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Restrizioni

Informazioni sulla prescrizione

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Tipo di ricetta

RNRL - Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Ospedaliero disponibile in farmacia a carico del paziente

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

VYVGART 1 000 MG SOLUZIONE INIETTABILE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

SOLUZIONE INIETTABILE

Produttore

ARGENX

Ultimo aggiornamento del RCP

15/10/2025
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RCP - VYVGART 1 000

Indicazioni

Vyvgart è indicato

  • in aggiunta alla terapia standard per il trattamento dei pazienti adulti con miastenia gravis generalizzata (gMG) che sono positivi all’anticorpo anti recettore dell’acetilcolina (AChR).

  • in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) attiva, progressiva o recidivante, dopo precedente trattamento con corticosteroidi o immunoglobuline.

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella gestione di pazienti con disturbi neuromuscolari.

Posologia

Miastenia gravis generalizzata

Il primo ciclo di trattamento e la prima somministrazione del secondo ciclo di trattamento devono essere somministrati da un operatore sanitario o sotto la sua supervisione. I trattamenti successivi devono essere somministrati da un operatore sanitario o possono essere somministrati a casa dal paziente o dal caregiver dopo un’adeguata formazione sulla tecnica di iniezione sottocutanea.

La dose raccomandata è 1 000 mg da somministrare per via sottocutanea a cicli di iniezioni settimanali per 4 settimane. I cicli di trattamento successivi devono essere somministrati in base alla valutazione clinica. La frequenza dei cicli di trattamento può variare da paziente a paziente (vedere paragrafo 5.1).

Nel programma di sviluppo clinico, non si poteva iniziare un ciclo di trattamento successivo prima di 7 settimane dall’infusione iniziale del ciclo precedente.

Per i pazienti che attualmente ricevono efgartigimod alfa per via endovenosa, può essere utilizzata in alternativa la soluzione per iniezione sottocutanea. Si raccomanda di passare da una formulazione all’altra all’inizio di un nuovo ciclo di trattamento. Non sono disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia in pazienti che cambiano formulazione durante un ciclo.

Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica

Le prime 4 iniezioni devono essere somministrate da un operatore sanitario o sotto la sua supervisione. Le iniezioni successive devono essere somministrate da un operatore sanitario o possono essere somministrate a casa dal paziente o dal caregiver dopo un’adeguata formazione sulla tecnica di iniezione sottocutanea.

La dose raccomandata è 1 000 mg da somministrare per via sottocutanea come iniezioni una volta alla settimana.

Il trattamento viene iniziato con un regime settimanale e può essere aggiustato a un regime a settimane alterne in base alla valutazione clinica. In caso di peggioramento dei sintomi, dovrà essere ripresa la somministrazione di iniezioni una volta alla settimana.

Per quei pazienti che passano dalle loro terapie correnti per la CIDP al trattamento con Vyvgart, quest’ultimo deve essere iniziato preferibilmente prima che l’effetto clinico delle precedenti terapie inizi a diminuire.

Generalmente la risposta clinica è raggiunta entro 3 mesi dall’inizio del trattamento con efgartigimod alfa per via sottocutanea. Per valutare l’effetto del trattamento, la valutazione clinica deve essere eseguita da 3 a 6 mesi dopo l’inizio del trattamento e successivamente a intervalli regolari.

Dose saltata

Deve trascorrere almeno un intervallo di 3 giorni tra due somministrazioni consecutive. Quando non è possibile eseguire la somministrazione al giorno stabilito, questa deve essere eseguita non appena possibile e almeno 3 giorni prima della successiva somministrazione. Se mancano meno di 3 giorni alla somministrazione successiva, la dose saltata non deve essere somministrata e la dose successiva deve essere somministrata al giorno stabilito.

Popolazioni speciali

Anziani

Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza renale

Sono disponibili dati limitati sulla sicurezza e l’efficacia nei pazienti con insufficienza renale lieve; non sono necessari aggiustamenti della dose per i pazienti con insufficienza renale lieve. Esistono dati molto limitati sulla sicurezza e l’efficacia nei pazienti con insufficienza renale moderata o con insufficienza renale grave (vedere paragrafo 5.2).

Insufficienza epatica

Non sono disponibili dati sui pazienti con insufficienza epatica. Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di efgartigimod alfa nella popolazione pediatrica non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Il medicinale deve essere somministrato esclusivamente come iniezione sottocutanea. Non somministrare per via endovenosa.

Dopo aver tolto il flaconcino dal frigorifero, attendere almeno 15 minuti prima di eseguire l’iniezione per consentire alla soluzione di raggiungere la temperatura ambiente. Utilizzare una tecnica asettica durante la preparazione e la somministrazione della soluzione del medicinale. Non agitare il flaconcino.

La soluzione iniettabile può essere somministrata utilizzando una siringa in polipropilene, aghi di trasferimento in acciaio inossidabile e un set per infusione con alette in cloruro di polivinile, con un volume massimo di priming di 0,4 mL.

  • Prelevare l’intero contenuto della soluzione di efgartigimod alfa dal flaconcino utilizzando un ago di trasferimento.

  • Sostituire l’ago sulla siringa con il set per infusione con alette.

  • Prima della somministrazione, il volume nella siringa deve essere regolato a 5,6 mL.

Durante le somministrazioni iniziali di efgartigimod alfa (vedere paragrafo 4.2), deve essere prontamente disponibile un trattamento appropriato, in caso di reazioni all’iniezione e di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4). I siti di iniezione raccomandati (addome) devono essere ruotati e le iniezioni non devono mai essere effettuate in corrispondenza di nei, cicatrici o aree in cui la pelle è delicata, livida, arrossata o dura. Il volume di 5,6 mL deve essere iniettato in 30-90 secondi.

L’iniezione può essere rallentata se il paziente avverte disagio.

La prima autosomministrazione deve essere sempre effettuata sotto la supervisione di un operatore sanitario. Dopo un’adeguata formazione alla tecnica di iniezione sottocutanea, i pazienti o i caregiver possono iniettare il medicinale a casa, se un operatore sanitario lo ritiene opportuno. I pazienti o i caregiver devono essere istruiti a iniettare Vyvgart secondo le indicazioni fornite nel foglio illustrativo.

Per le istruzioni complete sulla somministrazione del medicinale, fare riferimento alle Istruzioni per l’uso contenute nel foglio illustrativo.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Pazienti di Classe V secondo la Myasthenia Gravis Foundation of America (MGFA)

Non è stato studiato il trattamento con efgartigimod alfa nei pazienti di Classe V secondo la MGFA (con crisi miastenica), definita come intubazione con o senza ventilazione meccanica, fatta eccezione per il contesto delle cure postoperatorie di routine. La sequenza con cui si iniziano le varie terapie per le crisi miasteniche ed efgartigimod alfa, e le loro potenziali interazioni, vanno prese in considerazione (vedere paragrafo 4.5).

Infezioni

Poiché efgartigimod alfa causa una riduzione passeggera dei livelli di IgG, il rischio di infezioni può aumentare (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Le infezioni più comuni osservate negli studi clinici sono state infezioni delle vie respiratorie superiori e infezioni del tratto urinario (vedere paragrafo 4.8). Durante il trattamento con Vyvgart i pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi clinici di infezioni. Nei pazienti con infezione attiva, si deve considerare il rapporto rischio‑beneficio della prosecuzione o della sospensione del trattamento con efgartigimod alfa fino alla risoluzione dell’infezione. Qualora si verificassero infezioni gravi, prendere in considerazione il rinvio del trattamento con efgartigimod alfa fino alla risoluzione dell’infezione.

Reazioni all’iniezione e reazioni di ipersensibilità

Negli studi clinici sono state riportate reazioni all’iniezione, come rash o prurito (vedere

paragrafo 4.8). Queste sono state lievi o moderate. Durante il periodo di sorveglianza post-marketing sono stati segnalati casi di reazione anafilattica con efgartigimod alfa per via endovenosa. Le prime somministrazioni di Vyvgart devono essere eseguite sotto la supervisione di un operatore sanitario (vedere paragrafo 4.2). I pazienti devono essere monitorati per 30 minuti dopo la somministrazione per rilevare segni e sintomi clinici di reazioni all’iniezione. Se compare una reazione, a seconda della gravità, si devono adottare adeguate misure di supporto. È possibile somministrare con cautela le iniezioni successive, sulla base di una valutazione clinica.

In caso di sospetta reazione anafilattica, la somministrazione di Vyvgart deve essere interrotta immediatamente e deve essere iniziato un trattamento medico adeguato. I pazienti devono essere informati dei segni e sintomi di ipersensibilità e reazioni anafilattiche e devono essere avvisati di consultare immediatamente il medico curante qualora questi compaiano.

Immunizzazioni

Tutti i vaccini devono essere somministrati in base alle relative linee guida.

La sicurezza dell’immunizzazione con vaccini vivi o vivi attenuati e la risposta all’immunizzazione con questi vaccini durante il trattamento con efgartigimod alfa non sono note. Per i pazienti che sono in trattamento con efgartigimod alfa, in genere non è raccomandata la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati. Se è necessaria la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati, tali vaccini devono essere somministrati almeno 4 settimane prima del trattamento e almeno 2 settimane dopo l’ultima dose di efgartigimod alfa.

Altri vaccini possono essere somministrati secondo necessità in qualsiasi momento durante il trattamento con efgartigimod alfa.

Immunogenicità

Nello studio controllato con farmaco attivo ARGX-113-2001, in 12/110 (11%) pazienti con gMG sono stati rilevati anticorpi preesistenti che si legano a efgartigimod alfa. Anticorpi contro efgartigimod alfa sono stati rilevati in 19/55 (35%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via sottocutanea rispetto a 11/55 (20%) pazienti trattati con formulazione endovenosa. Anticorpi neutralizzanti sono stati rilevati in 2 (4%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via sottocutanea e in 2 (4%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa.

Nello studio ARGX-113-1802 sono stati rilevati anticorpi preesistenti che si legano a efgartigimod alfa in 13/317 (4,1%) pazienti con CIDP. Sono stati rilevati anticorpi contro efgartigimod alfa in

20/317 (6,3%) pazienti trattati nella parte in aperto dello studio (Fase A) e in 2/111 (1,8%) pazienti trattati nella parte controllata con placebo (Fase B). Sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti in 1 (0,3%) paziente solo nella parte in aperto dello studio (vedere paragrafo 5.1).

L’impatto degli anticorpi contro efgartigimod alfa sull’efficacia o la sicurezza clinica, sulla farmacocinetica e la farmacodinamica non può essere valutato data la bassa incidenza di anticorpi neutralizzanti.

Terapie immunosoppressive e anticolinesterasiche

In caso di riduzione o interruzione di terapie immunosoppressive non steroidee, di corticosteroidi o di terapie anticolinesterasiche, i pazienti devono essere attentamente monitorati per segni di esacerbazione della malattia.

Eccipienti con effetti noti

Sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Polisorbato

Questo medicinale contiene 2,7 mg di polisorbato 20 per ogni flaconcino equivalente a 0,4 mg/mL. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.

Interazioni

Lista interazioni
Aggiungi alle interazioni

Non sono stati effettuati studi d’interazione.

Efgartigimod alfa può ridurre le concentrazioni di composti che si legano al recettore neonatale Fc umano (FcRn), ovvero prodotti contenenti immunoglobuline, anticorpi monoclonali o derivati anticorpali contenenti il dominio Fc umano della sottoclasse IgG. Se possibile, si raccomanda di rimandare l’inizio del trattamento con questi prodotti a 2 settimane dopo l’ultima dose di Vyvgart. A titolo precauzionale, i pazienti che ricevono Vyvgart durante il trattamento con questi prodotti devono essere attentamente monitorati per la risposta di efficacia desiderata per questi prodotti.

Scambio plasmatico, immunoassorbimento e plasmaferesi possono ridurre i livelli circolanti di efgartigimod alfa.

Tutti i vaccini devono essere somministrati in base alle relative linee guida.

La potenziale interazione con i vaccini è stata studiata in un modello preclinico utilizzando l’emocianina della patella a buco di serratura (KLH) come antigene. La somministrazione settimanale di 100 mg/kg alle scimmie non ha influito sulla risposta immunitaria all’immunizzazione con KLH. Per i pazienti che sono in trattamento con efgartigimod alfa, in genere non è raccomandata la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati. Se è necessaria la vaccinazione con vaccini vivi o vivi attenuati, tali vaccini devono essere somministrati almeno 4 settimane prima del trattamento e almeno 2 settimane dopo l’ultima dose di efgartigimod alfa (vedere paragrafo 4.4).

Gravidanza

Gravidanza

Non sono disponibili dati sull’uso di efgartigimod alfa durante la gravidanza. È noto che gli anticorpi, compresi gli anticorpi monoclonali terapeutici, vengono trasportati attivamente nella placenta (dopo 30 settimane di gestazione) legandosi al recettore neonatale Fc.

Efgartigimod alfa può essere trasmesso dalla madre al feto in sviluppo. Poiché ci si aspetta che efgartigimod alfa riduca i livelli degli anticorpi materni, e inibisca il trasferimento degli anticorpi materni al feto, si prevede una riduzione della protezione passiva nel neonato. Pertanto, si devono prendere in considerazione i rischi e i benefici di somministrare vaccini vivi/vivi attenuati ai lattanti esposti a efgartigimod alfa in utero (vedere paragrafo 4.4).

Il trattamento delle donne in gravidanza con Vyvgart deve essere considerato solo se il beneficio clinico supera i rischi.

Allattamento

Non esistono informazioni riguardanti la presenza di efgartigimod alfa nel latte umano, gli effetti sul bambino allattato o sulla produzione di latte. Non sono stati condotti studi sugli animali riguardanti il trasferimento di efgartigimod alfa nel latte e pertanto non può essere esclusa l’escrezione nel latte materno. È nota la presenza nel latte umano di IgG materne. Il trattamento delle donne in allattamento con efgartigimod alfa deve essere considerato solo se il beneficio clinico supera i rischi.

Fertilità

Non sono disponibili dati sull’effetto di efgartigimod alfa sulla fertilità negli esseri umani. Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun impatto di efgartigimod alfa sui parametri di fertilità maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Vyvgart non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse osservate più di frequente sono reazioni in sede di iniezione (33%), infezioni delle vie respiratorie superiori (10,7%) e infezioni del tratto urinario (9,5%).

Il profilo di sicurezza complessivo di Vyvgart per via sottocutanea per entrambi i regimi di dosaggio ciclico e continuo è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto della formulazione endovenosa.

Tabella riassuntiva delle reazioni avverse

Le reazioni avverse descritte in questo paragrafo sono state identificate negli studi clinici e nelle segnalazioni post-marketing. Queste reazioni sono presentate secondo la classificazione per sistemi e organi e per termine preferito. Le categorie di frequenza sono definite come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000) o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentante in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1. Reazioni avverse

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Categoria di frequenza
Infezioni ed infestazioni* Infezioni delle vie respiratorie superiori Molto comune
Infezioni del tratto urinario Comune
Bronchite Comune
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica a Non nota
Patologie gastrointestinali Nausea b Comune
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mialgia Comune
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione* Reazioni in sede di iniezione c,d Molto comune
Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Categoria di frequenza
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura* Cefalea da procedura e Comune

* Vedere paragrafo “Descrizione delle reazioni avverse selezionate”

a Da segnalazioni spontanee raccolte durante l’esperienza post-marketing con somministrazione per via endovenosa

b Da segnalazioni spontanee raccolte durante l’esperienza post-marketing

c Solo somministrazione sottocutanea

d (ad es., eruzione cutanea in sede di iniezione, eritema in sede di iniezione, prurito in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione)

e Solo somministrazione endovenosa

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

Reazioni in sede di iniezione

Nel set di dati raggruppati di due studi clinici sulla gMG con efgartigimod alfa per via sottocutanea (n = 168), tutte le reazioni in sede di iniezione sono state di gravità lieve o moderata e non hanno portato all’interruzione del trattamento. Il 44,0% (n = 74) dei pazienti ha manifestato una reazione in sede di iniezione. Le reazioni in sede di iniezione si sono verificate entro 24 ore dalla

somministrazione nel 78,4% (58/74) dei pazienti e si sono risolte senza trattamento nell’85,1% (63/74) dei pazienti. L’incidenza delle reazioni in sede di iniezione è stata massima nel primo ciclo di trattamento, segnalata nel 36,3% (61/168) dei pazienti durante il primo ciclo di trattamento e si è ridotta al 20,1% (30/149), al 15,4% (18/117) e al 12,5% (10/80) dei pazienti con il secondo, terzo e quarto ciclo di trattamento. In un set di dati raggruppati di 2 studi clinici condotti su pazienti con CIDP che hanno ricevuto la somministrazione continua di efgartigimod alfa per via sottocutanea, l’incidenza di reazioni in sede di iniezione è stata del 26% (61/235). L’analisi per intervalli di 3 mesi ha mostrato che la percentuale di partecipanti con reazioni in sede di iniezione era massima nei primi 3 mesi di trattamento (73 [22,2%] partecipanti) e si riduceva nei successivi intervalli di 3 mesi (intervallo: da

0 a 17 [6,8%] partecipanti).

Infezioni

Nello studio ARGX-113-1704 sulla gMG, controllato con placebo con efgartigimod alfa per via endovenosa, le reazioni avverse riferite più di frequente sono state le infezioni; e le infezioni più segnalate sono state le infezioni delle vie respiratorie superiori (10,7% [n = 9] dei pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa e 4,8% [n = 4] dei pazienti trattati con placebo) e le infezioni del tratto urinario (9,5% [n = 8] dei pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa e 4,8%

[n = 4] dei pazienti trattati con placebo). Tali infezioni hanno avuto una gravità da lieve a moderata nei pazienti che ricevevano efgartigimod alfa per via endovenosa (≤ grado 2 secondo i criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi). Nel complesso, infezioni derivanti dal trattamento sono state segnalate nel 46,4% (n = 39) dei pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa e nel 37,3% (n = 31) dei pazienti trattati con placebo. Il tempo mediano dall’inizio del trattamento al manifestarsi delle infezioni è stato di 6 settimane. L’incidenza delle infezioni non è aumentata con i cicli di trattamento successivi. La sospensione o l’interruzione temporanea del trattamento a causa di un’infezione si è verificata in meno del 2% dei pazienti. Nella parte controllata con placebo dello studio ARGX-113-1802 su pazienti con CIDP, la somministrazione continua di efgartigimod alfa per via sottocutanea non è stata associata ad alcun aumento dell’incidenza di infezioni (31,5% [35/111] nel gruppo efgartigimod alfa per via sottocutanea e 33,6% [37/110] nel gruppo placebo) (vedere paragrafo 5.1).

Cefalea da procedura

La cefalea da procedura è stata riferita dal 4,8% dei pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa e dall’1,2% dei pazienti trattati con placebo. La cefalea da procedura è stata indicata quando la cefalea è stata giudicata temporaneamente correlata all’infusione endovenosa di efgartigimod alfa. Tali episodi sono stati tutti di entità lieve o moderata, a eccezione di un solo evento che è stato riferito come severo (grado 3).

Tutte le altre reazioni avverse sono state lievi o moderate, a eccezione di un solo caso di mialgia (grado 3).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Sovradosaggio

Non sono noti segni e sintomi specifici di sovradosaggio con efgartigimod alfa. In caso di sovradosaggio, non ci si aspetta che gli eventi avversi che possono verificarsi siano diversi da quelli che possono essere osservati alla dose raccomandata. I pazienti devono essere monitorati per le reazioni avverse e deve essere avviato un adeguato trattamento sintomatico e di supporto. Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio con efgartigimod alfa.

Proprietà farmacologiche - VYVGART 1 000

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: immunosoppressori, immunosoppressori selettivi, codice ATC: L04AA58

Meccanismo d’azione

Efgartigimod alfa è un frammento di anticorpo IgG1 umano progettato per aumentare l’affinità per il recettore neonatale Fc (FcRn). Efgartigimod alfa si lega al FcRn, con la conseguente riduzione dei livelli di IgG circolanti, compresi gli autoanticorpi IgG patogeni. Efgartigimod alfa non influisce sui livelli di altre immunoglobuline (IgA, IgD, IgE o IgM), e non riduce quelli dell’albumina.

Gli autoanticorpi IgG sono la causa sottostante della patogenesi delle malattie autoimmuni mediate da IgG.

Nella MG questi compromettono la trasmissione neuromuscolare legandosi ai recettori dell’acetilcolina (AChR), alla tirosin-chinasi muscolo-specifica (MuSK) o alla proteina 4 correlata al recettore delle lipoproteine (LRP4) a bassa densità.

Per quanto riguarda la CIDP, numerose evidenze mostrano il ruolo fondamentale degli autoanticorpi IgG nella patogenesi di questa malattia. Ciò include la dimostrazione di anticorpi IgG autoreattivi contro componenti dei nervi mielinizzati, il trasferimento passivo dei sintomi della CIDP a modelli animali utilizzando sieri o IgG di pazienti con CIDP e l’effetto terapeutico della plasmaferesi e dell’immunoassorbimento per il trattamento dei pazienti con CIDP.

Effetti farmacodinamici

Formulazione endovenosa

Nello studio ARGX-113-1704 in doppio cieco controllato con placebo su pazienti con gMG, efgartigimod alfa 10 mg/kg somministrato una volta a settimana per 4 settimane ha diminuito i livelli sierici delle IgG e i livelli degli autoanticorpi AChR (AChR-Ab). La diminuzione percentuale media massima dei livelli di IgG totali rispetto al basale ha raggiunto il 61% una settimana dopo l’ultima infusione del ciclo di trattamento iniziale ed è tornata ai livelli del basale 9 settimane dopo l’ultima infusione. Sono stati osservati effetti simili anche per tutti i sottotipi di IgG. La diminuzione dei livelli degli AChR-Ab ha seguito una tempistica simile con la diminuzione percentuale media massima pari

al 58% una settimana dopo l’ultima infusione, e un ritorno ai livelli del basale 7 settimane dopo l’ultima infusione. Durante il secondo ciclo dello studio sono state osservate variazioni simili.

Formulazione sottocutanea

Nello studio ARGX-113-2001 le diminuzioni dei livelli di AChR-Ab hanno seguito un andamento temporale paragonabile a quello dei livelli di IgG totali e sono state simili tra i gruppi trattati con efgartigimod alfa per via sottocutanea ed endovenosa. Le massime riduzioni medie percentuali dei livelli di AChR-Ab, pari al 62,2% e al 59,6%, sono state osservate una settimana dopo l’ultima somministrazione, rispettivamente nei gruppi trattati con efgartigimod alfa per via sottocutanea ed endovenosa. Sia nel gruppo trattato con efgartigimod alfa per via sottocutanea che in quello per via endovenosa, la diminuzione dei livelli di IgG totali e di AChR-Ab è stata associata a una risposta clinica, misurata dalla variazione rispetto al basale del punteggio totale della MG-ADL (vedere Figura 1).

A. Efgartigimod alfa per via sottocutanea

AChR-Ab (nmol/L)

IgG totali (mg/L)

Punteggio totale di MG-ADL

Settimana

Basale

B. Efgartigimod alfa per via endovenosa

Basale

Variazione media del punteggio totale di MG-ADL (± SE)

Variazione percentuale media di IgG totali e AChR-Ab (± SE)

Figura 1. Relazione tra IgG totali e AChR-Ab e punteggio totale di MG-ADL nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab trattata con efgartigimod alfa per via sottocutanea (1A) e con efgartigimod alfa per via endovenosa (1B) (studio ARGX-113-2001)

Nello studio ARGX-113-1802 su pazienti con CIDP che ricevevano la somministrazione continua di 1 000 mg di efgartigimod alfa per via sottocutanea una volta alla settimana, la variazione percentuale media rispetto al basale dei livelli di IgG totali era mantenuta dalla Settimana 4 per tutto il periodo di trattamento (la riduzione percentuale media rispetto al basale variava tra il 66,8 e il 71,6%).

Efficacia e sicurezza clinica

Miastenia gravis generalizzata Formulazione endovenosa

L’efficacia di efgartigimod alfa per il trattamento di adulti con miastenia gravis generalizzata (gMG) è stata analizzata in uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di 26 settimane (ARGX-113-1704).

In questo studio, i pazienti dovevano soddisfare i seguenti criteri principali allo screening:

  • Classe II, III o IV secondo la classificazione clinica della Myasthenia Gravis Foundation of America (MGFA);

  • Pazienti con test sierologici positivi o negativi agli anticorpi contro AChR;

  • Punteggio totale di MG-Activities of Daily Living (MG-ADL) ≥ 5;

  • Assunzione a dosi stabili di terapia per la MG prima dello screening, che comprendeva inibitori dell’acetilcolinesterasi (AChE), steroidi o terapia immunosoppressiva non steroidea (NSIST), in combinazione o in monoterapia [i NSIST comprendevano, a titolo esemplificativo, azatioprina, metotrexato, ciclosporina, tacrolimus, micofenolato mofetile e ciclofosfamide];

  • Livelli di IgG almeno pari a 6 g/L.

Pazienti con gMG di Classe V secondo la MGFA; pazienti con assenza documentata di risposta clinica a PLEX; pazienti trattati con PLEX, IVIg un mese e anticorpi monoclonali sei mesi prima dell’inizio del trattamento; e pazienti con infezione da epatite B attiva (acuta o cronica), sieropositività per epatite C e diagnosi di AIDS sono stati esclusi dagli studi.

Nello studio è stato arruolato un totale di 167 pazienti randomizzati per ricevere efgartigimod alfa per via endovenosa (n = 84) o placebo (n = 83). Le caratteristiche al basale erano simili tra i due gruppi di trattamento, compresa un’età mediana alla diagnosi [45 (19-81) anni], sesso [la maggior parte era di sesso femminile; 75% (efgartigimod alfa) versus 66% (placebo)], etnia [la maggior parte dei pazienti era bianca; 84,4%] e tempo mediano dalla diagnosi [8,2 anni (efgartigimod alfa) e 6,9 anni (placebo)].

La maggior parte dei pazienti (77% in ciascun gruppo) è risultato positivo al test per gli anticorpi contro AChR (AChR-Ab) e il 23% dei pazienti è risultato negativo per AChR-Ab.

Durante lo studio, oltre l’80% dei pazienti in ciascun gruppo ha ricevuto inibitori dell’AChE, oltre il 70% in ciascun gruppo di trattamento ha ricevuto steroidi e all’incirca il 60% in ciascun gruppo di trattamento ha ricevuto NSIST, a dosi stabili. All’ingresso nello studio, all’incirca il 30% dei pazienti in ciascun gruppo di trattamento non presentava esposizione pregressa a NSIST.

Il punteggio totale di MG-ADL mediano è stato di 9,0 in entrambi i gruppi di trattamento e il punteggio totale di Quantitative Myasthenia Gravis (QMG) mediano è stato di 17 e 16 nei gruppi efgartigimod alfa e placebo, rispettivamente.

I pazienti sono stati trattati con efgartigimod alfa 10 mg/kg somministrato per via endovenosa una volta a settimana per 4 settimane e hanno ricevuto un massimo di 3 cicli di trattamento.

L’efficacia di efgartigimod alfa è stata misurata mediante la scala Myasthenia Gravis-Specific Activities of Daily Living (MG-ADL) che valuta l’impatto della gMG sulle funzioni quotidiane.

Il punteggio totale può essere compreso tra 0 e 24 e a un punteggio più alto corrisponde un maggiore deterioramento. In questo studio, un responder alla scala MG-ADL era un paziente con una riduzione

≥ 2 punti del punteggio MG-ADL totale rispetto al basale del ciclo di trattamento, per almeno

4 settimane consecutive, con la prima riduzione registrata non più tardi di 1 settimana dopo l’ultima infusione del ciclo.

L’efficacia di efgartigimod alfa è stata misurata anche mediante il punteggio totale di QMG, che è un sistema di classificazione che valuta la debolezza muscolare con un punteggio totale che può essere compreso tra 0 e 39, dove a un punteggio più alto corrisponde un deterioramento più grave. In questo studio, un responder alla scala QMG era un paziente che presentava una riduzione ≥ 3 punti del punteggio QMG totale rispetto al basale del ciclo di trattamento, per almeno 4 settimane consecutive, con la prima riduzione registrata non più tardi di 1 settimana dopo l’ultima infusione del ciclo.

L’endpoint di efficacia primaria era il confronto della percentuale di responder MG-ADL durante il primo ciclo di trattamento (C1) tra i due gruppi di trattamento nella popolazione sieropositiva all’AChR-Ab.

Un endpoint secondario chiave era il confronto della percentuale di responder QMG durante C1 tra i due gruppi di trattamento nei pazienti sieropositivi all’AChR-Ab.

Tabella 2. Responder MG-ADL e QMG durante il ciclo 1 nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab (set di analisi mITT)

Popolazione Efgartigimod alfan/N (%) Placebo n/N (%) Valore p Differenza traefgartigimod alfa e placebo (IC 95%)
MG-ADL Sieropositiva ad AChR-Ab 44/65 (67,7) 19/64 (29,7) < 0,0001 38,0 (22,1; 54,0)
QMG Sieropositiva ad AChR-Ab 41/65 (63,1) 9/64 (14,1) < 0,0001 49,0 (34,5; 63,5)

AChR-Ab = anticorpo contro il recettore dell’acetilcolina; MG-ADL = Myasthenia Gravis Activities of Daily Living; QMG = Quantitative Myasthenia Gravis; mITT = intent-to-treat modificato; n = numero di pazienti per i quali è stata riferita l’osservazione; N = numero di pazienti nel set di analisi; IC = intervallo di confidenza; Regressione logistica stratificata per lo stato di AChR-Ab (se applicabile), giapponese/non giapponese e standard di cura, con indice MG-ADL come covariata/QMG come covariate

Valore p esatto bilaterale

Le analisi mostrano che durante il secondo ciclo di trattamento, le percentuali di responder MG-ADL erano simili a quelle osservate durante il primo ciclo di trattamento (vedere Tabella 3).

Tabella 3. Responder MG-ADL e QMG durante il ciclo 2 nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab (set di analisi mITT)

Popolazione Efgartigimod alfa n/N (%) Placebo n/N (%)
MG-ADL Sieropositiva ad AChR-Ab 36/51 (70,6) 11/43 (25,6)
QMG Sieropositiva ad AChR-Ab 24/51 (47,1) 5/43 (11,6)

AChR-Ab = anticorpo contro il recettore dell’acetilcolina; MG-ADL = Myasthenia Gravis Activities of Daily Living; QMG = Quantitative Myasthenia Gravis; mITT = intent-to-treat modificato; n = numero di pazienti per i quali è stata riferita l’osservazione; N = numero di pazienti nel set di analisi.

I dati esplorativi mostrano che, nel caso dei responder MG-ADL sieropositivi ad AChR-Ab, l’insorgenza della risposta è stata osservata entro 2 settimane dall’infusione iniziale in 37/44 (84%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa.

Nello studio in doppio cieco controllato con placebo (ARGX-113-1704), l’intervallo di tempo più breve possibile per l’inizio del ciclo di trattamento successivo è stato di 8 settimane dopo l’infusione iniziale del primo ciclo di trattamento. Nella popolazione complessiva il tempo medio al secondo ciclo di trattamento nel gruppo efgartigimod alfa per via endovenosa è stato di 13 settimane

(DS 5,5 settimane) e il tempo mediano è stato di 10 settimane (8-26 settimane) dall’infusione iniziale del primo ciclo di trattamento. Nello studio di estensione in aperto (ARGX-113-1705), l’intervallo di tempo più breve possibile per l’inizio dei cicli di trattamento successivi è stato di 7 settimane.

Nei pazienti che hanno risposto al trattamento, la durata del miglioramento clinico è stata di 5 settimane in 5/44 (11%) pazienti, 6-7 settimane in 14/44 (32%) pazienti, 8-11 settimane in 10/44 (23%) pazienti e almeno 12 settimane in 15/44 (34%) pazienti.

Formulazione sottocutanea

È stato condotto uno studio multicentrico, randomizzato, in aperto, a gruppi paralleli, della durata di 10 settimane (ARGX-113-2001) in pazienti adulti con gMG per valutare la non inferiorità dell’effetto farmacodinamico di efgartigimod alfa per via sottocutanea rispetto a efgartigimod alfa per via endovenosa. I principali criteri di inclusione ed esclusione erano gli stessi dello studio

ARGX-113-1704.

Un totale di 110 pazienti è stato randomizzato a ricevere un ciclo di somministrazioni settimanali per 4 settimane di efgartigimod alfa 1 000 mg per via sottocutanea (n = 55) o di efgartigimod alfa

10 mg/kg per via endovenosa (n = 55). La maggior parte dei pazienti era positiva agli anticorpi contro l’AChR (AChR-Ab): 45 pazienti (82%) nel gruppo trattato con efgartigimod alfa per via sottocutanea e 46 pazienti (84%) nel gruppo trattato con efgartigimod alfa per via endovenosa. Tutti i pazienti erano in terapia con dosi stabili di terapia per la MG prima dello screening, che includevano inibitori di AChE, steroidi o NSIST, in combinazione o in monoterapia.

Le caratteristiche al basale erano simili tra i gruppi di trattamento.

Durante lo studio, oltre l’80% dei pazienti di ciascun gruppo ha ricevuto inibitori dell’AChE, oltre il 60% dei pazienti di ciascun gruppo ha ricevuto steroidi e circa il 40% di ciascun gruppo di trattamento ha ricevuto NSIST, a dosi stabili. All’inizio dello studio, circa il 56% dei pazienti in ciascun gruppo di trattamento non era stato precedentemente esposto a NSIST.

L’endpoint primario era il confronto della riduzione percentuale dei livelli di IgG totali dal basale al giorno 29 tra i gruppi di trattamento nella popolazione complessiva. I risultati nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab dimostrano la non inferiorità di efgartigimod alfa per via sottocutanea rispetto a efgartigimod alfa per via endovenosa (vedere Tabella 4).

Tabella 4. Analisi ANCOVA della variazione percentuale dal basale al giorno 29 del livello di IgG totali nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab (set di analisi mITT)

Efgartigimod alfa s.c. Efgartigimod alfa e.v. Differenza Efgartigimod alfa s.c.- Efgartigimod alfa e.v.
N Media LS IC 95% N Media LS IC 95% LS della differenza media IC 95% Valore p
41 -66,9 -69,78, -64,02 43 -62,4 -65,22, -59,59 -4,5 -8,53, -0,46 < 0,0001

AChR-Ab = anticorpo contro il recettore dell’acetilcolina; ANCOVA = analisi della covarianza; IC = intervallo di confidenza; s.c. = per via sottocutanea; e.v. = per via endovenosa; LS = minimi quadrati; mITT = set di analisi intent-to-treatment modificato; N = numero di pazienti per gruppo che sono stati inclusi nell’analisi ANCOVA.

Gli endpoint secondari di efficacia sono stati il confronto della percentuale di responder MG-ADL e QMG, come definito nello studio ARGX-113-1704, tra i due gruppi di trattamento. I risultati nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab sono presentati nella Tabella 5.

Tabella 5. Responder MG-ADL e QMG al giorno 29 nella popolazione sieropositiva ad AChR-Ab (set di analisi mITT)

Efgartigimod alfa s.c. n/N (%) Efgartigimod alfa e.v. n/N (%) Differenza efgartigimod alfa s.c.-efgartigimod alfa e.v. (IC 95%)
MG-ADL 32/45 (71,1) 33/46 (71,7) -0,6 (-19,2 – 17,9)
QMG 31/45 (68,9) 24/45 (53,3) 15,6 (-4,3 – 35,4)

AChR-Ab = anticorpo contro il recettore dell’acetilcolina; MG-ADL = Myasthenia Gravis Activities of Daily Living; QMG = Quantitative Myasthenia Gravis; s.c. = per via sottocutanea; e.v. = per via endovenosa;

mITT = intent-to-treat modificato; n = numero di pazienti per i quali è stata riferita l’osservazione; N = numero di pazienti nel set di analisi; IC = intervallo di confidenza.

I dati esplorativi mostrano che l’insorgenza della risposta è stata osservata entro 2 settimane dalla somministrazione iniziale in 28/32 (88%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via sottocutanea e in 27/33 (82%) pazienti trattati con efgartigimod alfa per via endovenosa nei responder MG-ADL sieropositivi ad AChR-Ab.

Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica

L’efficacia di efgartigimod alfa per via sottocutanea per il trattamento di adulti con CIDP è stata studiata nello studio prospettico multicentrico ARGX-113-1802, condotto in 2 fasi di trattamento: una Fase A in aperto e una Fase B randomizzata di withdrawal, in doppio cieco, controllata con placebo.

I pazienti erano stati sottoposti o meno a trattamento per la CIDP durante i 6 mesi precedenti l’entrata nello studio. Quelli che avevano ricevuto un precedente trattamento per la CIDP nonché quelli che non erano stati in trattamento e non mostravano evidenze documentate di recente peggioramento della CIDP sono entrati in un periodo di run-in libero da trattamento e i pazienti che dimostravano evidenza di peggioramento clinicamente significativo sono entrati poi nella Fase A dello studio. Coloro che non avevano ricevuto un trattamento per la CIDP e mostravano evidenza documentata di recente peggioramento della CIDP, hanno saltato il periodo di run-in e sono entrati direttamente nella Fase A.

Nella Fase A sono stati arruolati un totale di 322 pazienti. I pazienti hanno ricevuto fino a 12 iniezioni una volta alla settimana di 1 000 mg di efgartigimod alfa per via sottocutanea fino all’evidenza di miglioramento clinico (evidence of clinical improvement, ECI) osservabile in 2 visite consecutive dello studio. Successivamente i pazienti con ECI confermata sono entrati nella Fase B dello studio e sono stati randomizzati a ricevere somministrazioni settimanali di efgartigimod alfa per via sottocutanea (111 pazienti) o placebo (110 pazienti). L’ECI è stata definita come un miglioramento clinico del punteggio aINCAT (adjusted Inflammatory Neuropathy Cause and Treatment) o un miglioramento del punteggio I-RODS (Inflammatory Rasch-built Overall Disability Scale)/della forza di presa in pazienti i cui punteggi di queste scale erano peggiorati solo prima della Fase A.

Nella Fase A i pazienti avevano un’età mediana di 54 anni (intervallo: da 20 a 82 anni), un tempo mediano dalla diagnosi di CIDP di 2,8 anni e un punteggio INCAT mediano di 4,0. Il 65% era costituito da maschi e il 66% da caucasici. Nella Fase B i pazienti avevano un’età mediana di 55 anni (intervallo: da 20 a 82 anni), un tempo mediano dalla diagnosi di CIDP di 2,2 anni e un punteggio INCAT mediano di 3,0. Il 64% era costituito da maschi e il 65% da caucasici. Le caratteristiche al basale della Fase B erano simili tra i gruppi.

Nella Fase A l’endpoint primario era la percentuale di responder definita come i pazienti che raggiungevano l’ECI confermata. L’endpoint primario è stato raggiunto nel 66,5% dei pazienti; ulteriori dettagli sono presentati nella Tabella 6.

Un endpoint secondario della Fase A era il tempo alla prima ECI confermata. La Settimana 4 è stato il primo tempo di rilevazione in cui sono stati soddisfatti i criteri ECI. In quel punto di rilevazione fino al 40% dei pazienti ha raggiunto l’ECI. In base a un’ulteriore analisi pre-specificata, il 25% dei pazienti ha mostrato un miglioramento clinicamente significativo dopo 9 giorni di almeno uno dei 3 parametri (aINCAT, I-RODS o forza di presa).

La maggioranza dei pazienti ha raggiunto l’ECI confermata in tutti i gruppi con precedente trattamento della CIDP.

Tabella 6. Evidenza di miglioramento clinico in pazienti con CIDP nella Fase A dello studio ARGX-113-1802

Responder per ECI e tempo all’ECI iniziale confermata Fase A
Efgartigimod alfa s.c. (N = 322)
Responder per ECI (pazienti con miglioramento clinico confermato) 214/322 (66,5%)
n/N (%) (IC 95%) (61,0; 71,6)
Tempo all’ECI iniziale confermata in 43,0
mediana dei giorni (IC 95%) (31,0; 51,0)

n = numero di pazienti per i quali è stata riportata l’osservazione; N = numero di pazienti nel set di analisi

Nella Fase B l’endpoint primario è stato definito come il tempo all’occorrenza della prima evidenza di peggioramento clinico (un aumento di 1 punto del punteggio aINCAT rispetto al basale della Fase B, confermato a una visita successiva dopo il primo aumento di 1 punto del punteggio aINCAT o un aumento ≥ 2 punti del punteggio aINCAT rispetto al basale della Fase B). I pazienti che avevano ricevuto efgartigimod alfa per via sottocutanea sono rimasti liberi da recidiva (ovvero nessun peggioramento clinico) per un periodo significativamente più lungo rispetto ai pazienti che avevano ricevuto il placebo, come dimostrato da un rapporto di rischio pari a 0,394 [IC 95% (0,253; 0,614)].

31/111 (27,9%) pazienti, che avevano ricevuto efgartigimod alfa per via sottocutanea durante la Fase B dello studio, hanno manifestato recidiva rispetto a 59/110 (53,6%) pazienti che avevano ricevuto placebo. I risultati sono presentati nella Tabella 7 e nella Figura 2.

Tabella 7. Prima evidenza di peggioramento clinico in pazienti con CIDP nella Fase B dello studio ARGX-113-1802

Tempo al 1° aumento del punteggio aINCAT (peggioramento clinico) Fase B
Efgartigimod alfa s.c. (N = 111) Placebo (N = 110)
Rapporto di rischio (IC 95%) 0,394 (0,253; 0,614)Valore p < 0,0001
Tempo mediano in giorni (IC 95%) NC (NC; NC) 140,0 (75,0; NC)

NC = non calcolato; N = numero di pazienti nel set di analisi; aINCAT = adjusted Inflammatory Neuropathy Cause and Treatment

Figura 2. Tempo al primo peggioramento del punteggio aINCAT (curva di Kaplan-Meier) in pazienti con CIDP nella Fase B dello studio ARGX-113-1802

EFG SC placebo

Probabilità di peggioramento del punteggio INCAT non aggiustato

1,00

0,75

0,50

0,25

0,00

EFG SC vs placebo

HR 0,39 (IC 95% 0,25 – 0,61); p = < 0,0001

Tempo (settimane)

Numero di partecipanti a rischio

EFG SC

Placebo

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Vyvgart in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per la miastenia gravis (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Vyvgart in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per la CIDP (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

In base dell’analisi dei dati di PK di popolazione, la biodisponibilità stimata di efgartigimod alfa 1 000 mg per via sottocutanea è del 77%.

La Ctrough media dopo 4 somministrazioni settimanali di efgartigimod alfa 1 000 mg per via sottocutanea e di efgartigimod alfa 10 mg/kg per via endovenosa è stata rispettivamente di 22,0 µg/mL (37% CV) e 14,9 µg/mL (43% CV). Le AUC0-168h di efgartigimod alfa dopo la somministrazione di un ciclo di trattamento con 1 000 mg per via sottocutanea e 10 mg/kg per via endovenosa erano comparabili.

In pazienti che ricevevano la somministrazione continua di 1 000 mg di efgartigimod alfa per via sottocutanea una volta alla settimana, la Ctrough media variava tra 14,9 e 201 mcg/mL.

Distribuzione

In base all’analisi dei dati di PK di popolazione di soggetti sani e pazienti, il volume di distribuzione è di 18 L.

Biotrasformazione

Ci si aspetta che efgartigimod alfa sia degradato dagli enzimi proteolitici in piccoli peptidi e amminoacidi.

Eliminazione

L’emivita terminale è di 80-120 ore (3-5 giorni). In base all’analisi dei dati di PK di popolazione, la clearance è di 0,128 L/h. Il peso molecolare di efgartigimod alfa è di circa 54 kDa, che è al limite delle molecole che vengono filtrate a livello renale.

Linearità/Non linearità

Il profilo di farmacocinetica di efgartigimod alfa è lineare, indipendente dalla dose o dal tempo, con un accumulo minimo.

Popolazioni speciali

Età, sesso, etnia e peso corporeo

Sulla farmacocinetica di efgartigimod alfa non hanno influito l’età (19-84 anni), né il sesso, l’etnia e il peso corporeo.

Insufficienza renale

Non sono stati condotti appositi studi di farmacocinetica nei pazienti con insufficienza renale.

L’effetto del marker di funzionalità renale velocità di filtrazione glomerulare stimata [eGFR] come covariata in un’analisi farmacocinetica di popolazione ha mostrato un aumento limitato dell’esposizione (dall’11% al 21%) nei pazienti con insufficienza renale lieve

(eGFR 60-89 mL/min/1,73 m2). Non si raccomanda un aggiustamento della dose specifico nei pazienti con insufficienza renale lieve.

Esistono dati insufficienti in merito all’impatto dell’insufficienza renale moderata

(eGFR 30-59 mL/min/1,73 m2) e dell’insufficienza renale grave (eGFR < 30 mL/min/1,73 m2) sui parametri di farmacocinetica di efgartigimod alfa.

Insufficienza epatica

Non sono stati condotti appositi studi di farmacocinetica nei pazienti con insufficienza epatica.

L’effetto dei marker di funzionalità epatica come covariate in un’analisi farmacocinetica di popolazione non ha mostrato alcun impatto sulla farmacocinetica di efgartigimod alfa.

Informazioni farmaceutiche - VYVGART 1 000

Elenco degli eccipienti

Ialuronidasi umana ricombinante (rHuPH20) L-istidina

L-istidina cloridrato monoidrato L-metionina

Polisorbato 20 (E432) Cloruro di sodio Saccarosio

Acqua per preparazioni iniettabili

Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

Periodo di validità

18 mesi

Se necessario, i flaconcini chiusi possono essere conservati a temperatura ambiente (fino a 30 °C) per un massimo di 3 giorni. Dopo la conservazione a temperatura ambiente, i flaconcini chiusi possono essere rimessi in frigorifero. In caso di conservazione fuori dal frigorifero e successiva refrigerazione, il tempo combinato totale fuori dal frigorifero non deve superare i 3 giorni.

Dal punto di vista microbico, a meno che il metodo di preparazione della siringa escluda il rischio di contaminazione microbica, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non viene usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione durante l’utilizzo sono responsabilità dell’utilizzatore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C). Non congelare.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Natura e contenuto del contenitore

5,6 mL di soluzione in un flaconcino di vetro di Tipo I da 6 mL con tappo di gomma, sigillo in alluminio e cappuccio a strappo in polipropilene.

Confezione da 1 flaconcino.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Vyvgart si presenta come soluzione pronta all’uso in flaconcino monouso. Il medicinale non deve essere diluito.

Ispezionare visivamente che il contenuto del flaconcino sia una soluzione giallognola, da limpida a opalescente, e priva di materia particolata. Se si osservano particelle visibili, il flaconcino non deve essere usato.

Dopo aver tolto il flaconcino dal frigorifero, attendere almeno 15 minuti prima di effettuare l’iniezione per permettere alla soluzione di raggiungere la temperatura ambiente (vedere paragrafo 6.3).

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

5,6 mL (180 mg/mL) - 1 flaconcino
Prezzo*
23.003,44 €
Ticket
9065,33 €

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

AIC

050235023
* Il prezzo del ticket mostrato (SSN) può non includere le spese regionali accessorie.

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