LERCANIDIPINA SANDOZ 20 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
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Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
Ultimo aggiornamento del RCP

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RCP - LERCANIDIPINA 20 MG
RCPLercanidipinaSZ_1606_01 1
Lercanidipina Sandoz è indicata per il trattamento dell'ipertensione essenziale lieve-moderata.
Posologia
La dose consigliata è di 10 mg una volta al giorno per via orale, assunta almeno 15 minuti prima dei pasti; la dose può essere aumentata a 20 mg, in funzione della risposta individuale del paziente.
L’aggiustamento della dose deve essere graduale perché sono necessarie 2 settimane circa prima che il massimo effetto antipertensivo si manifesti.
Alcune persone, non adeguatamente controllate mediante monoterapia antiipertensiva, possono trarre beneficio dall’aggiunta della lercanidipina alla terapia con agenti beta-bloccanti (atenololo), diuretici (idroclorotiazide) o inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril o enalapril).
Poiché la curva dose-risposta è ripida e presenta un "plateau" a dosi tra 20 e 30 mg, è improbabile che dosi più elevate inducano una maggiore efficacia mentre, per contro, potrebbe verificarsi un aumento delle reazioni avverse.
Anziani:
Si raccomanda particolare attenzione all’inizio del trattamento negli anziani, sebbene gli studi di farmacocinetica e l’esperienza clinica specifica suggeriscano che non è necessario modificare la dose giornaliera.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di lercanidipina nei bambini e adolescenti fino a 18 anni di età non sono state stabilite.
Non ci sono dati disponibili
Insufficienza renale o epatica
Si raccomanda particolare cautela all’inizio del trattamento di pazienti con disfunzioni epatiche o renali da lievi a moderate. Anche se la posologia solitamente raccomandata dovrebbe essere ben tollerata da questi pazienti, l’incremento della dose giornaliera a 20 mg deve essere valutato con cautela.
Nei pazienti con compromissione epatica, l’effetto antiipertensivo può essere aumentato e quindi deve essere considerato un aggiustamento della dose.
La lercanidipina è controindicata nei pazienti con grave compromissione della funzione epatica o in pazienti con grave compromissione della funzione renale (GFR <30 mL/min) inclusi i pazienti sottoposti a dialisi (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Modo di somministrazione
Uso orale
Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale:
-
Ipersensibilità al principio attivoo ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
-
Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).
-
Donne in età fertile che non utilizzino una efficace copertura anticoncezionale.
-
Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro.
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Insufficienza cardiaca congestizia non trattata.
-
Angina pectoris instabile.
-
Grave compromissione epatica
-
Grave compromissione renale (GFR < 30 mL/min), inclusi i pazienti sottoposti a dialisi
-
Pazienti che hanno avuto un infarto cardiaco da meno di un mese.
-
Trattamento concomitante con:
Sindrome del nodo del seno
È necessaria particolare cautela quando la lercanidipina viene somministrata a pazienti affetti dalla sindrome del nodo del seno (senza un pacemaker).
Disfunzione ventricolare sinistra
Sebbene studi controllati di emodinamica non abbiano dimostrato alcuna compromissione della funzione ventricolare, è richiesta cautela in pazienti affetti da disfunzione ventricolare sinistra. È stato suggerito che alcune diidropiridine a breve durata d’azione possano essere associate a un incremento del rischio cardiovascolare in pazienti affetti da ischemia cardiaca. Sebbene la lercanidipina sia un farmaco a lunga durata d'azione, in tali pazienti è richiesta cautela.
Cardiopatia ischemica
Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente in pazienti con angina pectoris pre-esistente può verificarsi un aumento della frequenza, della durata e della gravità di questi attacchi. Potrebbero essere osservati casi isolati di infarto del miocardio (vedere paragrafo 4.8).
Utilizzo con disfunzioni epatiche o renali:
Si deve esercitare una particolare cautela quando si inizia il trattamento di pazienti con disfunzioni epatiche o renali da lievi a moderate. Sebbene la
posologia raccomandata dovrebbe essere tollerata da questi pazienti, l’incremento della dose giornaliera a 20 mg deve essere effettuato con cautela.
Nei pazienti con alterazione della funzione epatica, l’effetto antiipertensivo potrebbe essere aumentato, di conseguenza deve essere preso in considerazione un aggiustamento della dose.
La lercanidipina è controindicata nei pazienti con compromissione epatica grave o con compromissione renale grave (GFR <30 mL/min) inclusi i pazienti sottoposti a emodialisi (vedere paragrafi 4.2 e 4.3).
Dialisi peritoneale
La lercanidipina è stata associata allo sviluppo di fluidi peritoneali torbidi in pazienti in dialisi peritoneale. La torbidità è dovuta ad una maggiore concentrazione di trigliceridi nel fluido peritoneale. Sebbene il meccanismo non sia noto, la torbidità tende a risolversi subito dopo l’interruzione della lercanidipina. Questa è un'associazione importante da tenere presente, poiché il fluido peritoneale torbido può essere un segno di peritonite e comportare un ricovero e un uso di antibiotici non necessari.
Induttori del CYP3A4
Gli induttori del CYP3A4 come gli anticonvulsivanti (ad es. fenitoina, carbamazepina) e rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici di lercanidipina e pertanto la sua efficacia può essere inferiore alle aspettative (vedere paragrafo 4.5).
Alcool
L’alcool deve essere evitato in quanto può potenziare l’effetto vasodilatatore dei farmaci antipertensivi (vedere paragrafo 4.5).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di lercanidipina nei bambini e negli adolescenti fino a 18 anni di età non sono state stabilite.
Lercanidipina Sandoz contiene lattosio e sodio Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente ‘senza sodio’
Controindicazioni e uso concomitante
Inibitori del CYP3A4
È noto che la lercanidipina viene metabolizzata dall’enzima CYP3A4 e quindi, inibitori del CYP3A4, somministrati contemporaneamente possono interagire con il metabolismo e l’eliminazione della lercanidipina.
La somministrazione della lercanidipina in concomitanza di inibitori del CYP3A4 (ad esempio ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina) deve essere evitata (vedere paragrafo 4.3).
Uno studio di interazione con il ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, ha mostrato un considerevole aumento delle concentrazioni plasmatiche della lercanidipina (un aumento di 15 volte della AUC e di 8 volte della Cmax per l’eutomero S-lercanidipina).
Ciclosporina
Ciclosporina e lercanidipina non devono essere somministrati contemporaneamente (vedere paragrafo 4.3).
È stato osservato un aumento dei livelli plasmatici della lercanidipina e della ciclosporina dopo somministrazione concomitante. Uno studio in giovani volontari sani ha dimostrato che quando viene somministrata la ciclosporina 3 ore dopo l’assunzione della lercanidipina, i livelli plasmatici della lercanidipina non cambiano, mentre l’AUC della ciclosporina aumenta del 27%. Tuttavia, la co- somministrazione della lercanidipina con la ciclosporina ha causato un aumento di 3 volte dei livelli plasmatici della lercanidipina e un aumento del 21% dell’AUC della ciclosporina.
Pompelmo e succo di pompelmo
Lercanidipina non deve essere assunta con pompelmo o succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.3).
Come altre diidropiridine, la lercanidipina è sensibile all’inibizione metabolica causata dal succo di pompelmo con un conseguente aumento della sua disponibilità sistemica e un aumento del suo effetto ipotensivo.
Precauzioni incluso l’aggiustamento della dose
Midazolam
Quando somministrata alla dose di 20 mg in concomitanza di midazolam per via orale in volontari anziani, l’assorbimento della lercanidipina aumenta (approssimativamente del 40%) e la velocità di assorbimento diminuisce (tmax ritardata da 1,75 a 3 ore). Le concentrazioni del midazolam sono rimaste immodificate.
Substrati di CYP3A4
Cautela deve essere esercitata quando lercanidipina viene somministrata insieme ad altri substrati del CYP3A4, come: terfenadina, astemizolo, medicinaliantiaritmici di classe III come amiodarone o chinidina e sotalolo.
Digossina
La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina in pazienti cronicamente trattati con β-metildigossina non ha mostrato evidenza di interazione farmacocinetica. Volontari sani trattati con digossina dopo somministrazione di 20 mg di lercanidipina a digiuno hanno mostrato un aumento medio del 33% nella Cmax della digossina, mentre l'AUC e la clearance renale non sono state
significativamente modificate. I pazienti in trattamento concomitante con digossina devono essere attentamente monitorati clinicamente per rilevare segni di tossicità da digossina.
Metoprololo
Quando la lercanidipina è stata somministrata in concomitanza con metoprololo, il β-bloccante è stato eliminato principalmente dal fegato, la biodisponibilità del metoprololo non è stata modificata mentre quella della lercanidipina è stata ridotta del 50%. Questo effetto può essere dovuto alla riduzione del flusso sanguigno epatico causato dai β -bloccanti e può quindi verificarsi con altri medicinali di questa classe. Di conseguenza, la lercanidipina può essere somministrata in modo sicuro con medicinali che bloccano l’adrenorecettore beta, ma può essere necessario un aggiustamento della dose.
Non raccomandati per l'uso concomitante
Induttori del CYP3A4
La somministrazione concomitante della lercanidipina con induttori del CYP3A4 come i farmaci anticonvulsivanti (ad es. fenitoina, fenobarbital, carbamazepina) e la rifampicina deve essere effettuata con cautela perché l’effetto antiipertensivo può essere ridotto e la pressione arteriosa deve essere controllata più frequentemente del solito (vedere paragrafo 4.4).
Alcol
L’alcol deve essere evitato in quanto può aumentare l’effetto vaso-dilatatore dei medicinali anti-ipertensivi (vedere paragrafo 4.4).
Uso concomitante con altri medicinali
Fluoxetina
Uno studio di interazione con fluoxetina (un inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4), condotto in volontari di età pari a 65 ± 7 anni (media ± s.d.), non ha mostrato variazioni clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di lercanidipina.
Cimetidina
I livelli plasmatici di lercanidipina non subiscono variazioni significative nei pazienti in trattamento concomitante con 800 mg/die di cimetidina, ma a dosi più elevate si raccomanda cautela poichè la biodisponibilità e l’effetto ipotensivo della lercanidipina possono aumentare.
Simvastatina
In seguito alla co-somministrazione ripetuta di una dose di 20 mg di lercanidipina con 40 mg di simvastatina, l’AUC di lercanidipina non è stata significativamente modificata, mentre l’AUC della simvastatina è aumentata del 56% e quella del suo metabolita attivo b-idrossiacido del 28%. È poco probabile che questi cambiamenti siano di rilevanza clinica. Somministrando lercanidipina al mattino e simvastatina la sera, come indicato per questi medicinali, non sono previste interazioni.
Warfarin
La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina assunta da volontari sani a digiuno non altera la farmacocinetica del warfarin.
Diuretici e ACE inibitori
Lercanidipina somministrata con diuretici e ACE inibitori è stata ben tollerata.
Altri medicinali che influenzano la pressione sanguigna
Come con tutti i medicinali antiipertensivi, può verificarsi un aumento dell'effetto ipotensivo quando la lercanidipina viene somministrata in concomitanza con altri medicinali che influenzano la pressione sanguigna, come gli alfa-bloccanti per il trattamento dei sintomi del tratto urinario, gli antidepressivi triciclici e i neurolettici. Al contrario, può verificarsi una riduzione dell'effetto ipotensivo con l'uso concomitante di corticosteroidi.
Popolazione pediatrica
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.
Gravidanza
Non ci sono dati sull'uso di lercanidipina in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno mostrato effetti teratogeni (vedere paragrafo 5.3), ma questi sono stati osservati con altri composti diidropiridinici. La lercanidipina non è raccomandata durante la gravidanza o nelle donne in età fertile.
Allattamento
Non è noto se lercanidipina/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Lercanidipina è controindicata durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici con lercanidipina. In alcuni pazienti trattati con calcioantagonisti sono state riportate variazioni biochimiche reversibili nella testa degli spermatozoi, che possono pregiudicare la fecondazione. A fronte di ripetute fecondazioni in-vitro non riuscite, e in mancanza di altre spiegazioni, è possibile attribuirne la causa ai calcio-antagonisti.
La lercanidipina altera lievemente la capacità di guidare o di utilizzare macchinari. Tuttavia occorre cautela in quanto possono presentarsi vertigini, astenia, senso di affaticamento e, più raramente, sonnolenza.
Riassunto del profilo di sicurezza
La sicurezza di lercanidipina alla dose di 10-20 mg una volta al giorno è stata valutata in studi clinici in doppio cieco, controllati con placebo (con 1.200 pazienti trattati con lercanidipina e 603 pazienti trattati con placebo) e in studi clinici a
lungo termine con controllo attivo e non controllati, su un totale di 3.676 pazienti ipertesi trattati con lercanidipina.
Le reazioni avverse più comunemente riportate negli studi clinici e negli studi post-marketing sono: edema periferico, cefalea, rossore, tachicardia e palpitazioni.
Elenco tabulato delle reazioni avverse
Nella tabella sotto sono riportate le reazioni avverse segnalate negli studi clinici e nell’esperienza post marketing mondiale per le quali esiste una ragionevole relazione di causalità elencate secondo la classificazione per Sistemi e Organi MedDRA e ordinate secondo la frequenza: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenza le reazioni avverse osservate sono riportate in ordine decrescente di gravità.
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Comune | Non comune | Raro | Non nota |
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibi lità | |||
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Capogiri, | Sonnolenz a, Sincope | |
| Patologie cardiache* | Tachicard ia, palpitazio ni | Angina pectoris | ||
| Patologie vascolari | Rossore | Ipotension e | ||
| Patologie gastrointestinali | Dispepsia, nausea, dolore addominal e | Diarrea, vomito | Ipertrofia gengivale1, fluidi peritoneali torbidi1 | |
| Disturbi epatobiliari | Aumento delle transamin asi sieriche1 | |||
| Patologie della cute e del tessuto | Eruzione cutanea, prurito | Orticaria | Angioede ma1 |
| sottocutaneo | ||||
| Patologie muscoloscheletr iche e del tessuto connettivo | Mialgia | |||
| Patologie renali e urinarie | Poliuria | Pollachiuri a | ||
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e | Edema periferico | Astenia, affaticame nto | Dolore toracico |
1 reazioni avverse da segnalazioni spontanee nell'esperienza post-marketing mondiale
Descrizione delle reazioni avverse selezionate
Negli studi clinici controllati con placebo l'incidenza di edema periferico è stata dello 0,9% con lercanidipina 10-20 mg e 0,83% con placebo. Questa frequenza ha raggiunto il 2% nella popolazione complessiva dello studio, inclusi gli studi clinici a lungo termine.
La lercanidipina non sembra influenzare negativamente lo zucchero nel sangue o i livelli sierici di lipidi.
Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente può verificarsi un aumento della frequenza, della durata e della severità di episodi anginosi acuti in pazienti con angina pectoris pre-esistente. Possono essere osservati isolati casi di infarto miocardico.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo
https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Nell’esperienza post-marketing, sono stati riportati alcuni casi di sovradosaggio (da 30-40 fino a 800 mg di lercanidipina, incluse segnalazioni di tentativo di suicidio).
Sintomi
Analogamente alle altre diidropiridine, il sovradosaggio da lercanidipina può provocare una eccessiva vasodilatazione periferica con marcata ipotensione e tachicardia riflessa. Tuttavia, a dosi molto elevate, la selettività periferica scompare, causando bradicardia e un effetto inotropo negativo. Le reazioni avverse più comuni causate da sovradosaggio sono ipotensione, capogiro, cefalea e palpitazioni.
Trattamento
L'ipotensione clinica richiede una stabilizzazione cardiovascolare attiva, incluso un frequente monitoraggio della funzione cardiaca e respiratoria, sollevamento delle estremità e monitoraggio del volume ematico e dell’escrezione urinaria. In considerazione del prolungato effetto farmacologico della lercanidipina, è essenziale che lo stato cardiovascolare del paziente sia monitorato per almeno 24 ore. Poiché la lercanidipina è fortemente legata alle proteine, è improbabile che la dialisi sia efficace. Si prevede che i pazienti con intossicazione da moderata a grave saranno ricoverati per l'osservazione.
Proprietà farmacologiche - LERCANIDIPINA 20 MG
Categoria farmacoterapeutica: Calcio antagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare – derivati diidropiridinici.
Codice ATC: C08CA13
Meccanismo d’azione
La lercanidipina è un calcio-antagonista appartenente al gruppo delle diidropiridine che inibisce il flusso del calcio attraverso la membrana cellulare della muscolatura liscia e cardiaca. Il meccanismo della sua azione antipertensiva è dovuto ad un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare, con conseguente abbassamento della resistenza periferica totale.
Effetti farmacodinamici
Nonostante la sua breve emivita plasmatica, la lercanidipina è dotata di un’attività antipertensiva prolungata, dovuta all’elevato coefficiente di ripartizione nella membrana, e non provoca effetti inotropi negativi grazie alla sua elevata selettività vascolare.
Visto che la vasodilatazione indotta dalla lercanidipina è caratterizzata da un graduale instaurarsi dell’effetto, casi di ipotensione acuta con tachicardia riflessa, nei pazienti ipertesi, si sono verificati solo raramente.
Come per altre 1,4-diidropiridine asimmetriche, l’attività antipertensiva della lercanidipina è dovuta principalmente al suo enantiomero (S).
Efficacia clinica e sicurezza
L'efficacia clinica e la sicurezza di lercanidipina alla dose di 10-20 mg una volta al giorno sono state valutate in studi clinici in doppio cieco, controllati con placebo (con 1.200 pazienti trattati con lercanidipina e 603 pazienti trattati con placebo) e
in studi clinici con controllo attivo e non controllati a lungo termine su un totale di 3.676 pazienti ipertesi.
La maggior parte degli studi clinici sono stati condotti su pazienti con ipertensione essenziale da lieve a moderata (compresi pazienti anziani e diabetici), in trattamento con lercanidipina da sola o in associazione con ACE- inibitori, diuretici o beta-bloccanti.
Oltre agli studi clinici eseguiti a supporto dell’indicazione terapeutica, un ulteriore piccolo studio non controllato ma randomizzato in pazienti con ipertensione severa (pressione diastolica media ± SD di 114,5 ± 3,7 mmHg) ha dimostrato che la pressione si è normalizzata nel 40% dei 25 pazienti trattati con un dosaggio di 20 mg, in un’unica somministrazione giornaliera, di lercanidipina e nel 56% dei 25 pazienti trattati con un dosaggio di 10 mg due volte al giorno. In uno studio clinico controllato, randomizzato, doppio-cieco verso placebo in pazienti con ipertensione sistolica isolata, la lercanidipina si è dimostrato efficace nell’abbassare la pressione sistolica da un valore medio iniziale di 172,6 ± 5,6 mmHg a 140,2 ± 8,7 mmHg.
Non sono stati condotti studi clinici nella popolazione pediatrica.
Assorbimento
La lercanidipina viene completamente assorbita dopo una somministrazione orale di 10-20 mg e si raggiungono picchi plasmatici, rispettivamente di 3,30 ng/ml ± 2,09 SD e 7,66 ng/ml ± 5,90 SD, dopo circa 1,5-3 ore dopo la somministrazione.
I due enantiomeri della lercanidipina mostrano un profilo dei livelli plasmatici simile: il tempo necessario per ottenere la massima concentrazione plasmatica è identico, la concentrazione massima plasmatica e l'AUC sono, in media, 1,2 volte più elevate per l'enantiomero (S) e l'emivita di eliminazione dei due enantiomeri è essenzialmente la stessa. Non è stata osservata interconversione "in vivo" degli enantiomeri.
In seguito ad un elevato metabolismo di primo passaggio la biodisponibilità assoluta della lercanidipina, somministrata per via orale a stomaco pieno, è circa del 10% e si riduce ad un terzo (1/3) quando somministrato a volontari sani a digiuno.
La biodisponibilità orale della lercanidipina quadruplica quando viene ingerita fino a 2 ore dopo un pasto ad alto contenuto di grassi. Conseguentemente, la lercanidipina deve essere somministrata prima dei pasti.
Distribuzione
La distribuzione dal plasma ai tessuti e agli organi è rapida e ampia.
Il legame della lercanidipina alle proteine plasmatiche è superiore al 98%. Poiché nei pazienti affetti da compromissione renale o epatica di grado severo i livelli proteici nel plasma sono ridotti, la frazione libera di principio attivo potrebbe aumentare.
Biotrasformazione
La lercanidipina viene largamente metabolizzata da CYP3A4; il principio attivo immodificato non è stato riscontrato nelle urine o nelle feci. Esso viene convertito
prevalentemente in metaboliti inattivi e il 50% circa della dose è escreta nelle urine.
Esperimenti “in vitro” con microsomi di fegato umano hanno dimostrato che la lercanidipina esercita un certo grado di inibizione di CYP3A4 e CYP2D6 ma a concentrazioni rispettivamente 160 e 40 volte più alte di quelle raggiunte al picco plasmatico dopo somministrazione di una dose da 20 mg.
Inoltre, gli studi di interazione nell’uomo hanno mostrato che la lercanidipina non modifica i livelli plasmatici del midazolam, un tipico substrato del CYP3A4, o del metoprololo, un tipico substrato di CYP2D6. Perciò, a dosi terapeutiche, non ci si aspetta che la lercanidipina inibisca la biotrasformazione di medicinali metabolizzati da CYP3A4 e CYP2D6.
Eliminazione
L’eliminazione avviene essenzialmente mediante biotrasformazione.
È stata calcolata una emivita di eliminazione terminale media di 8-10 ore e l’attività terapeutica dura 24 ore a causa del suo alto legame alle membrane lipidiche. Non è stato riscontrato accumulo in seguito a somministrazioni ripetute.
Linearità/Non linearità
La somministrazione orale di lercanidipina porta a livelli plasmatici di lercanidipina non direttamente proporzionali al dosaggio (cinetica non lineare). Dopo l’assunzione di 10, 20 o 40 mg le concentrazioni plasmatiche massime osservate sono state in un rapporto di 1:3:8 e le AUC di concentrazione plasmatica nel tempo in un rapporto di 1:4:18, indicando una saturazione progressiva del metabolismo pre-sistemico. Conseguentemente, la disponibilità aumenta con l’aumento del dosaggio.
Informazioni aggiuntive su popolazioni speciali
Nei pazienti anziani e nei pazienti affetti da compromissione renale da lieve a moderata o con compromissione da lieve a moderata delle funzioni epatiche, il comportamento farmacocinetico della lercanidipina si è rivelato simile a quello osservato nella popolazione generale dei pazienti; nei pazienti affetti da grave compromissione renale o in pazienti dializzati sono stati riscontrati livelli più elevati (di circa il 70%) di principio attivo. In pazienti affetti da compromissione delle funzioni epatiche da moderata a grave, è probabile un aumento della biodisponibilità sistemica della lercanidipina in quanto il medicinale viene di norma ampiamente metabolizzato nel fegato.
Informazioni farmaceutiche - LERCANIDIPINA 20 MG
10 mg compresse rivestite con film: Nucleo della compressa:
Magnesio stearato Povidone
Sodio amido glicolato Tipo A Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina
Film di rivestimento:
Macrogol
Alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato Talco
Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172).
20 mg compresse rivestite con film: Nucleo della compressa:
Magnesio stearato Povidone
Sodio amido glicolato Tipo A Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina
Film di rivestimento
Macrogol
Alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato Talco
Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172)
Ferro ossido rosso (E172).
Al/PVC Blister: Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.
Al/PVDC blister: Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.
Le compresse rivestite con film sono confezionate in blister di Alluminio/PVC o Alluminio/PVDC con foglio di copertura ed inserite in una scatola
Confezioni:
10 mg compresse rivestite con film:
Blister (Al/PVC):
7, 10, 14, 20, 28, 30, 35, 50, 56, 60, 98, 100 compresse rivestite con film
Blister (Al/PVDC): 7, 10, 14, 20, 28, 30, 35, 50, 56, 60, 98, 100 compresse
rivestite con film
20 mg compresse rivestite con film
Blister (Al/PVC): 7, 10, 14, 20, 28, 30, 35, 42, 50, 56, 60, 98, 100 compresse
rivestite con film Blister (Al/PVDC):
7, 10, 14, 20, 28, 30, 35, 42, 50, 56, 60, 98, 100 compresse rivestite con film È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.