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Farmaci

SKYRIZI 360 MG SOLUZIONE INIETTABILE IN CARTUCCIA

Lista interazioni
Restrizioni

Informazioni sulla prescrizione

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Tipo di ricetta

RRL - Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Ospedaliero disponibile in farmacia a carico del paziente

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

SKYRIZI 360 MG SOLUZIONE INIETTABILE IN CARTUCCIA

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

SOLUZIONE INIETTABILE IN CARTUCCIA

Produttore

ABBVIE DEUTSCHLAND GMBH & CO. KG

Ultimo aggiornamento del RCP

16/07/2026
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RCP - SKYRIZI 360 MG

Indicazioni

Malattia di Crohn

Skyrizi è indicato per il trattamento di pazienti adulti con malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo, che hanno manifestato una risposta inadeguata, una perdita di risposta o un’intolleranza alla terapia convenzionale o a una terapia biologica.

Colite ulcerosa

Skyrizi è indicato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo, che hanno manifestato una risposta inadeguata, una perdita di risposta o un’intolleranza alla terapia convenzionale o a una terapia biologica.

Posologia

Questo medicinale deve essere usato sotto la guida e la supervisione di un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento di condizioni per le quali Skyrizi è indicato.

Posologia

Malattia di Crohn

La dose raccomandata è di 600 mg da somministrare mediante infusione endovenosa alla settimana 0, alla settimana 4 e alla settimana 8, seguita da una dose di 360 mg da somministrare mediante iniezione sottocutanea alla settimana 12 e poi ogni 8 settimane. È necessario valutare l’eventualità di interrompere il trattamento in pazienti che non hanno mostrato alcun beneficio terapeutico alla settimana 24.

Per la posologia dei regimi di somministrazione endovenosa iniziale, vedere paragrafo 4.2 del riassunto delle caratteristiche del prodotto di Skyrizi 600 mg concentrato per soluzione per infusione.

Colite ulcerosa

La dose di induzione raccomandata è di 1 200 mg da somministrare mediante infusione endovenosa alla settimana 0, alla settimana 4 e alla settimana 8. A partire dalla settimana 12 e poi ogni 8 settimane, la dose di mantenimento raccomandata si basa sulle caratteristiche cliniche del singolo paziente:

  • Una dose di 180 mg da somministrare mediante iniezione sottocutanea è raccomandata per i pazienti con un miglioramento adeguato dell’attività della malattia dopo l’induzione

  • Una dose di 360 mg da somministrare mediante iniezione sottocutanea è raccomandata per i pazienti con un miglioramento inadeguato dell’attività della malattia dopo l’induzione

È necessario valutare l’eventualità di interrompere il trattamento in pazienti che non hanno mostrato alcun beneficio terapeutico alla settimana 24.

Per la posologia del regime di somministrazione endovenosa iniziale, vedere paragrafo 4.2 del riassunto delle caratteristiche del prodotto di Skyrizi 600 mg concentrato per soluzione per infusione.

Mancata somministrazione di una dose

In caso di mancata somministrazione di una dose, è necessario effettuarla il prima possibile. Successivamente, la somministrazione deve essere ripresa seguendo lo schema prestabilito.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani

Non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Le informazioni disponibili su soggetti di età ≥ 65 anni sono limitate.

Compromissione renale o epatica

Non sono stati condotti studi specifici per determinare l’impatto della compromissione epatica o renale sulla farmacocinetica di Skyrizi. In generale, si ritiene che queste condizioni non modifichino significativamente la farmacocinetica degli anticorpi monoclonali e non si ritiene necessario un adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Skyrizi per il trattamento della malattia di Crohn e della colite ulcerosa nei bambini di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state ancora stabilite. I dati attualmente disponibili sono descritti nei paragrafi 5.1 e 5.2 ma non può essere formulata alcuna raccomandazione sulla posologia.

Pazienti in sovrappeso

Non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Modo di somministrazione

Skyrizi deve essere somministrato mediante iniezione sottocutanea.

L’iniezione deve essere somministrata nella coscia o nell’addome. Skyrizi non deve essere iniettato in aree dove la cute è sensibile, sede di lividi, eritematosa, ispessita o danneggiata.

Skyrizi 180 mg e 360 mg soluzione iniettabile in cartuccia

I pazienti possono somministrarsi da soli Skyrizi dopo aver ricevuto una adeguata formazione nella tecnica di iniezione sottocutanea con l’iniettore on-body. I pazienti devono essere informati di leggere il paragrafo 7 “Istruzioni per l’uso” riportato nel foglio illustrativo prima della somministrazione.

Skyrizi 90 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Questo medicinale deve essere somministrato da un operatore sanitario.

Devono essere iniettate quattro siringhe preriempite per ottenere la dose completa di 360 mg. Le quattro iniezioni devono essere somministrate in differenti zone anatomiche (vedere le istruzioni per la somministrazione fornite con il foglio illustrativo).

Skyrizi 180 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

I pazienti possono somministrarsi da soli Skyrizi dopo aver ricevuto una adeguata formazione nella tecnica di iniezione sottocutanea con la siringa preriempita. I pazienti devono essere informati di leggere il paragrafo 7 “Istruzioni per l’uso” riportato nel foglio illustrativo prima della somministrazione.

Deve essere iniettata una siringa preriempita per somministrare la dose di mantenimento di 180 mg.

Devono essere iniettate due siringhe preriempite per somministrare la dose di mantenimento di 360 mg. Le due iniezioni devono essere somministrate in differenti zone anatomiche.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Infezioni attive clinicamente importanti (ad es. tubercolosi attiva, vedere paragrafo 4.4).

Avvertenze

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Infezioni

Risankizumab può aumentare il rischio di infezione.

Nei pazienti con un’infezione cronica, anamnesi di infezioni ricorrenti o noti fattori di rischio di infezione, risankizumab deve essere usato con cautela. Il trattamento con risankizumab non deve essere iniziato in pazienti con un’infezione attiva clinicamente importante fino a quando l’infezione non si sia risolta oppure non sia stata adeguatamente trattata.

I pazienti trattati con risankizumab devono essere istruiti a consultare un medico se compaiono segni o sintomi di infezione cronica o acuta clinicamente importanti. Se un paziente sviluppa tale infezione o non risponde alla terapia standard per l’infezione, deve essere strettamente monitorato e risankizumab non deve essere somministrato fino alla risoluzione dell’infezione.

Tubercolosi

Prima di iniziare il trattamento con risankizumab, i pazienti devono essere valutati per la tubercolosi (TB). I pazienti che ricevono risankizumab devono essere monitorati per l’insorgenza di segni e sintomi di una TB attiva. Una terapia anti-TB deve essere presa in considerazione prima di iniziare risankizumab nei pazienti con anamnesi di TB latente o attiva nei quali non è possibile confermare un adeguato percorso di trattamento.

Vaccinazioni

Prima di iniziare la terapia con risankizumab, deve essere considerato il completamento dell’intero programma di vaccinazioni secondo le attuali linee guida. Se un paziente ha ricevuto vaccini

vivi (virali o batterici), si raccomanda di attendere almeno 4 settimane prima di iniziare il trattamento con risankizumab. I pazienti trattati con risankizumab non devono ricevere vaccini vivi durante il trattamento e per almeno 21 settimane dopo il trattamento (vedere paragrafo 5.2).

Ipersensibilità

Sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità, inclusa anafilassi, con l'uso di risankizumab (vedere paragrafo 4.8). Se compare una reazione di ipersensibilità grave la somministrazione di risankizumab deve essere interrotta immediatamente e deve essere avviata una terapia appropriata.

Eccipienti con effetti noti

Skyrizi 180 mg e 360 mg soluzione iniettabile in cartuccia Polisorbato

Questo medicinale contiene 0,24 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 180 mg e 0,48 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 360 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per cartuccia, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Skyrizi 90 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita Polisorbato

Questo medicinale contiene 0,8 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 360 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Sorbitolo

Questo medicinale contiene 164 mg di sorbitolo per ogni dose di 360 mg.

L’effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti sorbitolo (o fruttosio) e l’assunzione giornaliera di sorbitolo (o fruttosio) con la dieta deve essere tenuto in considerazione.

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ogni dose di 360 mg, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Skyrizi 180 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita Polisorbato

Questo medicinale contiene 0,24 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 180 mg e 0,48 mg di polisorbato 20 per ogni dose di 360 mg. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ogni dose di 180 mg e per ogni dose di 360 mg, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Interazioni

Lista interazioni
Aggiungi alle interazioni

Non si ritiene che risankizumab sia metabolizzato attraverso gli enzimi epatici né che venga eliminato per via renale. Non sono attese interazioni tra risankizumab e gli inibitori, gli induttori o i substrati degli enzimi che metabolizzano i medicinali e non è richiesto alcun adeguamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Concomitante terapia immunosoppressiva

Non sono state ancora stabilite la sicurezza e l’efficacia di risankizumab in associazione con gli immunosoppressori, inclusi i biologici.

Gravidanza

Donne in età fertile

Le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci durante e per almeno 21 settimane dopo il trattamento.

Gravidanza

I dati relativi all’uso di risankizumab in donne in gravidanza non esistono o sono in numero

limitato (meno di 300 gravidanze esposte). Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva. A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di risankizumab durante la gravidanza.

Allattamento

Non è noto se risankizumab sia escreto nel latte materno. È noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno nei primi giorni dopo il parto, riducendosi a basse concentrazioni poco dopo; di conseguenza, un rischio per i lattanti non può essere escluso durante questo breve periodo. Deve essere presa la decisione se interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con risankizumab tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia con risankizumab per la donna.

Fertilità

L’effetto di risankizumab sulla fertilità umana non è stato valutato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla fertilità.

Effetti sulla guida

Risankizumab non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state le infezioni delle vie respiratorie superiori (15,6 % nella malattia di Crohn e 26,2 % nella colite ulcerosa).

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse di risankizumab osservate negli studi clinici (Tabella 1) sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100);

raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1: Elenco delle reazioni avverse

Classificazione persistemi e organi Frequenza Reazioni avverse
Infezioni ed infestazioni Molto comune Infezioni delle vie respiratorie superioria
Comune Infezioni da Tineab
Non comune Follicolite
Disturbi del sistema immunitario Raro Reazioni anafilattiche
Patologie del sistema nervoso Comune Cefaleac
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune PruritoEruzione cutanea Eczema
Non comune Orticaria
Patologie generali e condizioni relative alla sede disomministrazione Comune Stanchezzad Reazioni in sede di iniezionee
a Comprende: infezione delle vie respiratorie (virale, batterica o non specificata), sinusite (anche acuta), rinite, nasofaringite, faringite (anche virale), tonsillite, laringite, tracheiteb Comprende: tinea pedis, tinea cruris, tinea corporis, tinea versicolor, tinea manuum, onicomicosi, infezioni da Tineac Comprende: cefalea, cefalea tensiva, cefalea sinusaled Comprende: stanchezza, astenia, malesseree Comprende: lividura in sede di iniezione, eritema, ematoma, emorragia, irritazione, dolore, prurito, reazione, tumefazione, indurimento, ipersensibilità, nodulo, eruzione cutanea, orticaria, vesciche, calore; eritema in sede di infusione, stravaso, reazione,tumefazione

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Psoriasi

Infezioni

Nell’intero programma di studi sulla psoriasi comprendente l’esposizione a lungo termine a risankizumab, il tasso di infezioni è stato di 75,5 eventi per 100 anni/persona. La maggior parte dei casi è stata non grave e di intensità lieve o moderata e non ha causato interruzione di risankizumab. Il tasso di infezioni gravi è stato di 1,7 eventi per 100 anni/persona (vedere paragrafo 4.4).

Malattia di Crohn

Nel complesso, il profilo di sicurezza osservato in pazienti con malattia di Crohn trattati con risankizumab è stato coerente con il profilo di sicurezza osservato nei pazienti in tutte le indicazioni.

Infezioni

Il tasso di infezioni nei dati aggregati derivati dagli studi di induzione di 12 settimane è stato

di 83,3 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 600 mg per via endovenosa, rispetto a 117,7 eventi per 100 anni/persona nel placebo. Il tasso di infezioni gravi è stato di 3,4 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 600 mg per via endovenosa, rispetto a 16,7 eventi per 100 anni/persona nel placebo (vedere paragrafo 4.4).

Il tasso di infezioni nello studio di mantenimento di 52 settimane è stato di 57,7 eventi per

100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 360 mg per via sottocutanea, dopo l’induzione con risankizumab, rispetto a 76,0 eventi per 100 anni/persona nei soggetti che hanno ricevuto il placebo dopo l’induzione con risankizumab. Il tasso di infezioni gravi è stato di 6,0 eventi per

100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 360 mg per via sottocutanea, dopo l’induzione con risankizumab, rispetto a 5,0 eventi per 100 anni/persona nei soggetti che hanno ricevuto il placebo dopo l’induzione con risankizumab (vedere paragrafo 4.4).

Colite ulcerosa

Nel complesso, il profilo di sicurezza osservato in pazienti con colite ulcerosa trattati con risankizumab è stato coerente con il profilo di sicurezza osservato nei pazienti in tutte le indicazioni.

Infezioni

Il tasso di infezioni nei dati aggregati derivati dallo studio di induzione di 12 settimane è stato di 78,3 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 1 200 mg per via endovenosa, rispetto a 74,2 eventi per 100 anni/persona nel placebo. Il tasso di infezioni gravi è stato di 3,0 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 1 200 mg per via endovenosa, rispetto a 5,4 eventi per 100 anni/persona nel placebo (vedere paragrafo 4.4).

Il tasso di infezioni nello studio di mantenimento di 52 settimane è stato di 67,4 eventi per

100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 180 mg per via sottocutanea e di 56,5 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 360 mg per via sottocutanea, dopo l’induzione con risankizumab, rispetto a 64,6 eventi per 100 anni/persona nei soggetti che hanno ricevuto il placebo dopo l’induzione con risankizumab. Il tasso di infezioni gravi è stato di 1,1 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 180 mg per via sottocutanea e di 0,6 eventi per 100 anni/persona nei soggetti trattati con risankizumab 360 mg per via sottocutanea, dopo l’induzione con risankizumab, rispetto a 2,3 eventi per 100 anni/persona nei soggetti che hanno ricevuto il placebo dopo l’induzione con risankizumab (vedere paragrafo 4.4).

Immunogenicità

Per i soggetti con malattia di Crohn trattati con risankizumab alle dosi raccomandate di induzione per via endovenosa e di mantenimento per via sottocutanea per un massimo di 64 settimane negli studi clinici sulla malattia di Crohn, gli anticorpi anti-farmaco e gli anticorpi neutralizzanti associati al trattamento sono stati rilevati rispettivamente nel 3,4 % (2/58) e nello 0 % (0/58) dei soggetti valutati.

Per i soggetti con colite ulcerosa trattati con risankizumab alle dosi raccomandate di induzione per via endovenosa e di mantenimento per via sottocutanea (180 mg o 360 mg) per un massimo di

64 settimane negli studi clinici sulla colite ulcerosa, gli anticorpi antifarmaco e gli anticorpi neutralizzanti associati al trattamento sono stati rilevati nei soggetti valutati rispettivamente

nell’8,9 % (8/90) e nel 6,7 % (6/90) per la dose di 180 mg per via sottocutanea o nel 4,4 % (4/91) e nel 2,2 % (2/91) per la dose di 360 mg per via sottocutanea.

Gli anticorpi anti-risankizumab, tra cui anticorpi neutralizzanti, non erano associati a variazioni della risposta clinica o della sicurezza.

Anziani

Le informazioni sulla sicurezza in soggetti di età ≥ 65 anni sono limitate. Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del

medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare il paziente alla ricerca di eventuali segni o sintomi di reazioni avverse e di avviare immediatamente il trattamento sintomatico appropriato.

Proprietà farmacologiche - SKYRIZI 360 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, inibitori dell’interleuchina, codice ATC: L04AC18 Meccanismo d’azione

Risankizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, costituito da una immunoglobulina G1 (IgG1), che si lega selettivamente con elevata affinità alla subunità p19 della citochina umana

interleuchina 23 (IL-23) senza legarsi a IL-12 e inibisce la sua interazione con il complesso del recettore IL-23. IL-23 è una citochina coinvolta nelle risposte infiammatorie e immunitarie. Bloccando il legame di IL-23 al suo recettore, risankizumab inibisce la segnalazione cellulare IL-23-dipendente e il rilascio di citochine proinfiammatorie.

Effetti farmacodinamici

In uno studio su soggetti con psoriasi, l’espressione dei geni associati alla via IL-23/IL-17 era diminuita nella cute dopo dosi singole di risankizumab. Nelle lesioni psoriasiche, si è osservata anche una riduzione dello spessore epidermico, dell’infiltrazione di cellule infiammatorie e dell’espressione di marcatori di malattia psoriasica.

In uno studio di fase 2 su soggetti con malattia di Crohn, l’espressione dei geni associati alla via

IL-23/Th17 risultava diminuita nel tessuto intestinale dopo dosi ripetute di risankizumab. Riduzioni della calprotectina fecale (FCP), della proteina C-reattiva (CRP) sierica e di IL-22 sono state inoltre osservate dopo dosi ripetute negli studi di induzione di fase 3 in pazienti con malattia di Crohn. Le riduzioni di FCP, CRP e IL-22 sierica sono state mantenute fino alla settimana 52 dello studio di mantenimento.

In uno studio di fase 2b/3 su soggetti con colite ulcerosa, è stata osservata una riduzione rispetto al basale statisticamente e clinicamente significativa dei biomarcatori infiammatori, FCP e CRP, e del biomarcatore associato alla via IL-23, IL-22 sierica, alla settimana 12 dello studio di induzione. Le riduzioni di FCP, CRP e IL-22 sierica sono state mantenute fino alla settimana 52 dello studio di mantenimento.

Efficacia e sicurezza clinica

Malattia di Crohn

L’efficacia e la sicurezza di risankizumab sono state valutate in 1 419 soggetti con malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo in tre studi multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. I soggetti arruolati avevano un’età pari o superiore a 16 anni, con indice di attività della malattia di Crohn (Crohn’s Disease Activity Index, CDAI) compreso tra 220 e 450, una frequenza di evacuazione (Stool Frequency, SF) giornaliera media ≥ 4 e/o punteggio del dolore addominale giornaliero (Daily Abdominal Pain Score, APS) ≥ 2 e punteggio endoscopico semplice per la malattia di Crohn (Simple Endoscopic Score for CD, SES-CD) ≥ 6 o ≥ 4 per malattia ileale isolata, esclusa la componente stenosi, confermato da un revisore centrale.

Sono stati condotti due studi di induzione endovenosa della durata di 12 settimane (ADVANCE e MOTIVATE), che prevedevano un periodo di estensione di 12 settimane per i soggetti che non raggiungevano una risposta clinica SF/APS (riduzione ≥ 30 % del SF e/o riduzione ≥ 30 % del APS e per entrambi nessun peggioramento rispetto al basale) alla settimana 12. Gli studi ADVANCE e MOTIVATE sono stati seguiti da uno studio di sospensione randomizzato della durata di 52 settimane, con trattamento di mantenimento sottocutaneo (FORTIFY), che ha arruolato i soggetti con risposta clinica SF/APS al trattamento di induzione per via endovenosa, costituendo almeno 64 settimane di terapia.

ADVANCE e MOTIVATE

Negli studi ADVANCE e MOTIVATE, i soggetti sono stati randomizzati a ricevere risankizumab alla dose di 600 mg (dose raccomandata) o 1 200 mg, o il placebo, alla settimana 0, settimana 4 e settimana 8.

Nello studio ADVANCE, il 58 % (491/850) dei soggetti aveva fallito o era intollerante al trattamento con una o più terapie biologiche (precedente fallimento biologico), mentre il 42 % (359/850) aveva fallito o era intollerante alle terapie convenzionali, ma non alle terapie biologiche (senza precedente fallimento biologico). Nello studio ADVANCE, tra i soggetti senza precedente fallimento biologico, l’87 % (314/359) era naïve alla terapia biologica, mentre il restante 13 % aveva ricevuto un medicinale biologico ma non aveva mai evidenziato fallimento terapeutico né dimostrato intolleranza. Tutti i pazienti nello studio MOTIVATE avevano evidenziato un precedente fallimento biologico.

In entrambi gli studi, una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab ha raggiunto gli endpoint co-primari di remissione clinica alla settimana 12 e di risposta endoscopica alla settimana 12, rispetto al placebo. La risposta clinica SF/APS potenziata e la remissione clinica erano significative già alla settimana 4 nei soggetti trattati con risankizumab e hanno continuato a migliorare fino alla settimana 12 (Tabella 2).

Tabella 2. Risultati di efficacia negli studi ADVANCE e MOTIVATE

ADVANCE MOTIVATE
Placebo per via endovenosa (N = 175)% Risankizumab 600 mg per via endovenosa(N = 336)% Differenza di trattamento d (ICal 95 %) Placebo per via endovenosa (N = 187)% Risankizumab 600 mg per via endovenosa(N = 191)% Differenza di trattamentod (IC al 95 %)
Endpoint co-primari
Remissione clinica allasettimana 12e 22 % 43 % 22 %[14 %;30 %]a 19 % 35 % 15 %[6 %; 24 %]b
Risposta endoscopica allasettimana 12f 12 % 40 % 28 %[21 %;35 %]a 11 % 29 % 18 %[10 %; 25 %]a
Endpoint supplementari
Risposta clinica SF/APS potenziata allasettimana 4g 31 % 46 % 15 %[6 %; 23 %]b 32 % 45 % 14 %[4 %; 23 %]c
Risposta clinica SF/APS potenziata allasettimana 12g 42 % 63 % 21 %[12 %;30 %]a 39 % 62 % 23 %[13 %; 33 %]a
CDAI < 150alla settimana 4 10 % 18 % 8 %[1 %; 14 %]c 11 % 21 % 10 %[2 %;17 %]c
CDAI < 150alla settimana 12 25 % 45 % 21 %[12 %;29 %]a 20 % 42 % 22 %[13 %;31 %]a
Guarigione della mucosa allasettimana 12h (N = 173)8 % (N = 336)21 % 14 %[8 %; 19 %]a (N = 186)4 % (N = 190)14 % 9 %[4 %;15 %]b
Remissione endoscopica allasettimana 12i 9 % 24 % 15 %[9 %; 21 %]a 4 % 19 % 15 %[9 %;21 %]a
a Statisticamente significativo con controllo della molteplicità per il confronto risankizumab vs placebo (p < 0,001).b Statisticamente significativo con controllo della molteplicità per il confronto risankizumab vs placebo (p ≤ 0,01).c Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,05 nominale.d Differenza di trattamento aggiustata.e Remissione clinica basata su SF/APS: SF giornaliera media ≤ 2,8 senza peggioramento rispetto al basale e punteggio AP giornaliero medio ≤ 1 senza peggioramento rispetto al basale.f Risposta endoscopica: riduzione del SES-CD maggiore del 50% rispetto al basale, o riduzione di almeno 2 punti per i soggetti con punteggio al basale pari a 4 e malattia ileale isolata.g Risposta clinica SF/APS potenziata: riduzione ≥ 60 % dell’SF giornaliera media e/o riduzione ≥ 35 % del punteggio AP giornaliero medio, per entrambi senza peggioramento rispetto al basale, e/o remissione clinica.h Guarigione della mucosa: sottopunteggio superficie ulcerata SES-CD pari a 0 nei soggetti con sottopunteggio di ≥ 1 al basale.i Remissione endoscopica: SES-CD ≤ 4 e riduzione di almeno 2 punti rispetto al basale e nessunsottopunteggio maggiore di 1 in alcuna variabile individuale.

Alla settimana 12, una percentuale più elevata di soggetti trattati con risankizumab ha conseguito una riduzione di almeno 100 punti nel CDAI al basale, rispetto al placebo (ADVANCE,

risankizumab = 60 %, placebo = 37 %, p < 0,001; MOTIVATE, risankizumab = 60 %, placebo = 30 %, p < 0,001).

Alla settimana 12, una percentuale più elevata di soggetti trattati con risankizumab ha raggiunto sia una risposta clinica SF/APS potenziata sia una risposta endoscopica, rispetto al placebo (ADVANCE, risankizumab = 31 %, placebo = 8 %, p < 0,001; MOTIVATE, risankizumab = 21 %, placebo = 7 %, p < 0,001).

I risultati degli endpoint co-primari per i sottogruppi (non aggiustati per molteplicità) dei soggetti con e senza precedente fallimento biologico sono presentati nella Tabella 3.

Tabella 3. Risultati di efficacia alla settimana 12 nei sottogruppi di soggetti con precedente fallimento biologico e nei soggetti senza precedente fallimento biologico nello studio ADVANCE

ADVANCE
Placebo per via endovenosa Risankizumab 600 mg Differenza di trattamento (IC al 95 %)
Remissione clinica secondo il punteggio SF/AP
Precedente fallimento biologico 23 % (N = 97) 41 % (N = 195) 18 % [7 %; 29 %]
Senza precedente fallimento biologico 21 % (N = 78) 48 % (N = 141) 27 % [15 %; 39 %]
Risposta endoscopica
Precedente fallimento biologico 11 % (N = 97) 33 % (N = 195) 21 % [12 %; 31 %]
Senza precedente fallimento biologico 13 % (N = 78) 50 % (N = 141) 38 % [27 %; 49 %]

Nello studio ADVANCE, una percentuale più elevata di soggetti trattati con risankizumab con e senza precedente fallimento biologico ha conseguito un CDAI < 150 rispetto al placebo (con precedente fallimento biologico, risankizumab = 42 %, placebo = 26 %; senza precedente fallimento biologico, risankizumab = 49 %, placebo = 23 %).

Ricoveri ospedalieri correlati alla malattia di Crohn

I tassi di ricoveri ospedalieri correlati alla malattia di Crohn fino alla settimana 12 sono stati più bassi nei soggetti trattati con risankizumab rispetto al placebo (ADVANCE, risankizumab = 3 %,

placebo = 12 %, p < 0,001; MOTIVATE, risankizumab = 3 %, placebo = 11 %, p ≤ 0,01).

FORTIFY

Lo studio di mantenimento FORTIFY ha valutato 462 soggetti con risposta clinica SF/APS a

12 settimane di trattamento di induzione con risankizumab per via endovenosa negli studi ADVANCE e MOTIVATE. I soggetti sono stati randomizzati a continuare a ricevere un regime di mantenimento di risankizumab 360 mg per via sottocutanea (dose raccomandata) o risankizumab 180 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane, oppure a interrompere il trattamento di induzione con risankizumab e ricevere placebo per via sottocutanea ogni 8 settimane per un periodo fino a 52 settimane.

Gli endpoint co-primari erano la remissione clinica alla settimana 52 e la risposta endoscopica alla settimana 52. Gli endpoint co-primari sono stati misurati anche nei soggetti con e senza precedente fallimento biologico (vedere Tabella 4).

Tabella 4. Risultati di efficacia nello studio FORTIFY alla settimana 52 (64 settimane dall’inizio della dose di induzione)

FORTIFY
Induzione endovenosa risankizumab /placebo per via sottocutaneaf (N = 164) % Induzione endovenosa risankizumab/risankizumab 360 mg per via sottocutanea(N = 141) % Differenza di trattamento (IC al 95 %)
Endpoint co-primari
Remissione clinica 40 % 52 % 15 % [5 %; 25 %]a,g
Precedente fallimento biologico 34 % (N = 123) 48 % (N = 102) 14 % [1 %; 27 %]
Senza precedente fallimento biologico 56 % (N = 41) 62 % (N = 39) 5 %[-16 %; 27 %]
Risposta endoscopica 22 % 47 % 28 % [19 %; 37 %]b,g
Precedente fallimento biologico 20 % (N = 123) 44 % (N = 102) 23 % [11 %; 35 %]
Senza precedente fallimento biologico 27 % (N = 41) 54 % (N = 39) 27 % [6 %; 48 %]
Endpoint supplementari
Risposta clinica SF/APS potenziata 49 % 59 % 13 % [2 %; 23 %]e,g
Mantenimento della remissione clinicah (N = 91)51% (N = 72)69% 21 % [6 %; 35 %]d,g
Remissione endoscopica 13 % 39 % 28 % [20 %; 37 %]c,g
Guarigione della mucosa (N = 162)10 % (N = 141)31 % 22 % [14 %; 30 %]c,g
a Statisticamente significativo con controllo della molteplicità per il confronto risankizumab vs placebo (p ≤ 0,01).b Statisticamente significativo con controllo della molteplicità per il confronto risankizumab vs placebo (p < 0,001).c Confronto risankizumab vs placebo p < 0,001 nominale senza controllo degli errori di tipo I.d Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,01 nominale senza controllo degli errori di tipo I.e Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,05 nominale senza controllo degli errori di tipo I.f Il gruppo sottoposto al solo trattamento di induzione era composto dai soggetti che avevano raggiunto una risposta clinica alla terapia di induzione con risankizumab e che sono stati randomizzati a ricevere il placebo nello studio di mantenimento (FORTIFY).g Differenza di trattamento aggiustata.h Mantenimento della remissione clinica: remissione clinica alla settimana 52 in soggetti con remissione clinica alla settimana 0.

Remissione profonda (remissione clinica e remissione endoscopica) alla settimana 52 è stata osservata in percentuali più elevate nei soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab per via sottocutanea, rispetto ai soggetti che avevano ricevuto risankizumab per via endovenosa/placebo per via sottocutanea (rispettivamente 28 % vs 10 %, p < 0,001 nominale).

Alla settimana 52 una percentuale più elevata di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab per via sottocutanea ha conseguito un CDAI < 150, rispetto a risankizumab per via endovenosa/placebo per via sottocutanea (rispettivamente 52 % vs 41 %, p < 0,01 nominale).Una percentuale più elevata di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab per via sottocutanea ha conseguito una riduzione di almeno 100 punti del punteggio CDAI basale, rispetto ai soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/placebo per via sottocutanea (rispettivamente 62 % vs 48 %, p < 0,01 nominale).

91 soggetti che non avevano evidenziato una risposta clinica SF/APS 12 settimane dopo l’induzione con risankizumab negli studi ADVANCE e MOTIVATE hanno ricevuto una dose di 360 mg di risankizumab per via sottocutanea alla settimana 12 e alla settimana 20. Di questi soggetti, il 64 % (58/91) ha raggiunto una risposta clinica SF/APS alla settimana 24; 33 dei soggetti con risposta clinica SF/APS sono stati arruolati nello studio FORTIFY e hanno continuato a ricevere risankizumab 360 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane per un periodo fino a 52 settimane. Tra questi soggetti, il 55 % (18/33) ha raggiunto la remissione clinica e il 45 % (15/33) la risposta endoscopica alla settimana 52.

Nel corso dello studio FORTIFY, 30 soggetti hanno avuto una perdita della risposta al trattamento con risankizumab 360 mg per via sottocutanea e sono stati sottoposti a trattamento di salvataggio con risankizumab (dose singola di 1 200 mg per via endovenosa, seguita da 360 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane). Di questi soggetti, il 57 % (17/30) ha raggiunto la risposta clinica SF/APS alla settimana 52. Inoltre, il 20 % (6/30) e il 34 % (10/29) dei soggetti hanno raggiunto rispettivamente la remissione clinica e la risposta endoscopica alla settimana 52.

Esiti correlati alla salute e alla qualità della vita

La qualità della vita correlata alla salute è stata valutata mediante il questionario per le malattie infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Disease Questionnaire, IBDQ) e il questionario breve sullo stato di salute a 36 voci (36-Item Short Form Health Survey, SF-36). Il miglioramento della stanchezza è stato valutato mediante la scala di valutazione funzionale del trattamento nelle patologie croniche relativa alla stanchezza (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue, FACIT-Fatigue). La capacità lavorativa è stata valutata mediante il questionario sulla capacità di lavorare e svolgere le normali attività quotidiane nella malattia di Crohn (Work Productivity and Activity Impairment CD, WPAI-CD, Questionnaire).

Alla settimana 12 degli studi ADVANCE e MOTIVATE, i soggetti trattati con risankizumab hanno raggiunto miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale del punteggio totale IBDQ, di tutti i punteggi dei domini IBDQ (sintomi intestinali, funzione sistemica, funzione emotiva e funzione sociale), del punteggio riassuntivo delle componenti fisiche e psichiche SF-36, di FACIT-stanchezza e WPAI-CD, in confronto al placebo. Per WPAI-CD, maggiori riduzioni della compromissione durante l’attività lavorativa, della compromissione della capacità lavorativa generale e compromissione dell’attività sono state dimostrate nello studio ADVANCE, e una maggiore riduzione della compromissione dell’attività è stata dimostrata nello studio MOTIVATE. Tali miglioramenti sono stati mantenuti nei soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab per via sottocutanea nello studio FORTIFY fino alla settimana 52.

Colite ulcerosa

L’efficacia e la sicurezza di risankizumab sono state valutate in soggetti con colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo in due studi clinici multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. I soggetti arruolati avevano un’età compresa tra ≥ 18 e ≤ 80 anni, con punteggio Mayo adattato (adapted Mayo Score, aMS) da 5 a 9 (utilizzando il sistema di valutazione Mayo, escludendo il Physician’s Global Assessment), con un sottopunteggio endoscopico (endoscopic subscore, ES)

di 2 o 3 secondo l’endoscopia allo screening, confermato da revisione centrale.

Lo studio di induzione endovenosa della durata di 12 settimane (INSPIRE) prevedeva un periodo di estensione di 12 settimane per i soggetti che non raggiungevano una risposta clinica [definita come una riduzione dell’aMS ≥ 2 punti e ≥ 30 % rispetto al basale e una riduzione del sottopunteggio relativo al sanguinamento rettale (rectal bleeding subscore, RBS) ≥ 1 o un RBS assoluto ≤ 1] alla settimana 12. Lo studio INSPIRE è stato seguito da uno studio di sospensione randomizzato della durata di 52 settimane, con trattamento di mantenimento sottocutaneo (COMMAND), che ha arruolato i soggetti con risposta clinica a 12 settimane di trattamento di induzione con risankizumab per via endovenosa, costituendo almeno 64 settimane di terapia.

INSPIRE

Nello studio INSPIRE, 975 soggetti sono stati randomizzati e hanno ricevuto risankizumab alla dose di 1 200 mg o il placebo, alla settimana 0, settimana 4 e settimana 8.

Nello studio INSPIRE, il 52 % (503/975) dei soggetti aveva evidenziato fallimento (risposta inadeguata o intolleranza) di una o più terapie biologiche, inibitori delle JAK e/o modulatori dei recettori S1P. Di questi 503 soggetti, 488 (97 %) avevano evidenziato fallimento di terapie biologiche e 90 (18 %) di inibitori delle JAK.

I soggetti arruolati potevano utilizzare una dose stabile di corticosteroidi per via orale (fino a

20 mg/die di prednisone o equivalente), immunomodulatori o aminosalicilati. Al basale nello studio INSPIRE, il 36 % dei soggetti aveva ricevuto corticosteroidi, il 17 % dei soggetti aveva ricevuto immunomodulatori e il 73 % dei soggetti aveva ricevuto aminosalicilati. L’attività di malattia dei pazienti era moderata (aMS ≤ 7) nel 58 % dei soggetti e severa (aMS > 7) nel 42 % dei soggetti.

Nello studio INSPIRE, una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab ha raggiunto l’endpoint primario di remissione clinica secondo l’aMS [definita come sottopunteggio relativo alla frequenza di evacuazione (stool frequency subscore, SFS) ≤ 1 e non superiore al basale, RBS = 0 ed ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità] alla settimana 12, rispetto al placebo (Tabella 5). I risultati dell’endpoint primario e degli endpoint secondari chiave sono riportati nella Tabella 5.

Tabella 5. Risultati di efficacia nello studio INSPIRE alla settimana 12

Endpoint Placebo per via endovenosa (N = 325)% Risankizumab 1 200 mg per viaendovenosa (N = 650)% Differenza di trattamento (IC al 95 %)
Attività di malattia e sintomi della colite ulcerosa
Remissione clinicaab 6 % 20 % 14 %f[10 %; 18 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitori delle JAK 4 % (N = 170) 11 % (N = 333) 7 %[3 %; 12 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 8 % (N = 155) 30 % (N = 317) 21 %[15 %; 28 %]
Risposta clinicac 36 % 64 % 29 %f[22 %; 35 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitori delle JAK 31 % (N = 170) 55 % (N = 333) 24 %[15 %; 33 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 41 % (N = 155) 74 % (N = 317) 33 %[24 %, 42 %]
Valutazione endoscopica e istologica
Guarigione della mucosad 12 % 37 % 24 %f[19 %; 29 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitori delle JAK 10 % (N = 170) 26 % (N = 333) 16 %[9 %; 22 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 14 % (N = 155) 48 % (N = 317) 33 %[26 %; 41 %]
Guarigione istologica-endoscopica della mucosae 8 % 24 % 17 %f[12 %; 21 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitori delle JAK 7 % (N = 170) 16 % (N = 333) 9 %[3 %; 14 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 8 % (N = 155) 33 % (N = 317) 25 %[18 %; 32 %]
a Endpoint primario

b Remissione clinica secondo l’aMS: SFS ≤ 1 e non superiore al basale, RBS = 0 ed ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità

c Risposta clinica secondo l’aMS: riduzione rispetto al basale ≥ 2 punti e ≥ 30 % e riduzione dell’RBS ≥ 1 oppure un RBS assoluto ≤ 1

d ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità

e ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità e punteggio di Geboes ≤ 3,1 (indicante infiltrazione dei neutrofili in < 5 % delle cripte, assenza di distruzione delle cripte e assenza di erosioni, ulcerazioni o tessuto di granulazione)

f p < 0,00001, differenza tra i trattamenti aggiustata (IC al 95 %)

Attività di malattia clinica e sintomi

Il punteggio Mayo parziale adattato (partial adapted Mayo score, paMS) è costituito da SFS ed RBS. La risposta clinica secondo il paMS è definita come una riduzione di ≥ 1 punto e ≥ 30 % rispetto al basale e una riduzione dell’RBS ≥ 1 oppure un RBS assoluto ≤ 1. I risultati della risposta clinica secondo il paMS nel tempo, nello studio INSPIRE, sono riportati nella Figura 1. L’insorgenza dell’efficacia è stata rapida con una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab che hanno raggiunto la risposta clinica già alla settimana 4, in confronto al placebo (rispettivamente 52 % vs 31 %, p < 0,00001).

Figura 1. Percentuale di soggetti che raggiungono la risposta clinica secondo il paMS nel tempo, nello studio di induzione INSPIRE

Tasso di risposta (%) e IC al 95 %

Settimane

Placebo per via endovenosa (N = 325)

Risankizumab 1 200 mg per via endovenosa (N = 650)

Una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, non ha avuto dolore addominale (rispettivamente 36 % vs 26 %, p < 0,01) né urgenza dell’evacuazione (rispettivamente 44 % vs 28 %, p < 0,00001) alla settimana 12.

Altri sintomi della colite ulcerosa

Il numero di episodi di incontinenza fecale a settimana è risultato ridotto in un numero significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, alla settimana 12 (variazione rispetto al basale in risankizumab = 3,8, placebo = 2,2, p = 0,00003).

La percentuale di soggetti che non hanno avuto movimenti intestinali notturni è stata significativamente maggiore nei soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, alla settimana 12 (rispettivamente 67 % vs 43 %, p < 0,00001).

La percentuale di soggetti che non hanno avuto tenesmo è stata significativamente maggiore nei soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, alla settimana 12 (rispettivamente 49 % vs 30 %, p < 0,00001).

Il numero di giorni a settimana con interruzione del sonno dovuta ai sintomi della colite ulcerosa è risultato ridotto in un numero significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab, rispetto al placebo, alla settimana 12 (variazione rispetto al basale in risankizumab = 2,5,

placebo = 1,5, p < 0,00001).

Ricoveri ospedalieri correlati alla colite ulcerosa

I tassi di ricoveri ospedalieri correlati alla colite ulcerosa fino alla settimana 12 sono stati significativamente più bassi nei soggetti trattati con risankizumab in confronto al placebo (rispettivamente 1 % vs 6 %, p < 0,00001).

Trattamento esteso nei non-responders alla settimana 12

In totale, 141 soggetti che non avevano dimostrato una risposta clinica alla settimana 12 di trattamento di induzione con risankizumab nello studio INSPIRE hanno ricevuto una dose sottocutanea di 180 mg o 360 mg di risankizumab alla settimana 12 e alla settimana 20. Dei 71 soggetti che hanno ricevuto risankizumab 180 mg per via sottocutanea e dei 70 soggetti che hanno ricevuto risankizumab 360 mg per via sottocutanea, rispettivamente il 56 % e il 57 % hanno raggiunto la risposta clinica alla settimana 24.

COMMAND

Lo studio di mantenimento COMMAND ha valutato 548 soggetti con risposta clinica dopo

12 settimane di trattamento di induzione per via endovenosa con risankizumab nello studio INSPIRE. I soggetti sono stati randomizzati a ricevere un regime di mantenimento di risankizumab 180 mg per via sottocutanea o 360 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane, o a sospendere l’induzione con risankizumab e ricevere placebo per via sottocutanea ogni 8 settimane per un massimo di 52 settimane.

Nello studio COMMAND, il 75 % (411/548) dei soggetti aveva evidenziato fallimento (risposta inadeguata o intolleranza) di una o più terapie biologiche, inibitori delle JAK e/o modulatori dei recettori S1P prima del basale dell’induzione. Di questi 411 soggetti, 407 (99 %) avevano evidenziato fallimento di terapie biologiche e 78 (19 %) di inibitori delle JAK.

Nello studio COMMAND, una percentuale significativamente maggiore dei 548 soggetti di cui sopra trattati con risankizumab 180 mg per via sottocutanea o risankizumab 360 mg per via sottocutanea ha raggiunto l’endpoint primario di remissione clinica secondo l’aMS alla settimana 52, rispetto al placebo (vedere Tabella 6). I risultati dell’endpoint primario e dei principali endpoint secondari sono riportati nella Tabella 6.

Tabella 6. Risultati di efficacia nello studio COMMAND alla settimana 52 (64 settimane dall’inizio della dose di induzione)

Endpoint Induzione risankizumab per via endovenosa/ placebo per via sottocutanea+ (N = 183) % Induzione risankizumab per via endovenosa/ risankizumab 180 mg per via sottocutanea (n = 179) % Induzione risankizumab per via endovenosa/ risankizumab 360 mg per via sottocutanea (N = 186) % Differenza di trattamento (IC al 97,5 %)++
Induzione risankizumab per via endovenosa/ risankizumab 180 mg per viasottocutanea Induzione risankizumab per via endovenosa/ risankizumab 360 mg per viasottocutanea
Attività di malattia e sintomi della colite ulcerosa
Remissione clinicaab 25 % 40 % 38 % 16 %h[6 %; 27 %] 14 %h[4 %; 24 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 23 % (N = 138) 37 %(N = 134) 29 % (N = 139) 13 %[1 %; 26 %] 6 %[-6 %; 18 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 31 % (N = 45) 51 % (N = 45) 62 % (N = 47) 20 %[-3 %; 43 %] 31 %[8 %; 53 %]
Mantenimento della remissione clinicac 40 % (N = 53) 70 % (N = 44) 50 % (N = 40) 29 %h[7 %; 51 %] 13 %k[-11 %; 36 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 37 % (N = 35) 65 % (N = 26) 44 % (N = 25) 28 %[0 %; 56 %] 7 %[-22 %; 36 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 44 % (N = 18) 77 % (N = 18) 60 % (N = 15) 33 %[-2 %; 67 %] 16 %[-23 %; 54 %]
Remissione clinica libera da corticosteroidid 25 % 40 % 37 % 16 % h[6 %; 26 %] 14 % h[3 %; 24 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 23 % (N = 138) 36 %(N = 134) 29 % (N = 139) 13 %[0 %; 25 %] 6 %[-6 %; 18 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 31 % (N = 45) 51 % (N = 45) 60 % (N = 47) 20 %[-3 %; 43 %] 28 %[6 %; 51 %]
Risposta clinicae 52 % 68 % 62 % 17 %i[6 %; 28 %] 11 %j[0 %; 23 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 46 % (N = 138) 63 %(N = 134) 57 % (N = 139) 18 %[4 %; 31 %] 11 %[-2 %; 25 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 71 % (N = 45) 82 % (N = 45) 79 % (N = 47) 11 %[-9 %; 31 %] 8 %[-13 %; 28 %]
Valutazione endoscopica e istologica
Guarigione della mucosaf 32 % 51 % 48 % 20 % h[9 %; 31 %] 17 % h[7 %; 28 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 30 % (N = 138) 48 %(N = 134) 39 % (N = 139) 17 %[4 %; 30 %] 8 %[-4 %; 21 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 36 % (N = 45) 60 % (N = 45) 76 % (N = 47) 24 %[1 %; 47 %] 41 %[19 %; 62 %]
Guarigioneistologica-endoscopica della mucosag 23 % 43 % 42 % 20 %h[10 %; 31 %] 20 % h[10 %; 30 %]
Con fallimento di biologico e/o inibitoridelle JAK 22 % (N = 138) 39 %(N = 134) 33 % (N = 139) 17 %[5 %; 29 %] 11 %[-1 %; 23 %]
Senza fallimento di biologico e/o inibitori delleJAK 29 % (N = 45) 55 % (N = 45) 69 % (N = 47) 26 %[3 %; 49 %] 40 %[19 %; 62 %]
+ Il gruppo con sola induzione era costituito dai soggetti che avevano raggiunto la risposta clinica alla terapia di induzione con risankizumab ed erano stati randomizzati a ricevere placebo nello studio di mantenimento (COMMAND).++ Differenza aggiustata per la differenza di trattamento complessiva.a Endpoint primariob Remissione clinica secondo l’aMS: SFS ≤ 1 e non superiore al basale, RBS = 0 ed ES ≤ 1 senza evidenza di friabilitàc Remissione clinica secondo l’aMS alla settimana 52 tra i soggetti che avevano raggiunto la remissione clinica al termine del trattamento di induzioned Remissione clinica secondo l’aMS alla settimana 52 e libertà da corticosteroidi per ≥ 90 giorni

e Risposta clinica secondo l’aMS: riduzione rispetto al basale ≥ 2 punti e ≥ 30 % e riduzione dell’RBS ≥ 1 oppure un RBS assoluto ≤ 1

f ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità

g ES ≤ 1 senza evidenza di friabilità e punteggio di Geboes ≤ 3,1 (indicante infiltrazione dei neutrofili in

< 5 % delle cripte, assenza di distruzione delle cripte e assenza di erosioni, ulcerazioni o tessuto di granulazione)

h Statisticamente significativo con controllo della molteplicità per il confronto risankizumab vs placebo (p ≤ 0,01).

i Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,01 nominale

j Confronto risankizumab vs placebo p ≤ 0,05 nominale

k p = 0,2234

Attività di malattia clinica e sintomi

Una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, non ha avuto dolore addominale (rispettivamente 47 % vs 30 %, p < 0,001) né urgenza di evacuazione (rispettivamente 54 % vs 31 %, p < 0,00001) alla settimana 52. Una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, non ha avuto urgenza di evacuazione (rispettivamente 49 % vs 31 %, p < 0,001) alla settimana 52, e una percentuale numericamente più elevata di soggetti non ha avuto dolore addominale, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, (rispettivamente 38 % vs 30 %, p = 0,0895) alla settimana 52.

Altri sintomi della colite ulcerosa

La percentuale di soggetti che non hanno avuto movimenti intestinali notturni è stata maggiore nei soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, alla settimana 52 (rispettivamente 42 % e 43 % vs 30 %, p < 0,01 e p < 0,001).

La percentuale di soggetti che non hanno avuto tenesmo è stata maggiore nei soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, alla settimana 52 (rispettivamente 37 % e 37 % vs 23 %, p < 0,01).

Ricoveri ospedalieri correlati alla colite ulcerosa

I tassi di ricoveri ospedalieri correlati alla colite ulcerosa fino alla settimana 52 sono stati numericamente inferiori nei soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo (rispettivamente 0,6 per

100 anni/persona e 1,2 per 100 anni/persona vs 3,1 per 100 anni/persona, p = 0,0949 e p = 0,2531).

Valutazione endoscopica e istologica

La remissione endoscopica (normalizzazione dell’aspetto endoscopico della mucosa) è stata definita come ES di 0. Alla settimana 12 dello studio INSPIRE, una percentuale significativamente maggiore dei soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, ha raggiunto la remissione endoscopica (rispettivamente 11 % vs 3 %, p < 0,00001). Alla settimana 52 dello studio COMMAND, una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, ha raggiunto la remissione endoscopica (rispettivamente 23 % e 24 % vs 15 %, p < 0,05).

La guarigione profonda della mucosa è stata definita come ES di 0 e punteggio Geboes < 2,0 (indicativo di assenza di neutrofili nelle cripte o nella lamina propria e nessun aumento degli eosinofili, nessuna distruzione delle cripte e assenza di erosioni, ulcerazioni o tessuto di granulazione). Alla settimana 12 dello studio INSPIRE, una percentuale significativamente maggiore di soggetti trattati con risankizumab, in confronto al placebo, ha raggiunto una guarigione profonda della mucosa (rispettivamente 6 % vs 1 %, p < 0,00001). Alla settimana 52 dello studio COMMAND, una percentuale numericamente più elevata di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, ha raggiunto una guarigione profonda della mucosa (rispettivamente 13 % e

16 % vs 10 %, p = 0,2062 e p = 0,0618).

Nello studio COMMAND, il mantenimento della guarigione della mucosa alla settimana 52 (ES ≤ 1 senza friabilità) è stato osservato in una percentuale maggiore di soggetti trattati con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea, in confronto a risankizumab per via endovenosa/placebo, tra i soggetti che avevano raggiunto una guarigione della mucosa al termine dell’induzione (rispettivamente 74 % e 54 % vs 47 %, p < 0,01 e p = 0,5629).

Trattamento di salvataggio

Durante lo studio COMMAND, i soggetti con perdita della risposta al trattamento con risankizumab per via sottocutanea hanno ricevuto un trattamento di salvataggio con risankizumab (una singola dose di induzione per via endovenosa, seguita da 360 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane). Tra questi soggetti, nel gruppo di trattamento con risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab 360 mg per via sottocutanea, rispettivamente l’85 % (17/20) e il 74 % (26/35) hanno raggiunto la

risposta clinica alla settimana 52. Inoltre, il 24 % (6/25) e il 35 % (13/37) dei soggetti hanno raggiunto la remissione clinica secondo l’aMS, e il 38 % (10/26) e il 45 % (17/38) dei soggetti hanno raggiunto un miglioramento endoscopico alla settimana 52 rispettivamente nel gruppo di trattamento con risankizumab 180 mg per via sottocutanea e risankizumab 360 mg per via sottocutanea

Responder alla settimana 24

In totale, 100 soggetti non hanno dimostrato una risposta clinica dopo 12 settimane del trattamento di induzione, hanno ricevuto una dose sottocutanea di 180 mg (N = 56) o 360 mg (N = 44) di risankizumab alla settimana 12 e alla settimana 20, hanno dimostrato una risposta clinica alla settimana 24 e hanno continuato a ricevere risankizumab 180 mg o 360 mg per via sottocutanea ogni 8 settimane per un massimo di 52 settimane nello studio COMMAND. Tra questi soggetti, il 46 % e il 45 % hanno raggiunto la risposta clinica secondo l’aMS alla settimana 52 e il 18 % e il 23 % hanno raggiunto la remissione clinica secondo l’aMS alla settimana 52, rispettivamente per risankizumab 180 mg e 360 mg per via sottocutanea

Esiti correlati alla salute e alla qualità della vita

I soggetti trattati con risankizumab hanno raggiunto miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale nel questionario per le malattie infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Disease Questionnaire, IBDQ) (sintomi intestinali, funzione sistemica, funzione emotiva e funzione sociale) rispetto al placebo. Le variazioni del punteggio totale IBDQ dal basale alla settimana 12 con risankizumab in confronto al placebo sono state rispettivamente 42,6 e 24,3. Le variazioni del punteggio totale IBDQ dal basale alla settimana 52 sono state 52,6, 50,3 e 35,0 nei soggetti trattati rispettivamente con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea, risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/placebo.

I soggetti trattati con risankizumab hanno riportato un miglioramento significativamente maggiore rispetto al basale nella stanchezza, come misurato dal punteggio FACITF alla settimana 12, rispetto al placebo. Le variazioni del punteggio FACITF dal basale alla settimana 12 con risankizumab in

confronto al placebo sono state rispettivamente 7,9 e 3,3. Le variazioni del punteggio FACITF dal basale alla settimana 52 sono state 10,9, 10,3 e 7,0 nei soggetti trattati rispettivamente con risankizumab per via endovenosa/risankizumab 180 mg per via sottocutanea, risankizumab per via endovenosa/risankizumab 360 mg per via sottocutanea e risankizumab per via endovenosa/placebo.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Skyrizi in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica nel trattamento della malattia di Crohn e della colite ulcerosa (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

Proprietà farmacocinetiche

La farmacocinetica di risankizumab era simile tra psoriasi a placche e artrite psoriasica e tra malattia di Crohn e colite ulcerosa.

Assorbimento

Risankizumab ha presentato una farmacocinetica lineare con un aumento dell’esposizione proporzionale alla dose in un range di dose da 18 a 360 mg e da 0,25 a 1 mg/kg quando somministrato per via sottocutanea, e in un range di dose da 200 a 1 800 mg e da 0,01 a 5 mg/kg quando somministrato per via endovenosa.

Dopo somministrazione sottocutanea di risankizumab, il picco di concentrazione plasmatica è stato raggiunto fra 3 e 14 giorni dopo la somministrazione, con una biodisponibilità assoluta stimata del 74-89 %. Con la somministrazione di 150 mg alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni

12 settimane, le concentrazioni plasmatiche di picco e di valle stimate allo stato stazionario sono rispettivamente di 12 e di 2 µg/mL.

Nei soggetti con malattia di Crohn trattati con una dose di induzione di 600 mg per via endovenosa alle settimane 0, 4 e 8, seguita da una dose di mantenimento di 360 mg per via sottocutanea alla settimana 12 e poi ogni 8 settimane, le concentrazioni di picco e di valle mediane massime sono stimate rispettivamente in 156 e 38,8 µg/mL durante il periodo di induzione (settimane 8-12), mentre le concentrazioni di picco e di valle mediane allo stato stazionario sono stimate rispettivamente in 28,0 e 8,13 µg/mL durante il periodo di mantenimento (settimane 40-48).

Nei soggetti con colite ulcerosa trattati con una dose di induzione di 1 200 mg per via endovenosa alle settimane 0, 4 e 8, seguita da una dose di mantenimento di 180 mg o 360 mg per via sottocutanea alla settimana 12 e poi ogni 8 settimane, le concentrazioni di picco e di valle mediane massime sono stimate rispettivamente in 350 e 87,7 µg/mL durante il periodo di induzione (settimane 812), mentre le concentrazioni di picco e di valle mediane allo stato stazionario sono stimate rispettivamente in 19,6 e 4,64 µg/mL per la dose di 180 mg per via sottocutanea e in 39,2 e 9,29 µg/mL per la dose di 360 mg per via sottocutanea, durante il periodo di mantenimento (settimane 4048).

Distribuzione

Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) medio (± deviazione standard) di risankizumab era di 11,4 (± 2,7) L negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi, indicando che risankizumab si distribuisce principalmente negli spazi vascolari e interstiziali. In un soggetto tipico di 70 kg con malattia di Crohn, il Vss era di 7,68 L.

Biotrasformazione

Gli anticorpi terapeutici monoclonali IgG vengono di regola degradati in piccoli peptidi e aminoacidi attraverso le vie cataboliche così come avviene per le IgG endogene. Si ritiene che risankizumab non venga metabolizzato dagli enzimi del citocromo P450.

Eliminazione

La clearance (CL) sistemica media (± deviazione standard) di risankizumab era di

0,3 (± 0,1) L/giorno negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi. L’emivita media di eliminazione finale di risankizumab variava da 28 a 29 giorni negli studi di fase 3 nei soggetti con psoriasi. Per un soggetto tipico di 70 kg con malattia di Crohn, la CL era di 0,30 L/giorno e l’emivita di eliminazione finale era di 21 giorni.

Quale anticorpo monoclonale IgG1, non si ritiene che risankizumab venga filtrato mediante filtrazione glomerulare nei reni o che venga escreto come molecola intatta nelle urine.

Linearità/Non linearità

Risankizumab ha presentato una farmacocinetica lineare con aumento dell’esposizione sistemica (Cmax e AUC) approssimativamente dose-proporzionale negli intervalli di dose valutati da 18 a 360 mg o da 0,25 a 1 mg/kg somministrati per via sottocutanea, e da 200 a 1 800 mg e da 0,01 a 5 mg/kg somministrati per via endovenosa, in soggetti sani o in soggetti con psoriasi, malattia di Crohn o colite ulcerosa.

Interazioni

Sono stati condotti studi di interazione in soggetti con psoriasi a placche, malattia di Crohn e colite ulcerosa per valutare l’effetto della somministrazione ripetuta di risankizumab sulla farmacocinetica dei substrati sensibili del citocromo P450 (CYP). L’esposizione a caffeina (substrato del CYP1A2), warfarin (substrato del CYP2C9), omeprazolo (substrato del CYP2C19), metoprololo (substrato del CYP2D6) e midazolam (substrato di CYP3A) dopo il trattamento con risankizumab era comparabile a quella prima del trattamento con risankizumab, indicando l’assenza di interazioni clinicamente significative attraverso questi enzimi.

Le analisi farmacocinetiche di popolazione hanno indicato che l’esposizione a risankizumab non è stata influenzata da medicinali concomitanti utilizzati da alcuni soggetti con psoriasi a placche durante gli studi clinici. Una simile assenza di impatto da parte dei medicinali concomitanti è stata osservata nella malattia di Crohn o nella colite ulcerosa, sulla base delle analisi farmacocinetiche di popolazione.

Popolazioni speciali

Popolazione pediatrica

La farmacocinetica di risankizumab nei soggetti pediatrici di età inferiore a 16 anni non è stata stabilita. Dei 1 574 soggetti con malattia di Crohn esposti a risankizumab, 12 avevano un’età compresa tra 16 e 17 anni. L’esposizione a risankizumab nei soggetti con malattia di Crohn di età compresa tra 16 e 17 anni è risultata simile a quella degli adulti. Sulla base delle analisi farmacocinetiche di popolazione, non è stato rilevato alcun impatto significativo dell’età sull’esposizione a risankizumab.

Anziani

Dei 2 234 soggetti con psoriasi a placche esposti a risankizumab, 243 avevano un’età pari o superiore a 65 anni e 24 soggetti avevano un’età pari o superiore a 75 anni. Dei 1 574 soggetti con malattia di Crohn esposti a risankizumab, 72 avevano un’età pari o superiore a 65 anni e 5 soggetti avevano un’età pari o superiore a 75 anni. Dei 1 512 soggetti con colite ulcerosa esposti a risankizumab,

103 avevano un’età pari o superiore a 65 anni e 8 soggetti avevano un’età pari o superiore a 75 anni. Complessivamente non sono state osservate differenze nell’esposizione a risankizumab tra soggetti anziani e giovani che ricevevano risankizumab.

Pazienti con compromissione renale o epatica

Non sono stati effettuati studi specifici per determinare l’effetto della compromissione renale o epatica sulla farmacocinetica di risankizumab. Sulla base delle analisi farmacocinetiche di popolazione, i livelli sierici di creatinina, la clearance della creatinina o i marker di funzione

epatica (ALT/AST/bilirubina) non hanno avuto alcun impatto significativo sulla clearance di risankizumab nei soggetti con psoriasi, malattia di Crohn o colite ulcerosa.

Quale anticorpo monoclonale IgG1, risankizumab viene eliminato principalmente attraverso il catabolismo cellulare e non si ritiene che venga sottoposto al metabolismo attraverso gli enzimi epatici del citocromo P450 né che venga eliminato per via renale.

Peso corporeo

La clearance e il volume di distribuzione di risankizumab aumentano al crescere del peso corporeo, pertanto potrebbe verificarsi una riduzione dell’efficacia in soggetti con peso corporeo

elevato (> 130 kg). Tuttavia, questa osservazione è basata su un numero limitato di soggetti con psoriasi a placche. Il peso corporeo non ha avuto un impatto clinicamente significativo sull’esposizione a risankizumab o sull’efficacia nell’artrite psoriasica, nella malattia di Crohn o nella colite ulcerosa. Non sono attualmente raccomandati aggiustamenti della dose in base al peso corporeo.

Sesso o popolazione

La clearance di risankizumab non è stata significativamente influenzata dal sesso o dalla popolazione nei soggetti adulti con psoriasi a placche, malattia di Crohn o colite ulcerosa. Non sono state osservate differenze clinicamente significative nell’esposizione a risankizumab in soggetti cinesi o giapponesi rispetto a soggetti caucasici in studi clinici di farmacocinetica condotti in volontari sani.

Informazioni farmaceutiche - SKYRIZI 360 MG

Elenco degli eccipienti

Skyrizi 180 mg e 360 mg soluzione iniettabile in cartuccia e Skyrizi 180 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Sodio acetato triidrato

Acido acetico Trealosio diidrato Polisorbato 20

Acqua per preparazioni iniettabili

Skyrizi 90 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Succinato disodico esaidrato Polisorbato 20

Sorbitolo

Acido succinico

Acqua per preparazioni iniettabili

Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

Periodo di validità

2 anni

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.

La cartuccia o le siringhe preriempite possono essere conservate fuori dal frigorifero (fino a 25 °C) per un periodo massimo di 24 ore.

Tenere la cartuccia o le siringhe preriempite nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Natura e contenuto del contenitore

Skyrizi 360 mg soluzione iniettabile in cartuccia

Soluzione da 360 mg in una cartuccia monouso realizzata in resina olefinica ciclica con setto e pistone in gomma clorobutilica rivestita come materiali a contatto con il prodotto e tappo in resina. La cartuccia è assemblata con una vite telescopica. Il gruppo cartuccia è confezionato insieme a un iniettore on-body (dispositivo di somministrazione). Il percorso del liquido all’interno dell’iniettore on-body contiene tubi in cloruro di polivinile e un ago calibro 29 in acciaio inox. L’iniettore on-body contiene batterie zinco-ossido di argento e un cerotto cutaneo realizzato in poliestere con adesivo acrilico. Il dispositivo di somministrazione è progettato per l’uso con la cartuccia da 360 mg fornita.

Skyrizi 360 mg è disponibile in confezioni contenenti 1 cartuccia e 1 iniettore on-body. Skyrizi 180 mg soluzione iniettabile in cartuccia

Soluzione da 180 mg in una cartuccia monouso realizzata in resina olefinica ciclica con setto e pistone in gomma clorobutilica rivestita come materiali a contatto con il prodotto e tappo in resina. La cartuccia è assemblata con una vite telescopica. Il gruppo cartuccia è confezionato insieme a un iniettore onbody (dispositivo di somministrazione). Il percorso del liquido all’interno dell’iniettore onbody contiene tubi in cloruro di polivinile e un ago calibro 29 in acciaio inox. L’iniettore onbody contiene batterie zincoossido di argento e un cerotto cutaneo realizzato in poliestere con adesivo acrilico. Il dispositivo di somministrazione è progettato per l’uso con la cartuccia da 180 mg fornita.

Skyrizi 180 mg è disponibile in confezioni contenenti 1 cartuccia e 1 iniettore onbody. Skyrizi 90 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Siringa preriempita in vetro con un ago fisso e un cappuccio copri-ago, assemblati in un dispositivo automatico di sicurezza per l’ago.

Skyrizi 90 mg è disponibile in confezioni contenenti 4 siringhe preriempite Skyrizi 180 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Siringa preriempita in vetro con un ago fisso e un cappuccio copri-ago, assemblati in un dispositivo automatico di sicurezza per l’ago.

Skyrizi 180 mg è disponibile in confezioni contenenti 1 e 2 siringhe preriempite. È possibile che non tutte le presentazioni siano commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Skyrizi 180 mg e 360 mg soluzione iniettabile in cartuccia

Prima dell’iniezione, togliere la confezione dal frigorifero e lasciare che raggiunga la temperatura ambiente, al riparo dalla luce solare diretta, per 45-90 minuti senza estrarre la cartuccia dalla confezione.

Prima dell’uso, si raccomanda un’ispezione visiva della cartuccia. La soluzione è priva di particelle estranee e praticamente priva di particelle correlate al prodotto. Skyrizi non deve essere usato se la soluzione è torbida o ha cambiato colore o contiene particelle di grandi dimensioni. Non agitare la cartuccia.

La soluzione deve essere da incolore a gialla e da limpida a lievemente opalescente. Skyrizi 90 mg e 180 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita

Prima dell’iniezione, togliere la confezione dal frigorifero e lasciare che raggiunga la temperatura ambiente, al riparo dalla luce solare diretta, per 15-30 minuti senza estrarre le siringhe preriempite dalla confezione.

Prima dell’uso, si raccomanda un’ispezione visiva di ciascuna siringa preriempita. La soluzione può contenere qualche piccola particella correlata al prodotto da semitrasparente a bianca. Skyrizi non deve essere usato se la soluzione è torbida o ha cambiato colore o contiene particelle di grandi dimensioni. Non agitare la siringa preriempita.

La soluzione iniettabile in siringa preriempita da 90 mg deve essere da incolore a leggermente gialla e da limpida a lievemente opalescente.

La soluzione iniettabile in siringa preriempita da 180 mg deve essere da incolore a gialla e da limpida a lievemente opalescente.

Precauzioni generali

Le istruzioni complete per l’uso sono riportate nel foglio illustrativo.

Ogni iniettore on-body con cartuccia e la siringa preriempita sono esclusivamente monouso.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

2.4 mL (150 mg / mL) - 1 cartuccia + 1 iniettore on-body
Prezzo*
6077,10 €
Ticket
2394,90 €

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

AIC

047821057
* Il prezzo del ticket mostrato (SSN) può non includere le spese regionali accessorie.

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