BALVERSA 3 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
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Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - BALVERSA 3 MG
Balversa in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma uroteliale (UC) non resecabile o metastatico, portatori di alterazioni genetiche suscettibili di FGFR3, che abbiano precedentemente ricevuto almeno una linea di terapia con un inibitore di PD-1 o PD-L1 per malattia non resecabile o metastatica (vedere paragrafo 5.1).
Il trattamento con Balversa deve essere avviato e monitorato da un medico esperto nell’uso di terapie antitumorali.
Prima di prescrivere Balversa, il medico deve ricevere conferma della presenza di una o più alterazioni genetiche suscettibili del gene FGFR3 (vedere paragrafo 5.1) valutata tramite dispositivo medico-diagnostico in vitro (IVD) con marchio CE e corrispondente destinazione d’uso. Se non è disponibile un IVD con marchio CE, deve essere utilizzato un test alternativo validato.
Posologia
La dose iniziale raccomandata di Balversa è di 8 mg per via orale una volta al giorno.
È necessario mantenere questa dose e valutare il livello sierico di fosfato da 14 a 21 giorni dopo l’avvio del trattamento. Aumentare la dose a 9 mg una volta al giorno in presenza di un livello sierico di fosfato < 9,0 mg/dL (<2,91 mmol/L), e se non si osserva alcuna tossicità correlata al farmaco.
Seguire le modifiche della dose pertinenti di cui alla Tabella 2 se il livello di fosfato è 9,0 mg/dL o più alto. Dopo il Giorno 21, non deve essere usato il livello sierico di fosfato per orientare una decisione di titolazione verso l’alto.
In caso di vomito, in qualsiasi momento dopo l’assunzione di Balversa, la dose successiva deve essere assunta il giorno dopo.
Durata del trattamento
Il trattamento deve proseguire fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
Mancata assunzione di una dose
Se una dose di Balversa viene dimenticata, questa va assunta il prima possibile. Il normale schema posologico giornaliero deve essere ripreso il giorno successivo. Non devono essere assunte compresse in più per compensare la dimenticanza della dose.
Riduzione della dose e gestione delle reazioni avverse
Per lo schema di riduzione della dose raccomandata, consultare le Tabelle da 1 a 5.
Tabella 1. Schema di riduzione della dose di Balversa
| Dose | 1a riduzione della dose | 2a riduzione della dose | 3a riduzione della dose | 4a riduzione della dose | 5a riduzione della dose |
| 9 mg (per es., tre compresse da3 mg) | 8 mg(per es., due compresse da4 mg) | 6 mg (duecompresse da3 mg) | 5 mg (unacompressa da5 mg) | 4 mg (unacompressa da4 mg) | Interrompere il trattamento |
| 8 mg (per es., due compresse da4 mg) | 6 mg (duecompresse da 3 mg) | 5 mg (unacompressa da 5 mg) | 4 mg (unacompressa da 4 mg) | Interrompere il trattamento | |
Gestione dell’iperfosfatemia
L’iperfosfatemia è un effetto farmacodinamico atteso e transitorio degli inibitori di FGFR (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1). Le concentrazioni di fosfato devono essere valutate prima della somministrazione della prima dose, ed in seguito monitorate mensilmente. In presenza di concentrazioni elevate di fosfato in pazienti trattati con Balversa, devono essere seguite le linee guida per la modifica della dose riportate nella Tabella 2. Se persistono concentrazioni elevate di fosfato, deve essere presa in considerazione l’aggiunta di un legante del fosfato non contenente calcio (per es., sevelamer carbonato) secondo necessità (vedere Tabella 2).
Tabella 2. Modifiche della dose raccomandate in base alle concentrazioni sieriche di fosfato associate all’uso di Balversa dopo l’aumento della dose
| Concentrazione sierica di fosfato | Gestione di Balversa |
| Per concentrazioni di fosfato ≥ 5,5 mg/dL (1,75 mmol/L), limitare l’assunzione di fosfato a 600-800 mg/giorno. | |
| < 6,99 mg/dL(< 2,24 mmol/L) | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| 7,00-8,99 mg/dL(2,25-2,90 mmol/L) | Continuare il trattamento con Balversa.Iniziare il legante del fosfato, da assumere a stomaco pieno fino al raggiungimento di un livello di fosfato < 7,00 mg/dL.Attuare una riduzione della dose in presenza di costanti livelli sierici di fosfato ≥ 7,00 mg/dL per un periododi 2 mesi o in presenza di ulteriori eventi avversi o disturbi elettrolitici legati a iperfosfatemia prolungata. |
| 9,00-10,00 mg/dL(2,91-3,20 mmol/L) | Sospendere il trattamento con Balversa finché il livello sierico di fosfato non ritorna a valori < 7,00 mg/dL (si raccomandano dosaggi settimanali).Iniziare il legante del fosfato, da assumere a stomaco pieno fino al ritorno del livello sierico di fosfato a valori < 7,00 mg/dL.Riprendere il trattamento allo stesso livello di dose (vedere Tabella 1).Attuare una riduzione della dose in presenza di costanti livelli sierici di fosfato ≥ 9,00 mg/dL per un periodo di 1 mese o in presenza di ulteriori eventi avversi o disturbi elettrolitici legati aiperfosfatemia prolungata. |
| > 10,00 mg/dL(> 3,20 mmol/L) | Sospendere il trattamento con Balversa finché il livello sierico di fosfato non ritorna a valori < 7,00 mg/dL (si raccomandano dosaggi settimanali).Riprendere il trattamento al primo livello di dose ridotta (vedere Tabella 1).In presenza di costanti livelli sierici di fosfato ≥ 10,00 mg/dL per> 2 settimane, interrompere definitivamente Balversa.Gestione medica dei sintomi come clinicamente appropriato (vedere paragrafo 4.4). |
| Alterazione significativa rispetto alla funzione renale basale o ipocalcemia di grado 3 dovuta aiperfosfatemia. | Interrompere definitivamente Balversa.Gestione medica come clinicamente appropriato. |
Gestione delle patologie dell’occhio
Il trattamento con Balversa deve essere interrotto o modificato in funzione della tossicità correlata a erdafitinib come descritto nella Tabella 3.
Tabella 3. Linee guida per la gestione delle patologie dell’occhio associate all’uso di Balversa
| Classificazione della severità | Gestione della dose di Balversa |
| Grado 1 | Inviare il paziente a visita oftalmologica (VO) specialistica. Se non è |
| Assenza di sintomi o | possibile eseguire una VO entro 7 giorni, sospendere Balversa finché il |
| sintomi lievi; solo | paziente non può essere sottoposto a VO. |
| osservazioni cliniche o | Se la VO non rileva alcuna evidenza di tossicità oculare, proseguire |
| diagnostiche, oppure test | Balversa alla stessa dose. |
| della griglia di Amsler | In caso di cheratite o anomalia retinica (per es., RSCa) diagnosticata alla |
| anormale. | VO, sospendere Balversa fino alla risoluzione. Se reversibile in |
| 4 settimane dalla VO, riprendere alla dose immediatamente inferiore. | |
| Al riavvio di Balversa, monitorare per eventuali recidive ogni | |
| 1-2 settimane per un mese, ed inseguito come clinicamente appropriato. | |
| In assenza di recidiva, valutare un nuovo incremento della dose. | |
| Grado 2 | Sospendere immediatamente Balversa e inviare a VO. |
| Severità moderata; | Se non vi è evidenza di tossicità oculare, alla risoluzione riprendere la |
| limitazione delle attività | terapia con erdafitinib al livello di dosaggio immediatamente inferiore. |
| strumentali della vita | Se risolta (risoluzione completa o stabilizzazione e assenza di sintomi) |
| quotidiana appropriate | entro 4 settimane dalla VO, riprendere Balversa al livello di dose |
| per l’età (ADL). | immediatamente inferiore. |
| Alla ripresa di Balversa, monitorare per eventuali recidive ogni | |
| 1-2 settimane per un mese, ed in seguito come clinicamente appropriato. | |
| Grado 3 | Sospendere immediatamente Balversa e inviare a VO. |
| Quadro severo o | Se risolto (risoluzione completa o stabilizzazione e assenza di sintomi) |
| clinicamente | entro 4 settimane, è possibile riavviare Balversa a 2 livelli di dose |
| significativo, ma non | inferiori. |
| immediatamente | Al riavvio di Balversa, monitorare per eventuali recidive ogni |
| pericoloso per la vista; | 1-2 settimane per un mese, ed in seguito come clinicamente appropriato. |
| limitazione delle ADL | Valutare l’interruzione definitiva di Balversa in caso di recidiva. |
| di cura di sé. | |
| Grado 4 | Interrompere definitivamente Balversa. |
| Conseguenze pericolose | Monitorare fino a risoluzione completa o stabilizzazione. |
| per la vista; cecità | |
| (20/200 o peggiore). |
a RSC: retinopatia sierosa centrale, vedere paragrafo 4.4.
Alterazioni ungueali, cutanee e mucose
In associazione a Balversa sono state osservate alterazioni a carico delle unghie, della cute e delle mucose. Il trattamento con Balversa deve essere interrotto o modificato in funzione della tossicità correlata a erdafitinib come descritto nella Tabella 4.
Tabella 4. Modifiche della dose raccomandate per le reazioni avverse ungueali, cutanee e mucose associate all’uso di Balversa
| Severità della reazione avversa | Balversa |
| Alterazione ungueale | Gestione della dose di Balversa |
| Grado 1 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 2 | Sospendere Balversa e rivalutare dopo 1-2 settimane.Se si tratta del primo episodio e il quadro si risolve a un grado ≤ 1 o al grado basale entro 2 settimane, riavviare alla stessa dose.In caso di evento ricorrente o che richiede > 2 settimane per risolversi a un grado ≤ 1 o al grado basale, riavviare alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 3 | Sospendere Balversa e rivalutare dopo 1-2 settimane.In caso di risoluzione a un grado ≤ 1 o al grado basale, riavviare alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 4 | Interrompere Balversa. |
| Cute secca e tossicità cutanea | |
| Grado 1 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 2 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 3 | Sospendere Balversa (per un massimo di 28 giorni) e rivalutare settimanalmente il quadro clinico.In caso di risoluzione a un grado ≤ 1 o al grado basale, riavviare alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 4 | Interrompere Balversa. |
| Mucosite orale | |
| Grado 1 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 2 | Sospendere Balversa in presenza di altre reazioni avverse di grado 2 correlate a erdafitinib verificatesi in concomitanza.Sospendere Balversa se il paziente era già in terapia per la gestione dei sintomi da più di una settimana.Se Balversa è stato sospeso, rivalutare dopo 1-2 settimane.Se si tratta del primo episodio di tossicità e il quadro si risolve a un grado ≤ 1 o al grado basale entro 2 settimane, riprendere alla stessa dose.In caso di evento ricorrente o che richiede > 2 settimane per risolversi a un grado ≤ 1 o al grado basale, riprendere alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 3 | Sospendere Balversa e rivalutare il quadro clinico dopo 1-2 settimane.In caso di risoluzione a un grado ≤ 1 o al grado basale, riprendere alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 4 | Interrompere Balversa. |
| Bocca secca | |
| Grado 1 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 2 | Continuare Balversa alla dose attuale. |
| Grado 3 | Sospendere Balversa (per un massimo di 28 giorni) e rivalutare settimanalmente il quadro clinico.In caso di risoluzione a un grado ≤ 1 o al grado basale, riprendere alla dose immediatamente inferiore. |
Tabella 5. Modifiche della dose raccomandate per altre reazioni avverse associate all’uso di Balversa
| Altre reazioni avversea | |
| Grado 3 | Sospendere Balversa fino alla risoluzione della tossicità al grado 1 obasale; a seguire, è possibile riprendere Balversa alla dose immediatamente inferiore. |
| Grado 4 | Interrompere definitivamente. |
a Aggiustamento della dose valutato in base ai Criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI CTCAE v5.0).
Popolazioni speciali
Compromissione renale
In base alle analisi di farmacocinetica (PK) della popolazione, non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione renale lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2). Non sono disponibili dati relativi all’uso di Balversa in pazienti con compromissione renale severa. In questi pazienti, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (vedere paragrafo 5.2). Vi sono pochi dati disponibili sull’uso di Balversa in pazienti con compromissione epatica severa. In questi pazienti, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (vedere paragrafo 5.2).
Anziani
Non si ritengono necessari specifici adeguamenti della dose nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2).
Sono disponibili dati limitati nei pazienti di età superiore a 85 anni. Popolazione pediatrica
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di erdafitinib nella popolazione pediatrica per il
trattamento del carcinoma uroteliale.
Modo di somministrazione
Balversa è per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere, con o senza cibo, all’incirca alla stessa ora ogni giorno.
Il consumo di pompelmo o arance di Siviglia durante l’assunzione di Balversa deve essere evitato a causa della forte inibizione di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Patologie dell’occhio
Prima di iniziare il trattamento con Balversa, deve essere eseguita una visita oftalmologica basale comprensiva di test della griglia di Amsler, fondoscopia, test dell’acuità visiva e, se disponibile, tomografia a coerenza ottica (OCT).
Balversa può causare patologie dell’occhio, tra cui retinopatia sierosa centrale (RSC) (un termine raggruppato che comprende il distacco dell’epitelio pigmentato della retina [DEP] con conseguente difetto del campo visivo [vedere paragrafi 4.7 e 4.8]). L’incidenza complessiva di retinopatia sierosa centrale è risultata maggiore nei pazienti di età ≥ 65 anni (33,3%) rispetto ai pazienti di età < 65 anni (28,8%). Eventi di DEP sono stati segnalati più frequentemente nei pazienti di età ≥ 65 anni (6,3%) rispetto ai pazienti di età < 65 anni (2,1%). Si raccomanda un attento monitoraggio clinico nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, nonché nei pazienti con patologie mediche dell’occhio clinicamente significative, per esempio disturbi retinici, tra cui, a titolo esemplificativo, retinopatia sierosa centrale, degenerazione maculare/retinica, retinopatia diabetica e pregresso distacco retinico (vedere
paragrafo 4.8).
Il 16,7% dei pazienti ha manifestato sintomi di occhio secco durante il trattamento con Balversa, di grado 3 o 4 nello 0,3% dei casi (vedere paragrafo 4.8). Tutti i pazienti devono essere sottoposti a profilassi o trattamento dell’occhio secco con demulcenti oculari (per esempio sostituti lacrimali artificiali, gel o unguenti oculari idratanti o lubrificanti) almeno ogni 2 ore durante le ore di veglia. L’occhio secco severo correlato al trattamento deve essere valutato da un oftalmologo.
Eseguire visite oftalmologiche comprensive di test della griglia di Amsler ogni mese durante i primi 4 mesi di trattamento, e successivamente ogni 3 mesi, nonché su base urgente in qualsiasi momento
dovessero manifestarsi sintomi visivi (vedere paragrafo 4.2). Se si osservano anomalie, seguire le linee guida di gestione riportate nella Tabella 3. La visita oftalmologica deve includere la valutazione dell’acuità visiva, l’esame con lampada a fessura, la fondoscopia e la tomografia a coerenza ottica. I pazienti che hanno ricominciato il trattamento con Balversa dopo un evento avverso oculare devono essere sottoposti a uno stretto monitoraggio, inclusi esami clinici oftalmologici.
Balversa deve essere sospeso all’insorgenza di un quadro di RSC e interrotto definitivamente in caso di mancata risoluzione entro 4 settimane o se è di severità di grado 4. Per le reazioni avverse oculari, seguire le linee guida per la modifica della dose (vedere paragrafo 4.2, Gestione delle patologie dell’occhio).
Iperfosfatemia
Balversa può causare iperfosfatemia. L’iperfosfatemia prolungata può provocare mineralizzazione dei tessuti molli, calcinosi cutanea, calcifilassi non uremica, ipocalcemia, anemia, iperparatiroidismo secondario, crampi muscolari, attività convulsiva, prolungamento dell’intervallo QT e aritmie.
L’iperfosfatemia è stata segnalata precocemente durante il trattamento con Balversa, con la maggior parte degli eventi osservati entro i primi 3-4 mesi ed eventi di grado 3 osservati entro il primo mese.
Monitorare l’iperfosfatemia per tutta la durata del trattamento. L’apporto dietetico di fosfato (600-800 mg al giorno) deve essere limitato e l’uso concomitante di agenti che possano aumentare i livelli sierici di fosfato deve essere evitato per livelli sierici di fosfato ≥5,5 mg/dL (vedere paragrafo 4.2). Non è raccomandata l’integrazione con vitamina D nei pazienti in terapia con erdafitinib, in quanto potrebbe contribuire all’aumento dei livelli sierici di fosfato e calcio.
In presenza di un livello sierico di fosfato superiore a 7,0 mg/dL, valutare l’aggiunta di un legante del fosfato orale fino al ritorno a valori < 7,0 mg/dL. Valutare la sospensione, la riduzione della dose o l’interruzione definitiva di Balversa in base a durata e severità dell’iperfosfatemia secondo le indicazioni riportate nella Tabella 2 (vedere paragrafo 4.2).
Uso con prodotti noti per prolungare l’intervallo QT
Si raccomanda cautela nella somministrazione di Balversa con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o medicinali in grado di indurre torsioni di punta come i medicinali antiritmici di classe IA (per es. chinidina, disopiramide) o classe III (per es. amiodarone, sotalolo, ibutilide), antibiotici macrolidi, SSRI (per es. citalopram, escitalopram), metadone, moxifloxacina e antipsicotici (per es. aloperidolo e tioridazina).
Ipofosfatemia
Durante il trattamento con Balversa può verificarsi ipofosfatemia. Il livello sierico di fosfato deve essere monitorato durante il trattamento con erdafitinib e le eventuali interruzioni. Se il livello sierico di fosfato scende sotto la norma, la terapia per la riduzione dei fosfati e le restrizioni alimentari relative ai fosfati (se presenti) devono essere sospese. L’ipofosfatemia severa può manifestarsi con confusione, crisi convulsive, reperti neurologici focali, insufficienza cardiaca, insufficienza respiratoria, debolezza muscolare, rabdomiolisi e anemia emolitica. Per le modifiche della dose vedere il paragrafo 4.2. Le reazioni di ipofosfatemia sono state di Grado 3-4 nell’1,0% dei pazienti.
Patologie delle unghie
Patologie delle unghie incluse onicolisi, alterazione del colore delle unghie e paronichia possono verificarsi molto comunemente con il trattamento con Balversa (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di tossicità ungueali. I pazienti devono essere informati sul trattamento preventivo incluse buone pratiche igieniche, rinforzanti per unghie acquistabili senza prescrizione medica, secondo necessità, e monitoraggio dei segni di infezione. Il trattamento con Balversa deve essere interrotto o modificato sulla base delle tossicità associate a erdafitinib, come descritto nella Tabella 4.
Patologie della cute
Patologie della cute tra cui cute secca, eritrodisestesia palmo-plantare (Palmar-Plantar Erythrodysaesthesia Syndrome, PPES), alopecia e prurito possono verificarsi molto comunemente con il trattamento con Balversa (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere monitorati e ricevere cure di supporto come evitare l’esposizione non necessaria alla luce del sole e l’uso eccessivo di sapone e bagni. I pazienti devono usare regolarmente idratanti ed evitare prodotti profumati. Il trattamento con Balversa deve essere interrotto o modificato sulla base delle tossicità associate a erdafitinib, come descritto nella Tabella 4.
Reazioni di fotosensibilità
A causa del potenziale rischio di reazioni di fototossicità associate al trattamento con Balversa, è necessario prestare attenzione all’esposizione al sole, indossando indumenti protettivi e/o utilizzando creme solari.
Patologie delle mucose
Stomatite e bocca secca possono verificarsi molto comunemente con il trattamento con Balversa (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere invitati a rivolgersi a un medico in caso di peggioramento dei sintomi. I pazienti devono essere monitorati e ricevere cure di supporto tra cui una buona igiene orale, risciacqui orali con bicarbonato 3-4 volte al giorno secondo necessità ed evitare alimenti piccanti e/o acidi. Il trattamento con Balversa deve essere interrotto o modificato sulla base delle tossicità associate a erdafitinib, come descritto nella Tabella 4.
Test di laboratorio
Nei pazienti trattati con Balversa sono stati segnalati aumenti della creatinina, iponatremia, aumenti delle transaminasi e anemia (vedere paragrafo 4.8). Emocromo ed ematochimica completi devono essere eseguiti regolarmente durante il trattamento con Balversa per monitorare questi cambiamenti.
Tossicità riproduttiva e dello sviluppo
In base al meccanismo d’azione e ai risultati degli studi sulla riproduzione animale, erdafitinib è embriotossico e teratogeno (vedere paragrafo 5.3). Le donne in gravidanza devono essere informate del potenziale rischio per il feto. Le pazienti di sesso femminile in età fertile devono essere istruite ad adottare misure contraccettive altamente efficaci prima e durante il trattamento, nonché per 1 mese dopo l’ultima dose (vedere paragrafo 4.6). Ai pazienti di sesso maschile deve essere raccomandato di usare misure contraccettive efficaci (per es., preservativo) e astenersi dalla donazione di sperma o dalla sua conservazione durante il trattamento e per 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa (vedere paragrafo 4.6).
Prima di iniziare il trattamento con Balversa, si raccomanda che le donne in età fertile eseguano un test di gravidanza ad alta sensibilità.
Combinazione con inibitori forti o moderati di CYP2C9 o CYP3A4
L’uso concomitante di Balversa con inibitori moderati di CYP2C9 o forti di CYP3A4 richiede un adeguamento della dose (vedere paragrafo 4.5).
Combinazione con induttori forti o moderati di CYP3A4
L’uso concomitante di Balversa con induttori potenti di CYP3A4 non è raccomandato. L’uso concomitante di Balversa con induttori moderati di CYP3A4 richiede un adeguamento della dose (vedere paragrafo 4.5).
Combinazione con contraccettivi ormonali
La somministrazione concomitante di Balversa può ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali. Le pazienti che utilizzano contraccettivi ormonali devono essere istruite ad adottare misure contraccettive alternative non influenzate dall’assunzione di induttori enzimatici (per es., dispositivo intrauterino non ormonale) oppure un contraccettivo non ormonale aggiuntivo (per es., preservativo) durante il trattamento e fino a 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa (vedere paragrafi 4.5 e 4.6).
Eccipienti con effetto noto
Ogni compressa rivestita con film contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Effetto di altri medicinali su Balversa
Inibitori moderati di CYP2C9 o forti di CYP3A4
La co-somministrazione con un inibitore moderato di CYP2C9 o forte di CYP3A4 aumenta l’esposizione a erdafitinib e può portare a un aggravamento della tossicità correlata al farmaco. I rapporti medi (intervallo di confidenza [IC] al 90%) di concentrazione massima (Cmax) e area sotto la curva (AUC∞) per erdafitinib sono risultati pari rispettivamente al 121% (99,9; 147) e 148% (120; 182) in caso di co-somministrazione con fluconazolo, un inibitore moderato di CYP2C9 e CYP3A4, rispetto a erdafitinib da solo. La Cmax di erdafitinib era del 105% (IC al 90%: 86,7; 127) e l’AUC∞ del 134% (IC 90%: 109; 164) quando è stato somministrato con itraconazolo, un inibitore forte di CYP3A4 e inibitore di P-gp, rispetto a erdafitinib da solo. Considerare agenti alternativi con un potenziale di inibizione enzimatica minimo o nullo. Se Balversa viene co-somministrato con un inibitore moderato di CYP2C9 o forte di CYP3A4 (come itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo, fluconazolo, miconazolo, ceritinib, claritromicina, telitromicina, elvitegravir, ritonavir, paritaprevir, saquinavir, nefazodone, nelfinavir, tipranavir, lopinavir, amiodarone, piperina), ridurre la dose di Balversa alla dose immediatamente inferiore in base alla tollerabilità (vedere paragrafo 4.2). Se l’inibitore moderato di CYP2C9 o potente di CYP3A4 viene interrotto, la dose di Balversa può essere adeguata secondo tollerabilità (vedere paragrafo 4.4).
Il consumo di pompelmo o arance di Siviglia durante l’assunzione di Balversa deve essere evitato a causa della forte inibizione di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.2).
Induttori forti o moderati di CYP3A4
La co-somministrazione con carbamazepina, un induttore potente di CYP3A4 e debole di CYP2C9, comporta una diminuzione dell’esposizione a erdafitinib. I rapporti medi di Cmax e AUC∞ per erdafitinib sono risultati rispettivamente del 65,4% (IC al 90%: 60,8; 70,5) e del 37,7% (IC al 90%: 35,4; 40,2) in caso di co-somministrazione con carbamazepina rispetto a erdafitinib da solo. Evitare la co-somministrazione di Balversa con induttori potenti di CYP3A4 (come apalutamide, enzalutamide, lumacaftor, ivosidenib, mitotane, rifapentina, rifampicina, carbamazepina, fenitoina e iperico). Se Balversa viene co-somministrato con un induttore moderato di CYP3A4 (come dabrafenib, bosentan, cenobamato, elagolix, efavirenz, etravirina, lorlatinib, mitapivat, modafinil, pexidartinib, fenobarbital, primidone, repotrectinib, rifabutina, sotorasib, telotristat etile), la dose deve essere aumentata con cautela di 1-2 mg e aggiustata gradualmente ogni due-tre settimane in base al monitoraggio clinico delle reazioni avverse, senza superare i 9 mg. Se l’induttore moderato di CYP3A4 viene interrotto, la dose di Balversa può essere aggiustata secondo tollerabilità (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Effetto di Balversa su altri medicinali
Substrati delle isoforme principali di CYP (compresi i contraccettivi ormonali)
I rapporti medi di Cmax e AUC∞ per midazolam (un substrato sensibile di CYP3A4) sono risultati rispettivamente dell’86,3% (IC al 90%: 73,5; 101) e dell’82,1% (IC al 90%: 70,8; 95,2) in caso di co-somministrazione con erdafitinib rispetto a midazolam da solo. Erdafitinib non ha un effetto clinicamente significativo sulla PK di midazolam. Tuttavia, non si può escludere che l’induzione di CYP3A4 dopo la somministrazione di Balversa in monoterapia o in concomitanza con altri induttori di CYP3A4 possa ridurre l’efficacia della contraccezione ormonale.
Le pazienti che utilizzano contraccettivi ormonali devono essere istruite ad adottare misure contraccettive alternative non influenzate dall’assunzione di induttori enzimatici (per es., dispositivo intrauterino non ormonale) oppure un contraccettivo non ormonale aggiuntivo (per es., preservativo) durante il trattamento e fino a 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa (vedere paragrafo 4.4).
Substrati della glicoproteina P (P-gp)
Erdafitinib è un inibitore di P-gp. La somministrazione concomitante di Balversa con substrati di P-gp può aumentare la loro esposizione sistemica. Per ridurre al minimo il potenziale di interazioni, i substrati orali di P-gp con indice terapeutico ristretto (come colchicina, digossina, dabigatran e apixaban) devono essere assunti almeno 6 ore prima o dopo erdafitinib.
Substrati del trasportatore di cationi organici 2 (OCT2)
I rapporti medi di Cmax e AUC∞ per metformina (un substrato sensibile di OCT2) sono risultati rispettivamente del 109% (IC al 90%: 90,3; 131) e del 114% (IC al 90%: 93,2; 139), nella somministrazione concomitante con erdafitinib rispetto a metformina da sola. Erdafitinib non ha un effetto clinicamente significativo sulla PK di metformina.
Medicinali che possono alterare i livelli sierici di fosfato
Nei pazienti in terapia con Balversa, è necessario evitare l’uso di medicinali che possano alterare i livelli sierici di fosfato fino alla valutazione dei livelli sierici di fosfato prevista a 14-21 giorni dopo l’avvio del trattamento, a causa del potenziale impatto sulle decisioni relative alla titolazione verso l’alto.
Donne in età fertile/Contraccezione maschile e femminile
In base al meccanismo d’azione e ai risultati degli studi sulla riproduzione animale, erdafitinib può causare danno fetale se somministrato a donne in gravidanza. Le pazienti di sesso femminile in età fertile devono essere istruite ad adottare misure contraccettive altamente efficaci prima e durante il trattamento, nonché per 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa. I pazienti di sesso maschile devono essere avvertiti di usare misure contraccettive efficaci (per es., preservativo) e astenersi dalla donazione di sperma o dalla sua conservazione durante il trattamento e per 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa.
La somministrazione concomitante di Balversa può ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali. Le pazienti che utilizzano contraccettivi ormonali devono essere istruite ad adottare misure contraccettive alternative non influenzate dall’assunzione di induttori enzimatici (per es., dispositivo intrauterino non ormonale) oppure un contraccettivo non ormonale aggiuntivo (per es., preservativo) durante il trattamento e per 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa (vedere paragrafo 4.5).
Test di gravidanza
Prima di avviare il trattamento con Balversa, si raccomanda che le donne in età fertile eseguano un test di gravidanza ad alta sensibilità.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di erdafitinib in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). In base al meccanismo d’azione di erdafitinib e ai risultati degli studi sulla riproduzione animale, Balversa non deve essere usato durante la gravidanza a meno che la condizione clinica della donna non richieda un trattamento con erdafitinib.
Se Balversa viene usato durante la gravidanza, o in caso di gravidanza avviata durante il trattamento con Balversa, informare la paziente del potenziale pericolo per il feto e consigliarla in merito alle opzioni cliniche e terapeutiche a sua disposizione. Alle pazienti deve essere raccomandato di contattare il proprio medico in caso di gravidanza o sospetta gravidanza durante il trattamento con Balversa e fino a 1 mese dopo.
Allattamento
I dati relativi alla presenza di erdafitinib nel latte materno o agli effetti di erdafitinib sul lattante o sulla produzione di latte non esistono.
Il rischio per il lattante non può essere escluso. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento e per 1 mese dopo l’ultima dose di Balversa.
Fertilità
I dati relativi all’impatto di erdafitinib sulla fertilità negli esseri umani non sono disponibili. Non sono stati condotti studi sulla fertilità animale specificamente dedicati a erdafitinib (vedere paragrafo 5.3).
In base alla valutazione preliminare della fertilità negli studi generali sugli animali (vedere paragrafo 5.3) e alla farmacologia di erdafitinib, non si può escludere una compromissione della fertilità maschile e femminile.
Balversa altera moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In associazione agli inibitori di FGFR e al trattamento con Balversa sono state osservate patologie dell’occhio come retinopatia sierosa centrale o cheratite. Si raccomanda che il paziente con sintomi visivi correlati al trattamento non guidi veicoli o usi macchinari fino alla risoluzione dell’effetto (vedere paragrafo 4.4).
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più comuni sono state iperfosfatemia (78,5%), diarrea (55,5%), stomatite (52,8%), bocca secca (39,9%), appetito ridotto (31,7%), cute secca (28,0%), retinopatia sierosa centrale (28,0%), anemia (28,2%), stipsi (27,3%), disgeusia (26,3%), eritrodisestesia palmo-plantare (EPP)
(25,5%), alopecia (23,2%), astenia (23,0%), alanina aminotransferasi aumentata (21,7%), onicolisi
(21,7%), stanchezza (20,3%), nausea (18,6%), peso diminuito (18,4%), aspartato aminotransferasi aumentato (18,0%), occhio secco (16,7%), alterazione del colore delle unghie (15,9%), vomito (13,8%), creatinina ematica aumentata (13,8%), iponatremia (13,4%), paronichia (12,5%), distrofia
ungueale (11,9%), onicomadesi (11,5%), epistassi (10,6%), patologia delle unghie (10,2%) e dolore
addominale (10,0%).
Le reazioni avverse da farmaco (ADR) di grado 3 o superiore più comuni sono state stomatite (10,6%), iponatremia (8,8%), eritrodisestesia palmo-plantare (7,9%), onicolisi (4,8%), diarrea (4,0%), iperfosfatemia (2,9%), appetito ridotto (2,5%) e distrofia ungueale (2,5%). TEAE correlati di Grado 3 o 4 (47,6% vs 43,5%) ed eventi avversi gravi correlati (14,6% vs. 10,5%) sono stati segnalati più frequentemente nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni rispetto ai pazienti < 65 anni.
Il 59,7% dei pazienti ha manifestato reazioni avverse che hanno portato a una riduzione della dose. Stomatite (15,4%), eritrodisestesia palmo-plantare (9,6%), onicolisi (7,3%) e iperfosfatemia (5,2%) sono state gli eventi avversi più comuni che hanno portato a una riduzione della dose.
Il 19,4% dei pazienti ha sviluppato reazioni avverse che hanno portato all’interruzione del trattamento. Distacco dell’epitelio pigmentato della retina (1,7%) e stomatite (1,5%) sono stati gli eventi avversi più comuni che hanno portato all’interruzione del trattamento.
Tabella delle reazioni avverse
Il profilo di sicurezza si basa sui dati aggregati di 479 pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato non resecabile o metastatico trattati con Balversa nell’ambito di studi clinici. I pazienti sono stati trattati con Balversa alla dose iniziale di 8/9 mg per via orale una volta al giorno. La durata mediana del trattamento è stata pari a 4,8 mesi (intervallo 0,1-43,4 mesi).
Le reazioni avverse osservate durante gli studi clinici sono elencate nella Tabella 6 di seguito per categoria di frequenza. Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000).
All’interno di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità.
Tabella 6. Reazioni avverse riportate negli studi clinici
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazione avversa |
| Patologie endocrine | comune | iperparatiroidismo |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | molto comune | iperfosfatemia, iponatremia, appetito ridotto |
| comune | ipercalcemia, ipofosfatemia | |
| Patologie del sistema nervoso | molto comune | disgeusia |
| Patologie dell’occhio | molto comune | retinopatia sierosa centralea, occhio secco |
| comune | cheratite ulcerativa, cheratite, congiuntivite, xeroftalmia, cataratta, blefarite, lacrimazioneaumentata | |
| Patologie vascolari | non comune | calcificazione vascolare |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | molto comune | epistassi |
| comune | secchezza nasale | |
| Patologie gastrointestinali | molto comune | diarrea, stomatiteb, bocca secca, stipsi, nausea, vomito, dolore addominale |
| comune | dispepsia | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | molto comune | paronichia, onicolisi, onicomadesi, distrofia ungueale, patologia delle unghie, alterazione del colore delle unghie, eritrodisestesiapalmo-plantare, alopecia, cute secca |
| comune | onicalgia, onicoclasi, striature ungueali, screpolature della pelle, prurito, esfoliazione cutanea, xeroderma, ipercheratosi, lesionecutanea, eczema, eruzione cutanea | |
| non comune | sanguinamento del letto ungueale, fastidioungueale, atrofia cutanea, eritema palmare, tossicità cutanea | |
| Patologie renali e urinarie | comune | lesione renale acuta, compromissione renale, insufficienza renale |
| Patologie epatobiliari | comune | citolisi epatica, funzione epatica anormale, iperbilirubinemia |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | molto comune | astenia, stanchezza |
| non comune | secchezza della mucosa | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | molto comune | anemia |
| Esami diagnostici | molto comune | peso diminuito, creatinina ematica aumentata, alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasiaumentata |
-
La retinopatia sierosa centrale include distacco retinico, distacco vitreale, edema retinico, retinopatia, corioretinopatia, distacco dell’epitelio pigmentato della retina, distacco dell’epitelio pigmentato retinico maculare, distacco maculare, distacco sieroso della retina, fluido subretinico, ispessimento retinico, corioretinite, retinopatia sierosa, maculopatia, effusione coroideale, visione offuscata, compromissione della visione, acuità visiva ridotta.
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La stomatite include ulcerazione della bocca.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Retinopatia sierosa centrale (RSC)
Reazioni avverse di RSC sono state segnalate nel 31,5% dei pazienti, con un tempo mediano al primo episodio di un evento di qualsiasi grado pari a 51 giorni (vedere paragrafo 4.4). Gli eventi più comunemente riportati sono stati visione offuscata, corioretinopatia, distacco dell’epitelio pigmentato della retina (EPR), acuità visiva ridotta, compromissione della visione, distacco retinico, retinopatia e fluido subretinico. Il 2,7% dei pazienti ha manifestato RSC di grado 3 o 4. La maggior parte degli eventi di retinopatia sierosa centrale si è verificata entro i primi 90 giorni di trattamento. Al momento del cut-off dei dati, la RSC si era risolta nel 43,0% dei pazienti. Nei pazienti con RSC, l’11,3% ha
interrotto la dose, e il 14,6% ha ridotto la dose. Il 3,3% dei pazienti ha interrotto Balversa a causa di: distacco dell’EPR (1,7%), corioretinopatia (0,6%), acuità visiva ridotta (0,6%), maculopatia (0,4%), visione offuscata (0,2%), compromissione della visione (0,2%), distacco retinico (0,2%) e fluido subretinico (0,2%).
Altre patologie dell’occhio
Patologie dell’occhio (diverse dalla retinopatia sierosa centrale) sono state segnalate nel 36,3% dei pazienti. Gli eventi più comunemente riportati sono stati occhio secco (16,7%), congiuntivite (9,8%) e lacrimazione aumentata (9,2%). La dose è stata ridotta nel 4,8% dei pazienti con eventi ed interrotta nel 6,7%. L’1,3% ha interrotto erdafitinib a causa di patologie dell’occhio. Il tempo mediano al primo episodio di patologie dell’occhio è stato pari a 53 giorni (vedere paragrafo 4.4).
Patologie ungueali
Patologie ungueali sono stati segnalati nel 62,6% dei pazienti. Gli eventi più comunemente riportati sono stati onicolisi (21,7%), alterazione del colore delle unghie (15,9%), paronichia (12,5%), distrofia ungueale (11,9%) e onicomadesi (11,5%). L’incidenza di patologie ungueali è aumentata dopo il primo mese di esposizione. Il tempo mediano all’insorgenza di patologie ungueali di qualsiasi grado è stato di 63 giorni.
Patologie della cute
Patologie della cute sono state segnalate nel 54,5% dei pazienti. Gli eventi più comunemente riportati sono stati cute secca (28%) ed eritrodisestesia palmo-plantare (25,5%). Il tempo mediano all’insorgenza di patologie della cute di qualsiasi grado è stato di 47 giorni.
Patologie gastrointestinali
Patologie gastrointestinali sono state segnalate nell’83,9% dei pazienti. Gli eventi più comunemente riportati sono stati diarrea (55,5%), stomatite (52,8%) e bocca secca (39,9%). Il tempo mediano all’insorgenza di patologie gastrointestinali di qualsiasi grado è stato di 15 giorni.
Iperfosfatemia e mineralizzazione dei tessuti molli
Erdafitinib può causare iperfosfatemia. L’aumento delle concentrazioni di fosfato è un effetto farmacodinamico atteso e transitorio (vedere paragrafo 5.1). L’iperfosfatemia è stata segnalata come evento avverso nel 78,5% dei pazienti trattati con Balversa. L’iperfosfatemia è stata segnalata precocemente durante il trattamento con erdafitinib, con eventi di grado 1-2 a insorgenza generalmente entro i primi 3 o 4 mesi ed eventi di grado 3 osservati entro il primo mese. Il tempo mediano all’insorgenza di eventi di iperfosfatemia di qualsiasi grado è stato di 16 giorni. Eventi di calcificazione vascolare sono stati osservati nello 0,2% dei pazienti trattati con Balversa (vedere paragrafo 4.2). Ipercalcemia e iperparatiroidismo sono stati osservati rispettivamente nel 6,1% e 2,9% dei pazienti trattati con Balversa (vedere paragrafo 4.2, Tabella 2).
Ipofosfatemia
Erdafitinib può causare ipofosfatemia. L’ipofosfatemia si è verificata nel 5,6% dei pazienti. Le reazioni di ipofosfatemia sono state di Grado 3-4 nel 1,0% dei pazienti. Il tempo mediano all’insorgenza di eventi di Grado 3 è stato di 140 giorni. Nessun evento è stato grave, né ha portato alla sospensione o alla riduzione della dose. L’interruzione della dose si è verificata nello 0,2% dei pazienti.
Risultati di laboratorio anomali
Risultati di laboratorio anomali (oltre all’iperfosfatemia, che è descritta separatamente) si sono verificati nel 53,4% dei pazienti. Le anomalie di laboratorio più frequentemente segnalate sono state anemia [28,2% - 135 pazienti; tempo mediano all’insorgenza di 44 giorni, nel 38,5% (52/135) si è risolta], alanina aminostransferasi aumentata [21,7% - 104 pazienti; tempo mediano all’insorgenza di 41 giorni; nel 75% (78/104) si è risolta], aspartato aminotransferasi aumentata [18% - 86 pazienti; tempo mediano all’insorgenza di 37 giorni; nel 73,3% (63/86) si è risolta], creatinina ematica aumentata [14,2% - 68 pazienti; tempo mediano all’insorgenza di 57 giorni; nel 44,1% (30/68) si è risolta] e iponatremia [13,4% - 64 pazienti; tempo mediano all’insorgenza di 55 giorni; nel 51,6% (33/64) si è risolta].
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Proprietà farmacologiche - BALVERSA 3 MG
Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, inibitori delle protein-chinasi, codice ATC: L01EN01
Meccanismo d’azione
Erdafitinib è un inibitore delle tirosin-chinasi del recettore del fattore di crescita pan-fibroblastico (FGFR).
Effetti farmacodinamici
Fosfato sierico
Erdafitinib aumenta la concentrazione sierica di fosfato, un effetto secondario dell’inibizione di FGFR (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).
Efficacia clinica
L’efficacia di Balversa è stata valutata nella Coorte 1 dello studio BLC3001, uno studio di Fase 3, randomizzato, in aperto, multicentrico, volto a valutare la sopravvivenza globale (OS) associata a erdafitinib rispetto a chemioterapia (docetaxel o vinflunina) in pazienti portatori di alterazioni selezionate di FGFR, affetti da tumore uroteliale avanzato (non resecabile o metastatico) e in progressione dopo 1 o 2 trattamenti precedenti, almeno 1 dei quali con anti-PD-(L)-1, un inibitore del recettore 1 di morte programmata (PD-1) o del ligando 1 di morte programmata (PD-L1), utilizzato nel trattamento localmente avanzato non resecabile o metastatico. Si considera che i pazienti sottoposti a chemioterapia o immunoterapia neoadiuvante o adiuvante con progressione della malattia entro
12 mesi dall’ultima dose hanno ricevuto una terapia sistemica per malattia metastatica. Erano esclusi dallo studio pazienti con malattia cardiovascolare non controllata entro i 3 mesi precedenti o con prolungamento del QTc di grado 2 o superiore (≥ 481 ms) e compromissione della guarigione delle ferite, nonché pazienti con retinopatia sierosa centrale o distacco dell’epitelio pigmentato retinico di qualsiasi grado.
I dati principali di efficacia si basano su 266 pazienti precedentemente trattati con agenti anti-PD-(L)1 e randomizzati a erdafitinib (8 mg, con aumento individualizzato della dose a 9 mg in presenza di livelli sierici di fosfato < 9,0 mg/dL e laddove non fosse osservata alcuna tossicità correlata al farmaco) rispetto a chemioterapia (docetaxel 75 mg/m2 una volta ogni 3 settimane o vinflunina
320 mg/m2 una volta ogni 3 settimane).
Per essere eleggibili allo studio, i pazienti dovevano presentare almeno 1 delle seguenti fusioni di FGFR: FGFR2-BICC1, FGFR2-CASP7, FGFR3-TACC3, FGFR3-BAIAP2L1; oppure 1 delle
seguenti mutazioni geniche di FGFR3: R248C, S249C, G370C, Y373C. L’eleggibilità molecolare è stata accertata utilizzando i risultati del test di FGFR eseguito a livello centrale (74,6%) o locale (25,4%). Presso il laboratorio centrale, i campioni tumorali sono stati analizzati per la presenza di alterazioni genetiche di FGFR utilizzando il kit RT-PCR FGFR RGQ Qiagen Therascreen. I test
storici locali su campioni di tumore o di sangue si basavano su test di sequenziamento di nuova generazione (NGS) eseguiti localmente. Nel numero limitato di pazienti arruolati sulla base di test locali e che disponevano di campioni tumorali da poter sottoporre a test di conferma, è stata osservata una concordanza del 75,6% con i risultati dell’analisi eseguita centralmente.
Nella coorte dello studio, il 99,2% dei pazienti presentava alterazioni genetiche di FGFR (2 pazienti non presentavano alterazioni di FGFR; l’80,8% dei pazienti presentava mutazioni di FGFR3, il 16,5% fusioni di FGFR3 e l’1,9% sia mutazioni che fusioni di FGFR3). In nessuno dei pazienti di questa coorte dello studio sono state osservate alterazioni di FGFR2. Per tumore che presenta alterazioni genetiche suscettibili di FGFR3 si intende un tumore con almeno 1 delle seguenti fusioni di FGFR: FGFR3-TACC3, FGFR3-BAIAP2L1; oppure 1 delle seguenti mutazioni geniche di FGFR3: R248C, S249C, G370C, Y373C. Tutti i pazienti della coorte dello studio con alterazioni di FGFR presentavano almeno 1 alterazione di FGFR3. FGFR3-S249C era l’alterazione più rappresentata (46,6%), seguita dalla fusione FGFR3-Y373C (16,9%) e FGFR3-TACC3 (9,8%).
Le caratteristiche demografiche erano ben bilanciate tra i gruppi di trattamento con erdafitinib e chemioterapia. L’età mediana allo screening dell’intera popolazione dello studio era 67 anni (intervallo: 32-86 anni). La maggior parte dei pazienti aveva 65 anni o più: il 19,9% tra i 65 e i
69 anni; il 19,9% tra i 70 e i 74 anni; il 21,1% 75 anni o più. La maggior parte dei pazienti era di sesso maschile (71,4%), bianca (54,1%) e di origine europea (60,9%).
Tutti i pazienti presentavano carcinoma a cellule transizionali; in una piccola percentuale (5,3%) di pazienti erano osservabili componenti minori (complessivamente < 50%) a istologia variante. La sede del tumore primario era il tratto superiore nel 33,5% dei pazienti e il tratto inferiore nel 66,5%. Al basale, i pazienti presentavano punteggi ECOG pari a 0 (42,9%), 1 (47,7%) o 2 (9,4%).
Tutti i pazienti avevano ricevuto almeno 1 linea precedente di terapia antitumorale che doveva aver incluso un anti-PD-(L)-1. Le terapie anti-PD-(L)1 più frequentemente ricevute consistevano in pembrolizumab (35,3%), avelumab (22,2%) e atezolizumab (19,5%). Non era richiesto un precedente trattamento con chemioterapia; tuttavia, la maggior parte dei pazienti (89,1%) aveva ricevuto almeno una linea precedente di chemioterapia. Quasi tutti i pazienti avevano ricevuto una chemioterapia a base di platino (89,7% nel gruppo con erdafitinib, 85,4% nel gruppo della chemioterapia): più frequentemente cisplatino (55,9% nel gruppo con erdafitinib, 45,4% nel gruppo della chemioterapia), seguito da carboplatino (27,2% nel gruppo con erdafitinib, 31,5% nel gruppo della chemioterapia).
L’endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza globale. La risposta radiologica veniva valutata dagli sperimentatori secondo RECIST (Criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi, versione 1.1), con prosecuzione delle valutazioni fino a progressione della malattia, tossicità intollerabile, revoca del consenso o decisione dello sperimentatore di interrompere il trattamento oppure fine dello studio, a seconda di quale evento si verificava per primo. Gli endpoint di efficacia secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione (Progression Free Survival, PFS), il tasso di risposta obiettiva (Objective Response Rate, ORR) e la durata della risposta.
Il trattamento con erdafitinib ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo dell’OS nei pazienti trattati con erdafitinib, con un prolungamento dell’OS rispetto al trattamento con chemioterapia (OS mediana di 12,1 rispetto a 7,8 mesi) (vedere Tabella 7).
I risultati di efficacia sono riassunti nella Tabella 7.
Tabella 7. Riepilogo dei risultati di efficacia relativi alla Coorte 1 dello studio BLC3001
| Erdafitinib (N = 136) | Chemioterapia (N = 130) | |
| Sopravvivenza globale (OS) | ||
| Numero di eventi (%) | 77 (56,6%) | 78 (60,0%) |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 12,06 (10,28; 16,36) | 7,79 (6,54; 11,07) |
| Hazard Ratio (IC al 95%) | 0,64 (0,44; 0,93)a0,0050 | |
| p-Value | ||
| Sopravvivenza libera da progressione (PFS) | |||
| Numero di eventi (%) | 101 (74,3%) | 90 (69,2%) | |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 5,55 (4,40; 5,65) | 2,73 (1,81; 3,68) | |
| Hazard Ratio (IC al 95%) | 0,58 (0,41; 0,82) a0,0002 | ||
| p-Value | |||
| Tasso di risposta obiettiva (ORR), confermato | |||
| ORR (CR + PR) | 48 (35,3%) | 11 (8,5%) | |
| Durata della risposta (DoR), secondo la valutazione dello sperimentatore, confermata | |||
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 5,55 (4,17; 8,31) | 5,75 (4,86; 716) | |
Tutti i p-Value indicati sono bilaterali.
a Vengono forniti intervalli di confidenza ripetuti.
La curva di Kaplan-Meier dell’OS per i due bracci di trattamento è presentata nella Figura 1.
Figura 1. Curva di Kaplan-Meier della sopravvivenza globale - Analisi non stratificata (Coorte 1 dello studio BLC3001)
Probabilità di sopravvivenza globale (OS) (%)
p-Value del test dei ranghi logaritmici 0,0050 Soggetti a rischio Erdafitinib Chemioterapia Mesi dalla randomizzazione Erdafitinib ChemioterapiaPazienti anziani
Nello studio clinico di Balversa il 60,9% dei pazienti aveva un’età pari o superiore a 65 anni (il 39,8% aveva un’età compresa tra 65 e 75 anni, il 21,1% ≥75 anni). Non è stata osservata nessuna differenza complessiva di efficacia tra pazienti anziani e pazienti adulti più giovani.
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con erdafitinib in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il carcinoma uroteliale (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Dopo somministrazione singola e ripetuta una volta al giorno, l’esposizione a erdafitinib (concentrazione plasmatica massima [Cmax] osservata e area sotto la curva [AUC] concentrazione plasmatica-tempo) è aumentata in modo proporzionale alla dose nell’intervallo di dose 0,5-12 mg. Lo stato stazionario è stato raggiunto dopo 2 settimane con la somministrazione una volta al giorno e il rapporto di accumulo medio è risultato 4 volte superiore in pazienti con tumore. Dopo somministrazione di 8 mg una volta al giorno, la dose iniziale di erdafitinib proposta, i valori medi (coefficiente di variazione [CV%]) allo stato stazionario di Cmax, AUCτ e concentrazione plasmatica minima (Cmin) osservata sono stati pari a 1 399 ng/mL (50,8%), 29 268 ng.h/mL (59,9%) e 936 ng/mL (64,9%) in pazienti con tumore. Sono state osservate basse fluttuazioni giornaliere nelle concentrazioni plasmatiche di erdafitinib, con un rapporto medio picco-valle (CV%) di 1,47 (23%) allo stato stazionario dopo somministrazione una volta al giorno.
Assorbimento
Dopo somministrazione orale di una dose singola, il tempo mediano al raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica (tmax) è risultato pari a 2,5 ore (intervallo: 2-6 ore) in volontari sani, con un assorbimento orale quasi completo.
Effetto del cibo
La somministrazione di erdafitinib a volontari sani in condizioni di digiuno e con un pasto ad alto contenuto di grassi non ha comportato variazioni clinicamente significative nei valori di Cmax e AUC. Quando erdafitinib è stato co-somministrato con un pasto ad alto contenuto di grassi, l’AUC∞ e la Cmax medie sono diminuite rispettivamente del 6% e 14%. L’assunzione di cibo ha ritardato il tempo mediano al raggiungimento del tmax di circa 1,5 ore (vedere paragrafo 4.2).
Distribuzione
Il volume di distribuzione apparente medio di erdafitinib in pazienti con tumore è risultato pari a 0,411 L/kg. Erdafitinib si è legato per il 99,7% alle proteine plasmatiche umane, preferenzialmente alla α1-glicoproteina acida.
Biotrasformazione
Il metabolismo costituisce la principale via di eliminazione di erdafitinib. Negli esseri umani erdafitinib viene metabolizzato principalmente dai citocromi CYP2C9 e CYP3A4, a formare il metabolita maggiore O-demetilato. Si stima che il contributo di CYP2C9 e CYP3A4 alla clearance totale di erdafitinib sia pari rispettivamente al 39% e 20%. Erdafitinib immodificato era la frazione principale del farmaco presente nel plasma, non sono stati rilevati metaboliti circolanti.
Eliminazione
La clearance apparente (CL/F) totale media di erdafitinib è risultata pari a 0,362 L/h in pazienti con tumore, con un’emivita effettiva media di 58,9 ore.
Fino ad un massimo di 16 giorni dopo una singola somministrazione orale di erdafitinib radiomarcato con [14C] in volontari sani, il 69% della dose è stato ritrovato nelle feci (14-21% sotto forma di erdafitinib immodificato) e il 19% nelle urine (13% sotto forma di erdafitinib immodificato).
Popolazioni speciali
Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di erdafitinib in base a età (21-92 anni), sesso, etnia (caucasica, ispanica o asiatica), peso corporeo (36-166 kg), compromissione renale lieve o moderata e compromissione epatica lieve o moderata.
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica di erdafitinib nei pazienti pediatrici non è stata studiata.
Compromissione renale
In base all’analisi di farmacocinetica di popolazione, non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di erdafitinib tra soggetti con funzionalità renale normale (valore assoluto di GFR-MDRD [velocità di filtrazione glomerulare assoluta calcolata con la formula della modifica della dieta nella malattia renale] ≥ 90 mL/min) e soggetti con compromissione renale lieve (valore assoluto di GFR-MDRD 60-89 mL/min) e moderata (valore assoluto di GFR-MDRD 30-
59 mL/min). A causa della scarsità dei dati di PK (n = 7; 0,8%), non sono disponibili informazioni per i soggetti con compromissione renale severa (valore assoluto di GFR-MDRD inferiore a 30 mL/min) o compromissione renale con necessità di dialisi.
Compromissione epatica
La farmacocinetica di erdafitinib è stata esaminata in partecipanti con compromissione epatica preesistente lieve (n = 8) o moderata (n = 8) (rispettivamente classe Child-Pugh A e B) e in partecipanti sani di controllo con funzionalità epatica normale (n = 8). L’AUC∞ totale è stata rispettivamente dell’82% e del 61% nei partecipanti con compromissione epatica lieve e moderata rispetto ai partecipanti con funzionalità epatica normale. La Cmax totale è stata rispettivamente dell’83% e del 74% nei partecipanti con compromissione epatica lieve e moderata rispetto ai partecipanti con funzionalità epatica normale. L’AUC∞ libera è stata rispettivamente del 95% e dell’88% nei partecipanti con compromissione epatica lieve e moderata rispetto ai partecipanti con funzionalità epatica normale. La Cmax libera è stata rispettivamente del 96% e del 105% nei partecipanti con compromissione epatica lieve e moderata rispetto ai partecipanti con funzionalità epatica normale. Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di erdafitinib tra soggetti con compromissione epatica lieve (Child-Pugh A) o moderata (Child-Pugh B) e soggetti con funzionalità epatica normale. A causa della quantità limitata di dati disponibili, la farmacocinetica di erdafitinib in soggetti con compromissione epatica severa non è nota.
Interazioni farmacologiche
Effetto degli inibitori di P-gp su erdafitinib
Erdafitinib è un substrato di P-gp. Non si prevede che gli inibitori di P-gp influiscano sulla PK di erdafitinib in maniera clinicamente rilevante.
Effetto degli agenti riducenti l’acidità su erdafitinib
Erdafitinib presenta una solubilità adeguata nell’intervallo di pH compreso tra 1 e 7,4. Non si prevede che gli agenti riducenti l’acidità (per es., antiacidi, antagonisti dei recettori H2 o inibitori della pompa protonica) influiscano sulla biodisponibilità di erdafitinib.
Effetto di sevelamer su erdafitinib
Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di erdafitinib in pazienti in terapia con sevelamer.
Informazioni farmaceutiche - BALVERSA 3 MG
Balversa 3 mg compresse rivestite con film
Nucleo della compressa Sodio croscarmelloso Magnesio stearato (E572) Mannitolo (E421) Meglumina
Cellulosa microcristallina (E460)
Film di rivestimento (Opadry amb II) Glicerolo mono caprilocaprato tipo I Polivinil alcol parzialmente idrolizzato Sodio lauril solfato
Talco
Biossido di titanio (E171) Ossido di ferro giallo (E172)
Balversa 4 mg compresse rivestite con film
Nucleo della compressa Sodio croscarmelloso Magnesio stearato (E572) Mannitolo (E421) Meglumina
Cellulosa microcristallina (E460)
Film di rivestimento (Opadry amb II) Glicerolo mono caprilocaprato tipo I Polivinil alcol parzialmente idrolizzato Sodio lauril solfato
Talco
Biossido di titanio (E171) Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172)
Balversa 5 mg compresse rivestite con film
Nucleo della compressa Sodio croscarmelloso Magnesio stearato (E572) Mannitolo (E421) Meglumina
Cellulosa microcristallina (E460)
Film di rivestimento (Opadry amb II) Glicerolo mono caprilocaprato tipo I Polivinil alcol parzialmente idrolizzato Sodio lauril solfato
Talco
Biossido di titanio (E171) Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro nero (E172)
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Flacone
Flacone in HDPE (polietilene ad alta densità) con chiusura in PP (polipropilene) a prova di bambino e sigillo a induzione. Ogni scatola contiene un flacone con 28, 56 o 84 compresse rivestite con film.
Compressa da 3 mg:
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ogni scatola da 56 compresse rivestite con film contiene un flacone da 56 compresse
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ogni scatola da 84 compresse rivestite con film contiene un flacone da 84 compresse.
Compressa da 4 mg:
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ogni scatola da 28 compresse rivestite con film contiene un flacone da 28 compresse
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ogni scatola da 56 compresse rivestite con film contiene un flacone da 56 compresse.
Compressa da 5 mg:
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ogni scatola da 28 compresse rivestite con film contiene un flacone da 28 compresse.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.