EBARIC 10 MG COMPRESSE ORODISPERSIBILI
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - EBARIC 10 MG
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Trattamento sintomatico della rinite allergica stagionale e non stagionale, con o senza congiuntivite allergica.
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Orticaria
Posologia
Per somministrazione orale.
Rinite allergica/Rinocongiuntivite
Ebaric
Adulti
10 mg una volta al giorno, in casi gravi si raccomanda una dose di 20 mg al giorno.
Orticaria
Per adulti sopra i 18 anni di età si applicano le seguenti raccomandazioni di dosaggio: 10 mg di ebastina una volta al giorno (vedere paragrafo 5.1). In caso di sintomi gravi si raccomanda una dose di 20 mg al giorno.
Popolazione pediatrica
Nei bambini a partire dai 12 anni di età si applicano le stesse raccomandazioni posologiche degli adulti per il trattamento della rinite allergica.
La sicurezza ed efficacia di Ebaric compresse orodispersibili non sono state valutate in bambini di età inferiore a 18 anni (vedere paragrafo 4.3).
Gruppi di pazienti speciali
Pazienti con insufficienza epatica o renale
In pazienti affetti da insufficienza renale moderata o grave o insufficienza epatica da lieve a moderata non è necessario alcun aggiustamento della dose (trattamento fino a 5/7 giorni). Non si ha esperienza con dosi superiori a 10 mg in pazienti con insufficienza epatica grave; di conseguenza non deve essere superato il dosaggio massimo di 10 mg in pazienti con insufficienza epatica grave.
Il trattamento può essere prolungato fino alla scomparsa dei sintomi.
Modo di somministrazione
La compressa orodispersibile deve essere posizionata sulla lingua dove si scioglierà: non sono necessari acqua o altri liquidi.
L'azione di Ebaric compresse orodispersibili non è influenzata dall'ingestione di cibo. Ebastina può essere assunto prima, durante o dopo i pasti.
Durata
Il medico decide la durata della terapia.
Ipersensibilità a ebastina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
L’ebastina non deve essere utilizzata per il trattamento dell’orticaria in pazienti adolescenti al di sotto dei 18 anni di età, poiché al momento non esiste esperienza sufficiente in questo gruppo di età e non vi è alcuna esperienza nei bambini al di sotto dei 12 anni di età.
Quando ebastina viene somministrata in concomitanza con antimicotici di tipo imidazolo come ketoconazolo e itraconazolo, o antibiotici macrolidi come eritromicina o farmaci antitubercolari come la rifampicina possono verificarsi interazioni farmacocinetiche.
Pertanto, ebastina deve essere prescritto con cautela in combinazione con medicinali contenenti questi principi attivi (vedere paragrafo 4.5).
Ebaric compresse orodispersibili deve essere utilizzata con cautela in pazienti affetti da insufficienza epatica grave (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Si deve usare cautela nell’utilizzo di ebastina nei pazienti in cui sia noto un prolungamento dell’intervallo QTc sull’ECG, ipopotassiemia e in caso di uso concomitante di farmaci noti per prolungare l’intervallo QTc.
In alcuni pazienti un trattamento a lungo termine con ebastina può aumentare il rischio di carie dentali dovute a secchezza della bocca. Pertanto, i pazienti devono essere informati
in merito all’importanza dell’igiene orale.
Eccipienti:
Ebaric 10 mg compresse orodispersibili contiene 0,53 mg di aspartame. L’aspartame è una fonte di fenilalanina. Può essere dannoso in pazienti affetti da fenilchetonuria.
Ebaric contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio percompressa orodispersibile, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Ebaric
Si consiglia cautela quando ebastina viene somministrata in concomitanza con medicinali che inibiscono il sistema enzimatico CYP450 2J2, 4F12 o 3A4 epatico.
Studi dell’ebastina in associazione con ketoconazolo, itraconazolo o eritromicina (entrambi noti per l’effetto di prolungamento dell’intervallo QTc) hanno mostrato interazioni risultanti in un aumento dei livelli plasmatici di ebastina e in misura minore, aumento dei livelli di carebastina. Rispetto alla somministrazione di ketoconazolo o eritromicina da soli, è stato osservato un aumento dell'intervallo QTc di soli 10 msec più lungo. L’uso concomitante di ebastina e ketoconazolo, itraconazolo, eritromicina, claritromicina e josamicina non è raccomandato.
Sono state osservate interazioni farmacocinetiche quando ebastina è somministrata in concomitanza con rifampicina. Queste interazioni possono comportare una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche e una riduzione degli effetti antistaminici.
Negli studi clinici corrispondenti non sono state riportate interazioni di ebastina con teofillina, warfarin, cimetidina, diazepam o alcool.
Quando Ebaric compresse orodispersibili vengono assunte in concomitanza con il cibo, le concentrazioni plasmatiche e l'AUC del metabolita attivo più significativo dell'ebastina aumentano di un fattore da 1,5 a 2,0. Questo aumento non influisce sul Tmax. L'ingestione di compresse orodispersibili di Ebastina con il cibo non influenza l'efficacia clinica.
Gravidanza
I dati relativi all’uso di ebastina in donne in gravidanza sono limitati. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di ebastina durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se il principio attivo sia escreto nel latte materno. Nel ratto, è stata dimostrata l’escrezione di ebastina nel latte.
Evitare di assumere le compresse orodispersibili di Ebaric durante l’allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati relativi all’effetto di ebastina sulla fertilità.
Un effetto sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari è improbabile.
Occasionalmente sono stati riportati sonnolenza o torpore (vedere paragrafo4.8). Se tali sintomi si manifestano, potrebbero compromettere la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.
La frequenza dei possibili effetti indesiderati elencati di seguito è definita utilizzando le seguenti convenzioni: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1.000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità (come anafilassi e angioedema)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: appetito aumentato
Disturbi psichiatrici
Raro: nervosismo, insonnia
Patologie del sistema nervoso:
Molto comune: cefalea Comune: sonnolenza,
Raro: capogiri, ipoestesia,disgeusia
Patologie cardiache
Raro: palpitazioni, tachicardia
Patologie gastrointestinali Comune: bocca secca
Raro: dolore addominale, vomito, nausea, dispepsia
Patologie epatobiliari
Raro: epatite, colestasi, alterazione del test di funzionalità epatica (aumento di transaminasi, gamma-GT, fosfatasi alcalina e bilirubina)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: orticaria, eruzione cutanea, dermatite
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: disturbi mestruali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro: edema, astenia
Esami diagnostici
Non nota: peso aumentato
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del
medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
In studi con dosi elevate (fino a 100 mg) non sono stati osservati segni o sintomi clinicamente significativi di sovradosaggio. Un sovradosaggio può aumentare sedazione ed effetti antimuscarinici.
Nel sovradosaggio, la penetrazione nel sistema nervoso centrale è probabilmente bassa ma non può essere esclusa, in modo particolare nei bambini (piccoli). Sono riscontrabili pertanto ipertermia, tremori, atassia, disturbi della coordinazione e atetosi seguiti da convulsioni. Possono verificarsi anche allucinazioni. Un coma profondo può verificarsi dopo una fase di eccitazione. Può verificarsi sedazione negli adulti; le convulsioni si manifestano solo in casi eccezionali. Possono alternarsi stati di eccitazione e sonnolenza.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico per ebastina. Dopo un sovradosaggio, devono essere effettuati trattamento sintomatico, monitoraggio delle funzioni vitali, compreso un elettrocardiogramma con valutazione dell’intervallo QT per almeno 24 ore. In caso di sviluppo di sintomi a livello del sistema nervoso centrale può essere necessaria una terapia intensiva.
Proprietà farmacologiche - EBARIC 10 MG
Categoria farmacoterapeutica: antistaminici per uso sistemico
Codice ATC: R06AX22
In vitro e in vivo è stato dimostrato che ebastina possiede una forte affinità per i recettori H1 che vengono inibiti rapidamente e selettivamente per un lungo periodo di tempo.
La compromissione delle funzioni centrali è solo lieve; il rischio che si manifestino effetti anticolinergici è basso ma, sulla base degli studi disponibili, non può essere completamente escluso. Dopo somministrazione orale né ebastina né i suoi metaboliti attraversano la barriera ematoencefalica. Questa caratteristica è coerente con lo scarso effetto sedativo osservato negli studi sperimentali sull’azione di ebastina sul sistema nervoso centrale.
In vitro e in vivo è stato dimostrato che ebastina è un antagonista potente, di lunga durata e altamente selettivo dei recettori H1, privo di effetti indesiderati sul SNC e di effetti anticolinergici.
Proprietà cliniche: gli studi di provocazione cutanea con istamina hanno evidenziato un effetto anti-istaminico statisticamente e clinicamente significativo che compare dopo un’ora dall’ingestione e della durata di oltre 48 ore. Dopo 5 giorni di trattamento con ebastina, l’attività anti-istaminica persiste per più di 72 ore. Questa attività è correlata alla
concentrazione plasmatica del principale metabolita attivo, carebastina.
Dopo somministrazioni ripetute, l’inibizione dei recettori periferici rimaneva a livelli costanti, senza tachifilassi. Questi risultati suggeriscono che ebastina a dosi di almeno 10 mg produce un’inibizione dei recettori H1periferici rapida, intensa e di lunga durata, che consente una mono-somministrazione giornaliera.
L’effetto sedativo è stato studiato mediante elettroencefalopatia farmacologica, test cognitivi, di coordinazione oculo-motoria e sulla base di valutazioni soggettive. Non si verifica un aumento significativo di sedazione alle dosi terapeutiche raccomandate. Questi risultati concordano con quelli ottenuti negli studi clinici in doppio cieco: l’incidenza dell’effetto sedativo è risultata comparabile nei gruppi trattati con ebastina o con placebo.
Gli effetti a livello cardiaco di ebastina sono stati indagati in vari studi clinici. Alle dosi raccomandate, in studi specifici sugli effetti cardiaci di ebastina non è stato osservato alcun effetto cardiaco, compreso il prolungamento dell’intervallo QT.
A dosi ripetute fino a 100 mg al giorno o a dosi singole di 500 mg, un modesto incremento della frequenza cardiaca di pochi battiti al minuto ha determinato la riduzione dell’intervallo QT senza nessuna modifica significativa dell’intervallo QTc corretto.
Mentre non è stato osservato alcun effetto del sovradosaggio di ebastina sull’intervallo QTc con sovradosaggi fino a 60 mg al giorno, sovradosaggi di 100 mg hanno prodotto un aumento statisticamente significativo, ma clinicamente irrilevante di 10 ms (2,7%).
Dopo la somministrazione orale, ebastina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale ed è soggetta a un consistente metabolismo di primo passaggio. Viene ampiamente convertita nel metabolita attivo carebastina. Dopo una dose orale di 10 mg, sono stati osservati livelli plasmatici del metabolita di 80-100 ng/ml. Il livello plasmatico massimo viene raggiunto da 2,5 a 4 ore dopo l’ingestione. L’emivita del metabolita è di 15-19 ore. Il 66% di ebastina viene escreto nelle urine principalmente sotto forma di metaboliti coniugati. Dopo la somministrazione ripetuta di una dose giornaliera di 10 mg, le concentrazioni allo steady state con livelli plasmatici di 130-160 ng/ml vengono raggiunte dopo 3-5 giorni.
In seguito alla somministrazione orale di una singola dose di 20 mg, le concentrazioni massime di ebastina vengono misurate nel sangue dopo 1-3 ore a una media di 2,8 ng/ml. I picchi plasmatici del metabolita carebastina raggiungono un valore medio di 157 ng/ml.
Studi in vitro su microsomi epatici umani dimostrano che ebastina viene metabolizzata in carebastina principalmente attraverso il sistema enzimatico CYP3A4. La concomitante somministrazione di ebastina e di ketoconazolo o eritromicina (entrambi inibitori del CYP3A4) a volontari sani è stata associata a concentrazioni plasmatiche di ebastina e carebastina significativamente aumentate (vedere paragrafo 4.5).
Sia ebastina che carebastina sono legate alle proteine per più del 95%.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani non sono state osservate alterazioni della farmacocinetica statisticamente rilevanti.
Si è riscontrato che la farmacocinetica di ebastina e del suo metabolita carebastina è lineare nell’intervallo delle dosi terapeutiche di 10-20 mg.
In uno studio crossover tra i prodotti di marca Kestine 10 mg liofilizzato orale e Kestine 10 mg, compressa rivestita con film, le forme farmaceutiche sono risultate bioequivalenti. L’assunzione di acqua dopo Kestine 10 mg liofilizzato orale non ha effetto sulla biodisponibilità di ebastina.
Gruppi speciali di pazienti
Pazienti con insufficienza renale:
In pazienti con insufficienza renale lieve o moderata trattati con 20 mg di ebastina, i valori di AUC e Cmax di carebastina sono aumentati di circa 50 e 80% rispettivamente, nel primo e quinto giorno di trattamento. Inoltre, le concentrazioni plasmatiche non legate alle proteine osservate a dose normalizzata di carebastina erano da 3 a 5 volte più alte rispetto a quelle nei volontari sani. In pazienti con grave insufficienza renale, i valori di AUC e Cmax erano uguali a quelli dei volontari sani. La farmacocinetica di ebastina in termini di AUC e Cmax in pazienti con insufficienza renale era uguale a quella dei volontari sani.
Pazienti con insufficienza epatica:
In pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata trattati con 20 mg di ebastina, le concentrazioni plasmatiche di ebastina e carebastina nel sangue al primo e settimo giorno di trattamento erano uguali a quelle dei volontari sani. In pazienti con grave insufficienza epatica trattati con 10 mg di ebastina, le concentrazioni plasmatiche non legate alle proteine osservate a dose normalizzata di carebastina erano 2-3 volte più alte rispetto a quelle nei pazienti affetti da insufficienza epatica da lieve a moderata.
Informazioni farmaceutiche - EBARIC 10 MG
Mannitolo (E421), Amido di mais, Aroma menta piperita, Aspartame (E951),
Silice colloidale anidra, Sodio stearil fumarato
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Blister in alluminio-PVC/PVdC contenente 10, 20, 30, 50 e 100 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.