SOLIRIS 300 MG CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE
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Classe
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - SOLIRIS 300 MG
Soliris è indicato nel trattamento di adulti e bambini affetti da:
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Emoglobinuria parossistica notturna (EPN).
Le prove del beneficio clinico sono dimostrate in pazienti con emolisi e uno o più sintomi clinici indicativi di un’elevata attività della malattia, indipendentemente dalla storia precedente di trasfusioni (vedere paragrafo 5.1).
-
Sindrome emolitico-uremica atipica (SEUa) (vedere paragrafo 5.1).
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Miastenia gravis generalizzata (MGg) refrattaria in pazienti a partire dai 6 anni di età positivi agli anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (AChR) (vedere paragrafo 5.1).
Soliris è indicato nel trattamento di adulti affetti da:
-
Disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD) in pazienti positivi agli anticorpi anti-acquaporina 4 (AQP4) con decorso recidivante della malattia (vedere paragrafo 5.1).
Soliris deve essere somministrato da un operatore sanitario e sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento di pazienti con disturbi ematologici, renali, neuromuscolari o neuroinfiammatori.
Per i pazienti che hanno ben tollerato le infusioni in ospedale, si può considerare l’infusione domiciliare. La decisione in merito alla possibilità che un paziente riceva infusioni domiciliari deve essere adottata previa valutazione e raccomandazione del medico curante. Le infusioni domiciliari devono essere eseguite da un operatore sanitario qualificato.
Posologia
Per il trattamento della emoglobinuria parossistica notturna (EPN) negli adulti
Il regime posologico per la terapia della EPN in pazienti adulti (≥ 18 anni) consiste in una fase iniziale di 4 settimane, seguita da una fase di mantenimento:
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Fase iniziale: 600 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) ogni settimana per le prime 4 settimane.
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Fase di mantenimento: 900 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) nella quinta settimana, seguita da 900 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) ogni 14 giorni ± 2 giorni (vedere paragrafo 5.1).
Per il trattamento della sindrome emolitico-uremica atipica (SEUa), della Miastenia Gravis generalizzata (MGg) refrattaria e del disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD) negli adulti
Il regime posologico per la terapia della SEUa, della MGg refrattaria e del NMOSD in pazienti adulti (≥ 18 anni) consiste in una fase iniziale di 4 settimane seguita da una fase di mantenimento:
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Fase iniziale: 900 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) ogni settimana per le prime 4 settimane.
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Fase di mantenimento: 1 200 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) nella quinta settimana, seguita da 1 200 mg di Soliris somministrati con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) ogni 14 giorni ± 2 giorni (vedere paragrafo 5.1).
Miastenia Gravis generalizzata (MGg) refrattaria
I dati disponibili suggeriscono che la risposta clinica si ottiene solitamente entro 12 settimane di trattamento con Soliris. Se un paziente non mostra alcuna evidenza di beneficio terapeutico entro 12 settimane, si deve considerare la possibilità di interrompere la terapia.
Pazienti pediatrici nell’EPN, nella SEUa o nella MGg refrattaria
Nei pazienti pediatrici con peso corporeo ≥ 40 kg affetti da EPN, SEUa o MGg refrattaria è utilizzato lo stesso regime posologico raccomandato per gli adulti.
In pazienti pediatrici affetti da EPN, SEUa e MGg refrattaria di peso inferiore a 40 kg, il regime posologico di Soliris è:
| Peso corporeo del paziente | Fase iniziale | Fase di mantenimento |
| da 30 a 40 kg | 600 mg alla settimana per le prime 2 settimane | 900 mg alla settimana 3; poi 900 mg ogni 2 settimane |
| da 20 a< 30 kg | 600 mg alla settimana per le prime 2 settimane | 600 mg alla settimana 3; poi 600 mg ogni 2 settimane |
| da 10 a< 20 kg | 600 mg in dose singola alla settimana 1 | 300 mg alla settimana 2; poi 300 mg ogni 2 settimane |
| da 5 a < 10 kg | 300 mg in dose singolaalla settimana 1 | 300 mg alla settimana 2; poi 300 mg ogni 3 settimane |
Soliris non è stato studiato in pazienti affetti da EPN o MGg refrattaria con peso inferiore ai 40 kg. La posologia di Soliris da utilizzare per i pazienti pediatrici con EPN o MGg refrattaria con peso inferiore ai 40 kg è identica alla raccomandazione posologica basata sul peso fornita per i pazienti pediatrici con SEUa. Sulla base dei dati di farmacocinetica (PK)/farmacodinamica (PD) disponibili per i pazienti con SEUa ed EPN trattati con Soliris, è atteso che questo regime posologico basato sul peso per i pazienti pediatrici determini un profilo di efficacia e sicurezza simile a quello osservato negli adulti. Anche per
i pazienti con MGg refrattaria con peso inferiore ai 40 kg è atteso che questo regime posologico basato sul peso determini un profilo di efficacia e sicurezza simile a quello osservato negli adulti.
In caso di concomitante plasmaferesi (PF), scambio plasmatico (SP) o infusione di plasma (IP) fresco congelato è necessaria una dose supplementare di Soliris secondo lo schema illustrato di seguito:
| Tipo di intervento con plasma | Dose di Soliris più recente | Dose supplementare di Soliris per ogni intervento con PF/SP/IP | Tempistica della somministrazione della dose supplementare diSoliris |
| Plasmaferesi o scambio plasmatico | 300 mg | 300 mg per ogni sessione di plasmaferesi o di scambio plasmatico | Entro 60 minuti dopo ogni plasmaferesi o scambio plasmatico |
| ≥ 600 mg | 600 mg per ogni sessione di plasmaferesi o di scambio plasmatico | ||
| Infusione di plasma frescocongelato | ≥ 300 mg | 300 mg per infusione di plasma fresco congelato | 60 minuti prima di ogni infusione di plasmafresco congelato |
Abbreviazioni: PF/SP/IP = plasmaferesi/scambio plasmatico/infusione di plasma
In caso di trattamento concomitante con immunoglobulina per via endovenosa (IVIg) è necessaria una dose supplementare di Soliris secondo lo schema illustrato di seguito (vedere anche il paragrafo 4.5):
| Dose di Soliris più recente | Dose supplementare di Soliris | Tempistica dellasomministrazione della dose supplementare di Soliris |
| ≥ 900 mg | 600 mg per ciclo di IVIg | Appena possible dopo il ciclo di IVIg |
| ≤ 600 mg | 300 mg per ciclo di IVIg |
Abbreviazione: IVIg = immunoglobulina per via endovenosa
Monitoraggio del trattamento
Nei pazienti affetti da SEUa vanno controllati i segni e i sintomi della microangiopatia trombotica (MT) (vedere paragrafo 4.4, Monitoraggio di laboratorio della SEUa).
Si raccomanda di continuare il trattamento con Soliris per tutta la vita del paziente, a meno che l’interruzione di Soliris non sia clinicamente indicata (vedere paragrafo 4.4).
Anziani
Soliris può essere somministrato a pazienti di età uguale o superiore a 65 anni. Anche se l’esperienza con Soliris in questa popolazione di pazienti è ancora limitata, non esistono prove che indichino la necessità di prendere precauzioni particolari durante il trattamento dei pazienti anziani.
Compromissione renale
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per i pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 5.1).
Compromissione epatica
La sicurezza e l’efficacia di Soliris non sono state studiate in pazienti con compromissione epatica.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Soliris nei bambini con MGg refrattaria di età inferiore a 6 anni non sono state stabilite.
La sicurezza e l'efficacia di Soliris nei bambini con NMOSD di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite.
Modo di somministrazione
Non somministrare con infusioni rapide o iniezioni endovenose in bolo. Soliris deve essere somministrato soltanto per infusione endovenosa, secondo le istruzioni riportate di seguito.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. La soluzione diluita di Soliris deve essere somministrata mediante un’infusione endovenosa della durata di 25-45 minuti (35 minuti ± 10 minuti) negli adulti e di 1-4 ore nei pazienti pediatrici di età inferiore ai 18 anni tramite una fleboclisi a caduta, una pompa a siringa o una pompa per infusione. Non è necessario proteggere dalla luce la soluzione diluita di Soliris durante la somministrazione.
I pazienti devono essere controllati per un’ora dopo la fine dell’infusione. Se si verifica un evento avverso durante la somministrazione di Soliris, l’infusione può essere rallentata o interrotta a discrezione del medico. Se si riduce la velocità di infusione, il tempo totale di infusione non può superare le due ore negli adulti e le quattro ore nei pazienti pediatrici di età inferiore ai 18 anni.
I dati di sicurezza disponibili a supporto delle infusioni domiciliari sono limitati, si raccomandano ulteriori precauzioni nell'ambiente domestico, come la disponibilità di un trattamento di emergenza delle reazioni all’infusione o dell’anafilassi. Le reazioni all’infusione sono descritte nei paragrafi 4.4 e
4.8 del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.
Ipersensibilità a eculizumab, alle proteine murine o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
La terapia con Soliris non deve essere iniziata in pazienti (vedere paragrafo 4.4):
-
con infezione da Neisseria meningitidis non risolta.
-
non attualmente vaccinati contro Neisseria meningitidis a meno che non siano sottoposti ad una profilassi antibiotica appropriata per 2 settimane dopo la vaccinazione.
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
È improbabile che Soliris produca effetti sulla componente aplastica dell’anemia nei pazienti con EPN.
Infezione meningococcica
Per il suo meccanismo d’azione, Soliris determina un aumento della suscettibilità del paziente all’infezione meningococcica (Neisseria meningitidis). Può verificarsi una malattia meningococcica dovuta a qualsiasi sierogruppo. Per ridurre il rischio di infezione, tutti i pazienti devono essere vaccinati almeno 2 settimane prima del trattamento con Soliris, a meno che il rischio di ritardare la terapia con Soliris non sia maggiore dei rischi di contrarre un’infezione meningococcica. I pazienti che iniziano il trattamento con Soliris prima che siano trascorse 2 settimane dalla somministrazione del vaccino tetravalente contro il meningococco devono essere sottoposti ad una profilassi antibiotica appropriata fino a 2 settimane dopo la vaccinazione. Si raccomandano i vaccini contro tutti i sierogruppi disponibili inclusi A, C, Y, W 135 e B per prevenire i sierogruppi meningococcici patogeni più comuni. I pazienti devono essere vaccinati e rivaccinati conformemente alle linee guida nazionali vigenti sulla vaccinazione per l’impiego dei vaccini.
La vaccinazione può ulteriormente attivare il complemento. Di conseguenza, i pazienti con malattie complemento mediate, incluse EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD, possono manifestare un aumento dei segni e sintomi della malattia di base, quali emolisi (EPN), MT (SEUa), esacerbazione di
MG (MGg refrattaria) o recidiva (NMOSD). Pertanto, i pazienti devono essere monitorati attentamente in relazione ai sintomi della malattia dopo aver effettuato la vaccinazione raccomandata.
La vaccinazione può non essere sufficiente a prevenire l’infezione meningococcica. Si devono tenere in considerazione le indicazioni ufficiali sull’uso appropriato di agenti antibatterici. Sono stati segnalati casi gravi o fatali di infezione meningococcica in pazienti trattati con Soliris. La sepsi è una manifestazione comune delle infezioni meningococciche nei pazienti trattati con Soliris (vedere paragrafo 4.8). Tutti i pazienti devono essere controllati per verificare la comparsa dei segni precoci dell’infezione meningococcica, valutati immediatamente se si sospetta l’infezione e trattati con antibiotici appropriati se necessario. I pazienti vanno informati di questi segni e sintomi nonché delle misure da intraprendere per consultare immediatamente il medico. I medici devono discutere con i pazienti dei benefici e dei rischi della terapia con Soliris e fornire ai pazienti la Guida per i pazienti e la Scheda per il paziente (vedere il foglio illustrativo per la descrizione).
Altre infezioni sistemiche
Per il meccanismo d’azione del medicinale, la terapia con Soliris deve essere somministrata con cautela in pazienti con infezioni sistemiche in fase attiva. I pazienti possono manifestare una aumentata suscettibilità alle infezioni, in particolare dovute a Neisseria e batteri capsulati. Sono state segnalate gravi infezioni dovute alle specie di Neisseria (diverse da Neisseria meningitidis), comprese le infezioni gonococciche disseminate.
Ai pazienti devono essere fornite le informazioni presenti nel foglio illustrativo per aumentare la consapevolezza delle potenziali infezioni gravi e dei relativi segni e sintomi. I medici devono fornire consulenza ai pazienti in merito alla prevenzione della gonorrea.
Reazioni all’infusione
La somministrazione di Soliris può causare reazioni infusionali o immugenicità che potrebbero indurre reazioni allergiche o da ipersensibilità (compresa l’anafilassi). Negli studi clinici 1 (0,9%) paziente con MGg refrattaria ha manifestato una reazione infusionale che ha richiesto la sospensione di Soliris. Nessun paziente pediatrico con EPN, SEUa, MGg refrattaria o NMOSD ha sofferto di reazioni infusionali che comportassero la sospensione di Soliris. La somministrazione di Soliris deve essere interrotta in tutti i pazienti nei quali si verifichino gravi reazioni infusionali; a questi pazienti va somministrata un’appropriata terapia medica.
Immunogenicità
In tutti gli studi clinici si sono osservate rare risposte anticorpali nei pazienti trattati con Soliris. Negli studi clinici condotti in pazienti con EPN controllati verso placebo si sono osservate risposte anticorpali a basso titolo con una frequenza (3,4%) simile a quella del placebo (4,8%).
Nei pazienti affetti da SEUa trattati con Soliris, sono stati rilevati anticorpi contro Soliris in 3/100 (3%) mediante test ECL di tipo “bridging”. 1/100 (1%) pazienti con SEUa aveva bassi valori positivi per gli anticorpi neutralizzanti.
In uno studio controllato verso placebo in pazienti affetti da MGg refrattaria, nessuno (0/62) dei pazienti trattati con Soliris ha evidenziato una risposta anticorpale anti-farmaco durante le
26 settimane di trattamento attivo, mentre in uno studio di estensione in pazienti affetti da MGg refrattaria in totale 3 su 117 (2,6%) complessivamente risultavano positivi agli ADA (Anti-Drug Antibodies, anticorpi anti-farmaco) in qualche visita post-basale. I risultati ADA-positivi sono apparsi transitori, poiché titoli positivi non sono stati osservati nelle visite successive e non vi sono stati in questi pazienti reperti clinici indicativi di un effetto dei titoli ADA-positivi
In uno studio controllato verso placebo in pazienti affetti da NMOSD, 2 dei 95 pazienti (2,1%) trattati con Soliris hanno evidenziato una risposta anticorpale anti-farmaco post-basale. Entrambi i pazienti erano negativi per gli anticorpi neutralizzanti. I campioni positivi agli ADA erano a basso titolo e transitori. Non c’è stata alcuna correlazione osservabile tra lo sviluppo di anticorpi e la risposta clinica o gli eventi avversi.
Immunizzazione
Prima di iniziare la terapia con Soliris, si raccomanda che i pazienti affetti da EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD siano vaccinati seguendo le attuali linee guida sulla vaccinazione. Inoltre, tutti i pazienti devono essere vaccinati contro le infezioni meningococciche almeno 2 settimane prima del trattamento con Soliris, a meno che il rischio di ritardare la terapia con Soliris non sia maggiore del rischio di contrarre un’infezione meningococcica. I pazienti che iniziano il trattamento con Soliris prima che siano trascorse 2 settimane dalla somministrazione del vaccino tetravalente contro il meningococco devono essere sottoposti ad una profilassi antibiotica appropriata per 2 settimane dopo la vaccinazione.
Si raccomanda l’uso di vaccini contro tutti i sierogruppi disponibili inclusi A, C, Y, W 135 e B per prevenire i sierogruppi meningococcici patogeni più comuni. I pazienti devono essere vaccinati e rivaccinati conformemente alle linee guida nazionali vigenti sulla vaccinazione (vedere Infezione meningococcica).
I pazienti di età inferiore ai 18 anni devono essere vaccinati contro le infezioni da Haemophilus influenzae e da pneumococco e devono rispettare rigorosamente le raccomandazioni nazionali di vaccinazione per ciascuna fascia di età.
La vaccinazione può ulteriormente attivare il complemento. Di conseguenza, i pazienti con malattie complemento-mediate, incluse EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD possono manifestare un aumento dei sintomi della malattia di base, quali emolisi (EPN), MT (SEUa), esacerbazione di MG (MGg refrattaria) o recidiva (NMOSD). Pertanto, i pazienti devono essere monitorati attentamente in relazione ai sintomi della malattia dopo aver effettuato la vaccinazione raccomandata.
Terapia anticoagulante
Il trattamento con Soliris non deve alterare la terapia anticoagulante. Terapie immunosoppressive e inibitori dell'acetilcolinesterasi
MGg refrattaria
Quando le terapie immunosoppressive e gli inibitori dell’acetilcolinesterasi vengono ridotti o interrotti, i pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni di esacerbazione della malattia.
Disturbo dello spettro della neuromielite ottica
Quando la terapia immunosoppressiva viene ridotta o interrotta, i pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni e sintomi di una potenziale recidiva del NMOSD.
Monitoraggio di laboratorio della EPN
Nei pazienti affetti da EPN vanno controllati i segni e i sintomi di emolisi intravascolare, compresi i livelli sierici di lattato deidrogenasi (LDH). In modo analogo, nei pazienti affetti da EPN trattati con Soliris va controllata la presenza di emolisi intravascolare misurandoi livelli di LDH; è possibile che ciò richieda un aggiustamento della posologia nell’ambito dello schema posologico raccomandato di 14 ± 2 giorni durante la fase di mantenimento (fino a cicli di 12 giorni).
Monitoraggio di laboratorio della SEUa
Nei pazienti affetti da SEUa trattati con Soliris la presenza della microangiopatia trombotica (MT) va controllata mediante la misurazione della conta piastrinica e dei livelli sierici di lattato deidrogenasi (LDH) e di creatinina; è possibile che ciò richieda un aggiustamento della posologia nell’ambito dello schema posologico raccomandato di 14 ± 2 giorni durante la fase di mantenimento (fino a cicli di
12 giorni).
Sospensione del trattamento per EPN
Se i pazienti affetti da EPN sospendono il trattamento con Soliris, devono essere attentamente monitorati per i segni e i sintomi di emolisi intravascolare grave. L’emolisi grave è identificata da livelli sierici di LDH superiori rispetto ai livelli osservati prima dell’inizio della terapia, associati a uno o più dei seguenti eventi: diminuzione assoluta delle dimensioni del clone EPN superiore al 25% (in assenza di diluizione dovuta a trasfusione) nell’arco di una settimana o meno; livello di emoglobina < 5 g/dL o diminuzione di > 4 g/dL nell’arco di una settimana o meno; angina; alterazione dello stato mentale; aumento del 50% del livello di creatinina sierica; trombosi. I pazienti che sospendono la terapia con Soliris devono essere monitorati per almeno 8 settimane per rilevare grave emolisi e altre reazioni.
Se si dovesse riscontrare grave emolisi dopo la sospensione della terapia con Soliris, si consiglia di valutare l’adozione delle seguenti procedure o l’avvio dei seguenti trattamenti: trasfusione di sangue (concentrati eritrocitari) o exsanguino trasfusione, se i globuli rossi della EPN sono > 50% rispetto ai globuli rossi totali per citometria a flusso; anticoagulazione; corticosteroidi; ripresa della terapia con Soliris. Negli studi clinici su pazienti affetti da EPN, 16 pazienti hanno sospeso la terapia con Soliris. Non è stata osservata un’emolisi grave.
Sospensione del trattamento per SEUa
A seguito della sospensione del trattamento con Soliris, in alcuni pazienti, sono state osservate complicanze di microangiopatia trombotica già dalla settimana 4 e fino alla settimana 127. La sospensione del trattamento deve essere considerata solo se giustificata clinicamente.
Negli studi clinici relativi alla SEUa, 61 pazienti (di cui 21 in età pediatrica) hanno interrotto il trattamento con Soliris con un periodo mediano di follow up di 24 settimane. Dopo interruzione del trattamento, quindici complicanze severe di microangiopatia trombotica sono state osservate in
12 pazienti e 2 complicanze severe di microangiopatia trombotica si sono verificate in due ulteriori pazienti che avevano ricevuto ridotti regimi posologici di Soliris al di fuori dei regimi posologici approvati (vedere paragrafo 4.2). Le complicanze severe di microangiopatia trombotica si sono verificate nei pazienti indipendentemente se fossero portatori di mutazioni genetiche identificate, polimorfismo ad alto rischio o auto-anticorpi. Ulteriori complicanze mediche serie si sono verificate in questi pazienti, inclusi severo peggioramento della funzionalità renale, ospedalizzazione legata alla patologia e progressione della nefropatia fino allo stadio terminale, richiedendo trattamento dialitico. Nonostante la ripresa di Soliris dopo interruzione, in un paziente si è verificata la progressione della nefropatia fino allo stadio terminale.
Se i pazienti con SEUa sospendono il trattamento con Soliris devono essere seguiti attentamente per individuare segni e sintomi di complicanze gravi di microangiopatia trombotica. Il monitoraggio può non essere sufficiente per prevedere o prevenire le complicanze severe di microangiopatia trombotica nei pazienti con SEUa dopo interruzione di Soliris.
Gravi complicanze di microangiopatia trombotica post-interruzione possono essere identificate da
(i) due dei seguenti eventi, o dal verificarsi più volte di uno degli stessi: una diminuzione della conta piastrinica del 25% o più rispetto al basale o alla conta piastrinica di picco durante il trattamento con Soliris; un aumento della creatinina sierica del 25% o più rispetto al basale o al nadir durante il trattamento con Soliris, oppure, aumento dell’LDH sierica del 25% o più rispetto al basale o al nadir durante il trattamento con Soliris; o (ii) uno dei seguenti eventi: alterazione dello stato mentale o convulsioni; angina o dispnea; trombosi.
Se dovessero comparire complicanze gravi di microangiopatia trombotica dopo la sospensione della terapia con Soliris, si consiglia di valutare la ripresa della terapia con Soliris, il supporto con SP/IP o misure appropriate di supporto organo-specifiche tra cui la dialisi come supporto nella malattia renale, supporto respiratorio mediante ventilazione artificiale o la terapia anticoagulante.
Sospensione del trattamento per la MGg refrattaria
L’uso di Soliris nel trattamento della MGg refrattaria è stato studiato solo nel contesto della somministrazione cronica. I pazienti che interrompono il trattamento con Soliris devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di esacerbazione della malattia.
Sospensione del trattamento per il NMOSD
L’uso di Soliris nel trattamento del NMOSD è stato studiato solo nel contesto della somministrazione cronica e l’effetto della sospensione di Soliris non è stato caratterizzato. I pazienti che interrompono il trattamento con Soliris devono essere attentamente monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di una potenziale recidiva del NMOSD.
Materiale educazionale
Tutti i medici che intendono prescrivere Soliris devono conoscere la Guida per gli operatori sanitari alla prescrizione. I medici devono discutere con i pazienti dei benefici e dei rischi della terapia con Soliris e fornire ai pazienti una Guida per i pazientie la Scheda per il paziente.
I pazienti devono essere avvertiti che se hanno febbre, mal di testa associato a febbre e/o rigidità del collo o sensibilità alla luce, devono immediatamente rivolgersi a un medico poiché tali segni possono essere associati ad un’infezione meningococcica.
Eccipienti con effetto noto
Sodio
Una volta diluito con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/mL (0,9%), questo medicinale contiene 0,88 g di sodio per 240 mL alla dose massima, equivalente al 44,0% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS, che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Una volta diluito con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 4,5 mg/mL (0,45%), questo medicinale contiene 0,67 g di sodio per 240 mL alla dose massima, equivalente al 33,5% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS, che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.
Polisorbato 80
Questo medicinale contiene 6,6 mg di polisorbato 80 per ogni flaconcino (30mL flaconcino) equivalente a 0,66 mg/kg o meno alla dose massima per pazienti adulti e pazienti pediatrici con peso corporeo superiore a 10 kg ed equivalente a 1,32 mg/kg o meno alla dose massima per pazienti pediatrici con peso corporeo compreso tra 5 e <10 kg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.
Non sono stati effettuati studi d’interazione. Sulla base del potenziale effetto inibitorio di eculizumab sulla citotossicità complemento-dipendente di rituximab, eculizumab può ridurre gli effetti farmacodinamici attesi di rituximab.
Il trattamento con scambio plasmatico (SP), plasmaferesi (PF), infusione di plasma (IP) fresco congelato e immunoglobulina per via endovenosa (IVIg) ha mostrato di ridurre i livelli sierici di eculizumab. In contesti di questo tipo è necessaria una dose supplementare di eculizumab. Per una guida in caso di trattamento concomitante con SP, PF, IP o IVIg, vedere paragrafo 4.2.
L’uso concomitante di eculizumab con immunoglobulina per via endovenosa (IVIg) può ridurre l’efficacia di eculizumab. Monitorare attentamente per rilevare una riduzione dell’efficacia di eculizumab.
L’uso concomitante di eculizumab con bloccanti del recettore Fc neonatale (FcRn) può abbassare le esposizioni sistemiche e ridurre l’efficacia di eculizumab. Monitorare attentamente per rilevare una riduzione dell’efficacia di eculizumab.
Per le donne in età fertile deve essere considerato l’uso di misure contraccettive adeguate per la prevenzione della gravidanza e per almeno 5 mesi dopo l’ultima dose di trattamento con eculizumab.
Gravidanza
Non esistono studi ben controllati in donne in gravidanza trattate con eculizumab. I dati relativi a un numero limitato di gravidanze esposte a eculizumab (meno di 300 esiti di gravidanze esposte) indicano che non vi è un aumento del rischio di malformazioni fetali o tossicità fetale/neonatale. Tuttavia, a causa dell’assenza di studi ben controllati permangono incertezze. Si raccomanda pertanto un’analisi rischio/beneficio individuale prima di iniziare e durante il trattamento con eculizumab in donne in gravidanza. Qualora si consideri necessario tale trattamento durante la gravidanza, si raccomanda un attento monitoraggio materno e fetale secondo le linee guida locali.
Con eculizumab non sono stati effettuati studi di riproduzione sugli animali (vedere paragrafo 5.3).
È noto che le IgG umane attraversano la barriera placentare umana; di conseguenza, eculizumab può provocare una inibizione del complemento terminale nella circolazione fetale. Pertanto, Soliris deve essere somministrato in gravidanza soltanto se strettamente necessario.
Allattamento
Non si prevedono effetti di eculizumab su neonati/lattanti dal momento che i limitati dati disponibili suggeriscono che eculizumab non è escreto nel latte materno. Tuttavia, a causa della limitatezza dei dati disponibili, i benefici dell’allattamento con latte materno per la salute e per lo sviluppo devono essere considerati unitamente alla necessità clinica di eculizumab per la madre e ai potenziali effetti avversi sul lattante causati da eculizumab o dalle condizioni cliniche materne di base.
Fertilità
Nessuno studio clinico specifico sulla fertilità di eculizumab è stato condotto.
Soliris non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.
Sintesi del profilo di sicurezza
I dati di sicurezza a supporto sono stati ottenuti da 33 studi clinici completati che hanno incluso 1 555 pazienti trattati con eculizumab in popolazioni di pazienti con diverse malattie
complemento-mediate, comprese EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD. La reazione avversa più comune è stata la cefalea (verificatasi soprattutto nella fase iniziale della somministrazione) e la reazione avversa più grave è stata l’infezione meningococcica.
Tabella delle reazioni avverse
La Tabella 1 mostra le reazioni avverse raccolte mediante le segnalazioni spontanee e negli studi clinici completati con eculizumab, inclusi studi su EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD. Le reazioni avverse a eculizumab riportate con frequenza molto comune (≥1/10), comune (≥1/100,
<1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000) o non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili), sono elencate secondo classificazione per sistemi e organi e per termine preferito. All’interno di ogni gruppo di frequenza le reazioni avverse sono elencate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 1: Reazioni avverse osservate negli studi clinici con eculizumab, compresi i pazienti con EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD, e nell’esperienza successiva all’immissione in commercio
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Molto comune (≥1/10) | Comune(≥1/100,<1/10) | Non comune(≥1/1 000, <1/100) | Raro(≥1/10 000,<1/1 000) | Non nota (non può essere definita sulla base dei datidisponibili) |
| Infezioni ed infestazioni | Infezione polmonare, infezione delle vie respiratorie superiori, bronchite, nasofaringite, infezione delle vie urinarie, herpes orale | Infezione meningococcicab, sepsi, shock settico, peritonite, infezione delle vie respiratorie inferiori, infezione micotica, infezione virale, ascessoa, cellulite, influenza, infezione gastrointestinale, cistite, infezione,sinusite, gengivite | Infezione da Aspergillusc, artrite battericac, infezione gonococcica del tratto genitourinario, infezione da Haemophilus, impetigine | ||
| Tumori benigni, maligni e non specificati (inclcisti e polipi) | Melanoma maligno, sindrome mielodisplastica | ||||
| Patologie del sistema emolinfopoietic o | Leucopenia, anemia | Trombocitopenia, linfopenia | Emolisi*, fattore di coagulazione anormale, agglutinazione eritrocitaria,coagulopatia | ||
| Disturbi del sistema immunitario | Reazione anafilattica, ipersensibilità | ||||
| Patologie endocrine | Malattia di Graves | ||||
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Appetito ridotto | ||||
| Disturbi psichiatrici | Insonnia | Depressione, ansia, sbalzi di umore, disturbo del sonno | Sogni anormali |
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Molto comune (≥1/10) | Comune(≥1/100,<1/10) | Non comune(≥1/1 000, <1/100) | Raro(≥1/10 000,<1/1 000) | Non nota (non può essere definita sulla base dei datidisponibili) |
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Capogiro | Parestesia, tremore, disgeusia, sincope | ||
| Patologie dell’occhio | Visione offuscata | Irritazionedella congiuntiva | |||
| Patologiedell’orecchio e del labirinto | Tinnito, vertigini | ||||
| Patologie cardiache | Palpitazione | ||||
| Patologie vascolari | Ipertensione | Ipertensione accelerata, ipotensione, vampata di calore,disturbo venoso | Ematoma | ||
| Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche | Tosse, dolore orofaringeo | Dispnea, epistassi, irritazione della gola, congestionenasale, rinorrea | |||
| Patologie gastrointestinal i | Diarrea, vomito, nausea, doloreaddominale | Stipsi, dispepsia, distensione dell’addome | Malattia da reflusso gastroesofageo, doloregengivale | ||
| Patologie epatobiliari | Alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, gamma-glutamiltransferasiaumentata | Itterizia | Lesione del fegatod | ||
| Patologie della cute e del tessutosottocutaneo | Eruzione cutanea, prurito,alopecia | Orticaria, eritema, petecchie, iperidrosi, cutesecca, dermatite | Depigmentazi one cutanea | ||
| Patologie del sistema muscoloschelet rico e del tessutoconnettivo | Artralgia, mialgia, dolore agli arti | Spasmi muscolari, dolore osseo, dolore dorsale, dolore al collo | Trisma, tumefazione articolare |
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Molto comune (≥1/10) | Comune(≥1/100,<1/10) | Non comune(≥1/1 000, <1/100) | Raro(≥1/10 000,<1/1 000) | Non nota (non può essere definita sulla base dei datidisponibili) |
| Patologie renali e urinarie | Compromissione renale, disuria, ematuria | ||||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e dellamammella | Erezione spontanea del pene | Disturbo mestruale | |||
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Piressia, stanchezza, malattia simil-influenzale | Edema, fastidio al torace, astenia, dolore toracico, dolore in sede di infusione, brividi | Stravaso, parestesia in sede di infusione, sensazione di caldo | ||
| Esami diagnostici | Ematocrito diminuito, emoglobinadiminuita | Test di Coombs positivoc | |||
| Traumatismi, intossicazioni ecomplicazioni da procedura | Reazione correlata a infusione |
Studi inclusi: asma (C07-002), SEUa (C08-002, C08-003, C10-003, C10-004), dermatomiosite (C99-006), MGg refrattaria (C08-001, ECU-MG-301, ECU-MG-302, ECU-MG-303), disturbo dello spettro della neuromielite ottica (ECU-NMO-301, ECU-NMO-302), MG idiopatica (C99-004, E99-004), EPN (C02-001, C04-001, C04-002, C06-002, C07-001, E02-001, E05-001, E07-001, M07-005, X03-001, X03-001A), psoriasi (C99-007), AR (C01-004, C97-001, C99-001, E01-004, E99-001), SEU da STEC (C11-001), LES (C97-002). MedDRA
versione 26.1.
*Vedere paragrafo Descrizione di reazioni avverse selezionate.
a Ascesso comprende il seguente gruppo di PT: ascesso di un arto, ascesso del colon, ascesso renale, ascesso sottocutaneo, ascesso del dente, ascesso del fegato, ascesso perirettale, ascesso del retto.
b Infezione meningococcica comprende il seguente gruppo di PT: infezione meningococcica, sepsi meningococcica, meningite meningococcica.
c Reazioni avverse al farmaco (ADR) identificate durante il periodo successivo all’immissione in commercio
d La frequenza non può essere definita sulla base dei dati post-marketing disponibili.
Descrizione delle reazioni avverse selezionate
In tutti gli studi clinici la reazione avversa più grave è stata la sepsi meningococcica, che è una manifestazione comune delle infezioni meningococciche nei pazienti trattati con Soliris (vedere paragrafo 4.4).
Sono stati segnalati altri casi dovuti a specie di Neisseria, comprese sepsi da Neisseria gonorrhoeae, Neisseria sicca/subflava, Neisseria spp non specificata.
Anticorpi contro Soliris sono stati riscontrati nel 2% dei pazienti con EPN utilizzando il test ELISA, nel 3% dei pazienti con SEUa e nel 2% dei pazienti con NMOSD utilizzando il test ECL di tipo “bridging”. Negli studi controllati verso placebo nella MGg refrattaria non sono stati osservati
anticorpi anti-farmaco. Come per tutte le proteine, non si può escludere una potenziale immunogenicità.
Sono stati segnalati episodi di emolisi in concomitanza alla mancata o ritardata somministrazione di Soliris in studi clinici EPN (vedere anche paragrafo 4.4).
Sono stati segnalati casi di complicanze di microangiopatia trombotica in concomitanza alla mancata o ritardata somministrazione di Soliris in studi clinici SEUa (vedere anche paragrafo 4.4).
Popolazione pediatrica
Nei pazienti bambini e adolescenti affetti da EPN (di età compresa fra 11 e 18 anni non compiuti) inclusi nello studio pediatrico EPN M07-005, il profilo di sicurezza è apparso simile a quello osservato nei pazienti adulti affetti da EPN. La reazione avversa più comune riportata nei pazienti pediatrici è stata la cefalea.
Nei pazienti pediatrici affetti da SEUa (di età compresa fra 2 mesi e 18 anni non compiuti) inclusi negli studi per la SEUa C08-002, C08-003, C09-001r e C10-003, il profilo di sicurezza è apparso simile a quello osservato in pazienti adulti affetti da SEUa. I profili di sicurezza nei differenti sottogruppi di pazienti in età pediatrica sembrano simili.
Nei pazienti pediatrici affetti da MGg refrattaria (di età compresa fra 12 e 18 anni non compiuti) inclusi nello studio ECU-MG-303, il profilo di sicurezza è apparso simile a quello osservato nei pazienti adulti con MGg refrattaria.
Popolazione anziana
Non sono state riportate differenze generali nella sicurezza tra pazienti con MGg refrattaria anziani
(≥ 65 anni) e più giovani (< 65 anni) (vedere paragrafo 5.1). Pazienti con altre patologie
Dati di sicurezza derivanti da altri studi clinici
Ulteriori dati di sicurezza a supporto sono stati ottenuti in 12 studi clinici completati su 934 pazienti trattati con eculizumab per altre popolazioni con patologia diversa da EPN, SEUa, MGg refrattaria o NMOSD. In un paziente non vaccinato affetto da glomerulonefropatia membranosa idiopatica si è verificata una meningite meningococcica. Le reazioni avverse osservate nei pazienti con condizioni diverse da EPN, SEUa, MGg refrattaria o NMOSD sono state simili a quelle riportate nei pazienti con EPN, SEUa, MGg refrattaria o NMOSD (vedere sopra Tabella 1). Non sono emerse specifiche reazioni avverse da questi studi clinici.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Proprietà farmacologiche - SOLIRIS 300 MG
Categoria farmacoterapeutica: Inibitori del Complemento, codice ATC: L04AJ01
Soliris è un anticorpo monoclonale IgG2/4k ricombinante umanizzato, che si lega alla proteina umana C5 del complemento, inibendo così l’attivazione della porzione terminale della cascata del complemento. L’anticorpo di Soliris contiene regioni costanti umane e regioni murine determinanti la complementarità collocate nell’ambito delle regioni variabili umane delle catene leggere e pesanti.
Soliris è costituito da due catene pesanti di 448 amminoacidi e da due catene leggere di 214 amminoacidi, e ha un peso molecolare di 148 kDa circa.
Soliris è prodotto da un sistema di espressione di mieloma murino (linea cellulare NS0) ed è purificato per cromatografia d’affinità e cromatografia a scambio ionico. Il processo di fabbricazione del principio attivo comprende anche fasi specifiche di inattivazione e di rimozione dei virus.
Meccanismo d’azione
Eculizumab, il principio attivo di Soliris, è un inibitore della porzione terminale della cascata del complemento, che si lega specificatamente e con elevata affinità alla proteina C5. In questo modo inibisce il suo clivaggio in C5a e C5b e previene la formazione del complesso C5b-9 della porzione terminale della cascata del complemento. Eculizumab mantiene le componenti precoci dell’attivazione del complemento che sono essenziali per l’opsonizzazione dei microrganismi e la clearance degli immunocomplessi.
Nei pazienti affetti da EPN il trattamento con Soliris blocca l’attivazione incontrollata della porzione terminale della cascata del complemento e la conseguente emolisi intravascolare mediata dal complemento.
Nella maggior parte dei pazienti con EPN sono sufficienti concentrazioni sieriche di eculizumab di circa 35 microgrammi/mL per un’inibizione sostanzialmente completa dell’emolisi intravascolare mediata dalla porzione terminale della cascata del complemento.
Nei pazienti affetti da EPN, la somministrazione cronica di Soliris ha provocato una riduzione rapida e mantenuta nel tempo dell’attività emolitica mediata dal complemento.
Nei pazienti affetti da SEUa, il trattamento con Soliris blocca l’attivazione incontrollata della porzione terminale della cascata del complemento e la conseguente microangiopatia trombotica mediata dal complemento.
In tutti i pazienti trattati con Soliris secondo la posologia raccomandata è stata dimostrata una riduzione dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento rapida e mantenuta nel tempo. In tutti i pazienti affetti da SEUa, sono sufficienti concentrazioni sieriche di eculizumab di circa 50-100 microgrammi/mL per una inibizione sostanzialmente completa dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento.
Nella SEUa la somministrazione cronica di Soliris ha comportato una riduzione della microangiopatia trombotica mediata dal complemento rapida e mantenuta nel tempo.
Nei pazienti affetti da MGg refrattaria, l’attivazione incontrollata della porzione terminale della cascata del complemento causa lisi dipendente dal Complesso di Attacco alla Membrana (MAC) e infiammazione dipendente da C5a in corrispondenza della giunzione neuromuscolare (GNM), portando ad un difetto della trasmissione neuromuscolare. La somministrazione cronica di Soliris produce un’inibizione dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento immediata, completa e mantenuta nel tempo (concentrazioni sieriche di eculizumab ≥ 116 microgrammi/mL).
Nei pazienti affetti da NMOSD, l’attivazione incontrollata della porzione terminale della cascata del complemento causata dagli autoanticorpi anti-AQP4 porta allo sviluppo di infiammazione dipendente dal MAC e da C5a, che provoca necrosi degli astrociti e aumento della permeabilità della barriera
ematoencefalica, nonché morte degli oligodendrociti e dei neuroni circostanti. La somministrazione cronica di Soliris produce un’inibizione immediata, completa e sostenuta nel tempo dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento (concentrazioni sieriche di eculizumab
≥ 116 microgrammi/mL). Efficacia e sicurezza clinica
Emoglobinuria parossistica notturna
La sicurezza e l’efficacia di Soliris nel trattamento dei pazienti affetti da EPN con emolisi sono state valutate in uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo di 26 settimane
(C04-001). I pazienti con EPN sono stati trattati con Soliris anche in uno studio a singolo braccio di 52 settimane (C04-002) e in uno studio di estensione a lungo termine (E05-001). Prima di essere sottoposti alla terapia con Soliris i pazienti sono stati vaccinati contro l’infezione meningococcica. In tutti gli studi la dose di eculizumab era di 600 mg, somministrati ogni 7 ± 2 giorni per 4 settimane, seguita da 900 mg 7 ± 2 giorni dopo e quindi da una dose di 900 mg ogni 14 ± 2 giorni per tutta la durata dello studio. Soliris è stato somministrato con un’infusione endovenosa di 25-45 minuti
(35 minuti ± 10 minuti). È stato anche attivato il Registro osservazionale non-interventistico dei pazienti con EPN (M07-001) per caratterizzare la storia naturale dell’EPN nei pazienti non trattati e i risultati clinici durante il trattamento con Soliris.
Nello studio C04-001 (TRIUMPH) sono stati randomizzati a Soliris (n = 43) o placebo (n = 44) pazienti con EPN che avessero ricevuto almeno 4 trasfusioni nei 12 mesi precedenti, con la conferma per citometria a flusso di almeno il 10% di cellule EPN e con una conta piastrinica di
almeno 100.000/microlitro. Prima della randomizzazione tutti i pazienti sono stati sottoposti a un periodo di osservazione iniziale per confermare la necessità di trasfusione di eritrociti (RBC) e per determinare la concentrazione emoglobinica (“livello predefinito”) in base alla quale sarebbero stati definiti gli esiti di stabilizzazione dell’emoglobina e di trasfusione di ciascun paziente. Il livello predefinito dell’emoglobina era inferiore o pari a 9 g/dL nei pazienti con sintomi e inferiore o pari a 7 g/dL nei pazienti senza sintomi. Gli endpoint primari di efficacia erano la stabilizzazione dell’emoglobina (pazienti che mantenevano una concentrazione di emoglobina al di sopra del livello
predefinito e senza che si rendessero necessarie trasfusioni RBC per tutto il periodo di 26 settimane) e la necessità di una trasfusione di sangue. Tra gli endpoint secondari importanti vi erano stanchezza e qualità della vita correlata allo stato di salute. L’emolisi veniva monitorata perlopiù misurando i livelli sierici di LDH, mentre la proporzione di globuli rossi (RBC) della EPN veniva monitorata con citometria a flusso. Nei pazienti in terapia con anticoagulanti e corticosteroidi sistemici al basale il trattamento non è stato interrotto. Le principali caratteristiche al basale erano bilanciate (vedere Tabella 2).
Nello studio C04-002 (SHEPHERD) non controllato sono stati inseriti pazienti con EPN che avessero ricevuto almeno una trasfusione nei 24 mesi precedenti e con almeno 30 000 piastrine/microlitro; a questi pazienti Soliris è stato somministrato per un periodo di 52 settimane. I trattamenti concomitanti comprendevano agenti antitrombotici (63% dei pazienti) e corticosteroidi sistemici (40% dei pazienti). Le caratteristiche al basale sono riportate in Tabella 2.
| C04-001 | C04-002 | ||
| Parametro Placebo | Soliris | Soliris | |
| N = 44 | N = 43 | N = 97 | |
| Età media (DS) 38,4 (13,4) | 42,1 (15,5) | 41,1 (14,4) | |
| Sesso femminile (%) 29 (65,9) | 23 (53,5) | 49 (50,5) | |
| Storia di anemia aplastica o sindrome 12 (27,3) | (18,7) | 29 (29,9) | |
| Assunzione contemporanea di 20 (45,5) | 24 (55,8) | 59 (61) | |
| Assunzione contemporanea di 16 (36,4) | 14 (32,6) | 46 (47,4) | |
| Sospensione del trattamento 10 | 2 | 1 | |
| Trasfusione di eritrociti concentrati nei 12 17,0 (13,5; 25,0) | 18,0 (12,0; | 8,0 (4,0; 24,0) | |
| mesi precedenti (mediana (Q1, Q3)) | 24,0) | ||
| Livello medio di Hb (g/dL) al livello | 7,7 (0,75) | 7,8 (0,79) | N/A |
| predefinito (DS) | |||
| Livelli di LDH pre-trattamento (mediana, | 2.234,5 | 2.032,0 | 2.051,0 |
| U/L) | |||
| Emoglobina libera al basale (mediana, | 46,2 | 40,5 | 34,9 |
| mg/dL) | |||
Tabella 2: Caratteristiche demografiche dei pazienti degli studi C04-001 e C04-002
mielodisplastica (%) anticoagulanti (%) steroidi/immunosoppressori (%)
Nello studio TRIUMPH il trattamento con Soliris ha ridotto significativamente (p < 0,001) l’emolisi, inducendo miglioramenti dell’anemia, come indicato da un incremento della stabilizzazione dell’emoglobina e dalla ridotta necessità di trasfusioni RBC rispetto al gruppo trattato con placebo (vedere Tabella 3). Questi effetti si sono osservati nei pazienti di ciascuna delle tre fasce di trasfusione RBC precedenti lo studio (4-14 unità; 15-25 unità; > 25 unità). Dopo 3 settimane di trattamento con Soliris, i pazienti hanno riferito un minore affaticamento e un miglioramento della qualità della vita determinato dallo stato di salute. Per le dimensioni del campione dello studio e per la sua durata, non è stato possibile valutare gli effetti di Soliris sugli eventi tromboembolici. Nello studio SHEPHERD, hanno completato lo studio 96 sui 97 pazienti reclutati (un paziente è deceduto in seguito a un evento trombotico). Per tutto il periodo di trattamento si è osservata una riduzione dell’emolisi intravascolare, misurata dai livelli sierici di LDH, con una conseguente rarefazione delle trasfusioni, una diminuzione della necessità di trasfusioni RBC e un calo della stanchezza. Vedere Tabella 3.
Tabella 3: Risultati di efficacia negli studi C04-001 e C04-002
| C04-001 | C04-002* | |||||
| PlaceboN = 44 | SolirisN = 43 | Valore P | SolirisN = 97 | Valore P | ||
| Percentuale di pazienti con livelli di emoglobina stabilizzati al termine dellostudio | 0 | 49 | < 0,001 | N/A | ||
| Concentrati eritrocitari (RBC)trasfusi durante il trattamento (mediana) | 10 | 0 | < 0,001 | 0 | < 0,001 | |
| Trasfusioni evitate durante il trattamento (%) | 0 | 51 | < 0,001 | 51 | < 0,001 | |
| Livelli di LDH al termine dello studio (mediana, U/L) | 2.167 | 239 | < 0,001 | 269 | < 0,001 | |
| AUC di LDH al termine dello studio (mediana,U/L × giorno) | 411.822 | 58.587 | < 0,001 | -632.264 | < 0,001 | |
| Emoglobina libera al termine dello studio (mediana, mg/dL) | 62 | 5 | < 0,001 | 5 | < 0,001 | |
| FACIT-Fatigue (dimensione dell’effetto) | 1,12 | < 0,001 | 1,14 | < 0,001 | ||
* I risultati dello studio C04-002 si riferiscono a confronti pre-trattamento verso post-trattamento.
Dei 195 pazienti che hanno partecipato agli studi C04-001, C04-002 e ad altri studi iniziali, i soggetti trattati con Soliris sono stati reclutati in uno studio di estensione a lungo termine (E05-001). In tutti i pazienti si è osservata una riduzione dell’emolisi intravascolare nel corso di un periodo di esposizione complessivo a Soliris compreso tra 10 e 54 mesi. Gli eventi tromboembolici osservati durante la terapia con Soliris sono stati meno numerosi rispetto a un periodo di pari durata precedente il trattamento. Questo risultato tuttavia è stato raccolto nel corso di studi clinici non controllati.
Il Registro EPN (M07-001) è stato utilizzato per valutare l’efficacia di Soliris nei pazienti affetti da EPN che non presentavano una storia pregressa di trasfusioni RBC. Questi pazienti avevano un’alta attività della malattia, definita da elevata emolisi (LDH ≥ 1,5 x ULN) e la presenza di uno o più sintomi clinici correlati: stanchezza, emoglobinuria, dolore addominale, respiro corto (dispnea), anemia (emoglobina < 100 g/L), un evento avverso vascolare importante (inclusa la trombosi), disfagia o disfunzione erettile.
Nel Registro EPN è stato osservato che i pazienti trattati con Soliris presentavano una riduzione dell’emolisi e dei sintomi associati. Al sesto mese, i pazienti in trattamento con Soliris senza una storia di trasfusioni RBC mostravano livelli di LDH significativamente ridotti (p <0,001) (LDH mediana di 305 U/L; tabella 4). Inoltre, il 74% dei pazienti senza storia clinica di trasfusioni e in trattamento con Soliris ha mostrato miglioramenti significativi da un punto di vista clinico nel punteggio della scala FACIT-Fatigue (es. incremento di 4 o più punti) e l’84% nel punteggio della scala EORTC-Fatigue (es. diminuzione di 10 o più punti).
Tabella 4: Risultati di efficacia (livelli di LDH e FACIT-Fatigue) in pazienti con EPN senza storia precedente di trasfusione nello studio M07-001
M07-001
Parametro Soliris
No trasfusione
Livello di LDH al basale (mediana, U/L)
Livello di LDH a 6 mesi (mediana, U/L)
Punteggio FACIT-Fatigue al basale (mediana)
Punteggio FACIT-Fatigue all’ultima valutazione disponibile (mediana)
N = 43
1 447
N = 36
305
N = 25
32
N = 31
44
Il punteggio FACIT-Fatigue è misurato su una scala da 0-52: i valori più elevati indicano minore stanchezza
Sindrome emolitico-uremica atipica
I dati di 100 pazienti in quattro studi prospettici controllati, tre condotti in pazienti adulti e adolescenti (C08-002A/B, C08-003A/B, C10-004) uno in pazienti pediatrici ed adolescenti (C10-003) e di
30 pazienti in uno studio retrospettivo (C09-001r) sono stati utilizzati per valutare l'efficacia di Soliris nel trattamento della SEUa.
Lo studio C08-002A/B era uno studio prospettico, controllato, in aperto che ha reclutato i pazienti con SEUa allo stadio iniziale, con evidenza di manifestazioni cliniche di microangiopatia trombotica, con conta piastrinica ≤ 150 × 109/L nonostante SP/IP e valori di LDH e creatinina sierica oltre il normale limite superiore. Lo studio C08-003A/B era uno studio prospettico, controllato, in aperto che ha reclutato i pazienti malati da tempo di SEUa, senza apparente evidenza di manifestazioni cliniche di microangiopatia trombotica e che ricevevano SP/IP in maniera cronica (≥ 1 trattamento SP/IP ogni due settimane e non più di 3 trattamenti SP/IP/settimana per almeno 8 settimane prima della prima dose). I pazienti in entrambi gli studi prospettici sono stati trattati con Soliris per 26 settimane e la maggior parte dei pazienti è stata arruolata in uno studio di estensione a lungo termine, in aperto. Tutti i pazienti arruolati in entrambi gli studi prospettici avevano un livello di ADAMTS-13 superiore al 5%.
I pazienti sono stati vaccinati contro il meningococco prima di assumere Soliris o sono stati sottoposti ad una profilassi antibiotica appropriata per 2 settimane dopo la vaccinazione. In tutti gli studi la dose di Soliris nei pazienti adulti e adolescenti affetti da SEUa era di 900 mg ogni 7 ± 2 giorni per
4 settimane, seguiti da 1 200 mg 7 ± 2 giorni dopo e poi 1 200 mg ogni 14 ± 2 giorni per tutta la durata dello studio. Soliris è stato somministrato mediante infusione endovenosa di 35 minuti. Il regime posologico nei pazienti pediatrici e adolescenti di peso inferiore a 40 kg è stato definito sulla base di una simulazione farmacocinetica (PK) che ha individuato la dose raccomandata e lo schema di somministrazione in base al peso corporeo (vedere paragrafo 4.2).
Gli endpoint primari includevano un cambiamento della conta piastrinica rispetto al basale nello studio C08-002A/B e uno stato libero da evento di microangiopatia trombotica (MT) nello studio
C08-003A/B. Gli endpoint aggiuntivi includevano la frequenza di interventi per MT, la normalizzazione ematologica, la risposta completa alla MT, le variazioni dei livelli di LDH, la funzionalità renale e la qualità della vita. Lo stato libero da evento di MT è stato definito come l’assenza per almeno 12 settimane dei seguenti eventi: diminuzione della conta piastrinica > 25% rispetto al basale, SP/IP e nuova dialisi. Come interventi per MT sono stati considerati SP/IP o una nuova dialisi. La normalizzazione ematologica è stata definita come la normalizzazione della conta piastrinica e dei livelli di LDH mantenuti per ≥ 2 misurazioni consecutive per ≥ 4 settimane. La risposta completa alla MT è stata definita come la normalizzazione ematologica ed una riduzione
≥ 25% della creatinina sierica mantenuta in ≥ 2 misurazioni consecutive per ≥ 4 settimane. Le caratteristiche al basale sono riportate in Tabella 5.
Tabella 5: Caratteristiche demografiche dei pazienti degli studi C08-002A/B e C08-003A/B
| Parametri | C08-002A/B | C08-003A/B |
| SolirisN = 17 | SolirisN = 20 | |
| Tempo dalla prima diagnosi fino allo screening in mesi, mediana (min, max) | 10 (0,26; 236) | 48 (0,66; 286) |
| Tempo dall’ultima manifestazione clinica di MT fino allo screening in mesi,mediana (min, max) | < 1 (< 1; 4) | 9 (1; 45) |
| Numero di sessioni SP/IP per ultima manifestazione clinicadi MT, mediana (min, max) | 17 (2; 37) | 62 (20; 230) |
| Numero di sessioni SP/IP nei 7 giorni precedenti la primadose di eculizumab, mediana (min, max) | 6 (0; 7) | 2 (1; 3) |
| Conta piastrinica al basale (× 109/L), media (DS) | 109 (32) | 228 (78) |
| LDH (U/L) al basale, media (DS) | 323 (138) | 223 (70) |
| Pazienti senza mutazione identificata, n (%) | 4 (24) | 6 (30) |
I pazienti nello studio C08-002 A/B per la SEUa hanno ricevuto Soliris per un minimo di
26 settimane. Al termine del periodo iniziale di trattamento di 26 settimane, la maggior parte dei pazienti ha continuato a ricevere Soliris mediante l’arruolamento in uno studio di estensione. Nello studio C08-002A/B per la SEUa, la durata mediana della terapia con Soliris è stata di circa
100 settimane (range: da 2 a 145 settimane).
Una riduzione dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento e un aumento della conta piastrinica rispetto al basale sono stati osservati in tutti i pazienti dopo aver iniziato Soliris. La Tabella 6 riassume i risultati di efficacia ottenuti nello studio C08-002A/B per la SEUa.
Tutti gli endpoint di efficacia sono migliorati o si sono mantenuti in 2 anni di trattamento. La risposta completa alla MT è stata mantenuta nel tempo da tutti i pazienti che rispondono al trattamento.
Quando il trattamento è continuato per più di 26 settimane, altri due pazienti hanno raggiunto e mantenuto nel tempo una risposta completa alla MT dovuta alla normalizzazione dell’LDH
(1 paziente) e alla diminuzione della creatinina sierica (2 pazienti).
La funzionalità renale, misurata mediante la velocità di filtrazione glomerulare stimata, è migliorata e si è mantenuta nel tempo durante la terapia con Soliris. Quattro dei cinque pazienti che richiedevano dialisi all’inizio dello studio hanno potuto sospendere la dialisi per tutta la durata del trattamento con Soliris e un paziente ha avuto bisogno di nuova dialisi. I pazienti hanno riferito un miglioramento della qualità della vita (QoL).
Nello studio C08-002A/B per la SEUa, le risposte al Soliris sono state simili nei pazienti con e senza mutazioni note nei geni codificanti proteine che regolano il complemento.
I pazienti nello studio C08-003A/B per la SEUa hanno ricevuto Soliris per un minimo di 26 settimane. Al termine del periodo iniziale di trattamento di 26 settimane, la maggior parte dei pazienti ha continuato a ricevere Soliris mediante l’arruolamento in uno studio di estensione. Nello studio
C08-003A/B per la SEUa, la durata mediana della terapia con Soliris è stata di circa 114 settimane (range: da 26 a 129 settimane). La Tabella 6 riassume i risultati di efficacia ottenuti nello studio C08-003A/B per la SEUa.
Nello studio C08-003 A/B per la SEUa le risposte a Soliris sono state simili nei pazienti con e senza mutazioni note nei geni codificanti proteine che regolano il complemento. Una riduzione dell'attività della porzione terminale della cascata del complemento è stata osservata in tutti i pazienti dopo aver iniziato Soliris. Tutti gli endpoint di efficacia sono migliorati o si sono mantenuti in 2 anni di
trattamento. La risposta completa alla MT è stata mantenuta nel tempo da tutti i pazienti che rispondono al trattamento. Quando il trattamento è continuato per più di 26 settimane, altri sei pazienti hanno raggiunto e mantenuto nel tempo una risposta completa alla MT dovuta alla diminuzione della creatinina sierica. Nessun paziente in trattamento con Soliris ha richiesto nuova dialisi. La funzionalità renale, misurata mediante la velocità di filtrazione glomerulare stimata, è aumentata durante la terapia con Soliris.
Tabella 6: Risultati di efficacia negli studi prospettici SEUa C08-002A/B e C08-003A/B
| Parametri | C08-002A/BN = 17 | C08-003A/BN = 20 | ||
| A 26 settimane | A 2 anni1 | A 26settimane | A 2 anni1 | |
| Normalizzazione della conta | 14 (82) | 15 (88) | 18 (90) | 18 (90) |
| piastrinica | (57-96) | (64-99) | (68-99) | (68-99) |
| Tutti i pazienti, n (%) (95% IC) | 13/15, (87) | 13/15 (87) | 1/3 (33) | 1/3 (33) |
| Pazienti con basale anomalo, n/n | ||||
| (%) | ||||
| Stato libero da evento di MT, n (%) | 15 (88) | 15 (88) | 16 (80) | 19 (95) |
| (95% IC) | (64-99) | (64-99) | (56-94) | (75-99) |
| Frequenza di interventi per MT | ||||
| Frequenza giornaliera | 0,88 | 0,88 | 0,23 | 0,23 |
| pre-eculizumab, mediana (min, | (0,04; 1,59) | (0,04; 1,59) | (0,05; 1,09) | (0,05; 1,09) |
| max) | ||||
| Frequenza giornaliera durante | 0 (0; 0,31) | 0 (0; 0,31) | 0 | 0 |
| trattamento con eculizumab, | ||||
| mediana (min, max) | ||||
| Valore di P | P < 0,0001 | P < 0,0001 | P < 0,0001 | P < 0,0001 |
| Miglioramento di ≥ 1 stadio | 10 (59) | 12 (71) | 7 (35) | 12 (60) |
| dell’insufficienza renale cronica | (33-82) | (44-90) | (15-59) | (36-81) |
| n (%) (95% IC) | ||||
| Variazione della eGFRmL/min/1,73 m2: mediana (range) | 20 (-1; 98) | 28 (3; 82) | 5 (-1; 20) | 11 (-42; 30) |
| Miglioramento della eGFR | 8 (47) | 10 (59) | 1 (5) | 8 (40) |
| ≥ 15 mL/min/1,73 m2: n (%) | (23-72) | (33-82) | (0-25) | (19-64) |
| (95% IC) | ||||
| Variazione di emoglobina > 20 g/L, | 11 (65) | 13 (76) | 9 (45) | 13 (65) |
| n (%) (95% IC) | (38-86)2 | (50-93) | (23-68)3 | (41-85) |
| Normalizzazione ematologica, | 13 (76) | 15 (88) | 18 (90) | 18 (90) |
| n (%) (95% IC) | (50-93) | (64-99) | (68-99) | (68-99) |
| Risposta completa alla MT, | 11 (65) | 13 (76) | 5 (25) | 11 (55) |
| n (%) (95% IC) | (38-86) | (50-93) | (9-49) | (32-77) |
1 Al cut-off dei dati (20 aprile 2012)
2 Studio C08-002: 3 pazienti hanno ricevuto agenti stimolanti l’attività eritropoietica (ESA) che sono stati interrotti dopo l’inizio di eculizumab
3 Studio C08-003: 8 pazienti hanno ricevuto agenti stimolanti l’attività eritropoietica (ESA) che sono stati interrotti in 3 di loro durante la terapia con eculizumab
Nello studio C10-004 per la SEUa sono stati arruolati 41 pazienti che mostravano segni di microangiopatia trombotica (MT). Per poter essere arruolati, i pazienti dovevano avere una conta piastrinica al di sotto del limite inferiore dell’intervallo di normalità (LLN), evidenza di emolisi provata da aumento della LDH sierica e la creatinina sierica al di sopra dei limiti superiori della norma, senza necessità di dialisi cronica. L’età mediana dei pazienti era 35 anni (range: 18-80 anni). Tutti i pazienti arruolati nello studio C10-004 per la SEUa avevano un livello di ADAMTS-13 sopra il 5%. Il 51% dei pazienti presentava una mutazione nota a un fattore di regolazione del complemento o auto-anticorpi. Un totale di 35 pazienti ha ricevuto SP/IP prima di eculizumab. La Tabella 7 riassume
le principali caratteristiche cliniche e correlate alla malattia al basale dei pazienti arruolati nello studio C10-004 per la SEUa.
Tabella 7: Caratteristiche al basale dei pazienti arruolati nello studio C10-004 per la SEUa
| Parametrio | Studio SEUa C10-004N = 41 |
| Tempo dalla diagnosi di SEUa fino alla prima dose dello studio (mesi),mediana (min; max) | 0,79 (0,03; 311) |
| Tempo dall’ultima manifestazione clinica di MT fino alla prima dose dello studio (mesi), mediana (min; max) | 0,52 (0,03; 19) |
| Conta piastrinica al basale (× 109/L), mediana (min; max) | 125 (16; 332) |
| LDH al basale (U/L), mediana (min; max) | 375 (131; 3 318) |
| eGFR al basale (mL/min/1,73 m2), mediana (min; max) | 10 (6; 53) |
I pazienti nello studio C10-004 per la SEUa hanno ricevuto Soliris per un minimo di 26 settimane. Dopo aver concluso il periodo iniziale di trattamento di 26 settimane, la maggior parte dei pazienti ha scelto di continuare la somministrazione cronica.
Dopo l'inizio del trattamento con Soliris, sono stati osservati una riduzione dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento e l’aumento della conta piastrinica rispetto al basale. Soliris ha ridotto i segni dell’attività di MT mediata dal complemento, come dimostra l’aumento, a
26 settimane, della conta piastrinica media rispetto al basale. Nello studio C10-004 per la SEUa, la conta piastrinica media (± DS) è aumentata da 119 ± 66 ×109/L al basale a 200 ± 84 ×109/L in una settimana; questo effetto è stato mantenuto per 26 settimane (conta piastrinica media (± DS) alla settimana 26: 252 ± 70 ×109/L). La funzionalità renale, misurata dalla eGFR, è migliorata durante la terapia con Soliris. Venti pazienti su 24 che necessitavano di dialisi al basale hanno potuto interrompere la dialisi durante il trattamento con Soliris. La Tabella 8 riassume i risultati di efficacia per lo studio C10-004 per la SEUa.
Tabella 8: Risultati di efficacia per lo studio prospettico C10-004 per la SEUa
| Parametro di efficacia | Studio C10-004 per laSEUa (N = 41)a 26 settimane |
| Variazione nella conta piastrinica alla settimana 26 (109/L) | 111 (-122; 362) |
| Normalizzazione ematologica, n (%)Durata mediana della normalizzazione ematologica, settimane (range)1 | 36 (88)46 (10; 74) |
| Risposta completa alla MT, n (%)Durata mediana della risposta completa alla MT, settimane (range)1 | 23 (56)42 (6; 74) |
| Stato libero da evento di MT, n (%) 95% IC | 37 (90)77; 97 |
| Frequenza di intervento giornaliero per MT, mediana (range) Prima di eculizumabIn trattamento con eculizumab | 0,63 (0; 1,38)0 (0; 0,58) |
1 Al cut-off dei dati (4 settembre 2012), con durata mediana della terapia con Soliris di 50 settimane (range: da 13 a 86 settimane).
Il trattamento a lungo termine con Soliris (mediana 52 settimane, con range da 15 a 126 settimane) è stato associato ad un aumento del tasso dei miglioramenti clinicamente significativi nei pazienti adulti affetti da SEUa. Quando il trattamento con Soliris è proseguito per più di 26 settimane, tre ulteriori pazienti (63% dei pazienti totali) hanno raggiunto una riposta completa alla microangiopatia trombotica e 4 pazienti in più (98% dei pazienti totali) hanno raggiunto la normalizzazione
ematologica. All’ultima valutazione, 25 pazienti su 41 (61%) hanno raggiunto un miglioramento
dell’eGFR ≥ 15 mL/min/1,73 m2 rispetto al basale.
Miastenia Gravis generalizzata refrattaria
I dati di 139 pazienti in due studi controllati prospettici (Studi C08-001 ed ECU-MG-301) e in uno studio di estensione in aperto (studio ECU-MG-302) sono stati utilizzati per valutare l’efficacia di Soliris nel trattamento di pazienti con MGg refrattaria.
Lo studio ECU-MG-301 (REGAIN) è uno studio di fase 3 multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo, della durata di 26 settimane, condotto con Soliris in pazienti che non avevano risposto a precedenti terapie ed erano rimasti sintomatici. Centodiciotto (118) dei 125 (94%) pazienti hanno completato il periodo di trattamento di 26 settimane, mentre 117 (94%) pazienti sono stati successivamente arruolati nello Studio ECU-MG-302, uno studio di estensione in aperto, multicentrico, sulla sicurezza ed efficacia a lungo termine, in cui tutti i pazienti hanno ricevuto il trattamento con Soliris.
Nello studio ECU-MG-301, i pazienti affetti da MGg con test sierologico positivo per gli anticorpi anti-AChR, classificazione clinica MGFA (Myasthenia Gravis Foundation of America) in classe da II a IV e punteggio totale MG-ADL ≥ 6 sono stati randomizzati al trattamento con Soliris (n = 62) o placebo (n = 63). Tutti i pazienti inclusi nello studio erano affetti da MGg refrattaria e soddisfacevano i seguenti criteri predefiniti:
-
Mancata risposta al trattamento per almeno un anno con 2 o più terapie immunosoppressive (in associazione o in monoterapia), ad esempio pazienti che hanno continuato a manifestare problemi nelle attività della vita quotidiana nonostante le terapie immunosoppressive
OPPURE
-
Mancata risposta ad almeno una terapia immunosoppressiva e necessità cronica di scambio plasmatico o IVIg per il controllo dei sintomi, ad esempio pazienti che necessitano regolarmente di scambio plasmatico o IVIg per la gestione della debolezza muscolare almeno ogni 3 mesi, nell’arco dei 12 mesi precedenti.
I pazienti sono stati sottoposti a vaccinazione antimeningococcica prima di iniziare il trattamento con Soliris, o hanno ricevuto un trattamento profilattico con antibiotici appropriati fino a 2 settimane dopo la vaccinazione. Negli Studi ECU-MG-301 ed ECU-MG-302, la dose di Soliris in pazienti adulti affetti da MGg refrattaria è stata 900 mg ogni 7 ± 2 giorni per 4 settimane, seguita da 1 200 mg alla Settimana 5 ± 2 giorni, poi 1 200 mg ogni 14 ± 2 giorni per la durata dello studio. Soliris è stato somministrato come infusione endovenosa nell’arco di 35 minuti.
La Tabella 9 presenta le caratteristiche al basale dei pazienti con MGg refrattaria arruolati nello studio ECU-MG-301.
Tabella 9: Dati demografici e caratteristiche dei pazienti nello studio ECU-MG-301
| Soliris (n = 62) | Placebo (n = 63) | |
| Età alla diagnosi di MG (anni), Media (min, max) | 38,0 (5,9; 70,8) | 38,1 (7,7; 78,0) |
| Sesso femminile, n (%) | 41 (66,1) | 41 (65,1) |
| Durata della MG (anni) Media (min, max) | 9,9 (1,3; 29,7) | 9,2 (1,0; 33,8) |
| Punteggio MG-ADL al basale | ||
| Media (DS) | 10,5 (3,06) | 9,9 (2,58) |
| Mediana | 10,0 | 9,0 |
| Punteggio QMG al basale | ||
| Media (DS) | 17,3 (5,10) | 16,9 (5,56) |
| Mediana | 17,0 | 16,0 |
| ≥ 3 precedenti terapie immunosoppressive* dopo la diagnosi, n (%) | 31 (50,0) | 34 (54,0) |
| Numero di pazienti con precedentiesacerbazioni dopo la diagnosi, n (%) | 46 (74,2) | 52 (82,5) |
| Numero di pazienti con precedente crisi di MG dopo la diagnosi, n (%) | 13 (21,0) | 10 (15,9) |
| Eventuale precedente supportoventilatorio dopo la diagnosi, n (%) | 15 (24,2) | 14 (22,2) |
| Eventuale precedente intubazione dopo la diagnosi (MGFA classe V), n (%) | 11 (17,7) | 9 (14,3) |
*Gli immunosoppressori comprendevano, in via non esaustiva, corticosteroidi, azatioprina, micofenolato, metotrexato, ciclosporina, tacrolimus o ciclofosfamide.
L’endpoint primario per lo studio ECU-MG-301 era la variazione rispetto al basale nel punteggio totale MG-ADL (Activities of Daily Living Profile, un outcome misurato dal paziente validato nella MGg) alla Settimana 26. L’analisi primaria dell’MG-ADL era un’ANCOVA worst-rank con un rango medio di 56,6 per Soliris e 68,3 per il placebo, sulla base di 125 pazienti in studio (p = 0,0698).
L’endpoint secondario chiave era la variazione rispetto al basale nel punteggio totale QMG (Quantitative MG Scoring System, un outcome misurato dal medico validato nella MGg) alla Settimana 26. L’analisi primaria del QMG era un’ANCOVA worst-rank con un rango medio di 54,7 per Soliris e 70,7 per il placebo, sulla base di 125 pazienti in studio (p = 0,0129).
I risultati di efficacia emersi dalle analisi a misure ripetute e pre-specificate degli endpoint primari e secondari sono riportati nella Tabella 10.
Tabella 10: ECU-MG-301 Variazione dei risultati di efficacia dal basale alla Settimana 26
| Endpoint di efficacia: Variazione del punteggio totale dal basale alla Settimana 26 | Soliris (n = 62)(SEM) | Placebo (n = 63)(SEM) | Variazione con Soliris rispetto al placebo - differenza media secondo il metodo dei minimi quadrati(IC al 95%) | Valore p (mediante analisi a misure ripetute) |
| MG-ADL | -4,2 (0,49) | -2,3 (0,48) | -1,9(-3,3; -0,6) | 0,0058 |
| QMG | -4,6 (0,60) | -1,6 (0,59) | -3,0(-4,6; -1,3) | 0,0006 |
| MGC | -8,1 (0,96) | -4,8 (0,94) | -3,4(-6,0; -0,7) | 0,0134 |
| MG-QoL-15 | -12,6 (1,52) | -5,4 (1,49) | -7,2(-11,5; -3,0) | 0,0010 |
SEM = errore standard della media, IC = intervallo di confidenza; MGC = Myasthenia Gravis Composite, MG-QoL15 = Myasthenia Gravis Quality of Life 15
Nello studio ECU-MG-301, la risposta clinica nel punteggio totale MG-ADL è stata definita come il miglioramento di almeno 3 punti. La percentuale di responder clinici alla Settimana 26 senza terapia di salvataggio è stata del 59,7% con Soliris rispetto al 39,7% con il placebo (p = 0,0229).
Nello studio ECU-MG-301, la risposta clinica nel punteggio totale QMG è stata definita come il miglioramento di almeno 5 punti. La percentuale di responder clinici alla Settimana 26 senza terapia di salvataggio è stata del 45,2% con Soliris rispetto al 19% con il placebo (p = 0,0018).
La Tabella 11 presenta una panoramica dei pazienti che hanno riferito un peggioramento clinico e dei pazienti che hanno richiesto terapia di salvataggio nell’arco delle 26 settimane.
Tabella 11: Peggioramento clinico e terapia di salvataggio in ECU-MG-301
| Variabile | Statistic a | Placebo (N = 63) | Soliris (N = 62) |
| Numero totale di pazienti che hanno riferito unpeggioramento clinico | n (%) | 15 (23,8) | 6 (9,7) |
| Numero totale di pazienti che hanno richiesto terapia di salvataggio | n (%) | 12 (19,0) | 6 (9,7) |
Dei 125 pazienti arruolati nello studio ECU-MG-301, 117 pazienti sono stati successivamente arruolati in uno studio di estensione a lungo termine (studio ECU-MG-302), in cui tutti hanno ricevuto il trattamento con Soliris. I pazienti trattati in precedenza con Soliris nello studio ECU-MG-301 hanno continuato a mostrare un effetto mantenuto nel tempo in tutte le misure (MG-ADL, QMG, MGC e MG-QoL15) nell’arco di ulteriori 130 settimane di trattamento con eculizumab nello studio
ECU-MG-302. Per i pazienti trattati con placebo nello studio ECU-MG-301 (braccio placebo/eculizumab dello studio ECU-MG-302), un miglioramento si è verificato dopo l’inizio del trattamento con eculizumab ed è stato mantenuto per oltre 130 settimane nello studio ECU-MG-302. La Figura 1 presenta la variazione rispetto al basale sia in MG-ADL (A) sia in QMG (B) dopo
26 settimane di trattamento nello studio ECU-MG-301 e dopo 130 settimane di trattamento (n = 80 pazienti) nello studio ECU-MG-302.
Figura 1: Variazioni medie rispetto al basale in MG-ADL (1A) e QMG (1B) nell’arco degli Studi ECU-MG-301 e ECU-MG-302
Nello studio ECU-MG-302 i medici avevano la facoltà di modificare le terapie immunosoppressive di base. In questo contesto, il 65,0% dei pazienti aveva ridotto la dose giornaliera di almeno 1 terapia immunosoppressiva (Immunosuppressive Therapy, IST), mentre il 43,6% dei pazienti aveva interrotto una terapia IST in corso. Il motivo più comune di modifica della terapia IST è stato il miglioramento dei sintomi della MG.
Ventidue (22) (17,6%) pazienti con MGg refrattaria anziani (> 65 anni di età) sono stati trattati con Soliris negli studi clinici. Non sono state osservate differenze sostanziali nella sicurezza e nell’efficacia correlate all’età.
Disturbo dello spettro della neuromielite ottica
I dati di 143 pazienti in uno studio controllato (studio ECU-NMO-301) e di 119 pazienti che hanno proseguito in uno studio di estensione in aperto (studio ECU-NMO-302) sono stati utilizzati per valutare l’efficacia e la sicurezza di Soliris nel trattamento di pazienti con NMOSD.
Lo studio ECU-NMO-301 è uno studio di fase 3 multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo, condotto su Soliris in pazienti affetti da NMOSD.
Nello studio ECU-NMO-301, i pazienti affetti da NMOSD con test sierologico positivo per gli anticorpi anti-AQP4, storia clinica di almeno 2 recidive negli ultimi 12 mesi, o 3 recidive negli ultimi 24 mesi con almeno 1 recidiva nei 12 mesi precedenti lo screening, e un punteggio alla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale) ≤ 7, sono stati randomizzati con un rapporto 2:1 al trattamento con Soliris (n = 96) o placebo (n = 47). Ai pazienti è stato consentito di ricevere le terapie immunosoppressive di base a dose stabile durante lo studio, ad esclusione di rituximab e mitoxantrone.
I pazienti sono stati sottoposti a vaccinazione antimeningococcica almeno 2 settimane prima di iniziare il trattamento con Soliris o hanno ricevuto un trattamento profilattico con antibiotici appropriati fino a
2 settimane dopo la vaccinazione. Nel programma di sviluppo clinico di eculizumab nel NMOSD, la dose di Soliris in pazienti adulti affetti da NMOSD è stata 900 mg ogni 7 ± 2 giorni per 4 settimane, seguita da 1 200 mg alla Settimana 5 ± 2 giorni, poi 1 200 mg ogni 14 ± 2 giorni per la durata dello studio. Soliris è stato somministrato come infusione endovenosa nell’arco di 35 minuti.
La maggior parte dei pazienti (90,9%) era di sesso femminile. Circa metà dei pazienti erano bianchi (49,0%). L’età mediana alla prima dose del farmaco dello studio è stata di 45 anni.
Tabella 12: Anamnesi patologica e caratteristiche al basale dei pazienti nello studio ECU-NMO-
301
| Variabile | Statistica | Placebo (n = 47) | Eculizumab (n = 96) | Totale (n = 143) |
| Storia clinica del NMOSD | ||||
| Età alla presentazione clinica iniziale del NMOSD (anni) | Media (DS) | 38,5 (14,98) | 35,8 (14,03) | 36,6(14,35) |
| Mediana | 38,0 | 35,5 | 36,0 | |
| Min, Max | 12; 73 | 5; 66 | 5; 73 | |
| Tempo dalla presentazione clinica iniziale del NMOSD alla prima dose del farmaco dellostudio (anni) | Media (DS) | 6,601 (6,5863) | 8,156 (8,5792) | 7,645(7,9894) |
| Mediana | 3,760 | 5,030 | 4,800 | |
| Min, Max | (0,51; 29,10) | (0,41; 44,85) | (0,41;44,85) | |
| Tasso storico annualizzato di recidiva nei24 mesi precedentilo Screening | Media (DS) | 2,07 (1,037) | 1,94 (0,896) | 1,99(0,943) |
| Mediana | 1,92 | 1,85 | 1,92 | |
| Min, Max | (1,0; 6,4) | 1,0 (5,7) | (1,0; 6,4) | |
| Caratteristiche al basale | ||||
| Punteggio EDSS al basale | Media (DS) | 4,26 (1,510) | 4,15 (1,646) | 4,18(1,598) |
| Mediana | 4,00 | 4,00 | 4,00 | |
| Min, Max | 1,0; 6,5 | 1,0; 7,0 | 1,0; 7,0 | |
| Nessun utilizzo di IST al basale | n (%) | 13 (27,7) | 21 (21,9) | 34 (23,8) |
Sigle: ARR = tasso di recidiva confermato (adjudicated relapse rate); EDSS = Expanded Disability Status Scale; IST = terapia immunosoppressiva (immunosuppressant therapy); Max = massimo; Min = minimo; NMOSD = disturbo dello spettro della neuromielite ottica (neuromyelitis optica spectrum disorder); DS = deviazione standard.
L’endpoint primario dello studio ECU-NMO-301 è stato il tempo alla prima recidiva nel corso dello studio, confermata da un comitato indipendente che operava in cieco rispetto al trattamento. Un effetto significativo sul tempo alla prima recidiva confermata nel corso dello studio è stato osservato per eculizumab rispetto al placebo: riduzione del 94% del rischio relativo; hazard ratio 0,058; p < 0,0001) (Figura 2). I pazienti trattati con Soliris hanno presentato un miglioramento simile nel tempo alla prima recidiva confermata nel corso dello studio con o senza trattamento concomitante con IST.
Figura 2: Stime della sopravvivenza secondo Kaplan-Meier per il tempo alla prima recidiva confermata nel corso dello studio ECU-NMO-301 - Set per l’analisi completa
Nota: i pazienti che non hanno presentato una recidiva confermata nel corso dello studio sono stati “censurati” (censored) al termine del periodo dello studio.
Le analisi stratificate si basano su quattro strati di randomizzazione:
(i) bassa EDSS alla randomizzazione (<= 2,0), (ii) alta EDSS (da >=2,5 a <=7) e naïve al trattamento alla randomizzazione,
(iii) alta EDSS (da >= 2,5 a <= 7) e proseguimento della(e) stessa(e) IST dall’ultima recidiva, alla randomizzazione, (iv) alta EDSS (da >= 2,5 a <= 7) e modifiche della(e) IST(s) dall’ultima recidiva, alla randomizzazione.
-
Basato sul metodo del prodotto limite di Kaplan-Meier.
-
Basato sulla trasformazione log-log complementare.
-
Basato su un log rank test stratificato.
-
Basato su un modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato
-
Intervallo di confidenza di Wald.
Abbreviazioni: IC = intervallo di confidenza; EDSS = Expanded Disability Status Scale; IST = terapia immunosoppressiva (immunosuppressant therapy)
Il rapporto (IC al 95%) tra i tassi annualizzati di recidiva (ARR) confermata nel corso dello studio per eculizumab rispetto al placebo è stato 0,045 (0,013; 0,151), che ha rappresentato una riduzione relativa del 95,5% del tasso annualizzato di recidiva confermata nel corso dello studio per i pazienti trattati con eculizumab rispetto al placebo (p < 0,0001) (Tabella 13).
Tabella 13: Tasso annualizzato di recidiva confermata nel corso dello studio ECU-NMO-301 -
Set per l’analisi completa
| Variabile | Statistica | Placebo(n = 47) | Eculizumab(n = 96) |
| Numero totale di recidive | Somma | 21 | 3 |
| Numero totale di anni-paziente nel periodo dello studio | n | 52,41 | 171,32 |
| ARR confermato aggiustatoa | Tasso | 0,350 | 0,016 |
| IC al 95% | 0,199; 0,616 | 0,005; 0,050 | |
| Effetto del trattamentoa | Rapporto tra tassi (eculizumab/placebo) | … | 0,045 |
| IC al 95% | … | 0,013; 0,151 | |
| valore p | … | < 0,0001 |
a Basato su una regressione di Poisson aggiustata per strati di randomizzazione e ARR storico nei 24 mesi precedenti lo Screening.
Abbreviazioni: ARR = tasso annualizzato di recidiva (annualized relapse rate); IC = intervallo di confidenza.
Rispetto al gruppo placebo, nei pazienti trattati con Soliris sono risultati ridotti i tassi annualizzati di ospedalizzazione (0,04 per Soliris vs 0,31 per il placebo), delle somministrazioni endovenose di corticosteroidi per il trattamento delle recidive acute (0,07 per Soliris vs 0,42 per il placebo) e dei trattamenti di scambio plasmatico (0,02 per Soliris vs 0,19 per il placebo).
La distribuzione delle variazioni dal basale al termine dello studio negli altri endpoint secondari è risultata a favore del trattamento con eculizumab rispetto al placebo in tutte le misure di disabilità neurologica (punteggio EDSS [p = 0,0597] e mRS [p nominale = 0,0154]), disabilità funzionale (HAI [p nominale = 0,0002]) e qualità della vita (EQ-5D VAS [p nominale = 0,0309] e indice EQ-5D [p nominale = 0,0077]).
L’analisi finale dello studio ECU-NMO-302 dimostra una riduzione significativa e clinicamente rilevante dell’ARR nel corso dello studio (determinato dal medico che ha somministrato il farmaco dello studio) con il trattamento con eculizumab, sulla base della variazione mediana (min, max)
(-1,825 [-6,38; 1,02], p < 0,0001) rispetto all’ARR storico (24 mesi prima dello screening nello studio ECU-NMO-301).
Nello studio ECU-NMO-302 i medici avevano la facoltà di modificare le terapie immunosoppressive di base. In questo contesto, la modifica più comune della terapia immunosoppressiva è stata la riduzione della sua dose, che si è verificata nel 21,0% dei pazienti. Inoltre, il 15,1% dei pazienti ha interrotto una terapia IST in corso.
Soliris (eculizumab) non è stato studiato per il trattamento delle recidive acute nei pazienti affetti da NMOSD.
Popolazione pediatrica
Emoglobinuria parossistica notturna
Nello studio M07-005 un totale di 7 pazienti pediatrici affetti da EPN, con un peso mediano di 57,2 kg (range: 48,6-69,8 kg) e di età compresa fra gli 11 e i 17 anni (età mediana: 15,6 anni), ha ricevuto Soliris.
Il trattamento con eculizumab al regime posologico proposto nella popolazione pediatrica è stato associato a una riduzione dell’emolisi intravascolare, misurata dal livello sierico di LDH. Ha inoltre portato a una considerevole diminuzione o eliminazione delle trasfusioni di sangue ed ha determinato una tendenza verso un miglioramento complessivo delle funzioni generali. L’efficacia del trattamento con eculizumab in pazienti pediatrici affetti da EPN sembra essere sovrapponibile a quella osservata in pazienti adulti affetti da EPN arruolati negli studi pivotal EPN (C04-001 e C04-002) (Tabella 3 e 14).
Tabella 14: Risultati di efficacia nello studio pediatrico EPN M07-005
| Valore P | |||
| Media (DS) | Wilcoxon Signed Rank | T-test appaiato | |
| Variazione dal basale a 12 settimane del valore LDH (U/L) | -771 (914) | 0,0156 | 0,0336 |
| AUC di LDH(U/L per giorno) | -60 634(72 916) | 0,0156 | 0,0350 |
| Variazione dal basale a 12 settimane di emoglobina plasmatica libera (mg/dL) | -10,3 (21,13) | 0,2188 | 0,1232 |
| Variazione dal basale delle dimensioni del clone RBC tipo III (Percentuale di cellule aberranti) | 1,80 (358,1) | ||
| Variazione dal basale a 12 settimane del PedsQLTM4.0 Generic Core scale (pazienti) | 10,5 (6,66) | 0,1250 | 0,0256 |
| Variazione dal basale a 12 settimane del PedsQLTM4.0 Generic Core scale (genitori) | 11,3 (8,5) | 0,2500 | 0,0737 |
| Variazione dal basale a 12 settimane del PedsQLTM Multidimensional Fatigue(pazienti) | 0,8 (21,39) | 0,6250 | 0,4687 |
| Variazione dal basale a 12 settimane delPedsQLTM Multidimensional Fatigue (genitori) | 5,5 (0,71) | 0,5000 | 0,0289 |
Sindrome emolitico-uremica atipica
Nello studio C09-001r per la SEUa un totale di 15 pazienti pediatrici (di età compresa tra i 2 mesi e i 12 anni) ha ricevuto Soliris. Il 47% dei pazienti presentava una mutazione nota a un fattore di regolazione del complemento o auto-anticorpi. Il tempo mediano trascorso dalla diagnosi di SEUa alla prima dose di Soliris è stato di 14 settimane (range: da < 1 a 110 mesi). Il tempo mediano trascorso dall’ultima manifestazione clinica di microangiopatia trombotica alla prima dose di Soliris è stato di
1 mese (range: da < 1 a 16 mesi). La durata mediana della terapia con Soliris è stata di 16 settimane (range: da 4 a 70 settimane) per i bambini < 2 anni (n = 5) e di 31 settimane (range: da
19 a 63 settimane) per i bambini dai 2 a < 12 anni (n = 10).
Complessivamente i risultati di efficacia per questi pazienti pediatrici sono sembrati coerenti con quelli osservati nei pazienti arruolati negli studi pivotal C08-002 e C08-003 per la SEUa (Tabella 6). Nessun paziente pediatrico in trattamento con Soliris ha richiesto nuova dialisi.
Tabella 15: Risultati di efficacia in pazienti pediatrici arruolati nello studio C09-001r
| Parametro di efficacia | < 2 anni(n = 5) | da 2 a < 12 anni(n = 10) | < 12 anni(n = 15) |
| Pazienti con normalizzazione della conta piastrinica, n (%) | 4 (80) | 10 (100) | 14 (93) |
| Risposta completa alla MT, n (%) | 2(40) | 5(50) | 7(50) |
| Frequenza giornaliera di interventi per MT, mediana (range)Pre-eculizumabCon eculizumab | 1 (0; 2)< 1 (0; < 1) | < 1 (0,07; 1,46)0 (0; < 1) | < 1 (0; 2)0 (0; < 1) |
| Pazienti con eGFR migliorata≥ 15 mL/min/1,73 m2, n (%) | 2 (40) | 6 (60) | 8 (53) |
Nei pazienti pediatrici con una più corta durata dell’ultima manifestazione clinica grave di microangiopatia trombotica (MT) prima di eculizumab, ci sono stati un controllo della MT e un miglioramento della funzionalità renale mediante il trattamento con eculizumab (Tabella 15).
Nei pazienti pediatrici con una più lunga durata dell’ultima manifestazione clinica grave di MT prima dell’inizio della terapia, il trattamento con eculizumab ha determinato un controllo della MT. Comunque la funzionalità renale non è cambiata a causa di un danno renale pregresso irreversibile (Tabella 16).
Tabella 16: Risultati di efficacia in pazienti pediatrici arruolati nello studio C09-001r rispetto
alla durata dell’ultima manifestazione clinica grave di microangiopatia trombotica (MT)
| Durata dell’ultima manifestazione clinica grave di MT | ||
| < 2 mesiN=10 (%) | > 2 mesiN=5 (%) | |
| Normalizzazione della conta piastrinica | 9 (90) | 5 (100) |
| Stato libero da evento di MT | 8 (80) | 3 (60) |
| Risposta completa alla MT | 7 (70) | 0 |
| eGFR migliorata ≥ 15 mL/min/1,73 m2 | 7(70) | 0* |
*Un paziente ha ottenuto il miglioramento della eGFR dopo trapianto renale
Un totale di 22 pazienti pediatrici ed adolescenti (di età compresa tra 5 mesi e 17 anni) ha ricevuto Soliris nello studio C10-003 per la SEUa.
Nello studio C10-003, i pazienti arruolati dovevano avere una conta piastrinica al di sotto del limite inferiore dell’intervallo di normalità (LLN), evidenza di emolisi provata da aumento della LDH sierica al di sopra dei limiti di normalità e livelli sierici di creatinina ≥ 97 percentile per età senza necessità di dialisi cronica. L’età mediana dei pazienti era 6,5 anni (range: da 5 mesi a 17 anni). I pazienti arruolati nello studio C10-003 per la SEUa avevano un livello di ADAMTS-13 sopra il 5%. Il 50% dei pazienti presentava una mutazione nota di un fattore di regolazione del complemento o auto-anticorpi. Un totale di 10 pazienti ha ricevuto SP/IP prima di eculizumab. La Tabella 17 riassume le principali caratteristiche cliniche e correlate alla malattia al basale dei pazienti arruolati nello studio C10-003 per la SEUa.
Tabella 17: Caratteristiche al basale dei pazienti pediatrici e adolescenti arruolati nello studio
C10-003 per la SEUa
| Parametro | Da 1 mese a < 12 anni (N = 18) | Tutti i pazienti (N = 22) |
| Tempo dalla diagnosi di SEUa fino alla prima dose dello studio (mesi), mediana (min; max) | 0,51 (0,03; 58) | 0,56 (0,03; 191) |
| Tempo dall’ultima manifestazione clinica di MT fino alla prima dose dello studio (mesi), mediana (min; max) | 0,23 (0,03; 4) | 0,20 (0,03; 4) |
| Conta piastrinica al basale (× 109/L), mediana (min; max) | 110 (19;146) | 91 (19; 146) |
| LDH al basale (U/L), mediana (min; max) | 1 510 (282; 7164) | 1 244 (282; 7164) |
| eGFR al basale (mL/min/1,73 m2), mediana (min; max) | 22 (10; 105) | 22 (10; 105) |
I pazienti nello studio C10-003 per la SEUa hanno ricevuto Soliris per un minimo di 26 settimane. Dopo aver concluso il periodo iniziale di trattamento di 26 settimane, la maggior parte dei pazienti ha scelto di continuare la somministrazione cronica. È stata osservata una riduzione dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento in tutti i pazienti dopo l’inizio del trattamento con Soliris. Soliris ha ridotto i segni dell’attività di MT mediata dal complemento, come dimostrato dall’aumento della conta piastrinica media dal basale a 26 settimane. La conta piastrinica media
(± DS) è aumentata da 88 ± 42 ×109/L al basale a 281 ± 123 ×109/L in una settimana; questo effetto è stato mantenuto per 26 settimane (conta piastrinica media (± DS) alla settimana 26:
293 ± 106 ×109/L). La funzionalità renale, misurata dalla eGFR, è migliorata durante la terapia con
Soliris. Al 15°giorno dall’inizio del trattamento con eculizumab, nove pazienti su 11 che necessitavano di dialisi al basale non ne avevano più bisogno. Le risposte sono state simili in tutte le età da 5 mesi a 17 anni. Nello studio C10-003 per la SEUa, le risposte a Soliris erano simili nei pazienti con e senza mutazioni note nei geni che codificano le proteine del fattore di regolazione del complemento o con auto-anticorpi contro il fattore H.
La Tabella 18 riassume i risultati di efficacia per lo studio C10-003 per la SEUa.
Tabella 18: Risultati di efficacia per lo studio prospettico C10-003 per la SEUa
| Parametro di efficacia | 1 mese a < 12 anni(N = 18)A 26 settimane | Tutti i pazienti (N = 22)A 26 settimane |
| Normalizzazione ematologica completa, n (%) | ||
| 14 (78) | 18 (82) | |
| Durata mediana della normalizzazione | ||
| ematologica completa, settimane (range)1 | 35 (13; 78) | 35 (13; 78) |
| Risposta completa alla MT, n (%) | 11 (61) | 14 (64) |
| Durata mediana della risposta completa alla | ||
| MT, settimane (range) 1 | 40 (13; 78) | 37 (13; 78) |
| Stato libero da evento di MT, n (%) | 17 (94) | 21 (96) |
| 95% IC | NA | 77; 99 |
| Frequenza giornaliera di interventi per MT, | ||
| mediana (range) | ||
| Pre- eculizumab, mediana | NA | 0,4 (0; 1,7) |
| Con eculizumab, mediana | NA | 0 (0; 1,01) |
| eGFR migliorata ≥ 15 mL/min/1,73•m2, n (%) | 16 (89) | 19 (86) |
| Variazione di eGFR (≥ 15 mL/min/1,73•m2) a 26 settimane, mediana (range) | 64 (0;146) | 58 (0; 146) |
| Miglioramento di ≥ 1 stadio dell’insufficienza renale cronica, n (%) | 14/16 (88) | 17/20 (85) |
| Stato libero da evento di SP/IP, n (%) | 16 (89) | 20 (91) |
| Stato libero da evento di nuova dialisi, n (%) | 18 (100) | 22 (100) |
| 95% IC | NA | 85; 100 |
1 Al cut-off dei dati (12 ottobre 2012) con durata mediana della terapia con Soliris di 44 settimane (range: da 1 dose a 88 settimane)
Il trattamento a lungo termine con Soliris (mediana 55 settimane, con range da 1 giorno a
107 settimane) è stato associato ad un aumento del tasso dei miglioramenti clinicamente significativi nei pazienti pediatrici e adolescenti affetti da SEUa. Quando il trattamento con Soliris è proseguito per più di 26 settimane, un ulteriore paziente (68% dei pazienti totali) ha raggiunto una riposta completa alla microangiopatia trombotica e due pazienti in più (91% dei pazienti totali) hanno raggiunto la normalizzazione ematologica. All’ultima valutazione, 19 pazienti su 22 (86%) hanno raggiunto un miglioramento dell’eGFR ≥ 15 mL/min/1,73 m2 rispetto al basale. Nessun paziente ha avuto bisogno di una nuova dialisi con Soliris.
Miastenia gravis generalizzata refrattaria
Un totale di 11 pazienti pediatrici con MGg refrattaria ha ricevuto Soliris nello studio ECU-MG-303. Il peso corporeo mediano (range) dei pazienti trattati era di 59,7 kg (da 37,2 a 91,2 kg) al basale e l’età mediana (range) era di 15 anni (da 12 a 17 anni) allo screening. Tutti i pazienti inclusi nello studio erano pazienti con MGg refrattaria che presentavano una o più delle seguenti caratteristiche:
-
Mancata risposta al trattamento per almeno 1 anno con almeno 1 IST, definita come: (i) debolezza persistente con compromissione delle attività della vita quotidiana, o (ii) esacerbazione e/o crisi di miastenia gravis durante il trattamento, o (iii) intolleranza alle IST a causa di effetti indesiderati o comorbilità.
-
Necessità di terapia di mantenimento con scambio plasmatico o IVIg per il controllo dei sintomi (pazienti che hanno richiesto regolarmente scambio plasmatico o IVIg per la gestione della debolezza muscolare almeno ogni 3 mesi nell’arco dei 12 mesi precedenti lo screening).
Nella Tabella 19 sono evidenziate le caratteristiche al basale dei pazienti pediatrici con MGg refrattaria arruolati nello studio ECU-MG-303.
Tabella 19: Dati demografici e caratteristiche dei pazienti nello studio ECU-MG-303
| Eculizumab (n = 11) | ||
| Sesso femminile | n (%) | 9 (81,8%) |
| Durata della MG (tempo dalla diagnosi della MG alla prima assunzione del farmaco dello studio [anni]) | Media (DS) Mediana (min, max) | 3,99 (2,909)2,90 (0,1;8,8) |
| Punteggio totale MG-ADL al basale | Media (DS) Mediana (min, max) | 5,0 (5,25)4,0 (0-19) |
| Punteggio totale QMG al basale | Media (DS) Mediana (min, max) | 16,7 (5,64)15,0 (10;28) |
| Classificazione MGFA allo screeningIIa IIb IIIa IIIbIVa IVb | n (%) | 2 (18,2)3 (27,3)3 (27,3)03 (27,3)0 |
| Pazienti con precedente esacerbazione della MG, inclusa crisi di MG, dalla diagnosiNo SìEsacerbazione Crisi di MG | n (%) | 4 (36,4)7 (63,6)6 (54,5)3 (27,3) |
| Terapia IVIg cronica all’ingresso nello studioSì No | n (%) | 6 (54,5)5 (45,5) |
| Numero di terapie immunosoppressive al basale012 | n (%) | 2 (18,2)4 (36,4)5 (45,5) |
| Pazienti con qualsiasi terapia immunosoppressivaa al basale n (%)Corticosteroidi AzatioprinaMicofenolato mofetile Tacrolimus | n (%) | 8 (72,7)1 (9,1)2 (18,2)3 (27,3) |
aLe terapie immunosoppressive hanno incluso corticosteroidi, azatioprina, ciclofosfamide, ciclosporina, metotrexato, micofenolato mofetile o tacrolimus. Nessun paziente ha ricevuto ciclosporina, ciclofosfamide o metotrexato al basale.
Abbreviazioni: IVIg = immunoglobulina per via endovenosa; max = massimo; MG = miastenia gravis;
MG-ADL = profilo Myasthenia Gravis Activities of Daily Living; MGFA = Myasthenia Gravis Foundation of America; min = minimo; QMG = Quantitative Myasthenia Gravis score for disease severity; DS = deviazione standard
L’endpoint primario dello studio ECU-MG-303 era la variazione rispetto al basale del punteggio totale QMG nel tempo indipendentemente dalla terapia di salvataggio. I pazienti pediatrici trattati con Soliris
hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo dal basale del punteggio totale QMG durante il periodo di trattamento di valutazione primaria di 26 settimane. Nella Tabella 20 sono riportati i risultati relativi agli endpoint primari e secondari dello studio ECU-MG-303.
L’efficacia del trattamento con Soliris in pazienti pediatrici affetti da MGg refrattaria è risultata coerente con quella osservata in pazienti adulti affetti da MGg refrattaria arruolati nello studio pivotal ECU-MG-301 (Tabella 10).
Tabella 20: Risultati di efficacia nello studio ECU-MG-303
| Endpoint di efficacia: variazione totale del punteggio dal basale alla settimana 26 | Media LS (SEM)IC al 95% |
| QMG | -5,8 (1,2)(-8,40, -3,13)na = 10 |
| Punteggio totale MG-ADL | -2,3 (0,6)(-3,63, -1,03)na = 10 |
| Punteggio totale MGC | -8,8 (1,9)(-12,92, -4,70)na = 10 |
an è il numero di pazienti alla Settimana 26
Abbreviazioni: IC = intervallo di confidenza; LS = minimi quadrati; MG-ADL = profilo Myasthenia Gravis Activities of Daily Living; MGC = Myasthenia Gravis Composite; QMG = punteggio Quantitative Myasthenia Gravis relativo alla gravità della malattia; SEM = errore standard della media; VAS = scala analogica visiva
Nello studio ECU-MG-303, è stato definito “responder clinico” in riferimento ai punteggi totali QMG e MG-ADL un soggetto con un miglioramento rispettivamente di almeno 5 punti e 3 punti rispetto al basale. La percentuale di responder clinici nei punteggi totali QMG e MG-ADL alla Settimana 26, indipendentemente dalla terapia di salvataggio, è stata rispettivamente del 70% e del 50%. I 10 pazienti che hanno completato la visita alla Settimana 26 hanno ottenuto un miglioramento dello stato MGFA Post-Interventional Status (MGFA-PIS) alla Settimana 26. Sette pazienti (70%) hanno raggiunto uno stato di manifestazione minima della MGg refrattaria alla Settimana 26.
Un evento di deterioramento clinico (crisi di MG) è stato osservato in 1 paziente (9,1%) durante il periodo di trattamento di valutazione primaria, con necessità di terapia di salvataggio (scambio plasmatico) somministrata tra le visite dello studio della Settimana 22 e della Settimana 24. Di conseguenza e a causa della decisione del medico, questo paziente non è stato sottoposto alle valutazioni QMG, MG-ADL né ad altre valutazioni di efficacia dopo la Settimana 20 e non è entrato nel periodo di estensione. Altri 2 pazienti hanno manifestato un deterioramento clinico (crisi di MG) durante il periodo di estensione con necessità di terapia di salvataggio (scambio plasmatico e IVIg per il deterioramento clinico in un caso e IVIg e 2 trattamenti supplementari con eculizumab nel secondo caso).
Durante l’intero periodo dello studio in pazienti pediatrici con MGg refrattaria (studio ECU-MG-303), 4 pazienti su 11 (36,4%) hanno ridotto la loro dose giornaliera di terapia con IST o anticolinesterasici a seguito di un miglioramento dei sintomi della MG. Un altro paziente (9,1%) ha ridotto e successivamente aumentato la propria dose giornaliera durante il periodo di estensione a seguito rispettivamente di un miglioramento e di un peggioramento dei sintomi della MG e 1 paziente ha iniziato un nuovo trattamento con corticosteroidi a seguito di un peggioramento dei sintomi della MG.
Efficacia a lungo termine
Tutti i pazienti che hanno completato il periodo di trattamento primario (N = 10) sono entrati nel periodo di estensione per un massimo di 208 settimane di trattamento. Solo due pazienti hanno completato il periodo di estensione. Otto partecipanti hanno interrotto lo studio durante il periodo di
estensione inclusi 4 partecipanti che sono passati a Soliris o Ultomiris entrambi disponibili in commercio o trasferiti a un altro studio pediatrico in corso con Ultomiris.
Settimane
Variazione rispetto al basale del punteggio
QMG totale
Per tutta la durata dello studio i pazienti hanno mantenuto costantemente la risposta, che è stata di entità simile a quella riportata durante il periodo di trattamento iniziale.
Figura 3: Variazione rispetto al basale del punteggio QMG totale (media LS e IC al 95%) indipendentemente dalla terapia di salvataggio nel periodo dalla Settimana 1 alla Settimana 52, utilizzando un modello a misure ripetute
Abbreviazioni: LS = minimi quadrati; IC = intervallo di confidenza.
Nota: il basale è definito come il valore dell’ultima valutazione disponibile precedente la prima infusione del farmaco dello studio.
Nota: le stime si basano sul modello a effetti misti per misure ripetute (MMRM) che comprendeva i termini della visita e il valore al basale.
Media pari a 0. È stata utilizzata una struttura di covarianza della simmetria composta.
Disturbo dello spettro della neuromielite ottica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligodi presentare i risultati degli studi con Soliris in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento del NMOSD (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Farmacocinetica e metabolismo del farmaco
Biotrasformazione
Gli anticorpi umani subiscono una digestione intracellulare nelle cellule del sistema reticoloendoteliale. Eculizumab contiene soltanto aminoacidi presenti in natura e non ha metaboliti attivi noti. Gli anticorpi umani vengono catabolizzati prevalentemente dagli enzimi lisosomiali in piccoli peptidi e aminoacidi.
Eliminazione
Non sono stati condotti studi specifici per valutare le vie di escrezione/eliminazione epatica, renale, polmonare o gastroenterica di Soliris. Gli anticorpi non vengono escreti nei reni normali e sono esclusi dalla filtrazione a causa delle loro dimensioni.
Relazione(i) farmacocinetica(che)/farmacodinamica(che)
In 40 pazienti con EPN, è stato utilizzato un modello monocompartimentale per calcolare i parametri farmacocinetici dopo dosi multiple. La clearance media era di 0,31 ± 0,12 mL/h/kg, il volume di distribuzione medio era di 110,3 ± 17,9 mL/kg e l’emivita di eliminazione media era di
11,3 ± 3,4 giorni. Lo steady state è raggiunto entro 4 settimane utilizzando il regime posologico previsto per gli adulti affetti da EPN.
Nei pazienti con EPN, l’attività farmacodinamica correla direttamente con le concentrazioni sieriche di eculizumab e il mantenimento dei livelli di picco al di sopra di ≥ 35 microgrammi/mL consente un blocco sostanzialmente completo dell’attività emolitica nella maggior parte dei pazienti con EPN.
È stata condotta una seconda analisi farmacocinetica (PK) di popolazione con un modello monocompartimentale standard sui dati farmacocinetici dopo dosi multiple a 37 pazienti affetti da SEUa sottoposti a regime terapeutico raccomandato con Soliris negli studi C08-002A/B e
C08-003A/B. In questo modello, la clearance di Soliris per un paziente tipico affetto da SEUa del peso di 70 kg è stata di 0,0139 L/ora e il volume di distribuzione 5,6 L. L’emivita di eliminazione è stata 297 ore (circa 12,4 giorni).
Il secondo modello farmacocinetico di popolazione è stato applicato ai dati farmacocinetici di dosi multiple di 22 pazienti pediatrici con SEUa trattati con la dose raccomandata di Soliris nello studio C10-003 per la SEUa. La clearance e il volume di distribuzione di Soliris dipendono dal peso, ciò costituisce la base per un dosaggio dipendente dal peso nei pazienti pediatrici (vedere paragrafo 4.2). I valori di clearance di Soliris nei pazienti pediatrici con SEUa sono stati 10,4, 5,3 e 2,2 mL/h con peso corporeo rispettivamente di 70, 30 e 10 kg, e i valori corrispondenti del volume di distribuzione sono stati 5,23, 2,76 e 1,21 L rispettivamente. La corrispondente emivita di eliminazione è rimasta quasi invariata in un range fra 349 e 378 ore (circa 14,5-15,8 giorni).
La clearance e l’emivita di eculizumab sono state valutate anche durante gli interventi di scambio plasmatico. Lo scambio plasmatico ha comportato un calo di circa il 50% delle concentrazioni di eculizumab dopo un trattamento della durata di 1 ora con riduzione dell’emivita di eliminazione di eculizumab a 52,4 ore. Si consiglia una dose supplementare quando Soliris viene somministrato a pazienti affetti da SEUa sottoposti a infusione plasmatica o scambio plasmatico (vedere
paragrafo 4.2).
Tutti i pazienti SEUa trattati con Soliris in accordo alla posologia raccomandata hanno dimostrato una riduzione rapida e mantenuta nel tempo dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento. Nei pazienti con SEUa, l’attività farmacodinamica correla direttamente con le concentrazioni seriche di eculizumab e il mantenimento dei livelli minimi al di sopra di
50-100 microgrammi/mL consente un blocco sostanzialmente completo dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento in tutti i pazienti con SEUa.
I parametri farmacocinetici sono coerenti tra le popolazioni di pazienti con EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD.
L’attività farmacodinamica misurata da concentrazioni di C5 libero < 0,5 microgrammi/mL è correlata al blocco essenzialmente completo dell’attività della porzione terminale della cascata del complemento nei pazienti con EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD.
Popolazioni speciali
Non sono stati condotti studi dedicati alla valutazione della farmacocinetica di Soliris in popolazioni speciali di pazienti identificate per sesso, etnia, età (geriatrica) o presenza di compromissione renale o epatica. L’analisi di farmacocinetica di popolazione (popPK) sui dati raccolti negli studi condotti in pazienti affetti da EPN, SEUa, MGg e NMOSD ha evidenziato che il sesso, l’etnia, l’età (geriatrica) o la presenza di compromissione della funzionalità renale o epatica non influenzano la farmacocinetica di eculizumab.
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica di eculizumab è stata valutata nello studio M07-005 in pazienti pediatrici affetti da EPN (di età compresa fra 11 anni e 18 anni non compiuti), negli Studi C08-002, C08-003, C09-001r e C10-003 in pazienti pediatrici affetti da SEUa (di età compresa fra 2 mesi e 18 anni non compiuti) e nello studio ECU-MG-303 in pazienti paediatrici con MGg refrattaria (di età compresa fra 12 anni e 18 anni non compiuti). L’analisi di farmacocinetica di popolazione ha evidenziato che per EPN, SEUa, MGg refrattaria e NMOSD, il peso corporeo era una covariata significativa con necessità di regime posologico basato sul peso corporeo per i pazienti pediatrici.
Informazioni farmaceutiche - SOLIRIS 300 MG
Sodio fosfato monobasico (E 339) Sodio fosfato dibasico (E 339) Sodio cloruro
Polisorbato 80 (E 433)
Acqua per preparazioni iniettabili
Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
30 mesi.
Usare immediatamente il medicinale dopo la diluizione. È stata tuttavia dimostrata stabilità chimica e fisica per 24 ore a 2°C-8°C.
Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
I flaconcini di Soliris nella confezione originale possono essere tolti dal frigorifero per una sola volta per un massimo di 3 giorni. Alla fine di questo periodo il prodotto può essere rimesso in frigorifero. Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo 6.3.
Flaconcino da 30 mL di concentrato (vetro tipo I) con tappo (gomma butilica, siliconato) e un sigillo (alluminio) con cappuccio a strappo (polipropilene).
Confezione da un flaconcino.
Prima della somministrazione, la soluzione di Soliris deve essere osservata per evidenziare materiale particolato e alterazioni della colorazione. Non utilizzare in presenza di particolato o alterazione del colore.
Istruzioni:
La ricostituzione e la diluizione devono essere eseguite in conformità con le norme di buona pratica, in particolare nel rispetto dell’asepsi.
Estrarre l’intera quantità di Soliris dai/l flaconcini/o utilizzando una siringa sterile. Trasferire la dose raccomandata in una sacca per infusione.
Diluire Soliris fino alla concentrazione finale di 5 mg/mL aggiungendo alla sacca per infusione una soluzione iniettabile di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%), una soluzione iniettabile di sodio cloruro 4,5 mg/mL (0,45%) o 5% di destrosio in acqua, come diluente.
Il volume finale di soluzione diluita a 5 mg/mL è di 60 mL per dosi da 300 mg, 120 mL per dosi da 600 mg, 180 mL per dosi da 900 mg e 240 mL per dosi da 1 200 mg. La soluzione deve essere limpida e incolore.
Agitare delicatamente la sacca per infusione contenente la soluzione diluita per permettere una miscelazione accurata di medicinale e diluente.
La soluzione diluita deve essere lasciata scaldare a temperatura ambiente prima della somministrazione esponendola all’aria ambientale.
Eliminare qualsiasi porzione non utilizzata rimasta nel flaconcino.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.