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Farmaci

ACTILYSE 50 MG/50 ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE E PER INFUSIONE

Informazioni sulla prescrizione

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Tipo di ricetta

OSP - Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Non concedibile
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Interazioni con

Cibo
Piante
Integratori
Abitudini

Restrizioni

Renale
Epatica
Gravidanza
Allattamento

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

ACTILYSE 50 MG/50 ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE E PER INFUSIONE

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE/ PER INFUSIONE

Produttore

BOEHRINGER INGELHEIM ITALIA

Ultimo aggiornamento del RCP

12/08/2026
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RCP - ACTILYSE 50 MG/50 ML

Indicazioni

Trattamento trombolitico nell'infarto miocardico acuto (IMA)

  • regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato) (vedere paragrafo 4.2): nei pazienti in cui il trattamento può essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia.

  • regime di somministrazione in 3 ore (vedere paragrafo 4.2): nei pazienti in cui il trattamento può essere iniziato tra 6 e 12 ore dall'insorgenza della sintomatologia purché la diagnosi sia stata confermata.

    Actilyse ha dimostrato di ridurre la mortalità a 30 giorni nei pazienti con infarto miocardico acuto.

    Trattamento trombolitico nell'embolia polmonare massiva acuta con compromissione emodinamica (EP)

    Ove possibile, la diagnosi deve essere confermata con metodi oggettivi quali angiografia polmonare o non invasivi come la scintigrafia polmonare. Non è evidenziata riduzione della mortalità e della morbilità tardiva associata ad embolia polmonare.

    Trattamento trombolitico dell’ictus ischemico acuto entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi e dopo avere escluso una emorragia intracranica.

Posologia

Actilyse deve essere prescritto da medici esperti nell'uso del trattamento trombolitico e che dispongano delle strutture necessarie per monitorarne l'utilizzo.

Infarto miocardico acuto

Posologia

  1. Regime di somministrazione in 90 minuti (accelerato) nei pazienti con infarto miocardico acuto, nei quali il trattamento può essere iniziato entro 6 ore dall'insorgenza della sintomatologia.

    Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg:

    Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
    1 mg/ml 2 mg/ml
    15 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 15 ml 7,5 ml
    50 mg come infusione endovenosa a velocitàcostante nei primi 30 minuti, immediatamente seguita da 50 ml 25 ml
    35 mg come infusione endovenosa a velocità costante nei successivi 60 minuti, fino alla dose massima totale di 100 mg 35 ml 17,5 ml

    Nei pazienti con peso corporeo <65 kg la dose totale va aggiustata come segue:

    Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
    1 mg/ml 2 mg/ml
    15 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 15 ml 7,5 ml
    0,75 mg/kg peso corporeo come infusioneendovenosa a velocità costante nei primi 30 minuti, immediatamente seguita da 0,75 ml/kg peso corporeo 0,375 ml/kg peso corporeo
    0,5 mg/kg peso corporeo come infusione endovenosa a velocità costante nei successivi 60 minuti 0,5 ml/kg peso corporeo 0,25 ml/kg peso corporeo
  2. Regime di somministrazione in 3 ore, per i pazienti con infarto miocardico acuto, nei quali il trattamento può essere iniziato nel periodo compreso tra 6 e 12 ore dopo l'insorgenza della sintomatologia.

Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg:

Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
50 mg come infusione endovenosa a velocità costante nella prima ora, immediatamente seguita da 50 ml 25 ml
40 mg come infusione endovenosa a velocità costante nelle successive 2 ore, fino ad una dosemassima totale di 100 mg 40 ml 20 ml

Nei pazienti con peso corporeo <65 kg:

Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
un’infusione endovenosa a velocità costante nelle successive 3 ore fino ad una dose massima totale di 1,5 mg/kg di peso corporeo 1,5 ml/kg peso corporeo 0,75 ml/kg peso corporeo

Terapia aggiuntiva: La terapia antitrombotica aggiuntiva è raccomandata in accordo alle attuali linee guida internazionali di trattamento relative alla gestione dei pazienti con infarto miocardico con elevazione del tratto ST.

Modo di somministrazione

La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato.

I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione. Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Embolia polmonare acuta massiva

Posologia

Nei pazienti con peso corporeo ≥ 65 kg:

Una dose totale di 100 mg di alteplase deve essere somministrata in 2 ore. La maggior parte dell'esperienza di impiego del farmaco si riferisce al seguente regime di somministrazione:

Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso nei primi 1-2 minuti, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
90 mg come infusione endovenosa a velocitàcostante nelle successive due ore fino alla dose massima totale di 100 mg 90 ml 45 ml

Nei pazienti con peso corporeo <65 kg:

Volume da somministrare in base alla concentrazione di alteplase
1 mg/ml 2 mg/ml
10 mg come bolo endovenoso nei primi 1-2 minuti, immediatamente seguito da 10 ml 5 ml
un’infusione endovenosa a velocità costante nellesuccessive 2 ore fino ad una dose massima totale di 1,5 mg/kg di peso corporeo 1,5 ml/kg peso corporeo 0,75 ml/kg peso corporeo

Terapia aggiuntiva:

Dopo trattamento con Actilyse, la terapia con eparina deve essere iniziata (o ripresa) quando i valori dell’aPTT sono inferiori al doppio del limite superiore normale. L'infusione deve essere regolata per mantenere l’aPTT fra 50 – 70 secondi (da 1,5 a 2,5 volte il valore di riferimento).

Modo di somministrazione

La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato. I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione.

Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Ictus ischemico acuto

Il trattamento deve essere effettuato esclusivamente sotto la responsabilità ed il controllo di un medico addestrato ed esperto nella cura delle patologie neurovascolari, vedere i paragrafi 4.3 e 4.4.

Il trattamento con Actilyse per adulti e per adolescenti ≥ 16 anni deve essere iniziato il prima possibile e comunque non oltre 4,5 ore dall'insorgenza dei sintomi e dopo avere escluso una emorragia intracranica mediante idonee tecniche di imaging (vedere paragrafo 4.3 e 4.4). Oltre le 4,5 ore dall’insorgenza dei sintomi dell’ictus, il rapporto beneficio/rischio associato alla somministrazione di Actilyse è negativo e pertanto non deve essere somministrato (vedere paragrafo 5.1).

Posologia

La dose raccomandata totale è di 0,9 mg di alteplase/kg peso corporeo (massimo di 90 mg), iniziando con il 10% della dose totale come bolo endovenoso iniziale, immediatamente seguito dal resto della dose somministrata come infusione endovenosa per 60 minuti.

TABELLA POSOLOGICA PER L’ICTUS ISCHEMICO ACUTO
Utilizzando la concentrazione standard raccomandata di 1 mg/ml, il volume (ml) da somministrare èuguale al dosaggio raccomandato (mg)
Peso(kg) Dose totale(mg) Dose in bolo(mg) Dose di infusione*(mg)
40 36,0 3,6 32,4
42 37,8 3,8 34,0
44 39,6 4,0 35,6
46 41,4 4,1 37,3
48 43,2 4,3 38,9
50 45,0 4,5 40,5
52 46,8 4,7 42,1
54 48,6 4,9 43,7
56 50,4 5,0 45,4
58 52,2 5,2 47,0
60 54,0 5,4 48,6
62 55,8 5,6 50,2
64 57,6 5,8 51,8
66 59,4 5,9 53,5
68 61,2 6,1 55,1
70 63,0 6,3 56,7
72 64,8 6,5 58,3
74 66,6 6,7 59,9
76 68,4 6,8 61,6
78 70,2 7,0 63,2
80 72,0 7,2 64,8
82 73,8 7,4 66,4
84 75,6 7,6 68,0
86 77,4 7,7 69,7
88 79,2 7,9 71,3
90 81,0 8,1 72,9
92 82,8 8,3 74,5
94 84,6 8,5 76,1
96 86,4 8,6 77,8
98 88,2 8,8 79,4
100+ 90,0 9,0 81,0

*somministrata nella concentrazione di 1 mg/ml per 60 min come infusione a velocità costante.

Terapia aggiuntiva

Medicinali che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine

La sicurezza e l’efficacia di questo schema terapeutico con la somministrazione contemporanea di eparina o di inibitori dell’aggregazione delle piastrine come l’acido acetilsalicilico nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Actilyse non sono state sufficientemente valutate. Pertanto, la somministrazione di eparina per via endovenosa o di inibitori dell’aggregazione delle piastrine come l’acido acetilsalicilico deve essere evitata nelle prime 24 ore dopo il trattamento con Actilyse per il maggior rischio di emorragia. Se l’eparina è richiesta per altre indicazioni (per esempio prevenzione della trombosi venosa profonda), la dose non deve eccedere le 10.000 UI al giorno, e deve essere somministrata per via sottocutanea.

Modo di somministrazione

La soluzione ricostituita deve essere somministrata per via endovenosa ed è per uso immediato. I flaconcini di alteplase da 2 mg non sono autorizzati per questa indicazione.

Per le istruzioni prima della ricostituzione/somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Popolazione pediatrica

Vi è esperienza limitata sull’utilizzo di Actilyse nei bambini e negli adolescenti. Actilyse è controindicato per il trattamento dell’ictus ischemico acuto nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni (vedere paragrafo 4.3). La dose per adolescenti di età ≥ 16 anni è uguale a quella utilizzata per gli adulti (vedere paragrafo 4.4 per le raccomandazioni relative alle tecniche di imaging da utilizzare prima).

Controindicazioni

Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Controindicazioni nell’infarto miocardico acuto, nell’embolia polmonare acuta massiva e nell’ictus ischemico acuto:

Actilyse è controindicato in situazioni associate ad alto rischio di sanguinamento, come:

  • significativo disturbo della coagulazione in atto o negli ultimi 6 mesi

  • diatesi emorragica nota

  • sanguinamento recente o in atto, grave o pericoloso

  • qualsiasi storia di danno al sistema nervoso centrale (come neoplasia, aneurisma, intervento chirurgico cerebrale o spinale)

  • recente (meno di 10 giorni) parto, puntura recente di un vaso sanguigno non comprimibile (ad esempio vena succlavia o giugulare)

  • ipertensione arteriosa grave non controllata (vedere paragrafo 4.4)

  • endocardite batterica, pericardite

  • pancreatite acuta

  • malattia ulcerosa del tratto gastroenterico attiva, varici esofagee, aneurisma arterioso e/o malformazioni venose o arteriose note

  • neoplasia con aumentato rischio di emorragie

  • grave epatopatia, compresa insufficienza epatica, cirrosi, ipertensione portale (varici esofagee) ed epatite attiva

  • intervento chirurgico maggiore o trauma grave negli ultimi 3 mesi.

    Ulteriori controindicazioni nell’infarto miocardico acuto e nell’embolia polmonare acuta massiva:

  • qualsiasi storia nota di ictus emorragico o ictus di origine sconosciuta

  • storia nota di ictus ischemico o di attacco ischemico transitorio (TIA) nei 6 mesi precedenti, eccetto ictus ischemico acuto corrente entro 4,5 ore.

  • pazienti che ricevono un trattamento anticoagulante orale efficace (per es. antagonisti della vitamina K con INR > 1,3) (vedere paragrafo 4.4)

    Ulteriori controindicazioni nell’ictus ischemico acuto:

  • deficit neurologico minore o sintomi in rapido miglioramento prima dell’inizio dell’infusione

  • ictus di grave entità sulla base di valutazioni cliniche (ad es. NIHSS>25) e/o di adeguate tecniche di imaging

  • storia nota o sospetto di emorragia intracranica

  • evidenza di emorragia intracranica (ICH) all’esame TAC

  • sintomi indicativi di emorragia subaracnoidea, anche se l’immagine alla TAC risulta negativa

  • pazienti che ricevono un’anticoagulazione efficace (per es. antagonisti della vitamina K con INR > 1,7) (vedere paragrafo 4.4)

  • somministrazione di eparina entro le precedenti 48 ore e tempo di tromboplastina più elevato del limite superiore di normalità per il laboratorio

  • pazienti con storia di ictus precedente e di diabete concomitante

  • ictus precedente negli ultimi 3 mesi

  • conta piastrinica inferiore a 100 000/mm3

  • valori di pressione arteriosa (PA) sistolica > 185 mmHg o PA diastolica > 110 mmHg o casi in cui non sia possibile ridurre la PA al di sotto di questi limiti con un attento trattamento

  • glicemia <50 mg/dL (vedere paragrafo 4.4) o >400 mg/dL (<2,8 mM o >22,2 mM).

    Utilizzo nei bambini e negli adolescenti

    Actilyse non è indicato nel trattamento dell’ictus ischemico acuto nei bambini di età inferiore a 16 anni (per gli adolescenti di età ≥16 anni vedere il paragrafo 4.4).

Avvertenze

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Si deve scegliere con attenzione la confezione adatta del medicinale, secondo l’utilizzo previsto. Il flaconcino di alteplase da 2 mg non è indicato per l’uso nell’infarto miocardico acuto, nella embolia polmonare acuta massiva o nell’ictus ischemico acuto (a causa del rischio di sotto dosaggio massivo). Solo i flaconcini da 10 mg, 20 mg e 50 mg sono autorizzati per queste indicazioni.

Si raccomanda, in caso di somministrazione di Actilyse, che siano sempre disponibili le attrezzature standard per la rianimazione e la farmacoterapia.

Ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità immunomediate associate alla somministrazione di Actilyse possono essere causate dal principio attivo alteplase o da uno qualsiasi degli eccipienti. Dopo il trattamento non è stata osservata la formazione prolungata di anticorpi verso la molecola dell'attivatore ricombinante del plasminogeno umano tissutale. Non vi è un'esperienza sistematica con la risomministrazione di Actilyse.

Vi è anche il rischio di reazioni di ipersensibilità mediate, attraverso un meccanismo non immunologico.

L'angioedema è la reazione di ipersensibilità più comune segnalata con Actilyse. Tale rischio può essere aumentato nell'indicazione per l'ictus ischemico acuto e/o dal trattamento concomitante con ACE inibitori (vedere paragrafo 4.5). I pazienti trattati con Actilyse devono essere monitorati per la comparsa di angioedema durante l'infusione e fino a 24 ore dopo di essa.

Qualora si manifesti una reazione di ipersensibilità severa (ad es. angioedema), sospendere l’infusione ed adottare immediatamente opportuna terapia, che può includere l’intubazione.

Sanguinamento

La complicanza più comune riscontrata durante la terapia con Actilyse è il sanguinamento. L’uso concomitante di altre sostanze attive che influenzano la coagulazione o la funzione piastrinica può contribuire al sanguinamento (vedere paragrafo 4.3) (vedere paragrafo 4.2 per AIS). A seguito della lisi della fibrina durante la terapia con Actilyse, può verificarsi sanguinamento dai recenti siti di iniezione. Pertanto, la terapia trombolitica richiede particolare attenzione a tutti i possibili siti di sanguinamento (inclusi quelli derivanti da inserimento di catetere, taglio da puntura arteriosa e venosa, puntura da ago).

L’uso di cateteri rigidi, le iniezioni intramuscolari e la manipolazione non essenziale del paziente devono essere evitati durante il trattamento con Actilyse.

Se si verifica un sanguinamento potenzialmente pericoloso, in particolare emorragia cerebrale, la terapia fibrinolitica deve essere interrotta e la somministrazione concomitante di eparina deve essere sospesa immediatamente. In generale, tuttavia, data la breve emivita di Actilyse e il minimo effetto sui fattori sistemici della coagulazione, non è necessario reintegrare i fattori di coagulazione. La maggior parte dei casi di emorragia possono essere controllati interrompendo la terapia trombolitica e anticoagulante, ripristinando il volume plasmatico, e applicando manualmente una compressione al vaso responsabile dell'emorragia. Se nelle 4 ore precedenti il fenomeno emorragico è stata somministrata eparina, si deve prendere in considerazione la somministrazione di protamina.

Nei rari casi che non rispondono a queste misure conservative, può essere opportuna una trasfusione, da effettuare con estrema cautela. La trasfusione di crioprecipitati, plasma fresco congelato e piastrine, deve essere considerata, effettuando una rivalutazione mediante esami clinici e di laboratorio dopo ogni somministrazione. Il livello di fibrinogeno da ottenere mediante infusione di crioprecipitati è di 1 g/l. Come ultima alternativa sono disponibili gli agenti antifibrinolitici.

Il rischio di emorragia intracranica è aumentato nei pazienti anziani, pertanto in questi pazienti la valutazione del rapporto beneficio/rischio deve essere considerata attentamente.

Il beneficio terapeutico atteso deve essere attentamente valutato rispetto al potenziale rischio, specialmente nei pazienti con:

  • piccoli traumi recenti, quali biopsie, puntura di vasi sanguigni maggiori, iniezioni intramuscolari.

  • rianimazione cardiopolmonare o massaggio cardiaco prolungati (> 2 minuti) o traumatici.

  • pazienti che assumono anticoagulanti orali: l’uso di Actilyse può essere preso in considerazione qualora la dose o il tempo intercorso dall’ultima assunzione del trattamento anticoagulante rendano improbabile una efficacia residua, come confermato da appropriato/i test dell’attività anticoagulante per il/i prodotto/i interessato/i che non mostrino un’attività clinicamente rilevante sul sistema della coagulazione (per es. INR ≤ 1,3 (IMA e EP) o INR ≤ 1,7 (AIS) per gli antagonisti della vitamina K o altro/i test rilevante/i per altri anticoagulanti orali rientranti nel rispettivo limite superiore di normalità).

    Tromboembolia

    L’uso di Actilyse può aumentare il rischio di eventi tromboembolici in pazienti con trombi preesistenti, per es. trombo cardiaco sinistro (stenosi mitralica o fibrillazione atriale, ecc.).

    Popolazione pediatrica

    Al momento l'esperienza di impiego di Actilyse nei bambini e negli adolescenti è limitata. Quando Actilyse è considerato per il trattamento dell'ictus ischemico acuto in adolescenti accuratamente selezionati di età ≥16 anni, il beneficio deve essere valutato attentamente rispetto ai rischi su base individuale e discusso appropriatamente con il paziente e genitore/tutore. Gli adolescenti di età ≥16 anni devono essere trattati secondo le istruzioni previste per la popolazione adulta dopo esecuzione di imaging mediante tecniche appropriate per escludere altre patologie che

    possono mimare l’ictus e per confermare l'occlusione arteriosa relativa al deficit neurologico (vedere paragrafo 5.1).

    Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’infarto miocardico acuto e nell’embolia polmonare acuta massiva:

    Non si deve somministrare una dose superiore a 100 mg di alteplase in quanto associata ad una aumentata incidenza di emorragia intracranica. Pertanto si deve prestare attenzione allo scopo di accertarsi che venga somministrata la dose di alteplase raccomandata nel paragrafo 4.2.

    Si devono valutare molto attentamente i benefici terapeutici attesi verso i potenziali rischi, specialmente nei pazienti con:

  • pressione arteriosa sistolica >160 mm Hg (vedere paragrafo 4.3)

  • peso corporeo < 50 kg

  • età avanzata, ossia pazienti di età pari o superiore a 75 anni, nei quali può aumentare il rischio di emorragia intracerebrale.

Antagonisti della GPIIb/IIIa:

L’uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento. Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’infarto miocardico acuto

Aritmie:

La trombolisi coronarica può causare aritmia da riperfusione.

L’aritmia da riperfusione può portare ad arresto cardiaco, può essere rischiosa per la vita e richiedere l’uso di terapie antiaritmiche convenzionali.

Ulteriori avvertenze speciali e precauzioni nell’ictus ischemico acuto:

Il trattamento trombolitico richiede un monitoraggio adeguato. Il trattamento deve essere effettuato esclusivamente sotto la responsabilità ed il controllo di un medico qualificato ed esperto nella cura delle patologie neurovascolari e nell’utilizzo dei trattamenti trombolitici e che dispongano delle attrezzature necessarie per monitorare tale uso. Per la verifica dell’indicazione al trattamento possono essere prese in considerazione misure diagnostiche in remoto, a seconda dei casi (vedere paragrafo 4.1 e 4.2).

Avvertenze speciali / condizioni con un rapporto rischio/beneficio ridotto:

Sanguinamento

L’emorragia intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell’ictus ischemico acuto (fino al 15% dei pazienti senza alcun aumento della mortalità complessiva e senza alcun aumento rilevante della combinazione mortalità complessiva e disabilità grave, cioè Scala di Rankin modificata [mRS] punteggio di 5 e 6).

Rispetto alle altre indicazioni i pazienti con ictus ischemico acuto trattati con Actilyse presentano un aumento marcato del rischio di emorragie intracraniche dato che il sanguinamento insorge prevalentemente all’interno dell’area infartuata. Questo riguarda in particolare i seguenti casi:

  • il beneficio clinico netto diminuisce man mano che aumenta il tempo di trattamento dall'insorgenza dei sintomi dell'ictus. Pertanto la somministrazione di Actilyse non deve essere ritardata.

  • pazienti pretrattati con acido acetilsalicilico (ASA) possono presentare un maggior rischio di emorragie intracraniche e/o mortalità, specialmente se il trattamento con Actilyse viene ritardato.

  • rispetto ai pazienti più giovani, i pazienti di età avanzata (oltre 80 anni) possono presentare un esito piuttosto sfavorevole indipendentemente dal trattamento. Questi pazienti sono anche più propensi ad avere ictus più severi che sono associati ad un rischio assoluto più elevato di emorragia intracerebrale quando sottoposti a trombolisi rispetto a ictus più lievi in caso o meno di trombolisi. Sebbene i dati disponibili indichino che il beneficio netto di Actilyse in pazienti di età superiore a 80 anni sia inferiore rispetto a quello in pazienti più giovani, Actilyse può essere utilizzato in pazienti di età superiore a 80 anni sulla base di un rapporto –beneficio-rischio individuale (vedere paragrafo 5.1). I pazienti di età avanzata devono essere selezionati con molta attenzione tenendo in considerazione sia lo stato di salute generale che lo stato neurologico.

    Gruppi speciali nei quali il rapporto beneficio/rischio è ridotto

    Il rapporto beneficio/rischio della somministrazione di Actilyse deve essere valutato con attenzione nei pazienti con AIS che presentano le seguenti condizioni:

  • il beneficio terapeutico è ridotto nei pazienti che hanno avuto un precedente ictus (vedere anche paragrafo 4.3) o in quelli con diabete noto non controllato, pertanto il rapporto beneficio/rischio in questi pazienti è considerato meno favorevole, ma comunque positivo

  • nei pazienti con ictus molto lieve, i rischi superano i benefici attesi (vedere paragrafo 4.3)

  • i pazienti con ictus molto severo sono a maggior rischio di emorragia intracerebrale e morte e non devono essere trattati (vedere paragrafo 4.3)

  • i pazienti con infarti estesi sono a maggior rischio di esito sfavorevole, tra cui emorragia severa e morte. In tali pazienti, il rapporto beneficio/rischio deve essere attentamente considerato

  • nei pazienti con ictus la probabilità di esiti positivi si riduce con l’aumentare del tempo tra l’inizio dei sintomi e il trattamento l'aumentare dell'età, della severità dell'ictus e dell'aumento dei livelli di glucosio nel sangue al momento del ricovero, mentre aumenta la probabilità di severa disabilità e morte o emorragie intracraniche sintomatiche, indipendentemente dal trattamento

  • Convulsioni all’esordio dell’ictus (in questi pazienti, la terapia trombolitica deve essere presa in considerazione solo quando non vi sia sospetto di stroke mimic o trauma cranico significativo).

  • Nei pazienti con glicemia iniziale < 50 mg/dL, la trombolisi può essere presa in considerazione dopo la correzione a valori glicemici normali se la diagnosi di AIS persiste (vedere

    paragrafo 4.3).

    Monitoraggio della pressione arteriosa

    È necessario il monitoraggio della pressione arteriosa (PA) durante la somministrazione del trattamento e nelle successive 24 ore dopo il trattamento con alteplase; si raccomanda un trattamento antipertensivo per via endovenosa in caso di PA sistolica > 180 mmHg o PA diastolica > 105 mmHg,

    Altre avvertenze speciali:

    La riperfusione dell'area ischemica può indurre edema cerebrale nella zona infartuata.

    A causa dell’aumentato rischio emorragico, non si deve iniziare il trattamento con antiaggreganti piastrinici nelle prime 24 ore successive al trattamento trombolitico con alteplase.

    Actilyse contiene polisorbato 80

    Questo medicinale contiene 1,0 mg, 2,0 mg o 5,0 mg di polisorbato 80 in ogni flaconcino rispettivamente da 10 mg, 20 mg o 50 mg. I polisorbati possono causare reazioni allergiche.

Interazioni

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Non sono stati effettuati studi formali di interazione con Actilyse e medicinali comunemente somministrati a pazienti con infarto miocardico acuto, embolia polmonare acuta massiva o ictus ischemico acuto.

Farmaci che influenzano la coagulazione/la funzione delle piastrine

Il rischio di sanguinamento può aumentare con l’uso di medicinali che influenzano la coagulazione o che alterano la funzione delle piastrine (somministrati prima, durante o dopo la terapia con alteplase). Questi medicinali devono essere evitati nelle prime 24 ore dopo il trattamento dell’ictus ischemico acuto con Actilyse. Per quanto riguarda il pretrattamento con queste sostanze, vedere paragrafi 4.2,

4.3 e 4.4.

ACE inibitori

Il trattamento concomitante con ACE inibitori può aumentare il rischio di manifestare reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4).

L’uso concomitante di antagonisti della GPIIb/IIIa aumenta il rischio di sanguinamento.

Gravidanza

Gravidanza

I dati relativi all’uso di alteplase in donne in gravidanza sono in numero limitato. Gli studi non clinici condotti con alteplase con dosi superiori a quelle utilizzate nell’uomo hanno mostrato immaturità fetale e/o embriotossicità, secondarie all’attività farmacologica nota del medicinale. Alteplase non è considerato teratogeno (vedere paragrafo 5.3).

Nei casi di malattia acuta e pericolosa per la vita i benefici attesi devono essere valutati rispetto ai potenziali rischi.

Allattamento

Non è noto se alteplase sia escreto nel latte materno. Esistono informazioni insufficienti sull’escrezione di alteplase nel latte di animali.

Si deve usare cautela quando Actilyse è usato in una donna che allatta e deve essere deciso se l’allattamento al seno debba essere interrotto nelle prime 24 ore successive all’uso di Actilyse.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità per Actilyse. Gli studi non clinici condotti con alteplase non hanno mostrato effetti negativi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Effetti sulla guida

Non pertinente.

Effetti indesiderati

La reazione avversa più frequente associata ad Actilyse è il sanguinamento in diverse forme con conseguente diminuzione dei valori di ematocrito e/o emoglobina.

Le reazioni avverse elencate di seguito sono classificate in accordo alla frequenza e alla classificazione per sistemi e organi. La frequenza è definita in accordo alla seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1 000, <1/100), Raro (≥1/10 000,

<1/1 000), Molto raro (<1/10 000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Ad eccezione dell’emorragia cerebrale/intracranica come reazione avversa nell’indicazione ictus e dell’aritmia da riperfusione nell’indicazione infarto miocardico acuto, non ci sono ragioni mediche per supporre che il profilo qualitativo e quantitativo delle reazioni avverse di Actilyse nelle indicazioni embolia polmonare acuta massiva e ictus ischemico acuto sia diverso dal profilo nell’indicazione infarto miocardico acuto.

Tabella 1 Reazioni avverse nell’infarto miocardico acuto, nell’embolia polmonare acuta massiva e nell’ictus ischemico acuto

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa
Emorragia
molto comune l’emorragia intracerebrale rappresenta la reazione avversa maggiore nel trattamento dell’ictus ischemico acutotutte le emorragie incluse quelle in questa tabella, es. ICH e non-ICH
comune emorragia intracerebrale (come emorragia cerebrale, ematoma cerebrale, ictus emorragico, trasformazione emorragica dell’ictus, ematoma intracranico, emorragia subaracnoidea) nel trattamento dell’infarto miocardico acuto e dell’embolia polmonare acuta massivaemorragia faringeaemorragia gastrointestinale (come emorragia gastrica, ulcera gastrica emorragica, emorragia rettale, ematemesi, melena, emorragia del cavo orale, sanguinamento gengivale)ecchimosiemorragia urogenitale (come ematuria, emorragia del tratto urinario)emorragia a livello del sito di iniezione (emorragia provocata da iniezione, ematoma nella zona di inserzione del catetere, emorragia a livello del sito di inserzione del catetere)
non comune emorragia polmonare (come emottisi, emotorace, emorragia del tratto respiratorio) epistassiemorragia a livello dell’orecchio
raro emorragia oculare emopericardioemorragia retroperitoneale (come ematoma retroperitoneale)
non nota*** sanguinamento a carico di organi parenchimatosi (come emorragia epatica)
Disturbi del sistema immunitario
raro reazioni di ipersensibilità (es. eruzione cutanea, orticaria, broncospasmo, angioedema, ipotensione, shock)*
molto raro anafilassi grave
Patologie del sistema nervoso
molto raro eventi correlati al sistema nervoso (es. crisi epilettica, convulsioni, afasia, disturbi del linguaggio, delirio, sindrome cerebrale acuta, agitazione, stato confusionale, depressione, psicosi) spesso associati a concomitanti eventi cerebrovascolari ischemici o emorragici
Patologie cardiache**
molto comune ischemia ricorrente / angina pectoris, ipotensione e insufficienza cardiaca / edema polmonare
comune shock cardiogeno, arresto cardiaco e reinfarto
non comune aritmia da riperfusione (come aritmia, extrasistoli, blocco AV dal primo grado fino al blocco atrioventricolare completo, fibrillazione atriale / flutter, bradicardia, tachicardia, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare / fibrillazione, dissociazione elettromeccanica [EMD])rigurgito della valvola mitralica, embolia polmonare, altre embolie sistemiche / embolia cerebrale, alterazione del setto ventricolare
Patologie vascolari
raro embolia che può portare conseguenze a livello degli organi interessati
Patologie gastrointestinali
raro nausea
non nota*** vomito
Esami diagnostici
non comune diminuzione della pressione sanguigna
non nota*** aumento della temperatura corporea
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
non nota*** embolia di grasso (embolizzazione di cristalli di colesterolo) che può portare conseguenze a livello degli organi interessati
Procedure mediche e chirurgiche
non nota*** necessità di trasfusione di sangue

*Vedere paragrafi 4.4 e 4.5.

**Patologie cardiache

Come con altri agenti trombolitici, gli eventi descritti in precedenza nella sezione pertinente sono stati riportati come conseguenza dell’infarto miocardico e/o della somministrazione di trombolitici. Questi eventi cardiaci possono essere pericolosi per la vita e possono condurre alla morte.

***Calcolo della frequenza

Questa reazione avversa è stata osservata durante l’esperienza post-marketing. Con un’affidabilità del 95%, la categoria di frequenza non è superiore a “raro”, ma potrebbe essere inferiore. Non è possibile una stima precisa della frequenza poiché la reazione avversa al medicinale non è stata riscontrata in una banca dati di studi clinici di 8299 pazienti.

Morte ed invalidità permanente sono riportate nei pazienti che hanno avuto un ictus (compresa emorragia intracranica) e altri episodi gravi di emorragie.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite

il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Sovradosaggio

Sintomi

Se si supera la dose massima raccomandata, aumenta il rischio di emorragia intracranica. Nonostante la relativa fibrino-specificità, si può verificare a causa del sovradosaggio una riduzione clinicamente significativa del fibrinogeno e di altri componenti emocoagulativi.

Terapia

Nella maggior parte dei casi è sufficiente attendere la rigenerazione fisiologica di questi fattori una volta terminata la terapia con Actilyse. Tuttavia qualora si verifichi una grave emorragia, si raccomanda l’infusione di plasma congelato fresco e se necessario, possono essere somministrati antifibrinolitici sintetici.

Proprietà farmacologiche - ACTILYSE 50 MG/50 ML

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agenti antitrombotici, codice ATC: B01AD02 Meccanismo d’azione

Il principio attivo di Actilyse è alteplase, un attivatore tissutale umano ricombinante del plasminogeno, una glicoproteina, che attiva il plasminogeno direttamente in plasmina. Quando viene somministrato per via endovenosa, alteplase rimane relativamente inattivo nel sistema circolatorio. Una volta legato alla fibrina, è attivato, inducendo la conversione di plasminogeno in plasmina che porta alla dissoluzione del coagulo di fibrina.

Effetti farmacodinamici

A causa della sua fibrinospecificità relativa, alteplase a una dose di 100 mg provoca una riduzione modesta dei livelli di fibrinogeno circolante a circa il 60 % a 4 ore, che ritornano generalmente a oltre l'80 % dopo 24 ore. Plasminogeno e alfa-2-antiplasmina diminuiscono rispettivamente a circa il 20 % e 35 % dopo 4 ore e aumentano di nuovo a oltre l'80 % a 24 ore. Una marcata e prolungata diminuzione del livello di fibrinogeno circolante è stata osservata solo in pochi pazienti.

Efficacia e sicurezza clinica

In uno studio clinico condotto in oltre 40 000 pazienti con infarto miocardico acuto (GUSTO), la somministrazione di 100 mg di alteplase in 90 minuti, concomitante all'infusione endovenosa di eparina, ha portato ad una mortalità a 30 giorni inferiore (6,3 %) rispetto alla somministrazione di streptochinasi, 1 500 000 U in 60 minuti con eparina per via sottocutanea o endovenosa (7,3 %). I pazienti trattati con Actilyse hanno dimostrato un maggiore tasso di pervietà del vaso infartuato a 60 e 90 minuti dopo la trombolisi rispetto ai pazienti trattati con streptochinasi. Non sono state riportate differenze dei tassi di pervietà dopo 180 minuti o più dalla somministrazione.

La mortalità a 30 giorni è ridotta rispetto ai pazienti non sottoposti alla terapia trombolitica.

Il rilascio di alfa-idrossibutirrato-deidrogenasi (HBDH), è ridotto. La funzione ventricolare globale così come la motilità parietale locale risultano meno compromesse rispetto a pazienti che non ricevono trattamento trombolitico.

Infarto miocardico acuto

Uno studio clinico controllato verso placebo con 100 mg di alteplase in 3 ore (LATE), ha dimostrato una riduzione della mortalità a 30 giorni, rispetto al placebo nei pazienti trattati entro 6 -12 ore dall'inizio della sintomatologia. Nei casi in cui sono presenti chiari sintomi dell'infarto miocardico, il trattamento iniziato entro le 24 ore dall'inizio della sintomatologia può ancora essere di beneficio.

Embolia polmonare acuta massiva

Nei pazienti con embolia polmonare massiva acuta con instabilità emodinamica, il trattamento trombolitico con Actilyse porta ad una rapida riduzione della dimensione del trombo e della pressione dell'arteria polmonare. Non sono disponibili dati sulla mortalità.

Pazienti con ictus ischemico acuto

In due studi condotti in USA (NINDS A/B) una proporzione significativamente superiore di pazienti ha avuto un esito favorevole con alteplase, rispetto al placebo (disabilità minima o nulla). Questi risultati sono stati confermati nello studio ECASS III (vedere paragrafo seguente), dopo che nel frattempo due studi europei e un ulteriore studio in USA non avevano fornito le rispettive evidenze, in condizioni essenzialmente non in linea con le informazioni sul prodotto autorizzate al tempo in Europa.

Lo studio ECASS III era uno studio controllato con placebo, in doppio cieco, condotto in pazienti con ictus acuto in un intervallo temporale da 3 a 4,5 ore in Europa. La somministrazione del trattamento nello studio ECASS III era in linea con il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto europeo per Actilyse nell’indicazione per l’ictus, ad eccezione del limite superiore dell’intervallo di tempo per il trattamento, cioè 4,5 ore.

L’end point primario era la disabilità a 90 giorni, dicotomizzata tra esito favorevole (scala Rankin modificata [mRS] da 0 a 1) o sfavorevole (mRS da 2 a 6). Sono stati randomizzati 821 pazienti in totale (418 alteplase/403 placebo). Un maggior numero di pazienti ha avuto un esito favorevole con alteplase (52,4%) rispetto al placebo (45,2%; odds ratio [OR] 1,34; 95% CI 1,02 – 1,76; P=0,038). L’incidenza di qualsiasi emorragia intracranica/emorragia intracranica sintomatica è stata maggiore con alteplase rispetto al placebo (qualsiasi emorragia intracranica 27,0% rispetto a 17,6%, p=0,0012; emorragia intracranica sintomatica come da definizione di ECASS III 2,4% rispetto a 0,2%, p=0,008). La mortalità era bassa e non significativamente differente tra alteplase (7,7%) e il placebo (8,4%; P=0,681). I risultati per sottogruppi di ECASS III confermano che un OTT più lungo è associato ad un aumento del rischio di mortalità ed emorragia intracranica sintomatica. I risultati di ECASS III mostrano un beneficio clinico netto positivo per Actilyse nell’intervallo temporale da 3 a 4,5 ore, mentre i dati combinati dimostrano che l’effetto clinico netto non è più favorevole per alteplase nell’intervallo temporale oltre le 4,5 ore.

La sicurezza e l’efficacia di Actilyse per il trattamento dell’ictus ischemico acuto fino a 4,5 ore di tempo tra l’insorgenza dell’ictus e l’inizio del trattamento (stroke onset time to start of treatment, OTT), sono state valutate attraverso un registro in corso (SITS-ISTR: The Safe Implementation of Thrombolysis in Stroke Registry). In questo studio osservazionale sono stati confrontati i risultati dei dati di sicurezza di 21˙566 pazienti trattati nell’intervallo temporale da 0 a 3 ore con i dati di 2˙376 pazienti trattati tra 3 e 4,5 ore dopo l’insorgenza dell’ictus ischemico acuto. L’incidenza dell’emorragia intracranica sintomatica (secondo la definizione del SITS-MOST) è risultata più alta nell’intervallo temporale da 3 a 4,5 ore (2,2%) rispetto all’intervallo temporale fino alle 3 ore (1,7%). I tassi di mortalità a 3 mesi sono risultati simili confrontando l’intervallo temporale da 3 a 4,5 ore (12,0%) con l’intervallo temporale da 0 a 3,0 ore (12,3%) con un OR non corretto di 0,97 (95% CI: 0,84-1,13, p=0,70) ed un OR corretto di 1,26 (95% CI: 1,07-1,49, p=0,005). I dati osservazionali del SITS supportano l’evidenza dello studio clinico, ovvero che l’intervallo di tempo tra l’insorgenza dell’ictus e l’inizio del trattamento (stroke onset time to start of treatment, OTT) è un importante fattore predittivo dell’esito in seguito al trattamento dell’ictus acuto con alteplase.

Pazienti anziani (> 80 anni)

Per valutare il beneficio-rischio di Alteplase in pazienti di età> 80 anni, sono state utilizzate meta-analisi dei dati individuali dei pazienti da 6.756 pazienti, inclusi quelli di età superiore a 80 anni, in nove studi randomizzati che hanno confrontato alteplase verso placebo o in aperto. La probabilità di un buon esito dell'ictus (mRS 0 - 1 al giorno 90/180) era aumentata ed associata a un maggiore beneficio quando trattato più rapidamente per tutte le fasce di età (valore p d'interazione di 0,0203) ed era indipendente dall'età.

L'effetto del trattamento con alteplase era simile per i pazienti di 80 anni o più giovani [ritardo medio del trattamento 4,1 ore: 990/2512 (39%) trattati con alteplase rispetto a 853/2515 (34%) nei gruppi di controllo hanno raggiunto un buon esito dell’ictus al giorno 90/180; OR 1,25, 95% CI 1,10-1,42] e per quelli di età superiore a 80 anni [ritardo medio del trattamento 3,7 ore: 155/879 (18%) trattati con alteplase rispetto a 112/850 (13%) nei gruppi di controllo hanno raggiunto un buon esito dell’ictus; OR 1,56, 95% CI 1,17-2,08].

In pazienti di età superiore a 80 anni trattati con alteplase in un tempo uguale o minore di tre ore, è stato raggiunto un buon esito dell'ictus in 55/302 (18,2%) rispetto a 30/264 (11,4%) nei gruppi di controllo (OR 1,86, 95% CI 1,11-3,13) e in quelli trattati con alteplase tra le 3 ore e le 4,5 ore in 58/342 (17,0%) si è raggiunto un buon esito dell'ictus rispetto a 50/364 (13,7%) nei gruppi di controllo (OR 1,36, 95% CI 0,87-2,14).

Si è verificata emorragia parenchimale di tipo 2 entro 7 giorni in 231 (6,8%) dei 3 391 pazienti

assegnati ad alteplase rispetto a 44 (1,3%) dei 3 365 assegnati al gruppo di controllo (OR 5,55, 95%

CI 4,01-7,70).

Si è verificata emorragia parenchimale fatale di tipo 2 entro 7 giorni in 91 (2,7%) pazienti assegnati ad alteplase rispetto ai 13 (0,4%) assegnati al gruppo di controllo (OR 7,14, 95% CI 3,98-12,79).

In pazienti di età superiore a 80 anni trattati con alteplase si è verificata un'emorragia intracranica fatale entro 7 giorni, in 32/879 (3,6%) rispetto a 4/850 (0,5%) nei gruppi di controllo (OR 7,95, 95% CI 2,79-22,60).

Su un totale di 8 658 pazienti> 80 anni trattati a <4,5 ore dall’esordio dell'ictus nel SITS-ISTR, i dati dei 2 157 pazienti trattati da 3 a 4,5 ore dall'insorgenza dell'ictus sono stati confrontati con quelli dei 6 501 pazienti trattati a <3 ore.

L’indipendenza funzionale a tre mesi (punteggio mRS 0 - 2) era 36 rispetto a 37% (OR corretto di 0,79, 95% CI 0,68-0,92), la mortalità era 29,0% rispetto a 29,6% (OR corretto di 1,10, 95% CI 0,95 - 1,28) e sICH (secondo la definizione SITS-MOST) era 2,7% rispetto a 1,6% (OR corretto di 1,62, 95% CI 1,12-2,34).

Popolazione pediatrica

Sono stati ottenuti dati osservazionali non randomizzati e non comparativi su pazienti con ictus di età compresa tra 16 e 17 anni in trattamento confermato con alteplase dal SITS-ISTR (Safe Implementation of Treatments in Stroke - International Stroke Thrombolysis Register, un registro internazionale indipendente). Tra il 2003 e la fine del 2017, nel registro SITS sono stati raccolti un totale di 25 pazienti pediatrici di età compresa tra 16 e 17 anni in trattamento confermato con alteplase. La dose media di alteplase utilizzata in questa fascia di età era di 0,9 mg/kg (intervallo: 0,83

- 0,99 mg/kg). 23 dei 25 pazienti hanno iniziato il trattamento entro 4,5 ore dall'insorgenza dei sintomi dell'ictus (19 entro 3 ore, 4 entro 3 - 4,5 ore, 1 entro 5 - 5,5 ore, 1 caso non riportato). Il peso variava da 56 a 90 kg. La maggior parte dei pazienti presentava un ictus moderato o da moderato a severo con un NIHSS mediano di 9,0 (intervallo 1 - 30) al basale.

I punteggi mRS al giorno 90 erano disponibili in 21/25 pazienti. Al giorno 90, 14/21 pazienti avevano un punteggio mRS di 0 - 1 (nessun sintomo o nessuna disabilità significativa) e 5 ulteriori pazienti avevano mRS = 2 (lieve disabilità). Ciò significa che 19/21 (oltre il 90%) dei pazienti ha avuto un esito favorevole al giorno 90 in accordo alla mRS. I restanti 2 pazienti hanno riportato o un esito di disabilità moderata severa (mRS = 4; n = 1) o morte (mRS = 6) entro 7 giorni (n = 1).

Quattro pazienti non hanno riportato un punteggio mRS al giorno 90. Le ultime informazioni disponibili hanno mostrato che 2/4 pazienti avevano mRS di 2 al giorno 7 e 2/4 pazienti hanno riportato un chiaro miglioramento globale al giorno 7.

I dati di sicurezza sugli eventi avversi per emorragie ed edema erano disponibili anche nel registro. Dei 25 pazienti di età compresa tra 16 e 17 anni, nessuno presentava emorragia intracerebrale sintomatica (sICH, emorragia da ICH di tipo PH2). 5 casi hanno sviluppato edema cerebrale dopo il trattamento con alteplase. 4/5 pazienti con edema cerebrale o hanno riportato al giorno 90 mRS tra 0 e 2 o hanno mostrato un miglioramento globale al giorno 7 dopo il trattamento. Un paziente ha riportato mRS = 4 (moderata disabilità severa) al giorno 90. Nessun caso ha avuto esito fatale.

In sintesi, ci sono stati 25 report dal registro SITS di pazienti di età compresa tra 16 e 17 anni con ictus ischemico acuto che sono stati trattati con alteplase secondo le raccomandazioni previste per gli adulti. Sebbene la piccola dimensione del campione precluda un'analisi statistica, i risultati complessivi mostrano una tendenza positiva con la rispettiva dose utilizzata per gli adulti in questi pazienti. I dati non sembrano mostrare un aumento del rischio di emorragia intracerebrale sintomatica o edema rispetto agli adulti.

Proprietà farmacocinetiche

Alteplase è rapidamente eliminato dal compartimento sanguigno ed è metabolizzato prevalentemente a livello epatico (clearance plasmatica 550-680 ml/min). In condizioni fisiologiche, la quota maggiore di alteplase nella circolazione sanguigna è in forma legata ad inibitori. La clearance epatica di alteplase non è influenzata dalla presenza di altre proteine, inclusi gli inibitori di alteplase. I complessi formati da alteplase ed il suo inibitore sono eliminati come alteplase libero. La rilevante emivita plasmatica t½ alfa è di 4-5 minuti: dopo 20 minuti è presente nel plasma meno del 10% della quantità iniziale. Per quanto riguarda la quantità rimanente nel compartimento sanguigno, è stata misurata una emivita t½ beta di circa 40 minuti.

Informazioni farmaceutiche - ACTILYSE 50 MG/50 ML

Elenco degli eccipienti

Polvere:

Arginina

Acido fosforico (E 338) (per l’aggiustamento del pH) Polisorbato 80 (E 433)

Solvente:

Acqua per preparazioni iniettabili

Incompatibilità

La soluzione ricostituita può essere diluita con soluzione iniettabile sterile di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%) fino a una concentrazione minima di 0,2 mg di alteplase per ml.

Una ulteriore diluizione, l’uso di acqua per preparazioni iniettabili per la diluizione o in generale, l’uso di soluzioni di carboidrati per infusione, ad es. destrosio, non sono raccomandati per l’aumentata formazione di torbidità della soluzione ricostituita.

Actilyse non deve essere miscelato con altri medicinali, né nello stesso flaconcino né nella stessa via di infusione (neanche con eparina).

Periodo di validità

Flaconcini non aperti

2 anni per Actilyse 10 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile e per infusione.

3 anni per Actilyse 20 mg e 50 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile e per infusione.

Soluzione ricostituita

La stabilità della soluzione ricostituita è stata dimostrata per 24 ore a 2°C – 8°C e per 8 ore a 25°C.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a 2°C – 8 °C.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

Natura e contenuto del contenitore

Polvere:

Flaconcini di vetro sterile da 10 ml, 20 ml o 50 ml, con tappo in gomma butile grigia siliconata sterile, sigillati con capsula di alluminio/plastica flip-off.

Solvente:

L'acqua per preparazioni iniettabili è contenuta in flaconcini da 10 ml, 20 ml o 50 ml, a seconda del volume del flaconcino contenente la polvere. I flaconcini contenenti acqua per preparazioni iniettabili sono chiusi con tappo in gomma e capsula di alluminio/plastica flip-off.

Cannula di trasferimento (inclusa soltanto nelle confezioni da 20 mg e da 50 mg)

Confezioni:

10 mg:

1 flaconcino contenente 467 mg di polvere per soluzione per iniezione ed infusione 1 flaconcino contenente 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili

20 mg:

1 flaconcino contenente 933 mg di polvere per soluzione per iniezione ed infusione 1 flaconcino contenente 20 ml di acqua per preparazioni iniettabili

1 cannula di trasferimento

50 mg:

1 flaconcino contenente 2 333 mg di polvere per soluzione per iniezione ed infusione 1 flaconcino contenente 50 ml di acqua per preparazioni iniettabili

1 cannula di trasferimento

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Per la ricostituzione alla concentrazione finale di 1 mg di alteplase/ml tutto il solvente fornito deve essere trasferito nel flaconcino contenente Actilyse polvere liofilizzata. A questo scopo è fornita nella confezione una cannula di trasferimento. Per il flaconcino da 10 mg deve essere utilizzata una siringa.

Per la ricostituzione alla concentrazione finale di 2 mg di alteplase/ml deve essere utilizzata solo la metà del solvente fornito (come da tabella seguente). In questi casi si deve sempre utilizzare una siringa per trasferire la quantità necessaria di solvente nel flaconcino contenente Actilyse polvere liofilizzata.

Il contenuto di un flaconcino per uso iniettabile di Actilyse liofilizzato (10 mg o 20 mg o 50 mg) va disciolto, in condizioni asettiche, con acqua per preparazioni iniettabili secondo una delle seguenti modalità per ottenere una concentrazione finale di alteplase 1 mg/ml o alteplase 2 mg/ml:

Actilyse liofilizzato 10 mg 20 mg 50 mg
(a) Volume di acqua sterile per preparazioni iniettabili da aggiungereal liofilizzato 10 ml 20 ml 50 ml
Concentrazione finale: 1 mg/ml alteplase 1 mg/ml alteplase 1 mg/ml alteplase
(b) Volume di acqua sterile perpreparazioni iniettabili da aggiungere al liofilizzato 5 ml 10 ml 25 ml
Concentrazione finale: 2 mg/ml alteplase 2 mg/ml alteplase 2 mg/ml alteplase

La soluzione ricostituita deve quindi essere somministrata per via endovenosa. La soluzione ricostituita da 1 mg/ml può essere ulteriormente diluita con una soluzione sterile di sodio cloruro

9 mg/ml (0,9%) iniettabile fino ad una concentrazione minima di 0,2 mg/ml dal momento che non è possibile escludere la comparsa di torbidità nella soluzione ricostituita. Una ulteriore diluizione della soluzione ricostituita da 1 mg/ml con acqua sterile per preparazioni iniettabili o in generale, l’uso di soluzioni di carboidrati per infusione, ad es. destrosio, non sono raccomandati a causa dell’aumento della formazione di torbidità nella soluzione ricostituita. Actilyse non deve essere miscelato con altri medicinali nello stesso flaconcino per infusione (neanche con eparina).

Per le incompatibilità vedere paragrafo 6.2.

La soluzione ricostituita è esclusivamente per uso singolo. La soluzione non utilizzata e i rifiuti derivati da tale soluzione devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Istruzioni per la ricostituzione di Actilyse

1 Ricostituire immediatamente prima della somministrazione.
2 Rimuovere la capsula di protezione presente sui due flaconcini contenenti acqua sterile e Actilyse liofilizzato, sollevandola con il pollice.
3 Tamponare la parte superiore in gomma di ciascun flaconcino con un batuffolo imbevuto di alcool.
4 Estrarre la cannula* di trasferimento dalla confezione. Non disinfettare né sterilizzare la cannula di trasferimento in quanto è sterile. Rimuovere uno dei cappucci.
5 Posizionare il flaconcino di acqua sterile in posizione verticale su una superficie stabile. Posizionandosi subito sopra, forare il tappo di gomma verticalmente al centro con la cannula di trasferimento, premendo delicatamente ma con decisione, senza ruotare.
6 Tenere saldamente il flaconcino di acqua sterile e la cannula di trasferimento con una mano, utilizzando le due alette laterali.Rimuovere il secondo cappuccio in cima alla cannula di trasferimento.
7 Tenere saldamente il flaconcino di acqua sterile e la cannula di trasferimento con una mano, utilizzando le due alette laterali.Tenere il flaconcino di Actilyse liofilizzato in posizione verticale sopra la cannula di trasferimento e posizionare la punta della cannula di trasferimento precisamente nel centro del tappo.Direttamente dalla posizione precedente spingere il flaconcino con il liofilizzato verso il basso sulla cannula di trasferimento, perforando verticalmente il tappo di gomma, delicatamente ma con decisione, senza ruotare.
8 Invertire i due flaconcini e permettere all’acqua di defluire completamente nel liofilizzato.
9 Rimuovere il flaconcino dell’acqua vuoto insieme alla cannula di trasferimento.Questi possono essere eliminati.
10 Prendere il flaconcino con Actilyse ricostituito e ruotarlo delicatamente per sciogliere eventuali residui di liofilizzato, senza agitare perché si avrebbe la formazione di schiuma.Se sono presenti bolle, lasciare riposare la soluzione per alcuni minuti per farle scomparire.
11 La soluzione ricostituita consiste di alteplase 1 mg/ml. Deve essere trasparente e da incolore a giallo chiaro e non deve contenere particelle.
12 Prelevare la quantità necessaria utilizzando esclusivamente un ago e una siringa.Per evitare perdite, non utilizzare il punto forato con la cannula di trasferimento.
13 Utilizzare immediatamente. Eliminare la soluzione non utilizzata.

(* se una cannula di trasferimento è inclusa nella confezione. La ricostituzione può anche avvenire con una siringa ed un ago)

Documenti PDF

Confezione e prezzo

1 FLACONCINO POLVERE + 1 FLACONCINO SOLVENTE DA 50 ML
Prezzo*
809,51 €
Ticket
441,56 €

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

AIC

026533048
* Il prezzo del ticket mostrato (SSN) può non includere le spese regionali accessorie.

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