ACIDO ACETILSALICILICO SANDOZ GMBH 100 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - ACIDO 100 MG
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH è limitato alla prevenzione secondaria con trattamento cronico negli adulti e negli adolescenti (di età pari o superiore ai 16 anni):
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Prevenzione secondaria dell'infarto miocardico.
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Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile.
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Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta.
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Prevenzione dell'occlusione dell'innesto dopo bypass aortocoronarico (CABG).
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Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta.
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Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purchè siano state escluse emorragie intracerebrali.
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH non è raccomandato in situazioni di emergenza.
Posologia
Adulti ed adolescenti (di età pari o superiore ai 16 anni)
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Prevenzione secondaria dell'infarto miocardico,
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Prevenzione della morbosità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile,
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Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta,
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Prevenzione dell'occlusione dell'innesto dopo bypass aortocoronarico (CABG),
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Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta,
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Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purchè siano state escluse emorragie intracerebrali:
La dose raccomandata è da 75 a 150 mg una volta al giorno.
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH non deve essere usato a dosi più elevate, salvo diversa indicazione del medico, e la dose prescritta non deve superare i 300 mg al giorno.
Questo medicinale è destinato per un uso a lungo termine.
Per il dosaggio, si prega di tenere conto delle linee guida terapeutiche nazionali e locali.
Anziani
In generale, l’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti anziani, che sono più predisposti a eventi avversi. Si raccomanda la dose abituale per adulti in assenza di grave insufficienza renale o epatica (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Il trattamento deve essere rivalutato a intervalli regolari.
Popolazione pediatrica
L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato a bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni, ad eccezione del consiglio medico dove il beneficio supera il rischio (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione Uso orale.
La compressa deve essere deglutita con una sufficiente quantità di liquido (metà bicchiere d’acqua). A causa del rivestimento gastroresistente, le compresse non devono essere frantumate, rotte o masticate poiché il rivestimento previene effetti irritanti sull'intestino.
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Ipersensibilità ai composti dell’acido salicilico o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1
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Anamnesi di asma indotta dalla somministrazione di acetilsalicilati o sostanze con un meccanismo d'azione simile, in particolare i farmaci antinfiammatori non steroidei
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Ulcere gastrointestinali acute
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Anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale (insufficienza gastrica o intestinale) causata da una precedente terapia con FANS
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Ulcera peptica attiva o anamnesi di ulcera peptica ricorrente e/o emorragia gastrica/intestinale o altri tipi di sanguinamento come emorragie cerebrovascolari
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Diatesi emorragica; patologie della coagulazione come emofilia e trombocitopenia
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Severa compromissione epatica
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Severa compromissione renale
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Severa insufficienza cardiaca non controllata
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Dosi pari a 100 mg/die durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6)
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Metotrexato utilizzato a dosi superiori a 15 mg/settimana (vedere paragrafo 4.5).
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH non è adatto all'uso come antinfiammatorio/analgesico/antipiretico. Esiste un aumento del rischio di emorragia, in particolare durante o dopo procedure operatorie (anche in caso di procedure minori, ad esempio l'estrazione di un dente), a causa dell'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, che persiste per 4-8 giorni dopo la somministrazione. Usare con cautela prima di un intervento chirurgico, inclusa l'estrazione di un dente. Potrebbe essere necessaria l'interruzione temporanea del trattamento.
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH non è raccomandato durante la menorragia poichè può aumentare il flusso mestruale.
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH deve essere usato con cautela nei casi di ipertensione e quando i pazienti hanno un’anamnesi pregressa di ulcera gastrica o duodenale o episodi emorragici o sono sottoposti a terapia con anticoagulanti.
I pazienti devono segnalare al proprio medico eventuali sintomi di sanguinamento insoliti. Se si verifica sanguinamento o ulcera gastrointestinale, il trattamento deve essere interrotto.
L'acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con moderata compromissione della funzionalità renale o epatica (controindicato se grave) o in pazienti disidratati poiché l'uso dei FANS può provocare un deterioramento della funzionalità renale. I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti regolarmente nei pazienti che presentano insufficienza epatica lieve o moderata.
L'acido acetilsalicilico può favorire broncospasmo e attacchi d'asma o altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono asma preesistente, febbre da fieno, polipi nasali o patologie respiratorie croniche. Lo stesso vale per i pazienti che manifestano reazioni allergiche anche ad altre sostanze (ad es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria).
Raramente sono state segnalate reazioni cutanee gravi, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson, in associazione all'uso di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento con Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
I pazienti anziani sono particolarmente sensibili agli eventi avversi da FANS incluso l’acido acetilsalicilico, in particolare al sanguinamento e alla perforazione gastrointestinale che possono risultare fatali (vedere paragrafo 4.2). Quando è necessaria una terapia prolungata, questi pazienti devono essere rivalutati regolarmente.
Questo medicinale non deve essere assunto insieme ad altri medicinali contenenti acido acetilsalicilico o altri FANS (vedere paragrafo 4.5).
Il trattamento concomitante con Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH e altri farmaci che alterano
l’emostasi (ad es. anticoagulanti come warfarin, agenti trombolitici e antiaggreganti piastrinici, farmaci antinfiammatori e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) non è raccomandato, se non strettamente indicato, in quanto possono aumentare il rischio di emorragia (vedere paragrafo 4.5). Se non si può evitare la combinazione, si raccomanda un attento monitoraggio dei segni di sanguinamento e del tempo di sanguinamento.
Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono in concomitanza farmaci che potrebbero aumentare il rischio di ulcera, come corticosteroidi orali, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e deferasirox (vedere paragrafo 4.5). Il rischio di emorragia gastrointestinale potrebbe anche essere
aumentato dall’alcol (vedere paragrafo 4.5).
L'acido acetilsalicilico a basse dosi riduce l'escrezione di acido urico. Per questo motivo, i pazienti che tendono ad avere una ridotta escrezione di acido urico possono manifestare attacchi di gotta (vedere paragrafo 4.5).
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH deve essere usato con cautela nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.
Il rischio di effetto ipoglicemizzante con sulfaniluree e insuline può essere potenziato con Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH (vedere paragrafo 4.5).
Popolazione pediatrica
Raccomandato per l’uso negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 16 anni.
L’uso di questo medicinale non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni a meno che i benefici attesi non superino i rischi. L'acido acetilsalicilico può contribuire alla comparsa della sindrome di Reye in alcuni bambini. La sindrome di Reye è una malattia molto rara che colpisce il cervello e il fegato e può essere fatale. Per questo motivo, i bambini e gli adolescenti sotto i 16 anni che hanno o si stanno riprendendo dalla varicella o da sintomi simil-influenzali non devono usare questo medicinale. Durante l'utilizzo di questo prodotto, se si verificano cambiamenti nel comportamento con nausea e vomito, il paziente deve consultare un medico poiché questi sintomi potrebbero essere un segno precoce della sindrome di Reye, che richiede un trattamento medico immediato.
Eccipienti
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Associazioni controindicate
Metotrexato (usato a dosi >15 mg/settimana):
La combinazione dei farmaci, metotrexato e acido acetilsalicilico, aumenta la tossicità ematologica del
metotrexato a causa della ridotta clearance renale del metotrexato indotta dall’acido acetilsalicilico. Pertanto, l’uso concomitante di metotrexato (a dosi >15 mg/settimana) con Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH è controindicato (vedere paragrafo 4.3).
Associazioni non raccomandate
Agenti uricosurici, ad es. probenecid, sulfinpirazone
I salicilati invertono l’effetto degli agenti uricosurici dovuto all’inibizione del riassorbimento tubulare. La combinazione deve essere evitata.
Alcol
La somministrazione concomitante di alcol e acido acetilsalicilico aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Questa combinazione deve essere evitata.
Associazioni che richiedono precauzioni d'impiego o che devono essere prese in considerazione
Anticoagulanti e trombolitici, ad esempio derivati della cumarina come warfarin, eparina, alteplasi
Aumento del rischio di sanguinamento dovuto all’inibizione della funzione trombocitica, alla lesione della mucosa duodenale e allo spostamento degli anticoagulanti orali dai loro siti di legame con le proteine plasmatiche. Il tempo di sanguinamento deve essere monitorato (vedere paragrafo 4.4).
In particolare, il trattamento con acido acetilsalicilico non deve essere iniziato entro le prime 24 ore successive al trattamento con alteplasi nei pazienti con ictus acuto. L'uso concomitante è pertanto sconsigliato.
Agenti antipiastrinici (ad es. clopidogrel, ticlopidina, dipiridamolo o cilostazolo) e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI; come sertralina o paroxetina)
Aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).
Antidiabetici, ad es. sulfaniluree e insulina
I salicilati possono aumentare l’effetto ipoglicemizzante degli antidiabetici. Pertanto, un aggiustamento verso il basso del dosaggio dell'antidiabetico può essere appropriato se vengono utilizzate grandi dosi di salicilati. Si raccomandano maggiori controlli della glicemia.
Digossina
L’acido acetilsalicilico compromette l’escrezione renale di digossina, determinando un aumento delle concentrazioni plasmatiche. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di
digossina all’inizio e alla fine del trattamento con acido acetilsalicilico. Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose.
Diuretici e antipertensivi
I FANS possono ridurre gli effetti antipertensivi dei diuretici (ad esempio furosemide, spironolattone, canrenoato) e di altri agenti antipertensivi (ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II, bloccanti del canale del calcio). La pressione sanguigna deve essere ben monitorata.
Come per altri FANS, l'uso concomitante di acido acetilsalicilico con diuretici dell’ansa, ACE inibitori, antagonisti dei recettori dell'angiotensina II e bloccanti dei canali del calcio aumenta il rischio di insufficienza renale acuta.
Diuretici dell'ansa: ad alte dosi di acido acetilsalicilico, rischio di insufficienza renale acuta dovuta alla ridotta filtrazione glomerulare attraverso la ridotta sintesi renale di prostaglandine.
Si raccomanda di idratare il paziente e monitorare la funzionalità renale all’inizio del trattamento. In caso di associazione con verapamil occorre monitorare anche il tempo di sanguinamento.
Inibitori dell'anidrasi carbonica (acetazolamide)
Può provocare acidosi grave e aumento della tossicità sul sistema nervoso centrale in caso di alte dosi di acido acetilsalicilico (ad esempio 3,9 g per diversi giorni) sono combinate con inibitori orali dell’anidrasi carbonica (nessuna interazione con gocce oculari).
Corticosteroidi sistemici
Il rischio di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale può aumentare quando l’acido acetilsalicilico e i corticosteroidi vengono co-somministrati (vedere paragrafo 4.4). Può essere opportuno prendere in considerazione l'uso della gastroprotezione nei pazienti che assumono acido acetilsalicilico e corticosteroidi, soprattutto se sono anziani. Pertanto, l'uso concomitante non è raccomandato.
Metotrexato (usato a dosi < 15 mg/settimana)
L’associazione dei farmaci metotrexato e acido acetilsalicilico può aumentare la tossicità ematologica del metotrexato a causa della ridotta clearance renale del metotrexato da parte dell’acido acetilsalicilico. Devono essere effettuati controlli settimanali dell'emocromo durante le prime settimane di associazione. Un monitoraggio più attento deve essere effettuato anche in presenza di una funzionalità renale anche lievemente compromessa, così come negli anziani. La somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico e metotrexato a dosi superiori a 15 mg/settimana è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Altri FANS
Aumento del rischio di ulcerazioni e sanguinamento gastrointestinale a causa di effetti sinergici. Se l'uso concomitante è necessario, ove appropriato, può essere preso in considerazione l'uso della gastroprotezione per la profilassi del danno gastrointestinale indotto dai FANS.
Ibuprofene
Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi
sull’aggregazione piastrinica quando vengono somministrati in concomitanza. Tuttavia, i limiti di questi dati e le incertezze riguardanti l'estrapolazione dei dati ex vivo alla situazione clinica implicano che non è possibile trarre conclusioni definitive per l'uso regolare di ibuprofene e che non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante per l'uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1).
Valproato
È stato segnalato che l’acido acetilsalicilico diminuisce il legame del valproato con l’albumina sierica, aumentando così le sue concentrazioni plasmatiche libere allo stato stazionario. I livelli di valproato devono essere attentamente monitorati durante la somministrazione concomitante.
Fenitoina
Il salicilato diminuisce il legame della fenitoina con l’albumina plasmatica. Ciò può portare ad una diminuzione dei livelli plasmatici di fenitoina totale, ma ad un aumento della frazione di fenitoina libera. La concentrazione non legata, e quindi l'effetto terapeutico, non sembra essere significativamente alterata e non è raccomandato alcun aggiustamento di dosaggio quando la fenitoina e l’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sono somministrati contemporaneamente.
Metamizolo
Il metamizolo può ridurre l'effetto dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica, se assunto contemporaneamente. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono acido acetilsalicilico a basso dosaggio per la cardioprotezione.
Gravidanza
Dosi basse (inferiori o pari a 100 mg/giorno):
Studi clinici indicano che dosi inferiori o pari a 100 mg/die possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, tali dosi richiedono un monitoraggio specialistico.
Dosi di 100-500 mg/giorno:
L’esperienza clinica relativa all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die è insufficiente. Pertanto, le raccomandazioni riportate di seguito per dosi pari o superiori a 500 mg/die si applicano anche a questo intervallo di dosi.
Dosi di 500 mg/giorno e superiori:
L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. I dati provenienti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto
spontaneo, di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all’inizio della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine determina un aumento delle perdite pre e post impianto e della mortalità embriofetale. Inoltre, è stato segnalato un
aumento dell’incidenza di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari, negli animali a cui era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.
Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di acido acetilsalicilico potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte dei quali si è risolta dopo l’interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza,
l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato, se non strettamente necessario. Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione ad acido acetilsalicilico per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, deve essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso, il trattamento con acido acetilsalicilico deve essere interrotto.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:
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tossicità cardiopolmonare (prematura costrizione/chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
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disfunzione renale (vedere sopra);
la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:
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possibile prolungamento del tempo di sanguinamento ed effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse;
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inibizione delle contrazioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio.
Di conseguenza, l'acido acetilsalicilico a dosi superiori a 100 mg/die è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Dosi inferiori o pari a 100 mg/die possono essere utilizzate solo sotto stretto monitoraggio ostetrico.
Allattamento
Piccole quantità di salicilati e dei loro metaboliti vengono escreti nel latte materno. Poiché fino ad ora non sono stati segnalati effetti avversi per il neonato, l'uso a breve termine della dose raccomandata non richiede la sospensione dell'allattamento. In caso di uso a lungo termine e/o di somministrazione di dosi più elevate, l’allattamento deve essere interrotto.
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Le reazioni avverse più comuni all'acido acetilsalicilico sono disturbi gastrointestinali, tra cui nausea e vomito. Sono state osservate anche emorragia gastrointestinale e ulcera.
Gli effetti collaterali sono raggruppati in base alla classificazione per sistemi e organi. All'interno di ciascuna classificazione per sistemi e organi, le frequenze sono definite come:
Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10)
Non comune (≥1/1 000, <1/100) Raro (≥1/10 000, <1/1 000)
Molto raro (<1/10 000)
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Comune:Aumento della tendenza al sanguinamentoRaro:Trombocitopenia, granulocitosi, anemia aplasticaNon nota:Episodi di sanguinamento con tempo di sanguinamento prolungato come epistassi, sanguinamento gengivale. I sintomi possono persistere per un periodo di 4-8 giorni dopo la sospensione dell’acido acetilsalicilico. Di conseguenza ci potrebbe essere un aumento del rischio di sanguinamento durante le procedure chirurgiche. Sanguinamento gastrointestinale esistente (ematemesi, melena) o occulto, che può portare ad anemia da carenza di ferro (più comune a dosi più elevate) |
| Disturbi del sistema immunitario | Raro:Reazioni di ipersensibilità, angioedema, edema allergico, reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico |
| Disturbi delmetabolismo e della nutrizione | Non nota:Iperuricemia, ipoglicemia |
| Patologie del sistema | Raro: |
| nervoso | Emorragia intracranica |
| Non nota: | |
| Cefalea, capogiro | |
| Patologie dell'orecchio e del labirinto | Non nota:Ridotta capacità uditiva, tinnito |
| Patologie vascolari | Raro:Vasculite emoraggica |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non comune:Rinite, dispnea.Raro:Broncospasmo, attacchi d’asma. |
| Patologie gastrointestinali | Comune:Dispepsia, nausea, vomito, diarrea |
| Raro:Grave emorragia gastrointestinale | |
| Non nota:Ulcere e perforazioni gastriche o duodenali |
| Patologie epatobiliari | Raro:Sindrome di ReyeNon nota:Insufficienza epatica, aumento degli enzimi epatici |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non comune:Reazione allergica (orticaria)Raro:Sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, porpora, eritema nodoso, eritema multiforme |
| Patologie renali e urinarie | Non nota:Compromissione della funzionalità renale, insufficienza renale acuta |
| Patologie dell'apparatoriproduttivo e della mammella | Raro:Menorragia |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di
segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Sebbene siano osservate notevoli variazioni interindividuali, si può considerare che la dose tossica è di circa 200 mg/kg negli adulti e di 100 mg/kg nei bambini. La dose letale di acido acetilsalicilico è di 25-30 grammi.
Concentrazioni plasmatiche di salicilato superiori a 300 mg/L indicano intossicazione. Concentrazioni plasmatiche superiori a 500 mg/L negli adulti e 300 mg/L nei bambini causano generalmente grave tossicità. Il sovradosaggio può essere dannoso per i pazienti anziani e in particolare per i bambini piccoli (il sovradosaggio terapeutico o le frequenti intossicazioni accidentali possono essere fatali).
Sintomi di intossicazione moderata
Tinnito, disturbi dell'udito, cefalea, capogiro, confusione e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito e dolore addominale).
Sintomi di intossicazione grave
I sintomi sono legati a grave sbilanciamento dell’equilibrio acido-base. In prima istanza si verifica iperventilazione, che provoca alcalosi respiratoria. Ne segue acidosi respiratoria a causa della soppressione del centro respiratorio. In aggiunta, l'acidosi metabolica si verifica a causa della presenza di salicilato. Poiché i bambini più piccoli spesso non vengono visitati finché non hanno raggiunto uno stadio avanzato di intossicazione, di solito si trovano nella fase di acidosi.
Inoltre possono manifestarsi i seguenti sintomi: ipertermia e sudorazione, con conseguente disidratazione: sensazione di irrequietezza, convulsioni, allucinazioni e ipoglicemia. La depressione del sistema nervoso può portare a coma, collasso cardiovascolare o arresto respiratorio.
Trattamento del sovradosaggio
In caso di ingestione di una dose tossica, è necessario il ricovero ospedaliero. In caso di intossicazione moderata, si deve tentare di indurre il vomito.
Se questo non dovesse sortire effetto, si può tentare una lavanda gastrica durante la prima ora dopo l'ingestione di una quantità sostanziale di farmaco. In seguito, somministrare carbone attivo (adsorbente) e solfato di sodio (lassativo).
Il carbone attivo può essere somministrato in dose singola (50 g per un adulto, 1 g/kg di peso corporeo per un bambino fino a 12 anni).
Alcalinizzazione delle urine (250 mmol di NaHCO3, per tre ore) con controllo del pH urinario. In caso di intossicazione grave, è preferibile l'emodialisi.
Altri sintomi devono essere trattati in modo sintomatico.
Proprietà farmacologiche - ACIDO 100 MG
Categoria farmacoterapeutica: Agenti antitrombotici: antiaggreganti piastrinici, esclusa l’eparina, codice ATC: B01AC06.
L'acido acetilsalicilico inibisce l'attivazione piastrinica: bloccando la cicloossigenasi piastrinica mediante acetilazione, inibisce la sintesi del trombossano A2, sostanza attivante fisiologica rilasciata dalle piastrine e che ha un ruolo nelle complicanze delle lesioni ateromatose. L'inibizione della sintesi del TXA2 è irreversibile, perché i trombociti, che sono provi di nucleo, non sono in grado (a causa della mancanza di capacità di sintesi proteica) di sintetizzare nuova cicloossigenasi, che è stata acetilata dall'acido acetilsalicilico.
Dosi ripetute da 20 a 325 mg comportano un'inibizione dell'attività enzimatica dal 30 al 95%. A causa della natura irreversibile del legame, l'effetto persiste per tutta la vita di un trombocita (7-10 giorni). L'effetto inibitore non si esaurisce durante trattamenti prolungati e l'attività enzimatica riprende gradualmente al rinnovo delle piastrine da 24-48 ore dopo l'interruzione del trattamento.
L'acido acetilsalicilico prolunga il tempo di sanguinamento in media di circa il 50-100%, ma si possono osservare variazioni individuali.
Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando vengono somministrati in concomitanza.
In uno studio, quando una singola dose di ibuprofene da 400 mg è stata assunta entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo la somministrazione di acido acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si è verificata una
diminuzione dell’effetto dell’acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano o sull’aggregazione
piastrinica. Tuttavia, i dati limitati e le incertezze riguardanti l’estrapolazione dei dati ex vivo alla situazione
clinica implicano che non è possibile trarre conclusioni definitive con l’uso regolare di ibuprofene e che non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante con l’uso occasionale di ibuprofene.
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, l'acido acetilsalicilico viene rapidamente e completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. Il principale sito di assorbimento è l’intestino tenue prossimale. Tuttavia, una porzione significativa della dose viene già idrolizzata in acido salicilico nella parete intestinale durante il processo di assorbimento. Il grado di idrolisi dipende dalla velocità di assorbimento.
Dopo l'assunzione delle compresse gastroresistenti di Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH, i livelli plasmatici massimi di acido acetilsalicilico e acido salicilico vengono raggiunti rispettivamente dopo circa 5 e 6 ore, dopo somministrazione a digiuno. Se le compresse vengono assunte con il cibo, i livelli plasmatici massimi vengono raggiunti circa 3 ore dopo rispetto allo stato di digiuno.
Distribuzione
Sia l’acido acetilsalicilico sia il principale metabolita acido salicilico sono ampiamente legati alle proteine plasmatiche, principalmente all’albumina, e si distribuiscono rapidamente nell’organismo. Il grado di legame dell’acido salicilico con le proteine dipende fortemente sia dalla concentrazione di acido salicilico che di albumina. Il volume di distribuzione dell'acido acetilsalicilico è di circa 0,16 L/kg di peso corporeo. L'acido salicilico si diffonde lentamente nel liquido sinoviale, attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno.
Biotrasformazione
L'acido acetilsalicilico viene rapidamente metabolizzato in acido salicilico, con un'emivita di 15-30 minuti. L'acido salicilico viene successivamente convertito prevalentemente in coniugati di glicina e acido glucuronico e tracce di acido gentisico. La cinetica di eliminazione dell’acido salicilico è dose-dipendente, poiché il
metabolismo è limitato dalla capacità degli enzimi epatici. Pertanto, l'emivita di eliminazione varia da 2-3 ore dopo somministrazione di dosi basse, 12 ore dopo dosi abitualmente usate in analgesia e 15-30 ore dopo alte dosi terapeutiche o in caso di intossicazione.
Eliminazione
L'acido salicilico e i suoi metaboliti vengono escreti prevalentemente attraverso i reni.
Informazioni farmaceutiche - ACIDO 100 MG
100 mg compresse gastroresistenti
Nucleo della compressa:
Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina Silice colloidale anidra Amido di patata.
Rivestimento della compressa
Copolimero acido metacrilico – etil acrilato (1:1) dispersione 30 % Triacetina
Talco
Acido acetilsalicilico Sandoz GmbH è confezionato in blister PVC/Al.
Confezioni:
30, 50, 60, 90 e 100 compresse gastroresistenti.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.