INAQOVI 35 MG / 100 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Interazioni con
Restrizioni
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - INAQOVI 35 MG / 100 MG
Inaqovi è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (AML,
acute myeloid leukaemia) di nuova diagnosi non idonei alla chemioterapia di induzione standard.
Inaqovi in associazione con venetoclax è indicato per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) di nuova diagnosi non idonei alla chemioterapia di induzione standard.
Il trattamento deve essere avviato e supervisionato da un medico esperto nell’uso delle terapie antitumorali.
Posologia
Monoterapia
La dose raccomandata di Inaqovi è di 1 compressa una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 5 di ogni ciclo di 28 giorni.
I cicli devono essere ripetuti ogni 28 giorni. Il trattamento deve essere continuato per un minimo di 4 cicli fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile. In caso di risposta completa o parziale possono essere necessari più di 4 cicli.
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La sostituzione con un prodotto a base di decitabina per via endovenosa durante un ciclo non è raccomandata.
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Prima di ogni dose si deve valutare la premedicazione con una terapia antiemetica standard al fine di ridurre al minimo nausea e vomito (vedere paragrafo 4.4).
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Nei pazienti che manifestano tossicità ematologiche e non ematologiche si deve valutare se posticipare la somministrazione o ridurre la dose per ogni ciclo (vedere “Adeguamenti della dose”).
In associazione con venetoclax
La dose raccomandata di Inaqovi è 1 compressa una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 5 di ogni ciclo di 28 giorni.
I cicli devono essere ripetuti ogni 28 giorni. Si raccomanda che il trattamento sia continuato per un minimo di 4 cicli fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
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La sostituzione con un prodotto a base di decitabina per via endovenosa durante un ciclo non è raccomandata.
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Prima di ogni dose si deve valutare la premedicazione con una terapia antiemetica standard al fine di ridurre al minimo nausea e vomito (vedere paragrafo 4.4).
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Nei pazienti che manifestano tossicità ematologiche e non ematologiche si deve valutare se posticipare la somministrazione o ridurre la dose per ogni ciclo (vedere “Adeguamenti della dose”).
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I pazienti trattati con venetoclax possono sviluppare la sindrome da lisi tumorale (SLT). Fare riferimento ai paragrafi 4.2, 4.4 e 4.8 del Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di venetoclax per ulteriori informazioni.
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Le informazioni sulla somministrazione di venetoclax sono fornite nel paragrafo 4.2 del RCP di venetoclax.
Dose saltata o vomitata
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Se il paziente salta una dose e il ritardo è inferiore a 12 ore rispetto all’orario di assunzione abituale, il paziente deve assumere la dose saltata il prima possibile e riprendere con il normale schema posologico giornaliero.
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Se il paziente salta una dose e il ritardo è uguale o superiore a 12 ore rispetto all’orario di assunzione abituale, il paziente deve attendere e assumere la dose saltata il giorno successivo alla solita ora, e deve estendere il periodo di somministrazione di un giorno per ogni dose saltata, così da assumere 5 dosi giornaliere (una dose al giorno) per ogni ciclo.
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Se il paziente vomita dopo l’assunzione della dose, non deve assumere una dose aggiuntiva lo stesso giorno. Il paziente dovrà assumere la dose successiva alla solita ora e riprendere con il normale schema posologico giornaliero, senza estendere il periodo di somministrazione.
Adeguamenti della dose
Monoterapia
Reazioni avverse di tipo ematologico
Il ciclo successivo deve essere ritardato se la conta assoluta dei neutrofili è inferiore a 1,0 × 109/L e le piastrine sono meno di 50 × 109/L in assenza di malattia attiva. Monitorare l’emocromo completo fino a
quando la conta assoluta dei neutrofili non sarà pari o superiore a 1,0 × 109/L e le piastrine non saranno pari o superiori a 50 × 109/L.
In assenza di malattia attiva:
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se il recupero ematologico si verifica (conta assoluta dei neutrofili pari ad almeno 1,0 × 109/L e piastrine pari ad almeno 50 × 109/L) entro 2 settimane dall’ultimo ciclo di trattamento, il trattamento deve proseguire alla stessa dose
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se il recupero ematologico non si verifica (conta assoluta dei neutrofili pari ad almeno 1,0 × 109/L e piastrine pari ad almeno 50 × 109/L) entro 2 settimane dall’ultimo ciclo di trattamento:
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il trattamento deve essere rinviato per un massimo di altre 2 settimane E
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il paziente deve riprendere il trattamento a una dose ridotta dal Giorno 1 al Giorno 4. Se la mielosoppressione persiste dopo una riduzione della dose, si dovranno prendere in considerazione ulteriori riduzioni della dose, secondo l’ordine indicato nella Tabella 1
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la dose deve essere mantenuta invariata o aumentata nei cicli successivi come indicato clinicamente.
I pazienti con malattia attiva devono essere trattati per un minimo di 4 cicli di trattamento.
Tabella 1. Riduzioni della dose di Inaqovi raccomandate in caso di mielosoppressione
Riduzione della dose Dose Prima 1 compressa una volta al giorno dal giorno 1 al giorno 4 Seconda 1 compressa una volta al giorno dal giorno 1 al giorno 3 Terza 1 compressa una volta al giorno nei giorni 1, 3 e 5 La neutropenia severa e la neutropenia febbrile persistenti devono essere trattate con una terapia di supporto (vedere paragrafo 4.4).
Reazioni avverse di tipo non ematologico
I cicli di trattamento successivi devono essere rinviati se si verificano le seguenti reazioni avverse di tipo non ematologico per poi essere ripresi alla stessa dose o a una dose ridotta alla risoluzione:
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creatinina sierica pari o superiore a 2 mg/dL
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bilirubina sierica pari o superiore a 2 volte il limite superiore di normalità (ULN, upper limit of normal)
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alanina aminotransferasi (ALT) o aspartato aminotransferasi (AST) pari o superiori a 2 volte l’ULN
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infezione attiva o non controllata
Per tutte le altre reazioni avverse di grado 3 o superiore, gli adeguamenti della dose devono seguire le linee guida istituzionali.
In associazione con venetoclax
La conta delle cellule del sangue deve essere monitorata frequentemente fino alla risoluzione delle citopenie. La modifica della dose e le interruzioni per le citopenie dipendono dallo stato di remissione. Il Giorno 1 dei cicli di somministrazione di Inaqovi deve coincidere con quello utilizzato per la somministrazione di venetoclax. Per il Ciclo 1, la valutazione della risposta mediante esame del midollo osseo può essere effettuata già dal Giorno 22. In assenza di remissione (blasti midollari < 5%), lo schema posologico di Inaqovi non deve essere ritardato.
Reazioni avverse di tipo ematologico
La conta completa delle cellule ematiche deve essere ottenuta prima di iniziare Inaqovi e prima di ogni ciclo e deve essere monitorata fino a quando i neutrofili e la conta piastrinica non si siano ristabiliti al grado 1 o 2 (vedere paragrafo 4.4).
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Se si verifica un recupero ematologico (ANC pari ad almeno 1,0 × 109/L e piastrine pari ad almeno 50 × 109/L) entro 2 settimane dall’ultimo ciclo di trattamento, il trattamento deve essere continuato con la stessa dose.
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Se il recupero ematologico non si verifica (ANC pari ad almeno 1,0 × 109/L e piastrine pari ad almeno 50 × 109/L) entro 2 settimane dal raggiungimento della remissione, il trattamento con Inaqovi deve essere ritardato fino a un massimo di 2 settimane aggiuntive e deve essere presa in considerazione la riduzione del numero di giorni di Inaqovi per ciclo in base alla Tabella 2.
Tabella 2: Riduzioni della dose di Inaqovi raccomandate per le reazioni avverse
Riduzione della dose Dose Prima 1 compressa una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 3 Seconda 1 compressa una volta al giorno nei Giorni 1, 3 e 5 Terza 1 compressa una volta al giorno nei Giorni 1 e 3 La neutropenia severa e la neutropenia febbrile persistenti devono essere trattate con una terapia di supporto (vedere paragrafo 4.4).
Le modifiche della dose per le reazioni avverse di tipo ematologico associate a venetoclax devono seguire le istruzioni riportate nell’RCP di venetoclax.
Reazioni avverse di tipo non ematologico
A partire dal Ciclo 3 in poi, le riduzioni della dose di Inaqovi per le reazioni avverse di tipo non ematologico sono riportate nella Tabella 2.
Le modifiche della dose per le reazioni avverse di tipo non ematologico associate a venetoclax devono seguire le istruzioni riportate nell’RCP di venetoclax.
Popolazioni speciali
Compromissione epatica
Non sono stati condotti studi su pazienti con compromissione epatica. Non è stata valutata la necessità di un adeguamento della dose in pazienti con compromissione epatica. In caso di peggioramento della funzione epatica, i pazienti devono essere monitorati attentamente (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Compromissione renale
Non è raccomandato alcun adeguamento della dose iniziale nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata (clearance della creatinina [CrCl] ≥ 30 mL/min/1,73 m2). I pazienti con compromissione renale moderata (CrCl tra 30 e 59 mL/min/1,73 m2) devono essere monitorati per via dell’aumentata possibilità che si verifichino reazioni avverse. Inaqovi non è stato studiato nei pazienti con
compromissione renale severa (CrCl tra 15 e 29 mL/min/1,73 m2) o malattia renale allo stadio terminale (CrCl < 15 mL/min/1,73 m2) (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Inaqovi nella popolazione pediatrica (età inferiore a 18 anni) non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Monoterapia e in associazione con venetoclax
Inaqovi è un medicinale per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere con acqua, all’incirca alla stessa ora ogni giorno. Il paziente non deve consumare cibo nelle 2 ore precedenti e nelle 2 ore successive all’assunzione del trattamento per evitare il rischio di una mancanza di efficacia (vedere paragrafo 4.5).
Inaqovi non deve essere masticato, schiacciato o spezzato per evitare il contatto con la cute o il rilascio del principio attivo nell’aria.
Inaqovi è un medicinale citotossico. Per le procedure corrette di manipolazione e smaltimento, vedere paragrafo 6.6.
In associazione con venetoclax
Inaqovi non deve essere assunto contemporaneamente a venetoclax. La somministrazione di Inaqovi e venetoclax deve essere separata da almeno 2 ore poiché venetoclax deve essere assunto con del cibo. Vedere il RCP di venetoclax per ulteriori informazioni.
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Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Allattamento (vedere paragrafo 4.6).
Mielosoppressione
Con il trattamento può verificarsi mielosoppressione grave e fatale (vedere paragrafo 4.8).
Occorre ottenere l’emocromo completo del paziente prima dell’inizio del trattamento, prima di ogni ciclo e come indicato clinicamente per monitorare risposta e tossicità. Per il trattamento o la profilassi devono essere somministrati fattori di crescita e terapie contro le infezioni, a seconda dei casi. Il ciclo successivo deve essere rinviato e ripreso alla stessa dose o a una dose ridotta, secondo quanto raccomandato (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). I pazienti devono essere monitorati per individuare eventuali segni e sintomi di infezione e trattati tempestivamente.
Sindrome da lisi tumorale
Per i pazienti che assumono venetoclax, a causa del rischio di sindrome da lisi tumorale (SLT), fare riferimento ai paragrafi 4.2, 4.4 e 4.8 del RCP di venetoclax per ulteriori informazioni.
Neutropenia
In base alle linee guida istituzionali, le terapie di supporto in caso di neutropenia prevedono la somministrazione di una profilassi antibiotica e/o di fattori di crescita (es. G-CSF). Per le situazioni in cui è necessario posticipare la somministrazione, vedere il paragrafo 4.2.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
In pazienti trattati con decitabina per via endovenosa sono stati riportati casi di malattia polmonare interstiziale (ILD, interstitial lung disease) (tra cui infiltrati polmonari, polmonite in via di organizzazione e fibrosi polmonare) senza segni di eziologia infettiva. I pazienti con insorgenza acuta o inspiegabile peggioramento dei sintomi polmonari devono essere valutati attentamente per escludere un’ILD. In caso di ILD confermata deve essere avviato un trattamento adeguato (vedere paragrafo 4.8).
Compromissione epatica
L’utilizzo in pazienti con compromissione epatica non è stato stabilito. Occorre procedere con cautela in caso di somministrazione del medicinale a pazienti con compromissione epatica e pazienti che sviluppano segni o sintomi di compromissione epatica. Si devono effettuare esami della funzionalità epatica prima dell’inizio della terapia, prima di ogni ciclo di trattamento e come indicato clinicamente (vedere
paragrafi 4.2 e 5.2). Compromissione renale
L’utilizzo in pazienti con compromissione renale severa non è stato studiato. Occorre procedere con cautela in caso di somministrazione del medicinale a pazienti con compromissione renale severa (CrCl < 30 mL/min). Devono essere effettuati esami della funzionalità renale prima dell’inizio della terapia, prima di ogni ciclo di trattamento e come indicato clinicamente (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Patologie cardiache
I pazienti con storia di insufficienza cardiaca congestizia grave o patologia cardiaca clinicamente instabile sono stati esclusi dagli studi clinici. Pertanto, la sicurezza e l’efficacia del medicinale in questi pazienti non sono state stabilite. In ambito post-marketing, con la somministrazione di decitabina per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8) sono stati segnalati casi di cardiomiopatia con scompenso cardiaco, in alcuni casi reversibili dopo interruzione del trattamento, riduzione della dose o intervento terapeutico correttivo. I pazienti, in particolar modo coloro che presentano una storia di patologia cardiaca, devono essere monitorati per segni e sintomi di insufficienza cardiaca.
Sindrome da differenziazione
In ambito post-marketing sono stati segnalati casi di sindrome da differenziazione (anche detta sindrome da acido retinoico) con la somministrazione di decitabina per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8). La sindrome da differenziazione può essere fatale (vedere paragrafo 4.8). Alla prima insorgenza di sintomi o segni indicativi di sindrome da differenziazione, si devono considerare il trattamento con corticosteroidi ad alte dosi per via endovenosa e il monitoraggio emodinamico. Il trattamento deve essere temporaneamente sospeso fino alla risoluzione dei sintomi e, se viene ripreso, si consiglia di procedere con cautela.
Somministrazione di antiemetici
Durante il trattamento possono verificarsi episodi di nausea e vomito. Occorre prendere in considerazione la somministrazione di una terapia antiemetica standard prima di ogni dose al fine di ridurre al minimo il verificarsi di nausea e vomito.
Eccipienti
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Effetti di altri medicinali su Inaqovi
Decitabina e cedazuridina non sono substrati o inibitori del citocromo P450 (CYP450), pertanto non si prevedono interazioni con inibitori o induttori del CYP.
Inibitori di citidina deaminasi
Poiché decitabina è un substrato dell’enzima citidina deaminasi (CDA, cytidine deaminase), che metabolizza decitabina producendo una forma deaminata inattiva, occorre evitare l’impiego di altri medicinali che inibiscono la CDA in quanto la co-somministrazione potrebbe determinare un aumento dell’esposizione a decitabina.
Effetti di Inaqovi su altri medicinali
Medicinali metabolizzati da citidina deaminasi
Cedazuridina è un inibitore della CDA, quindi aumenta l’esposizione a decitabina a seguito della somministrazione orale. La somministrazione di Inaqovi in concomitanza con medicinali metabolizzati dalla CDA (es. citarabina, gemcitabina, azacitidina) può causare un aumento dell’esposizione sistemica con un potenziale aumento della tossicità di questi medicinali. La co-somministrazione di Inaqovi con medicinali metabolizzati principalmente dalla CDA deve essere evitata.
Cibo
È stato dimostrato che l’esposizione globale a decitabina si riduce quando decitabina viene somministrata con un pasto molto calorico ad alto contenuto di grassi o un pasto poco calorico a basso contenuto di grassi (vedere paragrafo 4.2 e paragrafo 5.2).
Donne in età fertile/Contraccezione negli uomini e nelle donne
A causa del potenziale genotossico di decitabina (vedere paragrafo 5.3), le donne in età fertile devono utilizzare misure contraccettive efficaci ed evitare di iniziare una gravidanza durante il trattamento con Inaqovi e nei 6 mesi successivi al completamento del trattamento. Gli uomini devono usare misure contraccettive efficaci e devono essere avvisati di non procreare durante il trattamento con Inaqovi e nei 3 mesi successivi al completamento del trattamento (vedere paragrafo 5.3).
L’uso di decitabina e cedazuridina insieme a contraccettivi ormonali non è stato studiato. Gravidanza
I dati sugli esseri umani relativi all’uso di decitabina e cedazuridina in donne in gravidanza non esistono o sono limitati.
Sulla base dei risultati degli studi di tossicità embrio-fetale condotti sugli animali (vedere paragrafo 5.3), Inaqovi potrebbe nuocere al feto se somministrato a donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Inaqovi non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive efficaci. Tutte le donne in età fertile devono sottoporsi a un test di gravidanza prima dell’inizio del trattamento. Se Inaqovi viene somministrato durante la gravidanza, o se una paziente intraprende una gravidanza durante la terapia con il medicinale, la paziente deve essere informata dei rischi potenziali per il feto.
Allattamento
Non è noto se decitabina, cedazuridina o i loro metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Inaqovi è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Fertilità
Non sono disponibili dati sugli esseri umani relativi agli effetti di decitabina e cedazuridina sulla fertilità. È stata osservata una tossicità ovarica e testicolare, compresa mutagenicità, negli studi sulla tossicità a dose ripetuta condotti sui topi. Data la possibilità di sterilità come conseguenza della terapia, prima di iniziare il trattamento gli uomini devono informarsi sui metodi di conservazione dello sperma e le pazienti donne in età fertile devono richiedere una consulenza in merito alla criopreservazione degli ovociti. Prima di iniziare il trattamento o pianificare una gravidanza, considerare le indicazioni di cui sopra (vedere paragrafo 5.3).
Inaqovi altera moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti devono essere avvisati della possibile comparsa di effetti indesiderati, per esempio anemia, durante il trattamento.
Pertanto, si raccomanda particolare cautela quando si è alla guida di veicoli o si utilizzano macchinari.
Riassunto del profilo di sicurezza
La sicurezza di Inaqovi è stata valutata in uno studio di fase 3 (ASTX727-02-EU) nel quale 80 pazienti con AML hanno ricevuto il medicinale in monoterapia e in uno studio di fase 1/2 (ASTX727-07) nel quale 189 pazienti con AML hanno ricevuto Inaqovi in associazione con venetoclax. Di seguito è riportato il profilo di sicurezza globale di Inaqovi, che riflette il profilo di sicurezza noto di decitabina per via endovenosa.
Nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento negli studi ASTX727-02-EU e ASTX727-07, le reazioni avverse da farmaco più comuni (≥ 20%), incluse le reazioni di grado ≥ 3, sono state la trombocitopenia (ASTX727-02-EU) e la neutropenia febbrile (ASTX727-07).
Le reazioni avverse gravi più comuni (≥ 20%) sono state neutropenia febbrile, sepsi e infezione polmonare.
Il decesso durante il trattamento è sopraggiunto nel 24% dei pazienti. Le reazioni avverse più frequenti che hanno portato alla morte includevano infezione polmonare (8%), sepsi (3%) ed emorragia nel sistema nervoso centrale in presenza di trombocitopenia (3%).
Tabella delle reazioni avverse
La valutazione della sicurezza delle reazioni avverse si basa in gran parte sull’esperienza con Dacogen nei pazienti con AML. La sicurezza di Inaqovi nei pazienti adulti è stata valutata in una popolazione di sicurezza che includeva pazienti con AML dello studio di fase 3 (ASTX727-02-EU, N = 80) e dello studio di fase 1/2 con Inaqovi in associazione con venetoclax (ASTX727-07, N = 189).
La Tabella 3 elenca le reazioni avverse da farmaco associate ai pazienti con AML trattati con Inaqovi in monoterapia (N = 80) o in associazione con venetoclax (N = 189), o a decitabina per via endovenosa in base alla classificazione per sistemi e organi (SOC) MedDRA. All’interno di ogni classe organo-sistemica, le reazioni avverse da farmaco sono classificate in base alla frequenza e quindi presentate in ordine di gravità decrescente. Le categorie di frequenza corrispondenti per ciascuna reazione avversa da farmaco sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune
(≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 3. Reazioni avverse da farmaco osservate con Inaqovi, Inaqovi in associazione con venetoclax o con la terapia con decitabina per via endovenosa nei pazienti con AML
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Termine MedDRA a | AML in monoterapia (N = 80), AML terapia di combinazione (N = 189) o decitabina per via endovenosa | |
| Tutti i gradi secondo CTCAEFrequenza | Grado 3-4 secondoCTCAEFrequenza | ||
| Infezioni ed infestazioni | Tutte le altre infezioni (virali, batteriche, fungine) b | Molto comune | Molto comune |
| Infezione polmonare | Molto comune | Molto comune | |
| Sepsi c | Molto comune | Comune | |
| Infezione delle vie urinarie d | Molto comune | Comune | |
| Sinusite (sia micotica sia batterica e) | Comunee | Comunee | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Leucopenia f | Molto comune | Molto comune |
| Trombocitopenia f,g | Molto comune | Molto comune | |
| Anemia f | Molto comune | Molto comune | |
| Neutropenia f | Molto comune | Molto comune | |
| Neutropenia febbrile | Molto comune | Molto comune | |
| Pancitopenia h | Non comune h | Non comune h | |
| Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Termine MedDRA a | AML in monoterapia (N = 80), AML terapia di combinazione (N = 189) o decitabina per via endovenosa | |
| Tutti i gradi secondo CTCAEFrequenza | Grado 3-4 secondoCTCAEFrequenza | ||
| Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cistie polipi) | Sindrome da differenziazione i | Non nota | Non nota |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Iperglicemia f | Molto comune | Comune |
| Patologie delsistema nervoso | Cefalea | Comune | Comune |
| Patologie cardiache | Cardiomiopatia j | Non comunej | Non comunej |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Epistassi | Comune | Comune |
| Malattia polmonare interstiziale | Non nota | Non nota | |
| Patologie gastrointestinali | Stomatite k | Molto comune | Comune |
| Nausea | Molto comune | Non comune | |
| Diarrea l | Molto comune | Comunel | |
| Vomito l | Molto comune | Comunel | |
| Colite neutropenica m | Comune | Comune | |
| Patologie epatobiliari | Aspartato aminotransferasi aumentata f | Molto comune | Comune |
| Alanina aminotransferasiaumentata f | Molto comune | Comune | |
| Fosfatasi alcalina aumentata f | Molto comune | Comune | |
| Bilirubina aumentata f | Molto comune | Non comune | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Dermatosi neutrofila febbrile acuta (sindrome di Sweet) n | Non comune n | Non applicabile o |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede disomministrazione | Piressia | Molto comune | Comune |
a La categoria di frequenza corrispondente per ciascuna reazione avversa da farmaco si basa sulla convenzione CIOMS III
b Le più comunemente osservate includono ascesso anale, infezione anorettale, batteriemia, cellulite, infezione da herpes virus, candidiasi, infezione della cute, infezione da virus varicella zoster
c Le più comunemente osservate includono sepsi, shock settico, infezione da candida sistemica, urosepsi
d Le più comunemente osservate includono batteriuria, cistite, infezione delle vie urinarie
e La sinusite batterica non è stata osservata nello studio clinico su Inaqovi, ma la sinusite (organismo non specificato) è stata osservata negli studi clinici su decitabina per via endovenosa con frequenza comune
f Sulla base dei valori di laboratorio
g La trombocitopenia può causare sanguinamento e reazioni emorragiche che possono essere fatali
h La pancitopenia (inclusi eventi fatali) non è stata osservata nello studio clinico su Inaqovi, ma negli studi clinici su decitabina per via endovenosa con frequenza non comune
i La sindrome da differenziazione e la malattia interstiziale polmonare non sono state osservate nello studio clinico su Inaqovi, tuttavia sono state osservate in ambito post-marketing a seguito dell’uso di decitabina per via endovenosa
j La cardiomiopatia non è stata osservata nello studio clinico su Inaqovi, tuttavia è stata osservata negli studi clinici su decitabina per via endovenosa con frequenza non comune
k Le più comunemente osservate includono ulcera aftosa, glossite, stomatite, ulcerazione della lingua
l Diarrea e vomito di grado 3-4 non sono stati osservati nello studio clinico su Inaqovi, tuttavia sono stati osservati negli studi clinici su decitabina per via endovenosa con frequenza comune
m L’infiammazione del cieco (inclusi eventi fatali) non è stata osservata nello studio clinico su Inaqovi, tuttavia è stata osservata in ambito post-marketing con l’uso di decitabina per via endovenosa
n La dermatosi neutrofila febbrile acuta non è stata osservata nello studio clinico su Inaqovi, tuttavia è stata osservata negli studi clinici su decitabina per via endovenosa (tutti i gradi) con frequenza non comune
o Non applicabile (grado 3-4): la reazione avversa da farmaco non è stata osservata né con Inaqovi né con decitabina per via endovenosa, né negli studi clinici né in ambito post-marketing
CTCAE = Common Terminology Criteria for Adverse Events (criteri terminologici comuni per gli eventi avversi).
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Reazioni avverse di tipo ematologico
Le reazioni avverse di tipo ematologico più comunemente riportate in associazione al trattamento sono state leucopenia, trombocitopenia, anemia, neutropenia e neutropenia febbrile. Queste reazioni avverse da farmaco sono manifestazioni della mielosoppressione e possono presentarsi anche come pancitopenia.
Nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento sono state segnalate reazioni avverse da farmaco gravi associate a sanguinamento, per esempio emorragia gastrointestinale ed emorragia cerebrale nel contesto di una trombocitopenia severa. Il sanguinamento può interessare anche occhi, cute e membrane mucose (della bocca e anorettali).
Le reazioni avverse da farmaco di tipo ematologico devono essere gestite tramite il monitoraggio regolare dell’emocromo completo e la tempestiva somministrazione di terapie di supporto, se richieste. In base alle linee guida istituzionali, le terapie di supporto prevedono la somministrazione di una profilassi antibiotica e/o di fattori di crescita (es. G-CSF) in caso di neutropenia e trasfusioni in caso di anemia o trombocitopenia. Per le situazioni in cui il trattamento deve essere rinviato, vedere il paragrafo 4.2.
Infezioni ed infestazioni
Nei pazienti che hanno ricevuto il trattamento sono state riportate gravi reazioni avverse da farmaco infezione-correlate, con potenziale esito fatale, per esempio shock settico, sepsi, infezione polmonare e altre infezioni (virali, batteriche e micotiche).
Patologie gastrointestinali
Durante il trattamento sono stati segnalati casi di enterocolite, inclusa colite neutropenica. L’enterocolite può portare a complicanze settiche e può essere associata a esiti fatali.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
In pazienti trattati con decitabina per via endovenosa sono stati riportati casi di malattia polmonare interstiziale (tra cui infiltrati polmonari, polmonite in via di organizzazione e fibrosi polmonare) senza segni di eziologia infettiva.
Sindrome da differenziazione
In pazienti che ricevevano decitabina per via endovenosa sono stati riportati casi di sindrome da differenziazione (nota anche come sindrome da acido retinoico). La sindrome da differenziazione può essere fatale e sintomi ed esiti clinici includono distress respiratorio, infiltrati polmonari, febbre, eruzione cutanea, edema polmonare, edema periferico, rapido aumento di peso, versamenti pleurici, versamenti pericardici, ipotensione e disfunzione renale. La sindrome da differenziazione può verificarsi con o senza leucocitosi concomitante. Possono verificarsi anche sindrome da perdita capillare e coagulopatia (vedere paragrafo 4.4).
Altre popolazioni speciali
Anziani
Dei pazienti degli studi clinici di fase 3 e di fase 1/2 che hanno ricevuto Inaqovi, il 39% e il 28% era di età inferiore a 75 anni, mentre il 61% e il 72% era di età pari o superiore a 75 anni. Nel complesso non sono state osservate differenze in termini di sicurezza ed efficacia tra i pazienti di età pari o superiore a 75 anni e i pazienti più giovani.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Segni e sintomi
Il sovradosaggio può causare un aumento della mielosoppressione e delle infezioni correlate a neutropenia, quali infezione polmonare e sepsi.
Gestione
Non si conosce un antidoto da somministrare per il sovradosaggio di questo medicinale. In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare segni e sintomi di reazioni avverse e deve essere avviato un trattamento sintomatico adeguato.
Proprietà farmacologiche - INAQOVI 35 MG / 100 MG
Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, antimetaboliti, analoghi della pirimidina; inibitori della citidina deaminasi; codice ATC: L01BC58.
Meccanismo d’azione
Decitabina è un inibitore metabolico nucleosidico che si ritiene eserciti i propri effetti antineoplastici dopo la fosforilazione e l’incorporazione diretta nel DNA e l’inibizione della DNA metiltransferasi, causando l’ipometilazione del DNA e la differenziazione e/o l’apoptosi cellulare. L’ipometilazione indotta da decitabina nelle cellule neoplastiche può ripristinare la normale funzione di geni fondamentali per il
controllo della differenziazione e della proliferazione cellulare. Nelle cellule che si dividono rapidamente, la citotossicità di decitabina può essere attribuita anche alla formazione di addotti covalenti tra DNA metiltransferasi e decitabina incorporata nel DNA.
La citidina deaminasi (CDA) è un enzima responsabile della degradazione dei nucleosidi della citidina, tra cui decitabina, analogo della citidina. Elevati livelli di CDA nel tratto gastrointestinale e nel fegato degradano rapidamente questi nucleosidi e ne bloccano o limitano la biodisponibilità orale. La cedazuridina inibisce la CDA. La co-somministrazione orale di cedazuridina e decitabina aumenta l’esposizione sistemica di decitabina attraverso l’inibizione del metabolismo di primo passaggio di decitabina nell’intestino e nel fegato da parte della CDA.
Efficacia e sicurezza clinica
Monoterapia
Inaqovi è stato valutato in uno studio clinico di fase 3 (ASTX727-02-EU, NCT03306264) cross-over, in aperto, randomizzato, a 2 cicli e 2 sequenze che ha coinvolto pazienti adulti con AML de novo o secondaria, definita in base ai criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non idonei alla chemioterapia di induzione standard. Un totale di 89 pazienti è stato randomizzato in rapporto 1:1 a ricevere Inaqovi (35 mg di decitabina e 100 mg di cedazuridina) per via orale nel Ciclo 1 e decitabina (20 mg/m2) per via endovenosa nel Ciclo 2 (n = 44) oppure la sequenza inversa (n = 45). Sia Inaqovi sia decitabina endovenosa sono stati somministrati una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 5 del ciclo di
28 giorni. A partire dal Ciclo 3, tutti i pazienti hanno ricevuto Inaqovi per via orale una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 5 di ogni ciclo di 28 giorni fino a progressione della malattia, morte o tossicità inaccettabile. Due dei pazienti randomizzati non hanno ricevuto alcun trattamento dello studio e 15 sono stati trattati solo nel Ciclo 1, 8 con Inaqovi e 7 con decitabina per via endovenosa.
La durata mediana del trattamento è stata di 5 mesi (intervallo da 0 a 18 mesi).
Le caratteristiche demografiche e della malattia al basale sono riportate nella Tabella 4.
Tabella 4. Caratteristiche demografiche e della malattia al basale (fase 3)
| Caratteristica | Fase 3 Inaqovi (N = 89) |
| Età (anni) | |
| Mediana (min, max) | 78 (61, 92) |
| Sesso (%) | |
| Maschile | 54 (60,7) |
| Femminile | 35 (39,3) |
| Punteggio ECOG di performance (%) | |
| 0 | 36 (40,4) |
| 1 | 53 (59,6) |
| Categoria patologica (%) | |
| AML de novo | 57 (64,0) |
| AML secondaria | 32 (36,0) |
| MDS | 18 (20,2) |
| Altra patologia ematologica antecedente | 7 (7,9) |
| AML correlata alla terapia | 7 (7,9) |
| Terapia precedente con HMA (%) | |
| Caratteristica | Fase 3 Inaqovi (N = 89) |
| Terapia precedente con azacitidina | 2 (2,2) |
| Dipendenza da trasfusionia (%) | |
| Dipendenza da trasfusioni di globuli rossi | 37 (41,6) |
| Dipendenza da trasfusioni di piastrine | 14 (15,7) |
a Definita come somministrazione documentata di almeno 2 trasfusioni entro 56 giorni dal primo giorno di trattamento nello studio.
AML = acute myeloid leukaemia, leucemia mieloide acuta; ECOG = Eastern Cooperative Oncology Group; HMA =
hypomethylating agent, agente ipometilante; MDS = myelodysplastic syndrome, sindrome mielodisplastica.
La misura dell’outcome primario dello studio di fase 3 era l’AUC cumulativa di decitabina a 5 giorni tra Inaqovi e decitabina per via endovenosa. Inaqovi ha raggiunto esposizioni (AUC0-24h) equivalenti a quelle dell’infusione endovenosa di decitabina a una dose di 20 mg/m2 (vedere paragrafo 5.2).
Gli endpoint di efficacia secondari includevano la risposta completa e il tasso di conversione da dipendenza da trasfusioni a indipendenza da trasfusioni. Nella Tabella 5 sono riepilogati i risultati descrittivi relativi all’efficacia.
Tabella 5. Risultati di efficacia relativi ai pazienti con AML dello studio ASTX727-02-EU AML (fase 3)
| Endpoint di efficacia | Inaqovi (N = 89) |
| Risposta completa (%) [CI al 95%] | 21 [13,4; 31,3] |
| Durata mediana della CR* - mesi [CI al 95%] | 5,8 [3,3; NE] |
| Tempo mediano alla CR - mesi [intervallo] | 3,0 [1,8; 7,4] |
| Risposta globale† (%) [CI al 95%] | 32 [22,0; 42,2] |
* Dall’inizio della risposta completa fino a recidiva o morte
† Nell’OR sono stati inclusi i pazienti con una risposta migliore rispetto a CR, CRi (complete remission with incomplete count recovery, remissione completa con recupero ematologico incompleto) e PR.
CI = confidence interval, intervallo di confidenza; CR = complete response, risposta completa; NE = not evaluable, non valutabile; OR = overall response, risposta globale; PR = partial response, risposta parziale.
Un paziente è stato considerato indipendente da trasfusioni se non ha ricevuto trasfusioni né di globuli rossi né di piastrine dopo il trattamento per almeno 56 giorni consecutivi. Su un totale di 41 pazienti (degli 87 pazienti trattati) che erano dipendenti da trasfusioni di globuli rossi e/o piastrine al basale, 14 (34%) sono diventati indipendenti dalle trasfusioni di globuli rossi o piastrine durante un periodo post-basale di 56 giorni. Dei 46 pazienti che erano indipendenti dalle trasfusioni di globuli rossi e piastrine al basale, 12 (26%) sono rimasti indipendenti da trasfusioni durante un periodo post-basale di 56 giorni.
In associazione con venetoclax
Inaqovi in associazione con venetoclax è stato valutato nello studio ASTX727-07 di fase 2 Parte B, uno studio interventistico a braccio singolo, in aperto, che ha incluso 101 pazienti adulti trattati, con AML di nuova diagnosi, di età pari o superiore a 75 anni, o che presentavano comorbilità che precludevano l’uso della chemioterapia di induzione intensiva in base ad almeno uno dei seguenti criteri: ECOG performance status al basale di 2-3, grave disturbo cardiaco o disturbo di comorbilità polmonare, compromissione epatica moderata, CLcr da ≥ 30 ml/min a < 45 ml/min o altra comorbilità.
I pazienti hanno ricevuto Inaqovi per via orale una volta al giorno dal Giorno 1 al Giorno 5 di ciascun ciclo e venetoclax una volta al giorno come segue: 100 mg il Giorno 1 del Ciclo 1, 200 mg il Giorno 2 del Ciclo 1, 400 mg dal Giorno 3 al Giorno 28 del Ciclo 1 e 400 mg i Giorni 1-28 di ogni ciclo di 28 giorni dei Cicli ≥ 2 fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.
Le valutazioni del midollo osseo sono state eseguite, con eccezioni minime, entro una finestra temporale di 7 giorni prima del Giorno 1, incluso, di un ciclo di trattamento per determinare la risposta al trattamento e guidare le decisioni sulla somministrazione del trattamento in studio. Nei pazienti giudicati in remissione, sono stati consentiti ritardi e/o riduzioni della dose in caso di neutropenia o trombocitopenia di Grado 4, nonché per tossicità non ematologiche di Grado 3 o 4.
Le caratteristiche demografiche e della malattia al basale sono riportate nella Tabella 6.
Tabella 6: Caratteristiche demografiche e della malattia al basale per lo studio ASTX727-07 Parte B
| Caratteristica | INAQOVI+VEN N = 101 |
| Età (anni) | |
| Mediana (min, max) | 78 (63, 88) |
| Sesso (%) | |
| Maschile | 60 |
| Femminile | 40 |
| Punteggio ECOG di performance (%) | |
| 0-1 | 78 |
| 2 | 19 |
| 3 | 3 |
| Diagnosi, n (%) | |
| AML con anomalie genetiche ricorrenti | 14 (13,9) |
| AML con alterazioni correlate alla mielodisplasia | 57 (56,4) |
| AML, correlata alla terapia | 7 (6,9) |
| AML, non altrimenti specificata | 23 (22,8) |
L’endpoint primario nella Parte B della fase 2 era la CR valutata dallo sperimentatore. Il tempo mediano di follow-up era di 11,2 mesi (intervallo: 0,3-17,5 mesi). La durata mediana del trattamento con Inaqovi è stata di 5,5 mesi (intervallo: 0,2-17,2 mesi) e la durata mediana del trattamento con venetoclax è stata di 5,5 mesi (intervallo: 0,2-17,2 mesi).
I risultati di efficacia sono riportati nella Tabella 7.
Tabella 7: Risultati di efficacia in pazienti con AML (Studio ASTX727-07 Parte B)
| Endpoint di efficacia | INAQOVI+VEN (N = 101) |
| Tasso di rispostaCR, n (%)(IC al 95%)* | 47 (46,5)(36.5; 56.7) |
| Durata della risposta†‡DoR mediana (CR) (mesi) (IC al 95%) | NR (NR, NR) |
| Endpoint di efficacia | INAQOVI+VEN (N = 101) |
| Tempo alla risposta valutato dagli sperimentatori (tutti i pazienti | CR |
| rispondenti) | (n = 47) |
| Tempo alla risposta (mesi) | |
| Mediana | 2,37 |
| Min, Max | 0,7; 15,3 |
Abbreviazioni: IC = intervallo di confidenza; CR = risposta completa; DoR = durata della risposta; NR = non raggiunta La CR è stata valutata in base ai criteri dell’European LeukemiaNet (ELN) 2017 (Döhner et al 2017)
* Stima con metodo di Clopper-Pearson
† Definito come l’intervallo di tempo che va dal primo evento di CR fino alla progressione della malattia o al decesso per qualsiasi causa, a seconda di quale evento si sia verificato per primo
‡ Stima con il metodo di Kaplan-Meier
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Inaqovi in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per la AML (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
I parametri farmacocinetici di decitabina e cedazuridina sono stati studiati a seguito della somministrazione di Inaqovi alla dose raccomandata in pazienti con sindrome mielodisplastica (MDS, myelodysplastic syndrome), leucemia mielomonocitica cronica (CMML, chronic myelomonocytic leukaemia) e AML.
Le esposizioni espresse dall’AUC di decitabina equivalenti a quelle raggiunte mediante l’infusione endovenosa di decitabina a una dose di 20 mg/m2 sono state ottenute con la dose raccomandata di Inaqovi assunta per 5 giorni consecutivi. Il rapporto delle medie geometriche (GMR, geometric mean ratio) dell’AUC0-24h di decitabina per 5 giorni totali tra Inaqovi e decitabina per via endovenosa è stato del 99% per i pazienti con MDS/CMML e del 100% per i pazienti con AML (intervallo di confidenza [CI] al 90% pari a 93%; 106% e 91%; 109% rispettivamente per MDS/CMML e AML).
Le concentrazioni plasmatiche in circolo allo stato stazionario (raggiunto con la seconda dose) sono state generalmente pari a 1,8 volte e 1,1 volte le concentrazioni plasmatiche del Giorno 1 rispettivamente per decitabina e cedazuridina.
Nella popolazione con MDS (numero di soggetti più elevato; i dati relativi alla AML erano simili), l’esposizione in base all’AUC0-24h media (coefficiente di variazione% [CV]) allo stato stazionario per decitabina è stata pari a 189 (55%) ng×h/mL, mentre la Cmax è stata di 145 (55%) ng/mL. L’esposizione in base all’AUC0-24h media allo stato stazionario (Giorno 2) per cedazuridina è stata pari a 3 290 (45%) ng×h/mL, mentre la Cmax è stata di 349 (49%) ng/mL.
L’esposizione a decitabina quando Inaqovi è stato somministrato in concomitanza con venetoclax (studio ASTX727-07) è stata sovrapponibilei a quella della monoterapia con Inaqovi.
Assorbimento
Dopo la somministrazione orale di Inaqovi, il tempo mediano alla concentrazione di picco (tmax) allo stato stazionario è stato pari a 3 ore (intervallo da 0,5 a 7,9) per cedazuridina e di 1 ora (intervallo da 0,3 a 3) per decitabina. La co-somministrazione insieme a cedazuridina ha aumentato la biodisponibilità orale relativa di decitabina così da raggiungere le esposizioni sistemiche basate sull’AUC osservate con
decitabina per via endovenosa. La biodisponibilità di cedazuridina è stata del 20,7% (intervallo dal 12,7% al 25,6%).
L’esposizione sistemica a cedazuridina non è stata influenzata in modo significativo dal cibo. I pasti molto calorici/ad alto contenuto di grassi hanno ridotto l’AUC0-24 di decitabina del 50% e la Cmax del 70%; i pasti poco calorici/a basso contenuto di grassi hanno ridotto l’AUC0-24 del 40% e la Cmax del 45%. Pertanto, Inaqovi deve essere somministrato a digiuno, a stomaco vuoto, senza assunzione di cibo nelle 2 ore precedenti e successive alla somministrazione della compressa di Inaqovi (vedere paragrafo 4.2).
Distribuzione
Decitabina
Decitabina si lega per circa il 5% alle proteine plasmatiche umane in vitro. La media geometrica (CV%) del volume di distribuzione apparente allo stato stazionario è di 417 L (54%).
Cedazuridina
Cedazuridina si lega per circa il 35% alle proteine plasmatiche umane in vitro. La media geometrica (CV%) del volume di distribuzione apparente è di 296 L (51%).
Biotrasformazione
Decitabina
Decitabina viene metabolizzata principalmente mediante la deaminazione operata dalla citidina deaminasi e anche mediante degradazione fisico-chimica in condizioni fisiologiche.
Cedazuridina
Il pathway metabolico principale per cedazuridina è la conversione nel suo epimero mediante conversione fisico-chimica durante il preassorbimento nel tratto gastrointestinale.
Eliminazione
Decitabina
A seguito di una singola dose orale di Inaqovi, l’emivita di eliminazione terminale (t1/2) media (CV%) di decitabina è stata pari a 1,2 ore (23%). La clearance orale apparente (CL/F) è stata di 197 L/h allo stato stazionario. Il pathway di eliminazione principale di decitabina è quello metabolico/di degradazione. I metaboliti e i prodotti di degradazione sono escreti principalmente per via renale.
Cedazuridina
A seguito di una singola dose orale di Inaqovi, la t1/2 media (CV%) di cedazuridina è stata pari a 6,3 ore (18%). La clearance orale apparente (CL/F) media (CV%) è stata di 25,6 L/h (159%) allo stato stazionario.
I due principali pathway di eliminazione di cedazuridina sono l’eliminazione renale come farmaco immodificato e la conversione nel suo epimero (che viene poi escreto attraverso i reni). Dopo una singola dose orale di 100 mg di cedazuridina radiomarcata, il 46% (di cui il 17,1% invariato) della dose somministrata è stato rinvenuto nell’urina e il 51% nelle feci.
Linearità/Non linearità
Nel periodo di somministrazione è stato osservato un aumento delle concentrazioni di picco (Cmax) e dell’AUC approssimativamente proporzionale alla dose per decitabina nell’intervallo di dose
da 20 a 40 mg in associazione a 100 mg di cedazuridina.
L’esposizione osservata per cedazuridina nell’intervallo di dose valutato, da 40 a 100 mg una volta al giorno, è risultata proporzionale alla dose.
Popolazioni speciali
Età, sesso, peso corporeo e superficie corporea non hanno avuto alcun effetto clinicamente rilevante sui parametri farmacocinetici relativi a decitabina o cedazuridina dopo la somministrazione di Inaqovi.
Compromissione renale
La farmacocinetica di decitabina e cedazuridina non è stata studiata formalmente nei pazienti con funzione renale compromessa. I pazienti con funzione renale normale (N = 65), compromissione renale lieve
(N = 129) e moderata (N = 103) sono stati inclusi negli studi clinici. La compromissione renale aumenta l’esposizione a cedazuridina (in quanto l’eliminazione renale del farmaco originario è uno dei principali pathway di eliminazione) e potenzialmente aumenta anche l’esposizione a decitabina (per via dell’inibizione del metabolismo di decitabina causata dall’aumentata esposizione a cedazuridina).
Decitabina viene principalmente metabolizzata e non viene escreta sotto forma di farmaco immodificato attraverso i reni. Negli studi sono stati inclusi soltanto tre pazienti con compromissione renale severa e nessun paziente con malattia renale allo stadio terminale. Vedere anche i paragrafi 4.2 e 4.4.
Compromissione epatica
La farmacocinetica di decitabina e cedazuridina non è stata formalmente studiata nei pazienti con compromissione epatica. Negli studi clinici sono stati inclusi pochissimi pazienti con funzione epatica compromessa. Non si ritiene che la compromissione epatica possa avere effetti rilevanti sull’esposizione a decitabina e cedazuridina in quanto cedazuridina non viene metabolizzata per via epatica, mentre decitabina viene metabolizzata dalla citidina deaminasi, che è presente in diversi tessuti.
Informazioni farmaceutiche - INAQOVI 35 MG / 100 MG
Parte centrale della compressa
Lattosio monoidrato Ipromellosa (E464) Croscarmellosa sodica (E466) Silice colloidale anidra Magnesio stearato (E572)
Rivestimento con film
Alcol polivinilico (E1203)
Biossido di titanio (E171) Glicole polietilenico (E1521) Talco (E553b)
Ossido di ferro rosso (E172)
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
5 compresse rivestite con film in blister in PVC/alluminio (3 strati di plastica e alluminio laminati a freddo).
Manipolazione sicura di Inaqovi compresse rivestite con film
La manipolazione di Inaqovi compresse rivestite con film deve avvenire in maniera conforme alle linee guida per la manipolazione dei medicinali citotossici in base alla raccomandazione e/o ai regolamenti locali prevalenti.
Se il rivestimento esterno della compressa è integro, la manipolazione di Inaqovi compresse rivestite con film non pone alcun rischio.
Le compresse rivestite con film di Inaqovi non devono essere schiacciate né spezzate. Smaltimento
Il medicinale non utilizzato deve essere distrutto in conformità ai requisiti locali vigenti in materia di smaltimento dei medicinali citotossici.