VALDOXAN 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
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Classe
Tipo di ricetta
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Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - VALDOXAN 25 MG
Valdoxan è indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore negli adulti.
Posologia
La dose raccomandata è 25 mg una volta al giorno per via orale da assumere prima di coricarsi.
Dopo due settimane di trattamento, se non vi è un miglioramento dei sintomi, la dose può essere aumentata a 50 mg una volta al giorno, ovvero due compresse da 25 mg in un’unica assunzione, prese la sera prima di coricarsi.
La decisione di aumentare la dose deve essere valutata alla luce di un rischio più alto di aumento delle transaminasi. Ogni incremento della dose a 50 mg deve essere fatto sulla base del rapporto beneficio/rischio del singolo paziente, rispettando uno stretto controllo dei test della funzionalità epatica.
I test della funzionalità epatica devono essere effettuati in tutti i pazienti prima di iniziare il trattamento. Il trattamento non deve essere iniziato se le transaminasi superano di 3 volte il limite superiore della norma (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Durante il trattamento le transaminasi devono essere monitorate periodicamente dopo circa tre settimane, sei settimane (fine della fase acuta), dodici e ventiquattro settimane (fine della fase di mantenimento) e, in seguito, quando clinicamente indicato (vedere anche paragrafo 4.4). Il trattamento deve essere interrotto se le transaminasi superano di 3 volte il limite superiore della norma (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Quando si aumenta il dosaggio, i test di funzionalità epatica devono essere nuovamente eseguiti con la stessa frequenza dell’inizio del trattamento.
Durata del trattamento
I pazienti depressi devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi per assicurarsi che non presentino più sintomi.
Cambiamento della terapia da un antidepressivo SSRI/SNRI ad agomelatina
I pazienti possono presentare sintomi da sospensione dopo l’interruzione di un antidepressivo SSRI/SNRI.
Per le modalità di interruzione del trattamento, al fine di evitare i sintomi da sospensione, si deve consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del SSRI/SNRI con cui il paziente è in trattamento. Agomelatina può essere iniziata immediatamente mentre si riduce il dosaggio del SSRI/SNRI (vedere paragrafo 5.1).
Interruzione del trattamento
In caso di interruzione del trattamento non è necessaria una riduzione progressiva della dose. Popolazioni particolari
Anziani
L’efficacia e la sicurezza di agomelatina (dose da 25 a 50 mg/die) sono state dimostrate nei pazienti anziani depressi (di età < 75 anni). Non vi sono effetti documentati in pazienti di età ≥ 75 anni.
Pertanto agomelatina non deve essere usata da pazienti in questo gruppo di età (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Non è richiesto nessun adattamento della dose in relazione all’età (vedere paragrafo 5.2).
Pazienti con compromissione renale
Non sono state osservate variazioni rilevanti nei parametri di farmacocinetica di agomelatina nei pazienti con compromissione renale severa. Tuttavia, sono disponibili soltanto limitati dati clinici sull’uso di agomelatina in pazienti depressi con compromissione renale severa o moderata affetti da episodi di depressione maggiore. Pertanto, agomelatina deve essere prescritta con cautela a questi pazienti.
Pazienti con compromissione epatica
Agomelatina è controindicata nei pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2).
Popolazione pediatrica
Bambini dalla nascita fino ai 7 anni di età
Non c’è un uso rilevante di agomelatina nei bambini dalla nascita fino ai 7 anni di età per il trattamento degli episodi depressivi maggiori. Non ci sono dati disponibili.
Bambini e adolescenti di età compresa tra 7 e 17 anni
La sicurezza e l'efficacia di agomelatina nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 7 e 17 anni per il trattamento degli episodi depressivi maggiori non sono state stabilite. I dati attualmente disponibili sono descritti nei paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2, ma non è possibile formulare alcuna raccomandazione sulla posologia.
Modo di somministrazione Per uso orale.
Le compresse rivestite con film di Valdoxan possono essere assunte con o senza cibo.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Compromissione epatica (ad esempio, cirrosi o epatopatia in atto) (vedere paragrafi 4.2 e 4.4) o transaminasi che superano di 3 volte il limite superiore della norma (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
Uso concomitante di potenti inibitori del CYP1A2 (ad esempio fluvoxamina, ciprofloxacina) (vedere paragrafo 4.5).
Monitoraggio della funzionalità epatica
In pazienti trattati con agomelatina sono stati riportati, nell’esperienza post-marketing, casi di danno epatico, inclusi insufficienza epatica (sono stati riportati eccezionalmente alcuni casi con esito fatale o trapianto di fegato in pazienti con fattori di rischio epatico) e aumenti degli enzimi epatici di 10 volte superiori al limite superiore di normalità, epatite e ittero (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di essi si sono verificati durante i primi mesi di trattamento. Il tipo di danno epatico è essenzialmente epatocellulare con un aumento delle transaminasi sieriche, che solitamente ritornano a livelli normali a seguito della sospensione di agomelatina.
Si deve prestare cautela prima di iniziare il trattamento e deve essere effettuata una stretta sorveglianza durante l’intero periodo di trattamento in tutti i pazienti, specialmente se sono presenti fattori di rischio di danno epatico o se sono somministrati contemporaneamente medicinali associati a rischio di danno epatico.
Prima di iniziare il trattamento
Nei pazienti con fattori di rischio di danno epatico come ad esempio:
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obesità/sovrappeso/steatosi epatica non alcolica, diabete
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disturbo da consumo di alcol e/o notevole assunzione di alcolici
e nei pazienti che ricevono trattamenti concomitanti con medicinali associati al rischio di danno epatico il trattamento con Valdoxan deve essere prescritto solo dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi.
Test di funzionalità epatica al basale devono essere effettuati in tutti i pazienti ed il trattamento non deve essere iniziato in pazienti con valori basali di ALT e/o AST > 3 volte il limite superiore della norma (vedere paragrafo 4.3).
Si deve usare cautela quando Valdoxan è somministrato a pazienti che presentano transaminasi elevate prima del trattamento (> del limite superiore del range normale e ≤ 3 volte il limite superiore del range normale).
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Frequenza dei test di funzionalità epatica
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prima dell’inizio del trattamento
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e poi:
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dopo circa 3 settimane
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dopo circa 6 settimane (fine della fase acuta)
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dopo circa 12 e 24 settimane (fine della fase di mantenimento)
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e in seguito quando clinicamente indicato.
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All’aumento del dosaggio, i test di funzionalità epatica devono essere nuovamente eseguiti con la stessa frequenza dell'inizio del trattamento.
Il paziente che sviluppi un aumento delle transaminasi sieriche deve ripetere i test di funzionalità epatica entro 48 ore.
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Durante il periodo di trattamento
Il trattamento con Valdoxan deve essere interrotto immediatamente se:
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il paziente sviluppa sintomi o segni di potenziale danno epatico (come ad esempio urine scure, feci di colore chiaro, ingiallimento della pelle/occhi, dolore nella regione superiore destra dell’addome, senso di prolungata e inspiegabile stanchezza di nuova insorgenza).
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l’aumento delle transaminasi sieriche supera di 3 volte il limite superiore della norma.
A seguito dell’interruzione della terapia con Valdoxan, i test di funzionalità epatica devono essere ripetuti fino a che i livelli di transaminasi sieriche rientrino nella norma.
Popolazione pediatrica
Valdoxan non è raccomandato nel trattamento della depressione in pazienti di età inferiore ai 18 anni in quanto la sicurezza e l’efficacia di agomelatina non sono state valutate. In studi clinici su bambini e adolescenti trattati con altri antidepressivi sono stati osservati più frequentemente rispetto a quelli
trattati con placebo comportamenti suicidari (tentativo di suicidio e ideazione suicidaria), ed atteggiamento ostile (soprattutto comportamento aggressivo, oppositivo e ira).
Gli eventi suicidari riportati in correlazione all’uso di agomelatina, non sono risultati sufficienti per effettuare un confronto significativo tra agomelatina e placebo. I dati provenienti dagli studi clinici con agomelatina 25 mg hanno mostrato che gli eventi suicidari si sono verificati con una frequenza maggiore negli adolescenti (3,1%) rispetto agli adulti (1,2%), vedere la sezione Suicidio/ideazione suicidaria sotto riportata e paragrafo 4.8.
Nei dati provenienti dagli studi clinici, gli eventi avversi epatici sono stati segnalati più frequentemente dagli adolescenti (6,3%) rispetto agli adulti (1,7%).
I dati sulla sicurezza a lungo termine sono limitati. Ciò include l'esperienza a lungo termine sulla crescita, sullo sviluppo puberale (vedere paragrafo 5.1) e sulla funzione cognitiva.
Pazienti anziani
Non vi sono effetti documentati di agomelatina in pazienti di età ≥ 75 anni, pertanto agomelatina non deve essere utilizzata in pazienti appartenenti a questa fascia di età (vedere anche paragrafi 4.2 e 5.1).
Uso in pazienti anziani affetti da demenza
Valdoxan non deve essere usato per il trattamento di episodi di depressione maggiore in pazienti anziani affetti da demenza, poiché in questi pazienti la sicurezza e l’efficacia di Valdoxan non sono state valutate.
Disturbo bipolare/mania/ipomania
Valdoxan deve essere utilizzato con cautela in pazienti con una anamnesi di disturbo bipolare, mania o ipomania e deve essere interrotto se un paziente sviluppa sintomi maniacali (vedere paragrafo 4.8).
Suicidio/ideazione suicidaria
La depressione è associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Tale rischio persiste fino a che non si verifica una remissione significativa.
Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del processo di guarigione.
Pazienti con anamnesi di eventi correlati al suicidio, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono noti per essere a rischio più elevato di ideazione suicidaria o tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con medicinali antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di età inferiore a 25 anni trattati con antidepressivi rispetto al placebo.
Il trattamento deve essere associato ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di controllare qualsiasi peggioramento del quadro clinico, comportamenti o pensieri suicidari e insoliti cambiamenti nel comportamento e di consultare immediatamente un medico qualora questi sintomi si manifestino.
Associazione con inibitori del CYP1A2 (vedere paragrafi 4.3 e 4.5)
Occorre prestare cautela quando si prescrive Valdoxan con moderati inibitori del CYP1A2 (ad esempio, propranololo, enoxacina) che possono comportare un aumento dell’esposizione ad agomelatina.
Intolleranza al lattosio
Valdoxan contiene lattosio. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficienza totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Livelli di sodio
Valdoxan contiene meno di 1 mmole di sodio (23 mg) per compressa, quindi è sostanzialmente “privo di sodio”.
Potenziali interazioni con agomelatina
Agomelatina viene metabolizzata principalmente dal citocromo P450 1A2 (CYP1A2) (90%) e dal CYP2C9/19 (10%). Medicinali che interagiscono con questi isoenzimi possono ridurre o aumentare la biodisponibilità di agomelatina.
Fluvoxamina, un potente inibitore del CYP1A2 e moderato inibitore del CYP2C9, inibisce marcatamente il metabolismo di agomelatina, dando luogo ad un incremento di 60 volte (range12-412) della esposizione ad agomelatina.
Pertanto è controindicata la co-somministrazione di Valdoxan con potenti inibitori di CYP1A2 (ad esempio, fluvoxamina, ciprofloxacina).
L’associazione di agomelatina con estrogeni (moderati inibitori del CYP1A2) comporta un aumento di diverse volte dell’esposizione ad agomelatina. Anche se non sono state riscontrate evidenze specifiche collegate alla sicurezza del medicinale negli 800 pazienti trattati in associazione con estrogeni, occorre prestare cautela quando si prescrive agomelatina con altri moderati inibitori del CYP1A2 (ad esempio, propranololo, enoxacina) fino a che non sarà acquisita una maggiore esperienza (vedere paragrafo 4.4).
Rifampicina, un induttore di tutti e tre i citocromi coinvolti nel metabolismo di agomelatina, può diminuire la biodisponibilità di agomelatina.
Il fumo induce il CYP1A2 ed è stato dimostrato, che riduce la biodisponibilità di agomelatina, soprattutto nei fumatori accaniti (≥15 sigarette / die) (vedere paragrafo 5.2).
Possibili interazioni di agomelatina con altri medicinali
In vivo, agomelatina non induce gli isoenzimi CYP450. Agomelatina non inibisce né il CYP1A2 in vivo, né il CYP450 in vitro. Pertanto, agomelatina non modifica l’esposizione a medicinali metabolizzati dal CYP450.
Interazioni con altri medicinali
Negli studi clinici di fase I non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche con medicinali che potrebbero essere prescritti in concomitanza con Valdoxan nella popolazione target, quali benzodiazepine, litio, paroxetina, fluconazolo e teofillina.
Alcol
L‘associazione di agomelatina con alcol non è raccomandata. Terapia elettroconvulsivante (ECT)
Non vi è esperienza sull’uso combinato di agomelatina con ECT. Gli studi su animali non hanno mostrato proprietà proconvulsivanti (vedere paragrafo 5.3). Pertanto si considerano improbabili conseguenze cliniche di ECT effettuata contemporaneamente con agomelatina.
Popolazione pediatrica
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.
Gravidanza
I dati relativi all’utilizzo di agomelatina in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di Valdoxan durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se agomelatina/metaboliti siano escreti nel latte materno. Dati farmacodinamici/tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di agomelatina/metaboliti nel latte (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Valdoxan tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Studi sulla riproduzione nel ratto e nel coniglio non hanno mostrato effetti di agomelatina sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).
Agomelatina altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Considerando che i capogiri e la sonnolenza sono reazioni avverse comuni, i pazienti devono essere avvertiti di prestare attenzione alla loro capacità di guidare o di utilizzare macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse sono state solitamente lievi o moderate e si sono verificate durante le prime due settimane di trattamento. Le reazioni avverse più comuni sono state mal di testa, nausea e capogiri. Queste reazioni avverse sono state solitamente transitorie e generalmente non hanno portato all’interruzione della terapia.
Tabella delle reazioni avverse
La seguente tabella riporta le reazioni avverse riscontrate negli studi clinici su adulti controllati con placebo e con controllo attivo condotto su adulti.
Le reazioni avverse sono elencate di seguito usando la seguente convenzione: molto comune (>1/10); comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1 000, <1/100); raro (>1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le frequenze non sono state corrette per il placebo.
| Classificazione sistemica organica | Frequenza | Termine di riferimento |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Ansia |
| Sogni anormali* | ||
| Non comune | Pensieri o comportamenti suicidari (vedere paragrafo 4.4) | |
| Agitazione e sintomi correlati* (comeirritabilità e irrequietezza) | ||
| Aggressività* |
| Incubi* | ||
| Mania/ipomania*Questi sintomi possono essere imputabili anche alla patologia di base (vedere paragrafo 4.4) | ||
| Stato confusionale* | ||
| Raro | Allucinazioni* | |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Comune | Capogiro | |
| Sonnolenza | ||
| Insonnia | ||
| Non comune | Emicrania | |
| Parestesia | ||
| Sindrome delle gambe senza riposo* | ||
| Raro | Acatisia | |
| Patologie dell’occhio | Non comune | Visione offuscata |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Non comune | Tinnito* |
| Patologie gastrointestinali | Comune | Nausea |
| Diarrea | ||
| Stipsi | ||
| Dolore addominale | ||
| Vomito* | ||
| Patologie epatobiliari | Comune | ALT e/o AST aumentati (negli studi clinici è stato osservato un aumento >3 volte il limite superiore del range di normalità di ALT e/o AST nel 1,2% dei pazienti trattati con agomelatina 25 mg/die e nel 2,6% dei pazienti trattati conagomelatina 50 mg/die versus lo 0,5% di quelli trattati con placebo) |
| Non comune | Gamma-glutamiltransferasi* (GGT) aumentata (>3 volte il limite superiore del range di normalità) | |
| Raro | Epatite | |
| Fosfatasi alcalina aumentata* (>3 volte il limite superiore del range di normalità) | ||
| Insufficienza epatica*(1) | ||
| Ittero* | ||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Non comune | Iperidrosi |
| Eczema | ||
| Prurito* | ||
| Orticaria* | ||
| Raro | Eruzione eritematosa | |
| Edema facciale e angioedema* | ||
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Dolore alla schiena |
| Non comune | Mialgia* | |
| Patologie renali e urinarie | Raro | Ritenzione urinaria* |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede disomministrazione | Comune | Stanchezza |
| Esami diagnostici | Comune | Peso aumentato* |
| Non comune | Peso diminuito* |
*Frequenza stimata sulla base degli studi clinici per le reazioni avverse riportate da segnalazioni spontanee
(1) Sono stati riportati eccezionalmente alcuni casi con esito fatale o trapianto di fegato in pazienti con fattori di rischio epatico
Popolazione pediatrica
Un totale di 80 bambini di età compresa tra 7 e meno di 12 anni e 319 pazienti adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni con disturbo depressivo maggiore da moderato a severo sono stati trattati con agomelatina in uno studio in doppio cieco, verso trattamento attivo (fluoxetina) e controllato con placebo.
In generale, il profilo di sicurezza di agomelatina 25 mg negli adolescenti nello studio pivotal (parte controllata in doppio cieco) è stato simile a quello osservato negli adulti, ad eccezione della nausea che si è verificata con una frequenza maggiore negli adolescenti (13,3%) rispetto agli adulti (6,3%).
I dati provenienti dagli studi clinici con agomelatina hanno mostrato che gli eventi avversi e gli eventi avversi gravi (dovuti a tutte le cause) sono stati riportati con una frequenza maggiore negli adolescenti rispetto agli adulti (67,2% contro 60,4% dei pazienti che hanno riportato almeno un evento avverso e 10,4% contro 3,5% dei pazienti che hanno riportato almeno un evento avverso grave).
Gli eventi avversi epatici sono stati segnalati dal 6,3% degli adolescenti rispetto agli adulti (1,7%). Gli eventi suicidari (ad esempio comportamento suicidario, pensieri suicidari, tentativo di suicidio e autolesionismo) si sono verificati con una frequenza maggiore negli adolescenti (3,1%, 10 eventi segnalati in 6 pazienti) rispetto agli adulti (1,2%, 66 eventi segnalati in 65 pazienti) (vedere paragrafo 4.4.).
I dati sulla sicurezza a lungo termine di agomelatina 25 mg negli adolescenti sono limitati. Ciò include l'esperienza a lungo termine sulla crescita, sullo sviluppo puberale (vedere paragrafo 5.1) e sulla funzione cognitiva.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.
Sintomi
L’esperienza relativa al sovradosaggio di agomelatina è limitata. L’esperienza con agomelatina in sovradosaggio ha riportato epigastralgia, sonnolenza, stanchezza, agitazione, ansia, tensione, vertigini, cianosi o malessere.
Una persona che ha ingerito 2.450 mg di agomelatina è guarita spontaneamente senza anomalie cardiovascolari e biologiche.
Gestione
Non vi sono antidoti specifici noti per agomelatina. La gestione del sovradosaggio deve consistere nel trattamento dei sintomi clinici e monitoraggio di routine. Si raccomanda una assistenza medica in ambiente specialistico.
Proprietà farmacologiche - VALDOXAN 25 MG
Categoria farmacoterapeutica: Psicoanalettici, altri antidepressivi, codice ATC: N06AX22
Meccanismo d’azione
Agomelatina è un agonista melatoninergico (recettori MT1 e MT2) e un antagonista dei recettori 5-HT2C. Studi di legame indicano che agomelatina non ha alcun effetto sulla captazione delle monoammine e non ha alcuna affinità per i recettori α, β adrenergici, istaminergici, colinergici, dopaminergici e benzodiazepinici.
Agomelatina risincronizza i ritmi circadiani nei modelli animali di alterazione del ritmo circadiano. Agomelatina aumenta il rilascio di noradrenalina e dopamina in particolare nella corteccia frontale e non ha influenza sui livelli extracellulari di serotonina.
Effetti farmacodinamici
Agomelatina ha mostrato un effetto simil-antidepressivo in modelli animali di depressione (learned helplessness test, despair test, chronic mild stress) nonché in modelli con desincronizzazione del ritmo circadiano e in modelli connessi a stress e ansia.
Nell’uomo, agomelatina ha proprietà positive di spostamento di fase; induce un avanzamento di fase del sonno, della diminuzione della temperatura corporea e dell’inizio della produzione di melatonina.
Efficacia e sicurezza clinica negli adulti
L’efficacia e la sicurezza di agomelatina negli episodi di depressione maggiore sono state studiate in un programma clinico comprendente 7.900 pazienti trattati con agomelatina.
Sono stati effettuati dieci studi controllati verso placebo per studiare l’efficacia a breve termine di agomelatina nel disturbo depressivo maggiore negli adulti, a dose fissa e/o con titolazione della dose. Al termine del trattamento (oltre 6 o 8 settimane) è stata dimostrata un’efficacia significativa di agomelatina 25-50 mg in sei su dieci degli studi a breve termine condotti in doppio cieco, controllati verso placebo. L’endpoint primario è stato il cambiamento del punteggio HAMD-17 dalla linea di base. Agomelatina non si è differenziata dal placebo in due studi in cui il controllo attivo, paroxetina o fluoxetina, ha mostrato sensibilità al test. Agomelatina non è stata confrontata direttamente con paroxetina e fluoxetina in quanto questi farmaci di confronto sono stati aggiunti per assicurare la sensibilità al test negli studi. In altri due studi non è stato possibile ricavare alcuna conclusione in quanto i due controlli attivi, paroxetina o fluoxetina, non si sono differenziati dal placebo. Comunque, in questi studi non è stato possibile aumentare la dose iniziale né di agomelatina, né di paroxetina, né di fluoxetina, anche se la risposta non era sufficiente.
L’efficacia è stata osservata anche in pazienti affetti da depressione più severa (punteggio iniziale HAM-D ≥ 25) in tutti gli studi positivi controllati verso placebo.
Le percentuali di risposta erano, dal punto di vista statistico, significativamente più elevate con agomelatina rispetto al placebo.
La superiorità (2 studi) o la non-inferiorità (4 studi) sono state dimostrate in 6 dei 7 studi di efficacia condotti in popolazioni eterogenee di pazienti adulti depressi verso SSRI/SNRI (sertralina, escitalopram, fluoxetina, venlafaxina o duloxetina). L’effetto antidepressivo è stato valutato con il punteggio HAMD-17, usato come endpoint primario o secondario.
Il mantenimento dell’efficacia antidepressiva è stato dimostrato in uno studio sulla prevenzione delle ricadute. I pazienti che rispondevano a 8/10 settimane di trattamento acuto in aperto con 25-50 mg di agomelatina una volta al giorno sono stati randomizzati a 25-50 mg di agomelatina una volta al giorno oppure al placebo per ulteriori 6 mesi. La somministrazione di agomelatina 25-50 mg una volta al giorno ha dimostrato una superiorità statisticamente significativa rispetto al placebo (p=0,0001) sull’outcome primario, la prevenzione di ricadute depressive, valutato come tempo alla ricaduta.
L’incidenza di ricadute durante il periodo di 6 mesi di follow-up in doppio cieco era rispettivamente del 22% per agomelatina e del 47% per il placebo.
Nei volontari sani agomelatina non altera la vigilanza diurna e la memoria. Nei pazienti depressi, il trattamento con agomelatina 25 mg ha aumentato la fase di sonno ad onde lente senza modificare la quantità di sonno REM (Rapid Eye Movement) o la latenza del sonno REM. Agomelatina 25 mg ha anche indotto un anticipo dell’inizio del sonno e un aumento della frequenza cardiaca minima. Come
valutato dagli stessi pazienti, l’inizio e la qualità del sonno sono migliorati in maniera significativa, a partire dalla prima settimana di trattamento senza causare sonnolenza diurna.
In uno specifico studio comparativo sulla disfunzione sessuale, condotto su pazienti che avevano raggiunto la remissione dalla depressione, si è osservata una tendenza ad una minore insorgenza di disfunzioni sessuali attribuiti a agomelatina rispetto a venlafaxina (statisticamente non significativa) per i punteggi di eccitazione o di orgasmo secondo la Sex Effects Scale (SEXFX). L’analisi combinata degli studi utilizzando l’Arizona Sexual Experience Scale (ASEX) ha dimostrato che agomelatina non è associata a disfunzione sessuale. In volontari sani, agomelatina mantiene inalterata la funzione sessuale rispetto a paroxetina.
Negli studi clinici agomelatina non ha mostrato alcun effetto sulla frequenza cardiaca e sulla pressione arteriosa.
In uno studio messo a punto per valutare i sintomi da interruzione del trattamento mediante la Discontinuation Emergent Signs and Symptoms (DESS) check-list in pazienti che avevano raggiunto la remissione dalla depressione, agomelatina non ha indotto sindrome da interruzione in seguito a improvvisa cessazione del trattamento.
Agomelatina non ha potenziale di abuso come valutato in studi condotti su volontari sani utilizzando una specifica scala analogica visiva o con l’Addiction Research Center Inventory (ARCI) a 49 voci. Uno studio controllato verso placebo di 8 settimane condotto con agomelatina 25-50 mg/die nei pazienti anziani depressi (≥ 65 anni, N=222, dei quali 151 trattati con agomelatina) ha dimostrato una differenza statisticamente significativa di 2,67 punti della HAM-D total score, outcome primario.
L’analisi della frequenza di risposta è a favore di agomelatina.
Tuttavia, i dati nei pazienti molto anziani (≥ 75 anni, N=69 dei quali 48 trattati con agomelatina) sono limitati. La tollerabilità di agomelatina nei pazienti anziani è comparabile con quella osservata nei giovani adulti.
È stato condotto uno studio specifico, controllato, di 3 settimane, in pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore, e con un miglioramento insufficiente in corso di trattamento con paroxetina (un SSRI) o venlafaxina (un SNRI). Quando il trattamento veniva cambiato da questi antidepressivi ad agomelatina, i sintomi da sospensione insorgevano dopo l’interruzione del trattamento con SSRI o SNRI, sia che l’interruzione del precedente trattamento fosse brusca che graduale. Questi sintomi da interruzione possono essere confusi con una mancanza di benefici precoci di agomelatina.
La percentuale dei pazienti con almeno un sintomo da sospensione una settimana dopo l’interruzione del trattamento con SSRI/SNRI, è risultata più bassa nel gruppo a lunga riduzione del dosaggio (interruzione graduale del precedente SSRI/SNRI in 2 settimane) che nel gruppo a breve riduzione del dosaggio (interruzione graduale del precedente SSRI/SNRI in 1 settimana) e nel gruppo a sostituzione immediata (interruzione brusca): rispettivamente 56,1%, 62,6% e 79,8 %.
Popolazione pediatrica
L'efficacia e la sicurezza di due dosi (10 mg e 25 mg) di agomelatina per il trattamento di episodi depressivi maggiori da moderati a severi, se la depressione non risponde alla sola terapia psicologica, sono state valutate in uno studio di 12 settimane, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, a gruppi paralleli (vedere paragrafo 4.2). Per garantire la sensibilità del test è stata aggiunta fluoxetina (10 mg/die con potenziale adeguamento a 20 mg/die).
I pazienti (N=400; di cui 80 bambini da 7 fino a meno di 12 anni di età e 320 adolescenti da 12 a 17 anni di età) con depressione da moderata a severa secondo il DSM IV sono stati randomizzati per ricevere agomelatina 10 mg (N=102 di cui 81 adolescenti), agomelatina 25 mg (N= 95 di cui 76 adolescenti), placebo (N= 103 di cui 82 adolescenti) e fluoxetina (N= 100 di cui 81 adolescenti).
I pazienti dovevano essere non rispondenti alla terapia psicosociale prima dell'inclusione. Durante il periodo in doppio cieco, la consulenza psicosociale è stata fornita una volta al mese (settimana 4, 8 e 12).
L'endpoint primario era la differenza corretta alla settimana 12 rispetto al basale nel punteggio totale della Children's Depression Rating Scale - Revised (CDRS-R), utilizzando un'analisi di covarianza (ANCOVA) a 3 vie. Un punteggio totale ≥ 45 era un prerequisito per l'arruolamento. La CDRS-R è stata eseguita alla visita di selezione, all'inclusione (Settimana 0) e successivamente a ogni visita (cioè, nel periodo in doppio cieco: Settimana 1, Settimana 2, Settimana 4, Settimana 8 e Settimana 12).
I principali endpoint secondari di efficacia erano le scale Clinical Global Impression - Severity of Illness (CGI-S), Improvement (CGI-I) e il punteggio totale della Adolescent Depression Rating Scale (ADRS).
La maggior parte dei pazienti nella popolazione complessiva era di sesso femminile (62,5%) con un'età mediana di 14,0 anni (compresa tra 7- 17). La maggior parte dei pazienti ha avuto il primo episodio di depressione (71,5%). Secondo i criteri del DSM-IV-TR, l'episodio è stato diagnosticato come moderato per il 61,8% e severo (senza caratteristiche psicotiche) per il 38,3%. La durata media dell'episodio è stata di 143,4 ± 153,2 giorni con una mediana di 96,0 giorni (range da 29 a 1 463 giorni).
Per quanto riguarda le comorbidità, circa il 6% dei pazienti nella popolazione complessiva presentava un disturbo d'ansia generalizzato, il 7% un disturbo d'ansia sociale e il 2% un disturbo d'ansia da separazione.
I risultati per l'endpoint primario, il punteggio totale CDRS-R, espresso in termini di variazione dal valore basale all'ultimo valore post-basale per la popolazione complessiva, hanno mostrato per agomelatina 25 mg rispetto al placebo una differenza tra i gruppi di 4,22; 95%CI [0,63 ; 7,82]. Per il sottogruppo degli adolescenti, la differenza stimata tra i gruppi è stata di 5,22 (95%CI [1,03; 9,40]) per agomelatina 25 mg rispetto al placebo.
Per gli endpoint secondari Clinical Global Impression - Severity of Illness (CGI-S) e Improvement (CGI-I) non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i bracci. La differenza tra il gruppo agomelatina 25 mg e il gruppo placebo nel punteggio ADRS è stata di 4,07, 95% CI [0,68; 7,46].
Dopo il periodo in doppio cieco di 12 settimane, i pazienti potevano proseguire in un periodo di estensione opzionale in aperto di 21 mesi alla dose di agomelatina 10 o 25 mg. Tuttavia, questo periodo non è stato concepito come uno studio di prevenzione delle ricadute e tutti i pazienti hanno ricevuto dosi flessibili di agomelatina. I dati utili sull'efficacia e la sicurezza oltre le 12 settimane sono quindi limitati.
Lo stato puberale è stato valutato in base alla scala di Tanner. Sebbene i dati siano limitati, non suggeriscono un impatto di agomelatina sullo sviluppo secondo la scala di Tanner (vedere paragrafo 4.8).
Per ulteriori informazioni sulla sicurezza, consultare i paragrafi 4.4 e 4.8.
I dati sulla sicurezza e sull'efficacia nel sottogruppo dei bambini (età compresa tra 7 e 11 anni; in totale 80 pazienti) sono limitati a causa del numero molto limitato di pazienti (vedere paragrafo 4.2). Nei bambini, la variazione del punteggio totale medio CDRS-R alla fine della fase a breve termine è stata inferiore in valore assoluto nel gruppo agomelatina 25 mg (-17,1 ± 13,3) rispetto al gruppo placebo (-19,0 ± 18,3).
Assorbimento e biodisponibilità
Agomelatina viene assorbita bene e rapidamente (≥ 80%) dopo somministrazione orale. La biodisponibilità assoluta è bassa (< 5% alla dose orale terapeutica) e la variabilità interindividuale è sostanziale. La biodisponibilità è più alta nelle donne in confronto agli uomini. La biodisponibilità è aumentata dall’assunzione di contraccettivi orali e diminuita dal fumo. Il picco della concentrazione plasmatica è raggiunto entro 1-2 ore.
L’esposizione sistemica ad agomelatina nella gamma delle dosi terapeutiche appare aumentare proporzionalmente con la dose. Con le dosi più alte vi è una saturazione dell’effetto di primo passaggio.
L’assunzione di cibo (un pasto standard o un pasto ricco di grassi) non modifica la biodisponibilità o la velocità di assorbimento. La variabilità è aumentata dai cibi ricchi di grassi.
Distribuzione
Il volume di distribuzione allo stato stazionario è di circa 35 L e il legame con le proteine plasmatiche è del 95%, indipendentemente dalla concentrazione, e non si modifica con l’età e nei pazienti con disfunzione renale, ma la frazione libera è raddoppiata nei pazienti con compromissione epatica.
Biotrasformazione
Dopo somministrazione orale, agomelatina viene rapidamente metabolizzata principalmente dal citocromo epatico CYP1A2. Gli isoenzimi CYP2C9 e CYP2C19 sono coinvolti in minima parte. I metaboliti principali, agomelatina idrossilata e demetilata, non sono attivi e sono rapidamente coniugati ed eliminati nell’urina.
Eliminazione
L’eliminazione è rapida, l’emivita media plasmatica è tra 1 e 2 ore e la clearance è alta (circa 1 100 mL/min) ed essenzialmente metabolica.
L’escrezione è principalmente urinaria (80%) ed è costituita dai metaboliti, mentre il dosaggio urinario della sostanza immodificata è trascurabile.
La cinetica non è modificata dopo somministrazione ripetuta. Compromissione renale
Non sono state osservate alterazioni significative dei parametri farmacocinetici in pazienti con compromissione renale severa (n=8, dose singola di 25 mg), ma occorre prestare cautela in pazienti con compromissione renale severa o moderata poiché per questi pazienti sono disponibili soltanto dati clinici limitati (vedere paragrafo 4.2).
Compromissione epatica
In uno studio specifico condotto su pazienti cirrotici con compromissione epatica cronica lieve (Child-Pugh tipo A) o moderata (Child-Pugh tipo B), l’esposizione ad agomelatina 25 mg è risultata notevolmente aumentata (rispettivamente 70 e 140 volte) rispetto ai volontari abbinati (per età, peso e abitudine al fumo) senza compromissione epatica (vedere paragrafo 4.2, 4.3 e 4.4).
Anziani
In uno studio farmacocinetico nei pazienti anziani (≥ 65 anni), è stato dimostrato che ad una dose di 25 mg i valori della AUC mediana e della Cmax mediana erano circa 4 volte e 13 volte più alti nei pazienti di età ≥ 75 anni rispetto ai pazienti di età< 75 anni. Il numero totale di pazienti che hanno ricevuto 50 mg di agomelatina è troppo basso per trarre conclusioni in merito. Non è richiesto un adattamento della dose nei pazienti anziani.
Popolazione pediatrica
La farmacocinetica di agomelatina è stata studiata in 60 bambini e 166 adolescenti che hanno ricevuto dosi giornaliere comprese tra 1 e 25 mg. La maggior parte dei dati deriva da misurazioni della concentrazione salivare, l'esposizione plasmatica di agomelatina nella popolazione pediatrica è in gran parte non caratterizzata. Come negli adulti, la variabilità inter-individuale della farmacocinetica di agomelatina è sostanziale. I dati pediatrici disponibili suggeriscono una notevole sovrapposizione con l'intervallo di esposizione osservato negli adulti dopo una dose di agomelatina di 25 mg.
Gruppi etnici
Non sono disponibili dati sull’influenza della razza sulla farmacocinetica di agomelatina.
Informazioni farmaceutiche - VALDOXAN 25 MG
Nucleo della compressa
Lattosio monoidrato Amido di mais Povidone (K30)
Amido sodico glicolato tipo A Acido stearico
Magnesio stearato Silice colloidale anidra
Film di rivestimento
Ipromellosa
Ossido di ferro giallo (E172) Glicerolo
Macrogol (6000) Magnesio stearato Biossido di titanio (E171)
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Blister in alluminio/PVC confezionati in scatole di cartone.
Confezioni calendario contenenti 14, 28, 56, 84 e 98 compresse rivestite con film. Confezioni calendario da 100 compresse rivestite con film per uso ospedaliero.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.