CICLOFOSFAMIDE SEACROSS 500 MG POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE
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Classe
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - CICLOFOSFAMIDE 500 MG
La ciclofosfamide può essere utilizzata da sola o in combinazione con altri agenti chemioterapici, a seconda dell'indicazione. CICLOFOSFAMIDE SEACROSS è indicato nel trattamento di:
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Leucemia linfocitica cronica (CLL),
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Leucemia linfocitica acuta (ALL),
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Come condizionamento per un trapianto di midollo osseo, nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta, della leucemia mielogena cronica e della leucemia mielogena acuta in combinazione con irradiazione dell’intero corpo o busulfano,
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linfoma di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin e mieloma multiplo,
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carcinoma ovarico e mammario metastatico,
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trattamento adiuvante del carcinoma mammario,
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sarcoma di Ewing,
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cancro del polmone a piccole cellule,
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neuroblastoma avanzato o metastatico,
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malattie autoimmuni potenzialmente letali: forme gravi e progressive di nefrite lupica e granulomatosi di Wegener.
CICLOFOSFAMIDE SEACROSS deve essere utilizzato esclusivamente da medici esperti nell’impiego della chemioterapia oncologica. CICLOFOSFAMIDE SEACROSS deve essere somministrato solo se esistono strutture per il monitoraggio regolare dei parametri clinici, biochimici ed ematologici prima, durante e dopo la somministrazione e sotto la direzione di un servizio oncologico specializzato.
Posologia
Il dosaggio deve essere personalizzato. Dosi e durata del trattamento e/o degli intervalli di trattamento dipendono dall'indicazione terapeutica, dallo schema di una terapia in combinazione, dallo stato generale di salute del paziente e dalla funzionalità degli organi e dai risultati del monitoraggio di laboratorio (in particolare, il monitoraggio delle cellule ematiche).
In combinazione con altri citostatici di tossicità simile, può rendersi necessaria una riduzione della dose o un’estensione degli intervalli liberi da terapia.
L’uso di agenti stimolanti l’ematopoiesi (fattori stimolanti le colonie e agenti stimolanti l’eritropoiesi) può essere preso in considerazione per ridurre il rischio di complicanze mielosoppressive e/o facilitare l’erogazione della dose prevista.
Prima, durante e immediatamente dopo la somministrazione devono essere ingerite o infuse quantità adeguate di liquido per forzare la diuresi al fine di ridurre il rischio di tossicità per le vie urinarie. Pertanto, CICLOFOSFAMIDE SEACROSS deve essere somministrato al mattino. Si veda paragrafo 4.4.
Ricade sotto la responsabilità del medico decidere in merito all'uso della ciclofosfamide in base alle linee guida per il trattamento operativo.
Le dosi che seguono possono essere considerate linee guida generali:
Tumori ematologici e solidi
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Per trattamento giornaliero:
3 – 6 mg/kg di peso corporeo (= 120 – 240 mg/m2 di superficie corporea), iniettati per via endovenosa,
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Per trattamento intermittente:
10 – 15 mg/kg di peso corporeo (= 400 – 600 mg/m2 di superficie corporea), iniettato per via endovenosa, con intervalli senza terapia di 2-5 giorni.
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Per trattamento intermittente a dose elevata:
20 – 40 mg/kg di peso corporeo (= 800 – 1600 mg/m2 di superficie corporea), iniettato per via endovenosa, con intervalli senza terapia di 21-28 giorni.
Come preparazione per un trapianto di midollo osseo
2 giorni 60 mg/kg o 4 giorni 50 mg/kg di peso corporeo iniettato per via endovenosa.
Se si applica un regime di busulfano-ciclofosfamide (Bu/Cy), la prima dose di ciclofosfamide deve essere somministrata almeno 24 ore dopo l’ultima dose di busulfano (si vedano paragrafi 4.4 e 4.5).
Malattie autoimmuni
Al mese 500 – 1000 mg/m2 di superficie corporea.
Pazienti con compromissione epatica
Una grave compromissione epatica può essere associata a una ridotta attivazione della ciclofosfamide. Ciò può alterare l’efficacia del trattamento con ciclofosfamide e deve essere tenuto in considerazione quando si seleziona la dose e si interpreta la risposta alla dose selezionata. (Si veda paragrafo 4.4). La dose deve essere ridotta in pazienti con grave compromissione epatica.
Pazienti con compromissione renale
In pazienti con compromissione renale, in particolare nei pazienti con compromissione renale grave, una riduzione dell'escrezione renale può determinare un aumento dei livelli plasmatici di ciclofosfamide e dei suoi metaboliti. Ciò può comportare un aumento della tossicità e deve essere tenuto in considerazione nel determinare il dosaggio in tali pazienti. (Si veda paragrafo 4.4). Si raccomanda una riduzione della dose del 50% per una velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 10 ml/minuto.
La ciclofosfamide e i suoi metaboliti sono dializzabili, anche se possono esserci differenze nella clearance a seconda del sistema di dialisi utilizzato. Nei pazienti che necessitano di dialisi, si deve prendere in considerazione l’uso di un intervallo coerente tra somministrazione di ciclofosfamide e dialisi. Si veda paragrafo 4.4.
Anziani
In pazienti anziani, il monitoraggio della tossicità e la necessità di aggiustamento della dose devono riflettere la maggiore frequenza di riduzione della funzionalità epatica, renale, cardiaca o di altri organi, nonché le malattie concomitanti o altre terapie farmacologiche in questa popolazione.
Popolazione pediatrica
La ciclofosfamide è stata somministrata a bambini. Il profilo di sicurezza della ciclofosfamide in pazienti pediatrici è simile a quello della popolazione adulta.
Modifica della dose dovuta a mielosoppressione
Durante il trattamento con ciclofosfamide si deve eseguire regolarmente una conta dei leucociti e delle piastrine.
Si consiglia di regolare la dose, se necessario, se si manifestano segni di mielosoppressione.
Fare riferimento alla tabella che segue. Anche i sedimenti urinari devono essere controllati regolarmente per rilevare la presenza di eritrociti.
| Conta dei leucociti/μl | Conta delle piastrine/μl | Dosaggio |
| > 4000 | > 100 000 | 100% della dose pianificata |
| 2500– 4000 | 50 000 – 100 000 | 50% della dose pianificata |
| < 2500 | < 50 000 | Omettere fino a quando i valori non si normalizzanoo decidere individualmente |
Nella terapia in combinazione possono essere prese in considerazione ulteriori riduzioni della dose. Metodo di somministrazione
La ciclofosfamide è inerte fino a quando non viene attivata dagli enzimi nel fegato. Tuttavia, come per tutti gli agenti citotossici, si raccomanda che la ricostituzione venga eseguita da personale addestrato, in un’area designata
Precauzioni da adottare prima di manipolare o somministrare il prodotto
Chi manipola la preparazione deve indossare guanti protettivi. Prestare attenzione a non spruzzare materiale negli occhi. Il materiale non deve essere maneggiato da donne incinte o che stano allattando.
La scelta del solvente per ricostituire il CICLOFOSFAMIDE SEACROSS contenente ciclofosfamide dipende dalla via di somministrazione da utilizzare.
Infusione:
Se la soluzione deve essere utilizzata per infusione endovenosa, CICLOFOSFAMIDE SEACROSS (contenente ciclofosfamide) va ricostituito aggiungendo acqua sterile per iniezione o soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per iniezione.
Prima dell’infusione, il CICLOFOSFAMIDE SEACROSS ricostituito deve essere ulteriormente diluito in
una soluzione di glucosio al 5% o cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per infusione.
Iniezione diretta:
Se la soluzione deve essere utilizzata per iniezione diretta, il CICLOFOSFAMIDE SEACROSS (contenente ciclofosfamide) va ricostituito aggiungendo una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%).
Si noti che solo CICLOFOSFAMIDE SEACROSS ricostituito in soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per iniezione è adatto per l’iniezione in bolo.
Il CICLOFOSFAMIDE SEACROSS (contenente ciclofosfamide) ricostituito in acqua è ipotonico e non deve essere iniettato direttamente.
Uso endovenoso
La somministrazione endovenosa deve essere preferibilmente effettuata come infusione.
Per ridurre la probabilità di reazioni avverse che sembrano dipendere dalla velocità di somministrazione (ad esempio gonfiore facciale, cefalea, congestione nasale, bruciore del cuoio capelluto), la ciclofosfamide deve essere iniettata o infusa molto lentamente. La durata dell'infusione (da 30 minuti a 2 ore) deve essere adeguata al volume e al tipo di fluido vettore da infondere.
Per istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione di CICLOFOSFAMIDE SEACROSS prima della somministrazione, si veda il paragrafo 6.6.
CICLOFOSFAMIDE SEACROSS è controindicato in pazienti con:
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ipersensibilità alla ciclofosfamide, a uno qualsiasi dei suoi metaboliti
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infezioni acute;
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aplasia del midollo osseo o depressione del midollo osseo prima del trattamento,
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infezione delle vie urinarie;
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tossicità uroteliale acuta da chemioterapia citotossica o radioterapia;
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ostruzione del deflusso urinario
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allattamento al seno (si veda paragrafo 4.6)
La ciclofosfamide non deve essere utilizzata nella gestione di malattie non maligne, a eccezione dell’immunosoppressione in situazioni di pericolo di vita.
ATTENZIONE:
Reazioni anafilattiche, sensibilità incrociata con altri agenti alchilanti
Sono state segnalate reazioni anafilattiche, anche con esiti fatali, in associazione con la ciclofosfamide. È stata segnalata una possibile sensibilità crociata con altri agenti alchilanti.
Mielosoppressione, immunosoppressione, infezioni
Il trattamento con ciclofosfamide può causare mielosoppressione (anemia, leucopenia, neutropenia e trombocitopenia) e una significativa soppressione delle risposte immunitarie, il che può dar luogo a infezioni gravi e talvolta fatali, sepsi e shock settico. Le infezioni segnalate con ciclofosfamide includono polmoniti e anche altre infezioni batteriche, fungine, virali, protozoarie e parassitarie.
Possono riattivarsi infezioni latenti. La riattivazione è stata segnalata per varie infezioni batteriche, fungine, virali, protozoarie e parassitarie.
Le infezioni che si verificano durante il trattamento con ciclofosfamide, compresa la neutropenia febbrile, devono essere trattate in modo appropriato. La profilassi antimicrobica può essere indicata in alcuni casi di neutropenia (a discrezione del medico curante). In caso di neutropenia febbrile devono essere somministrati antibiotici e/o antimicotici. La ciclofosfamide deve essere somministrata con la necessaria cautela (o per nulla) in pazienti con grave compromissione funzionale del midollo osseo e in pazienti con immunosoppressione severa.
Durante il trattamento, è necessario un monitoraggio ematologico accurato per tutti i pazienti. I parametri ematologici devono essere controllati prima di ogni somministrazione e regolarmente durante il trattamento. Può essere necessario un monitoraggio più frequente se la conta dei leucociti scende al di sotto di 3000 cellule/microlitro (cellule/mm3).
Si raccomanda di regolare la dose a motivo della mielosoppressione (si veda paragrafo 4.2)
A meno che non sia essenziale, la ciclofosfamide non deve essere somministrata a pazienti con conta leucocitaria inferiore a 2500 cellule/microlitro (cellule/ mm3 e/o conta piastrinica inferiore a 50.000 cellule/microlitro (cellule/mm3).
In linea di principio, la diminuzione della conta delle cellule ematiche periferiche e dei trombociti e il tempo necessario per il recupero possono accentuarsi con l’aumento delle dosi di ciclofosfamide.
I nadir della riduzione della conta dei leucociti e della conta delle piastrine vengono solitamente raggiunti nelle settimane 1 e 2 del trattamento. Il midollo osseo si riprende relativamente in fretta e i livelli di conta delle cellule ematiche periferiche si normalizzano, solitamente, dopo circa 20 giorni.
Il trattamento con ciclofosfamide può non essere indicato, o deve essere interrotto, o la dose ridotta, nei pazienti che hanno o sviluppano un’infezione grave,
Va prevista una grave mielosoppressione, in particolare in pazienti pre-trattati con chemioterapia e/o radioterapia concomitante.
Tossicità renale e delle vie urinarie
Con la terapia con ciclofosfamide sono state segnalate cistite emorragica, pielite, ureterite ed ematuria. Possono svilupparsi ulcerazione/necrosi vescicale, fibrosi/contrattura e cancro secondario.
L’urotossicità può richiedere l’interruzione del trattamento. Sono stati segnalati casi di urotossicità con esiti fatali.
L’urotossicità può verificarsi con l'uso a breve e a lungo termine di ciclofosfamide. È stata segnalata cistite emorragica dopo somministrazione di singole dosi di ciclofosfamide. La cistectomia può rendersi necessaria a causa di fibrosi, sanguinamento o neoplasia maligna secondaria. Il trattamento pregresso o concomitante con radiazioni o busulfano può aumentare il rischio di cistite emorragica indotta da ciclofosfamide. La cistite è, in generale, inizialmente abatterica. Può seguire una colonizzazione batterica secondaria.
Prima di iniziare il trattamento, è necessario escludere o correggere eventuali ostruzioni delle vie urinarie. Si veda paragrafo 4.3. I sedimenti urinari devono essere controllati regolarmente per rilevare la presenza di eritrociti e altri segni di uro/nefrotossicità. Un trattamento adeguato con Mesna e/o una forte idratazione per forzare la diuresi possono ridurre notevolmente la frequenza e la gravità della tossicità vescicale. È importante assicurarsi che i pazienti svuotino la vescica a intervalli regolari. L'ematuria si risolve in genere pochi giorni dopo l'interruzione del trattamento con ciclofosfamide, ma può persistere. La cistite emorragica grave di solito impone un’interruzione del trattamento con ciclofosfamide.
La ciclofosfamide è stata anche associata a nefrotossicità, compresa la necrosi tubulare renale.
In associazione alla somministrazione di ciclofosfamide sono state segnalate iponatriemia associata a un aumento dell’acqua totale, intossicazione acuta da acqua e una sindrome simile alla SIADH (sindrome di secrezione inappropriata dell’ormone antidiuretico). Sono stati segnalati esiti fatali.
Cardiotossicità, uso in pazienti con malattia cardiaca
Con la terapia con ciclofosfamide sono state segnalate miocarditi e miopericarditi, che possono essere accompagnate da un significativo versamento pericardico e tamponamento cardiaco, e che hanno portato a insufficienza cardiaca congestizia grave, talvolta fatale. L’esame istopatologico ha mostrato principalmente miocardite emorragica. È stato segnalato emopericardio secondario a miocardite emorragica e necrosi miocardica. È stata segnalata tossicità cardiaca acuta con dosi singole di almeno 20 mg/kg di ciclofosfamide.
In seguito all'esposizione a regimi di trattamento che includevano la ciclofosfamide sono state segnalate aritmie sopraventricolari (tra cui fibrillazione atriale e flutter) e aritmie ventricolari (tra cui un severo prolungamento del QT associato a tachiaritmia ventricolare) in pazienti con e senza altri segni di cardiotossicità.
Il rischio di cardiotossicità da ciclofosfamide in seguito a trattamento con ciclofosfamide può, ad esempio, essere aumentato dopo dosi elevate di ciclofosfamide in pazienti in età avanzata e in pazienti con precedente radioterapia della regione cardiaca e/o trattamento precedente o concomitante con altri agenti cardiotossici. Si veda paragrafo 4.5.
È necessario usare particolare cautela in pazienti con fattori di rischio per la cardiotossicità e in pazienti con una preesistente malattia cardiaca.
Tossicità polmonare
Sono state segnalate polmonite e fibrosi polmonare durante e dopo il trattamento con ciclofosfamide. Sono anche state segnalate malattia polmonare veno-occlusiva e altre forme di tossicità polmonare. È stata segnalata tossicità polmonare che ha portato a insufficienza respiratoria. Anche se l’incidenza della tossicità polmonare associata alla ciclofosfamide è bassa, la prognosi per i pazienti che ne sono affetti è infausta. L’insorgenza tardiva di polmonite (più di 6 mesi dopo l’inizio della ciclofosfamide) sembra essere associata a una mortalità particolarmente elevata. La polmonite può svilupparsi anche anni dopo il trattamento con ciclofosfamide.
Dopo una singola dose di ciclofosfamide è stata segnalata tossicità polmonare acuta.
Neoplasie maligne secondarie
Come per tutte le terapie citotossiche, il trattamento con ciclofosfamide comporta il rischio di tumori secondari e di loro precursori come sequele.
Il rischio di cancro delle vie urinarie, come pure il rischio di alterazioni mielodisplastiche, in parte progredenti a leucemie acute, sono aumentati. Altre neoplasie maligne segnalate dopo l'uso di ciclofosfamide o regimi con ciclofosfamide includono linfomi, cancro della tiroide e sarcomi.
In alcuni casi, la seconda neoplasia maligna si è sviluppata diversi anni dopo la sospensione del trattamento con ciclofosfamide. Sono stati anche segnalati casi di malignità dopo esposizione in utero.
Il rischio di cancro della vescica può essere notevolmente ridotto dalla profilassi della cistite emorragica.
Malattia veno-occlusiva epatica
La malattia veno-occlusiva epatica (VOLD) è stata riferita in pazienti trattati con ciclofosfamide, principalmente in pazienti in terapia citoriduttiva in preparazione al trapianto di midollo osseo in combinazione con irradiazione corporea totale, busulfano o altri agenti (si veda paragrafo 4.5). Dopo terapia citoriduttiva, la sindrome clinica si sviluppa in genere da 1 a 2 settimane dopo il trapianto ed è caratterizzata da un improvviso aumento di peso, epatomegalia dolorosa, ascite e iperbilirubinemia/ittero. Tuttavia, è stato segnalato che la VOLD si sviluppa gradualmente anche in pazienti che ricevono dosi immunosoppressive a basso dosaggio a lungo termine di ciclofosfamide.
Come complicazione di VOLD, possono svilupparsi sindrome epatorenale e insufficienza multiorgano. È stato segnalato un esito fatale di VOLD associato a ciclofosfamide. I fattori di rischio che predispongono un paziente allo sviluppo di VOLD includono disturbi preesistenti della funzionalità epatica, una precedente radioterapia dell’addome e un basso punteggio di performance.
È stato segnalato che l'incidenza di VOLD si riduce se si osserva un intervallo di tempo di almeno 24 ore tra l’ultima somministrazione di busulfano e la prima somministrazione di ciclofosfamide (si vedano paragrafi 4.2 e 4.5).
Genotossicità
La ciclofosfamide è genotossica e mutagena, sia nelle cellule somatiche che nelle cellule germinali maschili e femminili. Pertanto, le donne non devono rimanere incinte e gli uomini non devono avere figli durante la terapia con ciclofosfamide.
Le donne non devono rimanere incinte durante il trattamento e per un periodo di 6 mesi dopo l'interruzione della terapia.
Gli uomini non devono avere figli durante il trattamento e per un periodo di 3 mesi dopo l'interruzione della terapia.
I dati su animali indicano che l'esposizione degli ovociti durante lo sviluppo follicolare può comportare una diminuzione del tasso di impianti e gravidanze vitali, e un aumento del rischio di malformazioni. Questo effetto deve essere tenuto in considerazione in caso di fecondazione prevista o di gravidanza dopo interruzione di terapia con ciclofosfamide. La durata esatta dello sviluppo follicolare nell’uomo non è nota, ma può essere superiore a 12 mesi. Le donne e gli uomini sessualmente attivi devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante questi periodi di tempo (si veda paragrafo 4.6.).
Fertilità
La ciclofosfamide interferisce con l’ovogenesi e la spermatogenesi. Può causare sterilità in entrambi i sessi.
Gli uomini trattati con ciclofosfamide devono essere informati sulla conservazione dello sperma prima del trattamento (si veda paragrafo 4.6).
Compromissione della guarigione di ferite
La ciclofosfamide può interferire con la normale guarigione delle ferite.
PRECAUZIONI
Alopecia
È stata segnalata alopecia, che può verificarsi più comunemente con l’aumento delle dosi. L’alopecia può progredire fino alla calvizie. Ci si può aspettare che i capelli ricrescano dopo il trattamento con il farmaco o anche durante il trattamento farmacologico continuato, anche se possono essere diversi per consistenza o colore.
Nausea e vomito
La somministrazione di ciclofosfamide può causare nausea e vomito. Si prendano in considerazione le attuali linee guida sull’uso di antiemetici per la prevenzione e il miglioramento della nausea e del vomito.
Il consumo di alcol può aumentare il vomito e la nausea indotti dalla ciclofosfamide.
Stomatite
La somministrazione di ciclofosfamide può causare stomatite (mucosite orale). Si prendano in considerazione le attuali linee guida sulle misure di prevenzione e miglioramento della stomatite.
Somministrazione paravenosa
L’effetto citostatico della ciclofosfamide si verifica dopo la sua attivazione, che avviene principalmente nel fegato. Pertanto, il rischio di lesioni tissutali dovute a somministrazione paravenosa accidentale è basso.
In caso di somministrazione paravenosa accidentale di ciclofosfamide, l'infusione deve essere interrotta immediatamente, la soluzione extravascolare di ciclofosfamide deve essere aspirata con la cannula in posizione e devono essere adottate altre misure appropriate. L’area deve essere successivamente risciacquata con soluzione fisiologica salina e il braccio o la gamba devono riposare.
Uso in pazienti con compromissione renale
Nei pazienti con compromissione renale, in particolare nei pazienti con compromissione renale grave, una diminuita escrezione renale può determinare un aumento dei livelli plasmatici di ciclofosfamide e dei suoi metaboliti. Ciò può comportare un aumento della tossicità, il che deve essere tenuto in considerazione nel determinare il dosaggio in tali pazienti. Si veda paragrafo 4.2.
Uso in pazienti con compromissione epatica
Una grave compromissione epatica può essere associata a un effetto ridotto della ciclofosfamide. Ciò può alterare negativamente l’efficacia del trattamento con ciclofosfamide e deve essere tenuto in considerazione quando si seleziona la dose e si interpreta la risposta alla dose selezionata. Si veda paragrafo 4.2. Dato l’effetto porfirogeno della ciclofosfamide, i pazienti con porfiria acuta devono essere trattati con cautela.
Uso in pazienti adrenalectomizzati
I pazienti con insufficienza surrenalica possono necessitare di un aumento della dose sostitutiva di corticoidi se esposti a stress da tossicità dovuta a citostatici, compresa la ciclofosfamide.
Uso in pazienti con diabete mellito
Si raccomanda cautela anche nei pazienti con diabete mellito, poiché la ciclofosfamide può interagire con l'insulina e altri agenti ipoglicemizzanti (si veda anche paragrafo 4.5).
Uso in pazienti recentemente sottoposti a intervento chirurgico
In generale, i citostatici (tra cui la ciclofosfamide) non devono essere somministrati a pazienti che abbiano subito un intervento chirurgico meno di 10 giorni prima.
La ciclofosfamide è inattiva, ma viene metabolizzata nel fegato, principalmente da CYP2A6, 2B6, 2C9, 2C19 e 3A4, in due metaboliti attivi.
La co-somministrazione programmata o la somministrazione sequenziale di altre sostanze o trattamenti con ciclofosfamide che potrebbero aumentare la probabilità o la gravità degli effetti tossici (mediante interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche) richiede un’attenta valutazione individuale dei benefici e dei rischi prospettati.
I pazienti che ricevono tali combinazioni devono essere monitorati attentamente per individuare eventuali segni di tossicità al fine di consentire un intervento tempestivo. I pazienti trattati con ciclofosfamide e agenti che ne riducono l'attivazione devono essere monitorati per una potenziale riduzione dell’efficacia terapeutica e la necessità di aggiustare la dose.
Interazioni che influiscono negativamente sulla farmacocinetica della ciclofosfamide e dei suoi metaboliti
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Una ridotta attivazione della ciclofosfamide può alterare l'efficacia del trattamento con ciclofosfamide. Le sostanze che ritardano l'attivazione della ciclofosfamide comprendono:
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Aprepitant
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Bupropione
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Busulfano: è stata segnalata una diminuzione dell’eliminazione della ciclofosfamide con emivita prolungata in pazienti che hanno ricevuto ciclofosfamide ad alte dosi meno di 24 ore dopo busulfano ad alte dosi. È stata segnalata una maggiore incidenza di malattia veno-occlusiva epatica e di mucosite con somministrazione concomitante (si vedano paragrafi 4.2 e 4.4).
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Ciprofloxacina: se somministrata prima del trattamento con ciclofosfamide (per il condizionamento in previsione del trapianto di midollo osseo), la ciprofloxacina può causare regressione della malattia sottostante.
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Cloramfenicolo
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Antimicotici azolici (fluconazolo, itraconazolo): È noto che gli antimicotici azolici inibiscono gli enzimi del citocromo P450. In combinazione con itraconazolo è stato segnalato un aumento delle quantità di prodotti di degradazione tossici della ciclofosfamide.
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Inibitori del CYP2B6 e del CYP3A4 (nevirapin, ritonavir): la somministrazione concomitante può ridurre l’efficacia della ciclofosfamide.
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Prasugrel
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Sulfonamidi, ad esempio sulfadiazina, sulfametossazolo e sulfapiridina.
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Tiotepa: una forte inibizione della bioattivazione della ciclofosfamide da parte del tiotepa nei regimi chemioterapici ad alto dosaggio è stata riportata quando il tiotepa è stato somministrato 1 ora prima della ciclofosfamide.
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Ondansetron: Vi sono state segnalazioni di interazione farmacocinetica tra ondansetron e ciclofosfamide a dose elevata con conseguente riduzione dell’AUC della ciclofosfamide.
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Pompelmo (frutto o succo), rifampicina, erba di San Giovanni: La somministrazione concomitante con inibitori o induttori del CYP3A4 può ridurre l’efficacia o aumentare la tossicità della ciclofosfamide.
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Un aumento della concentrazione di metaboliti citotossici può verificarsi con:
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Allopurinolo: è stato segnalato un aumento di soppressione del midollo osseo.
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Azatioprina: aumento del rischio di epatotossicità (necrosi epatica).
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Idrato di cloralio
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Cimetidina
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Disulfiram
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Gliceraldeide
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Inibitori della proteasi: l’uso concomitante di inibitori della proteasi può aumentare la concentrazione di metaboliti citotossici. L’uso di regimi basati su inibitore della proteasi è risultato
essere associato a una maggiore incidenza di infezioni e neutropenia nei pazienti trattati con ciclofosfamide, doxorubicina e etoposide (CDE) rispetto all’uso di un regime basato su NNRTI. Nella terapia combinata di ciclofosfamide (CDE) e saquinavir è stata segnalata un’aumentata incidenza di mucosite.
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Induttori di enzimi microsomiali epatici ed extraepatici umani (ad esempio, enzimi del citocromo P450): Il potenziale di induzione degli enzimi microsomiali epatici ed extraepatici deve essere considerato in caso di trattamento pregresso o concomitante con sostanze note per indurre un aumento dell’attività di enzimi, quali rifampicina, fenobarbitale, carbamazepina, fenitoina, erba di San Giovanni, benzodiazepine e corticosteroidi.
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Dabrafenib
Interazioni farmacodinamiche e interazioni dal meccanismo sconosciuto che influenzano l’uso della ciclofosfamide
L’uso combinato o sequenziale di ciclofosfamide e altri agenti con tossicità simili può causare effetti tossici combinati (aumentati).
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Un aumento dell’ematotossicità e/o dell’immunosoppressione può derivare da un effetto combinato di ciclofosfamide e, per esempio
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ACE-inibitori: Gli ACE-inibitori possono causare leucopenia.
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Natalizumab
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Paclitaxel: È stato segnalato un aumento dell’ematotossicità quando la ciclofosfamide è stata somministrata dopo infusione di paclitaxel.
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Diuretici tiazidici (ad esempio idroclorotiazide): È stato segnalato un aumento di soppressione del midollo osseo.
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Zidovudina
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Clozapina
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Un aumento della cardiotossicità può derivare da un effetto combinato di ciclofosfamide e, per esempio
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Antracicline
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Mitomicina
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Citarabina
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Pentostatina
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Radioterapia della regione cardiaca o irradiazione del corpo intero in combinazione con alte dosi di ciclofosfamide
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Trastuzumab
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Un aumento della tossicità polmonare può derivare da un effetto combinato di ciclofosfamide e, ad esempio
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Amiodarone
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G-CSF, GM-CSF (fattore stimolante colonie granulociti, fattore di stimolazione delle colonie di granulociti macrofagi): le segnalazioni suggeriscono un aumento del rischio di tossicità polmonare in pazienti trattati con chemioterapia citotossica che include ciclofosfamide e G-CSF o GMCSF.
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Un aumento della nefrotossicità può derivare da un effetto combinato di ciclofosfamide e, ad esempio, di
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Amfotericina B
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Indometacina: è stata segnalata intossicazione acuta da acqua con uso concomitante di indometacina.
Altre interazioni
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Alcol
In animali portatori di tumore è stata osservata una ridotta attività antitumorale durante il consumo di etanolo (alcol) e la somministrazione concomitante di farmaci orali a basso dosaggio di ciclofosfamide. In alcuni pazienti, l’alcol può aumentare il vomito e la nausea indotti dalla ciclofosfamide.
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Etanercept
Nei pazienti con granulomatosi di Wegener, l’aggiunta di etanercept al trattamento standard, comprendente la ciclofosfamide, è stata associata a una maggiore incidenza di neoplasie maligne solide non cutanee.
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Metronidazolo
È stata segnalata encefalopatia acuta in un paziente che riceveva ciclofosfamide e metronidazolo. L’associazione causale non è chiara.
In uno studio su animali, la combinazione di ciclofosfamide con metronidazolo è stata associata a un aumento della tossicità della ciclofosfamide.
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Tamoxifene
L'uso concomitante di tamoxifene e chemioterapia può aumentare il rischio di complicanze tromboemboliche.
Interazioni che influenzano la farmacocinetica e/o l’azione di altri farmaci
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Bupropione
Il metabolismo della ciclofosfamide da parte del CYP2B6 può inibire il metabolismo del bupropione.
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Cumarine
Nei pazienti riceventi warfarin e ciclofosfamide sono stati segnalati sia un aumento che una diminuzione degli effetti del warfarin.
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Ciclosporina
In pazienti riceventi una combinazione di ciclofosfamide e ciclosporina sono state osservate concentrazioni sieriche più basse di ciclosporina rispetto ai pazienti riceventi solo ciclosporina. Questa interazione può determinare un aumento dell’incidenza della malattia del trapianto contro l’ospite (GVHD).
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Miorilassanti depolarizzanti
Il trattamento con ciclofosfamide provoca un’inibizione marcata e persistente dell'attività della colinesterasi. Con la concomitanza di miorilassanti depolarizzanti (ad es. succinilcolina, sussametonio) si può verificare apnea prolungata a causa della diminuzione del livello di pseudocolinesterasi. Se un paziente è stato trattato con ciclofosfamide entro 10 giorni dall’anestesia generale, l’anestesista deve essere avvertito.
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Digossina, β-acetildigossina
Durante un trattamento citotossico concomitante è stato segnalato assorbimento alterato di compresse di digossina e β-acetildigossina
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Vaccini
Gli effetti immunosoppressivi della ciclofosfamide possono ridurre la risposta alla vaccinazione. L’uso di vaccini vivi può condurre a infezioni indotte dal vaccino.
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Verapamil
È stata segnalata un’alterazione dell’assorbimento intestinale del verapamil somministrato per via orale.
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Derivati della sulfonilurea
I livelli di zucchero nel sangue possono scendere se si utilizzano contemporaneamente ciclofosfamide e derivati della sulfonilurea.
Donne in età fertile
Le ragazze trattate con ciclofosfamide durante la prepubertà generalmente sviluppano normalmente le caratteristiche sessuali secondarie e hanno mestruazioni regolari.
Le ragazze trattate con ciclofosfamide durante la prepubertà hanno successivamente concepito.
Le ragazze trattate con ciclofosfamide che hanno mantenuto la funzione ovarica dopo aver completato il trattamento sono a maggior rischio di sviluppare menopausa prematura (cessazione delle mestruazioni prima dei 40 anni di età)
Contraccezione in maschi e femmine
Le donne non devono rimanere incinte durante il trattamento e per un periodo di 6 mesi dopo l'interruzione della terapia.
Gli uomini non devono avere figli durante il trattamento e per un periodo di 3 mesi dopo l'interruzione della terapia.
Le donne e gli uomini sessualmente attivi devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante questi periodi di tempo.
Gravidanza
I dati relativi all’uso della ciclofosfamide in donne gravide sono molto limitati. Ci sono segnalazioni di gravi aberrazioni congenite multiple dopo l’uso durante il primo trimestre.
Studi su animali hanno dimostrato teratogenicità e altra tossicità riproduttiva (si veda paragrafo 5.3). Tenuto conto dei dati ricavati dalle relazioni sui casi umani, dagli studi sugli animali e del meccanismo d’azione della ciclofosfamide, il suo uso durante la gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, è sconsigliato.
In ogni singolo caso, il potenziale beneficio del trattamento deve essere soppesato rispetto al potenziale rischio per il feto.
Allattamento al seno
La ciclofosfamide viene escreta nel latte materno e può causare neutropenia, trombocitopenia, bassa emoglobina e diarrea nei bambini. La ciclofosfamide è controindicata durante l’allattamento al seno (si veda paragrafo 4.3).
Fertilità
La ciclofosfamide interferisce con l’ovogenesi e la spermatogenesi. Può causare sterilità in entrambi i sessi. Nelle donne la ciclofosfamide può causare amenorrea transitoria o permanente e nei ragazzi trattati con ciclofosfamide durante la prepubertà, oligospermia o azoospermia. Gli uomini trattati con ciclofosfamide possono sviluppare oligospermia o azoospermia. Prima del trattamento con ciclofosfamide, gli uomini devono essere informati della possibilità di conservare e mantenere vitale lo sperma raccolto prima del trattamento.
I pazienti sottoposti a trattamento con ciclofosfamide possono manifestare effetti indesiderati (tra cui nausea, vomito, vertigini, visione offuscata, compromissione della vista) che potrebbero influenzare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. La decisione di guidare o azionare macchinari deve essere presa su base individuale.
La frequenza delle reazioni avverse riportate nella tabella seguente deriva da trial clinici e dall'esperienza post- marketing e viene definita utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>1/10), comune (> 1/100 a
<1/10), non comune (> 1/1.000 a <1/100), raro (> 1/10.000 a <1/1.000), molto raro (< 1/10,000), non nota.
| Classe Sistema di Organi (SOC) | Termine MedDRA raccomandato | Frequenza |
| Infezioni e infestazioni | Infezioni1 Polmonite2Sepsi1 | Comune Non comuneNon comune |
| Neoplasie, benigne e maligne e non specificate (comprese cisti e polipi) | Leucemia acuta3 Sindrome mielodisplasticaNeoplasie maligne secondarie Cancro della vescicaCancro dell’uretere Sindrome da lisi tumorale Linfoma non-Hodgkin SarcomaCarcinoma a cellule renali Cancro della pelvi renale Cancro della tiroideNeoplasia | Raro Raro Raro Raro RaroMolto raro Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta Non conosciuta |
| Patologie del sangue e del sistema linfatico | Mielosoppressione4 Leucopenia Neutropenia Neutropenia febbrile Trombocitopenia AnemiaCoagulazione intravascolare disseminata Sindrome uremica emolitica AgranulocitosiLinfopenia Emoglobina diminuita | Molto comune Molto comune Molto comune ComuneNon comune Non comune Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Patologie del sistema immunitario | ImmunosoppressioneReazione anafilattica/anafilattoide Reazione di ipersensibilitàShock anafilattico | Molto comune Non comune Non comuneMolto rara |
| Disturbi endocrini | SIADH (sindrome di secrezione inappropriata di ormone antidiuretico)Intossicazione da acqua | RaroNon conosciuta |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Anoressia Disidratazione IponatriemiaGlucosio nel sangue aumentato Glucosio nel sangue diminuito | Non comune RaroMolto raroNon conosciuta Non conosciuta |
| Disturbi psichiatrici | Stato confusionale | Molto raro |
| Disturbi del sistema nervoso | Neuropatia periferica Polineuropatia Nevralgia Convulsioni VertiginiDisgeusia Ipogeusia Parestesia Neurotossicità5Sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile6Encefalopatia | Non comune Non comune Non comune RaroRaro Molto raro Molto raro Molto raraNon conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi oculari | Visione offuscata Compromissione della vista CongiuntiviteEdema oculare7 | Raro RaroMolto raroMolto raro |
| Lacrimazione aumentata | Non conosciuta | |
| Disturbi dell’orecchio e del labirinto | Sordità AcufeneCompromissione dell’udito | Non comuneNon conosciuta Non conosciuta |
| Disturbi cardiaci | Cardiomiopatia Miocardite Insufficienza cardiaca8 TachicardiaAritmia ventricolare Aritmia sopraventricolare Fibrillazione ventricolare AnginaInfarto miocardico Pericardite Fibrillazione atrialeTachicardia ventricolare Shock cardiogeno Versamento pericardico BradicardiaPalpitazioniQT prolungato dell’ECG Emorragia miocardica Insufficienza cardiaca congestizia Insufficienza ventricolare sinistra Disfunzione ventricolare sinistra CarditeFrazione di eiezione diminuita | Non comune Non comune Non comune Non comune RaroRaro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raraNon conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta Non conosciuta |
| Disturbi vascolari | Lavaggio Emorragia Tromboembolia Ipertensione Ipotensione Embolia polmonare Trombosi venosa VasculiteIschemia periferica Vampate di caloreDiminuzione della pressione sanguigna | Non comune RaroMolto raro Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta Non conosciuta |
| Disturbi respiratori, toracici e del mediastino8,9 | Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) Fibrosi interstiziale polmonare cronicaEdema polmonare Broncospasmo DispneaIpossia TosseCongestione nasale Dolore orofaringeo RinorreaStarnutiMalattia polmonare veno-occlusiva Bronchiolite obliteranteAlveolite allergica Polmonite Versamento pleuricoInsufficienza respiratoriaOrganizzazione della polmonite Sofferenza respiratoria | Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Ipertensione polmonare | Non conosciuta | |
| Disturbi gastrointestinali | Infiammazione mucosale Enterocolite emorragica Pancreatite acutaAscite Stomatite Diarrea Vomito Costipazione NauseaDolore addominaleInfiammazione della ghiandola parotide Emorragia gastrointestinale Infiammazione del ciecoColite EnteriteDisturbi addominali | Comune Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raroNon conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi epatobiliari | Funzionalità epatica anormale EpatiteMalattia epatica veno-occlusiva EpatomegaliaItteroEpatite colestatica Epatotossicità10 Epatite citoliticaColestasi | Comune Raro Molto raro Molto raro Molto raroNon conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Patologie cutanee e del tessuto sottocutaneo | Alopecia11 Eruzione cutanea DermatiteDecolorazione delle unghie Decolorazione della pelle12 Sindrome di Stevens-Johnson Necrolisi epidermica tossica Eritema da radiazioniPrurito (compreso prurito dovuto a infiammazione) Eritema multiformeSindrome da eritrodisestesia palmo-plantare (sindrome mano-piede)Orticaria EritemaGonfiore facciale IperidrosiEruzione cutanea tossica VescicheDisturbo delle unghie | Molto comune RaroRaro Raro RaroMolto raro Molto raro Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi muscoloscheletrici e del tessuto connettivo | Rabdomiolisi Crampi Sclerodermia Spasmi muscolari MialgiaArtralgia | Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi renali e delle vie urinarie | Cistite Microematuria Cistite emorragica MacroematuriaEmorragia suburetrale Edema della parete vescicale | Molto comune Molto comune Comune ComuneMolto raro Molto raro |
| Fibrosi e sclerosi vescicale Compromissione renale Insufficienza renale Creatinina ematica aumentata Necrosi vascolare renale Disturbo vascolare renale Nefropatia tossicaUreterite emorragica Contrattura vescicale Diabete insipido nefrogenicoCellule epiteliali atipiche della vescica urinaria Azoto ureico ematico aumentatoNecrosi vescicale | Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Molto raro Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta | |
| Gravidanza, puerperio econdizioni perinatali | Travaglio prematuro | Non conosciuta |
| Disturbi dell’apparato riproduttivo e del seno | Compromissione della spermatogenesiDisturbo dell’ovulazione (raramente irreversibile) Amenorrea 13Azoospermia/aspermia13 Oligospermia 13 InfertilitàInsufficienza ovarica Oligomenorrea Atrofia testicolare Disturbo ovaricoDiminuzione degli estrogeni nel sangue Aumento della gonadotropina nel sangue | Comune Non comune RaroRaro RaroNon conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi congeniti, familiari e genetici | Morte intra-uterina Malformazione fetale Ritardo della crescita fetale Danno fetaleEffetto cancerogeno sulla prole | Non conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta |
| Disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione | Febbre Brividi Astenia MalessereDolore toracico Mal di testaInsufficienza multiorganoReazioni nel sito di iniezione/infusione(trombosi, necrosi, flebite, infiammazione, dolore, gonfiore, eritema)Deterioramento fisico generale Malattia simil-influenzale PiressiaEdema Dolore Fatica | Molto comune Comune Comune ComuneRaro Molto raro Molto raro Molto raroNon conosciuta Non conosciuta Non conosciuta Non conosciutaNon conosciuta Non conosciuta |
| Indagini | Lattato deidrogenasi nel sangue aumentata Proteina C-reattiva aumentataAlterazioni all’ECG LVEF diminuita Aumento di pesoLivelli più bassi di ormoni sessuali femminiliDiminuzione del livello di estrogeni nel sangue Aumento del livello di gonadotropina nel sangue | Non comune Non comune Non comune Non comune Molto raro Non comuneNon conosciuta Non conosciuta |
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Aumento del rischio e della gravità di polmoniti (compresi esiti fatali), altre infezioni batteriche, fungine, virali, protozoarie e parassitarie; riattivazione di infezioni latenti, tra cui epatite virale, tubercolosi, virus JC con leucoencefalopatia multifocale progressiva (compresi esiti fatali), polmonite da pneumocystis jiroveci, herpes zoster, strongiloidosi, sepsi e shock settico (compresi esiti fatali).
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Compresi esiti fatali
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Tra cui leucemia mieloide acuta, leucemia promielocitica acuta
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Manifestata come insufficienza midollare, pancitopenia, neutropenia, agranulocitosi, granulocitopenia, trombocitopenia (complicata da sanguinamento), leucopenia, anemia
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Manifestata come mielopatia, neuropatia periferica, polineuropatia, nevralgia, disestesia, ipoestesia, parestesia, tremore, disgeusia, ipogeusia, parosmia.
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Manifestata come mal di testa, alterazione del funzionamento mentale, convulsioni e visione anomala, dalla sfocatura alla perdita della vista
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Osservata in relazione a una reazione allergica
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Compresi esiti fatali
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Anche se l’incidenza della tossicità polmonare associata alla ciclofosfamide è bassa, la prognosi per i pazienti affetti è infausta.
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Insufficienza epatica, encefalopatia epatica, ascite, epatomegalia, ittero, bilirubina ematica aumentata, enzimi epatici aumentati (ASAT, ALAT, ALP, gamma-GT)
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Può progredire fino alla calvizie
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Dei palmi e dei talloni
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Persistente
Nota:
Alcune complicanze come tromboembolismo, coagulazione intravascolare disseminata e sindrome emolitico- uremica possono verificarsi come conseguenza dei disturbi sottostanti, ma la frequenza di queste complicanze può aumentare a causa della chemioterapia con CICLOFOSFAMIDE SEACROSS.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravi conseguenze di sovradosaggio includono manifestazioni di tossicità dose-dipendenti come mielosoppressione, urotossicità, cardiotossicità (inclusa insufficienza cardiaca), malattia epatica veno- occlusiva e stomatite. Si veda paragrafo 4.4.
I pazienti che hanno ricevuto un sovradosaggio devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di tossicità e in particolare di ematotossicità.
Non esiste un antidoto specifico per un sovradosaggio di ciclofosfamide.
La ciclofosfamide e i suoi metaboliti sono dializzabili. Pertanto, l’emodialisi rapida è indicata nel trattamento di sovradosaggio o intossicazione suicidaria o accidentale.
Il sovradosaggio deve essere gestito con misure di supporto, compreso un trattamento appropriato e allo stato dell’arte per qualsiasi infezione concomitante, mielosoppressione o altra tossicità, qualora si verifichi.
La profilassi della cistite con Mesna può aiutare a prevenire o ridurre gli effetti urotossici in caso di sovradosaggio di ciclofosfamide.
Proprietà farmacologiche - CICLOFOSFAMIDE 500 MG
Gruppo farmacoterapeutico: Agenti antineoplastici e immunomodulanti; agenti antineoplastici.
Agenti alchilanti. Analoghi dall’azotiprite Codice ATC: L01AA01.
È stato dimostrato che la ciclofosfamide ha un effetto citostatico in molti tipi di tumore. La ciclofosfamide interviene probabilmente nella fase S o G2 del ciclo cellulare.
Resta da dimostrare se l’effetto citostatico dipenda interamente dall’alchilazione del DNA o se abbiano un ruolo altri meccanismi come l’inibizione dei processi di trasformazione della cromatina o l’inibizione delle DNA polimerasi. Il metabolita acroleina non ha attività antineoplastica, ma è responsabile dell’effetto avverso urotossico.
L’effetto immunosoppressivo della ciclofosfamide si basa sul fatto che la ciclofosfamide ha un effetto inibitorio sulle cellule B, CD4 + T e, in misura minore, sulle cellule CD8 + T. Inoltre, si presume che la ciclofosfamide abbia un effetto inibitorio sul soppressore che regola la classe di anticorpi IgG2.
Non può essere esclusa la resistenza incrociata, in particolare con agenti citotossici strutturalmente correlati, ad esempio ifosfamide, e altri agenti alchilanti.
La ciclofosfamide viene somministrata come profarmaco inattivo che viene attivato nel fegato. Assorbimento:
La ciclofosfamide viene assorbita rapidamente e quasi completamente da siti parenterali.
Distribuzione
Meno del 20% della ciclofosfamide si lega alle proteine plasmatiche. Il legame proteico dei metaboliti della ciclofosfamide è superiore, ma comunque inferiore al 70%. In che misura i metaboliti attivi si leghino alle proteine non è dato sapere.
La ciclofosfamide è presente nel liquido cerebrospinale e nel latte materno. La ciclofosfamide e i metaboliti possono passare attraverso la placenta.
Metabolismo
La ciclofosfamide viene attivata nel fegato ai metaboliti attivi 4-idrossi-ciclofosfamide e aldofosfamide (forma tautomerica di 4-idrossi-ciclofosfamide) attraverso il metabolismo di fase I mediante enzimi del citocromo P450 (CYP). Diversi isozimi CYP contribuiscono alla bioattivazione della ciclofosfamide, compresi CYP2A6, 2B6, 2C9, 2C19 e 3A4, tra i quali il 2B6 presenta la più alta attività di 4-idrossilasi. La detossificazione viene effettuata principalmente mediante glutatione-S-transferasi (GSTA1, GSTP1) e alcol deidrogenasi (ALDH1, ALDH3). Da due a quattro ore dopo la somministrazione di ciclofosfamide, le concentrazioni plasmatiche dei metaboliti attivi sono massimali, dopodiché si verifica una rapida diminuzione delle concentrazioni plasmatiche.
Eliminazione
L’emivita plasmatica della ciclofosfamide è di circa 4-8 ore negli adulti e nei bambini. Le emivite plasmatiche dei metaboliti attivi non sono note.
In seguito a somministrazione endovenosa ad alto dosaggio nel contesto del trapianto allogenico di midollo osseo, la concentrazione plasmatica di ciclofosfamide pura segue una cinetica lineare di primo ordine. Rispetto alla terapia convenzionale con ciclofosfamide, vi è un aumento dei metaboliti inattivi, il che indica saturazione dei sistemi enzimatici attivanti, ma non delle fasi del metabolismo che conducono a metaboliti inattivi.
Durante il corso di una terapia ad alte dosi di ciclofosfamide per diversi giorni, si verifica una diminuzione nel plasma delle aree sotto la curva concentrazione-tempo del composto progenitore, probabilmente dovuta ad auto-induzione dell’attività metabolica microsomiale.
La ciclofosfamide e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente dai reni.
Dati preclinici sulla sicurezza
Tossicità acuta
La tossicità acuta della ciclofosfamide è relativamente bassa. Ciò è stato dimostrato in studi su topi, cavie, conigli e cani.
Tossicità cronica
La somministrazione cronica di dosi tossiche ha portato a lesioni epatiche manifestate come degenerazione grassa seguita da necrosi. La mucosa intestinale non veniva influenzata. La soglia per gli effetti epatotossici era di 100 mg/kg nel coniglio e di 10 mg/kg nel cane.
Mutagenicità e cancerogenicità
Gli effetti mutageni della ciclofosfamide sono stati dimostrati in vari test in vitro e in vivo. Sono state osservate anche aberrazioni cromosomiche in seguito alla somministrazione di ciclofosfamide nell’uomo. Gli effetti cancerogeni della ciclofosfamide sono stati dimostrati in studi su animali su ratti e topi.
Teratogenicità
Gli effetti teratogeni della ciclofosfamide sono stati dimostrati in vari animali (topi, ratti, conigli, scimmie rhesus e cani). La ciclofosfamide può causare malformazioni scheletriche, tissutali e di altro tipo.
DATI FARMACEUTICI
Informazioni farmaceutiche - CICLOFOSFAMIDE 500 MG
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali, ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
Durata di conservazione
2 anni
Dopo ricostituzione/diluizione:
La stabilità chimica e fisica durante l’uso è stata dimostrata per 24 ore a 2 °C - 8 °C per la soluzione ricostituita e per la soluzione diluita.
Dal punto di vista microbiologico, la soluzione ricostituita e diluita deve essere utilizzata immediatamente, a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e convalidate. Se non viene utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non vanno oltre le 24 ore a 2-8 °C, a meno che la ricostituzione/diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e convalidate.
Precauzioni speciali per la conservazione
Non conservare a temperature superiori ai 25 °C.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, veda il paragrafo 6.3.
Flaconcino in vetro incolore di tipo I da 50 ml sigillato con tappo in gomma butilica e sigillo flip-off in alluminio con bottone rosso in polipropilene, contenente 500 mg di ciclofosfamide.
Flaconcino in vetro incolore di tipo I da 100 ml sigillato con tappo in gomma butilica e sigillo flip-off in alluminio con bottone verde in polipropilene, contenente 1000 mg di ciclofosfamide.
Confezione da 1 flaconcino.
Non tutte le confezioni possono essere commercializzate.
Precauzioni speciali per lo smaltimento e altre manipolazioni
Per ogni 100 mg di ciclofosfamide, vanno aggiunti 5 ml di solvente per la ricostituzione.
La scelta del diluente per ricostituire CICLOFOSFAMIDE SEACROSS contenente ciclofosfamide dipende dalla via di somministrazione da utilizzare.
Iniezione diretta:
Se la soluzione deve essere utilizzata per iniezione diretta, CICLOFOSFAMIDE SEACROSS (contenente ciclofosfamide) va ricostituito aggiungendo una soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per iniezione.
Infusione:
Se la soluzione deve essere utilizzata per infusione endovenosa, CICLOFOSFAMIDE SEACROSS (contenente ciclofosfamide) va ricostituito aggiungendo acqua sterile per iniezione o soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per infusione.
Le seguenti quantità di acqua per preparazioni iniettabili o di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) soluzione iniettabile sono aggiunte ai flaconcini contenenti CICLOFOSFAMIDE SEACROSS, polvere per soluzione iniettabile/per infusione
Flaconcino da 500 mg: 25 ml
Flaconcino da 1000 mg: 50 ml
Iniettando il solvente nel flaconcino per iniezione si crea una pressione anormalmente alta, che scompare non appena il secondo ago sterile viene inserito nel fermo in gomma del flaconcino per iniezione. La polvere si scioglie facilmente quando il flaconcino per iniezione viene agitato vigorosamente per produrre una soluzione limpida. Se la polvere non si scioglie immediatamente, continuare ad agitare vigorosamente il flaconcino per diversi minuti fino alla completa dissoluzione della polvere. La soluzione deve essere somministrata al più presto dopo la sua ricostituzione.
Dopo ricostituzione, la soluzione è limpida e incolore fino al giallo chiaro. Controllare il flaconcino prima di utilizzarla nuovamente. Utilizzare solo soluzioni limpide.
Infusione:
CICLOFOSFAMIDE SEACROSS ricostituito deve essere ulteriormente diluito in una soluzione di glucosio al 5% o cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per infusione prima dell'infusione, la soluzione deve essere diluita a una concentrazione minima di 2 mg/ml.
Durante la ricostituzione o la manipolazione di CICLOFOSFAMIDE SEACROSS, è necessario rispettare le regole e le norme relative alla manipolazione dei citostatici in generale. La ricostituzione deve, per quanto possibile, essere eseguita in una cappa di sicurezza a flusso d'aria laminare. La persona che manipola il prodotto deve indossare una maschera protettiva e guanti protettivi. Il personale in gravidanza non deve manipolare questo medicinale. . In caso di fuoriuscite, l’area va risciacquata accuratamente con acqua. Se CICLOFOSFAMIDE SEACROSS, polvere per soluzione iniettabile/per infusione (viene conservata (ad esempio durante il trasporto) a una temperatura superiore alla temperatura massima, la ciclofosfamide può
fondere. I flaconcini per iniezioni contenenti ciclofosfamide fusa sono riconoscibili a vista. La ciclofosfamide è una polvere bianca.
La ciclofosfamide fusa è un liquido viscoso limpido o giallastro (solitamente presente come goccioline nei flaconcini interessati). I flaconcini per iniezioni contenenti ciclofosfamide fusa non possono più essere utilizzati.
Smaltimento:
CICLOFOSFAMIDE SEACROSS è esclusivamente monouso.
Qualsiasi medicinale o materiale di scarto non utilizzato deve essere smaltito in conformità alle normative locali.