RAXONE 150 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - RAXONE 150 MG
Raxone è indicato per il trattamento della compromissione della visione, in pazienti adulti e adolescenti affetti da neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) (vedere paragrafo 5.1).
Il trattamento deve essere iniziato e controllato da un medico esperto nella LHON. Posologia
La dose raccomandata è di 900 mg/die di idebenone (300 mg, 3 volte al giorno).
Sono disponibili dati riguardanti il trattamento continuo con idebenone fino a 24 mesi, ottenuti nell’ambito di uno studio clinico in aperto sulla storia naturale (vedere paragrafo 5.1).
Popolazioni speciali
Anziani
Per il trattamento della LHON in pazienti anziani, non è richiesta una particolare modifica della dose.
Compromissione epatica o renale
I pazienti con compromissione epatica o renale sono stati studiati. Tuttavia, non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. Si consiglia cautela nel trattamento di pazienti con
compromissione epatica o renale, poiché l’insorgenza di eventi avversi ha determinato la sospensione temporanea o l’interruzione definitiva del trattamento (vedere paragrafo 4.4).
In assenza di un numero sufficiente di dati clinici, occorre usare cautela in pazienti con compromissione renale.
Popolazione pediatrica
In pazienti affetti da LHON di età inferiore a 12 anni, la sicurezza e l'efficacia di Raxone non sono state ancora stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 5.1 e 5.2 ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.
Modo di somministrazione
Raxone compresse rivestite con film devono essere inghiottite intere con acqua. Le compresse non devono essere spezzate o masticate. Raxone deve essere somministrato con il cibo, perché il cibo aumenta la biodisponibilità di idebenone.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Monitoraggio
I pazienti devono essere regolarmente monitorati secondo la pratica clinica locale. Compromissione epatica o renale
Occorre usare cautela nel prescrivere Raxone a pazienti con compromissione epatica o renale. Nei pazienti con compromissione epatica, sono stati riferiti eventi avversi che hanno determinato la sospensione temporanea o l’interruzione definitiva del trattamento.
Cromaturia
I metaboliti di idebenone sono colorati e possono causare cromaturia, ossia una colorazione anormale marrone-rossastra delle urine. L’effetto è innocuo, non è associato a ematuria e non richiede un adattamento della dose o l’interruzione del trattamento. Occorre usare cautela per garantire che la cromaturia non mascheri alterazioni del colore dovute ad altre ragioni (ad es., patologie del rene o ematiche).
Lattosio
Raxone contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o malassorbimento glucosio-galattosio, non devono assumere Raxone.
Giallo tramonto
Raxone contiene giallo tramonto FCF (E110), che può causare reazioni allergiche.
I dati derivati dagli studi in vitro hanno dimostrato che idebenone e il suo metabolita QS10 non esercitano inibizione sistemica delle isoforme del citocromo P450 CYP1A2, 2B6, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6 e 3A4, a concentrazioni clinicamente rilevanti di idebenone o QS10. Inoltre, non è stata osservata un’induzione di CYP1A2, CYP2B6 o CYP3A4.
In vivo, idebenone è un debole inibitore del CYP3A4. Dati provenienti da uno studio d’interazione farmaco-farmaco in 32 volontari sani, mostrano come durante il primo giorno di somministrazione di 300 mg di idebenone tre volte al giorno per via orale, il metabolismo di midazolam, un substrato del CYP3A4, non abbia subito modifiche quando i due medicinali sono stati somministrati contemporaneamente. Dopo somministrazione ripetuta, quando midazolam è stato somministrato in associazione con 300 mg di idebenone, tre volte al giorno, la Cmax e l’AUC di midazolam erano aumentate, rispettivamente, del 28% e del 34%. Di conseguenza, i substrati di CYP3A4 noti per avere un ristretto indice terapeutico quali alfentanil, astemizolo, terfenadina, cisapride, ciclosporina, fentanil, pimozide, chinidina, sirolimus, tacrolimus o gli alcaloidi dell’ergot (ergotamina, diidroergotamina) devono essere somministrati con cautela nei pazienti trattati con idebenone.
Idebenone può inibire la glicoproteina-P (P-gp) con possibile aumento dell’esposizione, ad es., di dabigatran etexilato, digossina o aliskiren. Nn pazienti che stanno assumendo idebenone, questi medicinali devono essere somministrati con cautela. Idebenone non è un substrato per la P-gp in vitro.
Gravidanza
Nelle donne in gravidanza, la sicurezza di idebenone non è stata stabilita. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi di tossicità riproduttiva, diretti o indiretti. Idebenone deve essere somministrato a donne in gravidanza o a donne in età fertile con probabilità di iniziare una gravidanza, solamente se si ritiene che il beneficio dell’effetto terapeutico superi il potenziale rischio.
Allattamento
Negli animali, i dati farmacodinamici/tossicologici disponibili hanno evidenziato l’escrezione di idebenone nel latte (per dettagli vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti non può essere escluso. Si deve decidere se interrompere l'allattamento o interrompere /astenersi dalla terapia con Raxone tenendo presente il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Non esistono dati sugli effetti dell’esposizione a idebenone sulla fertilità umana.
Raxone non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse a idebenone più comunemente segnalate sono diarrea, da lieve a moderata (che di solito non richiede l’interruzione del trattamento), nasofaringite, tosse e dolore dorsale.
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse emerse dagli studi clinici condotti su pazienti con LHON o segnalate dopo l’immissione in commercio per altre indicazioni, sono riportate nella tabella di seguito. Le classi di frequenza sono definite in base alla convezione seguente: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100,
<1/10), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Termine preferito | Frequenza |
| Infezioni ed infestazioni | Nasofaringite | Molto comune |
| Bronchite | Non nota | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Agranulocitosi, anemia, leucocitopenia, trombocitopenia, neutropenia | Non nota |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Colesterolo ematico amentato, trigliceridi ematici aumentati | Non nota |
| Patologie del sistema nervoso | Crisi convulsiva, delirium, allucinazioni, agitazione, discinesia, ipercinesia, poriomania, capogiro, cefalea, irrequietezza,stupore | Non nota |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Tosse | Molto comune |
| Patologie gastrointestinali | Diarrea | Comune |
| Nausea, vomito, anoressia, dispepsia | Non nota | |
| Patologie epatobiliari | Alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata, latticodeidrogenasi ematica, gamma- glutamiltransferasi aumentata, bilirubinaematica aumentata, epatite | Non nota |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutanea, prurito | Non nota |
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Dolore dorsale | Comune |
| Dolore a un arto | Non nota | |
| Patologie renali e urinarie | Azotemia, cromaturia | Non nota |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Malessere | Non nota |
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Nessun caso di sovradosaggio è stato segnalato dagli studi RHODOS, LEROS e PAROS. Negli studi clinici sono state somministrate dosi fino a 2.250 mg/die , evidenziando un profilo di sicurezza coerente con quello riportato nel paragrafo 4.8.
Per idebenone non esiste un antidoto specifico. Se necessario, deve essere istituito un trattamento sintomatico di supporto.
Proprietà farmacologiche - RAXONE 150 MG
Categoria farmacoterapeutica: Psicoanalettici, Altri psicostimolanti e nootropi; Codice ATC: N06BX13
Meccanismo d’azione
Idebenone, un benzochinone a catena corta, è un antiossidante che si ritiene in grado di trasferire gli elettroni direttamente al complesso III della catena di trasporto degli elettroni mitocondriale, aggirando così il complesso I e ripristinando, in condizioni sperimentali di deficit del complesso I, la generazione dell’energia cellulare (ATP). Analogamente nella LHON, idebenone può trasferire gli elettroni direttamente al complesso III della catena di trasporto degli elettroni, aggirando così il complesso I, condizionato da tutte e tre le mutazioni primarie del mtDNA che causano la LHON, e ripristinando la generazione di ATP cellulare.
Sulla base di questa modalità d’azione biochimica, nei pazienti affetti da LHON, idebenone può riattivare le cellule gangliari retiniche (RGS) vitali ma inattive. Idebenone può favorire il recupero della vista nei pazienti che manifestano perdita della vista, a seconda del tempo intercorso dall’insorgenza dei sintomi e alla percentuale di RGC già colpite.
Efficacia clinica e sicurezza
La sicurezza clinica e l’efficacia di idebenone nella LHON sono state valutate in uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo (RHODOS). L’efficacia e la sicurezza a lungo termine sono state valutate in uno studio in aperto condotto dopo l’autorizzazione (LEROS). La sicurezza a lungo termine è stata valutata in uno studio di sicurezza non-interventistico post-autorizzativo (PAROS).
Nello studio RHODOS, sono stati arruolati in totale 85 pazienti affetti da LHON, di età compresa tra 14 e 66 anni, con una qualsiasi delle 3 mutazioni primarie del mtDNA (G11778A, G3460A o T14484C) e una durata della malattia non superiore a 5 anni. I pazienti sono stati trattati con
900 mg/die di Raxone o con placebo per un periodo di 24 settimane (6 mesi). Raxone è stato somministrato in 3 dosi giornaliere da 300 mg ciascuna, con i pasti.
L’obiettivo clinico primario (primary endpoint) “migliore recupero dell’acuità visiva (AV)”, è stato definito come il migliore risultato positivo del miglioramento dell’AV manifestato dall’occhio, dal valore basale alla 23° settimana, utilizzando le tavole ETDRS. Il principale obiettivo clinico secondario (secondary endpoint) “variazione della migliore AV” è stato misurato come differenza tra la migliore AV nell’occhio sinistro o destro, a 24 settimane, rispetto al basale (Tabella 1).
Tabella 1: RHODOS: Migliore recupero dell’acuità visiva e variazione della migliore AV, dal basale alla 24° settimana
| Obiettivo clinico (Endpoint) (ITT) | Raxone (N=53) | Placebo (N=29) |
| Endpoint primario: Migliore recupero dell’AV (media ± ES; IC al 95%) | logMAR* –0,135 ± 0,041 | logMAR –0,071 ± 0,053 |
| logMAR –0,064, 3 lettere (–0,184; 0,055)p = 0,291 | ||
| Principale obiettivo clinico secondario(Main secondary endpoint): Variazione della migliore AV (media ± ES; IC al 95%) | logMAR –0,035 ± 0,046 | logMAR –0,085 ± 0,060 |
| logMAR –0,120, 6 lettere (–0,255; 0,014)p = 0,078 | ||
Analisi sulla base di un Modello Misto di Misure Ripetute (MMRM)
Nel gruppo placebo, un paziente ha presentato un continuo recupero spontaneo della vista al valore basale. L’esclusione di questo paziente ha prodotto risultati simili a quelli della popolazione ITT; come prevedibile, la differenza tra il braccio idebenone e il braccio placebo è stata leggermente maggiore.
*logMAR – Logaritmo del minimo angolo di risoluzione
Nello studio RHODOS, un’analisi predefinita ha determinato la proporzione di pazienti con un occhio con AV al valore basale di ≤ 0,5 logMAR nei quali l’AV si è deteriorata a ≥ 1,0 logMAR. In questo piccolo sottogruppo di pazienti (n = 8), 0 pazienti su 6 del gruppo idebenone hanno avuto un deterioramento a ≥ 1,0 logMAR, mentre 2 pazienti su 2 del gruppo placebo hanno manifestato tale deterioramento.
Uno studio di controllo osservazionale (observational follow-up), con visita singola, delle valutazioni dell’AV di RHODOS, da 58 pazienti, ottenute in media 131 settimane dopo l’interruzione del trattamento, indica che l’effetto di Raxone può essere mantenuto.
Nello studio RHODOS è stata eseguita un’analisi a posteriori (post-hoc analysis) dei pazienti rispondenti alla terapia , valutando la percentuale di pazienti che hanno avuto, in almeno un occhio, un recupero dell’AV clinicamente rilevante rispetto al valore basale, definito come uno dei seguenti: (i) miglioramento dell’AV da incapacità di leggere una singola lettera a capacità di leggere almeno 5 lettere sulla tavola ETDRS; oppure (ii) miglioramento dell’AV di almeno 10 lettere sulla tavola ETDRS. I risultati sono riportati nella Tabella 2, inclusi i dati a supporto derivati da 62 pazienti con LHON che utilizzavano Raxone in un programma di accesso allargato (Expanded Access Programme, EAP) e da 94 pazienti non trattati in un’indagine sulla casistica (Case Record Survey, CRS).
Tabella 2: Percentuale di pazienti con recupero dell’AV clinicamente rilevante dopo 6 mesi, rispetto al valore basale
| RHODOS (ITT) | RHODOS Raxone (N = 53) | RHODOS Placebo (N = 29) |
| Rispondenti alla terapia (Responder)(n, %) | 16 (30,2 %) | 3 (10,3 %) |
| EAP e CRS | Raxone-EAP (N=62) | Non trattati-CRS (N=94) |
| Rispondenti alla terapia (Responder)(n, %) | 19 (30,6 %) | 18 (19,1 %) |
Nell’EAP il numero di rispondenti alla terapia (responder) è aumentato con il prolungamento della durata del trattamento, da 19 pazienti su 62 (30,6%) a 6 mesi a 17 pazienti su 47 (36,2%) a 12 mesi.
Nello studio in aperto LEROS sono stati arruolati in totale 199 pazienti affetti da LHON. Più della metà di essi (112 [56,6%]) presentava la mutazione G11778A, 34 pazienti (17,2%) presentavano la mutazione T14484C e 35 (17,7%) la mutazione G3460A. L’età media al basale era pari a 34,2 anni. I pazienti sono stati trattati con 900 mg/die di Raxone per un periodo di 24 mesi. Raxone è stato somministrato in 3 dosi giornaliere da 300 mg ciascuna, con i pasti.
L’obiettivo clinico primario dello studio LEROS era la percentuale di occhi nella quale ea stato raggiunto un beneficio clinicamente rilevante (Clinically Relevant Benefit, CRB) (vale a dire, un recupero clinicamente rilevante [Clinically Relevant Recovery, CRR] dell’AV rispetto al basale, oppure una stabilizzazione clinicamente rilevante [Clinically Relevant Stabilization, CRS]) al mese 12 nei pazienti che avevano iniziato il trattamento con Raxone ≤1 anno dall’insorgenza dei sintomi, rispetto agli occhi dei pazienti di un gruppo di controllo di storia naturale (Natural History, NH). È stato osservato un CRB nel 42,3% degli occhi dei pazienti dello studio LEROS e nel 20,7% degli occhi dei pazienti del gruppo NH. Dal punto di vista clinico, ciò rappresenta un rilevante miglioramento relativo pari al 104%, rispetto al CRB spontaneo che potrebbe verificarsi negli occhi del gruppo di controllo NH. La differenza stimata tra il gruppo di trattamento e quello di controllo si è rivelata statisticamente significativa (valore p: 0,0020) a favore di Raxone, con un odds ratio (OR) pari a 2,286 (intervallo di confidenza al 95%: 1,352-3,884).
Uno degli obiettivi clinici secondari dello studio LEROS era la percentuale di occhi nella quale ea stato raggiunto un CRB in pazienti trattati con Raxone >1 anno dall’insorgenza dei sintomi, con un CRR dell’AV rispetto al basale, oppure una CRS con mantenimento dell’AV basale a valori migliori rispetto a 1,0 logMAR al mese 12, rispetto a un gruppo di controllo NH esterno. È stato osservato un CRB nel 50,3% degli occhi dei pazienti dello studio LEROS e nel 38,6% degli occhi dei pazienti del gruppo NH. La differenza fra i due gruppi si è rivelata statisticamente significativa a favore di Raxone, con un valore p pari a 0,0087 e un OR [IC al 95%] pari a 1,925 [1,179-3,173].
In totale, 198 pazienti sono stati trattati con Raxone e sono stati inclusi nella popolazione di sicurezza. La durata media del trattamento nella popolazione di sicurezza è stata pari a 589,17 giorni (intervallo: 1-806 giorni), corrispondente a un’esposizione totale di 319,39 anni/persona. In totale, 154 pazienti (77,8%) hanno ricevuto il trattamento per >12 mesi. Il numero totale di pazienti trattati per un periodo di tempo >18 mesi è stato di 149 (75,3%), e quello di pazienti trattati per un periodo di tempo
>24 mesi è stato di 106 (53,5%). In totale, 154 pazienti (77,8%) hanno riferito eventi avversi emersi durante il trattamento. Gli eventi avversi (Adverse Events, AE) segnalati sono stati prevalentemente di gravità da lieve a moderata. I pazienti trattati con Raxone che hanno riferito AE gravi sono stati 13 (6,6%). Quarantanove pazienti (24,7%) hanno segnalato AE considerati dallo sperimentatore come correlati al trattamento. Ventisette pazienti (13,6%) hanno manifestato eventi avversi gravi, e dieci (5,1%) hanno manifestato AE che hanno determinato l’interruzione definitiva del trattamento sperimentale. Non sono emerse nuove problematiche di sicurezza fra i pazienti affetti da LHON arruolati nello studio LEROS.
Lo studio PAROS era uno studio di sicurezza non-interventistico post-autorizzativo destinato alla raccolta di dati longitudinali di sicurezza ed efficacia in contesti clinici di routine in pazienti ai quali era stato prescritto Raxone per il trattamento della LHON, Lo studio è stato condotto presso 26 centri in 6 Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia e Paesi Bassi).
Nello studio di sicurezza a lungo termine PAROS, 224 pazienti in totale affetti da LHON, con un’età mediana pari a 32,2 anni al basale, sono stati trattati con Raxone e sono stati inclusi nella popolazione di sicurezza. Più della metà dei pazienti (52,2%) presentava la mutazione G11778A, il 17,9% di essi presentava la mutazione T14484C, il 14,3% presentava la mutazione G3460A e il 12,1% presentava altre mutazioni. Il periodo di trattamento di questi pazienti è illustrato di seguito, nella Tabella 3.
Tabella 3: Periodo di trattamento (popolazione di sicurezza)
| Tempo in trattamento | Naïve a idebenone al basale | Non-naïve a idebenone al basale | Tutti |
| N | 39 | 185 | 224 |
| Giorno 1 | 39 (100,0%) | 185 (100,0%) | 224 (100,0%) |
| ≥6 mesi | 35 (89,7%) | 173 (93,5%) | 208 (92,9%) |
| ≥12 mesi | 30 (76,9%) | 156 (84,3%) | 186 (83,0%) |
| ≥18 mesi | 20 (51,3%) | 118 (63,8%) | 138 (61,6%) |
| ≥24 mesi | 14 (35,9%) | 93 (50,3%) | 107 (47,8%) |
| ≥30 mesi | 8 (20,5%) | 68 (36,8%) | 76 (33,9%) |
| ≥36 mesi | 8 (20,5%) | 54 (29,2%) | 62 (27,7%) |
La durata media dell’esposizione è pari a 765,4 giorni (DS: 432,6 giorni)
Il profilo di sicurezza a lungo termine di Raxone nel trattamento di pazienti con LHON è stato valutato durante l’uso in condizioni di pratica clinica di routine.
In totale, 130 pazienti (il 58,0% della popolazione di sicurezza) hanno riferito 382 eventi avversi emersi durante il trattamento (Treatment Emergent Adverse Events, TEAE). Undici pazienti (4,9%) hanno riferito eventi avversi (Adverse Events, AE) severi. Cinquanta pazienti (22,3%) hanno riferito 82 TEAE considerati dallo sperimentatore come correlati al farmaco. Trentaquattro pazienti (15,2%) hanno manifestato 39 TEAE che hanno determinato l’interruzione definitiva del trattamento con Raxone. Venticinque pazienti (11,2%) hanno manifestato 31 TEAE gravi.
Si è verificato un decesso nel corso dello studio: si è trattato di un paziente maschio di 81 anni, deceduto per carcinoma prostatico terminale. L’evento è stato considerato dallo sperimentatore come non correlato al trattamento con Raxone.
Non sono state identificate nuove problematiche di sicurezza in relazione al trattamento a lungo termine con Raxone in pazienti affetti da LHON durante l’uso in condizioni di pratica clinica di routine nel corso dello studio PAROS. Il profilo di sicurezza di Raxone osservato durante lo studio PAROS è risultato simile a quello emerso da uno studio in aperto condotto in precedenza (lo studio LEROS).
Popolazione pediatrica
Nelle sperimentazioni cliniche condotte per l’atassia di Friedreich, 32 pazienti di età compresa tra 8 e 11 anni e 91 pazienti di età compresa tra 12 e 17 anni, sono stati trattati con idebenone ad una dose di
≥ 900 mg/die per un periodo fino a 42 mesi.
Nello studio RHODOS e nell’EAP nella LHON, un totale 3 pazienti di età compresa tra 9 e 11 anni e 27 pazienti di età compresa tra 12 e 17 anni sono stati trattati con idebenone ad una dose di
≥ 900 mg/die per un periodo fino a 33 mesi.
Nello studio PAROS sono stati inclusi solo nove pazienti di età inferiore a 14 anni, che sono stati trattati con Raxone a una dose di 900 mg/die.
Questo medicinale è stato autorizzato in “circostanze eccezionali”.
Ciò significa che data la rarità della malattia non è stato possibile ottenere informazioni complete su questo medicinale.
L'Agenzia europea dei medicinali esaminerà annualmente qualsiasi nuova informazione che si renderà disponibile su questo medicinale e il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) verrà aggiornato, se necessario.
Assorbimento
Il cibo aumenta la biodisponibilità di idebenone di circa 5-7 volte, pertanto, Raxone deve essere sempre somministrato con il cibo. Le compresse non devono essere spezzate o masticate.
Dopo somministrazione orale di Raxone, idebenone viene assorbito rapidamente. Con la somministrazione ripetuta, le concentrazioni plasmatiche massime di idebenone si raggiungono in media entro 1 ora (intervallo mediano 0,67 h: 0,33-2,00 h).
Distribuzione
I dati sperimentali hanno evidenziato che idebenone attraversa la barriera ematoencefalica e viene distribuito nel tessuto cerebrale a concentrazioni significative. Dopo la somministrazione orale, concentrazioni farmacologicamente rilevanti di idebenone sono rilevabili nell’umore acqueo dell’occhio.
Biotrasformazione
Il metabolismo avviene attraverso il taglio ossidativo della catena laterale e attraverso la riduzione e coniugazione dell’anello chinonico a formare glucuronidi e solfati. Idebenone evidenzia un elevato metabolismo di primo passaggio, che si traduce in coniugati di idebenone (glucuronidi e solfati (IDE- C)) e metaboliti di fase I QS10, QS6, e QS4, nonché nei loro corrispondenti metaboliti di fase II (glucuronidi e solfati (QS10+QS10-C, QS6+QS6-C, QS4+QS4-C)). I principali metaboliti nel plasma sono IDE-C e QS4+QS4-C.
Eliminazione
A causa dell’elevato effetto di primo passaggio, le concentrazioni plasmatiche di idebenone sono state in genere misurabili solo fino a 6 ore dopo la somministrazione orale di 750 mg di Raxone, sia come dose orale singola che dopo dosi ripetute (14 giorni), tre volte al giorno (TID). La principale via di eliminazione è costituita dal metabolismo, con la maggior parte della dose escreta per via renale, sotto
forma di metaboliti. Dopo una dose orale singola o ripetuta di 750 mg di Raxone, nelle urine, QS4+QS4-C sono stati i metaboliti prevalenti derivati da idebenone , rappresentando in media tra il 49,3% e il 68,3% della dose totale somministrata. QS6+QS6 hanno rappresentavano tra il 6,45% e il 9,46%, mentre QS10+QS10-C e IDE+IDE-C costituivano circa l’1% o meno.
Linearità/Non linearità
In studi farmacocinetici di fase I, per dosi da 150 mg a 1050 mg, si è osservato un aumento proporzionale delle concentrazioni plasmatiche di idebenone. Né idebenone, né i suoi metaboliti hanno evidenziato una farmacocinetica tempo-dipendente.
Compromissione epatica o renale
Non sono disponibili dati in queste popolazioni. Popolazione pediatrica
In pazienti pediatrici con LHON, nonostante l’esperienza nelle sperimentazioni cliniche sia limitata a pazienti dai 14 anni di età in su, i dati farmacocinetici derivati da studi di farmacocinetica di popolazione, comprendenti pazienti pediatrici affetti da atassia di Friedreich di 8 anni di età e oltre, non hanno rivelato differenze significative nella farmacocinetica di idebenone.
Informazioni farmaceutiche - RAXONE 150 MG
Nucleo della compressa Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina Croscarmellosa sodica Povidone (K25) Magnesio stearato
Silice colloidale anidra
Film di rivestimento Macrogol (3350) Polivinile alcool Talco
Titanio diossido
Giallo tramonto FCF (E110)
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Flaconi bianchi in polietilene ad alta densità, con cappuccio bianco in polipropilene, anti- manomissione svitabile e con chiusura a prova di bambino, contenenti 180 compresse rivestite con film.