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Informazioni sulla prescrizione

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

Tipo di ricetta

RNRL - Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa

Nota AIFA

Non ci sono limiti di prescrizione.

Regime SSN

Ospedaliero disponibile in farmacia a carico del paziente

Ulteriori informazioni

Nome del farmaco

BRAFTOVI 50 MG CAPSULE RIGIDA

Glutine / Lattosio

Glutine: Nessun dato
Lattosio: Nessun dato

Forma farmaceutica

CAPSULE RIGIDA

Produttore

PIERRE FABRE MEDICAMENT

Ultimo aggiornamento del RCP

14/07/2026
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RCP - BRAFTOVI 50 MG

Indicazioni

Melanoma

Encorafenib in associazione a binimetinib è indicato per il trattamento di pazienti adulti con melanoma inoperabile o metastatico positivo alla mutazione BRAF V600.

Carcinoma del colon retto (CRC)

  • Encorafenib in associazione a cetuximab è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E, che hanno ricevuto precedente terapia sistemica.

  • Encorafenib in associazione a cetuximab e FOLFOX è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti affetti da carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E.

    Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)

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    Encorafenib in associazione a binimetinib è indicato per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato positivo alla mutazione BRAF V600E.

    Per la selezione dei pazienti basata sui biomarcatori, vedere paragrafo 4.2.

Posologia

Il trattamento con encorafenib deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella somministrazione di medicinali antitumorali, che ha la responsabilità del trattamento.

Selezione dei pazienti

Prima di assumere encorafenib, i pazienti devono ricevere la conferma di avere la mutazione BRAF V600E valutata tramite un dispositivo medico diagnostico in vitro (IVD) con marchio CE con corrispondente destinazione d’uso. Se l'IVD con marchio CE non è disponibile, si deve utilizzare un test alternativo validato.

L’efficacia e la sicurezza di encorafenib sono state stabilite solo in pazienti con melanoma che esprime mutazioni BRAF V600E e V600K o con carcinoma del colon retto che esprime la mutazione BRAF V600E o con NSCLC che esprime la mutazione BRAF V600E. Encorafenib non deve essere usato in pazienti con melanoma maligno o con carcinoma del colon retto o con NSCLC wild type per la mutazione di BRAF.

Posologia

Melanoma e NSCLC

La dose raccomandata di encorafenib è 450 mg (sei capsule da 75 mg) una volta al giorno, quando usato in associazione a binimetinib.

Carcinoma del colon retto

La dose raccomandata di encorafenib è 300 mg (quattro capsule da 75 mg) una volta al giorno, quando usato in associazione a cetuximab (somministrato settimanalmente) o in associazione a cetuximab (somministrato ogni due settimane) e FOLFOX. Per il dosaggio o le modifiche posologiche raccomandate degli agenti chemioterapici usati in associazione e per cetuximab, fare riferimento alle Informazioni sul Prodotto relative a questi medicinali.

Modifica della dose Melanoma e NSCLC

La gestione delle reazioni avverse può richiedere la riduzione della dose, l’interruzione temporanea o

l’interruzione definitiva del trattamento con encorafenib (vedere Tabelle 1, 3 e 4).

Per informazioni sulla posologia e le modifiche della dose raccomandate per binimetinib, vedere paragrafo 4.2 del Riassunto delle Caratteristiche del prodotto (RCP) di binimetinib.

Le raccomandazioni sulla riduzione della dose per encorafenib sono presentate nella Tabella 1.

Tabella 1: Modifiche raccomandate della dose di encorafenib quando usato in associazione a binimetinib per le indicazioni terapeutiche “melanoma” e “NSCLC”
Livello di dose Dose di encorafenibquando usato in associazione a binimetinib
Dose iniziale Sei capsule da 75 mg (450 mg) una volta al giorno
Prima riduzione della dose Quattro capsule da 75 mg (300 mg) una volta al giorno

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Seconda riduzione della dose Tre capsule da 75 mg (225 mg) una volta al giorno
Modifica successiva Per l’indicazione melanoma:Ci sono dati limitati per la riduzione della dose a 100 mg una volta al giorno.Encorafenib deve essere interrotto definitivamente se il paziente non è in grado di tollerare 100 mg (due capsule da 50 mg) una volta al giorno.Per l’indicazione NSCLC:Encorafenib deve essere interrotto definitivamente se il paziente non è in grado di tollerare 225 mg (tre capsule da 75 mg) una volta al giorno.

Non è raccomandata la somministrazione di encorafenib alla dose di 450 mg una volta al giorno come agente singolo. Se binimetinib è temporaneamente interrotto, encorafenib deve essere ridotto a 300 mg una volta al giorno durante il periodo di interruzione della dose di binimetinib (vedere paragrafo 4.2 del RCP di binimetinib) poiché encorafenib non è ben tollerato alla dose di 450 mg come agente singolo. Se binimetinib viene interrotto definitivamente, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.

Se encorafenib è temporaneamente interrotto (vedere le Tabelle 3 e 4), binimetinib deve essere temporaneamente interrotto. Se encorafenib è interrotto definitivamente, anche binimetinib deve essere interrotto definitivamente.

Se si verificano tossicità correlate al trattamento, allora encorafenib e binimetinib devono essere ridotti nella dose, interrotti temporaneamente o interrotti definitivamente. Le modifiche della dose necessarie per il solo binimetinib (reazioni avverse principalmente correlate al binimetinib) sono le seguenti: distacco dell’epitelio pigmentato della retina (RPED, retinal pigment epithelial detachment), occlusione della vena retinica (RVO, retinal vein occlusion), malattia polmonare interstiziale/polmonite, disfunzione cardiaca, creatinfosfochinasi (CPK) aumentata e rabdomiolisi e tromboembolia venosa (VTE, venous thromboembolism).

Se si verifica una di queste tossicità, vedere paragrafo 4.2 del RCP di binimetinib per le istruzioni sulla modifica della dose di binimetinib.

Carcinoma del colon retto

La gestione delle reazioni avverse può richiedere la riduzione della dose, l’interruzione temporanea o l’interruzione definitiva del trattamento con encorafenib (vedere Tabelle 2, 3 e 4).

Per informazioni sulla posologia e le modifiche della dose raccomandate per cetuximab e FOLFOX (5-fluorouracile/acido folinico/oxaliplatino), consultare l’RCP dei rispettivi medicinali.

Le raccomandazioni sulla riduzione della dose per encorafenib sono presentate nella Tabella 2.

Tabella 2: Modifiche raccomandate della dose di encorafenib quando usato in associazione a cetuximab o in associazione a cetuximab e FOLFOX per l’indicazione CRC
Livello di dose Dose di encorafenibquando usato in associazione a cetuximab o in associazione a cetuximab e FOLFOX
Dose iniziale Quattro capsule da 75 mg (300 mg) una volta al giorno
Prima riduzione della dose Tre capsule da 75 mg (225 mg) una volta al giorno
Seconda riduzione della dose Due capsule da 75 mg (150 mg) una volta al giornoIl trattamento con encorafenib deve essere interrotto definitivamente se il paziente non tollera la dose di 150 mg (due capsule da 75 mg) una volta al giorno.

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Se encorafenib è interrotto definitivamente, cetuximab deve essere interrotto definitivamente. Il trattamento con solo FOLFOX può essere proseguito secondo lo standard terapeutico.

Se cetuximab è interrotto definitivamente, encorafenib deve essere interrotto definitivamente. Il trattamento con solo FOLFOX può essere proseguito secondo lo standard terapeutico.

Se il trattamento con FOLFOX viene interrotto definitivamente, è possibile proseguire il trattamento combinato di encorafenib e cetuximab.

Melanoma, carcinoma del colon retto e NSCLC

Modifiche della dose in caso di reazioni avverse sono fornite di seguito e nelle Tabelle 3 e 4.

Per nuovi tumori maligni cutanei primari: non sono necessarie modifiche della dose di encorafenib.

Per nuovi tumori maligni non cutanei primari positivi alla mutazione RAS: deve essere considerato di interrompere encorafenib definitivamente.

Tabella 3: Modifiche raccomandate della dose di encorafenib quando usato in associazione a binimetinib o con cetuximab o in associazione a cetuximab e FOLFOX per reazioni avverse selezionate
Severità della reazione avversaa Encorafenib
Reazioni cutanee
Encorafenib deve essere continuato.Se l’eruzione cutanea trattata peggiora o non migliora entro 2 settimane, encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a raggiungimento del Grado 0 o 1 e poi ripreso alla stessa dose.
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a raggiungimento del Grado 0 o 1 e poi ripreso alla stessa dose in caso di primo episodio o ripreso a dose ridotta se ilGrado 3 è ricorrente.
Encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
Sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare (PPES, palmar-plantar erythrodysaesthesia syndrome)
Encorafenib deve essere continuato e devono essere predisposte misure di supporto come la terapia topica.Se non si osserva miglioramento entro 2 settimane nonostante la terapia di supporto, encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a raggiungimento del Grado 0 o 1 e il trattamento deve essere ripreso alla stessa dose o a dose ridotta.
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente e devono essere predisposte misure di supporto come la terapia topica e il paziente deve essere rivaluto settimanalmente.Encorafenib deve essere ripreso alla stessa dose o a dose ridotta a raggiungimento del Grado 0 o 1.
Uveite compresa irite e iridociclite
  • Grado 2

  • Grado 3

  • Grado 4

  • Grado 2

  • Grado 3

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Severità della reazione avversaa Encorafenib
Se l’uveite di Grado 1 o 2 non risponde a terapia oculare specifica (ad es. topica) o in caso di uveite di Grado 3, encorafenib deve essere interrotto temporaneamente e il monitoraggio oftalmico deve essere ripetuto entro 2 settimane.Se l’uveite è di Grado 1 e migliora fino a Grado 0, allora il trattamento deve essere ripreso alla stessa dose.Se l’uveite è di Grado 2 o 3 e migliora fino a Grado 0 o 1, allora il trattamento deve essere ripreso a dose ridotta.Se non migliora entro 6 settimane, il monitoraggio oftalmico deve essere ripetuto ed encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
Encorafenib deve essere interrotto definitivamente e deve essere eseguito un follow-up con un monitoraggio oftalmologico.
Prolungamento del QT
Encorafenib deve essere sospeso temporaneamente (vedere paragrafo 4.4 per il monitoraggio).Encorafenib deve essere ripreso a dose ridotta quando QTcF ≤ 500 ms.Encorafenib deve essere interrotto definitivamente in caso di più di una ricorrenza.
Encorafenib deve essere interrotto definitivamente (vedere paragrafo 4.4 per il monitoraggio).
Alterazioni degli esami di laboratorio epatici
  • Grado 1-3

  • Grado 4

  • QTcF> 500 ms e variazione ≤ 60 ms rispetto al valore pre-trattamento

  • QTcF> 500 ms e aumento di > 60 ms rispetto ai valori pre-trattamento

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Severità della reazione avversaa Encorafenib
≤ 5 volte il limite superiore dei valori normali (ULN, upper limit of normal)] Encorafenib deve essere continuato.In assenza di miglioramento entro 4 settimane, encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a miglioramento al Grado 0 o 1 o a livelli pre-trattamento/basali e poi ripreso alla stessa dose.
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a 4 settimane.
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a 4 settimaneOppure, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
> 2 volte il ULN) Si deve considerare l’ipotesi di interrompere definitivamente encorafenib.
Encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
  • Grado 2 [(aspartato aminotransferasi AST) o alanina aminotransferasi ALT) > 3 volte

  • Primo episodio di Grado 3 (AST o ALT > 5 volte il ULN e bilirubina ematica > 2 volte il ULN)

  • Se migliorato al Grado 0 o 1 o ai livelli basali, deve essere ripreso a dose ridotta.

  • Se non migliorato, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.

  • Primo episodio di Grado 4 (AST o ALT> 20 volte il ULN)

  • Se migliorato al Grado 0 o 1 o al livello basale, allora deve essere ripreso a dose ridotta.

  • Se non migliorato, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.

  • Grado 3 ricorrente (AST o ALT> 5 volte il ULN e bilirubina ematica

  • Grado 4 ricorrente (AST o ALT> 20 il ULN)

a Criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi (NCI CTCAE) versione 4.03 del National Cancer Institute

Tabella 4: Modifiche raccomandate della dose di encorafenib quando usato in associazione a binimetinib o a cetuximab o in associazione a cetuximab e FOLFOX per altre reazioni avverse
Severità della reazione avversa Encorafenib
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a 4 settimane
Encorafenib deve essere interrotto temporaneamente fino a 4 settimaneOppure, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
Si deve considerare l’ipotesi di interrompere definitivamente encorafenib.
  • Reazioni avverse ricorrenti o inaccettabili di Grado 2

  • Primo episodio di reazioni avverse di Grado 3

  • Se migliorato al Grado 0 o 1 o ai livelli basali, deve essere ripreso a dose ridotta.

  • Se non migliorato, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.

  • Primo episodio di una qualsiasi reazione avversa di Grado 4

  • Se migliorato al Grado 0 o 1 o ai livelli basali, deve essere ripreso a dosaggio ridotto.

  • Se non migliorato, encorafenib deve essere interrotto definitivamente.

  • Reazioni avverse ricorrenti di Grado 3

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Encorafenib deve essere interrotto definitivamente.
  • Reazioni avverse ricorrenti di Grado 4

Durata del trattamento

Il trattamento deve essere continuato fino a quando il paziente non ne trae più beneficio o fino allo sviluppo di una tossicità inaccettabile.

Dosi dimenticate

Se una dose di encorafenib viene dimenticata, non deve essere assunta se mancano meno di 12 ore alla dose successiva prevista.

Vomito

In caso di vomito dopo la somministrazione di encorafenib, il paziente non deve assumere un’altra dose e deve assumere la dose successiva programmata.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani

Non è richiesto alcun adattamento della dose per i pazienti di età pari o superiore a 65 anni (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione epatica

I pazienti con compromissione epatica da lieve a severa possono avere una maggiore esposizione a encorafenib (vedere paragrafo 5.2).

La somministrazione di encorafenib deve essere eseguita con cautela alla dose di 300 mg una volta al giorno in pazienti con compromissione epatica lieve (classe A secondo la classificazione Child-Pugh). Non possono essere fornite raccomandazioni sul dosaggio in pazienti con compromissione epatica moderata (classe B secondo la classificazione Child-Pugh) o severa (classe C secondo la classificazione Child-Pugh).

Compromissione renale

Non è richiesto alcun adattamento della dose per i pazienti con compromissione renale lieve o moderata sulla base di un'analisi di farmacocinetica (pharmacokinetics, PK) di popolazione. Non ci sono dati clinici con encorafenib in pazienti con compromissione renale severa. Pertanto, non è possibile determinare la potenziale necessità di un adattamento della dose. Encorafenib deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione renale severa (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di encorafenib nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora valutate. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Braftovi è per uso orale. Le capsule devono essere deglutite intere con acqua. Possono essere assunte con o senza cibo. Deve essere evitata la somministrazione concomitante di encorafenib con succo di pompelmo (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Per i pazienti con difficoltà di deglutizione, le capsule di Braftovi possono essere aperte e il contenuto disperso in una piccola quantità di purea di mela (circa 20 mL) e assunte immediatamente.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1.

Avvertenze

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Encorafenib deve essere somministrato in associazione a binimetinib (per i pazienti con melanoma metastatico o non resecabile positivo alla mutazione BRAF V600 e per i pazienti con NSCLC avanzato con mutazione BRAF V600E) o in associazione a cetuximab (per i pazienti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E che hanno ricevuto una precedente terapia sistemica), o in associazione a cetuximab e FOLFOX (per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF

V600E). Per ulteriori informazioni su avvertenze e precauzioni associate al trattamento con binimetinib, cetuximab, 5-fluorouracile, acido folinico o oxaliplatino, vedere il paragrafo 4.4 del RCP dei rispettivi medicinali..

Encorafenib in associazione a binimetinib in pazienti che sono andati incontro a progressione con un inibitore di BRAF

I dati relativi all’uso dell'associazione encorafenib e binimetinib in pazienti che sono andati incontro a progressione dopo una precedente terapia con un inibitore di BRAF somministrato per il trattamento del melanoma non resecabile o metastatico con mutazione BRAF V600 sono limitati. Questi dati mostrano che l’efficacia dell’associazione sarebbe inferiore in questi pazienti.

Encorafenib in associazione a binimetinib in pazienti con metastasi cerebrali

I dati di efficacia relativi all’associazione encorafenib e binimetinib in pazienti con melanoma con mutazione BRAF V600 o con NSCLC con mutazione BRAF V600E con metastasi cerebrali sono limitati (vedere paragrafo 5.1).

Disfunzione del ventricolo sinistro (LVD, left ventricular dysfunction)

Durante la somministrazione di encorafenib in associazione a binimetinib può verificarsi LVD definita come diminuzione sintomatica o asintomatica della frazione di eiezione.

Si raccomanda di valutare la frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF, left ventricular ejection fraction), mediante ecocardiogramma o scansione con acquisizione a gate multipli (MUGA, multi-gated acquisition) eseguiti prima dell'inizio di encorafenib e binimetinib, 1 mese dopo l’inizio del trattamento, e poi a intervalli di circa 3 mesi o più frequentemente come clinicamente indicato, durante il trattamento. Se durante il trattamento si verifica LVD, vedere paragrafo 4.2 del RCP di binimetinib. La sicurezza di encorafenib in associazione a binimetinib non è stata stabilita in pazienti con una LVEF al basale inferiore al 50 % o al di sotto del limite inferiore dei valori normali. Pertanto, in questi pazienti, binimetinib deve essere usato con cautela e per qualsiasi disfunzione del ventricolo sinistro sintomatica, diminuzione di LVEF di Grado 3-4 o diminuzione assoluta di LVEF rispetto al basale ≥ 10 %, binimetinib e encorafenib devono essere interrotti definitivamente e la LVEF deve essere valutata ogni 2 settimane fino al recupero.

Emorragia

Eventi emorragici, tra cui eventi emorragici maggiori, possono verificarsi con encorafenib (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di emorragia può aumentare con l’uso concomitante di terapia anticoagulante e antiaggregante. L’insorgenza di eventi emorragici di Grado ≥ 3 deve essere gestita con l’interruzione temporanea della dose o l’interruzione definitiva del trattamento (vedere Tabella 4 al paragrafo 4.2) e come clinicamente indicato.

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Tossicità oculare

Tossicità oculare tra cui uveite, irite e iridociclite possono verificarsi con la somministrazione di encorafenib. Anche RPED è stato riportato in pazienti trattati con encorafenib in associazione a binimetinib (vedere paragrafo 4.8).

I pazienti devono essere valutati ad ogni visita per identificare sintomi di nuovi disturbi visivi o peggioramenti. Se sono identificati sintomi di nuovi disturbi visivi o peggioramenti di disturbi visivi, inclusi deficit della visione centrale, visione offuscata o perdita della vista, si raccomanda un esame oftalmologico tempestivo.

Se durante il trattamento si verificano uveite, inclusa iridociclite e irite, vedere paragrafo 4.2.

Se durante il trattamento il paziente sviluppa RPED o RVO (retinal vein occlusion), vedere paragrafo

4.2 del RCP di binimetinib per ulteriori informazioni.

Prolungamento del QT

Prolungamento del QT è stato osservato in pazienti trattati con inibitori di BRAF. Non è stato condotto uno studio approfondito del QT per valutare il potenziale di prolungamento del QT di encorafenib.

Complessivamente, i risultati suggeriscono che encorafenib come agente singolo possa potenzialmente causare lievi aumenti della frequenza cardiaca. I risultati ottenuti da dati aggregati di studi con l’associazione di encorafenib e binimetinib alle dosi raccomandate e da uno studio di encorafenib come agente singolo, suggeriscono che encorafenib è in grado di provocare piccoli aumenti dell’intervallo QTc (vedere paragrafo 5.1).

Non ci sono dati sufficienti per escludere un prolungamento clinicamente significativo del QT dipendente dall'esposizione.

A causa del potenziale rischio di prolungamento del QT, si raccomanda di correggere le alterazioni degli elettroliti sierici, tra cui magnesio e potassio e di controllare i fattori di rischio per il prolungamento del QT (ad es. insufficienza cardiaca congestizia, bradiaritmia) prima dell’inizio del trattamento e durante il trattamento.

Si raccomanda di valutare un elettrocardiogramma (ECG) prima di iniziare il trattamento con encorafenib, un mese dopo l'inizio e poi a intervalli di circa 3 mesi o più frequentemente come clinicamente indicato, durante il trattamento. Il verificarsi del prolungamento del QTc può essere gestito con riduzione della dose, interruzione temporanea o definitiva del trattamento con correzione dei livelli degli elettroliti alterati e controllo dei fattori di rischio (vedere paragrafo 4.2).

Nuovi tumori maligni primari

In pazienti trattati con inibitori di BRAF sono stati osservati nuovi tumori maligni primari, cutanei e non cutanei, e possono verificarsi con la somministrazione di encorafenib (vedere paragrafo 4.8).

Tumori maligni cutanei

Tumori maligni cutanei come il carcinoma cutaneo a cellule squamose (cuSCC, cutaneous squamous cell carcinoma) incluso il cheratoacantoma sono stati osservati in pazienti trattati con inibitori di BRAF incluso encorafenib.

Nuovo melanoma primario è stato osservato in pazienti trattati con inibitori di BRAF incluso encorafenib (vedere paragrafo 4.8).

Devono essere eseguite valutazioni dermatologiche prima dell’inizio del trattamento con encorafenib, ogni 2 mesi durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo l’interruzione del trattamento. Le lesioni cutanee sospette devono essere gestite con escissione dermatologica e valutazione dermatopatologica. I pazienti devono essere istruiti a informare immediatamente il medico se sviluppano nuove lesioni cutanee. Encorafenib deve essere proseguito senza alcuna modifica della dose.

Tumori maligni non cutanei

Sulla base del suo meccanismo d'azione, encorafenib può favorire tumori maligni associati all’attivazione di RAS attraverso mutazione o altri meccanismi. I pazienti trattati con encorafenib

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devono essere sottoposti a un esame della testa e del collo, scansione con tomografia computerizzata (CT) di torace/addome, esame clinico anale e pelvico (per le donne) ed emocromo completo prima, durante e alla fine del trattamento ove clinicamente indicato.

Deve essere considerata l'interruzione definitiva di encorafenib in pazienti che sviluppano tumori maligni non cutanei positivi alla mutazione RAS. I benefici e i rischi devono essere attentamente considerati prima della somministrazione di encorafenib a pazienti con precedente o concomitante tumore associato a mutazioni RAS.

Sindrome da lisi tumorale (Tumour lysis syndrome, TLS)

La comparsa di TLS, che può essere fatale, è stata associata all'uso di encorafenib in associazione a binimetinib (vedere paragrafo 4.8). I fattori di rischio per la TLS includono un alto carico tumorale, insufficienza renale cronica preesistente, oliguria, disidratazione, ipotensione e urine acide. Questi pazienti devono essere monitorati attentamente e trattati tempestivamente come clinicamente indicato, e deve essere presa in considerazione l'idratazione profilattica.

Alterazioni degli esami di laboratorio epatici

Con encorafenib sono state osservate alterazioni dei valori degli esami di laboratorio epatici inclusi aumenti di AST e ALT (vedere paragrafo 4.8). I valori degli esami di laboratorio epatici

devono essere monitorati prima di iniziare il trattamento con encorafenib e almeno una volta al mese durante i primi 6 mesi di trattamento e poi come clinicamente indicato. Le alterazioni degli esami di laboratorio epatici devono essere gestite con l’interruzione temporanea della dose, la riduzione o l’interruzione definitiva del trattamento (vedere paragrafo 4.2).

Compromissione epatica

Poiché encorafenib è principalmente metabolizzato ed eliminato attraverso il fegato, i pazienti con compromissione epatica da lieve a severa possono avere una aumentata esposizione a encorafenib superiore all'intervallo di variabilità di esposizione interindividuale (vedere paragrafo 5.2).

In assenza di dati clinici, encorafenib non è raccomandato in pazienti con compromissione epatica moderata o severa.

La somministrazione di encorafenib deve essere eseguita con cautela e ad una dose di 300 mg una volta al giorno in pazienti con compromissione epatica lieve (vedere paragrafo 4.2).

Nei pazienti con compromissione epatica lieve è raccomandato un attento monitoraggio delle tossicità correlate a encorafenib che includa esame clinico e test di funzionalità epatica, con valutazione dell’ECG come clinicamente appropriato durante il trattamento.

Compromissione renale

Non ci sono dati disponibili in pazienti con compromissione renale severa (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Encorafenib deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione renale severa. L’aumento della creatinina è stato comunemente riportato con encorafenib come agente singolo o in associazione a binimetinib o cetuximab. I casi osservati di insufficienza renale, inclusi lesione renale acuta e compromissione renale, sono stati generalmente associati a vomito e disidratazione. Altri fattori concorrenti sono stati il diabete e l'ipertensione. La creatinina ematica deve essere monitorata come clinicamente indicato e l’aumento della creatinina deve essere gestito con adattamento della dose o interruzione definitiva (vedere Tabella 4 al paragrafo 4.2). I pazienti devono mantenere un’adeguata assunzione di liquidi durante il trattamento.

Effetti di altri medicinali su encorafenib

L’uso concomitante di forti inibitori del CYP3A durante il trattamento con encorafenib deve essere evitato. Se è necessario l’uso concomitante con un forte inibitore del CYP3A, i pazienti devono essere attentamente monitorati per ragioni di sicurezza (vedere paragrafo 4.5).

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Si deve usare cautela se un inibitore moderato del CYP3A è co-somministrato con encorafenib.

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Effetti di altri medicinali su encorafenib

Encorafenib è principalmente metabolizzato dal CYP3A4.

Inibitori del CYP3A4

La co-somministrazione di inibitori moderati (diltiazem) e forti (posaconazolo) del CYP3A4 con dosi singole di encorafenib in volontari sani risultava in un aumento di 2 e 3 volte dell’area sotto la curva concentrazione-tempo (AUC), rispettivamente, e nell’aumento del 44,6% e del 68,3% della concentrazione massima di encorafenib (Cmax), rispettivamente.

Le previsioni basate su modello indicano che l'effetto di posaconazolo dopo somministrazioni ripetute potrebbe essere simile per AUC (aumento di 3 volte) e leggermente maggiore per Cmax (aumento di 2,7 volte). Le previsioni basate sul modello per il ketoconazolo suggeriscono un aumento di circa 5 volte per AUC di encorafenib e da 3 a 4 volte per Cmax di encorafenib dopo somministrazione di encorafenib 450 mg e 300 mg QD, rispettivamente.

Pertanto, la somministrazione concomitante di encorafenib con forti inibitori del CYP3A4 deve essere evitata (a causa dell'aumento dell'esposizione a encorafenib e del potenziale aumento della tossicità, vedere paragrafo 5.2). Esempi di forti inibitori del CYP3A4 comprendono, ma non sono limitati a, ritonavir, itraconazolo, claritromicina, telitromicina, posaconazolo e succo di pompelmo. Se l'uso concomitante di un forte inibitore del CYP3A è inevitabile, i pazienti devono essere attentamente monitorati per la sicurezza.

Inibitori moderati del CYP3A4 devono essere co-somministrati con cautela. Esempi di inibitori moderati del CYP3A4 comprendono, ma non sono limitati a, amiodarone, eritromicina, fluconazolo, diltiazem, amprenavir e imatinib. Quando encorafenib è co-somministrato con un inibitore moderato del CYP3A, i pazienti devono essere attentamente monitorati per ragioni di sicurezza.

Induttori del CYP3A4

La co-somministrazione di encorafenib con un induttore forte del CYP3A4 non è stata valutata in uno studio clinico; tuttavia, una riduzione dell'esposizione a encorafenib è probabile e potrebbe comportare una compromissione dell’efficacia di encorafenib. Esempi di induttori forti del CYP3A4 comprendono, ma non sono limitati a, carbamazepina, rifampicina, fenitoina e iperico (erba di San Giovanni). Devono essere presi in considerazione agenti alternativi con nessuna o moderata induzione del CYP3A.

Effetti di encorafenib su altri medicinali

Substrati del CYP

Encorafenib è un induttore forte del CYP3A4. L'uso concomitante con agenti che sono substrati del CYP3A4 (ad es. contraccettivi ormonali) può comportare perdita di efficacia di questi agenti. Se la co-somministrazione di substrati del CYP3A4 con un ristretto indice terapeutico non può essere evitata, bisogna aggiustare la dose di questi substrati in base ai rispettivi RCP approvati.

Encorafenib è un inibitore di UGT1A1. L’uso concomitante con agenti che sono substrati di UGT1A1 (ad es. raltegravir, atorvastatina, dolutegravir) può comportare una maggiore esposizione e pertanto devono essere somministrati con cautela.

Effetto di encorafenib su binimetinib

Nonostante encorafenib sia un inibitore reversibile relativamente potente di UGT1A1, clinicamente non è stata osservata alcuna differenza nell’esposizione a binimetinib quando binimetinib è somministrato in associazione a encorafenib.

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Substrati dei trasportatori

In vivo, encorafenib è un inibitore di OATP1B1, OATP1B3 e/o BCRP. La co-somministrazione di encorafenib con substrati di OATP1B1, OATP1B3 o BCRP (come rosuvastatina, atorvastatina, metotrexato) può determinare un aumento delle concentrazioni (vedere paragrafo 5.2).

In vitro, encorafenib inibisce potenzialmente una serie di altri trasportatori. Anche agenti che sono substrati dei trasportatori renali OAT1, OAT3, OCT2 (come furosemide, penicillina) o agenti che sono substrati dei trasportatori epatici OCT1 (come bosentan) o substrati della P-gp (come posaconazolo) possono avere un’aumentata esposizione.

Pertanto, questi agenti, substrati dei trasportatori devono essere co-somministrati con cautela.

Gravidanza

Donne in età fertile/Contraccezione nelle donne

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento

con encorafenib e per almeno 1 mese dopo l'ultima dose. Encorafenib può ridurre l'efficacia dei contraccettivi ormonali (vedere paragrafo 4.5). Pertanto, alle pazienti di sesso femminile che usano contraccettivi ormonali si consiglia di utilizzare un metodo aggiuntivo o alternativo come un metodo di barriera (ad es. preservativo) durante il trattamento con encorafenib e per almeno 1 mese dopo l'ultima dose.

Gravidanza

I dati relativi all’uso di encorafenib in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Encorafenib non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive. Se encorafenib è usato durante la gravidanza, o se la paziente inizia una gravidanza mentre sta assumendo encorafenib, la paziente deve essere informata del rischio potenziale per il feto.

Allattamento

Non è noto se encorafenib/ metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con encorafenib, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la madre.

Fertilità

Non sono disponibili dati sull'uomo dell'effetto di encorafenib sulla fertilità. Sulla base dei risultati ottenuti negli animali, l'uso di encorafenib può avere un impatto sulla fertilità nei maschi in termini di potenziale riproduttivo (vedere paragrafo 5.3). Poiché la rilevanza clinica di questo è sconosciuta, i pazienti di sesso maschile dovrebbero essere informati del potenziale rischio di alterazione della spermatogenesi.

Effetti sulla guida

Encorafenib altera lievemente la capacità di guidare o di usare macchinari. Sono stati riportati disturbi visivi in alcuni pazienti trattati con encorafenib in studi clinici. I pazienti devono essere informati di non guidare veicoli o usare macchinari se manifestano disturbi visivi o altre reazioni avverse che possono influenzare la capacità di guidare veicoli e usare macchinari (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

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Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

La sicurezza di encorafenib (450 mg per via orale una volta al giorno) in associazione a binimetinib (45 mg per via orale due volte al giorno) è stata valutata nella integrated safety population (ISP) costituita da 372 pazienti, tra cui pazienti con melanoma inoperabile o metastatico positivo alla mutazione BRAF V600 e pazienti con NSCLC avanzato con mutazione BRAF V600E (di seguito indicata come ISP Combo 450). Nell'ISP Combo 450, 274 pazienti hanno ricevuto la combinazione per il trattamento del melanoma non resecabile o metastatico BRAF V600 mutato (in due studi di Fase II (CMEK162X2110 e CLGX818X2109) e in uno studio di Fase III (CMEK162B2301, Parte 1)) e 98 pazienti hanno ricevuto la combinazione per il trattamento del NSCLC avanzato con mutazione BRAF V600E (in uno studio di Fase II (ARRAY-818-202)) (vedere paragrafo 5.1).

Le reazioni avverse più comuni (> 25 %) in pazienti trattati con encorafenib in associazione a binimetinib sono state stanchezza, nausea, diarrea, vomito, dolore addominale, miopatia/patologie muscolari e artralgia.

La sicurezza di encorafenib (300 mg per via orale una volta al giorno) in associazione a binimetinib (45 mg per via orale due volte al giorno) è stata valutata in 257 pazienti con melanoma inoperabile o metastatico positivo alla mutazione BRAF V600 (di seguito indicati come popolazione trattata con Combo 300), sulla base di uno studio di Fase III (CMEK162B2301, Parte 2). Le reazioni avverse più comuni (>25 %) in pazienti trattati con encorafenib alla dose di 300 mg in associazione a binimetinib sono state stanchezza, nausea e diarrea.

Il profilo di sicurezza di encorafenib come agente singolo (300 mg per via orale una volta al giorno) si basa sui dati provenienti da 217 pazienti con melanoma con mutazione BRAF V600 inoperabile o metastatico (di seguito indicati come popolazione trattata con encorafenib 300). Le reazioni avverse al farmaco (ADR) più comuni (≥ 25%) riportate con encorafenib 300 sono state ipercheratosi, alopecia, PPES (palmar-plantar erythrodysaesthesia syndrome), stanchezza, eruzione cutanea, artralgia, cute secca, nausea, mialgia, cefalea, vomito e prurito.

Il profilo di sicurezza di encorafenib (300 mg per via orale una volta al giorno), in associazione a cetuximab (alla dose indicata nel relativo RCP) è stata valutata in 216 pazienti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E, sulla base dello studio di fase III ARRAY-818-302. Le reazioni avverse più comuni (>25 %) riportate in questi pazienti sono state: stanchezza, nausea, diarrea, dermatite acneiforme, dolore addominale, artralgia/dolore muscoloscheletrico, appetito ridotto, eruzione cutanea e vomito.

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab la percentuale di tutte le interruzioni del farmaco in studio a causa di qualsiasi reazione avversa è stata del 1,9%.

La sicurezza di encorafenib (300 mg per via orale una volta al giorno) in associazione a cetuximab e FOLFOX è stata valutata in 259 pazienti con carcinoma metastatico del colon retto positivo alla mutazione BRAF V600E, sulla base dello studio C4221015 – BREAKWATER (di seguito denominata popolazione combinata EC+FOLFOX, ovvero tutti i pazienti che hanno ricevuto encorafenib e cetuximab (EC)+FOLFOX nelle diverse fasi dello studio). Le reazioni avverse più comuni (>25%) segnalate in questa popolazione sono state: neuropatia periferica, neutropenia, nausea, stanchezza, anemia, diarrea, vomito, appetito ridotto, eruzione cutanea, trombocitopenia, dolore addominale, emorragia, artralgia/dolore muscoloscheletrico, piressia, stipsi, infiammazione della mucosa e infezione.

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab e FOLFOX, la percentuale di tutte le interruzioni del farmaco in studio a causa di qualsiasi reazione avversa è stata del 3,5%.

Tabella delle reazioni avverse

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Le reazioni avverse sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla seguente convenzione sulla frequenza: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100), raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ogni categoria di frequenza, gli eventi avversi sono elencati in ordine decrescente di gravità.

Tabella 5: Reazioni avverse
Frequenza Encorafenib come agente singolo 300 mg (n = 217) Encorafenib 450 mg in associazione a binimetinib (n = 372) Encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab (n = 216) Encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab e FOLFOX(n = 259)
Tumori benigni, maligni e non specificati
Molto comune Papilloma della cute* Nevo melanocitico Nevo melanocitico
Comune cuSCCaNuovo melanoma primario* cuSCCaPapilloma della cute* cuSCCaPapilloma della cute* Nuovo melanoma primario* Nevo melanocitico Papilloma della cute* Carcinoma basocellulare cuSCCa
Non comune Carcinoma basocellulare Carcinoma basocellulare* Carcinoma basocellulare* Nuovo melanoma primario*
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune Anemia Neutropenia* Anemia*Trombocitopenia* Leucopenia*
Disturbi del sistema immunitario
Molto comune Ipersensibilitàb
Comune Ipersensibilitàb Ipersensibilitàb Ipersensibilitàb
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune Appetito ridotto Appetito ridotto Appetito ridotto IpokaliemiaIpomagnesiemia Ipoalbuminemia*
Non nota Sindrome da lisi tumorale
Disturbi psichiatrici
Molto comune Insonnia Insonnia Insonnia*
Patologie del sistema nervoso
Molto comune Cefalea*Neuropatia periferica* Disgeusia* Neuropatia periferica* Capogiro*Cefalea* Neuropatia periferica* Cefalea* Neuropatia periferica* Disgeusia*Cefalea*

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Comune Paresi faccialec Disgeusia* Capogiro* Disgeusia Capogiro*
Non comune Paresi faccialec
Patologie dell’occhio
Molto comune Compromissione della visione*Distacco sintomatico dell'epitelio pigmentato della retina (RPED, Symptomatic retinal pigmentepithelial detachments)*
Comune Uveite*
Non comune Uveite*
Patologie cardiache
Comune Tachicardia sopraventricolared LVDh Tachicardia sopraventricolared Tachicardia sopraventricolared
Patologie vascolari
Molto comune Emorragiai Ipertensione* Emorragiai Emorragiai
Comune VTEj
Patologie gastrointestinali
Molto comune Nausea Vomito* Stipsi Nausea Vomito* StipsiDolore addominale* Diarrea* Nausea Vomito* StipsiDolore addominale* Diarrea* Nausea Diarrea* Vomito*Dolore addominale* Stipsi* Infiammazione della mucosa*
Comune Colitek
Non comune Pancreatite* Pancreatite* Pancreatite* Pancreatite*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune PPESIpercheratosi* Eruzione cutanea* Cute secca* Prurito*Alopecia* Eritemae Iperpigmentazionecutanea* Ipercheratosi* Eruzione cutanea* Cute secca* Prurito*Alopecia* Dermatite acneiforme* Eruzione cutanea* Cute secca*Prurito* Eruzione cutanea* Iperpigmentazione cutanea*Dermatite acneiforme* Cute secca*Alopecia* PPESPrurito*
Comune Dermatite acneiforme* Esfoliazione cutaneaf Fotosensibilità* Dermatite acneiforme* PPESEritema* Pannicolite* Fotosensibilità* Iperpigmentazione cutaneaPPESIpercheratosi* Alopecia Eritemae Eritema Ipercheratosi* Esfoliazione cutanea

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Non comune Esfoliazione cutaneaf
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune Artralgia* MialgiagDolore a un arto Dolore dorsale Artralgia* Miopatia/Patologie muscolarilDolore a un arto Dolore dorsale* Artralgia/dolore muscoloscheletrico* Miopatia/dolori muscolari*Dolore a un arto Dolore dorsale Artralgia/dolore muscoloscheletrico* Miopatia/dolori muscolari1Dolore dorsale*
Comune Artrite* Dolore a un arto*
Non comune Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie
Comune Insufficienza renale* Insufficienza renale* Insufficienza renale* Insufficienza renale*
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Stanchezza* Piressia* Stanchezza* Piressia*Edema perifericom Stanchezza* Piressia* Stanchezza* Piressia*
Infezioni e Infestazioni
Molto comune Infezionio
Comune Infezione delle vie respiratorie superiori* Sepsi*
Esami diagnostici
Molto comune Gamma-glutamiltransferasi (GGT) aumentata * Creatinfosfochinasi ematica aumentata Gamma-glutamiltransferasi (GGT) aumentata * Transaminasiaumentate* Lipasi aumentata* Peso diminuito Transaminasi aumentate*
Comune Transaminasi aumentate* Creatinina ematica aumentata*Lipasi aumentata Fosfatasi alcalina ematica aumentata Creatinina ematica aumentata* Amilasi aumentataLipasi aumentata Creatinina ematica aumentata*Transaminasi aumentate* Creatinina ematica aumentata*Amilasi aumentata*
Non comune Amilasi aumentata Amilasi aumentata Lipasi aumentata

* termini compositi che includevano più di un preferred term

a include: cheratoacantoma, carcinoma a cellule squamose e carcinoma a cellule squamose della pelle

b include, ma non limitato a: angioedema, reazione anafilattica, ipersensibilità a farmaci, ipersensibilità, vasculite da ipersensibilità e orticaria

c include disturbo del nervo facciale, paralisi facciale, paresi facciale, paralisi di Bell

d include, ma non limitato a: extrasistoli, tachicardia sopraventricolare, tachicardia atriale e tachicardia sinusale

e include: eritema, eritema generalizzato, eritema plantare

f include: dermatite esfoliativa, esfoliazione cutanea, eruzione esfoliativa

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g include: mialgia, stanchezza muscolare, traumatismo del muscolo, spasmi muscolari, debolezza muscolare

h include: disfunzione del ventricolo sinistro, frazione di eiezione ridotta, insufficienza cardiaca e frazione di eiezione anormale

i include emorragia in vari siti tra cui, ma non limitati a: emorragia cerebrale, emorragia intracranica, emorragia vaginale, sanguinamento mestruale abbondante, sanguinamento intermestruale, ematochezia, epistassi, emottisi, emotorace, emorragia gastrointestinale ed ematuria

j include, ma non limitato a: embolia polmonare, trombosi venosa profonda, embolia, tromboflebite, tromboflebite superficiale, trombosi, flebite, sindrome della vena cava superiore, trombosi della vena mesenterica e trombosi della vena cava

k include: colite, colite ulcerativa, enterocolite e proctite

l include, ma non limitato a: mialgia, debolezza muscolare, spasmo muscolare, traumatismo del muscolo, miopatia, miosite

m include, ma non limitato a: ritenzione di liquidi, edema periferico, edema localizzato, edema generalizzato e tumefazione.

n include, ma non limitato a: disestesia da freddo, disestesia, iperestesia, ipoestesia, nevralgia, neuropatia periferica, neurotossicità, parestesia, neuropatia sensoriale periferica, polineuropatia

o include, ma non limitato a: infezione delle vie urinarie, gastroenterite, peritonite, cellulite, infezione addominale, infezione gastrointestinale, infezione, infezione delle vie respiratorie inferiori, polmonite virale e batterica, infezione virale.

Quando encorafenib era somministrato alla dose di 300 mg una volta al giorno in associazione a binimetinib 45 mg due volte al giorno (Combo 300) nello studio CMEK162B2301- Parte 2, la categoria di frequenza era più bassa rispetto alla popolazione aggregata Combo 450 per le seguenti reazioni avverse: anemia, neuropatia periferica, emorragia, ipertensione, prurito (comune) e colite, amilasi aumentata e lipasi aumentata (non comune).

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Tumori maligni cutanei

Carcinoma cutaneo a cellule squamose (cuSCC) Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, cuSCC, incluso cheratoacantoma, è stato osservato nel 3,0% % (11/372) dei pazienti. Il tempo mediano di insorgenza del primo evento di cuSCC (tutti i gradi) è stato di 6,5 mesi (intervallo da 1 a 22,8 mesi).

Nella popolazione aggregata trattata con encorafenib 300, cuSCC è stato riportato nel 7,4% dei pazienti (16/217). Per i pazienti dello studio di Fase III (CMEK162B2301) che hanno sviluppato cuSCC, il tempo mediano di insorgenza del primo evento di cuSCC (tutti i gradi) è stato di 2,3 mesi (intervallo da 0,3 a 12,0 mesi).

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, cuSCC, incluso cheratoacantoma, è stato riportato nel 1,4% (3/216) dei pazienti. Per questi 3 pazienti il tempo di insorgenza del primo evento di cuSCC (tutti i gradi) è stato di 0,5, 0,6 e 3,6 mesi.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, è stato osservato carcinoma squamocellulare cutaneo (cuSCC), compreso il cheratoacantoma, nell'1,2% (3/259) dei pazienti. Per questi 3 pazienti i tempi di insorgenza del primo evento di cuSCC (tutti i gradi) sono stati di 1,9, 2,9 e 6,1 mesi. Non sono state segnalate interruzioni del trattamento.

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Nuovo melanoma primario Melanoma

Nella popolazione aggregata trattata con encorafenib 300, eventi di nuovi melanomi primari si sono verificati nel 4,1% dei pazienti (9/217) e sono stati riportati come Grado 1 nel 1,4% (3/217) dei pazienti, Grado 2 nel 2,1% (4/217) dei pazienti, Grado 3 nello 0,5% (1/217) dei pazienti e Grado 4 nello 0,5% (1/217) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, eventi di nuovi melanomi primari si sono verificati nel 1,9% dei pazienti (4/216) e sono stati riportati come Grado 2 nel 0,9% (2/216) dei pazienti e Grado 3 nel 0,9% (2/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, si sono verificati nuovi casi di melanoma primario nello 0,8% dei pazienti (2/259) e tutti sono stati classificati come di Grado 3. È stato necessario interrompere o ridurre la dose nello 0,4% dei pazienti (1/259). Non sono state segnalate interruzioni del trattamento.

Eventi oculari Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata riportata uveite nel 3,5% (13/372) dei pazienti ed era di Grado 1 nello 0,5% (2/372), di Grado 2 nel 2,7% (10/372) e di Grado 3 nello 0,3% (1/372). Compromissione della visione, compresa visione offuscata e acuità visiva ridotta, si sono verificati nel 23,1% (86/372) dei pazienti. Uveite e compromissione della visione sono state generalmente reversibili.

RPED (retinal pigment epithelial detachment) si è verificato nel 22,3% (83/372) dei pazienti, di cui la maggior parte di Grado 1-2 e l’1,6% (6/372) di Grado 3.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, RPED è stato osservato nel 12,5% (32/257) dei pazienti, di cui lo 0,4% (1/257) era di Grado 4.

Disfunzione ventricolare sinistra

LVD è stata riportata quando encorafenib è usato in associazione a binimetinib in pazienti con melanoma e NSCLC (vedere paragrafo 4.8 del RCP di binimetinib).

Emorragia Melanoma e NSCLC

Eventi emorragici sono stati osservati nel 16,7% (62/372) dei pazienti nella popolazione ISP Combo 450. La maggior parte degli eventi erano di Grado 1 o 2: 13,2% (49/372) e il 3,5% (13/372) erano di Grado ≥ 3. In pochi pazienti è stata necessaria l’interruzione della dose o la riduzione della

dose (2,4% o 9/372). Gli eventi emorragici hanno portato all'interruzione definitiva del trattamento nel 0,8% (3/372) dei pazienti. Gli eventi emorragici più frequenti sono stati ematuria nel 2,7% (10/372) dei pazienti, ematochezia nel 2,7% (10/372) ed emorragia rettale nel 2,2% (8/372) dei pazienti. In un paziente si è verificata emorragia fatale da ulcera gastrica con insufficienza multiorgano come causa di morte concorrente. Emorragia cerebrale/emorragia intracranica è stata riportata nell'1,6% (6/372) dei pazienti, con esito fatale in 4 pazienti.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, eventi emorragici sono stati osservati nel 6,6% (17/257) dei pazienti, ed erano di Grado 3-4 nel 1,6% (4/257) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Eventi emorragici sono stati osservati nel 21,3% (46/216) dei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab; nel 1,4% (3/216) dei pazienti, gli eventi erano di Grado 3 ed è stato

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riportato un evento con esito fatale. È stata necessaria l’interruzione della dose o la riduzione della dose nel 1,9% (4/216) dei pazienti. Gli eventi emorragici hanno portato all'interruzione definitiva del trattamento in 1 paziente (0,5%).

Gli eventi emorragici più frequenti sono stati epistassi nel 6,9% (15/216) dei pazienti, ematochezia nel 2,8% (6/216), emorragia rettale nel 2,8% (6/216) dei pazienti ed ematuria nel 2,8% (6/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Eventi emorragici sono stati osservati nel 32,8% (85/259) della popolazione aggregata EC+FOLFOX; l'1,5% (4/259) dei pazienti ha manifestato eventi di Grado 3 e lo 0,8% (2/259) eventi di Grado 4. Nel 3,9% (10/259) dei pazienti sono state necessarie interruzioni o riduzioni della dose. Non è stata segnalata alcuna interruzione del trattamento.

Gli eventi emorragici più frequenti sono stati l'epistassi nel 18,5% (48/259), l'ematuria nel 4,2% (11/259), sanguinamento gengivale nel 3,9% (10/259), emorragia rettale ed emorragia emorroidaria nel 3,5% ciascuno (9/259) dei pazienti.

Ipertensione

Ipertensione è stata riportata quando encorafenib è stato usato in associazione a binimetinib in pazienti con melanoma e NSCLC (vedere paragrafo 4.8 del RCP di binimetinib).

Tromboembolia venosa

VTE è stata riportata quando encorafenib è usato in associazione a binimetinib in pazienti con melanoma e NSCLC (vedere paragrafo 4.8 del RCP di binimetinib).

Pancreatite Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450 è stato riportato aumento degli enzimi pancreatici, per lo più asintomatico. Aumenti dei livelli di amilasi e lipasi sono stati riportati rispettivamente nel 4,0% (15/372) e 7,8% (29/372) dei pazienti. La pancreatite è stata riportata nello 0,8% (3/372) dei pazienti. Tutti e 3 i pazienti hanno manifestato eventi di Grado 3. La pancreatite ha portato all’interruzione temporanea della dose nello 0,3% (1/372) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nella popolazione trattata con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, è stata riportata pancreatite di grado 3 con aumento di lipasi e amilasi in 1 paziente (0,5%) ed ha portato all’interruzione temporanea della dose.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, sono stati segnalati casi di lipasi aumentata (per lo più asintomatici) nel 23,6% dei pazienti. In 2 pazienti è stata segnalata pancreatite di Grado 3 (0,8%) con lipasi aumentata in un paziente. In entrambi i pazienti è stata segnalata un’interruzione della somministrazione del farmaco, mentre in un paziente è stata riportata la sospensione del trattamento.

Reazioni dermatologiche Eruzioni cutanee Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, eruzione cutanea si è verificata nel 20,4% (76/372) dei pazienti. La maggior parte degli eventi erano lievi, con eventi di Grado 3 o 4 riportati nel 1,1% (4/372) dei pazienti.

L’eruzione cutanea ha portato all'interruzione definitiva del trattamento nello 0,8% (3/372) dei pazienti e a interruzione temporanea della dose o ad adattamenti della dose nel 2,4% (9/372) dei pazienti.

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Nella popolazione aggregata trattata con encorafenib 300, eruzione cutanea è stata riportata nel 43,3% (94/217) dei pazienti. La maggior parte degli eventi erano lievi, con eventi di Grado 3 o 4 riportati nel 4,6% (10/217) dei pazienti. L’eruzione cutanea ha portato all'interruzione definitiva del trattamento nello 0,5% (1/217) dei pazienti e all’interruzione temporanea o ad adattamenti della dose nel 7,4% (16/217) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, si è verificata eruzione cutanea nel 30,6% (66/216) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di entità lieve, con eventi di Grado 3 riportati nel 0,5% (1/216) dei pazienti. L’eruzione cutanea ha portato a interruzione temporanea della dose nel 0,5% (1/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, si è verificata un'eruzione cutanea nel 35,9% (93/259) dei pazienti. La maggior parte degli eventi è stata di lieve entità, con eventi di Grado 3 segnalati nell'1,2% (3/259) dei pazienti. L'eruzione cutanea ha portato alla sospensione del trattamento nello 0,8% (2/259) dei pazienti e all'interruzione o alla riduzione della dose nel 4,2% (11/259) dei pazienti.

Sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare (PPES) Melanoma e NSCLC

PPES è stata riportata nel 5,1% (19/372) dei pazienti nella ISP Combo 450. Tutte le reazioni avverse PPES erano di Grado 1 (2,7%) o Grado 2 (2,4%). Sospensione della dose o adattamenti della dose sono stati necessari nel 1,1% (4/372) dei pazienti.

Nel braccio Combo 300 della Parte 2 dello studio pivotal, PPES è stata osservata nel 3,9% (10/257) dei pazienti con Grado 3 riportato nello 0,4% (1/257) dei pazienti.

Nella popolazione trattata con encorafenib 300, PPES è stato riportato nel 51,6% (112/217) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di entità lieve-moderata: Grado 1 nel 12,4% (27/217) dei pazienti; Grado 2 nel 26,7% (58/217) e Grado 3 nel 12,4% (27/217) dei pazienti. PPES ha portato all'interruzione definitiva del trattamento nel 4,1% (9/217) dei pazienti e all’interruzione temporanea della dose o ad adattamenti della dose nel 23,0% (50/217) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nella popolazione trattata con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, PPES è stata riportata nel 5,1% (11/216) dei pazienti. La maggior parte degli eventi avversi di PPES sono stati di Grado 1 nel 3,7% (8/216) dei pazienti. Sono stati riportati eventi di Grado 2 nel 0,9% (2/216) dei pazienti e di Grado 3 nel 0,5% (1/216) dei pazienti. Non è stata necessaria l’interruzione temporanea, né l’adattamento della dose, né l’interruzione definitiva.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, la PPES è stata segnalata nel 15,8% (41/259) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di Grado 1 o 2, mentre il 2,7% (7/259) era di Grado 3. La PPES ha portato alla sospensione del trattamento nello 0,4% (1/259) dei pazienti e all’interruzione o alla riduzione della dose nel 3,5% (9/259) dei pazienti.

Dermatite acneiforme Melanoma e NSCLC

Dermatite acneiforme è stata riportata quando encorafenib è usato in associazione a binimetinib (vedere paragrafo 4.8 del RCP di binimetinib).

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nella popolazione trattata con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, dermatite acneiforme è stata riportata nel 33,3% (72/216) dei pazienti ed era prevalentemente di Grado 1 (25,5% (55/216)

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dei pazienti, o di Grado 2 (6.9% (15/216) dei pazienti). La riduzione della dose o l’interruzione temporanea della dose è stata riporta nel 2,3 % (5/216) dei pazienti. Non è stata riportata nessuna interruzione definitiva. La dermatite acneiforme è stata generalmente reversibile.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, la dermatite acneiforme si è manifestata nel 22,4% (58/259) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di Grado 1 o 2, mentre lo 0,8% (2/259) era di Grado 3. È stata segnalata un’interruzione o riduzione della dose nell’1,9% (5/259) dei pazienti. Non è stata segnalata alcuna interruzione del trattamento.

Fotosensibilità Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata osservata fotosensibilità nel 4,3% (16/372) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di Grado 1-2, con Grado 3 riportato nello 0,3% (1/372) dei pazienti e nessun evento ha portato all’interruzione definitiva. Interruzione temporanea della dose o adattamenti della dose sono stati riportati nello 0,3% (1/372) dei pazienti.

Nella popolazione trattata con encorafenib 300, la fotosensibilità è stata riportata nel 4,1% (9/217) dei pazienti. Tutti gli eventi erano di Grado 1-2. Nessun evento ha richiesto interruzione definitiva, adattamenti o interruzione temporanea della dose.

Paresi facciale Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, la paresi facciale si è verificata nello 0,8% (3/372) dei pazienti incluso il Grado 3 nello 0,3% (1/372) dei pazienti. Gli eventi erano reversibili e nessun evento ha portato all’interruzione definitiva del trattamento. Interruzione temporanea della dose o adattamento della dose sono stati riportati nello 0,3% (1/372) dei pazienti.

Nella popolazione aggregata trattata con encorafenib 300, la paresi facciale è stata osservata nel 7,4% (16/217) dei pazienti. La maggior parte degli eventi era di entità lieve-moderata: Grado 1 nel 2,3% (5/217) Grado 2 nel 3,7% (8/217) e Grado 3 nell’1,4% (3/217) dei pazienti. Il tempo mediano di comparsa del primo evento di paresi facciale è stato di 0,3 mesi (intervallo da 0,1 a 12,1 mesi). La paresi facciale è stata generalmente reversibile e ha portato all'interruzione definitiva del trattamento nello 0,9% (2/217). Interruzione temporanea o adattamenti della dose sono stati riportati nel 3,7% (8/217) e il trattamento sintomatico comprendente corticosteroidi è stato riportato nel 5,1% (11/217) dei pazienti.

Aumento di CPK/rabdomiolisi

Aumento di CPK e rabdomiolisi si sono verificati quando encorafenib è usato in associazione a binimetinib in pazienti con melanoma e NSCLC (vedere paragrafo 4.8 del RCP di binimetinib).

Disfunzione renale Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, l'aumento lieve, principalmente di Grado 1, asintomatico della creatinina ematica è stato osservato nel 9,4% (35/372) dei pazienti trattati con la Combo 450. L’incidenza dell’aumento al Grado 3 o 4 è stata dello 0,8% (3/372). Eventi di insufficienza renale, inclusi lesione renale acuta, insufficienza renale e compromissione renale, sono stati riportati nel 3,5% (13/372) dei pazienti trattati con encorafenib e binimetinib con eventi di Grado 3 o 4 nel 1,9% (7/372) dei pazienti. L'insufficienza renale è stata generalmente reversibile con interruzione della dose, la reidratazione e altre misure di supporto generali.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

L’aumento della creatinina ematica è stato riportato nel 2,8% (6/216) dei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab. Tutti gli eventi sono stati lievi, eccetto un evento di

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Grado 4. Eventi di insufficienza renale sono stati di Grado 3 o 4 e sono stati riportati come lesione renale acuta nel 1,9% (4/216) dei pazienti e come insufficienza renale nel 0,5% (1/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

È stato segnalato un aumento della creatinina sierica nel 3,9% (10/259) della popolazione aggregata EC+FOLFOX. Tutti gli eventi erano di Grado 1 (2,7% (7/259) dei pazienti) o di Grado 2 (1,2% (3/259) dei pazienti). È stata segnalata insufficienza renale, inclusi danno renale acuto e compromissione renale, nel 3,5% (9/259) dei pazienti (eventi di Grado 3 nell'1,2% dei pazienti ed eventi di Grado 4 nello 0,4% dei pazienti). Gli eventi di insufficienza renale hanno portato all'interruzione o alla riduzione della dose nel 2,7% dei pazienti e si sono risolti nel 90% dei casi. Non è stata segnalata alcuna interruzione del trattamento.

Alterazioni degli esami di laboratorio epatici Melanoma e NSCLC

Le incidenze delle alterazioni degli esami di laboratorio epatici riportate nella ISP Combo 450 sono elencate di seguito:

  • transaminasi aumentate: 16,4% (61/372) totale - 6,5% (24/372) Grado 3

  • GGT aumentata: 11,3% (42/372) totale - 6,7% (25/372) Grado 3-4

    Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, l’incidenza delle alterazioni degli esami di laboratorio epatici era:

  • transaminasi aumentate: 13,2% (34/257) totale - 5,4% (14/257) Grado 3-4

  • GGT aumentata: 14,0% (36/257) totale - 4,7% (12/257) Grado 3-4

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

L’incidenza di aumento delle transaminasi in pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab era del 8,8% (19/216) dei pazienti, con Grado 3 nel 1,4% (3/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

L'incidenza di aumento delle transaminasi segnalata nella popolazione aggregata EC+FOLFOX è stata del 17,0% (44/259) dei pazienti, con eventi di Grado 3 nell'1,5% (4/259) dei pazienti.

Disturbi gastrointestinali Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata osservata diarrea nel 41,7% (155/372) dei pazienti ed era di Grado 3-4 nel 3,8% (14/372) dei pazienti. La diarrea ha portato all’interruzione definitiva del trattamento nello 0,8% dei pazienti e all’interruzione della dose o ad adattamenti della dose nel 8,1% dei pazienti.

La stipsi si è verificata nel 24,7% (92/372) dei pazienti ed è stata di Grado 1 o 2. Il dolore addominale è stato riportato nel 28,5% (106/372) dei pazienti ed è stato di Grado 3 nel 2,2% (8/372) dei pazienti. La nausea si è verificata nel 46,0% (171/372) con Grado 3 osservata nel 3,0% (11/372) dei pazienti. Il vomito si è verificato nel 31,2% (116/372) dei pazienti con Grado 3 riportato nel 1,9% (7/372) dei pazienti.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, la nausea è stata osservata nel 27,2% (70/257) dei pazienti ed era di Grado 3 nel 1,6% (4/257) dei pazienti. Il vomito si è verificato nel 15,2% (39/257) dei pazienti con Grado 3 riportato nel 0,4% (1/257) dei pazienti. La diarrea si è verificata nel 28,4% (73/257) dei pazienti con Grado 3 riportato nel 1,6% (4/257) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, è stata osservata diarrea nel 38,4% (83/216) dei pazienti ed era di Grado 3 nel 2,8% (6/216) dei pazienti. La diarrea ha portato

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all’interruzione definitiva del trattamento nello 0,5% (1/216) dei pazienti e all’interruzione della dose o ad adattamenti della dose nel 3,7% (8/216) dei pazienti.

Dolore addominale è stato riportato nel 36,6% (79/216) dei pazienti ed era di Grado 3 nel 5,1% (11/216) dei pazienti. Nausea si è verificata nel 38,0% (82/216), con Grado 3 osservato nel 0,5% (1/216) dei pazienti. Vomito si è verificato nel 27,3% (59/216) dei pazienti con Grado 3 riportato nel 1,4% (3/216) dei pazienti. Stipsi si è verificata nel 18,1% (39/216) dei pazienti ed era di Grado 1 o 2.

I disturbi gastrointestinali sono stati in genere gestiti con terapia standard.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, la diarrea è stata osservata nel 41,3% (107/259) dei pazienti ed era di Grado 3 nell'1,9% (5/259) dei pazienti. La diarrea ha portato alla sospensione del trattamento nell’1,2% (3/259) dei pazienti e all’interruzione o alla modifica della dose nell’8,9% (23/259) dei pazienti.

È stato segnalato dolore addominale nel 32,8% (85/259) dei pazienti, di Grado 3 nel 5,4% (14/259) dei pazienti. Si è verificata nausea nel 56,0% (145/259) dei pazienti, di Grado 3 nel 2,7% (7/259) dei pazienti. Il vomito si è verificato nel 36,7% (95/259) dei pazienti, con un Grado 3 riportato nel 3,9% (10/259) dei pazienti. La stipsi si è verificata nel 27,0% (70/259) dei pazienti, con un Grado 3 osservato nello 0,4% (1/259) dei pazienti.

I disturbi gastrointestinali sono stati generalmente gestiti con la terapia standard.

Anemia

Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata osservata anemia nel 23.1% (86/372) dei pazienti; nel 7,0% (26/372) pazienti era di Grado 3 o 4. Nessun paziente ha interrotto definitivamente il trattamento a causa dell'anemia, il 3,2% (12/372) ha richiesto l’interruzione della dose o adattamenti della dose.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, l’anemia è stata osservata nel 9,7% (25/257) dei pazienti con Grado 3-4 riportato nel 2,7% (7/257) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, è stata segnalata anemia nel 43,6% (113/259) dei pazienti; il 14,3% (37/259) dei pazienti presentava un Grado 3. L'anemia ha portato alla sospensione del trattamento nel 2,3% (6/259) dei pazienti e all'interruzione o alla modifica della dose nel 13,9% (36/259) dei pazienti.

Cefalea

Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata osservata cefalea nel 18,8% (70/372) dei pazienti, compreso Grado 3 nel 1,1% (4/372) dei pazienti.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, la cefalea è stata riportata nel 12,1% (31/257) dei pazienti ed era di Grado 3 nello 0,4% (1/257) dei pazienti.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, è stata osservata cefalea nel 20,4% (44/216) dei pazienti ed era di Grado 1 o 2.

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Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, la cefalea si è manifestata nel 15,1% (39/259) dei pazienti e nello 0,4% (1/259) dei casi è stata classificata di Grado 3. È stato necessario interrompere o ridurre la dose nello 0,4% (1/259) dei pazienti. Non sono stati segnalati casi di interruzione del trattamento.

Stanchezza Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450, è stata osservata stanchezza nel 48,1% (179/372) dei pazienti, compreso Grado 3 o 4 nel 4,3% (16/372) dei pazienti.

Nello studio CMEK162B2301-Parte 2, nel braccio Combo 300, la stanchezza è stata osservata nel 33,5% (86/257) dei pazienti, con eventi di Grado 3-4 nel 1,6% (4/257) dei casi.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab, è stata segnalata stanchezza nel 56,9% (123/216) dei pazienti, compreso Grado 3 nel 7,9% (17/216) dei pazienti.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX, è stata segnalata stanchezza nel 54,1% (140/259) dei pazienti, compresi eventi di Grado 3 nel 6,6% (17/259) dei pazienti. La stanchezza ha portato all'interruzione del trattamento nel 3,5% (9/259) dei pazienti e all'interruzione o alla modifica della dose nel 16,6% (43/259) dei pazienti.

Popolazioni speciali

Anziani

Melanoma e NSCLC

Nella ISP Combo 450 (n = 372), 230 pazienti (61,8%) avevano < 65 anni, 107 pazienti (28,8%) avevano 65-74 anni e 35 pazienti (9,4%) avevano un'età > 75 anni. Complessivamente non sono state osservate differenze di sicurezza o efficacia tra i pazienti anziani (≥ 65) e i pazienti più giovani, tranne la diarrea e il prurito, che sono stati segnalati più frequentemente nei pazienti anziani.

Nel sottogruppo di pazienti di età ≥ 75 anni, le reazioni avverse di Grado ≥ 3 (62,9% vs 47,5%), le reazioni avverse (di tutti i gradi) che hanno richiesto la modifica della dose di qualsiasi farmaco in studio (60,0% vs 48,1%) o che hanno portato all'interruzione del trattamento (25,7% vs 7,4%) sono state riportate più frequentemente rispetto ai pazienti di età < 75 anni. Le reazioni avverse più comuni riportate con un'incidenza maggiore nei pazienti di età ≥ 75 anni rispetto ai pazienti di età < 75 anni comprendevano stanchezza, nausea, diarrea, vomito e anemia.

Carcinoma del colon retto Encorafenib associato a cetuximab

Nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab (n=216), 134 pazienti (62%) avevano < 65 anni, 62 pazienti (28,7%) avevano 65-74 anni e 20 pazienti (9,3%) avevano un'età ≥ 75 anni. Gli eventi avversi con maggiore frequenza segnalati con un'incidenza maggiore nei pazienti di età

≥ 65 anni rispetto ai pazienti di età inferiore ai 65 anni comprendono stanchezza, appetito ridotto ed emorragia.

Encorafenib associato a cetuximab e FOLFOX

Nella popolazione aggregata EC+FOLFOX (n=259), 166 pazienti (64,1%) avevano meno di 65 anni, mentre 93 pazienti (35,9%) avevano 65 anni o più. Le reazioni avverse più comuni segnalate con un'incidenza maggiore nei pazienti di età ≥ 65 anni rispetto a quelli di età < 65 anni includevano neutropenia, anemia, infezioni, peso diminuito e ipomagnesiemia.

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Nella popolazione con carcinoma del colon retto, a causa del numero ridotto di pazienti di età ≥ 75 anni, le differenze nell’incidenza delle reazioni avverse rispetto ai pazienti di età < 75 anni non possono essere valutate.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Sovradosaggio

Sintomi

A dosi di encorafenib tra 600 e 800 mg una volta al giorno, è stata osservata disfunzione renale (ipercreatinemia di Grado 3) in 3 pazienti su 14. La dose più elevata somministrata è avvenuta in seguito a un errore di dosaggio in un paziente che aveva assunto encorafenib alla dose di 600 mg due volte al giorno per 1 giorno (dose totale 1200 mg). Le reazioni avverse riportate da questo paziente sono stati eventi di Grado 1 di nausea, vomito e visione offuscata, tutti successivamente risolti.

Trattamento

Non esiste un trattamento specifico per il sovradosaggio.

Poiché encorafenib si lega moderatamente alle proteine plasmatiche, è probabile che l'emodialisi sia inefficace nel trattamento del sovradosaggio da encorafenib. Non esiste un antidoto noto per encorafenib. In caso di sovradosaggio, il trattamento con encorafenib deve essere interrotto e deve essere monitorata la funzionalità renale, così come le reazioni avverse. Trattamento sintomatico e misure di supporto devono essere fornite secondo necessità.

Proprietà farmacologiche - BRAFTOVI 50 MG

Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, inibitori della proteinchinasi, codice ATC: L01EC03

Meccanismo di azione

Encorafenib è una piccola molecola ATP-competitiva potente e altamente selettiva, inibitore di RAF chinasi. La metà della concentrazione massima inibitoria (IC50) di encorafenib nei confronti degli enzimi BRAF V600E, BRAF e CRAF è stata determinata rispettivamente in 0,35, 0,47 e 0,30 nM. L'emivita di dissociazione era >30 ore ed ha prodotto un’inibizione prolungata di pERK. Encorafenib sopprime la via RAF/MEK/ERK nelle cellule tumorali che esprimono diverse forme mutate di BRAF chinasi (V600E, D e K). In particolare, encorafenib inibisce in vitro e in vivo la crescita di cellule di melanoma con mutazione BRAF V600E, D e K e di cellule di carcinoma del colon retto con mutazione V600E.

Encorafenib non inibisce il segnale RAF/MEK/ERK nelle cellule che esprimono BRAF non mutato.

Associazione a binimetinib

Encorafenib e binimetinib (un inibitore di MEK, vedere par. 5.1 del RCP di binimetinib) inibiscono entrambi la via MAPK determinando una maggiore attività antitumorale, rispetto al trattamento con uno dei due medicinali da solo.

Associazione a cetuximab con o senza FOLFOX

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Uno dei principali meccanismi di resistenza del CRC con mutazione BRAF ai RAF inibitori è stato identificato nella riattivazione di EGFR evadendo la via di trasduzione del segnale mediata da BRAF. L’associazione di un BRAF inibitore, come encorafenib, e di un agente inibente EGFR, come cetuximab ha dimostrato un’aumentata efficacia antitumorale in modelli non clinici. Negli studi clinici l’aggiunta di un agente citostatico, ad esempio il 5-fluorouracile, e di un agente citotossico, ad esempio l'oxaliplatino, ha dimostrato di migliorare l'efficacia antitumorale.

Efficacia clinica e sicurezza

Melanoma non resecabile o metastatico con mutazione BRAF V600

La sicurezza e l'efficacia di encorafenib in associazione a binimetinib sono state valutate in uno studio multicentrico di fase III costituito da due parti, randomizzato (1:1:1), con controllo attivo, in aperto, in pazienti con melanoma inoperabile o metastatico con mutazione BRAF V600 E o K rilevata utilizzando un test BRAF (Studio CMEK162B2301). I pazienti avevano un melanoma cutaneo confermato istologicamente o un melanoma primario di origine sconosciuta, ma erano esclusi quelli con melanoma uveale o mucosale. I pazienti potevano aver ricevuto una precedente terapia adiuvante e una precedente linea di immunoterapia per malattia localmente avanzata inoperabile o metastatica. Non era ammesso un precedente trattamento con inibitori di BRAF/MEK.

Studio CMEK162B2301, Parte 1

Nella Parte 1, i pazienti in studio sono stati randomizzati a ricevere encorafenib 450 mg al giorno per via orale più binimetinib 45 mg due volte al giorno per via orale (Combo 450, n = 192), encorafenib 300 mg al giorno per via orale (Enco 300, n = 194) o vemurafenib 960 mg due volte al giorno per via orale (di seguito indicato come Vem, n = 191). Il trattamento continuava fino a progressione della malattia o ad una tossicità inaccettabile. La randomizzazione è stata stratificata in base allo stadio (IIIB, IIIC, IVM1a o IVM1b, vs. IVM1c) secondo stadiazione dell’American Joint Committee on Cancer (AJCC) e al performance status (0 vs. 1) dell’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) e all'immunoterapia precedente (sì vs. no) per malattia non resecabile o metastatica.

L’obiettivo primario di valutazione dell’efficacia era la sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) di Combo 450 rispetto a vemurafenib valutata da un comitato di revisione indipendente in cieco (BIRC, blinded independent review committee). La PFS valutata dagli sperimentatori (valutazione dello sperimentatore) è stata un'analisi di supporto. Un obiettivo secondario addizionale includeva la PFS di Combo 450 rispetto a Enco 300. Altri confronti secondari di efficacia tra Combo 450 e vemurafenib o Enco 300 includevano sopravvivenza globale (OS, overall survival), tasso di risposta globale (ORR, Objective Response Rate), durata della risposta (DoR, duration of response) e tasso di controllo della malattia (DCR, disease control rate) come valutato dal BIRC e dallo sperimentatore.

L'età mediana dei pazienti era di 56 anni (intervallo 20-89), il 58% erano maschi, il 90% erano caucasici e il 72% dei pazienti presentava un performance status ECOG al basale pari a 0. La maggior parte dei pazienti presentava malattia metastatica (95%) ed erano in stadio IVM1c (64%); il 27% dei pazienti aveva al basale un elevato livello sierico di lattato deidrogenasi (LDH, serum lactate dehydrogenase) e il 45% dei pazienti aveva almeno 3 organi con coinvolgimento tumorale al basale e il 3,5% aveva metastasi cerebrali. 27 pazienti (5%) avevano ricevuto in precedenza inibitori di checkpoint (anti-PD1/PDL1 o ipilimumab) [8 pazienti nel braccio Combo 450 (4%), 7 pazienti nel braccio vemurafenib (4%), 12 pazienti nel braccio Enco 300 (6%)] di cui 22 pazienti con metastasi (6 pazienti nel braccio Combo 450, 5 pazienti nel braccio vemurafenib, 11 pazienti nel braccio Enco 300) e 5 pazienti in trattamento adiuvante (2 pazienti nel braccio Combo 450, 2 pazienti nel braccio vemurafenib; 1 paziente nel braccio Enco 300).

La durata mediana dell'esposizione era di 11,7 mesi nei pazienti trattati con Combo 450, 7,1 mesi nei pazienti trattati con Enco 300 e 6,2 mesi nei pazienti trattati con vemurafenib. L'intensità di dose

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relativa mediana (RDI, relative dose intensity) per Combo 450 era del 100% per encorafenib e del 99,6% per binimetinib, la RDI mediana era 86,2% per Enco 300 e 94,5% per vemurafenib.

La Parte 1 dello studio CMEK162B2301 ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della PFS nei pazienti trattati con Combo 450 rispetto ai pazienti trattati con vemurafenib. La tabella 6 riassume la PFS e altri risultati di efficacia basati sulla revisione centrale dei dati da parte di un comitato di radiologia indipendente in cieco.

I risultati di efficacia basati sulla valutazione dello sperimentatore erano consistenti con quelli della revisione centrale indipendente. Le analisi di sottogruppo non stratificate hanno dimostrato stime puntuali a favore di Combo 450, incluso LDH al basale, ECOG performance status e stadio AJCC.

Tabella 6: Studio CMEK162B2301, Parte 1: Sopravvivenza libera da progressione e risultati di risposta globale confermati (revisione centrale indipendente)
Encorafenib + binimetinib n= 192(Combo 450) Encorafenib n= 194(Enco 300) Vemurafenib n= 191(Vem)
Data di cut-off: 19 maggio 2016
PFS (analisi primaria)
Numero di eventi (%) 98 (51,0) 96 (49,5) 106 (55,5)
Mediana, mesi (IC al 95 %) 14, 9(11,0; 18,5) 9,6(7,5; 14,8) 7,3(5,6; 8,2)
HRa (IC al 95 %) (vs Vem) Valore p (log-rank stratificato) b 0,54 (0,41; 0,71)< 0,0001
HRa (IC al 95 %) (vs Vem) Valore p nominale 0,68 (0,52; 0,90)0,007
HRa (IC al 95 %) (vs Enco 300) Valore p (log-rank stratificato) b 0,75 (0,56; 1,00)0,051
Risposte globali confermate
Tasso di risposta globale, n (%) (IC al 95 %) 121 (63,0)(55,8; 69,9) 98 (50,5)(43,3; 57,8) 77 (40,3)(33,3; 47,6)
CR, n (%) 15 (7,8) 10 (5,2) 11 (5,8)
PR, n (%) 106 (55,2) 88 (45,4) 66 (34,6)
SD, n (%) 46 (24,0) 53 (27,3) 73 (38,2)
DCR, n (%) (IC al 95 %) 177 (92,2)(87,4; 95,6) 163 (84,0)(78,1; 88,9) 156 (81,7)(75,4, 86,9)
Durata della risposta
Mediana, mesi (IC al 95 %) 16,6(12,2; 20,4) 14,9(11,1; NE) 12,3(6,9; 16,9)

IC = intervallo di confidenza; CR = risposta completa; DCR = tasso di controllo di malattia (CR + PR

+ SD + non CR/non PD; non CR/non PD si applica solo ai pazienti senza una lesione target che non ha raggiunto CR o ha ottenuto PD); HR = hazard ratio; NE = Non valutabile; PFS = sopravvivenza libera da progressione; PR = risposta parziale; SD = malattia stabile. Vem = vemurafenib

a hazard ratio basato su un modello dei rischi proporzionali di Cox stratificato

b Valore p log-rank (2 code)

Qualità della vita (QoL) (data di cut-off 19 maggio 2016)

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La Functional Assessment of Cancer Therapy-Melanoma (FACT-M), il questionario sulla qualità della vita dell'Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del cancro (EORTC QLQ-C30) e il questionario EuroQoL, versione a 5 dimensioni e 5 livelli (EQ-5D-5L) sono stati utilizzati per valutare gli esiti riferiti dal paziente (PRO, patient-reported outcomes) sulla qualità di vita in termini di funzionalità, sintomi del melanoma e le reazioni avverse correlate al trattamento. Un deterioramento definitivo del 10% nel FACT-M e nel EORTC QLQ-C30 è stato significativamente ritardato nei pazienti trattati con Combo 450 rispetto agli altri trattamenti. Il tempo mediano

al deterioramento definitivo del 10 % nel punteggio FACT-M non è stato raggiunto nel braccio Combo 450 ed è stato di 22,1 mesi (IC al 95% 15,2, NE) nel braccio vemurafenib con un HR per la differenza di 0,46 (IC al 95% 0,29; 0,72). Un'analisi del tempo al deterioramento definitivo del 10 % nel punteggio EORTC QLQ-C30 ha fornito risultati simili.

I pazienti trattati con Combo 450 non hanno riportato alcuna variazione o un lieve miglioramento della variazione media rispetto al punteggio basale dell'indice EQ-5D-5L a tutte le visite, mentre i pazienti trattati con vemurafenib o encorafenib hanno riportato diminuzioni a tutte le visite (con differenze statisticamente significative). Una valutazione del cambiamento nel tempo nel punteggio ha prodotto la stessa tendenza per EORTC QLQ-C30 e in tutte le visite per FACT-M.

Studio CMEK162B2301, Parte 2:

La Parte 2 dello studio CMEK162B2301 è stata progettata per valutare il contributo apportato da binimetinib all’associazione encorafenib e binimetinib.

La PFS per encorafenib 300 mg per via orale una volta al giorno utilizzato in associazione a binimetinib 45 mg per via orale due volte al giorno (Combo 300, n = 258) è stata confrontata con la PFS per Enco 300, (n=280, compresi 194 pazienti della Parte 1 e 86 pazienti della Parte 2).

L'arruolamento nella Parte 2 è iniziato dopo che tutti i pazienti della Parte 1 erano stati randomizzati.

Analisi finale di efficacia dello studio CMEK162B2301, parti 1 e 2 (data di cut-off: 31 marzo 2023)

L'analisi finale di efficacia è stata consistente con i risultati dell'analisi ad interim e ha mostrato un beneficio in termini di OS per Combo 450 rispetto a vemurafenib (HR 0,67 [IC al 95%:0,53;0,84] con OS mediana di 33,6 mesi vs 16,9 mesi). Anche i risultati di PFS e ORR (secondo BIRC) hanno confermato un vantaggio numerico a favore di Combo 450, con una PFS mediana di 7,6 mesi più lunga nel braccio Combo 450 rispetto al braccio vemurafenib; si vedano tutti i risultati di efficacia finali dettagliati nella Tabella 7 e nelle Figure 1 e 2 seguenti.

Inoltre, l'analisi finale della Parte 2 ha mostrato una differenza numerica in termini di OS per Combo 300 (Parte 2) rispetto alla monoterapia con Enco 300 (Parti 1+2) (HR 0,89 [95% IC: 0,72,1,09] con

OS mediana di 27,1 mesi [95% IC: 21,6-33,3] vs 22,7 mesi [95% IC: 19,3-29,3]). La PFS mediana è rimasta più lunga nel braccio Combo 300 (Parte 2) rispetto al gruppo Enco 300 (Parti 1+2) con stime di PFS mediana rispettivamente di 12,9 mesi (95% IC: 10,9, 14,9) e 9,2 mesi (95% IC: 7,4, 11,1).

L'ORR confermato (per BIRC) è stato del 67,8% (95% IC: 61,8, 73,5) e del 51,4% (95% IC: 45,4,

57,4) rispettivamente nei bracci Combo 300 (Parte 2) ed Enco 300 (Parte 1 + 2). Risultati simili sono stati osservati per valutazione degli sperimentatori.

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Tabella 7: Studio CMEK162B2301: risultati finali di PFS, OS e ORR confermato (data di cut off: 31 marzo 2023)
Encorafenib + binimetinib N=192(Combo 450) Encorafenib N=194(Enco 300) Vemurafenib N=191(Vem)
Analisi finali, data di cut-off: 31 marzo 2023
PFS (per BIRC)
Numero di eventi 123 119 121
(%) (64,1) (61,3) (63,4)
Mediana a, mesi 14,9 9,6 7,3
(IC al 95%) (11,0; 20,2) (7,4; 14,8) (5,6; 7,9)
HRc (IC al 95%) (vs Vem) 0,51 (0,39; 0,66) 0,68 (0,53;0,88)
Valore p log-rank (1 coda)* <0,0001 0,0017
HRc (IC al 95%) (vs Enco 300) 0,77 (0,60;0,99)
Valore p long rank (1 coda)* 0,0214
OS
Numero di eventi 139 125 147
(%) (72,4) (64,4) (77,0)
Mediana a, mesi 33,6 23,5 16,9
(IC al 95%) (24,4; 39,2) (19,6; 33,6) (14,0; 24,5)
Probabilità di sopravvivenza bad 1 anno %(IC al 95%) 75,5 (68,8; 81,0) 74,6 (67,6; 80,3) 63,1 (55,7; 69,7)
a 2 anni % (IC al 95%) 57,7 (50,3; 64.3) 49,1 (41,5; 56,2) 43,2 (35,9; 50,2)
a 3 anni % (IC al 95%) 46,5 (39,3; 53,4) 40,9 (33,6; 48,1) 31,4 (24,8; 38,2)
a 5 anni % (IC al 95%) 34,7 (28,0; 41,5) 34,9 (27,9; 42,0) 21,4 (15,7; 27,8)
a 9 anni % (IC al 95%) 26,0 (19,8; 32,5) 27,8 (21,1; 34,8) 18,2 (12,8; 24,3)
HRc (IC al 95%) (vs Vem) 0,67 (0,53; 0,84) 0,74 (0,58; 0,94)
Valore p long rank (1 coda)* 0,0003 0,0063
HRc (IC al 95%) (vs Enco 300) 0,93 (0,73; 1,19)
Valore p long rank (1 coda)* 0,2821

30

Miglior risposta globale confermata (per BIRC)
ORR d confermata, n (%) 123 (64,1) 100 (51,5) 78 (40,8)
(95% IC) (56,8; 70,8) (44,3; 58,8) (33,8; 48,2)
CR, n (%) 29 (15,1) 17 (8,8) 16 (8,4)
PR, n (%) 94 (49,0) 83 (42,8) 62 (32,5)
SD, n (%) 44 (22,9) 52 (26,8) 71 (37,2)
DCR d, n (%) 177 (92,2) 163 (84,0) 155 (81,2)
(IC al 95%) (87,4; 95,6) (78,1; 88,9) (74,8; 86,4)
Durata della risposta (per BIRC)
Mediana, mesi 18,6 15,5 12,3
(IC al 95%) (12,7; 27.6) (11,1; 29,5) (6,9; 14,5)
IC=Intervallo di confidenza; CR=risposta completa; PR=risposta parziale; SD=malattia stabile; DCR=Tasso di controllo di malattia (CR+PR+SD+Non-CR/Non-PD); HR=hazard ratio; ORR=tasso di risposta globale (CR+PR); PR e CR sono confermate da valutazioni ripetute eseguite non meno di 4 settimane dopo che i criteri di risposta sono stati soddisfatti per la prima volta.a La Mediana (tempo all'evento) e i suoi IC al 95% sono generati dalla stima KM con il metodo Brookmeyer & Crowley.b Probabilità di sopravvivenza (ottenute dalle stime di sopravvivenza KM, formula di Greenwood utilizzata per gli IC)c Sia il test Log-rank che il modello di Cox PH sono stratificati in base allo stadio AJCC dell'IVRS ed al performance status ECOG.d Gli IC stimati al 95% sono ottenuti con il metodo esatto di Clopper-Pearson.*p-value nominale

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Figura 1: Studio CMEK162B2301: grafico di Kaplan-Meier della PFS secondo BIRC (data di cut-off: 31 marzo 2023)

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Figura 2: Studio CMEK162B2301: grafico di Kaplan-Meier della OS (data di cut-off: 31 marzo 2023)

Carcinoma del colon retto metastatico con mutazione BRAF V600E - encorafenib in associazione a cetuximab - Studio ARRAY-818-302

Encorafenib in associazione a cetuximab è stato valutato in uno studio randomizzato, con controllo attivo, in aperto, multicentrico (ARRAY 818-302 BEACON CRC). I pazienti eleggibili dovevano essere affetti da carcinoma del colon retto metastatico con mutazione BRAF V600E in progressione dopo 1 o 2 precedenti terapie. I pazienti erano eleggibili al trattamento con cetuximab secondo quanto approvato localmente rispetto allo status di RAS del tumore. Non erano ammesse precedenti terapie con inibitori di RAF, MEK o EGFR. La randomizzazione è stata stratificata in base al performance status secondo Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG), precedente terapia a base di irinotecan e paese di provenienza di cetuximab.

I pazienti, per un totale di 665, sono stati randomizzati (1:1:1) a ricevere encorafenib 300 mg una volta al giorno per via orale in associazione a cetuximab alla dose indicata nel relativo RCP (n=220) oppure encorafenib 300 mg una volta al giorno per via orale in associazione a binimetinib 45 mg due volte al giorno per via orale e cetuximab alla dose indicata nel relativo RCP (n=224) oppure come Controllo (irinotecan con cetuximab o irinotecan/5-fluorouracile/Acido folinico (FOLFIRI) con cetuximab, n=

221). Il trattamento è proseguito fino a progressione della malattia o tossicità non accettabile.

I parametri di valutazione dell’efficacia erano la sopravvivenza globale (OS) e il tasso di risposta globale (ORR, Objective Response Rate), come valutati da un comitato di revisione centralizzato

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indipendente in cieco (BIRC), confrontando encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab rispetto al Controllo. Altri parametri di efficacia sono descritti nella Tabella 8 sotto riportata.

L’età mediana dei pazienti era di 61 anni (intervallo 26-91), il 47% erano maschi e l’83% di etnia bianca. Il 51% dei pazienti aveva al basale un perfomance status secondo ECOG=0 ed il 51% aveva ricevuto precedente terapia con irinotecan. Il 46,8% dei pazienti aveva almeno 3 organi con coinvolgimento tumorale al basale.

La durata mediana di esposizione era di 3,2 mesi nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in asssociazione a cetuximab e di 1,4 mesi nei pazienti trattati con irinotecan/cetuximab o FOLFIRI/cetuximab (braccio di Controllo). Nei pazienti trattati con l’associazione di encorafenib 300 mg con cetuximab, l'intensità di dose relativa mediana (RDI, relative dose intensity) era del 98% per encorafenib e 93,5% per cetuximab. Nel braccio di Controllo, la RDI mediana era del 85,4% per cetuximab, 75,7% per irinotecan e, nel sottogruppo di pazienti che avevano ricevuto Acido folinico e 5-FU, la RDI mediana era del 75,2% e del 75% rispettivamente.

Encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo in termini di OS, ORR e PFS rispetto al Controllo. I risultati relativi all’efficacia sono riassunti nella Tabella 8 e nella Figura 3..

I risultati di efficacia valutati dallo sperimentatore erano consistenti con la valutazione centralizzata del BIRC.

Tabella 8: Studio ARRAY-818-302: risultati di efficacia

Encorafenib in associazione a cetuximab Irinotecan in associazione a cetuximab o FOLFIRI in associazione a cetuximab (Controllo)
Data di Cut-off: 11 Febbraio 2019 (analisi primaria)
OS
Numero di pazientia 220 221
Numero di eventi (%) 93 (42,3) 114 (51,6)
Mediana, mesi (95% IC) 8,4 (7,5; 11,0) 5,4 (4,8; 6,6)
HR (95% IC)b,c (vs 0,60 (0,41; 0,88)
Controllo)
p-valueb,c 0,0002
Durata mediana di 7,6 7,2
follow-up, mesi (6,4; 9,20) (6,1; 8,1)
(95% IC)
ORR (valutazione BIRC)
Numero di pazientie 113 107
ORR n (%) 23 (20,4) 2 (1,9)
(95% IC)f (13,4; 29,0) (0,2; 6,6)
P-valueb,d,g <0,0001

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PFS (valutazione BIRC)
Numero di pazientia 220 221
Numero di eventi (%) 133 (60,5) 128 (57,9)
PFS mediana, mesi (95% IC) 4,2 (3,7; 5,4) 1,5 (1,5; 1,7)
HR (95% IC)b,c 0,40 (0,30; 0,55)
P-valueb,d < 0,0001
Analisi aggiornata, data di cut-off: 15 August 2019
OS
Numero di pazientia 220 221
Numero di eventi (%) 128 (58,2) 157 (71,0)
Mediana, mesi (95% IC) 9,3 (8,0; 11,3) 5,9 (5,1; 7,1)
HR (95% IC)b (vs 0,61 (0,48 ; 0,77)
Controllo)
p-valueb,d,h < 0,0001
Durata mediana di 12,3 12,9
follow-up, mesi
(95% IC) (11,1; 14,1) (10,9; 14,6)
PFS (valutazione BIRC)
Numero di pazientia 220 221
Numero di eventi (%) 167 (75,9) 147 (66,5)
PFS mediana, mesi (95% 4,3 1,5
IC) (4,1; 5,5) (1,5; 1,9)
HR (95% IC)b 0,44 (0,35; 0,55)
P-valueb,d,h < 0,0001

IC = intervallo di confidenza; HR = Hazard ratio; ORR = tasso di risposta globale; OS = sopravvivenza globale

a Studio randomizzato di fase III, Analisi “Full Set”

b Stratificato alla randomizzazione secondo ECOG PS, Paese di provenienza di cetuximab e precedente uso di irinotecan

c IC ripetuto derivato usando i parametri Lan DeMets O’Brien-Fleming associati alla frazione di informazione nell’analisi ad interim

d 1-coda

e Tra i primi 331 pazienti randomizzati

f Metodo di Clopper-Pearson

g Test di Cochran Mantel-Haenszel

h p-value nominale

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Figura 3: Studio ARRAY-818-302: curve di Kaplan-Meier della sopravvivenza globale (data di cut-off: 11 febbraio 2019)

Carcinoma colorettale metastatico con mutazione BRAF V600E – encorafenib in associazione a cetuximab e FOLFOX – Studio C4221015

L'uso di encorafenib in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 nel trattamento di prima linea è stato valutato in uno studio di fase III, multicentrico, randomizzato e in aperto (Studio C4221015, BREAKWATER). I pazienti idonei dovevano presentare un carcinoma metastatico del colon retto MSS/pMMR (ad eccezione dei pazienti con stato dMMR o MSI-H confermato che non potessero ricevere inibitori del checkpoint immunitario), RAS wild-type, positivo alla mutazione BRAF V600E e non trattato in precedenza. Era vietato l'uso precedente di inibitori di BRAF o inibitori di EGFR. La randomizzazione è stata stratificata in base allo stato di performance dell'Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) e all’area geografica.

Un totale di 637 pazienti sono stati randomizzati (1:1:1) a ricevere encorafenib 300 mg per via orale al giorno in associazione a cetuximab somministrato ogni due settimane secondo il dosaggio indicato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) approvato (n=158 – il reclutamento è stato interrotto durante lo studio), oppure encorafenib 300 mg per via orale al giorno in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 (5-fluorouracile/acido folinico/oxaliplatino) somministrato secondo il RCP approvato dei rispettivi farmaci (n=236) o al trattamento di controllo (mFOLFOX6, FOLFOXIRI o CAPOX, ciascuno con o senza bevacizumab, n= 243). Il trattamento è proseguito fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.

I parametri primari di valutazione dell'efficacia erano la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e il tasso di risposte obiettive (ORR), valutati da un comitato di revisione indipendente in cieco (BIRC) che ha confrontato encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 rispetto al gruppo di controllo. L'endpoint secondario principale era la sopravvivenza globale (OS). I risultati relativi all'efficacia sono riassunti nella Tabella 9 riportata di seguito.

L'età mediana dei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 era di 61 anni (range 24-84), il 50% erano di sesso maschile e il 59% erano di razza bianca. Il 54% dei

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pazienti presentava un performance status ECOG basale pari a 0 e il 48% dei pazienti presentava un coinvolgimento tumorale in almeno 3 organi al basale.

La durata mediana dell'esposizione è stata di 11,5 mesi nei pazienti trattati con encorafenib 300 mg in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6, e di 6,0 mesi nei pazienti trattati con mFOLFOX6, FOLFOXIRI o CAPOX, ciascuno con o senza bevacizumab (braccio di controllo). Nei pazienti trattati con la combinazione di encorafenib 300 mg più cetuximab e mFOLFOX6, l’intensità di dose relativa mediana (RDI) era del 90% per l’encorafenib, del 93% per il cetuximab, dell’80% per il fluorouracile, del 93% per acido folinico e dell’83% per l’oxaliplatino.

Encorafenib 300 mg in combinazione con cetuximab e mFOLFOX6 ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della PFS, dell'ORR e dell'OS rispetto al braccio di controllo. I risultati di efficacia sono riassunti nella Tabella 9 e nella Figura 4.

Tabella 9: Studio C4221015: risultati di efficacia
Encorafenib in associazione a cetuximab e mFOLFOX6 mFOLFOX6, FOLFOXIRI oCAPOX, ciascuno con o senza bevacizumab (gruppo di controllo)
Data di Cut-off: 22 dicembre 2023 (Analisi primaria dell’ORR)
ORR (valutazione BIRC)
Numero di pazientia 110 110
ORR n (%) 67 (60,9) 44 (40.0)
(95% IC) (51,6; 69,5) (31,3; 49,3)
P- valueb,c,d 0,0008
Data di Cut-off: 6 gennaio 2025 (Analisi primaria della PFS)
PFS (valutazione BIRC)
Numero di pazientie 236 243
Numero di eventi (%) 122 (51,7) 132 (54,3)
PFS mediana, mesi (95% IC) 12,8 (11,2; 15.9) 7,1 (6,8;8,5)
HR (95% IC)c,f, 0.53 (0.41, 0.68)
p-valued,g <0.0001
OS
Numero di pazientie 236 243
Numero di eventi (%) 94 (39,8) 148 (60,9)
OS mediana, mesi (95% IC) 30,3 (21,7; NS) 15,1 (13,7; 17,7)
HR (95% IC)c,f, 0,49 (0,38; 0,63)
p-valued,g <0.0001
Durata mediana di follow-up, mesi(95% IC) 21,8 (20,4; 23,4) 22,2 (18,9; 23,5)

a Sottogruppo ORR, set completo di analisi

b p-value basato sul test di Cochran-Mantel-Haenszel (CMH)

c Stratificato alla randomizzazione secondo ECOG PS e alla randomizzazione per area geografica

d 1-coda

e Studio randomizzato di fase III, set completo di analisi

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f Hazard ratio basato sul modello di Cox a rischi proporzionali; in condizioni di rischi proporzionali, un hazard ratio < 1 indica una riduzione del tasso di rischio a favore di EC+mFOLFOX6 rispetto al controllo

g p-value derivante dal test log-rank

BIRC = Comitato centrale di revisione indipendente in cieco; IC = Intervallo di confidenza; HR = hazard ratio; NS = non stimabile; ORR = tasso di risposte globali; OS = sopravvivenza globale; PFS = sopravvivenza libera da progressione

Figure 4: Studio C4221015: curve di Kaplan-Meier della sopravvivenza globale (data di cut-off: 6 gennaio 2025)

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Carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato con mutazione BRAF V600E - Studio ARRAY-818-202

La sicurezza e l'efficacia di encorafenib in associazione a binimetinib sono state studiate in uno studio di Fase II, in aperto, multicentrico, non comparativo (Studio ARRAY-818-202, PHAROS). Era richiesto che i pazienti avessero un NSCLC metastatico istologicamente confermato con mutazione BRAF V600E, ECOG performance status pari a 0 o 1 e malattia misurabile. I pazienti avevano ricevuto 0 o 1 linea precedente di terapia sistemica in ambito metastatico. Era proibito l'uso precedente di inibitori di BRAF o MEK.

I pazienti sono stati arruolati in base alla determinazione della mutazione BRAF V600E nel tessuto tumorale o nel sangue (ad esempio, test genetico sul ctDNA) mediante un'analisi di laboratorio locale. La conferma centrale dello stato di mutazione BRAF V600E (cioè, qualsiasi variante breve con effetto proteico V600E) è stata eseguita su tessuto tumorale d'archivio o fresco raccolto all'arruolamento e ha utilizzato il saggio FoundationOne CDx - F1CDx (tessuto).

La sensibilità analitica è stata valutata attraverso lo studio del limite di rilevabilità (LoD) per F1CDx utilizzando il metodo del tasso di successo (definito come il livello più basso con rilevamento ≥ 95%) valutando la frequenza allelica delle varianti (VAF) per le varianti brevi. Per F1CDx, il LoD mediano per le sostituzioni è stato determinato al 3,2% di VAF.

Un totale di 98 pazienti sono stati arruolati e trattati con 450 mg di encorafenib una volta al giorno per via orale e 45 mg di binimetinib per via orale due volte al giorno. Il trattamento è proseguito fino alla progressione della malattia o a una tossicità inaccettabile.

Il principale parametro di valutazione dell’efficacia era il tasso di risposta globale (ORR – objective response rate), conforme a RECIST v1.1 e valutato tramite una revisione radiologica indipendente (IRR). Gli obiettivi secondari includevano la durata della risposta (DoR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la PFS e la OS. I risultati dell'analisi primaria con 18,2 mesi per i pazienti naïve al trattamento e 12,8 mesi per quelli precedentemente trattati sono elencati di seguito.

Dei 98 pazienti arruolati in questo studio, 59 (60,2%) erano naïve al trattamento. L'età mediana dei pazienti era di 70 anni (47-86), il 53% era di sesso femminile, l'88% era bianco e il 30% non aveva mai fumato. Il 74% aveva un ECOG performance status di 1 al basale (un PS 1 al basale era presente nel 67,8% dei partecipanti nella popolazione naïve al trattamento e nell’82,1 % nella popolazione precedentemente trattata). Tutti i pazienti avevano una malattia metastatica, di cui l'8% aveva metastasi cerebrali al basale e il 97% aveva un adenocarcinoma.

Al momento dell'analisi primaria, la durata mediana dell’esposizione era di 15,1 mesi nei pazienti naïve al trattamento e di 5,4 mesi nei pazienti precedentemente trattati. Nella popolazione complessiva, l'intensità relativa mediana della dose (RDI) era del 99,2% per encorafenib e del 95,4% per binimetinib. Al momento dell'analisi primaria, l'endpoint primario dell'ORR valutato in base all'IRR nella popolazione naïve al trattamento era del 74,6% (IC al 95%: 61,6, 85,0), comprese 9 (15,3%) CR e 35

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(59,3%) PR. L'ORR per l’IRR nella popolazione precedentemente trattata è stato del 46,2% (IC al 95%: 30,1, 62,8), comprese 4 (10,3%) CR e 14 (35,9%) PR.

I risultati aggiornati con un ulteriore follow-up di 10 mesi (durata mediana dell'esposizione di 16,3 mesi nei pazienti naïve al trattamento e di 5,5 mesi nei pazienti precedentemente trattati) sono riportati nella tabella 10.

Tabella 10. Studio ARRAY-818-202: Risultati di Efficacia

Encorafenib con Binimetinib
Naïve al trattamento(N=59) Precedentemente trattati(N=39)
ORR per IRR
ORR, % (IC al 95%) 75% (62, 85) 46% (30, 63)
CR, % 15% 10%
PR, % 59% 36%
DoR per IRR N=44 N=18
DoR mediana, mesi(IC al 95%) 40,0 (23,1, NE)* 16,7 (7,4, NE)*
% con DoR ≥ 12mesi 64% 44%

* I risultati di un'analisi di sensibilità che considera una nuova terapia antitumorale come un evento in aggiunta alla progressione e alla morte sono 23,1 mesi nei pazienti naïve al trattamento di prima linea (14,8; NE) e in seconda linea 12,0 mesi (6,3; NE) nei pazienti precedentemente trattati.

N = numero di pazienti; ORR = tasso di risposta globale; IC = intervallo di confidenza; CR = risposta completa; PR = risposta parziale; DoR = durata della risposta; IRR= revisione radiologica indipendente; NE = non stimabile;

Elettrofisiologia cardiaca

Nell'analisi sulla sicurezza degli studi aggregati, l'incidenza di prolungamento del QTcF > 500 ms di nuova insorgenza è stata dell’1,1 % (4/363) nella ISP Combo 450 (n = 372) e del 2,5% (5/203) nel gruppo di pazienti con encorafenib come agente singolo nel melanoma. Il prolungamento del QTcF di

> 60 ms rispetto ai valori pre-trattamento è stato osservato nel 6,0% (22/364) dei pazienti nella ISP Combo 450 e nel 3,4% (7/204) nel gruppo con encorafenib come agente singolo (vedere paragrafo 4.2 e 4.4).

Nell’analisi di sicurezza dello studio di Fase 3 (ARRAY-818-302) nell’indicazione colon retto per i pazienti che hanno ricevuto una precedente terapia sistemica, l’incidenza di nuovi eventi di prolungamento del QTcF >500 ms è stata del 2,8% (6/216) e il prolungamento del QTcF >60 ms rispetto ai valori antecedenti al trattamento è stato osservato nel 8,8% (19/216) dei pazienti nel braccio encorafenib + cetuximab (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

Nell'analisi di sicurezza della popolazione aggregata EC+FOLFOX (Studio C4221015, BREAKWATER) per l’indicazione trattamento di prima linea del carcinoma del colon-retto, l’incidenza di un nuovo prolungamento dell’intervallo QTcF >500 ms è stata del 4% (10/253) e un prolungamento dell’intervallo QTcF >60 ms rispetto ai valori pre-trattamento è stato osservato nell’11% (29/253) dei pazienti (vedere le sezioni 4.2 e 4.4).

40

Popolazione pediatrica

L'Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con encorafenib in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica nel carcinoma del colon retto e carcinoma polmonare (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

Proprietà farmacocinetiche

La farmacocinetica di encorafenib è stata studiata in soggetti sani e in pazienti con tumori solidi. La farmacocinetica di encorafenib si è dimostrata approssimativamente dose-lineare dopo dosi singole e multiple. Dopo somministrazione ripetuta una volta al giorno, le condizioni di stato stazionario sono state raggiunte entro 15 giorni. La percentuale di accumulo di circa 0,5 è probabilmente dovuta all'autoinduzione del CYP3A4. La variabilità inter-individuale (CV%) dell'AUC varia dal 12,3% al 68,9%.

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, encorafenib è rapidamente assorbito con una Tmax mediana di 1,5-2 ore. A seguito della somministrazione di una singola dose orale di 100 mg [14C] di encorafenib in soggetti sani, è stato assorbito almeno l’86 % della dose di encorafenib. La somministrazione di una singola dose di 100 mg di encorafenib con un pasto ad alto contenuto di grassi e ad alto contenuto calorico ha comportato una riduzione della Cmax del 36 %, mentre l’AUC è rimasta invariata. Uno studio di interazione farmacologica in soggetti sani ha indicato che il Grado di esposizione a encorafenib non è stato alterato in presenza di un agente modificante il pH gastrico (rabeprazolo).

Distribuzione

Encorafenib è moderatamente legato (86,1 %) alle proteine plasmatiche umane in vitro. In seguito alla somministrazione di una singola dose di 100 mg di encorafenib [14C] in soggetti sani, il rapporto di concentrazione sangue-plasma medio (SD) è 0,58 (0,02) e il volume medio (CV%) apparente di distribuzione (Vz/F) di encorafenib è 226 L (32,7%).

Biotrasformazione

In seguito alla somministrazione di una singola dose di 100 mg di encorafenib [14C] in soggetti sani, il metabolismo è risultato essere la via principale di clearance per encorafenib (circa l'88% della dose radioattiva recuperata). La reazione di biotrasformazione principale di encorafenib era la N-dealchilazione. Altre rilevanti vie metaboliche coinvolte erano l’idrossilazione, l’idrolisi di carbammato, la glucuronidazione indiretta e la formazione di glucosio coniugato.

Eliminazione

In seguito alla somministrazione di una singola dose di 100 mg di encorafenib [14C] in soggetti sani, la radioattività è stata eliminata ugualmente sia nelle feci sia nelle urine (media del 47,2%). Nelle urine, l'1,8% della radioattività è stato escreto come encorafenib. La clearance (CL/F) media (CV %) di encorafenib era 27,9 L/h (9,15%). L'emivita terminale mediana (intervallo) di encorafenib (T1/2) è stata di 6,32 ore (da 3,74 a 8,09 ore).

Interazioni con medicinali

Non sono state evidenziate interazioni farmacologiche tra encorafenib e cetuximab, e tra encorafenib e FOLFOX.

41

Effetto degli enzimi di CYP su encorafenib

Encorafenib è metabolizzato da CYP3A4, CYP2C19 e CYP2D6. In vitro, era atteso che CYP3A4 fosse l'enzima principale che contribuisce alla clearance ossidativa totale di encorafenib nei microsomi di fegato umano (~ 83,3%), seguito da CYP2C19 e CYP2D6 (rispettivamente ~ 16,0% e 0,71%).

L'effetto della co-somministrazione di un induttore forte del CYP3A4 sull'esposizione di encorafenib non è stato studiato in uno studio specifico. La somministrazione di dosi ripetute di encorafenib 450 mg una volta al giorno e di binimetinib 45 mg due volte al giorno con modafinil, un induttore moderato del CYP3A4, nei pazienti affetti da melanomaha ridotto l'AUC allo stato stazionario di encorafenib del 24% e la Cmax del 20%, rispetto a encorafenib da solo.

Effetto di encorafenib sui substrati CYP

Esperimenti in vitro indicano che encorafenib è un inibitore reversibile relativamente potente di UGT1A1, CYP2B6, CYP2C9 e CYP3A4/5, nonché un inibitore tempo-dipendente di CYP3A4. Encorafenib ha indotto CYP1A2, CYP2B6, CYP2C9 e CYP3A4 negli epatociti umani primari.

La somministrazione di dosi ripetute di encorafenib 450 mg una volta al giorno e di binimetinib 45 mg due volte al giorno con una singola dose di cocktail di substrati del CYP nei pazienti affetti da melanoma, ha ridotto l'AUC di midazolam 2 mg (substrato del CYP3A4) dell'82% e la Cmax del 74%. Ha ridotto l'AUC di omeprazolo 20 mg (substrato del CYP2C19) del 17% e non ha modificato la Cmax, mentre ha aumentato l'AUC di caffeina 50 mg (substrato del CYP1A2) del 27% e la Cmax del 13%. Ha diminuito del 28% il rapporto tra le concentrazioni nelle urine del metabolita E3174 di losartan e di losartan (substrato del CYP2C9) e non ha modificato il rapporto tra le concentrazioni nelle urine del metabolita di destrometorfano (destrorfano) e di destrometorfano (substrato del CYP2D6). Questi risultati indicano una forte induzione del CYP3A4, una lieve inibizione del CYP1A2 e nessun impatto sulla farmacocinetica dei substrati del CYP2C19. Dalle analisi delle urine, non è possibile concludere definitivamente la potenza inibitoria sul CYP2C9 e sul CYP2D6. Non sono disponibili dati per i metabolizzatori poveri del CYP2D6.

Una singola dose di encorafenib 450 mg e binimetinib 45 mg ha ridotto l'AUC e la Cmax di bupropione 75 mg (substrato del CYP2B6) del ≤ 25%. La somministrazione ripetuta di encorafenib 450 mg al giorno e di binimetinib 45 mg due volte al giorno ha ridotto l'AUC e la Cmax di bupropione del ≤ 26% ed ha aumentato l'AUC del metabolita attivo idrossibupropione del 49%, indicando una lieve induzione.

Per la co-somministrazione con substrati di UGT1A1 sottoposti a estrazione intestinale, è attesa un'interazione da lieve a moderata. Poiché binimetinib è un substrato di UGT1A1, non è sottoposto a estrazione intestinale e pertanto non è atteso alcun DDI con encorafenib. Inoltre, non sono state osservate dal punto di vista clinico differenze di esposizione quando binimetinib è co-somministrato con encorafenib.

Effetto dei trasportatori su encorafenib

Encorafenib è risultato essere un substrato dei trasportatori della glicoproteina P (P-gp). È improbabile che l'inibizione della P-gp determini un aumento clinicamente importante delle concentrazioni di encorafenib poiché encorafenib presenta un'elevata permeabilità intrinseca. Il coinvolgimento di diverse famiglie di trasportatori coinvolti nell’uptake (OCT1, OATP1B1, OATP1B3 e OATPB1) è stato studiato in vitro utilizzando adeguati inibitori di trasportatori. I dati suggeriscono che i trasportatori dell’uptake epatico non sono coinvolti nella distribuzione di encorafenib negli epatociti umani primari.

Effetto di encorafenib sui trasportatori

La somministrazione ripetuta di encorafenib 450 mg una volta al giorno e di binimetinib 45 mg due volte al giorno con una singola dose di rosuvastatina (un substrato di OATP1B1, OATP1B3 e BCRP) ha aumentato la Cmax della rosuvastatina di 2,7 volte e l'AUC di 1,6 volte indicando una lieve inibizione dei trasportatori OATP1B1, OATP1B3 e/o BCRP.

In vitro, encorafenib ha inibito il trasportatore epatico OCT1, ma è improbabile che sia un inibitore efficace da un punto di vista clinico. Sulla base di studi in vitro, esiste la possibilità che encorafenib inibisca i trasportatori renali OCT2, OAT1, OAT3 a concentrazioni cliniche. Inoltre, encorafenib può inibire P-gp nell’intestino alle concentrazioni cliniche previste.

42

Popolazioni speciali

Età

Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, l'età è risultata essere una covariata significativa del volume di distribuzione di encorafenib, ma con un'elevata variabilità. Data la piccola entità di questi cambiamenti e l'elevata variabilità, è improbabile che questi siano clinicamente significativi e non sono necessari adattamenti della dose per i pazienti anziani.

Non sono disponibili dati clinici nella popolazione pediatrica. Il profilo di sicurezza nella popolazione pediatrica è sconosciuto. Negli adolescenti con melanoma metastatico BRAF V600 mutato di età compresa tra 12 e <18 anni, le simulazioni farmacocinetiche di popolazione mostrano che le seguenti dosi e riduzioni di dose per la gestione delle reazioni avverse portano ad un'esposizione plasmatica simile a quella degli adulti:

  • Peso pari o superiore a 40 kg: dose per adulti di 450 mg una volta al giorno (QD) con le stesse riduzioni di dose: 300 mg e 225 mg QD.

  • Peso tra 30 e <40 kg: 300 mg QD, riduzione della dose a 225 mg QD e poi a 150 mg QD.

  • Peso inferiore a 30 kg: 225 mg QD, riduzione della dose a 150 mg QD. I bambini sotto i 12 anni non devono essere trattati con encorafenib.

Genere

Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, il genere non è risultato essere una covariata significativa del modello per la clearance o il volume di distribuzione. Di conseguenza, non sono attesi cambiamenti significativi nell'esposizione a encorafenib in base al genere.

Peso corporeo

Sulla base di un'analisi farmacocinetica di popolazione, il peso corporeo è risultato essere una covariata significativa del modello per la clearance o il volume di distribuzione. Tuttavia, data la piccola entità di variazione della clearance e l'elevata variabilità nel volume di distribuzione previsto nel modello, è improbabile che il peso abbia un'influenza clinicamente rilevante sull'esposizione a encorafenib negli adulti.

Etnia

Non vi sono differenze clinicamente rilevanti nella PK di encorafenib tra asiatici e non asiatici. Ci sono dati insufficienti per valutare le potenziali differenze nell'esposizione a encorafenib per altre popolazioni o etnie.

Compromissione epatica

I risultati di uno studio clinico dedicato indicano esposizioni a encorafenib totale del 25% più alte in pazienti con compromissione epatica lieve (classe A secondo Child-Pugh) rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale. Ciò si traduce in un aumento del 55% dell'esposizione a encorafenib non legato. La farmacocinetica di encorafenib non è stata valutata clinicamente in pazienti con compromissione epatica moderata (classe B secondo Child-Pugh) o severa (classe C secondo Child-Pugh). Poiché encorafenib è principalmente metabolizzato ed eliminato attraverso il fegato, secondo un modello PBPK i pazienti con compromissione epatica da moderata a severa possono avere incrementi più elevati nell’esposizione rispetto ai pazienti con compromissione epatica lieve. Non possono essere fornite raccomandazioni sul dosaggio in pazienti con compromissione epatica moderata o severa (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).

43

Compromissione renale

Encorafenib viene eliminato a livello renale in misura minima. Non è stato condotto uno studio clinico formale per valutare l'effetto della compromissione renale sulla farmacocinetica di encorafenib.

In un'analisi di farmacocinetica di popolazione, non è stata osservata una chiara tendenza della CL/F di encorafenib in pazienti con compromissione renale lieve (eGFR da 60 a 90 mL/min/1,73 m2) o moderata (eGFR da 30 a 59 mL/min/1,73 m2) rispetto a soggetti con funzionalità renale normale (eGFR ≥90 mL/min/1,73 m2). Nei pazienti con compromissione renale lieve e moderata è stata prevista una lieve diminuzione nella CL/F (≤5%), che è improbabile sia clinicamente rilevante. La farmacocinetica di encorafenib non è stata studiata in pazienti con compromissione renale severa.

Informazioni farmaceutiche - BRAFTOVI 50 MG

Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula

Copovidone (E1208) Polossamero 188

Cellulosa microcristallina (E460i)

44

Acido succinico (E363) Crospovidone (E1202)

Silice colloidale anidra (E551) Magnesio stearato (E470b)

Rivestimento della capsula

Gelatina (E441) Titanio biossido (E171)

Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro nero (E172)

Inchiostro di stampa

Gommalacca (E904) Ossido di ferro nero (E172) Glicole propilenico (E1520)

Incompatibilità

Non pertinente.

Periodo di validità

3 anni.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30 °C.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Natura e contenuto del contenitore

Braftovi 50 mg capsule rigide

Ogni confezione contiene 28x1 o 112x1 capsule rigide in blister perforati per dose unitaria in poliammide/alluminio/PVC/alluminio/ PET/carta.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Braftovi 75 mg capsule rigide

Ogni confezione contiene 42x1 o 168x1 capsule rigide in blister perforati per dose unitaria in poliammide/alluminio/PVC/alluminio/ PET/carta.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Documenti PDF

Confezione e prezzo

28 CAPSULE
Prezzo*
3854,03 €
Ticket
1518,82 €

Classe

H – A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

AIC

047198015
* Il prezzo del ticket mostrato (SSN) può non includere le spese regionali accessorie.

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