ADSTILADRIN 3 × 10^11 VP/ML SOSPENSIONE ENDOVESCICALE
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - ADSTILADRIN 10
ADSTILADRIN è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con cancro della vescica non muscolo-invasivo (non-muscle invasive bladder cancer, NMIBC) non responsivo al bacillo di Calmette-Guérin (BCG) con carcinoma in situ (CIS) con o senza tumori papillari.
Il trattamento deve essere iniziato e somministrato in centri clinici sotto la supervisione di un medico
esperto nella gestione di pazienti con NMIBC.
Posologia
La dose raccomandata di ADSTILADRIN è di 75 mL a una concentrazione di 3 × 1011 particelle virali
(vp)/mL, somministrata per instillazione endovescicale ogni tre (3) mesi.
La durata massima del trattamento deve essere determinata sulla base della risposta clinica e della tollerabilità del singolo paziente. La risposta deve essere rivalutata prima di ogni instillazione e la somministrazione del medicinale deve essere discontinuata in caso di recidiva di alto grado (HG) o tossicità inaccettabile.
Pretrattamento con anticolinergici
È raccomandata la premedicazione con una singola dose di un medicinale anticolinergico prima di
ogni instillazione (vedere paragrafo 4.4).
Popolazioni speciali
Anziani
Non è raccomandato un adeguamento della dose nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni.
Compromissione epatica o renale
La sicurezza e l’efficacia di ADSTILADRIN non sono state stabilite in pazienti con compromissione
epatica o renale. Non è raccomandato un adeguamento della dose in questi pazienti.
Popolazione pediatrica
Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di ADSTILADRIN nella popolazione pediatrica per l’indicazione del trattamento dell’NMIBC non responsivo al BCG con CIS con o senza tumori papillari.
Modo di somministrazione
ADSTILADRIN è solo per instillazione endovescicale.
Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale
ADSTILADRIN deve essere scongelato e preparato per l’instillazione endovescicale prima della
somministrazione. Per le istruzioni sulla preparazione e somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
Instillazione endovescicale
-
Inserire nella vescica un catetere urinario diritto o intermittente con apertura a imbuto prossimale in grado di accogliere l’adattatore Luer lock in condizioni asettiche. Per l’instillazione di ADSTILADRIN, utilizzare esclusivamente cateteri realizzati in vinile/PVC (non rivestiti o rivestiti con idrogel), lattice di gomma rosso o silicone. Non utilizzare cateteri rivestiti o impregnati di argento o antibiotici.
-
Utilizzare il catetere per svuotare completamente la vescica prima dell’instillazione. Non
rimuovere il catetere, che deve essere lasciato in posizione per l’instillazione del medicinale.
-
Collegare l’estremità Luer lock dell’adattatore del catetere alla siringa contenente ADSTILADRIN e inserire l’estremità affusolata dell’adattatore del catetere nell’apertura a imbuto del catetere.
-
Instillare 75 mL di ADSTILADRIN lentamente nella vescica attraverso il catetere, assicurando
la somministrazione completa del volume.
-
Rimuovere il catetere dopo l’instillazione.
-
Mantenere ADSTILADRIN nella vescica per 1 ora. Durante il tempo di permanenza di 1 ora, riposizionare il paziente da sinistra a destra, da supino a prono, per massimizzare l’esposizione della superficie della vescica. Riposizionare il paziente circa ogni 15 minuti. Se durante il tempo di permanenza il paziente manifesta crampi vescicali o minzione precoce, è possibile modificare o interrompere la rotazione del paziente.
-
Eliminare ADSTILADRIN dalla vescica tramite catetere urinario, oppure il paziente può urinare
e svuotare completamente la vescica dopo 1 ora.
-
Trattare l’urina espulsa per 15 minuti con 2 bicchieri di agente virucida (ad esempio, candeggina per uso domestico) prima di azionare lo scarico del WC. Istruire il paziente a eseguire questa procedura dopo ogni minzione per i primi 2 giorni dopo ogni trattamento (vedere anche paragrafo 4.4.).
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del
medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Rischio di cancro della vescica muscolo-invasivo e metastatico in caso di cistectomia ritardata
Ritardare la cistectomia nei pazienti con CIS non responsivo al BCG con o senza tumori papillari, può
portare allo sviluppo di cancro della vescica muscolo-invasivo o metastatico.
Dei 107 pazienti con CIS trattati con ADSTILADRIN nello Studio CS-003, il 7,5% (n = 8) ha mostrato progressione a cancro della vescica muscolo-invasivo (pT2 o superiore) e/o con metastasi linfonodali (pN+). Quattro pazienti hanno manifestato progressione durante il trattamento al momento della prima recidiva con un tempo mediano dalla prima dose alla progressione di 686 giorni (intervallo: 76-1178). Nei restanti quattro pazienti era stato osservato uno stadio della malattia più avanzato al momento della cistectomia con un tempo mediano dalla persistenza o recidiva del CIS alla cistectomia di 235 giorni (intervallo: 64-335).
Nel caso in cui i pazienti con CIS idonei per la cistectomia non abbiano una risposta completa al trattamento dopo 3 mesi o in caso di recidiva del CIS, deve essere considerata la cistectomia. Il rischio di sviluppare cancro della vescica muscolo-invasivo o metastatico aumenta quanto più si ritarda la cistectomia in presenza di CIS persistente.
Infezione delle vie urinarie
L’infezione delle vie urinarie deve essere esclusa prima di ogni instillazione nella vescica (l’infiammazione della mucosa vescicale può aumentare il rischio di disseminazione ematologica di ADSTILADRIN). Se durante la terapia viene diagnosticata un’infezione delle vie urinarie, la terapia deve essere sospesa fino a quando il paziente non è asintomatico ed il trattamento con antibiotici non è stato completato.
Operatori sanitari immunocompromessi, con immunodeficienza e in stato di gravidanza
Gli operatori sanitari immunocompromessi, con immunodeficienza o in stato di gravidanza non devono preparare, somministrare o entrare in contatto con ADSTILADRIN a causa del rischio teorico di infezione da adenovirus (vedere paragrafo 6.6).
Pazienti immunocompromessi
I pazienti immunocompromessi, inclusi quelli sottoposti a terapia immunosoppressiva, non devono
entrare in contatto con ADSTILADRIN a causa del rischio teorico di infezione da adenovirus.
Diffusione del vettore
I pazienti devono essere istruiti ad aggiungere due bicchieri di agente virucida (ad esempio, candeggina per uso domestico come ipoclorito di sodio al 5%) nel WC prima della minzione e di attendere 15 minuti prima di azionare lo scarico del WC. Questa procedura deve essere eseguita per i primi 2 giorni dopo ogni trattamento. I pazienti devono essere istruiti a lavarsi le mani dopo essere andati in bagno.
Lesione e contaminazione delle vie urinarie
A causa della via di somministrazione endovescicale, occorre prestare cautela per evitare di lesionare le vie urinarie o introdurre contaminanti nel sistema urinario.
Misure contraccettive negli uomini e nelle donne
I pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo di barriera durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’ultima dose al fine di evitare l’esposizione delle partner sessuali al virus (vedere paragrafo 4.6).
Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace (doppio) durante il trattamento e per 6 mesi dopo l’ultima dose al fine di evitare il rischio teorico di esposizione delle cellule fetali al virus (vedere paragrafo 4.6).
Donazione di sangue, organi, tessuti e cellule
I pazienti trattati con ADSTILADRIN non devono donare sangue, organi, tessuti e cellule per il
trapianto.
Pretrattamento con anticolinergici
È raccomandata la premedicazione con una singola dose di un medicinale anticolinergico prima di ogni instillazione (se non controindicata) al fine di ridurre la potenziale irritazione vescicale e di prevenire lo svuotamento precoce della vescica.
Eccipiente con effetti noti
ADSTILADRIN contiene polisorbato 80, che può provocare reazioni allergiche.
Donne in età fertile/contraccezione negli uomini e nelle donne
Prima di iniziare il trattamento con ADSTILADRIN è necessario verificare lo stato di gravidanza delle donne in età fertile.
Le donne in età fertile devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace (doppio) durante il
trattamento e per 6 mesi dopo l’ultima dose.
I pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile devono utilizzare un metodo
contraccettivo protettivo di barriera durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’ultima dose.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di nadofaragene firadenovec in donne in gravidanza non esistono o sono limitati.
Gli studi sugli animali non sono sufficienti a dimostrare una tossicità riproduttiva (vedere
paragrafo 5.3). ADSTILADRIN non deve essere usato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con nadofaragene firadenovec.
Allattamento
Non è noto se nadofaragene firadenovec sia escreto nel latte materno. Il rischio per i lattanti non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con ADSTILADRIN tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici sui possibili effetti di nadofaragene firadenovec sulla fertilità e non sono stati condotti studi preclinici (vedere paragrafo 5.3).
ADSTILADRIN non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare
macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza sono state segni e sintomi a carico del tratto urinario inferiore correlati alla procedura di instillazione endovescicale, secrezione in sede di instillazione (33,1 %), spasmo vescicale (19,7 %), urgenza della minzione (18,5 %), ematuria (16,6
%), disuria (15,9 %), infezione delle vie urinarie (14,6 %), dolore alle vie urinarie inferiori (10,8 %) e pollachiuria (9,6 %). Inoltre, anche altre reazioni avverse quali stanchezza (23,6 %), piressia (15,9 %), brividi (15,3 %), cefalea (15,3 %) e diarrea (10,8 %) sono state segnalate con frequenza comune.
Le reazioni avverse severe più comuni secondo i criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI CTCAE grado ≥ 3) sono state urgenza della minzione (1,3 %), sincope (0,6 %), ipertensione (0,6 %), spasmo vescicale (0,6 %) e incontinenza urinaria (0,6 %).
La reazione avversa grave più comune è stata la sincope (0,6 %).
La frequenza di interruzione del trattamento dovuta a reazioni avverse è stata dell’1,3 %. Le reazioni avverse più comuni che hanno portato all’interruzione del trattamento sono state secrezione in sede di instillazione (0,6 %) e spasmo vescicale (0,6 %).
La frequenza di sospensione della dose dovuta a reazioni avverse è stata del 34,4 %. Le reazioni avverse più comuni che hanno portato alla sospensione della dose sono state secrezione in sede di instillazione (24,2 %), urgenza della minzione (8,3 %), spasmo vescicale (8,3 %) e incontinenza urinaria (2,5 %).
Tabella delle reazioni avverse
Nello studio registrativo a braccio singolo CS-003, 157 pazienti sono stati esposti ad ADSTILADRIN. La Tabella 1 elenca le reazioni avverse identificate nei pazienti con NMIBC non responsivo al BCG. Se non diversamente indicato, le frequenze delle reazioni avverse si basano sulle frequenze di eventi avversi di ogni causa individuati nei 157 pazienti esposti a nadofaragene firadenovec per una durata
mediana del trattamento di 3,4 mesi nello studio clinico CS-003. Le frequenze delle reazioni avverse nello studio clinico CS-003 si basano sulle frequenze di eventi avversi di ogni causa, in cui una percentuale degli eventi per una reazione avversa può avere cause diverse dal farmaco, quali ad esempio la malattia, la procedura di instillazione, altri trattamenti farmacologici o cause non correlate.
Le reazioni avverse sono ordinate in base alla classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA e categoria di frequenza. Le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000,
<1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1 Tabella delle reazioni avverse| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Infezioni ed infestazioni | Molto comune | Infezione delle vie urinarie |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Comune | Trombocitopenia,Neutropenia |
| Disturbi del metabolismo e dellanutrizione | Comune | Appetito ridotto |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Irrequietezza |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Comune | Sincope, Capogiro,Parestesia | |
| Patologie vascolari | Comune | Ipertensione,Vampata di calore |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Diarrea,Dolore addominale1 |
| Comune | Nausea, Vomito,Urgenza di evacuazione,Dolore gastrointestinale | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Sudorazioni notturne, Iperidrosi,Dermatite allergica |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Mialgia, Artralgia, Dolore a un arto,Debolezza muscolare,Rigidità muscoloscheletrica |
| Patologie renali e urinarie | Molto comune | Spasmo vescicale, Urgenza della minzione, Ematuria2,Disuria,Dolore alle vie urinarie inferiori3, Pollachiuria |
| Comune | Incontinenza urinaria4Nicturia, Ritenzione di urina,Emorragia delle vie urinarie, Odore urinario anormale,Cistite non infettiva |
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Reazioni avverse |
| Patologie dell’apparatoriproduttivo e della mammella | Comune | Fastidio vulvovaginale |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto comune | Secrezione in sede di instillazione,Stanchezza5, Piressia,Brividi |
| Comune | Dolore,Malattia simil-influenzale, Malessere,Intolleranza a farmaco | |
| Esami diagnostici | Comune | Produzione di urina aumentata |
-
Include dolore addominale, dolore addominale superiore, dolore addominale inferiore e fastidio addominale
-
Include ematuria e presenza di sangue nell’urina
-
Include dolore vescicale, dolore dell’uretra, fastidio alla vescica e irritazione vescicale
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Include incontinenza urinaria e incontinenza da urgenza
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Include stanchezza e astenia
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Sincope (0,6%) è stata segnalata come reazione avversa, con un tempo di insorgenza dal trattamento di 4 giorni. Una caduta causata da perdita di coscienza ha provocato lesioni che hanno richiesto assistenza medica urgente. La sincope si è risolta 3 giorni dopo l’insorgenza e non si è ripresentata con i trattamenti successivi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Non vi è stata esperienza di sovradosaggio con ADSTILADRIN negli studi clinici. In caso di sospetto sovradosaggio, il paziente deve essere attentamente monitorato rispetto a segni o sintomi di reazioni avverse e trattato sintomaticamente, devono inoltre essere istituite misure di supporto, se richiesto.
Proprietà farmacologiche - ADSTILADRIN 10
Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici. Terapia cellulare e genica antineoplastica. Codice ATC: L01XL10.
Meccanismo d’azione
ADSTILADRIN è una terapia genica basata su vettore adenovirale di tipo 5 ricombinante non replicante contenente il transgene IFNα2b umano. La somministrazione endovescicale di ADSTILADRIN determina l’ingresso delle particelle virali nelle cellule tumorali e nell’urotelio che costituisce la superficie luminale della vescica, portando all’espressione della proteina IFNα2b da parte di tali cellule. Nelle cellule trasdotte, il DNA virale non si integra nel genoma. Il trattamento con nadofaragene firadenovec ha dimostrato effetti antitumorali nei topi con xenotrapianti di cellule tumorali della vescica.
Effetti farmacodinamici
Il marcatore farmacodinamico IFNα2b era presente nell’urina di tutti i pazienti arruolati negli studi di
fase 1 e 2, eccetto per due pazienti trattati con il livello di dose più basso nello studio di fase 1 (3 × 109 vp/mL). La proteina IFNα2b è stata rilevata nelle urine fino al Giorno 12 dopo somministrazione della dose.
Livelli quantificabili di proteina IFNα2b sono stati rilevati nel siero di un sottogruppo di pazienti (4
su 17), nello studio di fase 1. Il livello di esposizione è stato basso e transitorio con una durata massima di 96 ore di esposizione dopo somministrazione della dose. Nello studio di fase 2, 12 pazienti su 40 avevano livelli misurabili di proteina IFNα2b nel siero al giorno 2 del mese 1, e 2 pazienti su 40 fino al giorno 12.
Efficacia e sicurezza clinica
L’efficacia e la sicurezza di ADSTILADRIN sono state valutate nello Studio CS-003 (NCT02773849), uno studio registrativo multicentrico, in aperto, a braccio singolo, in 157 pazienti con NMIBC di alto grado (HG) non responsivo al BCG. Lo studio ha incluso 107 pazienti con carcinoma in situ (CIS) con o senza tumori Ta o T1 HG (CIS ± Ta/T1) concomitanti e 103 di tali pazienti sono stati valutati per l’efficacia.
L’NMIBC ad alto rischio non responsivo al BCG era definito come malattia persistente dopo un’adeguata terapia con BCG, recidiva della malattia dopo uno stato iniziale libero da tumore successivamente ad un’adeguata terapia con BCG o malattia T1 dopo un singolo ciclo di induzione di BCG. La terapia con BCG adeguata è stata definita come la somministrazione di almeno cinque delle sei dosi di un ciclo di induzione iniziale più una delle seguenti opzioni: almeno due delle tre dosi di terapia di mantenimento oppure almeno due delle sei dosi di un secondo ciclo di induzione. Prima del trattamento, tutti i pazienti sono stati sottoposti a resezione transuretrale del tumore della vescica (TURBT) per l’asportazione di tutta la malattia resecabile (componenti Ta e T1). Il CIS residuo (componenti Tis) non trattabile con resezione completa era consentito. Lo studio ha escluso i pazienti con carcinoma uroteliale extra-vescicale (ossia uretra, uretere o pelvi renale), muscolo-invasivo
(T2-T4) o metastatico.
L’obiettivo primario era la valutazione del tasso di risposta completa (CR) (definita dai risultati negativi per la cistoscopia, con TURBT/biopsie se pertinente e citologia urinaria). L’obiettivo secondario era la valutazione della durata della CR.
Lo stato della malattia è stato valutato ogni 3 mesi mediante cistoscopia, citologia e biopsie quando clinicamente indicato. Biopsie della vescica sono state eseguite in modo mandatorio nei pazienti che mantenevano la risposta al Mese 12.
I pazienti hanno ricevuto il trattamento con ADSTILADRIN (instillazione endovescicale di 75 mL con 3 × 1011 particelle virali/mL, vedere paragrafo 4.2) ogni tre mesi per 12 mesi in assenza di recidiva HG. Tutti i pazienti hanno avuto la possibilità di continuare il trattamento con ADSTILADRIN in assenza di recidiva HG e sono stati seguiti rispetto agli aspetti di sicurezza, a prescindere dalla continuazione del trattamento, per un massimo di 5 anni dalla prima dose.
Le caratteristiche della popolazione dello studio con CIS valutabile per l’efficacia (n = 103) erano
un’età mediana di 71 anni (intervallo da 44 a 89 anni), con il 76,7% dei pazienti di età superiore a
65 anni. L’88,3% dei pazienti era di sesso maschile e l’11,7% di sesso femminile. Il modello di tumore al momento dell’entrata nello studio era CIS con T1 (4,9%), CIS con Ta di alto grado (18,4%) e solo CIS (76,7%). Il numero mediano di precedenti instillazioni di BCG era 12 (intervallo da 8 a 18).
ADSTILADRIN ha soddisfatto l’endpoint primario di risposta completa al Mese 3 nei pazienti con CIS ± Ta/T1.
I risultati di efficacia sono riepilogati nella Tabella 2.
Tabella 2 Risultati di efficacia dello Studio CS-003| Misura di esito di efficacia | ADSTILADRIN (n = 103) |
| Tasso di risposta completaa al Mese 3, % (n) | 53,4% (55) |
| (IC al 95%) | (43,3; 63,3) |
| Durata della rispostab | - |
| Mediana in mesic (intervallo) | 9,7 (3; 61) |
| % (n) con durata ≥ 12 mesid | 45,5% (25) |
a La CR è stata conseguita quando la citologia urinaria era negativa e non erano visualizzabili lesioni alla cistoscopia e/o quando le biopsie della vescica (se eseguite) erano negative.
b Sulla base dei 55 pazienti che hanno conseguito una risposta completa.
b Riflette il periodo dal momento del conseguimento della risposta completa.
d Valore nominale per la visita di valutazione dell’efficacia dal momento della prima instillazione di ADSTILADRIN.
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con ADSTILADRIN in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento delle neoplasie maligne della vescica (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Autorizzazione subordinata a condizioni
Questo medicinale è stato autorizzato con procedura “subordinata a condizioni”. Ciò significa che
devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale.
L’Agenzia europea per i medicinali esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni su questo
medicinale e il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) verrà aggiornato, se necessario.
L’esposizione sistemica al DNA derivato dal vettore non era rilevabile nei pazienti negli studi di fase 1 e 2, eccetto per 1 paziente su 40 nello studio di fase 2.
Il DNA specifico del vettore era presente nelle urine della maggior parte dei pazienti arruolati nello studio di fase 1 e in tutti i pazienti arruolati nello studio di fase 2. La presenza era correlata al livello di dose. Il DNA specifico del vettore è persistito per almeno 14 giorni nello studio di fase 1 e per almeno 12 giorni nello studio di fase 2. 3 pazienti su 23 (13%) arruolati nello studio di fase 2 erano positivi per il DNA specifico del vettore prima della seconda dose.
L’eccipiente Syn3NODA migliora l’efficienza di ingresso dell’adenovirus nelle cellule uroteliali. L’esposizione sistemica a Syn3NODA è stata valutata nello studio di fase 1 ed è risultata transitoria con un tempo di eliminazione medio t½ di 8,4 ore senza evidenza di ritenzione.
Informazioni farmaceutiche - ADSTILADRIN 10
Syn3NODA ([N-(3-colamidopropil)-N-(3-lactobionamidopropil)]-colamide) Acido citrico monoidrato (per l’aggiustamento del pH) (E 330)
Citrato di sodio (per l’aggiustamento del pH) (E 331) Polisorbato 80 (E 433)
Beta-ciclodestrina (E 459)
Diidrogenofosfato di sodio diidrato (per l’aggiustamento del pH) (E 339) Trometamolo (per l’aggiustamento del pH)
Saccarosio
Cloruro di magnesio esaidrato (E 511) Glicerolo (E 422)
Acqua per preparazioni iniettabili
Non utilizzare cateteri rivestiti o impregnati di argento o antibiotici. In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
4 anni.
Condizioni di conservazione temporanea per i flaconcini integri
Il medicinale può essere conservato a una temperatura di -20 ± 5°C per un periodo massimo di tre
mesi, senza superare la data di scadenza originaria riportata sul flaconcino e sulla confezione.
In caso di conservazione a -20 ± 5°C, la data di collocazione alla temperatura di -20 ± 5°C deve essere annotata. Inoltre, la data entro la quale il medicinale deve essere eliminato se non utilizzato deve essere annotata sulla confezione. Queste date devono essere a distanza di tre mesi, senza superare tuttavia la data di scadenza originaria. Questa data di smaltimento sostituisce la data di scadenza originaria.
Una volta avviata la procedura di scongelamento del flaconcino, ADSTILADRIN può essere conservato:
-
in frigorifero a 2-8°C per un totale di sette giorni e
-
a temperatura ambiente per un massimo di 24 ore, sempre incluso il tempo di scongelamento
-
non ricongelare i flaconcini una volta avviato lo scongelamento.
I flaconcini possono essere trasferiti tra frigorifero e temperatura ambiente se non viene superato il tempo massimo di conservazione consentito in ciascuna condizione (24 ore a temperatura ambiente e 7 giorni in frigorifero, incluso il tempo di scongelamento).
Stabilità in uso dopo il prelievo dal flaconcino
In caso di impossibilità di somministrare la sospensione subito dopo il prelievo, la soluzione può essere conservata in siringhe per un massimo di 6 ore a temperatura ambiente (20-25°C), protetta dalla luce.
Da un punto di vista microbiologico, eccetto laddove il metodo di apertura precluda il rischio di contaminazione microbica, il medicinale deve essere utilizzato immediatamente.
Se non utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione in uso e le condizioni prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore.
Conservare a temperatura inferiore a -60°C.
Proteggere i flaconcini dalla luce. Tenere i flaconcini nella confezione esterna di cartone.
Per le condizioni di conservazione dei flaconcini integri e dopo il prelievo dal flaconcino vedere paragrafo 6.3.
20 mL di sospensione endovescicale in un flaconcino di vetro di tipo 1 trasparente, monodose, con tappo in gomma bromobutilica, sigillato con una ghiera in alluminio antimanomissione.
Ogni confezione contiene quattro flaconcini.
Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale
Questo medicinale contiene organismi geneticamente modificati (OGM).
-
Le eventuali fuoriuscite di ADSTILADRIN devono essere trattate con un agente virucida (come ipoclorito di sodio al 5% o disinfettante a base di perossido di idrogeno) per 30 minuti. Il disinfettante deve essere presente nell’area di preparazione e nella stanza del paziente, in caso di fuoriuscite.
-
Durante la manipolazione o la somministrazione di ADSTILADRIN, devono essere indossati dispositivi di protezione individuale (inclusi guanti, occhiali di sicurezza, grembiule o indumenti protettivi).
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Gli operatori sanitari immunocompromessi, con immunodeficienza o in stato di gravidanza non devono preparare, somministrare o entrare in contatto con ADSTILADRIN.
Scongelamento e tempo di scongelamento
In caso di scongelamento a temperatura ambiente:
I flaconcini congelati si scongelano in circa 3-5 ore fuori dalla confezione alveolare in cartone quando
collocati a temperatura ambiente (20-25°C) (8-10 ore all’interno della confezione alveolare). Proteggere i flaconcini dalla luce, anche se scongelati fuori dalla confezione alveolare in cartone.
In caso di scongelamento in frigorifero:
I flaconcini di ADSTILADRIN congelati si scongelano in circa 4-5 ore fuori dalla confezione alveolare in cartone quando collocati in frigorifero (fino a 8°C) (11-13 ore all’interno della confezione alveolare). Il tempo successivo per portare ADSTILADRIN scongelato a temperatura ambiente è di circa 2 ore e 30 minuti fuori dalla confezione alveolare in cartone (6 ore all’interno della confezione alveolare).
Non esporre i flaconcini a temperature più elevate.
Tutti i quattro flaconcini devono essere ispezionati per la presenza di particelle visibili e alterazione del colore. La sospensione è da trasparente a leggermente opalescente e può contenere macchie opalescenti. Non utilizzare se si osservano particelle visibili o alterazione del colore. Miscelare delicatamente. Non agitare.
Una volta avviata la procedura di scongelamento (a 2-8°C e/o a temperatura ambiente), la data e l’ora di collocazione e rimozione del prodotto dalle condizioni di conservazione specificate devono essere annotate sulla confezione. Una volta rimosso il prodotto, il tempo residuo alle specifiche condizioni di conservazione deve essere annotato sulla confezione.
Materiali richiesti per l’instillazione
-
Quattro (4) flaconcini scongelati di ADSTILADRIN
-
Quattro (4) adattatori per flaconcini ventilati (20 mm), idonei per un flaconcino 30R
-
Due (2) siringhe Luer lock standard in polipropilene da 50 o 60 mL o una (1) siringa Luer lock
di volume pari o superiore a 75 mL (max 100 mL)
-
Due (2) adattatori Luer lock:
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Un (1) catetere uretrale diritto o intermittente, con apertura a imbuto prossimale in grado di
accogliere l’adattatore Luer lock.
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Per l’instillazione di ADSTILADRIN, utilizzare esclusivamente cateteri realizzati in vinile/PVC (non rivestiti o rivestiti con idrogel), lattice di gomma rosso o silicone. Non utilizzare cateteri rivestiti o impregnati di argento o antibiotici.
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Per la manipolazione, seguire le precauzioni universali per i rischi biologici. Gli operatori sanitari immunocompromessi, con immunodeficienza o in stato di gravidanza non devono preparare, somministrare o entrare in contatto con ADSTILADRIN.
Preparazione
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Utilizzando una tecnica asettica, rimuovere la capsula di chiusura da un flaconcino di ADSTILADRIN e collegare un adattatore per flaconcino ventilato seguendo le istruzioni del produttore.
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Collegare la siringa all’adattatore per flaconcino e prelevare il contenuto del flaconcino nella siringa. Ripetere i passaggi 1-2 per i restanti tre (3) flaconcini fino a prelevare 75 mL in una (1) o due (2) siringhe. I volumi nelle siringhe non devono essere necessariamente uguali.
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Smaltire l’eventuale volume residuo secondo le procedure operative standard della struttura
(vedere di seguito Precauzioni che devono essere prese per lo smaltimento del medicinale).
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Utilizzare ADSTILADRIN entro 6 ore dal prelievo nella siringa.
Instillazione endovescicale di ADSTILADRIN
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È raccomandata la premedicazione con un agente anticolinergico prima di ogni instillazione di ADSTILADRIN.
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ADSTILADRIN deve essere portato a temperatura ambiente prima della somministrazione.
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Prima di somministrare ADSTILADRIN al paziente, inserire nella vescica un catetere urinario diritto o intermittente, con apertura a imbuto prossimale in grado di accogliere l’adattatore Luer lock, in condizioni asettiche.
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Per l’instillazione di ADSTILADRIN, utilizzare esclusivamente cateteri realizzati in vinile/PVC (non rivestiti o rivestiti con idrogel), lattice di gomma rosso o silicone. Non utilizzare cateteri rivestiti o impregnati di argento o antibiotici.
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Utilizzare il catetere per svuotare completamente la vescica del paziente prima dell’instillazione.
Non rimuovere il catetere.
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Collegare l’estremità Luer lock dell’adattatore del catetere alla siringa contenente ADSTILADRIN e inserire l’estremità affusolata dell’adattatore del catetere nell’apertura a imbuto del catetere.
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Instillare 75 mL di ADSTILADRIN lentamente nella vescica attraverso il catetere, assicurando
la somministrazione completa del volume.
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Rimuovere il catetere dopo l’instillazione.
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Mantenere ADSTILADRIN nella vescica per 1 ora. Durante il tempo di permanenza di 1 ora, riposizionare il paziente circa ogni 15 minuti da sinistra a destra, da supino a prono, per massimizzare l’esposizione della superficie della vescica. Se il paziente manifesta crampi vescicali o minzione precoce durante il tempo di permanenza, è possibile modificare o interrompere il riposizionamento del paziente.
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Eliminare ADSTILADRIN dalla vescica tramite catetere urinario, oppure il paziente può urinare
e svuotare completamente la vescica trascorsa 1 ora.
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L’urina espulsa deve essere trattata per 15 minuti con 2 bicchieri di agente virucida (ad esempio, candeggina per uso domestico) prima di azionare lo scarico del WC. Istruire il paziente a eseguire questa procedura dopo ogni minzione per i primi 2 giorni dopo ogni trattamento.
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Misure da adottare in caso di esposizione accidentale
L’esposizione accidentale a nadofaragene firadenovec, incluso il contatto con cute, occhi e mucose,
deve essere evitata.
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In caso di esposizione accidentale della cute, l’area interessata deve essere accuratamente pulita
con acqua e sapone per almeno 15 minuti.
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In caso di esposizione accidentale degli occhi, l’area interessata deve essere accuratamente
lavata con acqua per almeno 15 minuti.
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In caso di ingestione accidentale, sciacquare immediatamente la bocca e bere abbondante acqua.
Precauzioni che devono essere prese per lo smaltimento del medicinale
Il medicinale non utilizzato e i materiali monouso che sono entrati in contatto con ADSTILADRIN devono essere collocati in contenitori per rifiuti a rischio biologico per lo smaltimento. Le attrezzature non monouso devono essere decontaminate secondo le procedure operative standard della struttura per i materiali a rischio biologico.