NAMUSCLA 83 MG CAPSULE RIGIDA
Informazioni sulla prescrizione
Classe
Tipo di ricetta
Nota AIFA
Regime SSN
Ulteriori informazioni
Nome del farmaco
Glutine / Lattosio
Lattosio: Nessun dato
Forma farmaceutica
Produttore
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RCP - NAMUSCLA 83 MG
Namuscla è indicato per il trattamento sintomatico della miotonia nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni con un peso di almeno 20 kg, negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni e nei pazienti adulti di età ≥ 18 anni affetti da disturbi miotonici non distrofici.
Prima di iniziare il trattamento con mexiletina
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Occorre eseguire una dettagliata e attenta valutazione cardiaca da parte di un cardiologo; durante tutto il trattamento con mexiletina, il monitoraggio cardiaco deve essere continuato e adattato in funzione delle condizioni cardiache del paziente (si vedano i paragrafi 4.3 e 4.4).
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La valutazione elettrolitica va eseguita su ogni paziente prima di iniziare la terapia con mexiletina ed eventuali squilibri elettrolitici devono essere corretti prima di somministrare la mexiletina (si veda il paragrafo 4.4).
Posologia
Namuscla 167 mg capsule rigide
Adulti di età pari o superiore a 18 anni
La dose iniziale raccomandata di mexiletina è 167 mg al giorno (1 capsula al giorno). Dopo almeno 1 settimana di trattamento, in base alla risposta clinica, la dose giornaliera può essere aumentata fino a 333 mg al giorno (2 capsule al giorno). Dopo almeno 1 ulteriore settimana di trattamento, in base alla risposta clinica, la dose può essere ulteriormente aumentata fino a 500 mg al giorno (3 capsule al giorno).
Il trattamento di mantenimento prevede 167 mg-500 mg al giorno (1-3 capsule al giorno), in base all’intensità dei sintomi e alla risposta clinica, da assumere regolarmente per tutto il giorno, secondo necessità.
La dose non deve superare 500 mg/giorno. Occorre eseguire una rivalutazione regolare: interrompere il trattamento a lungo termine in quei pazienti che non rispondono al trattamento o che non ne traggono beneficio.
Namuscla 62 mg, 83 mg e 167 mg capsule rigide
Bambini e adolescenti (dai 6 ai 17 anni di età)
Nei pazienti pediatrici, la dose raccomandata dipende dal peso corporeo (Tabella 1):
Tabella 1: Dosi raccomandate nei pazienti pediatrici
Peso corporeo (kg) Una volta al giorno (mattina) Due volte al giorno (mattina esera) Tre volte al giorno (mattina, pomeriggio e sera) Dose giornaliera totale massima 20-30 kg 62 mg(1 x 62 mg) 124 mg(2 x 62 mg) 186 mg(3 x 62 mg) ≈187 mg/giorno 30-40 kg 83 mg(1 x 83 mg) 166 mg(2 x 83 mg) 249 mg(3 x 83 mg) ≈250 mg/giorno Alternativa: 248 mg (4 ×62 mg) 40-60 kg 124 mg(2 x 62 mg) 248 mg(4 x 62 mg) 372 mg(6 x 62 mg) ≈375 mg/giorno ≥ 60 kg 167 mg(1 x 167 mg or2 x 83 mg) 334 mg(2 x 167 mg or4 x 83 mg) 501 mg(3 x 167 mg or 6 x83 mg) 500 mg/giorno Popolazioni speciali
Pazienti con patologie cardiache
In caso di modifica della dose di mexiletina o in caso di somministrazione concomitante di mexiletina con medicinali che presentano probabili effetti sulla conduzione cardiaca, i pazienti devono essere attentamente monitorati mediante ECG (soprattutto i pazienti con anomalie nella conduzione) (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.5).
Anziani
L’esperienza con mexiletina nei pazienti affetti da disturbi miotonici di età ≥65 anni è limitata. In base alle proprietà farmacocinetiche di mexiletina, nei pazienti di età ≥65 anni non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Compromissione epatica
Mexiletina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con compromissione epatica lieve (punteggio di Child-Pugh 5-6) o moderata (punteggio di Child-Pugh 7-9). In questi pazienti, si raccomanda di aumentare la dose solo dopo almeno 2 settimane di trattamento.
L’esperienza con mexiletina nei pazienti con compromissione epatica severa è limitata. Pertanto, mexiletina non deve essere usata in questa popolazione di pazienti.
Compromissione renale
Nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è ritenuto necessario alcun aggiustamento della dose. L’esperienza con mexiletina nei pazienti con compromissione renale severa è limitata. Pertanto, l’uso di mexiletina non è raccomandato in questa popolazione di pazienti.
Popolazione pediatrica
Bambini di età inferiore a 6 anni
La sicurezza e l’efficacia di mexiletina nei bambini di età inferiore a 6 anni o di peso inferiore a 20 kg non sono ancora state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Uso orale.
Le capsule intere devono essere deglutite con acqua, evitando la posizione supina. In caso di intolleranza digestiva, le capsule devono essere assunte durante i pasti.
La sicurezza e l’efficacia dell’apertura delle capsule o della somministrazione del contenuto per altre vie non sono state stabilite. Sono in corso studi per valutare l’idoneità di metodi di somministrazione alternativi. Per i pazienti che non sono in grado di deglutire le capsule, gli operatori sanitari devono decidere la somministrazione appropriata in base al giudizio clinico.
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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al Paragrafo 6.1.
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Ipersensibilità a un qualsiasi anestetico locale.
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Tachiaritmia ventricolare.
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Blocco cardiaco completo (ovvero, blocco atrio-ventricolare di terzo grado) o qualsiasi blocco cardiaco suscettibile di evolvere in un blocco cardiaco completo (blocco atrio-ventricolare di primo grado con intervallo PR significativamente prolungato [≥240 ms] e/o complesso QRS ampio [≥120 ms]), blocco atrio-ventricolare di secondo grado, blocco di branca, blocco bifascicolare e trifascicolare).
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Infarto miocardico (acuto o passato) o onde Q anormali.
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Coronaropatia sintomatica.
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Insufficienza cardiaca con frazione di eiezione di medio raggio (40-49%) e ridotta (<40%).
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Tachicardia, fibrillazione o flutter atriale.
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Disfunzione del nodo del seno (inclusa una frequenza del seno <50 bpm).
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Somministrazione concomitante di medicinali che inducono torsione di punta (vedere paragrafo 4.5).
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Somministrazione concomitante di medicinali con indice terapeutico ristretto (vedere paragrafo 4.5).
Effetti cardiaci aritmogenici
Mexiletina può indurre un’aritmia o accentuare un’aritmia preesistente, sia essa diagnosticata o meno (vedere i paragrafi 4.3 e 4.5).
Prima di iniziare il trattamento con mexiletina, occorre eseguire una dettagliata e attenta valutazione cardiaca (ECG, monitoraggio Holter di 24-48 ore ed ecocardiogramma) da parte di un cardiologo in tutti i pazienti al fine di determinare la tollerabilità cardiaca di mexiletina. Si raccomanda una valutazione cardiaca poco dopo l’inizio del trattamento (es. entro 48 ore).
Per tutta la durata del trattamento con mexiletina e in relazione alle modifiche della dose, il monitoraggio cardiaco dei pazienti deve essere adattato in funzione della condizione cardiaca del paziente:
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Nei pazienti senza anomalie cardiache, si raccomanda un monitoraggio periodico con ECG (ogni 2 anni o più frequentemente se ritenuto necessario).
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Nei pazienti con anomalie cardiache e nei pazienti suscettibili a tali anomalie, prima e durante qualsiasi aumento della dose occorre eseguire una valutazione cardiaca dettagliata, inclusi ECG. Durante il trattamento di mantenimento, si raccomanda una dettagliata valutazione cardiaca, compresi ECG, monitoraggio Holter di 24-48 ore ed ecocardiogramma, con frequenza almeno annuale o più spesso se ritenuto necessario nell’ambito della valutazione cardiaca di routine.
I pazienti devono essere informati circa i sintomi di esordio di aritmie (svenimento, palpitazione, dolore al torace, respiro affannoso, stordimento, lipotimia e sincope) e devono essere avvertiti della necessità di contattare immediatamente un centro d’emergenza qualora manifestino sintomi di aritmie.
Per le patologie cardiache non elencate nel paragrafo 4.3, il beneficio degli effetti antimiotonici di mexiletina deve essere ponderato rispetto al rischio di complicanze cardiache valutando caso per caso. Mexiletina deve essere interrotta immediatamente qualora emergano anomalie nella condizione cardiaca o una qualsiasi delle controindicazioni elencate al paragrafo 4.3.
Squilibri elettrolitici come ipokaliemia, iperkaliemia o ipomagnesemia possono potenziare gli effetti proaritmici di mexiletina. Pertanto, prima di avviare la terapia con mexiletina tutti i pazienti devono essere sottoposti a una valutazione elettrolitica. Un eventuale squilibrio elettrolitico deve essere corretto prima di somministrare mexiletina e deve essere monitorato per tutta la durata del trattamento (con una periodicità da adattare paziente per paziente).
Un aumento nelle concentrazioni di caffeina indotto dalla somministrazione concomitante di mexiletina potrebbe destare preoccupazione nei pazienti con aritmia cardiaca (vedere il paragrafo 4.5)
Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)
Per DRESS si intende una sindrome che, nella sua forma completa, comprende eruzioni cutanee severe, febbre, linfadenopatia, epatite, anomalie ematologiche con eosinofilia e linfociti atipici, e può interessare altri organi. I sintomi generalmente si presentano 1-8 settimane dopo l’esposizione al medicinale. Manifestazioni sistemiche severe sono responsabili del 10% dei casi di decesso.
L’incidenza di DRESS è stata riportata tra 1:1 000 e 1:10 000 pazienti trattati.
Come possibili cause sono stati identificati numerosi medicinali compresi anticonvulsivanti, antibiotici e anche mexiletina. I pazienti con ipersensibilità nota a mexiletina o qualsiasi altro componente di
questo prodotto o ad un qualsiasi anestetico locale sono ad alto rischio di sviluppare la DRESS e non devono assumere mexiletina (vedere il paragrafo 4.3).
Epilessia
I pazienti epilettici devono essere monitorati in quanto mexiletina può aumentare la frequenza degli episodi di crisi convulsive.
Polimorfismo di CYP2D6
Il polimorfismo di CYP2D6 può influenzare la farmacocinetica della mexiletina (vedere paragrafo 5.2). Nei pazienti che sono scarsi metabolizzatori di CYP2D6 o che assumono medicinali che inibiscono CYP2D6 (vedere paragrafo 4.5), si prevede una maggiore esposizione sistemica. In tutti i pazienti deve essere rispettato un periodo di almeno 7 giorni prima di aumentare la dose al fine di garantire il raggiungimento dei livelli allo stato stazionario e che mexiletina sia ben tollerata, indipendentemente dal polimorfismo di CYP450.
Screening farmacologico
Mexiletina può dare reazioni crociate in vari test di screening per le anfetamine, causando potenzialmente un risultato falso positivo nelle analisi delle urine per le anfetamine quando mexiletina è assunta.
Fumo
Il fumo influenza la farmacocinetica di mexiletina (vedere paragrafo 4.5). La dose di mexiletina può dover essere aumentata qualora un paziente inizi a fumare e ridotta nel caso in cui smetta di fumare.
Interazioni farmacodinamiche
Antiaritmici che inducono torsione di punta (antiaritmici di classe Ia, Ic e III):
La somministrazione concomitante di mexiletina e antiaritmici che inducono torsione di punta (classe Ia: chinidina, procainamide, disopiramide, ajmalina, classe Ic: encainide, flecainide, propafenone, moricizina, classe III: amiodarone, sotalolo, ibutilide, dofetilide, dronedarone, vernakalant) aumenta il rischio di torsione di punta potenzialmente letale. L’uso concomitante di mexiletina e medicinali antiaritmici che inducono torsione di punta è controindicato (vedere paragrafo 4.3).
Altri antiaritmici (antiaritmici di classe Ib, II, IV):
La somministrazione concomitante di mexiletina e altre classi di antiaritmici (classe Ib: lidocaina, fenitoina, tocainide, classe II: propranololo, esmololo, timololo, metoprololo, atenololo, carvedilolo, bisoprololo, nebivololo, classe IV: verapamil, diltiazem) non è raccomandata, salvo in casi eccezionali, per via del maggior rischio di reazioni cardiache avverse (vedere paragrafo 4.4).
Interazioni farmacocinetiche
Effetto di altri medicinali sulla mexiletina
Mexiletina è un substrato per le vie metaboliche che coinvolgono enzimi epatici; si prevede che l’inibizione o l’induzione di questi enzimi alteri le concentrazioni plasmatiche di mexiletina.
Inibitori di CYP1A2 e CYP2D6
La somministrazione concomitante di mexiletina con un inibitore degli enzimi epatici (inibitore di CYP1A2: ciprofloxacina, fluvoxamina, propafenone, inibitore di CYP2D6: propafenone, chinidina) aumenta significativamente l’esposizione alla mexiletina e pertanto il rischio associato di reazioni avverse a mexiletina.
In uno studio di interazione con dosi singole, la clearance di mexiletina era ridotta del 38% in seguito alla somministrazione concomitante di fluvoxamina, un inibitore di CYP1A2.
Di conseguenza, per tutto il trattamento con un inibitore di CYP1A2 o CYP2D6 e dopo tale trattamento può essere indicato un monitoraggio clinico e tramite ECG, nonché l’adeguamento della dose di mexiletina.
Induttori di CYP1A2 e CYP2D6
La somministrazione concomitante di mexiletina con un induttore degli enzimi epatici (induttore di CYP1A2: omeprazolo, induttore di CYP2D6: fenitoina, rifampicina) può aumentare la clearance e la velocità di eliminazione di mexiletina a causa di un aumento nel metabolismo epatico dovuto alla riduzione delle concentrazioni plasmatiche e dell’emivita di mexiletina.
In uno studio clinico, la somministrazione concomitante di mexiletina con fenitoina ha determinato una significativa riduzione nell’esposizione a mexiletina (p <0,003) a causa di una maggiore clearance, come dimostra una significativa riduzione nell’emivita di eliminazione (da 17,2 a 8,4 ore, p
<0,02).
Pertanto, in base alla risposta clinica, la dose di mexiletina deve essere adattata durante e dopo il trattamento con l’induttore enzimatico.
Dopo la somministrazione orale di dosi singole (167 mg) e multiple (83 mg due volte al giorno durante 8 giorni) di mexiletina, la clearance totale di mexiletina risulta significativamente aumentata nei fumatori (da 1,3 a 1,7 volte) per via dell’induzione di CYP1A2, il che determina una corrispondente riduzione nell’emivita di eliminazione e nell’esposizione al farmaco. La dose di mexiletina può dover essere aumentata qualora un paziente inizi a fumare durante il trattamento con mexiletina e ridotta nel caso in cui smetta di fumare.
Effetto di mexiletina su altri medicinali
Il potenziale di mexiletina come responsabile di interazioni farmacologiche non è noto. I pazienti devono essere attentamente monitorati in caso di trattamento concomitante con altri medicinali, con particolare enfasi su medicinali con finestre terapeutiche ristrette.
Substrati del CYP1A2
Mexiletina è un potente inibitore di CYP1A2; pertanto, la somministrazione concomitante con medicinali metabolizzati dal CYP1A2 (quali teofillina, caffeina, lidocaina o tizanidina) può essere associata ad aumenti nelle concentrazioni plasmatiche del medicinale concomitante che possono potenziare o prolungare l’efficacia terapeutica e/o le reazioni avverse, soprattutto se mexiletina viene somministrata in concomitanza con substrati del CYP1A2 caratterizzati da una stretta finestra terapeutica quali teofillina e tizanidina.
È necessario monitorare i livelli ematici del substrato di CYP1A2, soprattutto quando viene modificata la dose di mexiletina. Occorre prendere in considerazione un appropriato aggiustamento nella dose del substrato di CYP1A2.
Caffeina
In uno studio clinico condotto su 12 soggetti (5 soggetti sani e 7 pazienti con aritmie cardiache), la clearance di caffeina era ridotta del 50% in seguito alla somministrazione di mexiletina. Un aumento nelle concentrazioni di caffeina indotto dalla somministrazione concomitante di mexiletina può destare preoccupazione nei pazienti con aritmia cardiaca. Pertanto, si raccomanda di ridurre l’assunzione di caffeina durante il trattamento con mexiletina.
Substrati di OCT2
Il trasportatore di cationi organici 2 (OCT2) rappresenta un’importante via per l’assorbimento di composti cationici nei reni. Mexiletina può interagire con medicinali trasportati da OCT2 (quali metformina e dofetilide).
Qualora sia necessario usare contemporaneamente mexiletina con altri substrati di OCT2, è necessario monitorare i livelli ematici del substrato di OCT2, soprattutto quando viene modificata la dose di
mexiletina. Occorre prendere in considerazione un appropriato aggiustamento nella dose del substrato di OCT2.
Substrati di altri enzimi e trasportatori
Le potenziali interazioni tra mexiletina e substrati di altri enzimi e trasportatori comuni non sono state ancora valutate; attualmente è controindicato usare mexiletina con qualsiasi substrato caratterizzati da una stretta finestra terapeutica quali digossina, litio, fenitoina, teofillina o warfarin (vedere paragrafo 4.3).
Gravidanza
I dati relativi all’uso di mexiletina in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Dati clinici limitati sull’uso di mexiletina in donne in gravidanza mostrano che mexiletina attraversa la placenta e raggiunge il feto. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di mexiletina durante la gravidanza. Allattamento
Mexiletina è escreta nel latte materno. Le informazioni sugli effetti di mexiletina nei neonati/bambini sono insufficienti. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con mexiletina tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Gli effetti di mexiletina sulla fertilità negli esseri umani non sono stati studiati. Gli studi sugli animali con mexiletina non indicano effetti nocivi sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).
Mexiletina altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. In seguito alla somministrazione di mexiletina possono verificarsi episodi di stanchezza, confusione e annebbiamento della vista (vedere paragrafo 4.8).
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse riportate con maggiore frequenza nei pazienti trattati con mexiletina sono dolore addominale (12%), insonnia (12%) e vertigini (8%).
Le reazioni avverse più gravi riportate in pazienti trattati con mexiletina sono DRESS e aritmia (blocco atrio-ventricolare, aritmia, fibrillazione ventricolare).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse sono riportate nella Tabella 2 mediante la classificazione per organi e sistemi (SOC) secondo MedDRA, in base alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100,
<1/10), non comune (≥1/1 000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse molto comuni e comuni derivano dai dati dello studio MYOMEX; le reazioni avverse meno comuni derivano dai dati post-commercializzazione. All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente.
Tabella 2: Tabella delle reazioni avverse
| Classificazione per organi e sistemi | Frequenza | Reazione avversa |
| Patologie del sistemaemolinfopoietico | Non nota | Leucopenia,trombocitopenia |
| Disturbi psichiatrici | Molto comune | Insonnia |
| Comune | Sonnolenza | |
| Non nota | Allucinazioni, stato confusionale | |
| Patologie del sistema nervoso | Comune | Cefalea, parestesia, visione offuscata, vertigini |
| Non comune | Crisi convulsiva, disturbidell’eloquio | |
| Non nota | Diplopia, disgeusia | |
| Patologie cardiache | Comune | Tachicardia |
| Non comune | Bradicardia | |
| Non nota | Blocco atrioventricolare | |
| Patologie vascolari | Comune | Rossore, ipotensione |
| Non nota | Collasso circolatorio, vampata di calore | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Non nota | Fibrosi polmonare |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Dolore addominale |
| Comune | Nausea | |
| Non nota | Diarrea, vomito, ulcere e perforazione esofagee | |
| Patologie epatobiliari | Raro | Funzione epatica anormale |
| Molto rara | Danno epatico da farmaci, patologia epatica, epatite | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Acne |
| Molto rara | Reazione da farmaco coneosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) | |
| Non nota | Dermatite esfoliativa, sindrome di Steven-Johnson, | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Dolore agli arti |
| Non nota | Sindrome simil-lupoide | |
| Patologie generali e condizioni relative alla sededi somministrazione | Comune | Stanchezza, astenia, fastidio al torace, malessere |
Popolazione pediatrica
La valutazione della sicurezza nei bambini e negli adolescenti è stata studiata nello studio MEX-NM-301 in cui 12 pazienti pediatrici di età compresa tra 6 e 17 anni e di peso pari ad almeno 20 kg hanno ricevuto mexiletina (vedere paragrafo 5.1). Due (2) di questi pazienti hanno riportato reazioni avverse al farmaco. Le reazioni avverse al farmaco stabilite per gli adulti sono considerate applicabili a bambini e adolescenti.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
Sintomi
Esiti fatali sono stati riportati per sovradosaggi acuti a 4,4 g di mexiletina cloridrato ingerita, ma sono stati segnalati anche casi di sopravvivenza dopo sovradosaggio acuto pari a circa 4 g di mexiletina cloridrato orale.
I sintomi di un sovradosaggio di mexiletina includono disturbi neurologici (parestesia, confusione, allucinazioni, crisi convulsive) e patologie cardiache (bradicardia sinusale, ipotensione, collasso e, in casi estremi, arresto cardiaco).
Gestione del sovradosaggio
Il trattamento è prevalentemente sintomatico. La gravità dei sintomi può rendere necessario il ricorso alla supervisione ospedaliera. In caso di bradicardia con ipotensione, occorre somministrare atropina endovenosa. In caso di crisi convulsive, occorre usare benzodiazepine.
Proprietà farmacologiche - NAMUSCLA 83 MG
Categoria farmacoterapeutica: terapia cardiaca, antiaritmici, classe Ib, codice ATC: C01BB02. Meccanismo d’azione
Mexiletina blocca i canali del sodio con una maggiore potenza in situazioni di una scarica eccessiva di potenziali d’azione (blocco uso-dipendente) e/o depolarizzazione prolungata (blocco voltaggio-dipendente), come avviene nei tessuti malati, piuttosto che in fase di eccitabilità fisiologica (blocco a riposo o tonico). Pertanto, la mexiletina è maggiormente attiva sulle fibre muscolari soggette a ripetute scariche (come i muscoli scheletrici). Migliora i sintomi miotonici riducendo la rigidità muscolare attraverso la riduzione del ritardo nel rilassamento muscolare.
Efficacia e sicurezza clinica
Adulti di età pari o superiore a 18 anni
L’efficacia e la sicurezza di mexiletina nella miotonia non distrofica sono state valutate in MYOMEX, uno studio di cross-over multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo (2 periodi di trattamento di 18 giorni) con un periodo di wash-out di 4 giorni in 13 pazienti con miotonia congenita (MC) e 12 pazienti con paramiotonia congenita (PC). L’età della popolazione di studio complessiva era compresa tra 20 e 66 anni e circa i 2/3 dei pazienti erano uomini.
Nello studio sono stati inclusi pazienti che hanno manifestato sintomi miotonici che hanno interessato almeno 2 segmenti e che hanno avuto un impatto su almeno 3 attività quotidiane. I pazienti sono stati randomizzati secondo un disegno di cross-over a una sequenza comprendente i seguenti 2 trattamenti:
a) mexiletina a una dose iniziale di 167 mg/giorno e titolata con incrementi di 167 mg ogni 3 giorni fino a raggiungere una dose massima di 500 mg/giorno in 1 settimana, oppure b) placebo1
La misura di efficacia primaria sia per MC che per PC era il punteggio della severità della rigidità auto-riferito dai pazienti su una Scala analogico-visiva (VAS). La VAS è costruita come una misura assoluta, con una linea orizzontale dritta di 100 mm avente alle estremità “nessuna rigidità affatto” (0) e “peggiore rigidità possibile” (100). I principali endpoint secondari erano le variazioni nella qualità della vita correlata alla salute misurata mediante la scala di valutazione della qualità della vita
1 La Relazione dello studio clinico fa riferimento alla dose di 200 mg che è la quantità di mexiletina cloridrato corrispondente a 166,62 mg di base di mexiletina.
neuromuscolare individuale (INQoL) e il tempo necessario per alzarsi in piedi da una sedia, camminare attorno alla sedia e risedersi (test della sedia).
I risultati per gli endpoint primario e secondari principali sono riassunti nella Tabella 3 seguente.
Tabella 3: Sintesi dei risultati per gli endpoint primario e secondari principali
| Mexiletina | Placebo | |
| Analisi primariaPunteggio di rigidità (VAS) (mm) | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Valore VAS mediano al basale | 71,0 | 81,0 |
| Valore VAS mediano al giorno 18 | 16,0 | 78,0 |
| Variazione assoluta del valore VAS mediano rispetto al basale | -42,0 | 2,0 |
| Percentuale di soggetti con variazione assoluta del valore VAS rispetto al basale ≥50 mm al giorno 18 | 12/21 (57,1%) | 3/22 (13,6%) |
| Effetto del trattamento (modello lineare a effetti misti) | p<0,001 | |
| Analisi secondaria Test della sedia (s) | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Valore medio (DS) al basale | 7,3 (3,5) | |
| Valore medio (DS) al giorno 18 | 5,2 (1,6) | 7,5 (4,1) |
| Variazione assoluta media (DS) rispetto al basale | -2,1 (2,9) | 0,2 (1,6) |
| Effetto del trattamento (test dei ranghi logaritmici di Wilcoxon) | p = 0,0007 | |
| Analisi secondariaQualità della vita neuromuscolare individuali - Qualità della vita complessiva | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Valore mediano al basale | 51,1 | |
| Valore mediano al giorno 18 | 23,3 | 48,3 |
| Variazione assoluta mediana rispetto al basale | -25,0 | 1,1 |
| Effetto del trattamento (modello lineare misto) | p<0,001 | |
| Analisi secondariaIndice di efficacia dell’Impressione clinica globale (CGI) | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| CGI giudicata efficace dagli sperimentatori | 22 (91,7%) | 5 (20,0%) |
| CGI giudicata efficace dai pazienti | 23 (92,0%) | 6 (24,0%) |
| Effetto del trattamento (test di Mc Nemar) | p<0,001 | |
| Analisi secondariaPreferenza tra i 2 periodi di trattamento | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Periodo preferito | 20 (80,0%) | 5 (20,0%) |
| Effetto del trattamento (test binomiale) | p = 0,0041 | |
| Analisi secondariaScala clinica della miotonia - Punteggio di gravità globale | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Valore medio (DS) al basale | 53,8 (10,0) | |
| Valore medio (DS) al giorno 18 | 24,0 (17,1) | 47,6 (23,3) |
| Variazione assoluta media (DS) rispetto al basale | -29,8 (16,0) | -6,2 (19,0) |
| Effetto del trattamento (modello lineare misto) | p<0,001 | |
| Analisi secondariaScala clinica della miotonia - Punteggio di invalidità globale | ||
| Numero di soggetti | 25 | 25 |
| Valore medio (DS) al basale | 7,8 (2,8) | |
| Valore medio (DS) al giorno 18 | 2,7 (2,6) | 7,0 (3,8) |
| Variazione assoluta media (DS) rispetto al basale | -5,1 (3,1) | -0,8 (3,4) |
| Effetto del trattamento (modello lineare misto) | p<0,001 | |
Popolazione pediatrica
Bambini e adolescenti dai 6 ai 17 anni di età
Uno studio interventistico in aperto, multicentrico, a braccio singolo è stato condotto nella popolazione pediatrica di età compresa tra 6 e < 18 anni per valutare la sicurezza, la PK allo stato stazionario e l’efficacia di mexiletina per il trattamento della miotonia.
Al Giorno 56 (fine dello studio, EOS), sono state osservate variazioni numeriche rispetto al basale negli endpoint di efficacia valutati (nessun test statistico formale eseguito):
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Valutazioni VAS: sono state registrate riduzioni numeriche rispetto al basale nei punteggi di rigidità, dolore e debolezza/stanchezza riferiti dal paziente.
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Rigidità: variazione media −53,7 (DS 19,62) nella Coorte 1; −21,7 (DS 27,5) nella
Coorte 2; −44,1 (DS 25,77) complessivamente.
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Dolore: variazione media −13,6 (DS 18,32) nella Coorte 1; 4,3 (DS 19,86) nella Coorte 2;
−8,2 (DS 19,65) complessivamente.
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Debolezza/stanchezza: variazione media −21,0 (DS 22,91) nella Coorte 1; −17,0
(DS 41,87) nella Coorte 2; −19,8 (DS 27,26) complessivamente.
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Valutazioni FAS: nella Coorte 2, due soggetti (di età compresa tra 6 e 8 anni) hanno completato la Scala di valutazione funzionale, che ha mostrato una variazione rispetto al basale nel punteggio di rigidità all’EOS: −3 (DS 1,41), variazione rispetto al basale nel punteggio del dolore all’EOS: −1 (DS 1,41) e variazione rispetto al basale nel punteggio di debolezza/stanchezza all’EOS: 2 (DS 0).
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Sono stati registrati miglioramenti numerici rispetto al basale nei punteggi dei moduli neuromuscolari completati dal paziente e dal genitore, nei punteggi della Scala di comportamento della miotonia (Myotonia Behaviour Scale, MBS) e nei punteggi dell’Inventario pediatrico sulla qualità della vita (Paediatric Quality of Life Inventory, PedsQL).
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Modulo neuromuscolare (PedsQL), variazioni medie dal basale all’EOS:
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Riferito dal paziente: 11,7 (DS 10,69) nella Coorte 1; 5,0 (DS 3,75) nella Coorte 2;
9,3 (DS 9,18) complessivamente.
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Riferito dal genitore: 4,4 (DS 5,06) nella Coorte 1; −1,0 (DS 20,09) nella Coorte 2;
2,2 (DS 12,98) complessivamente.
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L’MBS è stato valutato al basale e all’EOS e le variazioni numeriche rispetto al basale erano le seguenti:
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La variazione media (DS) nel punteggio MBS all’EOS era −1,7 (1,11) nella
Coorte 1, −0,2 (0,84) nella Coorte 2 e −1,1 (1,24) complessivamente.
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All’EOS, 8 soggetti su 12 (66,7%) hanno mostrato una riduzione del punteggio MBS rispetto al basale, 3 soggetti su 12 (25,0%) non hanno mostrato alcuna variazione e 1 soggetto su 12 (8,3%) ha mostrato un aumento del punteggio.
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All’EOS, 11 soggetti su 12 (92%) sono stati valutati come “molto efficace” o “buona” dallo sperimentatore/genitore/paziente.
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Miotonia della presa della mano: il tempo di rilassamento ha mostrato una diminuzione numerica rispetto al basale durante il periodo di trattamento.
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- 0,06 s (DS 0,10) nella Coorte 1
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- 0,11 s (DS 0,21) nella Coorte 2
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- 0,09 s (DS 0,16) complessivi.
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Bambini di età inferiore a 6 anni
A causa della rarità ed eterogeneità della miotonia in questa fascia di età, non sono disponibili dati in bambini di età inferiore a 6 anni e la sicurezza e l’efficacia in questa fascia di età non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.2).
Assorbimento
Mexiletina viene assorbita rapidamente e quasi completamente dopo somministrazione orale con una biodisponibilità pari a circa il 90% nei soggetti sani. Il picco delle concentrazioni plasmatiche dopo somministrazione orale si ha entro 2-3 ore. Dopo somministrazioni ripetute non è stato riscontrato alcun accumulo significativo di mexiletina.
Il cibo non influenza né la velocità né l’entità di assorbimento di mexiletina. Pertanto, la mexiletina può essere assunta con o senza cibo.
Alla dose massima per adulti (200 mg TID; 600 mg/giorno), la concentrazione plasmatica media misurata 2 ore post-dose (C2h) allo stato stazionario era di 1,10 mcg/mL (DS 0,42, n = 24).
Nei pazienti pediatrici alla dose massima studiata (167 mg TID; 501 mg/giorno), la media geometrica della Cmax era di 1,39 mcg/mL e la media geometrica dell’AUCτ,ss era di 8 552 mcg·h/L, entrambi misurati allo stato stazionario (giorno 42).
Le esposizioni sia negli adulti sia nei pazienti pediatrici erano paragonabili.
Distribuzione
Mexiletina si distribuisce rapidamente nel corpo; il suo volume di distribuzione è ampio e varia da 5 a 9 L/kg nei soggetti sani.
eMexiletina si lega in maniera debole alle proteine plasmatiche (55%). Mexiletina attraversa la barriera placentare e si diffonde nel latte materno.
Biotrasformazione
Mexiletina viene metabolizzata prevalentemente (90%) nel fegato, principalmente attraverso la via metabolica del CYP2D6, pur essendo anche un substrato per CYP1A2. La degradazione metabolica avviene attraverso varie vie, comprese quella dell’idrossilazione aromatica e alifatica, dell’alchilazione, della deaminazione e dell’N-ossidazione. Molti dei metaboliti risultanti sono sottoposti a ulteriore coniugazione con acido glucuronico (metabolismo di fase II); tra questi vi sono i metaboliti principali p-idrossimexiletina, idrossi-metilmexiletina e N-idrossimexiletina.
L’influenza del fenotipo di CYP2D6 sul metabolismo di mexiletina è stata ampiamente studiata. Le farmacocinetiche di mexiletina sono caratterizzate da una clearance totale e renale significativamente più bassa, con conseguente prolungamento dell’emivita di eliminazione, maggiore esposizione e minore volume di distribuzione nei metabolizzatori scarsi rispetto ai metabolizzatori estensivi.
Circa il 10% viene escreto in forma invariata dai reni. Eliminazione
Mexiletina viene eliminata lentamente negli esseri umani (con un’emivita di eliminazione media di 10 ore, compresa tra 5 e 15 ore).
L’escrezione di mexiletina avviene essenzialmente attraverso i reni (il 90% della dose, incluso il 10% di mexiletina rimasta invariata).
L’escrezione di mexiletina può aumentare quando il pH urinario è acido rispetto a un pH neutro o alcalino. In uno studio clinico, il 51% della dose di mexiletina risultava escreto attraverso i reni a un pH urinario di 5, rispetto al 10% a un pH neutro. Variazioni nel pH urinario non dovrebbero avere alcun effetto sull’efficacia né sulla sicurezza.
Linearità/Non linearità
Nell’intervallo di dose compreso tra 83 e 500 mg è stata osservata una relazione lineare tra la dose e la concentrazione plasmatica di mexiletina.
Popolazioni speciali
Polimorfismo di CYP2D6
Il polimorfismo di CYP2D6 influenza la farmacocinetica di mexiletina. I soggetti che sono scarsi metabolizzatori (PM) di CYP2D6 mostrano concentrazioni di mexiletina più alte rispetto ai metabolizzatori intermedi (IM), estensivi (ovvero, normali) o ultra-rapidi (UM) del CYP2D6. Le percentuali di popolazioni etniche differenti in queste varie classi sono riportate nella Tabella 4 di seguito.
Tabella 4: Percentuali di diverse popolazioni etniche tra le classi di CYP2D6
| Etnia | Scarsimetabolizzatori (PM) | Metabolizzatori intermedi (IM) | Metabolizzatori ultra-rapidi (UM) |
| Caucasici | Fino al 10% | 1-2% | Fino al 10% |
| Africani | Fino al 10% | - | Fino al 5% |
| Asiatici | Fino al 5% | Più del 50% | Fino al 2% |
Peso
In analisi farmacocinetiche di popolazione, è emerso che il peso influenza la farmacocinetica di mexiletina.
Età
L’età non esercita alcun effetto clinicamente rilevante sull’esposizione di mexiletina negli adulti.
Informazioni farmaceutiche - NAMUSCLA 83 MG
Contenuto delle capsule
Amido di mais
Silice colloidale anidra Magnesio stearato
Involucro delle capsule (Namuscla 62 mg capsule rigide)
Titanio diossido (E 171) Gelatina
Involucro delle capsule (Namuscla 83 mg e 167 mg capsule rigide)
Idrossido di ferro (III) (E 172) Titanio diossido (E 171) Gelatina
Non conservare a temperatura superiore ai 30 °C.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.
Namuscla capsule rigide è confezionato in blister di alluminio/PVC/PVDC contenenti 30, 50, 100, 200 o 300 capsule in una scatola.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.