ANASTROZOLO MYLAN GENERICS 1 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Interazioni con
Restrizioni
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

Utilizza l'app Mediately
Ottieni informazioni sui farmaci più velocemente.
Oltre 36k valutazioni
RCP - ANASTROZOLO 1 MG
Anastrozolo Mylan Generics è indicato nel:
-
Trattamento del carcinoma della mammella in fase avanzata con recettori ormonali positivi in donne in postmenopausa.
-
Trattamento adiuvante degli stadi precoci del carcinoma invasivo della mammella di donne in postmenopausa con recettori ormono-positivi.
-
Trattamento adiuvante degli stadi precoci del carcinoma della mammella con recettori per gli estrogeni positivi, in donne in postmenopausa che abbiano ricevuto un trattamento adiuvante per 2 o 3 anni con tamoxifene.
Posologia
Il dosaggio raccomandato di Anastrozolo Mylan Generics negli adulti compresi gli anziani è di una compressa da 1 mg una volta al giorno.
Nelle donne in postmenopausa con carcinoma invasivo precoce della mammella con recettori ormonali positivi, la durata raccomandata del trattamento adiuvante endocrino è di 5 anni.
Popolazioni speciali
Popolazione pediatrica
Anastrozolo Mylan Generics non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti a causa della insufficienza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Insufficienza renale
Non si raccomandano aggiustamenti del dosaggio nelle pazienti con insufficienza renale lieve o moderata. Nelle pazienti con insufficienza renale grave, la somministrazione di Anastrozolo Mylan Generics deve essere eseguita con cautela (vedere paragrafo 4.4 e 5.2).
Insufficienza epatica
Non si raccomandano aggiustamenti del dosaggio nelle pazienti con insufficienza epatica lieve. È consigliata cautela nelle pazienti con moderata o grave insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione
Anastrozolo Mylan Generics deve essere assunto per via orale.
L’anastrozolo è controindicato:
-
Gravidanza o in donne che stiano allattando al seno.
-
ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
In generale
Anastrozolo Mylan Generics non deve essere usato nelle donne in premenopausa. La menopausa deve essere accertata biochimicamente (mediante i livelli dell’ormone luteinizzante [LH], dell’ormone follicolo-stimolante [FSH] e/o dell’estradiolo) in quelle pazienti in cui esista qualche dubbio sullo stato di menopausa. Non ci sono dati che supportino l’uso di Anastrozolo Mylan Generics con analoghi dell’LHRH.
La somministrazione concomitante di Anastrozolo Mylan Generics con tamoxifene o terapie contenenti estrogeni deve essere evitata dato che ciò potrebbe diminuire la sua azione farmacologica (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).
Effetto sulla densità minerale ossea
Poiché Anastrozolo Mylan Generics abbassa i livelli circolanti di estrogeno, può causare una riduzione della densità minerale ossea con un possibile conseguente aumento del rischio di fratture (vedere paragrafo 4.8).
Le donne con osteoporosi o a rischio di osteoporosi devono essere sottoposte alla valutazione della densità minerale ossea, all’inizio del trattamento e successivamente ad intervalli regolari. Il trattamento o la profilassi per l’osteoporosi devono essere iniziati in modo appropriato e monitorati attentamente. L’uso di trattamenti specifici, ad es. bifosfonati può essere preso in considerazione, in quanto può arrestare l’ulteriore perdita della densità minerale ossea causata da Anastrozolo Mylan Generics nelle donne in postmenopausa (vedere paragrafo 4.8).
Insufficienza epatica
Anastrozolo Mylan Generics non è stato valutato nelle pazienti con carcinoma della mammella con insufficienza epatica moderata o grave. L’esposizione di anastrozolo può essere aumentata nei soggetti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2); la somministrazione di Anastrozolo Mylan Generics nelle pazienti con insufficienza epatica moderata o grave deve essere eseguita con cautela (vedere paragrafo 4.2). Il trattamento deve essere basato sulla valutazione del beneficio/rischio di ogni singola paziente.
Insufficienza renale
Anastrozolo Mylan Generics non è stato valutato nelle pazienti con carcinoma della mammella con grave insufficienza renale. L’esposizione di anastrozolo non è aumentata nei soggetti con grave insufficienza renale (GRF<30 ml/min, vedere paragrafo 5.2); nelle pazienti con grave insufficienza renale, la somministrazione di Anastrozolo Mylan Generics deve essere eseguita con cautela (vedere paragrafo 4.2).
Popolazione pediatrica
Anastrozolo Mylan Generics non è raccomandato per l’uso nelle bambine e nelle adolescenti poiché la sicurezza e l’efficacia in questo gruppo di pazienti non sono state dimostrate (vedere paragrafo 5.1).
Anastrozolo Mylan Generics non deve essere usato nei bambini di sesso maschile con carenza dell’ormone della crescita in aggiunta al trattamento con ormone della crescita. Nello studio clinico pilota l’efficacia non è stata dimostrata e la sicurezza non è stata stabilita (vedere paragrafo 5.1). Poiché anastrozolo riduce i livelli di estradiolo, Anastrozolo Mylan Generics non deve essere utilizzato nelle ragazze con carenza dell’ormone della crescita in aggiunta al trattamento con ormone della crescita. Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine in soggetti in età pediatrica ed adolescenti.
Eccipienti con effetti noti
Lattosio
Questo prodotto contiene lattosio. Le pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficit totale di lattasi o di malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Sodio
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
L’anastrozolo inibisce in vitro il CYPs, 1A2, 2C8/9 e 3A4. Gli studi clinici con antipirina e warfarin indicano che 1 mg di anastrozolo non inibisce significativamente il metabolismo di antipirina e R- e S-warfarin dimostrando che la co-somministrazione di Anastrozolo Mylan Generics con altri prodotti medicinali è improbabile che provochi una interazione mediata dagli enzimi CYP clinicamente significativa.
Gli enzimi che mediano il metabolismo di anastrozolo non sono stati identificati. Cimetidina, un debole, non specifico inibitore degli enzimi CYP, non altera le concentrazioni plasmatiche di anastrozolo. L’effetto degli inibitori potenti del CYP è sconosciuto.
Un’analisi dei dati di sicurezza emersi dagli studi clinici non ha evidenziato interazioni clinicamente significative nelle pazienti trattate con l’anastrozolo e contemporaneamente con altri farmaci comunemente prescritti. Non sono state identificate interazioni clinicamente significative con i bifosfonati (vedere paragrafo 5.1).
La somministrazione concomitante di Anastrozolo Mylan Generics con tamoxifene o terapie contenenti estrogeni deve essere evitata dato che ciò potrebbe diminuire la sua azione farmacologica (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Gravidanza
Non vi sono dati sull’uso di anastrozolo in donne gravide. Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Anastrozolo è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Allattamento al seno
Non ci sono dati sull’uso di Anastrozolo Mylan Generics durante l’allattamento. Anastrozolo Mylan Generics è controindicato nelle donne che allattano al seno (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Non sono stati studiati gli effetti di Anastrozolo Mylan Generics sulla fertilità nell’uomo. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
L’anastrozolo ha poca o nessuna influenza sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, poiché con l'uso di anastrozolo sono stati riportati casi di astenia e sonnolenza, deve essere prestata attenzione nel guidare veicoli o nell'usare macchinari se tali sintomi persistono.
La seguente tabella riporta le reazioni avverse da studi clinici, studi post-marketing o rapporti spontanei. Se non specificato, le seguenti categorie di frequenza sono state calcolate dal numero di eventi avversi riportati in un ampio studio di fase III condotto in 9.366 donne in postmenopausa con carcinoma della mammella operabile in terapia adiuvante per 5 anni (Studio Anastrazole, Tamoxifen, Alone or in Combination [ATAC]).
Le reazioni avverse riportate di seguito sono classificate secondo la frequenza e la classificazione per organi e sistemi (SOC). Le classi di frequenze sono definite in base alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (da ≥ 1/100 a < 1/10), non comune (da ≥ 1/1.000 a
< 1/100), raro (da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse riportate più frequentemente sono state: cefalea, vampate di calore, nausea, rash cutaneo, artralgia, dolore/rigidità alle articolazioni, artrite e astenia.
Tabella 1 Reazioni avverse secondo classificazione organo/sistema e frequenza| Classificazione sistemica organica | Frequenza | Reazioni avverse |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Comune | AnoressiaIpercolesterolemia |
| Non comune | Ipercalcemia (con o senza un aumento dell’ormone paratiroideo) | |
| Disturbi psichiatrici | Molto comune | Depressione |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Comune | SonnolenzaSindrome del tunnel carpale*Disturbi sensoriali (compresi parestesia, perdita del gusto e alterazione del gusto) | |
| Non nota | Compromissione della memoria | |
| Patologie dell'occhio | Non nota | Occhio secco |
| Patologie vascolari | Molto comune | Vampate di calore |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Nausea |
| Comune | Diarrea,Vomito | |
| Patologie epatobiliari | Comune | Aumenti della fosfatasi alcalina, dell’alanina aminotrasferasi e dell’aspartato trasferasi |
| Non Comune | Aumenti delle gamma-GT e della bilirubinaEpatite | |
| Molto comune | Eruzione cutanea |
| Patologie della cute e del sistema sottocutaneo | Commune | Assottigliamento dei capelli (alopecia)Reazioni ellergiche |
| Non comune | Orticaria | |
| Raro | Eritema multiforme Reazione anafilattoideVasculite cutanea (incluso qualche caso di porpora di Henoch-Schönlein)** | |
| Molto rara | Sindrome di Stevens-JohnsonAngioedema | |
| Non nota | Eruzione lichenoide | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Molto comune | Artralgia/rigidità alle articolazioni ArtritiOsteoporosi |
| Comune | Dolore alle ossaMialgia | |
| Non comune | Dito a scatto | |
| Non nota | TendiniteRottura di tendine | |
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | Comune | Secchezza vaginaleSanguinamento vaginale*** |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Molto comune | Astenia |
* EVENTI DA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE SONO STATI RIPORTATI NEI PAZIENTI IN TRATTAMENTO CON ANASTROZOLO MYLAN GENERICS NEGLI STUDI CLINICI IN UN NUMERO MAGGIORE DI PAZIENTI RISPETTO A QUELLI IN TRATTAMENTO CON TAMOXIFENE. TUTTAVIA, LA MAGGIORANZA DI QUESTI EVENTI È AVVENUTA NEI PAZIENTI CON FATTORI DI RISCHIO IDENTIFICABILI PER LO SVILUPPO DI QUESTA CONDIZIONE.
** POICHÉ VASCULITE CUTANEA E PORPORA DI HENOCH-SCHÖNLEIN NON SONO STATI OSSERVATI NELLO STUDIO ATAC, LA CATEGORIA DI FREQUENZA PER QUESTI EVENTI PUÒ ESSERE CONSIDERATA COME “RARO” (≥ 0,01% E < 0,1%), BASANDOSI SUL VALORE PIÙ BASSO DELL’INTERVALLO CONSIDERATO.
***Sanguinamento vaginale è stato riportato non comunemente soprattutto in pazienti con carcinoma della mammella in fase avanzata durante le prime settimane dopo aver cambiato la
terapia ormonale in atto con il trattamento con l’anastrozolo. Se il sanguinamento persiste, devono essere prese in considerazione ulteriori valutazioni.
La seguente tabella presenta la frequenza degli eventi avversi pre-definiti nello studio ATAC dopo un follow-up mediano di 68 mesi, indipendentemente dalla causalità, riportati in pazienti che ricevevano la terapia in studio e fino a 14 giorni dopo l’interruzione della terapia.
Tabella 2 Eventi avversi pre-definiti nello studio ATAC| Effetti avversi | ||
| Vampate di calore | 1104 (35.7%) | 1264 (40.9%) |
| Dolore/rigidità delle articolazioni | 1100 (35.6%) | 911 (29.4%) |
| Disturbi dell’umore | 597 (19.3%) | 554 (17.9%) |
| Affaticamento/astenia | 575 (18.6%) | 544 (17.6%) |
| Nausea e vomito | 393 (12.7%) | 384 (12.4%) |
| Fratture | 315 (10.2%) | 209 (6.8%) |
| Fratture della colonna vertebrale, dell’anca o del polso/di Colles | 133 (4.3%) | 91 (2.9%) |
| Fratture del polso/di Colles | 67 (2.2%) | 50 (1.6%) |
| Fratture della colonna vertebrale | 43 (1.4%) | 22 (0.7%) |
| Fratture dell’anca | 28 (0.9%) | 26 (0.8%) |
| Cataratta | 182 (5.9%) | 213 (6.9%) |
| Sanguinamento vaginale | 167 (5.4%) | 317 (10.2%) |
| Malattie ischemiche cardiovascolari | 127 (4.1%) | 104 (3.4%) |
| Angina pectoris | 71 (2.3%) | 51 (1.6%) |
| Infarto miocardico | 37 (1.2%) | 34 (1.1%) |
| Coronaropatia | 25 (0.8%) | 23 (0.7%) |
| Ischemia miocardica | 22 (0.7%) | 14 (0.5%) |
| Perdite vaginali | 109 (3.5%) | 408 (13.2%) |
| Qualsiasi evento tromboembolico venoso | 87 (2.8%) | 140 (4.5%) |
| Tromboembolie venose profonde incluso embolia polmonare | 48 (1.6%) | 74 (2.4%) |
| Eventi ischemici cerebrovascolari | 62 (2.0%) | 88 (2.8%) |
| Carcinoma dell’endometrio | 4 (0.2%) | 13 (0.6%) |
Nei gruppi trattati con anastrozolo e con tamoxifene sono state osservate incidenze di fratture rispettivamente del 22 per 1000 pazienti-anno e del 15 per 1000 pazienti-anno, dopo un follow- up mediano 68 mesi. L’incidenza di fratture osservata con l’anastrozolo è simile a quella riportata nella popolazione in postmenopausa di età confrontabile. L’incidenza dell’osteoporosi è stata del 10,5% in pazienti trattate con anastrozolo e del 7,3% in pazienti trattate con tamoxifene
Non è stato determinato se i tassi di fratture e di osteoporosi osservati nello studio ATAC, nelle pazienti in trattamento con Anastrozolo Mylan Generics , riflettono un effetto protettivo di tamoxifene o un effetto specifico di Anastrozolo Mylan Generics oppure entrambi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi
reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
L’esperienza clinica di sovradosaggio accidentale di anastrozolo è limitata. Negli studi sull'animale, l’anastrozolo ha dimostrato bassa tossicità acuta.
Gli studi clinici sono stati condotti con varie dosi di anastrozolo, fino a 60 mg in dose singola nei volontari maschi sani e fino a 10 mg al giorno somministrati nelle donne in post-menopausa con carcinoma della mammella in fase avanzata; questi dosaggi sono stati ben tollerati.
Non è stata stabilita la dose singola di anastrozolo che provoca sintomi tali da porre il soggetto in pericolo di vita.
Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio ed il trattamento deve essere sintomatico.
Nel trattamento del sovradosaggio deve essere presa in considerazione la possibilità che siano stati assunti diversi farmaci.
Il vomito può essere indotto se il paziente è sveglio.
La dialisi può essere d'aiuto, poiché l’anastrozolo non si lega altamente alle proteine plasmatiche. Sono indicate misure di supporto generali, incluso il monitoraggio frequente dei segni vitali ed una attenta osservazione del paziente.
PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
Proprietà farmacologiche - ANASTROZOLO 1 MG
Categoria farmacoterapeutica: antagonisti ormonali, inibitori dell’aromatasi Codice ATC: L02BG03.
Meccanismo d’azione ed effetti farmacodinamici
L’anastrozolo è un inibitore non steroideo, potente ed altamente selettivo, dell' aromatasi. Nelle donne in post-menopausa, l'estradiolo viene prodotto principalmente nei tessuti periferici a seguito della conversione, mediante l'enzima aromatasi, dell'androstenedione in estrone.
L'estrone viene poi successivamente convertito in estradiolo. E' stato dimostrato che la riduzione dei livelli plasmatici di estradiolo determina un effetto benefico nelle donne affette da carcinoma della mammella.
Nelle donne in post-menopausa, l’anastrozolo alla dose giornaliera di 1 mg ha determinato una soppressione dei livelli di estradiolo superiore all'80%. Tali concentrazioni sono state misurate con un test altamente sensibile.
Anastrozolo non possiede attività progestinica, androgenica o estrogenica.
Dosi giornaliere di anastrozolo fino a 10 mg non hanno dimostrato alcun effetto sulla secrezione di cortisolo o di aldosterone, misurati prima o dopo test standard di stimolazione con con
l’ormone adrenocorticotropo (ACTH). Pertanto non è necessaria la somministrazione aggiuntiva di corticosteroidi.
Efficacia e sicurezza clinica
Carcinoma della mammella in fase avanzata
Terapia di prima linea in donne in postmenopausa con carcinoma mammario in fase avanzata
Sono stati effettuati due studi clinici controllati, in doppio cieco, con analogo disegno sperimentale (Studio 1033IL/0030 e Studio 1033IL/0027), per valutare l’efficacia di anastrozolo rispetto a tamoxifene come terapia di prima linea in donne in postmenopausa con carcinoma mammario con metastasi o localmente avanzato con recettori ormonali positivi o non noti. Un totale di 1.021 pazienti sono state randomizzate a ricevere 1 mg di anastrozolo una volta al giorno o 20 mg di tamoxifene una volta la giorno. Gli obiettivi primari per entrambi gli studi sono stati il tempo di progressione della malattia, il tasso di risposta obiettiva della malattia e la sicurezza del trattamento.
Per gli obiettivi primari, lo Studio 1033IL/0030 ha mostrato un vantaggio statisticamente significativo per anastrozolo rispetto a tamoxifene riguardo al tempo di progressione della malattia (Hazard ratio (HR) 1,42, 95% Intervallo di Confidenza (IC) [1,11, 1,82], tempo mediano alla progressione 11,1 e 5,6 mesi per anastrozolo e tamoxifene rispettivamente, p=0,006); il tasso di risposta obiettiva della malattia era similare sia per anastrozolo che tamoxifene. Lo studio 1033IL/0027 ha mostrato che anastrozolo e tamoxifene avevano similare tasso di risposta e tempo di progressione della malattia. I risultati derivanti dagli obiettivi secondari sono stati di supporto ai risultati degli obiettivi primari di efficacia. Nei gruppi di trattamento di entrambi gli studi si erano verificati pochi decessi, per cui non era possibile trarre conclusioni su eventuali differenze in termini di sopravvivenza globale.
Trattamento di seconda linea in donne in postmenopausa con carcinoma mammario in fase avanzata
anastrozolo è stato sperimentato in due studi clinici controllati (Studio 0004 e Studio 0005) in donne in postmenopausa con carcinoma mammario in fase avanzata, che avevano avuto una progressione della malattia dopo terapia con tamoxifene sia per tumore in fase avanzata che precoce. Un totale di 764 pazienti sono state randomizzate a ricevere una singola dose giornaliera di 1 mg o 10 mg di anastrozolo oppure 40 mg di megestrolo acetato quattro volte al giorno. Le variabili primarie di efficacia sono state il tempo della progressione e il tasso di risposta obiettiva della malattia. Sono stati calcolati anche il tasso di stabilità prolungata di malattia (più di 24 settimane), il tasso di progressione e la sopravvivenza. In entrambi gli studi non sono state riscontrate differenze significative tra i bracci di trattamento rispetto ad uno qualsiasi dei parametri di efficacia.
Trattamento adiuvante in pazienti con carcinoma della mammella invasivo in fase precoce con recettori ormonali positivi
In un ampio studio di fase III condotto in 9366 donne in post-menopausa con carcinoma operabile della mammella trattate per 5 anni (vedere tabella sottostante), l’anastrozolo ha dimostrato superiorità statistica rispetto al tamoxifene in termini di sopravvivenza libera da malattia. Un beneficio maggiore è stato osservato per la sopravvivenza libera da malattia a favore dell’anastrozolo rispetto al tamoxifene per la popolazione prospetticamente definita con recettori ormonali positivi.
Tabella 3 Sintesi degli obiettivi dello studio ATAC: analisi al completamento di 5 anni di terapia| Sommario degli endpoints ATAC: analisi al completamento dei 5 anni | ||||
| Endpoints di efficacia | Numero degli eventi (frequenza) | |||
| Popolazione “Intention to treat” | Recettori ormonali positivi | |||
| anastrozolo (n=3125) | tamoxifene (n=3116) | anastrozolo (n=2618) | tamoxifene (n=2598) | |
| Sopravvivenza libera damalattia a | 575 (18.4) | 651 (20.9) | 424 (16.2) | 497 (19.1) |
| Rapporto di rischio | 0.87 | 0.83 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.78 - 0.97 | 0.73 - 0.94 | ||
| p-value | 0.0127 | 0.0049 | ||
| Sopravvivenza libera damalattia a distanza b | 500 (16.0) | 530 (17.0) | 370 (14.1) | 394 (15.2) |
| Rapporto di rischio | 0.94 | 0.93 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.83 - 1.06 | 0.80 - 1.07 | ||
| p-value | 0.2850 | 0.2838 | ||
| Tempo alla recidiva c | 402 (12.9) | 498 (16.0) | 282 (10.8) | 370 (14.2) |
| Rapporto di rischio | 0.79 | 0.74 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.70 - 0.90 | 0.64 - 0.87 | ||
| p-value | 0.0005 | 0.0002 | ||
| Tempo alla recidiva adistanza d | 324 (10.4) | 375 (12.0) | 226 (8.6) | 265 (10.2) |
| Rapporto di rischio | 0.86 | 0.84 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.74 - 0.99 | 0.70 - 1.00 | ||
| p-value | 0.0427 | 0.0559 | ||
| Carcinoma primario della mammella controlaterale | 35 (1.1) | 59 (1.9) | 26 (1.0) | 54 (2.1) |
| Odds ratio | 0.59 | 0.47 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.39 - 0.89 | 0.30 - 0.76 | ||
| p-value | 0.0131 | 0.0018 | ||
| Sopravvivenza globale | 411 (13.2) | 420 (13.5) | 296 (11.3) | 301 (11.6) |
| Rapporto di rischio | 0.97 | 0.97 | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.85 - 1.12 | 0.83 - 1.14 | ||
| p-value | 0.7142 | 0.7339 | ||
-
“Sopravvivenza libera da malattia” include tutti gli eventi di recidiva ed è definita come la prima comparsa di recidiva loco-regionale, di nuovo cancro della mammella controlaterale, di recidiva a distanza o di morte (per qualunque motivo).
-
“Sopravvivenza libera da malattia a distanza” è definita come prima comparsa di recidiva a distanza o di morte (per qualunque motivo).
-
“Tempo alla recidiva” è definito come la prima comparsa di recidiva loco-regionale, di nuovo carcinoma della mammella controlaterale, di recidiva a distanza o di decesso per carcinoma della mammella.
-
“Tempo alla recidiva a distanza” è definito come prima comparsa di recidiva a distanza o di decesso per carcinoma della mammella.
-
Numero (%) di pazienti decedute.
La combinazione di anastrozolo e tamoxifene non ha mostrato alcun beneficio in termini di efficacia rispetto a tamoxifene da solo in tutte le pazienti, comprese quelle con recettore ormonale positivo. Questo gruppo di trattamento ha interrotto lo studio.
Con un aggiornato follow-up mediano di 10 anni, di confronto a lungo termine, gli effetti del trattamento con anastrozolo rispetto a tamoxifene hanno dimostrato di essere coerenti con le analisi precedenti.
Trattamento adiuvante degli stadi precoci del carcinoma della mammella in pazienti trattate con tamoxifene come adiuvante
In uno studio di fase III (Austrian Breast and Colorectal Cancer Study Group [ABCSG] 8) condotto in 2579 donne in postmenopausa con carcinoma della mammella in stadio precoce e recettori ormonali positivi sottoposte a chirurgia con o senza radioterapia e senza chemioterapia (vedere tabella sottostante), il passaggio al trattamento con anastrozolo dopo 2 anni di terapia adiuvante con tamoxifene è risultato statisticamente superiore in termini di sopravvivenza libera da malattia rispetto alle pazienti rimaste in trattamento con tamoxifene, dopo un follow-up mediano di 24 mesi.
Tabella 4 Sintesi degli obiettivi e dei risultati dello studio ABCSG 8| Studio ABCSG 8 endpoints e sommario dei risultati | ||
| Endpoints di efficacia | Numero degli eventi (frequenza) | |
| anastrozolo (n=1297) | tamoxifene (n=1282) | |
| Sopravvivenza libera da malattia | 65 (5.0) | 93 (7.3) |
| Rapporto di rischio | 0.67 | |
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.49 - 0.92 | |
| p-value | 0.014 | |
| Tempo ad ogni recidiva | 36 (2.8) | 66 (5.1) |
| Rapporto di rischio | 0.53 | |
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.35 - 0.79 | |
| p-value | 0.002 | |
| Tempo alla recidiva a distanza | 22 (1.7) | 41 (3.2) |
| Rapporto di rischio | 0.52 | |
| Studio ABCSG 8 endpoints e sommario dei risultati | ||
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.31 - 0.88 | |
| p-value | 0.015 | |
| Nuovo carcinoma della mammella controlaterale | 7 (0.5) | 15 (1.2) |
| Odds ratio | 0.46 | |
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.19 - 1.13 | |
| p-value | 0.090 | |
| Sopravvivenza globale | 43 (3.3) | 45 (3.5) |
| Rapporto di rischio | 0.96 | |
| Intervallo di confidenza al 95% bilaterale | 0.63 - 1.46 | |
| p-value | 0.840 | |
Altri due studi simili (GABG/ARNO 95 e ITA), in uno dei quali i pazienti erano stati trattati con chirurgia e chemioterapia e così pure l’analisi combinata dell’ABCSG 8 e GABG/ARNO 95, supportano questi risultati.
Il profilo di sicurezza dell’anastrozolo in questi 3 studi è coerente con il noto profilo stabilito in donne in postmenopausa con carcinoma della mammella in stadio precoce e recettori ormonali positivi.
Densità Minerale Ossea (DMO)
Nello studio di fase III/IV (Study of Anastrozole with the Bisphosphonate Risedronate [SABRE]), 234 donne in postmenopausa con carcinoma della mammella in stadio precoce con recettori ormonali positivi di candidate al trattamento con 1 mg/die di anastrozolo, sono state stratificate in gruppi di rischio basso, moderato e alto, in accordo al loro rischio esistente di fratture da fragilità. Il parametro di efficacia primario era l’analisi della densità di massa ossea sul rachide mediante DEXA scanning. Tutte le pazienti ricevevano un trattamento con vitamina D e calcio. Le pazienti nel gruppo a basso rischio ricevevano solo anastrozolo (N=42), quelle nel gruppo moderato sono state randomizzate ad anastrozolo più risedronato 35 mg una volta alla settimana (N=77) o anastrozolo più placebo (N=77), e quelle ad alto rischio ricevevano anastrozolo più risedronato 35 mg una volta alla settimana (N=38). L’endpoint primario era la variazione della densità di massa ossea del rachide dal basale a 12 mesi.
L’analisi principale a 12 mesi ha mostrato che le pazienti già a rischio moderato o alto di fratture da fragilità non hanno mostrato una riduzione della densità di massa ossea (misurata attraverso la densità minerale ossea a livello del rachide mediante DEXA scanning), quando trattate con anastrozolo 1 mg/die in combinazione con risedronato 35 mg una volta alla settimana. Inoltre, è stata osservata nel gruppo a basso rischio trattato con anastrozolo 1 mg/die in monoterapia una riduzione della densità minerale ossea (DMO), statisticamente non significativa. Identici risultati si sono avuti nella variabile secondaria di efficacia della variazione, rispetto al basale, della DMO totale nell’anca a 12 mesi.
Questo studio mette in evidenza che l’uso dei bifosfonati potrebbe essere preso in considerazione nel trattamento di una possibile riduzione minerale ossea nelle donne in postmenopausa con carcinoma della mammella in stadio precoce, in previsione di un trattamento con anastrozolo.
Popolazione pediatrica
Anastrozolo non è indicato per l’uso in soggetti di età pediatrica ed adolescente. L’efficacia non è stata stabilita nella popolazione pediatrica studiata (vedere sotto). Il numero dei soggetti trattati era troppo limitato per trarre conclusioni attendibili sulla sicurezza. Non sono disponibili dati sui potenziali effetti a lungo termine del trattamento con anastrozolo in soggetti di età pediatrica ed adolescente (vedere anche paragrafo 5.3).
L’Agenzia Europea per i Medicinali ha accordato l’esonero all’obbligo del deposito dei risultati degli studi con anastrozolo in uno o più sottogruppi di popolazioni pediatriche con bassa statura a causa di una deficienza dell’ormone della crescita (GHD), testotossicosi, ginecomastia e sindrome di McCune-Albright (vedere paragrafo 4.2).
Bassa statura dovuta a deficienza dell’ormone della crescita
In uno studio randomizzato, in doppio cieco, multicentrico sono stati valutati 52 soggetti di sesso maschile in età puberale (di età compresa tra 11-16 anni) con GHD, trattati da 12 a 36 mesi con anastrozolo 1 mg/die o placebo in combinazione con l’ormone della crescita. Solo 14 soggetti in trattamento con anastrozolo hanno completato i 36 mesi.
Nessuna differenza statisticamente significativa è stata osservata rispetto al placebo per i parametri correlati alla crescita quali l’altezza stimata nell’adulto, l’altezza, l’altezza SDS (punteggio di deviazione standard) e della velocità della crescita. I dati dell’altezza finale non erano disponibili. Mentre il numero di bambini trattati era troppo limitato per trarre conclusioni attendibili sulla sicurezza, vi è stato un aumento del tasso di fratture e una tendenza verso una riduzione della densità minerale ossea nel gruppo con anastrozolo rispetto al placebo.
Testotossicosi
Uno studio in aperto, non comparativo, multicentrico ha valutato 14 pazienti maschi (età da 2 a 9 anni) con precocità sessuale maschile familiare, anche nota come testotossicosi, trattati in combinazione con anastrozolo e bicalutamide. L’obiettivo primario era quello di verificare l’efficacia e la sicurezza di questa combinazione durante i 12 mesi. Tredici dei 14 pazienti arruolati hanno completato i 12 mesi di trattamento combinato (un paziente perso al follow–up). Non vi è stata differenza significativa nel tasso di crescita dopo 12 mesi di trattamento, rispetto al tasso di crescita durante i 6 mesi precedenti l’entrata nello studio.
Studi nella ginecomastia
Lo studio 0006 era randomizzato, doppio cieco, multicentrico condotto in 82 ragazzi in età puberale (di età compresa tra 11-18 anni) con ginecomastia di durata superiore a 12 mesi, trattati con anastrozolo 1mg/die o placebo ogni giorno fino a per 6 mesi. Nessuna differenza significativa è stata osservata nel numero di pazienti che avevano avuto una riduzione del volume totale delle mammelle pari o superiore al 50% dopo 6 mesi di trattamento, tra il gruppo trattato con 1 mg di anastrozolo e il gruppo placebo.
Il trial 0001 era uno studio aperto di farmacocinetica a dosi multiple di anastrozolo 1 mg/die, condotto in 36 ragazzi in età puberale con ginecomastia di durata inferiore a 12 mesi. Gli obiettivi secondari consistevano nella valutazione della proporzione di pazienti che presentavano una riduzione rispetto al valore basale, del volume calcolato di ginecomastia di entrambe le mammelle combinato di almeno il 50%, tra il primo giorno e dopo 6 mesi di trattamento, nonché la tollerabilità e la sicurezza dei pazienti. È stata osservata una riduzione del 50% o maggiore del volume totale della mammella nel 56% (20/36) dei ragazzi dopo 6 mesi.
Studi nella Sindrome di McCune-Albright
Il trial 0046 era uno studio internazionale, multicentrico, esplorativo, in aperto di anastrozolo, condotto in 28 bambine (di età tra 2 e < 10 anni) con sindrome di McCune–Albrigth (MAS). L’obiettivo primario consisteva nel valutare la tollerabilità e l’efficacia di 1 mg/die di anastrozolo in pazienti con MAS. L’efficacia del trattamento in studio era basata sulla proporzione delle pazienti che soddisfacevano criteri definiti, relativi a sanguinamento vaginale, età ossea e velocità di crescita.
Non è stato osservato alcun cambiamento statisticamente significativo nella frequenza dei giorni di sanguinamento vaginale in corso di trattamento. Non si sono avute modificazioni clinicamente significative nella stadiazione di Tanner, nel volume medio ovarico o nel volume medio uterino. Non è stata osservata alcuna differenza statisticamente significativa nell’indice di aumento dell’età ossea in corso di trattamento, rispetto al valore basale. La velocità di crescita (in cm/anno) si è ridotta in modo significativo (p<0,05) dal pre-trattamento dal mese 0 al mese 12 e dal pre-trattamento ai secondi 6 mesi (dal mese 7 al 12).
Assorbimento
L'assorbimento di anastrozolo è rapido e le massime concentrazioni plasmatiche si ottengono generalmente entro due ore dalla somministrazione (a digiuno). Il cibo diminuisce lievemente la velocità ma non l'entità dell'assorbimento. Si ritiene che tale lieve variazione della velocità di assorbimento non determini un effetto clinicamente significativo sulle concentrazioni plasmatiche allo steady-state, con somministrazione una volta al giorno di Anastrozolo Mylan Generics in compresse. Circa il 90-95% delle concentrazioni plasmatiche di anastrozolo allo steady-state sono ottenute dopo 7 giorni, e l’accumulo è stato da 3- a 4- volte. Non c'è evidenza di tempo o dose dipendenza dei parametri farmacocinetici di anastrozolo.
Nelle donne in post-menopausa la farmacocinetica dell’anastrozolo è indipendente dall'età.
La farmacocinetica di anastrozolo è indipendente dall'età nelle donne in post-menopausa. Distribuzione
Anastrozolo si lega alle proteine plasmatiche soltanto per il 40%. Eliminazione
Anastrozolo viene eliminato lentamente con una emivita di eliminazione plasmatica da 40 a 50 ore.
Anastrozolo è ampiamente metabolizzato nelle donne in postmenopausa con meno del 10% della dose escreta in forma immodificata nelle urine entro 72 ore dall'assunzione. Il metabolismo di anastrozolo si verifica mediante N-dealchilazione, idrossilazione e glucuronidazione. I metaboliti vengono escreti principalmente tramite le urine. Il triazolo, il principale metabolita presente nel plasma, non inibisce l'enzima aromatasi.
Insufficienza renale o epatica
La clearance apparente (CL/F) di anastrozolo, a seguito di somministrazione orale, è stata approssimativamente del 30% più bassa nei volontari affetti da cirrosi epatica stabile rispetto al gruppo di controllo (Studio 1033IL/0014). Tuttavia, le concentrazioni plasmatiche di anastrozolo nei volontari affetti da cirrosi epatica si sono mantenute all’interno dell’intervallo di concentrazioni osservate nei soggetti normali in altri studi. Le concentrazioni plasmatiche di anastrozolo osservate durante gli studi di efficacia a lungo termine in pazienti con insufficienza epatica si sono mantenute all’interno dell’intervallo delle concentrazioni plasmatiche di anastrozolo osservate in pazienti senza insufficienza epatica.
La clearance apparente (CL/F) di anastrozolo, a seguito di somministrazione orale, non è risultata alterata nei volontari con grave insufficienza renale (GFR <30ml/min) nello Studio 1033IL/0018, in accordo con il fatto che anastrozolo viene eliminato principalmente tramite metabolismo. Le concentrazioni plasmatiche di anastrozolo osservate durante gli studi di efficacia a lungo termine nei pazienti con insufficienza renale si sono mantenute all’interno dell’intervallo delle concentrazioni plasmatiche di anastrozolo osservate nei pazienti senza insufficienza renale. Nelle pazienti con grave insufficienza renale la somministrazione di Anastrozolo Mylan Generics deve essere eseguita con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Popolazione pediatrica
Nei ragazzi con ginecomastia puberale (10-17 anni), anastrozolo è stato rapidamente assorbito, ampiamente distribuito ed eliminato lentamente con un’emivita di circa 2 giorni. La clearance di anastrozolo è stata più lenta nelle bambine (3-10 anni) rispetto ai ragazzi maschi più grandi e l’esposizione più alta. Nelle ragazze anastrozolo era diffusamente distribuito ed eliminato lentamente.
Informazioni farmaceutiche - ANASTROZOLO 1 MG
Nucleo della compressa
Lattosio monoidrato, sodio amido glicolato (tipo A), povidone (K31) (E1201), magnesio stearato (E572).
Film di rivestimento
Macrogol 400, ipromellosa (E464), titanio diossido (E171).
Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione
Scatole di cartone contenenti blister in PVC/PE/PVDC/Alluminio da 10, 14, 20, 28, 30, 50, 56,
60, 84, 90, 98, 100 o 300 compresse e blister ospedalieri (PVC/PE/PVDC/ Alluminio) da 28, 50,
84, 98, 300 o 500 compresse.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.