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Farmaci

ASCRIPTIN 100 MG + 26,67 MG + 23,3 MG COMPRESSE

Informazioni sulla prescrizione

Classe

Il farmaco non è su un elenco delle assicurazioni

Tipo di ricetta

Nessun dato

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Nessun dato
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Interazioni con

Cibo
Piante
Integratori
Abitudini

Restrizioni

Renale
Epatica
Gravidanza
Allattamento

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

ASCRIPTIN 100 MG + 26,67 MG + 23,3 MG COMPRESSE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

COMPRESSE

Produttore

ACARPIA FARMACEUTICI

Ultimo aggiornamento del RCP

14/11/2025
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RCP - ASCRIPTIN 100 MG + 26,67 MG + 23,3 MG

Indicazioni

Adulti

Prevenzione secondaria degli eventi atero-trombotici:

  • Dopo infarto miocardico,

  • Dopo ictus cerebrale o attacchi ischemici transitori (TIA), purché sia stata esclusa la presenza di emorragie intracerebrali,

  • In pazienti con angina pectoris instabile,

  • In pazienti con angina pectoris stabile cronica.

    Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici e nell’angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA).

Posologia

Adulti

1 compressa al giorno in un’unica somministrazione.

L'assunzione delle compresse contenenti acido acetilsalicilico deve avvenire preferibilmente a stomaco pieno, particolarmente quando sia necessario somministrare il prodotto per lunghi periodi di tempo. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Popolazione pediatrica

L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato a bambini e adolescenti di età inferiore a 16 anni (vedere paragrafo 4.3 e 4.4).

Controindicazioni

  • Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

  • Pazienti con mastocitosi preesistente, nei quali l’utilizzo di acido acetilsalicilico può indurre gravi reazioni di ipersensibilità (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito).

  • Malattia ulcerosa gastro-duodenale, ipersensibilità ai salicilati, diatesi emorragica.

  • Pazienti con grave insufficienza epatica.

  • Pazienti con grave insufficienza renale (ClCr < 30 ml/min).

  • Grave insufficienza cardiaca non controllata.

  • Trattamento concomitante con metotrexato a dosi di 15 mg/settimana o più (vedere paragrafo 4.5).

  • Anamnesi di asma indotta dalla somministrazione di salicilati o sostanze ad attività simile, in particolare i farmaci antinfiammatori non steroidei.

  • L’uso di questo medicinale è controindicato nei bambini e nei ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

  • Dosi superiori a 100 mg al giorno nel terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

    Questo medicinale non va utilizzato in corso di affezioni virali, come ad esempio varicella o influenza, a causa del rischio di sindrome di Reye.

Avvertenze

Come per ogni altro salicilato l'assunzione di ASCRIPTIN deve avvenire a stomaco pieno.

I sali di Mg e di Al riducono l'assorbimento enterico delle tetracicline: si raccomanda di evitarne l'assunzione in corso di terapie tetracicliniche per via orale.

L’alluminio idrossido può causare stitichezza e un sovradosaggio di sali di magnesio può causare ipomotilità dell'intestino; alte dosi di questo medicinale possono causare o aggravare l'ostruzione intestinale e l’ileo paralitico nei pazienti a più alto rischio, come quelli con compromissione renale, o anziani.

L’alluminio idrossido non è assorbito dal tratto gastrointestinale e gli effetti sistemici sono quindi rari in pazienti con una normale funzionalità renale. Tuttavia, dosi eccessive o uso a lungo termine, o anche dosi normali in pazienti con diete povere di fosforo possono portare ad eliminazione del fosfato (a causa di un legame alluminio-fosfato) accompagnata da un aumento del riassorbimento osseo e ipercalciuria con rischio di osteomalacia. Si consiglia di consultare il medico nel caso di un uso a lungo termine o in pazienti a rischio di ipofosfatemia.

Utilizzare con prudenza in casi di asma, gotta e nei pazienti con insufficienza epatica lieve e moderata.

In pazienti affetti da deficit di G6PD, l'acido acetilsalicilico deve essere somministrato sotto stretto controllo medico a causa del rischio di emolisi (vedere paragrafo 4.8).

L'impiego preoperatorio può ostacolare l'emostasi intraoperatoria.

L'alcol può aumentare il rischio di lesioni gastrointestinali e prolungare il tempo di sanguinamento quando assunto insieme ad acido acetilsalicilico. Pertanto, le bevande alcoliche devono essere assunte con cautela dai pazienti durante e nelle 36 ore successive all’assunzione di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5).

In pazienti che ricevono in concomitanza nicorandil e FANS, incluso acido acetilsalicilico, vi è un aumento del rischio di gravi complicanze quali ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali.

Pertanto, deve essere prestata cautela in caso di assunzione contemporanea di acido acetilsalicilico o FANS e nicorandil (vedere paragrafo 4.5).

Il trattamento concomitante con levotiroxina e salicilati deve essere evitato.

I salicilati possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto e quindi portare ad un aumento transitorio iniziale degli ormoni tiroidei liberi, seguito da una diminuzione complessiva dei livelli di ormoni tiroidei totali. Pertanto, in caso di assunzione concomitante di levotiroxina e salicilati, i livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati (vedere paragrafo 4.5).

Per dosaggi di acido acetilsalicilico ≥ 500 mg/giorno:

Ci sono evidenze che il medicinale, inibendo la sintesi di ciclo-ossigenasi/prostaglandine, possa causare una riduzione della fertilità femminile attraverso un effetto sull’ovulazione. Questo effetto è reversibile alla sospensione del farmaco.

La somministrazione di ASCRIPTIN dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

I soggetti di età superiore ai 70 anni, soprattutto in presenza di terapie concomitanti, devono usare questo medicinale solo dopo aver consultato un medico.

Nei pazienti che ricevono il vaccino contro la varicella l’uso di acido acetilsalicilico deve essere evitato per le 6 settimane successive alla vaccinazione (vedere paragrafo 4.5).

Informazioni su alcuni eccipienti

ASCRIPTIN contiene lattosio: ipazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

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L’effetto del trattamento può essere modificato se ASCRIPTIN è assunto in concomitanza con altri medicinali quali:

anticoagulanti (es. warfarin);

farmaci antirigetto (es. ciclosporina, tacrolimus); antipertensivi (es. diuretici e ACE-inibitori); antidolorifici e antinfiammatori (es. steroidi, FANS); farmaci per la gotta (probenecid);

farmaci anticancro e per l’artrite reumatoide (metotrexato).

Associazioni controindicate:

Metotrexato a dosi maggiori o uguali a 15 mg/settimana:

Aumento della tossicità ematologica del metotrexato (gli antinfiammatoriin generale diminuiscono la clearance renale del metotrexato e i salicilati spiazzano il metotrexato dal suo legame con le proteine plasmatiche) (vedere paragrafo 4.3).

Associazioni che richiedono precauzioni per l’uso:

Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana:

Aumento della tossicità ematologica del metotrexato (gli antinfimmatoriin generale diminuiscono la clearance renale del metotrexato e i salicilati spiazzano il metotrexato dal suo legame con le proteine plasmatiche).

Metamizolo: il metamizolo quando assunto in concomitanza con acido acetilsalicilico può ridurne l'effetto sull'aggregazione piastrinica. Pertanto, questa combinazione deve essere usata con cautela nei pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico per la cardioprotezione.

Ibuprofene: dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire gli effetti dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. Tuttavia, l’esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall’uso occasionale dell’ibuprofene (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Anticoagulanti, trombolitici/altri agenti antipiastrinici: aumento del rischio di sanguinamento.

Altri farmaci antinfimmatorinon steroidei contenenti salicilati ad alte dosi: aumento del rischio di ulcere ed emorragia gastrointestinale a causa dell’effetto sinergico.

Potenziale effetto additivo sull’aggregazione piastrinica: a causa di un aumentato rischio di sanguinamento dovuto al potenziale effetto additivo sull’aggregazione piastrinica, la somministrazione concomitante di farmaci associati a rischio di sanguinamento deve essere intrapresa con cautela.

Nicorandil: in pazienti che ricevono in concomitanza nicorandil e FANS, incluso acido acetilsalicilico, vi è un aumento del rischio di gravi complicanze quali ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinali (vedere paragrafo 4.4).

Inibitori selettivi del re-uptake della serotonina: aumento del rischio di emorragie in generale e dell’apparato gastrointestinale superiore in particolare, a causa di un possibile effetto sinergico.

Alcalinizzanti sistemici (ad es. bicarbonati): la somministrazione accelera l'escrezione dei salicilati riducendone l'efficacia terapeutica.

Ciclosporina: aumento della nefrotossicità da ciclosporina. Particolare attenzione è raccomandata, in particolare nei pazienti anziani.

Digossina: aumento della concentrazione plasmatica di digossina per diminuzione dell’escrezione renale.

Antidiabetici, ad es. insulina, sulfoniluree: aumento dell’effetto ipoglicemico per alte dosi di acido acetilsalicilico, attraverso l’azione ipoglicemica dell’acido acetilsalicilico e lo spiazzamento delle sulfoniluree dai siti di legame proteico.

Diuretici in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi: riduzione della filtrazione glomerulare attraverso la riduzione della sintesi delle prostaglandine.

Glucocorticoidi sistemici, ad eccezione dell’idrocortisone usato come terapia sostitutiva nel Morbo di Addison: riduzione dei livelli di salicilati nel sangue durante il trattamento con corticosteroidi e rischio di sovradosaggio di salicilati dopo la sua interruzione, per l’aumentata eliminazione dei salicilati dovuta ai corticosteroidi.

Acetazolamide: si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di salicilati e acetazolamide poiché esiste un maggior rischio di acidosi metabolica.

Inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina (ACE-inibitori) e antagonisti del recettore dell’angiotensina II (sartani) in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi: ridotta filtrazione glomerulare attraverso l’inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie. Inoltre, riduzione dell’effettoantipertensivo.

Altri antipertensivi (beta bloccanti): diminuzione dell’azione antipertensiva dovuta all’effetto di inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie.

Levotiroxina: i salicilati possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto e quindi portare ad un aumento transitorio iniziale degli ormoni tiroidei liberi, seguito da una diminuzione complessiva dei livelli di ormoni tiroidei totali. Pertanto, i livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati (vedere paragrafo 4.4).

Acido valproico: la somministrazione concomitante di salicilati e acido valproico può causare una riduzione del legame dell’acido valproico con le proteine e l’inibizione del metabolismo dell’acido valproico con conseguente aumento dei livelli sierici di acido valproico totale e libero. I livelli di valproato devono essere monitorati attentamente durante la somministrazione concomitante.

Tetracicline: i sali di Mg e di Al riducono l'assorbimento enterico delle tetracicline.

Uricosurici come probenecid: diminuzione dell’effetto uricosurico (competizione con l’eliminazione tubulare dell’acido urico).

Vancomicina: aumento del rischio di ototossicità da vancomicina.

Vaccino contro la varicella: si raccomanda di non somministrare salicilati ai pazienti che hanno ricevuto la vaccinazione contro la varicella per un periodo di sei settimane dopo la vaccinazione. Casi di sindrome di Reye si sono verificati a seguito dell'uso di salicilati durante l’infezione da varicella.

Tenofovir: la somministrazione concomitante di tenofovir disoproxil fumarato e FANS può aumentare il rischio di insufficienza renale in particolare in quei pazienti che presentano fattori di rischio di disfunzione renale. Pertanto, se tenofovir disoproxil viene co-somministrato con un FANS, si deve monitorare in modo adeguato la funzionalità renale.

Alcol: quando assunto insieme ad acido acetilsalicilico l'alcol può aumentare il rischio di lesioni gastrointestinali e prolungare il tempo di sanguinamento. Pertanto, le bevande alcoliche devono essere assunte con cautela dai pazienti durante e nelle 36 ore successive all’assunzione di acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.4).

Gravidanza

Gravidanza

  • Basse dosi (fino a 100 mg/giorno inclusi)

    Gli studi clinici indicano che le dosi fino a 100 mg/die inclusi possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiede un monitoraggio specialistico.

  • Dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die

    Ci sono insufficienti dati clinici relativi all’uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die. Quindi, le raccomandazioni di seguito riportate per le dosi di 500 mg/die ed oltre si applicano anche a questo range di dosaggio.

  • Dosi di 500 mg/die ed oltre

    Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l'utilizzo di acido acetilsalicilico potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l'inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte dei quali risolti dopo la sospensione del trattamento. Pertanto, durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non dev’essere somministrato se non in caso di effettiva necessità. Se l’acido acetilsalicilico è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose più bassa possibile per il tempo più breve possibile. In seguito all’esposizione all’acido acetilsalicilico per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della

    costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso, il trattamento con Ascriptin deve essere interrotto.

    Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a:

  • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

    la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

  • possibile prolungamento del tempo di sanguinamentoed effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse;

  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

Conseguentemente, l’acido acetilsalicilico alle dosi > 100 mg/die è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Dosi fino a 100 mg/die inclusi possono essere utilizzate esclusivamente in ambito ostetrico, sotto stretto monitoraggio clinico.

Allattamento

Poiché viene escreto nel latte materno, l’uso del medicinale non è raccomandato durante l’allattamento a causa del rischio di produrre effetti indesiderati nel bambino.

Effetti sulla guida

Ascriptin non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dell’acido acetilsalicilico, nella maggior parte dei casi, sono una conseguenza del suo meccanismo d’azione farmacologico e colpiscono soprattutto il tratto gastrointestinale.

Le tabelle che seguono riassumono i principali effetti indesiderati secondo i termini del dizionario MedDRA (Medical Dictionary for Regulatory Activities). La frequenza delle reazioni avverse descritte di seguito è definita attraverso la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione MedDRA per sistemie organi Frequenza Reazione avversa
Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Ipoprotrombinemia.
Non Comune Anemia.
Non nota Epistassi, sanguinamento gengivale, porpora, tempo di sanguinamento aumentato1, trombocitopenia, anemia emolitica in pazienti affetti da deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) (vedere paragrafo 4.4), pancitopenia,bicitopenia, anemia aplastica, insufficienza midollare, agranulocitosi, neutropenia, leucopenia.
Patologie del sistema nervoso Non nota Sudorazione, cefalea, confusione, emorragia intracranica2.
Patologie dell’orecchio e del labirinto Non nota Vertigine, tinnito, sordità3.
Patologie cardiache Non nota Sindrome di Kounis4.
Patologie vascolari Non nota Emorragia potenzialmente fatale, vasculite compresa la porpora di Schönlein-Henoch.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Rinite, broncospasmo parossistico, dispnea grave.
Non nota Edema polmonare non cardiogeno5.
Patologie gastrointestinali Comune Emorragia gastrointestinale (melena, ematemesi), dolore addominale, nausea, dispepsia, vomito, ulcera gastrica, ulceraduodenale.
Non nota Patologie del tratto gastrointestinale superiore6:esofagite, duodenite erosiva, gastrite erosiva, ulcera esofagea, perforazione.Patologie del tratto gastrointestinale inferiore6:ulcera del piccolo (digiuno e ileo) e grande intestino (colon e retto), colite e perforazione intestinale.Pancreatite acuta7.
Patologie epatobiliari Non comune Epatotossicità8.
Non nota Enzimi epatici aumentati, danno epatico principalmente epatocellulare, epatite cronica.
Patologie della cute e del tessutosottocutaneo Comune Orticaria, eruzione esantematica, angioedema, eruzione fissa.
Patologie renali e urinarie Non nota Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale acuta9.
Condizioni digravidanza, puerperio e perinatali Non nota Parto ritardato.
Patologie dell’apparato riproduttivo e dellamammella Non nota Ematospermia.
Patologie generali e condizioni relative allasede di somministrazione10 Non nota Reazione anafilattica/anafilattoide 11, edema12.

1Gli effetti ematologici, quali sindromi emorragiche (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento persistono per 4-8 giorni dopo l’interruzione del trattamento con acido acetilsalicilico.

2L’emorragia intracranica potrebbe essere fatale, specialmente quando il medicinale è somministrato agli anziani.

3In caso di vertigini, tinnito e sordità, il trattamento deve essere immediatamente interrotto.

4 Nel contesto di una reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico

5 Durante l’uso cronico e in un contesto di reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico.

6Le patologie del tratto gastrointestinale superiore o inferiore possono o possono non essere associate ad emorragia e possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi e con o senza anamnesi di gravi eventi gastrointestinali.

7 Nel contesto di una reazione di ipersensibilità all’acido acetilsalicilico.

8 In particolare in pazienti con artrite giovanile.

9 Per dosi elevate prolungate .

10 In pazienti di età inferiore ai 16 anni per i quali ASCRIPTIN è controindicato, può manifestarsi Sindrome di Reye con frequenza non comune.

11Anche in pazienti che in precedenza non hanno mostrato ipersensibilità a questi farmaci

12 a dosi elevate di acido acetilsalicilico

I seguenti effetti indesiderati possono essere riscontrati durante il trattamento con associazione di magnesio e alluminio idrossido:

Classificazione MedDRA per sistemie organi Frequenza Reazione avversa
Disturbi del sistema immunitario Non nota Prurito, orticaria, angioedema, reazione anafilattica.
Patologie delmetabolismo e della nutrizione Non nota Ipermagnesiemia, iperalluminemia, ipofosfatemia13, ipercalciuria, osteomalacia (vedere paragrafo 4.4).
Patologie gastrointestinali Non comune Diarrea, stipsi (vedere paragrafo 4.4).
Descrizione di reazioni avverse selezionate

13Durante l’uso prolungato in pazienti che seguono diete povere di fosforo, può manifestarsi ipofosfatemia con conseguente aumento del riassorbimento osseo, ipercalciuria e osteomalacia.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .

Sovradosaggio

La tossicità da salicilati può essere la conseguenza di un’assunzione cronica di dosi eccessive, oppure di sovradosaggio acuto, potenzialmente pericoloso per la vita, che comprende anche l’ingestione accidentale nei bambini.

Il sovradosaggio con salicilati, in particolare nei bambini piccoli, può portare a grave ipoglicemia e ad intossicazione potenzialmente fatale.

L’avvelenamento cronico da salicilati può essere insidioso, dal momento che i segni e i sintomi sono aspecifici. Tra i sintomi vi sono capogiro, vertigini, tinnito, sordità, sudorazione, nausea e vomito, cefalea, stato confusionale, visione offuscata, vasodilatazione e iperventilazione, disturbi neurologici come confusione, delirio, convulsioni e coma).

La caratteristica principale dell’intossicazione acuta è una grave alterazione dell’equilibrio acido-base, che può variare con l’età e la gravità dell’intossicazione; la presentazione più comune nel bambino è l’acidosi metabolica, mentre nell’adulto si riscontra alcalosi respiratoria.

Con il sovradosaggio acuto e cronico di acido acetilsalicilico può presentarsi edema polmonare non cardiogeno (vedere paragrafo 4.8).

Sintomi riportati di sovradosaggio acuto con idrossido di alluminio e sali di magnesio in combinazione includono diarrea, dolori addominali, vomito.

Alte dosi di magnesio e alluminio possono causare o aggravare l'ostruzione intestinale e l’ileo paralitico in pazienti a rischio (vedere paragrafo 4.4).

La gestione di un’intossicazione è determinata dall’entità, dallo stadio e dai sintomi clinici di quest’ultima e deve essere attuata secondo le tecniche convenzionali di gestione degli avvelenamenti. Le misure principali da adottare consistono nell’accelerazione dell’escrezione dei farmaci (lavanda gastrica, diuresi alcalina forzata) e nel ripristino del metabolismo elettrolitico e acido-base. Nei casi di grave intossicazione e se la funzionalità renale è deficitaria, l’emodialisi è consigliata.

Proprietà farmacologiche - ASCRIPTIN 100 MG + 26,67 MG + 23,3 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antitrombotici, antiaggreganti piastrinici, codice ATC: B01AC06.

Valutazione del potere tampone "in vivo". La somministrazione orale nel ratto Wistar di ASCRIPTIN in confronto con ASA e con Al(OH)3 + Mg(OH)2 evidenzia la non influenza della componente acida sull'azione tampone della componente alcalina.

Il trattamento con dosi uniche sub-tossiche di ASCRIPTIN (460-676 mg/kg per os nel ratto Wistar) provoca un'alterazione dell'equilibrio acido-base del sangue analogo a quello determinato da uguali dosi di acido acetilsalicilico. Si ha pure un modesto incremento dell'acidità totale, tuttavia la quantità di acido cloridrico libero è minore rispetto a quella provocata dalla somministrazione di acido acetilsalicilico, in dosi pari a quelle contenute in ASCRIPTIN.

È stata evidenziata l'attività antiaggregante piastrinica di ASCRIPTIN valutando l'inibizione del trombossano in volontari sani: in tutti i soggetti studiati un'inibizione completa compariva entro 60 minuti dalla somministrazione e persisteva tale per almeno 24 ore.

Dati sperimentali indicano che l'ibuprofene può inibire gli effetti dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i farmaci sono somministrati in concomitanza. In uno studio, dopo la somministrazione di una singola dose di 400 mg di ibuprofene, assunto entro 8 ore prima o dopo 30 minuti dalla somministrazione di acido acetilsalicilico (81 mg), si è verificata una diminuzione dell'effetto dell'acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano e sull'aggregazione piastrinica. Tuttavia, l'esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive per l'uso continuativo di ibuprofene; sembra che non vi siano effetti clinicamente rilevanti dall'uso occasionale dell'ibuprofene.

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

La somministrazione orale di ASCRIPTIN ha evidenziato un rapido assorbimento dell'acido acetilsalicilico in esso contenuto: il picco si raggiunge entro 60' con livelli sierici compresi fra 2,76 e 6,75 mg/ml. Durante e dopo l’assorbimento l’acido acetilsalicilico viene convertito nel suo principale metabolita, l’acido salicilico.

L'assorbimento è risultato uguale sia per l'acido acetilsalicilico libero che per quello contenuto in ASCRIPTIN; tuttavia la più alta velocità di dissoluzione porta, per ASCRIPTIN, ad un più veloce ed alto picco sierico di salicilato.

"In vivo" gli idrossidi di magnesio e alluminio, privi di effetti sistemici, tamponano, per un tempo di circa 32 minuti, il pH del succo gastrico attorno a valori di 3-5, vicini quindi al pK dell'acido acetilsalicilico e di conseguenza ne accelerano e facilitano l'assorbimento, proteggendo così la mucosa gastroduodenale dagli effetti irritanti e lesivi dell'acido acetilsalicilico.

"In vitro" è stato dimostrato che gli idrossidi di magnesio e alluminio aumentano significativamente il potere di dissoluzione dell'acido acetilsalicilico.

Distribuzione

Sia l’acido acetilsalicilico sia l’acido salicilico sono largamente legati alle proteine plasmatiche e si distribuiscono rapidamente nell’organismo. L’acido salicilico passa nel latte materno.

Biotrasformazione

L’acido acetilsalicilico viene trasformato nel suo principale metabolita, l’acido salicilico. Il gruppo acetile dell’acido acetilsalicilico inizia a separarsi idroliticamente anche durante il passaggio attraverso la mucosa intestinale, ma il processo si svolge principalmente nel fegato. Il metabolita principale, l’acido salicilico, viene eliminato prevalentemente attraverso il metabolismo epatico. I suoi metaboliti sono

l’acido salicilurico, il salicil-fenol-glucuronide, il salicil-acil-glucuronide, l’acido gentisico e l’acido gentisurico.

Eliminazione

La cinetica di eliminazione dell’acido salicilico è dose-dipendente, poiché il metabolismo è limitato dalla capacità degli enzimi epatici. L’emivita di eliminazione varia quindi da 2 a 3 ore dopo la somministrazione di basse dosi fino a circa 15 ore dopo alte dosi. L’acido salicilico e i suoi metaboliti vengono escreti soprattutto attraverso i reni.

Informazioni farmaceutiche - ASCRIPTIN 100 MG + 26,67 MG + 23,3 MG

Elenco degli eccipienti

Amido di mais; lattosio; talco; magnesio stearato.

Incompatibilità

Non pertinente.

Periodo di validità

2 anni

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30°C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Natura e contenuto del contenitore

Scatola da 30 compresse in blister.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

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