita in base alla risposta clinica. Per l’endocardite infettiva solitamente viene considerato appropriato un minimo di 21 giorni. Il trattamento non deve superare i 4 mesi.
Trattamento in associazione
Teicoplanina ha uno spettro di attività antibatterica limitato (Gram-positivi). Non è adatta all’uso come singolo agente per il trattamento di alcuni tipi di infezioni, a meno che il patogeno sia già conosciuto e sia noto che è sensibile al farmaco o vi sia un elevato sospetto che il(i) patogeno(i) più probabile(i) sia(no) adatto(i) al trattamento con teicoplanina.
Diarrea e colite associate a infezione da Clostridium difficile
La dose raccomandata è 100 – 200 mg somministrati per via orale due volte al giorno per 7 – 14 giorni.
Pazienti anziani
Non è richiesto alcun aggiustamento del dosaggio, a meno che la funzione renale sia compromessa (vedere sotto).
Adulti e pazienti anziani con funzione renale compromessa
Non è richiesto alcun aggiustamento del dosaggio fino al quarto giorno di trattamento, a partire dal quale il dosaggio deve essere aggiustato per mantenere una concentrazione sierica di valle di almeno 10 mg / L se misurata con il metodo HPLC, o di almeno 15 mg/L se misurata con il metodo FPIA.
Dopo il quarto giorno di trattamento:
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In caso di insufficienza renale lieve e moderata (clearance della creatinina tra 30 e 80 mL / min): la dose di mantenimento deve essere dimezzata, somministrandola a giorni alterni o somministrando metà di tale dose una volta al giorno.
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In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 mL / min) e nei pazienti sottoposti a emodialisi: la dose deve essere un terzo di quella normale, somministrando la dose unitaria iniziale ogni 3 giorni oppure somministrando un terzo di tale dose una volta al giorno.
Teicoplanina non viene rimossa dall’emodialisi.
Pazienti in dialisi ambulatoriale peritoneale continua (CAPD)
Dopo una singola dose di carico endovenosa di 6 mg / kg di peso corporeo, si somministrano 20 mg / L in tutte le sacche della soluzione per dialisi della prima settimana, 20 mg / L in sacche alterne nella seconda settimana e successivamente 20 mg / L nella sacca notturna durante la terza settimana.
Popolazione pediatrica
Le dosi raccomandate sono le stesse negli adulti e nei bambini di età superiore a 12 anni.
Neonati e lattanti fino a 2 mesi:
Dose di carico
Una singola dose di 16 mg / kg di peso corporeo, somministrata per infusione endovenosa il primo giorno.
Dose di mantenimento
Una singola dose di 8 mg / kg di peso corporeo, somministrata per infusione endovenosa una volta al giorno.
Bambini (da 2 mesi a 12 anni):
Dose di carico
Una singola dose di 10 mg / kg di peso corporeo, somministrata per via endovenosa ogni 12 ore, ripetuta 3 volte.
Dose di mantenimento
Una singola dose di 6 – 10 mg / kg di peso corporeo somministrata per via endovenosa una volta al giorno.
Modo di somministrazione
Teicoplanina deve essere somministrata per via endovenosa o intramuscolare. L’iniezione endovenosa può essere somministrata o in bolo di 3 – 5 minuti o come infusione di 30 minuti.
Nei neonati si deve usare solo l’infusione.
Per diarrea e colite associate a infezione da Clostridium difficile si deve utilizzare la somministrazione orale.
Per istruzioni sulla ricostituzione e diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.
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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Teicoplanina non deve essere somministrata per via intraventricolare.
Reazioni di ipersensibilità
Con teicoplanina sono state riportate reazioni di ipersensibilità gravi che hanno messo in pericolo di vita il paziente e si sono rivelate a volte fatali (es. shock anafilattico). Se si verifica una reazione allergica alla teicoplanina, il trattamento deve essere interrotto immediatamente e devono essere intraprese le opportune misure di emergenza.
Teicoplanina deve essere somministrata con cautela in pazienti con ipersensibilità nota alla vancomicina, poiché si potrebbero verificare reazioni di ipersensibilità crociata, incluso shock anafilattico fatale.
Tuttavia, un’anamnesi di “sindrome dell’uomo rosso” con vancomicina non costituisce una controindicazione all’uso di teicoplanina.
Reazioni correlate all’infusione
In rari casi (anche alla prima dose), è stata osservata la sindrome dell’uomo rosso (un complesso di sintomi che include prurito, orticaria, eritema, edema angioneurotico, tachicardia, ipotensione, dispnea). L’interruzione o il rallentamento dell’infusione possono far cessare queste reazioni. Si possono limitare le reazioni correlate all’infusione se la dose giornaliera non viene somministrata con iniezione in bolo ma mediante infusione di 30 minuti.
Reazioni bollose gravi
Con l’uso di teicoplanina sono state riportate reazioni cutanee quali sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) che hanno esposto il paziente a pericolo di vita o si sono rivelate fatali. Se sono presenti sintomi o segni di SJS o TEN (es. progressiva eruzione cutanea spesso con ulcerazioni o lesioni alle mucose) il trattamento con teicoplanina deve essere interrotto immediatamente.
Spettro di attività antibatterica
Teicoplanina ha uno spettro di attività antibatterica limitato (Gram-positivi). Non è adatta all’uso come singolo agente per il trattamento di alcuni tipi di infezioni, a meno che il patogeno sia già conosciuto e sia noto che è sensibile al farmaco o vi sia un elevato sospetto che il(i) patogeno(i) più probabile(i) sia(no) adatto(i) al trattamento con teicoplanina.
L’uso razionale di teicoplanina deve prendere in considerazione lo spettro di attività antibatterica, il profilo di sicurezza e l’adeguatezza della terapia antibatterica standard al trattamento del singolo paziente. Su questa base ci si attende che in molti casi teicoplanina sia usata per trattare infezioni severe in pazienti per i quali la terapia
antibatterica standard sia considerata inappropriata.
Trombocitopenia
Con teicoplanina è stata riportata trombocitopenia (vedere paragrafo 4.8). Valutazioni ematologiche periodiche, inclusa una conta ematica completa, sono raccomandate durante il trattamento.
Nefrotossicità
In pazienti trattati con teicoplanina è stata riportata nefrotossicità ed insufficienza renale (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con insufficienza renale, che ricevono il regime ad alta dose di carico e quelli che ricevono teicoplanina insieme o sequenzialmente ad altri medicinali con nefrotossicità potenziale nota (p.es. aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina e cisplatino), devono essere attentamente monitorati e devono essere sottoposti a test dell’udito (vedere sotto “Ototossicità”).
Dato che teicoplanina è escreta principalmente per via renale, in pazienti con compromissione renale si deve aggiustare la dose di teicoplanina (vedere paragrafo 4.2).
Ototossicità
Come con altri glicopeptidi, in pazienti trattati con teicoplanina è stata riportata ototossicità (sordità e tinnito) (vedere paragrafo 4.8). Pazienti che sviluppano segni e sintomi di un deterioramento dell’udito o disordini dell’orecchio interno durante il trattamento con teicoplanina devono essere controllati e valutati attentamente, specialmente in caso di trattamento prolungato e in pazienti con insufficienza renale. Pazienti che ricevono teicoplanina insieme o sequenzialmente ad altri medicinali con nefrotossicità e/o neurotossicità/ototossicità potenziale nota (p.es. aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, furosemide e acido etacrinico), devono essere attentamente monitorati, e, se l’udito si deteriora, deve essere valutato il beneficio di teicoplanina.
Si deve esercitare particolare cautela quando teicoplanina viene somministrata in pazienti che richiedono un trattamento concomitante con farmaci ototossici e/o nefrotossici per cui si raccomandano regolari test ematologici e di valutazione della funzionalità epatica e renale.
Superinfezione
Come per altri antibiotici, l’uso di teicoplanina potrebbe causare la proliferazione di organismi non sensibili, particolarmente in caso di trattamento prolungato. Se si dovesse verificare una superinfezione durante la terapia, adottare opportune misure.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Non sono stati effettuati studi d’interazione.
Soluzioni di teicoplanina e di aminoglicosidi sono incompatibili e non devono essere miscelate per l’iniezione; tuttavia sono compatibili con i fluidi per la dialisi e possono essere usate liberamente nel trattamento della peritonite CAPD-correlata. Teicoplanina deve essere usata con cautela in terapia concomitante o successiva ad altri farmaci con noto potenziale nefrotossico e/o neurotossico/ototossico. Questi includono p.es. aminoglicosidi, colistina, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, furosemide e acido etacrinico (vedere paragrafo 4.4 “Nefrotossicità” e “Ototossicità”). Tuttavia, non vi è evidenza di una tossicità sinergica in combinazione con teicoplanina.
Negli studi clinici teicoplanina è stata somministrata a molti pazienti già in terapia con vari medicinali inclusi altri antibiotici, antipertensivi, farmaci anestetici, cardiaci e antidiabetici senza evidenza di interazioni avverse.
Popolazione pediatrica
Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.
Gravidanza
È disponibile una quantità limitata di dati sull’uso di teicoplanina in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno mostrato tossicità riproduttiva ad alte dosi (vedere paragrafo 5.3): nei ratti vi è stato un aumento dell’incidenza di nati morti e di mortalità neonatale. Il rischio potenziale per l’uomo non è noto.
Pertanto, teicoplanina non deve essere usata durante la gravidanza se non strettamente necessario. Non si può escludere un rischio potenziale di danno renale e all’orecchio interno per il feto (vedere paragrafo 4.4).
Allattamento
Non è noto se teicoplanina sia escreta nel latte materno umano. Non vi sono informazioni sull’escrezione di teicoplanina nel latte negli animali. La decisione se continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia con teicoplanina deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia con teicoplanina per la madre.
Fertilità
Studi di riproduzione negli animali non hanno mostrato evidenza di una diminuzione della fertilità.
Teicoplanina BRADEX altera lievemente la capacità di guidare e di usare macchinari. teicoplanina può provocare capogiri e cefalea. La capacità di guidare o di usare macchinari può pertanto essere alterata. I pazienti che abbiano avuto tali effetti indesiderati non devono guidare o usare macchinari.
Tabella delle reazioni avverse
Nella tabella seguente sono elencate tutte le reazioni avverse che si sono verificate con un’incidenza superiore al placebo e in più di un paziente, secondo la seguente convenzione:
molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1 000 a
<1/100); raro (da ≥1/10 000 a <1/1 000); molto raro (<1/10 000); non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
All’interno dei diversi gruppi di frequenza, gli effetti indesiderati vengono riportati in ordine di gravità decrescente.
| Classificazion e per sistemi e organi | Comune (da ≥1/100 a <1/10) | Non comune (da ≥1/1000 a<1/100) | Raro(da ≥1/10 000 a <1/1000) | Molto raro (<1/10 000) | Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) |
| Infezioni ed infestazioni | Ascesso | Superinfezione (proliferazione di organismi non sensibili) | |||
| Patologie del sistema emolinfopoieti co | Leucopenia, trombocitopenia, eosinofilia | Agranulocitosi, neutropenia, pancitopenia | |||
| Disturbi del sistema immunitario | Reazione anafilattica (anafilassi) (vedere paragrafo 4.4) | Reazione da farmaco con eosinoflia e sintomi sistemici (DRESS, Drug reaction with eosinophilia and systemic symptoms),shock anafilattico (vedere paragrafo 4.4) | |||
| Patologie del sistema nervoso | Capogiri, cefalea | Convulsioni | |||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Sordità, perdita dell’udito (vedere paragrafo 4.4), tinnito, disturbivestibolari | ||||
| Patologie vascolari | Flebite | Tromboflebite | |||
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Broncospasmo | ||||
| Patologie | Diarrea, vomito, |
| gastrointestinal i | nausea | ||||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea, eritema, prurito | Sindrome dell’uomo rosso (es. arrossamen to della parte superiore del corpo) (vedere paragrafo4.4). | Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, angioedema, dermatite esfoliativa, orticaria (vedere paragrafo 4.4) | ||
| Patologie renali e urinarie | Aumento della creatinina ematica | Insufficienza renale (inclusa insufficienza renale acuta) (vedere sotto “Descrizione delle reazioni avverse selezionate”)* | |||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede disomministrazio ne | Dolore, piressia | Ascesso alla sede di iniezione, brividi (brividi febbrili) | |||
| Esami diagnostici | Aumento delle transaminasi (anormalità transitoria delle transaminasi), aumento della fosfatasi alcalina ematica (anormalità transitoria dellafosfatasi alcalina) |
Descrizione delle reazioni avverse selezionate
* Sulla base dei dati di letteratura, il tasso stimato di nefrotossicità nei pazienti riceventi un regime a bassa dose di carico media di 6 mg / kg due volte al giorno, seguito da una dose di mantenimento media di 6 mg / kg una volta al giorno, è di circa il 2%.
In uno studio osservazionale post-autorizzativo sulla sicurezza che ha arruolato 300 pazienti con un'età media di 63 anni (trattati per infezioni ossee e articolari, endocardite o altre infezioni gravi) che hanno ricevuto il regime ad alta dose di carico di 12 mg / kg due volte al giorno (riceventi 5 dosi di carico come mediana) seguita da una dose di
mantenimento di 12 mg / kg una volta al giorno, il tasso osservato di nefrotossicità confermata è stato dell'11,0% (95% CI = [7,4%; 15,5%]) nei primi 10 giorni. Il tasso cumulativo di nefrotossicità dall'inizio del trattamento fino a 60 giorni dopo l'ultima dose è stato del 20,6% (95% CI = [16,0%; 25,8%]). Nei pazienti riceventi più di 5 alte dosi di carico di 12 mg/kg due volte al giorno, seguite da una dose di mantenimento di 12 mg/kg una volta al giorno, il tasso cumulativo osservato di nefrotossicità dall'inizio del trattamento fino a 60 giorni dopo l'ultima somministrazione era del 27% (95% CI = [20,7%; 35,3%]) (vedere paragrafo 4.4).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite , Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sintomi
Sono stati riportati casi somministrazione accidentale di dosi eccessive a pazienti pediatrici. In un caso si è verificata agitazione in un neonato di 29 giorni che aveva ricevuto 400 mg per via endovenosa (95 mg / kg).
Trattamento
In caso di sovradosaggio di teicoplanina il trattamento deve essere sintomatico. teicoplanina non viene rimossa mediante emodialisi ed è rimossa solo lentamente mediante dialisi peritoneale.
Proprietà farmacologiche - TEICOPLANINA 200 MG
Categoria farmacoterapeutica: altri antibatterici, antibatterici glicopeptidici, codice ATC: J01XA 02
Meccanismo d’azione
Teicoplanina inibisce la crescita di organismi sensibili interferendo con la biosintesi della parete cellulare in un sito diverso da quello bersaglio dei beta-lattamici. La sintesi dei peptidoglicani è bloccata dal legame specifico con i residui D-alanil-D-alanina.
Meccanismo di resistenza
La resistenza a teicoplanina può basarsi sui meccanismi seguenti:
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Struttura bersaglio modificata: questa forma di resistenza si è verificata in particolare con Enterococcus faecium. La modifica si basa sulla sostituzione del gruppo terminale D-alanina-D-alanina della catena aminoacidica in un precursore della mureina con D-ala-D-
lattato, con conseguente riduzione dell’affinità per vancomicina. Gli enzimi responsabili sono D-lattato deidrogenasi o ligasi di nuova sintesi.
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La ridotta sensibilità o la resistenza degli stafilococchi a teicoplanina si basa su una iperproduzione di precursori della mureina a cui si lega teicoplanina.
Può verificarsi resistenza crociata fra teicoplanina e la glicoproteina vancomicina. Diversi enterococchi resistenti a vancomicina sono sensibili a teicoplanina (fenotipo Van-B).
Valori soglia dei test di suscettibilità
I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo sui test di suscettibilità antimicrobica (EUCAST) per teicoplanina e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitory-concentration-mic-breakpoints_en.xlsx.
Relazione farmacocinetica/farmacodinamica
L’attività antimicrobica di teicoplanina dipende essenzialmente dalla durata del tempo per cui i livelli della sostanza sono superiori alla MIC del patogeno.
Sensibilità
La prevalenza della resistenza può variare geograficamente e nel tempo per specie selezionate, perciò è auspicabile avere informazioni locali sulla resistenza, particolarmente quando devono essere trattate infezioni gravi. Se necessario, è opportuno consultare un esperto quando la prevalenza locale dei fenomeni di resistenza, almeno in alcuni tipi di infezioni, è tale da mettere in dubbio l’utilità di teicoplanina.
Specie comunemente sensibili Batteri aerobi Gram-positivi Corynebacterium jeikeiumαEnterococcus faecalis
Staphylococcus aureus (inclusi ceppi meticillino-resistenti)
Streptococcus agalactiae
Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilisa(Streptococchi di gruppo C e G) Streptococcus pneumoniae
Streptococcus pyogenes Streptococchi del gruppo viridansabBatteri anaerobi Gram-positivi Clostridium difficileαPeptostreptococcus spp.α
Specie per le quali la resistenza acquisita può rappresentare un problema
Batteri aerobi Gram-positivi Enterococcus faecium Staphylococcus epidermidis
Staphylococcus haemolyticus Staphylococcus hominis
Ceppi intrinsecamente resistenti
Tutti i batteri Gram-negativi
Altri batteri Chlamydia spp. Chlamydophila spp.
Legionella pneumophila Mycoplasma spp.
α Non erano disponibili dati aggiornati al momento della pubblicazione della tabella. La letteratura principale, i testi standard e le raccomandazioni di trattamento lo ritengono sensibile
b Termine collettivo per un gruppo eterogeneo di specie di Streptococcus. Il tasso di resistenza può variare secondo la reale specie di Streptococcus
Assorbimento
Teicoplanina viene somministrata per via parenterale (endovenosa o intramuscolare). Dopo somministrazione intramuscolare, la biodisponibilità di teicoplanina (rispetto alla somministrazione endovenosa) è quasi completa (90 %). Dopo sei somministrazioni intramuscolari giornaliere di 200 mg la concentrazione massima (Cmax) media (DS) di teicoplanina è di 12,1 (0,9) mg / L e si ottiene 2 ore dopo la somministrazione.
Dopo una dose di carico di 6 mg / kg somministrata per via endovenosa ogni 12 ore per 3 – 5 somministrazioni, i valori di Cmax variano da 60 a 70 mg / L e i valori di Cvalle sono generalmente maggiori di 10 mg / L. Dopo una dose di carico di 12 mg / kg somministrata per via endovenosa ogni 12 ore per 3 somministrazioni, i valori medi di Cmax e Cvalle sono stimati rispettivamente a circa 100 mg / L e 20 mg / L.
Dopo una dose di mantenimento di 6 mg / kg somministrata una volta al giorno, i valori di Cmax e Cvalle sono circa di 70 mg / L e 15 mg / L, rispettivamente. Dopo una dose di mantenimento di 12 mg / kg una volta al giorno i valori di Cvalle variano da 18 a 30 mg / L.
Teicoplanina non viene assorbita dal tratto gastrointestinale dopo somministrazione orale. Dopo somministrazione orale di una singola dose di 250 o 500 mg a soggetti sani, teicoplanina non è stata ritrovata nel siero o nell’urina, ma solo nelle feci (circa il 45 % della dose somministrata) come farmaco immodificato.
Distribuzione
Il legame alle proteine sieriche umane va da 87,6 a 90,8 % senza variazioni in funzione delle concentrazioni di teicoplanina. Teicoplanina è legata principalmente all’albumina sierica. Teicpolanina non si distribuisce nei globuli rossi.
Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) varia da 0,7 a 1,4 L / kg. I valori più alti di Vss sono stati osservati in studi recenti in cui il periodo di campionamento è stato superiore a otto giorni.
Il farmaco si distribuisce principalmente in polmoni, miocardio e tessuto osseo, con rapporti tessuto/siero superiori a 1. Nei liquidi di vesciche, fluido sinoviale e fluido peritoneale, il rapporto tessuto/siero varia da 0,5 a 1.
L’eliminazione di teicoplanina dal fluido peritoneale avviene alla stessa velocità dell’eliminazione dal siero. Nel fluido pleurale e nel tessuto adiposo sottocutaneo il rapporto tessuto/siero è compreso fra 0,2 e 0,5. Teicoplanina non penetra prontamente nel liquido cerebrospinale (CSF).
Biotrasformazione
Il principale composto identificato nel plasma e nelle urine è la forma immodificata di teicoplanina, indicando un metabolismo minimo. Due metaboliti si formano probabilmente per idrossilazione e rappresentano il 2 – 3 % della dose somministrata.
Eliminazione
Teicoplanina immodificata è escreta principalmente per via urinaria (80 % entro 16 giorni) mentre il 2,7 % della dose somministrata viene ritrovata nelle feci (attraverso l’escrezione biliare) entro 8 giorni dalla somministrazione.
Nella maggior parte degli studi recenti con una durata di campionamento ematico da 8 a 35 giorni, l’emivita di eliminazione di teicoplanina varia da 100 a 170 ore.
Teicoplanina ha una bassa clearance totale, nell’ordine di 10 – 14 mL / h / kg, ed una clearance renale nell’ordine di 8 – 12 mL / h / kg, che indica che teicoplanina è escreta principalmente per via renale.
Linearità
Teicoplanina mostra una farmacocinetica lineare in un intervallo di dosi da 2 a 25 mg / kg.
Popolazioni speciali
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Compromissione renale:
Poiché teicoplanina è eliminata per via renale, l’eliminazione di teicoplanina diminuisce in funzione del grado di compromissione renale. Le clearance totale e renale di teicoplanina dipendono dalla clearance della creatinina.
-
Pazienti anziani:
Nella popolazione anziana la farmacocinetica di teicoplanina è immodificata, tranne in caso di compromissione renale.
-
Popolazione pediatrica:
Rispetto ai pazienti adulti, si osservano una maggior clearance totale (15,8 mL / h / kg per i neonati, 14,8 mL / h / kg a un’età media di 8 anni) e una più breve emivita di eliminazione (40 ore per i neonati, 58 ore a 8 anni).
Informazioni farmaceutiche - TEICOPLANINA 200 MG
Polvere per soluzione iniettabile / infusione:
Sodio cloruro
Sodio idrossido (per l’aggiustamento del pH)
Solvente:
Acqua per preparazioni iniettabili
Teicoplanina e aminoglicosidi sono incompatibili quando mescolati direttamente e non devono essere miscelati prima dell’iniezione.
Se teicoplanina è somministrata in terapia di associazione con altri antibiotici, le preparazioni devono essere somministrate separatamente.
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Validità della polvere e del solvente per soluzione iniettabile / infusione: 3 anni
Validità della soluzione ricostituita:
La stabilità chimico-fisica in uso della soluzione ricostituita preparata secondo le raccomandazioni è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura compresa tra 2 e 8°C.
Validità della soluzione ricostituita e ulteriormente diluita:
La stabilità chimico-fisica in uso della soluzione ricostituita preparata secondo le raccomandazioni è stata dimostrata per 24 ore a una temperatura compresa tra 2 e 8°C e per altre 24 ore a una temperatura compresa tra 2 e 8°C dopo un’ulteriore diluizione a una concentrazione finale tra 4 mg / mL e 20 mg / mL.
Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente, a meno che il metodo di apertura / ricostituzione / diluizione escluda il rischio di contaminazione microbica.
Se non viene utilizzato immediatamente, l’utilizzatore è responsabile del periodo e delle condizioni di conservazione del prodotto.
Polvere e solvente in confezione di vendita:
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito / diluito, vedere paragrafo 6.3.
Confezionamento primario:
Teicoplanina 200 mg è confezionata in flaconcini di vetro di tipo I con volume utile di 10 mL, chiusi da un tappo di gomma bromobutilica (tipo I) e sigillati con una capsula di alluminio dotata di una linguetta a strappo in plastica.
Teicoplanina 400 mg è confezionata in flaconcini di vetro di tipo I con volume utile di 22 mL, chiusi da un tappo di gomma bromobutilica (tipo I) e sigillati con una capsula di alluminio dotata di una linguetta a strappo in plastica.
L’acqua per preparazioni iniettabili (solvente) è confezionata in fiale di vetro trasparente di tipo I con volume nominale > 5 mL o in fiale in polipropilene con una chiusura svitabile e un volume nominale ≥ 3 mL.
Confezioni:
Cartone x 1 flaconcino x 200 mg + 1 fiala x 3 mL solvente
Cartone x 10 flaconcini x 200 mg + 10 fiale x 3 mL solvente
Cartone x 1 flaconcino x 400 mg + 1 fiala x 3 mL solvente Cartone x 10 flaconcini x 400 mg + 10 fiale x 3 mL solvente
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Questo medicinale è solo per uso singolo. Smaltire tutte le soluzioni inutilizzate.
Le procedure di ricostituzione / diluizione devono essere eseguite in condizioni asettiche.
Prima della somministrazione, sottoporre la soluzione a un accurato controllo visivo per escludere la presenza di particolato e scoloramento. La soluzione può essere utilizzata solo se limpida e priva di particelle.
Preparazione della soluzione ricostituita:
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Iniettare lentamente 3,0 mL del solvente fornito nel flaconcino di polvere.
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Far ruotare delicatamente il flaconcino fra le mani, finché la polvere non si sia completamente sciolta. Se la soluzione diventasse schiumosa, lasciarla riposare per circa 15 minuti. Devono essere usate solo soluzioni limpide e di colore giallognolo.
| Contenuto nominale di teicoplanina del flaconcino | 200 mg | 400 mg |
| Volume del flaconcino di polvere | 10 mL | 22 mL |
| Volume estraibile dalla fiala di solvente per la ricostituzione | 3 mL | 3 mL |
| Volume contenente la dose nominale di teicoplanina (estratta con una siringa da 5 mL e un ago 23 G) | 3,0 mL | 3,0 mL |
pH: 7,2 – 7,8
Osmolalità: 264 – 275 mOsm / kg (per 200 mg) e 285 – 305 mOsm / kg (per 400 mg) Pertanto, le soluzioni ricostituite sono isotoniche e prima di essere somministrate non necessitano di un’ulteriore diluizione.
La soluzione ricostituita può essere iniettata direttamente o in alternativa diluita ulteriormente, o somministrata per via orale.
Preparazione della soluzione diluita prima dell’infusione:
Teicoplanina 200 mg e 400 mg può essere somministrata nelle seguenti soluzioni per infusione con una concentrazione finale compresa tra 4 mg / mL e 20 mg / mL:
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soluzione di sodio cloruro 9 mg / mL (0,9 %) per infusione
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soluzione di destrosio 50 mg / mL (5 %) per infusione
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soluzione di Ringer lattato
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soluzione di sodio cloruro 1,8 mg / mL (0,18 %) e destrosio 40 mg / mL (4 %) per infusione
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soluzione per dialisi peritoneale contenente destrosio 13,6 mg / mL (1,36 %)
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soluzione per dialisi peritoneale contenente destrosio 38,6 mg / mL (3,86 %)
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soluzione di Ringer
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soluzione di destrosio 100 mg / mL (10 %)
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soluzione di sodio cloruro 4,5 mg / mL (0,45 %) e destrosio 50 mg / mL (5 %)
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.